23/6/2004 http://www.antigravity.it tel email 3294167403@antigravity.it e le palle ... di luce

ne abbiamo trovati molti di palle energetiche come questa ..
un po in tutti i luoghi e in tutte le ore..
bologna tamburi ..a febbraio e le palle ci sono di già
Pila Assisi e le palle ...
questa palla e rossa ed e entrata nella testa di questo soggetto dalle
orecchie..
max grazie di tutto ...alla mia sinistra la ragazza di max alla
mia destra maria la compagna del riscaldatore .
Cosa è accaduto alla festa di Stazione Celeste, quali energie, dimmi, ditemi.
Mia cara molte sono le energie, molto si è mosso. Questo come più volte detto è il tempo della trasformazione. Alcuni di voi hanno ricordato altri ricorderanno molte delle loro vite , del loro antico sentire. Le energie si muovono e si integrano, tutto ritorna come un fiume di trasformazione, a volte il sentire più alto vi lascia confusi e il cuore sembra provare dolore ma anche questo passa attraverso l’energia della trasformazione. E’ stato un momento di intenso grande lavoro per tutti noi, su tutti i piani. Molte energie hanno lavorato, molto è stato trasmesso e grandi portali sono stati aperti. Alcuni di voi riporteranno alla luce il loro antico sentire, mia cara la luce circola e si muove nell’incessante fluire del Sempre. L’energia è stata un scintillante schioppettio e alcuni si son sentiti frastornati , tutto viene ricordato e sempre più spesso questo avverrà. Risposte giungono come vento fresco ai figli della Luce. I maestri son stati molto vicini ad energie tutte, per elevare ogni energia. Sorridete miei cari, guarigione e Luce si sono uniti al di là di ogni sentire. La forza, una grande battaglia è stata vinta, vibrano e si muovono, rimbalzano e si dividono, si uniscono , energie tutte , è stato un intenso momento per tutti noi. Nei piani più alti al di là di quanto è materia tutto è stato necessario, tutto, tutto per condurvi verso la nuova radianza del cuore. Era un vortice in cui tutto si univa , figli della Luce sempre più chiaramente gli uomini tutti comprenderanno l’Unione, e non abbiate timore alcuno ricordando le vostre antiche paure non abbiate timore per ciò che vi vien dato. Figli d’amore, noi sorridiamo, molte forze , molte energie hanno lavorato, come frattali i cuori risuonano. Condotto e ricondotta a voi ogni cosa.
Come in un cristallo.
Noi siamo felici e grati di questo. Ricordate ogni cosa, l’energia risuona, scoppianti energie,oggi alcune parole non son più necessarie e sempre più comprenderete questo. Possiamo dirti mia cara che la luce ha fatto posto ad antica energia. Tutto stà per esser integrato, state ritornando a casa. Nei piani più alti mote energie hanno lavorato,
nei cuori i ricordi sono riaffiorati grandi forme si sono mosse per accompagnarvi e darvi forza anche quando sembrava giungere vento freddo. Come in un vortice voi avete solcato l’onda e antichi maestri si sono ritrovati. Tutto è stato un grande dono, Voi Siete. Miei cari , mia cara Unione dei cuori attraverso il passaggio. Anche la terra ha risuonato. Radianza d’amore. Miei cari siete chiamati a grande compito, non ascoltate le vostre menti ma ascoltate solo vostro immenso cuore. Mia cara Noi sorridiamo, era come l’antico incontro, paure , ricordi , gioie ….tutto era nel piatto dorato, tutto è giunto per esser rinfrescato, Unione avviene attraverso il passaggio. Come in una stazione molti genti son giunte, molti piani si sono uniti, molte direzioni sono state percepite, ora mia cara è giunto il tempo.
Sempre più capirete l’importanza di questo sentire. Vi amiamo tutti e vi accompagniamo nell’incessante Luce del Sempre, Uniti nei cuori con infinito Amore
Ofu
testo di franco ivaldi e di cons. scient.enrico valbonesi
Legenda:
A)
Premessa
B)
Concetti base di: energia,fisica e visione universo
C)
Un altro modo innovativo di vedere l’universo
D)
Perché tanta attenzione sui perché dell’universo?
E)
Nota tecnica
F)
Modalità operative
G)
Esempi applicativi
H)
Risorse umane
I)
Costi
J)
Tempi necessari
K)
Mezzi necessari
L)
Finalità e Obiettivi
A) Premessa:
La produzione di “Energia” oggi, è uno dei temi
che maggiormente coinvolgono e condizionano lo sviluppo della Nostra Società
moderna e tecnologica.
I processi di scambi energetici esistono in natura
ed in modo particolare nello spazio dove vengono liberate grandi quantità di
energia cosmica sotto forma di varie particelle atomiche e subatomiche.
Tale fenomeno avviene anche nel nostro organismo,
specchio della Legge universale di conservazione e trasformazione dell’
energia, in quanto esso arriva a trasportare elettroni per far avvenire le
reazioni chimico - energetiche che ci tengono in vita.
Siccome questa Nota Tecnica si prefigge di andare ad
esplorare alcuni temi in questo campo con un angolo di visione di tipo
“moderno”, è d’obbligo che il relatore prima di affrontare in dettaglio
l’oggetto di questo progetto, mi proponga di compiere una panoramica
generale su dove oggi, a grandi linee, è arrivata parte della scienza, che
interessa il presente Progetto di Ricerca.
A proposito di avanzamento della scienza il grande
Fisico e pensatore Feyman disse:
“la
nostra responsabilità sta nel fare ciò che possiamo, imparare ciò che
possiamo, migliorare le soluzioni e trasmetterle. Nostra responsabilità è
lasciare la libertà agli uomini del futuro… In qualità di scienziati, che
conoscono gli enormi progressi dovuti ad una giusta filosofia
dell’ignoranza, gli enormi progressi che sono frutto della libertà di
pensiero, è nostro compito proclamare il valore di questa libertà, insegnare
come si debba non temere il dubbio, bensì accoglierlo e discuterlo; esigere
questa libertà è nostro dovere di fronte a tutte le generazioni che
verranno”.
Ogni nuova dottrina scientifica al suo interno ha
un nocciolo duro di nozioni in arrivo dalla dottrina precedente che utilizza
come base per progredire; ed è in questo modo che anche la nostra attuale
scienza moderna va avanti, sostituendo vecchie con nuove teorie.
In un’epoca dominata dalla scienza come la
nostra, ci sarebbe enorme bisogno di coraggio che possa portare ad una visione
scientifica di maggiore prospettiva; sulla quale basare l’analisi delle tesi
scientifiche già accreditate (alle quali si presta così tanta fede….)
L’osservazione e la sperimentazione devono porre
un limite alle ipotesi scientifiche ammissibili, ma esse da sole non sono in
grado di determinare i limiti della scienza, poiché gli elementi
apparentemente arbitrari che vi si possono inserire, come: avvenimenti storici
e personali, dubbi, dibattiti ecc. diventano a volte le pietre angolari che
possono determinare le grandi svolte nella scienza.
Ogni tanto eminenti uomini di scienza proclamano
facili sentenze sul tutto e sul contrario di tutto, o la svolta dietro
l’angolo; personalmente oserei dire: “andiamo avanti tutti, con spirito di
vera umiltà, e senso critico sulle cose in cui crediamo di credere”.
B)
Concetti base di: energia, fisica e visione universo
L’uomo da sempre identifica il termine
“Energia”, con una serie di fenomeni che coprono gli aspetti più
disparati nel cosmo; se consultiamo un’enciclopedia qualsiasi, sotto il
termine “Energia” troveremo: “capacità di un sistema fisico a produrre
lavoro”.
Per il Fisico l’Energia è l’elemento
principale che determina e/o caratterizza il rendimento delle varie
trasformazioni e/o passaggi di stato che avvengono nel cosmo.
Per il Biologo ed il Medico, l’Energia viene
identificata come la forza che porta a creare ed a mantenere la vita.
Lo Psicologo identifica l’Energia come
l’Energia Psichica.
L’Ingegnere difficilmente riesce a scostarsi dal
vedere l’Energia come il concetto che tratta le Forze in termini dinamici.
Einstein con la Sua Legge sulla Relatività ci
insegnò che la massa è una forma di Energia concentrata; e che per
calcolarne l’intensità tutto va messo in relazione alla costante “C”,
equivalente alla velocità della luce, che è di 300.000 Km / sec. Potremo
ancora continuare per molto a citare altri esempi rappresentanti i vari
concetti di “Energia”; ma il concetto che meglio la rappresenta
universalmente, è il “Tutto”.
Nel Cosmo ogni fenomeno ed ogni entità è di
carattere “vibratoria” e quindi “sonica” (non acustica), per cui il
concetto di Energia si potrebbe spiegare anche in “musica”, intesa come
concetto “Armonico” tra le cose, anche se soltanto alcuni uomini dotati di
grande “sensibilità”, come: Mozart, Bach, Plank, Einstein, Bohr, Pauli,
De Broglie, Heisenberg, Dirac, Fermi e tanti altri, sono davvero riusciti a
sintonizzarsi su questo mondo “Sonico” e/o “Armonico”, i cui brani
sono eseguiti su ottave purtroppo inaccessibili a molti degli esseri viventi
su questa Terra.
In tale prospettiva di visione scientifica, la
materia e/o massa viene vista come un’enorme intreccio di fili e/o stringhe
energetiche, le quali vibrano e risuonano tra di loro ininterrottamente, come
se l’Universo fosse una grandissima orchestra a più dimensioni.
Ciò ha originato, secondo la teoria del “Big-bang”,
un’enorme espansione anche denominata come periodo inflazionistico, che con
il suo “Bang” ha generato onde sonore le quali in alternanza comprimevano
ed espandevano le regioni del plasma primordiale.
Dopo che l’universo si fu raffreddato abbastanza
da consentire la formazione di atomi equilibrati, l’andamento delle
variazioni di densità causate dalle onde sonore venne “congelato” nella
radiazione cosmica di fondo che si è propagata sino ai giorni nostri.
Studiando tale radiazione cosmica gli astrofisici hanno potuto stimare
composizione, geometria ed i tempi delle principali ere evolutive
dell’universo, che possiamo a grandi linee così definire:
1)
A 10-36 secondi, apparizione di un plasma caldissimo
composto da elettroni, protoni, neutroni e fotoni.
2)
A 380.000 dei nostri anni solari, creazione dei primi atomi di Elio ed
Idrogeno primordiali.
3)
A 300.000.000 dei nostri anni solari, inizio formazione delle Galassie
ed accensione delle prime stelle.
4)
A 13.700.000.000 dei nostri anni solari, ci troviamo ad oggi.
Con la inquietante sorpresa per gli astrofisici,
che da tali osservazioni hanno potuto evincere
che il principale componente costitutivo del cosmo attuale risulta
essere un entità misteriosa denominata
con il termine di “energia oscura”. Quando l’uomo non “capisce”, da
sempre conia strani termini come: mistero, oscuro, occulto ecc.
