LE CONVINZIONI
la parte in rosa che è
poi trasformata in arancione e cme un feto .. un feto malato di fragilità
ossessiva..verso la madre o meglio il budda una cosa che alimenta e che
uccide una cosa tosta nella pancia e la stessa sensazione di quando
sono stato a firenze a scandicci il sabato scorso davanti al a porta della
urca un crosso peso sulla pancia un sesnso di angoscia tutto il sentire
.. ci son i due occhi che come se due figure sul 2 chiacra un budda con al
pancia fuori e con questa cosa che ah nella pancia c'è un figura maschiel
che come se stesse a d elememosinare un qualcosa .. stia elemosinado da quel
altra del budda una e florida il budda .. la parte luminoso a e poi la
parte rossa la mia grande fragilità il problema legato all abbandono
della mia essenza sei sotto scacco perchè c'è a monte un qualche cosa che
non si è riuscito a risolvere il senso di abbandono ..bloccare questa
dipendenza .. perfetto il dipinto conferma che questa è la strad agiusta
anche i medium lara conferma questa . il senso dia bbandono della madre la
madre che nutre e che uccide .. da piccolo volevo scappare da csa che mi
uccideva dentro .. non mi fa vivere dei rapporti sereni che non mi fa essere
molto vero ..ma in continuo conflitto con me stesso .. dove sono io che non
do delel certezze dei riferiemnti certi . come vedi che ci sono delel cose
che potrebbero funzionare tu cerchi di scappare ..lo blocchi lo fermi ho
paura che la tro lo può fare ate e questo nonmi fa mai legare in modo
totalizzante e un domani potrebeb dare al mazzata non abandonarsi troppo alla
altro nessuno e così importante nell equiilbrio solo se la dinamica e fuori
dalla distorsione . in equilibrio dei essere autentico .. in equilibrio solo
se sei autentico .. la tua autenticità . finche sei gestito da una
distorsione .. non puoi essere autentico e per cui non puoi .. il dipeinto
dice se tu iesci a risolvere questa cosa .. questa distorsione puoi capire
sentire i principi del feminile e del maschile mentre ora è
vissuta come antagonismo .. affidarsi alla madre che ti possa ridare la
strada giusta energeticamente abbanonarsi alla madre . Il aspetto finale
del tutto ..è essere con gli occhi ben consapevoli per vedere la realtà
della vita antigravity.it
Prima scuola di esperienze di levitazione in Europa
Antigravity.it
is a experience of levitation in Europe.
http://www.systran.co.uk/
http://translate.google.it/translate_t
traslator in any language antigravitation, force physique présentée comme une hypothèse qui
frésiste à la force de gravité (Physique) antigravitación (en física -
fuerza hipotética contraria a la fuerza de la gravitación) antigravitatie
(in fysica-hypothetische kracht tegengesteld aan aantrekkingskracht)
anti-gravidade, força hipotética contrária à força da gravidade
Antigravität (in der Physik der Anziehungskraft entgegenwirkende Kraft) Με την έννοια
της
αντιβαρύτητας
(antigravity) εννοούμε μία
υποθετική
δράση η οποία
αντιτίθεται
στην επίδραση
της βαρύτητας.
Η
αντιβαρύτητα
μέχρι σήμερα
δεν αποτελεί
επίσημο και
αυστηρά
καθορισμένο
επιστημονικό
όρο.
Χρησιμοποιείται
γενικά για να
υποδηλώσει
την
κατανίκηση
της βαρύτητας με
τη βοήθεια
κάποιων
τεχνητών
μεσων, αλλά
επίσης
χρησιμοποιείται
και στην
προσπάθεια
εξήγησης της
επιταχυνόμενης
διαστολής του
σύμπαντος.
Μέχρι σήμερα η
επιστήμη δεν
έχει
καταφέρει να
αποδείξει την
ύπαρξη μίας
τέτοιας
δύναμης, όπως
επίσης και οι
υφιστάμενοι
φυσικοί νόμοι
δεν
προβλέπουν
την ύπαρξή της (ούτε
όμως την
απαγορεύουν).
