vogliamo produrre energia elettrica .. in modo autonomo e sganciarci totalmente dal potere delle multinazionali e dal potere politico dal potere degli ospedali dal potere .
Una decina di anni fa, durante una conferenza internazionale, il Dr. Brian
O’Leary, docente di fisica astronomica all’Università di Ivy League,
negli USA e autore di vari libri, dichiarò che alcuni inventori e
ricercatori "indipendenti" avevano dimostrato di poter sfruttare la
ZPE, o "Zero Point Energy" (Energia a Punto Zero) che si trova
nello spazio che circonda la Terra.
Lo studioso spiegò agli astanti che sarebbe stato possibile ricavare
abbondante energia elettrica con un motore magnetico o con una specie di
piccola scatola nera, costruiti appositamente per catturare la ZPE. La
risorsa da sfruttare ci circonda ed è praticamente inestinguibile, tanto che
la ZPE potrebbe alimentare le fabbriche, far correre le auto, illuminare le
case e le strade o far partire un missile, risolvendo una volta per tutte il
problema dell’inquinamento.
Il suo intervento come relatore si può riassumere in questi termini: "È
un po’ come se fossimo appena usciti da un incubo lungo un secolo, in cui
abbiamo basato la nostra tecnologia sulla costruzione di ‘dinosauri’
inquinanti. Se fossimo già nel 2020, e potessimo guardare indietro al secolo
scorso con il senno di poi, capiremmo che quello è stato il secolo in cui
abbiamo sfruttato la Terra oltre ogni limite, fino a toccare il fondo della
ragione umana, rasentando la pazzia. E dopo averlo capito, torneremmo sui
nostri passi. C’è da chiedersi come mai questa nuova sorgente di energia
pulita non sia mai stata riportata dai media e, almeno in apparenza, nessuno
se ne occupi. Non è la prima volta che le scoperte più straordinarie della
storia, all’inizio, subiscono attacchi di ogni genere dalla scienza
contemporanea, basta pensare a Galileo. La resistenza a una nuova idea è
proporzionale alla sua importanza. Ecco perché i media non ne parlano: c’è
da salvare un mercato mondiale di miliardi di dollari e all’umanità poco
importa delle conseguenze ambientali ed ecologiche..."
Dopo qualche anno, la città di Wilsonville, nello stato dell’Oregon, ospitò
un congresso completamente focalizzato sulla cosiddetta "New Energy",
con ospiti Brian O’Leary e Alden Bryant, noto per aver lottato e ottenuto
il "Trattato del Clima delle Nazioni Unite" e aver dato vita al
movimento no-profit NEM, "New Energy Moviment". Il tema di questo
secondo congresso si deve sicuramente all’eco della popolarità ottenuta
per essere stato ascoltato dalla Commissione sull’Energia della California
e per aver parlato alle Nazioni Unite e in vari programmi radiofonici e
televisivi.
L’energia non si può distruggere e non si consuma mai, ma può essere
integrata e trasformata in altra energia. Questa è fisica. Eppure nel mondo
si continuano a produrre e nascondere residui tossici e scorie radioattive
anziché pensare "seriamente" a fonti alternative. Nell’era della
globalizzazione gli interessi dei singoli paesi sono messi a rischio della
concorrenza; cosa importa se per contenere i prezzi bisogna inquinare i
fiumi? L’importante è non farsi scoprire e non venire arrestati.
I nostri figli? I nostri nipoti? Cosa importa quello che succederà tra un
secolo, quando noi non ci saremo più? I nostri figli, in fondo, non si
potranno lamentare del benessere "economico" che stiamo preparando
per loro...!
Il manifesto del NEM sostiene che l’unica soluzione ai problemi
dell’umanità sta nella trasformazione dell’energia e nel modo di
generarla. Tuttavia, a meno che al cambiamento non si accompagni un aumento
di coscienza sulla distribuzione selvaggia, il tanto desiderato cambio
graduale non risolverà che una minima parte dei problemi. Gli attivisti del
NEM hanno un "grande obiettivo": far sì che tutti prendiamo
coscienza della responsabilità di essere i custodi degli ecosistemi e questo
avvenga con la conoscenza necessaria per trasformare quello che potrebbe
influire negativamente su ogni forma di vita.
