PREPARIAMOCI
ACQUISIRE CONSAPEVOLEZZAGAYATRI MANTRA
SIGNIFICATO E MUSICA
dedicato in modo particolare a NICOLETTA per il dono da Lei ricevuto :-)

OM Bhur
Bhuva Svaha Tat
Savitur Varenyam Bhargo
Devasya Dheemahi Dhiyo
yonah Prachodayat
Gayatri Mantra - Deva Premal
il mantra non è altro che una parola o una breve frase che viene ripetuta molte volte sia mentalmente che a voce alta,la vibrazione esercitata dal suono preme sui vari corpi dell'uomo e tende a metterli in armonia con esso, talvolta si fa uso di una sola sillaba come nella parola Sacra OM, questa sillaba è il mondo intero:il presente-il passato-il futuro, perchè c'è infatti una strettissima connessione fra suono, vibrazione e colore. Il mantra è una scienza del suono plasma la materia, il corpo, l'emozioni, la mente e controlla le energie della natura.
Il
Gayatri é una preghiera rivolta all' Intelligenza
Universale. Il suo scopo é quello di accendere il potere
del discernimento per permettere all'uomo di analizzarsi e
di rendersi conto della sua natura divina. É conservata
come reliquia nei "Veda", le più antiche
scritture dell'uomo. "Veda" significa infatti
conoscenza, e la Preghiera alimenta ed aguzza la capacità
di accrescimento della conoscenza. In realtà le quattro
"Mahavakyas", o concetti base racchiusi nei
"Quattro Veda", sono impliciti in questo Gayatri
Mantra.Agisce come un talismano protettore per coloro che
la pronunciano con continuità. Sai Baba ha affermato che
questa preghiera é adatta a qualsiasi credo, perché essa
dal Glorioso Potere che pervade il Sole ed i Tre Mondi (Fisico-Eterico-Causale)
invoca la crescita, il risveglio ed il rinvigorimento
dell' Intelligenza.Il Gayatri Mantra é sinonimo del
Divino, é lo stesso suono di Dio, esso permea tutto il
Cosmo manifesto. É la Base, la Realtà che trascende
l'Universo soggetto a conoscenza e a sperimentazione.Il
termine "Gayatri" proviene da GAYAntam TRIyate
iti, che significa: "Ciò che preserva, protegge o
salva dalla corruttibilità, colui che lo recita".
GAYA vuol dire Essere e insegna la Verità, il principio
della vita.Occorre infatti accostarsi a questo mantra con
dovuta umiltà , reverenza,fede ed amore.La Gayatri ha
anche tre nomi: Gayatri, Savitri e Saraswati. Gayatri
rappresenta i sensi, Savitri é l'energia vitale o prana,
ed é il simbolo della verità. Saraswati é la dea del
linguaggio e dell'insegnamento, il simbolo della chiarezza
intellettuale.Questi tre aspetti sono presenti in ciascun
uomo e simboleggiano la purezza di pensieri, parole ed
azioni, che ogni aspirante deve raggiungere sul sentiero
della realizzazione spirituale. Come si può raggiungere
la visione di queste tre divinità nella preghiera? Sai
Baba ha spiegato più volte che il Gayatri Mantra si
divide in tre parti: descrizione, meditazione e preghiera.
Nella prima parte
Om Bhur Bhuvah Suvah
il Divino viene descritto nella Gloria della Luce che illumina i tre Mondi o Regioni dell' esperienza: Terra, Aria e Cielo.
Nella seconda parte:
Tat Savitur Varenyam Bhargo Devasya Dhimahi
si medita invece sullo Splendore e la Grazia che fluisce da quella Luce: la parola Dhimahi significa infatti meditazione, e qui rappresenta l'elemento chiave.
La terza parte:
Dhiyo
Yo Nah Prachodayat
é
una preghiera per ottenere la visione del Divino nella Sua
effulgenza e magnificenza, attraverso il risveglio della
coscienza e dell'intelligenza che pervade tutto
l'universo.
Con l'unione di questi tre aspetti, ogni devoto realizzerà
uno stato di purezza e di coerenza nella vita quotidiana,
e si definirà rinato.
Quando si insegna a recitare infatti questo Mantra, la
persona interessata viene denominata "Dvya", due
volte nato. Chi lo recita si trasforma in un saggio.
Sai Baba ha detto: "Gli occidentali hanno studiato le
vibrazioni prodotte dalla Gayatri ed hanno trovato che
quando essa é recitata con esattezza, come é scritto nei
Veda, la luminosità viene emessa in forma circolare.".
La Gayatri é sinonimo di Verità. Le scritture dicono:
"La Veritá é Dio, come la Saggezza é Dio. Esse
sono entrambe presenti ovunque, trascendendo il concetto
di spazio e di tempo".
Perciò quando cercate Dio e volete vederLo, dovreste
guardare dentro di voi. Egli non é in un luogo lontano,
ma nel vostro cuore.
La Gayatri é perciò Hridaya (cuore), l'abitante del
cuore dove Daya significa compassione. Aprite dunque il
vostro cuore, recitate il mantra quotidianamente e la
vostra vita sarà un successo;come il tronco regge
l'albero, così la Gayatri sostiene l'ordinamento umano e
senza di Essa l'Albero della Vita sarebbe senza vitalità.
Bisogna prelevare energia solare per consolidare la
visione interiore dell'uomo che é la forza dell'Anima
latente nell'uomo stesso.
Quando si rinvigorisce questa forza dell'anima,
l'intelletto, i sensi e le emozioni vengono attivati e
guidati verso direzioni fruttuose.
Può l'oscurità indurre in confusione la mente o
nascondere la Verità se splende il Sole? Portá avere il
sopravvento il dolore o l'ignoranza mettere disordine, o
l'egoismo accecare, quando la Divinità che splende come
il Sole vi benedice con la Sua luce?
Affidatevi alla Gayatri per raccogliere la fulgida luce
del Sole, in modo che essa possa inondare il proprio
intelletto; la Gayatri é un tesoro che vi guida lungo il
cammino della vita. Non dimenticatela mai! Potreste
trascurare od ignorare le altre preghiere e gli altri
mantra, ma ricordatevi di recitare la Gayatri almeno due
volte al giorno. Essa vi proteggerà da qualsiasi male,
dovunque voi siate:in macchina, in treno, in aereo o in
strada. La Gayatri é Annapurna, la Madre, la Shakti (l'
Energia) che anima ogni cosa.Quando viene recitata l'effulgenza
di Dio scende su di voi ad illuminare i vostri intelletti
ed a guidarvi sul sentiero. Perciò non
trascuratela!".
Essa é anche un' invocazione che si rivolge alla Madre
Divina.
O Madre Divina
il nostro cuore é coperto di tenebre
Ti preghiamo
allontana da noi questa oscurità
ed accendi la Luce dentro di noi.
Di
solito la Gayatri si recita all'alba, a mezzogiorno ed al
tramonto. Ma essendo Dio oltre la temporalità, possiamo
recitare il Mantra in qualsiasi ora e ovunque. Sai Baba ci
esorta a recitarlo la sera prima di andare a dormire e la
mattina quando ci svegliamo, ma anche mentre facciamo il
bagno: così che, mentre l'acqua ci purifica il corpo, il
Mantra purifica la nostra mente.
Testo:
Om.
Bhur Bhuvah swah;
Om tat savitur varenyam
bhargo devasya dhimahi
dhiyo yo nah prachodayat. Om.
Significato:
Meditiamo sul Fulgore Supremo dei tre universi.Che Esso possa illuminare la nostra coscienza.
L'invocazione
alla divina Gayatri attraverso la recitazione costante e
devota del Mantra, illumina l'intelletto del praticante,
aprendogli le porte della comprensione, della verità
dell'umiltà e della liberazione.La sua potente energia
porterà all'adepto salute,radiosità,coraggio,armonia,
conferendogli inoltri i poteri riservati ai saggi e agli
illuminati.:il potere di guarire e di trasmettere il dono
spirituale ad altri.Disperde la paura ed elimina disturbi
e malattie di pene conflitti e dolore.Ogniqualvolta il
Gayatri viene cantato i demoni che dimorano all'interno
dell'uomo vengono allontanati e dispersi.
