Qui riporto l esperienza dei prati verdi e delle meditazine del ritiro mistico di viterbo .. lo dedico a giancarla una donna che ammiro e che non ha mai letto il mio sito ..lo dedico a una donan che vive con poco e che mi da molto lo dedico ad una vera amica ..
17052008(002)http://www.antigravity.it/17052008(002).jpg
http://www.antigravity.it/17052008(003).jpg
http://www.antigravity.it/17052008(004).jpg
ogni mese mi riunisco con mio figlio mio padre e mio fratello per alimentare in loro le 3 regole del gruppo il rito della sacra famiglia .. del gruppo e dello scaricare le tensioni .. un giorno questo porterà il gruppo maschile ad essere più integrato nella vita.
http://www.antigravity.it/18052008(001).jpg
http://www.antigravity.it/18052008.jpg
oggi stanno succedendo cose molto strane molte persone mi chiamano dopo il wesak .. forse .. mi dicono di essere .. tranquillo che tutto accadrà nell' armonia ..
nato o non nato questo è il problema .. tra poco sarò rin nato ...25 maggio 2008 di nuovo ..
18052008.wav http://www.antigravity.it/19052008.wav http://www.antigravity.it/20052008.wav
17052008(001).mp4 http://www.antigravity.it/17052008.mp4 gattini
. Magneti sono principalmente caratterizzate per aver poli: se mettete insieme poli dello stesso, essi respingere, e se si mettono insieme diverse accuse di palo, si attraggono. A body will be under Magnetic Levitation when it floats due to that special repelling quality of the magnets, ie when the force generated by the electromagnetic repulsion is strong enough to balance the weight of the object. Un corpo sarà sotto Magnetic Levitation quando carri dovuto alla particolare qualità di riproduzione dei magneti, vale a dire quando la forza generata dalla repulsione elettromagnetica è sufficientemente forte per bilanciare il peso dell'oggetto.
There are different methods for obtaining Magnetic Levitation. Ci sono diversi metodi per ottenere Magnetic Levitation. For heavy objects, the main are electromagnetic suspension and electrodynamic suspension. Per oggetti pesanti, i principali sono elettromagnetici sospensione e elettrodinamici sospensione. See:basato su MagLev di ridurre i costi ed i problemi di lancia dello spazio aereo. The project is being done in partnership with the Navy which is interested in easier launches of aircrafts from the deck of a carrier. Il progetto è svolto in collaborazione con la Marina Militare, che è interessata a facilitare il lancio di aerei dal ponte di un vettore.
MagLev HiFis: Some efforts are being explored in relation of Hi-Fi equipment for cars. MagLev HiFis: Alcuni sforzi vengono esplorati in materia di apparecchiature Hi-Fi per auto. They are trying to implement MagLev technology to keep the consoles in suspension and reduce vibration problems. Essi stanno cercando di attuare MagLev tecnologia per la console a mantenere in sospensione e di ridurre i problemi di vibrazione.
il wesak di ieri 20 maggio e l' energia che porta . luce su tutti noi.
DEVO RINGRAZIARE MASSIMO PERCHE' LUI HA LA CAPACITA' DI DARE CON I SUOI OCCHI TUTTO QUANTO E' L ENERGIA DELL UNIVERSO . RIDIAMO SUL GOVERNO SU TUTTO . NON MI PIACE IL SUO UMORISMO SULLA NOSTRA IDEA DI ESSERE LA SPERANZA LA TESTA .. IL RAGIONAMENTO . SIAMO SOLO CONSUMATORI . LE DINAMICHE POLITICHE SOCIALI . SONO INTERNET IN REALTA UNA CONSAPEVOELZZA OGNI GIORNO .. DI DARE CONSAPEVOLEZZA ED ESSERE PRESENTI NELLA VITA ..
DOVERE : ESSERE ADERENTI ALLA VITA E FUORI DELLA VITA PER COME SI MANIFESTA .
UNA GRANDE ESPANSIONE DI COSCIENZA NEL CUORE OGGI SONO UN PO POCO ALLINEATO PER LO SCOSSONE DEL CUORE ADEREIRE ALLE VITE DELLA VITA.
REGOLARCI :
LE PAROLE DI MASSIMO SONO MOLTO UTIOPISTICHE MA E' STATO BARVO PERCHE' HA ACCETTATO ME CHE SONO IMPERFETTO .. PIU DI TUTTI PERCHE' NON SONO COSI' ORIGINALE COME VORREI' E PERCHE' LUI PROPONE SOLO DI ESSERE UN FARO DI COSCIENZA .. MA TUTTI I CORSI CHE CI SONO CHE PROPAGANDO SONO SOLO QUESTO .. TUTTO E' COSCIENZA .. ANCHE ANDARE A PRENDERE IL SOLE .. E CAMMINARE SULLA SABBIA ..COME HUMAN DESING HANNO TUTTE LE STESSE IDEE DI CONTATTO DEL NOSTRO SE' PRATICARE LE DINAMICHE DELLA PROPRIA VITA . NON DA PER0 UNA CHIAVE .. ( forse la dà ma io in 2 anni ancora non l ho capita )PER FARE QUESTO LIBERANDOTI . è DIVENTATO UNA MACCHINA PER FARE SOLDI SOLO SOLDI ma che investe per liberare aaltra coscienza e allora perchè non diventa la banca della coscienza interstellare lui che può fare questo visto che ne è consapevole del suo potere di attrarre persone .. UNA MACCHINA di apertura di coscienza CHE PRODUCE DA 24 ANNI .. chissà quanti interessi di karma e darma ha fatto sbocciare ..E QUANTI SOLDI ed energie ha trasformato nel amle in bene Caro MASSIMO TU CHE PREDICHI ..dimmi come posso fare a essere realmente un aestro di me stesso .. senza cadere nel vortice dell avere come tu stesso mi hai mostrato .. L INNOQUITA' SI HAI MIGLIORATO MOLTO LE PERSONE DENTRO .. MA DENTRO DI TE .. ESPRIEMRE LA CONSAPEVOELZZA LA INNOQUITA FAI PAGAREA TUTTI LA STESSA CIFRA MA NON TI ACCORGI CHE I POVERI . QUELLI CHE HANNO LO STIPENDI FISSO HANNO PERSO IL 25% DEL LORO POTERE DI AQUISTO nell ultimo anno !!!! E CHE TU NON FAI UNA RICHIESTA PROPORZIONALE AL REDDITO .. non è un modello CONTRIBUTIVO .. e il tuo un modello .. di offerta massima per minimo karma modello .. Vaticano san piestro 1780 . ti è rimasto questo .. nodo del passato .. caro massimo tu sei stato già una rincarnazione del vaticano ..del 1700/ 1800.
