rambaldi gianni via costa magna giacomo 52 00181 roma tel 067821676  per 

sound of love 

venerdi avro il divorzio dopo 4 anni l italia e lenta ... e sarò libero  la mia energia avrà un bel picco in su..e potrò essere realista nell affrontare un nuovo anno .. solare con nuova grinta.. 

 

 

non radichiamo quell ingiustizia che è l amore .. se no si diventerà un deserto..

è enrico invoca .. di poter amare.. di nuovo .. una nuova .. vita 

daro sempre spazio al dialogo .. e sempre amerò  con devozione anche il mio piu accerrimo nemico.. in modo altissimo 

 . traiettoria del centro galattico e verificare le componenti del cervello chimico .. prof piccardi di firenze.. tenedo conto del tempo e della influenza che ha questa forza.. ml acqua funziona da specchio . le forme di onde.. in radionica.. campi di torzione di cozyrev

L’energia null’altro e’ che una “variazione della curvatura dello spazio”, esattamente come la massa. Al centro di questa “curvatura” vi e’ un micro buco nero, sul bordo del quale si formano le particelle sub atomiche e successivamente gli Atomi. L’energia variando la curvatura dello spazio, genera le cosiddette “particelle subAtomiche” e quindi gli Atomi. Ma quello che si deve ammettere e’ che l’atomo “e’ bucato” cioe’ contiene nel suo centro un buco nero sul bordo del quale girano gli elettroni e protoni e tante altre “cose”.

FORME di ENERGIA GEOMETRICA su AMPIA SCALA -
By David Wilcock

 Abbiamo ora visto l’esistenza di forze a livello quantico che producono strutture geometriche, e che permettono a gruppi di atomi di unirsi insieme in interi più grandi dove la loro identità individuale non è più percepibile. Grazie alle scoperte di Rod Johnson e altri, per spiegare l’esistenza di queste forze ora disponiamo di un modello quantico unificato che ingloba tutti quegli argomenti apparentemente scollegati di cui allo stato attuale si conosce l’esistenza nella teoria dei quanti, come il significato della costante di Plank. In questo capitolo il nostro obiettivo sarà di dimostrare che in un modello eterico veramente Unificato, queste formazioni energetiche continueranno ad esibire la stessa struttura e la stesso comportamento a tutti i livelli di grandezza. Inizieremo la nostra esposizione guardando alla ricerca del dr. Massimo Teodorani e associati sul ricorrente fenomeno delle formazioni di “Plasma Termico” a Hessdalen, in Norvegia. Ci muoveremo poi a rivedere le informazioni riguardo la griglia geometrica di energia di onde di torsione della Terra, argomento del quale abbiamo in gran parte parlato nel capitolo 11 del nostro precedente libro.

 

5.1 - FORMAZIONI DI PLASMA SULLA TERRA 

 

Il 17 Novembre 2001, la ricercatrice e stimata speaker radiofonica Linda Moulton Howe ha pubblicato un articolo in esclusiva sulle ricerca del dr. Massimo Teodorani e associati riguardante le formazioni anomale di plasma che sono state osservate nella valle di Hessdalen, in Norvegia. La Howe scrisse che nel corso dell’ultima decade, molti testimoni oculari hanno osservato e riferito:

 

…luci pulsanti e tremolanti che cambiano forma. Un paio di volte negli anni ’90, gli ingegneri Norvegesi hanno investigato sulle luci. Ma la ricerca è diventata più seria lo scorso Agosto 2001 quando alcuni astrofisici italiani si sono uniti si sono uniti agli ingegneri norvegesi in uno studio congiunto con radar, fotografie, videocassette e spettroscopi. I risultati possono essere suddivisi in due categorie: il 95% sono plasma termici e il 5% sono oggetti solidi non identificati. I plasma emettono frequenze radio ad onda lunga e, stranamente, la loro temperatura non varia al variare di grandezza e luminosità.

 

La Howe, poi, va avanti a citare dal sommario della ricerca di Teodorani et al.:

 

1.      La maggior parte del fenomeno luminoso è plasma termico;

2.      I globi di luce non sono singoli oggetti ma sono costituiti di molti piccoli componenti che vibrano intorno ad un baricentro comune;

3.      I globi di luce sono in grado di espellere globi di luce più piccoli;

4.      I globi di luce cambiano forma in continuazione;

5.      Il crescere di luminosità dei globi di luce è dovuto [solo] all’incremento dell’area radiante. Ma la causa, e il meccanismo fisico, per il quale viene emessa tale radiazione è tuttora sconosciuta.

 

Come possiamo vedere da questa lista, abbiamo una formazione che possiede certe caratteristiche in comune con i microcluster, cioè abbiamo una serie di “molti piccoli componenti” di campi energetici sferici (come gli atomi di un microcluster) che “stanno vibrando intorno ad un baricentro comune”. Secondo il dr. Erling Strand, queste formazioni plasmatiche possono rimanere visibili anche fino a due ore, cosa che li rende decisamente diversi dai fenomeni di breve durata delle palle luminose. Come il dr. Teodorani riporta,

 

…quando rielaboriamo i dati vediamo che molti piccoli globi di luce vibrano intorno ad un baricentro comune. Quindi si tratta di qualcosa come una forza centrale che espelle dei globi, oppure di mini-globi che girano intorno al corpo centrale. E’ piuttosto complicato.

 

La prossima citazione stabilisce un fatto non osservato nella ricerca di Dmitriev ed altri, sulle formazioni naturali di luce spontanea, ma che si accorda perfettamente con l’idea che queste formazioni di plasma possono comportarsi secondo gli stessi principi geometrici fondamentali dei microcluster, anche se ad un ordine di grande maggiore. In questo estratto abbrevieremo Teodorani con “MT:” e Linda Moulton Howe con “LMH:”, con grassetti aggiunti:

 

MT: E abbiamo anche osservato durante la fase di analisi che questi plasma sono in grado di assumere svariate forme. Talvolta anche geometriche.

 

LMH: Anche forme geometriche ?

 

MT: Si. Talvolta anche geometriche. Non ne conosciamo ancora la ragione, ma abbiamo visto qualcosa che era simile ad un rettangolo. Essa ha immediatamente cambiato forma da un plasma amorfo in un rettangolo. E’ accaduto in modo transitorio e l’abbiamo visto ed è nel mio documento,
EMBLA 2001: The Optical Mission. (La Missione Ottica)

 

LMH: Così stavate osservando qualcosa come una sfera di plasma e improvvisamente si è trasformata in un rettangolo?

 

MT: Esattamente. Inizialmente abbiamo pensato che fosse una sorta di effetto strumentale dovuto alla videocamera. Ma poi abbiamo comparato la foto di questo stesso fenomeno con il video, abbiamo visto che erano la stessa cosa, cioè un plasma, a dispetto di quella forma geometrica, poiché possiamo eseguire determinate analisi studiando la distribuzione della luce, ed anche eseguendo le spettroscopie. Vediamo che questo è un plasma. Quindi è strano: un fenomeno plasmatico che possiamo descrivere ma di cui ancora non possiamo dire quale sia la principale ragione che lo causa.

 

LMH: Ed è corretto dire che nessuno di voi o qualsiasi altro astrofisico ha mai documentato questo tipo di interazione e trasformazione plasmatica prima d’ora ?

 

MT: No… So che alcuni astrofisici hanno osservato il fenomeno luminoso come globi di luce amorfi, è la prima volta che lo osserviamo quest’anno.

 

LMH: E perché avete concluso nei vostri documenti scientifici che questi sono plasma termici ?

 

MT: Perché se eseguo una spettroscopia e inserisco lo spettro in una lunghezza d’onda di flusso, quello spettro assomiglia alla tipica curva di Max Planck, che è tipica di un cocktail di ioni ed elettroni.
Questo parla molto chiaro. E possiamo anche misurare la temperatura e
la temperatura in quel caso era poco più alta della temperatura del sole; 6.500 gradi Kelvin.

 

Nell’articolo online della Howe è riportata la fotografia di questa formazione, ed è visibile una chiara forma geometrica; ricordate che è stata ripresa sia su pellicola fotografica convenzionale sia su videotape. Nell’intervista da qui in avanti il dr. Teodorani ci racconta che questi plasma possono cambiare improvvisamente dimensione senza alcuna variazione nella loro temperatura rilevata, cosa che è certamente un’anomalia dal punto di vista della fisica convenzionale. Nel nostro modello, vediamo che come le dimensioni del plasma si riducono, l’energia mancante si posiziona in una densità di energia eterica più alta. E’ per questa ragione che la temperatura del plasma non varia; parte del plasma è semplicemente uscita dalla nostra densità eterica della materia. Tuttavia può essere ancora rilevata da alcuni strumenti come il radar, solamente non dai nostri organi sensoriali.

 

Inoltre, il prof. Erling Strand associato di Teodorani ha fotografato circa 34 tracce radio di fenomeni di plasma che si alternavano tra visibilità e invisibilità. Un radar avrebbe indicato posizione e velocità del plasma, ma l’occhio nudo non poteva rilevarne la presenza, e i passaggi tra visibilità e invisibilità erano pressoché istantanei. Questo cambio improvviso di visibilità aggiunge alla prova il fatto che l’energia del plasma si sposta ad una densità più alta di energia eterica quando diventa invisibile. Una prova preliminare indica che il plasma scende improvvisamente a 100° Kelvin o meno quando scompare, il tutto può accadere in meno di un secondo [6]. Tali cambi repentini di temperatura ovviamente non obbediscono alle regole della termodinamica convenzionale: il plasma “un minuto c’è e quello dopo non c’è più”.

 

 

Figura 5.1 – Una foto ingrandita di una formazione plasmatica rettangolare

dopo la trasformazione da una sfera, così come la corrispondente funzione 3-D a distribuzione di punti

che si usa per ottenere simultaneamente l’intensità del picco e la dimensione apparente, in pixels, del soggetto.

Data 18 Agosto 2001. Immagine elaborata da M. Teodorani.

 

Nella sua intervista al sig. Teodorani, Linda Moulton Howe aggiunge un ulteriore supporto alla connessione tra le sfere di plasma, l’invisibilità e le strutture geometriche, come riporta nella sua stessa esperienza in Inghilterra con una formazione di plasma che era visibile solo attraverso un apparecchio a infrarossi: 

LMH: Ed è così evidente con almeno dodici anni di resoconti di testimoni oculari in Inghilterra, compresa la sottoscritta, nei quali attraverso un apparecchio ad infrarossi ho potuto osservare quello che sembrava un ovale di luce che cambiava in un quadrato di luce pulsante. L’ho visto insieme ad altre persone e lo potevamo vedere solo attraverso gli infrarossi; non si vedeva ad occhio nudo. (grassetto aggiunto)

 

Come riportato nel capitolo 11 del libro di Richard Pasichnyk, The Vital Vastness, Volume One (La vastità della Vita, Volume Uno), tali formazioni di plasma sono quasi sempre associate con alcune forme di attività geofisica amplificata. Uno dei più anomali singoli eventi di questo tipo è stato riportato il 30 Novembre 1930 a Tango, in Giappone, e abbiamo aggiunto una nota dopo la prima frase: 

C’era un cielo chiaro senza nuvole quando è comparso uno strano arcobaleno, che ha catalizzato l’attenzione. [Nota: quest’arcobaleno pare fosse causato da una distorsione locale del campo di energia eterica in quell’area, per cui la luce visibile si rifrangeva in uno spettro]. Essendo fuori stagione e diverso da qualunque cosa vista prima, quel fatto unico si impresse bene nella memoria di molti. Quando la mattina è poi avanzata, con esso è arrivato anche il rombo e il tremore del suolo. Negli occhi di facce esterrefatte si potevano vedere i riflessi di luci lampeggianti, fiammate blu e ultimi bagliori simili all’aurora, che dipingevano i cieli. Laddove il suolo ha tremato di più, sono apparsi sconcertanti raggi brillanti, palle di fuoco, luci a forma di imbuto e colonne luminose mobili. Verso il Tempio Manpukuzi, si è vista una fila dritta di radiose masse rotonde che ruotavano con considerevole splendore. (grassetto aggiunto)

Tali eventi non sono così rari come molte persone possono credere; semplicemente non sono raccolti e riportati con lo stesso grado di presentazione imparziale che è tipica delle forme convenzionali dei dati scientifici. Sia Pasichnyk sia il dr .Aleskey Dmitriev citano studi che indicano incrementi significativi nel numero di segnalazioni di avvistamenti UFO durante periodi di intensa attività geofisica. Pasichnyk segnala un libro del 1977 di M.A. Persinger e G.F.Lefreneire che misero in un grafico una combinazione di terremoti e segnalazioni UFO su carte geografiche degli USA tra il 1820 e il 1971, e si nota che entrambi i fenomeni “coincidono piuttosto bene” nelle stesse aree e negli stessi periodi. [9]

Quindi, una prova chiara punta al fatto che questi plasma energetici sono emanati direttamente dal centro della Terra, come nel caso di un terremoto, e sono quindi composti dello stesso materiale di cui è composto il centro della Terra. Così, condividiamo l’affermazione di Pasichnyk che il centro della Terra è composto della stessa forma di plasma energetico che vediamo nel Sole: il che spiegherebbe perché le misurazioni di Teodorani e altri mostravano che il plasma aveva la stessa temperatura della superficie del Sole.

Nei prossimi due capitoli, presenteremo prova che i pianeti sono in realtà materia espulsa dal Sole, e quindi composti della stessa sostanza di base del Sole stesso. Infatti, in una cosmologia eterica unificata, tutta la materia si origina in forma di un plasma condensato di Bose-Einstein superconduttore con proprietà geometriche, come detto nel capitolo precedente, prima di raffreddarsi, separarsi e cristallizzarsi in atomi e molecole individuali.
 

5.2 - LA PROVA CHE IL CUORE DELLA TERRA E’ UN PLASMA LUMINOSO 

Gran parte dell’argomento riguardo al centro della Terra plasmatico è stata presentato nel nostro volume precedente, ma per via della loro importanza ripetiamo ancora qui molti dei fatti salienti. La gran parte delle persone istruite sanno che l’area più calda della Terra è nel centro, e che gradualmente si raffredda attraverso gli strati successivi conosciuti come mantello fino ad arrivare infine all’area più fredda sull’esterno della sfera, che è la dura crosta o litosfera. E’ anche importante ricordare che la crosta esterna della Terra è così sottile, comparata al resto della massa terrestre, che se la Terra fosse ridotta alla grandezza di un bicchier d’acqua, la crosta sarebbe spessa e densa solamente come la tensione superficiale della cima del bicchiere stesso. Questo mostra quanto poca materia solida ci sia in realtà sulla Terra.

I geologi convenzionali credono che il centro della Terra sia composto di ferro e nickel. Nella prevalente teoria della “dinamo”, questo centro metallico ruota dentro la terra e girando crea il campo magnetico terrestre. Comprensibilmente, la ragione più forte per la popolarità di questa teoria è la credenza che ci sia bisogno di un pezzo di metallo come il ferro per costituire un campo magnetico. Tuttavia, numerosi ricercatori compresi Schappeller, Searl e Roschin & Godin hanno dimostrato in laboratorio che si può creare un campo magnetico nient’altro che come onda stazionaria di un energia plasmatica di etere luminoso.

Di fatto, tutte le nostre “prove” di ciò che giace nel centro della terra sono indirette, ricavate principalmente attraverso ricerche sugli impulsi sismici che si creano durante i terremoti. Come spiegato nel volume precedente, le onde che viaggiano da parte a parte, conosciute come onde S o onde trasverse, non possono passare attraverso il centro dalla Terra, e questo è quanto ci si aspetterebbe se il centro fosse solido. Pasichnyk fa notare che le onde S potrebbero non attraversare il centro della Terra anche nel caso che esso fosse composto di energia plasmatica compressa.

Tali modelli [basati sul] plasma normalmente verrebbero immediatamente repressi, poiché la scienza convenzionale pensa alla Terra come ad una massa inerte e respinge immediatamente l’idea di un centro plasmatico, perché una tale fonte di energia richiederebbe una continua immissione di energia. Tuttavia, una volta che comprendiamo che sia la gravità sia le onde di torsione sono forme di energia eterica che scorrono continuamente all’interno della Terra, ecco che troviamo una fonte di energia che può passare senza sforzo attraverso la materia fisica e rifornire la fonte di plasma nel centro della Terra. Una gran parte dell’attività energetica di queste onde di torsione avviene ai poli della Terra, allineati con il campo magnetico. Ricordiamo dal primo capitolo che Kozyrev ha scoperto che i maggiori effetti nel campo di torsione si verificano nei pressi del Polo Nord, e Pasichnyk ci ha anche portato molti altri tipi di prova. Per esempio,

Le onde del terremoto viaggiano più veloci lungo l’asse nord-sud dell’interno della terra di quanto non facciano sull’asse est-ovest.

Come detto nel precedente volume, altre osservazioni puntano al fatto che l’attività energetica proveniente dalle regioni polari, in realtà acceleri verso il centro della Terra:

1.     Attività di aurora associata con magnetismo e attività solare. L’aurora boreale,  o “Luci del Nord”, è una formazione di energia luminosa che si osserva solitamente sopra i poli. Quando l’attività del Sole aumenta, l’aurora diventa più brillante, e l’aurora varia anche in proporzione diretta al campo magnetico terrestre. Quest’aurora ci mostra lo scorrere dell’energia.

2.     Aurore a forma di tende ai poli. Dagli studi sulle formazioni dell’aurora, sappiamo anche che sono stati osservati vortici di protoni ed elettroni energetici in formazione elicicoidale, come imbuti super-allungati, che scendevano secondo un moto spiraliforme dentro le regioni polari terrestri ad alti livelli di intensità.

3.     Il centro della Terra è troppo caldo per il magnetismo metallico. I metalli non possono mantenere un campo magnetico oltre una certa temperatura cruciale, conosciuta come punto di Curie.
Tuttavia, contrariamente ai modelli convenzionali, si è scoperto che le temperature all’interno della Terra crescono molto rapidamente mentre perforiamo verso il basso, e se proseguiamo idealmente il lento incremento estrapolandolo su un grafico,
allora a soli 100km o 62 miglia, le temperature nel pianeta sarebbero troppo alte perché i metalli possano produrre un campo magnetico.

4.     Anomalie di magnetismo e gravità durante l’eclisse. Durante un’eclisse i campi magnetici terrestri sono indeboliti e questo effetto è abbastanza significativo da mandare in confusione gli uccelli migratori. Durante un’eclisse anche il campo gravitazionale viene alterato, come osservato in vari studi sui pendoli. Entrambe queste osservazioni mostrano che la Terra è continuamente “influenzata” dalla radiazione del campo torsionale del Sole e dalle “particelle” energetiche che vi scorrono attraverso.

5.     Inclinazione del campo magnetico della Terra. Se il centro della Terra fosse una dinamo metallica, allora ci aspetteremmo che il suo campo magnetico sia allineato col suo asse di rotazione.
Tuttavia, dal momento che il campo magnetico è sfalsato di circa 11° dall’asse di rotazione, il modello della dinamo è inadeguato.

