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APPUNTAMENTI per la preparazione il 4 maggio alla WESAK a metro san paolo ponte marconi accanto alla basilica di san paolo ore 21,00 il gruppo si riunisce per fare la mediatzione ...portare fiore e abito rosa o bianco o celeste...
info 3294167403 ci saranno altri appuntamenti per tutto il mese di maggio
2004 sempre con la luna ..
MEDITAZIONE MONDIALE DEL WESAK
Se vuoi partecipare presentati con abiti comodi e porta con te una bottiglia
d'acqua minerale naturale e un fiore (che si presti a essere seccato).
WESAK
A primavera inoltrata, nella notte del plenilunio nella
costellazione del Toro, il pianeta vive un grande evento che si verifica sui
piani spirituali. In questa “festa” l’umanità ha la possibilità di
ricevere la benedizione del Buddha che ritorna, quella del Cristo e dei Maestri
di Saggezza che vegliano per guidarne l’evoluzione spirituale. Tutti coloro
che vi prendono parte, anche solo collegandosi col pensiero, con il desiderio di
esserci, ricevono la propria parte di Luce.
La valle del Wesak
Dobbiamo spostarci nell’Himalaya, in una zona impervia fra la catena del
Karakorum e quella del Kun Lun, alle pendici del monte Kailash, uno dei luoghi
più sacri del pianeta.
Fortunatamente, proprio le asperità del percorso hanno tagliato fuori
quest’area dai sentieri battuti dal trekking, questo le ha permesso di
conservarsi intatta in tutta la sua sacralità. In una delle sue valli, la cui
ubicazione permane segreta agli occidentali, si celebra annualmente il rituale e
molte migliaia di persone si mettono in cammino da tutto il continente indiano
con mezzi di fortuna per parteciparvi.
È una valle chiusa a nord-est, da una grande roccia bianca, venata da un
minerale luccicante. Un grande masso squadrato, dell’identico minerale, lungo
circa 4 metri e largo 2, utilizzato da sempre come altare, ne delimita
l’imboccatura. Questa è la valle in cui si svolge il Wesak, un luogo sacro a
cui non si giunge mai per caso, ma soltanto quando si è pronti interiormente.
Una valle sacra in uno dei luoghi più magnetici del pianeta.
Il significato del Wesak
Ma cos’è il Wesak e perché è così importante? È una festività orientale
molto antica; appartiene alla tradizione buddista, ma il suo significato è
molto vasto, non limitato ad una sola religione, poiché la sua grande
Benedizione è destinata a tutta l’umanità.
La Tradizione indiana narra che cinquecento anni prima di Cristo, il principe
Gautama Siddharta raggiunse il massimo dell’illuminazione divenendo così un
“Buddha”, cioè un risvegliato.
Aveva trascorso la sua lunga vita nell’ascesi e nell’insegnamento degli
ideali di pace, amore, compassione. Grazie al suo altissimo livello di
evoluzione spirituale raggiunse la perfezione, liberandosi dalla necessità di
tornare a incarnarsi ancora sulla Terra. Aveva percorso uno ad uno tutti i
gradini della Conoscenza, per Lui non c’è più un traguardo da conquistare,
tutte le mete sono state raggiunte, è divenuto la Perfezione incarnata, ora è
un Maestro Perfetto, il suo compito sulla Terra è finito... Il Buddha, muore
nell’anno 483 avanti Cristo, nel mese di Wesak (maggio), nella notte del
plenilunio. Immediatamente raggiunge la soglia del Nirvana, il Luogo della
grande Liberazione, corrispondente più o meno al nostro Paradiso. Una volta
varcata quella soglia, sarà libero dal doloroso ciclo della rinascita e della
morte, si troverà immerso nella luce e nella beatitudine eterna.
