Antigravity.it la teoria delle stalatiti ecentriche si basa sui canali energetici e sulle foto qui pubblicate che ne mettono in evidenza il tracciato ... sono state fatte per mettere in luce quanto sia difficile correlare i campi di forza delle correnti magnetiche negli anni e la deposizione di aragonite o calcite sulla roccia di colore bianco...
http://www.antigravity.it/brasil/106_0287.jpg fino
http://www.antigravity.it/brasil/106_0192.jpg eccola come si contorce per salire su
http://www.antigravity.it/brasil/106_0202.jpg
http://www.antigravity.it/brasil/106_0203.jpg
c'è una relazione tra questo cerchio nel grano e la figura
di stallatite eccentrica dell grotta .. E UN FENOMENO CHIAMATO ORBS CHE HO
FOTOGRAFATO NEL ESTATE DEL 2004 A LATINA NEL CIRCEO
LA SPIEGAZIONE DEL CERCHIO DEL GRANO E UGUALE ALLA
SPIEGAZIONE DELLA STALLATITE ECCENTRICA
SI CREANO COME DELLE STUTTURE DI MICRO CLUSTER CHE HA ANCHE DIMOSTRATO
ALL FOX DI SALT LAKE CITY YUTA

e la formazione di mappe molto dettagliate di età sumera e di età egizia guarda caso ilmio maestro di fisica e di sumero era un inziato .. e lui che mi diede i codici negli appunti sumeri .. ed io li elaborai in anteprima ..

http://www.antigravity.it/brasil/106_0223.jpg
http://www.antigravity.it/brasil/106_0225.jpg
http://www.antigravity.it/brasil/106_0226.jpg
cosa aspetti a comperare il cd con tutti i video e le foto della teoria .. del' antigravità.
una scoperta rivoluzionaria per tutti noi .
http://www.antigravity.it/brasil/106_0227.jpg

allla foto http://www.antigravity.it/brasil/106_0303.jpg
come si può vedere dallas equenza delel immagini c'è come un canale fatto di aragonite lungo .. e stretto che si incrocia con il centro della stallatite eccentrica e propio qui che c'è il nodo antigravitazionale

la
x che si forma tra l intersezione delle due correnti produce questo effetto antigravitazionale .
http://www.antigravity.it/brasil/106_0287.jpg

per i video delle teorie

http://www.antigravity.it/brasil/106_0229.mov
http://www.antigravity.it/brasil/106_0250.mov
http://www.antigravity.it/brasil/106_0251.mov
http://www.antigravity.it/brasil/106_0261.mov
http://www.antigravity.it/brasil/106_0270.mov
http://www.antigravity.it/brasil/106_0281.mov
i mandala che possiamo mettere dentro la amaca per portare gioia ed armonia nelle mente degli stressati .
i cristalli dentro l amca come le campane tibetane portano benssere e gioia
http://www.antigravity.it/brasil/106_0303.jpg


dal sumero si possono interpretare i dati dei nodi magnetici già alle date di 300.453 avanti cristo .

Trasportare il diapason scientifico da 432 vibrazioni ad un diapason disarmonico di 440, è stato praticamente come condannarci all'esposizione di armoniche dannose per il nostro equilibrio.
<!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--> Le ricerche di Maria Renold. Meglio nota come la “sacerdotessa del tuning” (cioè dell’intonazione), studiò a lungo le differenti accordature ed i relativi effetti riscontrati sul pubblico.Se rimane un punto fermo l’oscillazione a 432 Hz, la sua logica di accordatura (in sostanza, come arrivare ad ottenere i 432 Hz...) non è per niente scontata.
La cosa più
interessante è la menzione ad un certo
Heinrich Schreyber, o Henricus Gram-mateus che,
a
quanto sembra, impostò “a orecchio”la corretta intonazione nel 1518, senza nemmeno realizzare – come al solito le migliori scoperte avvengono “per caso” –ciò che aveva ottenuto: un vero e proprio sistema d'intonazione, definito dalla Renold, di “dodici quinte reali”.
<!--[if !supportEmptyParas]-->[Piccola nota su Gustavo Rol che, a questo proposito, mi sembra necessario farvi conoscere. Adolfo Gustavo Rol, torinese, fu acclamato dai potenti della Terra (presidenti degli Stati Uniti, ma anche registi come Fellini, miliardari come Giovanni Agnelli, dittatori come Mussolini, ecc.), tutti a chiedere consiglio e a tenere in grande considerazione il suo parere.
Di lui si narrano magie strabilianti (ad esempio, oltre che veggente, pare potesse viaggiare nel tempo portando con sé altre persone, far attraversare agli oggetti i muri, ecc.), che egli tendeva a sminuire. Si considerava semplicemente un “precursore”, perché sosteneva che tali poteri sono latenti nell’uomo e, un giorno, tutti sapremo usarli.
Attraverso la tecnica della Musicoterapia attiva faremo l'esperienza pratica della caratteristica vibrazionale dei cinque elementi, i Bhuta.
Nei workshop di Musicoterapia esperienziale utilizziamo un approccio espressivo artistico e fenomenologico. L'incontro non prevede un percorso terapeutico.
La musicoterapia è una tecnica di comunicazione non verbale che facilita l'integrazione spaziale, temporale e sociale dell’individuo, attraverso l' armonizzazione dell’apparato senso, percettivo e motorio, per mezzo dell’impiego della musica e del suon
Le tecniche musicoterapiche possono essere anche utilizzate in seminari e workshop come un’esperienza corporea, espressiva e relazionale.