6.     Cambi di lunghezza del giorno con attività solare. La lunghezza del giorno (LOD[1]) sulla Terra è la misura di quanto veloce ruoti la terra. Sono state stabilite chiare correlazioni per mostrare una connessione tra la LOD e il livello di attività solare. Ciò mostra una interazione energetica diretta tra il Sole e la Terra di cui il modello della dinamo non poteva tener conto.

7.     Cambi nel magnetismo con attività solare. L’attività solare può anche variare la direzione e l’intensità dei campi magnetici terrestri. E’ altamente improbabile che una dinamo gigante dentro la Terra possa subire influenze da cambi tanto esterni.

8.     Capovolgimento dei poli, spostamenti  e scossoni. Il campo magnetico della Terra possiede una serie di movimenti che il modello della dinamo non può giustificare. Schemi circolari conosciuti come “Chandler’s Wobble” (“Dondolii di Chandler”) vengono continuamente tracciati ai poli, e il campo magnetico può sperimentare improvvisi scossoni e anche completi capovolgimenti dei poli. Una fonte di energia che fluisce liberamente nel centro della Terra, in conseguenza dei cambi del Sole, tiene conto di queste anomalie molto più facilmente rispetto all’idea che il centro della Terra sia un grosso pezzo di metallo solido.

9.     Il ruolo della gravità come forza formativa. Nel nostro modello, la gravità è un movimento all’interno della Terra di energia eterica che vi crea materia ed energia in ogni momento. Una volta che andiamo in profondità oltre i 2700km o 1.678 miglia, c’è un grado di forza gravitazionale diretta in uscita dal centro maggiore di quella diretta verso il centro. Ciò mostra il ruolo [importante] della gravità nella formazione del centro della Terra, similmente all’effetto Biefield-Brown, che mostra che la nuvola elettronica negativa corre verso il nucleo positivo. Una volta che l’energia che scorre converge al centro della Terra, una parte di essa torna verso l’esterno, creando queste anomalie gravitazionali.

10.    Vento plasmatico che emerge dalla Terra. La sonda spaziale Dynamic Explorer della NASA ha determinato che un vento plasmatico emana dai poli della Terra in aggiunta al vento che scorre dentro i poli. Questo dimostra la qualità dell’energia sia in entrata sia in uscita che avviene in queste aree, che sarà discussa più approfonditamente nei capitolo che seguono. 
 

5.3 - IL MODELLO DEL TERREMOTO ETERICO DI WILCOCK 

Basandoci su tutte queste prove, possiamo chiaramente vedere che esiste un rimarchevole parallelismo tra il modello eterico dell’atomo come toroide sferico e le formazioni di plasma di grandi dimensioni come il cuore della Terra.
Come Pasichnyk e molti altri hanno documentato, incrementi dell’attività solare sono strettamente correlati con gli incrementi nel numero e nell’intensità dei terremoti sulla Terra. Quando avvengono questi terremoti, spesso si osservano anche formazioni anomale di plasma. Un ulteriore supporto a questo concetto si ha nel fenomeno dei “radar angels”, dove gli operatori radar rilevano frequentemente falsi segnali su aree della Terra geofisicamente attive.
La maggior parte dei radar ora sono equipaggiati per schermare questi segnali, che pare siano causati da sfere di plasma in gran parte invisibili che vengono continuamente espulsi dalla Terra nelle regioni sismicamente attive. 

E allora, cosa è esattamente un terremoto? Presentiamo quanto segue come una ragionevole supposizione, basata sulle prove presentate nel corso di tutto questo libro:

- Si comincia con un’improvvisa ondata di attività energetica, come potrebbero essere i brillamenti solari o altre fonti di cui discuteremo più avanti.

- Questa ondata incrementa improvvisamente il quantitativo di energia che scorre nel centro della Terra.

- La quantità totale di plasma luminoso nel centro aumenta di conseguenza.

- Tuttavia, dalla Terra non c’è una decrescita nella pressione per circondare e contenere il plasma, quindi l’energia extra non ha nessun posto dove andare eccetto l’essere compressa sotto una maggiore quantità di pressione.

- Basandoci sulla semplice fisica eterica, se l’ondata di energia è sufficientemente alta, allora questo improvviso incremento di pressione spinge una parte del plasma a dislocarsi in una densità superiore di energia eterica.

- Una volta che il plasma raggiunge una densità superiore, può passare agevolmente attraverso la materia fisica di densità inferiore, dando alla Terra quei connotati che noi ora conosciamo e misuriamo.

- A questo punto, il plasma non viene più trattenuto nel centro della Terra dalle imponenti forze di pressione, ma è libero di evadere dal centro della Terra grazie alla forza centrifuga.

- Ora, in questo stato di densità superiore, il plasma ribolle verso la superficie del pianeta, così come le bolle d’olio emergono verso la superficie dell’acqua.

- Dal momento che la pressione scorre sempre dall’alto verso il basso, il plasma si muoverà naturalmente verso l’area di minor densità di energia eterica in prossimità della superficie terrestre.

- Lo spazio “vuoto” è molto meno denso della materia solida, e quindi ha una minore densità di energia eterica.

- Pertanto, una frattura della crosta terrestre, che è relativamente vuota, possiede una minor densità di energia eterica rispetto alla materia solida circostante.

- Il plasma in movimento viene attratto naturalmente in tali fratture

- Una volta che il plasma raggiunge questo spazio, la pressione si allevia, e una parte di essa torna a ridislocarsi al suo originale stato di plasma che aveva nel centro della Terra.

- Comunque, dal momento che la temperatura è ora molto inferiore, parte del plasma si raffredda immediatamente.

- Non appena il plasma improvvisamente si raffredda, cristallizza in nuova materia fisica.

- Questa nuova materia si forma quasi subito lungo i bordi della frattura

- Ricordate che quando l’acqua cristallizza in ghiaccio, si espande. Similmente, il volume del plasma cresce quando si raffredda (trasformazioni di stato) in materia fisica.

- Quando si crea questa nuova materia può essere rilasciata una grande forza esplosiva, dal momento che spinge lateralmente le zolle che stanno intorno al sito della frattura.

- Quando ciò avviene può verificarsi un terremoto se la quantità di materia è abbastanza grande da causare uno slittamento lungo la faglia.

- In molti casi, parte del plasma rimane in uno stato di densità superiore, e continua a fuoriuscire attraverso la superficie terrestre.

- Non appena questa energia attraversa l’atmosfera, può anche non ritornare ad uno stato di densità sufficientemente basso da essere visibile.

- Se il plasma rimane ad una densità superiore si formano gli invisibili “radar angels”

- Se il plasma torna alla sua densità originale, si possono rilevare le “formazioni di plasma”.

- Se il plasma è in uno stato riverberante, o dondolante, può alternarsi tra visibilità e invisibilità, muovendosi su e giù fra due livelli di densità eterica adiacenti, come il prof. Erling Strand ha osservato e filmato in Norvegia.
 

Certamente, anche i modelli più convenzionali della formazione dei terremoti e la pressione dei movimenti della superficie devono essere tenuti in considerazione; questo è solo un fattore che può dare origine ai cambiamenti più improvvisi. Questo nuovo modello aiuta anche a spiegare il fenomeno dei “tubi di kimberlite”, menzionati sia dal dr. Dmitriev sia dal dr. V.L. Dyatlov. Questo fenomeno, in Russia, è considerato “il grande mistero della geologia moderna”, ed è stato osservato essenzialmente in Alaska. Dapprima i geologi rilevano un’improvvisa esplosione e un’ondata di calore vicino alla superficie terrestre. Se l’area dove è avvenuta l’esplosione è abbastanza vicina alla superficie, si può trivellare ed osservarla. [in alcuni casi, gli Eschimesi sono stati in grado di scavarsi a mano la via verso il sito]. Nel sito dell’esplosione si è scoperto un tubo vuoto allungato nella crosta.
Ma cosa molto più sorprendente, e remunerativa, l’interno del tubo era completamente pieno di file di diamanti !

Normalmente si ritiene che i diamanti e altri cristalli simili necessitino di parecchie migliaia di anni per formarsi, invece in questi casi pare che si formino istantaneamente. Questo discorso assumerà più senso per noi nel Capitolo 10, quando studieremo il lavoro del dr. Krasnoholovetz e altri, i quali hanno scoperto che campi di torsione creano naturalmente maggiore durezza e cristallizzazione in ogni materia alla quale sono esposti. I metalli che vengono esposti ad apparecchi generatori di onde di torsione diventano significativamente più duri e più cristallizzati nella loro forma, e i campi di torsione possono anche creare formazioni di microcluster nell’acqua e in altri composti.
Dunque, una formazione di plasma contiene campi torsionali ad alta intensità, pronti a comprimersi in cristalli geometrici in un batter d’occhio.

Un lettore acuto dovrebbe comprendere che c’è un altro possibile effetto in questo modello dei terremoti. In tale modello, quando c’è un’improvvisa ondata di incremento energetico nella Terra, il plasma viene spinto ad una densità superiore e fugge dal centro della Terra. Questo in genere crea un terremoto, laddove si crea nuova materia.
Tuttavia è anche possibile che se gli incrementi di energia avvengono più lentamente e regolarmente, allora l’intera dimensione del centro stesso potrebbe gradualmente espandersi senza dislocarsi in una densità superiore.

Questo, in genere, incrementerebbe l’intera dimensione del pianeta stesso.

Ciò si accorda certamente con il modello quantico che abbiamo proposto nei capitoli precedenti, dal momento che abbiamo visto con i microcluster, i quasi-cristalli e i condensati di Bose-Einstein che gli atomi possono raggrupparsi in gruppi più grandi che formano una singola identità. La chiave di lettura qui è che quando a queste strutture viene aggiunta sufficiente energia essi continuano ad espandersi di grandezza.. I microcluster iniziano come atomi individuali che poi si “fondono” in formazioni cristalline più grandi. I quasi-cristalli possono essere cresciuti ad oltranza proprio come ogni altro cristallo, e ancora continuano a mantenere un’identità individuale.
Anche un condensato di Bose-Einstein (superconduttore) può essere espanso in grandezza con l’aggiunta di nuova energia, tuttavia continua a comportarsi come se fosse un atomo unico.
Nel nostro modello, tutte le strutture base a tutti gli ordini di grandezza nell’Universo si comportano in accordo a questi stessi principi energetici, e sono in grado di espandersi se vi viene immessa una più grande quantità di energia.

Quindi, la Terra dovrebbe essere capace di crescere continuamente in grandezza dal momento che il suo cuore viene continuamente rifornito di nuova energia eterica, proprio come avviene nella crescita di un organismo.
Questa previsione si concretizza nella scienza della “Tettonica ad Espansione Globale”.


5.4 - TETTONICA AD ESPANSIONE GLOBALE 
(vedi Espansione Terra)

Christopher Otto Hilgendberg è stato il primo, nel 1933, a mostrare che se restringiamo la Terra al 55-60% della sua attuale dimensione, allora tutti i continenti si incastrano insieme a formare un puzzle, come mostrato in figura 5.2.
Egli ha fatto la coraggiosa supposizione che ciò fosse causato dall’espansione della Terra; un tempo nel passato essa era veramente il 55-60% dell’attuale dimensione. L’articolo più rigoroso che abbiamo trovato sull’argomento è di James Maxlow [
7], e sarà citato nel proseguo.

Questo nuovo modello certamente non è nei libri di testo delle scuole di oggi, ma sta lentamente guadagnando popolarità nel corso degli anni. Un Simposio sull’Espansione della Terra è stato tenuto a Sidney, in Australia nel 1981, e lo Smithsonian Institution ha ospitato un meeting nel 1989 dove sono stati discussi questi concetti ed altri relativi a modelli tettonici globali. Come scrive Maxlow,

Questi argomenti [nel meeting dello Smithsonian] hanno indicato che sembra esserci qualcosa di discutibile nella teoria della tettonica a placche per come è attualmente presentata (Kremp, 1992) e che i presenti concetti di tettonica a placche / deriva dei continenti / oscillazione dei poli, possano aver bisogno di essere rivalutati, rivisitati e respinti (Smiley, 1992).
 

 

Figura 5.2 – I modelli del “pianetino” di Hilgenberg sull’espansione della Terra. Il globo più piccolo è il 60% del raggio attuale (da Vogel, 1983)
 

Attualmente fra le autorità scientifiche è in voga il modello della “tettonica a placche” o “deriva dei continenti”. In questo modello la Terra ha mantenuto una dimensione costante durante tutto il corso della sua vita, e i continenti sono stati originati come un’unica massa gigante conosciuta come “Pangea”. Ad un dato momento, questo continente si è spezzato in molti pezzi, e le fratture erano siti di attività vulcanica. Siccome lungo queste creste vulcaniche veniva espulsa nuova lava che successivamente veniva raffreddata dagli oceani, i diversi pezzi del continente originale sono stati lentamente spinti via l’uno dall’altro fino alle loro posizioni attuali.

Tuttavia, affinché avvenga questa deriva su un Terra di dimensioni invariate, “ciò che sale deve anche scendere”. In termini più scientifici, se ci sono aree di “risalita orogenica” dove si forma continuamente nuova crosta, allora devono esserci anche delle “zone di subduzione” dove la crosta terrestre torna a riaffondare nel mantello e si fonde ancora in uno stato fuso. Come indica Maxlow, questo modello ha un grande, enorme difetto:

Non sono state mai trovate prove definitive di “zone di subduzione” sulla Terra.

Inoltre,

Le aree dov’anche possano esistere zone di subduzione sono molte meno di quante ne richiede il modello della Tettonica a Placche.

O per farla ancora più semplice,

Possiamo facilmente dimostrare l’espansione della Terra con dati oggettivi, ma non abbiano nessun interesse nel provare che stia contemporaneamente avvenendo la presunta subduzione.

Maxlow continua affermando che le conclusioni della “tettonica a placche” sono basate su un insieme di dati incompleti:

Nel presentare la Tettonica dell’Espansione Globale si deve comprendere che l’insieme delle informazioni globali, geologiche e geofisiche ha raggiunto solo ora [2001] lo stadio dove ogni ipotesi tettonica globale può essere confidentemente quantificata, testata e/o accantonata. 

Ora, con in mano i nuovi dati, il modello della “tettonica a placche” può essere scartato. Comunque, secondo Maxlow e altre fonti, ci sono due ragioni principali per cui la scienza ufficiale e la comunità geologica non accetta la Teoria dell’Espansione della Terra: 

1. Nella nostra attuale comprensione della fisica quantica non si pensa che la materia possa espandersi

2. La prova necessaria per creare un modello matematico che possa riprodurre accuratamente un processo di espansione ad oltranza della Terra , sembra non esistere. 

Il primo punto viene efficacemente confutato dai modelli quantici di cui abbiamo discusso in questo libro, e Maxlow ha fornito la prova richiesta dal secondo punto. Man mano che vengono acquisite maggiori informazioni sulla geofisica della Terra, la Teoria dell’Espansione della Terra ne viene sempre più accresciuta nella sua credibilità. Nuove mappe degli schemi, velocità e direzioni dell’allargamento dei fondi marini mostrano che la Terra è “soggetta ad un’espansione esponenziale dall’era Arcaica ad oggi”, in accordo con Maxlow, e in questo documento si presentano mappe e immagini a supporto di queste conclusioni.

Basandoci sui modelli matematici di Maxlow la Terra si starebbe espandendo in grandezza alla velocità di approssimativamente 21 millimetri all’anno. E infatti

 

1. Carey nel 1986 ha usato un laser satellitare per misurazioni radiali per calcolare che il raggio della Terra si sta espandendo di 24 millimetri all’anno, [con una tolleranza] di più o meno 8 millimetri.

2. Robaudo e Harrison nel 1993 hanno usato misure geodetiche VLBI e SLR per concludere che la terra si sta espandendo di 18 millimetri all’anno.  

La spiegazione convenzionale è che questa espansione osservata nella Terra è causata dal flusso continuo di polvere e meteoriti, ma combacia perfettamente anche con i calcoli di Maxlow basati su una schietta raccolta di dati dall’espansione dei fondali marini. Altri scienziati in Russia hanno concluso che la Terra fa improvvisi incrementi nella sua grandezza in certi periodi della nostra storia geologica, e questo potrebbe rendere conto del perché Robaudo e Harrison hanno osservato un’espansione di soli 18 millimetri annui anziché i 21 calcolati da Maxlow.

La successiva, e ovvia, domanda che questo modello solleva è questa: se tutti i continenti erano un tempo parte di una singola superficie esterna della Terra, allora dove li mettiamo gli oceani? Maxlow suggerisce che in quei primi tempi sulla superficie della Terra c’era meno acqua totale, e si sono formati “mari epi-continentali[2] poco profondi” tra le varie aree di quelli che ora sono i continenti. La crosta originale sulla Terra ha raggiunto un certo livello di spessore, (probabilmente il risultato del raffreddamento da uno stato fuso appena dopo essersi separata dal Sole) ma poi con la continua espansione della Terra, la nuova crosta che si andava formando era molto più sottile, e quindi più bassa. Non appena i continenti hanno iniziato a dividersi, questi mari epi-continentali si sono riversati nelle fratture più profonde, formando le versioni primordiali dei nostri oceani.

Questo solleva un’altra questione: “Da dove proviene tutta l’acqua dei nostri oceani se all’origine non c’era  ?”
La Terra “cresce” di dimensione attraverso continui incrementi di energia eterica che riceve dal Sole e da altre fonti. Gli stessi processi energetici che incrementano la dimensione della Terra stanno anche creando continuamente nuove molecole come idrogeno e ossigeno nella nostra atmosfera, rendendola così più spessa in densità. L’idrogeno e l’ossigeno poi si legano insieme per formare ulteriori grandi quantità d’acqua, che piovono dal cielo negli oceani, mescolandosi con i sali della crosta terrestre. E’ molto interessante notare che, come abbiamo documentato nella pubblicazione precedente, è stato osservato che i pianeti gassosi possiedono tutti un centro roccioso delle dimensioni simili alla Terra, perciò sembra plausibile che la Terra possa diventare a sua volta un pianeta gassoso allorquando si allontanerà ulteriormente dal Sole. Nell’Ottavo Capitolo passeremo in rassegna la prova del Dr. Aleskey Dmitriev che dimostra che questa creazione di nuova atmosfera è un processo incessante, dal momento che si stanno scoprendo nuovi cambiamenti nelle atmosfere della Terra e di altri pianeti come Marte.
 

