IL SITO in home è HTTP://WWW.ANTIGRAVITY.IT TEL +39 3294167403 .. ALL IS READY .
ONNE – Osservatorio Nazionale Nuove Energie
Associazione senza fini di lucro www.onne.it
Sito: www.onne.it
E-mail: info@onne.it
Responsabile Comunicazione: +39 3398552201
Direzione Generale: +39 3484481344
ELENCO DEI MATERIALI VIDEO DELL’ONNE
II conferenza Nazionale 2004
PRIMO DVD
introduzione con:
- Intervista al Sindaco diGrottammare Mario Rossi
- intervista a Giovanni Cimini presidente del consorzio Elmec
- intervista a Sandro Acciarri (ELMEC)
- intervista a Marco Amagliani, assessore regionale Marche ambiente-energia
- intervento di Tom bosco, Direttore della rivista Nexus Italia
Pareri sull'argomento dell'Energia di Punto zero
- Giuseppe Pezzella
- Enrico Valbonesi
- Domenico Cirillo
- Joseph Hasselberger
- Luigi Fanton: omaggio a Pierluigi Ighina
- Intervento di Valerio Dallago: tecnologia Sequex
- Intervento di Domenico De Simone: economia a tasso di interesse negativo
SECONDO DVD
- Intervento di Enrico Valbonesi: antigravità
- Intervento di Primo Galletti: antigravità
- Intervento di Luigi Fanton: antigravità
- Enrico Valbonesi conclude
- Intervento di Carlo Bertocchi: il mito delle celle a combustibile
- Intervento di Giuseppe Pezzella: Energia di punto zero
- intervetno di Roy Virgilio: progetto MEG
- Itervento di Guido Pelliccione (ONNE, UCERT): produrre energie ad
emissione zero - Falde
freatiche e dighe invisibile
TERZO DVD
- Intervento di Vincenzo Iorio: fusione fredda e trasmutazioni
- Domenico Cirillo, Vincenzo Iorio e Alessandro Dattilo: esperimento in
diretta di fusione
fredda
- Intervento di Andrea Rampado: Magnegas
- Chiusura dei lavori di Claudio Ciavarolie accenno alla Termoacustica
- Chiusura lavori di Marcello Capriotti (assessore all'Ambiente di
Grottammare)
- Pagina 1 -
ONNE – Osservatorio Nazionale Nuove Energie
Associazione senza fini di lucro www.onne.it
Sito: www.onne.it
E-mail: info@onne.it
Responsabile Comunicazione: +39 3398552201
Direzione Generale: +39 3484481344
III conferenza Nazionale 2005
23 APRILE
- Introduzione Claudio Ciavaroli*
- Intervento di Valerio Dallago: Sequex*
- Intervento di prof. Piergiorgio Spagiari (Direttore Generale Azienda
Ospedaliera della
Provincia di Lodi): medicina quantistica*
- Introduzione di Claudio Ciavaroli a Peter Gluck
- Intervento di Peter Gluck: nepotismo energetico
- Introduzione di Claudio Ciavaroli a Ing. Alessandro di Giosa (ANTE Italia)
- Intervento dell'Ing. Alessandro di Giosa (ANTE Italia): quartiere
ecosostenibile a
Grottammare
- Introduzione di Claudio Ciavaroli a dott. Luca Iaia (COMES)
- Intervento del dott. Luca Iaia (COMES): Energy Service Company (E.S.Co.)
- Introduzione di Claudio Ciavaroli al dott. Domenico De Simone
- intevento del dott. Domenico De Simone: nuovo modello di economia
- chiusura della prima giornata di Claudio Ciavaroli
*: Per problemi tecnici l'audio è di cattiva qualità.
24 APRILE
Nota: per un problema tecnico gli interventi della prima parte della
giornata non sono
disponibili.
- Chiusura di Claudio Ciavaroli alla prima parte della giornata
- Intervento di Domenico Cirillo: prospettive future nello studio della
fisica del plasma
- Intervento di Vincezo Iorio: punto sulle ricerche della fusione fredda e
trasmutazione
- Chiusura di Claudio Ciavaroli all'intervento di Vincenzo Iorio
- intervento del Sindaco di Grottammare Luigi Merli
- Intervento del Presidente della Provincia Massimo Rossi
- Chiusura dei lavori di Claudio Ciavaroli
- Pagina 2 -
ONNE – Osservatorio Nazionale Nuove Energie
Associazione senza fini di lucro www.onne.it
Sito: www.onne.it
E-mail: info@onne.it
Responsabile Comunicazione: +39 3398552201
Direzione Generale: +39 3484481344
IV conferenza Nazionale 2006
11 MAGGIO: INNOVAZIONE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Interventi politici ed aziendali
Presiede e modera: Giovanni Cimini - Presidente Consorzio Elmec
- In ricordo di Claudio Ciavaroli, la quarta edizione
- Marcello Capriotti Assessore all'ambiente Comune di Grottammare
- La presentazione del tema
Massimo Marcaccio - Assessore Provincia Ascoli Piceno
Il confronto tra parti sociali sul Distretto di filiera - tavola rotonda,
partecipano
> Luigi Merli - Sindaco di Grottammare
> Massimo Rossi - Presidente provincia
> Adriano Federici - Presidente Assindustria
> Sandro Coltrinari - Presidente CNA
> Enio Gibelleri - Presidente Camera di Commercio
> Luciano Goffi - Direttore Generale Banca Popolare di Ancona
> Andrea Rosetti - Presidente ONNE
> Emiliano Fioravanti - Presidente GIFI
> Giovanni Cimini - Presidente Consorzio Elmec
> Algeo Marcozzi - Presidente Piceno Promozione
- Modera: Direttore rivista "Regioni & Ambiente"
Dibattito e confronto di idee
- Conclusioni - Presidente Regione Marche Gian Mario Spacca
LA RICERCA APPLICATA AL TERRITORIO
Presiede e modera: Emiliano Fioravanti - Presidente GIFI
- Apertura dei lavori
- Le applicazioni delle energie rinnovabili sul territorio
Emiliano Fioravanti - Presidente GIFI
- ARPAM Interventi sul territorio regionale - Gisberto Paoloni
- Progettazione integrata del territorio Vestino
Antimo Battistoni - Presidente Consorzio Turistico Vestino
- Titoli di efficienza energetica - ing. Cinzia Felici
- Dibattito e conclusioni della giornata
12 MAGGIO: LA RICERCA INDUSTRIALE - MOTORE DELLO SVILUPPO
Presiede e modera: Adriano Federici - Presidente Assindustria di Ascoli
Piceno
- Apertura dei lavori - Massimo Rossi Presidente Provincia di Ascoli Piceno
- Interventi programmati
Il ruolo delle università nella ricerca e la collaborazione con le aziende
> Marco Pacetti - Università Ancona
> Fulvio Esposito - Università Camerino
> Roberto Sani - Università Macerata
- Pagina 3 –
ONNE – Osservatorio Nazionale Nuove Energie
Associazione senza fini di lucro www.onne.it
Sito: www.onne.it
E-mail: info@onne.it
Responsabile Comunicazione: +39 3398552201
Direzione Generale: +39 3484481344
- Le programmazioni regionali per la ricerca
Paola Bichi Secchi Dirigente del Servizio Industria, Artigianato, Energia
Regione Marche
- Il nuovo Programma Comunitario PIC per l'innovazione e la competitività
delle piccole
P.M.I. - Daniela Fiori Ministero delle Attività Produttive
- Innovazione e sostenibilità ambientale: il ruolo delle banche
Andrea Cardinaletti Vice Direttore Generale di BPA
- I finanziamenti comunitari per R & S - Iris Flacco Membro Assoc.Europea
H2IT
Testimonianze aziendali :
- Innovazione per l'aeronautica: il caso Sei - Servizi elicotteristici
italiani - Donatello Vocca
- Sviluppo di un progetto integrato ad idrogeno - Faam Spa Federico Vitali
- Le piccole e medie imprese ed i progetti di R&S Tecnomarche PST Marche
Roberto Bedini
- Dibattito
- Conclusioni Gianni Giaccaglia Assessore all'Industria Regione Marche
Presiede e modera: Luca Tarquini - Direttore Asteria
Interventi programmati:
- Brevetti e tutela dell'innovazione tecnologica - Alberto Monelli
Tecnico competente in applicazioni industriali e meccaniche Bugnion SpA
- Certificazioni internazionale dei prodotti per le esportazioni in Europa e
nel mondo
Andrea Giorgini - Laboratori Elcolab
Testimonianze aziendali
- Curvet Spa - Roberto Bartolucci
- Carlo Gavazzi Space - Lanfranco Zucconi
- Gem Elettronica spa - Giovanni De Renzis
- Western CO - Stefano Luciani
- L'edicola: "Giacimenti aziendali - Le insospettabili valenze estetiche
della cultura
industriale" - dott. Gianfranco Bucich coordinatore editoriale de "L'atlante
dei numeri e
lettere"
- Conclusioni Emidio Mandozzi - Vice Presidente Provincia Ascoli Piceno
13 MAGGIO: LA RICERCA DI FRONTIERA
- Apertura dei lavori di Massimo Capriotti (assessore Ambiente)
- intervento di Paoloni: Attività sul territorio - Ambiente e salute
- Intervento di Fabio Vescovi (Afriche e Orienti): "Monitoraggio delle acque
con immagini da
satellite. L'Africa ed il Mediterraneo"
- Intervento di Stefano Leoperdi (Renergies): Il contributo del fotovoltaico
e delle sue
innovazioni tecnologiche nel contenimento dell'effetto serra
- Intervento di Guido Pelliccioni (ONNE, Consorzio A. Volta): Energy Village
- Intervento di Carlo Bertocchi(introdotto da Marcello Capriotti):
esperimento di
sostentamento della conferenza con gruppo elettrogeno ad olio vegetale
- Intervento di Francesco Raggi: Terapia Seqex - Stato dell'arte delle
ricerche in Italia e
all'estero
- Intervento di Domenico De Simone: Una nuova moneta per una nuova energia
- Intervento di Peter Gluck: C'è una crisi energetica? Una risposta MU ad
una domanda
incompleta
- Pagina 4 –
ONNE – Osservatorio Nazionale Nuove Energie
Associazione senza fini di lucro www.onne.it
Sito: www.onne.it
E-mail: info@onne.it
Responsabile Comunicazione: +39 3398552201
Direzione Generale: +39 3484481344
- Intervento di Roberto Germano: Innovazione e Trasferimento tecnologico -
L'esperienza
della PROMETE
- Intervento di Renzo Mondaini: Esperimento di fusione fredda in diretta
- Intervento di Hal Fox: Teoria della Charge Cluster Technology - Energia di
Punto Zero.
