grottamare .. 13/05/2006 sono li nel pomeriggio il mio telefono e 3294167403 enrico valbonesi http://www.antigravity.it 

non giudico ma ritengo che conoscere le persone sia molto utile ..per capire che non siamo soli..

4° Conferenza Nazionale dell'Energia e della Tecnologia
grottammare citta' delle nuove energie

presso la sala Kursaal di Grottammare (AP)

programma :

introduzione13 Maggio “La ricerca di frontiera”

Mattina (9.30 – 12.30)

· 9.30 Osservatorio Nazionale Nuove Energie – Andrea Rosetti - "Energia Infinita"

nn e' presnte nel web ..

 

· 9.45 ARPA Marche – Dott. Gisberto Paoloni “attività sul territorio – ambiente e salute”

GISBERTO PAOLONI, Direttore generale dell’ARPAM. Sono direttore generale dell’ARPA Marche dal 18 ottobre 1999: si tratta di un organismo giovane (ha solo un

· 10.15 Afriche e Orienti – Ing. Fabio Vescovi “Monitoraggio delle acque con immagini da satellite: l’Africa ed il Mediterraneo”

  Il 26 Ott 2005, 14:32, info@energyline.it (Fabio Vescovi) ha scritto:
- ENERGYLINE E' UN NETWORK MARKETING.

forse e meglio venire dopo questo intervento .. e solo pubblicita'''..

 

· 11.00 Renergies. Dott. Stefano Leoperdi “Il contributo del fotovoltaico e delle sue innovazioni tecnologiche nel contenimento dell’effetto serra”

Parchi eolici, il controllo alle Province
Messaggero, Il

EoL :: Energie Rinnovabili on-Line
Rassegna Stampa Eolica

02/06/04

Messaggero, Il

 

 

Parchi eolici, il controllo alle Province
La decisione dell’Ufficio legislativo della Regione ha dato ragione a Macerata

MACERATA — Saranno le Province a dover controllare le zone in cui si vogliono installare i parchi eolici.
L'ufficio legislativo della Regione, diversamente da quanto avvenuto nel resto d'Italia, ha infatti ritenuto di dover applicare lo stesso iter necessario per creare una zona industriale, dando così modo alle amministrazioni provinciali di verificare l'opportunità delle scelte fatte nei singoli Comuni in merito ai pali dell'energia eolica. La risposta dell'ufficio legislativo regionale è arrivata dopo le sollecitazioni partite dall'assessore all'ambiente della Provincia di Macerata, Stefano Leoperdi, preoccupato dall'effetto che provocherebbero sui nostri monti i 300 pali eolici per i quali le imprese hanno già presentato le richieste.
L'ufficio legislativo della Regione ha evidenziato che gli impianti eolici sono definiti dalla legge industriali. Come tali quindi possono essere collocati solo in zone qualificate come industriali dai Piani regolatori dei Comuni. Le richieste delle imprese riguardano però aree montuose, che nei piani regolatori di certo non sono state destinate all'industria. Quindi, prima di autorizzare il posizionamento dei pali eolici, i Comuni dovranno approvare una variante al Prg, per qualificare come industriali le aree interessate.
La notizia sulla fondamentale interpretazione dell'ufficio legislativo della Regione è stata data dall'assessore provinciale Stefano Leoperdi, nel corso del worskshop Comunicazione, energia, ambiente" che si è svolto a Civitanova Marche.
«La Regione — ha detto l'assessore provinciale — ha accolto il nostro invito alla cautela su questi impianti, che rischiavano di colonizzare le cime dell'Alto Maceratese come un "Far West", senza alcuna supervisione e senza alcun controllo di insieme. In questo modo invece si potrà fare quanto chiesto dalla Provincia di Macerata e recepito anche dall'Unione delle Province Italiane delle Marche, cioè verificare dove e in che modo si possono posizionare questi pali, alti fino a novanta metri».
« Con le richieste già all'esame della Regione, per trecento torri solo nel territorio maceratese, e quelle in arrivo, - ha concluso Leoperdi - si rischiava di creare una vera selva di strutture che avrebbe notevolmente modificato il territorio. Ora invece potremmo contemperare l'esigenza di produrre energia pulita con quella di non snaturare completamente un territorio montuoso integro».

 



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EoL Energie Rinnovabili on-Line

· 11.30 Consorzio Alessandro Volta - Arch. Guido Pellicioni “ il progetto Energy Village e le attività di innovazione del consorzio A. Volta”

Il Calendario di Fiera Milano Tech Spa & Partner


 La rivoluzione energetica possibile
ONNE Osservatorio Nazionale Nuove Energie

Data Giovedi 06 Ottobre 2005
Ora 14:00
Sede Sala Gialla 2 - Fiera Milano Congressi Center (pad. 17) - fieramilanocity -

 


Programma

L’Osservatorio Nazionale Nuove Energie (www.onne.it) nasce con il preciso intento di cambiare il mondo dell’energia. L’opinione pubblica deve essere informata sulla reale esistenza di tecnologie rivoluzionarie con le quali si può realizzare questo cambiamento. La ricerca indipendente, che percorre strade del tutto alternative a quelle istituzionali, realizza la vera innovazione. A Milano si affronterà il caso dell’eccezionale ricerca su fusione nucleare da plasma elettrolitico, trasmutazioni nucleari a bassa energia, Fuell-cell. Tutte ricerche dal valore rivoluzionario.

Infine, sarà realizzato in diretta l’esperimento di “fusione nucleare da plasma elettrolitico”.

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La rivoluzione energetica possibile

Claudio Ciavaroli, Presidente ONNE Osservatorio Nazionale Nuove Energie

La politica energetica della Regione Lombardia: programmi e attività per la promozione dell'idrogeno

Milena Careri, Regione Lombardia

Emission Trading - Progetto DESAIR

Paolo Pipere, Camera di Commercio di Milano

Le emission trading nell'esperienza dell'AEM SpA di Milano

Ludovica Ferruti, AEM SpA

I marchi di certificazione NO effetto serra

Alberto Brugnoni, Eco Way

Sistemi di monitoraggio ambientale

Fiammetta Diani, Telematic Solutions

Technology Village: Progetto di “villaggio tecnologico”

Guido Pellicioni, ONNE Osservatorio Nazionale Nuove Energie

Fuel Cell: ciclo rigenerativo

Paolo Cerabolini, Carlo Gavazzi Space

Storia della fusione nucleare a debole energia

Roberto Germano, Promete S.r.l.

Emilio Del Giudice, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

Esperimento in diretta delle rivoluzionarie “fusione nucleare al plasma elettrolitico”

Ricercatori: Vincenzo Iorio e Domenico Cirillo

FieraMilanoTech.it

· 12.00 Arch. Giorgio Grati e Hrm Esa: “nuove prospettive abitative – gli Astro Village”

La GIORGIO GRATI SpA è un'azienda atelier che produce un Prêt-à-Porter di ricerca. E' attiva nella creazione stilistica e produzione industriale di capi di ...
www.giorgiograti.com/

da  parecchio tempo ha fatto esperimenti di ecovillaggi in sud amaerica e connesso con antigravity tramite ivaldi ..

