il video del pozzo di santa cristina pozzo di s. cristina2,58mega.MOV http://www.antigravity.it/pozzo di s. cristina2,58mega.MOV un luogo dove l alchimia delle belel idee si realizza e lì che ho fatto pace con il mondo femminile e lì che ho preso spunto dal trovare l equilibrio . della 4 forme . dell essenza umana .
SOMMARIO:
PRIMI APPROCCI AL CONTROLLO MENTALE
Il silenzio
Riferimenti Bibliografici
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PRIMI APPROCCI AL CONTROLLO MENTALE (1)
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Rami ha studiato filosofia, psicologia e spiritualità. Nel
corso degli anni ha raggiunto una grande esperienza nel condurre seminari
di preghiera e corsi di terapia, nei quali unisce l'esperienza psicologica
a e spirituale. Abbiamo perciò pensato di utilizzare le sue parole per
introdurre la parte pratica riguardante il non facile controllo della mente.
IL SILENZIO
Ciascuno di voi assuma una posizione comoda. Chiudete gli occhi.
Ora vi inviterò a conservare il silenzio per un periodo di dieci minuti.
Anzitutto vi sforzerete di raggiungere il silenzio, un silenzio il più
totale possibile del cuore e della mente. Raggiuntolo, esporrete voi stessi
a qualunque rivelazione esso apporterà. Alla fine di dieci minuti vi
inviterò ad aprire gli occhi e a comunicarci, se lo desiderate, quel che
avete fatto ed esperimentato in questi dieci minuti.
Nel partecipare agli altri quel che avete fatto e quel che vi è capitato
diteci quali tentativi avete fatto per raggiungere il silenzio e se e come
sono stati coronati da successo. Descrivete il silenzio, se siete capaci.
Diteci cosa avete sperimentato in questo silenzio. Diteci tutto quel che
avete pensato e sentito durante questo esercizio.
L'esperienza di coloro che tentano questo esercizio è infinitamente varia.
Molti scoprono, con loro sorpresa, che il silenzio è qualcosa a cui non
erano assolutamente abituati.
Qualunque cosa facciano, non riescono ad arrestare il divagare continuo
della loro mente o quietare un turbamento emotivo che commuove il loro
cuore. Altri percepiscono il loro avvicinarsi alle frontiere del silenzio;
ma poi, presi dal panico, si ritirano: il silenzio può essere una
esperienza paurosa.
Nessun motivo per scoraggiarsi. Anche questi vostri pensieri vaganti sono
una grande rivelazione, non è vero? Il fatto che la vostra mente divaghi,
non è forse una rivelazione su voi stessi? Ma ciò non basta. Dovete prender
tempo per sperimentare queste divagazioni mentali.
E' il tipo di divagazioni cui la mente indulge, anche questo quanto è
significativo!
Ancora qualcosa di incoraggiante per voi: il fatto che vi siete resi conto
del vostro vagare mentale o del vostro intimo tormento o della vostra
incapacità di arrestarvi, dimostra che in voi avete un qualche piccolo
grado di silenzio, perlomeno quanto è sufficiente per rendervi conto di
tutto ciò.
Chiudete di nuovo gli occhi e rendetevi consapevoli della vostra mente
divagante... solo per due minuti...
Ora percepite il. silenzio che rende possibile questa vostra consapevolezza
del divagare della vostra mente...
E' su questo silenzio minimo che avete in voi stessi che dovremo costruire
negli esercizi seguenti. Crescendo, vi rivelerà sempre più su voi stessi.
O, più precisamente, il silenzio rivelerà voi a voi stessi. Questa è la sua
prima rivelazione: il vostro io. E dentro e attraverso questa rivelazione
raggiungerete cose che il denaro non può comprare, quali saggezza e
serenità e gioia e Dio.
Per raggiungere queste preziosissime cose non basta che voi riflettiate,
parliate, discutiate. Quel che vi occorre è impegno. Impegnatevi subito.