Esperimento dimostrativo
14 MAGGIO: UNA NUOVA SCIENZA
- Intervento di Giuseppe Grossi: Esperimento di boiler al plasma
elettrolitico
- Intervento di Roy Virgilio: Bio carburanti: potenzialità e realtà
- Intervento di Carlo Bertocchi: Gruppo elettrogeno ad olio vegetale -
Energia dalle
biomasse e certificati verdi
- Intervento di Paolo Bianco: Motore ad iniezione ad acqua - Dimostrazione
pratica in sala
di Carlo Brufani e Franco Russo (a 01:40:35)
- Intervento di Alfredo del Signore e Franco Proietti: Turbina
Vaporizzatrice
- Intervento di Hal Fox: Energia dalle stelle
- Intervento di Riccardo Bennati: compendio alla fusione fredda
- Intervento di Carlo Bertocchi: Gruppo elettrogeno ad olio vegetale -
Energia dalle
biomasse e certificati verdi
- Chiusura dei lavori da parte di Marcello Capriotti: Sindaco Luigi Merli,
Andrea Rosetti,
Walter Radica, dedica a Claudio Ciavaroli
- Pagina 5 -
COMPLESSITA’ E DINAMICITA’ IN TRE QUADRI DI
TETRAPLEGIA SPASTICA INFANTILE
P.Gabusi, U.Incasa
Centro di Riabilitazione Motoria “Bernardi”, Bologna
Background
Gli Autori presentano una valutazione della condizione di tre quadri di
tetraplegia, due in
esito di Paralisi Cerebrale Infantile ed uno secondario a patologia
genetica, secondo il
duplice punto di osservazione clinico – diagnostico e funzionale -
prognostico:
complementari e differenti effettuati dalle figure riabilitative del
Fisiatra e del Terapista
della Riabilitazione. La valutazione è orientata al trattamento , ulteriore
categoria , di
ordine progettuale-operativo .
Le forme tetraplegiche sono espressione di una disorganizzazione dinamica
che supera gli
aspetti adattivi neuromotori e di una complessità multicategoriale (Incasa,
2006)
affrontabile secondo l’approccio alla percezione del piccolo paziente (Ferrari,
1997).
I tre casi presentano differenti forme di tetraplegia : una bambina di sette
anni con
Sindrome di Aicardi e Tetraplegia Aposturale, un bambino di otto anni con
Tetraplegia
Acinetica ed un ragazzino di quindici anni con Tetraplegia ad Antigravità
Orizzontale
(Ferrari, 2005) . Le condizioni di ciascuno presentano elementi di non
univoco
inquadramento comprendendo anche elementi distonici e delle altre forme (Bottos,
2002).
Secondo una disamina della letteratura (Blair, 1998) , le sindromi genetiche
e in
particolare quelle non perfettamente corrispondenti ai criteri per Paralisi
Cerebrali
Infantili sarebbero da escludere dal gruppo. Nello specifico la Sindrome di
Aicardi
possiede caratteristiche assimilabili alle Paralisi Cerebrali Infantili,
sulla quale pende però
il vincolo prognostico, ancora non quantizzabile, di problemi polmonari,
comiziali , e del
Sistema Nervoso Centrale, pur non avendo caratteristiche evolutive salvo la
scoliosi,
elemento comune però anche a molte forme di Paralisi Cerebrali Infantili.
Nel rispetto delle differenze di ciascuna situazione e per una definizione
accurata delle
stesse, è stato tenuto presente l’inquadramento a soggetto singolo o più
precisamente a
sistema singolo (Bloom, 2003) che ha permesso di generalizzare alcuni
elementi del
trattamento in accordo con la “Evidence Based Practice”. I due bambini sono
seguiti da
meno di un anno , mentre il ragazzino ha effettuato un percorso poliennale
di cui la
situazione attuale rappresenta il risultato e la concretizzazione dei
paradigmi riabilitativi
utilizzati.
B. anni 7
Sindrome di Aicardi (agenesia del corpo calloso, coloboma del nervo ottico,
anomalie
vertebrali) . Tetraplegia spastica aposturale, epilessia, spasmi in
flessione. Difetto
InterVentricolare. Reflusso Gastro Esofageo.
Anartria , severa ipovisione , incontinenza, nessun movimento intenzionale
né volontario
ad alcun distretto, stato semisoporoso, occhi prevalentemente chiusi , bocca
semiaperta,
presenza di espressività mimica solo accennata, attenzione non
quantificabile ma
rilevabile per gli stimoli sonori. Alimentazione semiliquida. Scoliosi per
cui indossa
busto . Frequenti startles
A. E. anni 8
Tetraplegia spastica acinetica.
Distress respiratorio alla nascita. Quadro comiziale di difficile gestione
farmacologica.
Necessaria l’introduzione di aspiratore, che utilizza tuttora.
Risonanza Magnetica Cerebrale nel 1998 = marcata e diffusa ipointensità
della sostanza
bianca emisferica bilaterale in relazione a danno ipossico ischemico di
grave entità.
Intervento di fundoplicatio gastrica per la presenza di Reflusso Gastro
Esofageo.
Spasmi in torsione maggiori all’emilato sinistro, frequenti startles,
ridotto controllo
autonomico. Assente il controllo dello sguardo, con occhi prevalentemente
semichiusi,
linguaggio assente. Frequenti reazioni di irrigidimento globale in risposta
agli stimoli .
Capo non sostenuto. Mani chiuse e polsi flessi, non prensione. Contrasto tra
ipotoniaipoposturalità
e intensità dell’ipertono in flesso-adduzione. GMFM non applicabile. ARS
= 4 spalle ; gomiti 3; coxofemorali 3, ginocchi 3.
A. , anni 15
Tetraparesi mista spastico - distonica, ad antigravità orizzontale
Gravidanza critica, emorragia . Nato pretermine avvolto nel cordone
ombelicale.
TCencefalo= ventricoli laterali lievemente dilatati. Presenza di cisti del
cavum vergae.
Esiti di sofferenza ischemica. Corpi dei ventricoli laterali di aspetto
rettilineo e distanziati
fra loro per probabile agenesia del corpo calloso .
A tre anni e mezzo tenotomia adduttori a Firenze.
Situazione a quattro anni e mezzo (apr. 94) : non raggiunto controllo
capo-tronco , non
posizione seduta; non controllo funzioni primarie: deglutizione, continenza
, postura;
frequenti infezioni respiratorie; non effettuabile valutazione cognitiva;
sempre in braccio
al care giver.
Anche bilateralmente lussate. Reflusso Gastro Esofageo.
A nove anni difficoltoso posizionamento in carrozza (prima usava passeggino
per marcata
iposomia) e suggerito schienale basculante per l’intenso ricorso a spasmi in
estensione.
Per episodi lipotimici post-prandiali da aspirazione, nel 2004 , proposta
alimentazione
enterale con PEG.
Movimenti afinalistici crociati degli arti inferiori presenti , numerosi
startles e distonie,
comunicazione attraverso accessi ipertonici , sguardo e mimica del volto.
Ashworth
Rating Scale = spalle 3, gomiti e polsi 3, anche 3-2 ginocchi 3 con alcuni
gradi di
retrazione strutturata.
Il quadro del ragazzino ha presentato marcate variazioni con la possibilità
di raggiungere
alcuni obiettivi funzionali consentiti alle forme con antigravità
orizzontale (Incasa 2002),
sono tuttavia rilevabili caratteristiche della forma acinetica.
Obiettivi
Gli Autori hanno inteso rendere essenziale e oggettivamente condivisibile
sia la
procedura di valutazione di condizioni e quadri funzionalmente assimilabili,
senza
perdere la specificità e la varianza , sia l’impostazione di un eventuale
trattamento .
Un fulcro è rappresentato dai fattori critici identificati in quattro
diverse categorie
(Gabusi , 2005) : Funzionali ; Percettivi; di Gestalt; Ad anello o Loop
Rientrante
(secondo Edelman)
Un secondo fulcro è rappresentato dalla tipologia di complessità del quadro
(Incasa,
2006) che va identificata in Complessità assistenziale (handicap);
Complessità clinica
(malattia); Complessità funzionale (disabilità); Complessità esistenziale
caratterizzata
anche dalla sommatoria dei tipi di complessità precedenti.
Al momento attuale nel caso della bimba la complessità prevalente è clinica,
per il bimbo
funzionale e per il ragazzino funzionale-assistenziale.
Questi fulcri comprendono la valutazione dell’ecosistema e delle sue
esigenze (genitori ,
care givers, ambiente allargato) (Pierro, 1982). Un obiettivo comune e
generalizzabile per
forme di questa gravità è la Disponibilità che possiamo identificare in
quattro tipi:
Disponibilità posturale, Disponibilità delle funzioni primarie (percettiva),
Disponibilità
fasica e Disponibilità relazionale.
E’ necessario valutare gli aspetti specifici della patologia trattata
nell’applicazione dei
concetti espressi: la storia personale del bambino, e con lui quella della
famiglia sono in
continua evoluzione con differenti esigenze che cambiano ad ogni età (Linee
Guida
SIMFER SINPIA) e con esse le strategie della famiglia , non solo “coping” e
“resilience”
ma anche e soprattutto le trasformazioni personali, delle relazioni e delle
prospettive
(Mellon, 1994).
La valutazione proposta pur non essendo specifica per patologia è orientata
alla Paralisi
Cerebrale Infantile. Appartengono ad altre categorie l’esordio improvviso,
la presenza di
evolutività , la possibilità di utilizzare compensazioni delle funzioni
fisiologiche e
richiedono specifici aggiustamenti di valutazione e trattamento soprattutto
riguardo gli
aspetti percettivi .
Le variabili proposte trovano inoltre collocazione anche nella valutazione
ICF che
permette di misurare la ricaduta extraterapeutica del trattamento.
Metodologia
La Valutazione descritta è funzionale all’integrazione ed all’impostazione
del
Trattamento : i due aspetti forniscono reciproche informazioni e più che
complementari
sono in parte sovrapposti e indispensabili alla reciproca realizzazione.
I trattamenti sono costantemente comunicati ai Neuropsichiatri di
riferimento dei piccoli
pazienti con cui gli obiettivi sono condivisi.
Il trattamento attraverso la riabilitazione neurologica ha considerato il
compenso , la
ricerca e la costruzione della Disponibilità tramite un approccio di
riorganizzazione
afferenziale secondo principio ontogenetico (Incasa, 1997).
Il Compenso è stato definito come la costruzione di una funzione non
realizzabile
fisiologicamente in regime di economia , in presenza di lesione.
