La Convergenza Consapevole.
Un'Onda di Unità il 17-18 luglio
2010.
Creare l'intenzione della coscienza
unitaria della Nona Onda del
calendario Maya!
Di Carl Johan Callemann
www.calleman.com/
Punti salienti:
*Il calendario Maya vi
riguarda.
*Secondo gli
antichi Maya la creazione
dell’universo è effettuata da nove
onde.
Le polarità Yin / Yang
della
Mente Umana create dalle
Cinque Onde più alte
della
Piramide Cosmica (Bolon
Yookte)
|
*Ci stiamo ora avvicinando
alla fine dell’ottava onda e anche
all’attivazione del nono e più alto
livello che concluderà l’evoluzione
dell’universo.
*Questo nono livello
dell’universo è finalizzato a generare
una coscienza unitaria.
*La manifestazione
della coscienza unitaria portata dal
nono livello richiederà l’intenzione
degli esseri umani di co-crearla.
*La Convergenza
Consapevole,
17-18 Luglio 2010, riguarda
le persone che sono disposte a impostare
l’intenzione di creare una coscienza
d’unità nella nona onda del sistema del
Calendario Maya. Creare l’intenzione
della coscienza unitaria della Nona Onda
del calendario Maya!
La Convergenza Consapevole - Un'Onda di
Unità il 17-18 luglio 2010
Creare l'intenzione della coscienza
unitaria della Nona Onda del calendario
Maya! di Carl Johan Calleman
www.calleman.com Punti salienti: * Il
calendario Maya vi riguarda. * Secondo
gli antichi Maya la creazione
dell’universo è effettuata da nove onde.
* Ci stiamo ora avvicinando alla fine
dell’ottava onda ed anche
all’attivazione del nono e più alto
livello che conclude-rà l’evoluzione
dell’universo. * Questo nono livello
dell’universo è finalizzato a generare
una coscienza unitaria. * La
manifestazione della coscienza unitaria
portata dal nono livello richiederà
l’intenzione degli esseri umani di
co-crearla. * La Convergenza
Consapevole, 17-18 Luglio 2010, riguarda
le persone che sono disposte ad
impostare l’intenzione di creare una
coscienza d’unità nella nona onda del
sistema del Calendario Maya. Creare
l’intenzione della coscienza unitaria
della Nona Onda del calendario Maya!
Negli ultimi anni c'è stato un crescente
interesse nei confronti del calendario
Maya, soprattutto nei confronti della
sua fine e così molti si chiedono che
cosa prevederà questo calendario per il
futuro. Sorprendentemente molte persone
si pongono questa domanda come se la
risposta non avesse nulla a che fare con
loro stessi o con le proprie scelte.
Pochi sembrano aver considerato che il
compimento del piano cosmico richiederà
di salire al ruolo di co-creatori in
questo piano divino. Questo non vuol
dire che gli esseri umani possono creare
tutto ciò che vogliono in qualsiasi
momento. Le onde di coscienza portate
dal calendario Maya definiscono ancora
il quadro della nostra esistenza e
quello che pos-siamo o non possiamo
creare in ogni determinata epoca.
Tuttavia sarà favorita solo la
creatività coerente con una nuo-va onda
e questo fatto sarà di nuovo evidente
non appena entriamo nella nona e più
alta onda del sistema del calenda-rio
Maya. E’ quindi pertinente chiedersi che
cosa creerà la coscienza della nona onda
e che cosa comporterà per noi essere in
grado di diventare co-creatori con
questa onda. Per rispondere a questo
interrogativo è necessario consultare
gli antichi Maya ed analizzare l’unica
iscrizione che de-scrive il significato
della fine del loro calendario: il
Monumento 6 di Tortuguero. Questa
iscrizione ci dice che in quel punto nel
tempo Bolon Yookte, (Fig. 1) "scenderà".
* Questo significa in altre parole che
una combinazione di nove forze cosmiche,
nove movimenti a onda contemporaneamente
si manifesteranno in pieno. In questo
antico modo Maya di guardare al
significato della fine del calendario
non c'è dunque nulla che parla di fine
del mondo. Piuttosto, quello che la fine
del sistema del calendario rappresenta è
un completamento, o adempimento, dei
processi evolutivi in corso dall’inizio
del tempo e che hanno portato il mondo a
quello che è oggi. Queste nove forze
cosmiche sono le nove progressioni
evolutive (Sottomondi), ciascuna
attraverso tredici energie che
costituiscono il sistema profetico del
calendario Maya, un sistema con il quale
si correlano molto bene gli eventi
signi-ficativi nell'evoluzione biologica
e storica. Ognuna delle diverse
progressioni sviluppa un diverso stato
di coscienza ed attualmente siamo più
fortemente influenzati dall'ottava onda.
E’ comunque il nono e il più alto di
questi movimenti d'onda che porterà al
passaggio finale alla coscienza
unitaria, che culminerà come il
calendario giunge al termine. Ri-tengo
sia assolutamente necessario rendersi
conto che queste nove forze cosmiche non
agiscono separatamente dagli esseri
umani, ma agiscono attraverso la loro
influenza su di noi e così si
manifesteranno solo nella misura in cui
gli esseri umani si allineeranno con
esse. Credo anche che sia necessario
considerare che la co-creazione di
questo più alto livello richiede un
maggior impegno da parte nostra per
raggiungere lo scopo. Ed è’ in
preparazione di questa nona onda
alquanto misteriosa che sto
incoraggiando la celebrazione della
Convergenza Consapevole, il 17-18 luglio
2010, come punto per concentrarsi
sull’allineamento con la più alta e
decisiva onda del sistema del calendario
Maya, la nona onda . Molte persone
sentono intuitivamente che la fine del
calendario Maya porterà un cambiamento
nella coscienza. Eppu-re, raramente è
indicato chiaramente o spiegato
esattamente qual’é la fonte di questo
cambiamento, come accadrà o quale sarà
la sua natura. Forse però i cambiamenti
nella coscienza sono in realtà meno
misteriosi di quanto si tende a credere.
