Capisco che non stai capito, te non modifichi proprio niente e non usi
marchi che non sono tuoi, che fra l`altro sono anche marchi
depositati,
sulle tue cose casomai userai i tuoi simboli, capito? Cerca di starmi
capito, va la`.
COSA DIRE MAX CHE MI DICE QUESTO ..
Sassalbo Project
A research project on the UFO phenomenon is proposed in which
UFO targets are treated ... Sassalbo Project web site. Teodorani,
Massimo (2004) SOME FINAL NOTES ON THE "REBUTTAL PHENOMENON
He and his staff of "Project Hessdalen"
demonstrated that the Hessdalen area can be used ... 00" W
Video / Telescopic Photo / Spectra SEDONA USA 34° 50.92' N 111°
47.31' W Photo SASSALBO ...
Here are online poker sites that accept echecks 47 simple
actions you can take to get started. However the (online poker
sites paypal) difficulty level in this version of the game ...
Hessdalen - Sassalbo [Siti consigliati http://progettosassalbo.supereva.it
& http://www.hessdalen.org/, http://www.itacomm.net/ph/]
Project Hessdalen April 2002 [3.22 Mb]
Sassalbo Project - http://www.sassalboproject.com/ Presenta
lo studio dei fenomeni luminosi (e non) nell'atmosfera, offre
notizie su questa frazione.
... alla comunicazione di Gianfranco Lollino coordinatore
CROSS Project ... - Marco Peruzzi (responsabile del Progetto
SASSALBO), sito italiano ...
Other projects, worldwide, must be supported by investigation
centra. The most mysterious ... it's since june we have the SAME
hessdalen's light. The place is called Sassalbo
Sassalbo-Capanne di Sillano: sezioni 234110-234120: Carta
geologica dell'Appennino emiliano ... Project co-funded by the
Community programme eContent plus (contract
ECP-2005-CULT-038042)
Sassalbo diventa di colpo famosa quando il 15 ed il 16 giugno
2001 un oggetto volante non ... Era il 1943 e l'esperimento in
questione fu chiamato:"Philadelphia experiment" o
"Project ...
da Sassalbo, Toscana: 2.2 km: 868 msm: 1043 msm: 175 m: 8 %
49.67: Serra Ricco da Pedemonte, Liguria ... browser MS Internet
Explorer, Netscape browser, Mozilla Firefox e Opera (Open SSL
Project
American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library |
Project Gutenberg | Children's ... Full text of "A Summer
Tour in the Grisons and Italian Valleys of the Bernina ...
Sassalbo-Capanne di Sillano: sezioni 234110-234120:
Bosco-Monte Orsaro: sezione 217130/216160 ... Project co-funded
by the Community programme eContent plus (contract
ECP-2005-CULT-038042)
Nelle ultime settimane sono arrivate, da parte di certi
ambienti scettico-riduzionisti italioti, dapprima oesanti
critiche al Cross Project, poi al Progetto Sassalbo, quindi alle
...
Mantova - sede principale: Rivarolo Mantovano (MN) Teta
Project via Casalmaggiore, 12 (MN) ... Via Comunale, 23 Sassalbo
di Fivizzano; Piazza 1° maggio 1 Cervarezza Terme di Busana
... di Sopra, Posara di Sotto, Pratolungo, Quarazzana,
Rometta Apuana, San Terenzo, Sassalbo ... Fivizzano su Open
Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente
all ...
The resulting Project Identification commenced in April 1973,
logging several hundred ... Clairement défini je ne sais pas,
à Sassalbo, cela semble être le cas : http://www ...
A group of triclinic and monoclinic micaceous minerals with a
structure consisting of T-O-T layers with two layers having
their silicate tetrahedral apices pointing towards each ...
Il Parco a Sassalbo, Sassalbo nel mondo : Il Parco a Sassalbo,
Sassalbo nel mondo : Le Barsane della Lunigiana. Le Barsane
della Lunigiana. Le maestà di Comano.
The web's most comprehensive and regularly updated mineralogy
database with information on minerals from around the world and
thousands of photos
in breve da…sassalbo ; monte nero ; considerazioni ; scuola
di speleologia ; attivita'… ... gaia project: meteorologia
ipogea e geoelettronica per l'ambiente carsico
Ufo? A Varese c'è chi ci crede
Martedì 29 Settembre 2009 00:00 Tarantino
Deste

Singolare
conferenza quella che si è tenuta domenica 27 settembre,
all'auditorium "San Giorgi" a San Fermo. "
Contatto
cosmico. Apocalisse e nuova era " è stato il
titolo del decimo incontro annuale varesino della Funima
International, a cui hanno presenziato ricercatori, storici
e testimoni. La novità di quest'anno è stata la presenza
di Flavio Ciucani, storico, che ha spiegato come segni
religiosi, apparizioni, UFO e cerchi nel grano, siano da
sempre ricorrenti nella lunga storia dell'essere umano.