Chiudete gli occhi. Cercate il silenzio ancora per cinque minuti.
Alla fine dell'esercizio osservate se il vostro sforzo questa volta è
riuscito di più o di meno.
Notate se il silenzio questa volta vi ha rivelato qualcosa che vi era
sfuggito la volta precedente.
Non cercate qualcosa di eccezionale nella rivelazione apportata dal
silenzio: illuminazioni, ispirazioni, intuizioni. Anzi non cercate affatto.
Limitatevi ad osservare. Soltanto osservate tutto quello che affiora alla
vostra consapevolezza, tutto ciò che così vi si rivela, non importa se
banale o ordinario.
Tutta la rivelazione per voi può consistere nel fatto che le vostre mani
sono sudate o che avete urgenza di cambiare posizione o che siete
preoccupati della vostra salute. Non importa. L'importante è che siete
divenuti consci di ciò. Il contenuto della vostra consapevolezza è meno
importante della sua qualità.
Migliorando la sua qualità il vostro silenzio si approfondisce. E
approfondendosi il vostro silenzio, sperimentate un cambiamento. E
scoprirete, con gran gioia, che la rivelazione non è conoscenza.
Rivelazione è potere; un potere misterioso che trasforma.
SOMMARIO:
IL CONTROLLO MENTALE
Un pensiero del maestro Muktananda
La pericolosità di una mente incontrollata
Che cosa fate con i vostri pensieri?
Come usate le vostre parole?
I danni provocati dai pensieri incontrollati
Da dove vengono i nostri mali
Ogni pensiero ed ogni parola creano...
FIN QUANDO...
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
IL CONTROLLO MENTALE
Essere, o non essere, questo è il problema
Se sia più nobile per la mente soffrire
Per i colpi e le ferite del destino avverso
O armarsi per lottare contro un mare di guai
E con la lotta annullarli per sempre?
Amleto, principe di Danimarca
Analizzare il comportamento della propria mente è certamente uno dei
compiti più complessi che l'uomo possa affrontare.
Diversamente dall'indagine scientifica, fatta su un oggetto esterno, che
può essere sempre condotta con un certo rigore, l'analisi della propria
mente, portata avanti con l'ausilio della stessa mente, crea una serie di
problematiche. L'osservatore e l'osservato non occupano più due posizioni
spazialmente separate ma coesistono sia nel tempo che nello spazio, ciò,
ovviamente, non permette quella obiettività di osservazione che sarebbe
altamente auspicabile.
Per questi motivi, da millenni vi sono stati uomini che hanno pensato,
parlato e scritto sul modo in cui essi interpretavano i processi mentali.
Di certo il più antico trattato sull'argomento è la Bhagavad Gita (1), fu
compilata in India e tratta di fatti risalenti al periodo anteriore di
mille anni alla nascita di Gesù Cristo. In questo trattato si racconta di
una battaglia, dei protagonisti e delle varie problematiche che essi
incontrano.
La battaglia, però, non è condotta verso nemici esterni ma verso quelli
"interni" (vizi, passioni, desideri, ecc.), che ostacolano ed a volte
impediscono una normale evoluzione della natura umana.
La Baghavad Gita inizia così: "La mente cieca disse, o chiese a sé stessa
in introspezione: I miei figli, le cattive, seducenti tendenze mentali e
dei sensi, opposte alle pure tendenze mentali discriminative, radunatesi
nella sacra pianura del campo di battaglia della Vita, desiderosi di darsi
battaglia psicologica o morale, che cosa fecero?".
Appare chiaro come la materia trattata sia non soltanto di ordine
psicologico, ma anche morale e spirituale e come, per gli Indù, i processi
mentali rivestano da millenni un indubbio interesse. Si pensi che la mente
comune, ovvero non educata, viene da loro definita come "la scimmia pazza
che ci governa".
