antigravity è la Prima scuola  di esperienze di  levitazione in Europa. antigravity is a experience of levitation in Europe. convergenza di pensieri tra sperimentazione esperenziale scientifica e misticismo yogico per posizionare il pensiero allo zero conico tridimensionale con il risultato di avere infiniti stati di coscienza e in termini fisici la levitazione di oggetti e fenomeno di Buco spazio tempo.

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SOMMARIO:
LEGAMI E RIMORSI NON AIUTANO A VIVERE BENE
Superare il risentimento
Il risentimento non è la stessa cosa della collera
Ci sono risentimenti che durano per anni
Una tecnica per perdonare le offese ricevute
Esercizio di visualizzazione per superare il risentimento
La storia di Edith
Il rimorso continuo non è produttivo
E' necessario evitare il rimorso continuo
Come eliminare i legami con altre persone
Accettate tutto...
L'ESAME DI COSCIENZA SERALE
Come fare l'esame di coscienza serale
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

LEGAMI E RIMORSI NON AIUTANO A VIVERE BENE

Superare il risentimento (1)

"Se Dio avesse considerato opportuno che l'uomo guardasse indietro gli
avrebbe posto gli occhi nella nuca" (Victor Hugo).

E' molto probabile che in futuro tutte quelle tecniche che aiutano le
persone a liberarsi dal risentimento, a dare espressione ai sentimenti
negativi ed a perdonare i torti passati (non importa se reali o
immaginari), diventeranno una parte importante della medicina preventiva.
Spesso coloro che non stanno bene covano risentimenti irrisolti o rimangono
per vari motivi emotivamente legati alle esperienze negati vissute con uno
o entrambi i genitori. Per aiutarli a star bene è perciò indispensabile
insegnar loro ad eliminare il passato.

Il nostro organismo, infatti, prova una situazione di stress non soltanto
durante l'esperienza che provoca il nostro risentimento, ma anche ogni
volta che la ricordiamo. La tensione che deriva da questo stress chiuso
dentro di noi e prolungato nel tempo può provocare gravi problemi al
sistema immunitario ed altri organi del nostro corpo. Ciò è stato
ampiamente dimostrato da vari ricercatori.

Il risentimento non è la stessa cosa della collera (1)

Mentre la collera è un'emozione circoscritta e relativamente di breve
durata (noi tutti l'abbiamo provata), il risentimento è un sentimento
prolungato che, giorno dopo giorno, riproduce continuamente lo stress.
Supponiamo, per fare un esempio, che mentre siete in macchina siete quasi
investito da un'automobile piena di ragazzotti. Subito provate una reazione
di stress: il cuore batte più in fretta, la respirazione accelera, il
livello di adrenalina aumenta, e così via. Di solito, in un caso del
genere, si provano due emozioni distinte: dapprima paura, poi rabbia per
l'incoscienza dell'altro automobilista. Si tratta di reazioni del tutto
normali.

E quando il momento è passato, tuttavia le nostre azioni e reazioni
diventano sempre più significative. Una possibile reazione a questo evento,
sarebbe quella di rincorrere l'altra automobile e rimproverare i ragazzi
per la loro guida. Se quelli fanno le loro scuse o spiegano i motivi della
loro guida spericolata (magari c'era una situazione d'emergenza, oppure
erano in ritardo per il lavoro), la collera si placa. Questa conclusione,
però, è quasi sempre impraticabile.

Quando non ci è data alcuna possibilità di far qualcosa per disperdere le
emozioni connesse con l'evento, allora può succedere che la collera venga
generalizzata, e si estenda, per esempio, ad altri ragazzi al volante, o
addirittura a tutti gli automobilisti, sicché la collera provata
inizialmente rimane in noi. Se questi sentimenti non hanno modo di
sfogarsi, spesso danno luogo al risentimento e allo stress.