Molto più semplicemente invece potrebbe essere che
la nostra fisica e la nostra matematica, così come sono concepite oggi, non
sono ancora in grado di contenere certe realtà, attualmente non ancora ben
identificate e definite, che nel tempo potrebbero apparire più semplici di
quanto oggi possiamo immaginare.
Quella che Noi definiamo come “energia o materia
oscura” potrebbe anche rappresentare un plasma di energia primaria senza
tensioni, che non è entrata a far parte del “Big-bang” che ha generato il
nostro Universo. Da ciò potrebbe nascere tutta una serie di nuove ipotesi
sulla formazione del nostro universo attualmente indagate da una folta schiera
di scienziati in tutto il mondo.
Passando dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, immaginando con i nostri sensi di calarci dentro la materia sino a poter osservare l’atomo, vedremmo con nostro grande stupore delle enormi voragini di vuoto, con qua e là delle stringhe o corde vibranti che colloquiano tra di loro mediante i loro armonici.
Per dare un’idea delle dimensioni riferite ai
nostri sensi sull’argomento citato, potremmo rilevare innanzitutto che un
atomo in media è grande 1 miliardesimo di metro, ed il nucleo ha dimensioni
di circa centomila volte più piccole dell’orbita esterna degli elettroni,
tanto che se ipotizziamo un nucleo di diametro 1 mm, gli elettroni
ruoterebbero a circa 100 metri di distanza. Tali elettroni a loro volta
ruotano attorno al nucleo ad una velocità di centomila bilioni di rotazioni
al secondo, ed hanno una massa di circa 2000 volte inferiore al nucleo.
Va inoltre considerato che il nucleo è formato da
protoni e neutroni, i quali sono composti da tre quark, i quali a loro volta,
si pensa siano divisibili ancora in altre particelle elementari (non ancora
scoperte), delle quali una branchia della fisica moderna ipotizza che non
siano altro che cariche o “stringhe energetiche vibranti”.
La Fisica quantistica moderna, a tal proposito ci
dice che la natura dell’universo è un’insieme unico ed indivisibile in
cui tutto è connesso; e quindi nella realtà le cose solide e fluide che noi
percepiamo con i nostri sensi, non sono altro che “fluttuazioni quantistiche
di campo”. In tale prospettiva una particella non esiste di per se stessa,
ma esiste unicamente attraverso gli effetti che essa stessa crea. Questo
insieme di effetti è quello che viene definito comunemente come
“l’effetto di campo”, di tipo gravitazionale, elettromagnetico,
nucleare, protonico, elettronico ecc. La realtà da noi percepita quindi, è
niente altro che un’insieme di campi, i quali continuamente interagiscono
tra di loro, e dove l’osservatore e l’osservato fanno parte dello stesso
“Tutto” interconnesso a più livelli.
In pratica più scendiamo ad osservare
nell’intimo ciò che noi usiamo a definire “materia”; e più il reale,
il tangibile, almeno come noi lo intendiamo, ci sfugge di mano, e ci
accorgiamo che possiamo solo osservare delle “Probabilità di effetti
quantistici”.
Possiamo di qui dedurre che la meccanica classica o
Newtoniana, funziona molto bene quando viene applicata per spiegare fenomeni
fisici come il moto di sistemi solari, pianeti, ed oggetti vari, sino ad
arrivare al funzionamento delle molecole; ma se ci addentriamo nei macro e
micro sistemi come l’universo e l’atomo, la meccanica classica non è più
valida.
La scienza si spostò per la prima volta dalla
meccanica Newtoniana, quando il 14 Dicembre del 1.900, parlando ad una
riunione della Società di Fisica, Max Planck affermò che ci si poteva fare a
meno dei paradossi della meccanica classica sull’emissione ed assorbimento
della luce da parte di corpi materiali, se si ammetteva che l’energia
raggiante poteva esistere solamente sotto forma di pacchetti discreti,
battezzati come “quanti di luce”.
Cinque anni dopo Albert Einstein applicò con
successo l’idea dei quanti di luce per spiegare le leggi sull’effetto
fotoelettrico; e più tardi Arthur Compton eseguì il suo esperimento che
mostrava come la diffusione di raggi X da parte di elettroni liberi seguisse
lo stesso principio che regola la collisione tra due sfere elastiche.
Nel 1913 un fisico danese, Niels Bohr, estese
l’idea di Planck di quantizzazione dell’energia raggiante alla descrizione
dell’energia degli elettroni all’interno dell’atomo, e con i suoi studi
fatti in collaborazione con altri Fisici teorici e sperimentali nel giro do
pochi anni si arrivò a sviluppi sconvolgenti sulla conoscenza di molti
particolari sulle proprietà ottiche magnetiche e chimiche dei vari atomi.
Nel 1925 un fisico francese, Luois de Broglie,
pubblicò uno studio in cui dava un’interpretazione affatto inaspettata
delle orbite quantiche di Bohr, per cui secondo de Broglie il moto di ogni
elettrone è governato da certe misteriose “onde pilota” la cui velocità
di propagazione e la cui lunghezza d’onda dipendono dalla velocità
dell’elettrone in questione.
Così il modello di un atomo cominciò a sembrare
simile a certi tipi di strumenti musicali, la cui nota fondamentale
rappresenta l’orbita interna dell’elettrone con energia più bassa, e le
varie armoniche superiori rappresentano le orbite esterne degli elettroni con
energia più alta.
Un anno dopo la loro pubblicazione, le idee di de
Broglie vennero sviluppate e messe in forma matematica più precisa dal fisico
austriaco Erwin Schrodinger, la cui teoria divenne nota con il nome di
“meccanica ondulatoria”. Mentre il modello di atomo di de Broglie, che
visto come un insieme di anelli vibranti concentrici assomigliava più ad uno
strumento musicale a corde; l’Atomo di Schrodinger mostrava più analogia
invece verso gli strumenti musicali a fiato, dove le vibrazioni si manifestano
in ogni punto dello spazio che circonda il nucleo atomico.
Contemporaneamente alla pubblicazione del lavoro di
Schrodinger sulla meccanica ondulatoria apparve lo scritto di un giovane
fisico tedesco,W. Heisemberg, il quale elaborò un metodo per affrontare i
problemi quantici servendosi della cosiddetta “algebra non commutativa”,
che è una disciplina matematica in cui A x B non necessariamente è uguale a
B x A.
La contemporanea comparsa dei due lavori di
Schrodinger e di Heisenberg, sorprese il mondo della fisica teorica; in quanto
che questi due lavori giungevano esattamente allo stesso risultato,
utilizzando come metodo di calcolo due forme matematiche completamente
diverse.
A grandi linee queste sono le tappe fondamentali
con cui la teoria dei quanti in soli 30 anni si affermò sulla scena mondiale
della fisica; dando inizio ad una nuova era sui concetti base che reggono il
nostro sapere sul micro e macro cosmo.
Nel 900 dopo le innovative scoperte della fisica
quantistica e della relatività di Eistein, un altro capitolo che interessò
diversi grandi fisici fu l’unificazione delle forze, argomento scientifico
ad oggi ancora non risolto, ed al quale Einstein dedicò gli ultimi 20 della
sua vita.
A tal proposito verso la fine degli anni ‘60 gli
Americani Steven Weinberg, Sheldon L. Glashow ed il Pakistano Abdus Salam,
idearono un modello matematico che descriveva la forza elettromagnetica e la
forza nucleare debole come aspetti di un’unica "forza
elettrodebole". Tale unificazione poteva essere raggiunta per il
fatto che nella realtà l’intensità effettiva delle forze non è costante,
in quanto che essa può variare in
funzione alla temperatura, all’ambiente , ed alla distanza in cui le
forze vengono applicate.
A schiarire ulteriormente l’orizzonte verso la
“teoria di campo unificato”, nel 1984 ci pensarono Edward Witten, Michael
Green e John Schwarz, i quali proposero una nuova teoria fisica, la cui
potenza risiede nel concetto di "corda";
secondo la quale se Noi potessimo osservare quello che chiamiamo “particelle
elementari”, come quark ed elettroni, scopriremmo che esse nella realtà non
sono particelle, ma bensì sono delle minuscole linee e/o sottilissime
chiocciole vibranti.
La teoria afferma che le proprietà delle
particelle osservate, comprese quelle che veicolano le forze, sono il riflesso
dei vari modi in cui queste microscopiche stringhe possono vibrare come corde
di uno strumento musicale; così che l’elettrone rappresenta una corda che
vibra con una certa frequenza, il quark down rappresenta una corda che vibra
con un’altra frequenza, il fotone rappresenta un’altra corda che vibra con
un’altra frequenza, e così via. In questa ottica le interazioni di campo
tra particelle, diventano delle fusioni e/o scissioni tra corde che vibrano a
frequenze diverse.
Tutto troppo poetico e pittoresco? Forse…… ma
la sostituzione del concetto di particelle puntiformi, con il concetto di
corde o superstringhe risulta essere l’unico mezzo che ci potrà
probabilmente portare un domani a scoprire un punto di interazione tra la
gravità e le altre forze.
Partendo dunque dal principio per il quale il Tutto
non è che una combinazione di corde vibranti, potremmo giungere ad ipotizzare
che le particelle sono rappresentate dalle note prodotte dalle vibrazioni
delle corde o superstringhe, e che l’universo è rappresentato dalla musica
che con queste note è stata composta.
Per le ragioni sopra citate la teoria delle
“supercorde” è stata definita la migliore
candidata al titolo di “Teoria del tutto”, che significa descrizione definitiva delle
proprietà fondamentali dell’universo.
La teoria delle “supercorde” tuttavia ha una
struttura concettuale così profonda che siamo ancora ben lontani
dall’averne piena padronanza. La sua matematica è così complicata che
finora non se ne conoscono neppure le esatte equazioni ma solo delle
approssimazioni risolte parzialmente. La teoria potrà richiedere ancora molto
tempo per essere completamente sviluppata e compresa, basti dire che uno dei
suoi requisiti è che l’universo abbia un numero di dimensioni a seconda
delle formulazioni che va da 10 a 26, ben maggiori delle 4, di cui 3
cartesiane + il tempo, che conosciamo. Dove sono allora queste dimensioni
extra? Secondo gli scienziati sarebbero rimaste intrappolate nel finissimo
tessuto spazio-temporale dell’universo e non si sono potute espandere,
cosicché la loro esistenza è per noi non percettibile.
Se la teoria delle supercorde è corretta, il
tessuto del nostro universo dovrebbe essere composto da un labirinto
multidimensionale intrecciato come una “ragnatela di linee
dell’universo”, all’interno della quale le corde o “superstringhe”
vibrano e comunicano in continuazione tra di loro per mezzo dei loro
“Armonici superiori”.