5.5 - ESPANSIONE GEOMETRICA RADIALE DEI CONTINENTI 

Se l’attività della Terra condivide un legame comune con le attività a livello quantico, allora durante il processo di espansione ci dovremmo aspettare di vedere coinvolta la geometria dei Solidi Platonici, proprio come la vediamo nella formazione di un microcluster o di un quasi-cristallo. Abbiamo già visto come le osservazioni del dr. Teodorani sulle formazioni di plasma in Norvegia  adottino configurazioni geometriche spontanee, e questo suggerisce che anche il plasma nel centro della Terra debba possedere le stesse proprietà. Inoltre, grazie al lavoro investigativo del dr. Pasichnyk, sappiamo che W.R. Corliss, A.M. Dziewonski e J.H. Woodhouse hanno confermato che il centro della Terra mostra una “simmetria esagonale”, cioè che è nella forma di un solido geometrico tridimensionale che, se osservato da determinate angolazioni, ha sei lati. Nel video della sua conferenza del 1996, Gregg Braden indica che questo dato simmetrico suggerisce che il centro della Terra è a forma di dodecaedro perfetto, uno dei cinque principali solidi Platonici, con 12 facce pentagonali. Sicché, il fenomeno geometrico dei “microcluster” si conferma valido anche a scale di grandezza molto più grandi di quelle del regno dei quanti. (Anche l’icosaedro possiede una simmetria esagonale molto ripetitiva)

Non dimentichiamo che la geometria è il semplice sottoprodotto della vibrazione/pulsazione in un materiale fluido; gli studi del dr. Hans Jenny hanno rivelato che quando il livello di vibrazione/pulsazione viene incrementato, le forme geometriche che si osservano all’interno del fluido diventano più complesse. Così, se la velocità della vibrazione/pulsazione nel centro luminoso della Terra sta continuamente incrementando, allora ci si dovrebbe aspettare di vedere all’opera forme geometriche sempre più complesse.

Tenendo questo a mente, nel 1993, Vogel e altri esordirono con le seguenti conclusioni riguardanti le Ipotesi di Espansione Terrestre, basate sulla loro vasta esperienza nel fare modelli della superficie terrestre. Se si riduce il raggio della Terra al 55/60% della sua attuale dimensione, allora:

1.     I confini esterni dei continenti possono essere composti insieme per formare un’unica crosta chiusa;

2.     La posizione dei vari continenti rimangono generalmente costanti rispettivamente l’uno all’altro, e la loro separazione è causata da una “espansione radiale della Terra” e;

3.     La causa dei movimenti dei continenti deriva da un sempre più veloce incremento di raggio nel tempo, in accordo con l’espansione dei fondali marini… 

La concordanza di questi tre fenomeni non può essere casuale, [ma è dovuta a] processi operanti dall’interno della Terra, e il risultato è l’espansione del pianeta.

La chiave di lettura di quanto abbiamo bisogno di vedere qui sta nel punto 2, dove Vogel stabilisce che la separazione dei continenti avviene secondo un movimento “radiale” o a spirale. Si può osservare parte di questo modello nella figura 5.3, basata sulla ricostruzione al computer di Perry della espansione radiale della Terra. Quando studiamo la struttura gerarchica dei Solidi Platonici singolarmente “annidati” l’uno all’interno dell’altro, osserviamo che c’è sempre un movimento a spirale quando una forma meno complessa si espande in una di complessità superiore. Questo argomento è stato già ben trattato nei nostri precedenti volumi.
 

 

Figura 5.3 -  Ricostruzione al computer della espansione radiale della Terra di Perry (da Carey, 1986)

 

Il dr. Athelstan Spilhaus, affermato scienziato che lavora per la National Oceanic and Atmospheric Association (NOAA), ci ha fornito la prova che la Terra si sta davvero espandendo in forme di armonia geometrica sempre più grandi. Secondo le informazioni forniteci dal dr. Bethe Hagens, le scoperte del dr. Spilhaus in questo campo sono state pubblicate sulla rivista Scientific American negli anni ’80, e ci auguriamo di ottenere una copia delle altre immagini di quell’edizione. Nel modello di Spilhaus, la Terra non si sta espandendo in grandezza, ma le sottostanti forme geometriche che lui ha scoperto possono ancora essere direttamente applicate a un modello di espansione della Terra, dal momento che tutti i suoi dati si basano su linee rette con relazioni angolari significative. In maniera molto simile a un microcluster in espansione, la gerarchia delle forme che la terra ha sperimentato risulta come segue:

 

1. Tetraedro: Quando il “continente” Pangea si è rotto la prima volta, ogni frattura principale era esattamente della stessa lunghezza o equidistante da ogni altra frattura. Queste linee equidistanti formano le linee esterne di un tetraedro allorquando i continenti si allontanano dal loro centro originale. Come abbiamo detto in entrambi i nostri precedenti volumi, questa forma continua a lasciare una firma energetica sulla Terra, e il lavoro di Richard Hoagland con The Enterprise Mission ha chiaramente dimostrato formazioni di energia tetraedriche su altri pianeti.

2. Cub-ottaedro: Mentre i continenti continuano a separarsi, la loro geometria si espande a una maggiore complessità di linee equidistanti, componendo la forma combinata di un cubo con un ottaedro. Come abbiamo scritto in The Shift of Ages, Bruce Cathie ha dimostrato chiaramente che questa griglia è tuttora all’opera sulla Terra. Con queste precise misure della griglia, Cathie ha prodotto molte svolte decisive in questo nuovo campo della “fisica armonica dell’etere” che sono molto utili, alcune delle quali sono state riportate in The Shift of Ages.

3. Icosa-dodecaedro: I continenti della Terra si sono ora espansi in una forma combinata di icosaedro e dodecaedro di linee equidistanti. Ancora una volta, il processo di espansione a questo stadio avviene lungo schemi spirali radiali.

 

Nella figura 5.4, cortesemente concessa dalla pubblicazione originale della NOAA, possiamo vedere lo stadio finale della espansione geometrica della Terra di Spilhaus per come si presenta oggi. La principale faccia pentagonale che vediamo proverrebbe dal dodecaedro, e le facce triangolari proverrebbero dall’icosaedro. Ovviamente le linee puntinate rappresentano le creste sottomarine e/o i rilievi montuosi. Non sorprende vedere questa conformazione, considerando che il centro della Terra appare ora in forma di  un dodecaedro:
 

 

Figura 5.4 – Espansione geometrica finale dei continenti secondo Spilhaus, per gentile concessione del suo giornale NOAA

 

Sebbene i dati di Spilhaus siano piuttosto soddisfacenti, c’è una gran mole di informazioni addizionali a supporto dell’idea che tali forme geometriche circondano attualmente la Terra. Il team russo di Goncharov, Morozov e Makarov ha determinato in modo indipendente che la Terra ha la forma di una griglia icosa-dodecaedrica, [fig. 5.5] basata sulle posizioni dei continenti e delle creste vulcaniche sottomarine. La cresta medio-atlantica corre precisamente lungo la verticale zig-zagante nell’Atlantico, come si vede nel diagramma. In questa immagine si possono vedere sia i pentagoni dei dodecaedri sia i triangoli dell’icosaedro:
 

 

Figura 5.5 – Griglia icosa-dodecaedrica di Goncharov, Morozov e Makarov 

 

Sorprendentemente, Goncharov ha passato in rassegna la collocazione di oltre 4000 antichi siti sacri differenti sulla Terra, come pietre verticali, piramidi, monoliti, menhir, obelischi, templi, pagode, sotterranei di pietra, cerchi di pietre, ziggurat, sollevamenti di terra, e simili, e ogni singolo sito antico che hanno catalogato è situato, senza eccezioni, da qualche parte su questa griglia icosa-dodecaedrica. Scopriremo nel Capitolo 9 il perché gli antichi abbiano usato tale tecnologia; riguarda l’abilità che ha una formazione come la piramide di imbrigliare le onde di torsione da utilizzare per bilanciare il pianeta. Vedremo ricerche russe e ucraine di fonti esimie che hanno provato che le piramidi possono smorzare la potenza dei terremoti, le emissioni meteorologiche e radioattive, mentre aumentano la purezza di acqua, petrolio e minerali sotterranei. Le piramidi possono anche essere usate per curare, stimolare la crescita e l’espansione della coscienza in relazione ad una elevazione spirituale. 

Tutti i sopracitati effetti sulla materia fisica sono creati dall’azione delle onde di torsione, la cui delicata pressione, se in forma sufficientemente concentrata, può creare effetti significativi sulla materia, ed è importante ricordare che le “linee di questa griglia” sono essenzialmente formazioni di onde di torsione. I rivelatori di campi torsionali percepiscono, lungo queste linee, una quantità di radiazione torsionale molto più alta rispetto ad ogni altra zona, e i punti nodali dove le linee si incrociano sono particolarmente attive. Perciò, dovremmo essere molto ben stimolati a ricostruire una volta ancora un simile sistema di piramidi attraverso tutta la Terra al fine di compensare gli attuali danni che la civilizzazione sta a tutt’oggi producendo. In caso di un limitato scambio nucleare e/o ulteriori distruzioni ambientali, un simile progetto diventerà estremamente necessario, così come lo è stato dopo la caduta delle antiche civiltà di Atlantide e Rama.
 

5.6 - CAMPI DI ENERGIA CONTRO-ROTAZIONALE E DINAMICHE DI GRIGLIA

Ricordiamo che nel modello quantico di Johnson, l’atomo è in realtà composto di campi di energia contro-rotazionale. Affinché un atomo o una molecola diventi stabile, la geometria deve mescolarsi in una formazione bilanciata. Similmente, possiamo osservare nei due ultimi stadi del modello del dr. Spilhaus sulla espansione terrestre che ci sono sempre due geometrie coinvolte; abbiamo la combinazione di cubo con ottaedro e la combinazione di icosaedro con dodecaedro. Anche il primo stadio dell’espansione terrestre, che ha visto coinvolto il tetraedro, può in realtà aver visto incorporato anche l’ottaedro, dal momento che l’ottaedro è in relazione diretta con il tetraedro, come abbiamo visto nel capitolo precedente. 

Basandosi sul modello di Johnson, appare che l’icosaedro e il dodecaedro visti nella Griglia siano di fatto campi energetici opposti che hanno raggiunto uno stato di armonia obbligata, nella stessa esatta maniera in cui, nel regno quantico, si crea un composto molecolare. Crediamo che lo stress creato da queste forze di contro-rotazione sia la vera causa della rotazione anti-oraria della Terra intorno al proprio asse. In tal caso, mentre le due forme geometriche sono obbligate insieme, la geometria che ruota in senso anti-orario ha una forza di rotazione leggermente più forte della geometria che ruota in senso orario, e questo fa sì che la Terra ruoti in direzione anti-oraria.

Così, le prove disponibili suggeriscono che la Terra abbia effettivamente una griglia energetica globale che è stata ben compresa e utilizzata dalle civiltà antiche. Il fatto chiave che analizzeremo nel resto di questa sezione include i fenomeni che avvengono lungo le linee e i nodi di questa griglia. Sebbene questa informazione non sia pubblicamente riconosciuta, nondimeno essa è assai reale ed abbondantemente documentata nei nostri volumi precedenti e in molte altre fonti. Per i non addetti, ci concentreremo sui dodici punti equidistanti (vertici) dell’icosaedro attualmente visibile sulla superficie terrestre, introdurremo una lista di proprietà anomale estratte dal lavoro di Richard Pasichnyk. Anche questo materiale è inserito nel volume precedente, ma a questo punto è utile una ripetizione. Ricordiamo che Pasichnyk si riferisce a queste dodici aree come “i Campi”:

1. In ognuna [area] si verificano spirali di elettricità terrestre, suoni strani, e anomalie magnetiche e gravitazionali

2. Le zone più profonde degli oceani [si trovano in queste aree]

3. Schemi delle correnti oceaniche [scorrono intorno a questi punti]. [Nota: I dati di Ivan P. Sanderson rivelano che gli schemi di queste correnti mostrano un movimento contro-rotazionale]

4. [In queste aree si sono osservati] forti tempeste nel fondale oceanico profondo

5. [In queste aree si sono osservati] alcuni dei valori più alti di salinità superficiale degli oceani

6. [In queste aree si sono osservate] le località più abbondanti di bolle che scoppiano, producendo cariche atmosferiche più forti e altre associazioni

7. Queste stesse aree sono sistemi di alta e bassa pressione nel meteo e nei centri delle tempeste.

8. sono state osservate dallo spazio nubi gassose spiraliformi con centro in ogni Campo

9. Lo strato superficiale della terra (litosfera) e gli aspetti fisici della tettonica a placche (zone di subduzione, confini delle placche, alture, spaccature, schemi di stress, anomalie delle onde dei terremoti, ecc.) sono in relazione con le località dei campi (un’ulteriore analisi è nella sezione 3.4)

10. [In queste aree] si sono osservati ripetutamente fenomeni luminosi (particelle ionizzate) e masse oscure (neutroni)

11. Gli schemi e le trasformazioni nell’atmosfera superiore, le cinture di radiazione, e la magnetosfera mostrano relazioni con i Campi

12. Anguille, batteri a precipitazione ferrosa, e pesci elettrici sono geograficamente collocati in queste aree

13. Più del 70% di tutta la vita sulla Terra è insediata in relazione ai Campi (tra le latitudini di 40°) il che è ideale per la generazione di energia elettrica per la vita.

Effettivamente una gran parte della trilogia Vital Vastness di Pasichnyk è incentrata sugli studi di come questi “Campi” si verificano sulla Terra e su altri pianeti. Nel capitolo 12 del nostro precedente volume abbiamo riassunto da Pasichnyk una gran quantità di informazioni convincenti che mostrano che questi Campi sono all’opera su ogni pianeta di tutto il nostro sistema solare. Come possiamo vedere, tutti questi effetti possono essere causati dal potere che forti campi torsionali possono esercitare sulla materia fisica, dal momento che i campi torsionali creano una pressione tangibile. Questa è la pressione che appare come la responsabile della formazione delle correnti che osserviamo negli oceani e nell’atmosfera, che la ricerca di Pasichnyk mostra associate alla Griglia Terrestre.

Come abbiamo già mostrato, le aree di campi torsionali di intensità superiore sono anche le aree dove la materia è capace di spostarsi ad un livello più alto di densità eterica.
La chiave qui è comprendere che in questi dodici nodi della Griglia Globale la materia e l’energia possono effettivamente essere dislocate in un livello di densità eterica superiore, a causa dell’alto grado di radiazione torsionale di queste aree, e questo è stato già documentato e osservato nel 20° secolo con il lavoro, tra gli altri, di Ivan P. Sanderson.

Nel 1972, Ivan Sanderson ha pubblicato un articolo intitolato “The Twelve Devil’s Graveyards Around the World” (“I Dodici Cimiteri del Diavolo intorno al Mondo”) sulla rivista Saga. Questi “Cimiteri del Diavolo” sono gli stessi dei Campi di Pasichnyk, e rappresentano i punti dell’icosaedro sulla griglia terrestre, come si vede in figura 5.6. Tanto per rinfrescare la memoria, sappiamo che ogni faccia dell’icosaedro è un perfetto triangolo equilatero dove ogni angolo interno misura 60°. All’interno di una sfera come la Terra, i punti dell’icosaedro sono localizzati fra i 30° e i 40° di latitudine sopra e sotto l’equatore. Ogni punto è distanziato da intervalli di 72° dai punti vicini, ed eccetto per i due ai poli, il loro esatto centro geometrico è a 36° di latitudine Nord e Sud. Tutti insieme, ci sono cinque punti nell’emisfero nord, cinque nell’emisfero sud e due ai poli.
 

 

Figura 5.6 L’icosaedro (sin.) e la sua griglia posizionata sulla terra (des.) (per gentile concessione di Nick Nelson)

 

Sanderson ha scoperto questi punti facendo una massiccia meta-analisi di tutti i dati disponibili su aerei e navi scomparse. Da questi dati, ha determinato che tali scomparse erano molto più probabili in questi dodici punti che in ogni altra area. Nel libro di Charles Berlitz The Bermuda Triangle, ci viene fornita una descrizione più ampia delle proprietà di queste aree, sia in termini di processi fisici della Terra sia di anomalie temporali elettromagnetiche:

 

Queste aree… rappresentano i punti nodali dove le correnti oceaniche di superficie girano in un verso e le correnti sotto la superficie girano nell’altro verso. [Nota: vediamo ancora all’opera forze di contro-rotazione]. Le grandi correnti di marea sotto la superficie che strisciano tangenzialmente, e influenzate da differenti temperature, provocano vortici magnetici, disturbando le comunicazioni radio, il magnetismo – forse anche la gravità – ed eventualmente causando, in speciali condizioni, la scomparsa di veicoli aerei e di superficie – che navigano o volano in differenti punti dello spazio e del tempo. Un interessante effetto collaterale del comportamento erratico di queste aree è sottolineato da Sanderson nel descrivere gli stupefacenti “arrivi anticipati” di aerei attentamente cronometrati dove aeroplani sono arrivati così in anticipo rispetto al previsto che l’unica possibile spiegazione è che avessero un vento impetuoso che soffiava dalla loro spalle a, per esempio, 500 miglia all’ora. [Nota: si ricordi che questo genere di velocità dei venti si osserva solamente nei peggiori uragani] Tali incidenti possono essere il risultato di venti mai scoperti ma sembra che avvengano per il più delle volte nel Triangolo delle Bermuda e in altre aree di vortice, come se questi particolari aerei avessero incontrato l’anomalia ma avessero planato o fossero stati sospinti in sicurezza attraverso quei “buchi nel cielo” che sono costati la vita di così tanti viaggiatori.

 

Le sparizioni nelle aree come il Triangolo delle Bermuda o il Triangolo del Diavolo al largo delle coste del Giappone (che sono state ampiamente documentate nel capitolo 10 del precedente volume) sono prodotte quando le navi o i velivoli vengono dislocati in una densità superiore di energia eterica e non tornano indietro.
I dr. William Becker e Bethe Hagens conferiscono ulteriore supporto alle anomalie relative al tempo nel loro articolo “The Planetary Grid: A New Synthesis” (La Griglia Planetaria: Una Nuova Sintesi), che è stato ristampato nel libro Anti-Gravity and the World Grid (L’Antigravità e La Griglia Mondiale). In questo articolo essi riferiscono di un’anomalia di tipo temporale che si verifica nel punto nodale vicino alle Hawaii:

 

Un pilota che volava con passeggeri vicino alla zona delle Hawaii [dell’icosaedro di punti energetici sulla Terra] si è trovato improvvisamente in una “zona morta” senza strumenti [elettromagnetici funzionanti] e impossibilitato a comunicare fuori dalla cabina di pilotaggio. Dopo aver volato più o meno 350 miglia, [impiegando molto probabilmente un’ora e più] il “fenomeno” è svanito e il pilota scoprì che gli ufficiali di torre non potevano verificare che tra l’inizio della sua esperienza nella “zona morta” e la sua fine fosse trascorso alcun tempo misurabile.

 

Questi cambi nella velocità del tempo concordano chiaramente con le teorie di Kozyrev per cui lo scorrere del tempo è una funzione della radiazione di torsione, che è a sua volta funzione della densità di energia eterica. Se ci si sposta in una densità eterica più alta il tempo può rallentare per noi tanto quanto ha rallentato per il pilota. In casi come questi, la nave dall’area di densità superiore ritorna al nostro livello di densità di energia eterica, e i superstiti vivono per raccontare l’avventura. Bisogna ammettere che tutto questo appare come un’eccezione alla regola, ma sembra proprio che le antiche culture avessero una conoscenza migliore su come non “finire dispersi” in queste aree di “vortici” eterici, e che fossero in grado di utilizzarli in modo costruttivo, come per viaggi fisici attraverso la terra.