 

pomeriggio (14.30 alle 18.30)

· 14.30 Dott. Francesco Raggi “Terapia Seqex – Stato dell’arte delle ricerche in Italia e all’estero”

La casa mobile sarà il mattone del Ventesimo secolo

John Johansen

Mentre in Inghilterra gli Archigram muovevano la loro critica alla cristallizzazione dell'architettura su un piano provocatorio e fumettistico, in Austria la ricerca assunse vesti diverse, dalla visionarietà delle macrostrutture di Raimund Abraham che, tra il '62 e il '67, aveva prodotto una serie di disegni di città immaginarie in cui le forme architettoniche progressivamente si dissolvevano in immagini rarefatte, al rigore concettuale ed esistenziale dell'opera di Pichler, che, nel '62, firmò con Hans Hollein il Manifesto di architettura assoluta, all'esplicazione di concetti in forma di architettura dello stesso Hollein. La Cooperativa Himme(l)blau di Wolf Prix e Helmut Swiczinsky si mosse soprattutto sullo studio di architetture pneumatiche e in ambito territoriale presentando disegni di architetture utopiche.

In Italia il movimento radicale trovò esito in particolar modo nell'ambito del design e si può individuare in Ettore Sottsass un involontario antesignano del movimento. Il maggior fermento si formò nell'ambito fiorentino dove Archizoom, Superstudio,UFO, e Gianni Pettena mostrarono, seppure con metodologie diverse, il desiderio di liberarsi dalle regole imposte dal Movimento Moderno.

Come lo stesso Pettena scrive:

“Del 1966 è la mostra Superarchitettura di Archizoom e Supertsudio nella quale si gettano le basi della successiva ricerca. Nascono l'anti-design e, negli anni immediatamente successivi, i grandi progetti-immagine accompagnati da teorie globalizzanti sui destini della società, la ricerca del continuo sconfinamento in altri ambiti artistici e culturali, la guerriglia urbana a base di urboeffimeri. L'arma usata per la ridefinizione degli ambiti concettuali della disciplina è quella della tagliente ironia, o dei comportamenti dirompenti e trasgressivi”.

Il movimento radicale in Italia debordò dai confini toscani e sconfinò coinvolgendo altri personaggi che ne divennero illustri promotori, come Ugo La Pietra, Gaetano Pesce, 9999, Ziggurat, Strum, Remo Buti, Riccardo Dalisi, Francesco Raggi e Alessandro Mendini che, allora direttore di “Casabella”, dedicò ampio spazio all'analisi del movimento suscitando non poche polemiche.

In Francia, nell'ottobre 1966 uscì un numero monografico di L'architecture d'aujourd'hui dedicato alla ricerca architettonica. La rivista apriva con un ricordo dell'inesauribile creatività sperimentale di Andrè Bloc. Seguivano i progetti di Paul Rudolph e John Johansen. Il primo, nonostante figurasse con tre progetti di stampo brutalista, stava indirizzando la ricerca verso forme plasticamente più espressive e la sperimentazione di macrostrutture con componenti tridimensionali industrializzati: “La casa mobile è il mattone del Ventesimo secolo”. John Johansen si stava orientando verso un'architettura polifonica, mobile, esplosa spazialmente, battezzata Action Architecture.

Una pagine era dedicata a Maurizio Sacripanti che con il suo Teatro Totale proponeva una macchina teatrale composta da piccoli blocchi mobili che si potevano assemblare in una serie illimitata di configurazioni spaziali.

Il fascicolo L'architecture d'aujourd'hui registrava e sanciva uno stato di fatto: le ricerche di Buckminster Fuller, dei Metabolist giapponesi, degli Archigram, sul volgere della fine degli anni '60 erano ormai entrate in circolo.

Nonostante il crescente interesse della stampa, i prototipi erano ancora limitatissimi. La possibilità di realizzarli si presentò nel '67 all'Esposizione Mondiale di Montreal, quando venne affidato al giovane talento di Moshe Safdie l'incarico di progettare una struttura abitativa sperimentale.

Appena venticinquenne, Safdie decise di accettare la sfida e creò Habitat '67, un complesso abitativo avveniristico composto da 365 moduli tridimensionali prefabbricati che si incastravano tra loro come i blocchi dei Lego. Progettò quindici diversi tipi di abitazioni, dalla suite di 57 mq alla casa con quattro camere da letto di 160 mq. Utilizzò serramenti in plastica normalizzati dalla ditta Geon, previde un bagno tridimensionale in fiberglass lucidato e contrattò con la ditta Frigidaire un blocco cucina.

Il progettò venne ampiamente denigrato da una buona parte della critica di settore mentre divenne estremo punto di riferimento per tutti quegli architetti impegnati nella ricerca sulle macrostrutture.

Dopo tre anni dall'Esposizione Mondiale di Montreal, nel 1970, l'Expò di Osaka creò la situazione favorevole per continuare l'indagine sulle macrostrutture. Kenzo Tange, a cui fu affidato il master plan dell'Expò, realizzò una grande piazza sovrastata da un'enorme copertura reticolare alla quale erano appesi numerosi sistemi edilizi di scala minore -capsule, passerelle, gradinate- che mediavano tra il fuori scala della copertura e la dimensione più raccolta e umana degli utenti. Kurokawa installò nel tetto dell'Expò alcune capsule abitative componibili, sostituibili ed eventualmente integrabili. Gli Archigram presentarono la mostra Dissolving City, un'indagine sull'habitat del futuro. Tra gli italiani spiccava il già citato Teatro Totale di Sacripanti e un'elegante struttura prefabbricata in ferro, con pareti e tetto in tessuto di poliestere progettata da Renzo Piano.

Rem Koolhaas, che in quegli anni muoveva la sua indagine sul rapporto tra corpo e spazio, dichiarava che l'architettura era come la palla al piede di un condannato, privato della capacità di muoversi a piacere. Il miglior edificio è quello che non esiste: è lo spazio naturale dove nessun muro ostacola o veicola il corpo. Nel 1972, seguendo l'onda dell'approccio utopista al processo progettuale, presentò il progetto Exodus. Propose una gigantesca quanto visionaria macrostruttura, che avrebbe dovuto cambiare radicalmente i rapporti fra il corpo e lo spazio, introducendo nuove forme di comportamento.