Infatti spostamenti della coscienza sono
accaduti dall'inizio dei tempi e
continuano ad accadere ogni volta che
c’è uno spostamento significativo di
energia nel calendario Maya, ad esempio
tra uno qualsiasi dei suoi giorni e
notti. Fig 1. La Piramide Cosmica, o il
dio-nove-passi (Bolon Yookte), le cui
nove onde simul-taneamente si
manifesteranno alla fine del calendario
Maya. Nonostante tutti questi
cambiamenti precedenti nella storia
cosmica credo tuttavia che vi sarà
qualcosa di molto spe-ciale ed
importante con la nuova coscienza che si
può prevedere sarà generata dalla nona
onda. Dunque, per quello che sappiamo,
tutto questo è progettato per portare un
cambiamento verso una coscienza unitaria
in cui la mente umana non sarà più
dominata da alcun filtro scuro (vedi
Fig. 2). Noi, in altre parole,
diventeremo "trasparenti" e credo che
questa sia la particolare coscienza -
vedere la realtà così com'è, senza
separazione - che tanti stanno
aspettando. Non solo una coscienza
qualsiasi, ma una che trascenda le
dualità del passato ed aiuti gli esseri
umani a vedere l'unità di tutte le cose.
La ragione per cui questo tipo di
coscienza d'unità può essere benefica
per il pianeta e per l'umanità è che
questa coscienza porta alla trascendenza
di ogni separazione (tra uomo e donna,
uomo e natura, governante e governato,
est e ovest, ecc.) Credo che senza la
manifestazione di un tale cambiamento
nella co-scienza il mondo prima o poi
finirebbe. Le persone con una coscienza
duale e separata sono un pò come le
cellule tu-morali nel corpo della Terra
con poco riguardo al suo insieme più
ampio ed alla fine potrebbero generare
un crollo del suo ecosistema. Solo un
passaggio alla coscienza unitaria
fermerà per sempre lo sfruttamento
incontrollato della Terra e ci farà
capire ad un livello più profondo che
siamo parte della creazione e dobbiamo
vivere in armonia con essa. Ma un tale
cambiamento avverrà automaticamente?
Fig 2. Le polarità Yin / Yang della
Mente Umana create dalle Cinque Onde più
alte della Piramide Cosmica (Bolon
Yookte).
Come accennato in precedenza i
cambiamenti della coscienza globale
hanno la loro origine nella risonanza
con le for-ze cosmiche descritte dal
calendario Maya. Quindi, anche se alcuni
possono aver sperimentato
temporaneamente stati alterati di
coscienza, uno spostamento sarà
definitivo solo quando avverrà in
conformità con il piano cosmico, come si
può capire dal calendario Maya. Così,
solo con la nona onda uno spostamento
verso una coscienza d'unità può essere
considerato come qualcosa il cui tempo è
davvero arrivato. Questa è l'onda che
concluderà tutta la precedente
evolu-zione del genere umano e costruirà
il ponte che ci permetterà di entrare
nel mondo nuovo che seguirà dopo la fine
del calendario. D'altra parte chi studia
il calendario Maya sa che per
manifestare uno spostamento della
coscienza gli esseri umani devono essere
in risonanza con esso e ad un certo
punto, almeno inconsciamente, devono
aver fatto una scelta per alli-nearsi a
questo spostamento. Di conseguenza, uno
spostamento della coscienza su vasta
scala non è qualcosa che può accadere
contro la volontà degli esseri umani.
Soprattutto ai più alti livelli di
evoluzione, come il nono, può accadere
solo attraverso gli esseri umani che
scelgono di servire come co-creatori.
Purtroppo molti sono stati indotti a
credere che ci sia da aspettare qualche
evento fisico, come ad esempio uno
spostamento dei poli, Nibiru, eruzioni
solari o un allineamento galattico,
giungendo così ad un atteggiamento
passivo che ha fatto sembrare il
calendario Maya senza energia e gli
eventi come se fossero al di fuori del
loro potere di influenza. Credo tuttavia
che, come dicono gli Hopi, "noi siamo
quelli che stiamo aspettando." Se
prendiamo l'impegno del fare anche noi
possiamo co-creare la coscienza d’unità
con la nona onda. Come molti lettori di
questo articolo possono aver
sperimentato ci sono pratiche
spirituali, tecniche di guarigione e
metodi per lo sviluppo personale che, in
realtà provocano spostamenti temporanei
di coscienza e l'esperienza di unità di
tutte le cose. Eppure, ciò che sembra
mancare a queste trasformazioni per
svolgere un ruolo positivo su una scala
più vasta è l'impegno di una massa
critica di persone per creare un mondo
basato su una consapevolezza d'unità del
genere. L'idea alla base della
Convergenza Consapevole, 17-18 luglio
2010, è pertanto quella di creare una
forte inten-zione di farlo. C'è infatti
una cosa che è sempre in nostro potere -
e nel potere di tutti gli esseri umani -
ed è l'intenzio-ne di creare e
manifestare la coscienza d’unità. Come
chi conosce la legge di attrazione
saprà, tutta la manifestazione inizia
con un’intenzione e senza intenzione non
ci sono risultati. La Convergenza
Consapevole – è quindi un'Onda di Unità
per tutti coloro che intendono
manifestare una coscienza unitaria. (Può
essere importante sottolineare che non
si tratta di concepire un qualsiasi
cambiamento di coscienza, ma una
coscienza d’unità). E’ per coloro che
sinceramente diranno: "Ho intenzione di
manifestare una coscienza d’unità."
