Programma:
Esercizi
base che mirano a:
•
Creare un ambiente di
gioco libero
a
- Sapere costruire un
clima di
serenità e di
buonumore teso
ad alleviare gli stati d'animo di
paura e di
insicurezza di
fronte alla sofferenza ed alla
tristezza.
- Riuscire ad applicare le
metodologie del "sorriso" tramite
l'uso di
giochi appropriati.
- Accrescere, successivamente, con
l'azione dei volontari
il livello di
qualità nell'umanizzazione dei servizi di
assistenza.
Scheda dell'iniziativa
Metodologie didattiche
Il corso vuole consentire ai
partecipanti di
lavorare sul proprio ruolo in modo
attivo, mediante
l'utilizzo di
tecniche volte a stimolare e facilitare
la creatività del singolo,
l'incontro e il confronto
con l'altro e l'elaborazione in
gruppo. Si faciliterà
tramite le Tecniche di
Comunicazione,
l'interscambio tra gli allievi
stessi, secondo un
feedback pedagogico e
comunicativo. Attraverso
la partecipazione a giochi,
attività fisiche, esercizi
d'improvvisazione, performance e
dimostrazioni
pratiche, ogni partecipante troverà
la sua
"semplicità" comica che
è alla base della formula
Clown.
Nell'ambiente
di gioco
che si verrà a creare
si svilupperà la fiducia
reciproca nel gruppo ed
ogni partecipante imparerà a
liberare creatività ed
immaginazione.
Attività e Programma
Si distingueranno in attività di
formazione
teorica (imparare a: conoscere le
fasi dello
sviluppo del bambino, relazionarsi
con i bambini
secondo l'approccio
ludo-pedagogico e
psicologico, conoscere elementi di
base di
medicina riferiti alle malattie più
frequenti del
bambino e le nozioni fondamentali
per poter
entrare nei reparti a giocare con
i bambini, ecc.) e
pratica (imparare a realizzare:
piccoli giochi di
magia, divertenti spettacoli,
sculture di
palloncini,
giochi di
gruppo, ecc.).
Tecniche psic
Nell'ambiente
di
gioco
che si verrà a creare
si svilupperà la fiducia reciproca nel gruppo ed
ogni partecipante imparerà a liberare creatività ed
immaginazione.
Attività e Programma
Si distingueranno in attività di
formazione
teorica (imparare a: conoscere le fasi dello
sviluppo del bambino, relazionarsi con i bambini
secondo l'approccio ludo-pedagogico e
psicologico, conoscere elementi di
base di
medicina riferiti alle malattie più frequenti del
bambino e le nozioni fondamentali per poter
entrare nei reparti a giocare con i bambini, ecc.) e
pratica (imparare a realizzare: piccoli giochi di
magia, divertenti spettacoli, sculture di
palloncini
'ambiente
di
gioco
che si verrà a creare
si svilupperà la fiducia reciproca nel gruppo ed
ogni partecipante imparerà a liberare creatività ed
Il gioco
libero
Il primo compito dell'educatore nel
campo dell'attività drammatica é favorire il nascere, lo
svolgersi, l'arricchirsi del gioco libero.
A questo scopo é utile offrire un
certo tipo di materiale adatto che resti a disposizione in luogo
adatto:
- stoffe colorate (tinta unita) a
colori solidi, lavabili, armonizzabili tra loro, tagliate a
rettaoli di cm 70 x 1-30; quadrati di cm 70 x 70
- strisce di cm 20 x 140, con un orlo
aperto ai lati, alle due estremità, per potervi ínfilare
cordoni o fettucce;
- elastici, cordoni colorati, spille
di sicurezza;
- sacchetti di carta, cartoni, lana,
rafia, vecchi cappelli, abiti smessi, ecc.;
- cubi di cm 40 di lato e cassette di
legno con coperchio ma senza maniglie che possano servire
sia a contenere altro materiale che a diventare elementi di
gioco (scale, rocce, carretti, treni, automobili, ecc.).
La presenza di qesto materiale e la
possibilità d'usarne liberamente suggeriranno quasi sicuramente
dei temi di gioco, nei quali l'educatore potrà intervenire
giocando lui stesso o semplicemente dando consigli
sull'utilizzazione dei vari elementi. La costruzione di angoli
di gioco è anch'essa uno stimolo ed è anzi importante tenere
conto che ogni elemento costruito deve poter essere usato per
giocare, che per esempio un negozio "tanto bellino"
che sembra proprio serio ma dove nulla può essere toccato o
spostato senza che l'insieme crolli o si sfasci é un lavoro
inutile. I ragazzi. grandi possono costruirsi da sé i loro
angoli di gioco, secondo i loro interessi; i piccoli potranno
usare angoli di gioco costruiti per loro dagli adulti o da
ragazzi grandi. Possiamo dire che coi piccoli (sei-sette anni)
l'attività drammatíca può essere limitata al gioco libero,
arricchito di tutt gli elementi di cui si é parlato e spinto al
massimo sviluppo. Il compito del monitore è allora da un lato
un'osservazione attenta per rendersi conto dei temi scelti, del
tipo di partecipazione di ognuno, del modo in cui un ragazzo è
accettato o rifiutato dai compagni come personaggio del gioco:
dall'altra un intervento diretto in qualità di personaggio per
arricchire il gioco di nuovi elementi, per stimolare alla
partecipazione i ragazzi che restano in disparte rivolgendosi ad
essi come personaggio della stessa storia, per incanalare
dall'interno, quindi senza rimproveri e proibizioni, le
eventuali manifestazioni di aggressività o violenza.
Il gioco libero evidentemente, con una
evoluzione nella scelta dei temi secondo interessi più
complessi, mantiene il suo fascino anche per ragazzi più
grandi. Esso deve però essere condotto verso una forma
d'espressione più compiuta. E'allora che acquistano un valore
formativo anche i giochi d'espressione.
Giochi d'espressione
Qualsiasi momento di calma, all'aperto
o al chiuso (sulla spiaggia, su un prato durante la sosta d'una
passeggiata, a veglia, ecc.), si presta bene a questi giochi,
che non saranno necessarianente raggruppati, ma possono essere
intercalati a giochi di tipo diverso: possiamo elencarne alcuni
la cui descrizione si trova sualtre schede particolari:
- i mesteri;
- gli oggetti (bastone, corda,
palla);
- gli ambasciatori muti (per bambini
al di sopra di 8 anni);
- i giornalisti stranieri (idem);
- le coppie da mimare;
- i proverbi (solo per adolescenti).
Tutti questi giochi richiedono
creazione di ambienti e personaggi, evocazione di oggetti, in
qualche caso invenzione di storie (le coppie, scene animate,
proverbi) senza l'aiuto di alcun accessorio (salvo nel gioco
degli oggetti) attraverso il solo movimento del proprio corpo.
E' importante notare che tutti questi
giochi offrono la possibilità di dare ai ragazzi a livelli
diversi secondo l'età un interessante spunto di ricerca nel
campo delle capacità espressive del corpo umano e l'abitudine
di concentrarsi su ciò che hanno prima fortemente immaginato e
vissuto dentro di sè, spostando l'interesse del gioco dal
desiderio di far capire (indovinare) agli altri quello che si
fa, al gusto d'un approfondimento sempre maggigre di quella
ricerca.