Παρ΄όλα αυτά,
υπάρχουν
αρκετές
θεωρίες,
μελέτες και
πειράματα που
ασχολούνται
με τους
τρόπους με
τους οποίους
θα ήταν δυνατό
να
επιτευχθούν
φαινόμενα
αντιβαρύτητας,
αλλά και να
εξηγήσουν
επίσης την
επιταχυνόμενη
διαστολή του
σύμπαντος.
Μεταξύ αυτών,
ορισμένα
υπονοούν και
την ανάγκη
ύπαρξης της
επίσης
υποθετικής,
εξωτικής αρνητικής
μάζας (πχ
μοντέλο
σκουληκότρυπας,
Alcubierre ή warp drive). ÇEKİM KESME ETKİSİ:Mahiyeti
henüz keşfedilmemiş bir enerji sahasının, roket araçları
ve insan vücudu gibi kütleler üzerinde yer çekim kuvvetini kaldırdığı
veya azalttığı sanılan etki (ש"ע)
אנטיגרביטציה
(בפיסיקה-כוח
היפותטי
המנוגד לכוח
המשיכה)
Tutti i nostri ricordi sono registrati
Credere significa "essere convinti"
Il potere delle convinzioni
Le idee fisse
I riflessi condizionati
Che immagine abbiamo di noi stessi?
La chirurgia plastica e l'immagine dell'Io
L'esperienza del chirurgo Maxwell Max
Talvolta l'immagine di noi stessi resta immutata
Nuove profonde osservazioni scientifiche sul subconscio
Riferimenti bibliografici
Letture per approfondire
*** LE CONVINZIONI ***
Tutti i nostri ricordi sono registrati (1)
Più si conosce a fondo il cervello dell'uomo, più si osserva che esso
somiglia, per quel che riguarda il suo modo di operare, ad un
servomeccanismo. Ad esempio il dottor Wilder Penfield, direttore del
Montreal Neurological Institute, riferì recentemente, ad un congresso della
Accademia Nazionale delle Scienze, di aver scoperto in una piccola zona del
cervello un meccanismo registratore che incide fedelmente tutto ciò che
l'individuo ha sperimentato, osservato o imparato.
Durante un intervento sul cervello, al dottor Penfield accadde di toccare,
con uno strumento chirurgico, una piccola zona della corteccia. La paziente
era completamente sveglia, ed improvvisamente esclamò che stava 'rivivendo'
un incidente occorsole nella sua fanciullezza, e che ella aveva
coscientemente dimenticato.
Ulteriori esperimenti dello stesso genere condussero ad analoghi risultati:
quando venivano toccate alcune zone della corteccia cerebrale i pazienti
non 'ricordavano' semplicemente esperienze passate, le 'rivivevano'
realmente, con tutte le visioni, le immagini e i suoni dell'esperienza
originale, come se quest'ultima fosse stata registrata su un nastro e
riascoltata.
CREDERE SIGNIFICA "ESSERE CONVINTI" (2)
"La verità è ciò che tu credi che sia".
Credere significa "essere convinti o accettare che certe cose sono vere
o
reali". In un senso più ampio può anche significare che con la mente
riconosciamo qualcosa come vero, anche se può mancare la certezza assoluta.
Una "convinzione" o "credenza", pertanto, suggerisce
un'accettazione
puramente mentale di qualcosa che in realtà potrebbe non avere affatto
delle basi concrete.
IL POTERE DELLE CONVINZIONI (3)
La storia della civiltà è la storia delle convinzioni concepite o adottate
da individui influenti. Ogni movimento politico, ogni religione, ogni
filosofia comincia con una convinzione impugnata in modo convincente ed
autoritario.
Se una convinzione, ad esempio "Fai il bravo perché altrimenti andrai
all'Inferno"
conoscenza. Poi, questa conoscenza può essere utilizzata per sostenere
altre convinzioni. E' così che i sistemi di credenze danno luogo ai sistemi
di conoscenze.