GASARE LE PERSONE .. LA PRATICA DELLE VITE .. LA SOFFERENZA .. E GENERATA DALL INGNORANZA .. LE CHIAVI QUALI SONO .. QUALE E' LA CONSAPEVOELZZA. LA COSA PIU SUBLIME CHE TU UOMO PUOI COMPIERE .
basta essere centrato sulle proprie dinamiche e cercare di essere piu aperti al tutto .
IL suo discorso mi sembra che i bamabini devono essere salvati da tutto ciò che è violenza ci proponiamo a livello umanitario di diffondere il cartello di denuncia su tutto ciò che è violenza sui bambini sia sui video giochi che sullo schermo che sui giornali .
|
|
|
|
|
Come
si svolge la pratica? di rami ... tutti
noi siamo lo specchio della altro se io sono irritante nei tuoi confronti
allora tu lo sei dobbiamo essere in grado di porgere l altra guancia
.elemento consapevole delal dinamica del karma essere consapevole e
strumento per altro . e ci esauriamo e ci contrapponiamo senza produrre
niente e importante . il comporre il conflitto . la materia e la viat e al
divisione e operare la comprensione e l unione con i nostri limiti . e
utopia se laltro non è al tuo stesso livello solo tra persone evolute e
cosi |
|
La Kabbalah insegna che quando una
persona muore, tutta la Luce che ha rivelato in vita, nelle proprie azioni,
viene rilasciata nell’universo.
Giovedì notte, Lag B’Omer , segna il momento temporale in cui Rav Shimon Bar
Yochai, autore dello Zohar, ha lasciato il piano fisico. Tutta l’enorme
Luce che ha incanalato durante la sua vita sarà rivelata in questo unico
giorno.
Pensate alle implicazioni. La Luce dell’immortalità, che alimenta la
macchina-produci-miracoli, lo Zohar, sarà disponibile per ognuno di voi.
Ci sono tre cose da fare per essere certo di connetterti a questa energia
straordinaria. Primo, preparati ad apprezzare quello che sta arrivando. Se la
tua mente non è aperta al significato spirituale di Lag B’Omer, sarà
difficile ottenerne benefici. Se possiedi lo Zohar, ti consiglio di leggere
l’introduzione scritta da mio padre ed insegnante, Rav Berg. Se non ce l’hai,
allora vai su
Secondo, questa settimana devi identificare, tra i tuoi caratteri distintivi,
quelli che ti rendono vittima dell’oscurità, a livello personale e globale.
Quando la luce si rivelerà, anche tutti i giudizi saranno rimossi. La chiave è
diventare responsabile di tutta la tua negatività. Trova le situazioni in cui
hai ferito gli altri (o te stesso), le situazioni che meritano di essere
giudicate duramente nella tua vita. Rav Shimon, con la sua presenza, dissolve
ogni giudizio. Non ci sarà alcun giudizio quando c’è lui presente. Però
puoi avere il beneficio di deflettere il giudizio solamente se identifichi il
giudizio che meriti nella vita.
SOMMARIO:
IL PENSIERO E' UN MEZZO ASSAI POTENTE
Spesso lasciamo che la mente ci tormenti
SI POSSONO CONTROLLARE PENSIERI E STATI D'ANIMO?
Si possono controllare gli stati d'animo?
Pensi che certe persone o cose ti rendano infelice?
Come imparare a non essere infelice
VEDERE IL LATO BUONO DI OGNI COSA
Ci sono due modi di vedere i problemi
Dobbiamo eliminare criticismo, dubbi e maldicenza
I giornali ed i telegiornali sono molto negativi
Dobbiamo rimediare agli errori accumulati
Riferimenti Bibliografici
------------
IL PENSIERO È UN MEZZO ASSAI POTENTE (1)
------------
Il pensiero è lo strumento più potente di cui l'uomo dispone. Esso ha la
capacità di agire direttamente sugli uomini, sugli avvenimenti, sulle cose,
senza strumenti intermediari. E' questo il più importante aspetto della sua
potenza.
Il pensiero può agire più e meglio di qualunque altro mezzo di cui l'uomo
si serve per le sue opere. Questo accresce immensamente il suo raggio
d'azione, che non conosce barriere e distanze. Il bene che può produrre in
tal modo è incalcolabile, e può farlo senza che nessuno lo sappia.
Lo scopo di queste pagine è dunque quello di aiutare gli altri con la
straordinaria f orza del pensiero; suggerire fede e fiducia, sorreggere chi
è debole, sollevare chi è depresso, stimolare con suggerimenti gl'incerti,
i dubbiosi, i pavidi, cooperare al bene comune.
La condizione primaria e indispensabile perché si possa effettivamente
agire con il pensiero, al fine di aiutare validamente gli altri, è quella
di raggiungere la padronanza della mente. Disciplinata e potenziata, essa
può compiere quelli che sono comunemente definiti prodigi.
SPESSO LASCIAMO CHE LA MENTE CI TORMENTI... (2)
Spesso lasciamo che la mente ci tormenti, ci preoccupi e ci opprima con
pensieri che ci trascinano in un vortice e si presentano in tempo
inopportuno; ma questo accade soltanto quando si crede che la mente sia
nostra padrona. Pertanto quando una persona impara ad affermare la sua
padronanza sulle diverse parti della mente, ne controlla e regola i
processi mentali, così come farebbe con i delicati congegni di una
macchina, si libera certamente da questa tortura.
In tal modo riesce a controllare le proprie facoltà intellettive, e ne
migliora, dirigendolo coscientemente, il difficile lavoro; inoltre, impara
a trasmettere ordini alle regioni mentali subcoscienti; mentre dorme le fa
lavorare per lui... persino quando sta usando la mente consapevole in altro
modo.
Così si esprime Edoardo Carpenter, riportando nel libro "From Adam's feak
to Elephanta", le sue impressioni dopo una visita ad uno Gnani Yogi
indiano:
"E se abbiamo poca voglia di credere in questa padronanza interiore sul
corpo, siamo forse nello stesso modo poco convinti dell'idea di padronanza
sui nostri pensieri e sentimenti più intimi. Che un uomo debba essere preda
di un qualsiasi pensiero, che per caso prenda possesso della sua mente, è
generalmente ritenuto inevitabile.
"Può sembrare penoso che egli debba essere tenuto sveglio tutta la notte
dall'ansia per l'esito di un processo che deve essere discusso domani; ma
che costui possa avere il potere di determinare se debba rimanere sveglio o
no, sembra una pretesa abbastanza strana.
"L'immagine di un pericolo vicino, è senz'altro preoccupante, ma è
proprio
questa pena, pensiamo, che turba la mente continuamente ed è inutile
tentare di scacciarla. Eppure, è assurdo che l'uomo, erede di tutti i
secoli passati, sia schiavo delle fantasie vane del cervello.
sopratutto di cose astruse come i soldi ..oggi ho ricevuto una minaccia
di morte di parte del trasportatore che non vuole sapere della macchina
elettrica che hanno fatto ribaltare .in pratica è gentaglia .. gente poco onesta e pericolosa.
