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antigravity è la Prima scuola  di esperienze di  levitazione in Europa. antigravity is a experience of levitation in Europe. convergenza di pensieri tra sperimentazione esperenziale scientifica e misticismo yogico per posizionare il pensiero allo zero conico tridimensionale con il risultato di avere infiniti stati di coscienza e in termini fisici la levitazione di oggetti e fenomeno di Buco spazio tempo.

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La maggior parte dei crop circles sono dei disegni schematici che spiegano il funzionamento di alcuni dispositivi. Queste formazioni per lo più sono rappresentate in 3D, non in 2D. Il grafico più in basso è del resto anch’esso rappresentato in 3D. (considerando l’evoluzione continua di questi grafici ho smesso ormai di fare riferimento a delle immagini specifiche perché quest’ultime “si modificano” ogni tanto).

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Diversi crop circles descrivono due tipi di condensatori ET e le loro caratteristiche operative.
(Qui sono rappresentati i tagli trasversali di condensatori di forma circolare).

Un condensatore è un dispositivo strano, è il meno che si possa dire. Più che conservare per breve tempo una carica elettrica, ha anche la proprietà poco comune di bloccare la corrente continua, tuttavia permette alla corrente alternata di passare con facilità. Quindi, essendo a conoscenza di questo fatto, se voi foste un amico alieno che tenta di trasmettere il concetto di un condensatore a gente meno progredita che cosa fareste? Non avete mai visto la rappresentazione di una curva sinusoidale della corrente alternata?

S’innalza, ridiscende, si rialza e ridiscende e rappresenta l’unico tipo di corrente elettrica che un condensatore consente di far passare.
Cos’è un condensatore?

Niente di più che strati di un materiale conduttore contenuti in mezzo a strati di un materiale isolante. Niente di più, solo questo.
Così la maggior parte dei condensatori sono di forma circolare e somigliano a dei crop circles visti dall’alto. Ora, sapendo ciò, voi pensate che queste immagini sono un procedimento sufficiente per trasmettere il concetto di un condensatore a gente meno progredita come noi?

Io sono convinto che questi disegni siano uno splendido lavoro fatto proprio per questo.

La foto in alto a sinistra (1) rappresenta un condensatore standard che non conserva carica elettrica. In alto a destra (2) la foto rappresenta un condensatore che conserva la carica elettrica, e come si può vedere, c’è quindi più di un modo per descrivere il movimento di una curva sinusoidale.

La “LORO” interpretazione mostra anche la perdita infima di elettricità che si verifica ogni volta con la corrente alternata.
(Non sono pinne di delfini. Questi simboli rappresentano questa minuscola perdita di corrente).

Potrei aggiungere che tutto questo è molto impressionante. Questo semplice disegno descrive TUTTE le caratteristiche operative di questo condensatore carico.


La fotografia in basso (3) descrive un altro condensatore carico. Questa volta la corrente alternata è disegnata come la disegniamo noi: una curva sinusoidale. Noterete tuttavia la larghezza estrema di questa curva. E’ molto larga! Una curva larga indica una grande quantità di corrente. (una curva sottile = alta tensione).

Di conseguenza si potrebbe dire che questo crop circle rappresenta un grosso condensatore.

Tom Sutter

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Penso che sia preferibile cominciare così. Guardate i due crop circles qui sotto. (1) e (2).
Uno evidentemente s’inserisce all’interno dell’altro. Ora, perché un popolo più evoluto dovrebbe disegnare questo per noi?

Se sono più avanti e più intelligenti di noi devono avere una buona ragione per disegnare queste cose.
Ok? Almeno è ciò che penso. Sarebbe possibile che questa gente più evoluta stia tentando di spiegarci che i crop circles devono essere considerati come le parti di un tutto? Che nemmeno un solo crop circle debba essere considerato come “è tutto qui” per quanto riguarda la decodifica del loro significato?


Ecco un altro esempio di quanto sto tentando di spiegare. Questa piramide di punti e cubi sembra moderatamente interessante a prima vista. La gente la guarda e dice: “non c’è male” oppure “come l’avranno fatto?”. Un piccolissimo pensiero è impegnato nella riflessione del messaggio che potrebbe essere trasmesso. In effetti, a prima vista somiglia piuttosto a elementi di un gioco di costruzioni oppure a tutt’altra cosa. Ma la prima impressione è fuorviante. Non è un gioco di costruzioni.