Sfortunatamente, prima ancora che la gente comune avesse l'occasione di
rendersi conto che le convinzioni potrebbero anche non essere giuste o
adeguate, qualcuno scoprì quanto preziose potessero essere! Fintanto che
questo qualcuno riusciva a convincere delle persone che avevano bisogno di
qualcosa che solo lui poteva fornir loro, si creava una condizione ideale
per far leva sulle loro aspettative ed ottenerne in cambio danaro, cibo,
ospitalità o protezione.
Le Chiese e la Scuola dell'obbligo hanno indottrinato a forza intere
generazioni con convinzioni. Più di una volta convinzioni sulla nazione, su
Dio e sui bisogni economici hanno fornito la motivazione per guerre
mondiali che hanno ridotto in cenere sia la civiltà del vincitore che
quella del vinto.
LE IDEE FISSE (4)
Tutto il giorno e tutta la notte continuiamo a pensare ad un'infinità di
cose diverse. Davanti alla nostra mente passa costantemente una specie di
pellicola cinematografica, anche se non ci rendiamo conto del film
proiettato.
Fra tante idee differenti, solitamente ci soffermiamo a considerarne,
esaminarne o studiarne alcune più di altre. Perché? Perché esse ci hanno
procurato un sentimento di compassione o simpatia oppure di timore o
antipatia; hanno perciò suscitato in noi impressioni gradevoli o
sgradevoli, non importa di che tipo. Il fatto è che certe idee, essendo
"tinte" da un dato tipo di sentimento, ci interessano così tanto
che le
riprendiamo anche più tardi e talvolta le commentiamo con qualcuno.
Queste idee su cui ci soffermiamo passano nel subconscio dove vengono
registrate ed acquistano una loro forza nei nostri confronti. Se
continuiamo a riprendere queste idee diventeranno molto forti e potranno
creare quelle che vengono chiamate "idee fisse" o
"fobie".
I RIFLESSI CONDIZIONATI (5)
Una volta che un'idea si registra nel subconscio si converte in qualcosa
capace di generare un effetto sul corpo o i pensieri: tale effetto viene
comunemente chiamato "riflesso condizionato"
un colpetto con un martelletto vicino al ginocchio, fa fare un saltello
alla gamba? Egli ha toccato in un punto sensibile ed ha provocato una
reazione istintiva.
Nello stesso modo, ogni volta che nella tua vita accade qualcosa che si
ricollega in qualche modo ad un'idea presente nel tuo subconscio, le
medesima verrà "riagganciata" e creerà oggi gli stessi effetti
che erano
presenti quando è stata memorizzata. Se da piccolo ricevevi più affetto
quando eri ammalato può succedere che ti ammali per ricevere più affetto.
Da ogni malattia, infatti, vi è la possibilità di trarre un benefico che
gli psicologi chiamano benefico secondario.
I metafisici chiamano questa idee sepolte nel subconscio "credenze"
o
"convinzioni"
crede fermamente.
Il subconscio non è in grado di discernere o di decidere, non ha infatti
opinioni e non può formulare un ragionamento logico e razionale. Se noi,
magari da piccolissimi, abbiamo deciso che quando siamo ammalati riceviamo
più attenzioni, egli avrà preso per buona questa nostra conclusione e non
si chiederà mai se essa è valida oppure no. In effetti la
"valutazione"
non fa parte delle sue funzioni, ciò che lui sa fare, e lo fa molto bene, è
soltanto seguire le direttive che la convinzione gli suggerisce.
Il subconscio, in questo senso, è un meraviglioso archivista, un segretario
automatico che non riposa mai, però, non avendo senso dell'humor, non sa
discernere quando si è arrivati ad una data conclusione per scherzo o
seriamente.
Se una persona, con il naso un po' grosso, adotta per far ridere gli altri
l'abitudine di dire "ho un naso a patata", il suo subconscio,
essendo un
servitore fedele e obbediente (senza senso dell'umorismo)
tutti i modi di rendere effettiva tale affermazione ed il suo naso
assomiglierà sempre di più ad una patata (...).