Attraverso i linguaggi artistici possiamo dare vita al nostro mondo interno e prendere contatto con noi stessi.
Il lavoro musicoterapico si basa sul concetto secondo cui la percezione dell’espressione musicale permette un grado di connessione, tra la realtà interna ed esterna, più profondo e veloce della percezione dell’espressione verbale.
i vimara seguono le linee di campo delle stallatiti eccentriche e degli orbs dei cerchi del grano
Un tempo gli dèi si mostravano agli uomini nei vimana, splendidi
velivoli frutto di una tecnologia impressionante. Negli antichi trattati indiani
il segreto della loro costruzione e gli eventi catastrofici che mutarono la
Terra.
È ormai assodato che le più antiche civiltà terrestri maturarono
alte conquiste nel campo letterario, artistico, politico e metafisico,
espressione di un elevato grado di crescita intellettuale fiorita nel corso
degli anni. Diversi regni potenti si succedettero nel dominio di vasti territori
del mondo conosciuto, con l’annessione di altri popoli sotto la loro egida,
segno di una compagine statale determinata ed efficiente.
Altra cosa è
affermare che i nostri predecessori erano in possesso di una tecnologia elevata
che ricorda da vicino i traguardi scientifici del terzo millennio. Una simile
tesi stravolgerebbe completamente l’odierna società, vanificando di colpo un
lento cammino di conquiste costellato di sacrifici che hanno donato alla nostra
specie lo status di Homo Sapiens Sapiens.
Il primo passo da compiere è
accogliere con mente aperta gli antichi testi sacri in chiave scientifica,
svelando in tal senso l’oscura terminologia di individui che assistettero a
fenomeni fuori della loro comprensione. Se nei medesimi libri troviamo, però,
dettagliate descrizioni tecniche in un linguaggio moderno di strane macchine
mosse da un’energia sconosciuta, le cose assumono un’altra prospettiva. Lo
scrittore, anche se all’oscuro di principi aeronautici, padroneggiava specifiche
conoscenze che gli permisero di svelare un’antica scienza. Ammetterlo conduce al
passo successivo, la ricerca comparata di prove che svelino il segreto dei
vimana.
L’arte di dominare il cielo
La parola vimana in
sanscrito è formata dal prefisso vi, “uccello” o “volare”, e dal suffisso man
che indica “luogo abitato costruito artificialmente”. Il vocabolo assume così il
significato di “uccello artificiale abitato”. Nel 1875, venne scoperto un antico
manoscritto del IV sec. a.C. composto dal saggio Bharadwaja (presumibilmente
basato su fonti di epoca vedica), il Vymaanika-Shastra o Scienza
dell’Aeronautica, che riporta in dettaglio la costruzione e le caratteristiche
di volo di un vimana, il quale si differenzia in quattro modelli principali
dalle diverse funzioni: Shakuna, Sundara, Rukma e Tripura. I disegni che
emergono in base alle descrizioni mostrano autentiche navi spaziali.
Il
testo contiene in apertura questa affermazione: “Gli esperti in scienza
aeronautica dicono:’Ciò che può volare da un posto all’altro è un Vimana’. Gli
esperti dicono che ciò che può volare nell’aria, da un’isola ad un’altra isola,
da un mondo ad un altro mondo, è un Vimana”. La possibilità di raggiungere altri
pianeti nel cosmo era normale a quei tempi, risultato di una scienza elevata che
esplorava i confini del sistema solare e asseriva l’abitabilità di Mercurio,
Venere, Marte, Giove, Saturno, il Sole e la Luna. Una carta stellare del 4.000
a.C., appartenuta allo studioso David Davenport, mostra i contatti tra la Terra
e altri sistemi stellari lontanissimi, patria di civiltà evolute. Gli stessi
yogi, potenziando la mente, varcano sconosciuti regni
sovradimensionali.
Il Vymaanika–Shastra, dopo aver fornito istruzioni
sull’equipaggiamento e la dieta dei piloti simile a quella degli astronauti,
prosegue elencando 32 segreti che gli stessi devono adottare in volo, il più
importante dei quali il trasferimento di poteri spirituali latenti nell’uomo
alla macchina stessa. Seguono: invisibilità, alterazione della forma, velocità
ipersonica, radar, telecamere spia e apparati di rilevamento sonoro, raggi
infrarossi, creazione di ologrammi per confondere i nemici, concentrazione della
luce solare su vaste zone, oscurità temporanea, armi ultrasoniche e
batteriologiche. Poche le differenze con gli odierni velivoli
spia.
Gli scienzati dell’Universo
Ma il Vymaanika–Shastra non
è l’unica opera in circolazione sui vimana; nella letteratura indiana, la quasi
totalità dei testi sacri ne fa menzione, dai quattro Veda, ai Brahmana, allo
Srimad–Bhagavatam sino a comparire in numerosi trattati di varia natura,
classificati come cronache documentate. Tra questi, il Samarangana Sutradhara
stabilisce che le aeronavi disponevano di una propulsione a mercurio e potevano
muoversi anche grazie al suono. Il Drona Parva, una parte del più ampio
Mahabharata, ce ne illustra le modalità: “La Mente divenne il suolo che
sosteneva quel vimana, la Parola divenne il binario sul quale voleva procedere…E
la sillaba OM piazzata davanti a quel carro lo rendeva straordinariamente bello.