Qualunque cosa si creda, qualunque sia
la visione del mondo che avete è ancora
in vostro potere concepire un tale
cambiamento per voi e per gli altri. Le
date proposte sono opportune per
impostare l'intenzione di farlo, nel
senso che conducono ad una
manifestazione della coscienza d’unità
durante la nona onda in allineamento con
il piano cosmico. Senza una tale
intenzione diffusa non è sicuro che ci
sarà un tale cambiamento su questo
pianeta, individualmente o
collettivamente. Basandosi sulla
creazione di questa intenzione durante
la Convergenza Consapevole sembra
naturale che le persone vorranno
eseguire cerimonie e partecipare a
pratiche spirituali che sono
manifestazioni di una tale coscienza
d'unità e cercare un modo qualunque
perché sia possibile rendere permanenti
i suoi risultati. In effetti, la
Convergenza Consa-pevole dovrebbe essere
considerata come l'inizio di un processo
verso una profonda consapevolezza
d’unità che non si fermerà mai. Questo è
il tipo d’impegno che credo sarà
necessario. Per coloro che desiderano
realizzare il piano co-smico, la
Convergenza Consapevole dovrebbe essere
un punto di ingresso per co-creare la
nona onda e qualcosa che non vorremmo
mai abbandonare. Iniziare a seguire il
calendario Maya su una base quotidiana
da questo punto nel qua-dro fornito
dalla Nona onda può essere infatti di
per sé un fattore significativo per lo
sviluppo di una coscienza unita-ria.
Solo con delle scadenze il fare progetti
diventa reale e il calendario ci offre
un periodo di tempo entro cui questo
dovrà essere realizzato.
Mi sembra importante che le
manifestazioni legate alla Convergenza
Consapevole siano pianificate con grande
atten-zione ed esprimano questa nuova
coscienza d’unità in modo che non siano
solo espressioni del vecchio mondo in
cui abbiamo vissuto applicate in modo
irriflessivo. Se, per esempio, fanno
parte della celebrazione alcune
rappresentazio-ni artistiche, sembra
opportuno valutare se si tratta di
migliorare l'esperienza d’unità di tutti
o se queste creano un’esperienza di
separazione tra gli artisti ed il
pubblico. Lo stesso criterio si può
applicare alle cerimonie se la la gui-da
non è veramente “parte del tutto”. Mi
viene in mente un buon esempio di
cerimonia che è espressione della
co-scienza unitaria quando Jack Sully in
Avatar viene accettato come membro del
popolo di Pandora. Inoltre, se per la
generazione della coscienza d'unità
venissero utilizzate pratiche spirituali
preziose, potrebbe non essere rilevante
e-scludere il culto verso i fondatori o
i guru. Forse le comuni pratiche
silenziose e profonde sono di fatto le
manifesta-zioni più potenti della
coscienza d'unità, ma a prescindere da
questo è importante che i partecipanti
mettano in pratica i loro discorsi e non
ricreino strutture di dominio. Come
realizzare questo dovrebbe essere deciso
dagli organizzatori locali e qui viene
solo sottolineata l'importanza di
affrontare la questione con occhi nuovi
e molta attenzione ai detta-
gli. Il nome Convergenza Consapevole
allude alla Convergenza Armonica,
un’intensificazione dell’apertura
mentale il 17-18 Agosto, 1987 (1 Imix e
2 Ik) e quindi è importante sottolineare
il rapporto tra le due ed il perché dopo
tanti anni ce ne sia una seconda, 17-18
luglio 2010 (13 Eb e 1 Ben)**.
L’importante comunione tra le due
Convergenze è che en-trambe sono
(essenzialmente) collocate nel tempo ad
un raddoppio dei movimenti dell’8° e 9°
onda del calendario Maya e quindi
riflettono cambiamenti energetici che
annunciano le rispettive trasformazioni
della coscienza portate da queste onde.
Detto in altri termini: quello che
significò la Convergenza Armonica per il
salto quantico nell'ottava on-da,
significherà la Convergenza Consapevole
per il salto quantico nella nona
onda***. (può quindi essere intesa come
una seconda Convergenza Armonica).
Oppure, includendo la settima onda e la
sua pre-onda (vedi Fig. 3) per un
con-fronto, possiamo vedere che la
Convergenza Consapevole significherà per
la preparazione della nona onda quello
che il Rinascimento Europeo significò
per il salto quantico nel mondo moderno
dell'industrialismo . La differenza ora,
ed è una sfida per la Convergenza
Consapevole, è che questo passaggio non
avverrà nell'interesse di individui
separati, bensì nell’interesse di tutta
l'umanità. Fig. 3. Le tre onde più alte
della piramide cosmica e le loro onde
preparatorie (in scale diverse). Per
avere un esempio di come la creatività
all'inizio della pre-onda prepara per
l'onda piena considerate come le molte
invenzioni (sulla carta) di Leonardo da
Vinci verso il 1498 hanno presagito le
reali invenzioni industriali della
settima onda o come la Conver-genza
Armonica ha presagito il crescente
interesse per il calendario Maya nell’8°
onda.
Da questi paralleli (Fig. 3) possiamo
vedere che la Convergenza Consapevole
non è di per sé l'inizio della nona onda
che non inizierà fino al 9 marzo
2011****. Piuttosto questa celebrazione
inizia un'onda, una pre-onda , che
precede e prepara il terreno per la nona
onda e conduce direttamente in essa. La
Convergenza Consapevole è quindi di
enorme importanza come punto per creare
l'intenzione di una coscienza unitaria,
anche se questo si svilupperà
completamente solo in seguito con la
nona onda. Forse sarà di fatto l'ultima
occasione dell'umanità per istituire una
tale intenzione, che quasi
necessariamente deve avere un punto di
inizio, se vogliamo elevarci al di sopra
del caos economico che pos-siamo
aspettarci nei prossimi anni. A mio
parere la speranza per il futuro è
proprio quella di imparare a navigare su
questa nona onda e così trascendendo,
piuttosto che restando bloccati, tutte
le dualità ed i conflitti dei bassi
Sottomon-di. Quindi è facile prevedere
che la Convergenza Consapevole
incontrerà molta resistenza da parte di
tutte quelle forze che difendono il
funzionamento basato sull’ego del
vecchio mondo e le gerarchie di massa
che questo ha generato. Come piccolo
esempio di questo fatto è ormai emerso
un settore commerciale dei media sul
"2012" dove si specula su quanto sta per
accadere, come se questo fosse
indipendente dalle intenzioni e dalla
direzione creativa che le persone
scelgono. Naturalmente dovremo anche
affrontare il nostro cinismo, l'apatia
verso la condizione del mondo e le
forme-pensiero che ci arrivano come:
"questo non è possibile", "il mondo non
cambierà", ecc ed è per questa ragione
che sarà necessario un forte impegno.