NON SIAMO SOLI NELL'UNIVERSO
I temi trattati risultano alquanto mistici e surreali.
Guardando i filmati e le immagini proposte, risulta naturale
chiedersi se ci si trova in presenza della presentazione di
una nuova serie di X-Files. Tutto risulta così innaturale e
strano.
"Non siamo soli nell'universo" così esordisce
Pier Giorgio Caria, ricercatore e video maker di Vojager.
Presentando una serie di filmati e fotografie riguardanti il
mistero dei cerchi del grano, con particolare attenzione ai
vari simboli della cultura Maja, ha sostenuto la tesi che da
millenni entità extra terrestri cercano un punto di
contatto con la specie umana. A supporto di questa tesi
Antonio Urzi, testimone di moltissimi avvistamenti UFO, che
ha filamato con la sua videocamera. (http://www.youtube.com/watch?v=98V2ag0zsPk)
Il suo ultimo avvistamento pare risalga a maggio 2009, nei
cieli della periferia di Milano.
LE STIMMATE
Tante le tematiche paranormali trattate nel corso della
giornata. Giorgio Bongiovanni, ex imprenditore di accessori
per calzature, presidente dell'Antimafia 2000 e successore
alla presidenza del movimento dei raeliani italiani,
racconta la sua esperienza come diretto protagonista di una
serie di apparizioni della Vergine. Le apparizioni si sono
ripetute fino a quando la Vergine ha invitato Giorgio a
recarsi fino a Fatima.
A settembre del 1989, Giorgio, accompagnato da due amici
spagnoli, è in ginocchio sotto la grande quercia che domina
la piazza del santuario. "Come promesso- continua
Giorgio - la Madre Celeste mi chiama. Caduto in uno stato di
trance, il Sublime essere mi chiede se ero disposto a
portare una parte della sofferenza di Suo Figlio".
Giorgio accoglie l'offerta della Vergine e vede partire dal
suo petto una rosa bianca con due fasci di luce che vanno a
colpire i palmi delle sue mani. Giorgio cade all'indietro e
i suoi amici accorrono in suo aiuto e vedono formarsi sul
dorso delle sue mani una sorta di rigonfiamento che piano
piano si lacera: le stimmate. Il Vaticano non ha ancora
riconosciuto il miracolo. Nonostante questo, Giorgio
Bongiovanni, ha fatto sua la missione di annunciare la
seconda venuta del Cristo.
FOLLIA O ILLUMINAZIONE?
"Oggi la civiltà si trova ad un bivio, l'uomo sta,
da troppo tempo, maltrattando il pianeta su cui vive-
dichiara Giorgio -. Se nei prossimi anni nulla dovesse
cambiare, nel 2050 l'ecosistema non si riprodurrà più e
moriremo tutti. Questo lo sanno anche scienziati e potenti.
I segni divini sono sempre più presenti nell'attualità che
ci circonda. La missione affidatami dalla Madonna, negli
ultimi vent'anni, è preparare il mondo alla seconda venuta
del Cristo sulla Terra, così come la Bibbia ci
insegna". Mostrando mani e piedi fasciati, Giorgio
Bongiovanni cerca di convincere i numerosi presenti, delle
parole da lui pronunciate. Con tono fatalistico, il prescelto,
dice di essere portatore anche di altri messaggi annunciati
dalla Vergine: l'imminenza della Terza guerra mondiale,
causata dalla perseveranza dell'uomo nella sua condotta
violenta e irresponsabile, e l'arrivo sulla Terra, di Esseri
cosmici provenienti da lontani lidi dell'universo.
LA STELLA MAYA
Giorgio Bongiovanni ha raccontato che migliaia di spiriti
vivono nel Sole "e sono coloro che voi chiamate
Angeli" continua. Questi spiriti hanno un corpo di
luce. Poi ci sono i maestri cosmici, con un corpo quasi
puro, il nucleo centrale è il Sole. Cristo è un maestro
cosmico. Questi Esseri di luce, possono fare qualsiasi cosa,
possono dare la vita e resuscitare la vita. Vivono la
fratellanza universale, convivono in comunità dove c'è un
Genio Solare che è il patriarca di vari Esseri.