Gli sarebbe bastato fare un piccolo passo e di tutte le sue vite terrene non
sarebbe rimasto neppure il più remoto ricordo. Una gioia eterna, perfetta ed
incorruttibile si apriva dinanzi a Lui ma, mentre sta per varcare quella
fatidica soglia, il Buddha si arresta, si volge all’indietro e guarda il
genere umano sul pianeta che ha appena abbandonato... Vede tutti gli esseri
schiacciati dalla sofferenza, dalla fatica, dalle malattie, esposti alla
violenza della natura e dei loro stessi simili, e il suo cuore compassionevole
prova pietà. Da ogni angolo della terra sale fino a lui il grido di dolore di
tutte le creature. Gli giunge il grido degli animali frustati e macellati, degli
uomini in lacrime... Proprio Lui, il Maestro di Compassione non può andarsene e
lasciarli così, il suo nobile cuore esita...
Su quella soglia di beatitudine il Buddha si ferma, non ha il coraggio di
proseguire e così, dinnanzi a tutti i grandi Esseri della Gerarchia pronti ad
accoglierlo, formula il solenne giuramento:
Ogni anno, nel momento esatto in cui si forma il plenilunio nella Costellazione
del Toro, tornerà sulla Terra a portare la Sua benedizione, la sua mano tesa
per aiutare ed incoraggiare l’evoluzione spirituale dell’umanità.
Questo è il senso della festa del Wesak, un rituale che da duemilacinquecento
anni viene celebrato nel mondo buddista.
I Pellegrini dell'Himalaya
All’approssimarsi della data prevista, migliaia di pellegrini s’incamminano
verso questa valle. Per alcuni il viaggio durerà molte settimane, giungono da
Ceylon, dal Tibet, dal Nepal, da luoghi sperduti, attratti dal sacro richiamo.
Chi sono? Sono guide spirituali, sono discepoli e Maestri di ogni ordine e grado
appartenenti alle più svariate correnti religiose, filosofiche o esoteriche.
Sono Lama, guru, sadhu, uomini santi che, con la loro parola contribuiscono alla
crescita spirituale di milioni di uomini.
Raggiunto il luogo, si collocano nella posizione che è consona al loro grado;
ciascuno conosce esattamente qual’è il suo posto, senza prevaricazione né
discussioni.
Pur appartenendo a gruppi etnici radicalmente diversi, a religioni differenti,
tutti i partecipanti sono ben consci dell’importanza della funzione
unificatrice della cerimonia, poiché la radice della conoscenza è unica, come
unica è la divinità. Qui non esistono barriere né pregiudizi di nessun tipo,
tutti lavorano dedicando la vita ad un obiettivo comune: l’evoluzione
spirituale del Genere Umano. Quando il momento del Plenilunio si avvicina,
sull’altare di pietra viene posta una grande coppa di cristallo piena
d’acqua. I pellegrini cantano e pregano nell’attesa del grande Evento che
sta per verificarsi.
L'arrivo dei Maestri
Quando tutto è pronto, arrivano i Grandi Iniziati della Gerarchia. Presenziano
alla cerimonia nel loro Corpo di Luce, sono anche Loro Maestri Perfetti. Il
Buddha, rimane manifesto nel suo corpo di luce per otto minuti, poi lentamente
com’è venuto, scompare.
I partecipanti rimangono ancora in profondo raccoglimento e meditazione, poi
lentamente si avvicinano alla roccia qui riceveranno dalle mani dei Maestri un
sorso d’acqua attinto dalla coppa di cristallo. L’acqua, che a quelle quote
è così limpida e pura, rappresenta la continuità dell’unione fra Maestri,
discepoli ed esseri umani. Fortemente magnetizzata dall’avvenimento, infonderà
nuova energia e determinazione a ciascuno.
Un'occasione di crescita
Nessuno può giungere qui se la sua evoluzione spirituale non lo permette; non
si giunge alla valle del Wesak senza il consenso dei Maestri. Anche coloro che
conoscono i rudimenti di qualche tecnica di Viaggio Astrale, non saranno in
grado di arrivarci con la propria volontà. Nessuno può imboccare quella strada
né sul piano fisico né su quello astrale se il suo cuore non è puro. In
questa valle giungono soltanto coloro che stanno lavorando per servire
amorevolmente il loro prossimo, senza aspettarsi alcuna ricompensa o
riconoscimento.
Questa grande benedizione che viene impartita in uno dei luoghi più sacri del
pianeta, è in effetti una grande occasione per tutta l’umanità, è la
possibilità di ricevere un iniziazione collettiva per fare un grande balzo
sulla via dell’evoluzione spirituale.
