complimenti ... dispositivi orginici comprati per 15000 euro al fine di bonificare l'area di san paolo,,...

 

ecco dei dispositi utili a 

 


> ho partecipato con molto interesse ed entusiasmo al convegno da voi 
> organizzato lo scorso weekend a Grottammare, visto da me soprattutto 
> come un momento d'incontro tra gruppi ed individui che in qualche 
> maniera sono interessati a trovare una reale soluzione ai problemi 
> che ci coinvolgono. Eh, non esistono piu' i vecchi "salotti 
> culturali" dove la gente si scambiava opinioni e dati.

> Un grazie di cuore per portare avanti iniziative di questa portata.

> Mi sono subito ripromesso di scrivervi perche' volevo portare alla 
> vostra attenzione quella che penso sia la "killer application" che 
> potrebbe risolvere la "quesitone" acqua. Nel mondo ci sono molte 
> guerre per il contendersi di questo bene vitale anche se basterebbe 
> guardare alla situazione che ogni estate perversa nel nostro sud 
> peninsulare.

> Acqua come ricavarla dall'aria:
> http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/2003/09/19/acqua_come_ricavarla_dallaria.htm

> L'articolo e' stato originariamente pubblicato dal mitico Nexus.

> Cosi' come poter ricavare la corrente elettrica dall'"etere" (Tesla, 
> Pezzella, etc.) credo che questa sia la massima espressione della 
> free energy, quella che potrebbe (DOVREBBE!) essere disponibile a 
> tutti e per tutti con gli opportuni processi di rimineralizzazione.

> Tutto questo taglierebbe inoltre le gambe al monopolio delle 
> multinazionali dell'acqua, risolverebbe i problemi dell'inquinamento 
> dei nostri acquedotti (tubare scadenti, aggiunte di fluoruri, 
> cloruri, pesticidi, battericidi, etc) e tutta un'altra serie di 
> problematiche ambientali, senza pensare ai futuri "black out", voluti 
> o no.

> Durante la famosa cena da 70 kg di pesce ;-),
> insieme con Josef Hasslberger (lo spilungone che ha parlato dei 
> vortici e del maestro dell'acqua Viktor Schauberger) e Tom Bosco 
> pensavamo se i "motori free-energy", visto che freddano, potevano 
> essere utilizzati in una qualche maniera con questa tecnica per 
> ricavare l'acqua. Enrico valbonesi ha parlato della perdita di 6-7 
> gradi centigradi sui sistemi rotanti..dati forniti da esperimenti russi 
> In accoppiata non sarebbe un fantastico sistema "stand Alone"?

> Un'ultima cosa, ho seguito con interesse anche la presentazione di 
> Valerio Dallago e del suo Sequex, essendo personalmente interessato a 
> quella che chiamano "medicina alternativa" e volevo
> presentarvi, qualora non lo conosceste gia', il macchinario inventato 
> dal Dr. Royal Rife e per questo perseguitato dall'FDA (Foods and 
> Drugs Administration) e dall'AMA (American Medical Association).

> Rife si era costruito un "supermicroscopio" che gli permise di vedere 
> la "luce" cellulare, notando che quando la cellula era malata 
> emettava una luce rossasta e quando era sana la luce emessa era 
> bluastra.

> Da qui invento' una macchina che tramite l'emissione di frequenze e 
> la conversione di queste in luce (tubi caricati con miscele di gas 
> nobili) poteva trattare varie malattie, dal cancro alla depressione. 
> Ovviamente tutto fu' sequestrato e distrutto dall'AMA, ma 
> evidentemente qualcosa e' sfuggito ai watchdogs.

> In rete si possono trovare i brevetti, gli schemi, fino ad arrivare 
> alla macchina completa.

> se interessa qui potete partire con qualche link:
> http://www.newmediaexplorer.org/chris/2004/04/09/re_rife_bare_machines.htm

> Io non sono un "tecnico" ma se ci fosse qualcuno interessato alla 
> construzione di questo macchinario sarei molto contento di dargli 
> tutto il mio supporto.

> sperando di non avervi annoiato piu' di tanto vi saluto.

