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di F. Montefuscoli a cura di E.Odorifero.
Il Lifter di Naudin
Uno dei dispositivi più noti, riprodotti e discussi del sito dello scienziato francese Jean-Louis Naudin è il
cosiddetto Lifter (consultabile al sito http://jnaudin.free.fr/lifters/main.htm).
Il Lifter è un semplice manufatto che, nella forma di base, è costituito da un triangolo di carta d'alluminio
sovrastato da un triangolo di un sottile filo di rame ed entrambi sorretti da dei legnetti di balsa; questa
configurazione è capace di levitare in aria per mezzo di energia ad alta tensione impulsiva prodotta da un
generatore di ioni positivi. Precisiamo che esistono le forme più disparate di Lifters i cui autori vanno da
semplici sperimentatori, anche giovani, ad alcune istituzioni scientifiche.
Molti sostengono che sia l'effetto del vento ionico quello che solleva tale apparecchio: l'effetto del vento
ionico è notoriamente debole, ma è anche vero che, per funzionare, bisogna che il modellino pesi pochi
grammi per cui, secondo molti, la causa è unicamente attribuita a questo unico effetto. Nei propulsori
elettrostatici convenzionali, in effetti, il vento ionico è percepibile anche per il suo chiaro odore di aria
ionizzata che accompagna tutte le repliche, molti tuttavia ritengono (e verificano) che tale reazione non sia
l'unica spiegazione del fenomeno e che se ne sviluppi un secondo.
A sinistra, l'aspetto originale del Lifter. A destra, un test di una variazione fatta all'aria aperta
Antigravità e PNN

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Sul finire dell'estate...
Ai primi di settembre, in uno dei primi incontri tra Montefuscoli, Martucci e il sottoscritto, non poteva che
saltare fuori l'argomento dell'antigravità. I lettori più vecchi sapranno che Franco riteneva il Lifter, come molti
del resto, sospinto semplicemente dai ioni prodotti dall'apparecchio stesso e non un qualche fenomeno
antigravitazionale. Rimane comunque vero, per i sostenitori di entrambe le possibilità, che viaggiare con un
astronave costituita da Lifter è, per come stanno le cose attualmente, non fattibile sia per le dimensioni, sia
per il dispendio energetico che richiederebbe un veicolo simile.
Martucci, comunque, in passato aveva replicato l'esperimento, per cui l'alimentatore era già a disposizione. E
visto che pure la curiosità comunque ci stava, ad organizzare una sperimentazione vera, il passo è stato breve.
Ora è importante ricordare alcune caratteristiche del Propulsore Elettrostatico (come preferiamo chiamarlo
noi, usando la dizione italiana): per volare, come già detto deve pesare pochi grammi e si deve usare un filo
molto sottile, mentre la struttura deve essere sorretta dal legno di balsa, sempre sottile. Gli effetti collaterali di
questo propulsore sono: emissione di ioni positivi, rumore, scarso controllo e oltre i 100KV piccole emissioni
di radiazioni di tipo X.
A sinistra un lato in fase di costruzione, a destra il triangolo quasi completato.
La forma più comune, come abbiamo già detto, è quella a triangolo. E' bene notare che è la più usata non
perché sia quella di maggiore efficienza, è solo la più comoda, in quanto è la più veloce da costruire e perché
è la forma geometrica più semplice per reggersi da sola: non fornisce prestazioni migliori. La versione a
triangolo, forse per questo, è stata per le nostre sperimentazioni la più deludente di tutte.
Risultati più interessanti, invece sono stati ottenuti dalla versione “lineare”: una striscia sola si è librata in aria
dandoci un minimo di soddisfazione. Seguirono altri test, altre prove ed altre forme, per vedere quale fosse
quella ottimale. Una forma curiosa, trovata da Franco, è quella basata su un foglio di alluminio per alimenti
più spesso (non il classico Domopak): essendo più robusta, chiusa a cerchio, si sostiene da sola e a sua volta
sostiene i due stecchini di balsa necessari a tenere il filo superiore. Una forma non solo, se vogliamo, più
simile ad un UFO, ma anche elegante e alleggerita da tanta inutile struttura. Con questa forma di propulsore,
ha continuato la sperimentazione.
A sinistra, il lifter lineare mentre si solleva. A destra, la versione circolare di Montefuscoli.