La Convergenza Consapevole è destinata
ad essere un evento molto inclusivo che
può essere abbracciato da tutti colo-ro
che concepiscono l'emergere della
coscienza unitaria a prescindere dal
personale punto di vista sul calendario
Maya o altrimenti. Si tratta di usare
positivamente e costruttivamente una
finestra di opportunità e quindi la
partecipazione a questo evento richiede
solo la comprensione che il cambiamento
di coscienza deve nascere dai processi
evolutivi di cui facciamo attualmente
parte. Quindi, un passaggio alla
coscienza d’unità non è qualcosa che
semplicemente cadrà su di noi dal cielo
in una data futura, ma è un cambiamento
che può solo evolversi dal punto in cui
siamo al momento attuale. Si tratta di
un principio fondamentale della legge di
attrazione che la provvidenza si muove
solo quando c’è un impegno e finora
l'impegno per una transizione verso la
coscienza d’unità non è emerso su larga
scala o neanche stato proposto in
precedenza. Perché questo evento abbia
successo nel generare l'intenzione per
il passaggio alla coscienza della nona
onda sarà au-spicabile una
partecipazione massiccia anche nelle
fasi preparatorie. Gli sforzi per la
preparazione devono essere con-divisi
dai milioni di persone che desiderano
che avvenga un cambiamento nella
coscienza. Per la realizzazione di
que-sto cambiamento sarà quindi
necessario uno sforzo collettivo e già
scegliere di partecipare fa parte della
creazione dell'intenzione di cui abbiamo
parlato. Inizialmente ci sarà un gran
bisogno di persone che si attivino per
diffondere l'appello per la Convergenza
Consapevole in tutto il mondo. E’
importante contattare le organizzazioni
perché possano partecipare. Poi ci sarà
la necessità per le persone di far
conoscere i loro contributi unici
attraverso i siti web pubblici, i mezzi
di comunicazione sociale e le altre
reti. Ci sarà anche una necessità per il
finanziamento di molti aspetti delle
attività e del personale, che può essere
fatto attraverso il sito , un 501c3
no-profit, società di pubblica utilità.
Poi, ci sarà la necessità di una
pro-gettazione creativa degli eventi e
la creazione di un collegamento tra
questi. Gli individui e le
organizzazioni che desi-derano
partecipare a questo programma globale
sono invitati a partecipare alla
discussione dei particolari
dell'intenzio-ne condivisa e a
connettersi con altre persone nel mondo:
questo costituirà la co-creazione di
questa onda intenzionale della coscienza
d'unità. Qui trovate un forum di
discussione: La mia opinione è che
questa sia l'ultima occasione che hanno
gli esseri umani per allinearsi
veramente al piano co-smico. Adesso o
mai più e se pensate che la Convergenza
Consapevole non vi riguardi
probabilmente non avete stu-diato il
calendario Maya abbastanza sul serio.
Quindi non ci possono essere deleghe per
la vostra partecipazione alla
trasformazione del mondo come il
calendario giunge al termine. La discesa
finale di Bolon Yookte, le Nove Onde
(Nove Signori del Tempo o Nove
Sottomondi, o qualunque sia il nome che
preferite), è su di noi e non è un caso
che il numero nove sia sacro in molte
tradizioni spirituali. Il Nove è il
numero del destino dell'umanità e sarà
una vostra scel-ta se desiderate far
parte della co-creazione di questo
destino. Carl Johan Calleman, Stoccolma,
11 Ahau (7 marzo 2010). Carl Johan
Calleman ha conseguito un Dottorato in
Biolo-gia presso l'Università di
Stoccolma, è stato ricercatore presso
l'Università di Washington a Seattle ed
un esperto onco-logo per l'OMS. E’
l'autore di The Purposeful Universe (Inner
Traditions, 2009) un libro che presenta
una nuova teoria dell'evoluzione
biologica basata sull’Albero Cosmico
della Vita. Attualmente insegna presso
la International Meta-physical
University (www.intermetu.com). Ha
tenuto la sua prima conferenza sulla
fine del calendario Maya nel 1979 ed è
l'unico scienziato professionista che ha
studiato il significato del calendario
Maya (molti studiosi professionisti del
Calendario Maya hanno studiato il
calen-dario come tale ma non la sua base
reale nell’evoluzione biologica e
storica). E’ l’autore tra l'altro di
Solving the Grea-test Mystery of Our
Time: The Mayan Calendar (Garev, 2001) e
The Mayan calendar and the
Transformation of Con-sciousness (Inner
Traditions, 2004). Il suo sito web è
www.calleman.com, ed è anche associato
ai siti web www.mayanmajix.com, e
http://mayaportal.lucita.net
www.shiftoftheages.com. Note * Leggi ad
esempio il mio articolo sul monumento
Tortuguero . ** La Convergenza
Consapevole non si basa sui giorni dello
tzolkin, ma piuttosto sull'accelerazione
frattale del tempo nelle nove onde.
