Il
tempo passa, le cose si modificano, tutto è in trasformazione. È utile che
teniamo il passo con quello che il movimento produce. Se entriamo nel concetto
dell’ingranaggio, possiamo veramente produrre ulteriore movimento. Tutto
questo porterà semplificazione nell’agire, nel costruire, nel produrre. La
metodologia di applicazione è variabile. Quindi non possiamo prendere un perno,
perchè se teniamo la nostra mente agganciata al perno, essa produrrà sempre,
sempre nella solita direzione.
È
importante invece che colleghiamo la nostra mente all’ingranaggio.
L’ingranaggio che modifica, che trasporta e produce sempre il movimento, altro
movimento e così via. Quindi è da trovare la formula giusta perché
l’ingranaggio sia sempre in movimento e produca.
Ci
troviamo qui, insieme, per ottenere un cambiamento tecnologico inerente
all’Energia Monetaria. L’Energia Monetaria è un’energia specifica che se
non viene, in qualche modo, gestita in una frequenza giusta, essa si disperde o
rallenta il cammino.
Come
si fa a produrre un’alchimia che metta la materia in una frequenza che non sia
distaccata dal cuore? Vedete, questa alchimia vi fa capire che se non cambiate
la frequenza dell’azione e la collegate alla mente, non c’è una frequenza
di compatibilità. Questo non vuol dire che escludiamo la mente ma non può
essere solamente la mente che mette in moto l’ingranaggio.
Invece,
sul pianeta Terra, dove io ho già vissuto, il collegamento di tutto quello che
riguarda l’Energia Monetaria, si viene a creare un vuoto, fra questa energia e
il cuore. Quindi tutto quello che produciamo è sterile. È sterile perchè è
collegato ad una mente, una mente che produce e riproduce sempre una situazione
frequenziale, che mette in risalto il potere, l’avidità, e sopprusi. Se non
si esce da questo meccanismo, che certo mette in moto l’ingranaggio, ma un
ingranaggio che poi stritola, piano piano, tutto quello che viene costruito.
Anche se in apparenza tutto può produrre, è la sostanza che manca. Quindi non
porta quell’appagamento giusto che farebbe rallentare il vostro movimento
dell’ingranaggio, per assaporare la bellezza della conquista giorno per
giorno, momento per momento, di quello che ha prodotto l’alchimia fra
l’energia monetaria e il cuore.
Il
concetto che vige sulla Terra è che se mettiamo il cuore negli affari, essi non
producono, producono poco, o forse si fermano. Allora chiariamo questo: dobbiamo
mettere l’energia del cuore, non quell’energia di sentimentalismo o di
altruismo che non ci tutela. L’energia del cuore è quell’energia che tutto
ama, che tutto produce, compreso voi e compreso gli altri. Quindi non possono
avvenire azioni scorrette in nessun campo, perchè nel momento che fate
un’energia, di scorrettezza uscite dalla frequenza dell’amore. Amore che
tutto unisce, che tutto produce e che tutto trasforma. Ma quando una delle due
parti o più parti, si mette in una frequenza energetica di improntare i
rapporti in una disuguaglianza di ritorno, tutto si ferma e tutto rallenta.
Anche se può produrre, perchè la materia è plasmabile. Ma è quello che
produce poi il ritorno che non appaga e, infatti, se vedete, più soldi, più
ricchezza uno ha, e più ne cerca ancora, ne cerca ancora, ne cerca ancora. E
non vi domandate perchè uno continua a cercare quello che uno ha già? È perchè
quello che ha è in una frequenza che non lo appaga, non lo completa e non lo
soddisfa.
Allora
dobbiamo metterci nella ricerca di un movimento economico dove ognuno possa
trovare il suo ritorno di appagamento, affinché la ricchezza invece di essere
sempre più attratta e moltiplicata da chi già ce l’ha, se non avrà più
questo senso di accaparramento per trovare la soddisfazione che trova in quella
direzione, ci troveremo ad una migliore distribuzione dell’Energia Monetaria.
Quindi ci sarà un benessere più allargato perchè non ci saranno blocchi
energetici come ora ci sono. Vedete che tutto questo non porta armonia sia in
chi ha l’energia monetaria in abbondanza e sia chi, perchè non la sa gestire,
gli manca. Quindi vedete che c’è sempre uno squilibrio sia tra chi ne ha
tanta e chi ne ha poca.
Allora
io vi do un monito: Attenti all’intenzione vera che mettete in quello che
dite, per poi poter produrre azioni in quella sintonia energetica. Ognuno ha una
necessità di vita che lo rende in pace con se stesso, e il sentirsi realizzato
perché non gli manca niente di quello che gli necessita, non gli fa scattare più
il senso del potere o avere sempre più oggetti per dimostrare la sua forza
economica.
Si
potrà trovare un’economia bilanciata dove ognuno avrà un ritorno, non
diciamo uguale perchè questo non ha senso, perchè non tutti desiderano le
stesse cose, non tutti sono appagati dagli stessi risultati. Uscire da quel
vortice che produce il potere è importante per ridistribuire sulla Terra un
equo commercio, una equa industria, un equo artigianato che possa produrre
sempre più un’equa distribuzione.