Una grande energia luminosa viene liberata e resa disponibile, sono necessari
uomini e donne che si offrano come canali liberi per raccoglierla e diffonderla
sul Pianeta.
Al termine della celebrazione, i partecipanti torneranno alle loro città, alle
loro case con forza rinnovata, con un grande impulso-aiuto per riprendere il
compito che si sono scelti o che è stato loro affidato.
Incontrarsi a metà strada
Il Wesak è il momento supremo in cui si realizza il più intenso sforzo
spirituale di tutto l’anno da parte della Gerarchia per accostarsi
all’umanità, e contemporaneamente, è il momento in cui l’umanità
raggiunge la sua massima possibilità di innalzarsi verso la Gerarchia dei
Maestri.
Durante il Wesak è tutto un enorme tendersi di mani per raggiungersi e
collaborare. La Gerarchia non può scendere più di tanto verso l’oscuro regno
della Materia, e né l’umanità (intesa come massa) può elevarsi in gruppo più
di tanto verso l’alto.
Questo momento segna profondamente la vibrazione dei presenti, è come se un
sigillo di luce venisse impresso nella loro aura, un sigillo che li renderà ben
visibili e riconoscibili da parte dei Maestri. Coloro che sono pronti a fare il
passo successivo verranno innalzati e sorretti.
Prepararsi a cambiare
Nessuno torna “indenne” dal Wesak, perché nessuno ci è arrivato a caso.
Tutti i presenti sono stati instradati a questo incontro attraverso una
incredibile geometria di coincidenze, e chi non era pronto al cambiamento non ha
trovato la strada, o non ha trovato il posteggio o ha sbagliato giorno...
Non a caso abbiamo parlato di “cambiamento”. Anche le persone apparentemente
meno coinvolte alla cerimonia, per il solo fatto di essere presenti nel luogo
giusto nel momento giusto vedranno cambiare la loro vita. Il cambiamento potrà
essere così lento da apparire impercettibile, eppure, nella profondità del
loro cuore cominceranno a sentirsi sempre meno attratti dalle cose piccole e
meschine, cominceranno a guardarsi attorno alla ricerca di ideali più
importanti, di valori più stabili con cui rapportarsi.
Coloro che prendono parte alla cerimonia, sia i fortunati che raggiungono la
valle dell’Himalaya che coloro che vi si collegano col pensiero e la
meditazione da tutto il resto del mondo, tutti indistintamente vengono elevati
spiritualmente al disopra della massa.
Attraverso ciascuno di loro, l’energia del Wesak fluisce fra il cielo e la
terra; ogni uomo ed ogni donna presente diventa un canale e ridistribuisce a sua
volta la potente energia di Luce che altrimenti rimarrebbe inutilizzata.
L'energia di luce
Una volta immessa sul pianeta, quest’energia viene resa immediatamente
disponibile, smistata e convogliata verso quei luoghi e quelle situazioni in cui
si rende necessaria.
Quest’energia può influire nell’andamento di una crisi economica o
politica, può affrettare un cambiamento di tendenza, illuminare un dittatore,
risvegliare cuori addormentati, intervenire per placare le forze della Natura
scatenate, poiché anche la Natura è sensibile ai fermenti dei cuori umani...
Nessun umano potrà intervenire per manipolare o utilizzare queste grandi
energie. È un compito che presuppone la Buona volontà.
Stranamente, anche le persone spinte al Wesak da semplice curiosità o con forte
senso critico ricevono la loro parte di serenità e benessere. Qualcosa di
indefinibile che si sprigiona nel contesto della cerimonia li impressiona
comunque positivamente; se il loro impegno non è duraturo, la spinta positiva
si esaurirà in breve tempo, lasciandoli esattamente com’erano. La loro
presenza è comunque stata il frutto di una lunga serie di coincidenze, un
motivo occulto ci sarà certamente...
Anche una piccola dose di buona volontà, di amorevole senso di collaborazione
verrà esaltata e potenziata, tutti sono chiamati a lavorare per il Grande
Piano. I Maestri osservano tutti gli esseri umani, alla ricerca di collaboratori
che permettano loro di migliorare la vita sul pianeta.
