Antigravity.it Prima scuola di esperienze di levitazione in Europa Antigravity.it is a experience of levitation in Europe.
SOMMARIO:
I RAPPORTI SOCIALI
I "riconoscimenti"
Rudolf Steiner e la teoria dei sensi
Il senso dell'Io dell'altra persona
La Nascita Psicologica
L'importanza dei riconoscimenti
I riconoscimenti e gli adulti
Fame di cibo e fame di riconoscimenti
Cosa succede dopo il distacco dalla madre?
IL COMMERCIO DEI "BOLLINI"
Le persone fanno raccolta di buoni e cattivi sentimenti
Il neonato ed i sentimenti
La raccolta dei bollini inizia nella prima infanzia
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
I RAPPORTI SOCIALI
I "riconoscimenti" (1)
In questo studio il termine "riconoscimento"
definire un contatto intimo basato sul corpo, in pratica può prendere varie
forme (parola, carezza, tocco, abbraccio, bacio, ecc.). I primi
riconoscimenti sono quelli ricevuti da un infante, alcuni gli parlano,
altri lo abbracciano o lo accarezzano, ed altre ancora gli danno un
buffetto sulla guancia con la punta di un dito.
Dilatando il significato della parola "riconoscimento" si può
arrivare ad
utilizzarla per definire un atto con cui si "riconosce la presenza di
un'altra persona". Va notato che il riconoscimento può essere positivo
(fa
piacere a chi lo riceve) o negativo (non fa piacere a chi lo riceve).
Quindi "riconoscimento" può essere utilizzato per definire l'unità
fondamentale di un'azione sociale. Uno scambio di riconoscimenti
costituisce una transazione, che è l'unità fondamentale di ogni rapporto
sociale.
Rudolf Steiner e la teoria dei sensi (2)
Rudolf Steiner, attento investigatore nel campo dell'occultismo, fondatore
della scuola Antroposofica e dell'omonima Medicina, riconosce nell'uomo ben
12 sensi, di cui cinque attualmente conosciuti anche dalla scienza
ufficiale. Riprendiamo brevemente questi 12 sensi per poi dilungarci sul
senso dell'altra persona che, per il nostro studio, riveste un'importanza
fondamentale.
Attualmente, infatti, questo senso si va perdendo a causa della televisione
che non richiede agli ascoltatori il rispetto dovuto, fino a qualche
decennio fa, a chi stava parlando. A tal proposito, ricordiamo che nelle
tribù dei pellerossa Apache vigeva l'uso del "bastone della
parola". Un
bastone che veniva impugnato da chi prendeva la parola e che obbligava
tutti coloro che non lo avevano ad ascoltare rispettosamente. Forse, se lo
utilizzassimo anche noi nelle scuole ed in certe famiglie, potremmo
riportare un po' di armonia dove la si è da tempo dimenticata.
I 12 sensi, così come insegnati da Rudolf Steiner, vengono così suddivisi:
SENSI INFERIORI
- senso del tatto
- senso dell'equilibrio
- senso del proprio movimento
- senso della vita
SENSI INTERMEDI
- senso della vista
- senso dell'olfatto
- senso del gusto
- senso del calore
SENSI SUPERIORI
- senso del tono, timbro o udito
- senso della voce, della parola o della lingua
- senso del pensiero, del concetto o della rappresentazione
- senso del proprio "Io" e di quello degli altri
Il senso dell'Io dell'altra persona (3)
Immaginiamo due uomini a colloquio; l'uno ascolta attentamente quanto
l'altro gli dice. In questo momento null'altro lo interessa (così vogliamo
supporre), se non l'argomento che il compagno gli propone per mezzo del
linguaggio. Il nostro ipotetico ascoltatore sente il suono della voce
dell'altro, sente le sue parole, percepisce i suoi pensieri, concetti e
rappresentazioni ed inoltre non ha nessun dubbio che l'interlocutore sia un
essere dotato di "Io" quanto egli stesso.
Fra chi parla e chi ascolta vi è, in questo momento una profonda
differenza. Chi parla è, in certo qual modo, egoisticamente attivo;
sviluppa pensieri ed idee, le formula in parole e frasi, vive in un
elemento quotidiano. L'attento ascoltatore rinuncia però, come tale, ai
propri pensieri ed opinioni, si fa', in maniera altruistica, puro organo di
percezione di pensieri altrui. Infatti, nella misura in cui inizierebbe a
produrre pensieri propri non potrebbe più percepire i pensieri dell'altro.
