http://www.gazzettaufficiale.it/index.jsp
http://www.aleph.se/Trans/Tech/Space-Time/
http://www.karelia.ru/~alexk/
http://www.rostra.dk/louis/styr.html?nf=quant_02.htm&titel=Physical%20Consequences%20of%20Decreasing%20Gravity&fra=
http://www.mkaku.org/
http://www.galileonet.it:80/Link/enti_ricerca.html
LA MACCHINA DEL TEMPO -
IL Vaticano forse nasconde
la macchina del tempo costruita da padre Pellegrino Ernetti
Che la ricerca scientifica in Italia non esista o che sia manipolata da
"oscuri" interessi credo che nessuno lo possa negare, basterebbe fare
un
excursus storico sulla realtà di questo paese, per fare tacere tutti gli
oppositori di questa mia personale visione delle cose e dei fatti. Un caso
recente di problematiche in tal senso è stato il "Di Bella Confusion".
Ma la storia è piena di manipolazioni e di imposizioni scientifiche o anche di
scoperte rese occulte o date per eretiche. Basterebbe citare i casi di Giordano
Bruno, Galileo Galilei e quant'altro per poi concludere con il caso
molto più recente di Padre Pellegrino Ernetti appartenuto all'ordine
Benedettino e recentemente scomparso nel 1994. Infatti, Padre Ernetti
avrebbe ( il condizionale è d'obbligo) scoperto e inventato nonché realizzato,
la macchina del tempo intorno agli anni 70. In seguito, lo stesso
avrebbe dovuto tacere per imposizione da parte del Vaticano, ma padre Pellegrino
ne avrebbe parlato con amici stretti prima di morire e di
portare il segreto nella tomba. Di fatto, questa strana storia, sarebbe stata
raccontata in un libro in passato, prima di finire nel dimenticatoio. Negli
ultimi 20 anni circa, la parola Stargate o macchina del tempo è ricorsa
parecchie volte sulla bocca di scienziati, ricercatori e archeologi
sperimentali. Di fatto, la volontà di viaggiare nel tempo o nel passato da
sempre è stata accompagnata da ricerche spasmodiche o
fantascientifiche. Certamente, questa esigenza perché di questo si tratta, di
conoscere il passato o il nostro futuro non è solo appannaggio di
scienziati e archeologi stravaganti, ma già dagli inizi dell'ottocento, era
sentita come propria da scrittori e romanzieri. Viaggiare nel tempo!
Percorso affascinante e mistico insieme. Secondo la fisica, potenzialmente è
possibile farlo. Tecnicamente è possibile viaggiare nel tempo e nello
spazio seguendo due strade, la prima, viaggiando nel futuro la seconda, andando
nel passato a ritroso nel tempo. Il concetto scientifico di
viaggiare nel tempo, secondo ciò che è dato di sapere, è conosciuto dall'uomo
all'incirca dal 1905-1916 con la teoria dei gemelli ipotizzata con la
relatività. Di fatto, secondo le teorie più accreditate dagli astrofisici, per
viaggiare nel futuro bisognerebbe raggiungere la velocità della luce
(seguendo la teoria della relatività) esperimento che d'altronde è già
riuscito con due orologi atomici, ma non con esseri viventi...... almeno per
quanto possiamo sapere. Per viaggiare nel passato, bisognerebbe curvare lo
spazio ed ottenere una via più breve, rispetto a quella che
dovremmo percorrere per raggiungere due punti nello spazio A e B. Per fare ciò
bisogna tenere presente due regole, la prima, è che non si può
tornare più indietro rispetto al momento in cui abbiamo costruito la macchina o
lo stargate (chiamiamolo come ci pare), la seconda ci dice che,
bisogna aspettare di vedere uscire il soggetto dallo stargate B, cioè quello di
uscita prima di entrare, perché così sapremo che sequenza
temporale è invertita e che quindi possiamo tornare indietro. Da questo se ne
deduce che, secondo le conoscenze attuali, non potremmo tornare
più indietro dal momento che abbiamo costruito lo stargate di entrata, cioè
teoricamente da oggi. Pertanto, la volontà di tornare nel passato a noi
lontano, sembrerebbe a noi preclusa, ma è proprio vero?. Secondo il teologo
francese padre Francois Brune, la macchina che è capace di farci
viaggiare nello spazio e nel tempo esiste e si trova nascosta in Vaticano dagli
anni 70. "Pensata" e costruita da padre Pellegrino Ernetti, questa è
stata chiamata "Cronovisore", la stessa captando gli eventi del
passato, li farebbe vedere così come si sono svolti. La scoperta è stata
annunciata al
mondo scientifico, con la pubblicazione di un libro in Francia edito dalle
edizioni Albin Michel con il titolo " Le nouveau mystere du Vatican"
(il
nuovo mistero del Vaticano). Il libro che già si è rivelato una vera meteora
nel mondo scientifico, propone documenti e date, circostanze precise e
fatti cui è difficile fare opposizione. Della "macchina" aveva già
dato notizie lo stesso Ernetti durante gli anni settanta, ma era stato per così
dire
"ZITTITO" dal Vaticano. Il padre Pellegrino si chiuse così in
rigoroso silenzio portando dentro la tomba "l'infernale strumento" con
i suoi segreti.
Padre Ernetti comunque, parlò della scoperta con amici intimi e in seguito a
distanza di anni padre Brune si decise di aprire nuovamente il
capitolo della "macchina infernale". Secondo il Brune, il "Cronovisore"
così si chiama la macchina del tempo, sarebbe stata inventata da un gruppo
di ricercatori fra cui l'Ernetti, il quale captando le onde visive e sonore del
passato, avrebbe ricostruito i fatti e la storia del passato. Secondo i
principi della fisica, con il passare del tempo, la "vita" lascia
dietro di sé una doppia scia visiva e sonora, perché l'uomo altro non è che
energia
visiva e sonora appunto. Ogni energia, sia di movimenti che di vibrazioni
sonore, non si distrugge ma si trasforma, restando nell'etere. Di fatto,
captando questa energia con uno strumento, il "Cronovisore " appunto,
è possibile ricostruire i fatti del passato e muoversi nel tempo. Secondo
una pubblicazione di padre Ernetti dal titolo "Bibbia, teologia; magia e
scienza", edita nel 1987 tutto ciò è possibile, avendo addirittura
captato
eventi teatrali dell'antica Grecia a noi oggi parzialmente sconosciti. Pertanto
sorge spontanea la domanda, e se lo stargate fosse già stato
inventato e realizzato in un passato senza storia e senza ricordo da civiltà
per noi oggi misteriose? Forse il "Cronovisore" potrebbe aiutarci a
capire oggetti e strutture architettoniche per noi oggi indecifrabili e
misteriosi. Di fatto, la notizia recente che un importante progetto scientifico
da
poco realizzato ci rende quasi sgomenti. Infatti, è stata inventata una
macchina in laboratorio che per due minuti è tornata indietro nel tempo
seguendo i principi della relatività prima enunciati. C'è inoltre una vecchia
e bistrattata teoria che ipotizza che i fantomatici incontri ravvicinati, altri
non siano, che il ritorno al passato di esseri umani tecnologicamente avanzati
che tornano indietro con uno strumento che permette di viaggiare
nel tempo e che modificherebbero il nostro presente e quindi il loro
passato...... .
Tornando all'argomento "Italia e ricerca scientifica", visti i
risultati ottenuti dai ricercatori italiani all'estero, poi non ci stupiamo se i
nostri "cervelli"
chiedono....asilo scientifico all'estero. In altre parole, ritengo che forse
dovremmo pensare di più all'interesse e alla crescita del paese, piuttosto
che al tornaconto personale o ad interessi privati. Bisognerebbe eliminare il
mito del "voto", e del concorso, per lasciare spazio alla meritocrazia
e
alla capacità dei singoli di realizzare progetti per capacità e conoscenze,
come d'altronde avviene negli altri paesi. Infatti, i dottorati di ricerca nei
paesi del nord Europa, vengono assegnati perché ritenuti validi "senza
concorso"e allo stesso tempo sono al servizio della società, anziché
essere
assegnati solo per..." concorso e titoli".
Inoltre, negli States, è regola che vi siano partecipazioni fra enti privati,
universitari e magnati di ogni genere, e non è solo una questione di
danaro. Recentemente, negli Stati Uniti, un privato ha finanziato una ricerca
per uno studio relativo all'ingegneria genetica. Alla luce delle nuove
disposizioni in ambito della ricerca, non vedo nessun cambiamento reale rispetto
al passato, il Ministro Moratti, non credo abbia trovato una
risoluzione al problema sia per quanto concerne la fuga dei cervelli fuori
dall'Italia, ne credo abbia risolto il problema delle lobbyes universitarie se
così possiamo chiamarle o se così mi è concesso chiamarle.
D'altronde, come diceva il buon vecchio Totò Lemocò lasci fare...ed
aggiungo...la ricerca in Italia che vuoi che sia! Tanto c'è ...l'America.
..................................................................
La fisica degli UFO
gravità, spazio, tempo, riferimenti all'esperimento Filadelfia ed al
cronovisore di Padre Ernetti
di Carlo Morsiani
- Sunto della relazione presentata da Carlo Morsiani al Convegno USAC 2002 -
Il compito dell'ufologia è prima di tutto di raccogliere informazioni
e dati sugli avvistamenti, poi successivamente di analizzare i dati. I
fenomeni classificati come ufologici però non sono
spiegabili in base alle leggi della fisica conosciute, ovvero quelle
insegnate nelle università.
Nel corso della mia ormai trentennale ricerca, mi sono reso conto che la
scienza ufficiale non considera quei ricercatori che hanno dato contributi
decisivi per trovare spiegazioni ai fenomeni Ufo.
Gli esponenti della scienza ufficiale non si limitano a negare l'esistenza
degli ufo, ma hanno addirittura eliminato dalla storia della scienza tutti quei
ricercatori il cui contributo è di fondamentale
importanza non solo per la comprensione dei fenomeni Ufo, ma per la
comprensione di tutto quello che ci circonda, il nome più importante è senza
dubbio quello di Nikola Tesla, su cui ho ampiamente
riferito al meeting Usac 2000 www.usac..it/i_dischi_volanti_e_reticolo_elet.htm
Nel percorso di ricerca da me seguito poi ho richiamato l'opera di molti
altri, a riguardo della gravitazione e dell'elettromagnetismo e della
trasformazione della energia in materia, e ho sfiorato
soltanto l'argomento del tempo, nel senso dei viaggi del tempo.
Di recente è stato pubblicato dall' editore francese Albin Michel un
libro sul cronovisore di padre Pellegrino Ernetti. Da molto tempo questo
interessante ricercatore era caduto nel dimenticatoio.
La possibilità di vedere e udire fatti del passato è sicuramente
affascinante, certamente il viaggiare nel tempo fisicamente lo sarebbe ancora di
più, ma comunque anche il poter assistere mediante una
apposita apparecchiatura ai fatti del passato sarebbe assai interessante,
e sicuramente meno pericoloso che andarvi di persona.
