antigravity è la Prima scuola di esperienze di levitazione in Europa. antigravity is a experience of levitation in Europe. alla realtà poco armoniose della vita agisci con un pensiero contrario dando forza al pensiero che tutto è unità e che potrai vedere tutto nel verso positivo o armonizzare le asperità con il sorriso
Costruzione di modi modelli paradigmi forme di vedere,sentire ,capire la vita che producono come effetto secondario la levitazione al fine di espandere la coscienza in previsione dell innalzamento di frequenza del 2012 e trasformazione della tecnosfera in una eco-tecnosfera-sostenibile .Che la nostra scuola possa dare la levitazione ed amore e tenersi sempre su alte frequenze di amore armonia cosmica ,luce, gioia e scoprire le immense potenzialità della fede verso di se proveniente dalla sorgente antigravitazionale primordiale conuigandole con il paradigma scientifico postmoderno.
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“New Energy competition 2008”, al via le selezioni Saporbio, la straordinaria rassegna del gusto
biologico ideata da Marco Columbro, apre le porte ai giovani talenti
della musica e dello spettacolo, protagonisti di un grande show nel
mese di giugno 2008 a Lido di Camaiore in Versilia |
Nasce un talent show esclusivo per promuovere i valori di una vita
sana e la salvaguardia dell'ambiente, per giovani che intendano
proporre un nuovo modo di vedere il mondo, l'etica ambientale e
l'ecologia, grazie al contributo di artisti emergenti che avranno la
possibilità di esprimersi in un contesto di rilevanza nazionale. Con
questo spirito Saporbio, in collaborazione con il Comune di Camaiore,
dà vita alla “New Energy competition 2008”, coinvolgendo
giovani di talento desiderosi di farsi conoscere dal grande pubblico e
da una giuria di esperti selezionati nel mondo della televisione, del
cinema, del teatro e dello spettacolo in generale.Diventare ciò che si è, riconoscere le potenzialità che si hanno e valorizzare le proprie capacità, è il primo passo concreto che possiamo fare per cambiare il mondo. Sono aperte le selezioni a gruppi musicali, cantanti, attori, registi, danzatori, comici/cabarettisti, maghi, artisti circensi, art performer e a coloro che con la propria performance ritengano di avere qualcosa da portare al New Energy competition, tra i 18 e i 30 anni di età, privi di ingaggio e residenti nei paesi della Comunità Europea. Potranno partecipare sia gruppi che singoli, i quali, attraverso la propria creatività intendano proporre un nuovo modo di vedere il mondo, l'etica ambientale e l'ecologia, temi naturalmente legati allo spirito della kermesse. I candidati che supereranno le selezioni avranno l'opportunità di essere protagonisti sul palco e di prendere attivamente parte all'allestimento della New Energy competition 2008 in programma il 13 di giugno a Lido di Camaiore (LU). La giuria di esperti sceglierà, in seguito i vincitori finali. La prima edizione New Energy competition è promossa in collaborazione con il comune di Camaiore nell'ambito della Notte Verde 2008 da Saporbio, la grande rassegna del gusto biologico ideata dal noto attore Marco Columbro e da Stefania Santini, che accoglie il mondo del bio, dell'ecologia, dell'enogastronomia e dello spettacolo in un percorso divulgativo e culturale, con lo scopo di far conoscere al vasto pubblico i valori del biologico e dell'eco-sostenibilità come segno di un'evoluzione socio culturale profonda e irrinunciabile. Il bando completo e le informazioni dettagliate sul concorso di selezione per il “New Energy competition 2008” sono disponibili sul sito web di Saporbio |
*«Cristo e la Sua Legge», l'ultimo libro scritto da Pietro UBALDI, parla di Sistema e Antisistema. L' «Antisistema» è tutto il mondo dell'illusione, per gli Indiani «Maya». Anche se può sembrare meraviglioso, è sempre comunque illusorio; è l'ombra maestosa di Dio in ogni creatura, sia nel micro che nel macrocosmo, ma esso resta sempre e comunque un decadimento di natura vibratoria irreversibile, fin quando il TUTTO rientra nell'Increato, dove non esiste vibrazione alcuna, la stessa vibrazione lascia il posto all'immanenza, a quello che noi chiamiamo l'Essere. L'increato, o il non manifestato è per gli Induisti: «il Marmo non Scalfito»; per l'UBALDI: «Il SISTEMA»; in «Cristo e la Sua Legge» (Edizioni Mediterranee). Allan Kardek fu un grande studioso dei fenomeni paranormali, alcuni suoi volumi più noti sono: «Il Libro degli Spiriti» e «Le Manifestazioni Spiritiche». William JAMES, famoso in tutto il mondo per il suo lavoro pionieristico nel campo della filosofia e della parapsicologia, rivolse la sua mente alla questione della sopravvivenza dopo la morte, e si interessò ai presunti poteri dei medium con una mentalità libera da pregiudizi intellettuali. Come studioso, credeva che la soluzione dell'enigma probabilmente si avesse inquadrando l'attenzione nell'esistenza oggettiva dei fenomeni, nell'esistenza di un «continum» di Coscienza Cosmica, contro la quale la nostra individualità non costruisce altro che barriere accidentali, e nel quale le nostre molte menti si immergono, come nel mare fecondo di un serbatoio. Dopo aver trascorso una giovineza soggetta a depressioni più o meno gravi, William JAMES scrisse: per me l'Universo cambiò totalmente. Egli diventò assistente di filosofia ad Harvard nel 1872, all'età di 30 anni, e, per 35 anni, insegnò in quella Università, psicologia e filosofia, conseguendo fama e prestigio. Restano basiliari due Opere che scrisse per ognuna di queste discipline: «Principi di Psicologia» e «Saggi Pragmatici». Durante tutta la sua attività personale, James collegò questa disciplina con elementi del soprannaturale nel suo continuo sforzo di comprendere. Anche, Friedrich JURGENSON, dette un contributo notevolissimo allo studio dei fenomeni parapsicologici. Invece, la signora Gabriella ALVISI, con il suo libro: «Le Voci dei Viventi di Ieri», ha saputo dimostare, dopo la perdita della propria figlia Roberta, la reale esistenza nella dimensione delle anime, le quali, solo e sempre sotto l'aspetto vibratorio, hanno comunicato con lei, figlia compresa, tramite ascolto radio, in diverse frequenze, in ben seimila ore di registrazione, la realtà oggettiva del mondo ultraterreno esistente. La signora ALVISI precisa che non sono necessari poteri straordinari per ascoltare «Le Voci», bastano una radio per captarle e un registratore per riascoltarle. La morte, quindi, non è che un fragile diaframma, al di là del quale «viventi di ieri», continuano a vivere in un mondo spirituale, secondo i meriti spirituali acquisiti in vita. Il noto studioso di voci ascoltate per radio RAUDIVE, dimostrò, inconfutabilmente, la tipologia delle stesse Entità, come e perché entrando nella nostra dimensione possono parlare attraverso la radio. Per convincerci sempre di più che la branca della parapsicologia si estrinseca in tante maniere e, soprattutto, secondo il grado spirituale degli stessi studiosi, possiamo leggere un altro capitolo di una lezione di un'Entità di Luce. Che dice: «Vedete, ciò che si estrinseca in questa voce, ciò che viene emesso, ciò che viene donato in questa riunione, può sembrare improvvisato, in realtà è frutto di accordi, di decisioni, di prese di coscienza da più parti, per rendere un unico filo di discorso, un unico dire che possa essere il più esplicito, semplice, interessante e necessario per quell'occasione e non per un'altra, per quelle persone e non per altre. Ecco, è un lavoro che dura tanto tempo, quanto ne può passare da questa riunione alla prossima volta che ci incontreremo. Sapete, il dire è frutto di una vibrazione interna, di una vibrazione cosmica, di una coscienza universale che degrada dalla sua purezza scendendo verso la materia sotto vari forme, attraverso vari piani, di sapere, di conocenza, di coscienza, fino a materializzarsi in ogni IO empirico pur riproducendo, il più possibile, quella fedeltà di vibrazione che l'aveva generato. La sorgente, quella coscienza cosmica, è lì, in quella dimensione spirituale, pronta per esser recepita da chi ne abbia le capacità, le possibilità». «DA PI_ PARTI GIUNGONO GUIDE, AIUTI, E SI INIZIA A TRACCIARE UNA STRADA; UNA STRADA CHE SIA UN INSEGNAMENTO, CHE POSSA ESSERE UN AIUTO PER CHI CERCA, PER CHI VUOL CAPIRE QUAL'È LA VERITà». Il prezioso contenuto delle frasi di questa lezione, non da alcun dubbio per come si estrinsecano i sapienti messaggi che provengono dal mondo dello Spirito e, quindi, da altre dimensioni. Questo contenuto amplia, di molto, le nostre vedute di quel mondo, che, a ben vedere, si estrinseca e si articola per gerarchie spirituali, le quali, secondo mansioni decretate per Leggi Divine, prendono decisioni secondo la nostra evoluzione, raggiunta, per un tipo di conoscenza, adatta «ALLO STATO DEL NOSTRO SENTIRE». Come constatiamo, il mondo dello Spirito, dove risiedono i Maestri di Luce, secondo gradi vibratori, sono attivi, tanto che le Loro decisioni sono unicamente rivolte a darci, gradino per gradino, la conoscenza della Verità, e una consapevolezza, sempre maggiore, dell'esistenza di Dio e delle Sue Leggi. * * * Continuando a passare in rassegna gli studiosi del passato per onorare il loro contributo alla conoscenza della parapsicologia Ernesto Bozzano come dicevo fu un grande studioso esperto di fenomeni paranormali, ed è stato altrettanto illustre quanto modesto. La sua vita fu esemplare, e di eccezionale laborosità e interamente dedicata allo studio. Fu un uomo di vasta cultura e, resosi conto dell'importanza della fenomenologia del paranormale, la sua vera conoscenza la ebbe anche attraverso la meditazione. La sua mente fu aperta a tutte le opinioni, a tutte le teorie, a tutte le tendenze, purché i fatti rimanessero costantemente alla base di qualsiasi argomentazione formulata. Per lui erano le «prove» della fenomenologia del paranormale che non mancava di dimostrare, anche se non si potrà avere mai una dimostrazione scientifica in senso tradizionale. Fu molto apprezzato per le sue ricerche, da Charles RICHET, e con lui studò il paranormale. Essi dedicarono specialmente a classificare i fenomeni secondo una propria natura; cioè quando possono essere di natura spiritica o trascendentale, o di natura animica o psicobiodinamica. Il BOZZANO entrò anche nel misterioso mondo della telepatia e della psicometria; dalla chiarovveggenza alla precognizione. Non mancò di studiare anche la bilocazione, chiamata oggi OBE, alle infestazioni, e al poltergeist, nonché al misterioso mondo degli animali e alla fenomenologia prodottasi presso i popoli primitivi. Questa fu una delle indagini più interessanti, compresa la vasta gamma della medianità con le sue implicazioni, come le materializzazioni, gli apporti, le levitazioni e le voci dirette. La sua fu un'opera imponente, in quanto schedava e classificava migliaia di casi, ampliava la panoramica dei fenomeni che, alle volte, potevano apparire diversi, ma spesso risultavano strettamente collegati fra loro. La prima stesura dell'opera di Ernesto BOZZANO fu nel 1929, con il libro «La Crisi della Morte» nelle descrizioni dei defunti comunicanti. L'ipotesi spiritica, per BOZZANO, significava che tutti i fenomeni paranormali, sono prodotti da ciò che definiamo «spirito». J. B. RHINE, pure lui studioso attento dei fenomeni paranormali, concordò molto con Ernesto Bozzano, ed entrambi, dopo anni di sperimentazioni nel campo della ESP e della PK, definirono la mente «un sistema extrafisico», giungendo a ritenere l'esistenza dell'anima sperimentalmente dimostrata. J. B. RHINE, psicologo, volle provare statisticamente l'esistenza dell'ESP, proseguendo le esperienze della moderna psicologia. Egli cercò le prove dell'esistenza di una trans, e le notevoli capacità, che chiamava, appunto, «extrasensory perception», cioè: percezione extrasensoriale o PSI, la quale è una percezione completamente indipendente dai nostri cinque sensi. I suoi studi si orientarono su telepatia, chiaroveggenza, precognizione e psicocinesi, fenomeni che sono interdipendenti. Per RHINE, queste quattro facoltà costituiscono il paranormale, che viene appunto indicato col termine PSI, scelto, appositamente, dalla 23a lettera dell'alfabeto greco, la quale lettera viene usata nelle equazioni scientifiche per indicare una quantità sconosciuta. Per RHINE era molto importante questo tipo di ricerca, in quanto i fenomeni sfidavano leggi scientifiche conosciute. Sapeva che la storia ha dimostrato che le leggi scientifiche possono cambiare, e qui, quale autentico uomo di scienza, non poteva accettare il non comprendere l'accadimento di certi fenomeni. Nel 1937, RHINE scrisse: «Nella storia di molti settori della ricerca, qualche fenomeno per lungo tempo non adeguatamente riconosciuto, è stato, poi, la chiave di volta per importanti scoperte; la pietra, che una scienza frettolosa aveva trascurato, è diventata, talvolta, la pietra angolare della struttura successiva». Un giorno RHINE si domandò se i metodi tradizionali della ricerca scientifica erano appropriati per esaminare i fenomeni paranormali. Lo stesso Sigmund Freud, nel 1921, disse: «Se dovessi rivivere la mia vita, mi dedicherei a ricerche parapsicologiche, anziché alla psicoanalisi». Thomas Edison, mente ingegnosa e creativa, anticipò, in qualche maniera gli esperimenti di Friedrich Jurgenson e Constantina Raudive, affermando di essere in grado di creare un congegno tanto sensibile da pemettere agli spiriti dei defunti di comunicare tramite esso con il mondo dei vivi. A un giornalista di Scientific American che aveva chiesto udienza, Edison disse: «Non affermo che le nostre personalità si trasferiscano in un'altra esistenza o in un'altra sfera. Non affermo niente, perché non so niente. . . In quanto a questo nessun essere umano sa niente, però affermò la possibilità di costruire un'apparecchiatura tanto sensibile che, se esistono personalità in un'altra esistenza o sfera disponibili a mettersi in contatto con noi. . . «POSSA DARE LORO ALMENO UN'OPPORTUNITÀ MIGLIORE». Prima o poi, l'enigma insoluto della morte e dell'aldilà diverrà la preoccupazione di tutte le persone riflessive. *** La convinzione che i vivi possono comunicare con i defunti, nacque ufficialmente il 31 marzo 1848 in un villino di Hydesville, nello Stato di New York, dalle sorelle Fox, divenute famose. Il periodo d'oro dello spiritismo durò circa cinquant'anni. Il più straordinario medium dell'epoca fu Daniel Douglas HOME, nato in Scozia nel 1833. Home crebbe negli stati Uniti, ma divenne famoso, come medium, in Europa e, in particolare, in Inghilterra. Offrì dimostrazioni inequivocabili della sua medianità. Come si sa, secondo la Chiesa Cattolica, ogni uomo ha il proprio «Angelo Custode» naturalmente, ogni medium ha il suo «Spirito Guida». Per citarne uno, la medium Florence COOK, si serviva come Spirito Guida di Katie King. A proposito dello spiritismo, un giorno Pasteur disse: «Non vi è né religione, né filosofia, né ateismo, né materialismo, né spiritualismo che possa opporsi alla forza dei fatti». Il filosofo francese Charles Richet, premio Nobel per aver scoperto il fenomeno dell'anafilassi; l'astronomo francese Camille Flammarion e il criminologo e psichiatra italiano Cesare Lombroso, studiosi dei fenomeni parapsicologi, contribuirono notevolmente anch'essi allo sviluppo di tali studi, considerando le implicazioni che lo spiritismo può dare alla stessa evoluzione spirituale dell'uomo, specialmente in questo scorcio di secolo. Verso la fine dell'ottocento, tuttavia, gli studiosi incominciarono ad interessarsi meno delle presunte comunicazioni con i defunti e, maggiormente, alla possibilità che i fenomeni spiritici potessero essere manifestaziioni di poteri mentali inesplorati. Tuttavia, le facoltà dei medium sono tali che, nella trance essi conoscono delle cose che non potrebbero assolutamente aver appreso in stato di veglia. Per esempio, la medium Eusapia Paladino, fu scoperta dallo spiritista napoletano Enrico Damiani e, in seguito, studiata da ricercatori italiani, francesi, inglesi e statunitensi, che rimasero, di volta in volta, stupìti dalla sua personalità e dai fenomeni medianici da lei prodotti, anche se alle volte discutibili. Mentre alla medium Eileen J. GARRETT durante le sue sedute si manifestava il comadantante del dirigibile britannico R. 101 sul quale morirono 46 persone, che impartì informazioni riguardo il disastro. *** Prima di completare la rassegna degli studiosi e dei medium più noti, che hanno risvegliato l'interesse per la ricerca dei fenomeni parapsicologici, è bene sapere quanto desiderio di conoscenza c'è nella gente per questa affascinante disciplina. Vi furono sociologi americani Andrew GREELEY e William Mc READY molto noti per i loro studi. Nel 1937 vollero fare alcuni questionari per sapere quanti americani credevano nel paranormale. I due ricercatori furono letteralmente allibiti dalle risposte. Circa un quinto della popolazione americana asserì di avere avuto frequenti esperienze paranormali. Il 15% della popolazione degli Stati Uniti, ossia 30 milioni di persone hanno, spesso, esperienze paranormali. La sensibilità emotiva delle persone contribuisce, indubbiamente, all'incidenza dei fenomei PSI. Le esperienze paranormali si verificano, quindi, presso quelle persone che, per una combinazione di fattori sociali e personali, sviluppano un altissimo livello eccezionale di «risonanza emozionale», cioè che si mettono in sintonia con l'ondeggiante campo adimensionale e aspaziale delle varie sfere vibrazionali di luci e colori. *** E, ora, vediamo chi era Emanuel Swedenborgh. Swedenborgh fu uno scienziato che visse alla Corte svedese nel XVI secolo. Studioso e inventore, autore di 150 testi scientifici, ebbe doti straordinarie. Si dice che «parlasse con gli angeli» ed i «trapassati», e che da Loro, abbia avuto la descrizione dettagliata di ciò che ci aspetta dopo la vita terrena; le sue visioni ispirarono Kant, Goethe e Jung. Dall'età di 55 anni fino alla morte, Swedenborg ebbe una serie di visioni e di sogni a occhi aperti, che lo convinsero dell'esistenza di un vasto aldilà accessibile ai viventi. I viaggi chiaroveggenti che egli avvertiva a chilometri di distanza, risultavano poi veri. Un giorno disse: «Ciò che riferisco, non è il frutto di persuasione interna; racconto ciò che ho visto, ciò che vedo. . . procedo per osservazione e induzione. Mi è stata data l'esperienza di poter penetrare in due mondi: quello dello spirito e quello della materia». . . disse «anche il cielo è là dove ognuno ha messo il proprio cuore». Dai moltissimi messaggi e dati, raccolti nell'aldilà, nel corso dei «suoi viaggi», strabilianti, Swedenborg elaborò una dottrina di corrispondenze, cioè un sistema globale che collega ogni aspetto della vita terrena con il regno spirituale. Cercò di esplorare nel modo più diretto possibile, attraverso visioni, trance di esperienze ipnologiche. Certo è che rimane straordinario pioniere di una grande avventura spirituale come viaggiatore dello spirito. La Dott. ssa Paola Giovetti, giornalista esperta di parapsicologia, nota con le sue pazienti indagini sui fenomeni paranormali, ha saputo dare informazioni con rara sensibilità ed esperienza, illustrando su vari quotidiani e conferenze, questa meravigliosa affascinante disciplina. Trattò estesemente, fra l'altro anche Swedemborg, del quale le Edizioni Mediterranee hanno pubblicato, in italiano, il libro: «Cielo e Inferno», l'aldilà descritto da un grande veggente. Tra le varie interessanti pubblicazioni, Paola Giovetti, pubblicò anche il libro «ANGELI» (Ed. Mediterranee) e recentemente: «IGrandi Iniziati del nostro tempo», «Vita e opere dei Maestri del cammino interiore» (Ed. Rizzoli). Note: Attualmente studiosi molto preparati nella ricerca psichica promuovono interessanti seminari, convegni e incontri di studio sulla disciplina del paranormale. Il giornale «L'Aurora» di Camerino diretto dal Prof. Roul BOCCI. Il gruppo di ricerca di Grosseto diretto dal Dr. Marcello BACCI. A Bologna il Dr. Silvio RAVALDINI, è direttore della rivista trimestrale «Luce e Ombra», il quale con grande impegno e perizia esalta l'opera dello studioso e ricercatore Gastone De BONI. Detta rivista è la più antica d'Italia. Il primo fascicolo uscì nel 1901, diretto da Gastone De BONI dal 1947 al 1986. Attualmente nella sede di Bologna in via Azzarita, 5, esiste una biblioteca di estimabile valore sul paranormale: un'opera poderosa degli studi e delle ricerche di Gastone De BONI. In essa è classificato una documentazione storica sulla ricerca psichica ¤ composta di un catalogo generale della biblioteca Bozzano-De Boni a cura di Silvio Ravaldini, in occasione del centenario della sua fondazione (1891-1991). LA SCOPERTA DELLA DANZA DEI GLOBULI DI LUCE Eileen Vancho GARRET era nata in Irlanda nella nebbiosa Contea di Meath. Essa sosteneva che i trapassati potessero comunicare con i viventi e si sentiva abbastanza a suo agio come veicolo per tale dialogo, pronta a stabilire un contatto. «Mi è stato spesso domandato come facessi a vedere forme e moto nella luce». «La prima volta che scoprii il moto nella luce e nel colore non avevo ancora cinque anni. Queste sono le sensazioni descritte dalla medium Eileen J. Garret, nell'autobiografia del libro: "Vita di medium"». Continuo a trascrivere integralmente quanto dice: «Venni a conoscenza di ciò giacendo immobile sul letto e guardando nell'ombra. Allora cominciai a scorgere dei globuli di luce che scoppiavano a intervalli. Quando li conobbi meglio, mi accorsi che si muovevano in ogni direzione. Turbinavano l'uno intorno all'altro, dilatandosi scoppiando come fanno le bolle di sapone quando si susseguono, e allo stesso modo rispecchiavano i colori, così anche questi globuli scoppianti contenevano un colore. Queste palle di luce si presentavano in tante forme e dimensioni che la testa mi faceva male se tentavo di vederle muovere tutte quante simultaneamente, in diversi direzioni. Erano sempre di foggia ovale. I loro movimenti somigliavano ai passi di una danza e, turbinando, intessevano un armonico disegno. Stando a giacere in camera, e semplicemente respirando, cominciai ad avvertire il movimento che era dentro e intorno alla stanza. Scoprii che l'aria non era spazio vuoto, ma era pieno di suoni cantati, e che i globuli danzavano come una trama di minuscole stelle, dentro e fuori, l'uno intorno all'altro, ordinatamente. Da quel momento in poi non esistette per me alcuno spazio che fosse vuoto; mi sembrava di sentire il peso e il movimento di una superificie condensata, di cui tuttavia non percepivo né il peso né la gravità. Cominciai ben presto a muovermi dentro me stesssa. È difficile ciò che intendo. Se cerco di descrivere il modo in cui entrai in questo stato, posso soltanto dire che mi i sentii trascinata». Giovanna d'Arco a Domremy (Francia) - La «Voce» gli suggerisce la strada da percorrere e ciò che deve fare. Dal libro: «I Meccanismi della Mente», di Colin Blakmore, Editori Riuniti. Il fantasma vivente di Katie King Il fantasma vivente del fantasma di katie King, apparve a Londra nel secolo scorso, evocato a Roma nel centenario del fatto. Come già in passato, si è lasciato esaminare e fotografare; e pur ad un secolo di distanza. . . lo sbalordimento dei presenti non è stato minore. Il professor William Crookes, membro della società reale inglese, scrisse addirittura un libro sull'argomento. La medium era Florence Cook, una ragazzina di sedici anni aveva confessato allo studioso di fisica e chimica le sue capacità paranormali e aveva accondisceso a farsi esaminare sperimentalmente, senza alcun limite. Così, per circa tre anni ¤ fino al 1874 ¤ nelle sedute spiritiche si manifestò il fantasma di Katie King, una evanescente figura bianca, che diceva di essere figlia del leggendario pirata Morgan. Il fantasma ¤ che non aveva mai detto di no alle possibilità di esame ¤ annunciò che «la sua missione sulla terra era finita», il prof. Crookes avanzò richiesta più incredibile: chiese se accondiscendeva a farsi fotografare. La risposta fu positiva e, nella storica seduta del 19 luglio 1874, furono scattate 44 fotografie del fantasma, che sono tuttora un documento per gli studiosi di parapsicologia di tutto il mondo! Dopo di ciò con rammarico, il prof. Crookes annunciò che «Katie King era scomparsa per sempre». LA MUSICA DELLE SFERE Come già più volte ho descritto in queste pagine introduttive, osservando la scala cosmica delle vibrazioni, si possono, in qualche modo, idealizzare le disposizioni vibratorie delle Entità verso la Luce ineffabile dell'Assoluto in conformità alla luce spirituale che Le circonda. «Esse» possono entrare nella nostra dimensione spazio-temporale, non appena se ne presenta «loro» l'opportunità, anzi, anche simultaneamente in diversi luoghi!. . . o attraverso qualsiasi medium predestinato a così alta missione. Nelle emanazioni dei vari Logos, esistono potenziali scale, o «stanze» vibratorie d'infinite frequenze; paragonandole alle corde di un'arpa, esse non vibrano fin quando l'«Artista» non ne fa un «proprio concerto». Allora, soltanto allora, «la Musica delle Sfere» può ENTRARE IN RISONANZA con le ALTRE POTENZIALI INFINITE GAMME e, da «ottava in ottava» e nella scala universale del settenario insegnerà alla creatura umana, in evoluzione, i grandi misteri del Cosmo, e svelarli, gradualmente, a chi si mette in ascolto più con il «Cuore» che con la mente. Ho sottotitolato questo mio volume, appunto, «Le Stelle NON stanno a guardare» perché ritengo, oggettivamente, che TUTTE LE ENTITÁ DI LUCE, compresi i disincarnati, «NON STANNO VERAMENTE A GUARDARE», in quanto Essi, appena ci sintonizziamo, spiritualmente parlando, in qualsiasi istante si presentano a noi: sia come Spiriti Guida, sia come Entità di Luce, sia come Creature di altri Mondi, o meglio dire di altri Universi. Tutte le Entità che si succedono attraverso i medium, confermano in qualche modo ciò che sto dicendo, cioè: le Entità, alcune Entità e non altre, entrano nella dimensione, seguendo le caratteristiche «peculiari karmiche di cui è dotato il medium». Ma, non è detto che, attraverso tutti i medium, non possano entrare anche entità basse, larve, entità barontiche, burlone, ecc. Pertanto, è sempre bene avere massima prudenza, cautelarsi in questa delicatissima disciplina. Quando si fanno determinate esperienze, è bene recepirle in positivo in quanto si constata, in prima persona, che veramente il Cielo si avvicina alla Terra. Nella sfera dell'astrale esiste un mondo meraviglioso, dove per vibrazione, entrano anche Entità di alta frequenza vibratoria, e in quel caso, è il corpo vibratorio etero-astrale del medium che, in risonanza, vibra su quei piani di alta frequenza, dove si allaccia per incorporazione l'Entità che vorrà dare un proprio messaggio. Analogamente, a parere mio, è avvenuto per i Profeti, che in linea di massima durante le Loro ispirazioni da cui sono stati illuminati, hanno filtrato ciò che le stesse Entità vibrando, nelle sfere sapienziali, comunicavano per arricchire le conoscenze spirituali per l'evoluzione dell'umanità. Per ottenere la «risonanza vibratoria» di una determinata frequenza è necessario che ci sia una corrispondente vibrazione che vibri all'unisono, detta in termine elettrico: «onda portante» con la relativa «modulazione» che ha appunto il compito di modulare il segnale. Perché avvenga una trasmissione di parole e di immagini, sia per radio che per televisione, è necessaria «questa risonanza vibratoria». Pertanto, se si volesse entrare in risonanza con «una determinata gamma vibratoria», è necessario sovrapporre un'identica vibrazione. Anche nella legge dello Spirito, il comportamento «può essere identico», sia pure con delle varianti oggettive del complesso funzionamento del cervello umano, compreso quello degli animali. Possiamo supporre, quindi, che nei «mondi dell'etere cosmico e dell'astrale», le Entità esistano oggettivamente e operino in forma vibratoria in un mondo adimensionale, aspaziale onnipresente, secondo le Leggi Eterne dell'Assoluto, che si È MANIFESTATO oggettivmente in foma vibratoria, frammentando così la SUA DIVINA PERFEZIONE nel relativo. *** Questo mondo vibrazionale sovrasensibile che ci circonda, che opera e che ci compenetra, ha consentito anche attraverso le onde elettromagnetiche di avere realizzato le meravigliose scoperte dell'elettronica. Ascoltare la radio, o vedere delle immagini televisive trasmesse anche a grandissime distanze, come quello del lontano nostro sistema solare, non ci meraviglia quasi più. Ma, se nel passato, anche non troppo lontano, e anche a tutt'oggi, si facesse ascoltare della musica o fare vedere una immagine televisiva ad una tribù primitiva sperduta in una foresta, anche adesso si rischierebbe molto, immaginando lo stupore dei presenti malcapitati indigeni, i quali potrebbero incoronare l'équipe come DIO vivente, oppure essere messi al rogo. Attualmente, per noi, tutto questo può sembrare superato, ma così non è, in quanto gli stessi fenomeni parapsicologici ancora destano meraviglia e incredulità, e non finiscono mai di stupìre persino gli studiosi. Abbiamo detto che l'Universo si manifesta in forma vibratoria, noi stessi siamo vibrazione dal punto di vista atomico molecolare. Nell'Universo nulla è statico, TUTTO È tremendamente veloce a un punto tale che i nostri limitati cinque sensi hanno l'illusione che tutto stia fermo. Osservando le Tavole delle vibrazioni cosmiche allegate, si può capire quali siano i limiti della nostra ristretta visione delle cose. Come si sa, è visibile solo quell'intervallo ristretto di frequenze che va da 4. 