TRADUZIONE LETTERALE
OM:
IL SUPREMO
BUH: LA TERRA
BHUVAH:
L'ATMOSFERA
SVAH: IL CIELO
TAT: COLUI
OM : IL
SUPREMO
SAVITUR: IL
SOLE(LA DIVINITA' CHE GENERA E ILLUMINA LA VITA)
VARENYAM:
L'ASSOLUTO, IL MIGLIORE TRA I TANTI
BHARGO : QUELLA
LUCE SUPREMA CHE DIMORA NEL SOLE E DISTRUGGE I SEMI DEL
KARMA
DEVASYA: DELLA
DIVINITA' CHE CAUSA LO SPLENDORE DELL'UNIVERSO
DHI MAHI:
MEDITIAMO
DHIYO YO NAH:
CHE IL NOSTRO INTELLETTO
PRACHO DAYAT:
POSSA INCITARE
FONTE: http://www.alberosacro.org/gayatri-mantra.htmos
ALF,
VEHUEL ED EUTONA, IN FRATELLANZA COSMICA VI OFFRONO QUESTO
POST DI AIVANHOV PER UNA RIFLESSIONE COMUNE
OMRAAM MIKHAEL AIVANHOV
IL NATALE

Esistono 4 feste cardinali: Natale,
Pasqua, la festa di San Giovanni e quella di San Michele,
ciò non è dovuto al caso, o perché sia piaciuto a
qualche religioso istituirle. In realtà, esse
corrispondono ai fenomeni cosmici. Nel corso dell’anno
il sole passa per i 4 punti cardinali e, in quel momento,
certe forze e certe energie si riversano non solo sugli
esseri umani ma su tutta la natura, sulla vegetazione,
sugli animali e persino sugli altri pianeti. Nella natura, il Cristo nasce ogni
anno il 25 dicembre a mezzanotte. La notte del 25 è la più
lunga. A partire da quella data, le notti iniziano ad
accorciarsi e i giorni si allungano. Vi è più luce, più
calore, più vita e ciò si riflette su tutte le creature. Invece di essere coscienti
dell’importanza di un evento che si verifica una sola
volta all’anno, quando la natura è intenta a preparare
la nuova vita, l’uomo pensa a ben altro. Ecco perché
non ne ricava nulla, anzi, in questo modo perde la grazia
e l’amore dal Cielo. Prima d’essere un avvenimento
storico, la nascita del Cristo è un avvenimento cosmico,
è la prima manifestazione della vita nella natura, il
principio di tutto ciò che esiste. Inoltre questa nascita
è un avvenimento mistico, cioè il Cristo deve nascere in
ogni Anima umana come supercoscienza, come amore Divino,
come comprensione, come sacrificio. L’aspetto storico è al 3°
posto. I più importanti sono gli aspetti mistico e
cosmico perché la nascita del Cristo può nascere anche
in noi; questo è molto più importante dell’aspetto
storico. Potete leggere la storia della Sua nascita quante
volte volete, ma fino a quando il Cristo non nasce in voi,
non sentirete né il calore, né la Luce, né la bontà, né
la felicità, né la liberazione…nulla. Per essere scelti ad avere un
figlio come Gesù, il Salvatore dell’umanità, Maria e
Giuseppe erano esseri eccezionali, predestinati. Ancora
molto giovane, Maria si era consacrata ed era andata al
Tempio per mettersi al servizio del Signore. E cosa faceva
nel Tempio? Chi l’ha preparata? Chi l’ha istruita? Non
è detto, ma lo si sa in dettaglio. Maria si era dunque
purificata e aveva fatto i più grandi sacrifici per
essere degna di ricevere nel Suo seno uno spirito così
potente ed elevato quale Gesù. I cristiani pensano che
possa scegliere chiunque e che in questo campo non ci
siano né giustizia, né regole, né leggi…nulla. Allora
è Lui che ha fatto le leggi, ma Lui sarebbe il primo a
trasgredirle? Darebbe proprio un buon esempio il
Signore!…Se Dio sceglie delle creature, esse devono
rispondere a determinate condizioni. Anche Gesù ha dovuto
passare attraverso determinate tappe prima di diventare il
Cristo. I cristiani pensano che Gesù sia Dio stesso, nato
perfetto. Ma allora perché ha dovuto attendere il Suo
trentesimo anno di età per ricevere lo Spirito Santo e
fare dei miracoli?…Quando Dio in persona deve venire a
incarnarsi sulla Terra, accetta liberamente di
sottomettersi alle leggi che Lui stesso ha formulato. Egli
si rispetta, lo capite? Un corpo fatto di materia eterica
non può resistere a lungo: solo qualche ora, una
giornata, e poi bisogna restituire le particelle. Affinchè il corpo sia duraturo, è
necessario sia formato da particelle materiali, apportate
dalla madre. Perché il bambino nasca, è necessario che
vi siano un padre e una madre, Il padre, Giuseppe, è
l’intelletto, lo spirito dell’uomo. La madre, Maria è
il cuore, l’Anima. Quando il cuore e l’Anima sono
purificati nasce il figlio, ma non nasce dall’intelletto
e dallo Spirito, ma dall’Anima Universale, che non è
altro che lo Spirito Santo sotto forma di fuoco, di amore
Divino…una fiamma pura che viene a fecondare l’Anima e
il cuore dell’essere umano. L’Anima e il cuore
rappresentano il lato ricettivo, la donna; e
l’intelletto e lo Spirito rappresentano il principio
maschile, che prepara le condizioni affinchè lo Spirito
Santo, cioè l’Anima Universale, che è fuoco, prenda
possesso dell’Anima, di Maria. E allora che nasce il
Cristo-Bambino. Dato che però la nascita è un fenomeno
che deve avvenire nei 3 mondi, è necessario che il
bambino nasca anche sul piano fisico. Quando Maria e Giuseppe hanno
voluto cercare rifugio in una locanda, non vi era più
posto per loro, ciò significa che quando gli uomini sono
occupati a mangiare, bere e divertirsi, non hanno mai
posto per l’Iniziato che ha ricevuto il
"bambino". Questo bambino Divino, che è già
stato concepito in voi come Luce, potrebbe essere, un
ideale, un’idea che nutrite, che amate teneramente. Ma
dove andare con questo bambino? Nessuno vi apre la porta,
cioè nessuno vi comprende. La stalla con la mangiatoia è un
simbolo: la povertà, quella esteriore. Sì, per l’uomo
nel quale dimora lo Spirito sarà sempre così: gli esseri
umani, non lo apprezzeranno, non lo ospiteranno. Ma grazie
alla Luce che proietta al di sopra della mangiatoia, altri
lo vedranno da lontano.. Questa Luce, la stella a 5 punte,
è una realtà assoluta. Essa brilla sopra la testa di
tutti gli Iniziati, il cui principio femminile, cioè
l’Anima e il cuore, ha messo al mondo il bambino Gesù,
concepito dallo Spirito Santo. L’intelletto non deve
dunque ribellarsi e adirarsi, ma comprendere correttamente
e dire: "qui vi è qualcosa che mi supera". E cosa significa la stella? E’ un
fenomeno che avviene inevitabilmente nella vita di un vero
mistico, di un vero Iniziato. Sopra la sua testa appare
una stella, un pentagramma luminoso. Ciò che è in alto
è come ciò che è in basso, e ciò che è in basso è
come ciò che è in alto: questo pentagramma deve esistere
in duplice forma. L’uomo stesso è un pentagramma
vivente e poi, in alto, nei piani sottili, un altro
pentagramma lo rappresenta sotto forma di Luce. L’uomo
è già un pentagramma, ciò significa che possiede le 5
virtù: la bontà, la giustizia, l’amore, la saggezza,
la verità. E quella Luce, quella stella che
brillava sopra la stalla significa che da ogni Iniziato
che possiede in sé il Cristo vivente, esce continuamente
una Luce che calma, nutre, conforta, guarisce, purifica,
vivifica…Un giorno quella Luce verrà notata da lontano
da coloro che percepiscono che qualcosa di speciale si
manifesta tramite quell’essere. Ciò che si manifesta è
appunto il Cristo. Occupiamoci ora della stalla. In
quella stalla non vi erano né pastori, né greggi, ma
soltanto un bue e l’asinello. Perché? La mangiatoia è
il corpo fisico. E il bue?…Nell’antichità, il toro è
sempre stato considerato come il principio generatore. In
Egitto, per esempio, il toro Apis era il simbolo della
fertilità e della fecondità. Il toro è sotto
l’influsso di Venere e rappresenta la forza sessuale.
L’asino è sotto l’influsso di Saturno; rappresenta la
personalità umana, l’uomo testardo, caparbio, ma buon
servitore. Infatti i due animali erano là per servire Gesù.