> a presto,


> Ivan Ingrilli'
> Ass. La Leva di Archimede - Roma
> http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/
> http://www.laleva.cc - http://www.laleva.org


> -- 

>

ESPERIENZE DI PREMORTE  se non hai paura della morte tutto sarà più facile per te ...

Le ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE

Che cosa sono – che cosa significano
Domaesperienza intorno alla morte e risposte sulle near-death experiences

* Che cos’è l’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE?
L’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE, dalle iniziali dell’espressione inglese Near Death Experience, esperienza in prossimità della morte, è un particolare ricordo di una strana esperienza psichica che sembra essere stata vissuta durante una fase in cui si è corso un grave rischio di morire. Questo ricordo affiora in genere spontaneo alla mente di persone che hanno avuto gravi crisi vitali, con perdita totale della coscienza e sospensione delle funzioni vitali dell’organismo; e può presentarsi sia immediatamente dopo il superamento della crisi, al recupero della coscienza, sia qualche tempo più tardi. Non si conoscono fattori particolari che sembrano stimolare la comparsa di queste memorie; talvolta si è riusciti a “recuperare” un ricordo analogo alle ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE usando l’ipnosi su persone che, pur avendo avuto una crisi con perdita di coscienza e rischio di vita, affermavano di non ricordare nulla di particolare in riferimento al periodo critico.

* Che cosa ricordano le persone che sono uscite da una crisi quasi-mortale?
I contenuti e le strutture dei ricordi riferiti ai momenti di assenza di coscienza sono piuttosto vari. Tentando una schematizzazione, sulla base di centinaia di racconti, si è delineata in termini generali un’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE-tipo, lungo le cui linee sembrano collocarsi le singole esperienze individuali. Non bisogna dimenticare, comunque, che si tratta di un modello “astratto”, costruito dall’insieme di molteplici testimonianze diverse, e che ogni ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE è in realtà molto o poco diversa da ogni altra; nella maggior parte, inoltre, le ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE si compongono soltanto di alcuni degli elementi che figurano nel modello generale di riferimento. L’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE-tipo, dunque, si svolge compreesperienza intorno alla mortendo questi elementi:

o una prima fase di “perdita” del corpo. La coscienza sembra continuare a vivere esercitando le sue proprietà peculiari (percezione, ricordo, analisi e valutazione degli eventi), ma si percepisce di colpo lontana, o comunque autonoma, dal corpo. In queste condizioni può “trovarsi” vicino al corpo, che percepisce (vede) inanimato e magari contornato da persone; oppure può essere completamente estraniata dal corpo fisico, del quale non sa più niente né si preoccupa più;
o se la coscienza “percepisce” il corpo, può rimanere accanto (o vicino) ad esso per tutto il tempo che dura la crisi vitale e seguirne le viceesperienza intorno alla morte (eventuali tentativi di salvataggio e rianimazione, trasporto, sistemazione, circostanze che accadono nei suoi pressi). In questo caso, nel momento in cui il corpo recupera le sue funzioni vitali, la coscienza si sente "rientrare" e le cose riprendono il loro corso normale. Altre volte l’esperienza può continuare nella maniera seguente (e quello che segue è un tipo di ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE che può anche presentarsi così fin dall'inizio, senza le fasi precedenti);
o la coscienza, priva di corpo materiale e indifferente ad esso, si sposta lungo un tunnel buio, in fondo al quale percepisce una luce. Il processo di “spostamento” viene descritto talora come un “volo”, come un “esser trasportati”, un “galleggiamento”, un “sollevamento”, ma sempre come un viaggio in direzione della luce;
o durante lo spostamento nel tunnel, o in una fase successiva, può prodursi una sorta di rassegna di ricordi relativi all'intera vita passata dell'individuo: a questo effetto è stato dato nome di "visione panoramica", per sottolineare che si tratta di una specie di "osservazione" dall'esterno dell'intero "panorama" delle viceesperienza intorno alla morte della vita;
o giunta al termine del tunnel, la coscienza percepisce una luce sfolgorante, che sembra abbracciare ogni cosa. La luce è spesso connotata da tonalità affettive di segno positivo, quali “bontà”, “amore”, “serenità”, “pace”;
o entrata nella dimensione di luce, la coscienza può rimanere sola, e in questo caso ha modo di osservare l'ambiente in cui si trova (spesso scorge panorami campestri, prati e fiori), oppure incontra esseri spleesperienza intorno alla mortenti e luminosi, che possono essere di natura umana (defunti, per lo più parenti e amici) o sovrumana (angeli, divinità). Con questi esseri può scambiare una comunicazione, durante la quale capisce meglio dove si trova, qual è il destino futuro delle anime e qual è il senso della vita terrena;
o dopo qualche momento la coscienza viene avvertita (dagli esseri luminosi incontrati, o da una "sensazione" interiore) che deve tornare a vivere e ripreesperienza intorno alla mortere il suo posto nella dimensione terrena. L'istante successivo a questo avvertimento rientra nel corpo, assumendo di colpo tutte le percezioni e le sensazioni coerenti con la situazione del corpo (collocazione in uno spazio definito, dolore, sensazioni fisiologiche di fame o sete, difficoltà di movimenti muscolari, e così via.
o una volta riacquistate le normali facoltà psichiche e fisiche, la persona "ricorda" l'esperienza passata e la attribuisce ai momenti in cui il suo corpo era privo di vitalità. Il ricordo è talmente vivido che non si modifica in maniera sostanziale al passare del tempo.