 

Nel precedente volume abbiamo discusso delle storie di testimoni di prima mano che sono volati all’interno di queste aree di densità eterica più alta e sono ritornati vivi. L’ultimo esempio è il caso di Charles Wakeley. Brevemente, non appena Wakeley è passato in un’area di densità eterica più elevata nel vortice del Triangolo delle Bermuda, i suoi strumenti elettromagnetici hanno mostrato un comportamento molto anomalo, e sulle punte delle ali hanno cominciato a crescere delle luci blu-verdi, che alla fine diventavano bianche e si diffondevano nella cabina di comando.
Al culmine di questo evento era circondato da accecanti luci bianche che sembravano provenire “contemporaneamente da ogni direzione” e l’effetto poi è svanito alla stessa velocità con la quale era cominciato, permettendogli di riprendere il controllo del velivolo.

 

Come abbiamo detto nel precedente volume,

E’ molto probabile che la forte luce che egli ha visto intorno a sé non sarebbe stata visibile da terra; essa era una conseguenza visiva del suo stesso corpo in movimento in un’area più energetica. Per un osservatore esterno non ci sarebbe stato nessun cambiamento, dal momento che il suo corpo si muove all’interno di un’area di energia vibrazionale superiore che è al di fuori del tempo e dello spazio osservato da terra. Se egli non fosse tornato, il suo aeroplano sarebbe semplicemente scomparso dalla vista, e se fosse tornato allora per un osservatore esterno sarebbe stato come se nulla fosse successo; si sarebbe visto solo il suo aereo nella sua ininterrotta continuità.

 

5.7 - LA GRIGLIA DI BECKER-HAGENS E NUOVE SCOPERTE DI “GRANDI CERCHI”

 

Un modello ancora più completo della griglia terrestre è stata elaborata dai dr. William Becker e Bethe Hagens, conosciuta come griglia di Beker-Hagens. Abbiamo riportato questa informazione in entrambi nostri precedenti volumi. Questa griglia è stata prodotta prendendo due icosaedri e ruotandone uno leggermente fuori fase rispetto all’altro, un concetto introdotto da Buckminster Fuller nella sua opera magna, Synergetic Geometry (Geometria Sinergica).
Da questo processo, che riguarda tutti i Solidi Platonici, si forma un poliedro a 120 lati. La prossima immagine mostra la struttura base di questo modello della Griglia, benché ogni triangolo possegga anche molte sotto-linee al suo interno. Continuiamo con un altro estratto dal nostro volume precedente, che ci aiuta a comprendere quello che stiamo osservando:

Da questo disegno di griglia, possiamo vedere che la struttura attuale di continenti, catene insulari, rilievi montuosi, creste oceaniche e molto altro seguono tutte questo schema. Studiando lentamente e cautamente questa mappa, come abbiamo documentato in The Shift of Ages, possiamo vedere come sembri che la Terra stessa sia un palloncino flessibile che è circondato da questa griglia. Se la griglia è simile a un gruppo di fili, e i fili stanno esercitando forze sul palloncino, allora possiamo vedere come essi stanno spingendo le masse di terraferma nella loro conformazione attuale.

 

 

Figura 5.7 – La Griglia di Becker-Hagens, ispirata dal lavoro di Chris Bird

 

Studiando attentamente la mappa, viene facile capire come i continenti siano spinti e tirati dalla Griglia. Abbiamo diligentemente parlato di tutti i punti più importanti in entrambi i nostri precedenti volumi. Solo per fare qualche esempio, si noti come il Sud America sia circondato perfettamente da linee, e come il fondo di quel continente sia spinto a destra dal nodo 58, mentre il nodo 49 lo spinge sulla sua costa orientale vicino a Rio de Janeiro in Brasile.
Si noti anche come l’Australia sia perfettamente stirata tra i nodi 43 e 45, con il vertice nord del continente che forma una baia pressoché circolare intorno al nodo 27, includendo anche la massa di terra più piccola della Nuova Guinea direttamente sopra di essa.

 

Al fine di rendere più visibili certe formazioni, nella prossima figura abbiamo alterato digitalmente la mappa in modo che si possa vedere principalmente l’area dell’Oceano Pacifico. Se ripensiamo ai modelli di Solidi Platonici in un fluido vibrante del dr. Jenny, ricordiamo che si possono vedere le curve delle spirali tra i vari nodi, che formano un leggero contrasto rispetto alla rettitudine delle linee delle geometrie stesse. Se questo modello eterico fosse effettivamente corretto ci aspetteremmo di osservare sulla Terra formazioni simili. Attraverso lo studio delle catene insulari e dei rilievi montuosi, possiamo effettivamente vedere strutture circolari su larga scala proprio come quelle che circondavano le formazioni negli esperimenti del dr. Jenny.

 

 

Figura 5.8 -  Le scoperte dei Grandi Cerchi di Wilcock nell’aree dell’Asia e del Pacifico della Griglia Terrestre


Per gli inesperti, quando guardiamo alla mappa del pianeta che mostra i rilievi montuosi scopriamo che quasi l’intero confine occidentale dell’Asia è delimitato da gruppi montuosi leggermente curvati che non hanno un singolo nome. Nella mappa abbiamo disegnato grezzamente questi rilievi montuosi con una serie di linee a ricciolo all’estrema sinistra del cerchio più grande. La posizione di questa mega-catena corrisponde con estrema precisione a un ellisse che può essere disegnata tra i nodi 12, 4 e 5, passando per il Pakistan e l’Afghanistan, il confine occidentale della Cina, il confine tra Russia e Mongolia e poi il confine tra Russia e il nord-est della Cina, continuando fino alla linea costiera oceanica. Anche il mare allungato in Russia proprio a destra del nodo 4 (vedi figura precedente) è allineato in modo praticamente perfetto con questa ellisse. Ora possiamo combinare questo dato con altre formazioni su scala minore, come la catena insulare di Taiwan, Filippine, Nuova Guinea e Isole Salomone, per mostrare che ci sono effettivamente strutture circolari giganti di energia per completare le sottili linee della griglia geometrica.

Notevolmente, entrambi questi “Grandi Cerchi” toccano ordinatamente e simmetricamente molti nodi sulla griglia terrestre, ed entrambi i cerchi si allineano perfettamente con Russia e Alaska nel loro confine nord. Anche altre formazioni possono essere osservate su questa mappa, come la catena di isole formate dalla punta inferiore della penisola di Myanmar (Burma), Tailandia e Malesia, e in modo più specifico la prima catena insulare dell’Indonesia. La catena di isole forma un semicerchio praticamente perfetto proprio sulla sinistra del cerchio più piccolo che abbiamo disegnato in questa mappa. E’ anche altrettanto interessante notare che il cerchio più piccolo su questa mappa sembra molto simile allo stadio finale della mitosi cellulare, con i nodi 14 e 16 che formano il nucleo cellulare e la linea verticale tra di essi che rappresenta i cromosomi che si dividono.

Nella prossima figura, mostriamo una struttura energetica che è incentrata nel nodo numero 4 in Siberia, dove molte anomalie magnetiche sono state registrate e analizzate dal dr. Aleksey Dmitriev et. al. Se prendiamo questo punto come centro, allora osserviamo una spirale in espansione che appare in formazione da esso. La spirale ha tre bracci principali, formati dai Monti Urali in Russia, visti sulla sinistra del cerchio esterno, le montagne Himalayane che attraversano Pakistan, Kashmir, India, Nepal, Buthan e Tibet, (che abbiamo mostrato solo con una linea molto sottile per enfatizzare la loro formazione ricurva a spirale) e l’arcipelago Giapponese. Una volta che si vede questa struttura spirale ripiegata verso l’interno in un atlante mondiale, guardando ai rilievi montuosi attuali, non si potrà non rivederla ancora. Questo illustra chiaramente le tracce residue degli stadi di espansione geometrica della Terra all’opera. Inoltre, lo stile di questa proiezione su mappa distorce la vera forma della linea costiera della Russia superiore, e così in realtà questo cerchio è molto più direttamente allineato con la forma e la posizione della costa di quanto si possa vedere qui:
 

 

Figura 5.9 – La formazione a vortice spirale di Wilcock  che incorpora i Monti Urali, l’ Himalaya e il Giappone 
 

5.8 - SOMMARIO

Quindi, con le informazioni che abbiamo fatto emergere in questo capitolo, abbiamo ora stabilito una chiara connessione tra il comportamento energetico che è stato osservato a livello quantico con quello a livello planetario. Proprio come le “esplicite forze multi-corpo angolo-dipendenti” devono essere invocate per spiegare la formazione di microcluster, simili forze geometriche devono essere chiaramente all’opera nelle formazioni di plasma osservate a Hessdalen, Norvegia, ed effettivamente sulla Terra stessa che ha un cuore di plasma energeticamente strutturato e una complessità geometrica della posizione dei continenti in evoluzione quando si espande nella sua dimensione fisica. Ora abbiamo anche una nuova visuale della formazione dei terremoti che spiega perché vediamo formazioni di plasma nei periodi di intensa attività sismica, e che concorda anche con la nuova concezione che il centro della Terra è composto di plasma luminoso. Le anomale sparizioni di navi e velivoli ai punti nodali della nostra Griglia Globale puntano in modo evidente sulla validità di un modello che include densità eteriche multiple, dove la materia può essere spostata da una densità ad un’altra se la pressione delle onde di torsione a livello molecolare cresce abbastanza da superare a livello vibrazionale la velocità della luce.

Da ora, il nostro prossimo passo è quello di espandere ancora di più questo modello “olografico”, dimostrando che questi stessi principi energetici sono all’opera attraverso l’intero Universo, a ogni livello di grandezza, con semplici ma precisi principi armonici che definiscono le loro relazioni l’uno con l’altro. Questo stabilirà un modello veramente unificato come non è stato mai osservato prima in nessun moderno lavoro scientifico, ma che molto probabilmente è un ritorno alle antiche comprensioni del Cosmo Divino. I due capitoli seguenti formano il cuore del modello che si presenta in questo libro, e poggerà su tutte le precedenti conoscenze che abbiamo presentato in questo libro fino ad ora.

 

RIFERIMENTI

 

1. Berlitz, Charles. The Bermuda Triangle. (1974) Avon Books, New York, NY. ISBN: 0-380-00465-8
See also http://www.bermudatriangle.org

2. Braden, Gregg. Awakening to Zero Point. [Videotape Presentation] 1996. URL:
http://www.greggbraden.com

3. Corliss, W.R. (comp) (1982) Lightning, Auroras, Nocturnal Lights and Related Luminous Phenomena. A cagalog of Geophysical Anomalies. [and] (1991) Inner Earth: A Search for Anomalies. Glen Arm, MD, Sourcebook Project.

4. Dmitriev, Aleskey. Planetophysical State of the Earth and Life. URL:
http://www.tmgnow.com/repository/global/planetophysical.html

5. Dziewonski, A.M., Woodhouse, J.H. (1987) Global Images of the Earth’s Interior. Science 236:37-48.

6. Howe, Linda M. Scientists Say Mysterious Lights in Hessdalen, Norway are Thermal Plasmas. (2001) November, 2001. [Technical references in this article to Dr. Massimo Teodorani and Prof. Erling Strand’s research.] URL:
http://www.earthfiles.com/earth301.htm

7. Maxlow, James. Expanding Earth Theory. URL:
http://www.tmgnow.com/repository/global/expanding_earth.html

8. Pasichnyk, Richard. The Vital Vastness – Volume One: Our Living Earth. Writer’s Showcase / Iuniverse.com, 2002. ISBN: 0-595-21078-3; URL: http://www.livingcosmos.com

9.  Persinger, M.A., Lafreniere, G.F. (1977) Space-Time Transients and Unusual Events. Chicago, Nelson Hall.

10. Wilcock, David. Convergence III – Extraterrestrial Physics. 2001. URL:
http://ascension2000.com/ConvergenceIII

[1] “Lenght Of Daylight” [N.d.T.]

[2] Cioè nel centro dei vari continenti [N.d.T.]

 

Tradotto da Mauro Carfi e Andrea Calabrese per Stazione Celeste

Originale in inglese: http://ascension2000.com/DivineCosmos/05.htm

 
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vedi anche:
http://www.emagister.it/1-come-si-possono-immaginare-10-dimensioni-spaziali-se-fatichiamo-comprenderne-tre-e-come-sarebbe-il-mondo-10-dime-corsi-1829410.htm

http://www.lescienze.it/sixcms/detail.php3?id=11849


 

  

 

Le CONQUISTE del DOTT. N.A. KOZYREV - By David Wilcock

La sensazionale prova scientifica che tutta la materia fisica è formata da un “etere” di energia invisibile e cosciente risale almeno agli anni ’50. Il rinomato astrofisico russo prof. Nikolaj A. Kozyrev (1908-1983) ha dimostrato senza ombra di dubbio che una simile sorgente di energia deve esistere; e il risultato di ciò fu che egli divenne una delle figure più controverse nella storia della comunità scientifica russa.
Le imponenti conseguenze delle sue ricerche, e di tutti coloro che lo seguirono, furono completamente nascoste dall’ex Unione Sovietica; ma con la caduta della Cortina di Ferro e l’avvento di Internet finalmente abbiamo la possibilità di accedere ai “segreti più nascosti della Russia”. Il seme delle scoperte di Kozyrev ha prodotto come frutto due generazioni di rimarchevoli ricerche da parte migliaia di studiosi specialisti in materia, cosa che ha cambiato profondamente la nostra concezione dell’Universo.
Il fatto di attribuire a Kozyrev una menzione di rilievo all’inizio del nostro libro vuole essere un modo per far capire permanentemente ai nostri colleghi e lettori l’importanza e l’impatto storico di questo studioso.

Figura 1.1. Il dott. Nikolaj A. Kozyrev

1.1 - L’ETERE

Il termine “aether” in greco significa “splendore”, e la realtà fondamentale di una tale invisibile, fluida sorgente di energia universale è da sempre una delle caratteristiche delle scuole segrete misteriche di tutto il mondo. Le opere dei filosofi greci Pitagora e Platone vi dedicano molto spazio, così come le scritture dei Veda dell’antica India; queste opere chiamano l’etere in molti modi fra cui “prana” o “Akasha”. In Oriente, esso è conosciuto come “chi” o “ki”, e viene data una speciale importanza alle sue interazioni con il corpo umano, come nella scienza dell’agopuntura.
Maestri e adepti che ereditassero una tale tradizione segreta potrebbero eventualmente imparare a manipolare quest’energia, creando risultati miracolosi, quali levitazione, teletrasporto, manifestazioni, guarigioni istantanee, telepatia e simili. Tali risultati sono stati ripetutamente documentati nel XX secolo e studiati in laboratorio, come abbiamo scritto in
Convergence III.

L’esistenza dell’etere è stata manifestamente accettata senza riserve nei circoli scientifici a partire dai primi anni del XX secolo, dopo che l’esperimento Michelson-Morley del 1887 era stato “cooptato” per provare che una simile forma di energia nascosta non esisteva. vedi il Vuoto
D’altra parte, le scoperte più recenti sulla “massa oscura” - vedi anche: http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna//010107g.htm -, l’”energia oscura”, le “particelle virtuali”, il “vacuum flux”, e l’”energia del punto-zero”, per citarne solo alcune, hanno portato gli scienziati occidentali riluttanti a dover riconoscere che invece doveva esistere un medium energetico nascosto nell’Universo.
Finché si adopera un termine rassicurante come “quantum medium” anziché la parola proibita “etere”, è possibile parlare sulla stampa ufficiale senza timore di cadere nel ridicolo.
L’establishment scientifico di base è assai duramente polarizzato contro chiunque si avvicini ad una teoria “eterica”: loro “sanno” che una simile teoria (la loro) è palesemente falsa, e si batteranno vigorosamente per questo. Comunque, una simile repressione non fa altro che incrementare il desiderio e l’impegno di quanti si adoperano per risolvere il puzzle.

Uno dei primi esempi della prova dell’esistenza dell’etere proviene dal dott. Hal Puthoff, un rispettabile scienziato della Cambridge University. Puthoff menziona di frequente gli esperimenti compiuti all’inizio del XX secolo, prima dell’avvento della teoria meccanica dei quanti, che cercavano di definire se ci fosse una forma di energia nello spazio vuoto.
Per verificare quest’idea in laboratorio, era necessario creare uno spazio completamente privo di aria (il vacuum), schermato e protetto da tutti i tipi di radiazione elettromagnetica, usando ciò che è noto con il nome di gabbia di Faraday. Questo vacuum veniva portato alla temperatura di meno 273 gradi (lo zero assoluto), alla quale tutta la materia dovrebbe smettere di vibrare e di produrre calore.

Questi esperimenti provarono che, anziché assenza di energia nel vacuum, si verificava un tremendo aumento di essa, per giunta da una fonte non-elettromagnetica !
Il dott. Puthoff ha spesso definito questo processo come “un calderone in ebollizione” di energia alla più elevata magnitudine. Dato che questa energia potrebbe essere trovata allo zero assoluto, tale forza è stata chiamata “energia del punto zero” o ZPE (zero point energy), mentre gli scienziati russi di solito la definiscono “il vacuum fisico”, o PV (phisical vacuum).
Recentemente, gli affermati fisici John Wheeler e Richard Feynman hanno calcolato che:
La quantità di zero point energy nel volume spaziale di un singolo bulbo luminoso è potente abbastanza da portare tutti gli oceani del mondo al punto di ebollizione !
Chiaramente, non abbiamo a che fare con una forza tenue e invisibile, ma con una fonte di potenza incredibilmente elevata, che potrebbe avere capacità necessaria per sostenere l’esistenza di tutta la materia fisica.

Nella nuova visuale scientifica
che emerge dalla teoria dell’etere, tutti e quattro i campi di forza, il campo gravitazionale, il nucleare forte e quello debole, il campo elettromagnetico, sono in sostanza differenti manifestazioni dell’etere/ZPE.
Per avere un’idea di quanta energia “libera” esista intorno a noi, il prof. M.T. Daniels calcola che la densità di energia gravitazionale vicino la superficie della terra corrisponde a 5,74 x 10^10 (t/m^3). [Non bisogna dimenticare che la gravità potrebbe essere semplicemente un’altra forma di etere secondo questo nuovo modello].
I calcoli del prof. Daniels rivelano che il prelevamento di 100 kilowatt di questa potenza di “energia libera” dal campo gravitazionale intacca un estremamente piccolo 0,001% dell’energia naturale che è stata prodotta in quell’area.
(New Energy News, Giugno 1994, pag. 4)

1.2 - ANALOGIE PER COMPRENDERE LE SCOPERTE DI KOZYREV

Nei capitoli 3 e 4, analizzeremo i miti della fisica quantica mostrando che il consueto modello dell’atomo a “particella” è seriamente errato. Come suggerisce la teoria della relatività di Einstein, tutta la materia fisica, in ultima analisi, è composta da pura energia, e non vi sono “particelle pesanti” da rinvenire nel regno quantico. Sempre più spesso la comunità scientifica viene forzata ad accettare il fatto che gli atomi e le molecole siano come la fiamma di una candela, in cui l’energia che essa rilascia (come il calore e la luce della fiamma) deve essere bilanciata dall’energia che assorbe (come la cera della candela e l’ossigeno dell’aria). Quest’”analogia della candela”  è un tratto distintivo del modello del dott. Hal Puthoff, con cui egli cerca di spiegare per quale motivo l’elettrone ipotetico non irradia intorno tutta la sua energia e precipita dentro il nucleo. Questo apparente “moto perpetuo” entro l’atomo viene spiegato semplicemente dai più come “la magia della meccanica quantistica”.