La rivelazione di nuovi dettagli mi dà lo spunto per approfondire
ulteriormente l'argomento del tempo. Con la diffusione di videocamere si sono
accumulati molti interessanti documenti in cui si vedono
le straordinarie capacità di manovra di forme luminose, dette ufo, che
seguono traiettorie tali da non potere essere che determinate da intelligenza e
volontà. In alcuni casi si è poi notata la capacità
di scomparire per poi riapparire a breve distanza, come nei famosi filmati
di Città del Messico. In altri casi persone rapite, riportate indietro dopo
poco tempo secondo i nostri orologi, presentavano
chiari segni e ricordi di un periodo di tempo ben maggiore. In un famoso
caso, l'individuo riapparso dopo 20 minuti aveva la barba cresciuta di tre
giorni.
Il famoso esperimento Filadelfia è interessante per gli ufologi, perché
da esseri umani è stato ricreato un fenomeno simile a quello degli Ufo, ovvero
la sparizione alla vista di un oggetto, in questo
caso una nave, e poi il suo riapparire. A conferma c'è un argomento
inoppugnabile, questo fenomeno è stato riprodotto in laboratorio dal canadese
Hutchinson,mediante l'impiego di bobine di Tesla. Queste
producono variazioni di peso e di velocità dello scorrimento temporale,
con apparecchiature piccole spariscono solo oggetti piccoli, ma l'importante è
l'aver verificato il metodo. Anche la luminescenza
caratteristica degli avvistamenti notturni di Ufo è stata ricreata in
laboratorio, come l'effetto antigravitazionale Biefeld-Brown, si vedano le foto
nel sito http://jnaudin.free.fr .
Tutto questo fornisce una base fondata per sospettare che possano anche
esistere ufo "poco extra e molto terrestri", almeno nel senso della
costruzione, se non del progetto, ma riguardo a questo
argomento in questo convegno è stata presentata la relazione dell'amico
Tom Bosco.
Invece lo scopo di questo mio intervento è di spiegare che l'esperimento
Filadelfia, i successivi esperimenti a Montauk ed il cronovisore di Padre
Ernetti sono riconducibili agli stessi principi fisici,
e che tutto questo può apparire incredibile solo a chi non ha un quadro
completo delle ricerche utili a comprendere questi fenomeni.
Nella fisica ufficiale si vorrebbe far credere che nell'elettromagnetismo
sia stato capito tutto, e che rimane solo da comprendere meglio la gravitazione;
quanto ai viaggi nel tempo, non manca chi
pensosamente asserisce che teoricamente sarebbe possibile andando a fare
un giro intorno ad un buco nero.
E poi questi scienziati trattano gli ufologi come dei poveri creduloni.
Si noti che a tutt'oggi non solo non esiste una teoria unificatrice di
tutte le forze, ma nemmeno quelle che dovrebbero essere note lo sono per
davvero. In realtà chi si affaccenda a trovare teorie
sulla formazione dell'universo non sa nemmeno perché i suoi piedi stanno
attaccati alla terra, e pretende di farci credere che la terra continui a girare
intorno al sole, perché tanto tempo fa le è
stata impartita una bella spinta e, poiché nello spazio vuoto non c'è
attrito, da allora continua imperterrita nel suo moto, con buona pace di tutti i
campi gravitazionali...
Il concetto di tempo non è comprensibile se non insieme ai concetti di
spazio, materia ed energia elettromagnetica e gravitazionale.La maggiore
difficoltà per me non è nel capire i concetti base, ma
nell'esporli a persone che sono state istruite secondo la scienza
ufficiale, per cui ad ogni termine vengono associati certi concetti, che in
realtà sono soltanto vagamente descrittivi di apparenze; per
poter ben spiegare si deve costruire una nuova terminologia, esplicativa
della vera sostanza di ogni concetto. Alla parola tempo si associa il concetto
dello scorrere inesorabile del medesimo in avanti,
in un flusso apparentemente inarrestabile. I più vicini al vero sono i
musicisti, che col termine tempo indicano una successione di battute separate da
intervalli uguali, la maggiore o minore durata dei
quali definiscono la velocità del tempo: adagio, medio, allegro, etc. In
effetti il tempo, per quanto appaia un flusso continuo, in realtà non può non
avere una unità fondamentale, osservò il
Todeschini: se la sua unità fosse uguale a zero, una successione di zeri
avrebbe come risultato sempre zero, non esisterebbe alcunché, per cui l'unità
temporale deve essere diversa da zero. Quindi al
concetto di tempo, che scorre come l'acqua di un fiume, dovremo sostituire
il concetto di una natura oscillatoria, ritmica, come un onda. Todeschini è
anche autore di una spiegazione della gravità
semplicemente perfetta che più volte ho esposto; ricordo solo brevemente
che l'effetto di gravitazione che noi avvertiamo come peso, che ci trattiene a
terra, è l'effetto di un flusso di etere
rotorivoluente che ci spinge verso il centro della Terra, ma che flussi di
etere rotorivoluenti in senso opposto si respingono, dando luogo a quella che
impropriamente per comodità viene chiamata
antigravità, ma sarebbe corretto definire repulsione gravitazionale: in
sostanza,come esistono attrazione repulsione magnetica, non diversamente
esistono attrazione e repulsione gravitazionale.
Per legge di simmetria, essendo parimenti la natura del tempo
oscillatoria, ne consegue che ad un tempo positivo debba fare riscontro un tempo
negativo. Esattamente come alla materia fa da controparte
l'antimateria. Prevengo chi volesse obiettare che non si sono mai viste le
lancette dell'orologio andare all'indietro dicendo che Tesla lo ha visto in
laboratorio, e di qui è scaturita l'idea che
avrebbe poi messo nelle mani di alcuni sconsiderati, dopo la morte di
Tesla, l'apparecchiatura con cui hanno combinato quel pasticcio chiamato
esperimento Filadelfia. Ma è assolutamente inutile
descrivere le apparecchiature senza che sia stato compreso il principio
fisico.
Luce, elettromagnetismo, tempo, gravità e materia non sono cose
indipendenti fra di loro, ma sono strettamente interdipendenti fra di loro
esattamente nell'ordine in cui le ho elencate.
Dopo Todeschini,chi secondo me ha fatto un passo decisivo nella
comprensione della realtà è il capitano Bruce Cathie,di cui ho riferito già
in precedenti relazioni.
Soltanto da poco si comincia a segnalare che la velocità della luce non
ha un valore massimo,ma c'è chi inascoltato se ne è accorto ben prima,e ne ha
dedotto tutto quello che ne consegue. La velocità
della luce non è la stessa nello spazio interstellare ed in prossimità
di campi gravitazionali, e nemmeno fra l'equatore ed i poli terrestri. La
insuperabilità della velocità massima della luce è l
'argomento chiave per negare la possibilità che qualche extraterrestre
possa, anche solo per sbaglio, capitare dalle nostre parti. Il celeberrimo prof
Carlo Rubbia dichiarò in un'intervista televisiva
che, essendo tanto grandi le distanze interstellari, ammesso che si possa
viaggiare alla velocità della luce, un ipotetico extraterrestre, accortosi che
sulla terra c'è vita, impiegherebbe tanto tempo,
per cui al suo arrivo la civiltà terrestre avrebbe fatto in tempo ad
essersi estinta, dal che occorre dedurre che gli ufo debbono avere qualche altra
spiegazione. La vita c'e sicuramente nel cosmo da
qualche altra parte, chi potrebbe negarlo? Ma è tanto irraggiungibile,
che è come se non esistesse, per cui si vuol far credere che gli extraterrestri
non possono essere qui. Ciò veniva esposto con fare
nervoso e falsamente cortese,come quando si dice qualcosa per non
dispiacere a qualcuno, ma si è convinti del contrario... Un vero attore avrebbe
recitato questa scena con più convinzione. Ma non si può
pretendere che uno scienziato sappia anche recitare.
Ebbene non uno solo di questi dogmi è vero, a partire dalla massima
velocità della luce, uno dei presupposti della famosa teoria della relatività
di Einstein. Dove, stabilendo un limite invalicabile
alla velocità della luce, si è dovuto far ricorso alle contrazioni di
Lorentz e poi, per aver voluto negare l'esistenza dell'etere, si sono dovute
attribuire proprietà allo spazio vuoto, ma il nulla non
può aver alcuna proprietà, come fa ed esistere un nulla curvo? Il nulla
non può essere altro che nulla, né dritto né curvo; se la luce,
incontrando un campo gravitazionale, invece di tirar dritto per
la sua strada come se niente fosse, si sente in dovere di seguire un
percorso curvo, vuol dire che quel nulla attraversato non è poi così nulla
come si vorrebbe far credere.
Ma gli scienziati hanno il dono di complicare le cose, al punto che
nessuno ne capisce più nulla, ma per non fare brutta figura si ripete a
pappagallo qualcosa che non si capisce che, essendo stato
detto da qualcuno famoso, nessuno osa criticare per non rendersi un
antipatico guastafeste, e magari nemmeno perdere il posto tanto sudato
all'università.
Bruce Cathie ha trovato la relazione armonica fra la diminuzione della
velocità luce e il formarsi di un campo gravitazionale, da cui si forma la
materia. Riassumendo quelle che vengono chiamate
particelle materiali, non sono altro che vortici di luce, formanti una
onda stazionaria, che noi chiamiamo materia. Non è certamente una novità
affermare che la materia altro non è che energia
condensata, ma è nuovo il fatto che Cathie ha risolto la famosa equazione
di Einstein esprimendo la massa m nel corrispondente valore energetico. La
trasformazione della luce in materia avviene mediante
lo stabilirsi di un campo elettromagnetico, che corrisponde al corpo
eterico che ogni cosa ha, questa oscillazione è l'inizio della linea temporale,
a cui fa seguito lo stabilirsi del campo
gravitazionale, a cui fa seguito la materializzazione. Il tempo è il
ritmo a cui oscilla una determinata realtà materiale, esattamente come vi sono
nello spazio contemporaneamente oscillazioni
elettromagnetiche di differente frequenza provenienti da differenti
trasmettitori, altrettanto esistono differenti realtà materiali caratterizzate
solo da una differente frequenza base.
Come ruotando la manopola di sintonia dei nostri apparecchi radio possiamo
ascoltare differenti stazioni, così variando la nostra frequenza base è
possibile passare da una dimensione all'altra, vedasi
l'esperimento Filadelfia Fosse così semplice, si dirà, ma in linea di
principio lo è, in pratica per far cambiare di dimensione qualcosa occorre
mettere in moto ben più energia di quanta non ne serva
per ascoltare la radio o vedere la televisione. E soprattutto occorre
trovare le giuste frequenze e forma d'onda per formare il vortice eterico
necessario.
Ma in natura c'è già tutto, comprendendo come l'energia si trasforma in
materia si capisce tutto quello che serve. Purtroppo la scienza cosiddetta
moderna fino ad ora ha mostrato solo di saper
trasformare la materia in energia,come un bambino che impara prima a
distruggere i giocattoli regalatigli dai suoi genitori, e solo da adulto impara
a costruirne di nuovi.
Ma se la scienza attuale non esce alla svelta dallo stato infantile,
rischia di non divenire mai adulta, e con essa l'intera umanità.