Ricordi la prima volta che hai udito menzionare la parola catarro? Non lo
ricordi vero? Eri molto piccolo e la parola venne pronunciata dagli adulti
che ti stavano accanto. Essi ti insegnarono a temerla. A forza di ripeterla
ti convinsero della sua pericolosità; ti dissero di non bagnarti i piedi,
di non metterti in una corrente d'aria, di non avvicinarti a chi aveva
catarro perché ti avrebbe infettato ed altre cose di questo genere.
Tutto questo si registrò nel tuo subconscio e formò una convinzione
relativa ai pericoli del catarro. Da allora in poi non hai avuto bisogno di
ricordare le avvertenze che ti diedero, la credenza era stata registrata
pronta ad essere utilizzata in ogni occasione che lo richiedesse.
Da quel momento, ogni volta che ti sei trovato in una corrente d'aria, ogni
volta che ti sei bagnato i piedi oppure che ti sei avvicinato a qualcuno
che aveva l'influenza, il tuo subconscio ti ha regalato il catarro (era il
suo modo migliore di servirti).
Siccome non eri in grado di bloccare il messaggio prima che si registrasse
nel subconscio, tutto ciò che ti è stato detto; che hai sentito dire agli
altri; che hai letto nei libri o sentito dalla radio o televisione, ovvero
moltissime informazioni, si sono potute trasformare in convinzioni e sono
ora sepolte nella memoria del tuo subconscio.
Queste convinzioni, senza che tu te ne accorga, creano delle situazioni
fisiche e psichiche che spesso sono negative per il tuo benessere. In
questo modo si spiegano praticamente tutti i malesseri che affliggono la
tua vita quotidiana. Non dimenticare che vengono catalogate come
psicosomatiche (dipendenti dalla mente) almeno l'80% delle malattie.
Senza che tu ne sia consapevole nel tuo subconscio sono memorizzate molte
idee negative (credenze o convinzioni) che possono influenzare i vari
settori della tua vita, del tuo corpo e della mente. Ti assicuro che se tu
non avessi accettato queste idee, ed esse non fossero penetrate nel tuo
subconscio, non ci sarebbe né germe, né virus, né altro potere al mondo in
grado di attaccarti.
Le tue convinzioni, dirigendo l'attività del tuo subconscio in modo
negativo o positivo, rappresentano un magnete capace di attirare a te delle
condizioni favorevoli (salute, abbondanza, ecc.) oppure avverse (malattia,
miseria, ecc.). Come abbiamo già detto, è la tua attitudine negativa o
positiva riguardo ai fatti che determina la tua vita e ciò che ti circonda,
siano essi oggetti o persone.
CHE IMMAGINE ABBIAMO DI NOI STESSI? (6)
"Voi siete la causa della vostra rovina o della vostra buona sorte. Gli
strumenti sono nelle vostre mani; potete apprendere le abilità; potete
spezzare le catene e fuggire, ma se strisciate in catene e legami, chi può
salvarvi? Non biasimate il Fato, che ha scritto sulla vostra testa, per la
vostra condizione. Il Fato è stato preparato da voi stessi".
(da: Sathya Sai Speaks, Vol. Il, pag. 125.).
La più importante scoperta psicologica di questo ultimo secolo è quella
dell'immagine dell'Io. Anche se non ce ne rendiamo conto, ognuno di noi
porta con sé una sorta di fotografia o ritratto mentale di se stesso, che
può risultare vago e mal definito al nostro sguardo cosciente e, in
effetti, può non essere riconoscibile consciamente. Ma è lì, completo sin
nei più minuti dettagli.
Questa immagine dell'Io è l'idea che noi ci facciamo di "noi
stessi", è la
convinzione di essere "un certo tipo di persona" piuttosto che
un'altra. E'
il risultato di ciò che crediamo di noi stessi. La maggior parte di queste
immagini sorge inconsciamente dalle nostre passate esperienze, dai successi
e dai fallimenti, dalle umiliazioni e dai trionfi, dal modo in cui gli
altri hanno reagito nei nostri confronti, specialmente nella prima infanzia.