L’umanità deve superare gli ostacoli dovuti all’indifferenza,
all’egoismo, alla crudeltà; è assolutamente necessario che vengano
instaurati “giusti e retti rapporti fra i popoli” per usare le stesse parole
del Maestro Tibetano, ma la scelta dipende esclusivamente da noi. I Maestri non
possono compiere il lavoro che è di pertinenza umana. Essi si limitano ad
indicarci qual’è la strada migliore per crescere, ma non possono costringerci
con la forza a percorrerla...
I Maestri hanno raggiunto la Perfezione, ora tocca a ciascuno di noi crescere,
evolversi ed aiutare la crescita e l’evoluzione dei nostri fratelli che ancora
dormono il sonno dell’ignavia.
Il Wesak è un grande momento di crescita. È il momento in cui tutta la Grande
Gerarchia, quella che il cristianesimo definisce la “comunione dei Santi” si
rende disponibile, porta la sua benedizione, la sua spinta, il suo incoraggia
mento ai fragili fratelli incarnati in corpi umani.
Nessuno giunge al Wesak per caso, ma perché è scattata in loro una scintilla
“speciale”. Anche se alcuni non capiranno tutto subito, un seme di luce sarà
stato deposto nel loro animo e prima o poi darà i suoi frutti, anche se dovrà
trascorrere molto tempo prima che ciò avvenga.
Semplicità, umiltà, purezza di cuore
Il Wesak porta un grande messaggio di pace ed unità, un messaggio semplice e
sincero, non è una nuova religione poiché appartiene a tutta l’umanità di
ogni fede razza e cultura. Rappresenta il primo passo verso l’unificazione di
tutte le Religioni. Si deve avere ben chiaro in mente che siamo tutti gli umili
strumenti dei Maestri, che siamo servitori dell’umanità, che stiamo svolgendo
un servizio.
Nel corso della celebrazione tutti i partecipanti diventano strumenti di una
Forza molto grande che li attraversa e si ramifica sulla Terra. Perché
quest’energia arrivi e di distribuisca è necessario l’impegno amorevole e
consapevole di uomini e donne di buona volontà. I Maestri lasciati soli, senza
la nostra collaborazione, non possono fare nulla per aiutarci, e l’energia di
benedizione rimane inutilizzata...
La grande invocazione
Dal punto di Luce entro la Mente di Dio affluisca Luce nelle
menti degli uomini, scenda Luce sulla Terra.
Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio Affluisca Amore nel
cuore degli uomini, possa il Cristo tornare sulla Terra.
Dal Centro ove il Volere di Dio è conosciuto il Proposito guidi i
piccoli voleri degli uomini, Proposito che i Maestri conoscono e
servono
Dal Centro che viene detto il genere umano si svolga il Piano di
Amore e di Luce e possa sbarrare la porta dietro cui il male
risiede.
Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano Divino sulla
Terra.
Rappresenta una richiesta mirata, precisa, senza sbavature.
Esaminiamola insieme cercando di chiarirne i dettagli:
Viene invocata la discesa della Luce, quella Luce che dalla Mente di Dio possa
illuminare le piccole menti degli uomini.
Viene invocato un maggiore afflusso di amore, viene chiesto che, direttamente
dal cuore di Dio, da quel punto in cui tutto l’Amore dell’Universo è
custodito, un po’ più di amore raggiunga i cuori inariditi degli uomini.
Esplicitamente viene chiesto alla divinità di far tornare il Salvatore sulla
Terra.
Viene invocata una guida sicura per l’umanità, una guida allineata al grande
proposito Divino, finora conosciuto soltanto dai grandi Maestri. In pratica
viene richiesta una maggiore vicinanza di queste Grandi Guide.
Viene chiesto che, correttamente guidato, il Genere Umano possa svolgere il suo
piano evolutivo, in modo che il Male possa essere ricacciato indietro dalla
Terra.
Conclude con una richiesta-auspicio affinché i punti salienti:
Luce, Amore e Potenza possano ristabilire l’Equilibrio divino sulla Terra.
È una preghiera rivolta a tutti, cristiani, mussulmani, ebrei, buddisti,
scintoisti, mazdei e quante altre religioni esistano sulla Terra. Anche i non
religiosi, anche gli atei sono colpiti dalla sua profonda bellezza.