Gli Autori hanno definito in altra sede (Incasa, 2003) La Riabilitazione
Neurologica come
l’arte della motivazione e della ricerca dell’integrazione funzionale
adattiva attraverso
l’azione condivisa con il supporto di farmaci, ortesi ed ausili in presenza
di lesione.
Il Fattore Critico è l’elemento vincolante di una condizione, azione, o
situazione.
Rappresenta il limite alla funzionalità e contiene il massimo livello
informativo della
patologia nel momento osservato.
Nello svolgersi del trattamento il terapeuta ricerca e valuta le funzioni
attraverso
l’elicitazione di Sorpresa positiva che permette l’instaurarsi della
Relazione Terapeutica
soprattutto in termini di dialogo tonico. Questa ricerca si colloca però in
una categoria
differente dagli Startles , frequente correlato motorio della sorpresa. Ciò
partendo dal
presupposto che l’atteggiamento posturale di base, coerentemente alla teoria
sistemica
risulta essere l’espressione sincrona di processi sensoriali, componenti
muscolo
scheletriche, processi motori, rappresentazioni interne, meccanismi
anticipatori.
La ricerca invece di soglia degli startles e quindi della Sorpresa negativa,
può essere
inserita nella valutazione diagnostica.
La capacità di indurre Sorpresa positiva in una dimensione di dialogo tonico
è una
capacità terapeutica che predispone all’Attenzione. Gli Autori la ritengono
considerabile
come indicatore di autorevolezza terapeutica. La riproducibilità e la
persistenza nel
tempo dell’attenzione al terapeuta forniscono una misura operativa della
presenza di
Motivazione.
Risultati
La valutazione condotta, l’identificazione del Fattore Critico e la
tipologia del suo
Compenso hanno consentito di impostare i trattamenti coerentemente alle
Linee Guida
mantenendo l’individualità di ogni singola situazione nelle sue
caratteristiche patologiche
ed ambientali.
Per la piccola paziente il trattamento non è stato valutabile in termini di
outcome per
l’esiguo numero di sedute, ne viene comunque proposta l’impostazione:
B. La piccola ha mostrato alcuni cenni di risposta mimica del volto agli
stimoli
proposti. In ragione del quadro , gli obiettivi sono stati considerati:
tolleranza posturale,
per favorire la simmetria e l’appoggio del tronco per consentire alcune
rotazioni del capo
in accordo alla presenza dei genitori o dei care givers e favorire la
tolleranza agli stimoli
improvvisi che spesso scatenano spasmi e crisi prolungate.
Attraverso la disponibilità ottenuta la bambina durante la seduta appare
recettiva , tende
al sorriso e a seguire il terapeuta col viso ed il capo.
A. E. Seguito da alcuni mesi con frequenza molto irregolare a causa di
intercorrenze
respiratorie.
Sono attualmente osservabili cenni di sostegno del capo. A tratti si osserva
la comparsa di
sguardo diretto. La modificabilità del tono , rilevata nel corso di una
“situazione” di
consulenza , ha permesso di rinviare eventualità di chirurgia o
farmacosomministrazione
a permanenza , non considerate necessarie per l’immediato.
A. E’ stato possibile ottenere: riduzione opistotono e dell’ipertono
generalizzato
residuo come situazione legata all’espressività – emotività;
sufficientemente valido il
controllo dei dolori articolari. Sostegno del capo per quote flesso-
estensorie e cenni di
sostegno del tronco. E’ verificabile la capacità di comprensione ed il
livello di coscienza
con significativo incremento soprattutto dell’ attenzione nella relazione
diretta con valido
controllo dello sguardo. Questo obiettivo è stato identificato come
principale in quanto ha
rappresentato il prerequisito per lo sviluppo dell’attenzione, delle
categorie spaziali, della
relazionalità.
L’attuale assetto è ipoposturale ed in fase di ulteriore controllo, anche le
funzioni
attentive , di interazione, relazionalità sono state ampliate. Ridotti gli
startles e le distonie.
Dopo un trattamento mirato i problemi deglutitori non hanno ulteriormente
presentato
criticità. Inoltre il pz ha potuto adattarsi a un cambiamento di ausilio,
sotto la nostra guida
, ed accettare una carrozza nuova personalizzata e posturale.
Il sostegno e la motricità del capo favoriscono il controllo dello spazio
prossimo e medio
del paziente. Assenti quasi completamente anche quest’anno le intercorrenze
respiratorie
per aspirazione alta.
Conclusioni
Le forme in oggetto presentavano caratteristiche atipiche, nonostante questo
è stato
possibile cogliere elementi di “invarianza “(Pierro 1999) sia sul piano
diagnostico che
prognostico , sia relativo all’impostazione e alla conduzione del
trattamento.
Le caratteristiche della valutazione proposta sono la maneggevolezza,
l’adattabilità e la
coerenza sia in fase progettuale che in fase applicativa . Si può comporre
di tutti gli
strumenti valutativi usati nella pratica riabilitativa. Si propone come
elemento
interpretativo della “situazione” del singolo paziente.
Secondo gli Autori le definizioni operative di Disponibilità, Compenso e di
Fattore
Critico collocano nella Complessità il razionale del trattamento
riabilitativo delle
tetraplegie infantili.
1. Pierro M. M., Lo spazio e l’attività, il movimento e la coordinazione
sensori-motoria
(introduzione ai disturbi spaziali nei bambini), in Sabbadini G. , a cura
di, Manuale di
neuropsicologia dell’età evolutiva, Zanichelli Bologna 1999
2. Bottos M., Paralisi Cerebrali Infantili, Piccin, Padova 2002
3. Ferrari A., Cioni G. Le forme distoniche delle paralisi cerebrali
infantili. Ed. del Cerro,
Pisa 1997
4. Incasa U., Gabusi P., Rehabilitation program in five cases of cerebral
palsy: significant
parameters and results using water and ground settings . Proceedings 4th
Mediterranean
Congress of Physical and Rehabilitation Medicine, Siracusa, Giugno 2002
5. Edelman G.M., Più grande del cielo, Einaudi, Torino , 2004
1
La gravità
tra paradossi e scienza
ing. Rosario Turco, prof. Maria Colonnese
Abstract
La gravità
è un argomento che
la scienza,
intesa come disciplina metodologica
fatta
di ipotesi seguite da
verifiche sperimentali, ha sempre valutato
con grande attenzione. Essa, dovendo essere valida sia nel
mondo macroscopico dove regna la relatività che nel mondo microscopico dove
regna la quantistica,
dall Ottocento è una proprietà
fisica determinante che ha portato gli scienziati a ritenere valida l
esistenza
di un
modello unificato delle leggi della Natura.
La Natura non può comportarsi in modo complesso e a scompartimenti stagni,
cioè con eventi giustificabili
solo con la relatività nella cosmologia o
solo con la quantistica nel mondo dell estremamente piccolo. Dovrà
esistere, cioè, un modello unificato, contenente la gravità,
il quale si riduce o comprende,
come propri
sottocasi,
sia la relatività che la quantistica.
La gravità è un argomento scientifico di apparente semplicità,
ma che oggi mostra nuovi risvolti,
molto
interessanti.
Sono innumerevoli i nomi dei giganti della Fisica che, in modo diretto o
indiretto, hanno
contribuito
al tema della gravità
e della cosmologia in generale: Isaac Newton, Michael Faraday, J. C.
Maxwell, Oliver Heaviside, Edwin Hubble, Albert Einstein, Aleksandr
Aleksandrovic Fridman, Arno Penzias e
Robert Wilson, George Gamow con Bob Dicke e Jim Peebles, Burkhard Heim, O.
D. Jefimenko,
T.
Auerbarch, Roger Penrose, Stephen Hawking
etc. E impossibile citarli veramente tutti,
senza tralasciare,
soprattutto
per motivi di spazio,
qualche grande fisico.
Gli autori
in questo articolo mostreranno,
in sintesi,
i percorsi storici ed intellettuali percorsi dai fisici
in
tanti anni.
Il modello della gravità di
Newton
Isaac Newton
Nel 700 Isaac Newton, epoca in cui c era uno studio analogo
di
Cawendish, formulò la legge di gravitazione universale, secondo cui tra
due masse m1
e m2
esiste una forza di attrazione gravitazionale
direttamente proporzionale, secondo una costante gravitazionale G, al
prodotto delle due masse e inversamente proporzionale al quadrato
della distanza r tra esse:
1 2
2
m m
F G
r
2
Se con indichiamo la densità di massa, oggi in versione moderna attraverso
la matematica vettoriale,
esprimeremmo la stessa cosa secondo tre equazioni:
F mg
(1)
g 4 G
(2)
g 0
(3)
La (1)
è la forza di attrazione F che subisce un grave di massa m
soggetto alla gravità e la (2) è conseguenza
del Teorema di Gauss o del flusso
tenendo conto di una densità di massa. La (3),
considerando
una
situazione stazionaria, dice
che il campo gravitazionale è
irrotazionale.
Queste equazioni portano,
attraverso il gradiente,
alla definizione di un potenziale gravitazionale
(in
analogia a quanto visto in [1]):
2 4
g
G
Dove 2
1
g
r
, ritornando, quindi,
al modello della gravità di Newton.
Nel 700 Newton con tale modello ebbe diversi
problemi e paradossi da risolvere. Ad esempio perché a
causa di una forza di gravità attrattiva l universo non implode
(Big Crunch)?
Perché le stelle non cadono
l una sull altra?
Newton si appellò all esistenza di un universo statico,
infinito e uniformemente distribuito in termini
macroscopici, per cui la risultante
di tutte le forse si annullava.
In realtà oggi sappiamo che l universo non è statico, né
potrebbe avere un equilibrio stabile secondo come
si pensava all epoca di Newton.
Il paradosso di Heirich Olbers
poneva,
poi,
un altro quesito: in un universo statico ed
infinito, dovunque
volgiamo lo sguardo esso termina su una stella. Perché l intero cielo allora
non è luminoso come il
Sole
(anche di notte)?
Olbers tentò di spiegare la cosa dicendo che la luce proveniente da stelle
lontane impiega molto tempo e
che viene assorbita nello spazio dalla materia interposta. Se però così
fosse si otterrebbe che,
prima o poi,
tutta la materia
interposta si riscalderebbe e diverrebbe incandescente e luminosa.
Per cui una conclusione è che le stelle non sempre sono state accese, ma c è
stato un inizio. E questo ha
portato al ragionamento che è esistito un Big Bang
iniziale.