Con tutto ciò noi costruiamo mentalmente un "Io" (o l'immagine di
un Io), e
una volta che un'idea o un concetto su noi stessi entrano a far parte di
questa immagine, essi diventano veri, per quel che ci riguarda
personalmente. Non mettiamo in dubbio la loro validità, ma continuiamo ad
agire basandoci su di essi come se fossero veri.
Capire che esiste un immagine dell'Io è una chiave d'oro per vivere una
vita migliore grazie a due importanti scoperte:
1) Le vostre azioni, i vostri sentimenti, il vostro comportamento e anche
le vostre capacità derivano da tale immagine.
In poche parole, voi 'agite come' il genere di persona che credete di
essere. Non solo, ma non potete assolutamente agire altrimenti, non ostante
i vostri sforzi coscienti e la vostra volontà. L'individuo che vede se
stesso come un 'tipo destinato a fallire' in un modo o in un altro
fallisce, a dispetto delle sue buone intenzioni e della sua volontà, anche
se si trova a portata di mano una buona occasione. Colui che si considera
vittima della ingiustizia (un individuo 'nato per soffrire'), troverà
invariabilmente qualsiasi pretesto per convalidare le sue opinioni (...)
Ad esempio, uno scolaro che si considera come un 'tipo da quattro' o un
altro che si crede completamente 'ottuso in matematica', troverà
invariabilmente che le sue pagelle lo confermano tale. In questo modo egli
avrà la conferma che quanto credeva su se stesso era corretto.
Una ragazza che si considera "un tipo di persona che non piace a
nessuno",
se va ad un festa, vedrà che nessuno l'invita a ballare perché lei stessa
allontana i ragazzi con il suo atteggiamento. La sua aria commiserevole di
cane bastonato, l'esagerata ansia di piacere, o forse la sua inconscia
ostilità verso coloro da cui teme di ricevere offesa, tutto contribuisce ad
allontanare le persone che potrebbero esserne attratte. Allo stesso modo un
commerciante o un uomo d'affari troveranno che le loro esperienze pratiche
tendono a 'provare' la correttezza dell'immagine che si sono formati su se
stessi.
2) Si può cambiare l'immagine dell'io, e numerosi casi hanno dimostrato che
non si è mai né troppo vecchi né troppo giovani per farlo, iniziando di
conseguenza a vivere una nuova vita.
Una delle ragioni per cui è sempre sembrato difficile ad un individuo
mutare abitudini, personalità e modo di vivere, consiste nel fatto che fino
a quel momento quasi ogni sforzo di cambiamento è stato diretto, per così
dire, alla circonferenza piuttosto che al centro dell'Io.
Numerosi pazienti mi hanno più o meno detto: "Se si parla di tecniche
di
pensiero positivo, le ho già provate, ma per me non funzionano".
Tuttavia
una piccola indagine rivela invariabilmente che questi individui hanno
messo in pratica, o cercato di usare il "pensiero positivo", solo
in
particolari circostanze esterne, riguardo ad una abitudine particolare o un
difetto del carattere. ("Otterrò quel lavoro". "In futuro sarò
più calmo e
rilassato". "Questo sarà un buon affare per me"). Essi, però,
non hanno mai
pensato di cambiare il loro modo di considerare se stessi, ovvero cambiare
l'immagine del loro "Io" affinché ne conseguisse un miglioramento
generale.
Gesù ci disse che è follia applicare toppe di stoffa nuova su indumenti
vecchi o mettere vino nuovo in bottiglie vecchie. Così le tecniche di
pensiero positivo non possono essere usate per rattoppare la stessa vecchia
immagine dell'io.
LA CHIRURGIA PLASTICA E L'IMMAGINE DELL'IO
Apparentemente sembrerebbe non esistere alcun rapporto tra la chirurgia e
la psicologia, o che per lo meno esso sia quasi irrilevante, tuttavia fu
proprio uno specialista in chirurgia plastica ad accennare per primo
all'esistenza dell'immagine dell'io, ed a sollevare alcuni problemi che
portarono a importanti scoperte nel campo della psicologia.