“to create and recycle private and public fantasies, to invent, test and possibly introduce new forms of behavior”

L'entusiasmo creativo che negli anni Sessanta portò ad una ridefinizione totale del concetto di città e architettura, andò scemando nei primi anni Settanta quando emerse con forza la paura che le macrostrutture, così rigidamente composte, quasi regimentali, potessero portare alla costruzione di inumane megalopoli simili a stipatissimi alveari. Iniziarono a schierarsi contro questa nuova tipologia sia architetti come Aldo Rossi che nel suo libro, L'architettura della città, rivendicava l'equilibrio e la misura umana della città storica, che gli utenti. Si può fissare come data simbolo che sancì l'inizio del declino della ricerca macrostrutturale, il 1973, anno in cui si svolse in Pennsylvania un convegno contro gli edifici alti. I capi d'accusa si spostavano dall'alienazione, ai problemi in zone sismiche, ai troppo elevati costi energetici per il funzionamento. Nonostante non tutte le accuse che venivano mosse fossero fondate, era evidente che erano percepite come tali sia dall'opinione pubblica che dalla ricerca accademica. La nuova tendenza era quella di un ritorno verso i sentieri più tranquillizzanti dello storicismo, era muoversi di nuovo verso il recupero dell'ortodossia e della tradizione architettonica consolidata.

bibliografia

 

· 15.30 Prof. Domenico De Simone “Una nuova moneta per una nuova energia”

http://xiaodongpeople.blogspot.com/2006/01/lettera-per-no-euro.html

 

dall'Introduzione:

L’umanità che partecipa al Movimento è la più varia e composita. Operai, impiegati, studenti, contadini, cococò, autonomi, disoccupati, imprenditori di sé stessi e di altri, negozianti, preti, missionari, suore, giornalisti, fotografi, professionisti, attori, eccetera, eccetera. Credo che il movimento riassuma in sé tutto lo spaccato della società civile, con preponderanza di alcune figure professionali, ma con la presenza della maggior parte di quelle che ci possono venire in mente.

Che cosa hanno in comune tutte queste persone? Molte cose, ma con certezza possiamo dire che avversano il modo di vivere cui le costringe la società del profitto. Che, insomma, il profitto come fine dell’esistenza è l’avversario, è ciò che lega l’opposizione contro questo sistema di tutti quelli che a Genova come a Firenze, a Seattle come a New York, a Porto Alegre come a Praga, ci sono andati con i piedi e di tutti quelli che ci sono andati con il cuore.

Un’altra cosa hanno in comune queste persone: che non vogliono un nuovo ordine.

Il movimento comunista lottava per imporre l’ordine comunista su quello capitalista. Potere contro potere, con il relativo corollario di potere giusto contro il potere ingiusto e sofismi aggregati a supporto di tale contrapposizione.

Come la democrazia delle società borghesi, dietro alla quale si nasconde il potere del denaro, o la liberazione delle masse del socialismo reale, che nasconde il potere delle burocrazie della pianificazione.

Il Movimento non ha un ordine da imporre e nemmeno da proporre. Ciascuno pensa al suo ordine, se ne ha voglia e tempo. Certamente tutti vogliono una società pluralista, però universale, nella quale le specificità locali ed etniche siano tutelate e non mortificate, in cui tutti abbiano opportunità adeguate di farsi valere, senza che questo significhi la morte di chi non ce la fa. Una società solidale e ricca di umanità.

Ecco, fermiamoci su questo punto.

Ho usato un termine, “ricco di umanità”, che ci riporta al concetto di ricchezza ed all’economia.

Una società nuova è una società in cui la ricchezza è l’umanità e non il denaro, la solidarietà e non il profitto, il benessere spirituale insieme con quello materiale.

Dico assieme, perché le due cose non sono affatto contraddittorie ed è ipocrita contrapporle, così come è falso dire che il benessere spirituale è possibile solo se si rinuncia a quello materiale. Perché questo ragionamento ha il falso presupposto: che la ricchezza sia possibile solo con il profitto. Questo è il paradigma di una società con risorse scarse, in cui il ricco è colui che ha sottratto molte risorse alla collettività. Oggi questo paradigma è divenuto falso. Ci sono molte risorse, sufficienti per tutti, ed altre sono nascoste e possono e debbono essere sollecitate in maniera appropriata.

Il paradigma della scarsità ha come corollario un sistema di accumulazione che si fonda sul profitto e sull’interesse. Più i capitali sono scarsi maggiore è il tasso di interesse che essi richiedono perché maggiore è il rischio. L’usura della finanza si ammanta di eticità nascondendosi dietro il paravento dell’utilità collettiva di un corretto uso di risorse scarse.

La rapina della natura operata dal capitalismo nasce proprio nella logica del profitto e dell’usura che attribuisce un valore solo a quelle cose che sono scarse e, di conseguenza, tende a far diventare tutto scarso allo scopo di poterlo monetizzare

Esemplare è quello che sta accadendo per l’acqua, che viene sistematicamente inquinata allo scopo di renderla preziosa e quindi assoggettabile al dominio del capitale monetario.

E pensare che viviamo nel pianeta azzurro, così detto proprio perché è ricchissimo di acqua! Noi abbiamo la capacità di usare le risorse senza distruggere il mondo e la natura, anzi rispettandola e valorizzandola al massimo, al contrario di questo sistema nel quale la rapina e la distruzione della natura sono un elemento essenziale per generare il profitto e alimentare l’usura.

In realtà, oggi, disponiamo di risorse materiali in abbondanza, e di risorse immateriali illimitate. Un noto cosmologo e fisico, Frank Tipler, sostiene che le risorse, sono illimitate sul piano fisico, nel senso che sono sempre sufficienti per ciascuna unità vivente nel tempo della sua vita.

Con le nostre tecnologie avremmo la possibilità di rendere del tutto automatici processi di produzione che rendono schiavi gli uomini che ci sono addetti.

Paradossalmente, poiché quel lavoro rappresenta la vita di molte persone, difendiamo un lavoro che è di per sé uno strumento di schiavizzazione, invece di batterci per farlo scomparire. E’ l’equivoco che è contenuto nel diritto al lavoro, che rovescia il senso dell’esistenza. Il lavoro semmai è un dovere, che si risolve in ricchezza se è libero. Il lavoro sotto la costrizione di non poter vivere senza, è una schiavitù e basta.

Dire che la ricchezza è quella che nasce dallo spirito umano esprime un pensiero comune a molti. La cosa paradossale è che questo pensiero non si coniuga, poi, con comportamenti conseguenti. La ricchezza, in questa società, è data solo dal denaro, e il denaro cresce solo sul profitto. Di conseguenza la ricchezza è il profitto.

Nell’accezione corrente in economia, si fa riferimento per definire la ricchezza al concetto di scarsità. Un bene è tanto più prezioso in quanto è scarso, ed è questa la ragione per cui l’oro vale molto di più dell’aria, nonostante questa sia indubbiamente essenziale per vivere mentre l’oro è del tutto superfluo.

Ma se ci pensiamo bene, questa idea è falsa. Se così fosse, della buona musica, o letteratura o filosofia, che sono certamente scarse, avrebbero un grande valore. Al contrario il valore, in quei campi, è dato dal profitto, poiché un libro o un disco non vengono venduti in base al loro valore effettivo, ma in base a quello che riescono a produrre, e quindi al capitale che viene investito per la loro produzione. Non è quindi la scarsità che rende preziose le cose, ma il profitto del capitale.

Tutti noi proviamo un senso di profondo disagio di fronte a questa considerazione, perché ci rendiamo conto che stiamo immersi nella logica del capitale ed esattamente nel punto in cui esso vuole che stiamo. Ed è un disagio che si traduce, poi, in rimozione del problema, e non nella ricerca della sua soluzione.

Anche contestare il capitalismo è funzionale alla sua riproduzione. Se non ci credete, provate a pensare a quanto abbiano fruttato ai mass media le notizie sugli scontri e quanta informazione richieda il movimento, e per loro, l’informazione è ricchezza. Questo non significa che non dobbiamo contestarlo, ma che l’opposizione e la lotta devono assumerne forme e contenuti diversi, poiché quelli usuali sono stati oggettivamente inglobati nella logica della riproduzione del capitale finanziario.