Negli ultimi anni ci sono stati molti seminari NEM in California, diretti dal
Dr. Brian O’Leary e Meredith Miller, frequentati da un microcosmo di
"ricercatori di soluzioni", dai sostenitori dell’ecologia e della
giustizia sociale, a fisici, ragionieri, chimici, insegnanti e operatori
sociali.
"La scienza della New Energy è in fase di ricerca e sviluppo", ha
dichiarato recentemente O’Leary, facendo intendere che agli inventori serve
aiuto. A chi gli ha fatto notare che sul mercato non esiste ancora nessuna
invenzione basata su questa energia rivoluzionaria, ha replicato che bisogna
essere realistici. "Chiedere agli inventori di oggi di realizzare
prodotti finiti, sarebbe come aver chiesto ai fratelli Wright di far volare i
passeggeri e spedire la posta... dopo il loro primo volo".
Nel frattempo, malgrado la dipendenza dal petrolio e i rischi della fissione
nucleare, e il pericolo derivante dal bruciare combustibili fossili, sembra
che i governi di tutto il mondo non abbiano alcuna fretta di promuovere
davvero le nuove tecnologie di energia pulita su piccola scala. Sono stati
realizzati accumulatori di combustibile, ma il pubblico non deve sapere che
si progetta di produrre l’idrogeno - che farà funzionare gli accumulatori
- con il carbone e la fissione nucleare...
Inoltre, sembra che dovremo attendere il 2050 prima di poter iniziare a usare
la New Energy!
A quanto pare i governi mondiali non hanno urgenza, mentre sembrano averne
molta le persone comuni. Chi ha bambini piccoli, dovrebbe dunque aspettare
due generazioni per vedere i tanti desiderati cambiamenti? Come mai le
tecnologie della cosiddetta "energia a punto-zero" stanno spuntando
su tutto il pianeta come funghi, se sono destinate a languire?
Non ci si aspetta che la nuova energia sia una formula magica o la panacea di
tutti i mali... ma se l’umanità si accorgesse che l’energia è
potenzialmente abbondante, allora non sarebbe del tutto utopico pensare che
cadrebbero gli interessi di alcuni governi a fare le guerre del petrolio. E
se l’emergente scienza dell’energia "proveniente dallo spazio
intorno a noi" fosse capita appieno, ci sentiremmo "cittadini del
mondo" e saremmo consapevoli di disporre di una risorsa comune di
energia pulita, sfruttabile da tutta la popolazione terrestre.
Aumentare la coscienza umana e guarire il pianeta non sono l’utopia del
futuro! Anzi, sono fondamentali e devono procedere fianco a fianco con la New
Energy. Quando si sente dire che "prima" di disporre di questa
energia, l’uomo deve acquisire una coscienza ecologica, abbiamo
l’impressione che venga creato il presupposto per frenare e bloccare gli
sforzi degli inventori.
Recentemente si è perfino ipotizzato un illogico salto quantico nel momento
in cui, per andare fino all’"Energia a punto-zero", si
attraverserà quella solare... e poi, in fondo, siamo proprio sicuri che
l’etere esista? Siamo sicuri che questa "colla universale" sia
presente nello spazio?
Qualche anno fa si stava formando in Inghilterra un comitato per le
"Energie del Futuro" da presentare al Parlamento Europeo. Questo
comitato promuoveva coraggiosamente un altro tipo ancora di energia pulita e
onnipresente, definita "Field Energy", "Energia dei
Campi", che sfrutta... le radici dell’erba; all’Unione Europea
avrebbe consigliato come combattere l’inquinamento creando tra le nazioni
energia ecologica.
È facile immaginare, tuttavia, che un’iniziativa di questo tipo avrebbe
avuto "qualche" difficoltà, dal momento che eventuali cambiamenti
di questa portata avranno ripercussioni economiche selvagge, specialmente la
riorganizzazione degli impianti e lo smantellamento delle vecchie strutture.
Non se ne è saputo più niente, o quasi, fino a qualche settimana fa,
quando...