Un’ipotesi scientifica che ha dei punti di
interazione con le sopra esposte tesi, e che risulta comunque interessante da
esaminare per lo sviluppo del nostro Progetto di ricerca; è quella proposta
negli anni 80 dall'elettrotecnico Gregory Hodowanec, il quale ha sviluppato
una sua teoria che si occupa degli aspetti dinamici della materia
nell’universo, definita “Rhysmonic Cosmology”. Hodowanec ha pubblicato
il suo primo rapporto di “SETI con i segnali gravitazionali" nell’
Aprile del 1986; ed inoltre ha sperimentato un suo nuovo rivelatore
dell'onda di gravità (GWD).
Hodowanec riscopre le teorie sull'etere che erano
cadute in disuso con l’avvento della teoria sulla relatività di Einstein.
Il suo “Cosmology di Rhysmonic” invece rilancia la tesi sulla possibile
esistenza di un etere formato da “rhysmons”, che sono a suo parere le
particelle fondamentali della natura che pervadono l'universo, e che sono
organizzate nello spazio, che noi definiamo vuoto, in una struttura tipo
plasma senza tensioni, in cui la densità varia a seconda della loro posizione
nell'universo.
L’universo visto come “Rhysmonic Cosmology”,
ha come caratteristiche principali il fatto che è limitato in una geometria
euclidea sferica, ed il suo bordo esterno risulta essere un riflettore
perfetto di energia, dentro il quale la materia si forma soltanto nella parte
centrale più densa. In “Rhysmonic Cosmology”, la massa, l'inerzia e
l'energia sono trattate come nella fisica meccanica classica, e la massa si
presenta solo quando le particelle “rhysmonic” risentono del cambiamento
della densità della struttura rhysmonic; la quale in certe condizioni
auto-produce una perturbazione d’onda con una componente torsionale in un
mare calmo di “rhysmons”. (vedi spin e galassie a spirale).
Secondo la teoria Rhysmonic, in una zona
"densa" dell'universo, quale può essere il nucleo di una
particella, un certo numero di rhysmons sono lì dentro compressi; questo sta
a significare che ogni particella ha una sua anti-particella di correlazione,
o meglio una zona corrispondente di bassa densità. Inoltre una particella
possiede un eccesso di vettori diretti verso l’esterno di energia, ed invece
una anti-particella ha un eccesso di vettori diretti verso l'interno di
energia; tali vettori rappresentano per la fisica classica l’essenza
solitamente denominata come carica elettrica.
La forza di gravità, in Rhysmonic, non è da
vedere come una forza di attrazione fra oggetti dotati di massa, ma piuttosto
va vista come vettori di energia che interagiscono e collegano tra di loro in
tempo reale, tutti gli oggetti dotati di massa presenti in questo universo. Da
questo concetto possiamo dedurre che una eventuale tecnologia di comunicazione
basata su onde gravitazionali (avendo questi segnali una velocità di
propagazione istantanea), presenterebbe enormi vantaggi rispetto ai nostri
attuali sistemi di comunicazione funzionanti ad onde elettromagnetiche, che
viaggiano alla velocità elevatissima, ma pur sempre limitata della luce.
Tabella di alcune risonanze “Rhysmonic”
naturali, riferite alla frequenza base: 1,85 Hz
1,855
x 1, 3,71 x 2, 5,565 x 3, 7,42
x 4, 9,275 x 5,
11,13 x 6, 12,985 x 7,
14,84 x 8, 16,695 x 9, 18,55
x 10, 20,405 x 11,
22,26 x 12, 24,115 x 13, 25,97 x 14, 27,825
x 15, 29,68 x 16, 31,535 x 17,
33,39 x 18, 35,245 x 19,
37,1 x 20, 38,955 x 21, 40,81 x 22, 42,665 x 23,
44,52 x 24, 46,375 x 25,
48,23 x 26, 50,85 x 27,
51,94 x 28, 53,795 x 29,
55,65 x 30, 57,505 x 31, 59,36 x 32, 61,215
x 33, 63,07 x 34,
64,925 x 35, 66,78 x 36, 68,635 x 37,
70,49 x 38, 72,345 x 39,
74,2 x 40, 76,55 x 41,
77,91 x 42, 79,55 x 43,
81,62 x 44, 83,475 x 45, 85,33 x 46, 87,185
x 47, 89,04 x 48,
90,895 x 49, 92,75 x
50…..
sino
a 1,855 x 1043 Hz
Nota: da ultime scoperte scientifiche risulta che
il “suono” in arrivo a noi dai “Buchi neri” corrisponde ad una
frequenza identificabile come un Bb sub- sonico della nostra scala musicale,
che equivale anche alla frequenza base di Rhysmonic 1,855 Hz, od ad un suo
multiplo e/o sittomultiplo.
C) Un altro modo innovativo di
vedere l’universo
Quando
Thomas Edison nel 1879 inventò la lampadina le azioni delle imprese del gas
si abbassarono, Leonardo da Vinci studiò in segreto per decenni le macchine
volanti, il famoso astronomo Simon Newcomb agli inizi del 900 sosteneva che
non poteva esistere un’energia capace di far compiere grandi distanze a
macchine volanti, la rivista scientifica “Nature” nel 1924 recensiva il
libro del Professor Oberth sui razzi negli spazi interplanetari; e così
via….nella storia dell’uomo l’elenco delle recensioni negative verso il
pensiero innovativo è immenso.
Il
pensiero innovativo è frenato non solo dall’ egoismo umano che porta ognuno
a difendere le proprie posizioni acquisite, ma anche dalla nostra pigrizia
intrinseca, e dal fatto che noi usiamo basare tutta la fisica mettendo al
centro la nostra condizione di vita su questa Terra, che percepiamo tramite i
nostri sensi.
Nonostante questo con un po’ di fantasia e coraggio cercherò di esporre un modo innovativo di vedere l’universo, che di conseguenza porta anche a concepire la teoria del “Tutto” da una prospettiva diversa, la quale quando sarà rivelata nella sua immensa semplicità e bellezza, il gioco infinito in cui materia ed energia si confondono in tutte le loro forme, a cominciare dalla rotazione lenta delle galassie sino alle disordinate fughe di elettroni, ci appariranno come semplici evoluzioni della struttura del “campo primordiale”.
Sicuramente non si ha qui la presunzione di
riuscire dove un grande uomo di scienza come Einstein non è riuscito in venti
anni di lavoro, ma forse la non solubilità del problema non risiedeva
nell’essenza della teoria stessa, bensì nei mezzi per definirla, che sono
la nostra fisica e la nostra matematica, e nel modo di concepire l’universo.
Non per nulla grandi uomini di scienza
contemporanei come Stephen Hawking e Gerard’t Hooft nei loro ultimi studi
ipotizzano per il prossimo futuro dei grandi cambiamenti nelle strutture base
che reggono la nostra fisica e di la nostra matematica, le quali non sono
sbagliate nella loro essenza, ma hanno il limite di essere utili solo per
analizzare e rappresentare concetti vicini al nostro modo di vivere, e quindi
non ancora sufficienti per rappresentare il “Tutto”.
In particolare il fisico Gerard’t Hooft ipotizza
che la geometria spazio-temporale e la distribuzione della materia in essa
sarebbero definite da informazioni univoche che contengono tutte le
caratteristiche dell’ universo; per cui la natura in tale ipotesi
scientifica viene considerata come la madre di tutti i super-computer.
La meccanica quantistica, lo studio del “caos”,
e la teoria delle superstringhe già ci hanno messo sulla buona strada per
“capire”; il problema è che tutta la nostra scienza è ancora troppo
“divisa” per riuscire a fare il passo successivo.
Purtroppo ancora una volta il vecchio detto Latino
“Dividi et impera” risulta essere vero ed attuale; infatti la nostra fisica fa un grande lavoro per “dividere” in
categorie le varie stringhe energetiche che compongono l’universo ma troppo
poco si concentra per capire gli scopi delle funzioni svolte da tali stringhe
nel creato; tanto che una grande quantità di risorse è investita per
costruire acceleratori di particelle con l’intento di scindere alcune di
esse per ottenerne altre di natura “più piccola”; senza con questo capire
che proprio per lo stesso paradosso che accompagnò la corsa tra “Achille e
la tartaruga” noi possiamo continuare a “dividere” di tutto: segmenti,
rette, stringhe energetiche ecc. all’infinito senza mai poter raggiungere la
più piccola “particella” fondamentale del creato.
La strada da seguire per espandere i confini del
nostro “capire” e “sapere” avrebbe probabilmente più successo se
passasse attraverso l’analisi dei vari “perché” dei rapporti armonici
esistenti tra le frequenze che compongono tutto il creato; consapevoli del
fatto che oltre alla parte sensibile alla nostra natura, vi è una parte che
non percepiamo, o meglio che solo pochi uomini dotati di particolare
sensibilità riescono a percepire, e che usiamo definire come “Altrove o
altre dimensioni”; le quali esistono e convivono già perfettamente
“inglobate” in quella che è la nostra realtà di esseri viventi e non
viventi, in questa bellissima ed armoniosa “eterna ghirlanda brillante” in cui tutto è vita e dove, come già
sosteneva Einstein: “il vuoto non esiste”.
Ma cominciamo dall’inizio. La teoria del “Big-Bang”,
enuncia che “Tutto” cominciò da un minuscolo puntino con densità e
temperature vicine all’infinito, il quale in una frazione di secondo si è
espanso dando vita all’universo primordiale, che per alcuni è un universo
con un inizio ed una fine e per altri invece è un universo ciclico
oscillante. Tale ipotesi definita del “Big Bang” presenta una grande
quantità di lacune, che non sto qui ad elencare, non per ultimo la mancata
spiegazione su cos’è la “materia oscura”; per cui tale ipotesi del
“Big-Bang” potrebbe essere considerata superata.
Con ogni probabilità i fattori che più ci hanno
sviato dalla visione della realtà sono riconducibili al nostro modo di
concepire le “particelle” che compongono il “Tutto”, ed anche al
nostro modo di concepire il tempo legato al fluire degli avvenimenti.
Nell’ipotesi qui descritta di universo, concepito come un enorme computer
olografico, la dimensione fisica tempo è vista come un “coefficiente di
efficienza” per lo spostamento di pacchetti informatici.
Questa innovativa visione dell’universo comporta
la riformulazione della sua struttura di base, dalla visione relativistica di
Einstein dove il tempo interagiva direttamente con la struttura
dell’universo ad una visione dove riaffiora il vecchio concetto di
“etere”, messo da parte dalla “relatività”, e già utilizzato anche
nella visione di universo descritta da Gregory Hodowanec in “Rhysmonic
Cosmology”.
Tale ipotetica visione innovativa di universo, pone
alcune domande di carattere
scientifico e filosofico, alle quali proverò dare delle risposte:
Cos’è l’universo,e come
facciamo noi ad esistere?