3
Faraday e Maxwell
Michael
Faraday
James Clark
Maxwell
Lidea di Heaviside
Oggi è noto che il magnetismo può essere compreso come conseguenza dell
elettrostatica e della relatività
speciale; mentre
la gravità statica con la relatività speciale portano
alla comprensione
di fenomeni definiti
di gravità magnetica .
Oliver Heaviside
Heaviside notò
che, in analogia alle equazioni di Maxwell, si poteva ipotizzare l esistenza
di un campo
gravito-magnetico h, a causa di una massa in movimento con velocità v,
tale che:
Faraday nel 1832 considerò una possibile relazione tra elettromagnetismo e
gravità, notando una differenza chiave, dovuta al fatto che la gravità è
sola
attrattiva; mentre l elettricità è sia attrattiva che repulsiva. Tra il 1849
ed il
1859 condusse vari esperimenti legati a forze elettriche che inducessero
campi gravitazionali ma senza successo.
Nel 1864 anche Maxwell
nel suo lavoro A Dynamical Theory of
Electromagnetic Field considerò se la gravità potesse essere espressa
attraverso una teoria di campo vettoriale.
Maxwell era però insoddisfatto dei suoi risultati, perché l energia
potenziale di una configurazione gravitazionale statica è sempre negativa.
Tuttavia Maxwell cercò di lavorare sull integrale del campo densità di
energia, che, essendo il quadrato del campo gravitazionale, è positivo.
Un equivalente modalità sarebbe che nell ambito della teoria Lagrangiana
la forza tra le cariche è repulsiva.
Oliver Heaviside era contemporaneo di Maxwell
e le sue idee furono
conseguenza dell analisi attenta del lavoro di
J. C. Maxwell. Si può dire che
Heaviside è il primo che ha affrontato il problema della dualità (vedi [1])
e della
somiglianza umbrale o di analogia di determinate equazioni. E stato
sicuramente il primo fisico a considerare la gravità magnetica nel suo
lavoro
Electromagnetic Theory , una rivisitazione del lavoro di Maxwell con
un analisi della teoria vettoriale della gravità.
4
h 0 (4) h 4 H v (5)
Dove H è la costante di Heaviside, v è la velocità della massa m di densità
.
In tal caso la forza che agiva
sulla massa m diventava:
F mg mv h
(6)
La (6) ha una forte analogia con la forza di Lorentz.
Heaviside, nonostante che alla sua epoca non ci fossero
evidenze di effetti gravito-magnetici,
cercò di
migliorare il modello di Newton che era statico, introducendo
anche dei termini
tempo varianti, e da qui
arrivò alle seguenti equazioni:
g 4 G
(7)
h
g
t
(8)
h 0
(9)
4
H g
h H v
G t
(10)
Heaviside notò, quindi, che esistono onde gravitazionali che si propagano
alla velocità:
G
v
H
(11)
e per calcolare H, Heaviside ipotizzò come Maxwell che fosse v
=
c, la velocità della luce. In tal caso riuscì a
calcolare che H=7.3 x 10^-28 m/kg. Heaviside notò che il campo
gravitazionale del Sole, riferito all etere1
e
alle stelle fisse2, sarebbe dovuto essere modificato del termine (vsun/c)^2
esattamente come nei campi di
cariche elettriche in rapido movimento.
Inoltre calcolò l orbita di precessione della Terra attorno al Sole e
concluse che tali effetti erano abbastanza piccoli tali da non risultare
evidenti e non trovò alcuna
contraddizione al fatto che gli effetti gravitazionali potessero propagarsi
alla velocità della luce.
Heaviside cercò di calcolare il campo del
dipolo gravito-magnetico del Sole in conseguenza della sua
rotazione, trovando che il momento del dipolo era HL/2, con L momento
angolare del Sole. Leffetto di
1All epoca di Maxwell si considerava ancora l esistenza di un riferimento
assoluto, nonostante che Galileo (e Lorentz
dopo), avesse già mostrato che lo spazio, la velocità e l accelerazione sono
relative al sistema di riferimento che si
considerano; ovvero che lo spazio è un concetto relativo.
2
Neanche le stelle sono immobili
5
questo momento nella precessione delle orbite dei pianeti ha il segno
opposto all effetto osservato ed è
piccolo in grandezza di un fattore pari a LSun/Lpianeta.. Heaviside sembra
che ignorasse il problema delle orbite
di Mercurio, ma che con la sua teoria avrebbe potuto spiegare. In ogni caso
Heaviside aveva preceduto di
circa vent anni problematiche che vennero riprese solo da Einstein; il suo
lavoro era tutto sommato una
approssimazione a bassa velocità per campi deboli della relatività generale.
E straordinario come Heaviside abbia saputo anticipare i tempi (di almeno
150 anni!): la sua teoria è di
notevole attualità. Il suo lavoro non pervenne ad un filone nuovo di
ricerca,
solo perché la sua intuizione
matematica ed
i suoi esperimenti non
erano riusciti
a spiegare né a dare evidenza fisica sull introduzione
dei termini tempo varianti, che apparivano all epoca come un introduzione
artificiosa.
Non solo ma nel
rotore della gravità nella (8) c era un concetto molto avanti per l epoca: l
antigravità. Difatti la (8) afferma
che non solo un campo magnetico tempo variante produce un campo
gravitazionale g, le cui linee di campo
sono
perpendicolari ad h, ma il segno negativo suggerisce che la variazione nel
tempo di h può annullare
anche il campo gravitazionale: stiamo parlando di antiG come verrebbe oggi
chiamata
l antigravità.
La
fede incrollabile in un universo statico o stazionario era stata per anni il
paraocchi fisico che non aveva
permesso di comprendere una diversa verità, problema in cui incorrerà in
parte anche Einstein.
Albert Einstein
e la relatività
Albert Einstein
Però per
Einstein, il significato di gravità cambia. La gravità è l effetto di
deformazione spazio-tempo
causato dal movimento di un energia o di una massa.
Pensiamo al tessuto spazio-tempo come un amaca
che viene deformata al passaggio di una massa: maggiore è la massa maggiore
è la deformazione. Se
concentrassimo la massa in un volume minore, quindi aumentandone la densità,
la deformazione sarebbe
maggiore.
Albert Einstein è famosissimo per le sue teorie
della relatività ristretta e
relatività generale, formulate nel 1915.
Con la relatività Einstein smontò l idea dell etere (vedi [2]), legata alle
equazioni di Maxwell e, quindi, di un riferimento assoluto o di uno spazio
assoluto. Inoltre con la relatività è sancito che solo la velocità della
luce è
una costante nell universo (tra l altro non superabile); per cui anche il
tempo non è una grandezza assoluta. In definitiva tutta la Fisica va vista
in
uno spazio-tempo a 4-dimensioni.
In un buco nero, la cui densità è enorme, la deformazione
dello spazio-tempo avrebbe un effetto anche paradossale
sull orizzonte degli eventi.
Nella relatività l effetto di deformazione è sia per lo spazio
che per il tempo,
in modo correlato.
6
Se ci riferiamo allo spazio, l orizzonte degli eventi è il limite oltre il
quale la luce non sarebbe più capace di
uscire dal buco nero, perché la gravità (la curvatura gravitazionale)
sarebbe tale che nemmeno la luce, alla
sua velocità, avrebbe possibilità di fuoriuscire e non esiste nulla che
possa andare più veloce della luce!.
Se ci riferiamo al tempo, invece,
esso si allunga indefinitamente ed un evento durerebbe un eternità. Le
equazioni relative ad un buco nero portano però anche a dei paradossi; ad
esempio nel caso più semplice
c è uno scambio di ruolo tra spazio e tempo ed è, almeno teoricamente,
possibile andare avanti o indietro
nel tempo, così come siamo liberi di muoverci nello spazio.
Quello che cambia concettualmente è che nella relatività non si parla più di
una forza di gravità
che agisce
sulle masse, ma di un effetto conseguente al movimento di un energia o di
una massa.
Oggi sappiamo che sono entrambe
due viste di uno stesso fenomeno, se si parla in termini di una teoria di
unificazione dei campi.
Einstein negli anni 20 rimase però prudentemente legato ancora alla
convinzione di un universo
stazionario;
infatti dopo aver formulato
la sua teoria generale
della relatività, la modificò
per introdurre una
costante cosmologica , una forza di equilibrio non dovuta a nessuna
sorgente,
ma che era intrinseca allo
spazio-tempo e che si opponeva all attrazione gravitazionale (per cui era di
espansione), fino ad ottenere
un equilibrio stazionario.
Il punto debole, nonostante la grande efficacia, di tutta la teoria è sempre
stato il non riuscire a spiegare in
modo lineare la causa o la sorgente che creava questo comportamento
intrinseco cosmologico dello spaziotempo.
La teoria sicuramente funziona, poiché l espansione dell universo è lenta e
richiede millenni per
avere apprezzamenti sostanziali, ma non è un modello generalizzato.
Tuttavia la relatività
portava già con sé un seme di giustificazione del lavoro di Heaviside: la
deformazione
dello spazio-tempo,
a causa del movimento di una energia o di una massa,
provoca
la deformazione di
tutte le linee di forza (anche il taglio delle linee di forza) e delle
geodetiche. Era questo che poteva,
forse,
dar ragione di un termine di variazione tempo variante, anzi il movimento e
la rotazione di una
massa può
creare un fenomeno di auto-sostentamento di questi termini.
Edwin Hubble
e l universo in espansione
Edwin Hubble
In generale lo spettro
di un oggetto, basato sul colore che va dal rosso (bassa frequenza) al blu
(alta
frequenza), dà informazioni sulla temperatura di esso (spettro
termico); inoltre per talune stelle sono del
tutto assenti dei colori nello spettro, il che dipende dalla composizione
degli elementi chimici in essa
presenti; per cui lo spettro può rivelare anche la composizione chimica di
una stella.
Lastronomo
americano Edwin Hubble nel 1929
dimostrò che l universo è in
espansione.
Hubble poteva contare sulla legge ottica dovuta a Newton, cioè
la possibilità di
scomporre una luce nel suo spettro; per cui attraverso l immagine
telescopica di
una stella o di una galassia, è possibile ottenere lo spettro di essa.
7
Hubble, esaminando lo spettro delle galassie, notò che esso era spostato
sempre di una stessa quantità
verso il rosso.
Per comprendere le implicazioni di ciò occorre ricordare come funziona l
effetto Doppler: quando ad
esempio un aereo in movimento è lontano il suo rombo è minore, mentre
aumenta con l avvicinarsi e
diminuisce con l allontanarsi. Lo stesso accade con le onde
elettromagnetiche e la luce emessa dalle stelle.