Ci sono risentimenti che durano per anni (1)

Ci sono persone che lasciano covare per anni il risentimento per
un'infinità di cause. Molti adulti si portano dietro sentimenti del genere
fin dall'infanzia, per esperienze che ricordano in modo incredibilmente
particolareggiato. Può trattarsi di esperienze da loro vissute come
mancanza di amore da parte dei genitori, come rifiuto da parte dei compagni
o di un insegnante, o di ingiustizie o crudeltà da parte dei genitori, e di
infinite altre esperienze dolorose. Chi si porta dietro simili
risentimenti, non fa' che ricrearsi nella testa quegli episodi, e la cosa
può continuare anche quando la persona che ha arrecato l'offesa è morta da
un pezzo.

Non importa se questi sentimenti erano giustificati al momento in cui ebbe
luogo l'esperienza: il fatto è che portarseli dietro comporta dei costi
fisici ed emotivi pesantissimi. Quando si covano sentimenti del genere, la
prima cosa che bisogna riconoscere è che la fonte ultima del nostro stress
siamo noi, e nessun altro.

Una tecnica per perdonare le offese ricevute (1)

Una cosa è sapere che voi avete bisogno d'imparare a superare il
risentimento e perdonare le offese, è una cosa ben diversa è trovare un
metodo efficace per riuscire a farlo. Il perdono ci viene predicato dai
profeti di tutte le religioni e dai filosofi di tutte le scuole: non ci
sarebbe bisogno di tanta insistenza se il perdono fosse una cosa facile. Ma
neppure se ne parlerebbe tanto se fosse una cosa impossibile.

C'è un libro, intitolato il Discorso della Montagna, di Emmett Fox che ci
offre un metodo specifico e pratico per attuare il perdono (ne parleremo
tra breve). A prima vista, sembrerebbe un processo semplicissimo. In
sostanza, si tratta di mettere a fuoco la persona verso la quale si ha del
risentimento e di immaginarsi che le succedano delle cose belle.
L'efficacia del metodo, però, può lasciare perplessi, perché sembra negare
la validità delle proprie sensazioni, quando riconoscerne la validità è
condizione indispensabile per riconoscere e soddisfare i propri bisogni.

All'inizio, ci può risultare molto difficile visualizzare che succedano
delle cose belle e piacevoli ad una persona per la quale proviamo rabbia e
ostilità. Ma poi, continuando ad applicare il metodo, incominceremo a
vedere in una nuova prospettiva non solo il nostro rapporto con quella
persona ma anche il suo stesso comportamento. Per esempio, mentre
continueremo a disapprovare il suo modo di comportarsi in una data
situazione, riusciremo però a comprendere il fatto che lui agisce seguendo
ciò che per lui sono validi motivi.

Col tempo, ripetendo il processo di visualizzazione (soprattutto quando ci
accorgeremo di stare riproducendo l'evento doloroso), incominceremo a
essere capaci di visualizzare quella persona mentre gli succedono cose
piacevoli e questo ci farà sentire molto meglio. Inoltre, anche i momenti
in cui saremo fisicamente in contatto con la persona in questione
diventavano più rilassati e piacevoli.
Il processo di visualizzazione per superare il risentimento ci aiuta
infatti ad allentare una tensione che altrimenti ci saremmo portati dietro
per molto tempo. Va sottolineato che non si tratta affatto di negare la
nostra iniziale reazione di collera e di dolore, bensì di acquisire una
nuova e più profonda comprensione verso l'altro ed i motivi che lo hanno
spinto, o lo spingono, ad agire in un certa maniera. I benefici saranno
certamente evidenti.

Esercizio di visualizzazione per superare il risentimento (1)

Descriveremo ora come si pratica il processo di visualizzazione. Prima di
iniziare, tuttavia, sarà bene individuare una persona adeguata. Non sarà
difficile trovarla. Se vi cogliete a rivangare una ferita passata, a
riandare con la mente a un episodio doloroso, a rimuginare di continuo su
quello che avreste dovuto fare o dire, a ricordare il comportamento
ingiusto dell'altro, vuol dire che avete sentimenti irrisolti su
quell'esperienza, e con la tecnica di Emmett Fox potete farvi fronte.