000-7. 000 Armstrong, il resto, per le nostre capacità è invisibile, solo con i necessari strumenti elettronici più sofisticati, quell' «invisibile» diviene reale, comprensibile. Quanti postulati la Scienza dovrà in un prossimo futuro non limitare, avendo più certezze delle Leggi di Dio che si riveleranno agli uomini spiritualmente evoluti. Giustamente, la Scienza per comprovare i propri postulati, ha la necessità che un determinato fenomeno sia ripetibile, onde avvalorarlo come Legge. I fenomeni parapsicologici di ogni tipo, medianità compresa, sono per così dire ancor «oggi» ripetibili, non certamente per equazioni matematiche, bensì sotto altri parametri di osservazione, cioè la peculiare caratteristica degli stessi messaggi provenienti da diverse Entità, attraverso uno stesso medium, che nei Loro interventi rimangono caratteriali e ripetibili secondo la «Sapienza Divina» di appartenenza. Il luogo dove le Entità dicono di trovarsi non è possibile constatarlo in quanto a noi, sottoposti al dominio dei cinque sensi, e ai limiti della nostra razionalità, non ci è consentito andare oltre quella soglia. Sarà la sola intuizione che darà modo di varcare quella «soglia» per accedere alle «secrete cose dello Spirito». Recentemente, in una seduta, fu chiesto ad una Entità in quale piano si trovano, e la risposta è stata la seguente: «Vedete figli cari, come sono vuote le vostre domande». . . in quale piano ci troviamo?. . . certamente, per venire da noi non dovete prendere nessun ascensore, ma se voi volete avere un'idea dove siamo, basta a voi la stessa velocità del vostro pensiero, perché Noi ci spostiamo da «un punto all'altro». Da questa risposta, si può dedurre, che i Piani del Divino sono infiniti, mentre ogni Entità, in forma vibratoria si trova nel Piano di Luce assegnatole in rapporto alla sua evoluzione. Più di una volta altre Entità hanno detto di trovarsi sotto forma vibratoria di Luce-Colore secondo il Piano di Luce della loro evoluzione, in quel «Mondo Divino, dove spazio-tempo non esiste, ma è ugualmente oggettivo: o questo chiamato Akascico, o Piano Mahàparanirvanico, comunque esistente! Dallo schema allegato si può avere l'esatta idea dei PIANI ESISTENTI DELL'ASSOLUTO. Secondo la mia convinzione, i sensitivi, i medium o persone veramente dotate di facoltà paranormali, entrano inconsciamente nelle sfere del trascendente, come fa un'antenna radio che, più o meno adattata secondo il ripo di ricezione capta e fa entrare in risonanza eletromagnetica, le bande di frequenze prestabilite e tarate nei relativi circuiti di apparecchi elettronici. Come si sa, la risonanza elettromagnetica propone attraverso l'etere, l'istantanea ricezione, considerando che le onde elettromagnetiche viaggiano alla velocità della luce a 300. 444 km al secondo. Quindi, istante dopo istante, lo spazio-tempo viene annullato per oltrepassare i confini di dimensioni che noi ancora non possiamo immaginare. Cervello e mente sono un binomio indispensabile, affinché la psiche del mondo vivente interagisca secondo natura, entrando e compenetrando attraverso un proprio «stato vibratorio», nei mondi imprescrutabili delle Leggi di DIO. Nel caso dei medium, o dei sensitivi o dei veggenti, o di chi possiede facoltà extrasensoriali, secondo un proprio Karma, essi sono gli ideali mezzi che collegano «il Cielo alla Terra», attraverso infiniti «stati vibratori» che li circondano in ogni istante. I«Maestri di Luce», spesso confermano questo teorema, riferendosi spesso allo «stato vibratorio» in cui si trovano, in base alle Leggi di DIO cui sono stati assegnati, e attraverso i medium, possono inviarci i LORO messaggi salvifici. Questo ideale contatto tra «Cielo e terra», lo definirei, se mi è consentito: «Risonanza Vibrazionale Spirituale». . . aspaziale, atemporale. Nel campo radioelettrico, si sa che quando due induttanze, meglio dire due solenoidi, sono attraversati da una corrente elettrica vi è uno scambio di energia, detta «mutuainduzione». Ho più volte constatato che anche attraverso la medianità vi sono scambi di energie medianiche per incorporazione, tanto che si può verificare «incompatibilità», tra due medium, non dovuta a parere mio a negatività insite nell'uno o nell'altro, bensì determinate unicamente dalla differenza di «potenziale» di cui sono «composte» le stesse Entità entrate nella dimensione. Quindi, si può benissimo rapportare lo «stato vibratorio» dell'etere, come una immensa distesa di acqua tranquilla. Il solo passaggio e la caduta di un corpo, inizia una serie di onde concentriche che si allontanano dal punto di «interferenza», o di caduta, o di «trasmissione». Un'altra sopravvenuta «interferenza», può determinare un accavallamento di onde, tanto da contrastare la forza primaria: ecco la differenza di potenziale vibratorio tra due Entità di diverso grado di Luce che si intersecano loro malgrado e si contrastano; ma questo contrasto è a mio modesto parere, solo incompatibilità potenziale, vibratoria non spirituale. Contrariamente all'incompatibilità potenziale, che reputo comunque positiva, escludendo naturalmente le incorporazioni di nature «arimaniche», vi sono invece delle vere e proprie «mutueinduzioni» tra i medium. Si può verificare spesso, che un medium con forte attitudine, inneschi la medianità a dei soggetti potenzialmente medium che questi non immaginavano di avere; questo si può appunto definirla «mutuainduzione» spirituale. Mi conforta ripensare ciò che mi disse una Entità quando, a casa mia, ad un medium, chiesi mentalmente, se facevo bene a riunire persone volenterose e dotate di facolté paranormali. Fu l'Entità di Filippo GONZAGA il quale tramite la scrittura automatica del medium, così disse: «Gli uomini di buona volontà debbono aiutarci ad aiutare il mondo, perché dobbiamo salvarlo. Sono sempre io: Filippo Gonzaga_ "lo maggior tempo dello uomo è allo Spirito destinato, se si vuole lo suo tempo custodire in lungo"». * ** Osservando le varie incorporazioni dei più noti medium, si può dedurre che nella scala delle vibrazioni del Cosmo, rapportandole in luce-colore-suono, le Entità entrano nella nostra dimensione temporale solo quando pre-esistono delle capacità psico-spirituali negli uomini. Ciò avviene attraverso medium veramente dotati, anche se non tutti possono avere una vita privata irreprensibile. Sono le imprescindibili possibilità karmiche del medium che lo portano a svolgere la missione di essere il mezzo o il «ponte» ideale delle infinite «Gerarchie di Luce», che per l'occasione entrano nella nostra dimensione per offrirci i LORO preziosi insegnamenti. Nel 1892 Ernesto BOZZANO, a proposito dei medium, scriveva: «I medium non sono macchine, ma creature viventi e pensanti, ultrasensitive». I «medium» non dovrebbero essere analizzati da professori e studiosi del paranormale, bensì, durante le loro trans, dovrebbe esserci una ricerca indiretta, discrezionale, tanto da farla sentire utile alla conoscenza del trascendente. Platone disse: «Dio non tratta direttamente con gli uomini; ogni rapporto e dialogo degli Dei con gli uomini avviene attraverso intermediari». COSCIENZA COSMICA E MEDIANITà Nella vita di tutti i giorni, ai più sfugge l'essenziale: cioè sentire di avere una coscienza cosmica, una coscienza che potrebbe far superare tante angosce. Molte persone, assillate da problemi esistenziali, si aggregano a movimenti religiosi. Il consiglio di Edward CARPENTER fu draconiano, disse che i movimenti religiosi possono essere utili, ma cadono spesso in complesse interpretazioni, sì da rendere nebulosa la verità, che sta dentro di noi:basta solo cercarla. La stessa Garrett, nella sua autobiografia, disse: «Il mio Maestro, Edward Carpenter, mi consigliò di leggere tutte le pubblicazioni di questi gruppi spirituali, ma di non farmi attirare nell'organizzazione di nessuno. Insistette sulla necessità di non confondere il mio pensiero con quello degli altri senza un attento esame». Mi disse inoltre: «Il vostro giudizio personale basterà a guidarvi. Ora siete cresciuta e cominciate a pensare da sola». «Io posso introdurvi alla vera fonte da cui questi "movimenti" traggono la loro "ispirazione", ma non basta. Vi posso consigliare di leggere Emerson. Le "Foglie d'Erba", scritte da Walter Whitman; poi "Il Ramo d'Oro" di Fraseer, ma non può bastare. Poi cercate di conoscere Spinoza e quando lo avrete conosciuto trascurerete i profeti minori. Quando avete assimilato questi Grandi, troverete il tempo per leggere le Scritture Orientali, speialmente le Upanishad e il Mahabaratha; e poi tornate alla vostra Bibbia e rileggetela con nuova comprensione. Dopo che avrete letto ed assimilato tutti questi scritti, comincerete a comprendere una nuova religione». «Posso dire che, nei due anni della mia stretta amicizia con Edward Carpenter, ho avuto la più profonda esperienza spirituale della mia vita; una esperienza che accrebbe il mio senso di essere rinata e divenuta libera dai fardelli del mio passato. Non ebbi più un costante senso di peccato e di segreta disperazione riguardo alla mia infanzia o ai miei genitori, o al fallimento del mio primo matrimonio. Mi aprì orizzonti al di là della portata delle comprensioni ordinarie. Per la prima volta nella mia vita, seppi che le percezioni di questo mondo di luce, di colore e di movimento non eranno allucinazioni di un mente disordinata, ma il vedere e sentire di quella che Carpenter chiamava: "Coscienza Cosmica". Qualunque cosa io abbia detto di Edward Carpenter è inadeguata ad esprimere il mio profondo debito verso uno dei più grandi spiriti del mondo moderno». «Carpenter mi riportò indietro, passo passo, attraverso le prime esperienze della mia infanzia e me le fece descrivere secondo l'ordine con cui erano iniziate e mi si erano presentate. Mi spiegò, con molta amabilità, che esse non avevano nulla in comune con i soliti ricordi e le solite esperienze infantili. Il mio stesso modo di descrivergliele gli fece dire che queste esperienze non erano immagini soggettive, ma, impressioni esterne ed oggettive che mi venivano dal di fuori. Quindi proseguì mostrandomi il modo sorprendentemente logico con cui le mie percezioni erano iniziate, e rimpianse sinceramente che io non fossi stata educata da qualcuno che avesse compreso le mie "visioni", erano realizzazioni cosmiche, e che mi avesse perciò incoraggiata a seguirle invece che a soffocarle. Diceva che la mia impossibillità di ascoltare correttamente la musica e perfino di toccare uno strumento, era dovuta al fraintendimento, al maltrattamento e alla repressione del mio udito cosmico, avvenuti da quando aveva incominciato a manifestarsi. Egli era l'unica persona che comprendesse ciò che intendevo dire quando gli confidavo che lo spettro non era sufficiente ad esprimere la serie di colori che vedevo. Assicurava che avevo una tale perfetta conoscenza del colore che avrei potuto esprimerla in qualche insolito dipinto o disegno. Mi sollecitava affinché, usando di questi poteri di percezione, intraprendessi una attività artistica; sentiva che in qualche forma di auto-espressione artistica avrei trovato una via adatta per l'applicazione delle mie visioni e della mia facoltà di comprendere. Affinché comprendessi più chiaramente la mia intima natura e potessi seguire i passi attraverso i quali la più bassa natura umana si spiritualizza, mi consigliò di leggere libri sulla psicologia e la fisiologia del sesso. Pensava, inoltre, che io avevo una natura profondamente religiosa che considerava l'arte e la bellezza come suprema espressione della Divinità». Nella vita della medium Eileen Garret fu determinante anche un altro grande studioso, o meglio due: i coniugi Hewat McKenzie, i quali furono preziosi sostenitori delle capacità medianiche della Garret. Dice la Garret: «L'elevata concezione di Hewat McKenzie della medianità era qualche cosa che non avevo mai incontrato prima di allora. Egli riteneva che la più profonda filosofia degli antichi Maestri e l'ispirazione di tutte le Grandi Scritture, fossero state ricevute, in tutte le età, per mezzo della Scienza Medianica. Metteva il rilievo la responsabilità che il possedere questo potere mi accollava e dichiarava ciò che dovevo curare e controllare le abitudini della mia vita quotidiana. Egli sottolineava la necessità di condurre una vita tranquilla ed armoniosa, libera dagli effetti dell'alcool, della sessualità e dei cibi ricercati. Tutta la mia resposabilità, verso me stessa e la medianità, consisteva nel vivere questa esistenza semplice e controllata. Egli metteva in rilievo che, sotto una guida, la personalità di controllo si sarebbe allenata ad interessarsi degli altri aspetti della psiche e, che l'addestramento della mia medianità, da parte di Hewat Mckenzie, traeva la sua forza dalla profondità che questi aveva della natura del subcosciente. Riteneva che il subcosciente contenesse tutta la psiche dell'uomo. La sua mente ¤ diceva ¤ era quella del vuoto che attira in se stesso ogni cosa e che tutti i nostri ricordi vi erano contenuti di ciò fossimo noi consapevoli o meno. * * * Messaggio medianico di una fanciulla deceduta a 10 anni a Roma nel 1947. Notare la calligrafia e gli errori grammaticali tipici di questa età. Inoltre, le risposte alle mie domade quando gli chiedevo dove potevo mettergli un fiore. La risposta: in cielo_ Quando sei morta?_ Non lo so, quando Dio mi ha chiamata_ Poi ricorda: Avevo 10 anni a Roma nel 1947. Infine, senza che gli chiesi altro, spontaneamente riferendosi ai medici che l'avevano in cura, dice: Hanno fatto tutto il possibile per salvarmi, ma lo Spirito NON muore mai: io PURE. Ciao_ LA PSICOFONIA Il 12 giugno del 1959, lo svedese Friedrich Jurgenson, scoprì il fenomeno delle voci paranormali. Prima di lui studiosi dedicarono il loro tempo a questa ricerca, tra i quali Bayless Von Szalay e padre Agostino Gemelli. Fredrich Jurgenson ebbe, come allievo, il Lettone Konstantin Raudive. Insieme, divennero maestri esperti di questa nuova scienza che è la psicofonia. Iniziò le sue prime esperienze psicofoniche abbinando un registratore ad una radio ricevente, e questo gli fu, addirittura, suggerito dalle voci delle stesse Entità: «Prendi contatto con la radio ¤ usa la radio ¤ di sera aiutati con la radio». Dopo anni di esperienze e lunghissime ore di paziente ascolto, la psicofonia ha dato, e sta dando, risultati molto incoraggianti, tanto che gli studiosi di questa disciplina del paranormale, hanno potuto fare le seguenti considerazioni; 1) Le frequenze di ricezione possono variare, estendendosi dalle bande delle onde corte a quelle delle onde medie. 2) Le esperienze paranormali si verificano, più facilmente, verso le persone e, nel caso della psicofonia, verso gli stessi operatori, che abbiano un buon grado di medianità. Si è altresì verificato che, a parità di mezzi tecnici disponibili, alcuni ricercatori hanno ottenuto apprezzabili risultati, mentre per altri possono essere negativi. 3) Si deduce, che l'esito positivo non dipende tanto dall'apparecchio elettronico più o meno sofisticato, quanto dal grado spirituale o altre varianti dello stesso operatore, o degli operatori che effettuano la ricerca. Quindi, è strettamente necessaria una grande apertura mentale e un notevole grado di percezione extrasensoriale. 4) Il fenomeno delle voci psicofoniche ha dato fino ad oggi incoraggianti risultati, specialmente verso quegli operatori che in qualche modo vi si sono dedicati con entusiasmo, come la signora Gabriella ALVISI, che, dopo aver perso la figlia Roberta, ha potuto comunicare con lei e con altre Entità, effettuando ben 600 comunicazioni. Il suo libro è intitolato: «Le Voci dei Viventi di Ieri» (Comunicazioni elettromagnetiche con l'aldilà), prefazione del Prof. Giorgio DI SIMONE. 5) È necessario credere nel fenomeno. 6) Occorre avere una motivazione interiore, per stabilire un contatto, e possedere una libertà interiore affinché la razionalità non agisca da freno alle possibilità del fenomeno stesso. Inoltre, gli esperti affermano che, per effetture le registrazioni, non c'è bisogno di apparecchiature sofisticate. È sufficiente un semplice registratore, e si possono ottenere risultati migliori se l'apparecchio è provvisto di diodo. Le ore migliori per le ricerche sono le ore serali. In una delle registrazioni ottenute, Raudive stesso venne chiamato per nome e, addirittura, con il soprannome della sua infanzia. Si udì anche nominare il suo luogo di nascita, pronunciato in dialetto poco noto. In alcune registrazioni, è stato possibile identificare voci di donne e di bambini; in molti casi, le voci si sono qualificate con un nome o un luogo di nascita e, di solito, chiamano per nome le persone incaricate delle registrazioni. In molti casi, hanno risposto a domande precise e, di solito, fanno commenti su persone presenti nella stanza in cui si fanno le registrazioni. Comunque, non è raro che l'incredulità e lo scetticismo influiscano negativamente sulla bontà degli esperimenti. La Dott. ssa Gertrude SCHMEIDLER, del City College di New York, scoprì che coloro che credevano nell'ESP, ottenevano migliori risultati negli esperimenti di chiaroveggenza di quelli che non vi credevano. Nel lontano 1959, occasionalmente, Friederich Jurgenson notò voci strane nel suo registratore, mentre si dedicava alla registrazione dei suoni emessi dai fringuelli, servendosi appunto di un semplice magnetofono. Da allora è trascorso molto tempo e sono state fatte molte esperienze_ «con la stessa collaborazione delle Entità». Da quando Jurgenson ascoltò il «Canto degli uccelli notturni», ascoltò anche la «voce» della madre! «Le Voci» dissero che la Loro prossima manifestazione sarebbe stata per televisione e che si sarebbero fatte non solo sentire, ma anche vedere! Il Dott. Felice MASI, esperto di elettronica, cultore della parapsicologia e, quindi, della psicofonia, un giorno sentì nel suo inconscio una chiamata interiore che gli diceva, che per lui era venuto il momento di cominciare gli esperimenti di ricerca televisiva, perché le stese Entità lo avrebbero aiutato. Come si può notare, esiste tra le Entità una vera scala gerarchica di valori spirituali, esse prendono le decisioni più idonee per la nostra stessa evoluzione. *** A proposito, vorrei precisare l'esito di sedute spiritiche ad incorporazione attraverso un medium. Esse, il più delle volte, entrano nella nostra dimensione dopo l'avvenuto consenso spirituale di «un Pope»: una Entità di alto grado spirituale che regola, si può dire, il flusso e l'intervento di un caro defunto, che ha bisogno di consolare il cuore affranto di un proprio caro. Il Dott. Masi continua: le «Entità seguivano quel mio esperimento», un esperimento che, «grazie a LORO, potei alfine registrare per video, con l'immagine psicovisiva in fotogrammi: Entità con semplici volti, o di volti con mezzo busto. L'immagine psicovisiva, quindi, è la risultanza di fattori concomitanti di una interrelazione mentale con lo sperimentatore stesso; cioè il suo campo PSI entra per sincronicità nella frequenza scelta sia da parte dello sperimentatore che dall'Entità che intende manifestarsi». Il Dott. Masi non nutre più alcun dubbio che la psicovisione ha la medesima base elettronica dei campi elettromagnetici modulati della Psicosociale due fenomenologie sono, quindi, strettamente sorelle. Egli è anche convinto che le Entità continueranno «a collaborare», e dice che riusciranno a produrre meglio il fenomeno e a farsi vedere in modo più completo: «Sono LORO infatti che fanno tutto!». *** La psicofonia annovera anche fenomeni di «Cori Trascendentali», ascoltando occasionalmente la radio su una frequenza qualsiasi si sono uditi «Cori Angelici», accompagnati da «musiche», nonché, si sono ascoltate le conversazioni simultanee in «ben sette lingue diverse», con relativi canti liturgici; questo può avvenire anche in certe chiese che in antichità erano usate come cimiteri. Questa singolare esperienza la ebbi anch'io circa dieci anni oro sono a Roma con mia moglie nella chiesa di San Francesco delle Stimmate nel periodo pasquale durante una cerimonia della Via Crucis. Per diffondere sempre più questa meravigliosa realtà della sopravvivenza e della transcomunicazione, gli studiosi continueranno ad ottenere risultati sempre più gratificanti, in virtù della loro stessa fede in Dio e delle SUE LEGGI, affinché l'invisibile diventi visibile, l'irreale reale, tanto che la stessa evoluzione dell'uomo possa crescere sempre più in consapevolezza nell'Era del III millennio, e con orizzonti spirituali sempre più radiosi. LE FUNZIONI DEL CERVELLO SECONDO LA FENOMENOLOGIA PSI Gli esperimenti PSI hanno maggiori possibilità di successo quando le onde cerebrali di un soggetto sono simili a quello della stato «alfa». Questo è uno «stato» che aiuta le persone trattate con il sistema del «biofeedback»», a controllare alcune funzioni come il battito cardiaco e la pressione. La mente durante il sonno, e soprattutto nei sogni, può essere particolarmente recettiva a messaggi che sfidano i «limiti del tempo e dello spazio». Friedrich August Kekulè, intuì la struttura dell'anello del benzolo dopo aver sognato un serpente che si mordeva la coda. Le onde «alfa», quindi, potrebbero contribuire a spiegare i fenomeni PSI, giacché il rilassamento mentale è stato collegato con le facoltà PSI. Nel 1928, lo psichiatra Hans Berger dichiarò che nel cervello umano si formavano deboli correnti elettriche che fluivano ritmicamente sotto forma di onde. Ricercatore, fu anche il noto neurologo italiano Ferdinando CAZZAMALLI; il suo libro: «Il Cervello Radiante», dimostra l'esistenza di variazione dei potenziali elettrici del cervello Caton, mentre Hans Berger, fin dal lontano 1902, condusse ricerche, dapprima sugli animali, poi sul cervello umano. Ferdinando Cazzamalli (morto il 30 dicembre 1958) ci ha lasciato preziosi risultati appunto con gli studi sul cervello umano, e le relative onde cerebrali, che egli stesso chiamò elettroencefalogrammi. L'esistenza di una elettricità cerebrale negli animali, era stata dimostrata dal fisiologo inglese i suoi studi su dei ritmi del radiante cervello umano che si manifesta durante l'intensa attività psico-sensoriale degli stati onirici allucinatori e telepsichici. Egli si era laureato in medicina e chirurgia. Fu docente alla scuola di perfezionamento della Clinica Neuropsichiatrica dell'Università di Modena. Membro di numerose Accademie e Società Scientifiche. Autore di ricerche sperimentali di psicobiofisica che lo portarono alla scoperta dei fenomeni elettromagnetici radianti del cervello, nonché di autore di 100 pubblicazioni scientifiche. Direttore della rivista «Methapsichica» e della rassegna «Il Salvatore». Nel 1927 a Parigi, in occasione del III Congresso Internazionale di Scienze Psichiche alla Sorbona, il sommo fisiologo Charles Richet presentò con sentite parole di approvazione, l'opera di questo illustre scienziato italiano, per aver gettato una nuova ed inattesa luce su questa affascinante disciplina. *** A sua volta il prof. Marco Margnelli, neurologo, guidato dal dottor Frigerio, ha studiato recentemente e attentamente i giovani veggenti di Medjugorie. Ma verificato e documentato con i propri strumenti l'alterazione di coscienza di quei ragazzi nell'effettivo «stato di estasi» scientificamente chiamato «stato Alfa». Lo stesso prof. Margnelli che ci teneva a dire di non essere un credente, e di esser quindi andato a Medjugorie con spirito critico, pronto a cogliere ogni contraddizione e montatura, dichiarò: «Se, nello stato di coscienza "diverso", i veggenti vedano realmente la Madonna, o se si tratti di un fenomeno di suggestione per noi inspiegabile, ciò è un fatto di competenza teologica sul quale non posso esprimermi». Lo stesso prof. Cazzamalli dal 1942 al 1955, seguì un'altra serie di esperienze sui fenomeni elettromagnetici radianti del cervello umano, durante l'attività psicosensoriale intensa con l'apparecchio O. XI nuovo apparato rivelatore radioelettrico per microonde a supereazione e supereterodina. Trascrivo integralmente una pagina del suo libro «Il Cervello Radiante (Edizione Ceschina): dalla introduzione si legge quanto segue: Al secolo XVII rimonta la prima ipotesi sulla possibilità di una energia fuoriuscente dal corpo umano in determinate condizioni. Il Maxwell, medico di re Carlo II d'Inghilterra, concepiva in «De Medicina Magnetica» l'attività di «raggi corporei, diretti dall'anima» per certe azioni fisiche a distanza. Ma già la concezione ipotetica era stata preceduta nei secoli dalle certezze dogmatiche dei grandi iniziati. Il Telesma di Ermete, il fuoco vivente di Zoroastro, il fuoco generatore di Eraclito, la luce astrale della Cabbala, l'Alcabert di Paracelso, lo spirito di vita degli occultisti, la forza vitale di S. Tommaso, non stanno forse a significare, sotto il velo esoterico, l'irradiazione di umana energia, riconosciuta negli effetti, sconosciuta nell'essenza? Il Mesmer, medico e i suoi discepoli, studiarono un secolo dopo la fenomenologia magneto-ipnotica. Nel secolo XIX con R. buchanam l'ipotesi dell'energia emanante dal corpo umano trova il suo punto di origine nel sistema nervoso centrale; e con la denominazione di «neuroara» viene ritenuta quale forza fisica da porsi fra l'elettricità ed il calore, e metafisicamente dichiarata mediatrice tra anima e corpo. Assume poi in tale quantità intermediaria il nome di «Od» per opera del Reichenbach, che riteneva l'universo permeato da tale effluvio magnetico, detectabile soltanto da soggetti sensitivi, e perciò non identificabile con alcun aspetto fisico, allora noto dell'energia. Successivamente dal «fluido vitale» del Gasparin , alla «forza neurica» del Barety (1887) alla «forza fluidica vitale» del Baradue, alla «forza psichica» del Joire, alla «forza celebrale irradiante» del Lombroso, alle «vibrazioni corticali» del Patrizi, alla «radioattività biopsichica umana» del Morselli, e tutta una catena a maglie sempre più strette di ipotesi; ormai evidentemente necessarie ai fini dell'indagine sperimentale, sull'esistenza di un'energia fuoriuscente dal corpo umano in determinate condizioni, suggerite dall'osservazione dei fenomeni ben accertati, ma non altrimenti spiegabili. La sorgente va confermandosi nel sistema nervoso. Secondo l'acuta definizione di Leonardo Bianchi le onde nervose si diramano in forza in quanto il sistema nervoso «trasforma le energie cosmiche in equivalenti psichiche». Prosegue il prof. Cazzamalli: _ DAL COMPLESSO DELLE RICERCHE SPERIMENTALI RECENTI E DALLE MIE STESSE RECENTISSIME, VI È RAGIONE DI RITENERE TALI MANIFESTAZIONI COME EQUIVALENTI PSICHICI DELLE ENERGIE COSMICHE IN QUANTO ASPETTI DELL'ENERGIA FONDAMENTALE DELL'UNIVERSO. Questa in una «FINISSIMA GAMMA DI SFUMATURE», di cui andiamo faticosamente acquistando parziali conoscenze, fra abissi di ignoto, ci offre tutto ciò che noi amiamo distinguere