"Tutto questo vive nella stella Maya - prosegue
Bongiovanni -. Il nostro Sole è una stella che gli somiglia
molto. L'intelligenza è la stessa che compenetra tutti i
soli, perciò, per me, guardare qualsiasi sole
dell'universo, significa guardare mio Padre".
I fondi raccolti, nella serie di conferenze tenute nelle
varie città d'Italia, saranno poi devoluti in beneficienza
per i bambini delle Ande in Argentina. E' possibile seguire
luohi magici di potere e di anti gravita a cui si cerca
spiegazioni .
organizziamo viaggi in questi posti .. a 300 euro al week
end.
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4 |
shanti |
39 |
Lun
Set 21, 2009 7:04 am
drago
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Set 01, 2009 2:03 pm
shanti
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Ago 25, 2009 7:18 pm
RaggiodiSole
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Ago 15, 2009 1:25 pm
Neh'ympha
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shanti |
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Ven
Ago 14, 2009 8:48 am
drago
blu  |
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[ Andare
alla pagina: 1,
2] |
16 |
shanti |
232 |
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Ago 12, 2009 7:23 pm
RaggiodiSole
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Ven
Lug 17, 2009 12:02 am
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Lug 15, 2009 5:35 pm
shanti
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Gio
Giu 25, 2009 9:40 pm
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108 |
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Giu 23, 2009 5:10 pm
SEKHMET
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Neh'ympha |
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Giu 08, 2009 12:00 am
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Ajna |
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Giu 03, 2009 9:57 am
fabiana
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Mag 07, 2009 10:04 pm
Neh'ympha
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Apr 20, 2009 10:18 pm
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Mar 24, 2009 10:52 pm
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Mar 17, 2009 12:05 am
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Ven
Mar 13, 2009 1:32 am
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Mar 10, 2009 10:30 am
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Feb 19, 2009 1:15 pm
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Feb 06, 2009 6:17 pm
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Feb 05, 2009 12:33 pm
Ospite  |
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Mer
Gen 28, 2009 9:19 am
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Gen 16, 2009 4:09 pm
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Gen 12, 2009 10:25 pm
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Gen 05, 2009 6:42 pm
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Gen 01, 2009 8:29 pm
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Nov 03, 2008 2:08 am
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Set 08, 2008 11:31 am
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Set 07, 2008 5:15 pm
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Dom
Set 07, 2008 4:25 pm
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119 |
Dom
Set 07, 2008 4:06 pm
shanti
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Le
enigmatiche Sfere del Costarica
[Costarica:
paese situato nel Centroamerica,
ampio appena 50mila kmq, eppure anche questa piccola striscia
di terra racchiude misteri pari agli altri e più blasonati
luoghi di origine precolombiana. Questo paese è conosciuto
per le sue enigmatiche sfere di pietra o di granito sparse un
po' ovunque soprattutto nella capitale San José, diventate
oggi dei monumenti per adornare piazze e giardini. Gli abitanti
stessi purtroppo non fanno caso all'importanza storica e
archeologica
di questi monumenti senza età, mentre turisti da tutto
il mondo che arrivano in questo paese, oltre che per tuffarsi
nello splendido mare caraibico, vengono appositamente per
fotografare
questi pezzi di storia perduta. La maggior parte di questi
manufatti
provengono dal sud del paese, trovate semisepolte nel terreno
nell'impenetrabile foresta pluviale. Le sfere furono scoperte
per caso negli anni '30 nelle regioni meridionali del Costarica
durante il disboscamento della foresta per far spazio alle
piantagioni
di banani; durante gli scavi venivano fuori un po' alla volta
migliaia di queste strane sfere in granito dal terreno. Ogni
sfera ha una dimensione che varia dalla grandezza di un pallone
da calcio fino ad arrivare ai due metri di diametro, e di un
peso che varia dai pochi kg alle 24 tonnellate.
