Ai primi di settembre, in uno dei primi incontri tra Montefuscoli,
Martucci e il sottoscritto, non poteva che
saltare fuori l'argomento dell'antigravità. I lettori più vecchi
sapranno che Franco riteneva il Lifter, come molti
del resto, sospinto semplicemente dai ioni prodotti
dall'apparecchio stesso e non un qualche fenomeno
antigravitazionale. Rimane comunque vero, per i sostenitori di
entrambe le possibilità, che viaggiare con un
astronave costituita da Lifter è, per come stanno le cose
attualmente, non fattibile sia per le dimensioni, sia
per il dispendio energetico che richiederebbe un veicolo simile.
Martucci, comunque, in passato aveva replicato l'esperimento, per
cui l'alimentatore era già a disposizione. E
visto che pure la curiosità comunque ci stava, ad organizzare una
sperimentazione vera, il passo è stato breve.
Ora è importante ricordare alcune caratteristiche del Propulsore
Elettrostatico (come preferiamo chiamarlo
noi, usando la dizione italiana): per volare, come già detto deve
pesare pochi grammi e si deve usare un filo
molto sottile, mentre la struttura deve essere sorretta dal legno
di balsa, sempre sottile. Gli effetti collaterali di
questo propulsore sono: emissione di ioni positivi, rumore, scarso
controllo e oltre i 100KV piccole emissioni
di radiazioni di tipo X.
A sinistra un lato in fase di costruzione, a destra il
triangolo quasi completato.
La forma più comune, come abbiamo già detto, è quella a triangolo.
E' bene notare che è la più usata non
perché sia quella di maggiore efficienza, è solo la più comoda, in
quanto è la più veloce da costruire e perché
è la forma geometrica più semplice per reggersi da sola: non
fornisce prestazioni migliori. La versione a
triangolo, forse per questo, è stata per le nostre sperimentazioni
la più deludente di tutte.
Risultati più interessanti, invece sono stati ottenuti dalla
versione “lineare”: una striscia sola si è librata in aria
dandoci un minimo di soddisfazione. Seguirono altri test, altre
prove ed altre forme, per vedere quale fosse
quella ottimale. Una forma curiosa, trovata da Franco, è quella
basata su un foglio di alluminio per alimenti
più spesso (non il classico Domopak): essendo più robusta, chiusa
a cerchio, si sostiene da sola e a sua volta
sostiene i due stecchini di balsa necessari a tenere il filo
superiore. Una forma non solo, se vogliamo, più
simile ad un UFO, ma anche elegante e alleggerita da tanta inutile
struttura. Con questa forma di propulsore,
ha continuato la sperimentazione.
A sinistra, il lifter lineare mentre si solleva. A destra, la
versione circolare di Montefuscoli.