Dobbiamo, allora, riflettere su che cosa possa davvero rompere questo circolo perverso, che si impadronisce delle nostre stesse vite fino a renderle strumenti per la creazione di denaro e di profitto. Abbiamo la possibilità di creare una società fuori dalla logica del profitto, e di farla subito. Ci sono i numeri, le risorse, la fantasia, le capacità. Facciamola.

L’idea è quella di costruire, tra noi, un sistema di relazioni che siano estranee al profitto, pur consentendo a chi le fa, di trarre un utile da queste relazioni. Credo che chiunque svolga una prestazione debba ricavarne un utile, il che non significa che questo utile debba necessariamente essere un profitto. Infatti, la remunerazione di un’attività è cosa diversa dal profitto, che attiene alla valorizzazione del capitale e non delle risorse umane. Dobbiamo, quindi, impedire che avvenga quel corto circuito che identifica capitale monetario con i valori umani, fino al punto in cui questi sono subordinati a quello.

Dobbiamo dichiarare e dimostrare che l’identità di valori umani e valori monetari è falsa ed è in sé uno strumento di potere.

Come dicevo, ci sono risorse umane in quantità. Ci sono anche risorse materiali a sufficienza, e ormai da oltre dieci anni. Insomma, non è necessario che qualcuno muoia di fame affinché altri possano vivere, così come non è necessario che molti facciano un lavoro massacrante e alienante affinché pochi possano pensare.

D’altra parte è lo scambio alla base della logica del profitto. Come ho dimostrato nel mio libro “Dove andrà a finire l’economia dei ricchi”, allo scambio si stanno sovrapponendo logiche di relazioni completamente diverse, nelle quali anche la valutazione dell’apporto di ciascuno è del tutto superflua, così come sono insensati i pagamenti in denaro.

Come dice Serge Latouche, Non si tratta dunque, di bandire i mercati o di escluderli, ma di limitare il mercato lottando contro l’evidenza del suo spirito. E quindi in questo processo di liberazione delle mondialità dall’economicismo, (dis-economicizzazione delle mondialità) che un progetto di economia alternativa plurale e solidale può acquistare senso e consistenza e non essere soltanto un alibi, un’utopia, o, addirittura, un giochetto per ingenui. Non ci si ritroverà più allora di fronte ad un tentativo di bricolage di formule astratte (mercato, ridistribuzione, reciprocità), ma ad una pratica ben contestualizzata di rifondazione.

Dobbiamo quindi realizzare l’utopia di una società che si fonda sulla vera ricchezza, che è quella che nasce dagli uomini.

Si tratta di un’utopia concreta, reale immediata. Senza i sogni, gli uomini sono già morti. Ma vivere nel sogno, dimenticando la realtà, è anche peggio. Se abbiamo un sogno dobbiamo viverlo fino in fondo, renderlo reale, subito. Solo così possiamo sollecitare le forze che sono attorno ed insieme a quel sogno.

Non abbiamo bisogno dell’utopia del futuro, perché come diceva Keynes, a lungo termine saremo tutti già morti. Non vogliamo nemmeno l’utopia del passato, quella dei morti che ritornano in forma di sogno splendente, nascondendo la miseria del loro e del nostro presente. Non dobbiamo negare la miseria del nostro presente, proiettandoci in un mondo fantastico che vive nel passato o nel futuro. L’utopia è oggi, subito.

Dobbiamo essere realisti e fare l’impossibile. Questa frase entusiasmò Marcuse che la lesse su un muro della Sorbona nel ’68, ma al posto di fare c’era scritto chiedere. Noi non dobbiamo chiedere niente a nessuno, dobbiamo fare il nostro mondo, a partire da noi stessi. In noi è racchiuso tutto l’universo, e se è così, perché non realizzare l’utopia?

Nel mondo virtuale abbiamo un’infinità di risorse: siti di informazione, di musica, di letteratura, di teatro, di software, eccetera. La maggior parte di queste risorse sono sottopagate o spesso non sono pagate affatto, e quindi la loro possibilità di crescita è limitata dalla presenza di siti e di aziende che dispongono invece, di ben altri mezzi.

In che cosa consistono questi mezzi? Nel denaro e nelle altre risorse finanziarie di cui le banche ed i grandi gruppi dispongono e che vengono messi a disposizione di chi si muove entro una logica di profitto. Attenzione, non ho scritto di sviluppo, ma di profitto che è profondamente diverso, poiché esso attiene allo sviluppo del capitale, non della società né, tanto meno delle risorse umane.

Noi dobbiamo creare una logica di sviluppo senza profitto, di creazione di ricchezza senza sfruttamento, di valorizzazione della vita e non del denaro. Questo è il punto decisivo.

Facciamo un esempio.

Si parla dell’informazione indipendente, ma per farla ci vogliono risorse finanziarie e certamente, nessuno nel movimento dispone delle somme per fare una televisione indipendente. Neppure troverete mai una banca disposta a dare ad un gruppo legato al movimento le somme necessarie per farlo. E non tanto per ragioni ideologiche, ma semplicemente perché nessuno è in grado di aggregare le risorse necessarie per garantire i profitti che il mondo finanziario esige per iniziative di questo genere.

D’altra parte, se ci si muove fuori di una logica di profitto è insensato garantire dei profitti, così come se ci si muove in una logica non violenta è insensato comprare le armi. E se qualcuno finanzia queste iniziative vuol dire che da qualche parte il profitto lo tira fuori, altrimenti non lo farebbe. Per questa ragione diffido sempre di iniziative apparentemente animate dalle migliori intenzioni che però non escono dalla logica ferrea di questo sistema. Lo stesso discorso vale per la politica. Non sono gli uomini cattivi che rendono il potere cattivo, ma è il potere che fa gli uomini cattivi, e credo che la storia ce ne abbia dato esempi a sufficienza.

Pensate alle T.A.Z., le zone di autonomia dal potere politico di cui Hakim Bey ci ha reso una accurata descrizione nel suo splendido libro. Dobbiamo costruire una T.A.Z. dal potere finanziario, una zona autonoma, ma non temporanea, che consenta a chiunque lo voglia, di uscire dalla logica del capitale e del profitto. La chiameremo FAZ, Financial Autonomous Zone, ovvero Zona di Autonomia Finanziaria.

Nel movimento, come dicevo prima, ci sono risorse umane e materiali più che sufficienti per trasformare in realtà quello che appare un sogno. Cosa possiamo fare per realizzarlo?

Partiamo dalle cose semplici e già note. Ci sono le banche del tempo ed altre organizzazioni no-profit, i cui membri si scambiano prestazioni senza ricavare un profitto. Posso scambiare un’ora di lezioni di musica con un’ora di giardinaggio o un’ora di baby sitting. Le banche del tempo sono molto diffuse nel mondo, un po’ meno in Italia, anzi quasi per niente, e sono certamente un’istituzione lodevole. In Argentina, ad esempio, con strumenti del genere alcuni milioni di persone riescono a sbarcare il lunario, poiché dedicano tutto il proprio tempo a rendere questi servigi ricevendo dagli altri servizi in proporzione.