"Se una pietruzza ci dà fastidio in una scarpa, la togliamo, ci togliamo
cioè la scarpa per levarla. Non appena si è compreso come fare, risulta
abbastanza semplice scacciare dalla mente un pensiero inopportuno e
dannoso. Su questo non ci si può sbagliare, non possono esserci due
opinioni: è evidente, chiaro, indiscutibile. Ognuno di noi dovrebbe
imparare a scacciare dalla mente un pensiero penoso, così come si toglie
una pietruzza dalla scarpa. E finché l'uomo non è in grado di fare ciò, non
può dire di essere il re della natura.
"Egli è solo uno schiavo, preda dei fantasmi che si agitano, come
pipistrelli, nel suo cervello. Purtroppo le facce stanche che ci sono
attorno dimostrano chiaramente che, solo in pochi casi, si è ottenuta
questa padronanza, anche nelle classi privilegiate dei popoli civili.
"E' davvero ben difficile incontrare un vero uomo! E' invece abbastanza
facile incontrare persone che sono perseguitate da pensieri,
preoccupazioni, desideri tirannici; persone oppresse, curve sotto la
frusta: oppure orgogliose, correre felici, guidate da un auriga che,
tenendo le redini, ne condiziona la libertà; persone con cui non è
possibile fare alcun discorso
"Una delle più importanti dottrine di Raja Yoga è che il potere di
scacciare i pensieri, o se necessario, di eliminarli totalmente, deve
essere raggiunto. Quest'arte, naturalmente, richiede pratica, ma come tutte
le altre arti, una volta acquisita, non presenta più né misteri, né
difficoltà. E dal momento che la vita ha davvero inizio soltanto quando
questa arte è diventata propria, vale bene la pena di esercitarla.
"Se invece di essere governati da pensieri individuali, nel loro insieme,
nella loro varietà e capacità, noi li abbiamo in nostro potere, e siamo in
grado di dirigerli, inviarli e usarli dove e come vogliamo, la vita diventa
talmente vasta e grandiosa, paragonata a quella di prima, che la sua
situazione passata si può considerare quasi un embrione di vita.
"Se sarete capaci di eliminare un pensiero che esiste in voi, potrete anche
ottenere qualsiasi altra cosa a cui aspirate; ed è per questo che tale
potere è così importante. Libera l'uomo, non soltanto da tormenti mentali,
che costituiscono in effetti i nove decimi dell'intero tormento della vita,
ma dà anche il potere assoluto, totalmente ignorato prima, di eseguire il
lavoro mentale perché i due aspetti sono in relazione tra di loro.
"Il pensiero, mentre state lavorando, deve essere completamente accentrato;
niente di estraneo all'argomento trattato deve distrarvi; tutto deve
funzionare come una grande macchina di enormi possibilità, strutturalmente
perfetta, cioè senza dispersioni, né consumo o disgregazione, per forze
avverse che lavorino contemporaneamente.
A lavoro finito, quando non vi è più bisogno di adoperare una macchina,
deve essere fermata in modo adeguato, completamente, totalmente; non come
farebbero dei ragazzi, che potrebbero rovinare una locomotiva rientrata da
poco nel deposito, se fosse permesso loro di usarla per gioco. E dopo il
lavoro, l'uomo deve ritirarsi nella regione della conoscenza, ove egli
dimora veramente.
"Il potere della macchina mentale è molto cresciuto se raggiungiamo questa
facoltà: di metterla a riposo, quando non ce n'è più bisogno, e di farla
lavorare intensamente, in caso di necessità. Diventa così un vero
strumento, che ogni operaio depone dopo averlo adoperato, e che soltanto
chi non lavora mai mostra a tutti, in giro, come sua proprietà, portandolo
con sé tutto il giorno".
Tali parole, riportate dal libro del Carpenter, e piene di suggestione,
vanno lette con molta attenzione: tutti coloro che si stanno emancipando
dalla schiavitù della mente non dominata, che vogliono metterla sotto il
loro controllo per mezzo della volontà, ne trarranno grandissimo vantaggio.
SI POSSONO CONTROLLARE I PENSIERI? (3)
Si appartiene al volgo finché si attribuisce la colpa sempre agli altri; si
è sulla via della saggezza quando si considera responsabile solo se stesso;
ma il vero saggio non trova colpevoli né gli altri né sé (Epitteto).
Sei solo tu a controllare ciò che ti entra nella testa sotto forma di
pensiero. Se non ci credi, rispondi a questa domanda: "Se non sei tu che
controlli i tuoi pensieri, chi li controlla?". Tua moglie, o il tuo
capoufficio, o tua madre?
Se sono costoro a controllare ciò che pensi, è meglio che li mandi a farsi
curare, e chi si sentirà meglio all'istante sarai tu. Ma, in realtà, tu sai
che le cose stanno diversamente. Tu e soltanto tu controlli il tuo apparato
mentale (a meno di non essere sottoposto a lavaggio del cervello o di non
trovarti in situazioni estreme di condizionamento e sperimentazione; ma non
è questo il caso).
I tuoi pensieri ti appartengono, e sta esclusivamente in te tenerteli,
cambiarli, comunicarli o contemplarli. Nessun altro può entrare nella tua
mente e avere dei tuoi pensieri l'esperienza che ne hai tu. Chi li
controlla sei tu, e del tuo ingegno puoi fare l'uso che vuoi.
SI POSSONO CONTROLLARE GLI STATI D'ANIMO? (3)
... Non è possibile provare una determinata emozione o sensazione o stato
d'animo, se prima non si è avuto un determinato pensiero. Si elimini il
cervello, e la capacità di provare alcunché viene eliminata anch'essa. Una
emozione è una reazione fisica a un pensiero. Se piangi o arrossisci o ti
batte il cuore, o provi una qualsiasi delle potenziali reazioni emotive di
una interminabile lista, è perché ti è prima giunto un segnale da un centro
mentale.
Se ci fosse una lesione in quel punto, o un "corto circuito", non
potresti
avere reazioni emotive. Certe lesioni al cervello impediscono perfino di
avvertire il dolore fisico: ti si potrebbe letteralmente friggere una mano
su un fornello, e tu non sentiresti nulla...
Alla conclusione, pertanto, non si sfugge. Sei tu stesso che controlli i
tuoi pensieri, e se da questi discendono i tuoi stati d'animo, tu sei in
grado di controllare i tuoi stati d'animo. Li puoi controllare operando sui
pensieri che li hanno preceduti.