L’universo per poter esistere può essere solo un
sistema fuori dal tempo e perfettamente in equilibrio su se stesso, in quanto
se non fosse così sarebbe già esploso od imploso, per cui la somma di tutte
le “tensioni” esistenti al suo interno deve essere uguale a zero.
L’ambiente in cui noi viviamo invece è caratterizzato da una situazione
di instabilità, che possiamo immaginare come l’effetto che crea un sasso
gettato dentro un enorme stagno. Tale situazione di instabilità porta con se
un “clock” che noi erroneamente ancora oggi interpretiamo come una
grandezza fisica chiamata “tempo”; ed ha avuto inizio circa 13.700.000.000
dei nostri anni solari addietro, causata probabilmente da un’onda che ha
riprodotto in forma molto compressa l’armonia già esistente nell’etere
del sistema di universo stabile; producendo ciò che noi definiamo come
“stringhe energetiche”, che in questa ipotesi di universo vengono
interpretate come “stringhe informatiche”.
L’effetto primordiale di tale perturbazione,
potrebbe essere anche visto come l’effetto sonoro che ultimamente è stato
registrato tramite l’ascolto della radiazione cosmica, (vedi rivista Scienze
di marzo 2004).
Noi quindi potremo essere il frutto di una
perturbazione avvenuta all’interno di un sistema fuori dal tempo,
perfettamente equilibrato e stabile su se stesso.
Che natura e forma geometrica
potrebbe avere questo universo?
L’universo potrebbe essere visto come un enorme
sistema “informatico olografico” funzionante tramite un sistema binario
avente come struttura base un reticolo, definito come “etere” o anche come
“ragnatela di linee dell’universo” (vedi disegno a fondo capitolo), che
rappresenta la struttura “hardware”, il quale potrebbe essere costituito
da un intreccio di fili sottilissimi formati da un “plasma informatico”,
con un angolo di intersezione tra di loro a tre dimensioni di 19,5°, detta
anche costante tetraedrica.
Osservando ogni cella geometrica che crea tale
intreccio di fili è possibile arrivare alla identificazione della geometria
statica di base fatta a forma di doppia piramide rovesciata con un punto di
unione al vertice delle due piramidi.
La forma geometrica di insieme di tale universo
potrebbe essere quella di un enorme anello (vedi disegno a fondo capitolo
dell’eterna ghirlanda brillante), dove ogni linea dell’etere alla fine del
suo percorso “torsionale” ed “anulare” si ricongiunge con se stessa,
generando il “continuo” che ci riporta al concetto di “infinito”.
Che tipo di onda ha generato
l’ instabilità all’interno del sistema universo stabile?
Siccome l’etere stabile dell’universo è un
sistema che con ogni probabilità si regge sulle basse frequenze, l’onda di
perturbazione che ha generato la zona di instabilità non può essere che
un’onda a bassa frequenza tipo 1,855 Hz, od un suo sottomultiplo.
Da notare che il termine “bassa frequenza” è
un termine che noi coniamo in base all’osservazione della nostra essenza di
vita, la quale si svolge in un ambiente molto compresso e quindi in alta
frequenza; la “normalità” e/o il “motore” dell’universo in realtà
sono rappresentati da quello che noi chiamiamo” basse frequenze”.
L’onda di instabilità è
unica, oppure è oscillante e quindi continua?
Se l’instabilità porta con se la creazione della
vita come noi la conosciamo, con i suoi processi dualistici evolutivi che si
trasmettono in avanti come memoria dell’esperienza acquisita. In un sistema
fuori dal tempo con oscillazione continua, la vita “cosciente” avrebbe
ormai dovuto raggiungere livelli di perfezione assoluta; il che evidentemente
non è ancora avvenuto, altrimenti non sarei qui a scrivere queste cose.
La situazione di instabilità
come si manifesta nella struttura base dell’etere stabile?
La tensione esistente nella situazione di
instabilità, porta a generare una variazione della forma di base dell’etere
definita come “geometria statica” avente le due piramidi rovesciate unite
al vertice, verso una forma di base dell’etere definita come “geometria
dinamica” con le due piramidi rovesciate unite una dentro l’altra (vedi
figura geometrica della stella a sei punte), la quale si potrebbe leggere
anche come una sovrapposizione della figura statica dell’etere. Tali
“pixel dinamici” rappresentano i mattoni che potrebbero costituire le
“stringhe informatiche”; le quali nel rispetto della natura dualistica
dell’etere potrebbero andare a formare ciò che noi definiamo come
“quark” ed “elettroni”, i quali non dovrebbero essere più visti come
particelle, ma come due ambienti aventi “sonorità” diverse, che ad
esempio in musica si usa a definire come “distensione” e “tensione”, o
ancora “assonanza” e “dissonanza”, e che la nostra attuale fisica
definisce come “positivo” e “negativo”.
Cos’è che ci porta a
identificare la forma geometrica della cella base o “pixel” dell’etere?
Osservando il nostro passato vediamo che la forma
geometrica piramidale è fortemente radicata nella struttura base del nostro
pensiero, infatti tutti i popoli antichi, anche non in contatto tra di loro,
hanno eretto piramidi in tutto il mondo come mezzo espressivo della loro fede
verso i loro Dei.
Essendo il pensiero di quei popoli ancora
spontaneo, si potrebbe ritenere che questa loro propensione rispecchi un
riflesso incondizionato del loro sub-conscio verso la rappresentazione della
struttura geometrica piramidale primordiale; la quale con il prolungamento
delle proprie linee generatrici ci potrebbe portare ad identificare la
struttura geometrica dell’etere, che si ripete poi nella natura in diverse
forme anche a livello di equilibrio così detto “cellulare”.
Cos’è che ci porta a
identificare la natura dell’etere in modo dualistico?
Nella natura succede mai nulla per “caso” in
quanto alla base del “Tutto” vi è la presenza di un’intelligenza
intrinseca semplice ed armoniosa (software), la cui struttura ben definita che
la caratterizza (hardware), potrebbe avere una sua forma geometrica di base
(pixel), che si ripete poi in tutto l’universo dal micro al macro cosmo.
Osservando la natura notiamo che l’universo è
pieno di forme speculari e/o doppie, noi ad esempio abbiamo tanti organi doppi
come: occhi, orecchie, narici, braccia, mani, seni, polmoni, reni, testicoli,
gambe, piedi ecc.
Il dualismo, oltre che nel nostro corpo, si ripete
in molteplici altri campi della natura, come nei concetti di: tensione e
distensione, particella ed anti-particella, maschio e femmina, buono e
cattivo, male e bene, compatibile ed incompatibile, positivo e negativo,
destra e sinistra, sopra e sotto, zero e uno, dentro e fuori, ecc.
Per cui si potrebbe dedurre che l’universo, la
natura, la nostra mente, i computer, funzionano tutti in modo dualistico e/o
binario; tale fatto ci potrebbe portare a supporre che anche il così detto
“etere” potrebbe avere una struttura geometrica di base di tipo binario.
Cosa rappresenta il concetto
di dualismo in questo universo?
Il dualismo si può interpretare come il meccanismo
che permette alla vita in generale di arrivare a maturare esperienza durante
il primo tratto di vita nella zona di etere instabile e compresso.
L’importante qui è “capire” ed interiorizzare la parte utile e buona
dell’esperienza, in quanto compatibile con il software del sistema universo
in cui viviamo. Un universo senza dualismo potrebbe essere solo o tutto bene o
tutto male; il che ci porta a pensare che se l’eterna ghirlanda brillante
esiste con un hardware dell’etere di tipo dualistico, è perché il suo
software è già da sempre perfettamente ottimizzato ed equilibrato
sull’armonia dell’esistere; se così non fosse l’universo si sarebbe già
annichilito.
Cosa rappresenta la componente
torsionale nella struttura dell’eterna ghirlanda brillante?
La componente di “tensione torsionale”,
presente nell’hardware del sistema universo, potrebbe rappresentare il
fattore che consente al sistema di essere “dinamico e creativo”; per cui
si potrebbe ritenere che se non ci fosse questa componente, l’universo
sarebbe comunque perfetto ed armonico, ma suonerebbe sempre la stessa
sinfonia.
Nella zona di universo instabile che noi percepiamo
con i nostri sensi, la “componente di tensione torsionale” potrebbe essere
quella che ritroviamo nella forma a spirale dagli spin alle galassie; e
potrebbe essere anche la responsabile della creazione di tutte le forme di
“arte” del creato, dai petali di una rosa, ad un tramonto meraviglioso, al
nostro giro armonico musicale ecc.
Che “solidità” ha questo
universo?
Il concetto di solidità e/o consistenza della
materia è il fattore che più ci ha sviato dal capire ciò che in realtà
siamo. Se potessimo calarci con un potente microscopio atomico in qualsiasi
tipo di materia vedremo anzitutto degli enormi spazi vuoti, con qua e là
delle “stringhe informatiche” che si comportano come degli strumenti
musicali a corde, che colloquiano tra di loro per mezzo dei loro armonici
superiori. L’essenza della “stringa informatica” non ha consistenza
“materiale”, ma ha una consistenza “informatica”; per cui ne deriva
che la cosa più concreta del nostro essere sono i nostri pensieri ed i nostri
sentimenti. Noi e tutta la natura siamo nella realtà delle “illusioni
materiali”, con una consistenza in tutto ciò che è “esperienza di
vita”. Un informatico direbbe che l’hardware è un illusione mentre la
vera consistenza è nel software
Cosa intendiamo per vuoto e
spazio?
In questa ipotesi scientifica di universo, lo
spazio viene rappresentato dalla struttura dell’ etere dell’universo
stabile ed instabile, quindi come già sosteneva Einstein il vuoto non esiste,
per cui fuori dall’etere non esiste neanche il nulla.
Che tipo di software (modalità
di pensiero) ha questo tipo di universo?’
In questa visione di universo il software
rappresenta la parte più nobile, che si manifesta a noi tramite le sensazioni
che ci arrivano dai colori della natura, dal profumi dei fiori, dall’armonia
della musica, dalla forza dell’amore ecc.
Il sistema ha una sua freccia che non è più
quella del tempo, ma quella dell’evoluzione dell’informazione nella
compatibilità al sistema.
Che modalità utilizza
l’hardware dell’etere per esprimere il suo magnifico software?
La struttura dell’etere con tutto il suo
intreccio di fili comunicanti tra di loro, si comporta con le stesse modalità
di un immenso strumento musicale a corde che vibra con delle onde a bassissimo
livello di frequenza e di intensità, con le stesse caratteristiche
identificate nella nostra musica nei fenomeni di risonanza ed armonici
superiori, producendo nel suo immenso insieme delle sinfonie di una bellezza
assoluta.
Come potrebbe essere
interpretato il concetto “materia oscura”?
