http://www.antigravity.it onde
gravitazionali e energie libere e diari raccontati da Rami@antigravity.it
macchina
antigravitazionale bolognese..
racconto del 20-3-2004
Conclusioni:
Il viaggio insieme appena compiuto tra atomi ed
universo spero Vi abbia lasciato almeno quella bella sensazione di libertà e
leggerezza, utili per meglio capire chi siamo….In quanto che, prima di
fare…. è sempre è meglio capire…..Per questo motivo è auspicabile che il
metodo per ottenere Energia descritto in questo racconto, innovativo per il suo
modo di agire sulla natura, non passando attraverso il processo chimico della
combustione, e quindi lasciando in pace tutto l’ecosistema della Terra, venga
recepito dalla gente comune sino ai responsabili della produzione di Energia nel
Mondo.
Tale metodo guarda anche nella direzione delle
aspettative e quindi degli impegni assunti dai vari Governi che parteciparono
all’ormai leggendario Convegno di Kyoto, che prevedeva una riduzione del 30%
globale per il 2010 dei Gas serra, espressi come anidride carbonica equivalente;
in particolare il Governo Italiano si impegnò per una riduzione di emissioni in
atmosfera di CO2 del 8% entro il 2010.
Se consideriamo che in Italia per la produzione di Energia, onde far
funzionare il Nostro sistema Tecnologico, buttiamo ogni anno complessivamente in
atmosfera circa 424.000 Kt di CO2; Noi adottando tale sistema per la
produzione di Energia, automaticamente ridurremo drasticamente le emissioni in
atmosfera, e quindi nell’assoluta direzione delle aspettative della Conferenza
di Kyoto.
Tale visione della Scienza e della Tecnologia per ottenere Energia, con
il suo evolversi nel medio e lungo periodo, si porterà dietro, come “spin-offs”,
anche la nascita e/o l’evoluzione di altri campi nuovi della Tecnologia
applicata; inoltre porterà benefici e nuove conoscenze a campi della Tecnologia
avanzati, come ad esempio sono le nano-tecnologie ed i nuovi materiali
compositi; ed ancora porterà grossi benefici nel campo della salute del nostro
pianeta Terra, e quindi dell’uomo.
Sono perfettamente consapevole che le sfide che
lancio in questo racconto scientifico, che non è una favola, sono alte ed
ambiziose; il vero problema per tanti Noi uomini, è la pigrizia intrinseca che
ci troviamo ad avere addosso, che insieme al nostro enorme “ego”, tendono a
farci guardare sempre dalla parte dove già siamo abituati a guardare da tempi
remoti; per cui il pensiero innovativo, per molti di Noi è quasi sempre una
grossa fatica ad affrontarlo.
Sarà bene qui anche ricordare, che molte scoperte
e/o invenzioni scientifiche anche importanti nel Nostro passato sono avvenute
quasi per caso, e comunque fatte da gente comune, attenti osservatori di ciò
che gli succedeva attorno; dopo di che poi le questioni venivano elaborate e
codificate dai così detti “scienziati”.
A tal proposito se leggete la storia
dell’inventore della “Dinamo” Vi dirà che: attorno al 1865, un falegname
Belga, nato nel 1826, di nome Zenobbio Gramme, in seguito ad una Sua visita
all’oreficeria di un certo Christofle, vedendo come a quell’epoca
gli argentatori e doratori ottenevano l’energia Elettrica, tramite
bagni verdastri “puzzolenti”, esclamò: “ma non potreste dunque fare
l’Elettricità con un po’ più di pulizia”; e di lì comincio a formulare
nella Sua mente nuove idee strane, con la finalità di arrivare ad ottenere
energia Elettrica in modo meno puzzolente.
Quando gli Elettrotecnici e Fisici di allora vennero
a conoscenza dei tentativi di Gramme, non risparmiarono i Loro sarcasmi per quel
vecchio falegname che voleva riuscire dove la Scienza ufficiale di allora non
era ancora arrivata; sino a quando Gramme non dimostrò con i fatti la bontà e
veridicità della Sua scelta costruttiva, atta ad ottenere Elettricita indotta
su di una bobina rotante, sistemata in mezzo ai due Poli di un magnete
permanente o calamita.
La prima Dinamo Gramme funzionò nel 1871; gli
Scienziati riconobbero i Loro errori, e si dettero un gran da fare a sommergere
tale macchina di equazioni complicatissime; tanto che al Congresso
Internazionale di Elettricità, che si tenne a Parigi nel 1881, dove Gramme era
presente per assistere ad un’esposizione matematica del Suo sistema fatta
dallo Scienziato Frolich; il Suo vicino di sedia, il Fisico d’Arsonval,
racconta: “vidi Gramme assopirsi placidamente, tuttavia si risvegliò verso la
fine della dimostrazione, e contemplando melanconicamente la lavagna piena di
equazioni, mi confidò sotto voce: Ah!!!! Dottore, Io non avrei mai inventato la
mia macchina, se mi fosse stato necessario di caricarmi di tutti quegli
attaccapanni disegnati sulla lavagna”.
Da questa e tante altre storie, scritte e non
scritte, si evince il fatto che: “solo l’uomo che cerca con il candore di
una colomba e l’astuzia di un serpente, troverà”.