In questa situazione immaginaria diventa particolarmente evidente la
straordinaria novità portata da Rudolf Steiner con la sua teoria dei sensi.
In base alle sue indagini egli ci spiega nei dettagli come, quando
percepiamo ciò che di un'altra persona ci si manifesta durante un
colloquio, abbiamo a che fare con vari organi di senso e non solo con
l'udito come comunemente riconosciuto.
D'altro canto il tono, il linguaggio, il pensiero e l'Io dell'altra
persona, rappresentano una realtà che può essere percepita così come, con
altri sensi, possiamo percepire odori, colori e calore. Le conseguenze di
questa scoperta per la vita umana in generale, e per l'educazione in
particolare, sono davvero notevoli...
La scienza attuale, per quanto ne sappiamo, riconosce solo l'esistenza di
cinque dei dodici sensi. I motivi di questo fatto sono comprensibili. E'
stato appena detto che alcuni di questi sensi danno testimonianza della
natura superiore dell'uomo, ragione per cui l'animale quale essere
puramente naturale, non li può possedere. Ora la scienza naturale odierna
non ha ancora la possibilità i limiti se li pone da sola di indagare la
natura superiore dell'uomo.
La Nascita Psicologica (4)
Nel momento della "nascita biologica", il piccolo, nel breve arco
di poche
ore, viene proiettato in una condizione catastroficamente diversa, in cui
egli si trova esposto a sensazioni, nuove per lui e senza dubbio
terrificanti, di freddo, scabrosità, pressione, rumore, mancanza di
sostegno, luminosità, separazione e abbandono estremi.
Il neonato, per un breve periodo di tempo, è avulso, separato, solo,
isolato. Le varie teorie sul trauma della nascita sostengono tutte che i
sentimenti prodotti da questo evento sono stati registrati e si trovano
depositati, in qualche forma, nel cervello... Nel giro di pochissimo tempo
un "salvatore" viene incontro al neonato: un altro essere umano che
lo
raccoglie, lo avvolge in calde coperte, lo sostiene, e inizia a confortarlo
"accarezzandolo"
A questo punto avviene la "Nascita Psicologica"
"riconoscimento"
così male. Si ha una riconciliazione, una reintegrazione di intimità, la
quale stimola il suo desiderio di vivere. Le carezze, o il ripetuto
contatto corporeo, sono essenziali alla sua sopravvivenza. Senza di esse
egli morirebbe, se non fisicamente, almeno psicologicamente.
La morte fisica, dovuta a uno stato noto col nome di marasma, un tempo era
un fenomeno frequente nei ricoveri per trovatelli, dove mancavano queste
prime carezze. Queste morti non erano attribuibili a nessuna causa fisica,
eccetto la mancanza di questo stimolo essenziale. Questa dolorosa
intermittenza mantiene il neonato in un costante stato di squilibrio. Nei
primi due anni di vita non possiede uno strumento di "pensiero"
concettuale, la parola, con cui poter elaborare una spiegazione
del suo stato precario in questo mondo.
Egli, tuttavia, REGISTRA CONTINUAMENTE gli stati d'animo prodotti in lui
dal suo rapporto con gli altri, principalmente la madre, e tali stati
d'animo dipendono direttamente dalla presenza e dall'assenza di carezze.
Chiunque lo accarezza è OK. La valutazione che egli dà di se stesso è
incerta perché i suoi stati d'animo positivi sono fugaci e ad essi subentra
di continuo la sensazione di NON essere OK. L'incertezza finisce per
convincerlo: IO NON SONO OK.
Piaget (5) basandosi su meticolose osservazioni di bambini nella prima
infanzia, crede che le informazioni che essi ricevono, sotto forma di un
guazzabuglio di impressioni, iniziano a disporsi in certe sequenze
strutturate nei primi mesi di vita e raggiungano il completamento entro il
termine del secondo anno. Infatti, a questa età, il bimbo è in grado di
assumere un atteggiamento, o raggiungere una conclusione, prima dell'uso
della parola.