Purtroppo i
contadini che trovarono le "Bolas"
(palla, in spagnolo: così vengono familiarmente chiamati i
manufatti) non fecero caso alla loro importanza archeologica e
quindi
le rimossero dal loro luogo d'origine ignorando il danno storico
causato,
altre invece furono vendute a musei e collezionisti privati;
oggi
le possiamo ammirare lì dove sono esposte, per le strade delle
città. Il motivo del loro interramento è dovuto probabilmente
allo sprofondamento avvenuto in migliaia di anni anche a causa
dell'enorme
peso. Sulla funzione delle sfere, il significato, l'età, gli
oggetti con cui furono scolpite e chi le scolpì, non esiste
ancora una spiegazione valida da parte degli stessi archeologi:
gli
studiosi ipotizzarono un'età di circa 2mila anni, ma non
comprendevano
il perché coloro che le scolpirono avessero scelto una zona
così inospitale in cui posizionare le sfere. Evidentemente
quando furono posizionate, il paesaggio era ben diverso da come
lo
è oggi; come è accaduto alle piramidi Maya, furono state
probabilmente circondate col tempo dalla vegetazione tropicale.
Altri
archeologi ritengono che le sfere rappresentano artisticamente
il
Sole e la Luna o alcune costellazioni, quindi con la loro la
posizione
originale potevano rappresentare delle mappe astronomiche, altri
invece
ritengono che la loro perfetta sfericita è dovuta ad un
naturale
processo di erosione. L'unico che scoprì qualcosa interessante
fu lo studioso estone Ivar Zapp che anni viveva in Costarica e
da
tempo studiava le enigmatiche sfere. Studiando le poche Bolas
rimaste
nei luoghi d'origine Zapp ebbe un intuizione: utilizzando il
metodo
dell'archeoastronomia e studiando le carte geografiche del paese
scoprì
che proprio nelle zone meridionali da cui provenivano le sfere,
c'era
un paese chiamato Bolas e una collina con lo stesso nome. .
|
[center]
]

ci
andai a san galcano 4 anni fa con la mia ex la turca . gonca e mi è
ornata utile saperlo riportare ora come diario :
Questa
la Storia, a grandi linee.
Galgano Guidotti nasce nel 1148, in un paesino vicino a Siena. Vive la
sua infanzia come tutti i signorotti dell'epoca, tra battaglie e vita
dissoluta. Secondo la leggenda, la madre, devota all'arcangelo Michele,
prega regolarmente perchè il figlio possa manifestare lo spirito
cristiano. L'arcangelo comincia ad apparire a Galgano, che dopo
un'iniziale resistenza, capisce l'inutilità della sua vita e decide di
ritirarsi in un eremo. Come segno del suo cambiamento, conficca la sua
spada in una roccia che affiora dal terreno, e da quel momento in avanti
usa l'elsa della spada come Croce davanti a cui pregare. E' il 1180.

La leggenda contiene molti altri particolari, tra cui prove, tentazioni,
miracoli.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1181, Galgano viene fatto Santo, e
intorno alla roccia in cui conficcò la spada viene costruita
un'Abbazia.
Oggi, insieme a persone per me speciali, abbiamo visitato questo luogo.
Come al solito.... la mia abilità con le parole, qui si ferma. Posso
solo provare a descrivere la grande emozione che ho sentito, ferma al
centro della navata, la cui copertura non esiste più, sostituita dal
Cielo... Sentivo una fortissima Energia salire dal terreno,
assolutamente indescrivibile!

Ho camminato lungo la navata, cercando di concentrarmi sull'architettura
(in fondo è una delle mie passioni, mi sarebbe dispiaciuto non poco
andar via senza averla debitamente osservata), ma alla fine non c'è
stato nulla da fare.... non potevo fare a meno di "ascoltare",
di respirare a pieni polmoni quell'atmosfera, alzando gli occhi al
cielo, con le navate laterali vicino a me... per un brevissimo attimo mi
è sembrato quasi di tornare indietro nel tempo....

Abbiamo camminato un po' all'esterno delle rovine, cercando di
assaporare il più possibile dell'atmosfera. Poi siamo andate alla
ricerca della famosa spada nella roccia.
Si trova all'interno di una cappella, non nelle rovine, ma nell'eremo di
Montesiepi, poco più in alto (anche se con un bambino di 9 mesi in
braccio il poco più in alto assomigliava molto a un'arrampicata!!
)
Anche quella piccola cappella ha qualcosa di speciale. A parte la
bellissima cupola, molto alta.... (ho cercato delle foto che rendessero
l'idea, ma non ne ho trovate...) l'atmosfera intima, raccolta.... di
nuovo, perdo il potere sulle parole.

nei
miei sogni spesso porto un gruppo di persone in un monte anche come
questo
Il
castello di Montsegur
Quando
varchi la soglia delle rovine del castello di Montsegur, qualcosa ti
vibra nel cuore.