Ecco come si fa:
1. Sedete su una sedia comoda, con i piedi a terra e gli occhi chiusi.
2. Se vi sentite tesi o distratti, come preparazione fate l'esercizio di
rilassamento descritto più innanzi.
3. Evocate nella vostra mente un'immagine nitida della persona verso la
quale provate risentimento.
4. Immaginatevi che le succedono delle cose belle. Visualizzatela mentre
riceve amore, riconoscimento o denaro, qualunque cosa secondo voi quella
persona considera piacevole.
5. prendete coscienza delle vostre reazioni. Se vi riesce difficile
visualizzare che a quella persona succedano delle cose piacevoli, non
preoccupatevi. E' una reazione naturale e si modificherà con l'esercizio.
6. Ripensate alla parte che avete svolto voi in quell'episodio doloroso, e
a come si potrebbe interpretare diversamente l'episodio e il comportamento
dell'altro. Provate a immaginarvi come potrebbe apparire la situazione dal
punto di vista dell'altro.
7. prendete coscienza di quanto ora vi sentiate più rilassati, più in pace.
Ripetetevi che non dimenticherete quello che avete capito ora.
8. Ora siete pronti per riaprire gli occhi e riprendere le vostre attività.
Bastano meno di cinque minuti per eseguire questo esercizio. Fatelo ogni
volta che vi rendete conto di stare rivangando un episodio passato
spiacevole, doloroso o frustrante. Potreste stare dei mesi senza avere
bisogno di eseguirlo, o trovarvi in condizione di eseguirlo cinque o sei
volte al giorno.

Lo si può applicare addirittura mentre la situazione spiacevole si sta
verificando. Per esempio, in un caso come quello dei ragazzi in macchina
che vi tagliano la strada, potreste immaginarveli che arrivano sani e salvi
dove devono arrivare, che fanno bene a scuola o sul lavoro o negli sport.
Potreste ripensare a quando eravate ragazzi voi, alle stupidaggini che
facevate allora, e anche capire certi problemi dei giovani.

La storia di Edith (1)

Quando Edith aveva poco più di quarant'anni suo padre morì di cancro. Edith
soffrì molto per questa perdita, e si ritrovò ad avere la responsabilità
della madre, anziana e ricoverata in una casa di riposo. La madre
pretendeva che la figlia la andasse a trovare ogni giorno, e quando non le
faceva visita la faceva sentire in colpa. Ora Edith non solo doveva far
fronte al problema di accudire alla madre, ma era anche costretta a far
fronte al risentimento che datava dall'infanzia. A questo punto le venne il
cancro al seno.

Quando ebbe preso coscienza del suo risentimento, le proponemmo di provare
a visualizzare che alla madre succedessero delle cose piacevoli.

Dopo diverse settimane di esercizio, Edith incominciò a capire la grande
solitudine della madre, soprattutto dopo che era rimasta vedova, e a
rendersi conto che le pretese della donna e i suoi rimproveri non erano
tanto diretti verso di lei personalmente, ma nascevano dalle sue paure e
dalle sue frustrazioni. Edith prese inoltre coscienza del senso di
insicurezza e di inadeguatezza che la morte del padre aveva attivato.

Per questa nuove prese di coscienza ora Edith divenne in grado di decidere
se andare o meno a fare visita alla madre senza sentirsi in colpa.

Il rimorso continuo non è produttivo (2)

"La pena più grande è portare sul cuore, giorno e notte, il testimone delle
proprie colpe" (Giovenale).

La mancanza di una riflessione personale porta a considerare responsabile
del male che ci capita qualcun altro: una persona, Dio, il destino, ecc. Si
proietta sugli altri la colpa delle nostre sventure e ciò ci procura un
senso di sollievo.

In tal modo, non facciamo mai i conti con la nostra coscienza, e quindi non
progrediamo: restiamo degli eterni bambini incapaci di diventare autonomi.
L'uomo che riflette capisce questo meccanismo elementare e incomincia a
considerare le proprie responsabilità Naturalmente, per far questo, ha
bisogno di guardarsi dall'esterno, di esaminare se stesso come se
osservasse un estraneo; e, a questo punto, rischia di attribuirsi tutte le
colpe che prima addossava agli altri.