Io sono dell'opinione che questo stato di equilibrio, evidente al termine
del secondo anno o durante il terzo, tragga origine dalla conclusione a cui
è giunto il bimbo in merito a se stesso e agli altri: il suo atteggiamento
verso la vita o la sua "posizione esistenziale" (vedi lettera La
Pace della
Mente n. 3, N.d.R.). Una volta stabilito il proprio atteggiamento, egli ha
qualcosa di solido su cui costruire, una certa base di prevedibilità
L'importanza dei riconoscimenti (5)
Spitz (6), basandosi su dati da lui raccolti, ha stabilito che gli infanti
che, per un lungo tempo, sono privati di cure e carezze non crescono bene,
vanno verso un declino irreversibile e sono facili a soccombere per qualche
malattia. Questo fenomeno, a tutti gli effetti, mostra che la privazione
emotiva può avere conseguenze fatali. Le osservazioni di Spitz hanno
portato alla formulazione di una teoria, secondo la quale, un infante
necessita tanto di cibo fisico quanto di stimoli emotivi. Tra questi
stimoli i favoriti sembrano essere quelli forniti dall'intimità fisica
(carezze, abbracci, ecc.).
Questa teoria ha trovato un conferma sperimentale nei straordinari
esperimenti compiuti da S. Levine (7). Questi esperimenti hanno dimostrato
come lo sviluppo fisico, emotivo e mentale di alcuni topi, nonché la
biochimica del loro cervello e la resistenza alla leucemia, aumentavano sia
con carezze gentili che con dolorose scosse di corrente elettrica.
Pertanto, se ne deduce che ciò che conta è il fatto di essere visti e
considerati, non importa se questo significa piacere o dolore.
I riconoscimenti e gli adulti (8)
La mancanza di stimoli sensoriali è in grado di creare delle problematiche
anche nelle persone adulte, si possono infatti instaurare delle psicosi
transitorie o dei temporanei disturbi mentali. Nel passato, si sono potuti
riscontrare i danni arrecati da questa privazione nelle persone condannate
a periodi di prigionia in isolamento. E' risaputo che questo tipo di
prigionia è una delle punizioni più temute anche dai prigionieri resi duri
dalla brutalità fisica.
E' probabile che dal lato biologico gli stimoli corporei, emotivi e
mentali, possano essere in relazione con gli scambi organici e la loro
mancanza possa creare, almeno indirettamente, dei mutamenti degenerativi
nelle cellule del cervello. Questo può anche essere un effetto secondario
dovuto a malnutrizione, però la medesima può essere conseguente all'apatia
generata dalla mancanza di stimoli. Si può quindi stabilire una catena
biologica, che parte dalla privazione emotiva e sensoriale, per
attraversare uno stato di apatia che si conclude con la morte.
Fame di cibo e fame di riconoscimenti (10)
La fame di stimoli, per la sopravvivenza umana, ha la stessa importanza
della fame di cibo. Vi sono infatti molti parallelismi, non solo biologici
ma anche psicologici e sociali, tra la fame di stimoli e quella di cibo.
Parole come malnutrito, sazio, buongustaio, goloso, sono trasferibili
facilmente dal campo di nutrizione a quello delle sensazioni. Mentre il
mangiar troppo ha il suo parallelo in una eccessiva stimolazione la
malnutrizione trova il suo riscontro in colui che non ha contatti sociali.
Quando nella sfera sensoriale o in quella dei contatti sociali vi sarà
un'ampia disponibilità di soddisfacimento, le scelte saranno pesantemente
influenzate dai gusti individuali. E' possibile che alcune o molte di
queste scelte siano determinate costituzionalmente, ma questo è irrilevante
ai fini del nostro studio.
Cosa succede dopo il distacco dalla madre? (11)
Ciò che preoccupa in campo psicologico è quanto accade dopo che un infante
non può più fruire di un intimo contatto con sua madre perché è cresciuto
a
sufficienza ed i periodi passati in braccio alla mamma si fanno sempre più
brevi. La fame di stimoli cessò forse dopo questo "distacco"? Gli
esami
fatti a tal proposito dimostrano proprio il contrario, in quanto sia la
fame di cibo che quella di stimoli rimangono, più o meno latenti, e
accompagnano ogni individuo per tutta la sua vita. Pertanto un individuo
sarà sempre alla ricerca di cibo per appagare la sua fame biologica e di
stimoli sociali per soddisfare quella psicologica.