PENSI CHE CERTE PERSONE O COSE TI RENDANO INFELICE? (3)
Tu credi, in parole povere, che certe cose o certe persone ti rendano
infelice. Questo non è esatto. Sei tu che ti rendi infelice col coltivare
certi pensieri intorno a determinate persone o cose. Una sana libertà
personale comporta l'apprendimento di un diverso modo di pensare. Cambiati
i pensieri, nuovi stati d'animo cominceranno a emergere, e si sarà mosso il
primo passo sulla via che porta alla libertà personale.
Consideriamo, ad. es., il caso di Cal, giovane impiegato che passa la
maggior parte del tempo a struggersi perché il suo capoufficio lo ritiene
uno stupido. Cal è assai infelice perché il capoufficio non ha di lui una
buona opinione. Ma se Cal non sapesse di essere giudicato uno stupido,
sarebbe ancora infelice? Naturalmente, no. Come potrebbe esserlo per
qualcosa che ignora?
A renderlo infelice non è dunque quello che pensa o non pensa il suo
capoufficio, bensì quello che pensa lo stesso Cal. Cal infine si rende
infelice convincendosi che il concetto che un altro si è fatto di lui sia
più importante del suo proprio.
Questa medesima logica si applica a ogni sorta di eventi, cose, opinioni.
Non è la morte di una persona a renderti infelice: non puoi esserlo finché
non vieni a sapere che è morta; dunque non la morte ti rende infelice, ma
ciò che
dici a te stesso intorno a quell'evento.
Gli uragani non sono in sé deprimenti: la depressione è unicamente umana.
Se sei depresso per un uragano, è perché ti stai dicendo cose che ti
deprimono. Ciò non significa che tu debba fingere, costringendoti a godere
di un uragano; ma chiediti: "Perché dovrei scegliere la depressione? Mi
aiuta forse ad affrontare meglio l'uragano?"
Sei cresciuto in una cultura che insegna che non sei tu il responsabile dei
tuoi stati d'animo, benché, invero, lo sei sempre stato. Hai appreso una
quantità di frasi per difenderti dal fatto che essi, in realtà, sono sotto
il tuo controllo.
Ecco alcune delle frasi che hai usato continuamente. Esamina il messaggio
che contengono.
1. "Mi offendi."
2. "Mi rattristi."
3. "Che posso farci, se sono triste."
4. "Ho i nervi a pezzi, e non chiedermi perché."
5. "Quell'uomo è disgustoso."
6. "Le persone di riguardo mi mettono in soggezione."
L'elenco potrebbe non finire mai. Hai notato che, così com'è scritta, ogni
frase sottolinea il fatto che tu "non sei" responsabile di ciò che
provi e
la colpa è di qualcun altro?".
Vediamo ora di riscriverle, ma formulandole con esattezza,
affinché riflettano il fatto che se rispondi in un certo modo la colpa è
solo tua e che i tuoi stati d'animo dipendono dai tuoi pensieri.
1. "Mi sono offeso dopo che ho ragionato sul modo in cui ti sei comportato
con me."
2. "Quando ti vedo permetto alla mia mente di generare dei pensieri che mi
rattristano"
3. "Ho dei pensieri che mi rattristano, potrei mandarli via, ma ho deciso
di esser triste."
4. "Ho scoperto che quando dico che ho i nervi a pezzi riesco a far fare
alle persone quello che voglio".
5. "Quando vedo quell'uomo permetto alla mia mente di formulare dei
pensieri di disgusto".
6. "Primo o dopo riuscirà a togliermi il condizionamento per cui le
persone
di riguardo mi mettono in soggezione."
Penserai che le frasi della prima lista siano soltanto dei modi di dire e
siano prive di un vero significato, ma esse sono diventate dei cliché nella
nostra cultura. Se corrispondono alla tua logica, chiediti come mai le
frasi della seconda lista non sono diventate dei cliché. La risposta
risiede nella nostra cultura, la quale insegna la mentalità della prima e
scoraggia la logica della seconda lista.
Il messaggio è trasparente come un cristallo. Tu sei responsabile di ciò
che provi. Senti ciò che pensi e, solo che ti decida, puoi imparare a
pensare in maniera diversa. Domandati se essere infelice, sentirti offeso,
sentirti giù di tono, rendano a sufficienza, Poi comincia a esaminare a
fondo i tipi di pensieri che ti portano a tali stati d'animo debilitanti.
COME IMPARARE A NON ESSERE INFELICE (3)
Non è facile pensare in modo nuovo. Sei abituato a certi pensieri ed a
quelli, debilitanti, che ne conseguono. Spogliarti del tuo abito mentale
richiede molto lavoro. La felicità è facile, ma imparare a non essere
infelici può essere arduo.
Per una persona, per il fatto di essere una persona, la felicità è una
condizione naturale. Ciò è evidente: basta osservare i bambini. La
difficoltà consiste nel disimparare tutti quei "dovrei" e "avrei
dovuto"
digeriti in passato. Comincerai a rispondere di te stesso con una presa di
coscienza. Afferrati quando ti sorprendi a dire cose come: "Mi ha offeso,
mi ha ferito nei miei sentimenti".
Rammentati di ciò che stai facendo nel momento in cui lo fai. Pensare in
modo nuovo richiede la consapevolezza del vecchio. Hai preso l'abitudine a
schemi mentali che pongono fuori di te le cause dei tuoi stati d'animo. Hai
messo migliaia di ore a rafforzare tale mentalità, e con migliaia di ore
dovrai equilibrare la bilancia per arrivare a pensare in modo nuovo e
assumerti la responsabilità dei tuoi stati d'animo. E' una cosa
terribilmente dura. E allora? Non è certo questa una ragione per evitare di
farlo.
VEDERE IL LATO BUONO DI OGNI COSA
CI SONO DUE MODI DI VEDERE I PROBLEMI (4)
Un Maestro dell'Agni Yoga disse due cose che dovremmo sempre ricordare:
1. Vi sono due modi di vedere i problemi: dall'alto o dal basso. Chi guarda
in basso vedrà sempre del fango, chi guarda in alto vedrà il cielo.
2. In ogni Forma, sia essa un atomo, un Uomo od una stella, coesistono
qualità positive e negative, armoniche e disarmoniche. Se noi osserviamo
solo le qualità negative facciamo in modo che esse appaiano maggiori di
quelle positive ed è vero anche il contrario.
Ecco quindi l'estrema importanza del pensare e del parlare in modo giusto e
corretto. Se noi, nei riguardi di parenti, amici, insegnati, uomini
politici o altro, oppure nei riguardi delle situazioni mondiali, vediamo
solo tutto ciò che è negativo e disarmonico, noi aiutiamo queste disarmonie
a diventare sempre più forti.