L'intervento dell'adulto in questi
giochi sarà da un lato di partecipazione diretta sullo stesso
piano dei ragazzi, dall'altro di stimolo ad una maggior
concentrazione a tener conto di certi particolari sfuggiti; il
commento non dovrà interrompere il gioco ma seguirlo. Nei
giochi dove si propongono dei temi (ambasciatori muti) questi
dovranno essere il più possibile precisi nella formulazione per
fare meglio da sostegno all'immaginazione (es.: non lavare,ma
"lavare un fazzoletto in un mastello").
Il gioco a tema
Con una distinzione alquanto
arbitrnria, e tanto per intendersi sui termini, chiamiamo gioco
drammatico un gioco al quale si é data una struttura più
completa di quella che si raggiunge normalmente nel gioco
libero; se quest'ultimo nasce sempre dall' ispirazione immediata
e spontanea dei ragazzi e nulla in esso fissato riguardo allo
svolgimento e alla conclusione, il gioco drammatico si serve
d'una traccia che può essere tratta da un racconto (fiaba,
avventura, spettacolo visto, leggenda, fatto vissuto) che ha le
stesse funzioni del canovaccio nella commedia dell'arte e
all'interno della quale resta largo spazio per l'invenzione. Il
tema di gioco può essere proposto dall'educatore, purché egli
sia attento da un lato all'interesse dei ragazzi per tale tema,
dall'altro alle effettive possibilità di gioco che esso offre:
- ricchezza di fatti che trasformano
la situazione;
- possibilità di inserire
nell'azione un numero di personaggi (già presenti nella
storia o inventati) pari al numero dei ragazzi. A questo
proposito è bene ricordare che personaggi sono soltanto
coloro che hanno la possibilità di assumere dei caratteri
definiti e di partecipare interiormente all' azione, con
reali interventi in essa e reazioni personali ai fatti che
succedono (non sono personaggi gli alberi, la porta della
casa, i fiori, né "la folla" quando il suo
compito é quello di far numero e di accontentare i ragazzi
che non hanno "parte".
Deve essere ben chiaro che anche in
questo tipo di gioco non si tratta di spettacolo, né è bene
introdurre un gioco drammatico in una festa con spettatori; la
presenza degli spettatori costringe necessariamente i ragazzi
entro strutture artificiose, fatte per rappresentare, cioè
rendere presente e quindi comprensibile l'azione agli spettatori
stessi, con rigide regole riguardo alla durata del gioco, allo
spazio in cui esso si svolge, al tono di voce da usare nei
dialoghi, ecc.
Una cosa che poohi mostrano di capire,
ma che pure contribuisce a dare al gioco drammatico una
ricchezza forse superiore a quella di ogni altra attività, è
che il giocare per se stessi e non per gli altri, non elimina
affatto il gusto e la gioia di creare e costruire costumi,
accessori, elementi che suggeriscono un ambiente, di discutere
sul carattere dei personaggi, sulle lorg possibili reazioni, sul
loro linguaggio. Un gioco drammatico concepito in questo modo
potrà essere giocato più volte, sempre con lo stesso piacere,
dando anche ai ragazzi la possibilità di scambiarsi i
personaggi.
Un discorso sull'attività drammatica,
anche se limitato ad un piano essenzialmente pratico, potrebbe
condurre molto lontano e non lascia mai l'impressione d'aver
detto tutto. Ricordiamo tuttavia che questa attività, più
d'ogni altra, richiede da parte dell'educatore un illimitato
gusto del gioco, una piena disponibilità nei riguardi dei
ragazzi, un profondo interesse per il loro mondo. Tutto quanto
può arricchire questo mondo (storie e racconti, osservazione
dell'ambiente umano e naturale, conversazioni, esame di
documenti di costume, ecc.) aumenterà anche gli spunti di
gioco.
Le ombre umane
Il gioco con l'ombra ha per i ragazzi
di tutte le età un fascino di magia; ma se per i piccoli
l'interesse e la curiosita per la propria ombra assorbono ogni
altro stimolo rendendo il gioco fine a sé stesso, dopo i dieci
anni si può fare di esso un valido mezzo per migliorare le
capacità espressive dei ragazzi che, soli dietro lo schermo,
isolati e protetti da esso, possono arrivare ad una maggior
concentrazione e ad una più approfondita ricerca del gesto
espressivo ed essenziale.
La tecnica è estremamente semplice:
una tela grande bianca ben tesa fra due pannelli non trasparenti
(coilonne, coperte, cartoni) ed una luce diffusa che illumini in
uguale misura tutto lo schermo posta ad una distanza da esso
tale che l'ombra risulti nitida e di grandezza uguale alla
persona (circa 3 m). E' opportuno lasciare un corridoio libero
per permettere il passaggio dietro la lampada.
I giochi proposti saranno presentati
secondo una certa progressione che consenta inizialmente una
presa di contatto con l'omtra e le sue possibilità, e solo in
un secondo tempo la ricerca espressiva.
Giochi di presa di contatto con
l'ombra che non richiedcno cambio di personalita:
- chi sono? (passaggio dietro lo
schermo senza accessori - passaggio dietro lo schermo con un
solo accessorio - passaggio dietro lo schermo con più
accessori o in posizioni che rendono difficile il
riconoscimento);
- che cosa faccio? (gioco delle
azioni o invenzione di una situazione: es. piove, fa freddo,
fa caldo, ecc.).
- giochi d'espressione con cambio di
personalità:
- gioco dei mestieri;
- creazione di personaggi;
- brevi storie a due o a tre
personaggi.
I ragazzi (come gli adulti allo stage)
tenderanno inizialmente a cercare mezzi facili e a volte
volgari, per far ridere i compagní; occorre far notare loro la
bellezza semplice e suggestiva dell' ombra e creare un'atmosfera
di calma e adatta a stimolare lo spirito creativo.
E' bene che a questo tipo di giochi
non partecipino mai contemporameamente più di 15-20 ragazzi.
• Creare un’atmosfera di fiducia reciproca nel gruppo
IL CONDUTTORE DEI GRUPPI
Lo scopo fondamentale dell'esperienza che si
fa nei gruppi è di facilitare l'integrazione della personalità
dell'individuo attraverso il confronto con persone che nel corso
degli incontri diventano reciprocamente importanti .
In questo senso il gruppo può facilitare un
processo di cambiamento .
La natura delle interazioni che avvengono nel
gruppo, più che i contenuti espressi, è l'oggetto di
principale attenzione del conduttore.
Lui è l' esperto perciò deve
controllare il suo comportamento e creare un'atmosfera di
sicurezza e di fiducia reciproca all'interno del gruppo.
Le dimensioni che possono facilitare il
compito di conduzione dei gruppi sono soprattutto l' empatia
, per riuscire a vedere attraverso gli occhi degli altri;
il rispetto , inteso come fiducia nelle capacità
dell'altro e nel riconoscere la loro unicità e la cordialità
, la propria capacità di prendersi cura degli altri.