La così detta “materia oscura” che rappresenta
circa il 94% dell’essenza del cosmo, in questa concezione di universo
potrebbe essere vista come la parte di etere stabile dell’ eterna ghirlanda
brillante, non entrata cioè a far parte della situazione di instabilità
probabilmente creata all’interno dell’eterna ghirlanda brillante
dall’onda a bassa frequenza creatrice primordiale, In tal caso la “materia
oscura” di oscuro non ha proprio niente, anzi rappresenta ciò che da sempre
è l’universo.
L’interazione tra etere
stabile ed instabile cosa ci porta e dedurre?
Se accettiamo l’ipotesi che la “materia
oscura” potrebbe rappresentare circa il 94% di “etere informatico
dell’universo stabile”, per cui il restante 6% di “etere informatico
instabile” rappresenta la parte a noi sensibile dove ha trovato inizio anche
la nostra vita.
Tale 6% di “etere informatico instabile”,
proprio per la sua natura di plasma informatico, non può assolutamente aver
tagliato le sue connessioni con il restante 94% di “etere informatico
stabile”, da cui ne deriva che:
A).L’universo nel suo insieme in realtà risulta
essere un sistema “finito”, costituito dall’etere stabile ed instabile,
per cui il concetto di “infinito” può essere visto come un sistema chiuso
su un anello circolare e perfettamente equilibrato su se stesso
B) Ogni forma di vita e/o esperienza depositata in
una memoria che si genera nella parte di universo instabile, a partire da
quella racchiusa in un singolo atomo sino a quella delle galassie, essendo
collegata direttamente con la memoria del sistema generale continua il suo
“essere” all’infinito.
C) Le ipotesi come: altre dimensioni, altrove,
universi paralleli ecc. trovano tutte in questa ipotesi una esauriente e
possibile spiegazione.
A supporto di tale ipotesi,
che prove ci arrivano dalle nostre esperienze di vita?
La scienza nostra odierna non è ancora in grado di
fornire prove a suffragio di tale ipotesi scientifica; mentre possiamo
attingere informazione da alcune considerazioni di carattere filosofico
rilasciate con molta discrezione da soggetti coscienti che hanno vissuto
l’esperienza inerente il fenomeno della “pre-morte”; come quelle ad
esempio descritte nei suoi libri dal medico laico Americano Raymond A. Moody
Jr. qui di seguito riportate:
A) La crisi della morte non è mai traumatica, in
quanto il nostro “essere” continua la sua vita cosciente, per cui alcuni
capiscono di essere morti solamente tramite la visione dal di fuori del loro
“vecchio corpo denso” senza vita, e la visione di altre “anime” di
loro amici, familiari e conoscenti già morti in precedenza che vanno loro
incontro per aiutarli a capire che stanno cominciando a percepire l’altra
“sfera di densità di vibrazioni”, con la quale hanno da sempre
convissuto.
B) Per tutti il rientro nel “vecchio corpo
materiale” rappresenta una sofferenza, in quanto l’impressione che
traggono del loro nuovo stato di “essere”, è molto più attraente, bello,
rilassato ed affascinante di quello vissuto prima nella parte della così
detta “materia informatica compressa e/o densa”.
C) L’uscita dal corpo pesante, avviene passando
attraverso un tunnel di luce.
D) Durante il passaggio nel tunnel, tutta la vita
trascorsa nella “materia informatica compressa”, viene rivista come in una
visione veloce di un film.
E) La sensazione per chi ha vissuto qui una vita
piena di cattiverie verso gli altri, è che di la c’è sempre e comunque
qualcuno che ti aspetta, prima per aiutarti a “capire”, e poi per
continuare insieme l’evoluzione verso l’unica possibile meta: l’armonia
e l’amore.
F) La sensazione per chi qui ha vissuto una vita
almeno normale senza troppe cattiverie, è quella di entrare in un ambiente
gioioso e pieno di amore e comprensione.
G) La sensazione che unisce tutti i “vissuti”,
con comportamenti che vanno dal più “buono” al più “cattivo”, è che
la situazione che si prospetta davanti loro è anzitutto fuori dal tempo, ed
è improntata verso una necessità di evoluzione secondo la compatibilità del
sistema, che è amore ed armonia pura.
H) La nostra identità unica ed inconfondibile
continua a sussistere in modo molto marcato, tanto che per alcuni sembra che
sia molto più concreto e reale “l’altro mondo”; in realtà è come se
vivessimo da sempre con i “piedi in due scarpe”, per cui il passaggio da
una dimensione all’altra in realtà è una continuazione del nostro
“essere”.
I) La grande ed unica differenza che sussiste tra
“essere nell’etere informatico concentrato” ed “essere nell’etere
informatico naturale”, è che il pensiero nella forma di etere naturale è
una “forza creatrice”. Per cui ad esempio non è più necessario uccidere
per nutrirci; e siccome anche la comunicazione avviene tramite il pensiero,
non è più possibile essere ipocriti.
L) La sensazione di essere circondati da un
“Essere di luce” infinitamente buono, comprensivo ma anche giusto, per cui
tutto deve essere meritato e guadagnato nei limiti e confronti della
compatibilità con il sistema generale. Tale principio di giustizia comporta
il fatto che ognuno di noi può accedere solo alle zone dove si merita di
“essere”, naturalmente con la possibilità di ricevere aiuto da altri
esseri già più evoluti per comprendere e quindi crescere.
Queste sensazioni prese da testimonianze di esseri
coscienti che hanno potuto dare uno sguardo a cosa succede dopo e durante la
“crisi della morte”, hanno molti tratti comportamentali tipici ad un
sistema di universo informatico olografico dinamico, nel quale tutte le
memorie che si vengono a creare procedono all’infinito verso un “progetto
evolutivo” ben definito dalla mente che presiede e forma il “Tutto”.
Perché dal nostro modo di
essere nell’etere denso, solo chi possiede una particolare sensibilità
riesce a percepire le sensazioni del modo di essere nell’etere stabile?
Il motivo fisico è che noi viviamo in una
situazione di “alta densità informatica”, che di conseguenza porta ad
elevare anche le frequenze delle “stringhe informatiche”; mentre nell’
etere stabile tutto è più dilatato, fine, e vibra a frequenze molto più
basse, naturalmente mantenendo inalterati i rapporti armonici primordiali; per
cui solo esseri dotati di particolare sensibilità e/o predisposizione
riescono a percepire le sensazioni del modo di vivere nell’etere stabile.
Tale fatto fisico ha pure dei riscontri di tipo filosofico, nel senso che tale
barriera serve anche per creare la necessità di imparare, in quanto se noi
fossimo in contatto diretto con la verità ultima assoluta, non potremo
“maturare” quell’esperienza utile per arrivare alla conoscenza ed alla
consapevolezza, che sono gli ingredienti base indispensabili per formare la
nostra “identità”unica ed irripetibile.
Che ruolo ha la coscienza in
questo sistema universo?
La coscienza rappresenta la parte più nobile del
“Tutto”; noi uomini coscienti quindi abbiamo grandi responsabilità ed
opportunità da giocarci in tale sistema, che possiamo utilizzare per creare
“farina compatibile”, oppure “crusca di scarto”.
Cosa succede se noi andiamo
“contro corrente” al senso della freccia evolutiva?
Tramite il nostro pensiero cosciente abbiamo la
possibilità di scelta, per cui ciò che produciamo di compatibile al sistema
ci serve per proseguire, e ciò che è incompatibile ci arretra nella nostra
scalata evolutiva, in altre parole: se vogliamo accedere all’immensa
bellezza armonica dell’eterna ghirlanda brillante, dobbiamo proprio
guadagnarcelo!!!!!!! .
Come e quando finirà questa
forma di instabilità in cui noi abbiamo trovato la vita?
Il famoso collasso dell’universo in questa
visione del sistema “Tutto” va letto semplicemente come il ritorno alla
stabilità primordiale, che avverrà alla fine del periodo di espansione (in
cui ci troviamo attualmente), a cui seguirà un periodo di ritorno allo stato
primario; e dove la stessa onda a bassa frequenza che ancora risuona nel cosmo
e che ha generato l’instabilità iniziale riporterà le “stringhe
informatiche” allo stato di stabilità di tensione proprio dell’etere
primordiale stabile, il quale alla fine di questa “bella avventura”
risulterà arricchito di tutta l’esperienza che si è generata durante
l’oscillazione d’onda.
Come mai una Coscienza così
equilibrata ed armonica, ha deciso di fare una creazione?
La risposta vista nella filosofia che piace allo
scrivente assume il significato di un atto di amore creativo, compiuto dalla
Coscienza armonica primordiale al fine di generare “nuova esperienza” al
suo interno, e poter quindi condividere con “altre coscienze” le
meraviglie del “suo essere”.
Perché l’umiltà?
Il concetto di “umiltà” necessario per
accedere alla “conoscenza”, rispecchia ancora una volta l’aspetto
dualistico su cui è montato tutto il sistema, in quanto umiltà significa
predisposizione ad un continuo confronto necessario per capire e quindi
crescere; per cui l’uomo ed ogni altro sistema in natura che non rispetta
questa regola praticamente non potrà procedere alla sua evoluzione.
La natura da sempre ci insegna l’umiltà, in
quanto si dona a “Tutti” equamente; infatti se osserviamo il sole sorge
per tutti, buoni e cattivi, belli e brutti, egoisti ed altruisti, siamo noi
uomini che a causa del nostro enorme “ego” non riusciamo a mettere a
frutto l’esperienza che maturiamo anche attraverso i nostri errori,
ritardando quindi enormemente il processo della nostra evoluzione.
Perché la nostra forma cosciente di
vita sente il richiamo verso l’amore?
L’amore
per “l’eterna ghirlanda brillante” rispecchia la perfezione armonica
assoluta del suo esistere, per cui in realtà il nostro bisogno di “amore”
da dare e ricevere, che noi percepiamo nella nostra vita in questa zona di
universo instabile, è il lontano eco che ci giunge dalla nostra madre
primordiale, la quale ci attende con il nostro bagaglio di esperienza unico ed
irripetibile.
L’amore,
non va letto come una forma “sdolcinata” di esprimere i nostri sentimenti
verso qualcosa e/o qualcuno, ma va visto invece come un alto traguardo di
filosofia di vita difficile da raggiungere in quanto risulta essere molto più
facile vivere da grande egoisti, che da grandi altruisti…...
Saper
amare in modo assoluto e perfetto, significa “dimenticare” noi stessi per
gli altri, senza perdere la nostra identità.
Perché la nostra forma cosciente di
vita sente il richiamo verso l’infinito?
Come
per l’amore, l’infinito fa parte della natura della nostra madre che ci
attende.
Perché c’è bisogno della diversità
e della imperfezione per esistere?
La
Coscienza dell’eterna ghirlanda brillante non aveva alternative per generare
nuove esperienze al suo interno, in quanto dentro un sistema perfettamente in
equilibrio armonico su se stesso
non vi è possibilità di creare nuova e/o diversa informazione al suo
interno, nel senso che qualsiasi nuova informazione che si aggiunge al suo
interno non può essere che una copia perfetta della madre generatrice, per
cui non può assumere mai ed in nessun modo una nuova e particolare identità.