Ma servirlo come? Quando l’uomo comincia a lavorare per
perfezionarsi entra in conflitto con le forze della sua
personalità, che è caparbia, limitata, parziale,
capricciosa, come l’asino e con le forze della sensualità
che lo rendono spesso furioso come un toro. L’Iniziato è colui che è
riuscito a controllare queste 2 forze e, al quel punto,
esse sono a suo servizio. Vedete, non annienta in sé la
personalità e la sensualità: L’asino e il bue erano
presenti. Dunque, quando l’Iniziato arriva a trasmutare
l’asino e il bue che sono in lui, e a metterli al
proprio servizio, essi vengono a riscaldare e alimentare
il neonato con il loro soffio. Queste energie non sono più
presenti per tormentarlo e farlo soffrire, ma diventano
energie vivificanti. Il soffio dell’asino e del bue è
una reminiscenza del soffio mediante il quale Dio ha dato
l’Anima al primo uomo. L’asino e il bue sono stati
utili al Bambino Gesù. Ciò significa che tutti coloro
che hanno il Cristo in sé, saranno aiutati dalla loro
personalità e dalla loro sensualità, perché si tratta
di energie. In seguito un angelo è apparso ai
pastori che possedevano quella stalla. Essi sorvegliavano
i loro greggi e quando l’angelo annunciò a loro la
nascita di Gesù, ne furono meravigliati; presero degli
agnelli e li offrirono a Gesù. Ciò significa che tutti
gli esseri che esercitano un’influenza sul corpo fisico,
cioè gli Spiriti familiari, reincarnati e non, e che
hanno ricchezze (simbolicamente gli agnelli) vengono
avvertiti, perché hanno partecipato alla formazione di
quella stalla (il corpo fisico). Dunque tutti gli Spiriti
familiari che sono nell’Aldilà o sulla Terra ricevono
la notizia che si è verificato un evento splendido nel
vostro cuore e nella vostra Anima e vengono a portarvi dei
doni. Il mondo intero si mette al servizio del Bambino. Ma
fino a quando non l’avrete fatto nascere, non pensate
che vengano ad aiutarvi. Gli angeli vengono unicamente ad
aiutare colui che ha già fatto nascere in sé il Bambino
Gesù, perché non è per voi che vengono, ma per quel
principio Divino, il Cristo, il Figlio di Dio. Non vi è dunque niente di più
importante che compiere tutti gli sforzi necessari affinchè
nasca un giorno il Bambino Gesù. Allora, la Terra e il
Cielo arriveranno; dai 4 angoli del mondo alcuni esseri
capiranno che è nata una nuova Luce e verranno a
visitarvi e a portarvi i loro doni. Certo, vi sarà un
Erode furibondo, ma per fortuna vi sono anche degli angeli
che verranno ad avvertirvi perché il Bambino Gesù sia
salvato. L’uomo non può far nascere Gesù
in sé se non ha compreso sua madre, la Terra. Il nostro
corpo è in relazione con la Terra e tornerà alla Terra,
perché è tratto dalla Terra, perché è il suo frutto,
il suo bambino. E se l’uomo non è in una giusta
relazione con la Terra, il Bambino Gesù non può nascere
nelle sue azioni, nel suo corpo fisico. La Terra è un essere intelligente,
è la creatura più sconosciuta, più disprezzata, più
disdegnata e le grandi sventure provengono da questo. Sì,
perché non rispettiamo nostra madre che ci ha donato il
suo corpo, il nostro corpo. La terra possiede officine,
laboratori straordinari dove può trasformare tutto. Ed è
questo che fa senza sosta: tutte le impurità, tutte le
scorie che le vengono date, essa le trasforma per produrre
frutta, fiori e tutto ciò che è utile e bello. È molto
intelligente, la Terra! E cos’è la Terra? È la figlia
di una madre, che è la figlia di un’altra madre, che è
essa stessa figlia di un’altra madre. Dunque, vi sono
una bisnonna, una nonna, una madre e una figlia. Ebbene,
la figlia è la Terra. La bisnonna è la Natura cosmica,
invisibile, che ha formato l'universo: la Sposa di Dio. La
nonna è l’universo. Quanto alla madre, non la si vede,
è al di là della Terra, sua figlia, che è una
rappresentazione della grande natura, Iside. E i figli
della Terra sono tutti gli alberi, tutti i frutti, tutto
ciò che produce. La Terra è resa fertile dal Sole e
produce figli tutto l’anno nelle diverse regioni. Il
Sole è il padre e la terra è la madre, ma al di là vi
sono altri padri e altre madri. Vi è anche il Sole
invisibile, il Sole nero, dal quale il nostro Sole trae le
sue energie…Sì, tutto è collegato…Prendete
l’albero. Le radici sono la bisnonna; il tronco, la
nonna; i rami, la madre; le foglie con i fiori, la figlia;
e i frutti sono ciò da cui tutto ricomincia, poiché
tutto è compreso nel frutto. L’albero è una
condensazione di tutto l’universo. Guardate l’atomo;
esso è una condensazione del sistema solare e, a sua
volta, il sistema solare non è altro che un atomo
nell’immensità e una condensazione di questa immensità.
La chiave dell’analogia che vi ho dato apre tutte le
porte e dovete imparare a servirvene. Anche nel corpo
fisico si trova questa condensazione: la bisnonna, la
nonna, la madre e la figlia…e i frutti. Gesù ha molti nomi. Certo nella
storia il suo nome è Gesù, ma nel campo mistico non si
chiama più Gesù, si chiama Sé Superiore. Quando si dice
che l’uomo si fonde con il suo Sé Superiore, che si
unisce con l’Anima Universale, che riceve lo Spirito
Santo, sono formule differenti per eprimere la stessa
realtà. L’Anima Universale è l’oceano nel quale
tutto vive, è l’Akasha, è l’etere più puro nel
quale siamo cullati, che è dovunque, che sa tutto, che
contiene tutto, che trasmette tutto da un capo all’altro
dell’universo. E quando l’apostolo diceva "In Lui
ci muoviamo", parlava dell’Anima Universale che è
un’emanazione di Dio ma che non è ancora Dio stesso. Quando si dice che viviamo in Dio,
in realtà ciò non è completamente esatto, noi viviamo
in una sostanza che Egli ha emanato. All’inizio Dio ha
emanato una Luce, e quella prima sostanza che era pura
Luce è l’Anima Universale. Quando Dio disse " Che
la Luce sia!", quella Luce che apparve non è la luce
che noi vediamo. La luce che vediamo è un riflesso, una
rappresentazione che ci dà solo un’idea di cosa sia la
vera Luce. Essa alimenta l’universo, contiene tutto, e
tutti gli esseri in essa si muovono come i pesci che
nuotano nell’oceano. Quella Luce è pure composta di
strati diversi più o meno sottili. Guardate
l’atmosfera: è un oceano ove noi siamo come pesci di
un’altra specie che nuotano e vivono come i pesci
dell’oceano liquido. E al di là di quell’oceano si
estende un oceano eterico ove vivono altre
creature…L’Anima Universale ha dunque dei piani più o
meno densi, più o meno sottili. Ecco una scienza che gli uomini
devono ancora imparare: come cambiare la polarità. Quando
venite a contatto con qualcuno che è più grande di voi,
subito dovete diventare ricettivi, come una donna, se
volete trarre profitto da tutto ciò che conosce.
Altrimenti, non ne trarrete alcun vantaggio, non
riceverete nulla. Ma se siete davanti a qualcuno che è
inferiore a voi, diventate un uomo, vale a dire date,
influenzatelo, proteggetelo. Occorre saper diventare donna
e uomo. Riflettete un po’ e vedrete che nei casi in cui
non avete saputo polarizzarvi nei confronti di qualcuno
superiore o di qualcuno inferiore a voi, avete sempre
dovuto perdere qualcosa invece di guadagnarla. Per nascere una seconda volta nella
forma del bambino Gesù, occorrono un padre e una madre
evoluti, più evoluti del padre e della madre fisici.
Occorrono l’amore e la saggezza, e il bambino che nascerà
sarà la verità, la pienezza della vita, tutto ciò che
è reale e veritiero. La nascita di Gesù non è solo un
avvenimento che è accaduto 2.000 anni fa nella storia, ma
un fenomeno reale che si produce ogni anno nella natura e
qualche volta, raramente, nell’essere umano. La verità è che il Cristo è
apparso più volte nel mondo umano e anche su altri
pianeti, in tutto l’universo, e apparirà ancora in
avvenire. Per ogni essere arriva un momento
in cui il fiore sboccia e quando il fiore sboccia diffonde
il suo profumo, che si manifesta intorno a quell’essere;
e il suo sorriso, il suo sguardo, la sua pelle, tutto
cambia, anche la sua voce. Vi sono periodi in cui
l’Anima umana sboccia e allora esala essenze deliziose.