Le onde sono generate ad una determinata frequenza. Se la sorgente luminosa
si avvicina a noi, in pratica
aumenta la frequenza con cui ci arrivano le onde, perché il tempo d attesa
tra un onda e la successiva
diminuisce a causa dell avvicinamento della sorgente. Se la sorgente
luminosa si allontana da noi, invece,
la
frequenza delle onde diminuisce e ciò significa che lo spettro è centrato
sul rosso.
Nel 1929 Hubble comprese, cioè, che le galassie non si muovono in modo
casuale; cosa
che avrebbe dovuto
comportare di trovare
sullo spettro un certo numero casuale spostate verso il rosso ed un certo
numero
casuale verso il blu. Non solo ma Hubble trovò che lo spostamento verso il
rosso di ogni
galassia esaminata
era direttamente proporzionale alla distanza dalla nostra galassia!
Ovvero si tratta di una espansione
uniforme.
Hubble, quindi, aveva trovato che la distanza tra le galassie tende sempre
ad aumentare. Perché nessuno ci
aveva mai pensato? Questo risultato significava che le galassie hanno
acquisito una velocità di fuga (11,2
m/sec) superiore a quella critica, cioè la forza di espansione è tale da
essere superiore all attrazione della
gravità. Se la gravità fosse stata uguale o superiore alla forza di
espansione allora l universo avrebbe
arrestato la propria espansione, prima o poi, e cominciato a ricomprimersi:
cioè passando dal Big Bang
al
Big Crunch.
Aleksandr Aleksandrovic Fridman
Fridman
già nel 1922 predisse
una serie di cose che poi Hubble
trovò in seguito, ma ovviamente la sua era
una ipotesi da verificare. Fridman aveva fatto due assunzioni:
Luniverso appare uguale in qualunque direzione lo si osservi
Luniverso è
lo stesso anche se lo guardassimo da una posizione diversa rispetto alla
nostra galassia
La prima assunzione è contro-intuitiva; però si può giustificare. Ad esempio
una prima giustificazione è che
le altre galassie, rispetto alla nostra, considerando la cosa su scale
macroscopiche
e come visione d insieme,
sono distribuite abbastanza uniformemente.
La prova però del primo assunto avvenne inaspettata.
Nel 1965 nella Bell Telephone Laboratories (New Jersey) due fisici, Arno
Penzias e Robert Wilson, stavano
facendo esperimenti con un rivelatore di micro-onde
molto sensibile.
Si resero subito conto che il loro
rivelatore a micro-onde captava rumore. Dopo vari controlli alla
strumentazione i due fisici iniziarono a
pensare che il rumore provenisse dallo spazio e dall atmosfera; per cui la
loro attesa era che all aumentare
del puntamento del rivelatore verso l alto il rumore aumentasse, perché
maggiore era la quantità di
atmosfera che il rivelatore ascoltava. Ma scoprirono che comunque puntassero
il rivelatore il rumore
rimaneva costante!
Questo fatto portava alla conclusione che il rumore dovesse provenire
addirittura al di fuori della nostra
galassia, altrimenti, se così non fosse stato, una variazione
di puntamento e direzione avrebbe comportato
8
delle apprezzabili variazioni sulla quantità di rumore. E dato che pur
cambiando direzione d ascolto il
rumore rimaneva costante, allora l universo aveva un comportamento omogeneo
in tutte le direzioni. In
altri termini i due fisici si trovavano, senza saperlo, di fronte alla
verifica del primo assunto di Fridman.
Nello stesso periodo alla Princeton University, su suggerimento di George
Gamow
(allievo di Fridman), i
fisici Bob Dicke e Jim Peebles
stavano studiando l universo agli albori del Big Bang. Essi avevano intuito
che
l universo all inizio era molto denso e molto caldo, con luce intensa. Per
cui oggi noi dovremmo essere in
grado ancora di vedere
la luce iniziale, perché tale luce deve attraversare un universo
incredibilmente
grande per cui
ci arriva solo adesso. Però a causa della dimostrazione di Hubble dell
espansione
dell universo, tale luce dovrebbe avere uno spettro spostato nel rosso e
quindi bassa frequenza o grande
lunghezza d onda ovvero nell ambito
delle micro-onde. Il duo sapendo degli esperimenti di Arno Penzias e
Robert Wilson, conclusero che quella era proprio la dimostrazione dell
assunto di Fridman e dimostrava
anche la loro tesi. Bob Dicke e Jim Peebles ottennero il premio Nobel nel
1978.
Per il secondo assunto di Fridman non esiste una dimostrazione o verifica
attuale, ma è tacitamente
accettato, per modestia e relatività: è impensabile che esista una galassia
privilegiata (o un sistema di
riferimento assoluto direbbe Einstein)
rispetto alla nostra.
I due assunti di Fridman, sapendo che l universo non è stazionario, sono
possibili solo se le galassie si
allontanano tra loro reciprocamente e ad una velocità proporzionale alla
distanza esistente tra loro.
In pratica sono
possibili almeno tre modelli di espansione
di Fridman:
a)
Espansione lenta tale che la forza di gravità la rallenti fino ad arrestarla
b)
Espansione molto veloce tale che la gravità la freni ma non riesce mai ad
arrestarla
c)
Espansione veloce sufficiente ad evitare la contrazione dovuta alla gravità
Se si riportano i tre modelli su assi cartesiani, considerando sulle
ordinate la distanza tra le galassie e sulle
ascisse il tempo, nel caso del modello a) si ottiene una curva che inizia da
zero (Big Bang),
arriva ad un
massimo e ritorna a zero (Big Crunch). Lo spazio cioè si contrae su sé
stesso (come la superfice di una sfera)
ed il tempo è limitato.
Il modello a) ha come implicazioni anche che l universo è finito sebbene lo
spazio sia illimitato! In generale
col principio di indeterminazione di Heisenberg e dalla quantistica sappiamo
che sia lo spazio che il tempo
possono essere finiti ma illimitati.
Il modello b) sul grafico da
una curva esponenziale che parte dal Big Bang.
Qui lo spazio è incurvato in
modalità opposta al modello a) (come la superfice di una sella), per cui lo
spazio è infinito.
Il modello c) sul grafico da una curva esponenziale che parte dal Big Bang e
tende lentamente a crescere
evitando la contrazione e quindi lo spazio è piatto.
Quali dei modelli l universo sta applicando? Dipende dalla velocità di
espansione e dalla densità
dell universo. Se la densità dell universo è inferiore ad un valore critico,
che dipende
anche dalla velocità di
espansione nello spazio occupato, la forza di gravità prevale e si ricade
nel modello a). In caso diverso si
ricade in b) o c).
9
Attualmente l universo si espande di 5%-10% ogni miliardo di anni. La
densità totale nota, ottenuta
sommando la massa di tutte le stelle delle galassie note, è solo 1/10 della
massa necessaria ad arrestare
l espansione. A meno che ignoriamo altri fattori, come l esistenza di altri
elementi oggi non noti ( materia
oscura ) che potrebbero aumentare tale somma in modo molto critico. In ogni
caso se il modello a) si
dovesse verificare, ciò avverrà non prima di una decina-ventina
di miliardi di anni, cioè almeno pari al
periodo trascorso
dal nostro universo tra il Big Bang ed oggi.
Attualmente non esistono esperimenti o dimostrazioni matematiche che possano
contraddire o escludere
qualcuno dei modelli di Fridman.
I modelli di Fridman portano con sé il concetto di singolarità matematica .
Difatti considerano tutti che in
un passato remoto le galassie fossero molto vicine, a distanza zero, con
densità curvatura spazio-tempo
infinita. In altri termini presuppongono il Big Bang.
Su questo punto ci fu un lungo dibattito
nel mondo, di
chi era contrario a tale ipotesi del Big Bang
e proponeva modelli diversi da Fridman, finché
non arrivò
Penrose, che dimostrò che un modello con singolarità era tra quelli più
possibili.
Roger Penrose
Roger Penrose
La conseguenza di questo teorema è che effettivamente la densità e la
curvatura spazio-tempo diventa
infinita. In pratica è un buco nero. Quindi i modelli di Fridman erano
possibili e possibile anche il Big Bang.
Stephen Hawking: Big Bang sì, Big Bang no
Stephen Hawking è un matematico, noto per i sui studi sui buchi neri. Egli
ribaltò il teorema di Penrose e
più esattamente invertì,
rispetto ai coni di luce,
la direzione del tempo: se ogni stella soggetta al collasso
conduce ad una singolarità, allora ribaltando il ragionamento e la direzione
del tempo così che il collasso
risulti in una
espansione, allora ciò era valido se si era in un modello di Fridman a
grande scala
come oggi. In
altri termini il teorema di Penrose comportava che l universo sia infinito
nello spazio. Una singolarità in
modelli come questi è inevitabile se l universo si espande ad una velocità
tale da evitare un nuovo collasso;
anzi abbiamo visto prima che è l unico modo nei modelli di Fridman per avere
spazio infinito.
La singolarità finora è sempre stata pensata
con il paraocchi
della relatività. Se si pensa in termini di
quantistica, invece, soprattutto per i paradossi a cui porta, lo stesso
Hawking anni dopo ha rimesso in
dubbio la singolarità
ed il Big Bang.
Tutto questo mostra come partendo da un semplice problema come la gravità si
giunge ad esperimenti
concettuali e sperimentali che si devono provare sia nella cosmologia
che nel microcosmo, proprio
perché si deve cercare
un modello unicamente
valido della Natura.
Nel 1965 Penrose, sfruttando come si comportano i coni di luce nella
relatività
generale e il fatto che la gravità è sempre attrattiva, dimostrò che una
stella soggetta
a collasso gravitazionale viene intrappolata in una regione in cui la
superfice diventa
nulla.
10
Burkhard Heim: mesofield, antigravità, propulsione, universo a 6 dimensioni
La Extended Heim Theory è una estensione dell idea di geometrizzazione delle
fisica di Einstein con
l aggiunta dei concetti di Heim. E una ripresa del filone di ricerca
iniziato con Heaviside.
La teoria di Heim considera
che è
possibile aggiungere l antigravità alle equazioni di Maxwell e che nascono
dei nuovi campi intermedi, detti campi mesonici o mesofield.
Heim sostenne
che sfruttando in modo opportuno
la gravità si sarebbe potuta ottenere sia la
levitazione
(o
dei progetti antiG), che
la conversione di energia elettrica in energia cinetica senza sprechi.
In particolare Heim incentrò la sua teoria in uno spazio ad 6
dimensioni, aggiungendo altre 2
dimensioni
virtuali accanto alle 4 tradizionali einsteiniane (3 per lo spazio ed una
per il tempo).