Questa
esigenza di dover passare attraverso l’esperienza guadagnata attraverso
anche l’errore per “crescere”, nella realtà è il prezzo che è
necessario pagare onde poter esistere, l’importante è saper fruire dei
propri errori con umiltà onde poter crescere consapevolmente.
La meccanica classica, la
meccanica quantistica e la relatività come vengono viste?
In tale visione di universo la meccanica classica
continua a soddisfare l’esigenza di rappresentare la dinamica degli effetti
tra le cose che ci circondano più da vicino.
La meccanica quantistica è soddisfatta nel senso
che basta sostituire il concetto di “quanti energetici” a “quanti
informatici” e tutto funziona bene.
Ciò che potrebbe cambiare non nella sostanza ma
nel significato invece è il concetto di relatività di Einstein, poiché in
questa ipotesi scientifica Il tempo come dimensione fisica non ha più senso
di esistere, in quanto che quello che spostiamo sono dei pacchetti di
informazione all’interno di un enorme computer olografico avente circa il
94% di etere informatico in forma stabile, ed il 6% di etere informatico in
forma densa ed instabile; pertanto la famosa equazione:
E
= m x c2, dove:
E
= quantità di Energia
m
= massa
c
= velocità della luce
Potrebbe venire interpretata come:
E
= quantità di informazione in forma “naturale” e/o senza tensioni.
m
= quantità di informazione in forma “densa” e/o in tensione.
c
= coefficiente di trasformazione da etere in tensione a etere senza tensione.
Per cui la costante “c” che rappresenta la
velocità della luce, invece di essere vista come costante di riferimento per
definire la quantità di Energia contenuta in una determinata massa, potrebbe
essere interpretata come costante di trasformazione da “volume etere
informatico denso in tensione”, a “volume etere informatico senza
tensione”.
La velocità della luce resta
un limite invalicabile?
Facendo riferimento a quanto sopra esposto circa il
concetto di relatività, la velocità della luce potrebbe non essere più un
limite invalicabile per trasmettere informazione.
Per esempio un'altra via percorribile molto più
efficiente potrebbe essere rappresentata dall’onda molto lunga e sottile che
caratterizza la forza di gravità, la quale se imparassimo a conoscerla e
quindi utilizzarla potrebbe portarci a scambiare pacchetti informatici con
l’universo con efficienza molto superiore alle onde elettromagnetiche.
Cosa si intende per campo di
forze unificato?
Il “campo di forze unificato”, potrebbe trarre
origine dallo stato di tensione provocato dall’oscillazione d’onda
primordiale, la quale essendo generata ed operando in un sistema
“equilibrato e stabile”, di conseguenza non può che aver prodotto uno
stato di tensione “uniforme” nel suo insieme, il quale a seconda dell’
ambiente in cui opera presenta una diversa intensità, regolata
dall’equazione detta “dell’inverso del quadrato” che rappresenta la
geometria cubica che racchiude la cella base del “pixel” dell’universo
stabile, (vedi disegno a fondo capitolo).
Tale stato di tensione esistente solamente nel 6%
di etere informatico instabile, all’inizio aveva generato un plasma dove si
distinguevano solo i due ambienti del sistema dualistico definiti come
“positivo” e “negativo”, definiti come “quark” ed “elettroni”
dalla fisica contemporanea. Successivamente lo stato di tensione si è
suddiviso in zone definite galassie, che hanno poi generato altri agglomerati
compressi di “stringhe informatiche” chiamate stelle, le quali a loro
volta hanno generato i pianeti dai quali è scaturita anche la nostra forma di
vita.
Cosa dimostra l’esperimento
del fisico Alain Aspect?
Tale esperimento di fisica, in sintonia con la
visione di universo olografico di David Bohm, dimostra che l’universo nel
suo insieme non può essere che un’enorme sistema informatico interconnesso
in tempo reale, per cui ogni esperienza depositata nell’hardware del sistema
nel caso di un suo frazionamento, ogni parte riconosce l’altra parte in
tempo reale ed indipendentemente dalla distanza fisica a cui vengono portate
le varie parti.
Cosa si intende per universo
olografico?
Il concetto di universo olografico deriva dal fatto
che proprio per la struttura hardware dell’etere, ottimizzata
geometricamente mediante l’incrocio dei fili informatici descritto nella
figura sottostante che porta a creare delle celle e/o pixel informatici; in
ogni cella dalla più piccola alla più grande, passa in tempo reale tutta
l’informazione del sistema; per cui interrogare una micro cella base
informatica composta da due piramidi rovesciate, si ottengono esattamente le
stesse informazioni come interrogare una macro cella informatica che contiene
una o centomila galassie.
Cosa si intende per Energia?
Come
già sopra citato, l’universo non può essere che un sistema perfettamente
equilibrato, per cui le zone instabili a tutti i livelli tendono a rientrare
nel loro equilibrio primario con le sue regole armoniche. Nelle zone in cui
noi forzatamente creiamo instabilità il passaggio per ritornare allo stato di
equilibrio naturale rappresenta quello che noi definiamo come “Energia”.
Fermioni e bosoni come vengono visti in
questa visione di universo?
Il concetto di “particella” viene visto come uno stato di tensione dualistico di carattere informatico, con capacità di mantenere, elaborare e trasmettere informazione.
La
chimica e la biologia come vengono interpretate?
Le
discipline della chimica e della biologia vengono interpretate come le scienze
che studiano le modalità con cui le “stringhe informatiche” si aggregano
tra di loro formando le strutture che compongono tutta la nostra natura.
Perché studiare le funzioni ed i
rapporti armonici che regolano le frequenze nel cosmo?
Lo studio approfondito delle funzioni e dei rapporti armonici che le frequenze hanno nel cosmo mediante l’impiego di apposite apparecchiature e strumentazioni di laboratorio, ci porterà a capire la lingua e quindi i meccanismi base su cui è montato e funziona tutto l’universo.
Cosa
potrebbe rappresentare per la nostra società questa innovativa visione di
universo?
Tale ipotesi non ha la pretesa di rappresentare la verità ultima ed assoluta, ma serve semplicemente a gettare un’altra pietra nello stagno del nostro sapere, onde suscitare tramite un dibattito ed un confronto costruttivi quell’eterno gioco binario tra tutte le cose, che è l’unico mezzo a nostra disposizione per poter crescere.
Nel
caso che tale ipotesi scientifica, tramite la sperimentazione di laboratorio
venisse dimostrata reale; essa dovrebbe portare benefici ai settori
riguardanti l’energia, l’ambiente, la comunicazione, i trasporti, la
salute, i nuovi materiali, le nano-tecnologie ecc. ed inoltre dovrebbe anche
tendere a migliorare gli aspetti sociali ed umanistici del nostro convivere,
proprio per i suoi contenuti che ci portano verso quel senso di consapevolezza
necessario per capire che tutto è interconnesso con tutto.

D)
Perché tanta attenzione sui perché dell’universo?
Perché la storia ci insegna che ogni scienza e/o tecnologia nelle mani dell’uomo si rivolterà contro di Lui, se prima l’uomo stesso non avrà ben interiorizzato profondamente ciò che tale scienza/tecnologia costituisce e da cosa è costituita, e cosa ci sta a fare in questo Universo. Penso quindi che ogni uomo desideroso di capire, analizzare, e spiegare scientificamente qualche fenomeno del creato ha il dovere deontologico di comprendere preventivamente come esso è stato concepito e realizzato; solo allora egli potrà permettersi il lusso di “smontare e/o manipolare” gli elementi che gli interessano utilizzando processi che non possano arrecare danni all’intero sistema.
Inoltre l’osservazione sul come funziona e
comunica l’Universo, a onde e quindi a vibrazioni contraddistinte da
frequenze, assonanze, dissonanze, armonici ecc. va a suffragare il principio
fisico di base che guida tutto il presente Progetto di ricerca.
E) Nota Tecnica:
La passeggiata nei principi base che reggono le
nostre attuali conoscenze scientifiche sull’essenza della “materia”
fatta sopra nella Premessa, ha lo scopo di chiarire e comprendere le basi su
cui si regge il presente Progetto di Ricerca. Esso consiste nello
“spillare” energia direttamente dall’ impasto Energetico (Massa e
Forze), utilizzando il fenomeno delle Masse critiche a rilascio controllato,
da innescare tramite il fenomeno fisico detto di “Risonanza” (il cui
termine deriva dall’acustica), con l’utilizzo di onde sonore con frequenze
sub-soniche, (al di sotto dei 50 Hz).
L’evoluzione della nostra Scienza e Tecnologia
attuali, ci hanno messo a disposizione un’enormità di potenziali mezzi per
innovare maggiormente la stessa Scienza e Tecnologia.
L’importante è imparare a guardare tali mezzi
sotto la luce di altri aspetti applicativi, come ad esempio potrebbero essere
i sistemi moltiplicatori in cascata e/o masse critiche, che in natura esistono
da sempre. Basta osservare i Tornadi e le Trombe d’aria in meteorologia,
l’effetto Larsen in acustica, i Fotomoltiplicatori in strumentazione ottica
e nucleare, ecc., per capire che l’uomo in realtà da sempre è circondato
da tali fenomeni, ed in alcuni casi ha avuto
modo di imparare come sfruttarli per le proprie esigenze, come ad esempio per
le masse critiche lo è la Fissione Nucleare, utilizzata
per scopi energetici, e purtroppo anche bellici.
Se analizziamo i concetti base di Energia che
utilizziamo per far funzionare tutta la Tecnologia
operante sul nostro pianeta, rileviamo come la “combustione” costituisca
la dominante assoluta, se si escludono le poche applicazioni del
“nucleare”,
per il funzionamento di quasi tutti i processi più importanti per la nostra
vita.
Purtroppo le Tecnologie oggi a nostra disposizione
per ottenere Energia, utilizzano processi con troppi passaggi operativi di
trasformazione. Prendiamo ad esempio in esame l’Automobile: l’energia
derivata dalla combustione della benzina che noi riusciamo ad utilizzare per
il movimento dell’autoveicolo, nei migliori motori a combustione interna
moderni, riesce ad arrivare ad un rendimento di circa il 15%; il resto lo
buttiamo via in calore, attriti ecc. Le forme per produrre energia con meno
passaggi, sono quelle così dette “Alternative” e/o “di nicchia” come
il: Solare, l’ Eolico, le Celle a combustibile ecc.
Dall’ equazione affascinante di Einstein: E = m
x c2, derivante dal concetto di relatività ristretta,
possiamo dedurre che la massa è una forma “solida e concentrata” di
energia, e l’energia invece è una forma “spirituale e/o dilatata” della
massa.
