speciale innaguarazione dei corsi inizio anno 2010-2011  a Roma per instruttori di antigravity yoga presso la sede di via fiume bianco 130 per il week end del 11-12 settembre 2010 e per il 18-19 settembre  solo 15 euro a persona per ora prenota subito avrai uno sconto del 40%  se email al antigravityoga@antigravity.it tel info 3294167403. e sul link: http://www.antigravity.it/corso.htm

http://www.antigravity.it/sedicorsi.htm  http://www.antigravity.it/corsoonline.htm http://www.antigravity.it/corsobase.htm http://www.antigravity.it/corsoavanzato.htm

 

LA SCUOLA antigravity anno accademico 2010-2011
 
 Nome: centro antigravity.it
 Quartiere:eur torrino
 Indirizzo: via fiume bianco 130 edificio5  4 piano
 Cap:00146
 Telefono:3294167403-3457001076 tel  0659600324 solo serale
 Mail e Internet: antigravity.it@antigravity.it  sito web http://www.antigravity.it/corsi.htm
 
 1 )CORSO "AUTOSTRADA DELLA RICONNESIONE CON LA PROPRIA ANIMA  APPLICATA ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI "A ROULETTE
 
 Titolo del corso: "AUTOSTRADA DELLA RICONNESIONE CON LA PROPRIA ANIMA  APPLICATA ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI " pratiche yoga a roulette   http://www.antigravity.it/corsi.htm insegnante sahia e Valbonesi Enrico
 Indicare se viene rilasciato un attestato di frequenza si riconosciuto S.i.a.f.
 Per chi:chiunque
 Iscrizione: tutto l'anno
 Periodicità : 10 week end nell anno
 Descrizione del corso:

 

Ins.: sahia e dott.Valbonesi Enrico

Il programma comprende:

'Yoga Swing Class Sky-Dive

Primo anno

  • Pranoterapia e terapia magnetica
  • . La pratica della meditazione
  • . I sette raggi
  • . L’integrazione della personalità
  • . Kundalini, i chakra e l’aura
  • . Il corpo fisico
  • . Il Karma
  • . Il corpo eterico astrale mentale  causale buddico
  • . Il sentiero iniziatico per la riconnessione con la propia anima
  •  . Veranno fatti mantra in cerchio con le amache  la testa all in giù per aumentare l attività della pineale e quindi potenziare la telepatia e lo sviluppo della propia consapevolezza eterica e corporea....e quindi la riconnessione

tecniche di pulizia dei chakra e dei corpi sottili mediante laser e campane tibetane lungo il dorso dell amaca . Saranno inoltre usate tecniche di pranayama per aumentare la resistenza nelle posizioni a testa all ingiù .

La respirazione a testa all' ingiù permette di calmare il corpi e di poter affrontare le meditazioni con maggiore enfasi e con maggiore allegria

 Durata (in ore totali o da/a): per un totale di 150 ore totali
 Orari e giorni: week end dalle 930- alle 1830
 Frequenza (quante volte a settimana):1 volta al mese per 10 mesi
 Posti (n° di posti max):7
 Costo: 1450 o contributo libero per i meno ambienti ( disoccupati , donne in gravidanza , giovani)
 Agevolazioni :

Il pagamento di ogni annualità può essere fatto in due rate (ottobre e febbraio). Sono previste le seguenti agevolazioni:
a) il pagamento in un’unica soluzione dà diritto a una riduzione di 50 euro;
b) per chi risiede in una regione diversa da quelle in cui si svolgono i corsi, è prevista una riduzione di 300 euro;
c) due o più amici che si iscrivono insieme hanno diritto ciascuno a una riduzione di 150 euro.
Le suddette riduzioni sono cumulabili.

Alla fine del corso, dopo l’esame finale, con modalità che verranno definite con apposito regolamento, verranno assegnate due borse di studio:
– Una borsa di studio non inferiore come biglietto aereo alitalia e sky team del valore di  € 1500,00 da destinarsi a un viaggio di studio in India , Nepal o Tibet .
– Una borsa di studio non inferiore a € 500,00 per l’acquisto di libri sullo yoga e sulla spiritualità e sulla teosofia .

 .