Se si desidera essere ricercati, amati, ammirati, bisogna
emanare tale vita, irradiare quella vita. Non dimenticate che Natale continua
ancora domani, dopodomani……. Quanto agli altri, non parliamone!
Hanno mangiato, hanno bevuto, si sono rimpinzati, ora sono
ammalati. D’ora in poi, che sia finita, che non si passi
più un Natale in quel modo. Mettetevelo in testa!
Lavorate, e un giorno il Bambino Gesù nascerà in voi.
Per il momento preparatene le condizioni. FONTE: IN PRINCIPIO ERA IL
VERBO di Omraam Mikael Aivanhov
L'ANALISI E LA SINTESI di AIVANHOV

"L'analisi
è una discesa nella materia mentre la sintesi è
un'ascesa verso lo spirito. Più
si sale, più sfuggono i dettagli delle cose, ma in
compenso appare l'insieme e si percepisce
una maggior quantità di fatti e di oggetti; più si sale,
più si è obbligati a fare
la sintesi. Grazie a tale sintesi si giunge ad un'unità.
poichè si scopre in un principio
unico il legame che esiste fra ogni cosa, ed è così che
si va verso il sapere. Il sapere
consiste nel guardare da un punto più elevato per avere
una visione che spazia su
tutte le cose: sapere che apporta potenza, salute e gioia.
La potenza, la gioia e la salute
si ottengono solo attraverso l'unificazione di tutte le
energie, la loro convergenza
verso un'unico punto, là dove non esiste più alcuna
biforcazione." Senza
dubbio, questo modo di comprendere l'analisi e la sintesi
vi sorprenderà, poichè
mai nessuno le ha definite in questi termini. Tuttavia, la
definizione è esatta. L'analisi
è una discesa nella materia; per poter analizzare le
cose, una volta entrati in
possesso delle stesse, le si deve scomporre per
consentirne uno studio approfondito. Ma
a poco a poco la separazione degli elementi finisce per
causarne la morte. La morte,
d'altronde, altro non è che l'analisi perfetta. Quanto
alla nascita, questa è, invece, una sintesi: gli elementi
si raccolgono, formano
un'unità, ed ecco che nasce il bambino! La nascita del
bambino è il simbolo della
sintesi di tutte le energie e di tutte le particelle della
materia.. La
sintesi è la vita, l'analisi è la morte Ecco
perchè la tendenza all'analisi, attualmente così
diffusa, è pericolosa. Per
dare un esempio, tutti gli specialisti sono degli
analisti. Essi
si fermano su un soggetto, su un organo, trascurando tutto
il resto, cioè l'insieme dell'essere
umano o dell'universo. Essi marciano quindi verso la
morte. E' vero che la specializzazione
è necessaria; gli specialisti che conoscono bene i
particolari sono necessari. Ma
continuando ad analizzare, si finisce per non vedere più
l'insieme. La
scienza lavora sempre più nel campo dell'analisi e scopre
delle particelle della materia
sempre più minuscole. Essa scompone, sposta,
disintegra.... E'
in questo modo che vuole conoscere anche l'essere umano:
scomponendolo, facendolo
a pezzi. Tale tendenza alla separazione è fortemente
affermata,rinforzata e sottolineata
dovunque nelle scienze, tanto da portare a cambiamenti
anche nella vita morale,
spirituale: ognuno
vuole separarsi. isolarsi dagli altri, ed è così che
nascono le ostilità, i partiti e
le guerre... Ecco
qual'è il risultato dell'analisi. E
se prendiamo in considerazione le nazioni, notiamo che il
patriottismo è molto spesso
una manifestazione di questa filosofia dell'isolamento
universale. Tutti
propendono verso l'analisi: DIVIDERE, SEPARARE, SPOSTARE,
LACERARE. Perfino
nelle famiglie, tutti sono diventati talmente analitici da
non sopportare più nulla,
sempre pronti come sono a spaccare il capello in quattro:
madre e padre, genitori
e figli.... Non
hanno compreso che si deve tendere verso la sintesi, in
quanto la sintesi è amore, comprensione,
intesa. L'amore
è una sintesi: quando si ama, si vuole sempre avvicinare,
riunire, raccogliere. Mediante
l'analisi si impara, mediante
la sintesi si sente, si vive. Quando
incontrate qualcuno, cominciate subito ad analizzarlo: il
suo naso, la sua bocca,
i suoi movimenti...le caratteristiche, i difetti, la
professione, quanto guadagna.... Mentre
quando amate, non volete sapere nulla di tutto questo; voi
amate la persona così
com'è, sentite tutto il suo essere e vibrate all'unisono
con essa; questa è la sintesi. Se
invece in certi momenti vi accade di essere irritato
contro di lei, immediatamente subentra
l'analisi e la fate a pezzi. Poi
quando l'amate di nuovo, la perdonate perchè ritornate a
vederne l'insieme e dimenticate
i dettagli. La
sintesi non si sofferma sulle piccole cose, al contrario
dell'analisi che non soltanto vi
dà importanza, ma le ingrandisce al punto da bruciare
tutta la coperta per uccidere una
pulce. Per
un piccolo difetto da nulla si
distrugge una persona. In
realtà quella creatura è figlia
di Dio, ma
ciò non importa, non
è quello che in quel momento si
vuol vedere e si
nota solo il difetto.
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LA GENESI DELL'UNIVERSO (CORRADO MALANGA)
IN QUESTO VIDEO CORRADO MALANGA CI PARLA DELLA SUA TEORIA A PROPOSITO DELLA GENESI. ATTRAVERSO IPNOSI REGRESSIVE FATTE ALLE PERSONE RAPITE DAGLI EXTRATERRESTRI.
CI TENGO A PRECISARE CHE LUI SOSTIENE CHE GLI ALIENI NON SONO BEN INTENZIONATI NEI NOSTRI CONFRONTI. MA QUESTA TEORIA NON ESCLUDE CHE CI SIANO ANCHE ALTRI ESSERI EXTRATERRESTRI CHE INVECE ABBIANO INTENZIONE DI AIUTARCI.SOLO CHE NON AVENDO RAPITO NESSUNO, NON RISULTANO DALLE IPNOSI REGRESSIVE...
COS'E' IL REIKI
La
parola Reiki è d’origine giapponese ed è composta da
due sillabe: Rei e Ki. La
prima, Rei, significa qualcosa di misterioso, miracoloso e
sacro. Essa sta ad indicare l’Energia primordiale
(Divina); è quell’energia che esisteva ancor prima
della creazione dell’universo, è il principio divino
dal quale è scaturito il Big Bang e che ha portato alla
creazione dell’universo in tutte le sue manifestazioni (Ki). La
seconda, Ki, significa atmosfera, o qualcosa che non si
vede, o l’energia dell’universo. Tale termine indica
l’Energia Vitale Universale intrinseca ad ogni essere
e/o cosa. Il Ki permette ad ogni cosa di esistere e agli
esseri viventi di vivere, è l’energia che regola il
funzionamento stesso dell’Universo. Ki è il
corrispondente del Chi per i cinesi, del Prana per gli indù,
Luce o Spirito Santo per i cattolici, ecc.
A cosa serve il Reiki
Oggi
grazie alle informazioni che sono giunte in occidente in
tempi recenti, sappiamo molto meglio di prima quale era lo
scopo del Reiki secondo la visione del fondatore di questa
disciplina. Questa
disciplina spirituale è stupenda perchè ci da la
possibilità di diventare un canale dell'energia
universale, pertanto dopo aver ricevuto i Reiju (termine
giapponese che significa: "Donare la Spiritualità")
o iniziazioni (termine occidentale), dalle nostre mani
sentiremo uscire un dolce e amorevole flusso energetico
risanante. Oggi
sappiamo che il Maestro Usui non intendeva Reiki essere
una Scienza Spirituale solamente per l'utilizzo
dell'energia universale, ma, egli stesso insegnava l'arte
della meditazione e del controllo della mente. strumento
indispensabili per poter definire una qualsiasi disciplina
come spirituale (vedi
le tre vie). Il
termine stesso Reiki ci indica profondamente il senso di
questa disciplina, in quanto sono stati unificati i
termini Rei-Energia-Primordiale ed il Termine
Ki-Energia-Universale la prima indica il Creatore/Dio la
seconda il Creato/Io. L'ideogramma stesso del Reiki ci
indica che la meta dell'uomo è ristabilire l'unione con
Dio, laddove Creatore e Creazione si fondo nell'unica
verità. Come
hai potuto capire, Reiki è un potente strumento di
Guarigione, ma, soprattutto di Guarigione
Spirituale,
che è l'unico e consapevole modo (la Guarigione
spirituale) per poter portare Luce, Amore e Pace in noi
stessi, e grazie a questo contribuire alla nascita di un
mondo migliore. Un mondo dove tutti gli uomini potranno
vivere insieme con Pace, Amore e Gioia infinita.
