L'occhio svela i segreti del nostro cervello

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

Gli occhi sono per tradizione lo specchio dell'anima ma, secondo una ricerca compiuta in Nuova Zelanda, anche della nostra salute, specialmente quella del cervello. Attraverso quelle sottili fessure dei nostri occhi che sono le pupille, sarebbe infatti possibile rilevare la presenza di disturbi a carico del cervello come tumori o malattie neurodegenerative tra cui la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e di Alzheimer.

Non è fantascienza, ma una nuova frontiera delle tecnologie di imaging attraverso le quali è possibile creare un quadro dettagliato dello stato di salute del cervello analizzando la forma e lo spessore del nervo ottico, ovvero il nervo che rappresenta l'anello di congiunzione tra l'occhio e il cervello. Poiché il nervo ottico rappresenta il ponte tra occhi e cervello, sostiene Helen Danesh-Meyer, dell'università di Auckland in Nuova Zelanda, ogni patologia a carico di quest'ultimo si riflette sulle cellule nervose lungo tutta la fibra, fino alla retina.

Nel caso di tumori al cervello, ad esempio, si crea una sorta di compressione del nervo ottico perfettamente osservabile attraverso le attuali tecniche di screening della retina, mentre la progressione del morbo di Alzheimer comporta un caratteristico ispessimento del disco ottico (situato nella zona di congiunzione tra retina e nervo ottico) e un assottigliamento delle fibre nervose che originano dalla retina.

Secondo l'autrice, non è lontano il futuro in cui l'analisi degli occhi diventerà una pratica formale di controllo per verificare lo stato di salute del cervello, specialmente nei giovani.

Fonte: Eyes reveal health secrets of the brain. New Scientist 17 gennaio 2009.

 

 

 

 

Cervello: Risonanza Fotografa i Pensieri In Anticipo

 

La risonanza magnetica prevede il futuro del nostro cervello, ovvero quello che fara', o pensera', nell'immediato. Infatti secondo quanto scoperto in uno studio su scimmie da Aniruddha Das della Columbia University, New York, la risonanza, finora usata per vedere quali aree neurali si attivano durante certe azioni o pensieri, indica in realta' anche le aree che si attiveranno nell'immediato futuro. Resa nota sulla rivista Nature, questa scoperta potrebbe avere un'implicazione non da poco per gli studi nei quali oggi piu' spesso viene usata la risonanza, appunto quelli per mappare il cervello e le sue funzioni: infatti se la risonanza indica anche le aree che si accenderanno nell'immediato futuro, cio' puo' portare a errori nella mappatura delle funzioni del cervello. La risonanza rileva l'attivita' del cervello in un certo momento attraverso il flusso sanguigno che aumenta nelle aree in attivita', per cui e' ormai diffuso l'uso di questo strumento per abbinare una certa funzione a una data area neurale. Per esempio se, mentre proviamo piacere, si attiva una data area, i neurologi ci presentano quell'area come sede del piacere. Ma questo nuovo studio mostra qualcosa in piu': a scimmie messe in una stanza completamente buia viene fatto capire che, di li' a poco, dovranno svolgere un esercizio visivo alla luce. Ebbene mentre la risonanza, come ci si aspetta, rileva l' attivazione di certe aree neurali che le scimmie stanno usando nelle loro attivita' al buio, la sorpresa e' che anche la corteccia visiva si attiva, seppur debolmente. La risonanza quindi in qualche modo permette di prevedere le aree neurali che si metteranno in funzione di li' a poco. (ANSA).

 

 

Corteggiamento: la chiave del successo

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

In amore vince chi fugge! Parole sante. Sfuggire, farsi inseguire e, soprattutto, farsi corteggiare. Concedere e concedersi tempo di conoscere una persona: questo uno dei segreti per scegliere il partner giusto. Il corteggiamento è una "tecnica" selezionata dall'evoluzione per dare il tempo al maschio di dimostrare alla donna tutte le sue qualità e per dare alla donna l'occasione di valutarle e sceglierle. Nulla di tanto strano: il regno animale è ricco di danze, di richiami, di gestualità volta al corteggiamento della femmina. L'uomo, in quanto animale, non fa eccezione e ora lo garantisce un gruppo di scienziati dello University College of London che ha creato un modello matematico, usando la teoria dei giochi, per ribadire quanto Darwin ha postulato 150 anni fa. La ricerca sarà pubblicata sul prossimo numero della rivista Journal of Theoretical Biology.

Il gioco su cui i matematici hanno poi teorizzato consiste nel far giudicare ad un gruppo di donne il "profilo" di un uomo e classificarlo, un po' come si faceva sulla lavagna alle elementari, buono o cattivo. Ovviamente la qualità della bontà si estrinseca nel carattere affabile, nella simpatia, nella capacità di ascoltare gli altri, nel comportarsi in modo da non nuocere agli altri e tutte le altre virtù possibili e immaginabili. Le qualità del cattivo sono quelle da cliché: aggressività eccessiva, arroganza, tendenza alla prevaricazione, corruttibilità, e chi più ne ha più ne metta. Le donne vincono il gioco se riescono ad individuare la personalità dei "tipi" umani che vengono loro presentati. Hanno poco tempo per rispondere ma possono fare delle domande agli interlocutori per cercare di avere più informazioni possibili ed esprimere un giudizio corretto.

Neanche a dirlo, la fretta è cattiva consigliera: le donne che hanno dedicato poco tempo all'analisi del profilo maschile e si sono affidate di più all'istinto hanno commesso più errori nel giudicare. Il valore del tempo va riscoperto: no agli speed date, no alla scelta repentina di un compagno. Dategli il tempo e costringetelo a mostrare, come fa il pavone, tutta la sua bella coda colorata. Dopo di che datevi il tempo di decidere se è "taroccata" oppure no.

Fonte: Why you can't hurry love. News release University College of London

 

AMARE E’ LA CHIAVE DEL SUCCESSO…..DARE  NON PER RICEVERE…NON PER SE STESSI…SOLO PER DIFFONDERE L’AMORE….CON AMOREVOLEZZA…..