Per essere realmente in grado di grattare la scorza del lavoro e delle relative scoperte di Kozyrev, sono richieste certe nuove analogie per la materia fisica. L’opera di Kozyrev richiede rigorosamente che noi siamo in grado di visualizzare tutti gli oggetti fisici della materia dell’Universo come se essi fossero spugne immerse nell’acqua. In tutte queste analogie, dovremmo considerare le spugne come se fossero rimaste immerse nel liquido per tutto il tempo sufficiente affinché arrivassero ad essere sature. Tenendo presente questo, ci sono adesso due cose che possiamo fare con le spugne imbevute: possiamo decrementare il volume dell’acqua che esse contengono oppure incrementarlo, per mezzo di alcune procedure meccaniche molto semplici.

·                                 1. decrementare: se una spugna imbevuta viene strizzata, raffreddata o ruotata, parte dell'acqua che essa contiene verrà rilasciata nelle vicinanze, diminuendo la sua massa. lasciando riposare la spugna subito dopo, la pressione dei milioni di piccoli pori viene alleggerita, portandola a poter nuovamente assorbire altra acqua e ad espandersi nuovamente entro la sua normale massa a riposo.

·                                 2. incrementare: possiamo anche pompare più acqua nella spugna in posizione di riposo, scaldandola (facendola vibrare), portando così i pori ad espandersi più della loro normale capacità ricettiva. In questo caso, dopo aver rilevato la pressione aggiunta, la spugna rilascerà naturalmente l'acqua in eccesso e si ritrarrà di nuovo alla sua massa a riposo.

Anche se potrebbe apparire impossibile alla maggior parte delle persone, Kozyrev ha dimostrato che scuotendo, facendo girare, riscaldando, raffreddando, facendo vibrare o rompendo oggetti fisici, il loro peso può essere incrementato o decrementato di piccole ma significative unità. E questo è solo uno degli aspetti del suo eccezionale lavoro.

1.                 1.3 - IL BACKGROUND DEL PROF. KOZYREV

Dato che il mondo occidentale conosce molto poco su Kozyrev, saranno utili alcune note biografiche e informazioni di ricerca, le quali mostreranno anche come egli sia ben lungi dall’essere una sorta di scienziato-mitomane: si tratta anzi di uno dei più eminenti pensatori russi del XX secolo. La prima pubblicazione scientifica di Kozyrev ebbe luogo quando aveva diciassette anni; gli altri scienziati si meravigliarono della profondità e della chiarezza della sua logica. La sua attenzione principale fu rivolta all’astrofisica, in particolare studiò l’atmosfera del Sole e delle altre stelle, il fenomeno delle eclissi solari e l’equilibrio della radiazione. A venti anni si laureò in Fisica e Matematica all’università di Leningrado, e a ventotto anni era già conosciuto come importante astronomo, e relatore a diversi convegni.

L’intensa vita di Kozyrev attraversò una fase sfortunata e difficile nel 1936, quando fu arrestato a causa della leggi repressive di Josef Stalin; subito dopo, nel 1937, iniziò un tormentoso periodo di 11 anni durante i quali conobbe tutti gli orrori di un campo di concentramento. Anche senza equipaggiamento scientifico, durante questo periodo gli fu data la più brutale delle iniziazioni nel campo della conoscenza nascosta. Per una mente illuminata, una serie di terribili difficoltà può anche bruciare qualsiasi desiderio di gratificazione dal mondo materiale, rimuovendo la resistenza verso la più alta consapevolezza, cosicché viene prodotto uno stato di illuminazione nel quale la verità universale viene immediatamente riconosciuta e assimilata. In questo stato, egli meditò profondamente sui misteri dell’Universo, prestando attenzione a tutte le strutture esistenti nella vita, in cui così tanti differenti organismi manifestano segni di asimmetria e/o sviluppo a spirale.

Kozyrev sapeva che, a metà dell’Ottocento, Louis Pasteur aveva scoperto che il blocco di vita in formazione noto come “protoplasma” era intrinsecamente non simmetrico, e che le colonie di microbi crescevano in una struttura a spirale. Queste proporzioni in espansione soggiacevano anche alla struttura di piante, insetti, animali e uomini, così come avevano scritto molti fra gli appartenenti all’antica tradizione di Misteri Atlantidei a proposito della “geometria sacra”, come la forma a spirale nota come Fibonacci, Sezione Aurea, o spirale “phi”.
 

Figura 1.2 – La spirale “phi” nel guscio del nautilo (L) e con triangoli geometricamente inscritti (R)

Dalle sue osservazioni illuminate nel campo di prigionia, Kozyrev ritenne che tutte le forme di vita dovevano essere composte da una forma di energia invisibile a spirale, in aggiunta alle loro normali proprietà di ottenere energia per mezzo di cibo, liquidi, respirazione e fotosintesi. Vedremo più avanti in quest’opera come i dati in questione siano del tutto esaurienti.

Kozyrev teorizzò che cose come la crescita della spirale del guscio e quale lato del corpo umano conterrà il cuore sono determinati dalla direzione di questo flusso. Da qualche parte nello spaziotempo dovrebbe esistere un’area in cui il flusso di energia produca spirali in direzione opposta, cosicché Kozyrev si aspettava che lì i gusci crescessero in direzione opposta, e che il cuore si trovasse dalla parte opposta della cavità corporea.

Questo concetto di energia a spirale potrebbe sembrare non realistico in biologia, ma le scuole misteriche lo conoscono da molto tempo. La prossima immagine ci mostra come la ratio del “phi” emerga naturalmente nella struttura del braccio umano, e questo non è che uno degli esempi in cui si ripete in tutto il corpo umano, così come nelle piante, animali e insetti. Quei pochi che riconoscono ciò alle fine riterranno, del tutto tipicamente, che tali relazioni emergono semplicemente perché “phi” rappresenta il modello naturale più efficiente in cui la crescita possa manifestarsi. Kozyrev suggerì che la vita non avrebbe avuto altri modi di manifestarsi, poiché essa crea continuamente la sua energia a spirale per sostenersi, e perciò ogni momento del processo deve seguire le proporzioni. In questo senso possiamo ritenere che il sistema scheletrico funga da antenna per quest’energia.

Figura 1.3. Le proporzioni “Phi” nell’avambraccio umano

Quando Kozyrev venne finalmente riabilitato e liberato dal campo di prigionia, nel 1948, fece ritorno alle sue ricerche, e fece delle predizioni sulla Luna, Venere e Marte, che furono in seguito convalidate dai ricercatori spaziali sovietici più di dieci anni dopo. Con questo si guadagnò la considerazione generale dei sovietici, che lo considerarono un pioniere della corsa allo spazio. Quindi, nel 1958 il prof. Kozyrev attirò su di sé una controversia a livello mondiale, dichiarando che la Luna presentava attività vulcanica in prossimità del cratere Alphonsus. Se questa scoperta si fosse dimostrata vera – cosa che la maggior parte di astronomi e scienziati si rifiutò fermamente di credere – avrebbe significato che la luna possedeva immense risorse naturali e sorgenti di forza, tali da rendersi utili come propellenti per lanciare l’umanità verso le stelle.

Il Premio Nobel statunitense prof. Harold Urey fu tra i pochi che credettero all’ipotesi di Kozyrev sull’attività vulcanica lunare, tanto da spingere la NASA a svolgere ricerche in merito. Il risultato fu che la NASA lanciò l’immenso progetto “Moon Blink” (battito lunare), che in seguito fu in grado di confermare le asserzioni di Kozyrev, avendo scoperto significative emissioni di gas sul suolo lunare.

In ogni caso, non tutte le ricerche di Kozyrev furono così prontamente riprese dal mondo tradizionale della NASA. Nell’inverno del 1951-52, solo tre anni dopo essere scampato alla tremenda iniziazione del campo di prigionia, il prof. Kozyrev iniziò le sue incursioni nel mondo della fisica esoterica: fu quello il primo di trentatre anni intensi durante i quali si dedicò ad ogni sorta di esperimenti, dai risvolti intriganti e controversi. Il suo naturale desiderio di perseguire tali ricerche era destinato a servire da convalida per le verità spirituali di cui egli aveva già fatto esperienza attraverso il processo mistico di preparazione, illuminazione e iniziazione (come riferito nel classico di Rudolf Steiner Knowledge of Higher Worlds and Its Attainment)[1][1], sotto il pungolo più vivo delle circostanze. Dopo aver iniziato a pubblicare i risultati di queste scoperte, molti scienziati russi e una piccola parte di quelli occidentali, basandosi sui suoi passati successi, erano disposti ad ascoltarlo.

Come detto, i modelli di energia a spirale si svelarono agli occhi dell’illuminato prof. Kozyrev mentre si trovava nel campo di concentramento. La sua “conoscenza diretta” lo informò che questa energia a spirale era, in effetti, la vera natura e manifestazione del “tempo”. Naturalmente, egli trovò che la nozione di “tempo” che possediamo doveva essere qualcosa di più che un semplice calcolo di durata. Kozyrev ci spinge a tentare di trovare una causa per il tempo, qualcosa di tangibile ed identificabile nell’Universo che noi possiamo associare al tempo. Dopo averci pensato per un po’, possiamo concludere che il tempo non è nient’altro che un movimento a spirale. Sappiamo che stiamo tracciando un complesso modello di spirale attraverso lo spazio grazie ai modelli orbitali della Terra e del Sistema Solare. E adesso, lo studio della “temporologia”, o scienza del tempo, è sotto continua, attiva investigazione dall’Università di Stato di Mosca e dalla Fondazione Umanitaria Russa, ispirata dal lavoro pionieristico del prof. Kozyrev. Sul loro sito web, essi affermano che:

Secondo noi, la “natura” del tempo è il meccanismo che causa cambi apparenti        e nuovi accadimenti nel mondo. Comprendere la natura del tempo significa concentrare l’attenzione su un processo, un fenomeno, una “carriera” nel mondo materiale le cui proprietà potrebbero essere identificate o corrispondere a quelle del tempo. 

Tutto ciò potrebbe a prima vista apparire strano: un albero che cade su un vostro terreno potrebbe essere stato causato da forte vento, piuttosto che dal “flusso del tempo”. Piuttosto, bisognerebbe chiedersi che cos’è che ha causato il soffio del vento.In ultima analisi, il maggior responsabile di ciò è il movimento della Terra intorno al proprio asse. Perciò, tutti i cambiamenti sono causati da qualche forma di movimento, e senza movimento non può esistere il tempo. Diversi studiosi i cui lavori sono pubblicati sull’Istituto Russo di Temporologia, concordano sul fatto che se Kozyrev avesse cambiato la sua terminologia, usando la parola “tempo”, anziché termini scientifici più comuni come “etere” e “vacuum fisico”, allora molte persone sarebbero state in grado di comprendere il suo lavoro prima. A questo punto, non è necessario al lettore approfondire la filosofia dell’energia a spirale come manifestazione del tempo, come sarà più chiaro in seguito. 

Uno dei pochi sguardi che Kozyrev ricevette dai media occidentali in merito ai suoi   concetti è rappresentato da un capitolo del libro pionieristico di Sheila Ostrander e Lynn Schroeder intitolato Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain [1][1][2][1], che ha ottenuto grande successo in tutto il mondo, ed è tuttora in ristampa con il titolo  abbreviato Psychic Discoveries. Molte delle precedenti informazioni biografiche su Kozyrev provengono da questa fonte. Nel capitolo 13, intitolato Tempo: una nuova frontiera per la mente, l’autore spiega che anche negli anni ’60, Kozyrev aveva un  aspetto abbronzato e atletico e dava “l’impressione di grande calma e qualità spirituale.” Essi affermano anche:

Per reputazione e lavoro, si tratta del più importante scienziato che abbiamo incontrato. Egli sta cercando di sviscerare una nuova visione del mondo, una nuova cosmogonia. Nella nuova concezione di Kozyrev, gli accadimenti psichici dovrebbero cominciare in un luogo. Il punto di vista ufficiale della scienza è invece che essi non dovrebbero esistere a lungo, come se si trattasse di qualcosa che va al di là del sistema, qualcosa che deve essere negata per proteggere il sistema.

La connessione dei fenomeni psichici alla fisica è ben conosciuta e frequentemente  discussa nella letteratura russa, che fra l’altro ultimamente sta divenendo sempre più  disponibile; in tutto ciò è evidente la funzione di apripista esercitata da Kozyrev. Uno dei pochi ricercatori occidentali a rilevare le opere del prof. Kozyrev fu il dott. Albert Wilson dei Douglas Research Laboratories in California, che affermò:


      Trovo che qualcosa di molto simile a ciò che ha teorizzato il prof. Kozyrev sarà istituzionalizzato nella teoria fisica entro dieci o vent’anni. Le implicazioni di ciò saranno rivoluzionarie. Sarà necessario lavorare per una generazione per integrare i salti in avanti che egli ha prodotto e incorporarli nella conoscenza scientifica.

La previsione di Wilson si è rivelata ottimistica, in effetti solo adesso, all’alba del 21° Secolo siamo in grado di mettere insieme tutti i pezzi. Per dare consistenza ai nostri termini, useremo le espressioni scientifiche comuni “campi di torsione” oppure “onde di torsione” nel riferirci al flusso spiraliforme di energia-tempo scoperta da Kozyrev  [La parola torsione essenzialmente significa “girare” o “scuotere”]. Molti scienziati occidentali che hanno esplorato questo argomenti, in particolare il Ten. Col. Tom Bearden, definiscono tali campi come “onde scalari”, ma noi riteniamo che l’espressione “onde di torsione” è in ultima analisi di più facile approccio, anche perché ci rimanda al modello a spirale. Il lettore dovrebbe poi tenere presente che in tutti i casi, ciò di cui ci occupiamo è semplicemente un impulso di momentum[3] che viaggia attraverso il medium dell’etere/ZPE/vacuum fisico, e non possiede qualità elettromagnetiche.

Prima che Kozyrev avesse mai iniziato a condurre i suoi esperimenti, già esisteva una  buona, solida fondazione teoretica che aveva già dato i suoi risultati. Cominceremo  perciò con una discussione preliminare sulla teoria della relatività di Einstein, seguita dalle aggiunte del prof. Eli Cartan, che per primo stabilì l’esistenza di campi torsionali.

2.                  1.4 - IL MODELLO GEOMETRICO DELLA GRAVITA’ DI EINSTEIN

Il 29 maggio 1919 Albert Einstein apparentemente provò “che noi viviamo in uno spazio tempo curvato quadridimensionale”, in cui spazio e tempo sono due entità unite insieme come fossero una “fabbrica”. Egli riteneva che un oggetto come la Terra, ruotante nello spazio, “dovrebbe trascinare insieme ad essa spazio e tempo...”; ancora, riteneva che questa “fabbrica di spaziotempo” curvasse interiormente attorno a un corpo planetario. Così, egli affermava:

la gravità non è affatto una forza misteriosa che agisce a distanza, bensì [piuttosto si tratta del] risultato di un oggetto che cerca di camminare in linea retta attraverso una spazio che risulta curvato dalla presenza di corpi materiali.

Spazio curvo ? “Un attimo…non si suppone che lo spazio sia vuoto ?”, potreste domandare. Come è possibile curvare qualcosa che è vuoto ? Come possiamo vedere, il problema fondamentale nel visualizzare il modello di gravità di Einstein risiede tutto nel termine “curvo”, poiché si tratta di qualcosa che una superficie piana ed elastica dovrebbe riuscire a fare. Invece, quasi tutti i tentativi di visualizzare i risultati raffigurano i pianeti come se fossero dei pesi che abbassano un immaginario strato piano di gomma esteso per tutto lo spazio come “fabbrica” dello spazio-tempo. Un oggetto come una cometa o un asteroide, nel muoversi verso la terra, segue semplicemente la geometria dello strato. Il problema con questo modello è che qualunque curvatura dello spazio-tempo avrebbe bisogno di essere portata dentro un oggetto sferico da tutte le direzioni, non solo da un piano liscio. E ancora, si richiede una forza di gravità, per tirar giù un peso in uno strato piano di gomma. In uno spazio senza peso, la sfera e il piano devono semplicemente fluttuare insieme.

In realtà, il verbo “fluttuare” è più preciso di “curvare”, e in Convergence III ho dimostrato che la gravità è una forma di energia eterica che fluttua costantemente in un oggetto. Le equazioni gravitazionali non specificano in quale direzione una simile energia debba fluttuare, ma solo che la gravità esiste come forza responsabile del fatto che gli oggetti non possono volar via dalla terra. Tali idee possono essere collegate a John Keely, il dott. Walter Russell e alla più recente e brillante teoria di Walter Wright sulla “push gravity” [gravità di spinta].

Dopo aver stabilito che tutti i campi come la forza gravitazionale e quella elettromagnetica sono semplicemente differenti forme di etere/ZPE in movimento, abbiamo una sorgente attiva per la gravità, e una semplice e chiara ragione per la quale essa dovrebbe esistere. Osserviamo che ogni molecola di un intero corpo planetario deve essere sostenuta da un continuo flusso interno di energia eterica. La stessa energia che interviene nella creazione della Terra crea e fluttua dentro di noi. Allora, noi restiamo impigliati nella corrente gigante del fiume di energia che scorre all’interno della Terra, così come le zanzare restano incastrate in una zanzariera mentre l’aria continua a fluire attraverso la retina. I nostri corpi non possono spostarsi attraverso la materia solida, ma ciò è certamente possibile ad una corrente di energia eterica – e questa è una delle molteplici cose che Keely, Tesla, Kozyrev e altri hanno dimostrato. Un stella o un pianeta deve continuamente ricavare energia dal suo ambiente per riuscire a mantenersi in vita. Kozyrev ha fatto le stesse osservazioni a proposito del Sole negli anni ’50, concludendo che le stelle agiscono come “macchine che convertono il flusso del tempo in calore e luce”.