Oggi è nata la EHT
(Extended Heim Theory), che si differenzia parecchio dalla Teoria delle
stringhe e assume un certo
interesse.
Le equazioni di Heim hanno grande interesse per disporre di un altra strada
per raggiungere il fatidico
modello unificato della Natura; esse danno sia la possibilità di considerare
Relatività e Meccanica
Quantistica come applicazioni particolari della EHT, ma anche di desumere,
come soluzioni, l'esistenza di 4
tipologie di particelle: fotoni, neutroni, cariche elettriche e gravitoni,
di cui Heim, e qui è il grande interesse
per la teoria, calcola
il valore esatto delle rispettive costanti.
La teoria di Heim applicata alla cosmologia consente di interpretare ciò che
appare come espansione
dell'universo come
effetto dell espansione del metrone (quanto di spazio) e del cronone (quanto
di tempo),
e consente di calcolare il momento iniziale corrispondente alla nascita
dell'Universo.
La teoria non
prevede alcun Big-Bang.
L applicazione di questa teoria alla fisica dell'elettromagnetismo, porta
all introduzione di equazioni con
nuove grandezze come la densità di corrente di massa.
Perché la EHT ha assunto grande importanza? Con la teoria delle stringhe
molti aspetti sono rimasti
ancora elementi teorici e non immediatamente dimostrabili o riscontrabili
con esperimenti, data la
difficoltà del raggiungimento delle notevoli energie necessarie. Con la EHT
gli esperimenti sono già
possibili, d altra parte anche i risultati matematici di Heim, senza
approssimazioni ed ipotesi correttive
conducono ai valori esatti delle costanti che caratterizzano molte
particelle. Quindi è proprio la praticità e
la riscontrabilità,
sperimentale e matematica,
che oggi rende la EHT di enorme interesse, senza peraltro
affatto liquidare la teoria delle superstringhe, insieme ad altre,
che comunque hanno fatto da valida
apristrada per le teorie multidimensionali e che comunque risultano validi
filoni di ricerca, ancora
esplorati.
Heim pubblicò tra il 1978 ed il 1989 circa una voluminosa teoria sui campi
Mesonici o Mesofield, con cui mostrava l inclusione della antigravità nelle
equazioni di Maxwell. Da qui oggi è nata la EHT (Extended Heim Theory) e nel
2005 la NASA ha dichiarato il suo interesse alla ripresa di tali studi che
possono
portare non solo a nuove teorie e dimostrazioni ma anche a nuovi sistemi di
propulsione.
11
Secondo Heim, oltre al normale campo gravitazionale, il campo di massa dà
luogo ad un secondo campo
detto mesofield o campo mesonico, che da ragione di effetti
gravito-elettrici e gravito-magnetici. ortogonali
tra loro due, come i normali campi elettrici e magnetici.
Le equazioni
di base
Da [1][3]
sappiamo che una delle equazioni di Maxwell
è:
B
E
t
(12)
Laltra equazione che segue dalla legge
di Newton
è che:
g 0
(13)
Dove g
è il campo gravitazionale.
Secondo Heim,
in presenza di masse in movimento
ed
in un sistema a 4 dimensioni
(4D),
esiste un
mesofield o campo gravito-magnetico regolato dall equazione:
B
g b
t
(14)
in particolare
b è una costante di accoppiamento:
b 0
(15)
Dove 0
è la costante dielettrica del vuoto, mentre è la permettività gravitazionale
nel vuoto,
b =
8.625*10^-11 coul/kg 0= 8.854*10^-12 farad/m =1.19*10^9 s^2kg/m^3
La (14) e la (15) sono approssimazioni in 4D delle equazioni del prof. T.
Auerbarch che le considera in un
sistema iperdimensionale.
I gravitoni secondo Heim sono nella 5 e 6 dimensione.
La (12),(14),(15) sono le equazioni di base
che prenderemo in considerazione di seguito.
Come si può
facilmente osservare la (14) coincide con la (8) del lavoro di Heaviside
se vi riportiamo il campo intensità
del campo magnetico H.
Campo di induzione magnetica B tempo variante
Di grande interesse è la (14) che permette di creare un campo anti-gravità
(vedi il segno negativo) e dice
che un campo magnetico tempo variante induce un campo gravitazionale; di
solito un campo magnetico
tempo variante induce anche un campo elettrico se ci fossero cariche
elettriche in movimento.
Poiché
stiamo ipotizzando il caso gravitazionale generale, di solito nello spazio
non ci sono cariche elettriche in
gioco, nella (14) quindi è trascurato il campo elettrico
che, in generale, deve essere considerato.
Per cui gli
effetti principali sono quelli gravito-magnetici.
12
Ovviamente l effetto del campo gravitazionale g sulle masse è tale da farci
intendere sulla massa una forza
pari al prodotto m * g, ovvero il peso, cioè della massa dell oggetto per la
accelerazione di gravità nel luogo.
Dalla (14) inoltre è evidente che la direzione di g
dipende da B. Essendo B prodotta artificialmente per
avere un vantaggio antigravità occorre produrlo in modo che si abbia
repulsione (un campo
gravitazionale repulsivo) e non attrazione come nella gravità.
Il termine b nella (14) è la quantità di accoppiamento tra B e g
ed è una quantità troppo piccola in termini
anti-gravitazionali; proprio perché la controparte equivalente di campo
gravitazionale non è grande.
Ma
questo non è un vero problema,
perché le forze in gioco dipendono dalla massa o dal prodotto m * g; per
cui maggiore è la massa (ad esempio se m è la massa della Terra) maggiore è
la forza di repulsione
sfruttabile per un mezzo di propulsione.
Su questo punto vedremo quali sono le difficoltà attuali per
realizzare effettiva
dei sistemi di propulsione verso lo spazio.
Per produrre, come
richiede la (14), un campo B tempo variante è possibile sfruttare un
dispositivo in cui
circola una corrente alternata variabile su un nucleo toroidale, con
materiali
ferromagnetici, diamagnetici o
anche con superconduttori.
In [1] si è visto che solo con materiali diamagnetici e con i
superconduttori si
ottiene un equilibrio stabile
di sospensione; ciò è la base
per la stabilità di una levitazione
tale da rispettare
il Teorema di Earnshow.
In particolare le linee di campo di B sono perpendicolari alla corrente
elettrica, mentre le linee di campo di
g
sono perpendicolari a B.
Soluzioni del campo gravitazionale: campo di dipolo
In riferimento alla (14),
una soluzione esatta
del campo gravitazionale prodotto dall induzione magnetica si
può ottenere facendo uno sviluppo
in serie.
Se l altezza o distanza dalla superfice terrestre è molto grande
rispetto alle dimensioni del magnete, cosa abbastanza realistica, in genere
i primi due termini della serie
sono sufficienti
nella rappresentazione matematica.
Il campo
gravitazionale conseguenza di questa
approssimazione è noto come campo di dipolo :
2
0
2 3
0
( 3cos 1)
16 ( ) z
b di
g V
r dt
(16)
Dove i è la corrente che produce B, di/dt è la variazione di corrente
nel tempo, r e
sono le coordinate del
punto in cui si valuta gz.
Nella (16) vediamo che l antigravità è molto debole di per sé e per
amplificarla occorre agire con
accorgimenti tecnici come nuclei ferromagnetici, superconduttori e
diamagneti
in modo da
ottenere forze
antigravità sostanziose
o utilizzare una alimentazione a corrente alternata ad una opportuna
frequenza per
ottenere una variazione nel tempo del vettore B.
In [1][3][4][6]
vari suggerimenti e considerazioni con
approfondimenti in ambito meccanica quantistica in [7].
Heim: La quantizzazione dell energia, le dimensioni in gioco
Il principale risultato della Teoria di Heim (vedi [5]) è la sua capacità di
predire con accuratezza la maggior
parte delle masse delle particelle
elementari.
13
Lenergia è memorizzata nel campo gravitazionale di un oggetto, per cui Heim
in accordo con la relazione
E=mc^2, considera che al campo gravitazionale è associato un campo di massa.
La massa, inoltre, come
visto, produce un secondo campo gravitazionale e la relazione è simile a
quella esistente tra campo
elettrico e magnetico.
Il risultato di queste idee è un insieme di equazioni che governano i due
diversi campi gravitazionali molto
simili a quelle che descrivono i campi elettromagnetici (equazioni di
Maxwell). La differenza principale è la
comparsa della massa per le equazioni di
campo gravitazionale al posto dello zero nelle equazioni di
Maxwell, dovuto alla non-esistenza di monopoli magnetici. Questo rende le
equazioni gravitazionali Heim
meno simmetriche rispetto a quelle elettromagnetiche e di conseguenza in una
teoria di unificazione, che
unisce l'elettromagnetismo e la gravitazione, si perde ovviamente la
simmetria nelle sue parti del sistema di
equazioni. Una introduzione delle equazioni di Maxwell, del principio della
dualità e delle classi di
equivalenza delle teorie è esposta in [1].
La relatività considera che le proprietà dello spazio stesso sono modificati
in presenza di masse;
ma le
equazioni della relatività governano solo la gravitazione e
sono troppo simmetriche per soddisfare
l'asimmetria di cui sopra; né la cosa
si può estendere al mondo microscopico.
Heim quindi considera la relatività come una descrizione incompleta della
Natura, ma accettando la
filosofia di base di essa che vede lo spazio di essere in grado di
deformarsi.
Nel
passaggio dal macrocosmo al microcosmo delle particelle elementari,
Heim si riferisce a quantitativi
degli stati di energia che descrivono e che sono responsabili della
deformazione dello spazio, in analogia
alla relatività
generale. Gli stati di energia si verificano
in quantità discrete
(i quanti
di Max Plank).
E in
base a queste considerazioni che Heim ricava le equazioni per gli stati
microscopici o quantistici del
sistema.
Heim dalla relatività generale ricava una serie di 16 equazioni accoppiate
(6 dei quali si verificano due
volte). Quindi, secondo la relatività, il nostro mondo sembra essere
4-dimensionale (perché 16 = 4 ²) e
consiste in 3 dimensioni spaziali ed una dovuta al tempo.
Mentre Heim trova 36 equazioni ( 36 = 6 2) che descrivono il microcosmo; per
cui il mondo microscopico
sembra
essere di almeno 6 dimensioni.
Dal momento che la Natura non è a compartimenti stagni, tale da comportarsi
in un modo o in un altro, ma
sono le condizioni su qualche
variabile che fanno
trascurare le altre, allora la conclusione è che l'universo in
cui viviamo è di almeno 6 dimensioni per ridursi a 4 quando passiamo nel
macrocosmo.