Allora
vi domanderete, ma com’è possibile smantellare un processo così articolato
che rende forti, indistruttibili, apparentemente, certe persone e altre
assoggettate alla sudditanza in altri occasioni? È l’approccio, è
l’approccio che ognuno avrà alla materia. Approccio con giusto distacco di
chi sa che la materia è energia condensata, che lo spirito e la materia sono
uniti, che tutto è trasformabile e soprattutto che niente, al momento del
vostro cambio dimensionale, vi potrete portare dietro. Pensate all’assurdità
di tutta questa messa in scena, che induce l’Umanità a percorrere e ad andare
in una direzione che, al momento della propria trasformazione dimensionale, non
avrà più senso se si ha tanto o si ha meno.
Quindi,
sarebbe importante poter vivere una vita più nell’equità della
distribuzione, perchè si possano riequilibrare i punti energetici della Terra e
sbloccare tutte quelle situazioni economiche ferme che fanno ristagni
energetici.
Ho
ascoltato i tuoi progetti e ti dico: se tutto quello che dici, puoi fare
un’analisi e questa analisi ti porterà la risposta che sei pronto a
congiungere cuore e ingranaggio, tutto va bene. Ma ricorda che se in tutto
questo non c’è verità di pensiero, potrà produrre lo stesso ma non troverai
appagamento.
Quindi
come vorresti essere? Vorresti essere un uomo ricco, potente e insoddisfatto, o
un uomo che ha tutto quello che gli necessita ma si sente realizzato? È una
scelta di base, cioè non confondere il benessere con la quantità economica che
abbiamo. È vero che l’Energia Monetaria ti libera da tante cose ma, allo
stesso tempo, ti incastra in altre.
È
da trovare questa alchimia di bilancio che metta in moto un’operatività
mirata, sì al proprio benessere ma un benessere consapevole, che porti
coscienza e, soprattutto, un senso di appartenere al Tutto, sempre sapendo che
il Tutto è di tutti. Quindi non è detto che un maggior possedere denaro possa
dare un maggior risultato alla propria vita.
Se
si parte da questo e se riesci a trasformare questa concettualità in
un’operazione economica da poter proporre a chi vorrà e chi sentirà
risonanza, allora vuol dire che siamo arrivati veramente ad una collaborazione
Cielo-Terra.
Oggi
siete qui nella mia terra, quindi la tecnologia è la base di tutto un movimento
di alleanza tra spirito a materia e, soprattutto, che mette in congiunzione
dare, avere e ricevere. È importante saper trasmettere un’economia che sia
legata non soltanto alla parte cerebrale ma che sia in risonanza con quella
parte di giustizia interiore che, se c’è, va a smuovere e a produrre.
Vedi,
non è nella quantità che troveremo un assolvimento al benessere della Terra.
La Terra, come vedi, continua a dare i suoi frutti ma c’è l’uomo che vuole
accaparrare anche questo e non c’è una distribuzione giusta. Perché da una
parte c’è spreco, da una parte c’è fame, da una parte buttiamo via la
produzione e da una parte c’è chi muore per questa mancanza di sostegno
alimentare.
Un’altra
cosa importante è da tenere conto dell’acqua, di quanto l’uomo l’ha
inquinata, in tutti i sensi, e di quanto l’uso sconsiderato di essa porti a
dei disagi notevoli sulla Terra.
Qual
è allora il progetto che è utile portare avanti? Una tecnologia avanzata in
rispetto della natura e dell’uomo e un’economia con equa distribuzione. Se
non entriamo in questo concetto, in questa verità di pensiero, tutto è inutile
e tutto rimarrà e anzi, probabilmente, peggiorerà nei tempi che verranno.
Io
desidero domandarti: Dopo aver ascoltato tutto quello che ho detto, dimmi il tuo
pensiero e vediamo cosa possiamo fare.
P:
È semplice il mio sentire, il mio pensiero: sono felice quando vedo e sento che
la mia contribuzione è diffusa, altri la usano e la mandano più lontano, e
questo mi appaga e mi fa sentire molto felice. Quindi il ritorno che io trovo è
nell’aver dato, fatto passare qualcosa. E quindi la retribuzione che viene con
essa è ciò che deve essere. Non cerco un’accumulazione di ricchezze per me
stesso, ma ciò che cerco è di allargare il canale e fare in modo tale che la
ricchezza sia compresa in un modo più largo, più comunitario, se si può dire,
condivisa si può dire, la moltiplicazione delle cose. La mia felicità è
sempre stata lì, io ho fatto la differenza in trent’anni di esperienza di
lavoro: ero felice quando avevo fatto passare qualcosa, liberato qualcosa, nel
modo più professionale per me, la mia contribuzione era il
modo, il metodo più professionale, qualsiasi contenuto e di farlo passare, di
mandarlo avanti. Non ero felice quando volevo stabilire un metodo per me che
controllavo e anche se c’erano soldi con esso, la mia felicità non era
costruita lì. È sempre stata quando qualcosa era stato dato o diffuso e che
altri hanno potuto mandare più lontano, in qualsiasi campo. Ecco la mia
risposta.