e dominare come fisico e metafisico, come psichico e metapsichico. I tentativi di dimostrare sperimentalmente, con speciali dispositivi, l'esistenza di questa forza radiante dell'organismo umano, ritenuta agente causale della indefinibile fenomenologia magneto-ipnotico e sensitivo-medianica, ed elemento indicatore nel suo equilibrio o squilibrio di salute, o di infermità, inizia con il dott. Collonques. Egli riteneva il corpo umano «sede di vibrazioni sonore piccolissime», percepibili alle estremità delle dita e quando, fra le due estremità notavasi rilevante differenza, traeva giudizio di malattia. *** In proposito, ho desiderato trascrivere alcuni risultati di studio del prof. Cazzamalli, il quale non ha mancato di fare ricerche scientifiche sulle qualità medianiche di molti soggetti dotati. Leggiamo ancora: «Merita un particolare cenno il medium-sensitivo la Sig. ra Irma Maggi di Milano, sensitiva di singolare potenza, cioé dotata di criptestesia pragmatica, e chiaroveggenza, cioè dotata di telepsichismo spontaneo e provocato». Il prof. Cazzamalli, nei suoi esperimenti, adoperava valvole termoioniche, mentre i soggetti in esame li isolava in camere isolanti, perché si evitassero interferenze bioelettroencefalogramme esterne allo stesso soggetto. Con queste precauzioni, i suoi approfonditi studi sul cervello radiante ebbero certezze scientifiche di immenso valore. Attualmente è stata precisata l'attività cerebrale e può essere misurata con un elettroencefalogramma. Questi esami permettono di distinguere quattro principali tipi di frequenze che si estendono da 0,50 a 40Hertz (1 Hertz=Hz=1 ciclo/secondo): ¤ da 13 a 40 Hz, la frequenza Beta: prevale quando si è in uno stato di veglia associato ad una condizione, attiva, con l'attenzione rivolta verso l'esterno, occupato nei problemi e nella ansietà della giornata; ¤ da 8 a 13 Hz, la frequenza Alpha: aumenta quando si chiudono gli occhi e ci si rilassa fisicamente. La frequenza Alpha è associata a una condizione in cui la mente è neutra, cioè l'attività mentale è ridotta al minimo. Si possono avere esperienze extrasensoriali (intuizioni); ¤ da 4 a 8 Hz, la frequenza Theta: aumenta allorché si ha sonno e ci si sta per addormentare. Meditazione molto profonda, intuizione-emergenza del subcosciente. È lo stato che accompagna i sogni (sonno rapido). Possibilità di esperienze psicocinetiche e telecinetiche; _ da 0,5 a 4 Hz, la frequenza Delta: si crea nel soggetto quando è immerso in un sonno pesante, in genere senza sogni: è il livello mentale più propfondo che esista, dove sono possibili esperienze di psicoscopia, paragnostiche e precognitive. La fenomenologia medianica si estrinseca soggettivamente secondo stati di allocoscienza, in dipendenza vibrazionale di risonanza elettromagnetica del medium stesso, con vibrazioni cosmiche di infinite gamme. Le quattro frequenze, sopra descritte, sono per così dire, la porta d'ingresso in cui le Entità trovano rispondenza per entrare nella nostra dimensione. * * * Foto dal libro: Viaggio nel Mistero selezione dal Reader's digest. ULTRAFANIA La trascendenza dello Spirito Le stesse Entità si riferiscono, spesso, a questo Loro stato d'essere, quando parlano attraverso un medium. Questo stato può essere da noi utilizzato mediante telepatia e altre facoltà che, più o meno tutti abbiamo ma, eccezionalmente, i medium ne dispongono, secondo le proprie innate facoltà. Desidero concludere questa rassegna del mondo paranormale con un altro veggente, o medium, vissuto dal 1800 al 1864: Jakob LORBER, chiamato: «LO SCRIVANO DI DIO». Veggente, si rivelò inaspettatamente un profeta, descrivendo l'uomo del 2000. Come per Pietro Ubaldi, un giorno, una voce misteriosa gli ordinò: «Scrivi! ». Ciò che la «voce» dettò a Jakob LORBER, fu un'opera monumentale chiamata: «Nuova Rivelazione» e comprende oltre ventimila pagine, che non presentano alcuna correzione, cancellatura o aggiunta; cosa del resto logica in quanto quello che Egli scriveva non era un prodotto suo: egli prestava semplicemente la mano. Questi fenomeni di natura ultrafanica, cioè dettatura della conoscenza trascendentale da altre dimensioni, accaddero anche a Maria VALTORTA, la quale scrisse su dei quaderni, tutta la storia particolareggiata della vita di Gesù Cristo, oggi ristampati in dieci volumi dal titolo: «Il Poema dell'Uomo DIO» (Ed. Pisani). Volendo riassumere brevemente, si può azzardare dire che i fenomeni appartenenti alla parapsicologia hanno come configurazione la trascendenza dello Spirito e, fino dalle antichità, si sono sempre manifestati attraverso i Profeti, o uomini che raggiunsero alti gradi spirituali, e attraverso dei medium più o meno noti. *** L'astrale, nei suoi infiniti piani, vibra per leggi naturali cosmiche e su altrettante gamme infinite, compresa «la memoria della natura» o akascia, dove TUTTO viene registrato indelebilmente sui piani sottili della stessa creazione, e di cui DIO è l'onnipresente artefice nel mondo manifestato, cioè nel dualismo cosmico. La legge del Karma individuale e collettivo regola le ascensioni verso le conquiste dello spirito, e queste sono, per gli indiani: i Kalì-Juga; cioè lunghi periodi cosmici dove «gli orologi della storia» scandiscono e sanciscono gli eventi. DIO, o se vogliamo chiamarlo l'Assoluto, o in tanti altri modi, secondo le filosofie o le rivelazioni dogmatiche, in tutte le religioni, EGLI è comunque onnipresente in TUTTO l'Universo visibile e invisibile, al di fuori del tempo e dello spazio. Nella materia manifestata la SUA LEGGE si esprime in Entropia e Sintropia, cioè quello che gli indiani chiamano Brahman, ovvero il «Respiro di Dio», dove gli universi, nelle infinite manifestazioni, nascono e muoiono, per poi rientrare nel TUTTO, cioè nell'increato nel non manifesto dove C'È LUI, meta della santità di tutte le creature a far parte del «marmo NON scalfito!». *** La natura specifica delle doti di un medium si deve quindi ricercare, come dicevo all'inizio di questa introduzione, in quello che è il Karma, cioè in quell'atomo permanente che ognuno di noi è stato nelle vite precedenti, non solo in questa terra, ma «anche in altri luoghi dell'Universo!», perché dobbimo renderci, definitivamente conto «CHE SIAMO FIGLI DELLE STELLE» e, ALLE STELLE DOBBIAMO TORNARE, dove «DALLE STESSE STELLE» ci provengono messaggi di AMORE per noi, e SOLO PER NOI!. . . Le caratteristiche peculiari di un medium sono quindi «prenatali», cioè quando in quell'etere vibrazionale tutto è eternamente scolpito caratteri «indelebili» di «fuoco cosmico», che viene impresso nelle leggi fisiche del DNA, in quella apparente infinita combinazione, dove la natura sancisce la «Divina Taratura», o legge karmica di causa ed effetto: lì avviene la «missione del medium». Egli sarà a tutti gli effetti, un tramite, un mezzo, un ponte tra noi e il Divino, affinché le Entità possono insegnarci la via dell'evoluzione, quindi della Redenzione, annullando tutti gravami del karma. Ben vengano, quindi, tanti «autentici» medium quali «strumenti» di DIO. Se, nella fisica c'è la logica, non dobbiamo comunque, rifiutare la conoscenza che ci offre l'energia psichica. E' pur vero che «questo universo è molto complesso, ma esistente, in quanto TUTTO È STATO VIBRATORIO, anche se ad un certo momento la stessa vibrazione, ENTRANDO NELL'IMMANENZA, «DIVENTA STATO D'ESSERE». Esistono nel cosmo infinite «qualità di energie», anche e soprattutto «energie intelligenti», come la termodinamica, l'energia elettromagnetica, la quantica, la fotonica, la sonitonica. Le stesse energie del corpo umano da psichiche diventano mentali e così via via: ECCO IL MERAVIGLIOSO MONDO DIVINO NELLA SUA OGGETTIVA MANIFESTAZIONE. (Sono le stesse Entità di Luce che confermano nei Loro messaggi quanto detto). *** Come dicevo sopra, noi siamo, oggi, ciò che sono state le vicende, o le azioni che ci hanno coinvolto nel passato remoto, o prossimo, in quanto le stesse reincarnazioni sono regolate da Leggi Divine inflessibili, che hanno «tempi ben definiti» nella storia dell'astrale ed in altre «dimensioni dello Spirito», e che in qualsiasi istante ci coinvolgono, che ne siamo coscienti o meno. Dobbiamo, alfine convincerci, di essere tutti noi «dei Viandanti», che stiamo facendo un lungo viaggio, e che dovremo attraversare «molte contrade!». Sappiamo, nel nostro intimo, che siamo degli esiliati e che desideriamo rivestire il nostro «Manto Regale», per fare ritorno alla nostra «primitiva dimora», sapendo, appunto, che questa vita è uno degli infiniti gradini di una scala che alfine conduce alle «Stelle», per non incarnarci più in un qualsiasi luogo e tempo nel dualismo cosmico universale manifestato. Entrando in questa ottica di consapevolezza spirituale, non possiamo ignorare ciò che le stesse Entità ci insegnano con i Loro accorati messaggi di ravvedimento e di alta conoscenza trascendentale, perseguendo la Via delloSpirito», cioè la ricerca del Sé, dove «LI' regna DIO». Ecco perché, alla fine, la stessa Scienza dovrà unificarsi con la Mistica e viceversa: del resto, è la stessa strada che Pietro Ubaldi preconizzò in un Suo Libro: «La Nuova Civiltà del Terzo Millennio». Scienza e Fede, una volta irriducibili avversarie, dal quale potranno giungere alla stessa realtà, lavorando insieme concordi: lo scienziato e il mistico, il matematico, il poeta, il santo, per i quali la scienza è arte, la matematica è filosofia, la ricerca è preghiera. LA LEGGE DELLO SPIRITO (Il Folle di Dio) La legge delloSpirito è di entrare nella consapevolezza del Sé. Ma la consapevolezza del Sé è la fase della Non-Coscienza, quando l'uomo non sa più cosa egli sia perché non ha più un'identità, non ha più una personalità: praticamente è un «Risvegliato», perché ha ritrovato la propria dimensione, e diviene tutt'uno con il «TUTTO». «Arrivare alla NON-Coscienza»* significa che egli è arrivato alla Verità, o, quanto meno, molto vicino a questa». L'ora del «folle di DIO» si ha quando questi entra in contatto con la «Reltà del Trascendente» il contatto diretto tra lui e Dio, tra eternità e relatività, tra finito e infinito; tra il tormento di andare avanti o fermarsi. La sola realtà è nella consapevolezza di «Essere»; anzi, non c'è nemmeno la consapevolezza, bensì: SIÈ! E, quando SI È, è riuscire a «sentire Dio», invece di immaginarLo. Per esempio, nell''uomo-illusione, non vi è il minimo concetto di eternità. «L'uomo-Reale vive nell'Eternità!». DIO È EMANAZIONE! Noi siamo la SUA EMANAZIONE. Dovremo necessariamente riassorbirci in LUI! Dio, quindi, emana Spirito e nello Spirito trova la forma più elevata di pensieri nell'uomo. Anno 1987 - Da un messaggio medianico - Sintesi di una lezione di una Entità di Luce. UOMO TOTALE - SCINTILLA DIVINA Uomo illusione Uomo REALE L'uomo è compreso tra il mondo che vive, e il mondo che conosce. L'uomo spesso crede che la sua parte reale sia la parte che vive quotidianamente nel mondo; la parte che svolge funzioni, e mansioni logiche: cioè quella parte umana che NON fa che DIVENIRE NEL TEMPO TERRENO. Ma l'UOMO vero NON È costui!_ L'uomo che NOI crediamo di essere tale È solo l'apetto dell'uomo illusione: un uomo limitato nella materia; un uomo limitato nello spazio e dalle Leggi di casualità: quindi di cause ed effetto quali possono essere quelle del karma. Parlare dell'uomo illusione, Io illusione, signifca «divenire», NONESSERE. Parlando invece di ESSERE significa l'uomo che ÈESSENZA immutabile: un uomo che si trasforma sopra le Leggi del Tempo e dello Spazio. Si può parlare di una realtà che è presente nell'uomo. È una realtà oggettiva, non frammentata dalle duallità tra gli elementi dell'uomo e del Cosmo. L'uomo È natura; fa parte della natura, dell'idea di essenza, cioè di DIO. Nell'uomo illusione, NON esiste il più minimo concetto di eternità. L'ETERNITà esprime una parola inesprimibile: solo chi ha provato che cosa sia l'ETERNITà PUÒ SAPERE!_ L'UOMO VERO CONOSCE l'Eternità. L'UOMO REALTà È in LUI; conosce l'Eternità: ESSO VIVE nell'ETERENITà. L'IO illusione CREDE di svolgere le sue mansioni per raggiungere determinati fini. L'uomo illusione Ama, e il più delle volte per un proprio tornaconto. Mentre l'UOMO REALE AMA per EMANAZIONE propria, essendo la quintessenza dell'Emanazione di DIO. Quindi, EMANAZIONE, significa DIO stesso che ÈLEGGE che regola il SUOSTESSOAMORE. L'UOMO REALE È all'interno dell'AMORE stesso di DIO. L'UOMO REALE, quindi, È il riflesso della stessa Emanazione. L'uomo illusione, invece, È la materia più densa dello SPIRITO. Pertanto cade nell'imperfezione, cioè in ogni ciclo biologico, cioè dove tutto ciò che È NON si distrugge ma si trasforma. Anche nello Spirito c'è questo ciclo di nascita o di emanazione che si esprime nella materia, e del naturale riassorbimento alla sorgente in cui è scaturito; questo NON avviene subito ma tramite tappe, tramite tempi di cui si sosta più o meno a lungo fino ad arrivare progressivamente verso il BAGLIORE, VERSO LA LUCE EMANATRICE. L'uomo, quindi è composto da un IO illusione il quale prende parte a tutti i problemi della vita quotidiana accettando perfino saggiamento la morte; È quell'Io Reale: È la dimensione dell'ETERNITà. Un Io che essendo infinito NO nasce, NON muore: È emanazione dell'UNICA REALTà. Qual'è dunque il compito dell'IOReale?_ È quello di fare da guida all'IO illusione. Il compito dell'IO Reale è di ricercare di far trovare all'IO illusione «la VERA STRADA», «la GIUSTA VIA», cioè come si usa dire il SÈ interiore. L'IO Reale, emanazione, ha le stesse caratteristiche dell'Entità Suprema: DIO scintilla Divina!_ L'uomo, spesso, crede di vivere un'unica realtà, quella della vita quotidiana, e si fa trascinare da essa. L'uomo Reale, invece, sente che nella vita con cui ragiona, con cui guarda, con cui sente; sente l'IO illusione, come illusione È tutta la realtà che gli è intorno. L'IO illusione vede un oggetto composto di spazio e di tempo, di profondità, della larghezza e lunghezza, ma questo È un concetto NONReale: NONÈ una REALTà oggettiva, perché le stesse Leggi limitano l'uomo illusione, e lo rendono imperfetto. L'uomo illusione NON può dare un giudizio perfetto su un qualcosa che invece non lo è. La sua realtà, la realtà che lo circonda NON è nient'altro che un tempo che muore continuamente a quello precedente, istante dopo istante. Il tempo per l'uomo illusione È un morire continuo a dei tempi precedenti: anche il Tempo, quindi, È soggetto a nascita e a morte. L'uomo illusione È un fantasma tra gli oggetti. Egli crede di essere realmente, invece NON È: NONÈ che ILLUSIONE! Perché ILLUSIONE?. . . perché È il riflesso di un IO profondo che conosce la REALTà; che conosce l'ESSENZA, ma che NONsa ancora esprimerLa nel regno dell'illusione. Se un uomo illusione dicesse a un altro uomo illusione che cos'È DIO, e come Entità suprema, l'interpretazione sia di uno che dell'altro, non darebbe mai l'idea esatta per esprimere il giusto concetto, così infinito, così irraggiungibile. L'uomo illusione si rivela essere nient'altro come riflesso del proprio Spirito che È in lui. LA LUCE È OMBRA DI DIO!_ *** Pensiamo cosa può essere l'uomo illusione: PENSIAMO cosa può ESSERE DIO!_ come EMANAZIONE DIVINA. . Quanto L'UOMO È più coscente della STRADA che porta a LUI, e in più in lui DIO emana SPIRITO, e nello SPIRITO l'uomo trova la forma più elevata, e può riconoscere ed elevare l'autocoscenza che infine porta all'Assoluto. *** La fase di COSCENZA La fase di AUTOCOSCENZA La fase di NON COSCIENZA La fase di COSCIENZA è quando l'uomo ha la consapevolezza di essere ILLUSIONE, ma prima di essere illusione, SA di ESSERE EMANAZIONE di DIO; di essere cioè una realtà relativa, NON assoluta e, quindi di dover evolvere per piani Spirituali sempre più elevati. . Egli ha anche la coscienza di essere uomo, di essere infinitamente piccolo nell'Universo; di essere una parte del TUTTO e NON l'ASSOLUTO del TUTTO; di essere parte COSCIENTE dello SPIRITO che si sta evolvendo, e di NON credere di essere. La fase di AUTOCOSCIENZA è quando supera la prima fase di COSCIENZA, e cioè quando egli NON HA più solo coscienza di ESSERE uomo illusione, e la stessa coscienza di ESSERE e sentire che tutto ciò che vive intorno a lui È illusione: ed ecco che egli NON ragiona più secondo le problematiche che si pongono quotidianamente, ma egli NON si fa e NON crea più problemi a se stesso. L'UOMO che perviene all'AUTOCOSCIENZA, giunge a uno stadio in cui comprende di ESSERE SCINTILLA DIVINA IMPORTANTE in Evoluzione, e quindi rinuncia a un cammino che NONÈ eterno, ma rivolto a SE stesso. Inizia così il proprio cammino all'INTERNO del PROPRIO SPIRITO, perché HA compreso di AVERNE UNO; ha compreso di ESSERE; cioè di ESSERE e NON divenire, come quando era nella fase di coscienza. Quando entra nella fase di ESSERE, NON divenire, ENTRA nei PIANI degli Iniziati, cioè inizia il CAMMINO all'INTERNO di SE STESSO, per SESTESSO. Egli comincia ad assimilare la PROPRIA REALTà che NONera quella che si credeva precedentemente, bensì ad una REALTà che NON si deve, ma a una REALTà che ESISTE: È pensabile, ma NON riconoscibile. QUESTA È LA REALTà DELLO SPIRITO!_ La fase della NON COSCIENZA è quando l'uomo raggiunge questa fase, cioè il piano della NONCOSCIENZA, non sa più che cosa EGLI sia, perché NON HA PIù un'Entità, NONPI_ una personalità: È un RISVEGLIATO: È il RISVEGLIATO. Il Risvegliato è colui che HA ritrovato la dimensione, ma per lo stesso motivo di averla, NONHAPI_ coscienza di ESSERE, perché È divenuto un TUTTO con la stessa dimensione che È lo SPIRITO. Ecco perché si chiama il piano della NON COSCIENZA! Il Risvegliato ha coscienza di essere arrivato, ma a confronto di come era precedentemente, NON sa a quale punto È arrivato; NON sa che è anche arrivato alla VERITà o quanto meno molto vicino. È la DIMENSIONE dello SPIRITO: lo stadio della FOLLIA, della follia SPIRITUALE: l'ERA del FOLLE di DIO! Ma, per lui, È anche grande il tormento, perché deve decidere di andare avanti. È il tormento di DOVER scegliere, qualora volesse farlo tra due facce contrapposte: cioè rimanere nel DIVENIRE, o entrare nell'ESSERE, pertanto nel SENTIRE, e quindi nella pace definitiva dello SPIRITO. Questo È il VERO RISVEGLIO della COSCIENZA, la VIA maestra che porta ai Cieli, ad altre infinite dimensioni vibrazionali di Luce, Suoni, Colori. La NONCOSCIENZA È quando si È arrivati allo stadio dove non si ha più la capacità di comprendere in quale REALTà ci si trovi, perché si vibra sullo STESSO piano dello SPIRITO; si È un'unica cosa nello SPIRITO, con lo SPIRITO, e NON si HA coscienza quindi di cosa si sia, e si perde definitivamente la personalità, l'individualità. Si inizia infine, il ritrovamento della COSCIENZA ASSOLUTA, della NON COSCIENZA, cioè di NON comprendere più di ESSERE, di DIVENIRE: ma di ESSERE, e di ESSERE nel SENTIRE, IL sentire NELL'ESSERE, nelle SFERE RADIOSE di DIO Onnipotente. Il RISVEGLIATO È quello di vivere per dei poveri; di vivere nella miseria per dei poveri. Colui che NON si cura più della morte. Colui che NONsi addolora più, e NON piange più, né per dolore, per gioia. NON si fa più domande, come e perché esiste la vita. Colui che NON si chiede mai perché sorge e tramonta ilSole, perché la notte succede al giorno. Il Risvegliato HA già in sé la risposta. NONHA bisogno delle forme appariscenti che servono, invece, a chi È nella Coscienza; ancora nella Coscienza; a chi NON lo È ancora, e deve ancora iniziare la Via dell'Evoluzione. MESSAGGIO MEDIANICO DI UN'ENTITà DI LUCE (SINTESI DI UNA LEZIONE) Anno 1988 La memoria atomica dello Spirito nella materia Nella creazione, nell'emanazione, nell'evoluzione dell'uomo, dei cosmi diverse sono le leggi preposte alla regolare funzione di ciascun essere, di ciascun pianeta e stella, nell'intero Universo. Di queste leggi una è presente come «regolatrice» della nascita, della crescita, della morte di ogni cosa. Questa legge in antichità veniva denominata le «quattro preposizioni». Di queste, le prime due erano nettamente distaccate dalle seconde. Le prime due preposizioni, se vogliamo, sono quelle della discesa e del divenire. Le seconde, quella dell'ascesa e dell'essere. Nella simbologia esoterica, questa definizione viene simboleggiata con il segno di due triangoli interconnessi l'uno con il vertice in basso con la base in alto, l'altro con il vertice in alto e la base in basso. Nell'insieme, la figura creata è una stella. Il triangolo con la base in alto e l'apice rivolto in basso, rappresenta le prime due preposizioni, quelle della discesa, del divenire. Ammettiamo come monade unitaria, quindi una Essenza, quale quella della Forza Cosmica e della Luce, quella di DIO; questa essenza, puro pensiero, assolute vibrazioni, precipitano come può precipitare in una combinazione chimica un sale sempre più addensandosi. È come se delle nuvole producessero pioggia, e questa pioggia discendente a grande velocità divenisse ghiaccio, arrivasse a terra come grandine. Nella discesa abbiamo trasformazione graduale dello Spirito Assoluto in materia. Questo discorso è di carattere generale, oltre quello umano. Lo Spirito, in qualche modo cambia caratteristica, si appensantisce, e se vogliamo renderlo in parole semplice muta radicalmente la propria composizione atomica: Sì, la propria composizione atomica. Nella discesa, loSpirito acquista nuove leggi: le leggi della causa e dell'effetto. Queste leggi rimangono leggi definite, cioè nel divenire, nel secondo stadio della «prima preposizione», che la materia inizia a seguire dei binari ben precisi, delle leggi ben determinate, come quelle dello spazio e del tempo. Nel «divenire», la materia diviene mobile; se vogliamo la materia «diviene». Vi è così una nascita, una crescita, una degradazione della materia. Questa prima fase è la fase che tutti noi conosciamo in quanto ci troviamo a vivere nel secondo stadio di questa prima preposizione. * * * Della «seconda»: Essere, Ascesa, si ha invece un riassorbimento della Spiritualità: cioè questa forza, questa energia si libera delle catene delle leggi della materia: da divenire, si rende ESSERE; da Essere, entra nella vibrazione dello Spirito Assoluto che NON diviene, ma È eternamente. Questo ciclo si ripete continuamente fino all'emanazione. Si diffonde in ogni angolo nell'Universo. Abbiamo prove di esse nell'uomo, seppure noi siamo perfettamente consci della seconda metà di questo ciclo. In questo ciclo, molte cose mutano, molte cose muoiono, molte cose nascono. Vediamole. Nella discesa si ha la materializzazione delloSpirito, l'appesantimento cioè degli atomi spirituali. Il discorso comporta la conoscenza di un fattore chiamato «memoria atomica». Che cos'è la memoria atomica?_ La memoria atomica (badate bene che sono termini che non troverete mai in nessun testo o enciclopedia, ma sono termini coniati per opportunità di espressione). Quella che chiamiamo memoria atomica è un semplice dire che vuole esprimere questo: gli atomi conservano le vibrazioni provenienti dall'esterno. Nella discesa, l'atomo, conserva il trauma della materializzazione, della precipitazione in una dimensione più densa, meno fluida, meno eterica, più materiale. Questa materia per il momento potenziale, viene resa espressamente cinetica nella seconda fase del primo ciclo, cioè del divenire. Del divenire, la memoria atomica ha già in sé le leggi dell'agire del movimento, della causa, dell'effetto, dello spazio e del tempo; il che vuol dire che ha già appreso, discendendo nella materia, quali sono le possibilità, le potenzialità, l'azione di ciascun atomo, di ciascun suo simile. (Badate, che stiamo dando all'atomo una intelligenza fittizia, non reale, questo perché possiate meglio immaginarlo). Si crea così quella che può essere la gravitazione terrestre; quella che può essere la forza d'inerzia; quella che può essere la forza di coesione; quella che può essere la memoria della crescita; quella che può essere la memoria del vivere e del riprodursi; quella che può essere la memoria del pensare, della pietra, fino all'uomo. L'atomo permanente. L'atomo, nella seconda fase, quella dell'Essere, cessa, perde e trasforma la propria memoria per vari motivi, se vogliamo, per scontri con altri atomi, con altre memorie. Riportate un po' il discorso a vasto raggio, come può essere quello del karma. Esso, può avere anche brusche interruzioni per vari motivi, che sono tanti quanto infinito è l'Universo. Cioè la Memoria atomica cessa di esistere; cessa di esistere quella memoria incamerata che aveva ingabbiato in qualche modo in leggi quello dello SPIRITO ATOMICO; quell'atomo Spirituale che era disceso dall'emanazione. Può essere anche che questa memoria atomica si sia esaurita naturalmente oltre che per altri processi. A questo punto cessa ogni legame con le leggi materiali: abbiamo un riassorbimentto, una trasformazione: una ASCESA. Questo ciclo si protrae da sempre, si protrae nei microcosmi e nei macrocosmi; lo vediamo accadere negli astri, negli universi, lo vediamo accadere negli uomini, lo vediamo accadere nelle pietre, nei veggetali, negli animali, ecc. Questo ciclo acquista particolari a seconda del piano dove va ad agire. Del piano umano è facile immaginare in base al ruolo, quello di evoluzione, di procreazione, quello di interiorizzazione, di dissolvimento. E così in ogni altra cosa, e su ogni piano il discorso è generale, ma acquista una sua caratteristica particolare, una nota caratteriale tipica di quel piano e non di altri. E così rapportando il nostro discorso al piano umano in questo ciclo, dobbiamo inserire i vari piano dell'uomo. Inserendo i vari piani dell'uomo riusciamo a capire quali piani continuano ad esistere prima, dopo e durante. *** (L'Entità dice: per capire meglio vorrei che mi faceste delle domande). Domanda ¤ Quali altri piani rimangono, quali mutano, quali nuovi entrano, di vita in vita, di ciclo in ciclo? Entità ¤ Ogni ciclo non è uguale ad altri, il che vuol dire che ogni ciclo segue l'evoluzione del prorpio piano, ma vi è una fine, un momento in cui il ciclo viene spezzato e, se vogliamo diviene nullo; è esaurito, è bruciato, e a questo punto il ciclo si spezza, l'energia torna una per alimentare altri cicli. Non si pensi che al termine del ciclo ad esempio in quello di una persona, detta Entità venga riassorbita, ma in una maniera molto diversa, ma è molto difficile a questo punto da spiegare. ESSA conserva la propria individualità perdendo la propria personalità, in quanto l'individualità è il riassunto e NON sminuisce la personalità. Viceversa è il riassunto di plurime personalità, vite, esistenze che conservano la propria essenza, ma NONPI_ l'energia che ha dato vita a quei piani, cioè dal mentale, il modale, al causale e così via. L'energia che alimentava quei piani NON HA PI_ MOTIVO di Essere, di Esistere. Questa energia viene come si può dire riciclata, perché essa è fatta da memorie atomiche di vari piani; memorie che vengono reintegrate e che entrano a far parte di altri cicli, se volete di altre evoluzioni. Quindi, ogni atomo conserva la sua memoria atomica, ma conserva anche una energia atomica che alimenta e riceve in un micro ciclo la propria energia (atomo permanente). Pertanto il riassorbimento con l'Assoluto, È l'Essenza di questo Essere che viene riassorbito nel TUTTO, lasciando definitivamente dietro di sé tutta quella impalcatura, che era quella individualità discendente di quella personalità, ossia dei vari piani, quali quelli dal mentale, al causale, al modale, all'Åssoluto. Quei vari piani che alimentavano quell'esistenza, e che permettevano quell'esistenza a progredire verso la Luce NON hanno più motivo di esistere. *** Domanda ¤ Praticamente, l'Universo di Dio è una fucina inesauribile attraverso movimenti atomici infiniti nei vari piani. Entità ¤ Sì, se vogliamo paragonarlo con qualcosa di materiale. La Luce Divina È una immensa fucina alchemica, in cui dal piombo si passa all'oro, e dall'oro al piombo di un ciclo che è immaginabile come quello alchemico della materia, ma a un livello più grande, più immenso, più spirituale se vogliamo, ma neanche questo termine rende l'idea, in quanto sarebbe meglio dire più eterico, più impalpabile, più vibrazionale: È un SENTIRE. Domanda ¤ Quindi, ogni manifestazione è un'esperienza del Divino! Entità ¤ Sì, se