Tenete presente che non sono importanti le cose che abbiamo fatto, ma il
modo in cui le abbiamo fatte. Non è ciò che facciamo che conta ma la
motivazione che ci spinge a farlo ed il modo in cui lo facciamo. E' infatti
il movente che muove le energie in modo armonico oppure disarmonico.
DOBBIAMO ELIMINARE CRITICISMO, DUBBI E MALDICENZA (4)
Dobbiamo perciò avere ben chiaro, nella Mente e nel Cuore, quali potenza
possano avere le forze che possiamo scatenare con criticismo, diffidenza,
dubbio, maldicenza, gelosia e sarcasmo. I pensieri o le insinuazioni del
tipo "Di certo X si droga", "I governanti sono tutti ladri e
incapaci",
oppure "Chissà dove hanno preso quei soldi", ecc., sono perciò
estremamente
negative.
Gli effetti principali di questo modo di pensare e parlare sono due:
1. Quando critichiamo e sparliamo ci leghiamo a quanto di brutto esiste in
queste persone con un filo a doppio senso e assorbiamo tutti i loro difetti
e le loro debolezze nonché il loro magnetismo del più basso livello. E'
proprio come se aprissimo una porta! Quando si hanno in mente solo i vizi e
le colpe di qualcuno si attirano tutte le entità più basse che si trovano
nell'accusato e si fanno proprie. Come è vero anche il contrario.
2. Quando si accusa qualcuno di disonestà, di cattiveria, di furto, ecc.,
si mettono in moto delle forze che lo portano in quella direzione. Se, per
esempio, milioni di persone pensano o sospettano che un tizio è un ladro,
prima o poi questa persona sarà costretta a diventarlo. Il valore di una
Nazione non potrà quindi elevarsi se i suoi cittadini non migliorano il
loro modo di agire, pensare e parlare.
Certamente queste cose non vi vengono insegnate né a scuola e tantomeno
dalla televisione. Sta di fatto che la Parola, una volta uscita dalla bocca
non si può più riprendere. Dice Gesù nel Vangelo: "Dalle vostre parole
sarete giudicati!"
I GIORNALI ED I TELEGIORNALI SONO MOLTO NEGATIVI (4)
"Le cose potrebbero essere molto peggiori. Pensa se i tuoi errori fossero
catalogati, giorno per giorno, e stampati sul giornale."
Pensate ai giornali ed ai notiziari TV, vi rendete conto di come sono
impostati? Essi riportano sempre e solo tutto ciò che vi è di negativo e
disarmonico nel mondo: guerre, violenza, delitti, furti, truffe, scandali,
ecc. Parlandone tutti i giorni e facendo convergere i pensieri di milioni
di persone su questi concetti, essi contribuiscono a creare e mantenere in
vita queste cose terribili.
Ecco perché risulta di fondamentale importanza parlare e pensare soltanto
ciò che è armonico ed unisce e non ciò che è negativo e separa. Pensate
cosa potrebbero creare dei giornali che mettessero in risalto le cose buone
presenti in ogni persona o movimento; se essi cercassero di essere dei
"tessitori" abituati a cercare la parte positiva in ogni situazione,
per
usarla poi come "filo d'oro" da intrecciare con altri fili per fare un
manto dorato.
Una delle più grandi accuse che viene fatta al Cattolicesimo ed alle
Religioni Occidentali è quella di avere sempre considerato l'Uomo come un
essere malvagio e peccatore, sempre sul punto di meritare l'Inferno. Una
visione, questa, che ha creato una orribile "pensiero di gruppo",
generando
così tutte le tristi conseguenze che conosciamo: fanatismo, inquisizione,
guerre, massacri, torture, ecc.).
DOBBIAMO RIMEDIARE AGLI ERRORI ACCUMULATI (4)
Pensate se invece il Cristianesimo avesse seguito l'insegnamento del Cristo
e avesse considerato l'Uomo come un essere di Luce e di Amore in cammino
verso il Padre. Pensate a quale civiltà avrebbe dato vita questo concetto
se fosse stato apprezzato, insegnato e coltivato. Questo è ciò che dovremmo
fare tutti noi. Tutti coloro che sono venuti a conoscenza di queste cose
hanno infatti la grande responsabilità di porvi rimedio.
Questo è il compito per il quale ci siamo incarnati in questo preciso
momento storico. Sta a noi utilizzare i nostri pensieri e le nostre parole
per scoprire ed accentuare tutto ciò che è positivo nelle persone e nella
situazione mondiale in modo da chiamarlo alla Vita.
Certo sarebbe molto utile se noi riuscissimo ad osservare tutto ciò che
accade in modo distaccato, impersonale ed imparziale. Non dobbiamo perciò
avere alcun timore di parlare troppo bene o troppo in positivo, perché
dobbiamo rimediare a tutti i malanni che sono stati fatti nel passato e
l'unico modo possibile è quello di parlare bene di tutto e di tutti!
SOMMARIO:
LA MEDITAZIONE
Perché meditare?
Conclusione
Domande e Risposte
Imparate a dedicare le vostre azioni
LA PAROLA PARLATA
Riferimenti Bibliografici
------------
LA MEDITAZIONE (1)
------------
La ragione principale per accostarci ad una tecnica di meditazione è quella
per cui con la meditazione è possibile acquisire il controllo della mente e
di conseguenza la pace mentale. Tutti noi siamo alla ricerca della gioia e
nel contempo desideriamo evitare la sofferenza. Con l'acquisizione della
pace mentale arriveremo ad un approccio della vita che soddisferà molto di
più queste nostre esigenze.
Non soltanto gli esseri umani ma tutte le creature, insetti compresi,
cercano in tutti i modi di evitare la sofferenza. L'uomo è l'unica creatura
che, tramite la ragione, può acquisire delle tecniche ed affrontare, con
piena consapevolezza, la ricerca di un controllo mentale. Per poter avere
una vita senza sofferenze dobbiamo tagliare alle radici le cause che ci
provocano le medesime, con l'uso intelligente del nostro intelletto noi
siamo in grado di discriminare tra ciò che è bene e ciò che è male e
evitare tutte le azioni, che essendo non virtuose, creano delle cause i cui
effetti ci verranno poi incontro come sofferenze.
La felicità non viene da sola, possiamo aspettarla per anni ma essa non
arriverà se non quando inizieremo seriamente a seguire un certo modo di
agire. Il giusto modo di agire ci è stato presentato dai grandi Maestri ed
è la base di tutte le religioni. Gli insegnamenti dati dal Budda e dal
Cristo, qualora messi in pratica nella vita quotidiana, sono in grado di
tagliare le radici alla sofferenza, essi non sono sempre facili ed è
necessario avere il controllo mentale per evitare che la nostra parte
istintiva ci accechi con le sue istanze egoistiche.