Il problema, però, è di far uscire la logica del profitto dalla nostra vita. Perché anche se la rifiutiamo, anche se pensiamo di starne fuori, essa è sempre presente ogni volta che dobbiamo fare un gesto banale come quello di andare al bar a prendere un cappuccino, o quello un po’ più impegnativo di andare a comprare una casa o un’automobile. E’ vero che molte banche del tempo emettono una specie di denaro, che altro non è che un’unità di misura delle ore prestate e serve a dimostrare che si è effettuata effettivamente la prestazione indicata nel certificato (altrimenti lo scambio deve necessariamente essere limitato tra quelli che si conoscono e che hanno effettuato reciprocamente le prestazioni). Però anche queste forme monetarie alternative hanno dei limiti. In genere scarseggiano, e quando sono emesse non si conoscono i criteri di emissione né di distribuzione. Ma il limite peggiore è che esse non sono convertibili, e quindi sono destinate comunque ad una circolazione limitata tra quelli che offrono prestazioni e solo per quelle prestazioni. Insomma, non ci si può comperare casa e nemmeno il cappuccino al bar, e soprattutto non ci si possono pagare la luce, il telefono, l’energia e le tasse. Per fare queste cose occorrono i soldi, così come pure per fare una televisione indipendente o un sito di informazione che sia in grado di fare concorrenza ad un network di medie dimensioni.

I soldi li fanno le banche che te li danno solo se ti indebiti, e se ti indebiti caschi necessariamente nella logica del profitto, altrimenti non potrai mai restituire il tuo debito. In realtà non ci riesci lo stesso, ma se paghi gli interessi e cresci con il fatturato, le banche ti creano altro denaro indebitandoti ulteriormente così che il loro profitto possa crescere (non dobbiamo dimenticare che le banche hanno bisogno per fare soldi di qualcuno che si assuma il debito). Le conseguenze sono quelle che vediamo oggi: tutte le aziende sono oberate di debiti e ogni tanto qualcuna che non ce la fa a ripagare il suo debito viene eliminata. Al suo posto sono pronti in mille ad assumersi quei debiti e tentare l’avventura.

L’economia cresce solo con il debito, che è poi il modo del potere finanziario di creare il denaro.

Quello che interessa alle banche non è che il debito sia restituito, poiché esse sanno benissimo che in molti non potranno farlo, ma che si viva nella logica del profitto e della riproduzione del capitale. Alle banche interessa l’anima degli uomini, esse vogliono indurre comportamenti che presuppongano la logica del profitto. Solo così possono perpetuare il loro potere.

Però, cosa ci dimostra l’esistenza delle Banche del Tempo e delle monete alternative? Ci dimostra che è possibile fare a meno del “loro” denaro per vivere. Che è possibile lavorare, creare, muoversi in una logica diversa da quella del potere del denaro e del profitto. La vera ragione per cui queste istituzioni alternative non decollano, è data dal fatto che esse si tengono ai margini, indecise tra l’alternativa vera ed il mondo tradizionale.

Se non si rovescia la logica del Capitale è impossibile farne a meno. Una Banca deve comportarsi con la logica della banca tradizionale, altrimenti è destinata al fallimento, così come un’impresa deve comportarsi secondo i criteri propri dell’impresa, altrimenti è anch’essa destinata a chiudere.

Allora, o rovesciamo la logica del Capitale, oppure Banca Etica, finanza Etica, imprese no-profit, resteranno delle belle aspirazioni prive però di concretezza e di sostanza. E prima o poi dovranno piegarsi alla logica del capitalismo e diventare simili alle altre imprese o banche o finanziarie, come antiche e recenti esperienze ci hanno dimostrato.

Insomma dobbiamo uscire dalla logica del profitto. Ma come?

In questo libro tenteremo una risposta, senza la pretesa che questa sia completa né definitiva, ma solo un’indicazione di una via da percorrere, durante la quale si incontreranno molti ostacoli, molti nemici, molti dubbi, come sempre accade quando si intraprende una strada nuova.

Ma credo che questa strada sia l’unica possibile, e che essa sia in qualche misura necessaria anche per lo stesso capitalismo e per gli uomini e le classi che lo sostengono. Sarà quindi necessario fare molta attenzione a che il progetto di costruire una nuova società non sia stravolto e inquinato dal riemergere di vecchie logiche, poiché ciò che deve essere chiaro, è che la risposta passa per un rovesciamento della logica con cui abbiamo costruito il mondo, e per la ricerca di un nuovo pensiero.

Con il sogno di dare una risposta a questa domanda, milioni di esseri umani, in passato, hanno lottato, si sono sacrificati, hanno sognato, discusso, distrutto e costruito, senza arrivare, in concreto, ad una soluzione definitiva. Ma ci hanno trasmesso un bagaglio enorme di informazioni, di idee, di piani, giusti e sbagliati, che oggi ci consente di formulare un nuovo progetto.

Il loro sacrificio non è stato certo vano, e la loro lotta ci ha insegnato che non dobbiamo mai perdere la speranza di cambiare il mondo e renderlo migliore. E questo per noi significa in concreto eliminare la miseria e la sopraffazione, l’inquinamento dell’aria, della terra e delle coscienze e la crudeltà, la violenza, la brutalità delle guerre.

In altre parole, eliminare il potere, che è la fonte della violenza, della disuguaglianza, della sopraffazione, della guerra.

E non dobbiamo fare una società più povera, ma una più ricca in senso spirituale e materiale, altrimenti avremmo fallito nel nostro compito e tradito i sogni e le aspirazioni di quegli uomini e di tutti coloro che oggi si battono per cambiare il mondo.Domenico de Simone

· 16.00 Prof. Peter Gluck “ C’è una crisi energetica? Una risposta MU ad una domanda incompleta”

Peter J. Gluck

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Torretta concenta
Azionamento del centro edificato 650
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Proprietà intellettuale

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Peter Gluck ha speso i suoi clienti di consiglio di carriera riguardo ai brevetti, marchi, copyright e collegato gli argomenti della proprietà intellettuale. Ha esperienza notevole nell'offerta del consiglio strategico dell'amministrazione di bene di brevetto nella regolazione corporativa. Si è occupato degli argomenti di validità e di infrazione di brevetto, dell'autorizzare, della valutazione e delle edizioni collaterali del IP. Peter co-ha prodotto più di 400 brevetti degli Stati Uniti per i clienti attraverso lo spettro tecnico, con un fuoco forte nell'industria medica del dispositivo. Inoltre ha sostenuto le aziende nella riesaminazione dettagliatamente sia del loro inchoate che le proprietà intellettuali conferite a per usare lo stesso a aggiungono il valore alle aziende ed a supporto tecnico ed agli uomini d'affari nel realizzare i loro obiettivi di affari.