Esaminatela accuratamente e vedrete che ciò che sembra a prima vista un cubo non è un cubo completo. Manca un angolo ad ognuno. Ho evidenziato in rosso per vederlo meglio. Perché disegnare una piramide con dei cubi incompleti? Almeno che non siate esperti nell’analisi del concetto dei crop circles ora sarete stranamente bloccati nell’incertezza, in quest’istante.

Questo disegno, come la maggior parte di quelli che rappresentano forme aleatorie in 3D ci invita ad analizzare i crop circles in 3D. Questo disegno ci informa che nessuna delle singole rappresentazione dei crop rappresenta l’integralità di qualche dispositivo o funzionamento che dovrebbe trasmetterci. Ogni rappresentazione è “parte di un tutto”.

Questa piramide crollerebbe se uno qualunque di questi cubi dovesse essere rimosso. E nessun cubo può rimanere diritto di proprio equilibrio.

È IL MESSAGGIO CHE I CROP CIRCLES TENTANO DI TRASMETTERE

Lo stesso messaggio di quello dei due crop circles di sopra capaci di inserirsi l’uno nell’altro. È questo che “loro” vogliono trasmettere

Bisogna considerare il crop circle come parte di un tutto.

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Spiegazione ed esempi della mutua dipendenza nel concepimento dei crop circles. I messaggi sono formati da una serie di crop, non da una sola formazione specifica. È molto importante tenere questo fatto in considerazione.



Le serie di interazioni che riguardano i crop circles cominciano da un semplice cerchio (*!) e culminano con tre variabili descrivendo l’ossigeno/idrogeno, e un generatore elettrico di calore (Magnetron). Non si può sperare in un semplice grafico in grado do trasmettere questo procedimento completo. Anche se questa operazione è percettibile soltanto quando è combinata. Includendo anche l’incorporazione di un condensatore funzionale per conservare l’elettricità.

E' possibile fare meglio di così per descrivere una corrente continua intermittente (on/off) quando si propaga nel vuoto?

ESTREMAMENTE IMPORTANTE: notare che i morsetti non hanno tutti la stessa grandezza. Il percorso degli elettroni non è lineare. Sono costretti a convergere da un punto più piccolo (positivo) verso un emettitore più grande (negativo). Risultato: si crea un turbine simile ad un vortice.
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Un campo elettromagnetico formato da due magneti repulsivi usati come morsetti elettrici ad alta tensione


Questo crop somiglia, per me è evidente, a un campo magnetico repulsivo.

Una corrente elettrica di forte amperaggio ha creato un campo magnetico o un campo magnetico permanente.


La descrizione della seconda fotografia fa riferimento al passaggio della corrente elettrica nel vuoto. La prima ci indica che si tratta di una corrente alternata quella passata in mezzo ai morsetti di differenti grandezze. (creazione di un vortice elettronico). Questa formazione ci porta a concentrarsi sui campi magnetici (od altro) creati da questa corrente. “Altro” potrebbe riferirsi agli “artefatti” e ai “getti” avvistati dai satelliti, che appaiono brevemente al di sopra dei lampi durante i temporali

CONCLUSIONE: è notevolmente evidente che “qualcuno” attira la nostra attenzione sul magnetismo e sulle scariche di corrente di forte amperaggio, come sulle molecole d’acqua. Le immagini delle molecole d’acqua (descritte poco più avanti), e quelle di una strana molecola che appare brevemente all’interno di un magnete di forma sferica, sempre nelle vicinanze di una corrente continua. (30.01.2003)

Aggiornamento: 19.04.2003 – mi sono sbagliato. Da ieri ho scoperto che l’unico modo di riprodurre questo disegno di crop era di utilizzare magneti repulsivi come morsetti elettrici. I miei tentativi di fotografare una copia del campo magnetico in limatura di ferro così creato, si sono mostrati impossibili. L’alta tensione requisita per attraversare l’intervallo tra i magneti repulsivi non ha funzionato. Dopo alcuni tentativi e dopo aver tolto la batteria dal rivelatore di fumo e rassicurato i miei cani diverse volte, ho rinunciato.