vogliamo può essere un termine, un concetto giusto. Rientra nell'unico piano cosmico, nell'unico piano universale di AMORE ASSOLUTO, di bene INCOMMENSURABILE senza RITORNO. *** Note Attualmente è molto conosciuto e stimato il grande sensitivo napoletano Corrado PIANCASTELLI, che fin dal 1946 è in contatto con la mitica «Entità A». È considerato uno dei più importanti medium del secolo. Come personalità culturale è scrittore e giornalista. E' autore di centinaia tra saggi e articoli, nonché di diversi libri, di cui l'ultimo è «Il Sorriso di Giano», Ed. Mediterranee. Partecipa assiduamente a seminari e convegni sulla disciplina del paranormale. *** Il fisico Alfredo FERRARO, è un autorevole studioso della disciplina del paranormale. Convinto assertore di detta fenomenologia, propone interessantissimi saggi conoscitivi attraverso rubriche: medianità e Spiritismo come il Giornale dei Misteri. Tra i vari libri «Ultraparapsicologia - Sopravvivenza oltre la morte». Ed. Reverdito. PRINCIPIO DI DUALITà E DI TRINITà Dalla «Grande Sintesi» di Pietro Ubaldi «Il dualismo è il binario che guida e argina il movimento ciclico dell'universo e su cui progredisce la gran marcia del trasformismo evolutivo». Il monismo è dualista nel suo intimo divenire. Questo è il suo ritmo interiore, questi i due bordi della strada lungo la quale il fenomeno avanza, non rettilineo ma sempre oscillando su se stesso. Doppio è il respiro di ogni fenomeno: fase di inspirazione e di espirazione; doppia la sua pulsazione: centrifuga e centripeta; doppio il suo movimento nel procedere e retrocedere. L'evoluzione è fatta di questa intima oscillazione e per forza di questa oscillazione progredisce. Il divenire è fatto di questo intimo contrasto, il moto ascensionale è il risultato di questo gioco di spinte e controspinte tra i due argini inviolabili, da cui il movimento ritorna sempre su se stesso. Il moto genetico dell'evoluzione è dato da questa intima vibrazione che muta l'essere di forma in forma. Questa legge di dualità la ritrovate ovunque. Ogni unità è duplice e si muove tra due estremi, che sono i suoi due poli. Il segno + e ¤ è ovunque, e il binomio ricostruisce l'unità, che vi appare così sempre come una coppia: giorno-notte, lavoro-riposo, bianco-nero, alto-basso, sinistra-destra, avanti-indietro, diritto-rovescio, esterno-interno, attivo-passivo, bello-brutto, buono-cattivo, grande-piccolo, nord-sud, maschio-femmina, azione-reazione, attrazione-repulsione, condensazione-rarefazione, creazione-distruzione, causa-effetto, libertà-schiavitù, ricchezza-povertà, salute-malattia, amore-odio, pace-guerra, scienza-ignoranza, gioia-dolore, paradiso-inferno, bene-male, luce-tenebre, analisi-sintesi, spirito-materia, vita-morte, assoluto-relativo, principio-fine. Ogni aggettivo, ogni cosa ha il suo contrario; ogni modo di essere oscilla tra due qualità opposte. Ogni unità è una bilancia tra questi due estremi e si equilibra in questo suo intimo principio di contraddizione. Gli estremi si toccano e si riuniscono. Le diverse condizioni in cui il principio del dualismo si attua hanno dato luogo a tutte le forme e combinazioni possibili, ma esse si equivalgono come principio unico. L'unità è una coppia; l'universo è monismo nel suo insieme, dualismo nel particolare, una dualità che contiene il principio di contraddizione e di fusione ad un tempo, che divide e riunisce e dà ad ogni forma dell'essere un struttura simmetrica (principio di simmetria) e allo sviluppo di ogni fenomeno una perfetta rispondenza di forze equilibrate. Anche il dualismo risponde ad un principio di «equilibriio», che è momento del principio di «ordine» fondamentale nella Legge_ _ È un andare e venire ma in campo chiuso, i cui confini non si possono sorpassare, Se il movimento non fosse equilibrato da questo continuo ritorno su se stesso, l'universo si sarebbe spostato, da tempo, tutto in una direzione e avrebbe perduto il suo equilibrio. «L'evoluzione è invece una intima elaborazione», una maturazione dovuta ad un movimeto che ritornando nei suoi passi e richiudendosi sempre su se stesso, come un respiro, muta la forma e resta, al suo esterno, oltre i limiti di questa, immobile; ad un movimento che è un ritmo che muta il fenomeno, senza invandenze e alternanze i ritmi di altri fenomeni. Ora potete comprendere come il più complesso principio ed equilibrio della trinità derivi da questo più semplice principio ed equilibrio della dualità. Perché l'andata e ritorno dei due segni non è sterile; dal nuovo incontro nasce il nuovo termine, il terzo della trinità, il termine che rappresenta la continuazione del fenomeno e che tornerà a sua volta al termine contrario per generarne uno nuovo e così via. «Pietro UBALDI: Dalla Grande Sintesi. Edizioni Mediterranee. Tutto ascende per continui ritorni su se stesso, dal massimo al minimo. Ogni fatto nasce per apertura di un ciclo: si inizia, si espande fino ad un massimo, poi ritorna su se stesso. Tutto è così_ Qualunque cosa voi vogliate fare. Voi dovete aprire un ciclo, che si dovrà richiudere. In natura è presente una doppia tendenza verso il disordine e verso l'ordine. *** Fenomeni Entropici, Fenomeni Sintropici, Fantapiè e gli Universi. Una nuova visione armonica e unitaria dell'Universo (Edizioni Studium CHRISTI). LXVII LA PREGHIERA DEL VIANDANTE di Pietro Ubaldi Anima stanca che ti accasci sull'orlo della via, sosta un istante nell'eterno cammino della vita, deponi il fardello delle tue espiazioni e riposa. Ascolta come è piena di armonie l'opera di Dio! Il ritmo dei fenomeni emana una musica dolce e grandiosa. Attraverso le forme esteriori i due misteri, dell'anima e delle cose, si guardano e si sentono. Dal profondo, il tuo spirito ascolta e comprende. La visione delle opere di Dio dà la pace e l'oblio; di fronte alla divina bellezza del creato la tempesta del cuore si acqueta; passione e dolore si assopiscono in un lento e dolce canto senza fine. Sembra che la mano di Dio, attraverso le armonie dell'universo, sfiori quale brezza confortante la tua fronte prostrata di fatica e vi sosti come una carezza. Bellezza, riposo dell'anima, contatto col divino ! Allora il viandante stanco si rianima in un rinnovato presentimento della sua mèta. Non è più lungo, l'andar tanto lontano, quando un istante si sosta, per attingere alla sorgente. Allora l'anima contempla, anticipa, si risolleva lungo la via. Con lo sguardo fisso verso l'Alto è più facile riprender poi il faticoso cammino. Sulla via dolorosa, sosta; tergi la tua lacrima e ascolta. Il canto è immenso, le armonie giungon dall'infinito, per baciarti in fronte, o stanco viandante della vita. Accanto al tuono delle voci titaniche dell'universo, bisbigliano in un ricamo di bellezze, le minime voci delle umili creature sorelle. «Anche io, anche io», ciascuna grida «sono figlia di Dio e lotto e soffro, porto il mio peso e tocco la mia vittoria; anche io sono vita, nella grande vita del Tutto». E tutto, dal fragore della tempesta al mattutino canto del sole, dal sorriso del neonato al grido straziante dell'anima, tutto dice sé stesso, nella sua voce; e si accorda con le voci sorelle; tutto esprime il suo intimo mistero; ogni essere manifesta il pensiero di Dio. Quando il dolore addenta le più intime fibre del tuo cuore, tu odi una voce che ti dice: Dio; quando la carezza del tramonto ti addormenta nel sonno queto delle cose tutte, una voce ti dice: Dio. Quando la tempesta muggisce e la terra trema, una voce ti dice: Dio. E la visione stupenda supera ogni dolore. Sosta, ascolta e prega. Allarga le braccia al creato e con esso ripeti: «Dio ti amo». La tua preghiera, non più sgomenta ammirazione della potenza divina, è ora più alta: è amore. E' la preghiera dolce, che va come un canto che l'anima ripete, echeggiante di zolla in zolla per la terra tutta, di onda in onda per i mari, di stella in stella per gli spazi immensi; è la parola sublime dell'amore, che le unità colossali degli universi ripetono accanto e all'unisono con la voce sperduta dell'ultimo insetto che si nasconde timido fra l'erbe. Sembra sperduta, eppure anche questa Dio conosce, raccoglie ed ama. Nell'infinito dello spazio e del tempo, questa forza sola, questa immensa onda di amore, tutto sostiene compatto in armonico sviluppo di forze. La suprema visione delle ultime cose, dell'ordine in cui vanno tutte le creature, ti darà sola un senso di pace; di pace vera, di pace profonda, dell'anima sazia perché vede la più alta sua mèta. Così Dio ti appare ancor più grande che nella Sua potenza di creatore; ti appare nella potenza del Suo Amore. Esplodi anima; non temere. Il nuovo Dio della buona novella di Cristo è bontà. Non più i vendicativi fulmini di Giove, ma la verità che convince, la carezza che ama e perdona. L'infinito abisso in cui guardi sgomento non è lì per ingoiarti nella tenebra del mistero, ma si fa pieno di luce e dentro vi canta senza mai fine l'inno della vita. Gettati al sicuro, perché quell'abisso è Amore. Non dire: non so, ma di': io amo. Prega. Prega dinanzi alle immense opere di Dio; dinanzi alla terra, al mare, al cielo. Chiedi loro che ti parlino di Dio, chiedi agli effetti la voce della causa, domanda alle forme il pensiero e il principio che tutte le anima. E le forme tutte ti si affolleranno intorno; ti tenderanno le lor braccia fraterne, ti guarderanno con mille occhi fatti di luce, l'eterno sorriso della vita ti avvolgerà come una carezza. E le mille voci diranno: «Vieni fratello, sazia il tuo sguardo interiore, attingi forza alla visione sublime. La vita è grande e bella, e anche nel dolore più atroce e tenace è sempre degna di esser vissuta». E ti prenderanno per mano, gridando: «Vieni, varca la soglia e guarda nel mistero. Vedi: tu non puoi morire, mai, mai morire. Il tuo dolore passa e per esso tu sali e il risultato resta. Non temere morte e dolore. Essi non sono né fine né male; sono il ritmo del rinnovamento e la via delle tue ascensioni. La vita è un canto senza fine. Canta con noi, canta con tutto il creato, l'infinito canto dell'amore». Così prega, o anima stanca: «Signore, benedetto sia Tu soprattutto per fratello dolore, poiché esso a Te mi ravvicina. Io mi prostro alla Tua opera grande, anche se in essa la mia parte è fatica. Nulla posso chiederti perché tutto è già perfetto e giusto nella Tua creazione, anche il mio soffrire, anche la mia imperfezione che passa. Attendo al posto del mio dovere la mia maturazione. Nella Tua contemplazione, riposo». Rispondi, o anima, all'immenso amplesso e sentirai veramente Dio. Se l'intelligenza dei grandi si prostra e venera, sgomenta di fronte alla potenza del concetto e della sua realizzazione, e si accosta al divino per le faticose vie della mente, il cuore degli umili giunge a Dio per le vie del dolore e dell'amore, Lo sente per le vie di questa più profonda sapienza. Così prega o anima stanca. Posa il capo sul Suo petto e riposa. I CHING E LIBRO DEI MUTAMENTI LIBERO ARBITRIO Nel sistema di divinazione dell'I Ching, vi sono due tipi fondamentali di linee: le linee Yin, costituite da due tratti, e le linee Yang, intere, entrambe rappresentano le due forze fondamentali dell'Universo eternamente contrastanti. Secondo i precetti di una filosofia nata agli albori della civiltà Cinese che contribuì a dottrine come il Taoismo e il Confucianesimo, ogni cosa esistente è una combinazione di Yin, che simboleggia la dualità, il componente negativo femminile debole dell'Universo e di Yang, l'unità, che rappresenta la forza positiva, maschile, potente, il creatore, il padre. Tutte queste combinazioni e tutte le cose del Creato si trovano in uno stato di continuo mutamento, in cui dominano alternativamente, l'uno o l'altra forza. Lo scopo della cerimonia l'I Ching era quello di identificare le influenze di Ying e Yang attive nell'individuo e nella situazione da giudicare. L'obiettivo dell'interpretazione è quello di mostrare la via dell'armonia attraverso le grandi ritmiche ondate di mutamenti ciclici che reggono l'Universo e tutto ciò che in esso si verifica. L'I Ching non si limita, tuttavia, a fornire predizioni, ma aiuta a far capire il senso profondo di ciò che sta accadendo e le sue possibili evoluzioni, inoltre indica come l'uomo superiore possa volgere a proprio favore le circostanze con una condotta saggia e morale. UN MONDO YING E YANG La predizione del futuro, in Occidente non ha mai richiesto l'intervento della volontà e quindi non ha un significato morale. Il destino predetto è immutabile e non si discute sulle possibilità di potere influenzare, in un senso o nell'altro, gli effetti del responso. Non è così invece per la divinazione con l'IChing, o Libro dei Mutamenti. Alla domanda: «che cosa posso fare a questo proposito?». Una risposta è possibile, quindi si possono fare scelte morali. (Libero arbitrio). In questo modo la predizione del futuro diventa filosofia; forse la differenza tra il pensiero orientale e occidentale spiega questo aspetto dell'IChing. In un certo senso, la mente occidentale tende vedere la creazione come un atto compiuto fisso e statico. Il passato, il presente e il futuro non possono essere mutati. Ciò che è_ è. Ciò che sarà_ sarà! Al centro della tradizione filosofica cinese, al contrario c'è l'idea di un Universo che cambia in continua eterna attività creativa. Ciò che sta divenendo, ciò che può essere il futuro, non è un fatto, ma un potenziale e chi cerca di conoscerlo è anche obbligato a cercare il modo migliore per realizzarlo. (Libero arbitrio). DIO CENTRO DELL'UNIVERSO L'uomo fa parte di un progetto superiore (archetipi), concepito liberamente nell'eterno-presente. Egli attua nel tempo tale libertà. Un pensiero infinitamente grande guida la sua vita. Nel libro «La Grande Sintesi» di Pietro UBALDI, al 59° capitolo «Teologia dei fenomeni biologici», possiamo leggere ancora. «La vita: panorama senza confini. Figlia dell'energia onnipresente. La vita è ovunque, nell'Universo, nata dallo stesso principio universale e sviluppatasi diversamente quale risultante esatta della spinta determinante e delle forze ambientali. Panbiosi, non per trasmissione di spore o di germi per vie interplanetarie e interstellari, ma per l'onnipresenza della grande madre: l'energia ¤ principio positivo, attivo, sposatosi al principio negativo, passivo: la materia. Il germe dello psichismo è disceso come folgore dal cielo nelle viscere della materia, che nel suo grembo lo ha stretto, in un amplesso profondo, avvolgendolo a sé, dandogli un corpo, una veste, la forma della sua manifestazione concreta. Voi stessi siete questo fenomeno; ma pensate che ¤ dalle sconfinate plaghe dell'Universo ¤ la vita sorella, figlia della stessa madre, risponde. Ogni pianeta, ogni sistema planetario, ogni stella ne è piena, in forme diversissime, con mezzi e scopi diversissimi. Abbandonate il vostro pietoso antropormofismo che vi fa centro dell'Universo e unici figli di Dio; spalancate le braccia a tutte le creature sorelle, accordate con esse il vostro canto e il vostro lavoro di ascensione. Salire, salire ¤ ecco la grande passione di tutta la vita ¤ verso una potenza e una coscienza che non vuole confini». «Nella vita, voi vedete sintetizzata la più alta sapienza della natura. Come potrebbe esser mai possibile che fenomeni rilevanti una così profonda intelligenza e sapienza, di fronte alle quali la vostra mente si smarrisce, avvengano così senza ragione, o essere figli del caso?». Allora, io dico: il suo esistere nello spazio e nel tempo, è un momento verso un fine e un tendere verso un compimento finale dell'Assoluto. Ogni esperienza, anche la più dolorosa e mortificante, ha un senso, perché permette l'uomo di scavare in se stesso, maturando la sua libertà e responsabilità morale. (Libero arbitrio). Questo progetto, concepito da una mente assoluta, ha un'Alfa ed un'Omega, un principio ed una fine; un divenire ed un crescere nel tempo storico; una realizzazione nell'eternità. La vera libertà non è una costrizione dogmatica in tutti i sensi, bensì è la libertà dell'uomo il cui orizzonte è divenuto infinito, ed ogni forma di vita scorge un piano divino. L'ETERNITà DELLO SPIRITO il Sé Superiore Con il sottotitolo che ho dato al libro: «Le Stelle NON stanno a Guardare», intendo «TUTTE LE STELLE» del firmamento e di qualsiasi natura di cui fanno parte le «Gerarchie Spirituali» di ogni grado nell'eterno presente, le quali ci guidano verso orizzonti più rarefatti dello spirito, attraverso la nostra evoluzione acquisita con il «libero arbitrio maturato». L'eternità del nostro spirito, che deve essere ricercata compie similmente, l'autoricerca di Sé medesimo, quale quintessenza stellare di luminosa presenza, proveniente da una lontana caduta nella materia manifestata nel dualismo cosmico. Fin dall'antichità, l'oracolo Delfico ammoniva: «Conosci te stesso», come punto di arrivo e di partenza per coloro che intendevano autorealizzarsi. Certe scuole indiane hanno elaborato sistemi filosofici e tecniche di meditazione in grado di portare la mente a livelli differenti da quelli di coscienza ordinaria. Cristo, nel Vangelo, ci comunica ilSuo messaggio: «ama il tuo prossimo come te stesso», Maometto, nel Corano, scrive: «colui che ha capito se stesso, ha capito Dio!». Roberto ASSAGIOLI, nella psicosintesi, affronta l'eterno problema dell'uomo: la psiche. Ricorrendo a un'immagine molto bella, anche dal punto di vista visivo, Assagioli descrive la psiche come un perfetto uovo cosmico, al centro del quale c'è l'io, o sé cosciente. Questo uovo si suddivide in tre settori. In basso c'è l'inconscio inferiore, che Assagioli definiva cantina, sede delle attività psichiche che presiedono alla vita organica, alle funzioni fisiologiche, agli istinti primitivi, ai complessi psichici, ai sogni e alle attività immaginative elementari. Al centro risiede lo inconscio medio, dove avviene l'elaborazione delle esperienze compiute, la progettazione delle attività future e dove ha sede l'archivio della memoria. In alto, infine, c'è l'«attico», cioè l'inconscio superiore, dove risiedono tutti quei contenuti di cui noi non siamo coscienti, e da cui provengono le intuizioni, le ispirazioni artistiche e scietifiche, filosofiche e creative; in genere gli stati di contemplazione, l'illuminazione, l'estasi, le esperienze mistiche, i poteri paranormali e supernormali. In cima a tutto c'è un «stella», ovvero il «sé superiore o transpersonale» della psicologia moderna che corrisponde al concetto tradizionale di anima: cioè la nostra identità più profonda e autentica, intesa non come qualcosa di ideale e irraggiungibile, bensì come una realtà sperimentale di cui l'io è un riflesso. L'uomo è immerso nell'inconscio collettivo, in quell'immenso serbatoio di energia universale con cui è in rapporto di interazione reciproca. Ogni cosa deve avere la sua origine, pertanto il nostro Sé personale è solo una emanazione del Sé transpersonale. La conoscenza di se stesso deve essere un'esperienza unica. Esistono vari livelli da quando l'uomo nasce. L'individuo si sente il livello emotivo, perché l'io si lega agli stati d'animo d'ogni tipo. Entra poi il livello mentale e l'io si identifica con i vari livelli, quindi si esprimono varie molteplicità della personalità. *** Ma, come dicevo prima, la personalità, quella vera, per Assagioli ha una funzione ben precisa: «essa è lo strumento di espressione del Sé transpersonale». Essa è, infatti, l'insieme di tutte le funzioni ed aspetti psichici, che a loro volta, sono mezzi con i quali il Sé si manifesta, fa esperienze nella vita e viene in contatto con il mondo oggettivo; mentre l'inconscio superiore indica la parte dei poteri psichici, la cui potenza è inimmaginabilmente infinita. Impossibile impadronirsene prima di essere in grado di saperla usare per giusta causa, perché necessita di purezza di mente e di cuore: cioè la via della Santità. La caratteristica della personalità di Assagioli è stata sempre la volontà di attingere elementi dalla tradizione orientale per integrarli armoniosamente nella cultura occidentale. Egli si occupò anche di medianità e partecipò a sedute con la medium napoletana Eusapia Palladino, anche se non considerò sufficiente proseguire tale dedizione, ritenendo la medianità non controllabile, considerando altresì i poteri spirituali realmente dominanti. Roberto Assagioli, insegnando la psicologia del transpersonale, propone uno sviluppo degli stati di coscienza, che vanno al di là dell'ego, e riguardano quelle esperienze di tipo spirituale, religioso, estatico, intuitivo, che sono così importanti per la personalità umana. Nella psicosintesi, egli compie una vera realizzazione, direi alchemica, come trasformazione, sublimazione e armonizzazione dello spirito che è nell'uomo. «IL GUARDIANO DELLA SOGLIA» «La Via della Luce» e «La Via delle Tenebre». «Il Libero Arbitrio». «La Via Umida» e «La Via Secca». La via umida, è la via delle ascensioni in senso orizzontale, cioè la via meno impegnativa, la via della fede. La Via Secca corrisponde alla Via Mistica. Dio è Amore!_ Per evoluzione dovremo sentire il richiamo celeste, perché Dio è Amore. Ma, perché Dio è Amore?_ Un tempo le verità erano velate ai popoli per mezzo dei racconti mitologici, mentre i sacerdoti riservavano agli Iniziati la spiegazione esoterica delle Leggi di Dio. La via dell'evoluzione spirituale passa poi dalla Mistica per diventare Iniziatica. Mentre l'uomo ha un'incessante sete di vivere, il suo spirito di conservazione lo porta sempre più ad annullare i valori potenziali della propria anima. «Il Guardiano della Soglia» è una forma pensiero della personalità, quindi è uno stato di coscienza, di lotta tra il bene e il male: è quel dualismo cosmico del divenire incessante, eterno, che alimenta il Karma dei singoli, dei popoli, delle nazioni. «Il Guardiano della Soglia» non è un simbolo, bensì un Ente che si fa vedere, toccare e sentire a chi pratica la disciplina occulta. Quando appare, esso dialoga con il discepolo e il discepolo dialoga con lui: è un dialogo telepatico, a volte cromatico, cioè egli vede un movimento di colori delicati, tenui. Al discepolo egli descrive tutta la sua esistenza, anche di vite passate; ogni pensiero, ogni opera buona o cattiva. Ma, da quel momento, il discepolo deve sapere che è sempre stato influenzato da «potenze invisibili» e, con l'esperienza dei suoi pensieri (Libero arbitrio), della sua vita, ora ha la rivelazione, cioè il Guardiano della Soglia gli dice: sei stato dominato dalle Leggi del Karma. Esse sono state le misuratrici esatte della quantità di gioia e di dolore che ti venne assegnata e che tenevi nelle precedenti vite. Ora, sei maturo per «Camminare da Solo», con la tua lampada, con il tuo mantello e con il tuo bastone. Da oggi camminerai solo, perché hai scelto la Via Iniziatica, cioè la Via Secca, la Luce Increata del Sentire, e non più del Divenire: ma «quella dell'Essere». «Molti sono i chiamati, pochi quelli che entrano nel regno dei cieli», la potenza del karma «veglia notte e giorno» su tutte le tue azioni, su tutti i tuoi pensieri e i sentimenti delle tue precedenti esistenze. «ORA DEVI CAMMINARE VERAMENTE SOLO!»_ «Egli dice», continuando con le tue azioni nobili e ignobili ti sei edificato in Entità, in «Guardiano della Soglia», verrà tempo, sarà il Tuo corpo della Resurrezione (il che riflette il credo Cristiano). * (Tommaso Palamidessi). Come il tuo Guardiano della Soglia, quando morivi uscivo dalla tua personalità. Ero visibile solo alla potenza del Karma che ti guardava, e fra la morte e una nuova nascita e secondo l'evoluzione, ti plasmavi per conquistare la «Vita Eterna». Io, come tuo Guardiano, seguivo le molte volte in cui sei morto; in quei momenti ti stavo accanto, affinché con la mia presenza i Dirigenti del Destino determinassero le condizioni ambientali delle tue nuove nascite: genitori, città, nazione, amici, nemici, stato di salute, condizione economica e, in particolare, il momento «Astrologico» del tuo nascere, momento più adatto per entrare nelle esperienze del divenire, secondo la legge del Karma. Pertanto, ogni uomo, che incontriamo nella nostra vita, è un Viandante che arriva da lontano e va lontano, mosso unicamente dalla legge dell'evoluzione, che regge l'Universo e, tutte le creature visibili e invisibili. VINCERE SE STESSO, MORIRE A SE STESSO Di gradino in gradino, l'umanità dovrà salire verso le Divine Energie, guidate dai Maestri di Luce: quello soprattutto del Cristo Redente delle Anime, che si incarnerà per le Vie del Cuore (esicasmo). Nella dissociazione psichica interverrà l'apparizione dei Guardiani delle Soglie: dissociazione che avviene solo quando l'anima si è purificata nella sua catarsi, sviluppando i sensi spirituali. La dissociazione di scioglimento è una trasformazione connessa a determinati processi evolutivi delle tre proprietà fondamentali dell'Anima o Ego: «volere, sentire, pensare». La dissociazione, lo slegarsi, lo sciogliersi del sentire, pensare e volere, comporta «Il Guadagno della Libertà», il pieno possesso del «Libero Arbitrio». L'anima era prima guidata da Esseri Cosmici Superiori_ perché_ «Le Stelle non stanno a Guardare»_ ma, dopo lo scioglimento, dopo la consapevolezza, l'uomo non ha più chi lo guidi; è, quindi libero di assumere la direzione del Sé, del proprio Sé. * ** * Nel Libro Egiziano dei Morti, il Guardiano della Soglia, si rivolge al Discepolo che può anche non avere superato la «prova», e gli dice: «Sei uscito dalle prime prove. Hai trionfato sulla morte, sul fuoco, sull'acqua; ma non hai saputo vincere te stesso. Tu che aspiri alle vette dello Spirito e della Conoscenza, hai ceduto alla prima tentazione dei sensi, sei caduto nella voragine della materia. Chi vive schiavo dei sensi, vive nelle tenebre. Hai preferito le tenebre alla Luce; rimani dunque nelle tenebre. Ti avevo avvisato dei pericoli cui andavi incontro. Hai salvato la tua vita, ma hai perduto la tua libertà». Contrariamente, se il postulante avesse rovesciato la coppa e respinto la tentazione, dodici «neocori» con le loro fiaccole lo avrebbero circondato per condurlo, trionfalmente, nel Santuario di Iside. Iside sarebbe stata lì ad attenderlo, tenendo fra le braccia Horus, raffigurata in una statua bronzea, splendidamente illuminata con una «Rosa d'Oro al Seno», coronata da un diadema a Sette Raggi. Davanti alla Dea lo ierofante, vestito di porpora, avrebbe accolto il nuovo venuto, vincolandolo con i voti più terribili. Gli avrebbe fatto giurare il silenzio e l'obbedienza e, davanti all'assemblea, lo avrebbe salutato e presentato come Fratello e futuro Iniziato. Di fronte agli Augusti Maestri, il Discepolo di Iside, avrebbe creduto di trovarsi in presenza degli Dei, Innalzato al di sopra di se stesso, sarebbe entrato, per la prima volta, nella Sfera della Verità. *** «OSIRIDE, Morte e Resurrezione». Superate le prime vere prove, il neofita, all'interno della sua cella, doveva cominciare a istruirsi nelle Scienze Fisiche e nelle Meditazioni. Nello studio dei Geroglifici e nelle lezioni che impartivano i Maestri. Apprendeva la Storia dell'Uomo e dei Popoli; la Medicina, l'Architettura e la Musica Sacra. Durante il lungo tirocinio, non doveva solamente Conoscere, ma Divenire, e acquistare la forza attraverso la rinuncia. Gli antichi sapienti ritenevano che l'uomo arrivasse a possedere la Verità solo quando Essa diveniva parte integrante del Suo Io più profondo. In certi momenti, i Maestri al Discepolo non davano nessun aiuto, e Lui stesso si stupiva di essere lasciato solo, ma era, comunque, sempre sorvegliato. Non gli veniva rivelato nulla, oltre certi limiti, e cominciava ad avere dei seri dubbi che tutte quelle esperienze fossero inutili. La verità gli appariva sotto le sembianze di una Sfinge, ma, dopo i dubbi e ore di tregua, avvenivano in lui intuizioni divine. Comprendeva così il significato simbolico delle prove che aveva affrontato entrando nel Tempio. A volte, chiedeva se un giorno avrebbe potuto respirare la «Rosa di Iside» e vedere la Luce di Osiride. La risposta era: «Non dipende da Noi_ la Verità non si può donare, la si "trova in se stessi", o non la si trova affatto. Non possiamo fare di te un adepto, devi diventarlo da solo. Il Loto, rimane sotto le acque del fiume, prima di sbocciare: non affrettare lo schiudersi del Fiore Divino». «Lavora e prega», gli raccomandavano i Maestri. «Morire a se stesso», era la decisione dell'adepto, quando la metamorfosi era completa. Le passioni si allontanavano come ombre. Gli sembrava, a volte, che il suo Io terrestre venisse inghiottito e un altro Io nascesse, più puro e più etereo. Si spegnevano in lui ogni ribellione, ogni desiderio, ogni rimpianto. Non rimaneva che il totale abbandono della Sua Anima agli Dei. Pregava: «O Iside, poiché la mia anima è che una lacrima dei Tuoi occhi, che Essa scenda come rugiada, su altre anime: che morendo, io senta il loro profumo salire verso me». Il Maestro, che gli aveva letto i più intimi pensieri, gli diceva: «Figlio mio, si approssima l'ora in cui ti sarà rivelata la Verità. "Hai trovato la Vita Divina!