Cella al plasma elettrolitico

Obiettivi generali:

 

· Realizzare praticamente l’esperienza al fine di approfondire le tematiche inerenti le tecnologie elettrochimiche e nucleari legate al fenomeno e lo studio e la misura dello stesso, augurandoci di poter contribuire a trovarne le sue applicazioni pratiche.

· Ampliare ed approfondire lo studio di energie alternative introducendo stimoli nuovi nei ragazzi, oltre che la curiosità allo studio ed alla ricerca. Occorre coinvolgerli in qualche attività importante, che abbia a che fare con i loro studi, ovviamente, ma che costituisca anche momento di creatività e partecipazione.

· Avviare un Know-how per un progetto di ricerca;

· Adeguare la progettualità della nostra scuola per renderla “attrattiva” rispetto al territorio, alle famiglie ed ai ragazzi

 

Descrizione del prodotto

 

Elevati flussi energetici sono stati rilevati in una cella elettrolitica lavorante in ambiente alcalino e dotata di elettrodi di tungsteno in concomitanza con la formazione e il confinamento di un plasma al catodo. Oltre alla generazione di energia in eccesso, è stata rilevata, sempre al catodo, la formazione di nuovi elementi chimici precedentemente assenti nell’apparato sperimentale, prova che sembra avvalorare tesi di avvenute trasmutazioni nucleari.

La novità insita in questa nuova tipologia di celle è data dalla concomitanza e dall’interazione di fenomeni fisici e chimici che, operando in maniera sinergica, generano una serie di eventi tali da presentare evidenze sperimentali la cui analisi non può essere ridotta tramite un approccio che si rifaccia strettamente a una sola disciplina scientifica, in quanto le conseguenze di questi sfociano in complessi, e ancora non completamente chiariti, meccanismi di natura sconosciuta.

In virtù di ciò la rigorosa definizione dei modelli matematici descrittivi dei numerosi processi in gioco necessita di ulteriori approfondimenti e ulteriori sperimentazioni.

 

Reperimento delle risorse finanziarie e partenariato

 

Il progetto si avvarrà di eventuali risorse economiche provenienti dalla scuola ma dati i probabili costi futuri e la necessità di utilizzare apparecchiature e dispositivi particolari, avanzati e costosi, conterà soprattutto sul partenariato con Aziende, Centri di ricerca ed Università, italiane e straniere, disponibili a favorire questi studi.

Ha già dato la propria disponibilità la Micron attraverso un supporto tecnologico (metterà a disposizione alcune delicate ed utilissime attrezzature, indispensabili alle nostre misure) oltre ad elargire un sostegno finanziario e sostenere le motivazioni  e le finalità del progetto.

 

Risorse professionali impegnate e collaborazioni esterne:

 

- Responsabile: prof. Anna Amanzi - Coordinatore operativo: ing. Carlo M. Seritti,

- Esecutori: prof. Ermete D’Amato e docenti disponibili.

- Esperti di supporto: dott.ssa Antonella De Ninno (ENEA Frascati);

- Università e centri di ricerca: ENEA Frascati; ISFN Milano; dott. Iorio ed ing. Cirillo, Caserta;  Micron, Avezzano; Rice University, Huston Texas (USA).

- Referenti: i docenti interessati di tutti i nostri dipartimenti. Eventuali docenti esterni.

- Alunni partecipanti: tutti quelli veramente interessati e disponibili. 

 

Certificazione tecnica e di sicurezza indicate dal dott. V.Iorio ed dall’ing. D. Cirillo.

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Ecco un commento sulla conferenza  (da: Il Tempo ed Il Tempo.it)

 
AVEZZANO Affollata in ogni ordine di posti l'aula magna dell'Itis Majorana di Avezzano, dedicata all'indimenticata professoressa Patrizia Di Salvatore, per la conferenza organizzata dal prof. Carlo Seritti su: «Anomalie energetiche e trasmutazioni in una cella al plasma elettrolitico.

Reazioni esotiche o Fusione fredda?», condotta dal dottor Vincenzo Iorio e dall'ing. Domenico Cirillo, due dei più stimati ricercatori italiani del settore.

Dopo il saluto portato dalla dirigente dell'istituto, professoressa Anna Amanzi, la giornata di studio è stata introdotta dal prof. Seritti che, fra l'altro, nel suo discorso ha molto insistito sulle qualità e le grandi professionalità presenti nella scuola in generale, considerazione che lo ha portato ad avviare questo progetto di ricerca, «accolto e sostenuto dalla Micron e altre aziende» ha detto , e a scrivere al ministro Fioroni affinché si incentivasse l'attività di ricerca nella scuola; proposta accolta e introdotta nel contratto di lavoro con incentivi fuori Pof per chi promuoverà queste attività.

Quindi i due ricercatori sono passati al tema della giornata: la fusione fredda. Una teoria che, hanno detto, ha ricevuto critiche, ma che ora, dopo circa due decenni, sta iniziando ad avere riconoscimenti. «Una teoria che - ha detto il dottor Iorio - se trovasse la definitiva comprovazione e applicazione, da una parte risolverebbe i problemi energetici mondiali, ma dall'altra porrebbe problemi geo-economico-sociali di grande portata».

Con questa tecnica, infatti, gli esperimenti in corso hanno misurato che si riesce a produrre il doppio dell'energia che si impiega per innescare il processo di fusione fredda.

Studenti, anche di altri istituti, e docenti hanno attentamente ascoltato, per oltre un'ora e mezza, le spiegazioni dei due ricercatori, che hanno riguardato i meandri più profondi, sconosciuti e affascinanti della materia, delle sue trasmutazioni e delle infinite possibilità di conoscenza che ancora cela.