Ci vorrebbe una superficie non magnetica trasparente, resistente al calore sopra gli intervalli degli elettrodi per fotografare questo fenomeno. I magneti riproducono il disegno di cui sopra, MA, c’è l’esigenza di un campo elettrico che completi ciò che è disegnato in quel crop. È la combinazione di un arco elettrico visivo sommato ad un campo magnetico repulsivo, al quale questo crop fa riferimento. Né l’elettricità né il magnetismo sono esclusivamente in grado di riprodurre il grafico descritto nel crop. Molto, molto interessante.
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Questo crop rappresenta l’operando o le caratteristiche di funzionamento di un magnetron. L’unico modo par rappresentare questo dispositivo è di disegnare un cerchio più piccolo in un cerchio più grande.

Un recinto circolare e un magnete. Riunendo i due, trasmetteranno il concetto di base di un magnetron.
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Onde che si irradiano da un centro “C” (in realtà è un recinto). All’interno della zona circolare più grande. Una zona intera è vuota. Osservare i morsetti esterni. (L’aria si trova all’esterno del dispositivo). Una rappresentazione perfetta, facilmente comprensibile, di un magnetron che emette microonde.

Esempi di disegni di rappresentazione di micro onde, con magnetron attivo

Elettroni che passano dal negativo al positivo all’interno di un magnetron somiglierebbero a questo.
Notare l’interpretazione in 2D. La rappresentazione della traiettoria turbolente dell’elettrone è descritta in 3D nella foto (anche in altre)
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In realtà, siccome vanno dal negativo al positivo in un campo magnetico circolare, somiglierebbero di più a questo perché agiscono con il campo magnetico creando così le micro onde.

Penso che si stiano stancando a disegnare la stessa cosa di continuo



Siete coscienti ora che sto affermando che una civiltà ET avanzata faccia del suo meglio per tentare di siegarci che noi dobbiamo utilizzare dei magnetron per creare delle microonde che faranno in modo che le molecole d’acqua si dividano in idrogeno e ossigeno. Che, a loro volta, si combineranno in una forza esplosiva e si riverbereranno contro un quarzo piezoelettrico le cui emissioni elettriche alimenteranno il magnetron. Ciò mantenendo il procedimento. Il dispositivo risultante produrrà energia termica e energia elettrica.

Ma cercare di spiegare tutto questo ad una società meno avanzata, il cui principale metodo di comunicazione è incredibilmente diverso, si avvera compito estremamente difficile. Nessun disegno può trasmettere il procedimento completo. Usiamo la logica. Cosa fareste al posto loro? Presentereste quest’informazione a tappe sperando che riescano a comprendere? Cosa fareste?

Bene….ecco un’altra tappa.
La foto qui sotto a sinistra, leggermente tangenziale rappresenta un magnetron reale di alta potenza con la sua antenna. La seconda foto a sinistra rappresenta lo stesso magnetron sotto un angolo diverso. Notare la vista di lato del magnetron.
A destra è lo stesso magnetron visto da sopra.


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Risonanza e campi magnetici descritti nei crop circles.

Esiste anche un altro dispositivo, un altro procedimento descritto nei crops. In assenza di un termine più appropriato semplificherei chiamandolo: “risonanza” (risonazione). Questo procedimento sembra implicato in più di un procedimento. Un magnetron è una camera di risonanza nella quale le linee di forza elettriche e magnetiche agiscono reciprocamente per creare un irraggiamento di microonde. Ma questa categoria di disegni di crop circles rappresenta ancora un altro tipo d’interazione con i campi magnetici e elettrici che sembrano apparentati in parte soltanto alla creazione di microonde.

Questa categoria suppone apparentemente l’utilizzo di magneti in una camera a vuoto che serve anche di morsetti elettrico. Cercare su internet i soggetti come “l’esperimento di Filadelfia” o “l’effetto Hutchinson”.