Tali dimensioni vengono recepite dai
partecipanti ai gruppi soprattutto attraverso canali non verbali
ed hanno l'effetto di permettere ad ognuno di autoesplorarsi con
sempre maggior profondità.
E' importante che il conduttore abbia chiaro
il senso dei confini del proprio intervento. Questa
consapevolezza lo porta ad evitare che si avventuri in ambiti più
specificatamente terapeutici , anche se il confronto
con gli altri, all'interno di un contesto in cui venga sospesa
l'azione , può avere l'effetto di apprendere nuovi modi di
percepire e di percepirsi.
Proprio per la peculiarità dell'esperienza
nel gruppo di stimolare i componenti a prendere contatto con i
propri vissuti ed a comunicarli in diverse maniere, è
necessario che ognuno senta di poter decidere autonomamente il
livello di apertura e di coinvolgimento e di poter essere
rispettato in questo.
Altra funzione del conduttore riguarda il
garantire un clima di scambio rispettoso, per cui non è
opportuno stimolare o permettere sfoghi o espressioni senza
controllo, di emozioni o sentimenti, soprattutto di carattere
aggressivo. Nel caso in cui questo si verifichi è opportuno
cercare di dargli significato , attivando tutto il
gruppo, su cosa sta accadendo in quel momento e non
disconfermare un agito di questo tipo.
Questo non significa evitare , perchè
pericolosi, gli stimoli dell'emotività, dell'affettività,
dell'apertura e della riflessione personale, ma cercare di
ricondurli alle finalità per cui quel gruppo si è costituito.
Molto spesso il parlarsi addosso o il
confidarsi cose sempre più personali può significare
l'attivazione di meccanismi difensivi da parte del gruppo per
non affrontare il compito di gruppo , questo va
metacomunicato dal conduttore.
Un fenomeno tipico delle situazioni di gruppo
riguarda il silenzio , i lunghi minuti trascorsi senza
che nessuno pronunci parola.
Gli effetti di questo nel gruppo possono
essere diversi ed indicare il clima presente al suo
interno. E' fatto notorio che se si è tra persone amiche il
silenzio diventa gradevole, mentre se si è in situazione
minacciante, tra persone giudicanti, il silenzio è frustrante e
spiacevole.
Nel silenzio si proiettano gli atteggiamenti e
le speranze-paure dei singoli. L'informazione che il conduttore
può trarre riguarda il grado di socializzazione presente nel
gruppo che è direttamente proporzionale al grado di
sopportazione del silenzio.
La dipendenza dei partecipanti dal
conduttore deve essere tenuta in conto da quest'ultimo.
Generalmente segnala aggressività difficilmente esprimibile;
questo è tanto più vero quanto più il gruppo considera
legittima e naturale tale dipendenza. Analogo discorso vale per
le dinamiche che indicano controdipendenza .
La presenza del capro espiatorio è
un fenomeno quasi costante in un gruppo cui va prestata
particolare attenzione. Riguarda la tacita intesa di tutto il
gruppo, vittima compresa, di esprimere la propria
aggressività con il minimo rischio, senza essere puniti. Il
conduttore deve sempre chiedersi verso chi l'aggressività
dovrebbe essere espressa e perchè viene dislocata su quel capro
espiatorio.
I GIOCHI INTERATTIVI
I giochi in genere aiutano a promuovere
efficacemente la comunicazione.
Usando i giochi in un gruppo di persone che
inizialmente non si conoscono tra loro, si rende la
comunicazione più fluida, soprattutto con persone timide che
hanno bisogno di essere stimolate.
Eventuali ostilità e barriere verso lo
sconosciuto si rompono più facilmente attraverso il gioco.
Nel corso di un lavoro di gruppo si possono
introdurre dei giochi per sbloccare situazioni statiche, oppure
per fare emergere determinate dinamiche nelle interazioni che
impediscono il flusso di comunicazione.
Infine il divertimento procurato dai giochi
aiuta molto a creare un'identità di gruppo. Attraverso il
divertimento si raggiunge più facilmente una coesione di gruppo
ed un'atmosfera aperta di accettazione reciproca.
Ci sono diverse possibilità di presentare i
giochi in un gruppo e ognuno può trovare quello con il quale si
sente più a suo agio, attraverso l'esperienza. Ci sono comunque
degli elementi importanti per una presentazione efficace:
La sicurezza . E' necessario far in
modo che si crei un'atmosfera di sicurezza tra i membri del
gruppo nel partecipare alle attivazioni.
La voglia di giocare . un conduttore
che svolge la propria attività senza esserne convinto
dell'utilità, solo perchè è pagato per farlo, avrà parecchie
difficoltà a coinvolgere gli altri.
L'invito alla partecipazione . Spesso
le persone più timide manifestano resistenze ad esprimersi, è
importante invitarle a farlo senza però mai insistere, come se
fossero obbligati, ma rendendoli consapevoli di essere liberi di
partecipare a propria scelta.
L'attenzione . E' necessario riuscire
a trovare il proprio modo di catturare l'attenzione dei
partecipanti al gruppo, comportandosi in modo flessibile per
rispondere alle loro esigenze. Sarà chiaramente diversa la
nostra modalità se si tratta di un gruppo di scolari scalmanati
o di genitori addormentati.
La chiarezza. La spiegazione di un
gioco deve essere precisa e chiara, nè troppo lunga, nè troppo
complicata, per non far addormentare o confondere il gruppo. a
volte può risultare utile accompagnare la spiegazione con
esempi pratici.
Repertorio. Soprattutto in classe
conviene alternare giochi movimentati con giochi tranquilli,
tenendo d'occhio il livello d'energia del gruppo. Può essere
utile, per evitare momenti dispersivi, avere un elenco dei
giochi a disposizione, adattabili alle varie fasi dell'incontro.
LE DIVERSE FUNZIONI DEI GIOCHI
La formazione dei sottogruppi . La
semplice indicazione: “sceglietevi un compagno” può
provocare ansia e insicurezza, innanzitutto in quegli individui
che generalmente si percepiscono come emarginati.
Nel formare coppie, o riunirsi a tre o quattro
o più ancora, il conduttore deve porre l'attenzione a
selezionare quelle attivazioni che creano l'atmosfera adatta di
sicurezza e di auto sotegno tra i membri, senza suscitare in
qualcuno la paura di essere messo da parte, o di non essere la
persona preferita.
Come imparare a conoscersi meglio .
All'inizio di un lavoro di gruppo, quando non ci si conosce
ancora, si pone spesso il problema della presentazione e del riconoscimento
reciproco. Esistono tutta una serie di giochi di conoscenza
reciproca per presentarsi in un gruppo in modo allegro e
divertente. La presentazione del proprio nome, accompagnata da
qualche azione fisica- qualche gesto, o salto, o mimo ecc.-
spesso viene memorizzata più facilmente perchè è un modo più
coinvolgente di conoscere che aumenta l'attenzione delle
persone.
Come esprimere le proprie differenze .