* Quali sono le cause delle ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE?
Ad essere precisi, sono ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE soltanto le esperienze che vengono ricordate dopo essersi ripresi da una crisi quasi-mortale, con sospensione delle funzioni vitali dell’organismo (battito cardiaco, respirazione, etc.) e perdita della ordinaria coscienza di veglia. Queste crisi possono essere dovute a cause traumatiche (incidenti stradali, cadute da grandi altezze, annegamenti, ferite da armi da fuoco, tentato suicidio, etc.), a crisi intra-operatorie (cioè problemi sorti durante un intervento chirurgico), a disturbi iatrogeni (intossicazione da farmaci), ad abuso di sostanze attive (droghe, alcol), a processi patologici (malattie). A volte possono prodursi anche per cause “fisiologiche”, come il parto. Analizzando le varie ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE riferite dai testimoni ci si è però accorti che esistono situazioni in cui non si corre oggettivamente nessun pericolo di vita, ma che la persona vive in maniera traumatica, con la convinzione di stare per morire: svenimenti, uso di droghe allucinogene, traumi psicologici intensi (spaventi estremi) ed eventi (sia positivi che negativi) che prendono di sorpresa.

* Quante persone hanno ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE?
Secondo un calcolo effettuato in seguito a un’inchiesta dell’Istituto Gallup, nei soli Stati Uniti sarebbero almeno 13 milioni le persone che hanno avuto un’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE da adulte. Se a questo numero si aggiungono anche i casi che sembrano accadere ai bambini troppo piccoli per raccontarle, il numero di coloro che hanno ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE potrebbe avvicinarsi a quasi 15 milioni. Facendo un raffronto, a parità di popolazione, più o meno altrettante persone con ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE potrebbero trovarsi in Europa. Comunque queste sono “proiezioni”, calcolate a partire da piccoli gruppi di intervistati. In verità non c’è a tutt’oggi una stima realistica. Si può dire, comunque, che di tutti quelli che superano una crisi quasi-mortale, con apparente sospensione delle funzioni vitali, un terzo circa ricorda un’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE dalla struttura più o meno complessa. Non tutte queste persone, però, le raccontano: anzi, quelle che le raccontano sono decisamente una minoranza.