Il Maestro Usui usava insegnare ai suoi allievi che lo
scopo del Reiki è il raggiungimento "dell'Anshin
Ritsumei", "Assoluta Pace Interiore" o
"Illuminazione" .
Il Maestro Usui dopo aver raggiunto l'Illuminazione non ha
fatto altro che fare quello che hanno fatto da sempre
tutti i maestri realizzati. Ha creato un metodo che
potesse aiutare l'essere umano ha raggiungere
l'illuminazione o Anshin Ritsumei.
in Occidente il Reiki si è principalmente diffuso come
terapia energetica, la visione spirituale originaria si è
persa per strada. Probabilmente la Takata stessa, colei
che ha portato Reiki in occidente, ha evidenziato
principalmente l'aspetto terapeutico del Reiki in quanto
ella stessa lo conobbe per essere curata da una malattia
terminale (vedi storia del Reiki ndr.)
Dal punto di vista spirituale la malattia è causata da
uno squilibrio tra corpo, mente e anima ed energeticamente
dal non più corretto fluire dell'energia universale
all'interno della nostra struttura energetica.
Attraverso il Reiki nella parte relativa al trattamento
adiamo ad imporre le man e a trasferire l'energia
universale su noi stessi o sulle altre persone, questo
aiuterà a ristabilire il corretto fluire dell'energia
universale e andrà a stimolare la capacita del corpo di
rigenerarsi e ristabilire quell'equilibrio originario che
era venuto meno con la malattia, sia dal punto di vista
energetico che biochimico (vedi
visione olistica della malattia).
Come già si intuisce l'energia di Reiki lavora
contemporaneamente su corpo, mente e spirito, pertanto da
questa sua caratteristica in occidente si è sempre
limitato il Reiki alla parte trattamento.
Usui esortava i suoi allievi a meditare mattina e sera,
per trovare la pace interiore e la giusta attitudine nei
trattamenti di reiki.
Tutto questo è possibile solamente dedicando del tempo a
servire il nostro prossimo donandole Reiki, imparare a
controllare la mente applicando quotidianamente i cinque
principi e praticando quotidianamente la meditazione. In
questo kodo andreo a risvegliare e a riprendere piene
consapevolezza della scintilla divina che si trova in noi
quali figli di Dio creati dalla sua stessa sostanza.
Dagli
uomini particolarmente ricettivi il trattamento Reiki
viene spesso sperimentato come Amore. E l’Amore in
effetti è una forza, che unisce, che vuole portare a una
totalità sempre più grande fino ad entrare nell’essere
un tutto con il creato stesso. In effetti il vero
obiettivo dell’uomo è la realizzazione di questa unità
per poter vivere poi di essa. L’anima fa ritorno alla
sua patria originaria, la goccia si unisce all’oceano
infinito dell’essere e questa unione significa Amore
assoluto, sapienza e saggezza, armonia, appagamento e
beatitudine. Il Reiki ci può aiutare a ritrovare questa
unità, questa guarigione totale. Per questo Reiki deve
essere interpretato come un metodo di guarigione nel senso
più ampio.
Noi siamo al limite di una nuova
epoca,
che potrà trovare la sua espressione nella creazione di
nuovi valori della coscienza umana o che si affermerà
sulla distruzione radicale delle vecchie strutture
superate. La decisione spetta a noi e noi troviamo sia
incoraggiante il vedere come si diffonda sempre più
l’interesse per le verità più profonde.
FONTE: http://www.amoreiki.it/reiki.html
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O.O.B.E ESPERIENZE FUORI DAL CORPO di UMBERTO Dl GRAZIA PARTE 2
“DIMENSIONE
SOGNO” Un
caso, nel 1997, riguardò un bambino di Pescara, scomparso
da casa e che in molti dicevano di aver visto a Napoli.
Fui contattato da alcuni giornalisti che mi inviarono per
fax alcune foto del ragazzo, della famiglia e del vescovo.
A parte i dati intuitivi che dissi subito, cominciai a
programmarmi per un ” viaggio
del doppio”. Sentivo molto il caso e dopo due giorni di
tentativi mi trovai a viaggiare sopra un canale. Vedevo
dall’alto una catapecchia di pescatori con delle reti,
poi lontano delle barche. Sul litorale scorsi delle grotte
piccole con i pezzi di un motorino all’interno. Il
doppio, ritornò sul canale e vicino alla parete destra,
risalendo dal, mare, vidi, sotto l’ acqua
il viso del ragazzo. Gli
occhi erano aperti e molto luminosi, mentre l’ acqua
era fangosa. Un ramo che si muoveva lentamente teneva
incagliato il corpo, non permettendogli di affiorare…
Ricordo che questo esperimento mi lasciò molta tristezza,
per come il caso si era svolto nella realtà e per
l’inutile spreco di energie che erano state messe in
campo. Negli anni ‘70 una serie di sogni mi portarono a
rivivere alcuni concerti di un vecchio musicista di
spinetta. Vedevo
quello che lui guardava e così gli ambienti, i personaggi
e gli spartiti che man mano apparivano sempre più chiari
e definiti. Riuscii, sotto la spinta di alcuni amici
musicisti, a riprodurre sul pentagramma la posizione
geometrica delle note che vedevo durante quel tipo di
sogno. Venne fuori cosi un disco (33 giri) denominato ”
Dimensione Sogno”, introvabile ormai da anni. La sua
musica, riprodotta su organo, gira il mondo nelle messe
cantate, è usata come strumento di rilassamento e fa
parte di tecniche vibratorie di alcuni gruppi esoterici. IL”RISVEGLIO
PARALLELO” Mio
padre si chiamava Francesco ed era onesto come pochi lo
sono. Dolce e timido, cercò anche lui di cambiare il
sistema, ma fu schiacciato dalla burocrazia del vivere,
dal gusto del rubare agli altri. Comunque venne un giorno
in cui la sua struttura fisica e mentale cedette facendolo
precipitare in uno stato di coma. Senza speranza, secondo
il parere della direzione del centro di rianimazione,
tutto da dire invece secondo le mie conoscenze. Furono
ventidue giorni di lavoro continuo, in O.O.B.E. cercai,
riuscendoci, di contattare il suo doppio. Vagava in uno spazio
indefinito senza avere la coscienza
di essere legato ancora ad un corpo. Era in quella fase
che io chiamo del “risveglio parallelo”. Infatti è
qui che si incominciano a percepire i ricordi pre-natali,
ed è qui che, man mano, la nostra coscienza
recupera un senso diverso della realtà e del giusto, al
di la delle piccole e limitanti regole logiche. E’ come
una nascita dove, contrariamente a quella fisiologica, già
conosci l’ambiente con le sue regole. Concetti
difficili da scrivere, ma chiari ed incancellabili a chi
li vive. In poche parole, feci “capire” al doppio del
mio genitore che aveva una struttura fisica dalla quale
non si era completamente staccato e, se era
“consentito”, forse poteva tentare di riunirsi. Parlai
con il primario di “alcune cose” e del momento in cui,
secondo me, mio padre sarebbe uscito dal coma. Tutto andò
bene, ma non crediate che sia una cosa facile da fare,
molti sono stati i tentativi e pochi i risultati, inoltre,
quando questi si verificano, per come appaiono, vengono a
detta di tutti definiti come eventi “miracolosi”. UN
TERRITORIO DA RECUPERARE Questo
caso riguarda la moglie di un mio amico, accanita
fumatrice, che incontrai un giorno facendo visita alla
coppia che risiedeva fuori Roma, a Fiumicino per
l’esattezza. Era una donna intelligente e pratica e
ricordo di essere stato, contrariamente al mio consueto
modo di essere, particolarmente duro e violento con lei
nel vederla fumare incessantemente. Passarono alcuni mesi
ed un giorno fui chiamato dal mio amico: era morta la sua
compagna. Andai a casa loro, il corpo della donna era
composto nella camera da letto. Verso le tre di notte ci
stendemmo su dei lettini in una stanza attigua. Ero
molto stanco ed entrai subito in uno stato di
sdoppiamento, sedendomi con la parte trasparente e
tridimensionale sopra quella fisica. Ebbi la percezione
visiva a 360° e notai subito la presenza del doppio di un
grosso cane a macchie bianche e nere che scodinzolava
felice. Era la prima volta che mi accadeva e ne rimasi
particolarmente colpito. Immediatamente dopo apparve il
doppio della donna, aveva lo stesso vestito che indossava
sul lettino su cui era stata deposta dopo la morte
e guardava con insistenza verso di noi. Il cane ed io le
andavamo incontro, scivolando come se fossimo leggermente
sollevati dal pavimento. Lei
si diresse verso la stanza dove era situato il suo corpo
fisico, girò intorno al letto matrimoniale, come se la
fisicità delle forme fosse un ostacolo, e mi guardò più
volte come a chiedere il “perché”; non scorderò mai
l’intensità della sua richiesta. Provò a sedersi sul
corpo fisico dal quale fu come respinta allora, allungò
il “doppio” della mano fino a sfiorare la fronte. La
ritrasse con paura. Io cercavo di trasmetterle cosa
conoscevo di quei momenti, ma fu inutile. Mi passò
velocemente accanto, trasmettendo al mio corpo fisico,
fermo nella stanza attigua, un senso di freddo. La
seguii, mentre scendeva la scala che portava al piano
inferiore, fino a quando la vidi sparire in un buio denso
che mi incuteva insicurezza. Rientrai nel corpo. Quella
notte la passammo senza dormire vicino a quel corpo che
sentivamo come vuoto ma che forse poteva ancora aiutarci a
capire. Il mio amico rimase molto sorpreso per il
“dettaglio” del cane. Infatti circa tre mesi prima la
coppia aveva trovato e raccolto un grosso cane ferito, a
macchie bianche e nere, che morì sopra quello stesso
letto. Cosa sto cercando di trasmettere? E’ semplice: i
fenomeni sono inconsueti perché la gente non ne parla,
visto il razzismo culturale e l’ignoranza vigente, ma
essi sono uno strumento di crescita e di vero cambiamento.