Ma anche questa è una posizione estrema e poco realistica. Più si dilata la
visione delle cose, più si vede la realtà come un gigantesco processo di
interrelazione, in cui ognuno influenza gli altri ed è da loro influenzato.
Ciò non significa, però, che la responsabilità individuale scompaia: se
infatti è vero che la nostra volontà è condizionata da mille fattori
esterni, è anche vero che ogni nostra decisione, ogni nostra azione,
contribuirà a conferire un corso diverso al mondo.

Il risultato ultimo di questo percorso di consapevolezza non è dunque né il
senso di colpa masochistico né la deresponsabilizzazi one totale, ma una via
di mezzo, da cui emerge la necessità di allargare la comprensione e di
restare vigili, anche nei propri confronti. Solo una coscienza
continuamente in azione è in grado di farci capire l'esatta misura delle
nostre responsabilità . Quando mai l'uomo, si chiede Confucio, sarà capace
di vedere i propri errori e di giudicarsi da solo?

È necessario evitare il rimorso continuo

"Il senso di colpa, è un piccolo strumento di precisione si può usare
quando non si vuole assumere le responsabilità della propria vita. Usatelo
ed eviterete ogni rischio, ma impedirete a voi stessi di crescere"
(Wayne W. Dyer - 21)

Bisogna evitare di pensare continuamente alla nostra colpa per eventuali
cose accadute nel passato. Questo modo di agire consuma molta energia che
potremmo utilizzare per fare qualcosa di buono e così neutralizzare il male
fatto. Un rimorso continuo costituisce un ostacolo alla nostra crescita
piuttosto che un aiuto.

Come eliminare i legami con altre persone (3)

Se vi sembra di essere legati ad un'altra persona, perchè essa vi ha fatto
del male o voi lo avete fatto a lei, questa tecnica, magari ripetuta per un
certo numero di giorni, vi può certamente aiutare.

Visualizzate la persona in oggetto (anche se fosse defunta) in piedi
davanti a voi, immaginate ora che il vostro plesso solare (bocca dello
stomaco) sia collegato al suo con una linea di luce o un cordone scuro.
Immaginate quindi di avere nella mano destra una piccola spada con
l'impugnatura a croce, ed invocare su di essa la benedizione di Dio. Nella
mano sinistra immaginate di avere una torcia fiammeggiante, ed invocate su
di lei il potere dello Spirito Santo, di cui costituisce il simbolo.

A questo punto affermate "Nel nome di Gesù Cristo io ti perdono per tutto
il male che mi hai fatto, volontariamente o involontariamente, in questa
vita o in quelle passate. E nello stesso tempo ti chiedo perdono per tutto
il male che io posso aver fatto a te, volontariamente o involontariamente,
in questa vita o in quelle passate. Amen. Ora io taglio questo legame che
non ha più ragione di esistere, io ti lascio libero e divento libero".

Tagliate ora la corda con la spada bruciando immediatamente i due
moncherini della medesima con il
fuoco consacrato della torcia. Se resta qualcosa attaccato al vostro corpo
insistete con il fuoco fintanto che non avvizzirà e si staccherà completamente.

Dopo una separazione del genere bisogna, naturalmente, prendere ogni
precauzione per evitare che il legame possa riformarsi. Rifiutate di
incontrare ancora la persona in oggetto ed anche solo di leggere o
rispondere a lettere che provengano da essa. Interrompete ogni
comunicazione fisica decisamente e risolutamente per un periodo di almeno
alcuni mesi.

Accettate tutto... (4)

Accettate tutto con gratitudine. .. così la gioia e l'amore rimarranno in
voi. Accettate con gratitudine le preoccupazioni, i problemi e le
sofferenze ed essi scompariranno. Nel ringraziamento c'è la forza. La vera
gratitudine è vivere positivamente. Chi percepisce, pensa e parla in modo
positivo, vive e ringrazia incessantemente. Le forze positive dell'infinito
sono così al suo servizio. Esse suscitano gioia, amore, armonia, fiducia e
pace nell'uomo.