* Anche i bambini hanno ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE?
Sì, sembra che anche i bambini possano avere esperienze simili alle ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE degli adulti. Per i piccoli che sono in grado di parlare e di raccontare attendibilmente le loro esperienze soggettive (dai 5-6-7 anni in poi), ponendo domaesperienza intorno alla morte opportune si riesce a farsi riferire ricordi in gran parte simili a quelli delle classiche ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE. Per i bambini più piccoli, spesso ci si deve accontentare di “dedurre” l’esistenza di ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE da elementi indiretti (disegni, incubi notturni, accenni a cose non esistenti nell’esperienza ordinaria, come ad esempio “persone luminose” etc.), o ci si deve affidare ai ricordi che, una volta cresciute, queste persone dicono di avere in riferimento a crisi attraversate quando erano molto piccole. Un elemento delle ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE che sembra sempre mancare in tutte le esperienze accadute ai bambini è la “visione panoramica” della loro vita: secondo alcuni studiosi, i bambini piccoli non avrebbero ancora i concetti di passato e di storia personale, e quindi mancherebbero loro gli elementi fondamentali per avere queste esperienze (o per riconoscerle qualora si presentassero loro spontaneamente).

* Se una persona ha un’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE durante una crisi quasi-mortale, ha ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE anche nelle successive crisi dello stesso tipo che potrebbe avere nella sua vita?
Talvolta questo accade, ma nel complesso si riscontra una graesperienza intorno alla morte variabilità soggettiva, sotto questo aspetto. Alcuni individui incorsi, durante la loro vita, in più situazioni quasi-mortali (anche di natura analoga: es. crisi intra-operatorie) ricordano ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE associate a ciascuna di queste occasioni; altri invece sono sicuri di averle avute soltanto una o poche volte, non sempre. Bisogna aggiungere che nei casi in cui si verificano più ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE nella stessa persona, in momenti differenti, le esperienze possono essere diverse tra loro.

* Tutte le situazioni di morte apparente sono associate a ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE?
No. E questo vale sia a livello di singolo individuo che per la totalità delle persone. Per la storia del singolo individuo, ciò significa che a volte si hanno ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE e a volte no; per l’insieme della gente, significa che dopo situazioni analoghe (ad esempio un principio di annegamento o un coma) qualcuno ha un’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE, qualcuno non ricorda assolutamente niente. Bisogna comunque tenere presente che in teoria, tutti potrebbero avere ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE ma solo qualcuno ricordarle. Non potendo conoscere “dal di dentro” le esperienze soggettive delle altre persone, e in special modo quelle avute in stato alterato di coscienza, non si può far altro che affidarsi alle dichiarazioni e ai racconti, che - nella migliore delle ipotesi - sono solo ciò che la gente ricorda. E si sa che non sempre si ricorda tutto.

* Le ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE sono sempre associate a stati di morte apparente?
In realtà no. A volte esperienze del tutto simili alle ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE si producono anche in condizioni che non comportano nessun rischio di vita: uno svenimento, una caduta mentre si inciampa camminando, una forte emozione, l'effetto di sostanze allucinogene. In questi casi non sarebbe corretto parlare di ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE, e se lo si fa è solo per la mancanza di altri termini accettati. Bisogna aggiungere due specificazioni a ciò: (a) che in queste altre circostanze, quando si ha la sola sensazione di “distacco dal corpo”, si può parlare di OBE (Out of Body Experience, esperienza fuori dal corpo); (b) che le “ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE” senza rischio reale di vita spesso sorgono spontaneamente quando “si ha l’impressione” di stare per morire o di avere un grosso trauma. È sulla base di ciò che si ritiene che più che il processo di morte vero e proprio, quello che può scatenare l’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE è la “percezione soggettiva” della morte.

* Chi ha un’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE? E perché non tutti ce l’hanno?
Non si sa perché, nelle stesse condizioni di crisi, alcune persone abbiano (o ricordino) ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE e altre no. Quello che è certo è che hanno ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE persone di ogni sesso ed età, di qualunque religione, ideologia politica e carattere, cultura e attività professionale. Teoricamente si può pensare che in uno stato di crisi vitale tutti abbiano ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE, ma che solo alcuni le ricordino, una volta superata la crisi. Convinti di ciò, alcuni studiosi hanno cercato di stimolare con vari sistemi, tra cui l’ipnosi, la memoria di chi non ricorda ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE.