Il cronovisore di Ernetti è basato sul principio che nulla si crea e
nulla si distrugge, ma tutto si trasforma... Ogni avvenimento produce suoni ed
immagini, questa energia non svanisce nel nulla, ma
mediante sensibilissime antenne può essere captata.
Che l'energia non si distrugga è vero: Tom Bearden, il più grande
studioso di Tesla, ha perfettamente capito il principio della free energy. Lo
spazio è energia allo stato potenziale, dove noi non
vediamo alcunché, diciamo che non c'è nulla, nulla che i nostri sensi,
fisici od elettronici possano captare, perché noi chiamiamo energia solo il
manifestarsi della medesima, ciò che è allo stato
potenziale lo chiamiamo nulla, ma ciò è uno sbaglio, perché quel nulla,
quando comincia ad organizzarsi in vortici sempre più complessi per noi diventa
energia, luce, campo elettrico e magnetico, tempo,
gravità, materia, e quando si disorganizza ritorna allo stato iniziale,
ma in realtà ciò che noi chiamiamo creazione e distruzione sono soltanto
trasformazioni.
Parimenti noi diciamo a proposito di una dinamo o di un alternatore che
generano energia, e che l'energia è la capacità di compiere un lavoro, il
compimento del lavoro consuma l'energia, e ne abbiamo
bisogno di nuova. In realtà l'energia non viene generata, questo è un
termine descrittivo che non spiega affatto come avvengono le cose, ma anzi
confonde le idee e svia dalla giusta spiegazione.
Noi usiamo lo stesso termine a proposito di un bambino che viene generato
dalla madre, in realtà si tratta di una serie di trasformazioni, lo stesso per
l'energia, noi confondiamo una cosa con quello
che fa, ma noi quando dormiamo, anche se no facciamo nulla, non cessiamo
di essere noi stessi, così l'energia potenziale, quando non si manifesta come
lavoro, non cessa di esistere, ha solo una forma
differente, con i nostri apparati non facciamo altro che cambiarne la
forma, ovvero trasformare l'energia potenziale in energia attuale, alla fine del
processo si dice che l'energia è stata dissipata,
in realtà è restituita all'ambiente da cui è stata prelevata.
Perciò il primo assunto di Ernetti è confermato.
Il secondo principio è che, per captare le onde, occorrono antenne,
cosa ovvia, però l'unico punto in cui non è deliberatamente chiaro è su chi
fa la sintonizzazione e come la fa.
Ma allora che segreto sarebbe?
Padre Ernetti sapeva bene di aver detto abbastanza per chi fosse a
conoscenza di certe altre faccende, ma poiché non tutti le sanno, occorre
riepilogarle.
Con il termine radioestesia si intende la sensibilità che talune persone
dimostrano alle emissioni radianti, l'esempio più noto è chiamato rabdomanzia,
ovvero la sensibilità di individuare sorgenti
d'acqua nascoste, che talune persone dimostrano di avere; vi sono casi
tanto famosi che è inutile soffermarsi su questo punto, ma oltre a questo tale
sensibilità si spinge ben oltre, rendendo possibili
molte altre ricerche. Sempre di più si parla di "Remote viewing"
ovvero osservazione a distanza, detto così all'americana sembra un brevetto
fresco fresco di qualche intraprendente multinazionale, ma in
realtà trattasi di cosa vecchia quanto le più antiche tradizioni
sciamaniche ed iniziatiche. Detto questo la cosa assume un aspetto decisamente
meno attraente, e sembra far parte di superstizioni da
poveri selvaggi, poveri sicuramente, visto come sono stati depredati dalla
cosiddetta civiltà moderna, selvaggi in quanto vivono nella selva, finché
dura, ma se continua il disboscamento al ritmo
attuale, anche questo termine diverrà obsoleto, o forse saremo prima
obsoleti noi tutti. Se per selvaggi intendiamo degli ignoranti, essi ignorano
alcune cose che noi sappiamo, ma dovrebbe venirci il
dubbio che forse essi conoscono qualcosa che noi ignoriamo. So bene che
esiste una certa diffidenza nei confronti di tutto ciò che viene dall'oriente a
proposito di santoni, sciamani e guru, non sono
mancati gli imbrogli e le avventure, cominciate con le migliori
intenzioni, ma finite tristemente, tuttavia occorre discernimento nel cogliere
ciò che di positivo è arrivato a noi occidentali, senza
lasciarci distogliere da pregiudizi, e da dogmi ben radicati ma tutti da
dimostrare.
La capacità telepatica di comunicare da mente a mente a qualunque
distanza, di vedere nel passato e prevedere il futuro, nel senso di vedere le
possibilità in base alle proiezioni del Karma, sono
facoltà possedute da maestri di Yoga, sciamani neri e pellerossa, saggi
cinesi e giapponesi, anche da santi della chiesa cattolica, e da iniziati
sapienti come Nostradamus, ma anche da tante persone che
se le ritrovano per effetto Karmico dalle precedenti esistenze, senza che
facciano parte di nessuna consorteria, come per esempio il famoso dott Rol. I
veggenti al giorno d'oggi non mancano, anzi, forse
sono anche troppi, il difficile sta nel distinguere chi vede il vero da
chi vede solo le proprie fantasie: alle volte le due cose sono mescolate in modo
tale che uno che non sia a sua volta veggente,
non ce la può fare. Solo il tempo è giustiziere dei falsi profeti, ma
nell'immediato l'impresa è ardua.
Ma allora, se la visione del passato può essere attuata con le sole
facoltà umane, a cosa serve il cronovisore?
Serve come ad un miope servono gli occhiali, a un cieco non servono, perché
non ha gli occhi funzionanti, ma a chi li ha funzionanti in modo imperfetto, gli
occhiali servono a migliorare la vista.
La psicotronica consiste nell'applicazione della tecnologia elettronica
alle facoltà psichiche, per amplificarle, registrarle, riprodurle. Una volta
appreso che formando un campo energetico con bobine
di Tesla si cambia dimensione, per non viaggiare a casaccio occorre
stabilire dove e quando andare, l'onda contenente le coordinate tempo-spazio è
formata nella mente umana, ed irradiata dal corpo
astrale, e perciò captabile, registrabile ed amplificabile. Su questa
base sono stati svolti gli esperimenti alla base di Montauk. Purtroppo fra gli
autori della celebre saga pare, almeno da quanto
leggo nei relativi siti internet, vi sia un certo disaccordo su chi stia
facendo disinformazione, ma confrontando i contenuti con altre fonti, la base
non è sbagliata, forse vi sono molte aggiunte
fuorvianti, ma l'essenza è fondamentalmente corretta. Poi troppa verità
dà fastidio, mescolando anche qualche storia inventata si passa nella pseudo
fiction e la faccenda viene lasciata correre, tanto
pare incredibile. Fino ad ora è l'unico modo di mettere in circolazione
certe idee senza rimetterci le penne.
Anche in Russia è stata sviluppata la psicotronica, addirittura in
anticipo rispetto agli Usa.
Mettendo insieme quanto abbiamo visto, sapendo creare un campo energetico
adeguato, sintonizzandolo a dovere, la distanza spazio-temporale fra l'apparato
ricevente e quello registratore diviene nulla,
per cui sono come contemporanei ed il trasferimento di suoni ed immagini
può aver luogo, se si innalza di più il livello energetico si può entrare
fisicamente nel vortice, finché lo si chiama
"stargate"allora è un film americano, o sono i trucchetti
televisivi del simpatico Giacobbo, ma non si pensi che sia solo una fantasiosa
trovata.
In realtà definire gli ufo navi spaziali è riduttivo, almeno gli esseri
più evoluti non viaggiano fisicamente attraverso lo spazio, ma si trasmettono
istantaneamente come un'onda telepatica, alla faccia
di Einstein e della massima velocità della luce.
Ce ne sono anche di meno evoluti, e proprio per questo alcuni sono stati
abbattuti, vedasi Roswell.
Quelli ancora meno meno evoluti sono imitazioni terrestri, buone solo per
i non intenditori.
Mi auguro che la mia trattazione sulla fisica degli ufo e viaggi nel tempo
possa esservi utile .
Una macchina in grado di osservare gli eventi del passato che appaiono in
forma olografica in un piccolo spazio cubico. Questa la scoperta attribuita al
monaco benedettino Padre Pellegrino Ernetti
insieme a 12 scienziati, fra cui Enrico Fermi e Padre Agostino Gemelli
fondatore dell'Università cattolica di Milano, nei primi anni '50 del secolo
scorso. Una notizia che era entrata nell'oblio se non
fosse per un libro di Peter Krassa nel marzo del 2000 e di Padre Francois
Brune nel febbraio di quest'anno che accendono i riflettori su una vicenda
ancora avvolta nel mistero e che coinvolgerebbe
anche il Vaticano.
Una recensione "sui generis" del libro in francese "Il
nuovo mistero del vaticano" di Padre Francois Brune , un teologo molto
conosciuto in Francia, edito dalla Albin Michel di Parigi che ce lo ha
inviato alla fine di agosto.
Anno 2002, verso la fine del mese di Luglio. Ricevo una telefonata da un
amico del Veneto. Conoscendo i miei interessi di ricercatore, l?amico mi
comunica che rimbalzano sui giornali veneti notizie di
un libro su Padre Pellegrino Ernetti, scritto da Padre Francois Brune,
edito dalla Albin Michel di Parigi dal titolo stimolante: "Le Nouveau
mystere du Vatican".
Già, Padre Ernetti.
Intorno al 1997, con altri ricercatori, stavo raccogliendo informazioni su
persone dotate della capacità di visione a distanza e della visione temporale.
Naturalmente eravamo interessati anche alle apparecchiature che avrebbero
potuto rendere possibile osservare e registrare eventi di luoghi lontani nel
tempo e nello spazio.
In questo contesto, mi ero anche documentato sulle ricerche molto
particolari di Giuseppe Calligaris (13). Il Prof. Calligaris aveva scoperto che,
sollecitando alcuni precisi punti del corpo umano, si
potevano rivivere non solo eventi del passato personale, ma anche eventi
storici non direttamente riconducibili alle esperienze personali.
Fra i ricercatori, in questo campo di frontiera, ero venuto a conoscenza
delle ricerche di Padre Pellegrino Ernetti. Il monaco benedettino, nei decenni
trascorsi, era stato trascinato al pesante onore
della cronaca perché ritenuto ideatore e costruttore, con altri
scienziati, di un apparecchio che sarebbe stato in grado di osservare e
registrare eventi del passato. Feci ricerche su di lui per
poterlo incontrare.
Seppi che, essendo monaco Benedettino, viveva presso il monastero
benedettino dell'isola di San Giorgio maggiore a Venezia, dove era morto
nell'aprile del 1994.
Nominato dal Ministero della Pubblica Istruzione, era stato anche
insegnante di Prepolifonia, unica cattedra in Italia istituita nel 1955, presso
il conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.
Coinvolgendo due amici trovai il modo di recarmi con loro a Venezia con
l?obiettivo di parlare con qualche suo confratello nel monastero. Era, infatti,
mia intenzione sapere se esistessero, sulla
questione della macchina del tempo poi chiamata cronovisore, documenti o
appunti di cui si fosse potuto prendere visione.