Perché, dal meglio di ciò che sono in grado di analizzare, questi disegni di crop tendono a farmi credere che si riferiscono ai fenomeni di questo tipo.

L’effetto Hutchinson si manifesta per il fatto che oggetti molto leggeri, così come molecole molti tipi di altri oggetti “s’incastranio” tra di loro. Così, un pezzo di legno s’incorpora a livello molecolare con una traversina di ferrovia dello stesso metallo (ferro). (Tutte le foto e le testimonianze furono pubblicate in diverse giornali fino al giorno in cui il governo canadese fece una visita a Mr. Hutchinson che, da quel momento non fu più capace di riprodurre quell'effetto. (A quanto dice).

In ogni modo i risultati della sua scoperta sono molto simili al famosissimo “esperimento di Filadelfia”, nella quale i corpi dei marinai che si trovavano a bordo della nave furono incorporati a livello molecolare alla nave stessa. La nave fu ribattezzata, sostituita, quindi venduta a un paese straniero poco dopo. Non si è a conoscenza dell’ubicazione della nave originale e tutti i rapporti della marina sono scomparsi.

Mi sono accorto che questa presentazione avrà necessità di più di una pagina. Se siete interessati dalle mie scoperte vi invito a scoprirle. Si tratta soltanto di un’ipotesi, ma questo passo potrebbe essere uno dei mezzi tramite i quali il viaggio “dimensionale” potrebbe essere compiuto. Bisogna dirlo, non ne so niente. Tuttavia so, senza ombra di dubbio, che la nave è scomparsa, poi è apparsa di nuovo a diversi miglia da dove si trovava in uno stato spaventoso, Come? No so nemmeno quello. Ma questo è il nuovo “mezzo” di un dispositivo di cui recentemente ho preso coscienza.
Giudicate da voi.



Risonanza e interazione

Salute Milano - Il 3 aprile 2003, la commissione affari sociali della Camera ha iniziato l’esame di due proposte di legge, che propongono di favorire la sperimentazione e la promozione dell'utilizzo degli animali a fini terapeutici (pet therapy). La prima proposta, composta un solo articolo, è del diessino Piero Ruzzante, mentre la seconda è di An, prima firmataria Carla Castellani, ed è sottoscritta anche da deputati di Forza Italia e Udc. La pet therapy dovrebbe essere riconosciuta come strumento terapeutico di supporto in una pluralità di patologie, attraverso un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento di diverse professionalità: il medico veterinario, lo psicologo, il medico clinico, il biologo, il geriatra, il pediatra. Mentre la proposta di Ruzzante demanda al ministro della Salute, sia la definizione dell'ambito e delle modalità di utilizzo degli animali a fini terapeutici, sia l'autorizzazione di programmi di ricerca e sperimentazione, la proposta di An entra nel merito, distinguendo tra attività e terapie. Le attività assistite dagli animali sono definiti come interventi di tipo educativo e ricreativo, aventi l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone e realizzati da professionisti o volontari opportunamente formati, con l’aiuto di animali in possesso di determinate caratteristiche.

Le terapie assistite dagli animali sono interventi finalizzati al miglioramento di alterazioni e disturbi fisici, della sfera emotiva o cognitiva, conseguenze di patologie e di malesseri emozionali e psicologici, praticati esclusivamente da medici professionisti con comprovata esperienza, con l'aiuto di animali specificamente educati o addestrati, nell'ambito di sedute terapeutiche, individuali o di gruppo, di volta in volta documentate e valutate. Nella proposta di legge si prevede che le attività e le terapie assistite dagli animali possano essere praticate presso ospedali, centri di riabilitazione, case di riposo, asili nido e scuole di ogni ordine e grado, istituti di detenzione, comunità per il recupero di tossicodipendenti, o in altre strutture ritenute idonee. Come ha ricordato il relatore, Gianni Mancuso (An), l'uso terapeutico degli animali ha origini assai antiche, probabilmente inizia parallelamente al loro processo di addomesticamento da parte dell'uomo. Nelle medicine dei popoli primitivi gli animali hanno sempre svolto un importante ruolo terapeutico, che sembrava essere scomparso nell'era della medicina scientifica.