I conflitti sono una parte naturale della vita quotidiana,
spesso però sono vissuti in modo negativo venendo ignorati o
messi da parte, oppure affrontati in maniera violenta. Prima che
un conflitto emerga si accumulano molte tensioni, le quali poi
esplodono verbalmente o addirittura con la violenza fisica.
Soprattutto gli alunni più piccoli è possibile attivarli con
alcuni giochi adatti a sciogliere le tensioni con l'allegria ( Come
iniziare una lite, La boxe verbale ), altri servono per
stimolare la decisione in un gruppo o a far emergere un
conflitto latente ( Tutto o niente, Pugni, Gomitolo di lana ).
Utilizzare un gioco in una situazione di
conflitto può aiutare a sfogare le tensioni per poter poi
discutere con più calma ciò che l'ha causato, uscendo fuori
dallo stallo che spesso blocca un lavoro collettivo.
Come imparare a “supportare” .
Per raggiungere un migliore affiatamento tra i membri di un
gruppo di lavoro, oppure tra gli alunni in una classe, a volte
occorrono degli esercizi particolari che aiutano a far crescere
la fiducia ed il senso comunitario di un gruppo. Alcuni giochi
si prestano bene come introduzione per un gruppo nuovo, mentre
altri vanno meglio quando il gruppo ha già raggiunto un certo
livello di fiducia.
Come raccontarsi l'esperienza .
Attraverso giochi di valutazione, alla conclusione di un gioco,
o di una intera serie, è possibile raccogliere le riflessioni
dei componenti per sapere come è andata, come ci si è sentiti
o quanto è piaciuto.
Per la maggior parte si tratta di giochi che
si basano soprattutto sulla valutazione positiva e
l'apprezzamento reciproco, in modo da sottolineare il senso
comunitario venuto a crearsi durante lo stare insieme.
• Recuperare la capacità e la spontaneità del giocare
Tutti noi siamo stati creativi e spontanei fino
all’adolescenza. Poi siamo diventati grigi e noiosi. Ma
attraverso il gioco possiamo recuperare quella spontaneità ed
essere persone piene di immaginazione e fantasia.
Dobbiamo smettere di cercare di essere originali sulla scena ma
anche nella vita. E’ molto meglio ed utile non bloccare la
propria immaginazione anche se “censurabile”. Abbiamo già
detto che se
smettiamo di recitare ed iniziamo a giocare sgorga da sola
quella spontaneità che ci fa diventare veri e interessanti.
Oggi vogliamo parlare un po’ proprio della spontaneità.
Per Keith
Johnstone, il padre dell’improvvisazione teatrale dei
giorni nostri, si riesce ad essere più creativi quando crediamo
di essere dei ripetitori invece che creatori. Oggi questo sembra
un paradosso. A scuola ci hanno insegnato che l’arte è originalità
o non è. E nelle produzioni artistiche tutti i principianti
cercano di essere il più possibile innovativi ed originali.
Siamo, in fondo, tutti alla ricerca di quel qualcosa che ci
distingua, che ci renda unici ed inimitabili. Legato a questo è
la concezione dell’arte come espressione di sé. In tantissimi
ambiti sentiamo spesso quest’altro ritornello: faccio questo o
quell’altro perché “voglio esprimere me stesso”. E siamo
pronti a censurare tutto ciò che crediamo essere osceno o non
interessante o psicotico per il nostro pubblico. Questa
concezione è relativamente nuova. E’ figlia del genio
romantico. Per la maggior parte della storia dell’uomo gli
artisti si sono ben guardati dall’ “esprimere se stessi”.
Lo stesso Johnstone, in Impro,
ci parla dei costruttori di maschere che dovevano digiunare e
pregare per settimane prima di intagliare una maschera perché
nessuno voleva vedere le loro maschere ma quelle del dio.
L’artista era quindi visto come medium.
“E’ possibile trasformare le persone prive di
immaginazione in persone immaginative in un solo attimo” dice
Keith Johnstone a proposito dell’esperimento in cui si chiese
a degli uomini di affari di immaginarsi come hippy spensierati.
Valgono quindi ben poco i test per misurare la creatività.
Occorre invece che possiamo divertirci, non preoccuparci e non
sentirci giudicati. E’ la situazione del gioco, in cui
le inibizioni sociali vengono meno. Impariamo, quindi, prima di
tutto a giocare prima di affermare di non avere immaginazione.
E’ in questo modo che si liberano le energie creative dal
torpore della quotidianità. Purtroppo la scuola, troppo spesso,
distrugge la nostra capacità di immaginare.
• Regredire e recuperare l’innocenza perduta
• Liberarsi completamente dai condizionamenti e dalle regole
di comportamento codificate
Jung dice: “ogni essere umano ha due occhi , un
naso e una bocca, tuttavia questi fattori che sono universali,
sono variabili ed è proprio questa variabilità che rende
possibili le caratteristiche individuali".
Individuazione ha dunque a che fare con quel delicato
processo che tende a rendere l’uomo esattamente quello che
potenzialmente già è alla nascita.
Urano tende a lavorare incoraggiandoci a ribellarci, a
renderci insofferenti a tutto cio’ che ci è stato cucito
addosso senza una vera e propria scelta personale; Urano non ama
e non sopporta essere uniformati , ritenersi nella “norma”,
non esiste per urano un concetto di “restare all’interno di
uno schema o di una gerarchia , anche se in alcune occasioni
sarebbe di tutto riposo potersi rilassare adeguandosi alle
richieste del mondo esterno e non andare a cercare ciò che è
squisitamente personale, ma spesso anche contrario a ciò che la
società tende a premiare.
Possiamo così dire che la ricerca di struttura e di stabilità
è pero’ strettamente connessa a livello psicologico con
l’altrettanto forte bisogno di libertà e di espressione della
nostra individualità o di quella che si chiama autenticità che
poco ha a che fare con il senso di adattamento sociale. Mentre
Saturno spingera’ sempre a cercare una forma che sia tangibile
e visibile e un adeguamento a certi canoni per rispondere alle
leggi vigenti, Urano andrà costantemente alla ricerca di
ribellione e di cambiamento, impedendo quindi l’irrigidimento
e l a cristallizzazione a tutti i livelli.
Così, l’individuo troppo identificato in un Saturno poco
elaborato cercherà sempre di conformarsi a quello che il mondo
sociale richiede perche’ ha bisogno di sicurezze che cerca
nelle conferme e nella capacità di padroneggiare la materia e
le regole e l’individuo troppo identificato con Urano cercherà
invece un modo di vivere anticonvenzionale e, pertanto,
sfidera’ le regole sociali che saranno ritenute limitanti e
obsolete perche’ non potrà appoggiarsi ai valori tradizionali
ma dovrà necessariamente esprimere se non addirituttura
anticipare lo spirito dei tempi. Urano quindi è in un certo
senso la “mente sociale” o ancor meglio è il contatto
individuale con l’inconscio collettivo, quella parte di noi
che cattura in anticipo cio’ che deve essere cambiato nel
mondo personale per consentire attraverso l’accelerazione sui
tempi quei cambiamenti nel mondo sociale che possano garantire
l’avvicendamento tra struttura e cambiamento. Andrà quindi a
sollecitare i nostri avamposti mentali perche’ si sintonizzino
sul nuovo.