Quante idee, invenzioni, filosofie, nascono da dati avuti
tramite l’O.O.B.E.? Infinite, credetemi, ai disegni di
Leonardo, le cose asserite da Bacone prima di morire,
moltissime scoperte scientifiche (struttura dell’ atomo,
del benzene, ecc), il contenuto di certe religioni, hanno
in comune un essere umano che, fortemente motivato, ha
trasceso la dimensione del vero e del giusto data dalle
menti riduttive e non libere per “volare”. Questo
è un territorio da recuperare perché va oltre il bene ed
il male, la nascita e la morte,
e ci ridona una più giusta profondità dell’essere.
Ricordatevi sempre che siamo diversi e migliori di quello
che ci hanno saputo o voluto dire. Fonte:
www. coscienza.org
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O.O.B.E. ESPERIENZE FUORI DAL CORPO
di UMBERTO Dl GRAZIA PARTE 1
L’USCITA FUORI DAL CORPO. UN’ESIGENZA DEL NOSTRO PROFONDO PER “CARICARSI”, TUTTI NE BENEFICIAMO MA NON TUTTI NE CONSERVANO IL RICORDO
Articolo di UMBERTO Dl GRAZIA
Era
l’agosto del 1961 quando ebbi, improvviso e non cercato,
il primo fenomeno di sdoppiamento o uscita fuori dal corpo
(O.O.B.E.). Ho
molte esperienze da raccontare, cercherò di comunicarne
alcune, trasmettendole in maniera semplice, visto che in
questo settore ci sono sempre troppe informazioni
sbagliate, riportate da personaggi confusi e spesso
disonesti. L’uscita fuori dal corpo è un’esigenza del
nostro profondo per “caricarsi” al di fuori dei
blocchi del pensiero-logico ed è come il sognare: tutti
ne beneficiamo, ma non tutti ne hanno il ricordo. Fra
qualche anno, quanto portato avanti dai ricercatori
all’avanguardia, si scoprirà scientificamente che lo
sdoppiamento serve per vivere e ci nutre a livelli
profondi e molto elevati. Si presenta con una forma
trasparente e tridimensionale di noi stessi, non uguale ma
simile. Difficilmente si notano i capelli e le
sopracciglia non si vedono i colori, ma se cerchiamo di
riconoscerli ne abbiamo una risposta mentale interna; con
una certezza “irrazionale” diciamo, ad esempio, ‘rosso’.
Non è vero che esiste un cordone che unisce il corpo
fisico con quello più sottile del “doppio”. Attenzione,
non c’è niente che si conquista in questo settore
tramite scorciatoie o formule magiche, o mantra da salotto
urbano, ma solo lavoro continuo su se stessi, controllo
delle nostre motivazioni e dai nostri ego, questo è
l’unico cammino. Non prendetemi per un brontolone, amo
la gente ma sono profondamente annoiato dalla stupidità
umana e dal loro apparire più che dal cercare di
“essere”.
E’ solo un’immagine simbolica per attestare una
interdipendenza tra le due strutture che, comunque,
restano sempre in contatto,
(anche se spesso intuitivamente ne percepiamo una sola).
Quindi tranquillizzatevi, non c’è niente che si può
spezzare, ma in compenso, quando il fenomeno si presenta
c’è molta paura, mi ci vollero circa tre anni, con
circa due sdoppiamenti a settimana per vincere il disagio,
quello genuino, sto parlando di veri sdoppiamenti, non di
quelli che vengono insegnati in seminari di vario tipo,
dove domina sovente la più scatenata fantasia e forti
condizionamenti.
In quarant’anni di
lavoro, nonostante il mio impegno, ho visto perdersi molte
persone, e so, quindi, che conoscere bene la possibilità
che abbiamo di dilatare la nostra coscienza,
sino allo sdoppiamento, potrebbe rappresentare una via
possibile per conoscere le forze che ci governano e
smitizzare il timore della morte.
Certo, ad un sistema politico-sociale-religioso
integralista, che vuole sempre più vederci come numeri e
trasformarci in individui ammalati e lamentosi, tutto
questo non fa piacere; ed è proprio per questo che
dobbiamo farci sentire e cercare di andare avanti. La
rivoluzione, quella vera, che non arricchisce i venditori
di armi, passa dall’evoluzione della coscienza. EMOZIONI
PARTICOLARI Negli stati di “uscita
dal corpo”, per prima cosa dobbiamo superare la paura;
non è facile come si può ben comprendere, si provano
infatti emozioni
particolari e del tutto sconosciute. Capii ben presto che
per uscire dalle emozioni
negative che si vivono occorreva un comando, io lo trovai
ripetendomi mentalmente: “mi devo addormentare”. Mi
trovavo così a rientrare velocemente nel corpo, ed era
come se precipitassi in caduta libera, il tutto sembrava
durare molto poco (difficile dire quanto), mi riprendevo
solo una volta alzato dal letto (in genere è cosi),
sentendomi completamente lucido e con un tono di energia
molto elevato. Con gli anni ho capito che
lo sdoppiamento portava una ricarica determinante per
superare gli ostacoli che si presentavano nella mia vita:
era raggiungere un livello dove non esisteva il dualismo
sciocco e razzista, e le regole del tempo- spazio
allentavano le loro strette maglie. Il presente continuo
è tangibile e capisci profondamente che ognuno di noi è
infarcito di notizie false, ridotte e tendenti a creare
barriere. Il “conosci te stesso e scoprirai i segreti
dell’ Universo”
è sempre più attuale. Il primo elemento da
superare è la paura, non mi stancherò mai di dirlo, è il “Guardiano della
soglia”, forte e molto furbo che ci conosce
perfettamente perché fa parte di noi. Se non si riesce a
dominare la paura, il doppio rimane fermo nell’ambiente
in cui sta il corpo e la nostra mente
ha la sensazione di vedere o stare in altri luoghi, ma
questo è solo una visione fantasiosa o allucinatoria. Il
tempo ed il controllo delle emozioni
ci permettono di spingere il “nostro doppio” oltre
questa palude delle sensazioni, diventando così
viaggiatori di spazi e dimensioni. C’è un modo semplice
per accorgersi se si sta navigando oltre le proiezioni
delle idee logiche: quando emerge la possibilità di
ritrovare cose del passato o anticipate quelle del futuro.