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Aumentiamo la frequenza!
Se si sperimenta un mezzo simile, bisogna capire quali sono i fattori che danno i migliori risultati, anche
perché c'è un disperato bisogno di migliorare le prestazioni. Franco inizialmente ha provato a produrre dei
generatori di corrente elettrostatica di varia tensione. I migliori risultati, anche se la differenza non si è rivelata
eccessiva, si sono ottenuti con 100.000 Volts. Ha provato anche con 300.000 Volts, ma ha finito per offrire
prestazioni leggermente minori.
Una prima caratteristica che si è rivelata essere importante è stata la corrente in entrata, non la tensione in
uscita. In effetti maggior corrente offre prestazioni migliori ma, a onor del vero, pure fastidiose scintille nel
generatore.
Nei test tuttavia, emergevano, come nei classici lifter, ancora ben noti fruscii e crepitii tipici della
sperimentazione. Franco, amante dei dispositivi silenziosi, per eliminare questo problema ha aumentato la
frequenza per superare il campo dell'udibile, passando a impulsi di circa 20 kHz, visto si stava usando
un'oscillatore a frequenza variabile). Tale cambiamento si è rivelato essere una svolta nella sperimentazione
perché non solo ha eliminato la maggior parte questi rumori (alcune armoniche sono ancora udibili): ha
eliminato anche, senza volerlo, il vento ionico. La cosa sorprendente è che usando il contatore Geiger
questo non ha dato alcun risultato, mentre prima lo dava. Il segreto per migliorare il propulsore è la
frequenza? Per noi, si. E aggiungiamo pure che il vento ionico non solo nelle altre versioni contribuisce solo in
piccola parte al decollo del lifter, ma tale vento lo rende anche più incontrollabile e gli conferisce l'andamento
caotico tanto comune nei filmati originali.

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Repliche simili.
Per non rivendicare primati che non ci sono dovuti, abbiamo visto se esistono lavori simili ai nostri. Franco ha
ragione di credere di essere il primo in Italia ad aver fatto un lifter circolare e ad averlo costruito con
frequenze superiori. Se esistono lavori come il suo, naturalmente documentati e antecedenti a novembre
2006, vi prego di segnalarcelo.
Lifter italiani
Abbiamo un passato di grandi e celebri sperimentatori, eppure il presente su questo fronte è alquanto
miserabile. Le repliche di Lifter non fanno eccezione e le repliche italiane si contano ancora sulla punta delle
dita (ne abbiamo contate 5 sulle quasi 400 in tutto il mondo). Si tratta comunque di lifter classici, a forma di
triangolo. Nelle foto seguenti realizzazione del Planetario della città di Lecco (le prime due a sinistra) e di
Gemma Lorenzo (a destra)
Lifter circolari
Esistono alcune, anche se non moltissime, repliche di lifter in versione circolare. Il dispositivo più originale,
nella foto a sinistra, viene da Chris Gupta (Florida) che a fronte di un solo filo di rame realizza più cerchi
concentrici di fogli di alluminio. Ma, tornando a dispositivi più simili a quelli di Montefuscoli, allora ne sono
stati recensiti cinque, di cui tre sono americani. Dopo Gupta potete vedere Michael Hanias, dalla Grecia, al
centro e Robert Lanicek della Repubblica Ceka, a destra.
Lifter a frequenze superiori.
Al momento non ci è nota nessuna riproduzione di lifter con correnti di 20 Khz o superiori, fatta in Italia o
all'estero, anche nella canonica forma triangolare. La nostra ricerca presso fonti esterne non è stata, in effetti,
cos approfondita. Se a qualcuno dei lettori risultano esperienze di questo tipo, preghiamo di riportare la
ì
fonte. Altrimenti, c'incenseremo di questo primato! :)

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Ma è davvero antigravitazionale?
Per “dispositivo antigravitazionale”, in genere, si intende un dispositivo in grado di sollevarsi dal suolo per una
qualche caratteristica che lo fa contrapporre alla forza di gravità, anche se, per la verità, tale termine è assai
più usato nella fantascienza che nella letteratura scientifica. Il propulsore elettrostatico che noi stiamo
studiando in questo articolo fa anche questo realizza tale spinta in verticale- ma non solo.
In uno dei nostri test, senza il vento ionico, tale forma si muove anche in orizzontale, se in questo modo è
posizionato in partenza. Contrapponendosi alla gravità sarebbe soltanto salito. Se non è l'aria (avendo
eliminato la produzione di ioni) e non è la gravità, allora cosa produce questo spostamento? Anzi, per fare una
domanda più precisa, il propulsore cosa sposta? Per Franco, l'etere. Per Martucci i cosiddetti “fasci canale”,
fasci protonici che creando una perturbazione nella materia creano a sua volta uno spostamento di plasma (o
ancora di etere).
Conclusioni
Nel sito di Naudin compaiono le forme più stravaganti e incredibili. La creatività in quei lidi si è scatenata
davvero. Tuttavia il lifter più potente solleva 250g. E' cos potente perché è imponente. Ma a nostro avviso il
ì
lifter serve per capire l'elettrogravità, e in questo contesto pu essere d'aiuto. Ma se si vuole avere qualcosa di
ò
più potente bisogna andare oltre. Lo stesso Brown aveva abbandonato questo percorso una volta realizzato
che non poteva portare lontano. La documentazione riporta un riferimento sui cosiddetti condensatori “ad
alto K”, col quale ha continuato il suo percorso sull'antigravità. A nostro avviso, se si vuole andare “oltre