Quando si mosse, il suo rombo riempì tutti i punti della bussola”.
La
necessità di tenere nascoste ai profani le vie del cielo per il bene
dell’umanità fu il proposito di re Ashoka, imperatore buddhista della dinastia
Maurya vissuto in India dal 304 al 232 a.C. Egli creò la “Società Segreta dei
Nove Sconosciuti” con il compito di catalogare la scienza del tempo in nove
libri, tra cui I segreti della gravitazione, custodito in luoghi remoti
dell’Asia. Diversi anni fa i Cinesi rinvennero antichi documenti sanscriti che
trattavano dell’energia antigravità presente nell’uomo capace di far levitare
ogni cosa. I veicoli interstellari chiamati “Astras”, avevano la facoltà di
rendersi invisibili grazie all’energia antima e di operare deviazioni nello
spazio–tempo tramite la facoltà di “diventare pesanti come una montagna di
piombo”. Notiamo che “astra” in lingua latina è il plurale di stella, mentre
antima ha dato origine ad antimateria, etimologicamente un’energia composta
interamente di antiparticelle. Una simile conoscenza era interamente opera umana
o scaturiva dalle profondità celesti, perfettamente note agli scienziati
indù?
Vimana, dono degli dèi
La forma aerodinamica degli
apparecchi spinse ad innalzare meravigliose strutture sacre di forma piramidale,
vimana per i seguaci del tantrismo, ancor oggi visibili in tutta l’India, che
indicano il tempio del dio in movimento. Varie razze di divinità, costantemente
in contatto con i monarchi indiani, assistevano ai sacrifici rituali spandendo
fiori dai loro vimana, e riprendevano al termine la via del
cielo.
Arjuna, leggendario eroe vedico amico di Krishna, parla nei suoi
viaggi interplanetari di lontane regioni ove non brillano Sole e Luna, ma stelle
fulgenti piccolissime se osservate dal pianeta azzurro. Il re Citaketu viaggiava
nello spazio su un veicolo luminoso donatogli dal dio Vishnu e si imbatte in
Siva, che scompare velocemente alla vista nella sua astronave.
Il
Mahabharata descrive un utilizzo tattico dei vimana in guerre campali, con il
lancio di proiettili sfolgoranti che vaporizzano le creature seminando il panico
e narra le vicende del monarca Salva che, desideroso di annientare la città di
Krishna, ottiene dall’architetto di un altro sistema planetario un portentoso
vimana. Il re bombarda inizialmente dall’alto la cittadella con sassi e tronchi
d’albero, e utilizza in seguito un’arma capace di manipolare le condizioni
atmosferiche, ma alla fine Krishna otterrà la sua vittoria fronteggiando in
cielo Salva grazie a un missile ad ultrasuoni che uccide all’istante. L’episodio
svela che l’uomo, debitamente istruito, era pur sempre impotente di fronte a una
simile tecnologia, appannaggio degli dèi, che portò millenni prima al trionfo
del glorioso Impero Rama, in una terribile guerra stellare ricordata nel
Ramayana di Valmiki.
La vittoria di Rama
Il celebre poema
epico indiano narra la storia di Rama, settima incarnazione del dio Visnhu, che
prende in sposa la principessa Sita e stabilisce un vasto impero tra Iran e
Afghanistan, noto nei testi classici come “Le sette città dei Rishi”. Il
malvagio Ravana, re di Lanka, rapisce la donna che Rama parte a liberare con
l’aiuto di Hanuman, uccide Ravana e infine rade al suolo la sua città.
Storicamente esistette una dinastia Ravana che regnò a Lanka per quattrocento
anni, delineandosi in tal modo uno scenario che ispirò il successivo racconto
dell’Iliade di Omero, ove due imperi combattono a causa di una donna. Quello che
interessa è il frequente ricorso nel poema a macchine volanti equipaggiate con
armi incredibili, che sino all’ultimo decidono le sorti della
battaglia.
Nel quindicesimo capitolo compare il Pushpaka Vimana, enorme
aeronave dorata appartenuta a Brahma, che Ravana sottrae al fratello e guida con
l’aiuto di uno strano essere umanoide. In cielo guerreggia con una schiera di
astronavi nemiche lanciando missili, giunge a Lanka e Rama vincitore si
impossessa del velivolo che lo condurrà infine nella residenza paterna. Durante
la traversata, Rama illustra a Sita i luoghi dello scontro, indicando Lanka
dimora dei titani, nome di una razza che tornerà utile nel corso della nostra
ricerca. Lanka, in dravidico antico “isola“, viene descritta come un baluardo
circondato d’acqua oltre un’oceano vastissimo, particolare che ha suggerito agli
studiosi David Davenport ed Ettore Vincenti l’identificazione con l’opulenta
Mohenjo Daro, in Pakistan. Lanka era bagnata dal fiume Indo più volte definito
oceano e confinava a sud–est con l’impero di Rama. Se i nessi geografici
corrispondono, ancor più sconvolgenti le scoperte archeologiche.
Il
luogo della morte
La nascita di Mohenjo Daro sembra avvenire dal nulla.