Urano e Saturno, padre e figlio nella tragedia mitica
simboleggiano la potenzialità intrinseca della nostra psiche di
trovare un ideale compromesso tra la capacità di
adattamento sociale – unica possibilità perche’ l’uomo
possa crescere e sentirsi parte integrante di una struttura –
e la capacità di esprimere la propria autenticità ed unicità
in modo libero e naturale.
Nella lotta mitica i due rappresentano gli archetipi
dell’antagonismo tra padre e figlio che
simbolicamente possiamo leggere anche nella lotta tra le vecchie
generazioni che vogliono inevitabilmente mantenere le strutture
esistenti e le nuove che premono affinché si aprano nuovi e non
ancora percorsi orizzonti. Il fatto che il Mito patriarcale
sottolinei con tanta insistenza questa lotta segnala uanto sia
importante per la nostra psiche creare all’interno di se’
l’immagine dell’antagonista da lottare e indica che questa
è essenziale nella struttura della personalità. Saturno indica
anche l’ordine costituito ed anche questo dovrà essere
sfidato dalle nuove generazioni perche’ solo attraverso questo
contrasto le strutture sociali possono spingersi verso il
cambiamento.
Saturno segna sempre i limiti, le nostre paure, le
nostre inibizioni e il nostro bisogno di rispondere alla legge,
anche per conoscerla e per prendere confidenza con quelle
difficoltà che andranno superate per riuscire a far leva sulle
nostre capacità e trovare una stabilità interiore. Sarà
proprio in quell’area che Urano premera’ contro le frontiere
di Saturno e ci forzerà a vedere dove sta il nostro limite
attirando da un lato quelle prove che possono farci apprendere
cosa dobbiamo sviluppare per crescere, e , dall’altro ci
forzera’ a vedere quanto sia inforndato il terrore del
cambiamento portandoci nuove opportunità.
Sarà proprio fronteggiando gli schemi rigidi di Saturno e
cercando di vedere dove sono i blocchi che potremo scoprire la
nostra forza interiore, la nostra stabilità che non deve
dipendere dalle risposte esterne e trovare quella fiducia in noi
stessi che deriva dalla solidità dei nostri valori che operano
in continua armonia con le nuove necessità interne ed esterne.
E’ pero’ altrettanto vero che la maturità che Saturno
richiede è in costante rapporto con la ricerca della libertà
personale che deve raggiungersi al di la’ degli schemi
sociali, ma con l’introiezione la personalizzazione della
legge .
Così mentre apparentemente Saturno sembra simboleggiare
l’ordine e la disciplina e quindi viene spesso sovrapposto
alla figura del padre che richiede assunzione di responsabilità
attraverso un sistema di premio-punizione , Urano sembra piu’
consono alle esigenze del figlio che vuole trovare dentro di
se’ le leggi a cui rispondere, spesso anche passando
attraverso la ribellione alle convenzioni esteriori.
Saturno è pronto a fare notevoli sforzi per costruire la sua
“casa interiore, l’edificio su cui poggia la nostra vita;
simboleggia la capacità di lavorare, di portare a termine le
cose che ci siamo prefissi, di organizzare la nostra vita al
fine di realizzare i nostri obbiettivi e le nostre ambizioni.
Senza Saturno con i suoi attributi di costanza, perseveranza, e
capacità di sopportare la frustrazione non andiamo da nessuna
parte.
La strutturazione di Saturno parte infatti dal primo
consolidamento del Super Io che si manifesta a partire dalla
fine della fase edipica in cui si raggiunge la “capacità di
spostare la gratificazione imparando a procrastinare un
impulso). Questa struttura cognitiva importantissima permetterà
prima nell’infanzia e poi nella vita adulta la possibilita’
di lottare e di lavorare per un obiettivi non visibile ma
raggiungibile nel tempo così come ci permetterà di formarci un
ideale dell’Io a cui tendere. Entrambe le realizzazioni
comportano la capacità di guardare al futuro, di spingere e di
dirigere le proprie forze verso un obiettivo e la costanza per
riuscire un giorno a raggiungerla.
Senza Saturno non si diventa adulti e si
rimane nel mondo dell’infanzia fatta di pulsioni e di necessità
di gratificazione immediata (casa quinta).
L’asse quinta undicesima si caratterizza proprio per questa
fase infantile in cui il raggiungimento della capacità di non
avere tutto e subito, pone la condizione di base per cio’ che
sarà un giorno il nostro senso sociale che è fatto di rinunce
sul piano egoico ma che caratterizzano la possibilità di creare
qualcosa di migliore per tutta la comunità in cui viviamo.
Il dilemma che si pone su questo asse sembra essere : “a
cosa posso rinunciare di assolutamente gratificante sul piano
egoistico per favorire un miglioramento sociale e quindi anche
mio?”
Ecco dunque che il bene e l’egoismo personale possono
lasciare il posto al senso sociale della casa undicesima e al
significato vero di Saturno e di Urano che di essa ne sono i
signori.
Infatti, la maturità e la libertà al massimo livello
corrispondono alla capacità dell’individuo di sentirsi parte
di un gruppo allargato di persone, ognuno con idee e potenzialità
diverse, mettendo insieme le risorse personali senza sentirsi
per questo destrutturato o perduto.
In poche parole Saturno e Urano in casa undicesima
Acquario consentono di mantenere salda l’identità e il senso
di se’ pur entrando a far parte di una società in cui tante
sono le individualità. Una società che opera a questo
livello corrisponde all’adulto sano e flessibile che riflette
per decidere la strada da seguire in tutte le vicissitudini
umane: perdita, successo, cambiamento, crescita.
Le società dove gli individui possono riflettersi bene sono
quelle che hanno dei meccanismi che permettono di cambiare
mantenendo inalterati i valori primari. Cio’ che è importante
in una società è il collante che deve mantenere insieme i
gruppi e il collante è proprio l’identità e l’individualità
dei singoli.
Meno diamo importanza all’individualità e al bisogno di
un’educazione sana dei bambini, piu’ è a repentaglio la
società nel suo insieme che scambia disimpegno con libertà e
obbligo con responsabilità.
Nessuno di noi deve essere obbligato a fare delle cose, ma
dobbiamo avere tutti la responsabilità sulle cose ; tutti
devono essere liberi, ma nessuno dovrebbe essere disimpegnato.
Tutti dobbiamo pero’ dare il nostro contributo creativo
alla società e questo garantisce il miglioramento culturale
personale e sociale.
Ogni persona cosciente ha dunque bisogno di comprendere
l’importanza del gioco tra Saturno e Urano .
Urano, dopo il lavoro di disciplina, di conoscenza dei propri
limiti e di responsabilità personale di Saturno comincia a
sfidare l’individuo perche’ via via diventi sempre piu’
libero e aiuti l’umanità a crescere rompendo con gli schemi
mentali e con la tradizione, fino a reinventare il mondo.
Le persone libere hanno ispirazioni, hanno visioni libere a
tutti i livelli e cercano di liberarsi da tutti i tipi di
oppressione, sono capaci di scoprire nuove strade per risolvere
i problemi e i bisogni degli uomini e del pianeta.