Tuttavia, possiamo ancora prestare
attenzione ai giorni dello tzolkin
dell’evento. Così il 17 luglio 2010 è 13
Eb, uno dei simboli dei giorni più
misterioso che viene in genere tradotto
come La Strada o Erba e, poiché è legato
al numero 13, questo giorno è tipico del
segno del giorno Eb. Strada di solito si
riferisce alla strada della vita o la
strada che sale alla piramide cosmica e
l'erba si riferisce ad un evento di
base. In genere i nati in questo giorno
sono quelli che si preoccupano per sette
generazioni future, agiscono molto bene
ma non cercano la ribalta per se stessi.
*** Originariamente la Convergenza
Armonica era intesa in modo differente
da Tony Shearer e José Argüelles.
Shea-rer, un nativo americano, che per
primo ha proposto le date, ha visto la
Convergenza Armonica come punto finale
dei Tredici Cieli partendo da AD 843 e
dei Nove Inferni (periodi di 52 anni),
che ha seguito l’arrivo di Hernan Cortez
a Vera Cruz nel 1519 e Argüelles ha
promosso questo sistema nel The Mayan
Factor. Anche se questo potrebbe essere
servito come profezia guida che
intuitivamente ha portato ad
identificare le date della Convergenza
Armonica come 16-17 agosto 1987 (1
Alligatore e 2 Vento) a mio avviso,
serve quasi come una comprensione
teorica del perché queste
date sono state effettivamente
energeticamente importanti. Così la
Convergenza Armonica è stata definita
più da un punto di vista mitologico che
scientifico, dato che al momento la
conoscenza delle basi reali del
calendario Maya era quasi inesistente.
Ora sappiamo da fonti Maya che 13 + 9
non deve essere considerato come una
sequenza lineare, ma che ciascuno dei
Nove Sottomondi è composto da Tredici
Cieli (Così, secondo il libro Maya di
Chilam Balam "i nove signori del tempo (Bolon-ti-ku),
(seized) hanno preso i tredici signori
del tempo (Oxlahun-ti-ku) "e quindi la
creazione ha una struttura piramidale
integrata, piuttosto che una struttura
lineare. Che le persone ne siano
consapevoli o meno, l'intera evoluzione
del cosmo a partire dal Big Bang è stata
meticolosamente tracciata alla luce del
calendario Maya e verificata da una
massiccia evidenza empirica. **** Ho
probabilmente contribuito alla
confusione che regna quando si tratta
della data di inizio del movimento
Uni-versale dell’onda e ho dato tempi
diversi per questo. Quello che sappiamo
è che il calendario si sviluppa secondo
nove movimenti ondulatori, dove il più
lungo risale alla nascita dell'universo
e sono tutti diversi tra loro con un
fattore di venti. Secondo tale visione
frattale del sistema profetico del
Calendario Maya la nona onda sarebbe
allora lunga sol-tanto 234 giorni
composta da 13 diversi periodi
uaxaclahunkin (18 giorni). Questo pone
l'inizio della nona onda il 9 Marzo 2011
e quello della precedente onda
(Convergenza Consapevole) il 17 luglio,
2010. Questi sono i momenti che
dovrebbero segnare aumenti di frequenza
significativi ed accelerazioni di tempo.
Mentre ci avviciniamo al momento in cui
tutte le nove onde, in sviluppo a
velocità diverse, simultaneamente
verranno a manifestarsi pienamente (28
ottobre 2011, 13 Ahau) vi saranno
modelli abbastanza complessi di
sovrapposizione di queste onde. I cicli
del Calendario Sacro di 260 giorni
avranno ancora un’esistenza energetica
indiscutibile e così que-sti, come parte
di questa sovrapposizione, continueranno
ad essere le fasi propulsive della
nascita del nuovo mondo che è iniziata
il 9.9.9 (9 settembre 2009, vedi qui ).
Per questo motivo le date dell’inizio
dei due prossimi cicli tzolkin, 27
Maggio 2010 e 11 Febbraio 2011,
rimarranno momenti importanti per
celebrare gli allineamenti con il piano
co-smico e potenzialmente molto
importanti rispettivamente per la
preparazione della Convergenza
Consapevole e per l'attuazione della
nona onda. Articolo in lingua originale:
www.calleman.com/content/articles/ninth_wave.htm
Tradotto
CONTATTI SITI :
www.healtheworldproject.eu FORUM :
http://healtheworldpro.forumfree.it
www.healtheworldleague.eu Founder: Rita
Valettini (rita52)
)
per walalata onde
plurali che accadono.
Pleiadi del Sud
Da Wikipedia,
l'enciclopedia libera.
Il nome di Pleiadi del Sud
(in
inglese Southern
Pleiades;[6]
o Ammasso di Theta Carinae
o le
sigle di catalogo
IC 2602 e
C 102) designa un
brillante e appariscente
ammasso aperto situato nella
costellazione della
Carena, posto sul bordo
meridionale della
Via Lattea australe. Il nome
proprio è dovuto al suo aspetto
e alla sua grande luminosità,
che lo rende simile al ben noto
ammasso boreale delle
Pleiadi.
È uno degli ammassi aperti
più brillanti della volta
celeste; nell'emisfero
celeste australe è l'ammasso
più luminoso ed è visibile
perfettamente ad
occhio nudo durante tutto
l'anno dalle aree temperate
australi, dove si presenta
circumpolare, in una zona
già di per sé molto ricca di
gruppi stellari e
nebulose.[5]
La sua
stella principale,
θ Carinae, costituisce il
vertice più settentrionale di un
asterismo noto come
Croce di diamante.[7]
La distanza dell'ammasso,
stimata sui 479
anni luce, e il suo
moto proprio inducono a
ritenere che sia legato alla
grande
associazione stellare nota
come
Associazione Scorpius-Centaurus,
un gruppo di stelle
relativamente giovani e luminose
ben visibili dall'emisfero
australe, il cui orientamento è
leggermente inclinato rispetto
al
piano galattico.[8]
Carta celeste della
parte orientale
della Carena; le
Pleiadi del Sud sono
l'ammasso (in
giallo) indicato
dalla freccia,
mentre l'oggetto
verde poco sopra è
la
Nebulosa della
Carena.