Fiorente metropoli che contava 30.000 abitanti, era progettata secondo un
moderno schema architettonico a griglia e vantava un eccellente sistema di
fognature, nonché un enorme piscina. Il suo nome, “luogo della morte”, deriva
dal ritrovamento di 44 scheletri in vari quartieri della città, quando venne
intrapresa un’esplorazione sistematica delle sue rovine da Sir Mortimer Wheeler
nel 1945. La sua scoperta si deve però all’archeologo R. D. Banerjee che
ottant’anni fa portò alla luce gli edifici sottostanti su cui sorgeva una stupa
buddhista del 300 a.C.
Gli scheletri, sparsi in un’area precisa della
metropoli, giacevano scomposti con le membra contorte, segno che la morte li ha
colti all’improvviso. L’attacco da parte di tribù ariane, mito letterario creato
dal nulla, non sussiste, poiché non vi sono armi accanto ai corpi e soprattutto
le ossa presentano strane carbonizzazioni e calcinazioni, dovuto agli effetti di
un’esplosione nucleare. Soltanto una bomba a fusione è in grado di provocare
simili devastazioni, con un epicentro da cui irradia l’onda d’urto che viene a
creare sull’area colpita tre zone distinte, come a Mohenjo Daro. Il Survey of
India (Istituto di Cronologia) ha sinora individuato le date di alcune battaglie
cruciali in base ai riferimenti astrologici dei Veda, effettuando una
comparazione sui reperti archeologici della Valle dell’Indo. Nel caso di Mohenjo
Daro, gli esperti hanno riscontrato un salto di oltre quattrocento anni rispetto
alla cronologia accertata, suggerendo una contaminazione nucleare dei resti
organici. Davenport e Vincenti hanno rinvenuto lontano dagli scavi archeologici
una piana con oggetti d’uso comune vetrificati, che ad un’attenta analisi
risultavano irradiati dall’Uranio del Plutonio e del Potassio 40 a livelli fuori
della norma.
Prove sufficienti ad avvalorare un’antica guerra tra esseri
stellari, che impressionarono la memoria dei nativi. Un manufatto di pietra
scolpita mostra un casco con visiera sottile totalmente differente dagli elmi
allora in uso e più vicino a quello di un pilota, mentre il Palazzo del
Governatore cinge un ampio cortile che un tempo aveva ospitato, forse, il
Pushpaka Vimana. Senza contare che un quarto soltanto della città è stato sinora
riportato alla luce; ma i riscontri non finiscono qui.
Secondo le antiche
leggende, i signori del cielo irati con Lanka polverizzarono sette città con una
luce che brillava come mille Soli ed emanava il rombo di diecimila tuoni. Nel
Ramayana, il saggio Rishi avverte gli abitanti del suo eremo di scappare lontano
dal Gran Deserto del Thar, poiché di lì a sette giorni una pioggia di ceneri
avrebbe messo fine al regno di Danda, cognato di Ravana. Gli scheletri ritrovati
a Mohenjo Daro sono in numero esiguo rispetto alla totalità degli abitanti,
fuggiti di colpo per evitare la purificazione celeste. Scienza e mitologia si
fondono e ancora un volta gli antichi testi confermano le odierne
scoperte.
Un segreto da dimenticare
Ma una guerra atomica a bordo
dei vimana è un episodio circoscritto alla sola India? Alcune caverne in
Turkestan e nel deserto del Gobi contenevano dispositivi semisferici di vetro e
porcellana con un’estremità conica ripiena di mercurio, che gli scienziati
sovietici hanno definito “antichi strumenti per la guida di veicoli cosmici”.
Resti di remote metropoli vetrificate giacciono, poi, tra le sabbie del Gobi che
un tempo era patria di civiltà evolute scese a formare l’uomo. Furono loro a
governare Atlantide, che aveva in dotazione un Vimana–Vailixi adoperato per una
battaglia sulla Luna. Le Stanze di Dzyan, testo occulto del Tibet, narra che il
Grande Re dal Volto Abbagliante ipnotizzò i Signori Oscuri conscio della
distruzione di Atlantide e si impadronì con il suo popolo dei vimana nemici, per
raggiungere terre lontane.
Nelle città sotterranee di Akakor, in Brasile,
esistono strane mappe su cui appaiono il sistema solare con diverse lune, due
isole nell’Atlantico e nel Pacifico inabissatesi a causa di uno scontro nel
cielo tra due razze stellari che perturbò le orbite di Marte e Venere (cfr. Il
regno di Akakor, ACAM Sezione Civiltà Enigmatiche).
Gli Indiani Hopi del
Nordamerica ricordano nei loro miti il Terzo Mondo popolato da uomini che con i
patuwwota (scudi di cuoio) si mossero guerra annientando la civiltà. Nell’ovest
degli USA esistono numerose rovine consumate dalle radiazioni nucleari a perenne
memoria. Gli edifici delle Sette Cidades, vicino al Rio Longe, presentano tracce
di cristallizzazione che assomigliano a quelle di Sacsayhuaman, in Perù,
distribuite in un’area di 15.000 m2.
Sul Monte Rano–Kao, nell’Isola di
Pasqua, si trova una grande spaccatura segno di un intenso calore che ha fuso
l’ossidiana sul terreno e ha lasciato un cratere circolare poco distante.
Incisioni di legno mostrano individui stravolti colpiti da forti
radiazioni.