Riportiamo di seguito l'interessante esperienza di un chirurgo che, ad un
certo momento della sua vita, si è visto costretto a trasformarsi in
psicoterapeuta per aiutare i suoi pazienti ad eliminare la vecchia immagine
di se stessi; immagine che non permetteva loro di gioire del rinnovo che la
chirurgia plastica aveva ottenuto sulle loro sembianze.
L'ESPERIENZA DEL CHIRURGO MAXWELL MAX (7)
Quando molti anni fa cominciai a far pratica di chirurgia plastica fui
sorpreso dai drammatici e inaspettati cambiamenti nel carattere e nella
personalità che sopravvenivano in seguito ad un intervento di plastica
facciale. In molti casi cambiare l'aspetto fisico significava creare una
persona completamente diversa.
Caso per caso il bisturi che tenevo in mano diventava una bacchetta magica
che non solo trasformava l'aspetto del paziente, ma la sua intera
esistenza. I timidi e i riservati diventavano audaci e coraggiosi. Un
ragazzo creduto 'ritardato' diventava un giovane in gamba e brillante con
la stoffa necessaria per raggiungere la posizione di dirigente di azienda.
Un rappresentante che non aveva più fiducia in se stesso la riacquistò
completamente (...).
Era facile spiegare i successi. Prendiamo il caso del ragazzo che, a causa
delle sue orecchie a sventola, veniva paragonato ad un taxi con entrambe le
porte aperte. Egli era stato preso in giro per tutta la sua vita, spesso
crudelmente, e la compagnia dei coetanei significava per lui solo dolore e
umiliazione. Perché non avrebbe dovuto evitare qualsiasi contatto sociale?
Perché non avrebbe dovuto aver paura della gente e ritirarsi in se stesso?
Terribilmente restio ad esprimere se stesso in qualsiasi modo, non c'è da
meravigliarsi se cominciò ad essere considerato un ritardato. Una volta
corretto il suo difetto era naturale che egli assumesse un ruolo normale
nella vita, come infatti fece, non esistendo più la causa del suo disagio e
della sua umiliazione (...).
Ma cosa dire delle eccezioni che non accusarono alcun mutamento? Esaminiamo
il caso di quella duchessa, terribilmente timida e conscia del suo brutto
aspetto dovuto ad una enorme gobba sul naso. Sebbene un intervento le
avesse donato un naso classico ed un volto veramente bello, ella continuò a
comportarsi come il brutto anatroccolo, come la sorella indesiderata che
non avrebbe mai trovato il coraggio di guardare in faccia un altro essere
umano.
Se è il bisturi a produrre la magia, perché non ebbe potere sulla duchessa
o su tutti gli altri che, pur avendo acquistato nuovi volti continuarono ad
avere la stessa vecchia personalità? Come spiegare la reazione di quelli
che sostengono che l'intervento non ha effettuato alcun cambiamento nel
loro aspetto?
Ogni chirurgo estetico ha fatto questa esperienza e probabilmente ne è
rimasto perplesso come me. Non importa quanto radicale sia il cambiamento
estetico: vi sono dei pazienti che continueranno a dire: "Ho lo stesso
aspetto di prima, non avete fatto proprio niente". Amici e parenti
possono
a malapena riconoscerli, tuttavia il paziente continua ad affermare di
vedere un cambiamento minimo o addirittura nullo, e a negare persino che
esso sia avvenuto.
Paragonare le fotografie di 'prima' e di 'dopo' non serve a niente, se non
forse a far sorgere ostilità. Per una strana alchimia mentale il paziente
ragiona così: "Certo, io vedo che la gobba è sparita, ma il mio naso
sembra
esattamente lo stesso", oppure: "Forse la cicatrice non si vede più,
ma è
ancora lì".
TALVOLTA L'IMMAGINE DI NOI STESSI RESTA IMMUTATA
La scoperta dell'esistenza di una immagine interna, che serve per la
considerazione che noi abbiamo di noi stessi, detta anche immagine dell'Io,
spiega tutti gli apparenti contrasti che finora abbiamo discusso. Essa
costituisce il denominatore comune, il fattore determinante di tutti i
nostri casi, successi ed insuccessi.