 

 

 

 

 2 )CORSO   ANTIGRAVITY DI MASSAGGIO  luminoso con LASER  , proiezioni di disegni creati apposta  con la tecnica di Monica Melani della pittura energetica  per sciogliere le problematiche sul corpo   e meditazione TERAPIE sonora    il tutto viene fatto "IN AMACA " tutti questi corsi sono  a  ROULETTE

Indicare se viene rilasciato un attestato di frequenza si riconosciuto S.i.a.f.
 Per chi:chiunque
 Iscrizione: tutto l'anno
 Periodicità : 10 week end nell anno
 Descrizione del corso:

<B>Usa, arriva il telefonino proiettore<br>"Immagini grandi come tv al plasma"</B>

Ins.: sahia e dott.Valbonesi Enrico

Il programma comprende:

Meditazione Sonora IN AMACA  antigravitazionale

 

Il corso di Massaggio Sonoro con amaca antigravitazionale armonico e campane tibetane

Ogni suono esercita un’azione su di noi a tutti i livelli: fisico, emotivo, mentale e spirituale.
Il concetto di guarigione attraverso la musica è molto antico. In numerosi miti della creazione il suono è la fonte di tutte le cose visibili e invisibili, e molte tradizioni religiose lo indicano come uno strumento per mettere in contatto lo spirito con le sfere celesti.
In diverse culture era uno strumento sacro utilizzato per stimolare la crescita delle piante e del raccolto, per aumentare la fertilità e guarire gli ammalati.

Gli armonici sono i suoni più puri, producono particolari vibrazioni sonore di elevato potere e stimolano il cervello a funzionare in onde alfa; frequenze generate dal cervello in stato di calma e di meditazione.
Il suono e le vibrazioni trasmesse al corpo e alla mente agiscono in profondità su tessuti, organi ed ossa; stimolano i Chakra sbloccando e rigenerando l’energia.

La musica prodotta dal amaca antigravitazionale armonico e dalle campane tibetane è una forma di ‘terapia vibrazionale’ basata sul principio della risonanza. Poiché tutto nell’universo è in stato di vibrazione, anche il corpo umano, nel suo stato eterico e in quello fisico, possiede una certa frequenza. Quando una sua parte vibra a una frequenza non armonica, diciamo ’stonata’, insorge il mal-essere, la malattia, che inizialmente compare nel corpo eterico per poi manifestarsi nel corpo fisico. Il suono puro delle campane tibetane e del amaca antigravitazionale armonico produce un campo vibrazionale armonico che, per risonanza, agisce sulle parti ‘stonate’ riportando la loro frequenza in armonia e, conseguentemente a uno stato di salute e di benessere .

Il amaca antigravitazionale armonico e le campane tibetane risultano un eccellente supporto in caso di stress, stanchezza mentale e fisica, depressione, ansia. Aiutano inoltre a ritrovare concentrazione, lucidità, creatività.

 

La tecnica di pittura energetica che viene poi proiettata sull amaca  e’ semplicemente un fascio che riprende il dipinto e lo ripropone alla pelle del nostro studente   . In particolare sara’ utilizzato l’acquerello, anche se in modo inconsueto: il foglio
precedentemente bagnato, diverra’ uno specchio in cui trasferire, in modo conscio o inconscio, quanto
via via intuito.
Il colore fluido, limitando al massimo l’attrito o l’impedimento materico, permettera’ ai moti dell’anima
di tradursi in esso con liberta’.
Le caratteristiche di trasparenza dell’acquerello, che lo rendono particolarmente simile al Colore-
Luce, che tante volte ha fatto gridare di meraviglia il nostro cuore di fronte allo “spettacolo di
magnificenza” di un alba o di un tramonto, lo propongono come mezzo ideale per indurci al giusto
atteggiamento nei confronti del colore, di noi stessi e delle cose del mondo, visibili o invisibili,
predisponendo il cuore alla accoglienza ed alla accettazione fiduciosa di quanto necessario alla
individuale evoluzione.
La graduale educazione alla lettura dei dipinti e delle sue molteplici trasformazioni, guiderà nel
tempo gli allievi, da un approccio visivo/emozionale individuale ad un sentire espanso
nell’Energia/Informazione Universale.
“Un seme non e’ solo cio’ che di esso appare all’occhio, invisibilmente e’ contenuto in esso tutta la futura
pianta. E il fatto ch’esso contenga piu’ di quanto i sensi vedono, deve venir afferrato in modo vivente con
fantasia e sentimento”.
Scopo del corso è anche stimolare ad un sentire e ad un ricercare i misteri dell’esistenza.