_". Entrerai quindi nella Grande, ineffabile comunione con gli Iniziati; Te ne rendono degno la purezza del Tuo Cuore, il Tuo Amore per la Verità la forza della Tua rinuncia». La visione è già realizzazione completa dello adepto. Le tenebre si allontanano definitivamente. La Luce si avvicina e si fa sempre più splendente. La Magia dei Maestri gli offre la visione duratura e fiammeggiante della speranza e dell'immortalità. Davanti a lui, si schiudeva un bocciolo in fiore, mentre una corolla eterea, dotata di anima si manifestava in tutta la sua purezza. L'adepto è divenuto un Iniziato con gli Iniziati. Il Maestro gli dice alfine: «Eccoti resuscitato!_ Vieni a celebrare con noi l'agape degli Iniziati, narraci il Tuo viaggio nella Luce di Osiride». Il custode del tempio impartisce al nuovo adepto la grande rivelazione: «Racconta la storia di Ermete», non scritta su alcun papiro, ma incisa con segni simbolici sulle stelle della Cripta segreta e tramandata, oralmente, da Profeta a Profeta. «Ora, ascolta bene», gli dice lo ierofante: «questa visione racchiude, infatti, la storia del mondo e il cerchio delle cose». *** Anche i vari fenomeni di sdoppiamento dal corpo fisico, molte volte comportano l'incontro dei Guardiani della Soglia, e in tal caso erudirsi, nelle esperienze trascendentali ¤ Via umida ¤ che Iniziatica ¤ Via secca. L'evoluzione spirituale di tutti noi comporta, necessariamente, questi due passaggi e, quindi, si dovranno incontrare i nostri Guardiani. La Luce raffigurata con il serpente che si morde la coda, significava cioè il veicolo della vita che serve di aiuto al bene e al male (libero arbitrio). Anche Cristo, nella discesa agli Inferi, affrontò il terribile custode e lo vinse nella Luce Astrale della Sua Grande Divina Potenza. Come dissi all'inizio del libro, le sedute spiritiche non vanno assolutamente fatte per mera curiosità dei presenti, pena la malaugurata incorporazione di spiriti bassi, sia nel medium, che nei presenti e nella stessa casa, in quanto possono intervenire delle larve, o delle Entità arimaniche o dei falsi aiutatori della luce astrale, a danno dell'Ego dei presenti. Il Guardiano della Soglia se opera indisturbato può anche oggettivare negatività. Può trascinare la coscienza nella vita sregolata e caotica. Molti, sotto pressione occulta del cattivo Guardiano, sentono il bisogno di uccidere, di truffare calunniare, o dare libero sfogo alla lussuria più sfrenata; talora si comportano da paranoici, psicopatici, ossessi, si sentono malati e agitati senza saperne il perché. Essi ignorano l'opera occulta del cattivo Guardiano, egli è un pessimo fratello sempre al fianco che suggestiona e suggerisce, fa vedere situazioni secondo una prospettiva egoistica. Insomma è il genio del male che imperversa nelle coscienze, che spinge all'ira, alla gelosia, all'orgoglio, alla vendetta, e questi sono appunto i terribili mali che attraversa l'umanità smarrita! Ma, con il libero arbitrio, maturato nella consapevolezza della propria evoluzione il Guardiano della Soglia, può e deve trasformarsi in fratello buono, custode delle cariche energetiche rispecchianti pensieri di amore, di fraternità, di altruismo, e così via. Dal Dio della Conoscenza è già stato stabilito quello che È e che SARà, da prima che gli uomini esistessero. Egli stabilì un Piano per loro; sono gli archetipi in tutti i piani della creazione e questi sono inglobati nelle Leggi del Tutto, che Egli sostiene in tutte le vicende, e per questo assegnò nel dualismo cosmico all'uomo due spiriti, con i quali deve procedere fino alla fine dei tempi. I due spiriti sono: lo Spirito dell'Equità e lo Spirito dell'Iniquità. Quindi, l'Ego degli individui, si riunirà nel Corpo Glorioso di Cristo, perché i Guardiani della Soglia nell'avere fatto superare i Karma hanno compiuto la loro missione Celeste. Allora, i giusti splenderanno come ilSole nel Regno del Padre loro; il corpo del Santo, una volta libero dalla naturale pesantezza karmica, potrà trasferirsi rapidamente da un punto all'altro delle dimensioni del Cosmo, secondo il grado spirituale raggiunto, o secondo lo stato dell'Essere. Il Guardiano della Soglia, quindi ha il compito di diventare un Angelo di Bellezza, perché nell'evoluzione l'Ego troverà la Via Maestra dei Cieli. «Dice ancora Tommaso PALAMIDESSI: «Il suo Ego riscattato gli dirà: con le tue azioni nobili e ignobili ne hai fatto un corpo fantomatico; mi hai edificato in Entità in Guardiano della Soglia e, un giorno, diventerò il Tuo Corpo della Risurrezione». La Soglia del Tuo Guardiano è stata costruita con tutti questi sentimenti che sono in te, di sgomento, di paure, di indecisione, di deleterio timore di non avere la forza sufficiente per rispondere integralmente delle tue azioni e dei tuoi pensieri. Così, fin quando ti mancheranno la forza, il coraggio di dirigere la tua sorte, non potrai completare la costruzione di questa soglia, sarai condannato a rimanere fuori di essa. (Libero arbitrio). Non arrischiarti ad entrare se prima non ti sei liberato dalla paura e non ti senti sicuro e pronto ad assumere la piena consapevolezza. Quando morivi uscivi dalla tua personalità, ma restavi come una *figura evanescente. Eri visibile solo alle potenze del karma che guardavano, e, fra la morte e una nuova nascita, e secondo «l'atomo permanente maturato nelle vite precedenti», si regolavano per elaborare in te, la forza e la capacità, affinché nel corso di una nuova nascita, potessi lavorare nell'abbellimento della mia immagine per l'interesse della buona riuscita della tua evoluzione. Ed io, come tuo Guardiano, «costringevo» la mia imperfezione la tua imperfezione, le potenze del destino a condannarti all'esperienza di nuove reincarnazioni. Molte, molte volte sei morto, e in quei momenti ti stavo accanto affinché con la mia presenta (i dirigenti del destino); «altre Stelle che NON stanno a Guardare», secondo la Loro Missione CELESTE, determinassero le condizioni ambientali della tua nuova nascita. Quindi, sappi, o Uomo, che Io sono la Tua Immagine, il Tuo Corpo del Desiderio, il Tuo Angelo Custode, fatto con la potenza creatrice, ma sono anche l'Angelo della morte, bello per i perfetti e orrido per i malvagi». Le Sacre Scritture accennano frequentemente a questo Ente. Esiodo, Talete, Socrate, Platone, Cardano, ritennero di avere avuto un Custode al quale dettero il nome di Genio o Demone. Questo, dunque, è il nostro Guardiano della Soglia, che personifica il Bene e il Male. Il Positivo e il Negativo. La Morte e la Vita. Pertanto, per ascendere ai Mondi Superiori NON si può fare a meno di incontrare il Guardiano della Soglia. Questo, in sintesi, è il cammino evolutivo che l'umanità deve percorrere; non deve più rispecchiarsi come nel mito di Narciso, il giovinetto amato da tutte le donne, perché bellissimo, ma pieno di vanità e molto superbo, tanto da disprezzare tutte le donne che lo amavano, non reputandole degne del suo Amore, affinché un giorno una di queste si suicidò per non essere da lui corrisposta. Ma, prima di morire, pregò gli Dei di vendicarla, facendo sì che il superbo Narciso s'innamorasse di qualcuna senza essere ricambiato. Gli Dei intervennero: Narciso si specchiò in un lago e si vide tanto bello che s'innamorò perdutamente della sua stessa immagine (Guardiano della Soglia negativo)_ e non potendola abbracciare, bruciato del desiderio e dalla disperazione, guardandosi, si lasciò morire. Questo è il senso del Guardiano della Soglia, una bellezza senza cuore; oggi un mondo di edonismi produttori solo d'involuzione e di morte. Effettivamente per gli Indiani tutto il mondo è Maya, cioè illusione. L'uomo è ebbro solo all'ombra che proiettano gli oggetti di Maya. Ma, lo stesso Ubaldi, nel suo ultimo libro: *«Cristo e la Sua Legge», avverte che esiste il Sistema e l'Antisistema. Nell'Antisistema vi è Maya: illusione, provvisorietà, caducità e morte. nel Sistema non c'è il riflesso di un Dio antropomorfico, aleatorio, improduttivo per lo Spirito che vive nell'uomo, bensì lì: c'è LUI!_ proprio LUI, con la SUA LUCE, che avvince le anime di un bagliore inesprimibile, tanto che gli stessi disincarnati spesso dicono di rimanere indicibilmente attratti da QUESTA GRANDE LUCE!_ ¤ una Luce Increata, da dove tutte le Sue Creature hanno avuto origine, senza più tornare nella Ruota delle rinascite, nel mondo di Maya, dove esistono solamente nascite, morte, rinascita senza fine: perché questa «È la SUA legge di Amore e di Giustizia». Nel Karma, sono le esperienze, che sino in fondo la creatura dovrà fare, affinché «tutto sia compiuto». Anche Cristo, prima di esalare l'ultimo respiro, rivolgendosi al Padre disse: «PADRE, TUTTO È COMPIUTO!». Questa è la Via della Redenzione, Redenzione che «Tutte le Stelle» ci aiutano a salire sempre più in alto: lo dimostrano con quei messaggi dati attraverso i medium, vuoi per ultrafanìa, per scrittura automatica, o altro: sono messaggi che indicano la magnificienza delle leggi di DIO continuamente onnipresenti, che dobbiamo seriamente ponderare, per superare il ritardo evolutivo in atto nel cosmo, secondo l'evoluzione, già acquisita nei millenni dai Nostri Fratelli di Luce che non si stancano mai di esortarci a compiere quel salto qualitativo verso il «Grande Artefice». L'uomo, nel suo «Eterno Andare», deve sentirsi unito a questa grande confraternita cosmica:: NOI stessi siamo STELLE decadute da tempi immemori, ma che alfine dobbiamo ritrovarci, per continuare insieme l' «Eterno Andare». Scrive ancora Pietro Ubaldi nel volume «La Nuova Civiltà del IIIMillennio»: «Nell'Era dell'Acquario, le Verità dovranno diventare LA VERITà in assoluto, in quanto l'uomo non sentirà più di essere solo nell'Universo, come in parte si sente oggi per mancanza di valori cosmici universali. Il materialismo esasperato lo rende cieco ai valori più elementari», perché saranno gli stessi «Fratelli del Cosmo» che si paleseranno sempre di più, essendo noi diventati più maturi nei confronti della Legge Universale dell'Amore: del vero AMORE! Il Guardiano della Soglia, quindi è la condizione ideale in cui la purificazione dell'Ego è perfetta e, per azione riflessa, lo è anche quella del Corpo del Desiderio, e nel giusto istante della morte, o in altri momenti della vita terrena, Lui, il Guardiano della Soglia, si presenterà solo come Angelo di Luce. L'Iniziato, arrivato attraverso la «Via Secca», per maturata consapevolezza, avrà piena coscienza di questa apparizione, perché la sua sete, È SOLO DIO!_ «questa cognizione sorge_ operata l'opera_ NON esiste più questo mondo_ comprende egli allora!_ Egli, ha riconosciuto nello splendore del Suo Guardiano, il Corpo di Gloria, ESSENZA DIVINA del futuro Corpo della Resurrezione». Se è vero «che le Stelle NON stanno a GUARDARE», in quanto ESSE SONO FARI DI LUCE SPIRITUALE, che compenetrano nella vita di tutti noi, e che in qualsiasi istante, ci indicano la Via Maestra, la VIA CRISTICA PER ECCELLENZA; con richiami amorevoli secondo i piani di sfere di Loro appartenenza, operano fino a quanto riusciremo «veramente a camminare da soli», prendendo in mano la lampada, il mantello e il bastone, proseguendo per le VIE MAESTRE DEI CIELI. *** IL CRISTO COSMICO In questo trattato ho cercato, in qualche modo, di dimostrare che molte Entità vogliono aiutarci; gli stessi disincarnati, secondo il Loro grado di Luce di appartenenza, propongono insistentemente il desiderio di «aiutare a salvare il mondo». La nostra «umiltà» dovrà essere tale e sempre, nell'avere necessità dei Loro messaggi che provengono da altissime sfere di Luce, e che, noi, anche raggiungendo alti gradi di consapevolezza spirituale, NON potremmo mai uguagliare. Il Cristo Cosmico sarà la futura meta dell'umanità, dove il «Vero Amore Universale» dovrà albergare in tutti i cuori. Il Cristo Cosmico NONÈ UN AVATAR, bensì è: LA VIA ¤ LA VERITà ¤ LA VITA, di tutto il popolo di Dio, perché Esso è provenuto da LUCE INCREATA, cioè: NON È PASSATO ATTRAVERSO LA RUOTA DELLE RINASCITE. La Luce Increata o non manifestatanon ha tempo e spazio, ma: È! È soluzione del TUTTO, È la LUCE DEL SENTIRE CHE I GRANDI SPIRITI PERCEPISCONO, ma che ancora NON SONO. La Missione del Cristo È LA REDENZIONE che DEVE PASSARE ATTRAVERSO IL CUORE, e questo per noi È possibile! ATTRAVERSO IL «SUO CUORE IMMACOLATO ¤ e ¤ con la pratica spontanea dell'Esicasmo si entra nella «Dimensione dell'Amore DIVINO», non troppo distante dalla «LUCE INCREATA DEL TUTTO». Quando il Cristo ci dice: «IO SONO LA VIA, LA VERITà LA VITA», implica che, attraverso il Cuore, l'AMORE UNIVERSALE DIVENTA UNA REALTà CHE TUTTO RACCHIUDE. Del resto, anche i messaggi di Entità eccelse sostengono spesso che la «Redenzione dell'umanità», deve passare necessariamente attraverso il proprio «cuore»: attraverso il «linguaggio del cuore». Per raggiungere la padronanza suprema, dicevano i sapienti di allora, l'uomo necessita di una rigenerazione totale di tutto il suo essere fisico, morale e intellettuale. Con lo studio approfondito e l'applicazione costante, l'uomo può mettersi in contatto cosciente con le forze occulte dell'Universo. Così pensavano gli Antichi Iniziati, e i più grandi fra loro vivevano e agivano di conseguenza. * La vera iniziazione era, dunque, tutt'altra cosa che una onirica illusione; e ben più che un semplice insegnamento scientifico: era l'autocreazione di un'anima, il suo dischiudersi ad un livello superiore, il suo fiorire a un mondo trascendente. Il Pellegrino che veniva da «lontano», mosso da desiderio di penetrare il segreto delle cose, della sete di sapere, si sottoponeva, come dissi sopra al tempo della Civiltà Egiziana, a durissime prove per la realizzazione della conoscenza. Egli voleva penetrare nel «Segreto degli Dei». Trascrivo integralmente, un passo significativo della «realizzazione» dell'Animo umano, uno dei tanti Discorsi del BUDDHA. «CONSAPEVOLEZZA DEL Sé» (da un testo Buddico) tradotto dal testo Pali. «Con tale animo puro, terso, schietto, schiarito di scorie, malleabile, duttile, compatto incorruttibile, io dirizzai l'animo alla cognizione dello sparire ed apparire degli esseri. Con l'occhio celeste, rischiarato, sopraterreno, io vidi gli esseri sparire e riapparire, volgari e nobili, belli e non belli, felici ed infelici. Io riconobbi come sempre secondo le azioni riappaiono. Questi cari esseri sono certo: non retti in azioni, non retti in parole, non retti in pensieri. Biasimano ciò che è salutare, stimano ciò che è dannoso, fanno ciò che è dannoso. Con la dissoluzione del corpo dopo la morte, essi pervengono giù su cattivi sentieri, alla perdizione in un mondo infernale. Altri cari esseri sono retti in azioni, retti in parole, retti in pensieri. Non biasimano ciò che è salutare, attuano ciò che è retto, fanno ciò che è retto. Con la dissoluzione del corpo dopo la morte, essi pervengono su buoni sentieri, dal mondo celeste. Così, vidi io, con l'occhio celeste, rischiarato, sopraterreno, gli esseri sparire e riapparire, volgari e nobili, belli e non belli, felici ed infelici, io riconobbi come gli esseri sempre secondo le azioni riappaiono. Questa scienza, io avevo nelle ore medie della notte raggiunto, dissipato l'ignoranza, conquistato la sapienza, dissipato l'oscurità, conquistato la luce. Mentre io con serio intendimento, solerte, instancabile, dimoravo, non potevo vincolare l'animo mio: Con tale animo, saldo puro, terso, schietto, schiarito di scorie, malleabile, duttile, compatto, incorruttibile, io drizzai l'animo alla cognizione dell'estinguersi della manìa. Questo è il dolore, compresi conforme a verità. Questo è l'origine del dolore compresi conforme a verità. Questa è la via che mena all'annientamento del dolore compresi conforme a verità. Questa è la manìa compresi conforme a verità. Questa è l'origine della manìa compresi conforme a verità. Questo è l'annientamento della manìa compresi conforme a verità. Questa è la via che mena all'annientamento della manìa compresi conforme a verità. Così riconoscendo, così vedendo, il mio animo fu redento dalla manìa del desiderio, redento dalla manìa dell'esistenza, redento dalla manìa dell'errore. Nel Redento è la Redenzione, questa cognizione sorse. Esausta è la Vita, compiuta la Santità, operata l'opera. NON esiste più questo mondo: compresi allora!». (Dai discorsi del BUDDHO) «Realizzazione» dell'animo umano, del Masshimanikayo. Per la prima volta tradotti dal teso Pali. Da K. E. Neumann e G. De Lorenzo, Ed. Giuseppe Laterza & Figli, Bari, 1927. L'AMORE DIVINO L'Esicasmo L'Esicasmo, tradizione spirituale, ha avuto il suo più grande sviluppo fra l'XI e il XIV secolo nei Monasteri e le solitudini del Monte Athos. L'Esicasmo equivale a: pace, riposo, scuola e tradizione Spirituale. L'Esicasmo è la preghiera del Cuore sul Cuore. Come pratica antichissima per adepti, doveva aprire la Soglia del Cuore. Il pellegrino focalizzava il proprio Spirito puntando verso Dio. Era una invocazione diretta a Gesù, che doveva partire dal proprio Cuore, senza che il pellegrino dovesse avere alcuna distrazione. L'esercizio consisteva, come oggi si fa nello Yoga, nella respirazione regolata sull'esplorazione dell'Io. Al pellegrino veniva detto: «Raccogli il Tuo Spirito, introducilo nelle tue narici, è da là che il respiro giunge al cuore. Spingilo, costringilo a scendervi dentro, con l'aria inspirata_ e abitua il tuo Spirito a non affrettarsi per uscire. Fatta l'abitudine, non uscirà più facilmente. Con il mento abbassato contro il petto, punta l'occhio del tuo corpo, insieme con il pensiero, sul centro del cuore. Poi, comprimi l'inspirazione di aria che passa dal naso, in figura stessa di Gesù». Il Pellegrino sentiva che la preghiera passava direttamente nel suo cuore; cioè mentre egli recitava dicendo: «Signore ¤ Gesù Cristo» il suo cuore vibrava con il ritmo delle parole espresse con la preghiera. A questo metodo, chiamato appunto Esicasmo, gli adepti attribuirono una ricchezza di effetti straordinari, contrassegnati da euforia intima spirituale nei confronti di TUTTE LE CREATURE. Indifferenza al dolore fisico, irradiazione di luce, fugaci comunicazioni con un Padre Spirituale defunto; visione a distanza, percezione del Regno di Dio, nel Sé. L'Esicasmo era praticato perché permetteva la esplorazione interiore e, nella ricerca del luogo del cuore, per ottenere il silenzio: fonte di intimo rapporto con Dio. Nelle esortazioni, all'adepto veniva suggerito: «Impara, fratello, che, pregando così, otterrai la grazia di Gesù Cristo, e abbandonerai presto la pluralità e ti unirai, immediatamente e ineffabilmente, all'UNO, al Semplice, a Colui che Unifica». L'Esicasmo era, quindi, la tecnica del «Sentire». Essi dicevano a se stessi: «vuoi vivere in una agevole quiete e praticare, senza fatica, la veglia del Cuore?_ fa che la preghiera di Gesù aderisca al Tuo respiro, cioè: Esicasmo». * * * GLI AIUTATORI INVISIBILI E LE GERARCHIE PLANETARIE Gli ELOHIM e i DEVAS Sono Entità di varia natura che la Legge Divina ha posto al fianco di ogni uomo. Sono Energie Divine degli Spiriti Luminosi, quali Angeli, Elohim, Devas, ed Entità elette che «guidano» da un piano superiore l'uomo che man mano dovrà dominare il proprio «Ego», le passioni, trasfigurandolo nella più alta ispirazione. Queste «Creature» tornano nel Cerchio delle esistenze perché non sono ancora così perfette da lasciare la catena planetaria a cui appartengono, e quindi, ridiscendono per «missione» come «Aiutatori» per l'evoluzione dell'uomo, lasciando all'uomo stesso il «Libero Arbitrio», per farlo avanzare secondo il grado coscienziale necessario. Resta importantisimo l' «aiuto» di queste «luminose creature» le quali si affiancano spesso a ciascun uomo nei momenti più imprevisti, costituendoSI GUIDA in virtù di una Legge Divina onnipresente, la quale armonizza il Loro aiuto con lo stesso Karma di colui che debbono guidare, facendo sì che il Loro stesso compito venga esaudito in base alla missione preposta. (Tommaso Polamidessi). Il principio del Loro aiuto è quello di fare comprendere all'uomo l'eterna lotta tra bene e male, tra forze Celesti e Terrestri, per conquiste di nuove vittorie e di vette sublimi, in cui lo stesso uomo non si sentirà più una Entità a se stante, ma un essere che È già parte del TUTTO ed entrerà nel «fluido delle Grandi Anime». *** Le Gerarchie Creatrici «GLI ELOHIM» Esistono Gerarchie di Alti Spiriti che operano volontariamento per la nostra evoluzione e che in «piani da sette in sette» operano secondo il piano di DIO alla formazione dell'Universo. Gli ELOHIM hanno il «compito» preciso di separare la Luce dalle Tenebre: secondo, «Sacre Scritture», sono dei veri «Creatori» in comunione sempre con la volontà di DIO in assoluto. Spesso Essi si affiancano anche agli Spiriti di Razza, come l'ARCANGELO MICHELE e altri. *** Genaralità sui DEVAS I Devas pervadono ilCreato in quantità inimmaginabile e, in gran parte rappresentano «l'alito vitale astrale» di tutto ciò che forma il mondo manifestato, sia che si tratti di essere animati che di sostanze inanimate. Essi costituiscono a loro volta gli «Spiriti Guida della Terra e dei Soli, dei sistemi Solari, e degli ammassi Galattici. Sono la forza animatrice delle piante e degli animali, e spesso possono influenzare anche l'uomo. Sono organizzati in vere e proprie Gerarchie Angeliche composte in «sette raggi» evolutivi con proprie categorie di Entità Celesti. IDevas, sono composti di «Essenza Spirituale Astrale» e, spesso possono essere anche visibili: i cosiddetti «Esseri Elementali». Come su descritto, le funzioni «Gerarchiche» sono diverse, ed hanno precisi compiti: esistono Entità Celesti preposti alla stessa Creazione, costituendo le Menti Direttive, mentre i Devas sono le «Menti esecutive». I Devas, sono particolarmente «ragionanti», e sono anche molto servizievoli e diligenti nel disimpegnare le attribuzioni che vengono loro affidate dagli Esseri Angelici che compongono i Setti Raggi. Essi stessi si compongono in Sette grandi classi, che dipendono appunto dalle «Menti Direttive». Le «Menti Direttive» facenti parte di Raggi Spirituali Alti sono gli Arcangeli MICKAEL, GABRIEL e RAFFAEL. Secondo una precisa «Gerarchia», ogni Entità Celeste dei «Sette Raggi» compone i propri «Devas» con colori propri. Il Rosso È il Raggio di MICKAEL. Il Celeste È quello di GABRIEL, e il Verde È quello di RAFFAEL. I «soggetti» di ogni Essere Angelico, sono a loro volta divisi in specie e sottospecie, aventi in ciascuna i propri Capi. Il rango dei Capi è dato dalla «Lucentezza» costituita da minuscole luminosità. Ad esempio, le Entità Angeliche si servono dei Devas o Elementali, per conseguire guarigioni e miracoli, o realizzando moltissimi interventi di carattere benefico per l'umanità. Quando vengono convogliati verso qualche creatura terrestre, sono sempre apportatori di forza e di vigore se appartengono al raggio di Mickael; di soave leggerezza, di sollievo, di felicità e di estasi spirituale, se appartengono a quello di Raffael; favoriscono benessere fisico e cooperano al miglioramento delle condizioni di salute in caso di malattia se appartengono a quello di Gabriel. Spesso i Devas amano posarsi sui fiori tenendo le «ali» sempre aperte. Esistono devas del fuoco, dell'acqua, dell'aria, della terra, con diramazioni specifiche di varia natura. I Devas non hanno sesso e possono avere fisionomie che assomigliano vagamente all'uomo, o anche a quello dei quadrupedi, o ai pesci, agli uccelli, agli insetti di ogni genere. Le loro dimensioni variano moltissimo da varietà a varietà, ma sono infinitamente piccole. Gli individui si differenziano anche per intelligenza e per carattere. Possono esserci Devas burloni, ma non sono maligni; sono spesso anche visibili astralmente, e a volte intervengono in sedute spiritiche producendo «apporti» ed altri fenomeni. I Devas non possono dominare la volontà umana, ma hanno modo di influenzare sulla sua volontà. Altri elementali dei raggi evolutivi materiali, sono i «folletti», mentre gli gnomi, le fate, i satiri, le sirene, le ondine, le silfidi, posseggono la caratteristica di amare molto la musica. Mentre gli elfi di tutte le specie si lasciano inebriare dai profumi. I Devas di alcune categorie, come i gnomi, le fate, i folletti e le ondine, e anche le ninfe, si presentano spesso in forma umana indossando abiti a volta maschili e a volte femminili, ma senza una precisa definizione sessuale, in quanto essi non hanno sesso. Nel «regno dei Devas», in ordine di grandezza e di luminosità, esistono Devas dei sistemi galattici, dei sistemi solari, dei pianeti e dei satelliti che sono altrettanto legati da relazioni di dipendenza gli uni dagli altri, e la cui forma si discosta molto da quella umana. Ogni satellite ha il suo «grande elementale» che obbedisce al Devas del suo pianeta, e questo al Devas del proprio Sole. Il Devas dell'astro centrale ha giurisdizione su tutto il sistema solare, ed è strettamente unito da vincoli di rigorosa disciplina al grandissimo elementale galattico. Gli elementali dei Soli, dei Pianeti e dei Satelliti hanno ciascuno ai propri ordini un numero infinito di soggetti minori. Pertanto, ogni continente, ogni mare, ogni fiume, ogni vulcano, ogni monte o collina, ha un Devas su cui dipende in genere una miriade di elementali. Quindi, si può dire che anche tutte le case, tutti gli appartamenti, e anche tutti gli oggetti, se sono di un certo rilievo, hanno il loro Devas. Altri Elementali importantissimi sono anche quelli che costituiscono le anime di gruppo degli animali, delle piante e dei minerali. Esistono pertanto i Devas delle cellule, perché anche ogni cellula ha anch'essa il suo microscopico Spirito Guida!