L’individuo nel pieno della sua fase uraniana puo’ essere
geniale a livello mentale e rompere con i vecchi metodi trovando
una strada personale, oppure puo’ essere una persona
all’avanguardia nell’applicare valori.
La lezione di Urano consiste proprio nel lasciarci intendere
che c’è spazio oltre Saturno e c’è libertà oltre le
nostre strutture, basta creare nuovi valori e inventarsi nuovi
modi di vivere insieme..
Urano è sia la libertà dai condizionamenti sociali, sia il
risveglio interiore che ci permette di capire fino in fondo chi
siamo dandoci la forza di esprimere la nostra autenticità.
Urano ci dice che ogni individuo che risponde alle sue sfide
diventa libero e aiuta l’umanità a superare i propri limiti e
ad allontanarsi dalla tradizione.
Se accettiamo la sfida uraniana il nostro sviluppo passerà
dal semplice adattamento al mondo in cui viviamo alla reale
possibilità di trasformare il mondo in cui viviamo,
partecipando e agendo in prima persona ai suoi cambiamenti.
Mentre Saturno puo’ trovare una via di adattamento a
strutture pre-esistenti all’individuo e rispondere a leggi
stabilite dai padri, Urano deve necessariamente trovare una
strada propria, personale e individuale in cui parte della
propria folgore mentale possa essere espressa e spingersi verso
il nuovo.
• Recuperare e sviluppare la capacità d’immaginazione e di
creatività
Creazione inconsapevole
(ovvero: perché la maggior
parte delle persone NON fa la vita che sogna, si lamenta e si
dispera continuamente prendendosela senza successo col
“destino”, la “sfortuna” e “gli altri”…)
Pensi che l’affermazione “tutto
quello che sperimenti nella vita è creato, attratto e reso
possibile da te” sia senza senso o comunque
eccessiva?
Se hai risposto di sì… sappi
che anche io la pensavo come te! 
E’ stato diversi anni fa. In quel periodo lavoravo lontano da
casa, non vedevo mai gli amici, ero spesso stanco e annoiato ed
ero lontano dalle relazioni sentimentali che avrei voluto avere
e che sapevo di meritarmi. Sentendo questa affermazione, mi sono
detto: “Sarei un pazzo se avessi volutamente attratto questa
situazione del nella mia vita! E’ proprio quello che NON
voglio!”
Lo stesso è certamente capitato
a te, non è vero? Magari fai un lavoro che non ti piace e
continui a chiederti come ci sei finito dentro… forse non vivi
la situazione economica che desideri… oppure hai perso i
contatti con una persona cara senza neppure sapere il motivo, o
ancora stenti ad instaurare relazioni soddisfacenti. Chiariamo
una cosa: non sto dicendo che le persone attraggano volutamente
situazioni dolorose o comunque difficili nelle proprie vite.
Ma ciò non toglie che sei tu il responsabile di quello
che sperimenti nella tua vita!
Perché, quindi, le
persone generalmente si trovano a vivere situazioni che
avrebbero preferito evitare? Col tempo ho capito che le
risposte a questa domanda sono fondamentalmente due.
- Sono focalizzati su quello che NON vogliono,
o che vogliono evitare. Ho sentito decine di persone dire
“non voglio stare da solo!” oppure “speriamo che non
mi capiti di trovarmi senza soldi!”, e via dicendo. Questo
è il primo errore che porta ad attrarre esattamente quello
che NON vuoi, invece di quello che vuoi. Devi focalizzarti
su quello che realmente desideri con tutto il tuo essere:
parole, immagini mentali e sensazioni. Approfondisci la
questione leggendo gli articoli “Il potere
dell’intenzione” e “La Legge di Attrazione”.
- Creano continuamente
la propria realtà (infatti è impossibile non
creare) ma lo fanno INCONSAPEVOLMENTE.
Parliamo in questo caso di “creazione di default”.
In questo articolo voglio parlare proprio di questo secondo
punto.
Lo psicologo Giulio Cesa
racconta del percorso da intraprendere per liberarsi dalla
sofferenza. E’ un bel libro, pratico e simpatico, e nella
prima parte afferma che “il pensiero che produce
sofferenza è involontario“.
Infatti, il pensiero che ci dà sofferenza è il prodotto
automatico della tensione registrata nella nostra memoria.
Quando viviamo un “trauma” di qualche tipo, che sia una
perdita, paura, insuccesso, dolore fisico, insicurezza… la
tensione che deriva da questo trauma rimane impressa nella
nostra memoria, anche molto a lungo. Come processo di
“scarica”, successivamente, la mente genera automaticamente
pensieri che ci causano dolore.
Come faccio ad identificare un pensiero di questo tipo? Posso
fare sostanzialmente due cose: osservo le emozioni che
questo mi provoca e come reagisco ad esse, oppure osservo
il mio corpo. Tensione, ansia, stress, sono tutti segni
che abbiamo appena partorito un pensiero “di quelli”.
Infatti, pensare al tuo partner che una settimana fa è partito
per le Maldive con un altro uomo o un’altra donna, passando da
casa tua a prendersi il costume e le pinne, non è certo un
pensiero che ti mette allegria addosso!
Eppure, riesci a non pensarci? Più ci provi e più ti ritorna
in mente, più noioso di un moscone!
Il
pensiero che produce sofferenza è involontario e crea emozioni
negative.
Se hai letto l’articolo (
La Legge di Attrazione è una
delle Leggi che governano l’Universo. E’ una legge
immutabile, imparziale, e agisce SEMPRE, a prescindere dal fatto
che tu ne sia consapevole o meno.
Non solo… il fatto di essere
consapevole o meno dell’azione costante e immutabile di questa
legge nella tua vita stabilisce la differenza tra il successo e
il fallimento, tra il divertimento e la noia, tra la ricchezza e
la povertà, tra la salute e la malattia.
Per questo voglio dedicare un
articolo alla Legge di Attrazione: una volta compresa ed
applicata, questa è la strada per attrarre nella tua
vita reale qualsiasi tuo desiderio!
Prima di cominciare c’è una
cosa importante che voglio che tu sappia. Questo sito NON è
un sito di “fede”, di “adepti” o quant’altro. Non
c’è bisogno di “credere”. E non è richiesta alcuna
abilità particolare per comprendere e mettere in pratica
quello che leggerai. Tutti noi, e ovviamente anche tu,
applichiamo costantemente la Legge di Attrazione (da qui in
poi LOA – Law of Attraction – per brevità) nella nostra
vita. Il mio intento è insegnarti a controllarla.
Hai visto il film il segreto be
non lo vedere e pieno di cazzate? Quel prodotto americano che ha
venduto milioni di copie negli Stati Uniti e che ha cambiato la
vita di migliaia di persone. Quale pensi che sia il
“Segreto” di cui parla il film e il libro di Rondha Byrne?
Non
è altro che la Legge di Attrazione!
La LOA afferma che qualsiasi
cosa su cui focalizzi la tua attenzione viene ATTRATTA nella tua
vita e si MANIFESTA nel mondo fisico.