La ripetizione unanime di questa invocazione da parte di una gran numero di
persone, può cambiare il modo di pensare dell’umanità.
IL VOSTRO PRIMO WESAK
L'atteggiamento mentale
Il primo Wesak è una tappa emozionante per ogni individuo. Anche chi
apparentemente vi è arrivato per caso, trascinato da un amico, o incuriosito da
un annuncio, in effetti si trova nel luogo giusto nel momento giusto.
Il Maestro Tibetano chiede di “partecipare intelligentemente... utilizzando
l’immaginazione al massimo possibile”. Non vi verrà chiesto nulla di
complicato, il rituale è semplicissimo, basterà seguire la meditazione guidata
e lasciarsi andare all’emozione della serata. Nel corso della serata,
mantenete un atteggiamento sereno, sentitevi fino nel profondo del cuore
presenti alla cerimonia sul sacro monte Kailash. Non importa se non sapete
dov’è, non importa come lo immaginate, ma immaginate di esserci. Ricordate
che “lo spirito va dove la mente lo porta”. Basterà collegarsi mentalmente
con la valle del Wesak, pensare di essere con gli altri partecipanti al cospetto
dei Maestri e sarete là, a ricevere e ridistribuire la grande Benedizione per
il mondo...
L'atteggiamento fisico
Se vi è possibile, prima della serata consumate un pasto leggero evitando di
appesantirvi, non bevete alcoolici. Questo non è dettato da motivi religiosi,
ma per assicurarvi una maggiore lucidità e consapevolezza.
Sempre se vi è possibile, indossate qualcosa di bianco: una camicia, una felpa,
il giubbino o soltanto un foulard o una sciarpa. Il bianco è un colore
facilmente magnetizzabile ed emana un tipo di vibrazione positiva in sintonia
con l’energia della serata.
Portate con voi una bottiglia d’acqua naturale (del rubinetto). Siate
consapevoli che nel corso della cerimonia verrà magnetizzata come quella che si
trova nella coppa di cristallo sull’altare nell’Himalaya. Una volta a casa,
distribuitene un sorso alle persone care, riceveranno una parte dell’energia.
I fiori
Portate con voi dei fiori, non legateli a mazzi, ma lasciateli sciolti. Va bene
qualunque tipo di fiore purché sia privo di spine. Le rose sono belle, ma
potrebbero ferire le mani di chi le prenderà dopo di voi. I fiori sono un dono
d’amore, coglieteli o acquistateli con gioia, pensando alle persone che li
riceveranno. In sala, deponeteli tutti insieme a formare una lunga siepe con le
corolle rivolte verso gli officianti del Wesak. Rappresentano i fiori che nella
valle dell’Himalaya si aprono al contatto dell’energia del Buddha,
rappresentano la pace che scende dal cielo su tutti gli esseri umani.
Al termine della cerimonia, ciascuno dei partecipanti prenderà un fiore a caso.
È un gesto di amore e di pace che circola fra i presenti, chiudendo un cerchio
di luce. Quando prenderete un fiore fra i tanti, non saprete chi l’ha portato
per voi, ma ne sentirete l’onda amorevole. E allo stesso modo, chi prenderà i
fiori che voi avete portato non conosce la vostra identità, ma riceverà
l’onda amorevole del vostro gesto. Una volta a casa, fate essiccare il fiore
appendendolo a testa in giù, si conserverà a lungo. Anche i fiori, come
l’acqua vengono magnetizzati, conservateli in un angolo un po’ speciale
della vostra casa, rilasceranno lentamente nell’ambiente la forza di cui sono
stati caricati. Il prossimo anno lo sostituirete con un fiore nuovo.
Martedì 4 Maggio alle ore 21,15
Meditazione e Cerimonia del WESAK
Ciao a tutti gli Amici che visitano questa pagina, anche quest'anno abbiamo l'opportunità di festeggiare e meditare insieme in questa giornata di benedizione da parte del Buddha e del Cristo, che come tutti gli anni il giorno del plenilunio di maggio si manifestano le loro potenti e amorevoli energie riversandole in abbondanza su tutti noi.