Anche il Medioriente conserva testimonianze di sviluppi
tecnologici avanzati. Le Halkatha, vecchie leggi babilonesi, recitano: “Guidare
una macchina volante è un grande privilegio. La conoscenza del volo è
estremamente antica, un dono degli dèi del passato per sopravvivere”. Un testo
caldeo, il Sifr’ala, descrive minuziosamente le parti costruttive di un aereo
quali bobine di rame, sfere vibratorie e aste di grafite soffermandosi
sull’aerodinamicità del veicolo. Il resoconto più famoso del Medioriente di un
antico volo nel cosmo vede protagonista il re antidiluviano di nome Etana che a
bordo di un’aquila scompare nel cielo e osserva dall’alto la Terra diventare
sempre più piccola.
Preziosi per una comparazione con l’epica indiana
sono le cronache sumere di una guerra furiosa scoppiata tra fazioni opposte di
dèi per il possesso delle Terra, che provoca un vento radioattivo dalla Penisola
del Sinai, cosparsa ancor oggi di pietre annerite. Molti ricorderanno il reperto
di Toprakkale, conservato al Museo Topkapi di Istanbul, che raffigura una sorta
di shuttle guidato da un individuo in tuta spaziale, chiara conferma di remota
tecnologia operante in area mesopotamica.
Dalla vicina penisola arabica,
la mitologia indiana giunse sino in Grecia, dimora di un pantheon assortito al
cui apice regnava Zeus. Il nome deriva dal sanscrito Dyaush–Ptr, che ha
originato il corrispondente latino Giove Padre, in seguito relegato a semplice
aiutante del tonante Indra. Zeus era descritto come potente divinità che
scagliava fulmini, eco lontana di armi tremende adoperate nella guerra decennale
che lo oppose alla razza semidivina dei Titani: “Allora Zeus…dal Cielo scagliò i
suoi dardi infuocati. I fulmini che lanciò erano potenti di rumore e di luce…I
Titani nati dalla Terra furono avvolti da un bruciante vapore. Innumerevoli
fiamme salirono sino al chiaro etere. Lo splendore delle pietre dei fulmini e
dei lampi accecava gli occhi anche dei più forti”. Queste le ultime
testimonianze del conflitto piovuto dal cielo, opera di esseri dalle fattezze
umane, venerati dai nostri progenitori come dèi. Il tempo cancellò il ricordo
delle loro imprese e il silenziò calò sulla tecnologia aeronautica, nata per
valicare i confini del cosmo. I carri celesti disparvero dalla Terra, lasciando
a pochi eletti il dominio dei cieli. Un manoscritto nepalese di età indefinita
racconta che un antico re indiano, incapace di pilotare un vimana, convoca un
esponente degli Yavanas, una stirpe bionda dalla pelle chiara discendente di Noè
che abitava il Mediterraneo orientale dopo il Diluvio. Il monarca si librò in
aria ma non venne mai a conoscenza del segreto del volo appartenuto agli dèi e
un tempo custodito nella sua terra.
Bibliografia
Autori vari
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Compassi, Valentino
Dizionario dell’universo sconosciuto, SugarCo, 1989
Davenport, W. David –
Vincenti, Ettore 2000 a.C.: distruzione atomica – SugarCo, 1979
Dopatka,
Ulrich Dizionario UFO – Glossario di preastronautica, Sperling & Kupfer,
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Feuerstein, George – Kak, Subhash – Frawley, David Antica India la culla
della civiltà, Sperling & Kupfer, 1999
Leslie, Desmond & Adamsky,
George I dischi volanti sono atterrati –Edizioni Mediterranee,
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Noorbergen, Rene I segreti delle antiche razze, SIAD Edizioni,
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Sitchin, Zecharia Guerre atomiche al tempo degli dèi, Piemme,
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Su Internet
www.fireplug.net/
˜rshand/restricted/streams/scripts/vimana.html
www.light1998.com/Secrets-of-the-Vimana/Secrets-of-the-Vimana.htm
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www.fusionanomaly.net/vimana.html *
www.virginlodge.org/ancientaircraft_nf.htm *
www.jeffanderique.com/ancient_vehicles.htm *
www.crystalinks.com/vedic.html *
http://dnausers.d-n-a.net/dnetEfoE/explorer/atlantis.html
*
Logogramma Publishing pubblica la versione 4 del lessico
sumero sia in copertina morbida e rigida. The finished book,
with an official publication date of December 10, 2006, has 6,400 entries in 336
pages. Il libro finito, con una data
ufficiale di pubblicazione del 10 dicembre 2006, ha 6.400 voci in 336
pagine. Where version 3 drew
upon 36 sources, version 4 draws upon 96 sources. Dove versione 3 ha attirato su di 36 fonti, la versione 4 pareggi su
96 fonti. The printed books
have arrived from the printer. I libri
stampati sono arrivati dalla stampante. Here is an early
review from Gebhard J. Selz: Ecco un
riesame anticipato da Gebhard J. Selz:
"It is
just a week ago that I received your lexicon; my students have used your
web-site for years. My congratulations to this fine and very helpful
work. "E 'solo una
settimana fa che ho ricevuto il tuo lessico, i miei studenti hanno usato il
vostro sito web per anni. Le mie congratulazioni a questo fine e di lavoro molto
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forward in teaching and learning Sumerian and it will prove indispensable for
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abbiamo uno strumento molto utile, è un enorme passo avanti nel campo
dell'insegnamento e dell'apprendimento sumeri e si rivelerà indispensabile per
ogni principiante per imparare il buio" sumero ". Thank
you."