Ci accompagnò al Monastero una giornalista del Gazzettino di Venezia che
conosceva bene Padre Ernetti e ne aveva una grande stima; ma non sapeva nulla
sulle ricerche scientifiche del Padre benedettino
riguardanti la macchina del tempo.
Giunti al Monastero, fummo accolti, con molta disponibilità, da un
confratello di Padre Ernetti. Il Padre benedettino ci condusse in quello che ci
presentò come lo studio dello stesso Padre Ernetti,
dove conversammo a lungo.
Lo studio di padre Ernetti si trovava vicino alla porta d'entrata del
Convento, ritengo, a causa della sua attività pubblica prima e di esorcista
poi.
Il Padre benedettino mise delicatamente in dubbio che questo gran chiasso,
intorno a Padre Ernetti potesse, alla fine, avere un fondo di verità.
Com'era nel programma, chiedemmo di avere maggiori informazioni
sull'argomento e di prendere visione di documenti scientifici lasciati da Padre
Ernetti sulla sua macchina del tempo, ormai mondialmente
famosa. Il Padre rispose che non poteva esserci d'aiuto perché presso il
monastero non esistevano incartamenti sulle "ipotetiche" ricerche di
Padre Ernetti.
D'altra parte, capimmo che non eravamo i soli ad aver varcato la soglia
del Convento attratti da queste notizie.
Esposi quanto avevo letto su un'intervista rilasciata da Padre Ernetti
alla Domenica del Corriere, pubblicata il 2 maggio 1972, di cui mi ero procurato
una copia.
Il Padre negò che quanto apparso su quell'articolo potesse avere un
qualunque concreto riscontro scientifico. E così, consapevoli del ?giro? a
vuoto, ci accomiatammo.
Ma cosa diceva quest'articolo pubblicato nel 1972 per scatenare
l'interesse generale, oltre che il nostro, a quasi trent?anni di distanza.
Diceva, attraverso un non nominato signor X, che la macchina inventata da
padre Ernetti, insieme ad un gruppo di 12 fisici, sarebbe stata in grado di
fotografare il volto di Cristo mentre era ancora
vivo sulla croce. Non solo ma, creando il massimo di rimbombo
giornalistico, presentava un'immagine di Cristo, in molti punti combaciante, si
dichiarava, con la Sacra Sindone. Un'immagine che il Signor
X, e non Padre Ernetti, dichiarava proveniente da questa macchina del
tempo che dunque esisteva e funzionava.
Ma com'era fatta questa macchina, come funzionava e con quali principi?
Dalla lettura dell'intervista della Domenica del Corriere n. 18 del 2
maggio 1972, che chi vuole può leggersi integralmente fra i documenti presenti
in appendice (1), estraggo le seguenti risposte
direttamente provenienti da Padre Ernetti:
- la macchina è formata da una serie di antenne per permettere la
sintonizzazione delle singole voci ed immagini.
- la procedura di funzionamento della macchina è la stessa utilizzata
dagli astronomi che, calcolando gli anni-luce, riescono a ricostruire l'aspetto
di una stella spentasi da migliaia di anni.
- il sistema di funzionamento si basa sul principio di fisica, comunemente
accettato, secondo il quale le onde sonore e visive, una volta emesse, non si
distruggono, ma si trasformano e restano eterne
ed onnipresenti intorno alla terra; quindi possono essere ricostruite,
come ogni energia, in quanto esse sono energia.
- il suono e la luce sono energie
- la luce può trasformarsi in suono e viceversa.
- Il suono, una volta emesso, inizia un processo di disgregazione in altri
tipi di onde sonore che l'orecchio umano non è in grado di udire.
- Dal suono disgregato si può tornare al suono originario, così come
dalla materia disgregata si può ricostruire la sua forma originaria, secondo i
principi della teoria atomica.
Tutto parte dallo studio dei suoni attraverso l'analisi dell'oscillografia
elettronica.
Ogni essere umano lascia dietro di sé una doppia scia, una sonora e una
visiva, esse sono uniche, come sono uniche le impronte digitali.
Nell'intervista si parla anche della registrazione originale, con la
macchina del tempo, di un'antica opera teatrale attribuita a Quinto Ennio dal
titolo "il Thyeste" che fu rappresentata nel 169 a.c.
presso il tempio di Apollo, che si trovava fra il Foro e il Circo
Flaminio. In questo modo l'intera opera venne ricostruita. Tutte queste
dichiarazioni sono attribuite, dal Giornalista Vincenzo
Maddaloni, sempre al Signor X e non a Padre Ernetti che, sia pure
sollecitato, non risponde.
Inoltre, Padre Ernetti, nell'intervista, considera la sua invenzione
pericolosa perché potrebbe mettere in pericolo la libertà di parola, di azione
e di pensiero. Infatti, dichiara che, con la sua
macchina, si può captare anche il pensiero, essendo il pensiero stesso
un'emissione di energia. Sarebbe quindi possibile, e questo viene considerato
pericolosissimo, conoscere sia il pensiero del
vicino di casa che il pensiero di un avversario.
Padre Ernetti, però, precisa che i suoi studi non hanno nulla a che
vedere con la parapsicologia o con la metapsichica e, tanto meno, possono essere
equiparati con gli studi che cercano di dare una
spiegazione a tutto ciò che è voce, suoni o figure provenienti dall?aldilà.
Nel primo capitolo del libro di Padre Brune intitolato ?Papà aiutami?
Padre Ernetti racconta delle prime esperienze registrate nel laboratorio fisica
sperimentale di Padre Gemelli, presso l?Università
Cattolica di Milano, riguardanti le voci provenienti dal cosiddetto aldilà,
ma anche della costruzione del cronovisore.
Padre Gemelli aveva l?abitudine di fronte a qualche difficoltà di dire
?Ah! Papà aiutami?. Un giorno, era il 17 settembre 1952, dopo l?ennesima
esclamazione di Padre gemelli, sul magnetofono si
registrò la voce del papà di Padre Gemelli che diceva: ?Ma certo che ti
aiuto, io sono sempre con te?.
Il primo istinto di Padre Gemelli fu di spegnere l?apparecchio ma Padre
Ernetti lo convinse a riaccenderlo per verificare quanto avevano ascoltato.
Riudirono la voce che Padre Gemelli riconosceva come
quella di suo padre che aggiungeva: ?Ma si, zuccone, non vedi che sono
proprio io??.
Il termine ?Zuccone? era proprio il termine usato dal padre di Gemelli
mentre era in vita nel rivolgersi in alcune occasioni al figlio ancora bambino.
Da questo episodio Padre Gemelli, che era anche specialista in fisica
quantica, iniziò, con Padre Ernetti, una serie di ricerche nel campo della
fisica applicata per andare a fondo delle possibilità
che si aprivano.
Occorre anche tenere presente che Padre Gemelli era, in quegli anni,
presidente dell?accademia scientifica pontificia. Incarico che Padre Gemelli
utilizzò per ottenere, insieme a Padre Ernetti,
un'udienza riservata con Pio XII il quale spinse i due a studiare
accuratamente la questione.
Padre Ernetti, utilizzando la sua cattedra presso il conservatorio
Benedetto Marcello di Venezia, inizia a lavorare sul progetto del visore
temporale, avvalendosi della collaborazione di una dozzina di
scienziati fra cui Fermi e Werner Von Braun.
Il visore viene, alla fine, messo a punto e appaiono le immagini ed i
suoni dell?evento del passato al centro di un piccolo spazio; appaiono in bianco
e nero e come ologrammi, tridimensionali.
Tutte le esperienze vengono filmate.
Attraverso un regolatore di onde, per tentativi, si cercava di prendere
contatto con le onde specifiche del personaggio su cui si voleva sviluppare la
ricerca.
Mussolini, Napoleone, Cicerone. I mercati di Traiano a Roma,
(Probabilmente questa macchina, se esistente, veniva portata sul posto
dove doveva richiamare l?evento del passato, nota mia)
Naturalmente, essendo prete, Padre Pellegrino vuole rivedere la passione,
morte e resurrezione di Gesù Cristo.
Tutto viene filmato. Siamo negli anni '50.
Ma torniamo al 1972.
Dopo qualche tempo, sulla fotografia del Cristo, pubblicata dalla Domenica
del Corriere, nasce una feroce polemica.
La polemica è innescata nel n. 17 del Giornale dei Misteri. In questo
numero, nella rubrica di corrispondenza curata da Sergio Conti, viene pubblicata
una lettera di un lettore del GdM che accusa Padre
Ernetti di mistificazione.
In questa lettera, che trovate in appendice (2), un lettore di Roma scrive
una lettera aperta a Padre Ernetti. Questo lettore afferma che il volto di
Cristo apparso sulla Domenica del Corriere, e
ripreso dal Giornale dei Misteri nr. 16, è lo stesso volto del Crocifisso
ligneo, opera dell'artista Cullot Valera, venerato nel Santuario dell'Amore
Misericordioso di Collevalenza (Todi).
Alla lettera è allegata una copia del santino in cui appare il volto del
crocefisso ligneo.
A fianco del santino è pubblicata, dal GdM, una copia invertita e
schiarita dell?immagine del Cristo apparsa sulla Domenica del Corriere (1).
Sergio Conti, nel suo commento, afferma, per certo, che la foto pubblicata
dalla Domenica del Corriere sia stata consegnata dallo stesso Padre Ernetti al
giornalista curatore dell?articolo. Mentre noi
sappiamo, dai documenti che abbiamo, che non è vero.
O Sergio Conti si è inventata la circostanza, oppure ha ricevuto questa
informazione, non vera, direttamente o indirettamente da Vincenzo Maddaloni.
Padre Ernetti non interviene nella polemica. I suoi estimatori fanno
capire che è stato ridotto al silenzio dai suoi superiori, su pressione dalle
autorità ecclesiastiche vaticane.
Sulla rivista Arcani n. 25 del giugno 1974 appare un articolo di Teresa
Pavese. E? un articolo-intervista dal titolo ?Cronovisore - la materia racconta?
nel quale viene presentata la ricerca di Don
Luigi Borello nel campo della fisica neutrinica. (3)
L?articolo si propone di rendere note le ricerche di Don Luigi Borello.
Ricerche, anche quelle di Don Borello, tendenti a recuperare e rendere visibili
e udibili gli eventi del passato. Nello stesso
articolo viene comunicato che lo stesso Don Borello sta preparando un
libro sui risultati delle sue ricerche.
Sempre nel 1974, sul n. 24 della rivista Arcani, Don Luigi Borello, che vi
tiene una rubrica nella sua qualità di sacerdote, sollecitato da un lettore, ci
tiene a rimarcare la differenza tra la sua
ricerca e quella di Padre Ernetti (4).
Padre Ernetti ritiene di poter pescare gli eventi intorno alla terra, Don
Borello ritiene invece che gli eventi si fissino sulla materia.
Don Borello, in un'altra risposta, pubblicata nel numero con il quale
cessa di tenere la rubrica per la rivista Arcani (5), sintetizza gli elementi
teorici della sua ricerca nel campo della
"cronovisione". Egli dichiara di basare le sue teorie su quelle
di Renato Palmieri sulla fisica del campo antigravitazionale. Le teorie di
Palmieri tendono ad inquadrare tutti i fenomeni dell'universo
fisico in una precisa "geometria di campo". Cosa possibile solo
se esiste un "plenum continuum" alternativo alla teoria dello spazio
vuoto; che è, invece, una teoria che accomuna molti dei moderni
cosmologi.