I MESSAGGI DA LIVELLI ELEVATI
Parlando nuovamente in prima persona posso dire che ho cominciato, dopo tre anni di lotte per contenere e distaccarmi dalla paura, ad avere “viaggi nel passato storico” effettuando poi, nel cosiddetto reale, nuove scoperte archeologiche e precognizioni del futuro. Ho potuto descrivere fatti, luoghi e date di innumerevoli ritrovamenti e di circa 650 precognizioni. Tutti questi dati sono stati rilevati da vari studiosi, giornalisti, notai ed amici che mi hanno affiancato in questi trentacinque anni di lavoro.
Le ultime 44 precognizioni sono state registrate da un gruppo di fisici dell’Università la Sapienza di Roma, guidati dai Dott. Mario Bruschi. Tutto questo perché? Perché dare notizie ad altri? Semplicemente per fare testimonianza e cercare, nello stesso tempo, di non chiudermi in me stesso e vedere il mondo ostile o nemico del diverso. Ho fatto due volte il giro del mondo alla ricerca dei miei simili: chi dice di sapersi sdoppiare o effettua corsi per insegnare ad altri, deve poter raggiunger il livello del “presente continuo” per darne una testimonianza reale, altrimenti si tratta di ben altro e spesso altamente negativo.
Questo vale anche per chi dice di andare indietro nel passato. Al massimo, nei viaggi “del doppio”,si hanno piccole e brevi scene simili alla pubblicità che si vede in televisione dei film in programmazione ma mai si percepiscono frasi o lunghi discorsi anche se, a volte, si può avere il “senso” di un brano.
Un libro scritto con informazioni “astrali”, nel migliore dei casi, ha solo alcuni punti veri e genuini, il resto è un costruito logico. Il viaggio cosciente dell’astrale affina l’intuito e strappa, gradualmente, i veli che coprono le varie realtà. Più si procede in questa ricerca più i messaggi vengono da livelli elevati, che hanno la caratteristica del breve contatto-massima informazione; gli stessi, però, non possono essere raccontati ad altri con la parola scritta o verbale. Non ci sono mezzi idonei mentre dentro al viaggiatore cresce un sorriso verso il tutto ed una spinta ad essere più vivo possibile nel presente.
E’ difficile dire quanto è importante contattare questi nostri livelli e la gioia che si ravviva in noi ed intorno a noi, solo per questo, per me, vale la pena di “vivere”. La persona che sperimenta più volte lo stato di “uscita dal corpo” può compiere un fenomeno di bilocazione anche se non è cosciente. Infatti sono sempre gli altri a darne testimonianza; essere visti a distanza, anche di qualche metro, dal corpo reale con gli stessi abiti che si indossa, personalmente mi ha creato molto imbarazzo e, in qualche caso, le persone si sono così spaventate che ho dovuto “lavorare” molto per calmarle. Ho una trentina di testimonianze in merito, con gente di vario tipo, conosciute e non, tra le quali non c’è alcun apparente legame. Gli episodi importanti legati al ” viaggio del doppio” possono riguardare:
- la ricerca di persone scomparse;
- la possibilità di informazioni di vario tipo (ad esempio, poter scrivere la musica senza conoscerla);
- il poter seguire le persone in coma o vederle dopo il loro passaggio nella dimensione parallela aperta dal morire.
CONTINUA...
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CORRADO MALANGA E LE ABDUCTION (RAPIMENTI EXTRATERRESTRI)

Non è facile definire Corrado Malanga
.
Si potrebbe dire che è uno scienziato che studia un certo
tipo di fenomeni in una certa categoria di esseri umani,
oppure si può dire che è un essere umano che studia una
certa categoria di fenomeni in modo scientifico.
Nel primo caso, Corrado Malanga
studia i casi di coloro che ritengono di essere stati
“addotti” da esseri viventi di origine
extra-terrestre. Nel secondo caso Corrado Malanga
sta curiosando fra le pieghe del tempo e dello spazio,
alla ricerca dell’origine dell’uomo e dell’universo.
Il tutto avviene, in ogni caso, tramite le sedute di
ipnosi regressiva a cui si sottopongono le persone addotte
dagli alieni.
Chiariamo prima di tutto questo fatto, perchè la naturale
diffidenza suscitata da un argomento come questo rischia
di ostacolare un sereno apprezzamento del lavoro svolto da
Malanga: esistono nel mondo migliaia di persone che
ritengono di essere state addotte dagli alieni, e nel loro
insieme costituiscono una realtà impossibile da liquidare
come semplice fantasia della mente umana. Una quantità
notevole di riscontri incrociati, sommati a numerose prove
tangibili, permettono oggi di dire che queste persone –
nella loro stragrande maggioranza, si intende – abbiano
realmente vissuto le esperienze che descrivono.
Che poi siano stati rapiti da veri extraterrestri,
piuttosto che da pupazzi di Disneyland, rimane da
decidere, ma sulla veridicità dei loro racconti è
difficile ormai avanzare dubbi.
In questo caso poi il fatto di saperne poco rappresenta,
paradossalmente, una conferma del fenomeno: la diffusa
ignoranza in materia infatti è il risultato preciso,
voluto e pianificato ...
... di una campagna di disinformazione e occultamento
messa in atto dai militari americani a partire dagli anni
’50, su tutto quello che riguarda l’esistenza di
esseri extraterrestri.
Fu con il Robertson Panel, che risale al 1952, che gli
“omini verdi” del Pentagono (ogni pianeta ha i suoi
problemi, a quanto pare) decisero che questa realtà
andasse nascosta alla popolazione, ed imposero da allora
non solo il totale silenzio mediatico sull’argomento, ma
anche la sistematica ridicolizzazione di chiunque ne
parlasse in pubblico, per ottenere un risultato ottimale.
E non si può dire che non ci siano riusciti.
In ogni caso, la questione è enormemente complessa, e va
affrontata altrove. Qui interessava più che altro
stabilire una premessa relativamente solida su cui
poggiare il discorso su Malanga, il cui lavoro merita, a
mio parere, di essere preso molto seriamente.
Chi ci ha rimesso di più infatti, in questo festino
permanente di disinformazione, sono proprio gli addotti:
mentre chi racconta di “aver visto un UFO” rischia al
massimo di sentirsi chiedere se per caso abbia la febbre,
chi è stato addotto dagli alieni non pensa nemmeno
lontanamente di raccontarlo agli altri, e si ritrova
costretto a convivere con questa realtà agghiacciante
nella più profonda solitudine.
Finchè non scopre Corrado Malanga
.
Come racconta lui stesso, una ventina di anni fa Malanga
fu mandato ad esaminare alcuni casi di abduction,
senza saperne assolutamente nulla. Ed infatti, non ci capì
assolutamente nulla.
Da una parte la naturale ritrosia dei soggetti,
dall’altra il suo approccio strettamente scientifico,
gli impedivano di trovare una chiave valida con cui
impostare il suo lavoro di indagine.
Presto gli fu chiaro, di fronte a racconti assolutamente
inconcepibili per i normali esseri umani, che doveva prima
di tutto allargare il campo dell’indagine ad ipotesi non
immediatamente verificabili con metodo scientifico. Se ti
chiamano per riparare la diga di Folson non puoi
presentarti con la chiave dell’idraulico.
“Io volevo studiare gli alieni – dice Malanga – ma
mi sono reso conto che prima di tutto dovevo capire come
è fatto l’uomo”.
Dopo una serie iniziale di esperimenti in doppio cieco,
condotti su persone che non si erano mai conosciute fra di
loro, Malanga si rese conto che era necessario introdurre
nell’ equazione termini come “anima”, “spirito”,
o “coscienza”, che non sono quantizzabili in termini
scientifici, ma la cui presenza ricorreva in tutte le
storie con regolarità impressionante.
Per Malanga infatti è centrale il ruolo della coscienza,
che è in grado di modificare la nostra percezione della
realtà, come dimostrato ormai da anni da un noto
esperimento scientifico.
Si aprì così per Malanga un mondo vasto e sconosciuto,
del quale è venuto scoprendo gli aspetti più reconditi
grazie a venti anni di sedute di ipnosi regressiva
condotte sugli addotti.
Sono loro – o meglio la loro coscienza – a descrivere
tutto questo, e lo fanno spesso con una minuzia nel
dettaglio scientifico che trascende di gran lunga la
preparazione culturale del soggetto esaminato.
“Raramente - dice Malanga - senti al bar il calzolaio
con la terza elementare che disquisisce sul rapporto
spazio-tempo, mentre disegna con disinvoltura su un
foglietto la struttura del DNA”.