La mente, a tutti gli effetti, è soltanto uno strumento che l'uomo dovrebbe
poter usare a sua discrezione, con l'adozione dei pensieri voluti e la
rimozione di quelli non desiderati. Spesso, invece, i pensieri trovano la
loro origine nei meccanismi mentali relativi al recupero dei ricordi, alla
associazione delle idee ed ai riflessi condizionati. Questi meccanismi sono
talvolta così potenti da costringere l'uomo a deviare dai pensieri che
stava intrattenendo a favore di quelli portati in superficie dai processi
accennati. A causa di questi fenomeni l'uomo stesso diviene
strumentalizzato dalla sua mente e, consapevolmente o meno, si ritrova a
seguire delle linee di pensiero, e d'azione, che non sempre gli sono
congeniali.
Questo non è certo un problema specifico dei nostri tempi, le seguenti
parole di San Paolo ben illustrano la difficoltà di agire nella direzione
in cui si pensa sia giusto muoversi: "Io non riesco a capire neppure ciò
che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto.
Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge è buona;
quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io so
infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il
desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio
il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che
non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me"
(Romani
7,15).
Il notevole uso di tranquillanti, che viene fatto nelle nazioni più
progredite, dimostra chiaramente come la padronanza dei processi mentali
presenta delle notevolissime carenze. Questo dimostra che la ricerca, e la
rimozione, delle cause che stanno alla base delle disfunzioni non è facile
e che la mente ha ancora tanti segreti e particolarità che rimangono da
scoprire.
UN PENSIERO DEL MAESTRO MUKTANANDA (2)
La mente ha l'abitudine di vagare qua e la, di essere sempre in continuo
movimento e siccome lo fa da molto tempo, le risulta assai difficile calmarsi.
Comunque tu dovresti fare qualsiasi sforzo per non lasciarla libera. Non
dovresti permetterle di andare dove più le piace. Dovresti invece
convincerla a meditare e dovresti anche cercare di intrattenere solamente
pensieri puri, buoni e costruttivi.
La mente, per gli esseri umani, è la radice del dolore e del piacere. Non
vi è altro motivo per cui dovresti sperimentare dolore e piacere: è solo la
mente che ti fa sperimentare queste cose. Essa è capace di farti soffrire
mostrandoti una gioia nel dispiacere oppure una sofferenza dentro alla
gioia; ecco perché non dovresti correre dietro alla fantasie della tua
mente. Al contrario, dovresti utilizzare la mente per ritrovare il tuo vero Sé.
Tu non sei al di sotto della tua mente, è essa che è sotto di te e dovrebbe
stare al tuo fedele servizio. Ci sono, purtroppo, molte persone che si
sentono deboli e fragili perché sono state sconfitte dalla loro mente.
Ricorda che una persona può conquistare un paese intero, ma non sarà mai un
conquistatore se prima non ha vinto la propria mente.
Queste sono le ragioni per cui dovresti stare molto attento con la tua
mente. Dovresti osservarla costantemente, dovresti essere in grado di
riconoscere se essa pensa pensieri buoni oppure no. Tra i vari sensi e gli
strumenti che noi abbiamo a disposizione, la mente e il più importante. Più
diventa docile e tranquilla e tanto più si stabilizza, più diventa pura e
più ti permette di avvicinarti alla tua vera dimensione ed al tuo ideale.
Quando, invece, la mente non è controllata e si agita perché si trova alle
prese con pensieri e sentimenti di basso livello, allora iniziano i
problemi e ti troverai a dovere ricorrere allo psicologo o al guaritore.
Ecco la ragione per cui dovresti lavorare al fine di purificare la mente.
Dovresti liberarla dall'odio, dal rancore e da tutte le altre emozioni
negative (paura, sfiducia, egoismo, opportunismo, menzogna, infedeltà,
ecc.), soltanto così potrai ritrovare la vera pace; la pace che viene da un
cuore semplice, sincero, altruista e pulito.