Carol
von der Lin writes concerning the hardcover edition,
Carol von der Lin scrive riguardanti l'edizione
rilegata,
"Just
received my copy of your Sumerian Lexicon, and I'm so impressed with the
quality. Just beautiful. Thank you. So...gotta get another one as I'll never get
this one away from my husband :) Carol." "Appena ricevuto la mia copia del tuo lessico
sumerico, e sono così impressionato con la qualità. Just beautiful. Thank you.
... Quindi devo prendere un'altra come I'll never get this one lontano da mio
marito:) Carol. "
Place Secure Order for the
Sumerian Lexicon book . Luogo sicuro
ordine per il libro sumero Lexicon.
The following lexicon contains 1,255 Sumerian logogram words and 2,511 Sumerian compound words. Il lessico che segue contiene 1.255 parole logogramma sumera e 2.511 parole composte sumera. A logogram is a reading of a cuneiform sign which represents a word in the spoken language. Un logogramma è una lettura di un segno cuneiforme che rappresenta una parola nella lingua parlata. Sumerian scribes invented the practice of writing in cuneiform on clay tablets sometime around 3400 BC in the Uruk/Warka region in the south of ancient Iraq. Scribi sumerici ha inventato la pratica della scrittura in caratteri cuneiformi su tavolette di argilla intorno al 3.400 aC, nella Uruk / regione Warka nel sud dell'antica Iraq. [The etymology of 'Iraq' may come from this region, biblical Erech. [L'etimologia di 'Iraq' può venire da questa regione, la biblica Erech. Medieval Arabic sources used the name 'Iraq' as a geographical term for the area in the south and center of the modern republic.] The Sumerian language spoken by the inventors of writing is known to us through a large body of texts and through bilingual cuneiform dictionaries of Sumerian and Akkadian, the language of their Semitic successors, to which Sumerian is not related. Fonti medievali arabo usato il nome 'Iraq' come termine geografico per l'area a sud e al centro della moderna repubblica.] La lingua sumera parlata dagli inventori della scrittura è noto a noi attraverso un ampio corpus di testi cuneiformi e attraverso bilingue dizionari di sumerico e accadico, la lingua dei loro successori semitica, alla quale sumera non è collegata. These bilingual dictionaries date from the Old Babylonian period (1800-1600 BC), by which time Sumerian had ceased to be spoken, except by the scribes. Questi dizionari bilingue risalgono al periodo antico babilonese (1800-1600 aC), momento in cui sumeri aveva cessato di essere pronunciata, se non per gli scribi. The earliest and most important words in Sumerian had their own cuneiform signs, whose origins were pictographic, making an initial repertoire of about a thousand signs or logograms. Le parole più antiche e più importanti in sumerico avevano i propri segni cuneiformi, le cui origini erano pittografici, facendo un repertorio iniziale di circa un migliaio di segni o logogrammi. Beyond these words, two-thirds of this lexicon now consists of words that are transparent compounds of separate logogram words. Al di là di queste parole, i due terzi di questo lessico è attualmente composto di parole che sono composti trasparente di separare le parole logogramma. I have greatly expanded the section containing compounds in this version, but I know that many more compound words could be added. Ho notevolmente ampliata la sezione che contiene composti in questa versione, ma so che molti di parole composte di più potrebbero essere aggiunte.
Many cuneiform signs can be pronounced in more than one way and often two or more signs share the same pronunciation, in which case it is necessary to indicate in the transliteration which cuneiform sign is meant; Assyriologists have developed a system whereby the second homophone is marked by an acute accent ( ´ ), the third homophone by a grave accent ( ` ), and the remainder by subscript numerals. Molti segni cuneiformi possa essere pronunciato in più di un modo e spesso due o più segni condividono la stessa pronuncia, nel qual caso è necessario indicare nella traslitterazione segno cuneiforme che si intende; Assyriologists hanno sviluppato un sistema per l'omofono seconda è contrassegnata da un accento acuto ( '), l'omofono terzi da un accento grave ( `), e il resto da numeri indice. The homophone numeration here follows the 'BCE-System' developed by Borger, Civil, and Ellermeier. La numerazione omofono qui segue la 'aC-System' sviluppato da Borger, civili, e Ellermeier. The 'accents' and subscript numerals do not affect the pronunciation. Il 'accenti' e numeri indice non pregiudica la pronuncia. The numeration system is a convention to inform Assyriologists which, for example, of the many cuneiform signs that have the reading du actually occurs on the tablet. Il sistema di numerazione è una convenzione per informare Assyriologists che, ad esempio, dei tanti segni cuneiformi che hanno la lettura du si verifica effettivamente sulla tavoletta. A particular sign can often be transcribed in a long way, such as dug 4 , or in a short way, such as du 11 , because Sumerian was like French in omitting certain amissable final consonants except before a following vowel. Un segno particolare può spesso essere trascritti in un lungo cammino, come scavato 4, o in modo breve, come ad esempio du 11, perché sumera era come il francese in omettendo alcuni amissable consonanti finali, tranne prima di una vocale seguente. Due to this lexicon's etymological orientation, you will usually find a word listed under its fullest phonetic form. A causa di questo orientamento etimologico del lessico, di solito di trovare una parola di cui sotto la sua piena forma fonetica. Transcriptions of texts often contain the short forms, however, because Sumerologists try to accurately represent the spoken language. Trascrizioni di testi contengono spesso le forme brevi, però, perché sumerologi tenta di rappresentare accuratamente la lingua parlata. Short forms are listed, but you are told where to confer. Forme brevi sono elencati, ma ti viene detto dove conferire.