* Che significato hanno le ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE?
Non esiste una risposta valida a una simile domanda, e questo è il motivo per cui sono ancora molto diffuse opinioni alternative e diverse sulle ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE. Secondo alcuni studiosi, che prediligono un'interpretazione “spiritualistica” delle ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE, queste esperienze sarebbero più o meno quel che appaiono, cioè (a) distacchi dal corpo di una componente immateriale, capace di esistere indipeesperienza intorno alla mortentemente dall’organismo umano, (b) viaggi in dimensioni trasceesperienza intorno alla mortentali caratterizzate da pace e serenità; (c) “visioni” di ciò che sarà lo stato degli esseri umani dopo la morte del corpo. Secondo una diversa prospettiva, le ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE sono elaborazioni visionarie prodotte dai processi biochimici e fisiologici del tessuto cerebrale sottoposto a un trauma acuto, elaborazioni che si basano sugli elementi psichici già presenti nella mente umana: non diversamente da quanto avviene con i sogni, con le visioni ipnagogiche e ipnopompiche (all’addormentamento e al risveglio), con le allucinazioni da droghe o da farmaci, con le visioni che possono prodursi durante la meditazione, l'estasi o particolari cerimonie rituali (musica e danza protratte nel tempo).

* Le ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE sono dimostrazioni di una vita o di una realtà spirituale successiva alla morte?
Secondo alcuni “interpreti” le ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE sono davvero anticipazioni, visioni dello stato trasceesperienza intorno alla mortentale che aspetta l’uomo dopo la morte del corpo. Secondo altri studiosi le ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE non rivelano assolutamente niente riguardo un eventuale stato post-mortem sia perché si svolgono mentre si è ben al di qua del limite della morte (lo dimostra il fatto che la crisi vitale viene superata, mentre la morte è per definizione irrevocabile), sia perché preesperienza intorno alla morterebbero forma dai contenuti psichici e dai meccanismi biochimici e fisiologici del tessuto cerebrale.

* Bisogna essere religiosi per avere ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE?
No. Hanno avuto ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE, più o meno “complete”, anche persone che non erano affatto religiose o che non credevano alla sopravvivenza o in un’esistenza spirituale. E a volte l’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE ha cambiato le loro opinioni, altre volte ha rafforzato le loro convinzioni contrarie alla religione. Si può dire che, in linea generale, le ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE sono indipeesperienza intorno alla mortenti dalle convinzioni religiose di chi ricorda queste esperienze. Il fatto che spesso a raccontarle siano individui di graesperienza intorno alla morte fede è dovuto alla circostanza che le persone religiose sono più numerose di chi non crede, e che quelle religiose sono più disposte a riferire esperienze che sembrano avere connotati “spirituali”. Chi non crede spesso si sente in imbarazzo a dichiarare cose che sembrano contraddire le sue convinzioni.

* Come spiega la scienza le ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE?
La produzione di immagini, sensazioni e stati emotivi è un'attività primaria normale del cervello e si esplica attraverso meccanismi biochimici e neurologici abbastanza ben noti. Gli stessi meccanismi possono attivarsi anche in momenti di grave crisi vitale, contrassegnate da alterazioni profoesperienza intorno alla morte delle condizioni neurofisiologiche dell'individuo. Quello che non è ancora chiaro, in un'ottica scientifica, è: il momento in cui si formerebbero le ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE; i motivi per i quali queste esperienze in genere non "escono dai binari" (cioè seguono più o meno sempre lo stesso "percorso"); perché avrebbero caratteri simili anche quando le crisi quasi-mortali che le scatenano sono molto diverse; perché alcune persone hanno ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE e le ricordano, mentre altre no.

* Che cosa succede alle persone che hanno avuto ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE? E’ vero che cambiano vita?
Apparentemente, la totalità delle persone che ricordano un'ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE, superata la crisi e riprese le occupazioni normali, mostrano un atteggiamento verso la vita sostanzialmente cambiato: esprimono una vitalità e una partecipazione alle cose assai più intense di prima, condividono maggiormente la sorte delle altre persone, si prodigano in molte attività sociali e umanitarie e così via. A loro stesso parere, questa diversa voglia di vivere scaturirebbe proprio dalle ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE, che li avrebbe portati a considerare sotto un'altra prospettiva la vita, da vivere appieno, senza "sprechi" o tiepidezze.. È da segnalare, comunque, che gli stessi cambiamenti di atteggiamento e di comportamento si riscontrano in molte delle persone che superano una grave crisi vitale senza avere alcuna ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE.