Un aspetto di questo fenomeno ci viene fornito dalle varie forme di
contatti sociali che rappresentano il modo di continuare l'intimità fisica
di un tempo; l'altro è lo sforzo continuo che ogni individuo compie per
poterli ottenere.Mentre sarà abbastanza facile soddisfare la fame di cibo
quella di riconoscimenti richiederà spesso dei compromessi. Pertanto
l'individuo si troverà costretto ad escogitare dei modi alquanto sottili,
talvolta simbolici, per poter maneggiare gli altri e portare a casa qualche
segno di
riconoscimento, anche se questo non necessariamente dovrà essere positivo.
La fame di riconoscimento, d'altro canto, varia da persona a persona. Per
un attore possono essere necessari centinaia di riconoscimenti alla
settimana da parte di anonimi ammiratori. Uno scienziato, invece, può
tenersi fisicamente e mentalmente sano con un solo riconoscimento all'anno
ricevuto dal direttore dell'Ente di ricerca in cui lavora.
IL COMMERCIO DEI "BOLLINI"
"La vita è come una cipolla; se ne toglie una buccia al giorno, e
qualche volta viene da piangere".
(Carl Sandburg).
Le persone fanno raccolta di buoni e cattivi sentimenti (12)
Il termine bollini è preso in prestito dalla pratica con cui, all'acquisto
di qualche prodotto, qualche negoziante offre dei bollini che, incollati su
una tessera, danno luogo alla riscossione di un premio quanto tutta la
tessera è stata riempita.
Nell'Analisi Transazionale vengono definiti con bollini di vario colore i
sentimenti buoni o cattivi che uno sperimenta dentro di sé. Ad esempio,
quando si riceve un riconoscimento positivo si collezione un bollino d'oro
mentre, quando se ne riceve uno negativo si colleziona un bollino grigio.
Segue un tentativo di associazione tra qualche sentimento ed il colore dei
bollini. E' ovvio che il colore dei bollini non ha nessuna importanza, ciò
che conta è il sentimento provato.
- bollini rossi per rabbia,
- bollini blu per i sentimenti che deprimono,
- bollini bianchi per quando ci si sente buoni o corretti,
- bollini verdi per sentimenti di invidia, gelosia, ecc.,
- bollini d'oro per i riconoscimenti positivi,
- bollini grigi (o marrone come qualcuno preferisce) per i riconoscimenti
negativi.
Il neonato ed i sentimenti (13)
Un neonato, nasce capace di provare tutti i sentimenti che variano
dall'affezione all'ira. All'inizio risponde istintivamente a ciò che prova,
gridando, facendo versi o coccolandosi. Nel tempo, poi, il bimbo adatta i
sentimenti che prova in relazione alle esperienze che fa. Per esempio, i
bimbi sono naturalmente affettuosi, però possono imparare a divenire rigidi
e ritirarsi con timore quando qualcuno avvicina alla culla.
I bambini cercano naturalmente i momenti di piacere e di sfuggire a quelli
di dolore, comunque si possono adattare al punto di cercare il dolore ed al
limite la morte. I bambini sono per natura centrati su se stessi, comunque
possono imparare a sentirsi in colpa quando vogliono qualcosa per se stessi.
La raccolta dei bollini inizia nella prima infanzia (14)
I bambini non nascono coi loro sentimenti già programmati nei riguardi
degli oggetti e delle persone che li circondano. Comunque ciascuno di essi
impara assai presto con chi può mostrarsi coccolone, con chi restare
rigido, con chi sentirsi in colpa; chi temere e chi detestare. Nello stesso
modo impara con chi ed in quale occasione sentirsi colpevole.
Ogni bimbo, pertanto, riceve degli stimoli che fanno nascere in lui
determinati sentimenti e reagisce nel modo più opportuno per poter
sopravvivere. In altre parole, impara a raccogliere bollini ed a
distribuirli intorno a sé. Sebbene ciascuno bambino esperimenti tutti i
tipi sentimenti, ognuno di essi impara ad adattarsi ad un sentimento
preferenziale; il sentimento che generalmente prova quando in casa sua si
crea qualche tensione. Perciò i bambini che si sentono dire continuamente:
1. "Mi vergogno di te!" o "Dovresti vergognarti di te
stesso!", imparano a
collezionare bollini di colpevolezza.
2. "Aspetta che ritorni tuo padre e vedrai quante botte di dà!",
imparano a
raccogliere bollini di paura.
3. "Non parlare con quelle persone; è meglio che non ti fidi di
loro",
imparano a raccogliere bollini di sospetto.