Italia, legge 149 del 1° marzo 2006.
Benzina: È obbligo "pulirla" con 400mila tonnellate di
biocarburante coltivato. [...]
Coldiretti: l'energia dei campi sarà presente per legge nei serbatoi di
tutte le auto in circolazione. [...]
Oltre all’interesse per l’energia ricavata dalle radici dell’erba, un
altro fattore che aveva fatto dei progressi negli ultimi dieci anni riguarda
il livello di conoscenza tra gli sperimentatori.
Un recente congresso del NEM ha espresso solidarietà per il lavoro svolto
dal Dr. Eugene Mallove, fondatore della "New Energy Foundation", e
rammarico per la sua drammatica scomparsa, che ha sconvolto tutti i
sostenitori della "Free Energy". Secondo l’investigatore John
Rappoport, che seguì il caso, il Dr. Mallove fu assassinato proprio quando
doveva presentare al congresso americano alcune determinanti prove
scientifiche relativi alle sue scoperte sulla Fusione a freddo.
La censura sulle tecnologie "pulite" come quella della fusione a
freddo, può essere applicata in molti modi, dall’inerzia alla violenza.
L’importante sembra essere il mantenimento dello "status quo" del
monopolio economico mondiale e, di conseguenza, quello energetico; i governi
più deboli devono essere tenuti al guinzaglio da quelli potenti.
A questo proposito, il "Comitato degli Scienziati Preoccupati",
"Union of Concerned Scientists" aveva a suo tempo denunciato il
comportamento dell’Amministrazione Bush, che "ostacola in ogni modo le
nuove scoperte scientifiche, laddove queste contrastino gli interessi
corporativi".
Come puntualizzava Mallove, benché siano stati replicati molti esperimenti
della New Energy, essi sono stati semplicemente ignorati...
Tra le varie invenzioni su cui aveva scritto, bisogna ricordare quelle del
Dr. Mitchell Swartz, docente di Ingegneria Elettrica al Massachusetts
Institute of Technology, funzionanti mediante reazione nucleare a bassa
energia (LENR) e un congegno per le scariche elettriche che si incendia in
modo diverso da quello normale; inoltre vengono descritti i motori alimentati
a etere dei Dr. Paulo and Alexandra Correa del Canada.
All’inizio del 2004, al fisico inglese Harold Aspden, che si autodefinisce
anti-Einsteiniano, fu rilasciato il brevetto per un "Apparato per
Generare Energia Elettrica", dove la sua invenzione viene descritta in
questi termini: "La produzione di elettricità può essere dimostrata in
quanto in mezzo a un vuoto di campo, apparentemente questo viene investito da
una corrente energetica il cui moto vorticoso è simile a quello di una
trottola." Gli scienziati russi la chiamano "torsione del
campo". Il brevetto di Aspen viene ora utilizzato dagli inventori come
punto di riferimento. Un altro inventore inglese, Geoffrey Spence, sta già
mettendo a punto un congegno basato su questo principio.
Pochi hanno sentito parlare dell’"Energia Radiante", un tipo di
energia non distruttiva.
Ma nel sommerso dell’energia gli inventori studiano libri come "The
Free Energy Secrets of Cold Electricity" del Dr. Peter Lindemann e
"Lost Science" di Gerry Vassilatos.
Il pioniere dell’energia radiante è stato Nikola Tesla, il quale avrebbe
potuto darci la soluzione tecnologica, se i magnati industriali non avessero
già acquistato le miniere di rame per fare i fili elettrici da piazzare in
tutto il paese. E non avevano nessuna intenzione di rinunciare ai loro
profitti...
Da allora in poi, Tesla fu tagliato fuori. Aveva infatti dimostrato che per
avere l’elettricità non servivano fili, e poteva essere propagata
attraverso e attorno la Terra in una zona atmosferica chiamata cavità di
Schumann, tra la superficie terrestre e la ionosfera...