Si trova sulla cima di un picco, uno dei molti nella zona, che vengono
detti "Nidi dell'aquila".
Il dislivello dalla base alla cima è di duecento metri, molto ripidi.
Alla base del sentiero vicino al grande prato dove i catari sono stati
bruciati, c'è una stele, una semplice croce, dove il cuore si ferma e
l'anima si inchina.
Poi inizia la salita, per me molto faticosa. Mi sembrava di non arrivare
mai, anche perchè avevo quell'antico dolore nel petto, come se anch'io
fossi stata lì, a morire su quel prato.
Poi, arrivati alle mura, attraversi il portone, che in realtà pare un
portale.
La sensazione all'interno, per me è stata molto forte, energie antiche
dentro e intorno a me. Per un'attimo mi sono sentita circondata da
persone vestite di bianco e avevo la strana sensazione di vedere le mura
intatte e di percepire la vita all’interno di quel luogo.
Sono tornata un’altra volta perché mi sono innamorata di questo
posto. Abbiamo celebrato il Wesak, proprio all’interno del castello.
Erano le due di notte. La salita era stata durissima e il cielo era
coperto. Quando siamo arrivati in cima le nuvole si sono aperte e la
luna, la luna piena del toro, ci ha regalato uno spettacolo
memorabile…era la notte dell’eclisse totale.
Abbiamo vissuto una cerimonia indimenticabile, nel buio, illuminati solo
dalla luna che si era scoperta nuovamente. Nove persone, cinque eravamo
già lì, altri quattro amici hanno guidato per ottocento km per
raggiungerci e vivere il Wesak con noi, ripartendo il giorno successivo.
Come dice mio figlio …ma tutti i matti li conoscete voi?….Forse non
tutti, ma una buona parte!
Quella notte abbiamo vissuto antiche memorie e abbiamo atteso l’alba
appollaiati sulle mura del castello.
Montsegur è un luogo speciale. In questo luogo dopo tre mesi di assedio
nel Marzo del 1244, gli ultimi catari che si erano arroccati nella
fortezza si arresero in cambio della vita, ma gli accordi non furono
rispettati e si trovarono ad affrontare il rogo, salendo sulle pire
allestite sul posto, dicono le fonti dell'epoca "con estrema
serenità".
Pur essendo stato teatro di un fatto terribile, l’energia che vi si
trova è luminosa e serena e, quando te ne vai, lasci qualcosa di te, un
po’ d’amore.
Anche il piccolo paese è carico di atmosfere particolari, con le sue
stradine e l’antico hotel, dove ci aspettava il calore del legno e la
musica degli Era che io amo molto perché, per me, è associata a
Michael e alla Spada.
Dalla casetta dove dormivamo, guardando verso l’alto, abbiamo visto il
profilo delle rovine circondato da un forte alone viola.
sono
un quarto pugliese ..e quindi dedico al gargano questo articolo
Nel
Gargano c’è un altro luogo dedicato all’Arcangelo Michele.
Si trova nei pressi di Cagnano Varano, un paese sito sull’omonima
laguna.
Dal Medioevo il culto di San Michele è molto sentito. Tutto il paese lo
invoca e si fanno processioni in cui i bambini sono vestiti da Arcangelo
con tanto di spade.
A circa settanta metri sul livello del mare, a quattro km dal paese, si
trova la grotta dedicata a San Michele. In questa grotta l’Arcangelo
apparve ancora prima che a Monte Sant’Angelo.
E’ molto interessante dal punto di vista naturalistico, storico e
religioso.
Non è facile trovarla, le indicazioni sono poche. Pare quasi che i
Cagnanesi vogliano tenere per sé quel luogo, proteggendolo da turisti e
pullman carichi di pellegrini.
Ma, chi ha la fortuna di giungervi, trova un luogo speciale.

Il piccolo ingresso è sormontato da una nicchia, e la statua di Michele
ti dà il benvenuto.
Percorso il vialetto ricco di verdi oleandri, si entra nella grotta
delimitata da un bianco muro su cui spiccano rami di fico d’india. Un
cancello di ferro è aperto per lasciare entrare i visitatori
La grotta è molto simile a quella di Monte Sant’Angelo, solo un po’
più piccola.
Ma la sensazione è completamente diversa. Qui c’è silenzio, puoi
sentire l’energia del luogo, il respiro della roccia, il profumo
dell’acqua. Abbiamo avuto la fortuna di essere dentro da soli, nel
silenzio, alla luce delle candele, nella penombra.