Personalmente non trovo contraddizione fra l?ipotesi Ernetti e l?ipotesi
Borello: l?energia risultante degli eventi spazio-temporali del passato può
trovarsi accumulata nella materia, attorno alla
quale si sono svolti gli eventi stessi, oppure, la stessa energia
risultante può avvolgersi attorno alla terra in movimento.
Ma questa è altra cosa dalla possibilità di ogni singolo essere vivente
di collegarsi con gli eventi che si svolgono nel presente, nel passato, nel
futuro.
Passano diversi anni. Sulla cronovisione, nonostante le speranze accese
con l'articolo del 1972 sulla Domenica del Corriere, non ci sono più notizie.
Otto anni dopo, sul Giornale dei Misteri n. 114 del 1980 (6), lo stesso
giornalista Sergio Conti che cura la rubrica di corrispondenza dal titolo
"I lettori ci scrivono", entra in dura polemica con un
difensore di Padre Ernetti: il signor Annunziato Gandi. Il titolo dell?articolo
è: ?Padre Ernetti e la cronovisione?.
Il Signor Gandi è Presidente della Fondazione Giorgio Gandi Museo del
Grammophon del Disco e delle voci celebri, ex Oratorio Della Fava che si trova a
Venezia (dal 1991 il museo è stato chiuso), Il
Gandi scrive una lettera dal titolo "Perché il Padre Pellegrino
Ernetti non ha partecipato al Congresso di Fermo (ottobre 1979).
In questa lettera, il Signor Annunziato Gandi cerca di spiegare la mancata
presenza di Padre Ernetti, suo amico carissimo, al Congresso di Fermo. Il Gandi
afferma che l?organizzazione del congresso di
Fermo era più opera sua che del Conte Mancini. Il Gandi afferma che fu
appunto lui a convincere Padre Ernetti a partecipare al congresso di Fermo.
In questa lettera, si aggiunge che Padre Ernetti è il depositario delle
idee segrete di Marconi, di Severi e di padre Gemelli, di cui fu allievo e
collaboratore. Fu con Padre Gemelli che si verificò,
il 17 settembre 1952, la registrazione di voci dall'aldilà (la voce del
papà defunto di Padre Gemelli, nota mia). Nella sua lettera aggiunge la
seguente nota:
P.S. - P. Pellegrino non fa alcun mistero dei suoi segreti: ne ha dato
pubblicamente delle prove, ultima è stata la conferenza del 17 febbraio u.s.
nell?aula magna dell?Università di S. Tommaso a Roma
ove parlò sul tema «Nessuno muore» presenti fisici e scienziati (cito
anche un amico di Mancini, il Prof. Marasca), nella quale egli svelò
chiaramente il principio di fisica sia per le Voci dell?aldilà
sia per la «cronovisione».
(Del Prof. Giuseppe Marasca insegnante di letteratura presso il collegio
Amedeo d?Aosta di Jesi, parla anche Padre Brune nel capitolo ?Quinto Ennio
ritorna sulla scena?).
Sergio Conti, nella sua risposta, mette in discussione che siano state
presentate delle prove sulla possibilità di registrare immagini dal passato,
(il ritorno nei mass media sarebbe stato immediato).
Come può Padre Ernetti - chiede Conti - per partecipare ad un congresso
di Parapsicologia, pretendere che non vi fossero parapsicologi, ("Dica un
po', signor Gandi, cosa penserebbe se ad un congresso
di biologia si escludesse la partecipazione dei biologi?")
Il Conti fa anche riferimento alla foto del Cristo apparsa sulla Domenica
del Corriere, ecco testualmente cosa scrisse:
?Io personalmente non conosco Padre Ernetti, perciò non posso permettermi
alcun giudizio sulla sua persona, ma sui fatti posso esprimere un?opinione. Fino
a questo momento su questa sua «macchina che
fotografa il passato» abbiamo soltanto una gran quantità di "si
dice", ma prove concrete nessuna. L?unico fatto ufficialmente divulgato
dalla stampa e da lui avallato come prova concreta, risultò
essere un colossale falso. Mi riferisco all?immagine del volto di Cristo
che Padre Ernetti consegnò ai giornalisti dichiarando di averla ottenuta con la
sua "macchina". Tale foto all?esame non risultò
essere altro che la riproduzione, rovesciata, di un?immagine sacra che
viene venduta a cento lire nel Santuario dell?Amore Misericordioso di
Collevalenza, vicino a Todi (Perugia), riproducente una
scultura lignea di Cullot Valera, che si trova appunto in quel Santuario
(ne demmo precisa e documentata relazione sul n. 17 del G.d.M., invitando il
Padre a chiarirci la cosa. Non avemmo alcun cenno
da parte dell?interessato).?
Sergio Conti dichiara che lo stesso Padre Ernetti avrebbe consegnato ai
giornalisti l?immagine del Cristo, proponendola come proveniente dal cronovisore.
Questa circostanza, ad onor del vero, non
corrisponde a verità.
E la presenza alla conferenza del Professor Giuseppe Marasca?:
"... pur essendo un vivo sostenitore di Padre Pellegrino Ernetti, mi
ha dichiarato più volte che anche lui non ha mai veduto il misterioso
apparecchio cronovisivo."
Conti incalza ancora il Gandi, rilevando che oltre i "si dice"
non siano mai state prodotte prove concrete sull'esistenza del cronovisore:
"Lei lo ha visto, signor Gandi? Lo ha visto funzionare?".
Di questa polemica fa menzione anche Padre Brune nel suo libro, nei
capitoli: ?colpo di teatro? e ?chi è veramente Padre Ernetti?.
Quanto al prof. Giuseppe Marasca Padre Brune rivela, sempre nel capitolo
?Quinto Ennio ritorna sulla scena?, che fu lui stesso a chiedere a Padre Ernetti
e al suo gruppo di lavoro di ritrovare il testo
del Thyestes. Padre Ernetti gli fece avere il testo e la musica.
Passano ancora nove anni. Nel 1989, Don Luigi Borello pubblica il suo
libro, da anni annunciato, dal titolo "Le pietre raccontano".
Nell'introduzione (7) Teresa Pavesi attacca duramente Padre Ernetti
chiamandolo "sedicente inventore". Lo stesso Don Borello a pag.
83 del libro definisce la notizia della costruzione della macchina del tempo
"un'idea peregrina". (8)
Naturalmente la risposta di Padre Ernetti non si fa attendere. Infatti, in
una lettera scritta nel novembre 1990, quattro anni prima della sua morte, il
religioso ribadisce le sue lontane affermazioni
con termini inequivocabili.
"La macchina del tempo è una verità sacrosanta", scrive. a Don
Borello, il quale parla della lettera, ricevuta da Padre Ernetti, in
un'intervista rilasciata al settimanale ?Chi? (9). In quella lettera,
Padre Ernetti entra nel merito della questione dell'immagine del Cristo,
per il quale era stato accusato di mistificazione, scrivendo: "Il nostro
Cristo fu captato nel 1953, mentre quello di
Collevalenza venne realizzato circa sei anni dopo; e quando madre Speranza
lo vide nella nostra foto, fece salti di gioia, perché corrispondeva a quello
della sua visione: questi sono fatti storici".
Anche di questo episodio parla Padre Brune nel Capitolo: ?Un confratello
non proprio fratello?. Ma sulla questione dell?immagine del Cristo, che tanta
denigrazione aveva attirato verso Padre Ernetti,
Padre Brune ha qualcosa da dire nel suo libro, precisamente nel capitolo
?Padre Ernetti si spiega?. In questo capitolo Padre Francois ricorda come un
giorno, essendo di passaggio a Venezia, andò a
trovare Padre Pellegrino e, senza mezzi termini, a costo di sembrare duro
e scortese, gli chiese cosa avesse da dire su questa dura campagna di stampa che
gli attribuiva la diffusione di una falsa
immagine del Cristo. Ecco di seguito la risposta di Padre Pellegrino:
?Padre Ernetti spiega a Padre Brune che il crocefisso in questione è
l'opera di uno scultore spagnolo e che era stato realizzato secondo le
indicazioni di una religiosa anche lei Spagnola. Questa
religiosa, Madre Speranza, aveva delle esperienze mistiche. Era una
stigmatizzata e, come la maggior parte delle stigmatizzate, non solo riviveva i
principali episodi della passione di Cristo, ma
aveva, nello stesso tempo, delle visioni. Esisteva, come sempre, lo stesso
problema e cioè che queste visioni di differenti mistici non coincidevano mai
completamente fra loro. Questa mistica venne ad
abitare in Italia, a Collevalenza, e Padre Ernetti l'aveva conosciuta
molto bene e l?aveva seguita fino alla sua morte. E', evidentemente, l'immagine
del crocifisso realizzato dopo le sue visioni che
La Domenica del Corriere e altre riviste avevano pubblicato, ma quell?immagine
non proveniva dal cronovisore."
"Del resto, con il cronovisore - mi spiega Padre Ernetti - abbiamo
anche il movimento, che abbiamo filmato. Quello che è vero, piuttosto, è che
la rassomiglianza fra l?immagine che noi abbiamo visto e
la scultura di Cullot Valera è stupefacente.
Ma allora perché questo silenzio? Perché non avete risposto su questo
argomento a tutti coloro che vi chiedevano spiegazioni?
Il fatto è che non sono libero. Ho già parlato troppo. Ho avuto
l'impedimento assoluto da parte dei miei superiori di dare nuove spiegazioni, di
rispondere alle accuse, di riaffermare la realtà del
cronovisore e dei risultati raggiunti. Non posso neppure dire che sono i
miei superiori che mi impediscono di parlare; perché, allora, la pressione dei
giornalisti o dei servizi segreti stranieri si
sarebbe esercitata su di loro. Io li avrei messi in pericolo. In un certo
senso, le accuse mosse contro di me le ritenevano utili. Poiché non potevo
rispondere, il discredito scoraggiava poco a poco
tutti i curiosi. Ed era precisamente quello che volevano, dopo la
decisione di smontare l'apparecchio e di mantenere il segreto.?
Questa risposta, che ci giunge postuma, dovrebbe convincerci a buttare
nella spazzatura tutte le accuse di mistificazione lanciate su Padre Ernetti e
permetterci, quindi, di valutare con altra
attenzione la questione dell?esistenza o meno della macchina audiovisiva
temporale.
Ma torniamo a Don Borello il quale, nell?intervista sopra menzionata (9),
dichiara di essersi incontrato con Padre Ernetti e di aver da lui ricevuto
l'informazione che la macchina era stata smontata e
portata in una sala del Viminale (il Ministero degli Interni italiano).
(Non, quindi, come affermato allo stesso Padre Brune e ad altri, in
Vaticano).
Va da sé, che rimane non credibile che una macchina simile sia stata
consegnata al vaticano dal Ministero degli Interni italiano; ma rimane
altrettanto incredibile che il Vaticano l'abbia consegnata al
Viminale.