Nell'Egitto dei faraoni, il cane era sacro al dio Anubis, protettore della medicina. Divinità dei popoli Sumeri, Caldei e Greci erano affiancate, nella cura delle malattie, dai propri animali da compagnia. Nel IX secolo a Gheel, in Belgio, degli animali furono introdotti per curare dei disabili, realizzando così un approccio terapeutico, che costituisce il primo importante tentativo di terapia assistita dagli animali della storia. I meccanismi d'azione della pet therapy sono in primo luogo biologici, in quanto il contatto fisico con gli animali innesca una serie di relazioni, che attivano specifici neurotrasmettitori. Operano, inoltre, meccanismi legati all'emozione comunicativa che esprime ogni animale, nonché meccanismi fisici, in quanto in pazienti con disabilità, la presenza di un animale favorisce l'attività motoria, e psicologici, basati sul ruolo dell'animale quale perfetto tramite per un miglioramento dei meccanismi di relazione, delle componenti caratteriali, nonché degli aspetti cognitivi. Agiscono inoltre meccanismi ludici, dal momento che il gioco predispone, tra l’altro, alla socializzazione ed aumenta i meccanismi di difesa organici.

Negli ultimi anni, anche in Italia l'interesse per le attività di pet therapy è cresciuto ed è aumentata la richiesta sul territorio. Associazioni, centri di riabilitazione, scuole, case di riposo si dimostrano interessati a nuove terapie di supporto, a nuove modalità ricreative da inserire nei propri programmi, per aumentare il livello qualitativo della vita all'interno delle proprie strutture. Progetti di ricerca, rivolti a chi può giovarsi dei programmi di pet therapy, sono stati condotti a livello scientifico da istituti di rilievo, università e istituzioni locali, consolidando le esperienze in questo campo. Tra gli istituti scientifici, enti e strutture che sviluppano programmi sperimentali nel settore della pet therapy, si possono ricordare: l'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise; l'Istituto superiore di sanità di Roma; l'Associazione nazionale utilizzo del cane a scopi sociali (Anucss); l'Associazione italiana uso cani d'assistenza (Aiuca); l'Associazione Arion; il Centro nazionale di pet therapy presso il Dipartimento di scienze medicine veterinarie della facoltà di medicina veterinaria di Messina; l'Ospedale pediatrico Meyer di Firenze; il dipartimento di pediatria dell'Ospedale di Padova.

L'impiego degli animali a scopo terapeutico negli ospedali è stato realizzato per la prima volta nel 1919 negli Stati Uniti, a Washington, quando al St. Elisabeth's Hospital vennero utilizzati dei cani per curare pazienti che, a seguito degli eventi della prima guerra mondiale, avevano riportato gravi forme di depressione e schizofrenia. Un secondo caso di applicazione di terapia assistita da animali, negli ospedali degli Usa, fu realizzato nel 1942 dalla Croce Rossa, presso l'Army Air Corps Convalescent Hospital, a Pawling, New York. Nel 1966 la terapia si estese anche alla Norvegia, dove i coniugi Stordahl fondarono un centro di recupero per non vedenti, ancora attivo. Grazie al contributo di fisioterapisti e di volontari, il centro ospitò cani e cavalli, quali componenti fondamentali del regime terapeutico. Il concetto di pet therapy sembra sia stato enunciato per la prima volta da Boris Levinson, il quale già nel 1953 tentava di curare un bambino autistico, prigioniero dell'isolamento della sua malattia. Il neuropsichiatra utilizzò in maniera sistematica l'animale da compagnia, cane o gatto, secondo il tipo di paziente, e sviluppò la teoria della pet oriented child psychoterapy, basata sul gioco come mezzo di comunicazione privilegiato tra animale e bambino.