Gli insegnamenti dei Maestri sono come un seme. Noi non possiamo assaporare
un frutto se prima non procuriamo di seminare ed accudire alla pianticella
in crescita, finché essa non ci ripagherà del nostro lavoro. Così gli
insegnamenti, se vissuti giorno dopo giorno, non mancheranno, nel tempo
dovuto, di produrre quelle trasformazioni mentali che ci porteranno ad un
agire diverso e questo, di conseguenza, ad evitare le azioni non virtuose,
i cui effetti sono la sofferenza. La trasformazione della nostra mente non
dovrebbe essere fatta al solo scopo di migliorare questa vita ma anche in
considerazione che il giovamento si farà sentire anche nelle prossime
esistenze.
Tra chi segue gli insegnamenti e chi non li segue vi è una notevole
differenza. La prima persona è calma e gentile e sa affrontare le
contrarietà della vita con un approccio calmo e fiducioso mentre la seconda
è irascibile e tempestiva, le sue soluzioni, qualora riescono a sistemare
un problema, ne fanno sorgere, con tutta probabilità, uno di riflesso. Per
meglio chiarire questo ultimo concetto possiamo pensare a chi dopo una
vendetta è soddisfatto di aver fatto del male a colui che lui crede suo
nemico ma non sa che il male che lui ha fatto è scritto sul suo conto di
dare e avere e prima o dopo gli ritornerà addosso come sofferenza o malattia.
In una discussione, la persona che ha acquisito il controllo mentale,
riesce ad essere obbiettiva ed a valutare anche i propri torti, che di
solito non mancano mai. Questo atteggiamento porta questa persona ad
osservare il suo avversario con comprensione e misericordia, egli ha
pazienza e può cercare di capire le motivazioni dell'altra persona evitando
così di agire in modo tale da creare delle cause i cui effetti si
presenteranno più avanti come sofferenze.
Le religioni, pur essendo diverse nella presentazione della stessa essenza,
sono tutte dirette a fornire dei consigli di vita per mettere in condizione
di saper distinguere tra il vero bene ed il vero male. Senza tale guida il
nostro discernimento ci porta a considerare come vero bene quello che ci
porta beneficio ed un vero male quello che ci porta una sofferenza. Come si
può vedere la mancanza di una guida, che ci illumini nella discriminazione,
farà in modo che la nostra scelta sia dettata dagli istinti animali, sempre
pronti a farsi avanti, o dall'egoismo, sempre presente in quanto risultato
dall'istinto di autosopravvivenza.
L'insegnamento più importante della religione è quello di essere gentili,
comprensivi e misericordiosi con tutte le creature, uomini o piante ed
animali, insetti compresi. Questo modo di agire non è facile e bisogna
acquisirlo con uno sforzo costante, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Vi sono persone che leggono molti libri e ascoltano molte conferenze allo
scopo di trovare la pace mentale e di eliminare la sofferenza. Purtroppo
per loro tutto quello che fanno non porterà a loro nessun giovamento a meno
che non si sforzino di mettere in pratica ciò che hanno imparato a livello
intellettuale. Se consideriamo la legge di causa ed effetto possiamo
comprendere che tutte le sofferenze che ci vengono incontro altro non sono
che "effetti di azioni non virtuose" da noi compiute, in un passato
recente
o remoto che sia. Se non cambiamo la nostra condotta saranno le nostre
azioni di oggi a condannarci nel futuro.
Vi sono persone che imputano tutti i loro mali ad azioni cattive da loro
compiute in qualche vita passata ed assumono un atteggiamento passivo
pensando che comunque non è in loro potere il mutare delle circostanze
ormai passate. Questo atteggiamento è assai pericoloso e denota una
sfiducia nella misericordia divina. Non si deve mai dimenticare che noi
possiamo essere infedeli verso Dio ma Egli non lo sarà mai nei nostri
confronti.
Nel cosmo esiste la legge dell'equilibrio ed il bene che noi compiamo può
benissimo esaurire l'eventuale male compiuto in passato. Il bene ed il male
non hanno etichette per cui il male di uno schiaffo dovrà necessariamente
essere scontato con uno schiaffo. Tutto il male produce sofferenza e
pertanto tutte le azioni che portano gioia sono un antidoto per quelle che
hanno portato dolore.
La tecnica della meditazione è rivolta a portare la mente sotto il nostro
controllo; da questo controllo nascerà poi la capacità di pensare solo quei
pensieri che sono positivi e costruttivi. Quando nella nostra mente non vi
sarà più spazio per i pensieri negativi e distruttivi avremo raggiunto la
pace mentale.
La tecnica di meditazione che verrà esposta comporta alcuni suggerimenti
riguardo alla posizione da assumere durante la meditazione stessa. La
meditazione va fatta, preferibilmente, stando seduti. Le posizioni Yoga del
loto o del mezzo loto (gambe incrociate) sono suggerite però ciò che conta
non è tanto la posizione fisica quanto la costanza dell'esecuzione ed il
proponimento di imparare a meditare non soltanto per finalità egoistica, ma
perché ciò che abbiamo acquisito possa esserci di aiuto per aiutare altri
fratelli che ne avessero la necessità.
Una cosa importante è la posizione della spina dorsale che dovrebbe essere
tenuta eretta il più possibile. Questa posizione, infatti, permette che
l'aria ed il prana possano circolare liberamente nei vari centri energetici
del corpo.
Le mani vanno poste sul grembo in modo che la sinistra abbracci la destra,
le dita delle mani, pollici esclusi, dovrebbero sovrapporsi mentre i
pollici vanno uniti con le punte formando un cerchio con le mani
sovrapposte. Va qui notato come la mano sinistra è simbolo di saggezza
mentre la destra lo è per il metodo e l'azione, ne consegue che il metodo e
l'azione dovrebbero essere sempre circondati dalla saggezza.
La testa si deve tenere leggermente inclinata sul davanti per evitare che
il sangue vi arrivi facilmente e possa creare dei problemi in quanto
l'attività cerebrale è molto ridotta.
Le spalle vanno tenute aperte, questo è un simbolo di apertura per ciò che
stiamo imparando e per tutti i suggerimenti che la nostra guida interiore
ci vorrà proporre.
La bocca va tenuta chiusa con la lingua che appoggia sui denti superiori,
questo è suggerito perchè in tale posizione si evita che la bocca possa
diventare secca per mancanza di saliva.
Gli occhi meritano un'attenzione particolare. La loro posizione è altamente
soggettiva in quanto vi sono persone che con gli occhi chiusi cedono alla
sonnolenza mentre altre, con gli occhi aperti, sono distratte dalle
immagini che l'ambiente esterno propone loro. Viene suggerito di tenere gli
occhi semiaperti e di guardarsi la punta del naso. Questo dovrebbe evitare
gli inconvenienti citati.