Con “qualsiasi cosa” intendo
sia situazioni, circostanze, opportunità, relazioni… sia
oggetti fisici o “modi d’essere”, ad esempio ricchezza,
salute, successo.
Chiamiamo questa Legge universale perché non ha importanza chi
sei, dove vivi, qual è il tuo credo religioso, dove sei nato…
questa Legge agisce per tutti allo stesso modo. E’ vera come
è vera e imparziale la Legge di Gravità.
Per la maggior parte del tempo,
finora, hai attratto circostanze, situazioni, persone in modo
standard (“by default”) piuttosto che per scelta deliberata.
Passando i giorni focalizzato sui problemi da risolvere e sulle
cose che non vanno come vorresti. Facendolo, hai creato altri
problemi, altre circostanze che non ti fanno stare bene e che
sembrano sbagliate.
Ti sei mai chiesto perché ci
sono persone che sembrano avere tutto dalla propria parte?
Coincidenze fortunate, incontri vantaggiosi, successi, relazioni
stupende… eppure non sono diversi da te! Magari parlano la tua
lingua, sono nati a pochi metri da te, hanno la tua stessa età
e la tua stessa cultura. E allora come fanno? Qual è la
differenza? Ecco una domanda che è intelligente farsi!
La differenza è semplicemente
questa: conoscono o comunque usano vantaggiosamente la
Legge dell’Attrazione.
Sanno che si attrae ciò
su cui ci si focalizza. Anziché focalizzarsi su un
problema, immaginano e progettano la soluzione. Invece di
pensare a come arrivare a fine mese, captano le infinite
possibilità di abbondanza e guadagno che la vita propone a
tutti noi. Invece di rimarcarsi per la propria solitudine,
attraggono coscientemente splendide e soddisfacenti relazioni. E
si circondano di persone come loro: cercano una risonanza nella
mentalità della gente, cercano negli altri lo specchio di ciò
che sono loro.
Queste persone sono la prova vivente, che hai sotto gli occhi
ogni singolo giorno, che la Legge dell’Attrazione funziona
sempre e ti mostrano anche come essa agisce. Fornisce loro
coincidenze fortunate, occasioni, situazioni vantaggiose, che
non aspettano altro che essere sfruttate.
Credi di leggere questo articolo
per caso? Pensaci bene… perché il “caso” non esiste. Quello
che stai vivendo è un evento che hai attratto e manifestato,
coscientemente o meno, nella tua vita reale. E’ tutto nato da
un pensiero, una emozione dentro di te che ha attratto e portato
a te queste parole. E ora che lo sai, sarai ancora in grado di
vivere senza applicare questo concetto?
Pensa a te stesso come
ad un potentissimo magnete! Non un magnete che prova ad
attrarre, ma che semplicemente ATTRAE. Non si può non attrarre
e non si può non creare: prima diventi consapevole di questo,
più in fretta realizzerai i tuoi sogni. E ogni volta che riesci
ad attrarre nella tua vita una coincidenza “fortunata”, crei
dentro di te un sistema di credenze che ti rende sempre più
potente, rapido ed efficace nell’arte del Manifestare.
Ricordati sempre che se pensi alla mancanza di qualche
cosa, attrai altra mancanza. Se pensi a qualcosa che
ami, attrai altro amore… è incredibilmente semplice, ed è
esattamente così, da sempre..
Siamo Creatori molto potenti e
possiamo sviluppare e utilizzare questa nostra abilità.
Semplicemente, poni attenzione ai tuoi pensieri e ai tuoi
desideri. Diventa consapevole dei tuoi pensieri in ogni
momento del giorno.
Se noti che la tua mente
si focalizza spontaneamente su qualcosa che NON vuoi, intervieni
subito, sposta l’attenzione su quello che VUOI e così
facendo annullerai la vibrazione negativa che ti porterebbe
proprio ciò che vuoi evitare. (A questo proposito, parla
del Flip Switch)
Cerca di restare “fermo” nel
tuo intento, scegli un desiderio e focalizzati esclusivamente su
quello finché non lo avrai ottenuto. Parti da qualcosa di
semplice, è più facile, almeno all’inizio, attrarre una
circostanza come un posto auto libero davanti al supermercato
piuttosto che l’occasione per guadagnare un milione di euro
(anche se è solo un discorso di convinzioni…
)
Parti piano e a mano a mano che scopri di riuscire ad attrarre
ciò che desideri, lascia che la convinzione di poter
attrarre TUTTO ciò su cui ti focalizzi si radichi dentro di te.
In tre semplici passi, ecco come sfruttare positivamente e
coscientemente la Legge dell’Attrazione:
1. Decidi cosa che
vuoi Manifestare nella tua vita
2. Fai coincidere le tue emozioni con quello
che vuoi Manifestare
3. Lascia che l’Universo ti procuri ciò che hai
chiesto (e con questo intendo… ZERO dubbi: devi
credere con tutto te stesso che è GIA’ avvenuto. Leggi a
questo proposito l’articolo “Il potere del distacco”.)
Fai
pratica quotidiana e ricordati che NON si può non creare: è
MOLTO meglio, quindi, farlo consapevolmente!
La Legge di Attrazione è stata
la chiave della mia vita, e dopo di me di centinaia di altre
persone a cui ho spiegato cosa fosse e come usarla. Ancora oggi
riesco a stupirmi ogni giorni di quanto sappia essere puntuale,
precisa e perfetta.
E’ il tuo più potente
alleato, la parta divina di ogni essere umano.
) , allora puoi trarre già
subito le conclusioni. Le emozioni negative attraggono nel mondo
fisico esattamente cosa rappresentano: negatività. Se quindi un
pensiero ti fa sentire triste, stai mettendo in moto un processo
creativo che porterà altra tristezza nella tua vita. Lo stesso
vale per rancore, gelosia, rabbia, dolore, mancanza, ecc. ecc.
Ecco quindi cosa significa
CREARE INCONSAPEVOLMENTE:
La
schema della creazione inconsapevole
Se al primo anello della catena,
l’esperienza negativa passata, sostituisci ad esempio una
CONVINZIONE LIMITANTE (in qualsiasi area: lavoro, relazioni,
denaro, salute) sappi che il processo sarà il medesimo!
E’ anche per questa ragione che ho creato una serie di
czz per lavorare e cambiare le tue convinzioni, in modo da
attuare la LOA per farla lavorare PER TE invece che
CONTRO di te!
Ti è più chiaro, adesso, perché
la tua vita non è esattamente come la vorresti? Ogni qual volta
hai lasciato correre questo processo, senza interromperlo, hai
attratto nella tua vita (inconsapevolmente) quello che NON
volevi!
Veniamo alle buone notizie :-p
La PRIMA cosa che devi
imparare a fare è MONITORARE I TUOI PENSIERI. Ogni
volta che ti senti “male”, e con questo intendo ansioso,
arrabbiato, rancoroso, triste, deluso, annoiato… chiediti:
“Quale pensiero ha generato questo stato d’animo?”