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LA PERICOLOSITÀ DI UNA MENTE INCONTROLLATA
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"Dobbiamo ricordarci che l'unica cosa con cui stiamo trattando sono
pensieri, ed il pensiero può essere cambiato e, che ci crediate o no, noi
scegliamo i nostri pensieri."
Louis Hay
CHE COSA FATE CON I VOSTRI PENSIERI? (3)
Nel campo delle azioni, si può dire che la maggior parte della gente è
piuttosto brava e ragionevole. Applica le regole, rispetta le leggi della
società. Interiormente, invece, è un'altra cosa: si permette di tutto!
Chiedete agli esseri umani che cosa fanno con i loro pensieri, con i loro
sentimenti, con la loro immaginazione! Creano delle nuvole, dei fumi, ed
anche delle creature mostruose. E quando, poi, si sentono stanchi,
angosciati, persi, malati, non ne comprendono nemmeno il perché!
Se si volessero fermare un attimo a riflettere, le persone in buona fede
sarebbero obbligate a riconoscere che in un certo momento dalla loro vita
hanno avuto dei pensieri e dei sentimenti veramente malsani, distruttivi,
criminali. Ebbene, tali pensieri e sentimenti non rimangono senza effetto.
Voi credete che solo i gesti, le parole, le azioni abbiano veramente delle
conseguenze e che ciò che accade nel mondo interiore può restare senza
effetto?... No, vi sbagliate. Tutto ciò che mettete in moto nel vostro
mondo interiore produce dei risultati; certo occorre più tempo per vederli
apparire, ma infallibilmente un giorno appariranno.
Evitate di preoccuparvi di sapere se i vostri pensieri e sentimenti si
realizzeranno: prima o poi si realizzeranno di sicuro. Preoccupatevi solo
di capire se tali pensieri e desideri sono buoni, perché se fossero
cattivi, il giorno in cui si realizzeranno, avrete di che lamentarvi,
allora sarà troppo tardi.
COME USATE LE VOSTRE PAROLE? (4)
Dunque attenzione, perché, anche se veramente non pensate alle parole
negative che pronunciate, c'è rischio che certe entità malefiche si servano
dell'energia di tali frasi per realizzarle; non servirà accusarle, era
compito vostro evitare di fornir loro le condizioni per fare il male. In
vari paesi, le persone hanno l'abitudine di mandare delle maledizioni; per
un nonnulla, maledicono i genitori, i figli, i vicini, gli amici... E' una
pessima abitudine, perché anche se le parole non provocano disgrazie,
creano le condizioni perché succedano. Dunque bisogna stare molto attenti.
I DANNI PROVOCATI DAI PENSIERI INCONTROLLATI (5)
Fermatevi un momento a pensare ai danni che può provocare il pensiero
quando non è controllato: guai a se stessi e agli altri, proporzionati alla
potenza con cui furono emanati. Si pensi al vuoto interiore di quelli che
si abbandonano alle fantasticherie inutili. Essi fuggono dalla realtà in
cui vivono, ma quando ricadono necessariamente in essa, si ritrovano come
estranei e in contrasto col tutto.
Peggio avviene agli sciagurati che se ne servono per danneggiare gli altri
deliberatamente pensando di essi cose negative. Se sapessero il male che
fanno a se stessi, poiché l'energia di un pensiero ritorna al punto da cui
è partita, si guarderebbero bene dal farlo. Ma, purtroppo, sono ignoranti
di questo fatto e pensano che con il pensiero sia impossibile fare del male
a qualcuno e specialmente a se stessi. Quando l'uomo pensa cose non buone
nei confronti di altri, anche se a parer suo se lo meritano, si carica di
un insieme di energie negative che dovrà, poi, amaramente esaurire.