Nel marzo del 2000, esce negli Stati Uniti un libro su Padre Ernetti
scritto da Peter Krassa, dal titolo "Il cronovisore di Padre Ernetti - la
costruzione e la scomparsa della prima macchina del tempo
del mondo".
In questo libro è contenuta una testimonianza del Prof. Giuseppe Marasca.
Infatti egli dichiara di aver ricevuto da Padre Ernetti il testo del Thyeste.
Quel testo la cui autenticità, nel libro di
Krassa ?Il Cronovisore di Padre Ernetti?, è messa in discussione dalla
Professoressa Katherine Owen Eldred diplomata in letteratura classica all?Università
di Princeton.
Padre Brune era stato, in precedenza, contattato da John Chambers
direttore delle edizioni ?New Paradigm Books? che stava preparando una edizione
americana del libro, in tedesco, di Peter Krassa. A
Padre Brune veniva richiesto di mettere a disposizione tutta la
documentazione di cui poteva disporre. Nell?occasione, gli veniva inviata una
copia dell?edizione americana in preparazione che risultava
molto rimaneggiata rispetto all?edizione tedesca.
Padre Brune si rende conto che l?edizione americana ha un allegato
esplosivo.
Un italiano che, venuto a conoscenza della nuova edizione in inglese,
aveva inviato una lettera nella quale si dichiarava come una sorta di ?figlio
spirituale? di Padre Ernetti.
L?italiano voleva assolutamente rimanere anonimo e chiedeva formali
garanzie a questo scopo, prima di permettere la pubblicazione della sua lettera.
Naturalmente il direttore della ?New Paradigm Books? conduce una sua
piccola inchiesta, al termine della quale, ritiene di avere buone ragioni per
considerare il documento pervenuto autentico.
Il documento viene accompagnato da una perfetta traduzione in inglese, che
è appunto quella utilizzata nell?edizione americana del libro di Krassa.
La lettera, pubblicata nel libro di Padre Brune, nel capitolo ?Il bugiardo
crolla alla fine?, contiene, o vorrebbe contenere, una vera bomba; la
confessione di Padre Ernetti che racconta la verità
circa il cronovisore, il volto di Cristo, il Thyeste. (un?opera teatrale
attribuita a Quinto Ennio di cui Padre Ernetti avrebbe recuperato con il suo
cronovisore la rappresentazione tenuta a Roma nel
169 a.c.) (10).
Ecco sinteticamente il contenuto della lettera:
Padre Ernetti avrebbe confessato al figlio di un suo caro amico, che fin
da bambino lo chiamava Zio Pellegrino, che:
- la ricostruzione del Thyeste era stata immaginata da lui e non proveniva
dalla macchina del tempo
- l'immagine di Cristo proveniente dalla macchina del tempo era una bugia
- la macchina l'aveva costruita da solo, Fermi non c'entrava nulla, anzi
ogni
volta che lo incontrava lo prendeva in giro.
Insomma, gli eventi registrati dalla macchina sarebbero tutta una
montatura.
Ma la macchina non era una fantasia, l'aveva veramente costruita, ma da
solo.
Ecco cosa dice al giovane sul cronovisore:
"Lascia che ti dica a cosa assomiglia il mio cronovisore.
E' una sfera, come un apparecchio da immersione o un sottomarino
individuale, con aperture all'altezza degli occhi in tutte le direzioni. E'
sospesa a un cavo con un sistema che gli da la completa
libertà di movimento. E' fatta di materiale molto leggero, una lega di
alluminio. E' mossa dal solo potere del pensiero"
Qui c'è qualcosa che non va.
Riporto di seguito:
- l'intervista con Vincenzo Maddaloni, che non ha brillato per deontologia
informativa, nel 1972, (1)
- la lettera scritta a Don Borello nel 1990 (9) , richiamata da Padre
Brune nell?intervista rilasciata alla rivista "Chi" del luglio 2002
(12):
nell'intervista con Maddaloni del 1972 ecco cosa diceva della macchina:
Maddaloni: Captare, ma come ?
Padre Ernetti: Con l'uso di apparecchiature adatte.
La nostra èquipe è stata la prima nel mondo a costruirle.
L'attrezzatura è formata da una serie di antenne per permettere la
sintonizzazione delle singole voci ed immagini.
Si sa che ciascun essere umano da quando nasce a quando muore lascia
dietro di sé come una doppia scia una sonora e una visiva, una specie di carta
di identità diversa per ogni persona.
E' in base a questa carta d'identità che si può ricostruire la singola
persona in tutti i suoi fatti e i suoi detti, per questo motivo si è in grado
oggi di risentire e di rivedere i personaggi più
grandi della storia.
Allora questa macchina è una sfera attaccata ad un filo o è un insieme
di apparecchiature collegate ad una selva di antenne?
E ancora, quando Padre Ernetti scrive a Don Borello (9)
"L'esistenza dell'apparecchio (la macchina del tempo) è una
sacrosanta verità",
che si abbia captato (con quella macchina) tante cose del passato è pure
una verità;
che tra queste cose captate ci sia anche l'immagine di Gesù e il Thyeste
di Ennio è una verità,
e che le supreme autorità ne abbiano proibito l'uso è anche una verità"
Queste dichiarazioni, scritte a Don Borello, vengono ricordate e
rafforzate anche nell'intervista rilasciata a "Chi" da Padre Brune
(12) e naturalmente sono riportate nel suo libro.
La contraddizione tra la confessione di falso e queste dichiarazioni è più
che palese.
In mezzo a questa nebbia artificiosa, dov'è la verità.
Se è vera la ?confessione? allora anche la macchina è esistita, non ha
importanza che forma avesse.
Su questa equivalenza si basa la considerazione di Padre Brune che questa
lettera, pur avendo intento denigratorio, ammette che la macchina è esistita.
Il fatto è che la macchina, se mai è stata costruita, è stata ben
occultata.
E senza prove vacillano anche gli angeli.
In sintesi.
Questa lettera, che dall'Italia ha varcato l'oceano, non sappiamo se è
stata scritta e spedita per amore della verità.
Sarebbe opportuno che chi si nasconde nell'anonimato si facesse conoscere,
prima che qualcuno lo rintracci. Può darsi, infatti, che, fra queste righe, fra
i documenti allegati, ci sia il filo che
potrebbe condurre all'estensore di quelle parole che calpestano l'onore di
un sacerdote molto amato e rispettato, oltre che deriso e contrastato.
Quella lettera (10), che esce dall'ombra, invece di chiarire, rende tutto
confuso. Che amico, che ?figlio spirituale? sarebbe colui che rende pubblica una
confessione, se mai vi sia stata, resa da una
persona, incontestabilmente, non nel pieno possesso delle proprie facoltà
mentali.
Credo che non dovrebbero rallegrarsi di questa "confessione" i
suoi detrattori, quand?anche abitanti su un colle, né dovrebbero rammaricarsene
i suoi estimatori.
Circa un anno dopo questo colpo di scena, nel febbraio del 2001, nella sua
Varazze, muore Don Borello. Nella Gazzetta d'Alba del 7 marzo 2001 (11) Don
Eugenio Fornasari, ricordando la sua attività di
sacerdote e di scienziato, ne traccia un profilo lusinghiero.
(Padre Brune che cerca di prendere contatto con Don Borello nella seconda
metà del 2001 non sa ancora della sua morte.)
Nell'articolo della "Gazzetta" (11) si accenna anche al monaco
Benedettino Padre Pellegrino Ernetti e delle sue ricerche simili a quelle di Don
Borello.
E' degno di nota il fatto che, in Italia, la macchina del tempo, ovvero la
possibilità di registrare gli eventi del passato, sia legata, per quanto
riguarda la stampa non scientifica, a due figure di
sacerdoti: Don Luigi Borello e Padre Pellegrino Ernetti appunto.
La reazione di Padre Brune, amico carissimo di Padre Ernetti, è decisa e
senza tentennamenti. Una reazione sintetizzata nel titolo del 9° capitolo del
suo libro: ?Un contre-feu? che ho tradotto: ?una
risposta all?aggressione?.
Un titolo del nono capitolo che vorrebbe essere il vero titolo del libro,
essendone la vera motivazione.
Infatti, con questo libro titolato: "Il nuovo mistero del
vaticano", Padre Brune cerca di ricondurre la ricerca della verità dove,
forse, ancora c'è qualcuno che la conosce. Padre Brune rilascia al
settimanale "Chi" una lunga intervista che viene pubblicata il
29 luglio 2002 nella quale parla appunto del suo ultimo libro (12).
?Ho la certezza che quella macchina sia stata veramente inventata da Padre
Ernetti e che si trovi ora nascosta in Vaticano?.
Una certezza che si basa:
«Su un?amicizia con Padre Ernetti che è durata trent?anni, dal 1964 alla
sua morte, avvenuta nel 1994. Durante tutto questo tempo ci siamo incontrati
spesso e abbiamo trascorso insieme decine di ore a
parlare del cronovisore. In alcune occasioni sono andato a trovare Padre
Ernetti anche con degli amici scienziati e anche loro hanno ascoltato le sue
confidenze. Non ho alcun elemento per ritenere che
Padre Ernetti fosse bugiardo o fosse un mitomane, per cui io credo
ciecamente a quanto mi ha riferito».
Questo libro è la difesa appassionata di una amico che prende le difese
dell'amico scomparso, mentre su di lui aleggiano, postume, accuse di frode.
Padre Brune cerca con grande determinazione, non tralasciando nessun
indizio, qualcuno, un amico, una sorella, che abbia raccolto le confidenze di
Padre Pellegrino, ma è una ricerca che sventaglia la
mano al buio e nel vuoto.
Forse, bisognerebbe cercare di parlare con gli alunni del conservatorio
Benedetto Marcello di Venezia o con studenti che lo abbiano avuto come docente
all?università o a Roma, presso il Conservatorio
di Santa Cecilia. E? possibile che Padre Ernetti non abbia mai detto nulla
ai suoi alunni sulle sue ricerche e sulla macchina del tempo?
Se qualcuno degli alunni di Padre Ernetti avesse qualcosa da dire, dopo
aver letto queste righe, accetterò volentieri un contatto a mezzo della mia
posta elettronica. Anche mantenendo la riservatezza,
se richiesta.
Padre Francois è così amico di Padre Pellegrino da non rendersi conto
che il vero e unico amico di Padre Pellegrino, l'unico a cui ha detto tutto il
dicibile
e con il quale si è veramente confidato, vive nello stesso luogo in cui
lui abita. Padre Francois lo vede tutti i giorni, quando si specchia.
Caro Padre Francois, è lei l'unico, vero, amico per la pelle di Padre
Pellegrino, e chi non vorrebbe avere un amico pronto a difenderti anche dopo che
sei morto. Un amico che è pronto a fare lunghi
viaggi, a parlare con tante persone; avendo come unico scopo quello di
difendere la buona memoria dell'amico scomparso.
Caro Padre Francois, il suo libro dovrebbe essere letto, anche solo per
l'inno all'amicizia vera e disinteressata che rappresenta.
Vorrei richiamare le affermazioni, espresse in varie interviste, sia di
Padre Ernetti che di Don Borello.
Padre Ernetti nell'intervista del 1972 dice:
"Padre Ernetti: Questa macchina può provocare una tragedia
universale
Maddaloni: Perché?