Questa scoperta segnò la fine delle sovvenzioni governative per le sue
ricerche, che tuttavia continuarono inventando o perfezionando strumenti che
avrebbero rivoluzionato il mondo. Si preferì "lanciare" Thomas
Edison, e la sua invenzione della corrente continua, insabbiando
l’invenzione della corrente alternata da parte di Tesla, che fu invece la
vera rivoluzione tecnologica del secolo scorso.
Vittima del più accanito ostruzionismo, i media ne fecero il ritratto di un
vecchio inventore pazzo, la cui eresia scientifica fu perdonata da Einstein.
Nessun riferimento al fatto che entrambi furono incaricati
dell’"Esperimento Philadelphia" e responsabili di aver aperto,
insieme, una porta spazio-temporale. E nulla fu detto circa la sua conoscenza
su come sfruttare l’etere...
L’unica volta che si parlò abbastanza seriamente di Tesla alla TV
americana, fu nel 2000, in occasione di una trasmissione in cui veniva
presentato il libro "Master of Lightning" di Margareth Cheney che,
per l’appunto, tratta del pensiero dello scienziato e del suo concetto di
una natura ondulatoria dell’Universo. Un capitolo del libro tratta le
dichiarazioni di Tesla circa una sostanza primaria che riempie tutto lo
spazio emettendo etere. L’autrice spiega anche che Tesla iniziò a usare
alcuni termini tipici delle filosofie orientali, dopo aver incontrato Swami
Vivikenanda. Viene citata una dichiarazione del 1930, in cui Tesla spiega che
tutte le cose provengono da un etere portatore di luce che agisce secondo il
Prana, la Forza Creatrice Divina...
Evidentemente, le dinamiche politico-economiche sono talmente contrarie alle
innovazioni sull’energia, che ci vorrebbe una serie di grandi eventi
mediatici per scuotere la potente inerzia della situazione. Specialmente
quella dei leader politici i quali, se da un canto dichiarano apertamente di
volere soluzioni, dall’altro scartano quelle che non garantiscano loro il
potere. È arrivato il momento di coinvolgere la popolazione mondiale,
educando i cittadini sulle nuove risorse energetiche.
In Italia abbiamo l’esempio mediatico di Beppe Grillo, un personaggio che
ha saputo usare la sua notorietà di comico e la sua intelligente satira per
mettere in piazza la situazione vergognosa che vede le industrie mondiali
responsabili di inquinamento sul pianeta. Purtroppo, dopo ogni sua
performance televisiva, è regolarmente "defenestrato" per almeno
un quinquennio... a dimostrare quanto diano fastidio le sue dichiarazioni.
Pur continuando la sua lotta sommersa, esibendosi in spettacoli dal vivo in
giro per l’itala, è fuori discussione che i colpi inferti durante i suoi
"exploit" televisivi sono stati quanto di più sbeffeggiante si sia
mai visto e udito davanti a un pubblico di milioni di utenti. Ma come succede
in questi casi, la gente si limita a stupirsi, incuriosirsi, e fare il
tam-tam dei "hai visto?" e "hai sentito?".
Poi di nuovo il nulla.
Nel 1997 fu firmato il "Protocollo di Kioto", un patto tra 180
nazioni contro l’inquinamento e l’effetto serra, responsabili del
surriscaldamento terrestre e di conseguenza piogge torrenziali, inondazioni,
frane e siccità a livello globale. A distanza di quasi dieci anni l’umanità
si trova ancora in una situazione pressoché invariata, a causa degli
interessi delle corporates americane e quindi delle multinazionali e dei
paesi emergenti come la Cina e l’India, che non intendono rinunciare allo
sfruttamento delle miniere di carbone, benché siano molto inquinanti.
L’Unione dei paesi Europei è in contrasto con il governo americano su
questi punti fin dal G8 di Trieste nel 2001; infatti la rappresentante
americana Christine Whitman, dopo aver accettato le basi del Protocollo di
Kyoto, fu presto smentita da George W. Bush, appena eletto.