_ Ma non basta: esistono a loro volta funzioni direttive sugli elementali delle molecole e degli atomi delle stesse cellule; elementali di dimensioni infinitesime. Pertanto, ci troviamo di fronte ad un'armoniosa trama di legami vitali che pervade interamente il cosmo manifestato in un insieme mirabile. Quindi, tutto il Creato è un'organismo che palpita secondo le inconcepibili Leggi di DIO sia nel micro che nel macrocosmo. APPORTI ASPORTI E MATERIALLIZZAZIONI Lo Scienziato Leo TALAMONTI a pag. 134 del libro «Universo Proibito» (Casa Editrice Oscar Mondadori), dice: «Se è vero che il peccato primogenio fu un peccato d'orgoglio, non è difficile immaginare che le stesse ragioni hanno pur sempre caratterizzato l'atteggiamento dell'Homo Sapiens, il quale tende attribuire ogni merito del suo progresso a quelle piccole zone della psiche di cui madre natura lo ha dotato per far fronte ad una parte dell'Universo anch'essa relativamente ristretta pronta a negare con risolutezza tutto quello che non entra nella propria sfera di conoscenza». Intendo parlare sia pur brevemente cosa sono gli apporti e materializzazioni, fenomeni tra i più sconcertanti di caratteri fisico, quando si verificano attraverso dei medium. *** L'apporto e l'asporto consiste nell'improvvisa comparsa di un oggetto in uno spazio chiuso, mentre la materializzazione è un fenomeno di teleplastia che si verifica durante una seduta medianica di immagine di persone, o di parti di esse, come mani, braccia, visi, ecc. La materializzazione è un fenomeno che non va confuso con l'apporto. Mentre questo presume un trasporto di un oggetto da un luogo ad un altro passando attraverso ostacoli solidi, la materializzazione invece, si presenta come un'organizzazione ectoplasmatica che si produce dal corpo del medium. In questi casi, dice Leo Talamonti, occorre molta umiltà, anche se non è dono di tutti di fronte a certi fenomeni inesplicabili. Attualmente a certi fenomeni non si possono dare valide spiegazioni, in termini razionali, in quanto esulano completamente da una logica convenzionale, ma la realtà del trascendente si manifesta in tutta la sua meravigliosa evidenza. La Scienza basa tutte le sue ricerche, al riguardo, sulla convinzione che le leggi della natura, e quindi del mondo fisico, debbono rientrare nel regno delle tre dimensioni, ma sappiamo bene che oggi non può bastare più in quanto la stessa Scienza attuale sta compiendo scoperte tali che fino a pochi decenni or sono non immaginava. Mi riferisco agli scienziati come Luigi Fantappiè, nonché al suo discepolo, prof. Giuseppe Arcidiacono, che personalmente conosco. Il Talamonti dice ancora: «che sebbene si sia convinti che la Scienza investighi la Realtà ¤ tutta la realtà ¤ ciò può invece rivelarsi NONesatto. Se queste premesse accadessero, molti fenomeni inesplicabili, ci apparirebbero senz'altro normali e si aprirebbero nuove prospettive verso un Universo differente da quello convenzionale, ma molto più conforme alla realtà di quanto non risulti il semplicistico Universo costruito dalla Scienza di questi ultimi due secoli». In questo attuale scorcio di secolo, entrando nella «Nuova Civiltà del Terzo Millennio», si avvicineranno realtà più vere; non diciamo «ultime», e neppure «essenziali», ma sicuramente già in atto, perché TUTTO diventi più intelligibile. Del resto anche il «Pensiero di Pietro Ubaldi», invoca sempre che la Scienza e Mistica si uniscano una volta per tutte, affinché l'uomo del Duemila sia più consapevole dell'Opera di DIO in tutta la Sua creatrice estensione. Ora, vorrei inquadrare il fenomeno dell'apporto, perché attraverso vari medium e veggenti ho avuto esperienze dirette. È il grande matematico Fantappiè, che dà in qualche modo la risposta al riguardo, in quanto, anche lui, come Leo Talamonti, studiò i fenomeni paranormali, con rigore scientifico, ipotizzando che questi avvengono per «salto quantico di fotoni» della materia, e ciò sia possibile. Quando si verificano gli apporti a cielo aperto, essi si presentano senza variazioni molecolari, cioè freddi, viceversa, quando si verificano allo interno di un ambiente, come il sottoscritto ha spesso constatato, risultano abbastanza caldi per cinque-dieci minuti. Quindi, in questi casi è evidentissima senza ombra di dubbio l'ipotesi che si sia verificata una vera e propria smaterializzazione dal punto di vista molecolare, o per lo meno un processo alchemico di estremo interesse che si può estrinsecare sia pure in mondo parallelo molto vicino alla nostra dimensione spazio-tempo. In una recente seduta medianica, un'Entità di Luce disse: «Voi usate parametri che regolano tutta la vostra esistenza umana: NOI no!_ Voi siete certi di una cosa o di un evento solo quanto di vostri sensi registrano tali cose, o tali eventi». Secondo il Talamonti, la realtà investigata sino ad oggi dalla Scienza, non è che un settore di quella globale; una sottile pellicola che ricopre la vera realtà. Secondo il parere di un altro studioso, Tirrel, questi è convinto che i fenomeni paranormali, come anche gli apporti e le materializzazioni, non costituiscono fatti isolati e privi di legami con altri fenomeni naturali, e non infrangono le leggi fisiche dell'Universo, ma, semplicemente, dimostrano l'esistenza di una Vita e di un Universo aldilà di quelli investigati dalla stessa Scienza. *** «Appare chiaro che non tutta la realtà si esaurisce nello spazio-tempo dell'Universo sensibile. Per poterla spiegare, in tutta la sua completezza, bisogna dunque cercare uno schema più ampio aldilà di questo». Fantappiè ha cercato e trovato questo schema. Dopo aver elaborato un modello matematico dell'Universo, alquanto più complesso di quello che, a suo tempo, era stato proposto dal De Sitter, egli si è dedicato al compito di ricercare e definire, per via matematica, tutte le categorie degli «Universi possibili», secondo certe premesse geometriche che la teoria dei gruppi permette di stabilire per ogni tipo di realtà fisica, in dipendenza dei possibili «gruppi di trasformazione» che caratterizzano ciascun Universo. Non si tratta di pure e semplici astrazioni concettuali; gli Universi potrebbero esistere e_ forse esistono veramente. Sarebbero anzi inclusi l'uno dentro l'altro presentando, così, una inesauribile varietà di forme e di possibilità, pur nella unità organica da cui tutti essi derivano. Fantappiè affermò inoltre: «quanto sembra inesplicabile in un Universo, può invece trovare la sua sistemazione logica in un altro Universo associato ad un gruppo di trasformazioni più ampio, e quindi ad un numero maggiore di gradi di libertà». L'esempio, che egli porta in proposito, si basa su quel piccolissimo Universo rappresentato dall'atomo di idrogeno. Secondo cui, questo corrisponderebbe all'universo numero Uno della categoriaB. Talvolta gli atomi di idrogeno si trovano ad essere urtati da «fotoni» («quanti» di energia luminosa) e fanno, in conseguenza,, un balzo da un livello di energia ad un altro. Un fenomeno come questo risulterebbe assolutamente inesplicabile per un osservatore di quel mondo infinitesimo, dato che il fotone «non appartiene al suo Universo»; ma ciò non toglie che esso sia manifestazione di una realtà più ampia. Concludo con la trascrizione integrale del libro di Leo Talamonti «Universo Proibito», e l'ipotesi teorica del Fantappiè, essi asseriscono l'esistenza di mondi infinitesimali inglobati, che possono spiegare molti fenomeni paranormali. «In sostanza, tengono a sottolineare che molti fenomeni inesplicabili del nostro mondo potrebbero essere interpretati in termini di un altro Universo "più ampio", è come dire che questo "Universo più ampio", o forse sarebbe meglio dire "più complesso", è l'unica cornice possibile per tutti quei fenomeni paranormali che sembrano contraddire, con il loro comportamento aberrante, le leggi del mondo fisico; ma che potrebbero essere benissimo spiegati nel gioco di ulteriori dimensioni e di leggi più vaste di cui quelle a noi note sarebbero casi particolari». Fantappiè sostiene che noi «grazie al nostro Io spirituale, apparteniamo a tutta la catena degli Universi» e per conseguenza siamo (almeno in potenza), sovranamente liberi di spaziare in essi. Io aggiungerei che questo è «il dovuto, nostro libero arbitrio, nella scala dei valori coscienziali». Continua Fantappiè, «Vero è che alcuni limitano con pregiudizi i propri gradi di libertà, ritenendo di non possederne altri all'infuori di quelli della mobilità materiale». «Invece, è bene mettere in opera un tentativo geniale e moderno che permette di collegare la pura speculazione matematica ad antiche e recenti intuizioni «sui poteri trascendentali della psiche, e sulla naturale ambientazione di quest'ultima in un quadro cosmico, caratterizzato da dimensioni, o gradi di libertà che non possiamo neppure immaginare». Ecco la mia convinzione che medium, sensitivi, veggenti e persone veramente dotate di facoltà extrasensoriali, e lo stesso mondo onirico, entrano nella sfera di cui sopra. Queste facoltà superano lo spazio-tempo per entrare nei piani rarefatti delle vibrazioni spirituali astrali in mondi paralleli inglobati, i quali, come dicevo all'inizio di questo trattato, entrano per inglobarsi nei mondi rarefatti dello Spirito, quindi della Luce, passando da piano in piano, fino al Piano Buddico o mondo intuitivo, fino al Piano Nirvanico (Atmico), o mondo spirituale, ed infine al Piano Mahàparanirvanico (Adi), o Mondo Divino. DALLA TERRA AL CIELO di Claudio PETROLATI PARAPSICOLOGIA, POESIA E TEOLOGIA NEL POST-MORTEM DI DANTE: «Dalla Terra al Cielo», di Claudio Petrolati. L'opera «Dalla Terra al Cielo» è stata ottenuta nel corso di ventitré sedute medianiche tra il 1948 ed il 1949 presso il Centro studi metapsichici di Camerino tramite l trance ad incorporazione, fenomeno in cui il medium cambia e subisce una trasformazione più o meno marcata nei tratti somatici. In essa l'entità di Dante Alighieri descrive l'aldilà come gli apparve nell'immediato post-mortem rivolgendo all'umanità un'esortazione perché cerchi nell'Amore altruistico, nella preghiera e nel perdono una pace ancora possibile. Anche il commento è di origine medianica ed appartiene all'entità di Giambattista Giuliani, il quale ricoprì la cattedra dantesca presso l'Istituto superiore di Firenze nella seconda metà del 1800. Esso è di fondamentale importanza perché rende facile la comprensione del testo poetico e perché ne approfondisce alcuni aspetti di carattere storico-biografico, letterario e filosofico. *** La personalità del medium e dei partecipanti alla seduta ¤ All'epoca delle manifestazioni, il medium, che è voluto restare sempre anonimo, aveva conseguito il diploma di ragioneria e frequentava la facoltà di economia e commercio. Il fenomeno della trance ad incorporazione si manifestava in lui spontaneamente, senza alcuna evocazione. Il Centro era diretto dal prof. Giuseppe Stoppoloni, preside della facoltà di medicina-veterinaria presso l'Università di Camerino. Gli altri componenti, diversi tra loro per età ed interessi, erano molto affiatati ed avevano una buona cultura. Nessuno di loro tuttavia possedeva una conoscenza specifica sulla vita e sull'opera di Dante, né aveva mai sentito parlare del dantista Giambattista Giuliani. Dante e Giambattista Giuliani: «entità» o espressioni del subcosciente? ¤ Il Dante medianico e Giambattista Giuliani potrebbero essere considerati come espressioni del subcosciente del medium: due personalità alternanti o dissociate dello stesso Io, per usare un termine caro la psicologia clinica. Ma questa ipotesi non è facilmente sostenibile. Nello sdoppiamento della personalità, infatti, esse agiscono indipendentemente l'una dall'altra, mentre nell'opera medianica capita esattamente l'opposto. Il Giuliani conosce ciò che Dante esprime poeticamente e lo commenta con chiarimenti e riflessioni pertinenti. Le due personalità sono in perfetta armonia tra loro ed insieme collaborano alla creazione in una opera di grande valore. Inoltre bisogna tener conto che il medium del Centro di Camerino ha incorporato «Centinaia di entità diverse» tra loro per voce, accento, comportamento e cultura. Egli è un individuo psicologicamente sano e le entità che tramite lui si sono manifestate lo hanno sempre fatto con una finalità ben precisa. *** Prove di identificazione ¤ Poiché siamo di fronte ad un messaggio medianico, e non ad una comune creazione letteraria, è bene cercare delle prove consistenti di identità. L'autore si fa riconoscere per il suo stile poetico: nel verso, nella rima insolita ed inaspettata, nell'uso di certe congiunzioni, nell'allitterazione, nella similitudine, nei riferimenti mitologici, nelle citazioni bibliche, nella tecnica ad incastro di frasi latine, nelle espressioni forti e belle. Pur essendo il suo un linguaggio che si apre a termini nuovi, rendendosi più attuale e comprensibile, esso rimane sostanzialmente quello inconfondibile del genio dantesco. Inoltre egli fornisce numerosi dettagli biografici utili per un suo riconoscimento: parla del suo casato, del suo stemma del mese in cui è nato, della Firenze antica con i luoghi cari ed amati; fa riferimento alla sua vita difficile e tormentata, al suo esilio e alle penose peregrinazioni. Nella citazione di luoghi, personaggi ed eventi, egli è più preciso dello storico Dino Compagni, a lui contemporaneo, autore di un «Cronaca» sulla Firenze del suo tempo. Il messaggio medianico di origine subcosciente è evasivo e generico; il Dante medianico, al contrario, fornisce tutti i ragguagli per una sua possibile identificazione e li inserisce in un contesto poetico di rara efficacia. Quando ad esempio si parla della sua morte, non cita espressamente Ravenna, ma lascia che sia il lettore a comprenderlo tramite un riferimento storico: «Grave stanchezza alfin dal Sommo Iddio / là mi fu tolta dove Onorio dette / di capitale il vanto_» (II, 7-9). Il particolare biografico più notevole è sicuramente quello relativo alla presenza di Dante in Francia. Il Poeta dà una conferma importantissima ponendo un punto fermo su tutte le controversie tra studiosi della sua vita. Narra di essere stato in Francia ed aggiunge che qui fu ospite di Masina, suo parente, salvandone il figlio Pietro da morte sicura. Presso Masina, egli sperò di trovare una quiete duratura, ma inutilmente perché dovette bussare penosamente ad altre porte: «Ma quell'amor che far doveva da anello /tra chi, per sangue, caro nome ha desto, /(per me, Masina ch'esulò col Bello / e dalla Gallia poi ebbe il consorte; /e Durante, per lei più d'un fratello / ché Pietro suo salvò da certa morte), / perdé primario ardo sì che convenne !bussar penosamente all'altrui porta» (X, 74-81). Questo dettaglio è di grande importanza per una più precisa conoscenza della vita di Dante e, al tempo stesso, è un indizio estremamente significativo in favore della sopravvivenza. *** La poetica della nuova opera in rapporto alla «Commedia» ¤ La poetica dell'opera «Dalla Terra al Cielo» è notevolmente diversa da quella della «Divina Commedia» e Dante, protagonista di questo viaggio oltre la morte, appare un personaggio completamente nuovo. Egli non è più il poeta-vate e l'eroe del medioevo che per grazia divina compie un viaggio impossibile ergendosi a giudice di una epoca, di un'umanità popolata da personaggi di tutti i tempi e di vari paesi. Il suo non è più un viaggio attraverso l'uomo colto nelle sue infinite possibilità di bene e di male nello sfondo della civiltà medievale, dominata dal Papato e dallo Impero. Nell'opera medianica la coralità cede il posto alla monodia. Il Poeta deve ora giudicare se stesso, non più gli altri, e guardando alle proprie miserie è trepidante ed ansioso; si prostra riverente, umile ed orante perché ha bisogno di essere compreso e perdonato e, non esita a mostrare le piaghe della sua anima: «e quale errante, sconsolato mergo/nella palude di un grigiore denso /tra nebbia fitta che superbia innalza /brancolai io per mio stesso consenso!» (X, 33-36). In questo nuovo viaggio verso Dio, il Poeta non è più presente con il suo corpo, ma è lui stesso «uomo di spirito». Egli non narra più un'immensa visione che è il frutto della sua potente fantasia di uomo, ma l'esperienza reale oltre la morte che è difficilmente traducibile in termini umani. Di qui la grande difficoltà, il continuo e tormentoso sforzo di comunicare qualcosa di ineffabile a persone chiuse nell'esperienza sensibile: «O eccelsa Legge ch'ogni più segreta /ombra dubbiosa al quia tutta risolvi, / come l'anima mia poco s'acqueta / per non saper ridir!Ma tu m'assolvi/ché la parola è sì ristretta / e sol nell'io il pensier guidi ed evolvi» (VIII, 67-72). Il Poeta appare inoltre come svincolato da alcuni aspetti che caratterizzavano la cultura medievale. E' totalmente assente in lui quell'enciclopedismo che portava a recepire da tutta la cultura preesistente informazioni delle più varie discipline. L'opera «Dalla Terra al Cielo» con i suoi undici canti e molto meno ampia delle singole cantiche della «Commedia» e note notevolmente più accessibile per il suo contenuto. Così pure viene meno la tendenza tipicamente medievale ad allegorizzare la realtà per trovare in essa significati nascosti che rimandano alla trascendenza. Il Poeta infatti, togliendo il velo che copriva il mistero, è entrato realmente nella trascendenza e descrive ogni cosa per quello che realmente è. I pochi personaggi che egli incontra non sono più allegorie di una realtà superiore fissata per sempre all'ottica di Dio. Virgilio non simboleggia più la conoscenza entro i limiti della ragione umana, ma è la guida ormai esperta del mondo ultraterreno in quanto ha assimilato nel tempo quel messaggio cristiano che in vita non poteva conoscere. E Beatrice non è più figura allegorica della teologia, ma solo il ricordo dolcissimo di quell'amore terreno che ha avvicinato il Poeta a Dio. Rimane nell'opera medianica quel senso profondo di religiosità missionaria che permea di sé la «Divina Commedia», per cui il Poeta non si perde in Dio guardando con il distacco dell'asceta alle cose del mondo, ma si rivolge all'umanità per chiarirle il significato della morte e per esortarla alla conversione. L'aspirazione alla pace così viva nella «Commedia» diviene tema dominante. Rievocando con impressionante realismo il tragico incendio che distrusse ai suoi tempi l'amata Firenze, il Poeta rivolge all'umanità un severo monito profetico ponendola di fronte alla terrificante prospettiva di una catastrofe planetaria: «Ché, se nel tristo ier fu sì funesta / l'opera vil da cui n'ebbe gran pianto / la patria mia, nell'oggi, che più desta /appare l'ambizion che il bene ha infranto, /non già morrà una patria ed una sola; / ma il mondo inter potrà perir con schianto» (XI, 49-54). *** Aspetti teologici: la reincarnazione e la teologia del perdono ¤ Dal punto di vista teologico l'opera medianica presenta due grandi novità rispetto alla «Commedia»: una diversa concezione di Dio ed il concetto di reincarnazione, problemi che sono strettamente collegati tra loro. Il Dante storico crede fermamente in un'unica vita e vede nel rapporto anima-corpo qualcosa di assolutamente inscindibile per l'eternità; il Dante medianico, al contrario, fa intendere che l'anima, pur essendo in questa vita una cosa sola con il corpo, può dopo la morte esprimersi in successive esperienze storiche. Il concetto di reincarnazione non è mai affrontato in modo sistematico, ma numerosi sono i riferimenti ad esso. Significativo ad esempio è il passo in cui il Poeta, scrutando profondamente nel suo essere ormai libero dal corpo, si accorge che esso comprende delle personalità che gli appartengono, pur sembrandogli estranee, e con meraviglia e chiede spiegazioni a Virgilio: «cos'è dunque di me? Per qual segreto, / alto voler si servono le impronte / in me di me, di quel che in terra fui, / tal che dell'esser mio vasto orizzonte / e fondo scorgo, sì da dire "nui" / anziché "me", i me pure parlando? !L'essere è mio, ma scisso e par d'altrui!» (V, 36-42). E Virgilio introduce il Poeta al concetto di reincarnazione con l'esempio dell'unica pietra che gettata in una superficie d'acqua forma diversi cerchi concentrici: esempio in cui è evidente il riferimento all'unico o che si pluralizza nelle diverse esperienze storiche. Nel concetto di reincarnazione il Poeta appare lontano dalla teologia medievale di Tommaso d'Aquino e si riallaccia a Platone ed al pensiero religioso orientale, pur presupponendo una visione dell'uomo e del mondo non sempre in armonia con essi. Ad esempio egli non vede il mondo come la brutta copia dell'eternità o una semplice illusione, ma come la buona creazione di Dio che in essa ha profuso armonia, sapienza ed amore. Così pure, diversamente dalla visione platonica, induista e buddhista, il Dante medianico pone un termine al ciclo delle rinascite in una prospettiva escatologica di carattere biblico che prevede un inizio ed un compimento finale per l'umanità colta nel suo insieme. Tale concetto è espresso in una delle più belle similitudini dell'opera. Come le foglie cadono in autunno ma in primavera copriranno nuovamente i rami, così l'umanità ritornerà rinnovata nel mondo grazie all'amore di Dio per giungere alla piena maturità tramite l'esperienza: «_ come le foglie /che a latriste stagio dei freddi venti, / allor che la natura sta nel sonno / morte giacciono e gialle oppur cadenti, /che al tornar di primavero ponno / brulle rame vestsir, così l'amata /falciata gente, per amore del Donno, / scossa dal suo torpor, risollevata / d'ogni bassa tristezza e sofferenza, /nel mondo tornerà rinnovellata. /Nuova per suo vigor, per sua esperienza, /l'antichi errori trova e li corregge /migliorando così la sua esistenza»(I, 36-48). La similitudine delle foglie non serve più come nell' «Inferno» dantesco per indicare drammaticamente il numero sterminato di anime perdute per sottolineare con fiducia la sicura crescita spirituale dell'intera umanità. È mutata radicalmente la prospettiva teologica. Anche nell'opera medianica si parla d'Inferno, non più come luogo, ma come disperata condizione spirituale, ed il Poeta esorta con passione l'umanità a guardarsi da questo tremendo destino. Tuttavia l'Inferno non è più visto come perdizione definitiva, ma come una tragica realtà che si consuma nel tempo, finché l'uomo non si sia aperto alla speranza. Siamo di fronte ad una nuova teologia che si fonda sul perdono: quel perdono che ha trovato la sua espressione più alta e sublime nel Cristo in cui il Dante medianico, al pari del Dante storico, vede l'incarnazione di Dio. Il Dio al quale il Poeta rivolge un inno di lode ed un'accorata preghiera è il Dio Padre, giusto ma infinitamente misericordioso e compassionevole. Egli è grande perché essendo l'Immortale ha da sempre concepito l'eternità per tutti gli uomini; è amoroso, perché permette che il male commesso si estingue nel tempo grazie al pentimento e alla sofferenza che meritano pietà: «O Tu Immortale padre dei mortali / cui offristi eterno premio, o Tu affettuoso / che per le colpe lor, pei loro mali / mezzo donasti giusto ad amoroso / perché nel tempo estinguansi per merito / di penitenza e di soffrir pietoso_» (IX, 1-6). In questi versi troviamo un eco delle più alte intuizioni della teologia cristiana contemporanea sul destino ultimo dell'uomo. Essi fanno pensare a Karl Rahner il quale, proponendo un dialogo tra cristianesimo e religioni orientali sul problema della reincarnazione, ci ricorda che Dio è il creatore dell'uomo non tanto perché lo ha concepito nel tempo, ma perché rimane nel tempo la misteriosa presenza ed il fondamento del suo essere. Il concetto di un'umanità che nell'esperienza dolorosa del tempo trova i suoi errori e li corregge sino a diventare matura, rimanda a Teilhard de Chardin e Pietro Ubaldi per i quali il male appartiene strutturalmente all'evoluzione come momento di crescita non sopprimibile, ora, ma purificato un giorno quando Dio sarà tutto in tutti. CURRICULUM VITAE CLAUDIO PETROLATI, nato nel 1946, ha compiuto i suoi studi umanistici nella città di Macerata, presso la cui università si è laureato con una tesi sui più importanti aspetti teorici legati al problema della sopravvivenza. Ha partecipato a numerose convegni nazionali; non è mai mancato a quelli organizzati dal Centro Studi Metapsichici di Camerino, per il cui periodico, «L'Aurora», cura la rubrica «Parapsicologia e spiritismo scientifico», È membro del comitato direttivo dell'AISP e redattore della rivista «Rassegna di studi psichici». La sua attività tende soprattutto a divulgare correttamente quella parte della parapsicologia progressista che è aperta ai problemi ultimi dell'esistenza umana. Alcuni suoi studi monografici sono stati pubblicati in libri di Autori vari. Ha curato la prefazione alla seconda edizione dell'opera medianica «Dalla Terra al Cielo», attribuita all' «Entità» di Dante Allighieri, che sta presentando in diversi centri culturali e sulla quale ha raccolto importanti prove di identificazione. PARTE SECONDA STORIA DELL'ANTICO EGITTO Gli Egiziani si sentivano circondati da Dei, ed erano coscienti della loro presenza, sapendo di essere sempre sorvegliati, ma anche ispirati per essere in armonia e in accordo con le loro divinità. L'origine dell'Egitto risale a più di 10. 00 anni fa, mentre la sua storia si riassume dal 3100 a. C. al 30 a. C. , quando fu conquistato dall'Imperatore romano Augusto. Gli Dei Egizi erano molti. Alcuni promanavano dal Sole, o dal cielo, o dalla terra. Ogni località aveva il proprio protettore, talvolta due Dei, che si fondevano in una sola divinità che assumeva gli attributi di entrambi. Lo stesso Ra, assumeva vari aspetti: era rappresentato come falco, come un disco, come un ariete, o un uomo. Il Sole, Ra, era la piramide, «lo scarabeo nato da se stesso. Il falco, che vola libero ed altissimo nel cielo fu il simbolo dell'integrità e della salute, e, per gli Egiziani incarnò il Dio, Horo, figlio e vendicatore di Osiride, il primo Dio-Re del paese ed il primo essere umano risorto dalla morte, e del quale in seguito tutti i Re si ritennero un'incarnazione. La mitologia Egiziana insegna che gli stessi Egiziani, anche se vissero in perfetto accordo con i loro Dei, non li sentivano mai vicini. Le divinità erano sì potenze da rispettare, e sulle quali fare affidamento, ma non venivano considerati esseri da amare: l'unico Dio che gli Egiziani amarono fu Osiride, Dio della vegetazione e, originariamente, tutto ciò che cresceva e viveva sulla terra. La sua figura veniva spesso dipinta in verde, come appare in alcuni affreschi. Osiride, quindi, appartenne alla prima famiglia divina dell'Egitto. Osiride, dio del mondo dell'aldilà, insegna le arti e l'agricoltura agli uomini; la leggendo vuole che sia stato a capo di uno dei gruppi di superstiti scampati con varie navi alla catastrofe dell'evolutissima Atlantide, e che insegnò agli Egizi ogni cosa. È il simbolo della resurrezione e Dio della fecondazione; i suoi principali templi sono ad Abydos e Dendera, dove sarebbero state sepolte parti del suo corpo. La tradizione dice che Iside, sposa di Osiride, alla sua morte, raccolse le membra sparse nelle 14 regioni dell'Egitto, regioni che venivano chiamate Nomo, e con arti magiche lo ricompose ridandogli la vita. Iside rappresenta la terra e la fertilità, nonché la luce increata della conoscenza iniziatica: chi riesce ad alzare il velo che copre il suo volto diviene iniziato alle sue conoscenze segrete. Il suo principale tempio è a File. E' raffigurata con figura umana, ma a volte con testa di avvoltoio e ali spiegate. *** I misteri delle origini egiziane, di Iside e di Osiride Plutarco, un autore greco del I secolo della nostra Era, contemporaneo di Apollonio di Tiana, entrambi taumaturghi, avevano percorso in lungo e in largo l'Egitto, raccogliendo leggende sulle divinità. I misteri si svolgevano in rappresentazioni drammaturgiche che si celebravano nel recinto dei templi e, talvolta, a bordo di battelli ancorati in bacini detti sacri perché riservati al culto. Ai misteri assisteva un circolo ristretto di persone, cosicché il numero degli attori poteva talvolta superare quello degli spettatori. Ogni triade divina aveva i suoi misteri e i suoi fedeli. La triade era praticamente una famiglia composta da un dio, una dea e un fanciullo-dio. Ad Abido, località presunta della sepoltura di Osiride, si celebravano, a periodi regolari, i misteri più solenni di tutto l'Egitto. La corte regale vi partecipava al completo, ad eccezione del faraone che compariva ad Abido solo per eventi eccezionali. I grandi dignitari di corte e le loro mogli non partecipavano ai misteri di Osiride quali semplici spettatori, ma assumevano il ruolo di attori. Si recavano ad Abido per mimare la passione dell'Antenato Divino del faraone, la sua morte e la sua resurrezione; ognuno interpretando la parte di un amico o di un avversario della divinità, addossandosi gli attributi del personaggio che incarnava, e «portando sul viso una maschera di cartone dalle sembianze animalesche se si trattava, per caso, di riscoprire il ruolo di Seth o Anubi». Horus, figlio di Iside, concepito spiritualmente da Osiride morente, vendicò il padre sconfiggendo Seth; è rappresentato dal falco o da un uomo con testa di falco; i suoi figli erano i quattro punti cardinali. Il suo tempio principale è quello di Idfu. Seth, dio del male, della morte, del deserto, della carestia, rappresenta le forze scatenate della natura. Uccise il fratello Osiride, opponendosi ad esso come il male al bene, l'involuzione all'evoluzione. E' rappresentato con testa d'asino o di formichiere. La leggenda dice: Iside allevò segretamente Horus, che, raggiunta l'età giovanile, affrontò e sconfisse lo zio Seth. La lotta fra i due non fu solo fisica ma anche paranormale in quanto erano esseri con poteri e capacità paranormali. Thot, fu lo scrivano di Horus. Gli dei riconobbero ad Horus la regalità universale derivatagli dal padre Osiride. Nell'antico Egitto si dava grandissimo valore alla parola scritta. L'invenzione stessa della scrittura era