Dopo aver spiegato le modalità della posizione è bene sottolineare, ancora
una volta, che la postura assume una grande importanza per coloro che
meditano, continuamente, per giorni e giorni. Per noi la cosa più
importante è di scegliere una posizione che non arrechi ulteriori disturbi
alla mente che, all'inizio delle esperienze di meditazione, recalcitra come
un'animale selvaggio. Ciò che ci proponiamo è di porre la mente sotto
controllo, evitiamo perciò di crearci ulteriori ostacoli nell'assumere una
posizione a noi non congeniale e che diventerà ulteriore fonte di disturbo
mentale.
La meditazione vera e propria consiste nel portare (e mantenere) la nostra
attenzione alla radice del naso e nel contare i cicli della respirazione.
Ogni inspirazione/
inspirato/espirato una volta e così di seguito. La respirazione deve essere
normale, ciò che ci proponiamo è di seguirne consapevolmente lo svolgersi,
ciclo dopo ciclo, dobbiamo osservarla non alterarla.
Può essere utile, specialmente i primi tempi, di contare fino a 6 e poi
riprendere da uno. Questo porta una piccola variazione sul tema che
rappresenta un diversivo per la mente che ne è sempre assai desiderosa. Più
avanti si potrà aumentare il conteggio portandolo a 10 o 15 cicli. Il
traguardo da raggiungere nel tempo potrebbe essere di 25 cicli.
Vi sono quattro errori da evitare:
1) inspirazione lunga seguita da espirazione corta
2) respirazione forzata con l'emissione di suoni udibili anche da altre
persone
3) errori nel conteggio
4) disappunto per gli errori commessi, la mente va guidata con calma e
dolcezza, se ci ritroviamo a fare un conteggio sbagliato dobbiamo ripartire
da uno.
Va ricordato che nella meditazione non vi è soltanto la circolazione
dell'aria ma entrano in gioco pure delle sottili energie (prana) che
partono dall'ombelico e salgono attraverso la spina dorsale, fino alla
testa. Queste energie passano da alcuni centri energetici (chakras) e li
stimolano portando una rinnovata vitalità anche sul piano fisico.
Il tempo da dedicare alla meditazione deve essere scelto in modo da non
intralciare il nostro normale modo di vita, così pure la durata è lasciata
al discernimento di ognuno dei partecipanti. Viene comunque suggerito di
praticarla ogni giorno e possibilmente alla stessa ora. Non si dimentichi
che noi siamo creature dell'abitudine; l'abitudine di meditare è difficile
da conseguire ma una volta acquisita sarà mantenuta facilmente perchè sarà
entrata nel nostro normale ordine delle cose.
------------
PERCHÉ MEDITARE? (1)
------------
Fondamentalmente tutti gli esseri cercano la felicità e nello stesso tempo
fanno di tutto per evitare la sofferenza. Se arriviamo a comprendere che le
nostre sofferenze SONO il risultato di azioni non virtuose da noi commesse
in un passato prossimo o remoto, ci risulterà ovvio che per evitare la
sofferenza vi è un solo modo: quello di non commettere azioni non virtuose.
Le religioni, generalmente, offrono una soluzione ai problemi della vita ed
i loro insegnamenti, quando fedelmente seguiti, sono il modo di evitare di
commettere azioni negative che nel tempo ci si ripresenterebbero quali
sofferenze.
La mente dovrebbe essere sempre allerta ed avere sotto il suo controllo il
corpo e gli istinti, i quali, proprio perché rivolti alla sopravvivenza del
corpo fisico, ci propongono delle soluzioni prevalentemente egoistiche.
Quando vediamo un oggetto (o lo immaginiamo) esso viene subito afferrato
dall'interesse o dal rifiuto, non vi è una pacata osservazione in cui la
mente osserva e basta. La mente viene posta al servizio delle passioni e da
ciò nasce il desiderio di ottenere o alla paura di perdere ciò che si
possiede.
Se la mente è stata educata adeguatamente, i sensi non potranno far nulla
per accaparrare la sua attenzione, essa osserverà qualsiasi oggetto e saprà
dargli il valore effettivo, non quello che gli viene attribuito dalla
nostra interiorità. Ogni volta che ci si presenta un oggetto, od una
persona, e la mente non è in grado di discernere il suo valore effettivo,
interviene il desiderio che ci porta a pensare che noi non possiamo vivere
senza tale oggetto. Questa è la causa di ciò che viene definito delusione.
Non è il corpo che ci priva della pace mentale bensì la mente che, non
essendo controllata, è influenzata dalle emozioni e dai sentimenti e ci
porta a degli errati comportamenti. Per una mente non educata la stessa
situazione può divenire oggetto di desiderio o di paura e ciò porterà delle
delusioni.
Fondamentalmente l'umanità soffre a causa di tre veleni, essi sono:
- attaccamento,
- ignoranza della legge di causa ed effetto,
- odio e rancori.
L'attaccamento è il peggiore di tutti e merita qualche delucidazione in
quanto è assai facile che il medesimo venga confuso con l'affetto o
l'amore. E' facile infatti sentire qualcuno che dice di essere molto
attaccato ad una persona e che la ragione di un tale legame va ricercato
nel grande amore portato alla persona stessa.
La prova del fuoco per determinare se ciò che proviamo è vero amore o
semplice attaccamento la possiamo avere analizzando che cosa porta il
legame in oggetto a noi ed all'altra persona. Il vero amore porta gioia ad
entrambi, se ciò non accade non si tratta di vero amore. Il vero amore non
va alla ricerca della sua soddisfazione e della sua felicità bensì di
quella della persona amata.
Disse Paramansa Yogananda: "Quando cesserai di voler riempire la tua coppa
di felicità ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con
meraviglia, che la tua sarà sempre piena".
L'attaccamento è la causa di tante sofferenze; forse la causa più
importante. Noi lottiamo per ottenere un oggetto (o una persona) e ciò è
causa di sofferenza. Poi, non appena lo abbiamo ottenuto, iniziamo a
preoccuparci per paura di perderlo.
Possiamo essere attaccati anche a delle situazioni o al nostro corpo,
entrambe queste cose sono causa di sofferenza. La paura di morire è causa
di molte sofferenze perché la mente pensa che senza il corpo essa sarà
perduta. Anche qui è in gioco l'attaccamento che però, in questo caso, è
coadiuvato dall'ignoranza della legge della vita. Tutte le brutture del
mondo, guerre comprese, possono portarci a verificare che la loro sorgente
primaria va ricercata nei tre veleni primari: attaccamento, odio e ignoranza.
L'ignoranza della legge di causa ed effetto è quanto di più pericoloso vi
possa essere. Il non conoscere che la nostra sofferenza è nata a causa di
nostre azioni non virtuose non ci permette di prendere la decisione di
cambiare i nostri atteggiamenti con la forza necessaria per farlo davvero.