Se a Monte Sant’angelo senti la potenza di Michele, qui sei avvolto
dal suo abbraccio.
Il pavimento è antico, solcato da incisioni di mani e piedi, lasciate
dai fedeli prima di partire per la guerra o al ritorno di un’impresa
difficile. In alcuni punti emergono stalagmiti e dal soffitto scendono
stalattiti. Tutto è quasi irreale, antico, profondo.

Le pareti e la volta sembrano decorate da affreschi regalati dal
fenomeno del carsismo. A sinistra della porta d’ingresso si trovano
una piccola sacrestia e un’acquasantieraa pila su base ottagonale.
All’interno della sacrestia, sulla facciata di un vecchio altare
intonacato di bianco è effigiato un tozzo rettile. Tale presenza lascia
supporre la frequentazione della grotta da popolazioni che praticavano
il culto longobardo, che non mancavano nella zona. Sempre più avanti
sulla parete sinistra è un’altra interessante congregazione calcarea
raffigurante l’ala di San Michele.
Sull’altare principale c’è la copia della statua della grotta di
Monte Sant’Angelo.
Qui è tutto più semplice. Più umile, non ci sono sovrastrutture o
grandi chiese.
C’è un custode, un uomo dal sapore antico che parla pugliese stretto.
Suo padre e suo nonno prima di lui erano già custodi di questo luogo
sacro.
Dalle sue poche parole, poco comprensibili per una piemontese come me,
traspare un grande amore per questo luogo.
Dietro l’altare, c’è una polla di acqua talmente limpida che pare
invisibile. La gente del luogo la descrive come un’acqua miracolosa
per i problemi della vista.
E’ un’acqua di guarigione e qui è salvaguardata e amata come cosa
sacra.. C’è un recinto con un piccolo cancello. Sapevo dell’acqua e
mi sono portata una bottiglia.
Sfoderando la mia famosa “faccia di tolla”, chiedo al custode se è
possibile raccogliere dell’acqua.
Ricevo in cambio un grande sorriso, la chiave del cancello e una brocca
per riempire la bottiglia.
Grazie piccolo dolce uomo, che vivi sempre a contatto con l’energia di
Michael!
Grazie a questo luogo, dove la roccia racconta, dove la terra si fonde
col cielo.
Quando siamo usciti pioveva ma, nel nostro cuore c’era il sole.
Shanti

LA
SACRA DI SAN MICHELE

Questo bellissimo luogo dedicato a Michael, sorge nel
punto centrale di una linea che collega Mont Saint Michel
con Monte Sant'Angelo, alla distanza di mille chilometri
da uno e dall'altro luogo.

Molto diverso dal monte in Francia, è però accomunato
dall'altezza vertiginosa e dalle..ahimè...tante scale.
Per andare a pregare nei suoi luoghi bisogna sempre fare
fatica!!! E non abbiamo le ali ! O, se le abbiamo, non
abbiamo ancore il brevetto di volo.
Sono stata molte volte in questo posto così particolare.
Sono passati molti anni da quando ci andavo come
"persona normale". Ora, che normale non sono più,
le cose mi appaiono molto diverse e le vivo con più
intensità, via via che il contatto con l'Arcangelo si è
fatto più profondo.
Si sale a piedi dal parcheggio, percorrendo una strada che
si arrampica dolcemente, in mezzo al bosco. A un certo
punto, dopo una curva ti si para dinanzi questa splendida
costruzione, e subito ti chiedi come hanno fatto a
costruirla con i mezzi di allora.
E' massiccia, potente, con quei contrafforti che si
stagliano contro il cielo.
Naturalmente, già durante la salita, la Sua energia ti
viene incontro e ogni volta, a me sale un brivido da
quella terra, che migliaia di pellegrini hanno percorso da
tanti, tanti anni.
Poco prima dell'ingresso, sulla sinistra la grande statua
di Michael ti guarda, col demone morto ai suoi piedi.
Varchi il portone, ti fermi a chiedere il permesso di
salire e inizi a mettere i piedi sui primi gradini, che ti
portano al grande scalone dei Morti e ai pilastri dello
zodiaco. Una sosta gettando lo sguardo al panorama
bellissimo e poi su, ancora, fino al portone della chiesa.
L'interno è austero. Ti accoglie quasi sempre un
sottofondo di canti gregoriani e, quasi senza accorgerti,
vieni trasportato in un mondo diverso, dove i sensi sono
più acuti, dove il cuore ha i battiti più rumorosi.