La nostra mente tende a ribellarsi a tale realtà,
poichè con le nostre Tecnologie attuali siamo abituati ad avere a che fare
con sistemi energetici a bassissima efficienza di rendimento. Queste grandezze
astratte, diventano più visibili se per esempio ipotizziamo di trasformare
completamente in Energia un grammo di materia o massa. Con tale ipotetica
trasformazione, applicando l’equazione di Einstein, otterremo un potenziale
equivalente in energia pari a 25.000 megawattora, utili per tenere accese 100
milioni di lampadine da 50 Watt per una lunga serata invernale.
Per lo sviluppo del nostro Progetto di ricerca,
molto interessante sarà anche osservare ed analizzare i due fenomeni fisici
di carattere oscillatorio, definiti con i termini di: “Risonanza” e
“Armonici superiori”, che si possono manifestare in diversi campi del
tipo: sonoro, meccanico, elettrico, ottico, magnetico, nucleare, ecc.
Nel campo dell’ acustica ad esempio, possiamo
fisicamente osservare il fenomeno della risonanza quando una corda “X” che
vibra ad una sua frequenza fondamentale “A”, viene investita da un’onda
di frequenza diversa “B”, in tal caso essa si comporta come un sistema
rigido; ma se le due frequenze “A” e “B” sono uguali, la corda “X”
aumenterà il suo stato oscillatorio in base all’energia dello stato
oscillatorio “B”.
Nell’atomo gli elettroni occupano nicchie
energetiche o zone dello spazio chiamate orbite, e ogni orbita possiede certe
frequenze e caratteristiche energetiche dipendenti dal tipo e dal peso
molecolare dell’atomo. Per eccitare e spostare un elettrone nell’orbita
superiore è necessario dargli energia ad una specifica frequenza; solo un
quantum dell’esatto bisogno energetico farà saltare l’elettrone
sull’orbita superiore. Tale fenomeno fisico è appunto conosciuto come il
principio di risonanza secondo il quale gli oscillatori accettano soltanto
energia di una certa banda di frequenza. Da notare che tale fenomeno fu già
indagato da Pauling negli anni 30.
L’altro fenomeno fisico, che come sopra
accennato, si può manifestare in acustica come in altri campi, è quello
degli “Armonici superiori”; i quali si sviluppano sopra ogni frequenza
ondulatoria con minore intensità energetica della frequenza di base e
moltiplicando per 2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16, ecc. la frequenza
fondamentale (da notare che da questo fenomeno fisico è nata la nostra scala
diatonica musicale).
Alla sfera delle applicazioni possibili derivanti
dai due sopraccitati fenomeni fisici, appartengono i fenomeni inerenti
l’Energia “Piezoelettrica”, e la “Sonoluminiscenza”, i quali
potrebbero essere considerati come realtà gia sperimentate, e quindi
interessanti da esaminare per lo sviluppo del qui trattato progetto di ricerca
L’energia Piezoelettrica si ottiene forzando
meccanicamente un quarzo, il quale rilascia Elettroni, per il semplice fatto
che gli atomi del cristallo messi sotto pressione si muovono e trascinano con
loro le cariche elettriche che contengono, generando un flusso di corrente
elettrica.
La piezoelettricità collegata all'intima struttura cristallina del quarzo, è una proprietà presente anche in altri minerali come la tormalina e il cinabro.
Ritornando all’ obiettivo del presente progetto
di ricerca che è quello di proporre la sperimentazione di estrazione di
energia (intesa come emissione di particelle sub-atomiche e calore), mettendo
in condizioni di stress delle strutture cristalline, mediante il fenomeno
della “risonanza” generata tramite onde sonore sub-soniche, possiamo
osservare che tali frequenze, nel mondo animale, come ad esempio tra gli
elefanti, balene delfini ecc. sono già da millenni impiegate per comunicare
tra di loro a distanze chilometriche, per il semplice motivo che queste
frequenze nel loro cammino nello spazio, non risentono affatto della presenza
di ostacoli solidi e/o liquidi.
Nella nostra tecnologia invece, le onde sonore
sub-soniche sono già impiegate nel campo delle comunicazioni ad esempio nei
sottomarini.
L’impiego delle frequenze sub-soniche presenta
pure il vantaggio che per la loro generazione necessita meno energia di quella
che servirebbe per creare oscillatori ad alte frequenze. Le basse frequenze
sono presenti in tutto l’universo, e costituiscono uno dei suoi principali
“motori“ trasformando, ad esempio, della massa vagante per l’universo in
energia.
Le onde sub-soniche interferendo poi inoltre con le
onde gravitazionali, portano ad una distorsione dei campi gravitazionali in
cui sono immersi i corpi celesti. Tali interferenze generano delle energie
allo stato puro, dette energie cosmiche, in grado poi di generare qualsiasi
cosa, dalla materia alle varie energie che conosciamo e che non conosciamo, e
che per ora abbiamo solo il sentore che esistano, tipo la materia oscura, ecc.
A proposito di risonanze sub-soniche, un
ricercatore di Monaco di Baviera, W. O. Schuman, nel 1952 presentò una sua
ricerca in cui dichiarava che tra la ionosfera e la Terra si crea un campo
elettromagnetico pulsante come un diapason che vibra con frequenze sub-soniche
che vanno dai 5 ai 50 Hz, di cui le frequenze medie nominali rilevate
risultano essere di: 7, 8 , 14, 20, 26, 33, 39 e 45 Hz.
Da notare che tali frequenze di Schuman come
tendenza di rapporti armonici, sono confrontabili con alcune delle risonanze
rilevate da Gregory Hodowanec riportate nella premessa con il titolo di
“Rhysmonic Cosmology”; inoltre alcune di queste frequenze trovano una
certa corrispondenza con la logica matematica dei “numeri di Fibonacci”,
come ad esempio:1, 2, 3, 5, 8, 13, 21,
34, 55, 89, 144, 233, 377..., da dove si evincono alcune regole, tra cui le più
importanti enunciano che:
1).Ogni numero nuovo
rappresenta la somma dei due numeri che lo precedono;
2) Se un qualsiasi numero della serie è elevato al
quadrato, questo risulta essere uguale al prodotto tra il numero che lo
precede e quello che lo segue aumentato o diminuito di una unità.
Da notare che l’applicazione di tali semplici
regole matematiche, possono permettere di costruire alcuni effetti molto
interessanti, noti sin dai tempi più antichi, ed anche utilizzabili nelle
scelte delle frequenze sub-soniche da impiegare nel qui presente Progetto di
Ricerca. Certo è che come minimo viene da domandarci: tali coincidenze sono
da imputare al caso, oppure alla base si potrebbe celare almeno in parte, la
logica matematica e quindi geometrica su cui si basa l’essenza di tutto l’
Universo?
L’applicazione di onde sub-soniche, emesse nel
nostro caso ad una certa frequenza ed intensità energetica, avranno il
compito di andare ad interferire in fase e in ampiezza con le frequenze
caratteriste dei cristalli, cambiando la soglia energetica e/o di coesione
molecolare di tutto il sistema risonante. Ciò è dovuto all’interferenza
che si crea con la nuvola elettronica delle molecole genera delle armoniche,
le quali vibrando ad una frequenza più elevata, penetrano più facilmente nel
nucleo atomico generando così dei neutrini o quanto meno il distacco di
elettroni.
Questa quantità di energia, sia sotto forma di
neutrini, sia di flussi elettronici o protonici per effetto del riequilibrio
delle molecole, è proporzionale al “rimbalzo” che si riesce ad ottenere
tra una molecola e l’altra. Tale rimbalzo (che può anche essere visto come
l’effetto “Larsen” in acustica), va controllato, altrimenti avviene una
disintegrazione istantanea della massa in questione, con conseguente
liberazione energetica elevatissima.
L’energia così liberata in forma istantanea,
risulta essere difficilmente sfruttabile ai fini energetici nostri
convenzionali; essa si potrà sfruttare al meglio solamente se si riuscirà
avere un buon controllo del sistema di criticità, facendo collassare nella
struttura cristallina una quantità diluita e controllata nel tempo di atomi,
e quindi di molecole. Tale effetto si potrà ottenere agendo su due fronti
diversi:
1) Con l’inserimento nella struttura molecolare
cristallina di appositi “cristalli moderatori”.
2) Agendo sui rapporti armonici tra le frequenze
dell’accordo sonoro sub-sonico, che avrà il compito di andare a creare uno
stato di criticità controllata nella struttura atomica e molecolare dei
nostri elementi cristallini risonatori.
Questo fenomeno, definito di “criticità
controllata”, avviene già nel nostro corpo, come ad esempio nei muscoli, i
quali funzionano a tutto o niente, e quindi ogni singola fibra viene contratta
o meno; alla fine la somma delle quantità di fibre contratte, equivale alla
quantità di energia muscolare applicata alla leva, che corrisponde al nostro
sistema osseo.
Tale fenomeno, in base all’ intensità di
esercizio nel tempo, porterà ad una diminuzione di massa dell’oggetto
risonatore stesso, in quanto “esso si dovrà consumare” per liberare
elettroni, e quindi arrivare anche ad un cambiamento delle stato del materiale
stesso.
La scelta progettuale di struttura Cristallina, come morfologia costruttiva della molecola dei risonatori, è dettata dalla necessità di avere a disposizione un materiale costituito da molecole morfologicamente regolari, al fine di ottenere una risposta uniforme, regolare, modulare e quindi controllabile nei confronti del fenomeno della soglia critica di risonanza.
La Tecnologia moderna ormai conosce a fondo le tecniche di crescita in laboratorio di cristalli con strutture molecolari particolari, in quanto esse sono ormai già ampiamente utilizzate da tempo in diversi campi tipo: schermi vari per computer e Tv, micro-chirurgia, telecomunicazioni, solare fotovoltaico, robotica ecc.
A tal proposito osservando le molecole organiche, ovvero molecole in cui è presente il carbonio, elemento molto versatile per la stabilità dei legami; esse appaiono molto interessanti per la possibilità di creare isomeri, e cioè molecole che, pur avendo la medesima formula chimica hanno una diversa collocazione spaziale degli elementi coinvolti.
Negli isomeri gli atomi si divertono a "giocare ai 4 cantoni", sono sempre gli stessi per tipologia e quantità ma la loro diversa posizione all'interno della molecola produce risultati incredibilmente differenti; pensate alla differenza che passa tra il diamante e la grafite, eppure sempre di carbonio si tratta.
Questo ultimo aspetto nel campo Scientifico e Tecnologico, risulta essere anche lui di fondamentale importanza per lo sviluppo di questo Progetto di ricerca; poiché ci aprirà la possibilità di costruire in laboratorio, strutture molecolari cristalline "progettate a tavolino", che nel nostro caso dovranno ottemperare a specifiche di “collassamento” modulare e quindi controllato.
F) Modalità operative
1) Studio, realizzazione e sperimentazione in
laboratorio di strutture cristalline aventi le specifiche morfologiche che
servono per ottenere il collassamento modulare e quindi controllato delle loro
strutture molecolari ed atomiche, con il conseguente rilascio di energia sotto
varie forme.