 

 

Zone di esperienza

Rappresentazioni significative

Esperienza relativa

Partecipazione della Comunità & del professionista

Articoli, pubblicazioni & conferenze

Formazione

Lingue

Ammesso a pratica

Peter J. Gluck

· 16.30 Dott. Roberto Germano “Innovazione e Trasferimento tecnologico: l’esperienza della PROMETE”

Roberto Germano
Titolo Fusione fredda
Sottotitolo Moderna storia d'inquisizione e d'alchimia
Edizione Bibliopolis, Napoli, 2000 , pag. 193, dim. 142x210x11 mm , Isbn 88-7088-397-3
Prefazione di Giuliano Preparata
Lettore Piergiorgio Siena, 2004
Classe fisica
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Indice

PREFAZIONE di GIULIANO PREPARATA                          15
PREMESSA. LA TEORIA E L’ESPERIMENTO                       19
INTRODUZIONE                                              35

  I - NASCITA ED INFANZIA DELLA FUSIONE FREDDA            41

 II - UNO "ZOO" DI ESPERIMENTI                            59

III - MOLTI CORPI DEL REATO E POSSIBILI MOVENTI           71

 IV - TRASMUTAZIONI NUCLEARI A DEBOLE ENERGIA.
      ALCHIMIA DEL 2000?                                  83

  V - CET Inc. (USA): LA FUSIONE FREDDA COMMERCIALE      105

 VI - LA Q.E.D. COERENTE: L’ITALIA ALL’AVANGUARDIA
      TEORICA                                            113

VII - FUTURI POSSIBILI                                   129

APPENDICE A: L’ELETTROLISI                               139
APPENDICE B: LA FUSIONE CALDA                            141
APPENDICE C: BREVETTI                                    151
BIBLIOGRAFIA ULTERIORE                                   169

 

 

 

 

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Il fatto


La fusione fredda? Ricordavo il clamore del 1989. Energia nucleare in una piccola cella elettrolitica! Ma non era ormai stata condannata senza revoca come la “bufala scientifica del secolo”, come direbbe il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale e le Pseudoscienze)? O, almeno, questo era il giudizio finale giunto all’uomo della strada, e quindi anche al giovane studente che io ero. E durante i miei studi universitari di Fisica nessuno mi aveva mai indotto a pensare diversamente... Quel brillante relatore era impazzito? O era tanto brillante da avere avuto il coraggio di continuare ad indagare scientificamente e senza pregiudizi sull’argomento?

Mi collegai ad Internet e inserii in un motore di ricerca le tre parole chiave: cold (fredda), fusion (fusione), physics (fisica) in modalità booleana “and” (cioè cercavo tutti i siti Internet in cui fossero presenti contemporaneamente queste tre parole). Una quantità enorme di riferimenti..., ma non si può certo prendere per oro colato tutto ciò che si trova in Internet! Vediamo... Una rivista scientifica che si chiama Fusion Technology. E' disponibile nella biblioteca d’Ingegneria... Vado appena posso. E trovo. Comincio a trovare.

Fusion Technology è una rivista che si occupa di Fusione Nucleare, quella standard; quella che si cerca tuttora di produrre con macchine ciclopiche, costosissime, che cercano di raggiungere milioni di gradi ed enormi pressioni... come nelle stelle (cfr. Appendice B). Eppure, ecco un articolo del 1991 (soltanto due anni dopo il clamore iniziale del 1989): “Review of experimental observations about the cold fusion effect” (“Rassegna delle osservazioni sperimentali sull’effetto di fusione fredda” di Edmund Storms, ricercatore al famoso Los Alamos National Laboratory, dove costruirono la prima bomba atomica:

 

 

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CAPITOLO IV

TRASMUTAZIONI NUCLEARI A DEBOLE ENERGIA. ALCHIMIA DEL 2000?


         «Vi sono più cose in cielo e in terra,
         Orazio, di quante se ne sognano nella
         vostra filosofia».
                               (W. Shakespeare)

La gallina nucleare

In un articolo pubblicato nel Luglio 1960 ne La Revue Générale des Sciences, C. Louis Kervran, allora Direttore delle Conferenze dell’Università di Parigi, descriveva una serie di esperimenti che avrebbero dovuto dimostrare la trasmutazione nucleare di alcuni elementi chimici attraverso processi biologici.

Per trasmutazione nucleare si intende l’acquisizione o la perdita di nucleoni (protoni, neutroni) da parte di un atomo, cioè, in pratica, si tratta di ciò che viene detta rispettivamente Fusione o Fissione nucleare. A meno che non avvenga una perdita di nucleoni del tutto spontanea come negli elementi radioattivi. Il nuovo nucleo è quindi quello di una diversa specie atomica, o un isotopo (se è cambiato solo il numero di neutroni); l’atomo così “trasmutato” ha, quindi, caratteristiche fisico-chimiche diverse da quello di partenza.

Il prof. Kervran pubblicò poi un libro di approfondimento: "Transmutations Biologiques" (Maloine, Paris 1962). Alcuni di questi esperimenti riguardavano la misura della massa di Potassio e di Calcio in semi secchi a confronto con semi germinati; i semi germinati erano stati tenuti lontani da fonti di Potassio o Calcio, sia attraverso l’acqua che attraverso l’aria. Quindi, variazioni del contenuto di tali elementi, nei semi germinati rispetto ai semi secchi, potevano essere imputabili soltanto a trasmutazioni avvenute durante la germinazione.

Per capire meglio, consideriamo l’altro tipo di esperimento descritto nel libro (più "famoso", in quanto meglio adatto alla beffa degli scettici) che aveva per protagoniste delle galline. Tali galline venivano inizialmente nutrite con cibi totalmente privi di Calcio (e anche di Potassio, vedremo fra un attimo perché): cominciavano quindi a deporre uova con guscio morbido (senza Calcio); in seguito, nutrite nuovamente con una dieta ancora priva di Calcio ma ricca di Potassio, cominciavano a produrre uova con gusci normali (con Calcio). Come si spiega? Il fatto è che l’atomo di Potassio (K) ha un nucleo costituito da 19 protoni e 20 neutroni, quindi se si ipotizza una “semplice” fusione con un nucleo di Idrogeno (H), cioè un protone, si ottiene appunto un atomo di Calcio (Ca), cioè con 20 protoni e 20 neutroni. In una stella va bene... ma in una gallina, o in una manciata di semi!!

Inutile dire dello scetticismo feroce con cui fu accolto questo lavoro sperimentale, in quanto non si inquadrava minimamente nel paradigma corrente della fisica nucleare. Però, altri scienziati avrebbero di lì a poco confermato il lavoro di Kervran, tra cui Hisatoki Komaki, capo di un Laboratorio di Microbiologia Applicata in Giappone, e anche il prof. Baranger, capo del laboratorio di Chimica Biologica all’Ecole Polytechnique di Parigi. Anche J.E. Zundel, negli anni ‘60 direttore di un’azienda produttrice di carta, nel suo laboratorio chimico misurò che nell’avena germinata c’era un aumento del contenuto di Calcio fino al 100% malgrado i semi fossero stati tenuti in un ambiente assolutamente privo di tale elemento. Nel 1971 lo stesso Zundel, che nel frattempo aveva acquisito una posizione ufficiale al dipartimento di ingegneria chimica del Politecnico di Zurigo, riconfermò le sue vecchie misure, dopo molti nuovi esperimenti e centinaia di analisi su migliaia di semi e piante; [...]