The vowels may be
pronounced as follows: a as in father , u as in pull
, e as in peg , and i as in hip . Le vocali
possono essere pronunciata come segue: uno come nel padre, u come
in pull, e come nel PEG, e io come in
dell'anca. Of the special consonants, Delle
consonanti speciali,
is pronounced like ng in
rang , h is pronounced like ch in German Buch or
Scottish loch , and š is pronounced like sh in
dash . si pronuncia come ng a Rang, h si pronuncia
come ch nel tedesco Buch o Loch scozzese, e S è
pronunciata come sh nel cruscotto.
Following the definitions, the lexicon may indicate in a smaller font the constituent elements of words that in origin were compound words, if those elements were clear to me. Secondo le definizioni, il lessico possa indicare, in un carattere più piccolo degli elementi costitutivi di parole che in origine erano le parole composte, se tali elementi sono stati chiari a me. Etymologies are a normal part of dictionary-making, but etymologies are also the most subject to speculation. Etimologie sono una parte normale di dizionario-making, etimologie, ma sono anche i più soggetti alla speculazione. It is possible that, in some cases, I have provided a Sumerian etymology for what is actually a loanword from another language. E 'possibile che, in alcuni casi, ho fornito una etimologia sumera per quello che in realtà è un prestito linguistico da un'altra lingua. I encourage scholars to contact me with evidence from productive roots in other proto-languages when they have reason to believe that a Sumerian word is a loan from another language family. I incoraggiare gli studiosi a contatto con me, con prove da radici produttive proto in altre lingue quando hanno motivo di ritenere che una parola sumera è un prestito da un'altra famiglia linguistica. In light of the Sumerian propensity for forming new words through compounding in the period after they invented cuneiform signs, it should not be surprising to find this same propensity in words dating from before their invention of written signs. Alla luce della propensione sumerica per la formazione di nuove parole attraverso aggravando nel periodo dopo aver inventato i segni cuneiformi, non dovrebbe essere sorprendente trovare questa stessa propensione a parole risalenti a prima del loro invenzione dei segni scritti. The structure and thinking behind the Sumerian vocabulary is to me a thing of beauty. La struttura e il pensiero dietro il vocabolario sumerico è per me una cosa di bellezza. We are fortunate to be able to look back into the minds of our prehistoric ancestors and see how they thought and lived via the words that they created. Abbiamo la fortuna di essere in grado di guardare indietro nelle menti dei nostri antenati preistorici e vedere come hanno pensato e vissuto attraverso le parole che hanno creato.
The lexicon's etymological orientation explains why the vocabulary is organized according to the phonetic structure of the words, with words sharing the same structure being listed together and alphabetically according to their final consonants and vowels, as this method best groups together related words. Il lessico etimologico orientamento spiega perché il vocabolario è organizzato secondo la struttura fonetica delle parole, con le parole che condividono la stessa struttura sono elencate insieme e in ordine alfabetico secondo la loro definitiva consonanti e vocali, in quanto questo metodo i migliori gruppi di parole legate insieme. This principle has been abandoned after words of the structure CVC(V) in this version, as words that are phonetically more complex than this do not group together by meaning. Questo principio è stato abbandonato dopo le parole della struttura CVC (V) in questa versione, come le parole che sono foneticamente più complessa di quanto questo non raggruppare insieme di significato. The phonetically more complex words and the compound words are listed alphabetically simply by their initial letters. Le parole foneticamente più complessa e le parole composte sono elencati in ordine alfabetico semplicemente le loro lettere iniziali.
The lexicon has been in development over a fourteen-year period. Il lessico è stato sviluppato nel corso di un periodo di quattordici anni. Primary sources included: Fonti primarie inclusi:
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W. von Soden, Akkadisches Handwörterbuch ; Wiesbaden 1958-1981. W. von Soden, Akkadisches Handwörterbuch, Wiesbaden 1958-1981.
R. Borger, "Assyrisch-babylonische Zeichenliste", Band 33 in Alter Orient und Altes Testament (AOAT), Veröffentlichungen zur Kultur und Geschichte des Alten Orients und des Alten Testaments (Series); Kevelaer and Neukirchen-Vluyn 1978. R. Borger, "Assyrisch-babylonische Zeichenliste", Band 33 in Alter Orient und Altes Testament (AOAT), Veröffentlichungen zur Kultur und Geschichte des Orients Alten und des Alten Testamento (Series); Kevelaer e Neukirchen-Vluyn 1978.
R. Labat and F. Malbran-Labat, Manuel d'Épigraphie Akkadienne, 6º édition ; Paris 1995 (this is the cuneiform sign manual used by most Sumerology students - it is available from Eisenbraun's - see my links page). R. Labat e F. Malbrán-Labat, Manuel d'Épigraphie Akkadienne, 6 º edizione; Parigi 1995 (questo è il segno cuneiforme manuale usato dalla maggior parte degli studenti Sumerology - È disponibile da Eisenbraun's - vedere la mia pagina dei link).