La
declinazione di -64° delle
Pleiadi del Sud fa sì che
l'ammasso sia osservabile dall'emisfero
boreale solo dalle sue
regioni tropicali; in molte
regioni dell'emisfero
australe, come il
Sudafrica, gran parte dell'Australia
e del
Sudamerica, si presenta
invece
circumpolare.[9][10]
Si individua con estrema
facilità pochi gradi a sud della
brillantissima
Via Lattea australe, in un
punto ricco di stelle di quinta
e sesta
magnitudine; ad occhio nudo
sono distinguibili alcune
stelline minute ad est della
stella azzurra
θ Carinae (nota anche come
Vathorz Posterior), che
conferiscono all'ammasso un
aspetto sfocato e nebuloso.[5]
Ha una forma che ricorda
vagamente i segni lasciati dal
colpo di zampa di un felino,
dove le tre stelle ad est
richiamano le quattro dita
centrali e la stellina a nord di
θ Carinae il primo dito; il
palmo è invece rappresentato
dalla stessa θ Carinae.
Quest'ultima stella costituisce
inoltre uno dei vertici, il più
settentrionale, di un asterismo
noto nell'emisfero sud col nome
di
Croce di diamante, che
appare orientato allo stesso
modo della vicina costellazione
della
Croce del Sud, sebbene
l'asterismo sia meno luminoso e
più allungato rispetto alla
costellazione.[7]
Lo strumento migliore per
l'osservazione è un
binocolo 10x50, o al più un
piccolo
telescopio, poiché ad
ingrandimenti maggiori si perde
la vista d'insieme. La
disposizione delle sue stelle
principali, raccolte su un lato
attorno alla stella più
brillante, è simile a quella
delle
Pleiadi, nella costellazione
del
Toro, anche se in forma un
po' ridotta. Con strumenti
superiori, come un
telescopio amatoriale da
80-100mm, si individuano fra le
sue componenti principali un
buon numero di stelle minori,
gran parte delle quali di colore
tendente al giallognolo.[5]
Storia delle osservazioni
[modifica]
Spostamento del Polo
Sud celeste in
rapporto alla
posizione di IC 2602
(in basso a
sinistra). La stella
brillante in alto è
Canopo.
L'ammasso fu notato per la
prima volta in epoca moderna
dall'abate
francese
Nicolas Louis de Lacaille il
3 marzo del
1751, durante il suo
soggiorno a
Città del Capo, in
Sudafrica, e lo inserì nel
suo catalogo edito nel
1755; egli assegnò
all'oggetto la sigla Lacaille
II.9.[1]
Annotò il nome Theta Argus,
ossia il nome della stella
Theta Carinae, poiché allora
la costellazione della
Nave Argo non era ancora
stata suddivisa in
Poppa,
Vele e
Carena; indicò questa stella
come di terza magnitudine e
definì l'intero oggetto
ammasso nebuloso.[6]
A causa della
precessione degli equinozi,
le Pleiadi del Sud, come tutta
l'area di cielo della Via Lattea
australe, erano visibili sopra
l'orizzonte
mediterraneo durante l'Età
antica, pertanto è possibile
che fossero note sia ai
Greci che ai
Romani;[11]
tuttavia, nessun nome risalente
a quell'epoca ci è pervenuto.
Col passare dei secoli e
l'avvicinarsi del polo sud
celeste alla scia della Via
Lattea, quest'ammasso ha assunto
declinazioni sempre più
meridionali; Le Pleiadi del Sud
infatti si trovano in quella
fascia di cielo compresa fra le
6h e le 18h di
ascensione retta, ossia in
quella parte dove stelle e
oggetti tendono ad assumere
declinazioni sempre più
meridionali (tranne l'area
attorno al polo sud dell'eclittica).
Infatti l'area di cielo verso
cui l'asse terrestre tende a
puntare assume declinazioni
meridionali, mentre l'area di
cielo da cui si allontana tende
a diventare visibile anche a
latitudini più settentrionali.[12][13]
Fra circa 4000 anni, come si
vede nell'immagine a lato,
quest'oggetto si troverà a pochi
gradi dal
polo sud celeste, diventando
così circumpolare in quasi tutto
l'emisfero sud e invisibile da
quello nord, fino a pochi gradi
dall'equatore; in seguito,
l'asse terrestre in direzione
sud tenderà a puntare verso
l'area vicino alla stella
Canopo, allontanandosi dalle
Pleiadi del Sud, che
riprenderanno a mostrarsi anche
a latitudini più settentrionali.
Caratteristiche
[modifica]
Dettaglio delle
stelle dell'ammasso:
predominano poche
stelle azzurre e
luminose, mentre le
componenti minori
risultano molto meno
brillanti.