C'è un punto speciale, sotto la chiesa. E' la prima
cripta, quella originaria, sopra la quale, negli anni,
sono state costruite tutte le altre parti.
Questa cripta è chiusa da un cancello di legno, ma a
volte, chiedendo al sacerdote che è presente, è
possibile visitarla. In una delle ultime visite, avevo
desiderato molto poter scendere, siamo stati accompagnati
dal gentilissimo sacerdote che ci ha spiegato tutta la
storia dell'edificio.
Ma, non riuscivo ad ascoltare le sue parole. stavo
"ascoltando" altro. Avrei voluto essere lì da
sola, in silenzio, davanti alla piccola statua
dell'Arcangelo, a pregare. Ma, ci hanno spiegato, che non
era aperta a causa di atti vandalici che erano stati fatti
negli anni precedenti.
Sono risalita e mi sono seduta davanti all'altare a testa
bassa. Una voce dentro la mia testa "non abbassare
mai la testa, neanche davanti a me" ! Ero incredula e
per molto tempo ho pensato che fosse una mia fantasia.Ma
mi sono resa conto poi, di aver ricevuto un regalo. Grazie
amato Arcangelo.
Sono tornata qualche tempo dopo, portando con me il gruppo
che si riunisce qui da noi, La compagnia dell' Arcangelo.
Arrivati nella chiesa superiore, di nuovo chiedo al
sacerdote se possiamo scendere.
Gli dico che siamo un gruppo di devoti e che vorremmo
pregare nella cripta. Mi dice "non posso
accompagnarvi, sono solo e ci sono molte persone".
Un piccolo tuffo al cuore... poi aggiunge "se volete,
scendete, vi chiudo dentro e vi dò la chiave. Rimanete
tutto il tempo che volete e poi mi riportate la chiave in
sacrestia".
Occhi sbarrati, cuori in tumulto...giù tutti, seduti nei
punti nascosti, come ci ha raccomandato. Altrimenti tutti
vogliono scendere sapete...ci ha detto.
Abbiamo vissuto momenti molto intensi, abbiamo pregato per
la Terra, in cerchio, avvolti dall'energia di Michael.
Quando siamo usciti, il sacerdote ci aspettava, e, quando
altre persone hanno provato a scendere, lui ha detto.
"mi spiace loro sono I figli di San Michele e sono
andati a pregare, e a noi : questo è un luogo per devoti
sinceri e non per curiosi. Quando tornate fatevi
riconoscere e vi darò ancora le chiavi".
Non immaginate quanta gioia abbiamo provato per questo
dono, che siè ripetuto altre volte. E così, battezzati
Figli di San Michele, siamo volati sul grande terrazzo che
domina tutta la valle.
E anche lì, come a Mont Saint Michel, apri le braccia,
il vento ti accarezza, il cuore è sazio e leggero e.....ti
pare di spiccare il volo sostenuto da bianche ali di luce.
Alla prossima cari fratelli e sorelle.
Shanti
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prema
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di messaggi: 143
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Armeno (NO)
Data d'iscrizione: 07.09.08
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Oggetto:
Re: I luoghi di Mikael - La Sacra di San Michele
Dom
Set 07, 2008 5:21 pm |
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La
Sacra di San Michele è veramente un luogo
"magico".
Qui Michael mi ha fatto il dono di poterlo contattare, di
percepire la sua energia. Seduto sulla base di un
pilastro, accanto all'acquasantiera, mi sono sentito
avvolgere dalle sue "ali": il mio corpo si è
riempito di brividi e un infinito flusso di Amore mi ha
spalancato il cuore, riempendomi gli occhi di lacrime di
commozione e di gratitudine.
Per un lungo periodo sono rimasto lì, a godermi questa
"ricarica" di Luce...
Quando vado nei luoghi di Michael mi sento A CASA, ci sto
bene, non verrei mai via da lì... E' sempre una
sofferenza allontanarsi, ma mi consola il sapere che Lui
è sempre con me, anzi, con noi, per sostenerci e
guidarci.

La
statua nella cappella antica |

La
statua alla base della scalinata |
Un "trucco" per chi va a
visitare la Sacra: se non è possibile scendere nella
cripta, ci si può sedere sulla panca della seconda fila
di destra (guardando l'altare) e mettersi "in
ascolto" . E' situata proprio sopra alla cripta
antica... Provare per credere! |
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LAGO DI CHIUSI
"I chiari" è l'antico nome con il quale venivano chiamati i
tre laghi di questo territorio tosco-umbro, ossia il lago Trasimeno, il
lago di Chiusi ed il lago di Montepulciano.