Secondo Bush l'accordo è contrario agli interessi americani e vincola le
imprese rallentando la crescita del sistema produttivo. La Unione Europea,
all'inizio, era compatta e i ministri per l’Ambiente in aprile decisero che
avrebbero ratificato il protocollo anche senza gli USA. Germania, Svezia e
Danimarca sarebbero disposti a procedere alla ratifica, ma altri paesi, tra
cui l’Italia, preferiscono temporeggiare contando su una mediazione con
Bush il quale, intanto, propone di incrementare la produzione di energia
elettrica e anche nucleare, sfruttando l’Alaska.
Nel frattempo, Madre Natura ha iniziato a esprimere tutta la sua rabbia, e
infatti gli USA sono stati investiti da uragani di forza spaventosa, e da
alluvioni senza precedenti...
I pionieri della "Lost Science" furono tenuti al bando, e così
anche quella letteratura che ne parlava; in questo modo nessuno avrebbe
compreso l’energia radiante e nemmeno la scienza di qualità. Adesso siamo
in una fase molto delicata: viviamo una sorta di rinascimento scientifico,
imbavagliato dall’oscurantismo imposto da "alcuni" governi.
Tuttavia, la volontà crescente di "urlare" al cambiamento, unita
alla forza mediatica di Internet, dovrebbe sbaragliare le forze negative che
ostacolano quotidianamente l’elevazione della coscienza della nostra razza,
in questa fase difficile e buia che i Veda indicano come "Kali Yuga"...
L’Art. 1 comma 288 della Finanziaria 2008 introduce l’obbligo,
dal 01/01/2009, della Certificazione Energetica per ottenere il Permesso a
Costruire, e diventerà obbligatorio individuare strategie
finalizzate al risparmio idrico e al reimpiego delle acque meteoriche. La
novità rispetto al 2007 sta quindi nella sostituzione di un obbligo ex-post
in un obbligo ex-ante.
Sempre nell’Art.1 comma 289 è previsto, dal 01/01/2009,
che il Permesso di Costruire sarà vincolato, per i nuovo edifici,
all’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da
fonti rinnovabili. In particolare diventa obbligatoria, salvo
impossibilità tecnica, la produzione di almeno 1 kW per ogni unità
abitativa e 5 kW per i fabbricati industriali.
I progettisti dovranno perciò considerare, oltre alla già obbligatoria
produzione di acqua calda sanitaria pari al 50% del fabbisogno, un impianto
fotovoltaico con dimensioni che a questo punto meritano una riflessione se
l’abitazione sarà di tipo intensivo e in contesto urbano.
Quanto al Conto Energia …
L’art. 8 del decreto attuativo del conto energia sancisce che, oltre
alle tariffe incentivanti il produttore ha diritto ad uno sconto sulla
propria bolletta pari al valore di energia prodotta per la tariffa applicata
dal gestore.
Il nuovo DM 19/02/2007 ha introdotto le seguenti semplificazioni:
• abolizione della fase istruttoria preliminare all’ammissione alle
tariffe incentivanti
• abolizione del limite annuo di potenza incentivabile
• articolazione delle tariffe in modo da favorire le applicazioni di
piccola taglia architettonicamente integrate
• premio per impianti fotovoltaici abbinati all’uso efficiente
dell’energia
• eliminazione delle comunicazioni di inizio, di fine lavori e di entrata
in esercizio da inviare al GSE.
Le tariffe incentivanti vanno da un minimo di 36 ad un massimo di 49
centesimi di euro per kWh prodotto e rimangono costanti per un
periodo di venti anni.
Le tariffe incentivanti sono stabilite sulla base
dell’integrazione architettonica dell’impianto fotovoltaico in
questione (impianto non integrato/impianto parzialmente integrato/impianto
totalmente integrato).
La certificazione energetica dell’edificio è obbligatoria solo per aver
diritto al premio aggiuntivo; è previsto un ulteriore aumento
dell’incentivo, anche del 30%, per piccoli impianti che alimentano utenze
di edifici sui quali siano stati effettuati interventi per il risparmio
energetico certificabili.
I vantaggi economici per il responsabile dell’impianto derivanti
dall’utilizzo dell’energia prodotta sono:
- la cessione in rete
- i propri autoconsumi (risparmio effettivo sulla bolletta elettrica)
- lo scambio sul posto con la rete elettrica (solo per impianti fino a
20 kW)