L'ammasso delle Pleiadi del
Sud è formato da circa 150
stelle giovani,[14]
tutte disposte sulla
sequenza principale, di cui
sette sono perfettamente
visibili ad occhio nudo nelle
notti più oscure e nitide;[15]
la caratteristica principale è
la divisione netta che
intercorre fra l'arco di stelle
visibile ad est, formato da tre
stelle di quinta
magnitudine più altre meno
luminose, e il gruppo ad ovest,
meno ricco ma comprendente la
stella principale, la gigante
azzurra θ Carinae, di
magnitudine visuale 2,74. Fra le
sue componenti, si osserva pure
una
variabile Gamma Cassiopeiae,
la stella
HD 92938 (fra le componenti
più brillanti è quella più
vicina a θ Carinae),
classificata anche con la
sigla di stella variabile
V518 Carinae.[16]
La magnitudine complessiva
dell'ammasso è invece pari a
+1,9; considerando la
magnitudine apparente delle
Pleiadi, che è pari a 1,6, le
Pleiadi del Sud risultano essere
del 39% meno luminose rispetto
alle Pleiadi del Toro. L'età
dell'ammasso si aggirerebbe sui
30 milioni di anni.[5]
A differenza delle Pleiadi,
fra le componenti di
quest'ammasso non vi è alcuna
traccia di
nebulosità. Dato che stelle
e ammassi aperti si formano da
nubi molecolari giganti,[17]
si potrebbe a prima vista
pensare che l'assenza di
nebulosità residue nelle Pleiadi
del Sud sia indicatore di un'età
maggiore di quella della sua
"controparte" boreale;[18]
tuttavia recenti studi hanno
dimostrato che la nebulosità
osservabile nelle Pleiadi non è
un residuo della nube da cui si
sono formate, ma un insieme di
nebulosità indipendenti in cui
le Pleiadi si trovano ora a
transitare.[19][20]
Nel corso dei decenni si sono
indicati per quest'oggetto vari
valori di distanza, spesso molto
diversi fra loro e comunque
sovrastimati;[22]
il satellite
Hipparcos ha più di recente
fornito un valore di 479
anni-luce (146
pc)[1]
dal
Sistema solare, e questo
dato viene ormai dato come certo
dalla comunità scientifica.
Secondo questo valore, l'ammasso
sarebbe dunque 70 anni luce più
lontano rispetto alle Pleiadi, e
circa 30 anni luce più lontano
dell'Ammasso
del Presepe. Tutti questi
ammassi si trovano comunque
nello stesso braccio galattico
in cui si trova anche il nostro
Sole, il
Braccio di Orione.
Calcolando la distanza dei primi
due ammassi e rapportandolo alla
magnitudine assoluta delle
loro componenti, si può
affermare che le Pleiadi "del
Nord" e le Pleiadi del Sud
abbiano la stessa
luminosità.[6]
La
velocità radiale
dell'ammasso è invece pari a
+19,01 km s-1:[3]
ciò implica che la distanza
reale fra le Pleiadi del Sud e
il nostro Sistema Solare tende
ad aumentare.[23]
Indagini ai raggi X
[modifica]
Le Pleiadi del Sud, come
altri ammassi aperti giovani e
meno giovani, sono oggetto di
studio da parte di diversi
osservatori astronomici, fra
cui l'Osservatorio Astronomico
di Palermo (OAPA),
sull'abbondanza e
l'impoverimento del
litio durante l'evoluzione
delle stelle sulla sequenza
principale.[24]
Nell'ammasso non vi sono stelle
azzurre di magnitudine più
debole della 8,7 e vi è una
quasi totale assenza di stelle
di classe spettrale F;[25]
fra le stelle di cui non è stata
accertata l'appartenenza a
quest'ammasso, circa una
trentina, alcune sono proprio di
classe F e molte altre di classe
G, ossia simili al Sole, gran
parte delle quali di nona e
decima magnitudine apparente.[25]
Fra questi astri di classe G,
uno in particolare viene
monitorato: si tratta di
HD 307928 (chiamata anche
R58), una giovane stella in
procinto di entrare nella fase
di sequenza principale, che
ruota su se stessa con un
periodo di 0,57 giorni.[26]
Prima della realizzazione del
progetto
ROSAT, che si è occupato
della completa mappatura a
raggi X del cielo, erano
note poche informazioni sulle
stelle di questo e di altri
importanti ammassi australi.[27]
Questo studio, applicato alle
stelle delle Pleiadi del Sud, ha
contribuito a determinare la
metallicità tipica degli
astri dei giovani ammassi
aperti; inoltre, più in
generale, il progetto ROSAT ha
permesso di accertare con
maggior precisione quali stelle
minori osservabili nello stesso
campo fossero membri reali
dell'ammasso, tramite la
determinazione della quantità di
litio presente nell'atmosfera
di queste stelle e attraverso lo
studio della
velocità di rotazione e
dell'attività magnetica
stellare.[28]
Ulteriori studi sono stati
compiuti nel corso degli
anni novanta per individuare
le controparti ottiche di alcune
radiosorgenti individuate in
quest'area e per determinarne
l'appartenenza o meno a
quest'ammasso.[29]
Diverse radiosorgenti sono state
associate a stelle
nane rosse, mentre molte
altre sembrano provenire da
stelle di
classe spettrale G e simili
al Sole, confermando che questo
tipo di stelle nell'ammasso sono
in fase di
pre-sequenza principale.[30]
Legami con l'Associazione
Scorpius-Centaurus
[modifica]
Le Pleiadi del Sud,
visibili a destra
della foto, sotto la
Nebulosa di Eta
Carinae; a
sinistra si vede
invece la
costellazione della
Croce del Sud e
la
Nebulosa Sacco di
Carbone. L'area
di cielo in cui si
trova l'ammasso è
quasi completamente
oscurata da una
serie di complessi
nebulosi oscuri, che
mascherano la
brillante scia della
Via Lattea (che
taglia
trasversalmente
l'immagine).
Nel corso degli
anni sessanta fu avanzata
l'ipotesi che quest'ammasso
potesse far parte della grande
Associazione Scorpius-Centaurus
(Sco-Cen), un'associazione
stellare a cui appartengono
la gran parte delle stelle di
classe spettrale O e B
osservabili fra lo
Scorpione ed il
Centauro;[8]
l'associazione è inclinata
rispetto al
piano galattico, e
proseguendo la direzione
delineata dalle stelle
principali dell'associazione si
arriva nell'area delle Pleiadi
del Sud. Inoltre, le misure
della
velocità radiale
dell'ammasso, che all'epoca
veniva indicata come +24 km/s,
era (ed è) paragonabile con
quella che mostra l'associazione
in direzione di quest'area di
cielo.[31]
Le misure di distanza indicate
allora per l'ammasso variavano
dai 170 ai 220
parsec, misure paragonabili
con quelle dell'associazione, la
cui distanza media è stimata sui
150 parsec.[31]
L'età dell'associazione Sco-Cen,
determinata dalle stelle di
sequenza principale di classe
B0, è stata stimata sui 15-20
milioni di anni, simile pertanto
a quella dell'ammasso, il quale
potrebbe dunque essere una
condensazione locale
dell'associazione.[31]
Il valore di distanza oggi
accettato, 146 parsec,[1]
avvicina ulteriormente questa
misura a quella data per
l'associazione, rendendone
ancora più probabile il legame.