Quasi tutti gli scienziati occidentali ritengono che le teorie della relatività di Einstein, la generale e la ristretta, eliminino la necessità di fare riferimento all’etere – e, invece, Einstein sosteneva il rifiuto dell’etere nel 1910, che è l’anno in cui la scienza ufficiale ritiene conclusa la riflessione di Einstein sull’argomento. Tuttavia, nel 1920 Einstein afferma in realtà che “l’ipotesi dell’esistenza dell’etere non contraddice la teoria della relatività ristretta”. E nel 1924, scrive:

... nella fisica teoretica, non andiamo da nessuna parte senza l’etere, cioè un continuum di proprietà fisiche definite, in quanto la teoria generale della relatività (…) esclude un’azione diretta a lungo raggio; e ogni teoria a breve raggio assume la presenza di campi continui, e, conseguentemente, l’esistenza dell’"etere”. (grassetto aggiunto)

3.                 1.5 - FISICA TORSIONALE

Nel 1913, il fisico Eli Cartan dimostrò per primo che la “fabbrica” (flusso) di spazio e tempo nella teoria della relatività generale di Einstein non solo “curvava”, ma possedeva in sé stessa anche un movimento di rotazione o spiraliforme conosciuto come “torsione”. Questa parte della fisica viene collegata esplicitamente alla Teoria Einstein-Cartan, o ECT. La teoria di Cartan da principio non venne presa troppo sul serio, poiché venne fuori prima dell’epoca della fisica quantistica, durante un periodo in cui si credeva che particelle elementari come gli elettroni rotassero o girassero intorno al nucleo. La maggior parte delle persone non sa che oggi viene generalmente accettato che lo spazio che circonda la Terra e probabilmente l’intera Galassia possiede una rotazione destrorsa, il che significa che l’energia sarà influenzata a girare in senso orario come se viaggiasse attraverso il vacuum fisico. Nel 1990, gli studiosi russi dottori Akimov e Shipov scrivevano:

Per la precisione, i riferimenti contenuti nelle pubblicazioni di tutto il mondo ai campi torsionali ammontano a 10.000 articoli, appartenenti a circa un centinaio di autori. Di questi, almeno la metà lavora in Russia.

Come vedremo facilmente, l’opera del prof. Kozyrev costituì l’influenza principale per gli oltre 5.000 articoli russi su quest’argomento, come sopra citato. Nei modelli di fisica classica, i campi torsionali non venivano mai considerati come una forza universale allo stesso livello del campo gravitazionale o elettromagnetico, soprattutto perché possedevano solo esistenza teorica. Cartan con la sua teoria originale del 1913 congetturò che i campi torsionali fossero quantificabili in 30 gradi di magnitudine più deboli della gravità, la quale a sua volta ne possiede 40 in meno del campo elettromagnetico! Con un livello di influenza tanto minuscolo, così affermano le teorie, i campi torsionali “rotanti naturalmente” costituivano in sostanza un insignificante granello di polvere non in grado di dare alcun contributo ai fenomeni osservabili nell’universo.

Per tutti gli scienziati in grado di mantenere la mente aperta, le opere di Trautman, Kopczyynski, F. Hehl, T. Kibble, D. Sciama e altri nei primi anni ’70 creavano onde di interesse verso i campi torsionali. Concreti fatti scientifici confutarono la teoria di Cartan, vecchia di 60 anni e più simile a un mito, che i campi torsionali fossero deboli, piccoli e inadatti a muoversi nello spazio. Il mito della teoria Einstein-Cartan era che i campi di torsione a spirale non avrebbero potuto muoversi (cioè rimanevano statici), e non avrebbero potuto esistere in uno spazio molto più piccolo dell’atomo. Sciama et al. hanno dimostrato che questi campi torsionali di base previsti nella ECT esistevano realmente, e ad essi ci si riferiva come a “campi torsionali statici”. La differenza consisteva nella dimostrazione dei “campi torsionali dinamici”, i quali possedevano proprietà più importanti di quelli statici, teorizzati dalla ECT.

Secondo Sciama ed altri, i campi torsionali statici sono causati da sorgenti ruotanti che non irradiano alcuna energia. Perciò, se si ha una qualsiasi fonte ruotante in grado di rilasciare energia sotto qualunque forma, come il Sole o il centro della Galassia, e/o una fonte ruotante che possiede più forme di movimento che agiscono contemporaneamente, come un pianeta che sta ruotando intorno al proprio asse e nello stesso tempo intorno al Sole, allora viene prodotta una torsione dinamica. Questo fenomeno permette alle onde di torsione di propagarsi nello spazio anziché permanere in un singolo punto “statico”. Così, i campi torsionali, come la gravità e l’elettromagnetismo, sono capaci di muoversi da un punto all’altro dell’Universo. Per di più, come scopriremo nei prossimi capitoli, Kozyrev dimostrò, decadi addietro, che questi campi viaggiano a velocità “superluminali”, ossia a più della velocità della luce. Avendo un impulso che si muove direttamente dalla “fabbrica dello spaziotempo”, che viaggia a velocità superluminali e che è separato da gravità ed elettromagnetismo, si arriva ad una significativa conquista della fisica, qualcosa che richiede che il “vacuum fisico”, la “zero-point-energy” o l’”etere” esistano realmente.

4.                 1.6 - LISTA GENERALE DEI FENOMENI CHE CREANO GLI EFFETTI DI KOZYREV

Gli esperimenti di Kozyrev iniziarono negli anni ’50 e durarono fino agli anni ’70 con l’assistenza continua del prof. V.V. Nasonov, il quale aiutò a standardizzare i metodi di laboratorio e l’analisi statistica dei risultati. E’ importante ricordare che questi esperimenti furono condotti nelle condizioni più rigide possibili, nonché ripetuti centinaia e spesso migliaia di volte e messi per iscritto con esattezza di dettagli matematici. Inoltre, tali esperimenti sono stati accuratamente revisionati, infatti Lavrentyev e altri hanno potuto replicare gli stessi risultati per via indipendente (in questo libro abbiamo volutamente omesso i risultati matematico-analitici del lavoro di Kozyrev per favorire la scorrevolezza della lettura). Rivelatori speciali basati sulla rotazione e vibrazione sono stati messi a punto allo scopo di reagire in presenza di campi torsionali, ciò che Kozyrev definiva “il flusso del tempo”.

Se torniamo alla precedente analogia, possiamo affermare che la materia si comporta come una spugna immersa nell’acqua. Se facciamo qualcosa che disturba la struttura della spugna, come strizzarla, ruotarla o scuoterla, essa rilascerà parte dell’acqua raccolta nell’ambiente circostante. Negli anni, tutti i seguenti processi sono stati scoperti allo scopo di creare in laboratorio un “flusso di tempo” di onde torsionali, dovute allo scompiglio da esse creato nei confronti della materia in queste forme:

1.   la deformazione di un oggetto fisico;

2.   l’incontro di un ostacolo da parte di un getto d’aria;

3.   il riempimento con sabbia di una clessidra;

4.   l’assorbimento di luce;

5.   la frizione;

6.   il bruciamento;

7.   l’azione di un osservatore, come il movimento della testa;

8.   il riscaldamento o raffreddamento di un oggetto;

9.   transizioni di fase nelle sostanze (da ghiacciato a liquido, da liquido a vapore ecc.);

10.                      scioglimento e mescolamento di sostanze;

11.                      la morte delle piante per appassimento;

12.                      radiazioni non-luminose da oggetti astronomici;

13.                      improvvisi cambiamenti di coscienza nell’individuo.

A parte la problematica ultima voce riguardante la coscienza umana, possiamo vedere facilmente come ogni processo “disturbi” in qualche modo la materia, provocando così il rilascio o l’assorbimento di una certa quantità della sua “acqua eterica”, la qual cosa si adatta perfettamente alla nostra analogia della spugna. Ancor più importante è il fatto che una forte energia emozionale potrebbe causare una reazione a distanza misurabile, cosa che è stata ripetutamente provata non solo da Kozyrev ma anche da molti altri; tutto ciò porta sotto i riflettori i nostri concetti di fenomeni fisici e di consapevolezza. Tali concetti hanno fatto ancor più notizia dopo l’attacco terroristico agli Stati Uniti dell’11 settembre 2001, nel momento in cui Dean Radin e il suo team dell’Institute of Noetic Sciences sono stati in grado di misurare un tremendo mutamento nel comportamento di un certo numero di generatori computerizzati nei periodi immediatamente precedente e successivo rispetto all’attacco:

Figura 1.4. Dati forniti da Radin / INS che misurano un mutamento nella coscienza di massa l’11 settembre 2001

Il grafico mostra che un cambio nella coscienza di massa ha in qualche modo influenzato il comportamento dell’energia elettromagnetica nei computer di tutto il mondo, specialmente nei circuiti dislocati nel Nord America. Più tardi vedremo che questo è solo l’inizio di un intero nuovo mondo di una “scienza della consapevolezza”. Suggeriremo che le onde torsionali e la consapevolezza sono essenzialmente identiche manifestazioni di un’energia intelligente.

Ritornando alla più confortevole arena della materia fisica, il lavoro di Kozyrev ha dimostrato che i campi torsionali possono essere assorbiti, schermati e qualche volta riflessi. Per esempio, lo zucchero può assorbire, una pellicola di polietilene può schermare, e altre forme di alluminio o specchi possono riflettere. Kozyrev scoprì che in presenza di simili flussi di energia, oggetti rigidi e non-elastici potevano manifestare cambi di peso, mentre oggetti flessibili ed elastici potevano mostrare cambi nella loro elasticità/viscosità. Kozyrev mostrò anche che il peso di una trottola cambiava in caso di vibrazioni, riscaldamento, raffreddamento o di corrente elettrica fatta passare attraverso di essa. Come possiamo osservare, tutti i precedenti comportamenti si adattano perfettamente alla nostra analogia della materia come spugna che rilascia o assorbe piccoli quantitativi di “acqua energetica”.

1.7 - COSTRUZIONE DI UN RILEVATORE MECCANICO PER IL “FLUSSO DI TEMPO”

Al momento, la questione più inesplicata risulta essere, ovviamente, quale sia il modo di ottenere meccanicamente una simile energia. Fra l’altro, tutto ciò è del tutto sfuggito alla scienza ufficiale per circa un secolo. Dunque, è importante ricordare che, sebbene la forza delle onde di torsione sulla materia sia relativamente piccola, essa tuttavia esercita una spinta regolare. Le ricerche di Shipov, Terletzkij e altri teorici russi hanno associato direttamente l’energia dei campi torsionali con quella gravitazionale, arrivando così alla definizione del termine “energia gravispin”, e della scienza della “gravispinotica”. In queste nuove teorie, la gravità e la rotazione [spin] sono accoppiate nella stessa basilare maniera in cui lo sono elettrostatica e magnetismo nel momento in cui insieme formano le onde elettromagnetiche. Sebbene le onde torsionali possano viaggiare in ogni direzione, esse vengono più tipicamente assorbite nel flusso discendente del campo gravitazionale. Così, gli effetti più rilevanti della pressione di torsione potrebbero essere identificati in un lieve movimento spiraliforme congiunto all’energia gravitazionale. Trattandosi di una pressione molto lieve, solitamente non riusciamo a notare alcun movimento in noi stessi o in oggetti che stanno cadendo verso il basso.

Molti dei rilevatori meccanici di onde di torsione approntati dal prof. Kozyrev coinvolgevano oggetti in movimento, come un giroscopio rotante o un pendolo oscillante asimmetrico. Attraverso una semplice analogia possiamo essere aiutati a capire in che modi tali oggetti in movimento possano catturare una pressione così delicata. Se  una barca non allinea le sue vele nella direzione del vento, allora non si potrà muovere. Allineando le vele con il vento, lo farà, e se il vento cambia, bisognerà essere pronti a cambiare posizione delle vele. Rilevare le onde torsionali è un processo più difficile rispetto alla navigazione, poiché le onde torsionali cambiano continuamente la loro direzione in forma di spirale tridimensionale. In qualche modo, è necessario creare vibrazioni nell’oggetto della rilevazione, ciò che gli permetterà di imbrigliare di continuo una spirale in movimento tridimensionale di forza energetica.

Kozyrev riuscì a catturare la sottile pressione delle onde torsionali combinando nello stesso tempo due differenti forme di vibrazione o movimento. Nei seguenti paragrafi discuteremo approfonditamente di ciò. In speciali condizioni di laboratorio, giroscopi o pendoli possono essere usati per interagire con l’energia “time flow” [flusso temporale], come Kozyrev la definì. In questi casi, tali rilevatori segnaleranno variazioni di peso o improvvisi movimenti angolari in risposta all’energia.

Uno dei più importanti rilevatori di energia “time-flow” usati da Kozyrev è la “bilancia di torsione”, ossia un giogo di bilancia in grado di ruotare liberamente se sospeso ad un filo. Come descritto nella prima pubblicazione di Kozyrev dell’anno 1971, la bilancia di torsione non possiede eguale bilanciamento in entrambi i lati, infatti un’estremità del giogo pesa 10 grammi e l’altra solo uno. Kozyrev sospese questo giogo ad un filo di capron di 50 micrometri di diametro e 5-10 cm di lunghezza. La corda era attaccata molto più strettamente all’estremità più pesante del filo che a quella più leggera, in maniera tale da consentire al giogo di rimanere in una perfetta posizione orizzontale nonostante la gravità. Questo posizionamento creava anche una maggiore tensione al giogo, permettendogli di muoversi liberamente. L’estremità più leggera del giogo era collegata ad un indice, cosicché Kozyrev poteva misurare su un goniometro di quanti gradi il giogo si sarebbe mosso volta per volta.

Per evitare di essere influenzato dall’atmosfera, l’intero sistema era avvolto in una calotta di vetro cui tutta l’aria era stata eliminata per creare un vacuum. Ancora, Kozyrev circondò la calotta con una rete di metallo (simile alla gabbia di Faraday) allo scopo di eliminare tutte le interferenze elettromagnetiche.

E, quel che più conta, la sommità del filamento, cui la bilancia era appesa, era fatta vibrare meccanicamente da una fonte elettromagnetica.

L’esperimento non era ritenuto valido qualora il giogo non fosse rimasto perfettamente immobile anche in presenza di extra-vibrazioni alla sommità del filo. Comunque, queste extra-vibrazioni che scuotevano a tratti la sommità del filo causavano una aumentata sensibilità alle vibrazioni esterne che si sarebbe riverberata nell’intero oggetto. Siamo allora in presenza di un disuguale set di pesi accuratamente sospesi ad un sottile filo in modo da rimanere orizzontali che crea un sistema in grado di grande tensione, pronto a muoversi al minimo tocco. E’ qualcosa di simile alla potenza sprigionata da una leva che permette ad un uomo di sollevare la propria automobile con il semplice movimento del cric. Perciò, se a questo si aggiunge anche la tensione delle vibrazioni che si irradiano su e giù per il filo e nella bilancia stessa, si ottengono tutti gli ingredienti necessari a rendere il rilevatore estremamente sensibile alla pressione dal tocco leggero delle onde di torsione, tanto da poterne poi misurare l’effetto. Questo è uno dei modi più ingegnosi per catturare e rilevare queste forze. (Come altro esempio, si poteva mettere in moto un giroscopio in moto e quindi appeso ad una corda fatta vibrare).

Sotto alcuni aspetti questa extra-sensibilità si comporta nello stesso modo di un tavolo da hockey ad aria, in cui una superficie piatta e rettangolare viene bucherellata con diversi fori che fanno passare l’aria verso sopra. La partita viene giocata con un disco leggero e piatto che è colpito avanti e indietro da due giocatori. Se l’aria scorre attraverso il tavolo (come l’asimmetria della bilancia e le extra-vibrazioni sul filo negli esperimenti di Kozyrev), in tal caso la gravità del disco è neutralizzata da una forza superiore, che crea un equilibrio più delicato fra le due (forze). Il disco può rimanere perfettamente immobile una volta lasciato solo, ma, se si introduce nel sistema nuova energia colpendo il disco quando l’aria è in movimento, allora il disco si sposterà molto velocemente e con il minimo sforzo. Se invece l’aria non circola, il disco si muove molto più lentamente e richiede molta più forza per essere messo in azione.

Accade nello stesso modo con i rilevatori di Kozyrev. Se non si include l’energia extra-vibrazionale, ci vorrà molta fortuna per poter osservare una reazione, in quanto la “spinta” delle onde di torsione non è sufficiente a muovere un oggetto stazionario. Molti scienziati che hanno tentato di ripetere gli esperimenti di Kozyrev spesso non vi sono riusciti, e ciò perché essi non consideravano importanti le extra-vibrazioni. Certamente non è possibile rilevare le onde di torsione con un pendolo se questo non è asimmetrico e/o se non si introducono vibrazioni alla sommità del filo. Un altro modo per visualizzare questo effetto può essere considerata la nostra analogia esposta nel prologo, nella quale la differenza fra una goccia d’acqua allocata in un metallo freddo viene opposta a quella goccia allocata in una padella calda. Le vibrazioni del metallo della padella faranno schizzare l’acqua attorno al tegame, divenendo parecchio sensibili ai più lievi cambi di pressione da ogni direzione.

Per i lettori più inclini alla spiritualità, è interessante notare che le dottrine degli Iniziati hanno sempre fatto riferimento al bisogno di “aumentare le proprie vibrazioni” per migliaia di anni se si vuole divenire capaci di percepire l’invisibile energia dell’universo. Come abbiamo dimostrato in alcuni dei nostri laboratori, in un arco di tempo relativamente breve un umano può essere portato a rispondere alla lieve pressione delle onde di torsione nella propria ”aura” attraverso il tocco. Con i più profondi addestramenti, come quelli descritti nelle opere di Rudolph Steiner o Carlos Castaneda, il campo energetico umano può essere alla fine visualizzato. Nella Parte II discuteremo questa ingombrante evidenza allo scopo di dimostrare l’esistenza di questo campo energetico umano, che si comporta nei nostri corpi come componente delle onde di torsione.

1.8 - SEMPLICI MOVIMENTI CREANO ONDE DI TORSIONE

Alcuni esperimenti di Kozyrev sembravano, ingannevolmente, semplici, considerando gli effetti che egli fu in grado di ottenere. Per esempio, il semplice innalzamento e abbassamento di un peso di 10 kg esercitava una pressione torsionale su un pendolo alla distanza di 2-3 metri, un effetto che in grado di viaggiare attraverso i muri. Il pendolo adoperato come rilevatore era stato schermato in un vetro sotto vuoto, così da non far ottenere questo effetto dalla presenza di aria. Ancora una volta, la chiave dell’esperimento era l’extra-vibrazione provocata alla sommità del filo, che con l’introduzione della tensione extra e del movimento, metteva le onde di torsione in grado di essere ricevute dal pendolo. Quest’altro esperimento mostra che una semplice massa di 10 kg di peso si comporta come una spugna immersa nell’acqua, creando piccole “increspature d’onda” nell’”acqua” circostante qualora venga mossa su e giù. Siamo ancora di fronte ad una proprietà basilare della materia.

1.9 - IL PESO INCREMENTA E DECREMENTA A CAUSA DI UN SEMPLICE MOVIMENTO

In un altro esperimento simile, Kozyrev aveva una tipica bilancia a due gioghi usata per pesare, con un peso fisso sul lato destro, ed un uncino sul sinistro adoperabile per appendere oggetti. Nel caso di questo esperimento, venivano appesi all’uncino dei semplici pesi, solo che essi venivano attaccati a strisce di gomma che permettevano loro di essere facilmente montati sulla bilancia. Normalmente, con i pesi su entrambi i lati in una posizione stabile, il giogo rimaneva in equilibrio ad un dato peso, misurabile sulla scala graduata. Kozyrev stabilizzava i bracci della bilancia con le mani o con una morsa per impedire loro di muoversi, e rimuoveva l’oggetto alla sinistra del suo uncino. Quindi, scuoteva l’oggetto su e giù sul pezzo di gomma per circa un minuto. E questo era tutto !