La 5 e 6 dimensione
Rispetto alla relatività a 4-dimensioni, cosa comportano la 5 e 6
dimensione?
In generale solo 3 sono le
dimensioni visibili e misurabili come
lo spazio s(x,y,z). Già il tempo, la 4-dimensione è una dimensione
misurabile ma non visibile
, per cui la 5 e 6 dimensione sono qualcosa di diverso dalle nostre
aspettative
sensoriali, associate soprattutto a proprietà organizzative (Cole 1980).
Heim tali dimensioni le chiama trans-dimensioni oppure trans-coordinate
per distinguerle dalle 4
dimensioni a noi note.
Nella teoria delle superstringhe anche qui si affrontano mondi
multi-dimensionali e
14
secondo un suggerimento dei matematici Kaluza-Klein, le dimensioni superiori
a 4 sono dimensioni
nascoste e non visibili al mondo macroscopico (vedi [8][9]).
Esiste una analogia tra questa teoria di Heim
e la teoria morfogenetica di Shaldrake. Facciamo un esempio
usato dal prof.
Auerbach.
Nel seguito seguiremo [5].
Una casa è ottenibile con una struttura organizzativa
o un processo
lavorativo. Innanzitutto serve un
architetto che faccia un progetto e ciò è necessario, ma non sufficiente
ancora a fare la casa.
Servono poi gli operai e i materiali di costruzione e abbiamo già 3
variabili che nel tempo si devono mettere
assieme e collaborare secondo task in serie e/o parallelo per implementare
un processo organizzativo volto
ad realizzare ogni dettaglio del progetto.
Gli eventi che avvengono nella 5 e 6 dimensione sono dei processi e task in
serie e/o parallelo (un processo è
costituito da più task) che implementano una struttura organizzativa nelle
due trans-dimensioni.
Tutto questo è già vero nel mondo macroscopico a 4-dimensioni, solo che non
consideriamo la struttura
organizzativa
come due
trans-dimensioni, sicuramente visibili solo come azioni.
Ogni evento deve però
accadere in entrambe le due trans-dimensioni.
Sebbene la teoria di Heim è matematica, in un processo organizzativo
come quello delle cellule non basta a
spiegare il principio di funzionamento solo con la matematica, anche se gli
eventi che possono avvenire nel
due trans-dimensioni consentono una semplificazione per arrivare ad una
rappresentazione matematica.
Ovviamente un universo a 6 dimensioni, facilmente spiegabili come sopra, ha
maggiore fascino rispetto ad
altre teorie.
Massima e minima distanza ed
il metrone
Abbiamo visto che l esistenza di un campo di massa porta ad una modifica
delle equazioni di Newton, e le
equazioni di Heim (come quelle di Heaviside) portano ad una soluzione
trascendentale, cioè una soluzione
algebrica non semplice.
Le due leggi
o teorie (Newton e Heim) si riconciliano a distanze di
parecchi
anniluce
(l una e l altra danno gli stessi effetti).
Ma a circa 150 milioni anni luce la legge di Heim è più debole di
quella di Newton. A distanze superiori diventa debolmente repulsiva e poi
dovrebbe diventare nulla.
Ovviamente considerando il tutto in una distanza massima D che è quella dell
universo.
Stesse cose succedono a
piccole distanze; nei limiti di una massa quasi che sparisce, come nel
vuoto, si
coinvolge il prodotto di due grandezze (è un area): la minima distanza e la
lunghezza d onda di Compton di
una massa nota in quantistica.
Ora questo prodotto esiste anche quando la massa si annulla ed è dovuto a
costanti fisiche. Heim l ha chiamato Metrone
T (tau). La sua grandezza in esame è t = 6,15 '10-70 m ².
Il significato di un metrone
è che esso esiste nel vuoto in uno spazio a 6 dimensioni.
La conclusione è che lo spazio
è suddiviso in reticoli
a 6 dimensioni di aree
di metroni,
piccoli e grossi.
Questo è un cambiamento radicale rispetto al fatto che si ritenesse
che lo spazio è infinitamente divisibile
in piccole celle. Anche altri autori indipendentemente dalla teoria di Heim
hanno trovato concetti analoghi
al metrone
(Ashtekar
et al. 1989).
15
Una matematica metronica da rielaborare La scoperta precedente sulla
suddivisione dello spazio e sul metrone, richiede una revisione anche della
Matematica, per avere strumenti per poter studiare queste nuove situazioni
geometriche.
Ad esempio la differenziazione presuppone che una curva o una linea possa
essere scomposta in un
numero infinito di segmenti infinitamente piccoli. Al contrario
l'integrazione ricompone l insieme di
segmenti infinitamente piccoli in una curva di lunghezza finita.
Nella teoria di Heim la differenziazione e l'integrazione dovrebbero essere
modificati per soddisfare i
requisiti metronici; cioè una linea non può essere suddivisa in segmenti
infinitamente piccoli, perché una
lunghezza infinitesima non può essere parte di uno spazio finito con le
dimensioni di Metrone.
Allo stesso modo, l'integrazione è trasformata in una somma di finite
lunghezze; mentre la matematica
della lunghezza finita è stata sviluppata in letteratura (Norlund, 1924,
Gelfond,
1958) la caratteristica della teoria del Metrone è una matematica di aree
finite.
L'area di un metrone è dell ordine di 10-70 m² ed è estremamente piccola. La
superficie di un protone, per
esempio, è molto
più grande, vale a dire circa 3 '10-29 m².
Un metrone è talmente piccolo che per molte
applicazioni può essere considerato come infinitesimale nel senso
matematico; ma in taluni casi occorre
una differenziazione e integrazione metronica.
I mattoncini delle strutture elementari
Lo spazio,
quindi,
è un reticolo a 6 dimensioni di aree di metroni ( i metroni sono aree).
Lorientamento
delle pareti è importante perché Heim fa vedere che
è legato allo spin. Luniformità di un reticolo spaziale è
dovuto al vuoto, mentre se il reticolo non è uniforme o è localmente
deformato, allora è qualcosa diverso
dal vuoto ed è possibile che sia presente una massa o particelle
o un onda (non dimentichiamo il dualismo
onda-particella).
Bisogna stare attenti anche alla diversità: i nostri sensi a volte
percepiscono come massa anche un vuoto;
ad esempio un tornado che c era un vortice sembra una massa ma è costituita
da aria che non ha materia.
Condensazione metronica
Il termine condensazione metronica è spesso usato da Heim e riferita alla
struttura delle particelle
elementari.
Per comprendere il tutto occorre far riferimento alla figura
3-dimensionale, poiché è
impossibile far riferimento a 6-dimensioni.
In figura abbiamo un foglio trasparente con rigonfiamento. E
sovrapposto
da un reticolo fatto di linee rette.
Ognuno dei
quadratini o aree intersezione di due linee ortogonali del reticolo
sono un metrone.
In linea di principio le linee sono rette anche se il
foglio metronico è deformato.
16
In figura abbiamo anche gli assi x,y,z come se fossero lo spigolo di una
stanza dove il pavimento è il piano xy
e le due pareti verticali sono x-z e y-z.
Se il foglio metronico è illuminato sia dall alto che da destra, si
otterranno ombre (proiezioni del reticolo)
sulla parete x-z e sul pavimento x-y.
Il reticolo metronico crea in questo caso proiezioni di rettangoli più o
meno stretti
(trasformazioni): da qui nasce il nome di condensazione metronica.
La condensazione può
essere massima tale che un rettangolo si
trasforma in una linea, oppure minima. Nella figura le
trasformazioni minime sono sulla parete x-z mentre quella massima sul
pavimento x-y.
Le condensazioni (o trasformazioni) permettono di descrivere più facilmente
le proprietà di una struttura
facendo riferimento a qualcuna delle sue proiezioni, anzicchè considerare 3
o più dimensioni.
4 tipi di deformazioni e relative particelle
Un reticolo metronico uniforme (il vuoto)
può essere deformato in vari modi, la maggior parte dei quali
coinvolge tutte le 6-dimensioni.
Nella figura del foglio con rigonfiamento avevamo due proiezioni di aree
entrambe compresse in una sola direzione: qui una sola dimensione è
distorta.
Uno spazio con meno di 6
dimensioni è detto sottospazio.
La
materia non è altro che una condensazione localmente limitata nel
nostro 3-sottospazio tridimensionale, a causa di una deformazione locale del
6-dimensionale reticolo
metronico.
Primo tipo di deformazione
Un primo tipo di deformazione
riguarda solo le dimensioni 5 e 6, ovvero le due trans-dimensioni. Le
deformazioni che avvengono nelle trans-dimensioni sono difficili da vedere
nelle 4 dimensioni oppure
molto rare.
Sotto talune condizioni, però, questa deformazione dovuta a materia può
essere estesa
in quattro
dimensioni ancora in forma quantizzata di onde gravitazionali,
o gravitoni. Le equazioni di Heim dicono che
Secondo la relatività generale, un oggetto materiale
distorce lo spazio. In figura abbiamo il sistema Terra-
Luna.
Lo spazio è raffigurato come un foglio di gomma con
la
Terra pesante e una Luna molto più leggera che
provocano deformazioni di profondità diverse.
Nella
teoria di Heim tale spazio è una rete di cubi metronici.
Sotto abbiamo le proiezioni del tutto che consente di
esaminare la curvatura dello spazio attraverso la
densità dei metroni compressi.
17
i gravitoni si dovrebbero propagare con 4/3 della velocità della luce!!!
Così hanno una velocità di
400'000km / secondo.
Apparentemente sembra un controsenso. Sappiamo dalla relatività che non si
può superare la velocità della
luce e sappiamo da Heim che le onde gravitazionali di bassa intensità hanno
una velocità superiore a quella
della luce. Se ciò fosse vero potrebbe giustificarsi solo dicendo che la
luce viaggia in un sottospazio mentre i
gravitoni
nell intero spazio.
La situazione per questo tipo di deformazione è in qualche modo analogo ad
un forte vortice,
come un
tornado, limitato ad una stretta regione in aria.
Riassumendo, il primo tipo di deformazione può essere
visto come una struttura nelle
2 trans-dimensioni
in grado di emettere onde gravitazionali che dovremmo
essere in grado di registrare.
Secondo tipo di deformazione
Il secondo tipo di deformazione coinvolge ancora una volta le dimensioni 5 e
6
e nel tempo
anche la 4a
dimensione.
Ancora una volta, questa particella,
che provoca la deformazione, così come la struttura organizzativa non è
direttamente collegabile al
mondo 3-dimensionale, è sentita solo sotto forma di onde.