attribuita a Thot, il dio lunare con testa di uccello ibis, e veniva chiamato «signore della scrittura e signore delle parole divine», nonché, patrono dei «sapienti». La leggenda dice che Seth, il maligno, dopo aver sezionato in 14 pezzi il corpo di Osiride, li disperse per «I Nomi» le (province). Iside, gemendo e urlando di dolore, acquistò il merito di venire considerata «la prima piagnona funebre dell'Ègitto». Ricorrendo a una magia incantatrice della voce e ad una magia gestuale delle mani, Iside riportò in vita il corpo inanimato di Osiride. Il sarcofago con la salma di Osiride, a Biblo, in Fenicia, si arenò. Lo stesso sarcofago ridiventò legno vivente, e venne abbattuto per conto di un sovrano che ne fece ricavare una colonna per il palazzo reale. La leggenda dice pure che Iside ruppe la colonna, trasse il corpo di Osiride e lo riportò in Egitto. Nella ricerca del cadavere di Osiride, ci fu anche la stessa moglie di Seth: Nefti. Ad Adibo, la località della presunta sepoltura di Osiride, si celebravano, a periodi regolari, i misteri più solenni di tutto l'Egitto. Per l'antico Egiziano la tomba era una dimora ove lo spirito viveva l'eternità, mentre il suo corpo veniva sepolto insieme a tutto gli oggetti di cui la sua anima avrebbe potuto aver bisogno, come mobili, cibi, profumi, belletti, specchi, armi e vestiti. Nel sepolcro venivano incluse anche formule magiche, e istruzioni tratte dal «Libro dei Morti». * Esse avevano il potere di aiutare il defunto a vincere gli spiriti malvagi e a compiere felicemente il suo viaggio nell'aldilà. Il «Libro dei Morti», indicava agli Egiziani una migliore visione del mondo dei morti, e vi era una raccolta di un certo numero di manoscritti. Per gli Egiziani, la personalità umana era composta dal corpo visibile e da elementi invisibili. Essi attribuivano un concetto magico per il nome: nome-parola pronunciato o, nome-scrittura in geroglifici. Sapere il nome di qualcuno voleva dire avere presa su di lui; ed è uno degli interessi del «Libro dei Morti» era appunto di conoscere il nome dei demoni e delle potenze del Duat (cieli inferiori), per difendersene. Oltre al suo corpo, l'uomo possiede la sua ombra (shut). L'anima è rappresentata da tre nozioni: l'akh ¤ il ba ¤ il ka l'akh è uno spirito, una forza spirituale e sovrannaturale la quale opposta al corpo, non appartiene al cielo. Il suo geroglifico è l'ibis dalle piume che significano anche «brillare». Raggiungere il proprio akh vuol dire «morire». Il ba è la concezione che potrebbe meglio avvicinarsi al nostro concetto attuale di anima. Il suo geroglifico era anticamente una cicogna nera, e, in seguito a partire della XVIII dinastia, era raffigurata con la forma di un uccello dalla testa umana. Il ba è lo spirito universale che anima il corpo e la cui dipartita causa la morte. Il ka è una manifestazione delle energie vitali, sia nella sua funzione creatrice, sia nella sua funzione conservatrice. Il ka è l'individualizzazione della coscienza negli stati più o meno sottili dell'essere; è la forza di animazione della Màat, cioè, per gli Egiziani, Màat era il centro della morale, la norma di ogni loro azione, perché istituita da DIO e ordinata dalla Sua parola. Il Màat era l'incarnazione della giustizia, della verità, dell'ordine universale, della coscienza cosmica, della saggezza essenziale, la chiave della filosofia e mistica dell'Egitto. Màat era quel concetto astratto che parla a ciò che vi è e di più elevato e di più profondo nel cuore dell'uomo. Màat era rappresentata come una dea, figlia di Rà, suo «cibo» ed «intermediaria», «veicolo ed essenza». Il «Libro dei Morti» è una denominazione moderna della raccolta di testi funerari chiamati dagli Egizi formule per ritornare alla luce. Erano testi che avevano la funzione di guidare e proteggere il defunto durante il suo viaggio nell'aldilà. Il primo geroglifico, che la rappresentava, mostrava una donna dal capo sormontato da una piuma e che teneva nella mano sinistra una croce ansata. Era il giusto peso che serviva a pesare sulla bilancia del giudizio dei morti, il «cuore» del defunto. Màat, principio divino, era garantita sulla terra dal faraone. Màat discese sulla terra all'epoca degli Dei originali. Per l'Egiziano Màat era il suo criterio. I giudici portavano al collo una collana alla quale stava attaccata una statuetta della Màat. La base di comportamento dell'Egiziano era di natura religiosa, perché Màat era stata istituita da DIO nella creazione. La facoltà di riconoscerla ovunque, nelle esigenze della vita, poteva essere concessa da DIO attraverso l'intelligenza e l'esperienza. E' davanti a DIO che l'uomo deve sentirsi responsabile. (Leggo dal «Libro dei Faraoni» di Jean Marc Brissaud). L'Aspetto originario di una divinità si è spesso modificato, grazie ad avvenimenti storici. Una caratteristica della religione dell'Antico Egitto è rappresentata da alcune divinità, in cui si accoppiavano tratti animaleschi, prevalentemente corpo umano e testa di animale. Al sovrano era riservata incondizionatamente la funzione di intermediario tra gli Dei e gli uomini. Il faraone era la personificazione terrena di Horo, vegliava sul benessere dei suoi sudditi e ne era il solo responsabile. I grandi monumenti funerari, innalzati in suo onore, proteggevano anche il popolo; i sudditi fedeli rimanevano sotto la protezione del sovrano anche dopo la morte. Nei diversi regni si susseguivano innovazioni. Nel nuovo regno, il destino dei morti era sottoposto a un giudizio («Libro dei Morti»). Il defunto doveva comparire davanti agli Dei del tribunale di Osiride e dimostrare la sua rettitudine in vita. Accanto ad una bilancia che reca, su un piatto, il suo cuore, e, sull'altro, la piuma di ibis, simbolo di Màat, il confronto dei pesi era fatto da Anubi o da Horo, e solo ai giusti veniva concessa l'eterna sopravvivenza. I malvagi morivano di nuovo, definitivamente e senza lasciare nulla di sé. «Il Libro dei Morti» Il «Libro dei Morti» era un papiro misterioso, che veniva posto sotto il capo delle mummie, come un viatico. In esso era narrato, in forma simbolica il viaggio dell'anima dopo la morte. La sua espiazione veniva raffigurata in una regione infuocata e cioé la purificazione del suo involucro siderale; il suo incontro con il minaccioso nocchiero, seduto nella sua barca con la testa voltata, similmente al nocchiero benevolo che guarda dritto in faccia la sua comparsa davanti ai quarantacinque giudici terrestri; la sua difesa pronunciata da Toth e, finalmente, il suo ingresso e la sua trasfigurazione nella Luce di Osiride. Il «pellegrino» era obbligato a passare per una porta che conduceva al Santuario Segreto. Un Sommo Sacerdote gli diceva: Osserva queste due colonne. Quella rosa rappresenta lo spirito che ascende verso la Luce di Osiride; quella nera, lo spirito imprigionato nella materia, una caduta che può continuare fino all'annientamento». Dei princìpi venivano scolpiti nella memoria del «pellegrino». Un mago, denominato «Pastoforo» custode dei simboli Sacri), apriva la strada al novizio, che doveva cominciare le prime prove attraverso gallerie, spiegandogli le Sacre Scritture. Su ciascuna pittura c'erano una lettera e un numero. Ventidue simboli rappresentavano i ventidue primi arcani, e costituivano l'alfabeto della scienza occulta, cioè i princìpi assoluti, le chiavi universali, che applicate con la volontà, divenivano le fonti di ogni sapienza e di ogni potere. Quei princìpi si scolpivano nella memoria, in quanto corrispondevano alle lettere di un linguag- La piuma dell'ibis era ritenuta sacra, anche perché la più leggera degli altri volatilli. gio Sacro e numeri legati alle lettere di detto linguaggio. Ogni lettera e ogni numero esprimeva una Legge Ternaria, avendo una sua ripercussione nel Mondo Divino, nel Mondo delloSpirito e nel Mondo Materiale. Come il dito, che sfiora la corda della Lira, e fa risuonare una nota musicale, traendone vibrazioni e tonalità, così lo Spirito, che contempla le potenzialità di un numero e la voce, che pronuncia una lettera consapevole della portata da essa rivestita, evocano un potere che si ripercuote nei Tre Mondi. La lettera A corrisponde al numero I. Ha un triplice significato nel mondo divino ed esprime l'Essere Assoluto, dal quale derivano tutti gli Esseri. Nel mondo dello Spirito, l'unità: fonte e sintesi dei numeri. Nel mondo materiale, l'uomo, somma degli Esseri relativi che, potenziando le proprie facoltà, si innalza nelle sfere concentriche dell'Infinito. Il novizio doveva continuare ad avere esperienze sempre più complesse, tanto che, vedendo simbologicamente una fornace ardente, era costretto gridare dicendo: «questa è la morte!». Ma il «Pastoforo», vedendolo così tremante di paura gli diceva: «figlio mio, la morte NON ATTERISCE CHE LE NATURE NON REALIZZATE!». L'adepto vedeva presentarsi una bellissima donna sensuale, che tentava di convincerlo, e sarebbe bastato una sia pur minima tentazione per avere da parte dello «ierofante», la negazione per proseguire il cammino dell'Iniziazione, il quale gli avrebbe detto: «Sei uscito vincitore dalle prime prove. Hai trionfato sulla morte, sul fuoco, sull'acqua; ma non hai saputo «vincere te stesso». «IL LIBRO DEI MORTI» Nel «Libro dei Morti» Egiziano, sono descritte le quattro avventure del defunto nell'aldilà: l'Uscita, il Sorgere, il nuovo Sole, la Nuova Nascita e il Giudizio. Trascrivo solo due passi: dalla «Uscita alla Luce» e da «il Giudizio» «Io sono l'Oggi. Io sono l'Ieri. Io sono il Domani. Attraverso le mie numerose Nascite io resto giovane e vigoroso. Io sono l'Anima divina e misteriosa che, un tempo, creò gli Dei e la cui essenza nascosta nutre le divinità del Duat, dell'Amenti e del Cielo». «il Giudizio» «O Màat!Ecco che arrivo davanti a te, lasciami dunque contemplare la tua raggiante bellezza!». Prima di penetrare nel santuario di Màat e di entrare nella Doppia Sala di Verità-Giustizia, in cui si compirà la pesatura dell'anima, il defunto racconta agli Dei i suoi lunghi peripli: «Sono giunto fino agli estremi limiti del Cielo; Ho fatto offerte d'incenso; Sono arrivato a Elefantina; Ho rovesciato la barca dei miei nemici; Ho raggiunto il tempio di Anubi; Sono penetrato nel tempio di Osiride; Sono stato nascosto e sepolto; Ho attraversato regioni desolate in cui non cresce nulla; Mi hanno insegnato le Parole di potenza degli Iniziati». Il defunto è, ora, in piedi accanto alla bilancia; egli guarda da una parte il suo cuore in uno dei vassoi, e nell'altra Màat, o la piuma, suo simbolo. Sono presenti Horus e Osiride; Anubi s'incarica della pesatura. Thot è il cancelliere. Il defunto proclama la sua innocenza davanti a Osiride e a tutti gli dei, pronunciando la sua confessione negativa, eccone un breve estratto: «Io non h o causato sofferente agli uomini. Non ho usato violenza alla mia parentela. Non ho sostituito l'ingiustizia alla Giustizia. Non ho frequentato i malvagi. Non ho commesso delitti. Non ho fatto lavorare per me in modo eccessivo. Non ho brigato per ambizione. Non ho maltrattato i miei servitori. Non ho vituperato gli Dei. Non ho provato l'indigente dei suoi mezzi di sussistenza. Non ho commesso atti esecrati dagli Dei_». Ora per potere attraversare la Sala, il defunto deve rispondere alle domande sugli elementi architettonici di questa Sala. Il «Custode dei Battenti della Porta» gli chiede: «Non ti lascerò entrare nella Sala; a meno che tu non dica il mio Nome nascosto». Il defunto risponde: «quel Nome» è dio SHU ¤ protettore di Osiride. Si trattava di un vero e proprio manuale di preparazione per affrontare quel giudizio. Esistevano delle formule precise, che ripetute permettevano di superare la prova. Prima di arrivare al cospetto di Osiride, s'incontravano «Demoni e Spiriti». ISacerdoti ne indicavano i nomi, affinché i «viaggiatori» li riconoscessero. Pronunciando il Loro Nome potevano ingraziarseli. Inoltre, egli deve rispondere alle domande del portiere, poi a quella di Thot, prima di essere «annunciato alle divinità»: «Qual è il nome della divinità; Che è protetta da unCielo di fuoco; Che è circondata da una Muraglia di dee-serpenti?; Chi è?» «È Osiride!» «Oltrepassa la Soglia!». Il defunto ormai è tutt'uno con Osiride, per l'eternità. * * * Nella mente dell'Egiziano, la vita e l'immortalità erano strettamente connesse con il mondo misterioso dell'oltretomba. * * * Le divinità Egizie T E M : il dio immanifestato, che non si deve nominare preesistente al caso. A T O N : il dio Creatore, increato. R A : dio del Sole e dell'Universo. I S I D E : dea universale. O S I R I D E : ogni sovrano defunto si identificava con Osiride, dio del regno ultraterreno, sposo della sorella Iside da cui ebbe un figlio Horus, concepito spiritualmente e senza contatto fisico. H O R U S : figlio di Osiride e di Iside, sposo di Hator. Fu dio del cielo e dio dinastico. S E T H : dio del male, fratello di Osiride, che egli uccise, e di Iside, moglie di Osiride e di Nefthis, tutti figli di Geb, la terra, e di Nut, il cielo. Sua sposa è la sorella Nefthis, signora del castello. A M O N : la più grande delle divinità creata da Aton, sposo di Mut, d cui ebbe per figlio Khonsu, il consigliere che allontanava i geni del male. T H O T : dio delle arti e sposo di Màat, dea della giustizia. P T A H : dio della tecnica e sposo di Sekhmet (legge di causa ed effetto), da cui ebbe Nefertum; il loto profumato. S H U : l'aria, sposo e fratello di Tefnut; l'acqua (principio femminile passivo). Divide Nut, il cielo, da Geb; la terra, da cui però Nut aveva prima avuto il figlio Ra: il Sole. H A T H O R : dea della gioia, della musica e della danza. N U T : dea del cielo. S E K H M E T : dea guerriera e patrona della medicina. *** Simboli più importanti Il Sekhen è un bastone gonfiato al centro, segno di comando. Lo Stelo terminante ad uncino o Heka spesso incrociato sul petto e tenuto con una mano, mentre l'altra regge il flagellum, indica la giustizia. Il lungo bastone, tenuto dritto davanti a sé, che termina con una forca in basso e con una testa di cane in alto, è l'attributo maschile o Uas; se tagliato in fondo è l'attributo femminile o Uadi. Il Memes è il copricapo che vediamo nelle sfingi e nei sarcofagi fatto con una tela a righe colorate, che avvolge la testa e ricade sulle spalle. La Croce di vita o Ankn o chiave della vita, raffigurazione simbolica dell'uomo, esotericamente spiegata dai simboli, raffigurati sul pettorale d'oro, comunemente ritenuto raffigurazione dell' «occhio mistico» e conservato al Museo del Cairo, nel tesoro di Tutankamon. L'Occhio mistico o Udjat, ritenuto occhio di uccello da preda e talismano per conservare la salute; esotericamente l'occhio dell'Iniziato. Il Cobra eretto o ureo, era la rappresentazione dell'occhio di Ra, esotericamente il fuoco creativo, asceso dall'osso sacro alla fronte nei faraoni, cosicché conseguivano la chiave della vita eterna (Ankn) ed il dominio sugli elementi. *** La geometrica simbolica delle piramidi Quattro triangoli obliquamente congiunti al vertice, che nascono dai lati di un quadrato di base, sono il simbolo della divinità: Osiride, Iside, Horus. Il filosofo Plotino (205-270 d. C. ), un mistico neoplatonico, parla dell'esistenza di un culto del mistero nell'antico paese del Nilo. Presso gli Egizi il culto dei morti era innanzitutto fondato sull'adempimento di meditazioni spirituali. Nel grande tempio di Philae è dipinta una di queste cerimonie di iniziazione con scenari simbolici e per non svelare i segreti del culto. Gli Egiziani identificavano l'uomo cosmico con Osiride Celeste e con loZodiaco, poiché ogni costellazione possedeva un frammento del suo corpo, mentre il cuore si trovava nella costellazione del Leone. L'immagine del cielo, che l'Egitto riproduceva, era quindi il corpo di Osiride Zodiacale, in quanto il paese era una protezione terrestre di quella divinità. Le costellazioni che essi numeravano non erano 12, bensì 14. Durante l'età greco-romana, il clero egizio, dispose un'inchiesta per ritrovare il luogo delle supolture degli Dei primordiali; il che attesta come, lungo il Nilo, si pensasse a loro quali «esseri realmente vissuti». Dopo la morte, gli Dei antenati avevano raggiunto il firmamento, da quale un giorno erano venuti. Iside era andata nella costellazione di Orione. Anche Ra, il dio solare, rappresentato in sembianze umane, ma con testa di sparviero, portante il disco del Sole rappresentava per gli Egizi il cuore del cielo e il centro dello Zodiaco. La costellazione era quella del Leone. Ra veniva rapportato a divinità astrologica. Nell'Antico Egitto, si dava grandissimo valore alla parola scritta. L'invenzione stessa della scrittura era attribuita a Thot, il dio lunare con testa di uccello Ibis. Veniva chiamato Signore della scrittura e Signore delle parole divine, nonché patrono dei Sapienti. Nel 3100 a. C. , in Egitto apparvero i metodi principali di scrittura che durarono fino a IV secolo d. C. La lingua Egiziana ha avuto vita lunga, quasi 4000 anni. La lingua Demotica si praticò dal 715 a. C. al 470 d. C. I geroglifici raffiguranti animali, figure umane, fiori, piante vasellame: gli attrezzi da lavoro sono più di 700. Le piramidi in Egitto Le piramidi in Egitto sono circa ottanta e tutte situate sulla riva sinistra del Nilo, entro una superficie di 40 chilometri quadrati. Esse sono distinte dal nome del loro ipotetico costruttore, Cheope, Kefren e Micerino. La Grande Piramide, secondo il noto astrologo egiziano MahmudBey, venne costruita 5200 anni fa, in epoca scelta appositamente nel periodo in cui i raggi di Sirio, dal punto culminante della sua orbita, cadevano perpendicolare sulla facciata meridionale della piramide. *** Nell'Ermetismo dell'Antico Egitto sono da ricordare le sette leggi di Thot-Hermes, tenute per lungo tempo nascoste. «Il Tutto è Spirito: l'Universo è Mentale. «Meditazione» Quello che sta in alto è come quello che sta in basso. Nulla riposa; tutto si muove; tutto vibra. Tutto è doppio, ogni cosa possiede due poli; tutto ha due estremi: simile e dissimile possiedono lo stesso significato; i poli opposti hanno identica natura, ma differenti gradi; gli estremi si toccano; tutte le verità non sono che mezze verità; tutti i paradossi possono venire conciliati. Tutto trascorre, di dentro e di fuori; ogni cosa ha la propria durata; tutto si evolve, poi degenera; l'oscillazione del pendolo si manifesta in ogni cosa; l'ampiezza della sua oscillazione a destra è simile alla misura della sua oscillazione a sinistra: il ritmo è costante. Ogni cosa ha il suo effetto; ogni effetto è determinato da una causa; ogni cosa arriva conformemente alla Legge; la sorte non è che un nome dato alla Legge fraintesa; sono numerosi gli aspetti della casualità, ma nulla sfugge alla Legge. C'è un genere in tutte le cose; ogni cosa possiede i propri elementi maschile e femminile; il genere si manifesta in tutti i piani». *** Ermete trismegisto Come uomo: Ermete è il primo, grande iniziatore dell'Egitto; come casta è il clero depositario della tradizione occulta; come dio è il pianeta Mercurio, assimilato con la sua sfera a una categoria di Spiriti, di iniziatori divini. In una parola, Ermete presiede alla ragione ultraterrena dell'iniziazione celeste. Nell'economia spirituale del mondo, tutte queste cose sono collegate da affinità segrete, come da un filo invisibile. Il nome Ermete è il talismano che le riassume, il suono magico che le evoca. Da qui il suo prestigio. I Greci, discepoli degli Egiziani, lo chiamarono ERMETE TRISMEGISTO, o TRE VOLTE GRANDE per la sua triplice funzione di sovrano, legislatore e prete. Esso caratterizza un'epoca in cui sacerdozio, Magistratura e regalità erano riuniti in un unico corpo dirigente. La cronologia Egiziana di Magnetone definisce quest'epoca; il Regno degli Dei. Un giorno, dopo aver meditato sull'origine delle cose, Ermete si addormentò, un greve tepore s'impadronì del suo corpo ma, più questo diveniva intenso, più il suo spirito si librava nello spazio. Gli parve, allora, che un essere immenso, senza forma determinata lo chiamasse per nome: «Chi sei?», gli chiese Ermete sgomento. «Sono Osiride, l'intelletto sovrano, e posso svelare ogni cosa!». «Qual è il tuo desiderio?». «Contemplare la sorgente delle cose create, o divino Osiride, e conoscere Dio»: «Sarai esaudito!». Subito Ermete si sentì pervaso da una meravigliosa luminosità. In quelle ondate diafane c'erano scintillanti tutti gli Esseri. Un voce salì dall'abisso: era il grido della Luce; Ermete sentì di salire fino alla volta dei cieli e si trovò nello spazio. Sul suo capo, risuonava il «Coraggio degli Astri» e la Voce della Luce riempiva l'Infinito. *** Alla base dell'antica Iniziazione, c'era una concezione dell'uomo più sana e più elevata della nostra. Noi abbiamo dissociato l'educazione del corpo da quella dell'anima e della mente. Le nostre scienze fisiche e naturali, pur di per sé molto avanzate, fanno astrazione del principio dell'anima e della una presenza nell'Universo. La nostra religione non soddisfa sempre l'esigenza della mente; la nostra medicina ignora l'anima e lo spirito. L'uomo di oggi cerca il piacere senza raggiungere la felicità. La felicità senza la scienza, la scienza senza la saggezza. Il mondo antico non ammetteva che le tre cose fossero separate. L'Iniziazione conduceva lentamente l'uomo in tutta la sua interezza verso le sommità vertiginose delloSpirito, da dove può dominare la Vita. Per raggiungere la padronanza suprema, dicevano i sapienti di allora, l'uomo necessita di una rigenerazione totale di tutto il suo essere fisico, morale e intellettuale. Con lo studio approfondito e l'applicazione costante, l'uomo può mettersi in rapporto cosciente con le forze occulte dell'Universo. Così pensavano gli Antichi Iniziati e i più grandi fra loro vivevano e agivano di conseguenza. La vera Iniziazione era, dunque, tutt'altra cosa che una onirica illusione e ben più che un semplice insegnamento scientifico: era l'autocreazione di un'anima, il suo dischiudersi ad un livello superiore, il suo fiorire al mondo trascendente. Il pellegrino che veniva da «lontano», mosso da desiderio di penetrare il segreto delle cose, dalla sete di sapere, si sottoponeva, al tempo della Civiltà Egiziana, a durissime prove per la realizzazione della conoscenza. Egli voleva penetrare nel «Segreto degli Dei». *** Il Raggio Verde: Essenza della vita Gli antichi sacerdoti-medici, della dea Sakhnis, hanno tentato di studiare la natura del «raggio verde». Anche le antiche religioni scandinave avrebbero conosciuto una scienza del «raggio verde» rivelata ai loro sacerdoti e alle sacerdotesse, nientemeno che dagli enigmatici extraterrestri, oggi chiamati UFO (Oggetti Volanti non Identificabili). Il problema degli UFO si può collegare con quello degli uomini trasparenti (gli dei vestiti di aria). In quanto al «raggio verde», sia le tradizioni egiziano che scandinave arrivano ad un punto comune. Lo smeraldo si ricollega col «raggio verde»; cioè con la Tavola di Smeraldo di Thot-Hermes. Alcune pietre, come gli smeraldi e le agate verdi, possiedono proprietà meravigliose che si traducono in radioattività. L'ermetismo specifica che gli smeraldi di assoluta purezza non sono altro che il «raggio verde» materializzato; è la natura, oppure l'alchimia che provvede a renderli tali. L'antico mondo scientifico greco attribuiva agli Egiziani il possesso di smeraldi di inusitata grandezza, dai quali era possibile ritagliare, addirittura, alte statue e colonne dei Templi. Alla Tavola di Smeraldo erano iscritte le «Sette Leggi», cardini portanti la precognizione di Thot-Hermes. Maurice Grignard dice che l'energia sprigionata dallo smeraldo e dall'agata verde può rivelarsi capace di conferire, a chi manipola queste pietre, una prerogativa straordinaria: «La mancanza di gravità». Le cronache Irlandesi anteriori all'epoca medievale segnalarono frequenti apparizioni di sfere luminose attorno al vulcano Hekla. Gli equipaggi dei Dischi Volanti, si recarono nella zona a fare provviste di pietre verdi, sempre abbondanti in prossimità di un cratere per attingervi la forza che li distingueva, e che era stimolata dalla mancanza di gravità. L'alchimia occidentale, che deve la propria origine all'alchimia egiziana, ha conservato una doppia simbologia riferita alla dea Sakhmis: il Leone verde ed il Leone rosso, che identificava l'uomo cosmico. Come già descritto, il momento cruciale per ogni defunto era quello in cui gli Dei pesavano il cuore per stabilire se egli meritasse o no l'immortalità. Per gli Egiziani, la morte veniva considerata come una liberazione dal mondo terreno. Veniva praticata la magia nera, per proteggersi dai futuri mali. La Croce Ansata o Ankh, o sacro segno della vita, indicava l'immortalità (vita) e si riferiva tanto alla vita terrena che a quella ultraterrena. *** Notte bibliografiche¤ IRiferimenti dei Concetti. Le fonti delle illustrazioni sono derivate da testi di Storia dell'Antico Egitto e dal libro Viaggio nell'Egitto dei Faraoni. Istituto Geografico de Agostini. PARTE TERZA PAROLE DI VITA ETERNA «Scintille d'Amore» Come accennato nella introduzione di questo libro, ho desiderato includere alcuni dei passi significativi dei moltissimi messaggi spirituali provenienti dalle dimensioni dello Spirito da parte di alcune Entità Eccelse, attraverso vari medium. Ho evitato il più possibile nominare le Entità che hanno dato i messaggi, quanto il nome dei medium, quali mezzi prescelti dalle Gerarchie Celesti. Per dare, comunque, una classificazione della successione dei relativi messaggi, ho precisato l'anno, la data, e l'orario in cui è avvenuto l'incontro; e per le domande e le risposte tra l'Entità e i presenti mi sono limitato a trascrivere con una E maiuscola quando parla l'Entità, e la semplice iniziale del nome della persona che risponde durante i vari incontri di Cenacolo. Ho così inteso privilegiare il più possibile il contenuto dei messaggi, anche perché è più che giusto sottolineare i LORO pressanti consigli di Amore nel momento così difficile che l'umanità sta attraversando in questo scorcio di secolo per la propria redenzione spirituale. Capisco bene da ciò che mi ha risposto una Entità quando gli ho chiesto se nel mio libro potevo inserire alcuni passi essenziali dei Loro messaggi. La risposta è stata la seguente: «Che cosa significa "essenziali"?_ Come fai ad essere sicuro che un messaggio faccia "credere" uno Spirito ed un altro no?_». In questo caso, penso, che l'Entità abbia avuto veramente ragione di rispondermi così. L'unica cosa che cerco umilmente di fare è quello che fa il contadino quando semina la buona semenza, e cioè spargere nella «buona terra i Loro richiami salvifici», anche se frammentati, e sufficienti affinché ogn'uno di noi abbia il pane spirituale per la propria elevazione. *** Roma, 6 gennaio 1992 ¤ Ore 18,40 (Da un'Entità eccelsa) _ La più bella cosa che esiste È l'Amore. L'Amore È una parola magica: l'unica parola che con l'altra che si chiama musica, riesce a scavalcare qualunque frontiera e difficoltà linguistica. L'Amore, «quello vero» È la cosa più sublime che Dio concede ai suoi figli; ma badate bene che anche per AMORE s'intende la bellezza dei vari regni che in appartenenza NON sembrano dotati, ma che in realtà LO SONO: mi riferisco a quelli animali, vegetali e minerali, che siano nel micro come nel macro. Ma l'Amore di cui intendo parlare si riferisce a quello umano, poiché come Spiriti, siete dotati di cellule cerebrali più evolute degli alti regni. *** _ AMORE, È rispettare gli altri uomini, anche se di razze e di colore diverso e, soprattutto AMARE incondizionatamente TUTTO E TUTTI, come HA FATTO IL CRISTO. Ora, voi, Figli, DOVETE imparare ad AMARE. Spesso le vostre labbra pronunciano questa «magica parola», mentre il CUORE dice tutto il contrario. *** Roma, 5 marzo 1992 ¤ Ore 17,00 L'Universo altro non è che l'espressione primaria di Dio. L'Universo è un immenso serbatoio dove Dio Onnipotente HA posto TUTTO il SUO AMORE. Voi, siete parte di Dio, come noi. Voi, siete pieni del Suo Amore. In ogn'uno di voi c'è l'Universo. In ogn'uno di voi C'È DIO. *** Roma, 21 novembre 1992 ¤ Ore 20,35 Purtroppo i nostri insegnamenti servono poco poiché anche la settimana scorsa vi abbiamo detto che il vostro sapere è come la luce lunare, ma non come quella del Sole. Infatti, è inutile inventare ipotesi o spiegazioni prive di senso. Cercate di sapere quando è accaduto il primo Big-Bang come vi ostinate a chiamarlo voi. Cosa significa ciò?