Una volta fatto ciò, nel momento in cui lo scienziato andava a pesare di nuovo, sistemandolo sulla bilancia in perfetta quiete, succedeva che il peso dell’oggetto fosse leggermente più alto di prima. Perciò, la bilancia dimostrerebbe la graduale diminuzione del peso dell’oggetto, una volta che esso abbia rilasciato l’extra-energia precedentemente inclusa. Kozyrev notò l’importanza di non riscaldare con il calore della mano il braccio della bilancia, così optò per una morsa di metallo con la quale sostenerlo. E’ interessante notare che questo test in alcuni giorni riusciva con una certa facilità, mentre in altri riusciva solo con grande difficoltà o per nulla affatto. Lo stesso dicasi per l’esperimento precedente, quello effettuato con un peso di 10 kg sollevato e abbassato ripetutamente. Questo fenomeno è noto come “variabile temporale” e sarà discusso più avanti.

1.10 - I RISULTATI DI KOZYREV SONO STATI REPLICATI, MAI CONFUTATI

Molti lettori si aspetterebbero che i risultati ottenuti da Kozyrev siano solo dovuti ad errori di registrazione. Invece è importante notare che non esistono concrete confutazioni dei risultati sperimentali di V.A. Kozyrev e V.V. Nasonov (Levich, 1996). In aggiunta, gruppi indipendenti di ricercatori hanno adesso riprodotto e confermato alcuni degli esperimenti di Kozyrev. Fra questi, A.I. Veinik dagli anni ‘60 agli ‘80, Lavrentyev, Yeganova et al. nel 1990, Lavrentyev, Gusev et al. nel 1990, e Lavrentyev et al. in 1991 and 1992. Il ricercatore americano Don Savage ha anche replicato molti esperimenti di Kozyrev pubblicandoli poi in Speculations in Science and Tech.

Per di più, senza alcuna conoscenza dell’opera di Kozyrev, nel 1989 G. Hayasaka e S. Tekeyuchi hanno scoperto similari effetti di perdita di peso facendo ruotare giroscopi di 150 grammi, e più di recente hanno ottenuto dei successi lasciando cadere i giroscopi fra due rilevatori laser ad alta precisione. (Bisogna ricordare che un giroscopio pesato sia in stato di rotazione che di non-rotazione non mostrerà alcun rilevabile cambio di peso a meno che non venga introdotto un processo addizionale come la vibrazione, il movimento – in questo caso la caduta – la conduzione di calore o una transizione di corrente elettrica). I risultati degli studi di Hayasaka et al., condotti per conto della Mitsubishi corporation, addirittura pubblicati sui principali media scientifici, hanno causato molta sorpresa. Per di più, essi attribuiscono i risultati proprio ai campi di torsione. Molti altri ricercatori, come il prof. S.M. Polyakov, il prof. Bruce DePalma e Sandy Kidd, indipendentemente gli uni dagli altri, hanno scoperto mediante giroscopi cambi gravitazionali, ma è chiaro che molti di loro non hanno pienamente compreso la natura fluida dell’etere, che è sempre presente nei movimenti spiraliformi delle onde di torsione.

1.                 1.11 - EFFETTI ANTI-GRAVITA’ CAUSATI DALLA DIREZIONE DELLA ROTAZIONE

Molti degli esperimenti di Kozyrev mostravano che la direzione del movimento del rilevatore era molto importante ai fini della misurazione dei cambi di peso. Kozyrev determinò che un giroscopio che veniva fatto vibrare, o riscaldare, o condurre elettricità avrebbe sostanzialmente perso peso se fatto ruotare in senso anti-orario, mentre l’avrebbe mantenuto se fatto ruotare in senso orario. Lo scienziato concluse che ciò dipendeva dal cosiddetto effetto-Coriolis, mediante il quale un oggetto lanciato sulla superficie della Terra assume contemporaneamente un movimento di rotazione. In definitiva, ciò dipende dalla sottile pressione di torsione spiraliforme che viene comunicata al flusso dell’etere (gravità) quando precipita sulla terra, sostenendo l’esistenza di tutti i suoi atomi e molecole. Nel 1860 Newton e Hook confermarono che l’effetto Coriolis era qualcosa di reale facendo precipitare giù oggetti lungo pozzi di miniera, e l’esperimento venne ripetuto in seguito molte volte. L’effetto Coriolis provoca un movimento antiorario nell’emisfero settentrionale e uno orario nell’emisfero meridionale, ed è considerata la forza maggiore che sta dietro i movimenti delle stagioni. L’effetto deve essere calcolato quando si voglia sparare con cannoni a lunga gittata, e infatti prima che fosse scoperto l’effetto Coriolis, questo problema creava grossa confusione a livello militare. Si tratta di un altro caso scientifico non molto noto, di cui la maggior parte delle persone non è a conoscenza.

Teniamo presente che Kozyrev faceva vibrare, riscaldare o elettrificare il giroscopio per rilevarne gli effetti anomali. In queste condizioni, egli doveva muovere il giroscopio sia in senso orario che antiorario. Muovendosi in senso antiorario nell’emisfero settentrionale, si muoveva all’unisono con la corrente antioraria causata dall’effetto Coriolis. Ciò fa sì che l’oggetto assorba parte dell’energia che avrebbe normalmente essendo spinto giù, e un piccolo ma definito decremento nel suo peso viene in tal caso misurato.

L’opera su menzionata di G. Hayasaka e S. Tekeyuchi, ha confermato indipendentemente lo stesso risultato. Rotando il loro giroscopio in senso antiorario esso cadeva più lentamente del previsto, mentre rotandolo in senso orario non si verificavano cambiamenti, cosa che provava le scoperte di Kozyrev. Naturalmente, anche il Giappone si trova nell’emisfero settentrionale. Kozyrev scoprì ancora che poteva essere introdotta in questi esperimenti una torsione addizionale, qualora il giroscopio non fosse posizionato al 100% orizzontalmente, e ciò gli fece supporre che la gravità, la quale fa muovere in linea retta verso il basso, è qualcosa di collegato con le onde di torsione, come successivi teorici hanno confermato. Senza l’esistenza dell’etere e del fenomeno della torsione dinamica, nessuno di questi risultati sarebbe mai stato possibile.

1.12 - L'ESPERIMENTO DI DE PALMA CON LO "SPINNING BALL"

2.

3.         Figura 1.5. Dati dell’esperimento del dott. Bruce De Palma con lo spinning ball dall’incontro ONU di Hoagland del 1992

4.         Un perfetto esempio di sfruttamento delle onde torsionali per mezzo della rotazione venne scoperto in maniera del tutto indipendente dal dott. Bruce De Palma, di frequente citato da R.C. Hoagland et al. sul sito web Enterprise Mission. All’interno di un completo vacuum, De Palma prese due biglie d’acciaio e le catapultò in aria ad angoli uguali, con la stessa forza. La sola differenza era che una biglia ruotava 27.000 volte al minuto mentre l’altra era stazionaria. La biglia ruotante saliva più in alto e scendeva più velocemente della sua controparte, cosa che violava tutte le leggi della fisica. L’unica spiegazione per questo effetto è che entrambe le biglie attingono energia da una fonte sconosciuta, e la biglia rotante “assorbe” più energia della controparte – energia che potrebbe esistere normalmente come la gravità, che si muove giù verso la terra. Con l’aggiunta della ricerca sui campi di torsione, possiamo rilevare che lo spinning-ball è in grado di sfruttare naturalmente le onde torsionali spiraliformi presenti nell’ambiente, le quali forniscono un surplus di energia addizionale.

1.13 - EFFETTI DI VARIABILE TEMPORALE

Kozyrev scoprì nei suoi esperimenti la produzione di un effetto di variabile temporale. In tardo autunno e nel primo inverno gli esperimenti funzionavano meglio, mentre erano di riuscita praticamente impossibile in estate. Kozyrev riteneva che il riscaldamento atmosferico estivo creava un disturbo che in qualche misura interrompeva il flusso delle onde di torsione. Il caldo extra provocava lo scuotimento più vigoroso delle molecole d’aria, e ciò a sua volta avrebbe disturbato le sottili pressioni spiraliformi attinenti alle onde di torsione. Come egli stesso affermava, “il riscaldamento attraverso i raggi solari crea un caricatore atmosferico che interferisce con gli effetti [sperimentali]”. Agli inizi della sua carriera Kozyrev riteneva che questo effetto di variabile temporale fosse causato dalla naturale crescita della vegetazione nei mesi più caldi, poiché egli aveva già notato che la semplice presenza di piante che crescevano poteva interferire con i suoi risultati sperimentali, e ciò perché le stesse piante avevano la capacità di assorbire in sé stesse l’energia che invece avrebbe dovuto fluire entro i rilevatori. Chiaramente, sia vegetali che assorbono energia per loro sostentamento in estate sia il caos crescente nelle vibrazioni dell’atmosfera più calda costituivano una combinazione che avrebbe potuto bene essere responsabile per la difficoltà di effettuare simili misurazioni durante le stagioni più calde.

Tali effetti sperimentali stagionali prevenivano gli scienziati americani operanti in un’area come la California meridionale dall’essere in grado di replicare questi risultati, poiché non potevano mai sperimentare le condizioni esistenti in tardo autunno e primo inverno, ideali per realizzare gli esperimenti.

1.14 - POSIZIONE, POSIZIONE, POSIZIONE

Un’altra implicazione complessiva dell’opera di Kozyrev è che la posizione geografica in cui si localizza l’esperimento costituisce una rilevante differenza. I suoi risultati migliori vennero ottenuti effettuando le misurazioni vicino al Polo Nord, i più avventurosi dei quali furono effettuati su blocchi di ghiaccio alla deriva con una latitudine massima di 84°15’, con il Polo Nord a 90°. Questo è un punto molto importante, perché ci mostra che la più grande quantità di energia di onde torsionali fluisce sulla Terra nelle regioni polari, e diminuisce gradualmente se ci si sposta verso l’Equatore.

Certamente, la maggior parte dei lettori si potrebbe meravigliare del fatto che si associ un qualche effetto ai poli terrestri. La risposta va ricercata in uno studio sul magnetismo. Nel 1991-92, A.I. Veinik determinò che i tipici magneti di ferro “permanenti” non solo possiedono un campo magnetico collettivo, ma anche un campo di torsione collettivo, con una rotazione oraria al Polo Nord, ed una antioraria al Polo Sud. Il Dott. G.I. Shipov ha dimostrato che tutti i campi elettromagnetici generano onde di torsione. Così, dal momento che sappiamo che il campo magnetico della Terra è maggiormente concentrato ai poli, possiamo dedurre che allo stesso modo la più grande quantità di onde di torsione dovrebbe trovarsi proprio nelle regioni polari. Nei suoi libri e nel sito web, Richard Pasichnyk ha dimostrato che gli impulsi dei terremoti viaggiano più velocemente da Nord a Sud che da Est a Ovest. Così, la pressione aggiunta delle onde di torsione, incanalandosi e affluendo nelle regioni polari, incide molto più della semplice polarità nord-sud del campo magnetico che può essere misurato con un compasso.

Kozyrev determinò anche che l’energia torsionale fluisce differentemente nell’emisfero meridionale terrestre in quanto opposto al settentrionale, e di nuovo questo è dovuto all’effetto Coriolis. Egli scoprì anche che la velocità dell’accelerazione gravitazionale cambia lievemente tra l’emisfero nord e quello sud di un sottile fattore di 3.10^-5. Ciò sembra essere causato dal fatto poco noto che la forma sferica della Terra è addirittura più schiacciata nell’emisfero settentrionale rispetto al meridionale! Questo fatto è stato fra l’altro osservato e misurato anche in altri pianeti come Giove e Saturno. Kozyrev riteneva che dal, dal momento che la superficie dell’emisfero sud era lievemente più distante dall’Equatore rispetto alla corrispondente area nell’emisfero nord, ciò spiegava i sottili cambiamenti nella velocità di accelerazione gravitazionale.

1.15 - ESISTONO FORZE LATENTI DOPO AVER GENERATO INTERRUZIONI DI ENERGIA

Il termine “latente” vuol dire “lasciato in sospeso”, e Kozyrev osservò certi effetti che si manifestavano per un certo periodo di tempo dopo aver interrotto la formazione di onde torsionali e/o disturbi agli oggetti misurati. Si ricordi che Kozyrev dimostrò come il semplice scuotimento di un corpo su di una striscia di gomma ne avrebbe incrementato il peso, e che esso sarebbe lentamente tornato alla normale massa a riposo dopo averlo sistemato sulla bilancia a gioghi. Il tempo che il corpo impiega a ritornare al suo peso normale equivale a misurare la “forza latente” che esso è in grado di sostenere. 

In questi esperimenti certi oggetti aumentano e diminuiscono di peso più velocemente di altri. Kozyrev concluse che la percentuale alla quale un oggetto aumenta o diminuisce di peso si basa sulla sua densità, o spessore, e non sul suo peso complessivo. Egli mostrò che la perdita di peso si verifica ad indice esponenziale, e che più è elevata la densità del materiale, più velocemente le forze residue scompaiono. Ecco alcuni esempi:

14. Il piombo, densità 11, perderà le forze latenti in 14 secondi;

15. L’alluminio, densità 2.7, in 28 secondi;

16. Il legno, densità 0.5, in 70 secondi.

Se questo risulta difficile da capire, possiamo pensare al fatto che una spugna più densa e spessa come la gommapiuma usata nei materassi o nei cuscini da poltrona possieda molta più “elasticità” rispetto ad una più leggera e sottile, come una vecchia e stanca spugna da cucina. Più un materiale è elastico, più velocemente può assorbire e rilasciare energia. Kozyrev testò anche questi effetti su rame, ottone, quarzo, vetro, aria, acqua, carbone, grafite, sale da tavola e altri, e indicò che “gli effetti più ampi, con tempi di preservazione massimi, venivano osservati su materiali porosi come mattoni o tufo vulcanico (Nasonov 1985°, pag. 15). Questo dovrebbe essere fonte d’interesse, dal momento che nella nostra analogia la spugna è anch’essa costituita di materiale poroso, ossia formata da una quantità di pori o buchi.

1.15.1 - L’EFFETTO ASPDEN

Un altro esempio di forze latenti presenti in un sistema si trova nel cosiddetto effetto Aspden, scoperto dal dott. Harold Aspden della Cambridge University. Questo esperimento si basa su un giroscopio il cui ingranaggio centrale viene attratto da un potente magnete. Il normale quantitativo di energia richiesta per rotare il giroscopio ad una velocità massima data è di 1.000 joule. Come un bicchiere d’acqua che viene agitato con una spugna, la rotazione del giroscopio fa sì che l’energia eterica contenuta nell’ingranaggio centrale inizi a muoversi a spirale, e questo movimento agitatorio continui nell’oggetto anche dopo aver arrestato il giroscopio.

Sorprendentemente, fino a 60 secondi dopo che il giroscopio finisce di ruotare, basta un’energia dieci volte inferiore affinché esso ritorni alla stessa velocità ottenuta la prima volta, ossia solo 100 joule. Questo è un altro effetto riproducibile che è stato semplicemente ignorato dalla corrente principale scientifica, in quanto “viola le leggi della fisica”. Ad ogni modo, con l’opera di Kozyrev come background, possiamo immaginare le risatine degli scienziati russi dopo aver letto dei problemi di Aspden nel far riconoscere agli scienziati occidentali questo effetto.

Ora, se si è notato, il piombo (Pb) manteneva le sue forze latenti per 14 secondi mentre l’alluminio per 28, e, ancora, i giroscopi di Aspden mantenevano le loro forze per 60 secondi. Questo è dovuto al fatto che l’energia extra torsionale / eterica viene attratta dal potente magnete permanente che compone il centro del giroscopio; in Convergence III abbiamo dimostrato in che modo questa proprietà basilare dei magneti rotanti è stata usata per creare molte fonti differenti di “energia libera”.

1.16 - LISTA GENERALE DI RILEVATORI NON MECCANICI

Anche se fin qui abbiamo trattato di giroscopi, pendoli e bilance a gioghi, Kozyrev scoprì ancora rilevatori non meccanici in grado di catturare l’energia del “flusso temporale”. Ciò che intendiamo con il termine “non-meccanico” è che le onde di torsione possono essere rilevate senza le parti mobili normalmente richieste, che coinvolgono due differenti forme di vibrazione o moto meccanico, come nel giroscopio, bilancia di torsione e pendolo. Alcuni di questi rilevatori non meccanici possono dimostrare chiaramente cambiamenti sostanziali in presenza di campi di torsione, e nel caso di tungsteno e quarzo, gli effetti dei campi torsionali sul materiale possono diventare irreversibili.
Tutti i seguenti materiali manifestano mutamenti in presenza di energia di onde torsionali: 

 la conduttività di resistenze elettriche, specialmente quelle costituite da materiale al tungsteno;

  • il livello di mercurio nei termometri;

  • le frequenze vibrazionali di oscillatori di cristallo al quarzo;

  • i potenziali elettrici delle termocoppie;

  • la viscosità dell'acqua;

  • la quantità di lavoro elettronico che può essere eseguito in una cellula fotoelettrica;

  • le percentuali di reazione dei componenti chimici (come l'effetto Belousov-Zhabotinskij);

  • i parametri di crescita di batteri e piante.

Una lista altamente dettagliata del lavoro di Kozyrev, compresi i grafici esatti, le statistiche precise, le analisi e descrizioni di tutti i rilevatori precedentemente menzionati può essere rintracciata in "A Substantial Interpretation of N.A. Kozyrev's Conception of Time," [Una interpretazione sostanziale della concezione del tempo di N.A. Kozyrev] di A.P. Levich, 1996.

1.17 - LA RIPRODUZIONE DI CHERNETSKIJ

 

Alcune di queste onde di torsione non-meccaniche sono state riprodotte dal team di A.V. Chernetskij, Y.A. Galkin e S.N. Kolokoltzev, i quali hanno inoltre creato una sorgente che genera e immagazzina questa energia eterica in maniera del tutto simile ad un capacitor, che è un componente elettronico capace di immagazzinare una carica elettrica. Questi scienziati considerano la loro invenzione come “una sorgente di scarico autorigenerante”. Come Kozyrev, Chernetskij et al. hanno scoperto che il livello di resistenza di un circuito elettronico può mutare se parte di esso viene collocata tra due piastre di capacitor della sorgente mentre si trova in azione. Ancora, la frequenza vibrazionale di un oscillatore al quarzo può diventare 1000 o più volte più veloce qualora venga in precedenza collocata fra le due piastre. Tutto ciò dovrebbe perlomeno far sollevare le sopracciglia, dal momento che la precisione dei cristalli al quarzo nel mantenere un esatto ritmo pulsante mentre l’elettricità li attraversa viene adoperata per segnare l’ora esatta nella gran parte di orologi digitali esistenti.

 

1.18 - FORZE LATENTI NEL VACUUM E NELLA MATERIA

Chernetskij et al. scoprirono anche che la loro “sorgente di scarico autogenerante” poteva creare un campo di torsione statico o non-movente nella struttura profonda dello spazio-tempo stesso. Una corrente scorrevole può essere creata in un etere fluido anche se nell’area non risieda materia. Chernetskij et al. erano anche in grado di misurare gli stessi effetti dei campi torsionali nell’area che si era trovata in mezzo alle due piastre dello strumento, dopo che esso era stato disattivato e rimosso da quell’area! Gli effetti latenti sono misurabili anche in metalli al tungsteno o oscillatori al quarzo.