 

 

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Miracolo a Milano


Il 31 Ottobre 1997 ero a Milano per partecipare ad un workshop dell’ABB Ricerca SpA sui materiali magnetici a memoria di forma, e ne approfittai per organizzare un appuntamento col Prof. Emilio Del Giudice per avere maggiori informazioni sui suoi studi. Andai a via Celoria, al Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano, e fui accolto da lui con grande gentilezza; quasi subito volle presentarmi a Giuliano Preparata. Era lì a Milano, grazie a loro, che era avvenuto il “miracolo” di rendere finalmente riproducibile la fusione fredda, grazie all’impostazione teorica di Preparata, la realizzazione di un laboratorio privato (LEDA Srl) e la collaborazione sperimentale di Martin Fleischmann, che aveva accettato di allontanarsi dal suo sdegnato ritiro.

Dice entusiasticamente Preparata, in una sua intervista al programma “Report” del Settembre ‘97:

«Prendo un affare di questo genere [e manipola una piccola cella elettrolitica cilindrica del diametro inferiore a 10 cm e alta circa 30 cm] che potrà presto arrivare a 10 KW (...); per far questo mi servirà 1 g di Palladio che costa circa 15-20 mila lire e un litro di acqua pesante che oggi costa circa 400-450 mila lire al litro. QUESTO OGGETTO POTRA DARMI 10 KW che è la potenza necessaria a far funzionare un appartamento grande, PER UN TEMPO DELL’ORDINE DI 500 ANNI (sic).

La cosa formidabile è che questa è un’energia praticamente inesauribile perchè una parte su 6000 dell’acqua è acqua pesante».

Nello studio di Preparata, che quasi subito mi invitò a dargli del tu, come già aveva fatto Emilio Del Giudice, avemmo un’interessante discussione sui fondamenti della Meccanica Quantistica; Preparata mi confessò che il suo sogno era di poterne insegnare i concetti di base alla scuola elementare, cosa fino ad ora non possibile per la contorta complessità dell’interpretazione fisica che se ne dà (quando se ne dà una...) - Infatti, i grandi sviluppi della QED (Quantum Electro Dynamics) ed in particolare della QED Coerente, da lui sviluppata negli ultimi anni, stanno portando ad una rivoluzione concettuale che fa nuova luce sui fondamenti della Meccanica Quantistica, oltre che sulla fisica dello stato solido: il magnetismo, la superconduttività, i vetri, i liquidi, ecc..

 

 

TecaLibri Roberto Germano Fusione fredda

· 17.00 Ing. Renzo Mondaini “Esperimento di fusione fredda”

l ho conosciuto e uno sperimentatore di teoria ne vorrebbe conoscere.. come tutti noi ..e simpatico ..

 

· 17.30 Hal Fox “Teoria della Charge Cluster Technology – Energia di Punto Zero”

· 18.00 Giuseppe Pezzella “Campi di schermatura elettro gravitazionali”

 

14 Maggio “Una nuova scienza”

mattina (9.30 alle 12.30)

· 9.30 ONNE - Introduzione giornata "sperimentale"

· 9.40 Prof. Emilio Del Giudice “La fisica nella medicina”

milio Del Giudice, Scienziato di risonanza internazionale, le sue pubblicazioni scientifiche abbondano all'estero. In Italia svolge attività di ricerca in seno all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Milano (INFN).

Fra i suoi studi più noti ricordiamo quelli sull'acqua e sulla memoria dell'acqua, sui pericoli dell'elettrosmog e sui campi elettromagnetici, sulla fusione fredda, e sulla Coerenza Elettrodinamica Quantistica (QED). Ha spesso collaborato con Giuliano Preparata, anche lui illustre scienziato, scomparso poi nel 2000, al quale Emilio del Giudice era legato oltre che per le loro ricerche anche da una grande amicizia. Entrambi sono scienziati di fama internazionale, ma ancora poco conosciuti dal grande pubblico a causa dell'elevato livello delle loro ricerche, molto lontano dal nostro quotidiano ma anche dal mondo scientifico più immediato.

Insieme al fratello Nicola, medico, è autore, del libro Omeopatia e bioenergetica: le medicine alternative dalla stregoneria alla scienza (Cortina ed.)

Emilio del Giudice inoltre sta curando la letteratura scientifica della tecnologia White Holographic Bioresonance® in collaborazione con Alberto Tedeschi .

Il prof. Del Giudice è stato inoltre relatore al congresso Medicine e Percorsi Interiori, organizzato dalla nostra associazione nel 2004 e 2005, nonchè al Convegno White organizzato nel giugno 2005. (Per chi lo desidera sono disponibili i testi relativi contenenti anche le sue relazioni).

delgiudice

· 10.20 Prof. Getullio Talpo “Applicazioni di medicina quantistica”

GETULLIO TALPO,Fisico,ricercatore di biofisica
E' proprio vero che le medicine alternative sono il regno dell'irrazionale ?
E' proprio vero che la scienza non ha nulla da scoprire in questi campi ?
L'opinione piu' diffusa continua ad essere proprio questa.
Ma forse,dietro il velo dell'irrazionale,si nasconde una verita' profonda che la ragione scientifica comincia a decifrare.
L'omeopatia,la bioenergetica,l'agopuntura,lo shiatsu,ecc..,possono essere la chiave per una biologia ed una medicina in grado di spiegare la capacita' di auto-organizzazione della materia vivente e la sua unita' psico-fisico-emozionale.
Le correnti di ioni tra i domini di coerenza dell'acqua e le loro interazioni con i campi elettromagnetici suggeriscono una base di tipo bio-fisico capace di spiegare la realta' non solo a livello biologico e chimico; infatti l'insieme dei segnali elettromagnetici dell'organismo vivente (oggetto dell'indagine della biologia elettromagnetica) costituisce una rete di comando che viene a coincidere funzionalmente con l'emotivita'. Tale insieme ha le caratteristiche di un sistema linguistico : dialoga con l'ambiente,si modifica attraverso il colloquio con il livello chimico,avanza richieste e fornisce risposte,esercita e subisce soppressioni,produce modifiche somatiche e psichiche. E' suggestivo quindi ipotizzare che esso fornisca la base materiale della psiche,elemento intermedio essenziale tra la mente e il corpo.Eldo Stellucci

· 11.00 Ing. Giuseppe Grossi “Esperimento di boiler al plasma elettrolitico”

non esiste sul web..

· 11.30 Roy Virgilio "Bio carburanti: potenzialità e realtà"

http://guide.supereva.com/brevetti_e_invenzioni_/interventi/2004/03/153403.shtml

· 12.00 Carlo Brufani e Franco Russo “Motore ad iniezione ad acqua”

Russo Franco
Email: franco.russo@iet.unipi.it Sito Web: 131.114.9.85/staff/russo.html Indirizzo: Dipartimento Ingegneria dell' Informazione, Via G.Caruso 16 - 56122 Pisa ...

 

pomeriggio (14.30 alle 18.30)

· 14.30 Carlo Bertocchi coordinatore di www.officinesperimentali.it - “Gruppo elettrogeno ad olio vegetale – Energia dalle biomasse e certificati verdi”

· 15.00 Franco Proietti “Turbina Vaporizzatrice”

nulla sul web 

· 15.30 Giuseppe Pezzella “Trasmissione di energia con il solo potenziale scalare”

 

PERCHE’ NON SI MANIFESTANO?