Nasce così una preziosa raccolta di informazioni, che
dopo lunghi anni di ricerca Malanga sta finalmente
cercando di riordinare in termini scientifici. Rimane la
barriera, per ora insuperabile, che impedisce di
quantificare gli elementi più “volatili” del
fenomeno, di cui Malanga ha percepito l’esistenza.
D’altronde, l’introduzione di elementi non
verificabili, nella costruzione di una teoria, viene
praticata regolarmente dalla scienza. Accade ad esempio
che l’astrofisico si accorga che manchi nell’universo,
secondo le Leggi di Newton, circa il 90% della massa
necessaria al suo equilibrio complessivo, e presupponga
quindi l’esistenza di una non meglio definita “materia
oscura”, nell’attesa di poterla portare completamente
in luce.
“Se non facessimo così – dice Malanga – non
potremmo nemmeno affermare che l’universo esiste, visto
che non possiamo replicarlo in laboratorio”.
E’ peraltro affascinante la sensazione costante che
offre Malanga di poter ridurre un giorno a sistema
matematico quello che la scienza oggi non vuole nemmeno
sentir nominare: Dio.
Malanga, che si professa rigorosamente ateo, chiama
“Dio” il Grande Sistema Cosciente di cui facciamo
parte. Viene in mente in proposito il racconto di Edgar
Mitchell, che descriveva la sua sensazione estatica
nell’osservare lo spazio infinito dagli oblò di Apollo
14: "La prima cosa che mi venne in mente fu
un'interconnessione, il fatto che non siamo in un Universo
- come dice la nostra scienza - fatto di molecole che
rimbalzano una contro l'altra come palline da ping-pong,
ma che si tratta di un sistema molto più intelligente e
organizzato, di un "sistema organico", in cui le
molecole del mio corpo e quelle della navicella spaziale
erano dei prototipi realizzati in una remota epoca
cosmica."
Siamo quindi agli antipodi di Cartesio, che poneva
l’osservatore fuori dal sistema osservato, illudendoci
di poterlo valutare in termini oggettivi.
All’interno del Grande Sistema Cosciente, secondo
Malanga, interagiscono da milioni di anni diverse razze di
esseri viventi, che abitano diversi pianeti in diversi
sistemi stellari.
Per quando diverse all’apparenza fra loro, queste razze
sembrano avere tutte una matrice in comune, rilevabile
dalla forma “umanoide”: testa, tronco, braccia e
gambe. Il corpo delle diverse razze varia cioè in
dimensioni, proporzioni e aspetto esteriore, ma condivide
la stessa struttura fisiologica, intesa come collocazione
relativa delle varie parti del corpo.
Se condividano poi anche gli aspetti “sottili”
dell’essere umano, a noi non visibili, rimane forse la
domanda più interessante di tutte.
Malanga ipotizza un universo in cui i vettori principali
siano quattro: tempo, spazio, energia e coscienza.
Mentre i primi tre possono interagire fra loro in tutte le
varianti possibili, la coscienza è qualcosa di superiore,
trasversale, onnipresente, che pervade e collega tutti gli
elementi del sistema, appartenendo a ciascuno in modo
specifico, ma restando in qualche modo separata da tutti.
“Dio”, appunto, nel Cristianesimo.
Se Malanga fosse Padre Balducci, citerebbe a questo punto
la recente dichiarazione di Gabriel Funès, direttore
dell’osservatorio astronomico della Specola Vaticana (la
persecuzione di Galileo, ormai è chiaro, fu solo una
grandiosa messa in scena: i migliori telescopi sembra che
li abbiano proprio loro): “Si può ammettere l'esistenza
di altri mondi e altre vite – ha detto Funès - anche più
evolute della nostra, senza per questo mettere in
discussione la fede nella creazione, nell'incarnazione e
nella redenzione".
Malanga però non ama le religioni, e ci ricorda che il
termine deriva da res-ligo, ovvero
“legiferare”, quindi “mettere sotto controllo”.
Malanga invece vuole essere libero di muoversi in ogni
direzione, per poter analizzare, classificare e
interpretare al meglio i dati ricavati dalle mille sedute
di ipnosi regressiva.
Ma cosa c’entrano gli addotti in tutto questo?
Il bello di Malanga sta proprio qui: in questa
“configurazione filosofica” dell’universo non c’è
nulla di personale, di gratuito o di casuale. Malanga
cerca solo il modo più corretto per ricomporre gli
elementi del puzzle che man mano viene raccogliendo nelle
sedute con gli addotti.
Durante le sedute il soggetto viene lentamente portato ad
annullare le funzioni cerebrali del lobo sinistro (quello
“razionale”), liberando così letteralmente la voce
dell’inconscio, che di solito vive “addormentata”
nel lobo destro. Durante l’ipnosi infatti il paziente
parla con una voce flebile ed incerta, spesso zoppicante,
che denuncia proprio la scarsa abitudine del lobo destro a
controllare le corde vocali. Provate a lavarvi i denti con
la mano sinistra (oppure con la destra, se siete mancini),
e scoprirete l’importanza che ha l’abitudine nel
compimento di qualunque funzione fisica.
Malanga però non si limita a chiamare “inconscio” ciò
che avviene nell’ambito del lobo destro, poichè ha
scoperto che questo inconscio è tutt’altro che confuso,
ignorante o insensato. E’ semplicemente sconosciuto al
nostro “conscio” – la contrapposizione dei due lobi
cerebrali è di fondamentale importanza in tutto il lavoro
di Malanga - nel senso che noi non siamo in grado di
percepirlo razionalmente, ma ha una sua vita completa,
indipendente, e pare anche piuttosto interessante.
E’ in realtà questa la manifestazione “locale”, nel
soggetto esaminato, della coscienza universale di cui
sopra. Ed è proprio tramite la “voce della
coscienza”, che noi sentiamo attraverso le corde vocali
del soggetto, che veniamo a conoscenza di tutte le
informazioni che Malanga ha raccolto nel tempo.
A sua volta, la coscienza per Malanga non è l'anima. L’
anima è qualcosa che esiste al di là della dimensione
temporale, mentre la coscienza di ognuno è un estensione
nel nostro tempo-spazio della coscienza superiore,
onnipresente ed eterna, che è poi la rappresentazione del
Dio dei Cattolici.
Il nostro cervello, che funge da semplice “ricevitore”
– esattamente come il sintonizzatore di una radio - è
sia il mezzo di collegamento con l’anima collettiva che
la sede locale della coscienza e della mente.
L’interazione di tutti questi elementi avviene in
termini puramente quantistici, e produce nella coscienza
la percezione del mondo esteriore, che in realtà è solo
un ologramma che si attiva in ciascuno di noi nel momento
in cui ne riconosciamo l’esistenza.
In modo molto meno sofisticato lo stesso concetto viene
espresso da una delle razze più antiche sulla terra,
quella degli aborigeni australiani, che chiamano il mondo
fisico in cui viviamo “dreamworld”, “il mondo
sognato”.
Tutto quanto sopra non significa in alcun modo che Malanga
si serva degli addotti in modo cinico, o comunque
egoistico, sia chiaro. Accedendo alla “memoria
profonda”, le sedute servono prima di tutto al soggetto
per ricostruire quello che è avvenuto durante la abduction,
che gli alieni evidentemente riescono a cancellare dalla
sua memoria a breve termine. Gli addotti infatti si
ritrovano di solito “depositati” da qualche parte,
completamente disorentati, con un buco temporale che li
angoscia e che cercano disperatamente di colmare.
Schopenhauer diceva che il folle è l’uomo che abbia
perso la memoria.
Quello che rimane sul tavolo di Malanga, alla fine di
queste sedute, sono tanti curiosi pezzi del puzzle
universale, che a quel punto solo un’ameba con la
meningite rinuncerebbe a volere ricomporre.
D’accordo, si dirà, ma di preciso cosa vogliono da noi
gli alieni? Perchè ci rapiscono, e poi ci
“restituiscono”, cercando nel frattempo di farci
dimenticare quello che è successo?
Qui si apre una serie di tematiche complesse e delicate,
che Malanga sta ancora cercando di definire, e che possono
essere affrontate solo dopo aver conosciuto meglio il
lavoro da lui svolto fino ad oggi.
Nel frattempo lo ringraziamo per lo sforzo immenso – e
non privo di rischi, a questo punto - che sta compiendo al
posto di una intera comunità scientifica che continua
codardamente ad ignorare tutto ciò che non sa spiegare,
vanificando in questo modo la funzione stessa della
scienza. E forse anche la finalità ultima della nostra
esistenza terrena.
Massimo Mazzucco
FONTE: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3187
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