Considerata la grande pericolosità dei pensieri negativi, bisognerebbe che
ognuno di noi si preoccupasse di controllare il proprio pensiero come si fa
per tutte le cose dannose. I pensieri, infatti, producono effetti anche
all'insaputa di chi li formula che poi si lamenta per i danni che essi gli
arrecano.
L'odio, la vendetta e l'invidia, sono dei veleni terribili che uccidono
fatalmente ciò che è buono in noi, peggio dell'arsenico che uccide il
nostro corpo. Chi conserva per anni pensieri di odio, di invidia, di
vendetta verso altri, li mette in condizione di essere ostili nei confronti
di stesso. Ciò che rende l'esistenza umana pesante e travagliata è l'uso
errato del pensiero che porta a subire conseguenze dolorose. Nessuno può
conservare a lungo pensieri e sentimenti negativi senza nuocere a se stesso.
DA DOVE VENGONO I NOSTRI MALI (6)
La maggior parte dei mali che affligge gli uomini sono creati dalla mente.
Noi pensiamo che i nostri problemi dipendano da altri, mentre siamo noi
stessi gli autori dei nostri mali, sia per le azioni compiute che ritornano
a noi, che per quelle create con la nostra immaginazione che si sono poi
realizzate. Su quest'ultimo punto, si vuol insistere per far comprendere
che nessun male può essere arrecato arbitrariamente, mentre per la maggior
parte dei casi è la mente che li ha generati.
Chi è convinto di star male, sta male. Se sgombrasse la mente dalla
convinzione di star male si accorgerebbe di star bene.
OGNI PENSIERO ED OGNI PAROLA CREANO... (7)
Ogni pensiero che abbracciate, ogni fantasia che avete per provare una
qualche emozione, crea un sentimento nel vostro corpo che viene registrato
nella vostra anima. Questo sentimento crea poi il presupposto per gli
avvenimenti della vostra vita, perché attirerà a voi quelle circostanze che
corrispondono al sentimento già registrato nella vostra anima ed esse lo
ricreano.
E sappiate che ogni parola che pronunciate crea i vostri giorni futuri,
perché; le parole sono solo suoni che esprimono i sentimenti della vostra
anima i quali, a loro volta, sono nati dal pensiero. Pensate che le cose vi
accadano semplicemente per caso?
Non esiste il caso o la coincidenza in questo mondo e nessuno è una
“vittima” della volontà o dei piani altrui. Voi avete pensato e sentito
tutto ciò che vi accade nella vostra vita. Lo avete prodotto fantasticando
sul “come sarebbe? se...”, o temendo qualcosa, o accettando come verità ciò
che qualcun altro vi ha detto.
Tutto ciò che accade, accade come atto intenzionale del pensiero e delle
emozioni. Tutto!
Ogni pensiero che avete abbracciato, ogni fantasia a cui avete permesso di
diventare vostro sentimento, tutte le parole che avete pronunciato, o sono
già accadute o attendono di accadere.
Perché il pensiero è il vero donatore di vita che non muore mai, che mai
può essere distrutto e che voi avete usato per creare ogni momento della
vostra vita; è l'anello che vi collega con la Mente di Dio.
FIN QUANDO...
FIN QUANDO l'individuo permette alla propria mente di trattenere pensieri
di odio - di condanna
di invidia - di gelosia
di critica - di paura
di dubbio di sospetto
e permette a questi pensieri di generare irritazione dentro di lui, otterrà
come risultato certo:
disordine e infelicità nella sua vita,
delusione nei suoi sogni,
disastri nella usa mente,
nel suo corpo, nell'ambiente,
al quale è legato da sottili fili di azione e reazione.
FIN QUANDO l'uomo continua a trattenere nella sua mente questi pensieri
negativi, verso:
le persone che gli sono vicine,
le condizioni di vita, il lavoro,
le persone amate e la nazione,
lui stesso, inconsciamente, obbliga le sue energie a creare situazioni
negative, che col pensiero attrae e alimenta.