Area di cielo circostante
[modifica]
L'area di cielo in cui è
visibile l'ammasso delle Pleiadi
del Sud appare fortemente
oscurata da un notevole numero
di
complessi nebulosi oscuri;
sebbene l'ammasso si trovi
infatti a pochi gradi dall'equatore
galattico, la scia della Via
Lattea in questo punto è quasi
inesistente, mostrandosi solo
alcuni gradi più a nord. Queste
nebulose oscure costituiscono un
gruppo fortemente disomogeneo;
si tratta in gran parte di
piccoli complessi isolati, ma la
cui abbondanza è tale da
mascherare completamente la Via
Lattea e gli oggetti che stanno
oltre queste nebulose. Tuttavia,
questi complessi non
rappresentano un esempio
omogeneo di regione di
formazione stellare, sebbene
questa sia comunque in atto.[32]
Fra le nebulose presenti in
quest'area, vi sono DC289.3-2.8,
DC289.9-3.2 e DC287.1+2.4, dei
piccoli bozzoli scuri che
emettono
radiazione infrarossa.[33]
Meno di un grado a sud delle
Pleiadi del Sud è visibile un
altro ammasso aperto, noto come
Mel 101; si tratta anche in
questo caso di un ammasso
giovane, le cui stelle occupano
la parte superiore del
diagramma HR (si tratta
dunque di stelle calde e di
colore azzurro). Quest'ammasso
risulta fortemente oscurato
dalla
polvere interstellare che si
frappone alla linea di vista e,
sebbene si trovi apparentemente
vicino alle Pleiadi del Sud, è
in realtà molto più lontano: la
sua distanza è infatti stimata
sui 2,3 kpc,
equivalenti a 7500
anni luce; si trova pertanto
nel
Braccio Sagittario-Carena,
ossia quello subito più interno
del nostro.[34]
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-
^ I
(in
numeri romani, su
una scala da I a IV)
indica che l'ammasso è
concentrato e ben
evidente rispetto al
campo stellare
circostante; 3
(su una scala da 1 a 3)
indica una grande
escursione di
magnitudine fra le sue
componenti; r (su
r, m, p)
indica che si tratta di
un ammasso ricco di
stelle.
-
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Tirion, Sinnott, Sky
Atlas 2000.0 - Second
Edition, Cambridge
University Press,
ISBN 0-933346-90-5
-
^ Una
declinazione di 64°S
equivale ad una distanza
angolare dal polo sud
celeste di 26°; il che
equivale a dire che a
sud del 26°S l'oggetto
si presenta
circumpolare, mentre a
nord del 26°N l'oggetto
non sorge mai.
-
^ Il dubbio
si riferisce al fatto
che conoscessero o meno
il gruppo di stelline
associate a θ Carinae;
la stessa θ Carinae era
nota, in quanto parte
della costellazione
della
Nave Argo fin
dall'antichità.
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^ Per molto
tempo si è in effetti
creduto che la
nebulosità associata
alle Pleiadi fosse un
residuo della grande
nebulosa da cui si sono
formate (vedi ad esempio
Gli Ammassi Galattici
o
L'astronomia nei raggi
X: le stelle
dell'Osservatorio
Astronomico di Palermo)
e che pertanto quello
delle Pleiadi fosse uno
degli ammassi più
giovani in assoluto.
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Whiteoak fornisce un
valore di 155 parsec,
mentre lo Sky
Catalogue 2000.0
indica una distanza di
150 parsec; tutte queste
stime risultano pertanto
in eccesso rispetto a
quella di 146 pc fornita
dal satellite Hipparcos.
-
^ Una
velocità radiale
positiva indica un
allontanamento dalla
sorgente, dato che la
lunghezza d'onda
tende ad aumentare per
un fenomeno noto come
redshift.
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Pubblicazioni generiche
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- (EN)
Stephen James O'Meara,
Deep Sky Companions: The
Caldwell Objects,
Cambridge University Press,
2003.
ISBN 0521827965
- (EN)
C. J. Lada; N. D. Kylafits,
The Origin of Stars and
Planetary Systems,
Kluwer Academic Publishers,
1999.
ISBN 0-7923-5909-7
-
A. De Blasi, Le stelle:
nascita, evoluzione e morte,
Bologna, CLUEB, 2002.
ISBN 88-491-1832-5
Pubblicazioni specifiche
[modifica]
-
Toshimi Taki.
Taki's 8.5 Magnitude Star
Atlas. 2005
- Atlante celeste
liberamente scaricabile in
formato PDF.
-
Tirion, Rappaport, Lovi,
Uranometria 2000.0 - Volume
II - The Southern Hemisphere
to +6°, Richmond,
Virginia, USA,
Willmann-Bell, inc., 1987.
ISBN 0-943396-15-8
-
Tirion, Sinnott, Sky
Atlas 2000.0 - Second
Edition, Cambridge, USA,
Cambridge University Press,
1998.
ISBN 0-933346-90-5
-
Tirion, The Cambridge
Star Atlas 2000.0, 3a
ed. Cambridge, USA,
Cambridge University Press,
2001.
ISBN 0-521-80084-6
Voci correlate
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Argomenti generici
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Argomenti affini
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