Molti studi successivi hanno confermato in modo rigoroso l'efficacia della pet therapy e dagli anni settanta in poi questo tipo di terapia, cosiddetta «dolce», ha trovato numerosi campi d’applicazione, dagli anziani ai soggetti cardiopatici, ipertesi, tossicodipendenti, reclusi in carceri, fino ai portatori di handicap fisici e psichici ed ai bambini con problemi relazionali. Un primo riconoscimento della pet therapy è avvenuto con il Decreto del Presidente del Consiglio del 28 febbraio 2003, che ha recepisce l’accordo tra il ministro della salute, le regioni e le province autonome, in materia di benessere degli animali da compagnia e pet therapy. L’accordo inserisce gli animali da utilizzare per la pet-therapy tra gli «animali da compagnia»; stabilisce che l'addestramento di animali da compagnia per i disabili o per la pet-therapy debba essere effettuato solo da parte di persone con competenze specifiche; prevede che le regioni e le province autonome valutino l'adozione d’iniziative, finalizzate ad agevolare il mantenimento del contatto delle persone con animali da compagnia, tanto di proprietà quanto utilizzabili per la pet-therapy.

Festa dell'incontro, fra il territorio e suoi abitanti, fra l'uomo e la natura, fra il femminile ed il maschile.  Un progetto semplice  per  vivere valori diversi ricreando un tessuto sociale sul territorio. L'iniziativa per contrastare ed allontanare lo spettro dell'indifferenza  viene presa  da
alcune  donne ed uomini che si riconoscono nell'Umano. Semplici madri e padri, ragazze e giovanotti, sagge donne ed uomini di mezz'età. L'idea  è quella del "mostrarsi"  attraverso cose concrete: quadri e sculture,  libri
e cestini con frutta selvatica, marmellate, utili oggetti  in ceramica, riciclaggio e riattatura di suppelletili, olio vino e formaggio, maglioni di lana fatti ai ferri, poesie d'amore e solidarietà spicciola. Durante la manifestazione non mancheranno momenti giocosi né la possibilità di scambiarsi doni.   Insomma, andiamo alla ricerca dell'anima gemella... Ma
non è altro che il riflesso di quello che accettiamo in noi stessi. Questo rito  si svolge in due tempi ed in due luoghi della Tuscia.

Il 5 luglio 2008 a Blera ci sarà un "rispecchiarsi in movimento" per trovare sinergie e humus per una vivibilità sociale ed ecologica, verrà presentato un progetto per la riutilizzazione di orti urbani sotto il lavatoio comunale, un picnic al Fiume Biedano ed al termine della giornata si tiene
una festa con apporti culturali, quasi tutti al femminile, musica campestre e fuoco acceso nella notte.

Il 6 luglio a Calcata si terrà la parte meditativa di questo percorso,un momento per riflettere sull'esposizione che noi facciamo di noi stessi.  Corrisponde veramente alla verità interna, possiamo veramente ritenerci pronti di incontrare l'anima gemella (che a questo punto corrisponde esattamente al
proprio Sé)?


In questo due tappe ci sono gli elementi della spiritualità laica e dell'ecologia profonda.

Programma dei due giorni:

*Sabato 5 luglio 2008 - Blera (Vt)
*h. 10.30   In poi, partenza da Piazza Giovanni XXIII,  visita  al Centro Storico di Blera,  ai luoghi ed agli studi di attività creative ed ospitali.
h. 13.00   Pic-Nic vegetariano  al fiume Biedano, nei pressi della chiesa di Santa Sensia.
h. 14.00   Nello stesso luogo: Fest-esibizione dei prodotti locali e di opere artistiche, presentazione del Progetto Blera. A seguire incontro  fra associazioni e istituzioni, partecipano Paolo D'Arpini della Rete Bioregionale Italiana, Laura Lucibello dell'APAI, Marco Valenza del Progetto Blera e Marilina Fravolini  del Comune di Blera.
h. 19.00   Cena conviviale all'aperto C/O Alessandra Ferranti  (Casa Maia) nel Poggio Lionparco, davanti al verde sconfinato, conoscenza reciproca e allegria.