La risposta dal Messaggio “Effetto Leva”.

Da una segnalazione di Giuseppe Pezzella


Venerdì 14 Novembre 2003 il ricercatore Victor Viggiani inviava alla mailing list ufoupdates il messaggio che pubblichiamo in queste pagine. Viggiani sottolineava di non conoscerne l’autore ma, chiunque lo fosse, aveva catturato l’essenza della tragedia geo-politica incombente, ponendo stimolanti interrogativi. Il messaggio era degno di considerazione. A Viggiani rispondeva immediatamente sulla stessa mailing list il ricercatore William (Bill) Hamilton III. Ecco l’intervento di Hamilton:  

Chi ha scritto il messaggio? L’autore è Jean Ederman, un pilota francese, controllore al traffico aereo e manager aeroportuale, il quale ha dichiarato di aver ricevuto il Messaggio da un gruppo di visitatori “ET benevoli”, dopo essersi proiettato mentalmente nel loro spazio. Sul suo website

http://www.geocities.com/changetheworld_now/index.html

Ederman parla di diverse esperienze da lui vissute con alcune razze di visitatori ET nel corso degli anni, inclusa quella in cui si sarebbe prodotto il Messaggio. “Dopo aver imparato come riuscire a proiettarmi mentalmente in un luogo alla presenza di ET benevoli, ho ricevuto il seguente messaggio, in nome della loro gerarchia” ha dichiarato Edelman. 
State in guardia dagli ET prodighi di messaggi, soprattutto se lo fanno a nome della loro gerarchia.

Bill H

Consulta:  http://www.exopolitics.org/Exo-Comment-7.htm

 

In Italia, il documento da tempo circola attraverso Internet. Per quanto ci riguarda, poco tempo dopo la divulgazione ad opera di Viggiani, il ricercatore Giuseppe Pezzella (gpezzella@yahoo.com) ci faceva pervenire il messaggio in traduzione italiana. Pezzella è dell’avviso che il Messaggio provenga dalla medesima fonte da cui derivano le comunicazioni dei Siriani (Federazione Galattica) a Sheldan Nidle.

Se c’è da complimentarsi con Hamilton per essere riuscito a risalire alla fonte originale del messaggio, personalmente in questo caso non condivido il suo sarcasmo. Strano, considerando che Bill è felicemente sposato da tempo con Pamela, una “contattata” che, a fianco del marito, non ha mai fatto mistero delle proprie esperienze. Con notevole sfoggio di equilibrismo, Hamilton ha da tempo preso le distanze da quelle frange ufologiche a suo avviso troppo inclini al fideismo.

Nel nostro caso, abbiamo scelto di dare visibilità a questo “Effetto Leva”. Poi ognuno è libero di credere e fare come vuole.

(Maurizio Baiata)
 

 

DNA MAGAZINE

· 16.00 Hal Fox “Energia dalle stelle”

 

BENVENUTO: ISTITUTO PER NUOVA ENERGIA

Da Hal Fox e FIC

 


Da: NEN, volume 6, no 4, l'ago. 1998, pp. 1-2.
Nuovo copyright 1997 di notizie di energia (NEN) da Fusion Information Center, Inc.
COPIATURA NON PERMESSA senza permesso scritto.
TUTTI I DIRITTI RISERVATI.

BENVENUTO: ISTITUTO PER NUOVA ENERGIA

NUOVO SIMPOSIO DI ENERGIA

Le nuove notizie di energia accolgono favorevolmente i membri dell'istituto di nuova energia al simposio di Nuovo-Energia, Salt Lake City, Utah, dal 14 al 15 agosto 1998. NEN accoglie favorevolmente alcuni dei capi superiori nello sviluppo di nuovo-energia a questo congresso importante. Una lista parziale delle carte dagli operai ben noti nel campo di nuovo-energia include quanto segue: Patrick Bailey, Tom Bearden, mandrino Bennett, volpe del Hal, Toby Grotz, re di Moray, S.X. Jin, Eugene Mallove, Andrew Microwski, indossa la canna. Altri esperti ben noti di energia, quale Kenneth mette, saranno a disposizione.

Durante i cinque anni da quando l'istituto di nuova energia è stato cominciato (sotto gli auspici dell'associazione internazionale per nuova scienza) il INE ha pubblicato un bollettino mensile che fornisce ai relativi membri le ultime informazioni sui vari sviluppi internazionali nella nuova energia. Oltre che la pubblicazione di nuove notizie di energia, INE ha stabilito ed effettuato un Web site importante di nuovo-energia (grazie al lavoro ed al contributo finanziario di Patrick Bailey, presidente di INE).

Fra le realizzazioni dell'istituto per nuova energia ed i relativi membri è stato ciò che segue:

1. Conservazione di interesse continuo nei dispositivi e nei sistemi di nuovo-energia.

2. Pubblicazione e diffusione delle informazioni via la stampa ed il Internet.

3. L'accumulazione e l'immagazzinaggio sui mezzi accessibili sopra di mille carte e rapporti. (Essere reso disponibile su CD/ROM).

4. Partecipazione a parecchi congressi di energia.

5. La preparazione e la consegna delle dozzine delle carte.

6. L'individuazione del contributo finanziario per alcuni progetti.

7. Servendo da centro d'informazione per gli allievi e gli autori.

8. Affiliazioni e scambi di informazioni stabiliti con l'organizzazione simile in parecchi paesi stranieri.

9. Se promozione di molti ricercatori di nuovo-energia (per trovare che non erano soli).

10. Ha ridotto la minaccia di soppressione delle invenzioni di nuovo-energia.

11. Ha avanzato le teorie scientifiche e la prova sperimentale per i processi di nuovo-energia.

12. Ha fornito una tribuna per lo scambio e le pubblicazioni di informazioni.

13. Fornisce una fonte aggiornata delle informazioni sulle imprese commerciali e su altre fonti di informazioni su nuova energia.

Avviso fiscale: Ogni membro è consigliato a fortemente rinforzare il ruolo di INE convincendo i nuovi membri a unirsi con noi. L'istituto è stato riuscito dovuto il contributo finanziario dei relativi membri e dalle donazioni finanziarie speciali da Ben e rifugi Trippett, Patrick Bailey, volpe del Joyce e del Hal, centro d'informazione di fusione e Trenergy, inc. Il valore valutato di questo contributo finanziario è circa $3.000 al mese per i cinque anni scorsi. Ringraziamo tutti i quelli (membri ed altri) che hanno sostenuto il lavoro importante di INE.

 


Video avviso: Videos sarà disponibile e i rpyalities saranno pagati agli autori.

 


Rinviare alla pagina della conduttura di INE

 


www.padrak.com/ine/NEN_6_4_1.html

Benvenuto Istituto per nuova energia, da Hal Fox e FIC p

 

· 17.30 ONNE “dedica a Claudio Ciavaroli”

· 17.45 ONNE e ELMEC “Presentazione del premio Claudio Ciavaroli”

· 18.00 Saluti del presidente della provincia Massimo Rossi

Progettomeg - prenotazione convegno