Heim considera le proprietà di queste onde e dimostra che esse
sono identiche a quelle di onde
elettromagnetiche di luce o fotoni.
Questo caso è visibile, cioè, nelle 3-dimensioni come fotone.
Terzo tipo di deformazione
La terza deformazione coinvolge 5 dimensioni, tranne il tempo.
Questo è un caso non semplice, ma è
possibile che siamo sensibili a varie condensazioni metroniche nello spazio
3-dimensionale (proiezioni sulle
3 dimensioni). Secondo Heim corrisponde al caso delle particelle ionizzate
con massa gravitazionale e
inerzia.
Quarto tipo di deformazione
E una deformazione che coinvolge 6 dimensioni. Dovremmo essere sensibili nel
sottospazio 3-
dimensionale a condensazioni metroniche come nel caso del Terzo tipo di
deformazione , ma
coinvolgendo anche il tempo si dovrebbero ottenere anche fenomeni elettrici.
Cosmologia e istante zero dell Universo
Nella teoria di Heim conoscere il metrone
t ed
il diametro maggiore D dipende l'età dell'universo. La
dipendenza è tale che D è in espansione e t è contraente, in modo che D si è
ridotto in passato e t era più
grande.
Potrebbe essere che una sola volta nel passato, l'area della superficie di
una sfera di diametro D nel nostro
mondo tridimensionale è stato pari alle dimensioni della t. Questo momento
segna l'origine dell'universo e
del tempo.
Il rapporto matematico tra
S e T non è semplice, in modo che 3 diversi valori di D si trovano per
soddisfare il criterio che la superficie di una sfera di diametro D pari al
t all'inizio del tempo.
L'universo,
18
forse, ha iniziato come tre sfere (Trinità), il cui diametro (in metri)
poteva essere: D1 = 0,90992 m, D2 = 1,06426 m, D3 = 3,70121 m.
Luniverso
ha, poi, cominciato ad espandersi, sebbene ad un ritmo più lento di quello
attualmente previsto
in base allo spostamento
verso il rosso (Red shift) delle Galassie
distanti.
In base alla teoria di Heim si calcola
un età attuale dell universo
pari a circa 5,45 x 10107
anni, e un diametro
D di circa 6,37 x 10109
anni luce.
Non un solo Big Bang, ma un fire cracker
Durante l esistenza, l universo da reticolo metronico vuoto man mano che
cresceva si suddivideva in
metroni sempre più piccoli.
Secondo Heim la cosa non ha avuto origine solo
dopo un solo ed unico "big bang",
ma da più di esplosioni
uniformemente sparse (fire cracker),
forse di proporzioni galattiche.
Inoltre si è verificata creazione di
materia spontanea fino all universo che conosciamo. La Creazione di materia
continua anche oggi, sebbene
in una scala molto ridotta.
La massa delle particelle elementari, decadimento e stabilità
Il secondo volume di Heim è quasi totalmente dedicato ai calcoli delle masse
delle particelle.
L'interno di una particella elementare è considerato come costituito
da una serie di condensazioni
metroniche in
vari sottospazi.
La configurazione che viene proiettata
nelle 3-dimensioni è costituita
da 4 zone concentriche occupate da
elementi strutturali.
Massimi e minimi di queste condensazioni partecipano a una rapida sequenza
con scambi ciclici e durante
queste fasi
le strutture interne subiscono continue modifiche
finché, dopo un certo periodo di
tempo
breve, la configurazione originale
viene ristabilita.
Viene chiamato periodo la durata più breve che una
particella di massa e di inerzia può avere; mentre vita è un insieme di
periodi che una particella possa
avere.
Se la configurazione iniziale non viene ristabilita la particella è
instabile e decade; mentre se ritorna
nella sua configurazione iniziale è stabile.
La suddivisione in 4 zone è una conseguenza delle 3 sfere iniziali (Trinità)
che caratterizzarono la nascita
dell universo.
La massa reale e l'inerzia non è una proprietà delle strutture
3-dimensionali, come si potrebbe credere. E,
invece, il risultato secondario di processi di scambio tra le 4 zone
interne. Sono questi processi ad essere i
vettori effettivi di massa e di inerzia. Una conseguenza di questo è che le
particelle elementari di Heim non
si compongono
di sotto-componenti
come i quark.
Mentre delle previsioni empiriche hanno portato alla formazione della
teoria dei quark, lo stesso può
essere interpretato
dalla teoria di
Heim in termini geometrici.
Tutti gli stati di una particella elementare sono caratterizzati da 4 numeri
quantici:
sono il
k,
numero
barionico
(k = 1 o 2), il P spin isotopico, e lo spin
D. Il quarto numero
può essere solo 0 o 1. Inoltre, vi è un
19
numero +1 o -1 per caratterizzare se si tratta di particella o
antiparticella ed un numero N = 1,2, .... che
specifica lo stato di eccitazione. 4 numeri quantici per fare riferimento
alle 4 zone strutturali. I risultati di
Heim sono in ottimo accordo con l'esperimento. In aggiunta alle particelle
note, Heim ha predetto
l'esistenza di un elettrone stabile e neutro
e la sua antiparticella, con masse circa l'1% più piccolo del masse
dei loro omologhi; 5 neutrini con masse che vanno da 0,00381
eV a 207 keV.
Finora l inconveniente è che
Heim non ha limitato, o trovato un valido motivo fisico per cui ci debba
essere una limitazione, sul numero
degli stati di eccitazione delle particelle: ne escono troppi rispetto a
quelli effettivamente osservati.
Relatività e
Quantistica finalmente unificate?
Inoltre Heim si rese conto che la sua teoria non si avvicinava alla teoria
quantistica moderna e per questo la
estese a 12 dimensioni. Con questa estensione gli riesce possibile unificare
relatività e quantistica.
Conclusioni
La teoria di Heim porta a una
più completa e spinta geometrizzazione della fisica, facendo leva su un
universo multi-dimensionale, visto come reticolo 6-dimensionale metronico.
Luniverso è interpretato
come
contenente localmente delle limitate deformazioni. Le deformazioni hanno un
effetto nel mondo a
4-dimensioni come fotoni, gravitoni, ioni e cariche elettriche. In termini
cosmici riesce a dare delle
spiegazioni nella direzione di non un solo Big Bang, nell ambito quantistico
permette di non dover fare
approssimazioni e correzioni e predire le masse di molte particelle e di
altre derivate. La teoria di Heim si
potrebbe dire una teoria che prosegue la scuola del passato e che ricuce
bene molte teorie moderne (multidimensionalità).
Ha qualche difetto ma il pregio di una unificazione mai raggiunta facilmente
in passato,
delle formule e delle teorie semplici e molti risultati sperimentali
concordanti.
Riferimenti
[1] Il principio della dualità nella fisica -
Classe di equivalenza delle teorie
Rosario Turco
[2] Congettura di Yang e Mills o del gap di massa
Rosario Turco, Maria Colonnese
[3] Burkhard Heim on Antigravity -
Robert Neil Boyd http://www.rialian.com/rnboyd/burkhard-heim.htm
[4] "Guidelines For A Space Propulsion Device Based On Heim's Quantum
Theory"
from HPCC-Space GmbH
[5] Auerbach, T., & v. Ludwiger, I. (1992, Autumn). Heim s theory of
elementary particle structure. Journal
of Scientific Exploration, 6(3), 217-231.
[6] Donahue, B., Moton-Nkhata, T., and the AIAA Nuclear and Future Flight
Propulsion Committee (2008,
December). Nuclear and future flight propulsion. Aerospace America, pp.
57-59.
[7] The Physics of Burkhard Heim and its Applications to Space Propulsion
Illobrand von Ludwiger
[8] Le dimensioni extra nascoste, la particella di Higgs ed il vuoto
quantomeccanico, supersimmetria e
teoria delle stringhe
Rosario Turco, Maria Colonnese
[9] Teoria delle Stringhe e delle Brane
Rosario Turco, Maria Colonnese
This document was created with Win2PDF available at http://www.win2pdf.com.
The unregistered version of Win2PDF is for evaluation or non-commercial use
only.
|
Centro Antigravity - via corinto 55 (basilica di s.Paolo) Roma -Via fiume bianco 130 (zona Eur torrino)- ostia sede del mare e pineta (accanto all uscita metro Castel fusano ) Tel. 0659600324 - Cell:3294167403 skype : enricovalbonesi ecco i link del mese di giugno THE LINK OF JUNE http://www.antigravity.it/GIUGNO2010.htm ecco i link del mese di luglio 2010THE LINK OF http://www.antigravity.it/luglio2010.htm area diario giornaliero home page :http://www.antigravity.it http://www.google.com ogni giorno un articolo nuovo e una news nuova basta mettere il giorno davanti al sito così: http://www.antigravity.it/ giorno mese anno : nel formato 00-00-2010 dati progressivi dal 1999-2000-01 02-03-04-05-06-07-08-09 fino al 2010 PUOI VEDERE IL LINK DEGLI ANNALI DI ANTIGRAVITY DIGITANO LA DATA DOPO IL SITO http://www.antigravity.it/ PER ESEMPIO inserisci la data di 6 cifre mettendo il giorno poi i mese e poi l' anno 01012010.htm oppure .01012008.html così troverai l archivio universale risalendo fino al lontano 1999 ad oggi di antigravity.it/ 01012009.htm e cosi via es :
|
area di ricerche e valutazioni scientifiche
http://www.antigravity.it/31122009.htm http://www.antigravity.it/teoriaantigravita.htm
STATO POSSIBILE DEFLETTERE LA GRAVITA PER
MILIONI DI ANNI
correnti antigravitazionali le prove stallatiti eccentri
le prove fotografiche delle correnti antigravitazionali compera l eccezionale
documento con prove scientifiche
per conoscere come avere energia libera per sempre e affrancarti da tutto e da tutti .
compera il cd con le foto originali uniche delle stallatiti
e la modellazione matematica della loro formazione e della teoria antigravitazionale
che porterà l umanità alla nuova rinascita economico
sociale spaziale tra il 2012 e il 2013 .
http://www.flickr.com/photos/42096614@N08/ http://www.youtube.com/user/antigravityit www.myspace.com/436261036
facebook:enricovalbonesi twitter:enricovalbonesi antigravity.it@antigravity.it
messanger antigravity@live.it la tre : 3294167403@tre.it gmail gogletolk : loveenricovalbonesi@gmail.com yahoogroup : enricovalbonesi@yahoo.com
enrico valbonesi@antigravity.it rami@antigravity.it
ITALIAN to ENGLISH Set FORUM language to ENGLISH |
Traslation Set FORUM language to ITALIAN |