* In che modo considerano la morte del corpo quelli che hanno avuto un’ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE?
Come un evento inevitabile ma non da temere, in quanto il "dopo-morte" si prospetta loro con gli stessi caratteri di pace e serenità conosciuti nell'ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE. La morte ai loro occhi è un semplice passaggio verso una dimensione di benessere totale, per cui non c'è alcun motivo per averne paura. È importante aggiungere che, malgrado ciò, nessuno di coloro che hanno avuto ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE desidera morire o cerca di procurarsi la morte: tutti nutrono una tranquilla convinzione che questo "traguardo" arriverà comunque, al momento opportuno. La perdita di ogni timore della morte dopo un'ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE, e l'impegno per vivere più appieno la vita, è comune anche a coloro che non sono religiosi e non credono alla sopravvivenza alla morte del corpo.

* Che cos’è l’ NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI ?
L’ NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI , Associazione Studi Esperienze di Premorte San Marino, è un’Associazione che si propone: (a) di studiare il fenomeno ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE, cioè le esperienze che si fanno in prossimità della morte (o stato di pre-morte) e (b) di operare per diffoesperienza intorno alla mortere le informazioni relative ad esso. Promossa dalla Repubblica di San Marino, l’ NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI  raccoglie studiosi e interessati della materia sia sanmarinesi che italiani. L’ NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI  si propone di offrire la sua consulenza e le sue conoscenze ai mezzi di comunicazione di massa, per favorire la corretta interpretazione del fenomeno ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE e migliorare le conoscenze generali di coloro che hanno queste esperienze, nonché sostenere e divulgare i nuovi studi che si svolgono in ogni parte del mondo.

* Perché aderire all’ NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI ?
Fondamentalmente per contribuire e aiutare l'Associazione a perseguire i suoi scopi fondamentali. L'obiettivo ultimo è quello di creare una migliore accettazione psicologica delle ESPERIENZA INTORNO ALLA MORTE, sia presso chi ha la sorte di avere personalmente queste esperienze, sia presso la classe di medici e psicologi che di solito interagiscono con queste persone. Aumentare la circolazione delle informazioni e favorire lo scambio di idee diventa più efficace quanto maggiore è il numero delle persone coinvolte dall'iniziativa.

* Come ci si iscrive all’ NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI ?
L'iscrizione si ottiene, da parte di qualunque cittadino sanmarinese o italiano, riempiendo un apposito modulo di "richiesta di adesione" e inviandolo all'Associazione. L'iscrizione è completamente gratuita e subordinata all'accettazione della domanda da parte del Comitato Direttivo dell' NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI .

* Che cosa si ottiene dall’ NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI  e che cosa si deve dare all’ NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI , una volta iscritti?
Una volta iscritti si ha diritto a ricevere gratuitamente il Notiziario  NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI , organo dell'Associazione, che esce due volte all'anno; ad essere informati di tutte le iniziative sociali e culturali promosse dall'Associazione; a venir convocati all'Assemblea plenaria dei soci ASPS, da tenersi di norma nel corso del Congresso Internazionale di Studi delle Esperienze di Confine, che si tiene a San Marino; e a ricevere ogni altro materiale e informazione che l'Associazione produrrà nel corso del tempo. I soci dell' NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI  sono tenuti a mantenere i contatti con l'Associazione nelle forme e nei tempi che ritengono più opportuni e a collaborare alla realizzazione degli scopi che l' NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI  si è data. Eventuali collaborazioni, in ogni forma, sono incoraggiate e auspicate, ma ogni iniziativa andrà proposta e concordata con i componenti del Comitato Direttivo dell' NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI . Nessun socio può rappresentare l'Associazione nel suo insieme, né è autorizzato a esprimere opinioni o a svolgere attività a nome dell' NUOVA COSCIENZA SENZA CONFINI .

* Volete altre informazioni in lingua italiana