Talvolta, infatti, la chirurgia plastica, oltre all'immagine fisica
dell'individuo, riesce anche a cambiare la sua "immagine interna",
altre
volte, invece, pur essendo cambiato l'aspetto esteriore l'immagine interna
resta quella di prima. In questo caso la persona si "vede"
deturpata" anche
se, in effetti, la cicatrice non c'è più. Non solo ma anche il
comportamento resta quello di prima proprio per il fatto che la persona
porta con se un immagine del suo "Io" identica a quella di prima.
NUOVE PROFONDE OSSERVAZIONI SCIENTIFICHE SUL SUBCONSCIO (8)
La nuova scienza della Cibernetica ci ha fornito prove convincenti del
fatto che il cosiddetto 'subconscio' non è una 'mente', ma un meccanismo
tendente ad una meta. Una specie di computer formato dal cervello e dal
sistema nervoso usato e diretto dalla mente.
La più recente, e più utile teoria, considera che nell'uomo sono presenti
una mente ragionante ed una specie di "macchina automatica", che
lotta per
raggiungere una meta, e funziona in maniera quasi analoga ai
servomeccanismi elettronici (congegni in grado di fare un lavoro
prestabilito in modo automatico, n.d.r.). Si tratta di una macchina
meravigliosa, molto più complessa di qualsiasi cervello elettronico o
missile guidato che l'uomo abbia saputo concepire.
Tale intimo meccanismo creativo è impersonale, agisce automaticamente e
impersonalmente per raggiungere successo e felicità, o fallimento ed
infelicità a seconda dei traguardi che voi stessi gli avete stabilito.
Ponetegli come fine "il successo" e agirà come "meccanismo
per il
successo", ponetegli fini negativi e, altrettanto impersonalmente e
fedelmente, agirà come "meccanismo per l'insuccesso"
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
1) Maxwell Max, Psicocibernetica, pagg. 34-35,
Edizioni Astrolabio, Roma, 1965.
2) Ispirato da Vivere deliberatamente, di Harry Palmer, pagg. 69-72,
Collana "I Nuovi Delfini", Gruppo Futura - Jackson Libri, 1996.
3) Ibid.
4) Conny Mendez, La Metafisica per tutti, Vol. I, pagg. 17-21,
El Libro Del Maestro, Pachuca, MEXICO.
5) Ibid.
6) Maxwell Max, Psicocibernetica, pag. 17,
Edizioni Astrolabio, Roma, 1965.
7) Ibid., pag. 21.
8) Ibid., pag. 26.
LETTURE PER APPROFONDIRE
Maxwell Max, Psicocibernetica.
Edizioni Astrolabio, Roma, 1965.
Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee.
Rizzoli Editore, Milano, 1994.
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http://www.antigravity.it/07012009.htm http://www.antigravity.it/08012009.htm http://www.antigravity.it/03012009.htm
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22012009 http://www.antigravity.it/16012009.htm http://www.antigravity.it/17012009.htm http://www./18012009.htm
http://www.antigravity.it/19012009.htm http://www.antigravity.it/20012009.htm http://www.antigravity.it/21012009.htm
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profezie del 2012 speciali : http://www.antigravity.it/16022009.htm http://www.antigravity.it/17022009.htm
http://www.antigravity.it/18022009.htm http://www.antigravity.it/19022009.htm http://www.antigravity.it/20022009.htm
http://www.antigravity.it/21022009.htm http://www.antigravity.it/22022009.htm http://www.antigravity.it/23022009.htm
http://www.antigravity.it/24022009.htm http://www.antigravity.it/25022009.htm http://www.antigravity.it/27022009.htm
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http://www.antigravity.it/16032009.htm http://www.antigravity.it/19032009.htm http://www.antigravity.it/20032009.htm
http://www.antigravity.it/17032009.htm http://www.antigravity.it/21032009.htm http://www.antigravity.it/22032009.htm
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