*Domenica 6 luglio 2008 - Calcata (Vt)*
h. 11.00 - Appuntamento al Circolo vegetariano  VV.TT. in via del Fontanile snc.
Discesa al Fiume Treja, alla spiaggetta degli innamorati. Semplicità di approccio,  per ritrovare noi stessi nell'altro. Per capire che l'amore non può mai essere violenza.
h. 14.00 - Nel Tempio della Spiritualità della Natura. Giro di condivisione archetipale e delle congiunzioni elementali di ognuno dei partecipanti e condivisione del cibo vegetariano da ognuno portato.
h. 17.00 - Meditazione collettiva nella Grotta della Madre Terra.
Portare in tribunale i manager delle piu' importanti compagnie petrolifere internazionali per ''alti crimini contro l'umanita' e la natura'', sul modello, con l'accusa di diffondere dubbi sul riscaldamento globale esattamente come per anni le aziende produttrici di tabacco hanno negato i legami tra fumo e cancro. L'idea e' di James Hansen, studioso dei cambiamenti climatici tra i piu' noti al mondo e direttore del Goddard Institute for Space Studies della Nasa, ed e' riportata dal quotidiano inglese The Guardian. Hansen lancia la proposta esattamente a 20 anni dalla presentazione di un suo ''profetico'' documento dinanzi alla Commissione Energia e Risorse Naturali del Senato statunitense, in cui fu tra i primi a dare l'allarme sui cambiamenti climatici in atto, invitando gia' allora ad agire subito per evitare un'altrimenti irreversibile ''tempesta perfetta''. Hansen parlera' nuovamente davanti a una commissione del Congresso Usa (quella sull'indipendenza energetica e sul global warming) accusando dirigenti e funzionari di societa' come la ExxonMobil e Peabody Energy di essere pienamente consapevoli della disinformazione sui cambiamenti climatici che essi starebbero creando. In un'intervista al Guardian Hansen ha dichiarato: ''Quando si e' in una posizione come quella di amministratore delegato di uno dei principali player responsabili della disinformazione che viene creata, anche tramite organizzazioni che influenzano quello che viene inserito nei libri di scuola, io credo che sia un reato'

he Revenge of the Samurai
by Ludovica Manusardi Carlesi
translated from Italian by New Energy Times
Il Sole 24 Ore, Milano, Italy

May 22, 2008

Yoshiaki Arata, 85, Japanese professor emeritus (one of the fathers of nuclear research and hot fusion in Japan), a strong nationalist (he only speaks Japanese in public), awarded by Emperor, has won his ancient samurai battle.

He never stopped for a moment to believe, ever since the Fleischmann and Pons announcement in 1989, about the claimed fusion “in a bottle” of deuterium molecules (like hydrogen but with an extra neutron) inside a palladium cathode.

These light molecules, pushed out through electrochemistry (a tiny flux of electrons in the fluid, from anode to cathode) within the hexagonal structures up to be trapped, collide, squeeze up to spontaneous pressure of million of atmospheres, then break their nuclei, produce heat and convert to helium-4.

A real nuclear fusion obtained without huge toroids at astonishing energies (like ITER), such as in the stars. On the contrary inside a simple bottle, with heavy water (deuterium can be found in nature) and a special rare metal. And only with home electric current. Without radiation and the final production of helium, an inert gas that is used to inflate balloons.

Too good to be true. Fleischmann and Pons in 1989 turned the scientific community upside down but never managed to reproduce permanently, except in lucky cases, that extraordinary result, that could have changed forever the history of energy, climate and, perhaps, human civilization.

Thus, they and their followers were accused of fraud, were called rascals and unscientific, and were completely marginalized from the worldwide scientific community.

But the “samurai” held firm. His technique of supercompression of deuterium, in the 1950s, piqued his curiosity about strange anomalies in metals. He decided to walk a different path, with low energy fusion, with electrochemistry. Simply pushing, at the pressure of several atmospheres, the deuterium inside nanoparticles of palladium, he obtained the same compression, the same breathtaking increase of pressure, the fusion and the heat.

Today he has publicly displayed in Osaka his working reactor, fueled with only a few grams of palladium, able to move a Stirling engine. The reactor was partially conceived with the ideas of Francesco Celani and his team at the INFN Frascati laboratory, the second laboratory in the world to follow Arata‘s path.

In the coming days Arata will try again not with 7 but with 60 grams of palladium and he hopes to obtain hundreds of watts. Enough to light up a home for months with a pressurized bottle.