Specialmente la parola ci è causa di molte sofferenze perché parlare è
assai facile e l'ignoranza della "Legge di causa ed effetto" non ci fa
riflettere e preoccupare per ciò che andiamo dicendo (Gia. 1:19-27, Gia.
3:1-12).
DOMANDE E RISPOSTE
Domanda: "Mi rendo conto che ho parlato male, posso rimediare?".
Risposta:
"Un'azione fatta è fatta, si può però mitigarne l'effetto negativo con
un
sincero pentimento e chiedendo scusa a chi, eventualmente, abbiamo fatto
del male."
Domanda: "Se mangio carne posso evitare il male che scaturisce dal fatto
che l'animale è stato ucciso?"
Risposta: "Se la carne ti è necessaria per dei motivi di salute non hai
colpa alcuna, in caso contrario la colpa esiste e puoi mitigarla cercando
di essere compassionevole verso l'animale che era in vita ed ora ne è privo
anche per causa tua. Un simile atteggiamento ti porterà facilmente al
distacco di un tale nutrimento. Va peraltro considerato che anche gli altri
cibi possono essere causa di azioni non virtuose quando sono mangiati con
avidità o con spirito egoistico. E' certo in una posizione miglioro il
carnivoro che spartisce la sua bistecca con chi ha fame che non il
vegetariano che si fa un abbondante pasto di cereali, frutta e verdura, e
non si interessa del problema della denutrizione e della fame nel mondo."
Domanda: "Io considero la mia testa sufficientemente sotto controllo, però
mi capita di fare delle azioni che non vorrei fare" (vedi Rom. 7:14-25).
Risposta: "Per tanto controllo che noi possiamo esercitare sulla nostra
mente cosciente vi è pur sempre qualche momento in cui la mente subconscia,
sede degli istinti, passioni e desideri, riesce a prendere il controllo ed
a farci agire in modo prettamente egoistico. Una tale situazione si può
risolvere con un esame obbiettivo delle nostre azioni negative per
scoprirne il movente che ne sta alla base (solitamente orgoglio o egoismo).
Una volta che abbiamo scoperto la causa dobbiamo lavorare per far crescere
in noi le virtù opposte ai difetti che vogliamo eliminare."
Domanda: "Quando ho fatto la meditazione per un tempo necessario e la mia
mente è sotto controllo in un modo soddisfacente che cosa debbo fare?"
Risposta: "Questa tecnica non è una vera tecnica di meditazione ma una
pratica preparatoria. Quando la nostra mente è sotto controllo dobbiamo
usare la nostra volontà per applicare la nostra forza mentale contro i tre
veleni: attaccamento, odio ed ignoranza. Dobbiamo bloccarli sul nascere in
modo da non lasciar loro nessuno spazio. In questo modo si elimineranno dai
nostri pensieri (Mat. 12:29-30). Con il tempo potremo iniziare a meditare
su qualche qualità astratta, come l'amore o la bontà".
------------
CONCLUSIONE (1)
------------
Quando la mente è sotto controllo in modo soddisfacente è necessario
cambiare il suo ruolo. Se fino a quel momento essa è stata al servizio dei
tre veleni ora non deve più permettere che essi interferiscano con il corso
dei pensieri. Questa non è certamente una battaglia facile. Se vogliamo
uscirne vincitori dobbiamo togliere lo spazio ai tre veleni e coltivare le
virtù che sono antagoniste ai difetti che desideriamo eliminare ln noi stessi.
E' anche importante che prima di meditare ci si prepari spiritualmente in
modo da farlo a scopo non egoistico. Non si dovrebbe mai meditare perché si
vuole diventare più bravi o più riconosciuti. Il nostro movente deve essere
altruistico: dovremmo meditare per diventare migliori, per essere in grado
di far vivere meglio chi ci è vicino e di aiutare i nostri simili a
liberarsi dai tre veleni citati più sopra. Se non vi è il desiderio di
meditare a favore di tutti, noi compresi, non potremmo ottenere tutti i
benefici che una tale pratica può portare.
Dobbiamo essere gentili con tutti, amare tutti ed essere contenti di ciò
che abbiamo. Per vivere basta poco e le nostre sofferenze sono spesso
causate più dal superfluo che dal necessario. Il nostro comportamento deve
essere di esempio, in questo modo l'amore si estenderà da noi alla
famiglia, da questa alla società e da questa a tutto il genere umano .
------------
IMPARATE A DEDICARE LE VOSTRE AZIONI (1)
------------
Per concludere vi consiglio che ogni volta che avete accumulato dei meriti
facendo qualcosa di buono (ad esempio, venire a questo corso piuttosto che
spendere il vostro tempo in svaghi o divertimenti)
per evitare che vadano perduti. L'idea è di dedicarli a favore di tutti gli
esseri umani: questa grande umanità di cui pure noi siamo parte integrale.
Prendete perciò l'abitudine di dedicare le vostre azioni meritorie a favore
di tutti, come scopo primario, e come stimolo ad essere generosi, come
scopo secondario.
------------
LA PAROLA PARLATA
------------
La più grande creatrice di malcomprensioni è la lingua dell'uomo. Non conta
ciò che diciamo ma come e quando, misura perciò le tue parole con il metro
della cortesia, del sentimento e della gratitudine.
Il tatto e la delicatezza non toglieranno mai l'Ego dal suo piedistallo.
L'interesse, in una conversazione, si basa sul far sentire importante il
nostro interlocutore e rimpiazzando il dire con il chiedere.
Meno cose diciamo e meno dovremo pentirci. La natura sapeva ciò che faceva
quando ci diede due orecchie ed una sola lingua. Una lingua incontrollata,
anche una sola parola sbagliata, può distruggere la felicità di una intera
vita.
Per prevenire l'atteggiamento critico, sarcastico o ironico:
- Invita le critiche, dai i meritati riconoscimenti,
- riconosci subito i tuoi errori e non esitare mai a dire: "Mi
dispiace".
Trova un accordo il più presto possibile, ogni momento di ritardo non farà
che aggiungere legna al fuoco della discordia. Per concludere ecco una
serie di regole per fattiva conversazione:
- guarda in faccia il tuo interlocutore,
- sii un buon ascoltatore,
- non interrompere,
- sii comprensivo,
- modula il tono di voce,
- evita sgradevoli riferimenti al passato,
- dai consigli solo quando ti sono richiesti,
- applaudi ciò che gradisci ed ignora ciò che non ti piace,
- custodisci le tue parole e le tue parole custodiranno te.
S. L. Katzoff
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Ghesce Tenzin Gompo, Corso di meditazione,
tenutosi presso il Centro DO-IN in Merate il 12 e 13 marzo 1983.