2) Studio, realizzazione e sperimentazione in
laboratorio di sistemi atti a mettere sotto “stress” le strutture
molecolari e atomiche di coesione dei cristalli “speciali”, mediante
sollecitazione da ottenere con l’impiego di onde sonore sub-soniche.
3) Studio, realizzazione e sperimentazione di
qualche prototipo costruttivo atto all’ impiego diretto dell’ energia
derivante dalle strutture cristalline risonanti.
G)
Esempi applicativi
1) Propulsore diretto:
Da impiegare su mezzi di trasporto
tradizionale, funzionante tramite l’emissione di particelle sub-atomiche e/o
calore in una direzione prestabilita.
2) Mezzo di Trasporto Innovativo “M.T.I.”:
Funzionante a “loop
elettromagnetico”; costituito nelle sue parti essenziali da una doppia
carrozzeria divisa da un “nido d’ape”, in cui la parte interna sarà
formata da un materiale di tipo isolante sonoro ed elettromagnetico, e la
parte esterna sarà formata da un materiale di tipo cristallino risonatore,
con la doppia funzione di contenitore esterno e di generatore primario di
flusso energetico, il quale sarà poi convogliato in una zona per essere
trasformato in un “loop elettromagnetico” attorno al “M.T.I.”, tramite
un anello trasformatore superconduttore ad alta temperatura.
Gli spostamenti della massa del “M.T.I.”
si potranno generare agendo sull’equilibrio e/o sfasamento che il Pilota
potrà creare tra il baricentro della massa del “M.T.I.” completo di
passeggeri e/o merce, ed il “centro energetico focale” del “loop
elettromagnetico”.
Naturalmente tutta la gestione del “M.T.I.”
verrà eseguita tramite un “computer” di bordo.
Chiaramente tra questo sistema
propulsivo e quello descritto nel punto (1) vi è un salto tecnologico
generazionale, solo possibile grazie alla grande efficienza energetica del
nostro innovativo sistema generatore di Energia.
All’interno del “M.T.I.”, in
confronto ai mezzi di trasporto tradizionali, vi sarà una grande differenza
di “confort” per i passeggeri, per il semplice motivo che dentro il
“loop elettromagnetico” non si potranno avvertire accelerazioni,
decelerazioni, e/o cambiamenti improvvisi di rotta ecc. in quanto tale
“loop” creerà al suo interno un mondo a sé, tagliando i ponti e quindi
le relazioni con il mondo esterno, ivi compresa la gravità.
Proprio come succede a Noi sulla Terra
dove abbiamo la sensazione di essere fermi, mentre nella realtà la Terra: ruota su se stessa, gira attorno al Sole, si muove
insieme al sistema solare rispetto al centro della Via Lattea, ed ancora la
Via Lattea a sua volta si muove nei rispetto alle altre galassie, eppure a Noi
sembra di essere fermi.
Questo sta a
dimostrare che le nostre sensazioni di movimento non sono mai assolute, ma
prendono solo certi valori quando le mettiamo in relazione al nostro mondo
strettamente circostante, con il suo “impasto” di massa e forze.
3) Produzione di Energia elettrica
Creazione di una differenza di
potenziale di tipo elettrico, tramite l’emissione di un flusso continuo di
elettroni; da impiegare su componenti già esistenti nel sistema tecnologico
tradizionale, tipo motori elettrici, elettrodomestici, sistemi di
illuminazione ecc.
4) Motore sonoro
Motore rotante formato da cristalli che
ruotano in un campo sonoro sub-sonico, funzionante mediante l’emissione di
elettroni su di una morfologia costruttiva circolare, costituita da un
dispositivo che porta un cristallo trasduttore centrale fermo, con attorno
disposti a 120°, altri tre Cristalli periferici rotanti, costruiti con delle
“punte tangenziali”, con la funzione di induttori di forza di rotazione, e
quindi con la conseguente creazione di un momento rotatorio.
Lo “start” energetico ai sopra
citati esempi di dispositivi, da costruire in via sperimentale per
l’utilizzazione dell’energia derivante dallo “stress” apportato alle
strutture cristalline risonanti, potrebbe avvenire tramite un “Diapason
sub-sonico”.
H) Risorse umane
1
Coordinatore di Progetto
1
Segreteria
1
Amministrativo
1
Pubbliche relazioni e brevetti
2
Fisici
2
Chimici
2
Biologi
2
Ingegneri esperti in nuove strutture di materiali
2
Elettronici
2
Programmatori
2
Esperti in nano-tecnologie
2
Esperti in morfologia dei Cristalli
6
Tecnici di laboratorio Bio-chimico
4
Tecnici Elettronici
--------------------------------------------------------
30
Unità
I) Costi
Circa 20.000.000 di Euro, esclusi gli edifici
inerenti gli uffici ed i laboratori.
J) Tempi realizzativi
Circa
4 anni
K) Mezzi necessari
Per lo sviluppo del presente Progetto di Ricerca;
necessiterà creare una zona attrezzata di laboratori ed uffici, con una
superficie di circa 600 m2.
Le apparecchiature necessarie per attrezzare i
laboratori una parte andranno progettate e costruite appositamente su misura,
e le altre già reperibili sul mercato sono:
1)
Multimetro digitale interfacciabile con elaboratore dati.
2)
Oscilloscopio digitale interfacciabile con elaboratore dati
3)
Analizzatore di spettro interfacciabile con elaboratore dati
4)
Frequenzimetro
5)
Generatore di funzioni di forme d’onda
6)
Misuratori digitali di: pressione, temperatura, vibrazioni, vuoto ecc.
7)
Fonometro ad ampio spettro ed alta precisione
8)
Stazione di saldatura con cappa di aspirazione e filtri
9)
Stazione attrezzata per prove in alto vuoto
10)
Banco vibrante
11)
Spettrometro di massa
11)
Computer
L) Finalità e obiettivi:
Il presente Progetto di Ricerca come obiettivo si
propone di portare avanti una Ricerca scientifica di base ed applicata, onde
arrivare a realizzare in laboratorio dei Cristalli risonatori, con funzioni di
elementi di innesco di masse critiche a rilascio controllato, onde ottenere un
emissione di energia sottoforma di rilascio di particelle sub-atomiche e/o
calore.
Questo metodo innovativo di agire sulla natura per
ottenere Energia, non passando attraverso il processo chimico della
combustione, lascia in pace tutto l’ecosistema della Terra; andando quindi
nella direzione delle aspettative e quindi degli impegni assunti dai vari
Governi che parteciparono all’ormai leggendario Convegno di Kyoto.
In tale convegno si prevedeva una riduzione del 30%
globale per il 2010 dei Gas serra, espressi come anidride carbonica
equivalente; in particolare il Governo Italiano si impegnò per una riduzione
di emissioni in atmosfera di CO2 del 8% entro il 2010.
Se consideriamo che in Italia per la produzione di Energia, onde far
funzionare il nostro sistema Tecnologico, buttiamo ogni anno complessivamente
in atmosfera circa 424.000 Kt di CO2,
adottando il sistema descritto nel nostro Racconto Scientifico per la
produzione di Energia, ridurremmo drasticamente le emissioni in atmosfera, e
quindi nell’assoluta direzione delle aspettative della Conferenza di Kyoto.
Tale visione della Scienza e della Tecnologia per ottenere Energia, con
il suo evolversi nel medio e lungo periodo, si porterà dietro, come “spin-offs”,
anche la nascita e/o l’evoluzione di altri campi nuovi della Tecnologia
applicata, inoltre porterà benefici e nuove conoscenze a campi della
Tecnologia avanzati, come ad esempio, le
nano-tecnologie ed i nuovi materiali compositi; ed ancora porterà grossi
benefici nel campo della salute del nostro pianeta Terra, e quindi
dell’uomo.
Sono perfettamente consapevole che le sfide che
lancio in questo Progetto di ricerca, che non è una favola, sono alte ed
ambiziose; il vero problema per l’uomo è la pigrizia intrinseca
onnipresente e l’enorme “ego” da soddisfare sempre ad ogni costo, che
tendono a farlo guardare sempre dalla parte dove già si è
abituati a guardare da tempi remoti, per cui il pensiero innovativo,
per la maggioranza umana è quasi sempre una grossa fatica per affrontarlo e
accettarlo. E così i tempi diventano lunghi…
Sarà bene qui ricordare che molte scoperte e/o
invenzioni scientifiche anche importanti nel nostro passato sono avvenute
quasi per caso, e comunque fatte da gente comune, attenti osservatori di ciò
che succedeva loro attorno; questioni
che poi venivano elaborate e codificate dai così detti “scienziati”.
A tal proposito se leggete la storia
dell’inventore della “Dinamo” verrete a conoscenza che: attorno al 1865,
un falegname Belga, nato nel 1826, di nome Zenobbio Gramme, in seguito ad una
Sua visita all’oreficeria di un certo Christofle, vedendo come a
quell’epoca gli argentatori e
doratori ottenevano l’energia Elettrica, tramite bagni verdastri
“puzzolenti”, esclamò: “ma non potreste dunque fare l’Elettricità
con un po’ più di pulizia”; e di lì comincio a formulare nella Sua mente
nuove idee strane, con la finalità di arrivare ad ottenere energia Elettrica
in modo meno puzzolente.
Quando gli Elettrotecnici e Fisici di allora vennero
a conoscenza dei tentativi di Gramme, non risparmiarono i loro sarcasmi per
quel vecchio falegname che voleva riuscire dove la Scienza ufficiale di allora
non era ancora arrivata. Le critiche maligne durarono sino a quando Gramme non
dimostrò con i fatti la bontà e veridicità della Sua scelta costruttiva,
atta ad ottenere Elettricita indotta su di una bobina rotante, sistemata in
mezzo ai due poli di un magnete permanente (o calamita).
La prima Dinamo Gramme funzionò nel 1871; gli
Scienziati riconobbero i loro errori, e si dettero un gran da fare a
sommergere tale macchina di equazioni complicatissime, tanto che al Congresso
Internazionale di Elettricità, che si tenne a Parigi nel 1881, dove Gramme
era presente per assistere ad un’esposizione matematica del suo sistema
fatta dallo Scienziato Frolich, il suo vicino di sedia, il Fisico d’Arsonval,
racconta: “vidi Gramme assopirsi placidamente, tuttavia si risvegliò verso
la fine della dimostrazione, e contemplando melanconicamente la lavagna piena
di equazioni, mi confidò sotto voce: Ah! Dottore, Io non avrei mai inventato
la mia macchina, se mi fosse stato necessario di caricarmi di tutti quegli
attaccapanni disegnati sulla lavagna”.
Da questa e tante altre storie, scritte e non
scritte, si evince il fatto che: “solo l’uomo che cerca con il candore di
una colomba e l’astuzia di un serpente, troverà.