Padre Ernetti: Perché toglie la libertà di parola, di azione e di
pensiero infatti, anche il pensiero è una emissione di energia, quindi è
captabile.
Si potrà, cioè, per mezzo della macchina, sapere quello che il vicino o
l'avversario pensa.
Le conseguenze sarebbero due:
- o un eccidio dell'umanità
- oppure, cosa difficile, nascerebbe una nuova morale.
Ecco perché è necessario che questi apparecchi non diventino alla
portata di tutti, ma restino sotto il controllo diretto delle autorità.
Maddaloni: Fino a quando?
Padre Ernetti: Fino a quando l'uomo imparerà ad agire bene per il
bene".
Don Borello, nell'intervista rilasciata al settimanale "Chi" (9), parlando della lettera che gli aveva scritto il monaco benedettino, in diversi punti dell'intervista dice:
«E se invece, attraverso quella macchina, si scoprirà che i fatti prodigiosi riguardanti la vita di Gesù sono stati inventati dai suoi discepoli ? ».
«Se le scoperte di padre Emetti fossero state autentiche, potevano
diventare una ?bomba? devastante. Avrebbero potuto portare alla dimostrazione
che eventi fondamentali per la storia e per le religioni
non sono mai esistiti con inimmaginabili conseguenze sociali».
«È chiaro che una invenzione del genere ?sconvolge? il mondo. Se si
riesce a ricostruire quanto è accaduto, è possibile risolvere tutti i dubbi,
tutti i delitti, tutte le congiure. Non ci sarebbero
segreti, vita privata. Ogni azione, per il fatto che diventa energia,
vagherebbe nello spazio e potrebbe essere captata da chiunque abbia un ?cronovisore?».
Sostanzialmente essi affermano che questo apparecchio:
- è pericoloso perché è in grado di leggere il pensiero e quindi in
grado di
rendere visibile ogni segreto,
- è pericoloso perché potrebbe dimostrare che gli eventi straordinari
attribuiti
a Gesù sono stati inventati dai suoi discepoli,
- è pericoloso perché potrebbe dimostrare che eventi considerati
fondamentali
nella storia scritta e nella nascita delle religioni non sono mai
esistiti.
Che dire di queste argomentazioni.
Nel campo ecclesiale, per quanto specialmente attiene alla Chiesa
Cattolica, dovremmo ricordare che la stessa Chiesa è il corpo di Cristo. Le
ricerche di Giuseppe Calligaris, (edite dall'Associazione
Aquarius), contenute nei volumi "Le catene lineari del corpo e dello
spirito" (13), dimostrano che ognuna delle singole parti del corpo umano
contiene, anche, le informazioni di tutto il resto del
corpo. Per quale motivo, all'interno della visione cristiana, il corpo di
Cristo non dovrebbe funzionare, in quanto grande corpo concreto, allo stesso
modo. Il principio della circolazione libera e
totale di tutta l'informazione, anche in ogni singolo componente di un
organismo, non solo motiverebbe lo stesso corpo cristico, ma sarebbe base,
irrinunciabile, dello stesso scorrere della vita. Da
qui, la deduzione conseguente che un corpo è morto quando non vi scorre
l'informazione, perché non vi scorre la vita.
Ecco perché un cristiano non dovrebbe avere paura della verità.
Dovrebbe, invece, augurarsi che scorra libera, anche senza strane macchine
all'orizzonte.
In modo esplicito, nelle parole dette durante le interviste, sembra di
cogliere un timore riflesso, proveniente dalle alte autorità del Vaticano.
Si ipotizza, fra le righe, che le alte autorità del Vaticano temano che
una macchina come questa possa esistere, funzionare ed essere utilizzata.
Quali potrebbero essere queste informazioni relative al passato che non
debbono essere conosciute.
Forse, si potrebbe scoprire che il cristianesimo cattolico romano non ha i
duemila anni che vanta, ma, a mala pena, potrebbe arrivare a cinque/sei secoli,
aggiungendo il secolo appena trascorso. Questa
menzogna sarebbe più grave di eventuali alterazioni scritturali, se fosse
accompagnata anche da alterazioni nel computo del tempo. Potrebbero essere state
compiute alterazioni cronologiche che, se
scoperte, porterebbero all'indietro, e di molto, il reale computo degli
anni fino ad ora trascorsi.
Ammettiamo, solo per qualche secondo, che quanto si è detto e scritto, in
questi ultimi trenta anni, sulla macchina del tempo fosse, anche minimamente,
vero. E ancora ipotizziamo, sempre e solo per
qualche secondo, che di là dal Tevere ritengano di avere qualcosa da
nascondere, riferito al passato. Sarebbero credibili silenzi, assilentimenti,
trappole, deviazioni non importa come motivate?
Si potrebbero essere credibili. Ma siamo nel campo delle congetture ne
converrete.
Sempre nel campo delle congetture, cosa potremmo dire di una
organizzazione semi-segreta, che, scoperta la tecnica dell'imbroglio (geniale:
scrivi oggi quello che vuoi sia vero ieri), l'avesse usata a
sua volta, negli ultimi tre secoli. Questa organizzazione avrebbe avuto la
certezza del silenzio da parte di quelli che, loro malgrado spero, si fossero
ritrovati complici della grande sceneggiata
costruita contro l'intera umanità. Un piccolo, agguerrito, gruppo che,
appena se ne creassero le condizioni, potrebbe avere in programma di liberarsi
dello scomodo complice.
Un complice in carne ed ossa, soggetto alla mortalità. Nel corso dei
ricambi generazionali ai vertici del potere, qualcuno, ricoprente la massima
carica, potrebbe soffrire di crisi di pentimento,
potrebbe essere spinto a dire la verità sulla tecnica utilizzata dei
falsi documenti antichi.
Ma anche questa organizzazione semi-segreta, che è costretta a reggersi
principalmente su uomini mortali, potrebbe, un giorno, iniziare a perdere pezzi
a causa di una nuova sensibilità nei nuovi
avvicendamenti umani nelle cariche del potere piramidale.
Tutti condizionali d'obbligo naturalmente.
Se aveste la pazienza di leggere, senza salti, tutta la documentazione
raccolta in appendice, relativa alla storia dell'esistenza o meno di questa
macchina, della sua capacità di vedere e sentire gli
eventi del passato, anche voi, come me, potreste credere che qualche lampo
di verità potrebbe essere visibile in tutta questa storia. Potreste, come me,
ritenere non così incredibile che si possa
essere attivata, negli ultimi cinquant'anni, una sorta di operazione
"sabbie mobili". Un?operazione complessa e coordinata nel tempo, con
un duplice obiettivo: condurre, lentamente, tutta la questione
del cronovisore verso il dimenticatoio e, parallelamente, avvolgere il più
esposto fra le persone coinvolte (Padre Ernetti) nel ?fumus? della non
attendibilità.
I documenti che ho raccolto possono aiutare chi vuole saperne di più. Di
certo li spedirò volentieri a Padre Francois.
Queste pagine non vogliono essere, naturalmente, un intervento esaustivo
sulla vicenda del cronovisore.
Essendo stato in qualche modo coinvolto in questa vicenda, sia pure in
qualità di ricercatore, è naturale che in queste pagine cammini indisturbato
il mio punto di vista.
Queste pagine sono principalmente una recensione, anche se ?sui generis?,
del libro di Padre Francois Brune.
Invito quindi, e volentieri, per chi conosce il francese, alla lettura
diretta del libro ?Le nouveau mystere du Vatican?, edito dalla Albin Michel di
Parigi. Rinvio i lettori che non conoscono il
francese ad una edizione italiana sperabilmente prossima.
Quanto a me che scrivo, se fossi riuscito, almeno in parte, a dissolvere
qualche piccola ombra e ad illuminare, anche di poco, quel buio mortale che
circonda tutta questa vicenda, mi riterrò,
momentaneamente, pago.
Dovremmo essere grati ai ricercatori della verità come lo è Padre
Francois Brune e come certamente lo era Padre Pellegrino Ernetti.
Un unico rammarico, alla fine di questo scritto che è stato, come
intuirete, anche un lavoro di ricerca, che la completezza di tutta
l?informazione disponibile, di per sé, non rende automaticamente
visibile la verità.
Alberto Roccatano
Milano, 14 ottobre 2002
Documenti in appendice:
1 - DOMENICA DEL CORRIERE n. 18 del 2 Maggio 1972
Servizio di Vincenzo Maddaloni
2 - Il Giornale dei Misteri n. 17 - I lettori ci scrivono Rubrica di
corrispondenza - a cura di Sergio Conti
SCOPPIA LA POLEMICA SULLE FOTOGRAFIE DEL PASSATO
Le rivelazioni di un lettore di Roma - Lettera aperta a P. Ernetti
3 - Articolo di Teresa Pavese - sulla ricerca di Don Luigi Borello
Pubblicato sulla rivista ARCANI n. 25 del giugno 1974
Cronovisione - LA MATERIA RACCONTA
4 - Arcani n. 24 - maggio 1974 - Don Luigi Borello tiene una rubrica
intitolata "La posta di Padre Borello" - IMMAGINI E SUONI DEL PASSATO
5 - Arcani n. 29 - ottobre 74 - Con questo numero Padre Borello cessa per
un periodo indefinito la sua collaborazione con il giornale per inderogabili
impegni professionali
La posta di Padre Borello - il Mistero e la Fede è per il momento sospesa
- TEORIE COSMOLOGICHE
6 - Giornale dei Misteri n. 114 - ottobre 1980 - I LETTORI CI SCRIVONO -
Rubrica di corrispondenza a cura di Sergio Conti
Padre Ernetti e la «cronovisione»
7 - pagina 5 e 6 dell?introduzione del libro ?Come le pietre raccontano?
INTRODUZIONE di Teresa
8 - pagina 83 del libro di Don Luigi Borello: ?Come le pietre raccontano?
9 - CHI (Rivista italiana) n. 45 del 10 novembre 1999 - incontro con Don
Luigi Borello, lo scienziato che sostiene la possibilità' di vedere nel passato
- articolo di Renzo Allegri
10 - Dal libro "Il nuovo mistero del vaticano" di Padre Francois
Brune
Un capitolo esplosivo - ?le fradeur craque enfin? - ?il bugiardo crolla
alla fine? - traduzione in italiano con testo francese a fronte
11 - ?Gazzetta d'Alba? n.10 del 7-3-2001 - di Don Eugenio Fornasari - Il
sacerdote langarolo ha teorizzato la possibilità di leggere i
"ricordi" della materia inanimata
12 - CHI (Rivista italiana) - del 29 luglio 2002 il giornalista Renzo
Allegri intervista padre Francois Brune sul libro che ha scritto su Padre
Pellegrino Ernetti e sulla sua scoperta e costruzione
della "Macchina del tempo"
13 - Aquarius - Cenni biografici sulla vita di Giuseppe Calligaris
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Il sacerdote langarolo ha teorizzato la possibilità di leggere i "ricordi" della materia inanimata
Ha suscitato vasto rimpianto in Diocesi e nel
mondo accademico-scientifico la repentina scomparsa (22 febbraio) di don Luigi
Borello, deceduto a Varazze, nel suo attrezzato laboratorio
scientifico, presso la colonia elioterapica diocesana, che egli dirigeva
dal 1964. La sua pastorale educativa era apprezzata in Liguria,
come la ricerca scientifica che l?appassionava nell?inseguire una
«nuova fisica del futuro, in cui i fenomeni biologici risulteranno
una parte essenziale della base concettuale che avrà portato alla
nuova sintesi e io penso si possa tranquillamente prevedere che la
parte fisica della nuova scienza unificata presenterà molte
modificazioni per l?inclusione di fenomeni che oggi consideriamo
appartenere al mondo della vita».