Se vuoi partecipare a questa iniziativa presentati con abiti comodi, porta con te una bottiglia di Acqua minerale naturale, un fiore o più (che si presti per essere seccato).
Gli operatori Reiki Riceveranno una Iniziazione Energetica sotto l'influsso dell'energia del Wesak
(3 €)
P.S. La serata ha un costo di 3 €. a partecipante per l'affitto della sala.
WESAK
Un'antichissima leggenda buddhista narra che cinquecento anni prima di Cristo il principe Gautama Siddharta raggiunse il massimo grado di illuminazione e diventò un Buddha, cioè un “risvegliato”, liberandosi definitivamente dal giogo delle reincarnazioni. Il Buddha morì nell’anno 483 avanti Cristo nella notte del plenilunio nella costellazione del toro; egli raggiunse la soglia del Nirvana, luogo della Grande Liberazione, dove una volta varcata la soglia, si sarebbe trovato immerso nella Luce della Beatitudine Eterna. Ma mentre stava per varcare quella soglia, il Buddha si arrestò e si volge a guardare indietro, verso il genere umano dove gli uomini sono sofferenti e malati, e provando dal profondo del suo Cuore una enorme Compassione, non ebbe il coraggio di proseguire; così dinnanzi a tutti i grandi Esseri di Luce delle Gerarchie Celesti che erano pronti ad accoglierlo, egli formulò un solenne giuramento: ogni anno, nel momento esatto del plenilunio nella costellazione del toro, Egli sarebbe tornato sulla terra a portare la sua benedizione a tutta l’umanità, per incoraggiarne l’evoluzione spirituale.Questo è il senso della cerimonia del Wesak, un rituale che da 2500 anni viene celebrato nel mondo buddista, e che negli ultimi anni è diventato un evento planetario, senza confini religiosi. La cerimonia del Wesak viene celebrata proprio a maggio, nella notte del plenilunio nella costellazione del Toro, data in cui sarebbe morto il Buddha.
Questa cerimonia viene celebrata nell’Himalaya, nella valle del Wesak, alle pendici del monte Kailash, uno dei luoghi più sacri e magnetici del Pianeta Terra; qui ogni anno, in una posizione segreta, migliaia di persone giungono da India, Tibet, Nepal, per parteciparvi; sono discepoli e maestri di tutte le confessioni religiose, che contribuiscono alla crescita spirituale di milioni di uomini. Quando tutto è pronto per la cerimonia arrivano anche i grandi Maestri Ascesi della Gerarchia Celeste, presenti nei loro Corpi Spirituali ed il Buddha si manifesta nel suo Corpo di Luce per circa otto minuti, elargendo la sua benedizione all’umanità intera. Questa cerimonia è l’opportunità per l’umanità di compiere un balzo in avanti sulla via dell’evoluzione spirituale. Tutti quelli che prendono parte alla cerimonia di persona, col pensiero o in meditazione beneficiano di questa benedizione che li eleva spiritualmente; così ognuno diventa un canale e, a sua volta, ridistribuisce questa potente energia di Luce che altrimenti rimarrebbe inutilizzata.
"La Grande Invocazione"
Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.
Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.
Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.
Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.
Che Luce, Amore e Potere
ristabiliscano il Piano sulla Terra.
(Questa invocazione va recitata solo il giorno del Wesak)
Questa invocazione o Preghiera non appartiene ad alcuno, né ad alcun gruppo, ma a tutta l’Umanità. La bellezza e la forza di essa stanno nella sua semplicità, e nel suo esprimere certe verità centrali che tutti gli uomini accettano, in modo innato e normale – la verità che esiste un’intelligenza fondamentale cui, vagamente, diamo il nome di Dio; la verità che, dietro ogni apparenza esterna, il potere motivante dell’Universo è Amore; la verità che una grande Individualità, dai Cristiani chiamata il Cristo, venne sulla terra, e incorporò quell’amore perché potessimo comprendere; la verità che sia amore che intelligenza sono effetti di quel che vien detto il Volere di Dio; e infine l’evidente verità che solo per mezzo dell’umanità stessa il Piano divino troverà attuazione.
Alice A. Bailey