_ Secondo voi, una esplosione cosmica di proporzioni anche se per voi inimmaginabili, sarebbe l'inizio della Creazione?_ Poveri stolti!_ L'Universo o gli Universi, o Cosmo, ESISTE DA SEMPRE!_ e «quanti milioni di miliardi dei vostri anni!»_ Pensate di capire con i vostri miseri strumenti, o con la cortissima immaginazione?_ ma vogliamo smetterla una volta per tutte di voler dare una misura di qualunque portata essa sia?_ COS'È DIO ONNIPOTENTE PER VOI?_ Quante Storie credete che ABBIA FATTO con Pianeti come la Terra?_ Allora, Io vi dico: Leggete ed istruitevi degli Antichi Saggi, i quali sono stati messi al corrente su come vengono formati interi ammassi stellari. Comunque, in breve vi dirò che quando una Galassia si forma, delle «immense Schiere Angeliche» nel corso di millenni dividono i vari Pianeti facendo ruotare a velocità per voi «semplicemente vertiginose». Questi ammassi danno loro la forma necessaria, vengono collocati nelle loro orbite, ed ogni pianeta * HA UNO O PI_ ANGELI AD ESSO ASSEGNATI, affinché l'Ordine Cosmico «rispetti» l'Armonia stessa. *** Perché l'uomo si ostina a cercare fuori, quello CHE INVECE HA DENTRO? Ma, badate bene che per «DENTRO» non intendo soltanto il microcosmo, ma anche tutto quello che vi circonda!_ Voi usate impropriamente la «parola» CREARE. Infatti,, l'uomo NON HA MAI CREATO NULLA, se mai inventato o scoperto, ma NON creato: SOLAMENTE DIO ONNIPOTENTE CREA!_ Pertanto «giusto» è l'appellativo di «Creatore». Quindi, DIO quando «crea» un nuovo pianeta «non dimentica MAI di mettere dei «segni tangibili della SUA ESISTENZA; segni tanto più visibili a secondo del progresso materiale di detto pianeta. Ora, voi sulla Terra ne avete moltissimi di «questi SEGNI», ma siete talmente ciechi da NON volerli, badate bene da NON VOLERLI VEDERE. Allora, torniamo a questo «famoso» Big-Bang!_ Queste esplosioni «Cosmiche» accadono nella vastità degli spazi siderali, per voi incomprensibili in ogni «frazione» di secondo del vostro tempo!_ Ma che COS'È il tempo?_ ve lo ricordate?_ Rileggete e richiamate. Ore 23 Il «cammino Spirituale» sulla terra è lungo, ed è faticoso, ma quando si inizia la «salita» È più leggero!_ Voi «dovete» accettare le prove che via via si fanno sempre più impegnative; e il dolore serve a questo. Ma finora questa «regola»È stata compresa soltanto da pochi. Il dolore ha la funzione di «sublimare» lo Spirito, e apre, diciamo così la «propria coscienza interiore» fà cioè scattare quella molla che apre la scatola «dove sono racchiusi tutti i segreti della propria esistenza» intrinseca, che raffiorando a livello conscio, permette allo SPIRITO stesso «UNA CONVERSIONE TOTALE» che va dai primordi ai giorni vostri presenti. Ora, Figli diletti, «cercate di essere» sempre A NOI VICINI, poiché la NOSTRA PRESENZA ED IL NOSTRO AIUTO sono costanti. Nulla è a caso: il caso NON esiste! Non potete immaginare quanto «siamo a voi vicini», ma NON possiamo intervenire contro la volontà che «stabilisce» il «quid» di sofferenza Spirituale, che come ripeto È necessaria allo Spirito per emergere dal «grigio» che lo circonda: Abbiate FEDE!_ Noi, non diamo soltanto consigli spirituali, ma anche consigli di «etica» e «vita morale». Ed ora prima di concludere voglio rispondere alle varie obiezioni riguardo a ciò che VOI CHIAMATE MORTE. Ciò È stato detto che la «morte» NON esiste, ma È soltanto un «cambiamento di stato; ma questo «cambiamento» NONÈ per tutti uguale: DIPENDE DALLO STATO SPIRITUALE DELLA PERSONA. «Quindi», se UNO SPIRITO È STATO SOLO TERRA, ed ha avuto un «comportamento» poco Spirituale, È chiaro che dimorerà in una «SFERA BASSA», e quindi, come tale, soggetto a «riflessioni terrene»: ecco allora che abbiamo «fenomeni di apparizione» di defunti; fenomeni rumorosi o visivi, di colori o altre cose. Ma se lo Spirito «È sereno», DOPO UN PERIODO DI «SONNO», viene ad «ESSERE» COMPLETAMENTE INCOSCIENTE DELLA VITA APPENA TRASCORSA. A. ¤ Se ha un significato preciso «portare dei fiori» ai defunti_ E. ¤ L'ho appena detto!_ cosa pensi se mi portassero dei «fiori» in omaggio?_ Voi, Figli, vivete una «dimensione» irreale, dove la vostra coscienza È sovrana: voi credete «soltanto» a ciò che «vedete»; voi «volete» soltanto ciò che «credete» che sia giusto così, ma la VISIONE DI DIO NON HA PARAGONI CON I FIORI, MONUMENTI O ALTRO: È LA PI_ BELLA COSA CHE ESISTE E, CHE VERAMENTE VALE LA PENA DI VIVERE_ *** Roma, 11 settembre 1992 ¤ Ore 22,40 E. ¤ La tempesta come preannunciato si è regolarmente abbattuta con inaudita violenza. Quattro tende NONhanno retto all'urto, e sono state spazzate via come fuscelli, poiché il loro cuore NONÈ stato sufficientemente forte da reggere la forte tempesta. Vedete, figli, Noi usiamo un linguaggio semplice ma efficace. Ora, voi, state ripetendo l'autentica storia di Sodoma e Gomorra, ma il vostro mondo conoscerà tali e tanti dolori che ne rimarranno tracce per molto tempo. Noi vi parliamo e vi esortiamo come fece a suo tempo LOT per portare in salvo la sua gente; che guarda caso per raggiungere la meta dovevano attraversare il deserto. Ma voi non farete l'errore che commise la sua sposa, e cioè guai a chi volge il suo sguardo indietro!_ sarà anch'esso traformato in statua di sale. Anche ora ho usato questo esempio elementare, ma efficace, infatti per voi voltarvi indietro significa rimpiangere il passato pieno di peccati e cose non buone che avete promesso di abbandonare. Quando la madre del Cristo è apparsa per molto tempo nella Terra balcanica, lo scetticismo imperava, ma gli effetti ed il significato delle apparizioni sono sotto gli occhi di tutti, ma il pianeta Terra che sarebbe meglio per l'appunto chiamare «Novella Sodoma e Gomorra», continua imperterrito come se nulla fosse, mentre migliaia di persone continuano a morire giorno dopo giorno nella più atroce indifferenza, e molti continuano tranquillamente a gettare via moneta e cibo per i capricci più odiosi, quando ogni giorno molti esseri umani muoino di fame. Ma vi garantisco che tremendo sarà questa volta il «Vento» che muoverà la sabbia del Deserto; non solo migliaia saranno le tende che voleranno via!_ *** Non ci piace essere catastrofici, ma le condizioni che state per attraversare mostrano periodi agitati: ecco perché è necessario che le onde vibratorie si sintonizzano all'unisono; ma per fare ciò è necessario che le vostre coscienze vengano purificate, affinché il flauto assuma il suono dolce e soave delle sfere. Vibrate, figli diletti. Vibrate con il cuore e non con la mente. Vibrate di quel suono puro che diletta le «Orecchie di Dio». Vibrate, affinché l'AMORE ETERNO SIA PER VOI LA GRANDE CONQUISTA!_ Ora vi lascio con la benedizione di Dio Onnipotente e Noi. «Quando il Cielo brilla, DIO DA LA GIOIA E ACCENDE TUTTE LE SUE LAMPADE». *** Roma, 14 novembre 1992 ¤ Ore 20,50 E. ¤ Questa sera una nuova perla si è aggiunta alla preziosa collana che forma questo «Cenacolo». Quindi, diamo il benvenuto alla cara figlia G. In lei molti conflitti emergono anche se sono sommariamente sopìti. In lei, molte cose ancora non trovano il giusto posto, ma presto anche questi dubbi spariranno. È duro trovarsi con il razionale in aperto conflitto con l'irrazionale. L'uomo in ogni epoca si è sempre ostinato di voler sapere e soprattutto conquistare con le proprie forze. Questa è pura e mera illusione, quando si cerca senza il volere di Dio Onnipotente. Comunque, non ci sarebbe la minima increspatura dell'onda, e sarebbe molto semplice, poiché basta che l'uomo impari a guardare dentro se stesso per «avere» tutte le risposte alle angosce che quotidianamente affligge. E. ¤ Cosa significa per te il «deserto» G. ?_ G. ¤ Solitudine - Pace - Sofferenza. E. ¤ Perché questi aggettivi così negativi?_ La Pace è come distacco esteriore e, non «gioia interiore»?Bada bene che tu parli con chi nel Deserto ha vissuto tutta la sua vita. Pertanto bene farai a metterti in una posizione di assoluta sincerità. Questo, figlia diletta non per dispiacerti, ma per farti comprendere «CHE NOI VEDIAMO NEI CUORI DI OGNUNO DI VOI». G. ¤ Allora, mi sento di dire che esiste un'altra «Donna», di cui mi può dare dei consigli. E. ¤ DIO SA TUTTO!_ e CHI TI PROTEGGE NON SONO IO!_ Io, fui sposa del Grande Patriarca «ABRAMO», e nel Deserto mi forgiai di un «tempra» più dura dell'acciaio, poiché è vero che gli aggettivi che hai espresso sono veri, ma DESERTO significa anche «Meditazione». Deserto significa «affinare» i propri sensi come fa un cieco che per supplire il senso della vista acuisce gli altri. Ora devi sapere che il Deserto mostra le sue molteplici facce a chi sa comprenderlo. Quando il CRISTO si ritirò per 40 giorni, andò a meditare nel Deserto, nessuno si sa spiegare perché!_ Nel Deserto c'è il «fenomeno» della rifrazione della luce, che voi chiamate «fata Morgana». Ebbene: questa è un'analogia, ma la verità è che il Deserto permette di «vedere» realmente chi siamo: Tu lo sai G. esattamente chi sei?_ *** Quando la Luna brilla nel Cielo, tutti i cuori «esultano», poiché i camellieri con la loro carovana vanno spediti nella notte fresca. Quando il Sole brilla nel Cielo, tutti i Cuori sono felici, poiché la Luce ha sconfitto le tenebre, e COSÌ È IL VOSTRO SAPERE. Esso «brilla» come la Luce della Luna, ma NON brillerà MAI come la LUCE DEL SOLE. Per dire una cosa a voi nota dirò: che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. È inutile che vi incaponiate a volere per forza a dare una spiegazione logica a ciò «CHE NON È SPIEGABILE». La VIA TRASCENDENTALE È UNA VIA ARDUA, piena di rischi, pericoli e rinuncie, ma alla fine di essa, c'è la cosa PI_ BELLA che possa valere NON UNA, NÈ CENTO, NÈ MILLE VOLTE, «MA TUTTO CIÒ CHE ESISTE!»_ È un TUTT'UNO armonico e meraviglioso che HA PER NOME: DIO ONNIPOTENTE, e, LUIÈ LÌ che attende i SUOI figli: UNO per UNO e, credetemi, che «l'accoglienza»NON può essere descritta per la «Bellezza e la Gioia» che la caratterizza. *** Prima, la Figlia, E. , ha chiesto dove stiamo noi, e quale piano. Vedete, figli cari, come sono «vuote le vostre domande»_ in quale piano siamo?_ Tu, F. , stai al «sesto». ANew York stanno al centesimo e, voi quale «ascensore» dovete prendere per arrivare al NOSTROPiano?_ Non credete che la velocità del vostro pensiero NON sia più che sufficiente per spostarci da «un punto all'altro?»_ *** Quando un «bambino» nasce, È un uomo nudo e non difeso. Quindi, fate come quello «Spirito»: mettetevi nudi nell'ANIMO e, affidatevi a DIO: E questo si «chiama» ESSERE UMILI. L'umiltà È una «chiave» potente: «APRE MOLTE PORTE». Vi Benedica DIO Onnipotente, e con Lui tutti NOI. Amen. Roma, 19 dicembre 1992 ¤ Ore 20 Avete da chiedere?_ M. ¤ Chiedo cosa posso fare per mia figlia. E. ¤ È bene che tu sia più energica; la misericordia NON significa essere deboli. M. ¤ Mi puoi dire come devo fare? E. ¤ Tu prega, chiedi e bussa, allora sentirai parlare dentro di te chi ti protegge; si apriranno le porte, e ti sarà dato ciò che chiedi. Già ti ho detto che sarai tu che dovrai agire, e con la preghiera ti vestirai di «corazza di Luce: con Noi NON si ci sono speranze, ma soltanto certezze! M. ¤ Grazie. G. ¤ Quanto mi durerà ancora questo periodo di letargo?_ E. ¤ Tu, figlia, sei molto razionale e calcolatrice e, fintanto che non abbandonerai questo tuo stato mentale e, non ti affiderai completamente con il Cuore e la Mente a DIO ONNIPOTENTE; è come se stessi dentro a un tunnel, che nella lontananza non vedi la fine. Ma quanti sforzi tu faccia per affrettare il cammino, in realtà sei sempre al medesimo punto; e prova di quanto affermo, è che tu NON credi in nessun caso ai messaggi finora qui esposti. Non perché dentro di te, tu non vuoi credere, ma il «razionale» ha preso il posto supremo! Qui hai veramente occasione di «vederti» come in uno specchio, ma per fare ciò è necessario che l'orgoglio venga abbattuto, e l'umiltà trionfi. G. ¤ Ma queste cose già le so!_ E. ¤ Ma allora perché NON le metti in pratica?_ G. ¤ Che cosa?_ E. ¤ Quello che stai dicendo!_ G. ¤ In pratica già le ho messe in opera_ E. ¤ Ne sei certa?_ G. ¤ Sì_ E. ¤ Ma NON con il CUORE!_ perché ancora prevale la mente sul cuore!_ Quando il figlio del ricco mercante fece la stessa domanda al Cristo, LUI rispose così: «Va, vendi tutti i tuoi averi e seguimi!_ così ancora oggi, e così sarà per sempre: le regole del gioco sono sempre le stesse, poiché È immutabile nel tempo Dio Onnipotente, mentre l'animo umano è come una banderuola, che come soffia il vento lui si predispone. G. ¤ Come faccia a cambiare?_ E. ¤ E come fece a cambiare Pietro?_ come fece a cambiare Paolo di Tarso?_ Il primo, fiutato dal pericolo si dirigeva verso la via della falsa salvezza, mentre il secondo, da acconito aguzzino, divenne ferocemente perseguitato. * IL CRISTO È VENUTO AD INSEGNARE QUALE È LA VIA PER LA FELICITÁ: PARLO DI QUELLA «VERA», e come simbolo ha adottato la CROCE; ma ESSA altro non è che un modo di insegnare la VIA; infatti il Palo verticale rappresenta LA STRADA CHE PORTA A DIO, quello orizzontale rappresenta le difficoltà nelle «varie reincarnazioni». In effetti, questo Palo orizzontale nasce a livello terreno, cioè proprio posato per terra, poi, da evoluzione in evoluzione, esso man mano si alza allo stato evolutivo. Voi lo vedete a circa tre quarti sopra il Palo verticale e, l'espressione È: PRENDERE CON GIOIA la PROPRIA CROCE, significa appunto questo: cioè cercare di far saltare il Palo orizzontale nel minor tempo possibile; e questo lo dicono tutte le Religioni, anche se con modi diversi, e simboli diversi. *** Ore 21 E. ¤ Tu, G. , molto hai da imparare, ma rifiuti quello che non comprendi. Ora, però, bada bene a ciò che ti dico: Non fare come lo stolto, che per arrivare ad un paese, chiese la strada ad un eremita. Allora, lui rispose: ma se prendo questa strada non guadagno nulla, poiché passando per l'altra, dovrei riscuotere danari. Allora l'eremita rispose: perché mi chiedi la prima e, nello stesso tempo con il guadagno del strada da percorrere quando già la conosci?_ * La Via Umida, la Via Secca e la Via della Redenzione. Bene, rispose lo stolto: per vedere se facevo percorso accorciato avrei potuto imbastire nuovi affari, e al che disse l'eremita che in realtà tale non era. Tu sei un vecchio che non capisce nulla, e se ne andò. Dopo circa due ore, tornò nuovamente dall'eremita ma piangeva. Cosa è accaduto?_ chiese l'eremita. Strada facendo una valanga si è abbattuta sulla strada, e così non posso più riscuotere i danari, poiché chi me li doveva dare è partito. Allora mi spieghi qual'è l'altra strada?_ Ma come si voltò, l'eremita non c'era più: era scomparso!_ Sei soddisfatta, G. ?_ G. ¤ Non tanto: ci penserò!_ E. ¤ Ma bada bene che l'eremita NON SEMPRE È AD ATTENDERTI!_ Prima ti ho detto: abbatti l'orgoglio, ed ora rispondo a F. È vero che la Misericordia È fermezza, ma anche AMORE e, senza AMORE NON C'È MISERICORDIA. . *** E. ¤ Figlia diletta, G. : voglio chiederti che cos'è per te Cristo, e se credi in Lui. G. ¤ Sì!_ E. ¤ Tu credi che sia veramente esistito?_ G. ¤ Sì!_ E. ¤ Bene!_ Allora, credi che in «questo momento» È PRESENTE CON VOI, e CON NOI?. G. ¤ Sì!_ E. ¤ Ne sei proprio certa?_ G. ¤ Penso proprio di sì!_ E. ¤ Quando si «crede» NON si dice: penso ma Sì o NO!_ G. ¤ Devo dire_ Sì!_ E. ¤ Bene: È questo che volevo sapere. Avete altre domande?_ Franco ¤ Nel mio libro, vorrei inserire alcuni passi essenziali dei vostri messaggi. E. ¤ Che cosa significa: «essenziali»?_ Come fai ad essere sicuro che un messaggio faccia «credere» uno Spirito ed un altro no?_ Non hai visto che un'intera serata, Io con i miei, ed i nostri messaggi non siamo riusciti a scalfire nemmeno di nulla la corazza d'indifferenza che è permanentemente vestita da G. ?_ Franco ¤ Purtroppo_ E. ¤ Siamo lieti di «ascoltare ciò», ma le strade della conoscenza e della saggezza sono molte: esse sono fatte a misura del progresso Spirituale che in quel momento lo Spirito vive, ma sempre con una differenza fondamentale che consiste nello scoprire SE STESSI e con il NOSTRO AIUTO il percorso più idoneo per arrivare al monte: E, QUESTO SI CHIAMA «LIBERO ARBITRIO», ma c'è un'altra cosa che dovete tenere presente, ed è questa: Quando uno Spirito si incarna per una esperienza di miglioramento, e lui NON ottempera a quanto vi è stato insegnato come detto, allora NON progredisce, MA NEMMENO REGREDISCE, questo significa però, CHE IL TEMPO TRA UNA REINCARNAZIONE E L'ALTRA SUBISCE DEI PERIODI LUNGHISSIMI, poiché, mentre può in un certo senso essere «scusato», lo Spirito che DEVE espletare compiti puramente materiali, non lo è quello che come voi che qui credete di finire ad assumere conoscenze elevate. Quindi, figli diletti: SIATE ACCORTI!_ (grazie) *** Ore 23,05 E. ¤ Il mio compito per questa sera è terminato. Ora, io vi lascio raccomandandovi come una Mamma, fa con i figli di pregare e molto, come il CRISTO HA INSEGNATO. Io pregavo JAHVÈ nel Deserto, ed allora JAHVÈ mi faceva ascoltare il «SUO DIRE NEL VENTO» attraverso il fruscìo delle Palme; attraverso l'ululato dell'animale; attraverso il Sole e la Luna: ALLORA COMPRENDEVO ME STESSA e, COMPRENDENDO ME STESSA, RIUSCIVO AD ASCOLTARE DIO. Allora, una PACE mi penetrava in TUTTA la profondità del MIO ESSERE, ed una GRANDE GIOIA si sprigionava verso TUTTO il CREATO. Il DESERTO È come la VITA umana: chi la vede desolata, chi piena di gioia. PER ME È SEMPRE STATA PIENA DI GIOIA, perché nella GIOIA DEL MIO ESSERE C'ERA SOLTANTO DIO ONNIPOTENTE! *** Ore 23,20 L'Entità a R. chiede: cosa vuoi sapere? R. ¤ Perché gli extraterrestri hanno scelto proprio l'Egitto come culla della Civiltà umana?_ E. ¤ Bella domanda!_ Devi sapere che agli albori della Civiltà umana non tutti i posti erano abitati come voi li intendete, ma soltanto piccoli gruppi di uomini, di razze eterogenee abitavano, che spesso e volentieri, l'unico loro scopo era di farsi la guerra. Quindi, progresso in senso lato della parola non c'era, mentre, nella terra attraversata dal possente fiume Nilo che si chiamava Egitto, c'era una collettività molto pronta a recepire Scienze e Verità che nessun altro popolo dell'Europa era pronto a recepire. Ecco perché i Fratelli dello Spazio scelsero gli Egiziani e Atzechi prima; i Celti, poi. Dopo, fu la volta del Perù e, così anche altri posti furono successivamente visitati e fatti oggetto di civilizzazione da parte di quelli che «voi chiamate extraterrestri». ILibici, per esempio, confinanti con l'Egitto, nulla hanno appreso da quella Grande Civiltà. È esatto, perciò, come vedi, caro figlio, il luogo geografico è molto importante; guarda caso, esclusi in un certo senso i peruviani, che hanno testimonianze importantissime a Naztca, che è sul mare, mentre le altre sono all'interno; così come dicevo prima, gli Egiziani sul mare, o su laghi grandissimi altri popoli, per i Fratelli Spaziali è stata la massima importanza. F. ¤ E Atlantide?_ E. ¤ Non era anch'essa sul mare?_ F. ¤ Esatto!_ E. ¤ Essi sono stati a contatto con i Greci, ma non sapevano valutare l'immenso patrimonio. La storia cominciò a Bimini, quel posto che voi conocete come «Triangolo delle Bermude». G. ¤ È esplosa Atlantide?_ E. ¤ Dio ha punito loro, perché le loro conoscenze acquisite erano tali che si credevano addirittura superiori a Dio stesso e, la SUA collera È stata tremenda!_ M. ¤ Vorrei chiedere circa le mie sensazioni quando voi siete qui con noi. E. ¤ Figlia: tu vuoi una conferenza stampa, che con questo mezzo è faticoso. Comunque, devo dirti che dietro a te c'è il Cristo. Egli, osserva tutto e tutti; spesso si mette dietro ad A. : ecco perché le sensazioni a lei sono forti. ALUI piacerebbe «parlarvi», ma l'armonia spirituale non è completa. I Cuori sono in conflitto, poiché la materia ed il mentale creano stati turbativi, che se anche tra voi abilmente nascosti sono in realtà tali e concreti. *** Roma, 23 gennaio 1993 ¤ Ore 18 E. ¤ Questa sera tra voi c'è uno spirito a noi caro, anche se viene da lontano, è per noi sempre nei «nostri cuori», ecco perché salute Te, figlia di Scilla, che con Cariddi guardavano gelosamente quello stretto, che pur tuttavia, l'Eroe dell'Ellade riuscì a violare, e così anche tu figlia, cerchi di passare attraverso un ostacolo enorme, _ ma stai tranquilla, poiché chi ti protegge è sempre a te vicino. Rivolgiti a LUI con fiducia, LUI ti parla sempre, e dovresti affinare di più quello che voi comunemente chiamate sesto senso. Ora, figlia, se hai domande da fare sarò lieta di rispondere. P. ¤ Chiedo se gli avvenimenti della vita e mi riferisco soprattutto a quelli negativi, l'accettarli o rifiutarli, pur subendoli, può modificare in qualche modo il karma. Grazie. E. ¤ Il karma, come la chiamate voi non è modificabile, poiché l'eterna Legge, che pochi uomini hanno capito, dice che le sue esistenze, ad ogni vita precedente, deve seguire un miglioramento spirituale in quella susseguente. Ora, non a caso, mi sono riferita ad una figura favolistica per dare maggiore risalto ai temi della vita. Come ben sai, i mostri a turno, allungavano le loro fauci attraverso lo stretto, e divoravano le navi che si avventuravano, ma Ulisse riuscì a passare, e anche tu dovrai superare queste difficoltà usando gli stessi mezzi che usò il grande Eroe; _ non da sola, ma con il Nostro aiuto. Non dimenticare MAI, che quando si combatte con il Nome del CRISTO sulle labbra, la SPADA che imbracci È DI LUCE SFOLGORANTE, ed È così pesante che nessun altro spirito potrebbe in quel momento impugnarla. La vostra religione, fiacca dalla superbia umana, tende a fare dei soldati di Cristo, dei soldati rinunciatari: nulla È più sbagliato quando la Grande Giovanna D'Arco, imbracciò la SUA SPADA con tanto fervore e FEDE, che le sue vittorie sfidano i secoli! Imbraccia tranquilla la TUA, sii forte e NON TEMERE, poiché le mani invisibili che l'impugnano sono quelle del CRISTO e, credimi NON ESISTE NULLA CHE POSSA RESISTERE A LUI! *** Ore 18,40 E. ¤ Affinare l'udito, all'ascolto, di quello che l'umano orecchio non percepisce, significa fare come la moglie del marinaio che in trepida attesa, e con l'occhio vigile scruta il mare in tempesta, pronta ad afferrare il significato di ogni increspatura dell'onda. La preghiera costante, il perdono, l'AMORE NON interessato, e la meditazione, sono le ricette giuste per fare ENTRARE IL CRISTO nelle dimore di quella terra tormentata. Pensate ai valori della vita umana come sono ridotti; come si può sperare nell'Amore e nella Misericordia di DIO, quando questi valori in virtù della potenza di un altro Dio, che si chiama danaro, vengono totalmente cancellati. Le persone amano mostrare benessere fuori, ma il marcio che hanno dentro lo occultano molto bene: questa È anche la tua missione! Quando i Cristiani scendevano nell'Anfiteatro Flavio, da voi chiamato Colosseo, ESSI ERANO PIENI DI AMORE e di FEDE, perché sapevano che il Loro sacrificio avrebbe fatto tremare la Terra intera: e così è stato!_ Tu. Figlia diletta, hai una grande opportunità: non gettarla dalla finestra! Per prima cosa purifica il Tuo Spirito, lavandolo da tutti i rancori personali: ABBRACCIA LA TUA CROCE con gioia, come con GIOIA L'ABBRACCIÒ il CRISTO!_ Ora, tu devi perdonare tutti con Amore Infinito; dovrai entrare nelle dimore più buie, e portarvi la LUCE. Credimi, È bello dire: IO CREDO!_ IO AMO!_ quando si indossano sontuose vesti. Ma, guardate, Madre Teresa di Calcutta: È una figura così esile e povera in apparenza, ma vi garantisco che È un FARO DI LUCE IMMENSO che si vede da ogni parte della terra!_ Questo messaggio vale per tutti voi!_ DIVENTATE FARI DI LUCE, ed allora il mondo capirà che il sacrificio di CRISTO non è stato vano! Anche tu, Figlia, se vorrai potrai fare parte di questo CENACOLO. Ogni volta che verrai sarai la benvenuta!_ *** Ore 20,15 E. ¤ Non ci siamo!_ Non ci siamo!_ e non va affatto bene!_ Tutti i nostri messaggi sono belli, anzi bellissimi, dite voi, e ve ne siamo grati!_ Ma, voi anche dite che fra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare. Spesso si è parlato della Tempesta del Deserto. È stato detto di essere forti, invece, ecco che volate come fuscelli. M. ¤ Tu, che voli di frasca in frasca: dove vuoi arrivare?_ E. ¤ Secondo te: chi sono IO?_ M. ¤ Sei un Essere di Luce molto alto. Ho letto i Tuoi messaggi. E. ¤ E allora?_ M. ¤ Mi hanno confortato molto!_ E. ¤ Ma allora, DIO chi È?_ è forse più forte di G. che ti conforta a chiacchiere, e bussa danari!_ oppure è più forte lo sciamano al quale ti rivolgerai per farti sentire dire belle «giaculatorie»_ naturalmente a pagamento!_ NOI, che cosa ci stiamo a fare qui?_ Perché ti siedi su questa sedia se non credi a ciò che ti si dice?_ M. ¤ Io, sempre credo a voi!_ E. ¤ Pensi forse sempre, che pagando gli altri riescano a togliere un solo grammo al peso della tua vita?_ o pensi forse che ti rendano la strada più agevole?_ Non ti sei mai chiesta se per caso sia «volere» di DIO che lo Spirito di tua figlia deve subìre questa prova per il suo miglioramento spirituale?_ Che diritto hai, tu, su degli Spiriti che sono stati affidati a te i via putativa?_ Una MAMMA si rivolge soltanto a COLUI che TUTTO PUÒ!_ DIO disse al Grande Salomone, se sarebbe stato capace di dare un fiore anche il più modesto, tessendo tutti gli abiti della terra!_ Tu, Figlia M. , NON trovi pace!_ Fai migliaia di chilometri per cercare quello che HAI DA SEMPRE A TE VICINO Non ti è mai sfiorata l'idea che DIO ONNIPOTENTE TI È PI_ VICINO DI QUANTO PENSI?_ M. ¤ Certo sì!_ E. ¤ Non ci siamo!_ Tu dici con le labbra lo so!_ ma il cuore dice altro. Non hai mai pensato di chiedere con l'umiltà più profonda a DIO di alleviarti le tue pene e, pensi che quando creò la misericordia, LUI stesso ti avrebbe chiusa la porta?_ M. ¤ Se tu parli così, vuol dire che non mi leggi dentro!_ E. ¤ Perché parli di macro, quando NON vedi il micro?_ M. ¤ Se mia figlia deve fare questa esperienza, devo prendere atto!_ ma non ci riesco!_ E. ¤ Non credi che la madre di Cristo NON abbia sofferto?_ vedendo il Suo Amato Figlio sulla Croce?_ Tu, Figlia, devi mettere a nudo il Tuo Animo e, quando reciti il Pater Noster, DEVI DIRE: SIGNORE SIA FATTA LA TUA, e NON la mia volontà: MA LO DEVI DIRE CON IL CUORE, e NON con le labbra!_ M. ¤ Ma Tu non mi conosci_ questo il mio dubbio!_ E. ¤ Per prima cosa cerca di stare vicino a tua figlia, non soltanto con il corpo, ma con AMORE; quell'AMORE che soltanto una MADRE che partorisce con dolore riesce ad avere!_ *** Ore 21,15 Tu, figlia sei molto dolce, e DIO sa bene la tua devozione per LUI, ma NON È tutto!_ Devi essere molto energica con tua figlia; devi far pesare la tua autorità, e nello stesso tempi devi avvicinarla a DIO. Devi insegnargli la PREGHIERA: dovete PREGARE INSIEME; dovete GIOIRE INSIEME, ed allora vedrai che cambierà: La condizione «primaria» dovrà essere la TUA FEDE incrollabile. Dovrai essere amica, ma anche «chirurgo», estirpare senza pietà il male; il male va combattuto nella «SUA stessa tana». Quando RITA da Cascia capì che i suoi due figli si accingevano a fare del male, NON esitò a rivolgersi a DIO, affinché avesse ripreso i propri Spiriti, piuttosto che essi finissero alla «geenna»: e DIO l'esaudì: NON credi che quella MAMMA rimase straziata dal dolore?_ Ma per fortuna tu non stai a questo punto, ma devi fare del tutto di non nuocerti più: devi essere risoluta come «Spada d'Acciaio», o s'infilza, o si spezza!_ *** 24 ottobre 1992 - Ore 19,30
| 1. | Per raggiungere l'Eremo di Sant'Antonio dall'Autostra da del Sole, al casello di Orte, si prende la superstrada per Viterbo e, all'uscita di Vitorchiano, si prosegue in direzione di Viterbo fino alla località "LA QUERCIA", Quindi attraverso la strada Respoglio si giunge sulla strada della Palanzana fino all'Eremo. |
| 2. | Venendo dalla Strada Statale Cassia, arrivati a Viterbo, davanti al Museo Civico, sulla sinistra si prende via IV Novembre, si prosegue per circa 2 km per la strada della Palanzana fino all'Eremo. |
Nota
bene:
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Eremo di
Sant'Antonio |
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