Borello perseguiva - come già un illustre
maestro del clero, il ven. can. Francesco Chiesa - l?unificazione di tutte le
scienze,
non già nella teologia, ma nel suo ambito sperimentale, quello
fisico, che è lettura puntuale del mondo visibile.
Nato a Pezzolo Valle Uzzone il giorno di Natale
del 1924 e ordinato sacerdote il 27.7.1950, era cresciuto ed era stato educato
nello studentato albese della Società San Paolo, ove la congeniale
propensione alle discipline scientifiche aveva trovato un
eccellente maestro nel professore di fisica, chimica e matematica
don Enzo Manfredi (1916-1977). Questi era un genio eclettico che
volava alto sull?orizzonte scientifico. Aveva attrezzato un buon
gabinetto-laboratorio in cui trascinava i suoi allievi nel gorgo
della ricerca e sperimentazione fisica.
Fin dagli anni giovanili la scienza non aveva
avuto segreti per lui. Le sue intuizioni nel campo della fisica elettronica lo
portarono a inventare un tubo catodico e a formulare ipotesi di
telegrafia e telefonia multipla che lo piazzano fra gli antesignani
della televisione.
Lo studente Borello fu certo il più dotato fra
gli allievi del maestro e ne ereditò - insieme al gabinetto sperimentale - la
passione geniale per la ricerca e la realizzazione scientifica, cui
dedicò - a sua confessione - ben 35 anni di vita. Quando nel 1964
egli abbandonò il gabinetto scientifico di "San Paolo"
(in gran parte creato da lui) per la riviera ligure, si era portato dietro
soltanto un vecchio oscilloscopio a raggi catodici, il prototipo
sul quale aveva iniziato i primi esperimenti sulle rimanenze delle
luci e dei suoni sulla materia e una montagna di appunti. Questi
finirono in un articolo pubblicato su ?La Domenica del Corriere? del
2 maggio 1972, dal titolo: ?La macchina del tempo?, nel quale si
asseriva che era stato inventato un congegno con il quale era
possibile vedere le immagini e sentire i suoni del passato non
fissati con i consueti mezzi di registrazione, ma di un nuovo strumento
che era allo studio. L?inventore di questo strumento, in grado di
captare suoni e immagini del passato, sarà rivelato il 6 luglio 1988
sul ?Secolo XIX? di Genova in un?intervista concessa da Borello al
dottor Tempera, in cui si parla di un «prete di Varazze che studia
la "cronovisione" e afferma che la materia inanimata ha
una memoria, la quale è stata captata in quell?anno stesso dal ricercatore
francese Jacques Beneviste, come rivela la rivista inglese ?Nature?».
Ma l?intervistato (ossia Borello stesso) - complimentandosi con
il collega francese - afferma che egli l?ha preceduto nell?intuizione
e nella sperimentazione, sostenendo: «Lo spazio è un pieno
continuo nel quale non è possibile esista il vuoto. Ogni volta che
i suoni o le immagini di un avvenimento colpiscono la materia
vengono in parte trasformati in energia statica che può in
determinate condizioni essere di nuovo suscitata; una forma di energia
finora sconosciuta». La scienza capace di leggere la materia è la
"cronovisione" e lo strumento di lettura, descritto da Borello, è da
lui chiamato "cronovisore".
Questa indagine scientifica, dice il nostro inventore «propone
qualcosa di veramente nuovo». Borello si scopre in compagnia di altri
illustri maestri che lo precedono sia «nel campo dell?intelligenza
artificiale, prospettando addirittura un computer biologico, sia
nelle recenti acquisizioni sulle "reti neurali", siano
esse naturali o artificiali».
Tra gli illustri maestri Borello riconosce
Einstein (teoria della relatività), Schrödinger, Bohr, Wiener e l?italiano
Cesare
Colangeli che, con la teoria neutrinica, riuscì a fare questa
unificazione realizzando il sogno di Einstein, ossia che le leggi del
"campo" siano valide sia per la radiazione che per la
materia, dando ragione di ambedue con un?unica formula, la quale varia soltanto
per un coefficiente numerico diverso tra radiazione e materia.
La teoria neutrinica studia e interpreta i
fenomeni naturali partendo dai concetti di "campo" e di
"spazio". Quali sono i criteri
fisici che distinguono la materia dal campo? La materia rappresenta
grandi riserve di energia e l?energia rappresenta la materia. Di
conseguenza non si può procedere a una distinzione qualitativa fra
materia e campo; si ha materia ove la concentrazione dell?energia è
grande; si ha campo ove la concentrazione dell?energia è debole.
Ma nella nostra nuova fisica non c?è più posto per il binomio campo e
materia. Non c?è che una sola realtà: il campo. Per questa
ragione, afferma Borello, «il nostro problema finale sembra dover
consistere nella modificazione delle leggi del campo in guisa tale
che non cessino di essere valide nelle regioni di grandissima
concentrazione dell?energia». Cesare Colangeli riuscì a fare
questa unificazione, ottenendo che le leggi del campo siano valide sia
per la radiazione, sia per la materia. Nella teoria neutrinica le
particelle di materia sono la chiave dell?universo, con le due
cariche elettriche eteronime che, convenzionalmente, vengono
chiamate positiva e negativa, si attraggono quando sono opposte, si
respingono quando sono uguali, cessano da ogni interazione quando
si immedesimano. L?attrazione e la neutralizzazione è l?unica
tendenza che esista nell?universo. Non può esistere il vuoto.
Nella posizione di "reciproca soddisfazione" delle cariche elettriche,
detta anche "spazio in quiete", si crea il neutrino e la
teoria da cui prende il nome. Tutto quello che esiste, tutto quello che
possiamo rilevare direttamente o indirettamente, tutto quello che
avviene, ossia tutta la dinamica dell?universo, dipende da questo
unico principio e da questa unica tendenza. Lo si prova
algebricamente.
La teoria neutrinica, dopo aver definito lo
spazio (o campo magnetico), ci dà modo di capire che cosa sono le onde
elettromagnetiche che, interagendo tra loro, si traducono in una
polarizzazione, la quale avanza da un neutrino all?altro e
costituisce la traccia mnestica (neutrini che permangono sotto
forma di polarizzazioni statiche), la quale si fissa nella materia
inerte e nel sistema nervoso centrale dell?individuo tramite la
traduzione operata dagli organi di senso, perché hanno la stessa base.
È stato accertato che, inibendo la normale percezione degli organi
di senso, le terminazioni della rete neurale che si dipartono dagli
organi verso il cervello, diventano sensibili alle registrazioni
magnetriniche che si sono formate nella materia. Lo studioso, nella
sua ricerca, elenca constatazioni che sono comuni sia alle tracce
mnestiche che si fissano nel cervello animale, sia a quelle che si
fissano nella materia inerte e quindi riguardano la realizzazione
cronovisiva.
«Vedremo il Cristo dalla nascita alla morte»
Per definizione «la cronovisione è il nuovo mezzo tecnico con il
quale è possibile, operando su qualsiasi agglomerato di materia
inerte che sia stato impressionato da immagini o da suoni, rivedere
dette immagini e risentire tali suoni che in passato hanno
lasciato tracce nell?impatto con la materia». Tale ipotesi era già
stata ventilata dal benedettino Pellegrino Ernetti, il quale, in
una intervista che fece notizia (?La Domenica del Corriere? del 2
maggio 1972) diede come fatta la "macchina del tempo", peraltro mai
realizzata, perché si basava su presunti princìpi inadeguati, e
fu anche proposta da Edoardo Rhein nel libro ?Il miracolo delle onde?,
edito in Italia da Hoepli nel 1937. Il termine cronovisione «è
stato coniato dallo scrivente (don Borello) e il suo significato
illustrato in diversi miei articoli nel 1972-74, i quali rivelano i
princìpi su cui si basa un?ipotesi di lavoro completamente
diversa». La cronovisione, appena avrà raggiunto un certo grado
di sviluppo, «diventerà un fatto non solo scientifico e tecnico, ma
culturale, sociale e religioso, che rivoluzionerà tante conoscenze».
In campo religioso, ad esempio, ognuno con la cronovisione avrà la
possibilità di vedere il Cristo dalla nascita alla morte, vedere
come agiva, ascoltare quello che ha detto con la mentalità critica
che abbiamo oggi e di poter giudicare se veramente egli era
l?inviato di Dio, il Figlio di Dio, Dio egli stesso (per
precauzione, essendo egli sacerdote, don Borello si premurò di far conoscere
ai dicasteri competenti del Vaticano le virtualità conoscitive del
nuovo mezzo elettronico, senza ricevere un divieto a desistere di
sorta).
Peraltro, egli avverte il lettore (nel testo base
?Come le pietre raccontano?, pag. 84) che «per le acquisizioni alle quali siamo
arrivati, essendo consci di tutte le conseguenze che il nuovo mezzo
può comportare (per la ?privacy? d?ognuno), ritardiamo, per ora,
qualsiasi accordo con le case costruttrici di apparecchiature
elettroniche, le quali potrebbero senza grandi difficoltà iniziarne la
produzione e la diffusione indiscriminata, senza tener conto delle
violazioni che ne potrebbero derivare di segreti anche molto
delicati che ognuno desidera conservare».
Cronovisione, trent?anni di studio
Con la definizione del processo cronovisivo per ora siamo arrivati
a rilevare soltanto tracce di suoni e delle immagini del passato
registrati nella materia e quindi un cronovisore, ossia un
apparecchio tipo televisore, che sia alla portata di tutti, non esiste
ancora. Tuttavia, con le indicazioni tecniche che vengo esponendo e
le nozioni di teoria neutrinica che sommariamente conosciamo, non
è escluso che un esperto di tecnica elettronica possa realizzarlo
in forma pratica a breve scadenza».
Se comprensibili riserve di brevetto sconsigliano all?autore la
descrizione dell?apparecchio, s?intuisce che si tratta di una specie
di "sonda" che preleva le tracce mnestiche registrate
nella materia e si opera in due tempi, mediante l?apprendimento e il
riconoscimento. Si tratta di operazioni note agli esperti
elettronici che, sull?onda delle sperimentazioni avanzate, si aprono alla
"fisica del futuro".
Chissà con che occhi il nostro caro e insonne
don Luigi guarderà dall?al di là nella luce in cui "l?uom s?eterna"
questo spiraglio
che egli s?è affaticato, in trent?anni di studio, ad aprire nel
mondo della conoscenza fisica!
-- dott.Enrico Valbonesi tel +39 6 55173389 via Vasca Navale 79 Roma cap 00146 Italy email : valbones@uniroma3.it
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