Le preoccupazioni, i problemi e le difficoltà si allontaneranno da lui,
dato che nella vera gratitudine non c'è posto per le sofferenze e le
preoccupazioni di questo mondo. La gratitudine è segno di grandezza. La
vera gratitudine racchiude in sé la certezza che Dio, l'eterna Legge,
guiderà ogni cosa nel migliore dei modi.

La gratitudine racchiude in sé anche la protezione e la vicinanza di Dio.
La protezione e la vicinanza di Dio apportano, a loro volta, pace. Chi è
ricolmo di pace è anche ricolmo di amore ed è altruista. Lo Spirito di Dio
fiorisce così dall'interiore dell'uomo. L'uomo che è appagato in Dio emana,
come una rosa, il sacro profumo dell'eterno Io Sono. La gratitudine
racchiude in sé la speranza, la consolazione e la fiducia.

L'ESAME DI COSCIENZA SERALE (5)

"Che cosa c'è di più bello di esaminare la giornata passata? Come sarà
sereno e lieve il sonno che seguirà questo esame di coscienza!" (Seneca).

La consuetudine di riesaminare il proprio comportamento, quando rientra
nelle tecniche di meditazione, diventa un mezzo per controllare il proprio
stato d'animo, passato e presente. Diventa anche un metodo per sviluppare
la consapevolezza, momento per momento. Come dice Seneca, l'esame di
coscienza aiuta ad essere più sereni, perché permette di utilizzare
l'errore non per aumentare il senso di colpa, ma per migliorare se stessi.

Come fare l'esame di coscienza serale (6)

La retrospezione serale, ha maggiore importanza di qualunque altro metodo
per avanzare nel miglioramento del proprio carattere. Essa permette a chi
la pratica di trarre profitto, non solo ora, dalle lezioni di questa vita,
ma anche dalle lezioni di solito riservate ad esistenze future.

La sera, dopo essersi coricati, dobbiamo rilassare il corpo. Poi iniziamo a
richiamare alla mente tutti i fatti della giornata in ordine inverso,
cominciando dagli eventi della sera, passando poi a quelli del pomeriggio,
di prima di mezzogiorno, e del mattino. Dobbiamo cercare di rappresentarci
nella mente, quanto più fedelmente possibile, tutto ciò che è accaduto. A
questo punto inizieremo a giudicare le nostre azioni e le nostre parole per
vedere se furono adatte allo scopo che si proponevano, o se potevano essere
male interpretate. Dovremo anche verificare se abbiamo esagerato o
diminuito il valore delle cose o delle persone di cui abbiamo eventualmente
parlato.

Rivedremo il nostro atteggiamento morale in relazione ad ogni scena. Per
esempio: ai pasti mangiammo per alimentarci o per compiacere al palato?
Dobbiamo giudicarci per gli errori commessi ma anche lodarci quando la lode
è meritata. Alcuni trovano difficile rimanere desti fino al termine
dell'esercizio. In simili casi è lecito sedersi sul letto per cercare di
rendere possibile di seguire il metodo ordinario.

Il valore della retrospezione è grandissimo; molto superiore a quanto è
possibile immaginare. In primo luogo diamo alla nostra mente la possibilità
di un riposo sereno che torna a tutto vantaggio anche del recupero delle
energie corporee. In secondo luogo, avendo estratto giorno per giorno
l'essenza delle esperienze che facciamo, avremo ottenuto maggior forza da
utilizzare per eliminare le abitudini che ci portano ad agire e parlare in
modo automatico.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

1) O. Carl Simonton, Stephanie Matthews-Simonton, James Creighton
Star bene nuovamente - Edizioni Nord Ovest - Milano.
(acquistabile in fotocopia persso la libreria Ecumenica a Milano).
2) Claudio Lamparelli, L'Arte della serenità
Oscar Mondadori.
3) Mario Rizzi, scritti vari non pubblicati.
4) Dio non ti abbandona, Edizioni di Vita Universale.
5) Claudio Lamparelli, L'Arte della serenità
Oscar Mondadori.
6) Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce
Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda, (VR).