Identifica il pensiero scatenante l’emozione negativa e poi
fatti quest’altra domanda: “Qual è la cosa MIGLIORE
che riesco a pensare ora rispetto a questa situazione, quella
che mi fa sentire meglio?” Genera il nuovo pensiero
(questa volta POSITIVO e CONSAPEVOLE) e poi senti le belle
emozioni che esso ti provoca!
Questo processo deve diventare
AUTOMATICO: prima ti abitui a seguirlo, più in fretta la tua
vita migliorerà sotto ogni punto di vista. Se hai letto il
lavoro di Robert Anthony, avrai riconosciuto quello che lui
chiama ca z z : è la PRIMA cosa che devi fare se vuoi diventare
Creatore Consapevole della tua realtà.
Se lo fai, interromperai il processo di creazione inconsapevole
e inizierai ad attrarre quello che veramente VUOI!
Ricordati quindi, da
oggi in poi, di prestare attenzione alle tue emozioni, e di
monitorare i pensieri che ne generano di negative.
Intervieni subito, sposta il tuo focus sulla cosa più bella e
piacevole che riesci a pensare. Questo migliorerà
istantaneamente il tuo umore, ti eviterà una marea di inutili e
dannose “pippe mentali” e soprattutto metterà in moto la
Legge dell’Attrazione IN MODO VANTAGGIOSO!
Termino questo articolo
ricordandoti un punto molto importante. Sappi che noi non siamo
solo CREATORI della nostra realtà, ma siamo anche CO-CREATORI.
Cosa significa? Significa che è vero che i tuoi pensieri
determinano cosa attrai nella tua vita, ma alcune circostanze
sono attratte dalla coscienza “collettiva”: cioè
quell’insieme di pensieri, immagini e credenze comuni a molte
persone. Ci sono alcuni casi in cui parliamo di milioni di
persone, che creano una situazione particolare che coinvolge
tutti gli altri.
Ora che sai questo, puoi fare
due considerazioni: prima di tutto impegnati sempre a
creare la migliore realtà possibile. Ricordati che
anche tu fai parte della coscienza collettiva, quindi un tuo
pensiero positivo influenzerà positivamente tutti gli altri.
Inoltre, sappi che a volte non sperimenti quello che vuoi perché
“dall’altra parte” c’è un’altra persona, o gruppi di
persone, che hanno desideri diversi dai tuoi e Manifestano
quelli.
L’idea che mi sono fatto, in questi casi, è che l’Universo
“scelga” da sè la miglior soluzione possibile per tutte le
parti coinvolte. Per questo devi sempre accettare gli
avvenimenti per quello che sono: una rappresentazione della
perfezione dell’Universo.
Lo scopo della
Creazione Consapevole non è quello di vivere egoisticamente
nell’ottica del miglior profitto personale, ma è quello di
esplorare e sperimentare a fondo ogni situazione che creiamo
oppure co-creiamo nella nostra vita, praticando SEMPRE
l’accettazione e l’apprezzamento per qualsiasi cosa,
situazione o persona ci circondi.
•
Esercizi performativi e creazione di un' "Unità di
intervento comico del benessere"
Workshop
Clown, Clown Theory, Rami MasterClass
The
art of the clown actor is not just a profession, but a lifestyle
that demandsan understanding of emotion, sensitivity, passion,
pathos and the heart.
L'arte del clown l'attore non è solo una professione, ma uno
stile di vita che richiede
una comprensione delle emozioni,
sensibilità, passione, pathos e il cuore
.
Rami
specializes in Clown Theory, through active participation in
selected games, improvisational exercises and sensitivity
instruction, combined with an introduction to the comic formula
and its direct application to the actor for performance.
Rami si specializza in Clown Theory, attraverso la
partecipazione attiva a giochi selezionati, esercizi di
improvvisazione e l'istruzione sensibilità, combinato con una
introduzione alla formula comica e la sua applicazione diretta
con l'attore per le prestazioni. He
is both a devotee of the traditional art and an innovator of the
'nouveau clowns'. Egli è sia un
devoto di arte tradizionale e un innovatore del 'nouveau clown'.
The
essence of clown, in the pure sense, is a combination of
innocence and maturity. L'essenza
del clown, in senso puro, è una combinazione di innocenza e
maturità. The
Clown Theory Encounter is a way of uniting these qualities so
each participant can discover and develop their personal clown,
and apply it to their life after the course is completed.
Il Clown Theory incontro è un modo di unire queste qualità in
modo che ciascun partecipante può scoprire e sviluppare le
proprie personali clown, e di applicarla alla loro vita dopo il
corso sia completato. A
combination of years of professional experience, simple
awareness and common logic, enables the instructor to reveal the
clown character within each of us.
Una combinazione di anni di esperienza professionale, la
consapevolezza semplice e logica comune, permette l'istruttore
di rivelare il carattere di clown dentro ognuno di noi.
Through
the use of assorted games, physical activities, socio-Iogical
demonstrations, improvisations and performance, each student
will find his or her comic simplicity, innocence and logic,
which are the fundamental ingredients of the clown formula.
Attraverso l'uso di giochi assortiti, attività fisica,
socio-dimostrazioni Iogical, improvvisazioni e performance, ogni
studente troverà la sua semplicità comica, l'innocenza e la
logica, che sono gli ingredienti fondamentali della formula
clown. A
play-environment is created, in which trust within the group
ensemble can develop. Un
gioco-ambiente si crea, in cui la fiducia all'interno del
gruppo porta evoluzione e sviluppo. This
motivates the students to remember the innocence they have
forgotten. Questo motiva gli
studenti a ricordare l'innocenza che hanno dimenticato.
It
will also reveal present social and human conditions.
Si portano a zero inoltre presenti le condizioni sociali e
umane esaltando l unità. It
may sound complicated but in fact it's simple; it is the
simplicity that is difficult for us to grasp.
Può sembrare complicato ma in realtà è semplice, è la
semplicità che è difficile per noi da comprendere.
Clown
is a social character in all realms of life.
Clown è un carattere sociale in tutti gli ambiti della vita.
The
performance situation, be it theater or circus, is probably the
most common form through which we know clowns; but it's the
least important. La situazione
delle prestazioni, che si tratti di teatro o circo, è
probabilmente la forma più comune attraverso il quale sappiamo
clown, ma è la meno importante. The
primary requirements to reveal your personal clown is a
knowledge of the comic formula and the creation of a clown heart.
I requisiti principali per rivelare il clown personale è la
conoscenza della formula comica e la creazione di un cuore da
clown. You
have always had, and always will have, a clown heart, but to
revive it demands the simple desire to regain and sustain your
youth throughout all aspects of life. Hai
sempre avuto e sempre avrà, un cuore da clown, ma di far
rivivere richiede il semplice desiderio di recuperare e
sostenere la vostra giovinezza in tutti gli aspetti della vita.
The
Clown Theory Class first reveals the innocence
each of us has surrendered; and then proves it is never too late
to recapture it again. Il Clown
Theory classe prima rivela l'innocenza ciascuno di noi
si è arresa, e si rivela quindi non è mai troppo tardi per
riprendere di nuovo. It's
a challenge, it's revealing but most of all it's fun. E
'una sfida, è rivelatrice, ma più di tutto è divertente.