Allora,
è importante programmare una possibilità di informazione che dia
capovolgimento energetico a tutto un movimento economico che produrrà, anzi con
minor sforzo produrrà, ma il minor sforzo sarà dato da come noi distribuiremo
il ritorno. Quindi tanto più ci sarà una ridistribuzione, tanto più tutto
verrà alleggerito. Quindi è da pensare come costruire un ingranaggio che,
messo in moto, metta in moto altri ingranaggi per ridistribuire e movimentare
sempre.
Pensati
come una macchina che ha la possibilità di essere messa in moto da un
ingranaggio. Dobbiamo capire che cosa fa muovere l’ingranaggio: la volontà di
produrre. Questo metterà in moto l’ingranaggio, poi questo ingranaggio che
cosa mette in moto? Mette in moto un altro ingranaggio della equa distribuzione
di quello che viene prodotto. L’equa distribuzione che cosa mette in moto?
Mette in moto la manifestazione dell’opportunità che altri possono entrare in
tutto questo circuito. È importante che formiamo un cerchio di produzione che
poi, a sua volta, coinvolge altre persone e che queste persone a loro volta si
metteranno nell’ingranaggio, l’aiuteranno a muoversi, a produrre, a
ridistribuire finché il cerchio non sarà chiuso. Un cerchio che inizia con
l’ingranaggio e finisce con la distribuzione. Quindi è lì che va lavorato:
come produrre un tipo di società che faccia questo. Cioè una società
collegata ad un’altra, ad un’altra ancora, ancora, ancora, ancora. Quindi,
molti ingranaggi ma da produrre altri ingranaggi di altre aziende. E queste
aziende producono altri ingranaggi per altre aziende. È un prodotto di ricaduta
che mette in moto l’altro ingranaggio, finché poi tutti insieme, pur avendo
il proprio ritorno, metteranno a disposizione la parte del loro ricavato per
mettere in moto altre situazioni.
Dobbiamo
trovare questa catena di montaggio che metta in posizione di movimento, e questo
movimento metta in posizione altri di attivare l’ingranaggio. Allora vedrete
che ognuno avrà una motivazione di distribuzione che permetterà ad altri di
muoversi e così via e cosi via. E più persone e più società verranno
coinvolte da ogni movimento di ingranaggio, più facilmente tutto si muoverà e
tutto andrà in produzione. La produzione sarà equamente distribuita in altre
situazioni per mettere in moto l’ingranaggio del ricevere tutto quello che
l’altro produce.
C’è
il movimento di chi produce, di chi riceve e di chi riceve come fa poi a dare un
ritorno a chi gli viene dato. È come un movimento, immagina un’otto, sono
come dei cerchi interagenti che però hanno uno sbocco sempre in alto, vanno
all’apice, ritornano giù fino in fondo. Costruisci diciamo un movimento che
ognuno mette in moto l’altro movimento che poi riproduce però in fondo al suo
giro, distribuzione. E poi la distribuzione mette in moto il movimento finché
non viene a ricrearsi l’ingranaggio, e via e via. Quindi ci sarà, diciamo,
una circolarità di energia che va ad interagire con altre energie per produrre
sempre più una forza di trasporto maggiore perchè tutti abbiano meno
pesantezza nel realizzare il proprio progetto.
Vedi
come con la divisione noi moltiplicheremo. Ricorda sempre, come è già stato
detto, che per ottenere un segno, quindi divisione, moltiplicazione, o più o
meno, bisogna agire sul segno contrario. Quindi se vuoi una moltiplicazione
cerca la divisione e la condivisione. Se vuoi il più, cerca di andare nella
parte più bassa, nel meno, per poter produrre e per poter ridare questo
movimento all’ingranaggio.
Questo
è il mio suggerimento per una nuova modalità societaria, che non sia
continuamente frazionata e in antagonismo l’una con l’altra. È nella unione
di intenti che possiamo veramente agevolare il movimento dell’ingranaggio.
Rifletti
su quello che ti ho detto, prova ad esplicare tecnicamente il tutto e, poi,
eventualmente, ci risentiremo.
Un
saluto a te dalla direzione della manifestazione tecnologica nella materia.
campare per stare bene con
se stessi senza creare dipendeze da altrui ..
tu ne staantigravity è la Prima scuola di
esperienze di levitazione in Europa. antigravity
is a experience of levitation in Europe. convergenza di pensieri tra
sperimentazione esperenziale scientifica e misticismo yogico per posizionare il
pensiero allo zero conico tridimensionale con il risultato di avere infiniti
stati di coscienza e in termini fisici la levitazione di oggetti e fenomeno di
Buco spazio tempo.





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