4. "E' mai possibile che non capisci niente?" o "Sei proprio
uno scemo.",
imparano a raccogliere bollini di stupidità.
Riferimenti bibliografici
1) Eric Berne, "Games people play", pag. 15,
Grove Press Inc. New York, 1967.
2) Rudolf Steiner, "L'organismo sensorio dell'uomo",
Associazioni per la pedagogia stenieriana, Milano e Roma, 1976.
3) Ibid.
4) Thomas A. Harris, "Io sono Ok, tu sei OK", pagg.. 65-66,
Rizzoli Editore, Milano, 1974.
5) Piaget, "The Construction of Reality" in the Child,
New York, Basic Books, 1954.
6) Eric Berne, "Games people play", pagg. 13-14,
Grove Press Inc. New York, 1967.
7) R. Spitz, "Hospitalism: Genesis of Psychiatric Conditions
in Early Childhood",
Psycoanalitic Study of the Child. 1:53-74, 1945.
8) S. Levine, "Stimulation in infancy", Scientific American,
202: 80-86, May 1960.
9) Eric Berne, "Games people play", pagg. 13-14,
Grove Press Inc. New York, USA, 1967.
10) Ibid., pag. 14
11) Ibid., pag. 14
12) D. Jongeward and M. James, "Winning with people", pag. 62,
Addison-Wesley Publishing Company, Reading, Massachusetts, USA, 1973.
13) M. James and D. Jongeward, "Born to win", pag. 188,
Addison-Wesley Publishing Company, Reading, Massachusetts, USA, 1973.
14) Jongeward and M. James, "Winning with people", pag. 62,
Addison-Wesley Publishing Company, Reading, Massachusetts, USA, 1973.
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il programma del corso e le lezioni individuali program eglish le program en francaise programma espagnolo russian program
donare è più bello
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antigravity
mistic propulsion space e training for space man whit yoga in Rome Italy
Vatican ..
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antigravitation, force physique présentée comme une hypothèse qui frésiste à la force de gravité (Physique) antigravitación (en física - fuerza hipotética contraria a la fuerza de la gravitación) antigravitatie (in fysica-hypothetische kracht tegengesteld aan aantrekkingskracht) anti-gravidade, força hipotética contrária à força da gravidade Antigravität (in der Physik der Anziehungskraft entgegenwirkende Kraft)
Με την έννοια της αντιβαρύτητας (antigravity) εννοούμε μία υποθετική δράση η οποία αντιτίθεται στην επίδραση της βαρύτητας. Η αντιβαρύτητα μέχρι σήμερα δεν αποτελεί επίσημο και αυστηρά καθορισμένο επιστημονικό όρο. Χρησιμοποιείται γενικά για να υποδηλώσει την κατανίκηση της βαρύτητας με τη βοήθεια κάποιων τεχνητών μεσων, αλλά επίσης χρησιμοποιείται και στην προσπάθεια εξήγησης της επιταχυνόμενης διαστολής του σύμπαντος. Μέχρι σήμερα η επιστήμη δεν έχει καταφέρει να αποδείξει την ύπαρξη μίας τέτοιας δύναμης, όπως επίσης και οι υφιστάμενοι φυσικοί νόμοι δεν προβλέπουν την ύπαρξή της (ούτε όμως την απαγορεύουν). Παρ΄όλα αυτά, υπάρχουν αρκετές θεωρίες, μελέτες και πειράματα που ασχολούνται με τους τρόπους με τους οποίους θα ήταν δυνατό να επιτευχθούν φαινόμενα αντιβαρύτητας, αλλά και να εξηγήσουν επίσης την επιταχυνόμενη διαστολή του σύμπαντος. Μεταξύ αυτών, ορισμένα υπονοούν και την ανάγκη ύπαρξης της επίσης υποθετικής, εξωτικής αρνητικής μάζας (πχ μοντέλο σκουληκότρυπας, Alcubierre ή warp drive). ÇEKİM KESME ETKİSİ:Mahiyeti henüz keşfedilmemiş bir enerji sahasının, roket araçları ve insan vücudu gibi kütleler üzerinde yer çekim kuvvetini kaldırdığı veya azalttığı sanılan etki
(ש"ע) אנטיגרביטציה (בפיסיקה-כוח היפותטי המנוגד לכוח המשיכה)