Un altro effetto simile venne scoperto da Donald Roth con la cosiddetta “memoria magnetica”, e documentato dall’Institute for New Energy. Roth scoprì che si poteva portare un magnete sufficientemente vicino ad una bilancia da attrarla a sé, e dopo cinque giorni il magnete poteva essere posizionato molto più distante dalla bilancia ed ottenere gli stessi effetti di prima. Gli scienziati russi si riferiscono a questo effetto definendolo “vacuum strutturale”, ciò che ci dimostra una volta ancora che esiste qualcosa, lì nello spazio “vuoto”, qualcosa che gli eredi dei Misteri Atlantidei conoscono come “etere”.

Kozyrev scoprì ancora che una sostanza fisica poteva diventare “strutturata” allo stesso modo. Come scrive a pag. 271 del quaderno del 1977:

Un corpo collocato per un certo tempo vicino ad un processo [che genera onde di torsione] e poi portato su una bilancia di torsione [può] produrre lo stesso effetto [sulla bilancia di torsione] come il processo [generato dalla torsione originale prodotto] da sé stesso. [La] memorizzazione [della] azione dei processi è una caratteristica di [tutte] le diverse sostanze, eccetto l’alluminio.

Nel 1984, Dankachov mostrò che la “memorizzazione” o l’effetto “strutturale” poteva avvenire anche con l’acqua, e questo è un esperimento che di tanto in tanto trova modo di espressione anche presso il pensiero scientifico occidentale alternativo. Gli esperimenti sulla “memoria dell’acqua” cominciano ad utilizzare uno dei basilari processi di creazione di onde di torsione allo scopo di far decrescere la viscosità o densità dell’acqua. Quindi, l’acqua trattata viene collocata vicino ad un altro contenitore d’acqua, e la nuova viscosità dell’acqua decrescerà esattamente fino a quella dell’acqua originale trattata. Altri esperimenti, come quelli di Jacques Beneviste, dimostrano come gli effetti di questa memoria dell’acqua siano in grado di perdurare anche sotto effetti chimici, con generatori di onde torsionali adoperati per stimolare l’acqua per mezzo di un determinato composto chimico. Infine, quel composto può essere trasferito energeticamente in un contenitore sigillato di acqua pura, cosicché l’acqua sigillata assumerà le stesse caratteristiche del modello originale.

1.19 - L’EFFETTO-SCHERMATURA DELL’ENERGIA DI UN’ECLISSE SOLARE

Come già suggerito nel prologo, il Sole è la nostra ovvia scelta come sorgente primaria di onde di torsione nella nostra eliosfera, visto che possiede il 99.86% dell’intera massa del Sistema Solare. Nel 1970, Saxel ed Allen dimostrarono che durante un’eclisse solare la presenza della Luna scherma i campi di torsione radianti dal Sole, cosa che provoca un incremento nel periodo di oscillazione di una bilanciadi torsione. I metereologi V.S. Kazachok, O.V. Khavroshkin e V.V. Tsyplakov sono stati in grado di ripetere questo esperimento durante l’eclisse solare del 1976, producendo lo stesso effetto; tutto ciò venne poi pubblicato nel 1977. Altri hanno ottenuto gli stessi risultati osservando le semplici deviazioni di un pendolo durante un’eclisse solare.

1.20 - ALLINEAMENTI MOLECOLARI CHE AIUTANO O SCHERMANO GLI EFFETTI DELLA TORSIONE

Come già detto, la teoria Einstein-Cartan fu la prima a porre le basi teoretiche per l’esistenza dei campi di torsione, nel 1913. La teoria predice che, a seconda della dislocazione, vi saranno torsioni orarie o antiorarie nello spazio. Le successive scoperte nella fisica dei quanti relative alla nozione di “spin” o rotazione hanno confermato che anche gli elettroni possono avere rotazione destrorsa o sinistrorsa, il che equivale a parlare di movimento orario/antiorario. Tutti gli atomi e le molecole mantengono vari gradi di bilanciamento fra spin destro e sinistro. Kozyrev determinò che molecole fortemente destrorse come lo zucchero possono schermare gli effetti della torsione, mentre quelle fortemente sinistrorse come la trementina li rinforzano. Successive indagini russe hanno stabilito che la comune pellicola di polietilene agisce come potente schermatura per le onde di torsione, pertanto essa viene usata in molti e diversi esperimenti, come quelli effettuati dal dott. Alexander Frolov.

1.21- MUTAMENTI “QUANTIZZATI” NEL PESO

Abbiamo parlato degli esperimenti di Kozyrev nei quali un oggetto veniva disturbato in vari modi, dopodiché esso tornava lentamente al suo bilanciamento normale dopo aver attraversato variazioni di peso. In questi esperimenti emerge un importante fattore, che fra l’altro non collima perfettamente con l’analogia della spugna immersa nel liquido; tale fattore è noto come “effetto quantizzazione”. (Spiegheremo più avanti che cosa lo provochi). Quando qualcosa è quantizzata, significa che essa non si muove o si calcola scorrevolmente, ma solo scalarmente, a specifici intervalli. Detto semplicemente, il peso di un oggetto non dovrebbe crescere o decrescere gradualmente negli esperimenti sulla “forza latente”, ma solo a scatti improvvisi. Questa è certamente una proprietà anomala della materia. Kozyrev afferma:

Negli esperimenti di vibrazione su una bilancia la riduzione di peso avviene a scatti, iniziando con un certo potere vibrazionale. Se la frequenza della vibrazione è ulteriormente incrementata, la riduzione di peso sulle prime rimane la stessa, e quindi di nuovo cresce a scatti dello stesso valore… Fino ad ora una spiegazione realistica di questo fenomeno non è stata ancora trovata. In seguito si è riscontrato che l’effetto-quantizzaizone si verifica in quasi tutti gli esperimenti. (Kozyrev 1971, pag. 26)

Nel caso in questione, Kozyrev studiò gli effetti su un peso di 620 grammi, che egli sottopose a vibrazioni, misurate in hertz o cicli per secondo. Sia riscaldare che raffreddare sono funzioni della vibrazione, così a seconda di come facciamo vibrare un oggetto, possiamo accrescerne o diminuirne il peso. In questo esperimento, la massa del peso di 620 grammi veniva lievemente accresciuta sottoponoendo l’oggetto a vibrazioni ad alta velocità. Per ottenere risultati numericamente chiari e precisi, in seguito Kozyrev e Nasonov applicarono una semplice funzione matematica per ri-normalizzare i risultati riferiti al peso da 620 g verso la misura più elevata e semplice di 1 kg. I seguenti numeri sono ri-normalizzati calcolando il peso di 1 kg:

Figura 1.6. – Incrementi quantizzati nel peso attraverso aumento di frequenza vibrazionale, misurati attraverso bilancia.

Come possiamo vedere da questo grafico, quando le vibrazioni dello strumento giungono alla soglia di 16-23 Hz (o cicli per secondo), l’oggetto mostra un incremento stabile di 31 mg. A questo punto, se Kozyrev incrementava le vibrazioni tra 16 e 23 cicli per secondo non si verificava ulteriore guadagno di peso. Però, se le vibrazioni si spostavano sui 24 Hz, improvvisamente il peso lordo si incrementava spontaneamente del doppio, giungendo a 62 mg. Incrementando ancora, da 24 a 27 Hz, non si registrava cambio di peso. Arrivando a 28 Hz, il peso netto di nuovo si incrementava improvvisamente di altri 31 mg[5][4] fino a raggiungere i 93 mg. Ogni volta che si raggiungeva una nuova soglia, il guadagno iniziale di 31 mg veniva aggiunto alla somma totale. Come Kozyrev scoprì,

         Siamo riusciti ad ottenere effetti quintupli e decupli. (!)

Non dimentichiamo che questo effetto-quantizzazione si verificava in tutti gli esperimenti di Kozyrev, sia se l’oggetto in questione aumentava sia se diminuiva di peso. Affinché una cosa di questo genere possa aver luogo, l’intervallo-base di 31 mg misurato nell’oggetto di 1 kg deve essere una funzione combinata di volume, densità, peso e topologia (forma), simile al tono udibile percuotendo una campana di dimensioni, forma e densità date. Nel momento in cui Kozyrev accresceva nell’oggetto la frequenza delle sue vibrazioni, venivano prodotti nuovi intervalli di incremento di peso, ma sempre espressi in unità di 31 mg.

Questo effetto-quantizzazione costituisce in effetti una chiave molto importante per comprendere la natura multidimensionale della materia, ed esemplifica chiaramente il fatto che gli atomi e le molecole possiedono una struttura a strati di onde sferiche nidificate, tipo cipolla. Nel prossimo capitolo cominceremo a mostrare il contesto di quest’esperimento, e come esso si relazioni alle nuove scoperte nel campo della fisica quantica.

1.22 - LA DIFFICOLTA' DI COMBINARE I RISULTATI DI KOZYREV CON LA SCIENZA UFFICIALE

Le idee di Kozyrev non sono state assimilate facilmente né velocemente dalla corrente scientifica ufficiale, specialmente in Occidente, forse perché la magnitudine degli effetti da lui rilevati non è sufficientemente visibile. Per esempio, le forze addizionali introdotte nei suoi esperimenti meccanici cambiavano il peso degli oggetti di un mero fattore di 10^-4/10^-5, come il giroscopio che diveniva solo 100 mg più leggero se fatto ruotare e vibrare allo stesso tempo. Per capire quanto sia infinitesimale un simile cambiamento, basta ricordare che un semplice ingrediente attivo aggiunto ad una pillola di vitamine può pesare 100 mg.

Come Kozyrev stesso ritiene, “i risultati sperimentali mostrano che le proprietà di organizzazione del tempo esercitano un’influenza molto limitata sui sistemi [di materia come le stelle], comparati al corso naturale e distruttivo del loro sviluppo. Quindi non è sorprendente che una simile … entità sia stata mancata nel nostro sistema di conoscenza scientifica. Comunque, essendo limitata, è distribuita ovunque in natura, ed è necessaria solo la sua capacità di essere immagazzinata.

RIFERIMENTI

1.  Akimov, A.E. E Shipov, G.I. Torsion Fields and their Experimental Manifestations. Proceedings of International Conference: New Ideas in Natural Science, 1996. URL: www.eskimo.com/~billb/freenrg/tors/tors.html

2.  Anonymous. (Amount of vaccuum space in light bulb) {Link no longer in operation 6/02}: www.newphys.se/elektromagnum/physics/KeelyNet/energy/zpe7.asc

3.  Fox, Hal. Now Come Torsion Fields. NEN, Vol. 5, No. 11, Mar. 1998, p.1. URL: www.padrak.com/ine/NEN_5_11_2.html

4.  Gamow, George. Gravity. Anchor Books, NY, 1962; p. 138.Keely, John. Sympathetic Vibratory Physics. URL: www.keelynet.com/

5.  Kozyrev, N.A. On the Potential for Experimental Investigation of the Properties of Time. 1971.

6.  Levich, A.P. A Substantial Interpretation of N.A. Kozyrev’s Conception of Time. Singapore, New Jersey, London, Hong Kong: World Scientific, 1996, p. 1-42. URL: www.chronos.msu.ru/SEMINAR/ereports.htm

7.  Lyne, William. Occult Ether Physics. Creatopia Productions, NM, 1997. ISBN: 0-9637467-2-3

8.  Nachalov, Yu.V. Theoretical Basics of Experimental Phenomena. URL: www.amasci.com/freenrg/tors/tors3.html

9.  Nachalov, Yu.V. and Parkhomov, E.A. Experimental Detection of the Torsion Field. URL: www.amasci.com/freenrg/tors/doc15.html

10.Nachalov, Yu.V. e Sokolov, A.N. Experimental Investigation of New Long-Range Actions. 1993. URL: www.amasci.com/freenrg/tors/doc17.html

11.Ostrander, S. e Schroeder, L. Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain. Prentice-Hall, Inc., Englewood Cliffs, N.J., 1970. URL: www.psychicdiscoveries.com/

12.Pasichnyk, Richard. The Vital Vastness: Volume One. Writer’s Showcase, 2002. URL: www.livingcosmos.com/

13.Russell, Walter. The Divine Iliad. University of Science and Philosophy; URL: www.philosophy.org/

14.Taubes, Gary. Relativists in Orbit. Discover Magazine, March 1997.

15.Tesla, Nikola. Lecture Before the Institute of Immigrant Welfare. May 12, 1938.

16.Wilcock, David. Convergence III. April, 2001. URL: http://ascension2000.com/ConvergenceIII

17.Wright, Walter. Push Gravity. URL: www.keelynet.com/

[6][2] “Scoperte Psichiche dietro la Cortina di Ferro”

[7][3] quantità di moto, velocità.
Tradotto da Andrea Calabrese per
Stazione Celeste
Originale in inglese:
http://ascension2000.com/DivineCosmos/01.htm

[1][1] “Conoscenza di mondi superiori e suo raggiungimento”

[5][4] Si è reso con “mg” anziché “Hz” come nell’originale a causa di un evidente refuso. Infatti 62(mg)+31(mg) = 93 mg.

Commento NdR: Scopo dell'Etere e' acquisire all'infinito informazioni, da ridistribuire in ogni punto di se.
 

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 antigravitation, force physique présentée comme une hypothèse qui frésiste à la force de gravité (Physique) antigravitación (en física - fuerza hipotética contraria a la fuerza de la gravitación) antigravitatie (in fysica-hypothetische kracht tegengesteld aan aantrekkingskracht) anti-gravidade, força hipotética contrária à força da gravidade Antigravität (in der Physik der Anziehungskraft entgegenwirkende Kraft)

Антигравитация
Антигравитация — недоказанное явление гравитационного отталкивания или подавления притяжения, якобы существующее или имеющее возможность на существование наряду с обычным гравитационным притяжением.Как литературный приём, была неоднократно использована, например, Алексеем Толстым в Аэлите, Николаем Носовым в Незнайке на ЛунеУэллсом в романе Первые люди на луне.

Με την έννοια της αντιβαρύτητας (antigravity) εννοούμε μία υποθετική δράση η οποία αντιτίθεται στην επίδραση της βαρύτητας. Η αντιβαρύτητα μέχρι σήμερα δεν αποτελεί επίσημο και αυστηρά καθορισμένο επιστημονικό όρο. Χρησιμοποιείται γενικά για να υποδηλώσει την κατανίκηση της βαρύτητας με τη βοήθεια κάποιων τεχνητών μεσων, αλλά επίσης χρησιμοποιείται και στην προσπάθεια εξήγησης της επιταχυνόμενης διαστολής του σύμπαντος. Μέχρι σήμερα η επιστήμη δεν έχει καταφέρει να αποδείξει την ύπαρξη μίας τέτοιας δύναμης, όπως επίσης και οι υφιστάμενοι φυσικοί νόμοι δεν προβλέπουν την ύπαρξή της (ούτε όμως την απαγορεύουν). Παρ΄όλα αυτά, υπάρχουν αρκετές θεωρίες, μελέτες και πειράματα που ασχολούνται με τους τρόπους με τους οποίους θα ήταν δυνατό να επιτευχθούν φαινόμενα αντιβαρύτητας, αλλά και να εξηγήσουν επίσης την επιταχυνόμενη διαστολή του σύμπαντος. Μεταξύ αυτών, ορισμένα υπονοούν και την ανάγκη ύπαρξης της επίσης υποθετικής, εξωτικής αρνητικής μάζας (πχ μοντέλο σκουληκότρυπας, Alcubierre ή warp drive). ÇEKİM KESME ETKİSİ:Mahiyeti henüz keşfedilmemiş bir enerji sahasının, roket araçları ve insan vücudu gibi kütleler üzerinde yer çekim kuvvetini kaldırdığı veya azalttığı sanılan etki

(ש"ע) אנטיגרביטציה (בפיסיקה-כוח היפותטי המנוגד לכוח המשיכה)

ثقالة مضادة
الثقالة المضادة (Anti-gravity) هي قوى كونية تعتبر معاكسة لقوى الجاذبية. يعتقد بعض العلماء أنها القوى الغامضة التي تؤثر على المركبات الفضائية. رغم الجهود المبذولة، لم يستطع أحد إلى يومنا هذا إثبات وجود هذه القوى. تعتبر هذه القوى من المواضيع الرائجة في الروايات والأفلام العلمية الخيالية.من خلال صورة لأبعد مستعر أعظم بالفضاء التقطها تلسكوب (هبل) الفضائي وجد العلماء قوة مضادة للجاذبية غامضة تجعل الكون يتمدد بمعدل تسارعي منتظم. وهذا الاكتشاف يدعم مفهوما سبق لأينشتين اقتراحه من خلال مقولته عن الثابت الكوني (cosmological constant) ثم استبعده قائلا: هذه أكبر غلطة في عمري، فلقد كان لاكتشاف هذا المستعر مثارا للدهشة لفريق البحث ومن بينه الفلكي آدم ريس من جامعة بريكلي بكاليفورنيا. ولقد حاول الفريق المكون من 15 عالما البحث عن أخطاء ما في هذا الكشف الغريب فلم يجدوها.لأنه لو صح فإنه سيتحدى الأفكار السائدة عن تاريخ الفضاء والزمن. لأنهم اكتشفوا القوة مستعينين بتلسكوب هبل الفضائي والتلسكوبات الأرضية في هاواي وأستراليا وتشيلي. وعندما حللوا الضوء الوافد من 14 مستعر أعظم (نجوم متفجرة) تبعد عن الأرض بحوالي 7– 10 بليون سنة ضوئية (السنة الضوئية تعادل 6تريليون ميل) . وكان العلماء يتوقعون أن تمدد الكون متباطئ قليلا بتأثير الجاذبية.لكنه في الواقع يتسارع وسوف يستمر لدرجة أن كثيرا من الhjhjhjhنجوم التي نراها سوف تختفي بعد بلايين السنين ولن نراها وسيكون الكون مكانا مختلفا عما ألفنا عليه في رؤيتنا وسيكون فريدا. فلو كان تمدد الكون متسارعا فإن هذا معناه حل مسألة قياس عمر الكون لعشرة بلايين سنة . وهذا يعتبر عمرا أصغر وأقصر من عمر بعض النجوم . وهذا التضارب كانت متاهة واجهت الفلكيين . لكن لو كان معدل التسارع لتمدد الكون قدر .. فإن عمر الكون يناهز علي 14 بليون سنة . وهذا معناه أنه أقدم من أقدم النجوم ببليوني سنة.
antityngdkraft (fysik-motstånd till tyngdkraften)
Anti-gravity
Anti-gravity is the hypothetical idea of creating a place or object that is free from the force of   gravity . It does not refer to countering the gravitational force by an opposing force of a different nature, as a helium ballon  does; instead, anti-gravity requires that the fundamental causes of the force of gravity be made either not present or not applicable to the place or object through some kind of technological intervention. Anti-gravity is a recurring theme in science function , particularly in the context of spacecraft propulsion . The concept was first introduced formally as "Carvorite"  and has been a favorite  deus is macchina  since that day.