Come dimostrato da vari studiosi l'intera zona della Valdichiana e del
Trasimeno nel Pliocene era un unico lago, solo nel Quaternario Inferiori
il lago si ritirò nella sola zona della Valdichiana. All'inizio del
Quaternario Madio una serie di movimenti tettonici determinò uno
sprofondamento del suolo nella zona del Trasimeno, che con l'accumulo
delle acque diede vita al Lago Trasimeno.
Gli altri due laghi erano ancora uniti al corso del fiume Chiana
formando la Valdichiana .
Per avere una completa e bella visione del Lago di Chiusi bisogna
contemplarlo dall’alto delle colline che lo circondano sia dalla parte
della città, sia dalla parte opposta in territorio umbro.
Quando si arriva sulle sue sponde c’è solo una piccola spiaggia che
ne permette la visione fino alla riva opposta. Una volta i Chiusini
chiamavano questo specchio d’acqua “Chiaro di Luna” dove
l’antica leggenda narra che venisse a contemplarsi nelle notti serene,
la bella Dea del Cielo che gli etruschi chiamavano Tiu o Noctiluca.
Ma
ancora una volta la leggenda non è leggenda...
Noi abbiamo abitato nella provincia di Siena e per alcuni mesi proprio a
Chiusi prima di trasferirci nel comune di Buonconvento, e questa terra
etrusca ci ha lasciato ricordi ed esperienze incredibili come questa
legata al lago di Chiusi.
Eravamo un gruppetto di amici in una nottata ottobrina sempre a caccia
di ufo, ma quella notte accadde altro... ad un certo punto sentii la
presenza di una divinità, proprio così, e iniziai a chiamarla dicendo
semplicemente:”Signora del lago mostrati” gli altri mi guardavano
attenti e poi rimanemmo stupiti nel vedere venire verso di noi su una
barca (trasparente) un donna bruna di una bellezza indescrivibile, nei
lunghi capelli bruni vi erano delle stelle d'oro e i suoi occhi ci
guardavano accennando ad un sorriso, ad ognuno di noi ha trasmesso
parole personali in contemporanea, ricordo benissimo che nel salutarci
per poi svanire disse: “Sono la Madre del cielo stellato”.
Potete ben immaginare quale ricordo abbia lasciato tutto ciò nei nostri
cuori, anche di questa leggenda ne venimmo a conoscenza molti anni dopo.
E dal mio cuore sgorgo la seguente poesia:
Madre Stellar
Nel mistero del tuo grembo
la forza della vita...
Nel mistero della tua mente
il sogno che crea i nostri destini...
Nel mistero dei nostri destini
la ragione della tua esistenza...
Ma
voglio anche parlarvi del breve soggiorno a Chiusi, noi abbbiamo abitato
in un appartamento, allora, appena ristrutturato nelle immediate
vicinanze del museo archeologico che allora era in pieno reastauro.
Negli scantinati della casa avevano depositato molti reperti etruschi
appartenenti al museo. Noi più di una volta siamo stati svegliati da
dei rumori e mettendoci in osservazione sia io che Odlaner ed Anna un
amica che era con noi vedemmo un uomo (chiaramente etrusco) che
tranquillamente saliva e scendeva le scale, incuriositi cercammo di
capire chi potesse essere e riuscimmo a scoprire che quell'immagine del
passato (e qui c'è veramente da dire che passato – presente e futuro
sono una sola linea che è vero che tutto si svolge contemporaneamente)
era un guerriero etrusco (la mia amica Anna ci disse che lui le aveva
comunicato questa cosa) qui sotto riporto l'immagine di un reperto
etrusco e per dindirindina il volto di quell'uomo era identico a questo
volto ma la cosa che mi impressionò maggiormente è l'orecchino. Vi
posso dire una cosa non abbiamo mai provato nessuna paura, sbigottimento
sì ma paura mai, in terra toscana per tutto il periodo che vi abbiamo
vissuto di avvenimenti “non normali” se così si possono chiamare ce
ne sono accaduti molti. Siamo sempre stati coscienti che per noi la
Toscana era un passaggio obbligato per chiudere con un lontanissimo
passato.
Ajna
Canopo
del VII secolo a.C., Chiusi, Museo archeologico