But the more important news of today, in front of many Japanese science journalists (and some who came from the U.S.), the unequivocal sign of production, within the hexagons of palladium, a consistent quantity of of helium-4, the hard evidence of the nuclear fusion reaction of the transmutation of deuterium.

At that point, the bystanders coined the term, the “Arata phenomenon.” And he graciously accepted, with a bow, like a “samurai.”

 

(In accordance with Title 17, Section 107, of the U.S. Code, this material is distributed without profit to those who have expressed a prior interest in receiving the included information for research and educational purposes. New Energy Times has no affiliation whatsoever with the originator of the original text in this article; nor is New Energy Times endorsed or sponsored by the originator.)

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egli vendetta dei Samurai
di Ludovica Manusardi Carlesi
tradotto da italiano di New Energy Times
Il Sole 24 Ore, Milano, Italia

22 maggio 2008

Yoshiaki Arata, 85, professore emerito giapponese (uno dei padri della ricerca nucleare e fusione calda in Giappone), un forte nazionalista (solo egli parla giapponese in pubblico), rilasciato da imperatore, ha vinto la sua battaglia antichi samurai.

Non ha mai smesso per un attimo a pensare, fin dal Fleischmann e Pons annuncio nel 1989, circa la presunta fusione "in una bottiglia" del deuterio molecole (come l'idrogeno, ma con un supplemento di neutroni) all'interno di un catodo palladio.

Queste molecole di luce, spinto fuori attraverso l'elettrochimica (un piccolo flusso di elettroni nel fluido, da anodo a catodo) nel esagonale strutture fino a essere caduti in trappola, si scontrano, fino a spremere spontaneo pressione di milioni di atmosfere, quindi rompere i loro nuclei, produrre di calore e di convertire a elio-4.

Una vera e propria fusione nucleare ottenuto senza grandi toroidi a stupefacente energie (come ITER), come ad esempio nelle stelle. Al contrario all'interno di una semplice bottiglia, con acqua pesante (deuterio può essere trovato in natura) e una speciale raro metallo. E solo a casa con la corrente elettrica. Senza radiazioni e la produzione finale di elio, un gas inerte che viene utilizzata per gonfiare palloncini.

Troppo bello per essere vero. Fleischmann e Pons nel 1989 trasformato la comunità scientifica a testa in giù ma mai riuscito a riprodurre permanente, fatta eccezione per i casi fortunati, quello straordinario risultato, che potrebbe avere cambiato per sempre la storia di energia, clima e, forse, civiltà umana.

Così, loro ei loro seguaci sono stati accusati di frode, sono stati chiamati rascals e ascientifico, e sono stati completamente emarginati dalla comunità scientifica mondiale.

Ma il "samurai" che si tiene ferma. La sua tecnica di supercompression del deuterio, nel 1950, suscitato curiosità per il suo strano anomalie in metalli. Ha deciso di camminare un percorso diverso, con basso consumo di energia di fusione, con l'elettrochimica. Semplicemente spingendo, su pressione di diverse atmosfere, il deuterio all'interno di nanoparticelle di palladio, ha ottenuto la stessa compressione, lo stesso mozzafiato aumento di pressione, la fusione e il calore.

Oggi egli ha pubblicamente visualizzata in Osaka suo reattore di lavoro, alimentato con solo pochi grammi di palladio, in grado di spostare un motore di Stirling. Il reattore è stato concepito in parte con le idee di Francesco Celani e il suo team presso il laboratorio INFN di Frascati, il secondo laboratorio nel mondo di seguire il percorso Arata.

Nei prossimi giorni sarà Arata non riprova con 7, ma con 60 grammi di palladio e si spera di ottenere centinaia di watt. Abbastanza per illuminare una casa per mesi con una pressione bottiglia.

Ma la più importante novità di oggi, di fronte a molti giapponesi giornalisti scientifici (e alcuni che provenivano da Stati Uniti), il segno inequivocabile di produzione, entro il esagoni di palladio, una costante della quantità di elio-4, le prove di la reazione di fusione nucleare del deuterio di trasmutazione.

A questo punto, il astanti coniato il termine, il "fenomeno Arata." Ed egli gentilmente accettato, con un inchino, come un "samurai".

 

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