ML Thomsen, The Sumerian Language: An Introduction to Its History and Grammatical Structure ; Copenhagen 1984 (this well-done grammar is currently the standard text - it is now back in print in a 3rd edition with a 13-page Supplementary Bibliography). ML Thomsen, La lingua sumera: Introduzione alla sua storia e la struttura grammaticale, Copenhagen 1984 (questo ben fatto, la grammatica è attualmente il testo standard - è ora di nuovo in stampa in una 3 ª edizione con un 13-page complementare Bibliografia).
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JL Hayes, A Manual of Sumerian Grammar and Texts : Second Revised and Expanded Edition; Malibu 2000. JL Hayes, Un manuale di grammatica sumerica e Testi: Second Revised and Expanded Edition; Malibu 2000.
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R. Jestin, Notes de Graphie et de Phonétique Sumériennes ; Paris 1965. R. Jestin, Notes de Graphie et de phonétique Sumériennes, Paris 1965.
B. Landsberger, as compiled by DA Foxvog and AD Kilmer, "Benno Landsberger's Lexicographical Contributions", Journal of Cuneiform Studies , vol 27 (1975). B. Landsberger, come compilato da DA Foxvog e AD Kilmer, "Benno Landsberger's Contributi lessicografico", Journal of Cuneiform Studies, Vol. 27 (1975).
H. Behrens and H. Steible, Glossar zu den altsumerischen Bau- und Weihinschriften ; Wiesbaden 1983. H. Behrens e H. Steible, zu den altsumerischen Glossar Bau-und Weihinschriften, Wiesbaden 1983.
K. Oberhuber, Sumerisches Lexikon zu "George Reisner, Sumerisch - babylonische Hymnen nach Thontafeln griechischer Zeit (Berlin 1896)" (SBH) und verwandten Texten ; Innsbruck 1990. K. Oberhuber, Sumerisches Lexikon zu "George Reisner, Sumerisch - babylonische nach Hymnen Thontafeln griechischer Zeit (Berlin 1896)" (SBH) und verwandten Texten, Innsbruck 1990.
Å.W. Å.W. Sjöberg et. Sjöberg et. al., The Sumerian Dictionary of the University Museum of the University of Pennsylvania ; Philadelphia 1984ff. al., il dizionario sumerico del Museo Universitario della University of Pennsylvania, Philadelphia 1984ff. Letters B and A through Abzu have been published. Le lettere da A a B e Abzu sono stati pubblicati.
M. Civil, unpublished Sumerian glossary for students. M. Civil, inediti glossario sumera per gli studenti.
S. Tinney, editor, Index to the Secondary Literature: A collated list of indexes and glossaries to the secondary literature concerning the Sumerian Language , unpublished but now expanded and searchable at: http://ccat.sas.upenn.edu:80/psd/ S. Tinney, editor, indice per la letteratura secondaria: Un elenco fascicolate degli indici e glossari per la letteratura secondaria relativa alla lingua sumera, inedito ma ora ampliato e consultabile sul sito: http://ccat.sas.upenn.edu:80/ PSD /
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K. Volk, A Sumerian Reader , vol. K. Volk, un lettore sumera, vol. 18 in Studia Pohl: Series Maior ; Rome 1997 (this practical, inexpensive book includes a nice, though incomplete, sign-list). 18 in Studia Pohl: Series Maior, Roma 1997 (questo pratico, economico comprende un libro piacevole, anche se incompleta, segno-list).
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The Sumerian lexicon has benefitted from several classes at UCLA with Dr. Robert Englund. Il lessico sumerico ha beneficiato di diverse classi a UCLA con il Dr. Robert Englund.
I dedicate this lexicon to the memory of Dr. Robert Hetzron, with whom I had the pleasure of studying during every week of the four years that I attended the University of California at Santa Barbara. Dedico questo lessico alla memoria del dottor Robert Hetzron, con il quale ho avuto il piacere di studiare nel corso di ogni settimana di quattro anni che ho frequentato l'Università della California a Santa Barbara. Dr. Hetzron was a professional linguist and an expert on the Afroasiatic language family. Dr. Hetzron è stato un linguista professionista e da un esperto sulla famiglia Afroasiatic lingua.
Sumerian vowel-only (V) words Sumerian vocale-only (V) parole
Sumerian vowel-consonant (VC) words Sumerian vocale-consonante (VC) parole
Sumerian consonant-vowel (CV) words Sumerian consonante-vocale (CV) le parole
Sumerian vowel-consonant-vowel (VCV) words Sumerian vocale-consonante-vocale (vcv) parole
Sumerian consonant-vowel-consonant (CVC[V]) words Sumerian consonante-vocale-consonante (CVC [V]), le parole
Sumerian's phonetically more complex logograms Sumerian's foneticamente più complessa logogrammi
Sumerian compound-sign words - initials A through E Sumero-parole composte segno - le iniziali dalla A alla E
Sumerian compound-sign words - initials G through K Sumero-parole composte segno - la sigla G con K
Sumerian compound-sign words - initials L through R Sumero-parole composte segno - la sigla L attraverso R
Sumerian compound-sign words - initials S through Z Sumero-parole composte segno - le iniziali S alla Z
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Antigravity.it Prima scuola di esperienze di levitazione in Europa Antigravity.it is a experience of levitation in Europe.
dona per natale ..
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profezie del 2012 speciali : http://www.antigravity.it/16022009.htm http://www.antigravity.it/17022009.htm http://www.antigravity.it/18022009.htm http://www.antigravity.it/19022009.htm http://www.antigravity.it/20022009.htm
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