Lui solo è responsabile della sua infelicità e dell'infelicità in cui
trascina gli altri. E' quindi responsabile di "quel grigiore" che pesa
sul
mondo e che lui stesso è il primo a condannare.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
1) Paramansa Yogananda, La battaglia della meditazione,
(interpretazione spirituale della Bhagavad Gita)
Editrice Vidiananda.
2) Conferenza del maestro Muktananda
3) Omraam Mickhael Aivanhov, Un pensiero al giorno,
Edizioni Prosveta, F.B.U. Casella postale 12019 - 20120 Milano
4) Ibid.
5) Amadeus Voldben, I prodigi del pensiero positivo, pag. 69,
Edizioni Mediterranee, Roma, 1992.
6) Ibid., pag. 71.
7) Ramtha, Dio in te, la divinità dimenticata,
Macro Edizioni, Cesena (FO).
Il CorpoComico
Quali e quanti sono i miei personaggi comici?
Come si muovono? Cosa fanno?
Cosa dicono? Quale obiettivo hanno?
Lo stage si propone attraverso esperienze di rilassamento, movimento, gioco ed improvvisazioni singole e di gruppo, di ricercare le possibilità comiche di ogni partecipante e di provare a dare forma ai propri personaggi per porli in relazione allo spazio scenico e ai personaggi degli altri. Lo stage è aperto a chiunque voglia sperimentare la propria creatività liberamente.
Lo stage è aperto a tutti e non è richiesta esperienza teatrale o artistica.
Lo stage si svolgerà domenica 29 giugno 2008 (h 10-14 e 15-18) presso la Libera Università di Alcatraz, Loc. S. Cristina, Gubbio (Perugia). Il costo è di € 60. E’ obbligatoria la prenotazione versando un acconto, tramite bonifico, entro il 21 giugno 2008. E’ possibile soggiornare presso la Libera Università di Alcatraz. Per info: www.alcatraz.it
Sullo stesso sito è possibile trovare informazioni su come arrivare ad Alcatraz.
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Alla Ricerca del Personaggio
Lo stage di Drammateatroterapia è un luogo creativo dove giocare liberamente con il corpo e la voce; dove esprimersi creativamente nel movimento, provando a uscire dagli stereotipi, senza alcun giudizio di valore; comunicare ed entrare in contatto con sé e con gli altri; divertirsi in un tempo sospeso dalla quotidianità; cambiare la propria forma; improvvisare; creare il proprio personaggio e provare a metterlo in scena. Lo stage è aperto a chiunque voglia sperimentare la propria creatività liberamente.
Lo stage è aperto a tutti e non è richiesta esperienza teatrale o artistica.
Lo stage si svolgerà sabato 30 e domenica 31 agosto 2008 (sabato h 15-19, domenica 10-14 e 15-18) presso la Casa-Laboratorio di Cenci, Strada di Luchiano 13, Cenci, 05022, Amelia (TR). Il costo è di € 120, e comprende, oltre lo stage, il pernottamento per sabato 30, il vitto dal pranzo del 30 al pranzo del 31. Per chi lo desiderasse è possibile, senza costi aggiuntivi, pernottare anche per la notte del 29. E’ obbligatoria la prenotazione versando un acconto, tramite bonifico, entro il 31 luglio 2008.
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Davide Marzattinocci e' dottore in Lettere (indirizzo Storia del Teatro), arteterapista ad orientamento psicofisiologico. Conduce stages di Drammateatroterapia e Arti Terapie, laboratori di teatro. Applica la Drammateatroterapia e le Arti Terapie anche con persone disabili e in ambito psichiatrico, con gruppi e individualmente. E’ attore e regista di Metamorfosi Teatro, gruppo di teatro di ricerca.
ecco
come è andata in realtà con karmicabocc
è stata esposta al motoshov di bologna.!
patriziagiacometti\@libero\.it