(tratto dal corso www.mitreoiside.com/corso-pittura-energetica.pdf)

 

3 )CORSO   ANTIGRAVITY AEREAL YOGA MEDITAZIONE IN AMACA  A  ROULETTE


 
 Titolo del corso: pratiche yoga "ANTIGRAVITY AEREAL   MEDITAZIONE IN AMACA

" a roulette  http://www.antigravity.it/corsi.htm insegnante ENRICO VALBONESI
 Indicare se viene rilasciato un attestato di frequenza: si riconosciuto S.i.a.f.
 Per chi:chiunque
 Iscrizione: tutto l'anno
 Periodicità : ogni giorno e il week end
 Descrizione del corso:

Basta posizioni impossibili, contorcimenti degni di santoni indù e colpi della strega per aver ‘osato’ troppo.
Arriva l’Antigravity Yoga, già famoso in Usa, ora approda anche in Italia. È stato definito lo yoga del futuro.
Si pratica appesi per aria, a significare che si sfida la forza di gravità che incurante dei nostri sforzi tende a spiaccicarci per terra. Con una specie di tutore, un’amaca di stoffa, appeso al soffitto e in cui ci sistemiamo comodamente per far fare a lui il ‘lavoro duro’, possiamo tranquillamente assumere le posizioni (asana) yoga immaginate soltanto nella nostra fantasia a causa della loro difficoltà di messa in pratica. Ci si può mettere a testa in giù, di fianco e in tutti i modi che possiamo sfruttare per ottenere il massimo beneficio: si dice infatti che l’antigravity yoga faccia miracoli anche solo nei confronti del tono muscolare.
Nuovo, unico nel genere e divertente, lo yoga antigravità ci permette di esibirci in posture e movimenti che ricordano quelli degli acrobati del circo, con finalità non di spettacolo ma rivolte al benessere psicofisico.
Questo nuovo modo di fare yoga nasce da ‘Antigravità’ una compagnia di spettacolo acrobatico, che per allenarsi utilizza proprio l’amaca antigravità. Partendo dalla tecnica di base creata per potersi allenare al meglio, sono stati aggiunti dei passaggi ispirati al ballo, al metodo Pilates e, ovviamente, allo yoga. In questo modo si è dato vita a un metodo fruibile da tutti, non solo quindi dagli spericolati acrobati. È nato così l’antigravity yoga che promette di recuperare la forma fisica e mentale divertendosi.
Tra i vari benefici a livello fisico, e non, si contano una riduzione della pressione delle giunture ossee, un allineamento delle vertebre della colonna vertebrale, una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità e un rinnovato senso di benessere psicofisico. 
Ma, per saperne di più, abbiamo chiesto delucidazioni a un esperto, il dr. Enrico Valbonesi, insegnante di yoga che ha portato questa disciplina in Italia.
L’antigravity yoga è il nuovo fitness a gravità zero. Quali sono i vantaggi rispetto allo yoga tradizionale?
“Posto che ci sono diversi tipi di yoga, questo diversamente da quelli tradizionali si fa carico del nostro peso fisico. Ci si può connettere al centro energetico della Terra in maniera diversa liberandoci della limitazione data dal peso del corpo, dalla massa muscolare e dalla forza di gravità. Questo si traduce in un migliore rilascio delle tensioni, dandoci la possibilità di concentrarsi meglio. In questa tecnica non ci sono giudizi né da parte del trainer né da chi partecipa. Ognuno è diverso, ognuno ha un peso, una forma, un modo di essere tutto personale e quindi non ci deve essere giudizio. È una nuova filosofia che apre a tutti la possibilità di fare fitness, anche a chi ha problemi di sovrappeso che, magari, troverebbe degli impedimenti o delle difficoltà nella pratica dello yoga tradizionale”.
Perché yoga? Riproduce le stesse posizioni o asana?
“Pur rifacendosi ai principi dello yoga, va da sé che le posizioni che si possono assumere sono diverse. In realtà lo possiamo considerare come un’implementazione, un qualcosa in più che, tuttavia, fornisce gli stessi vantaggi della pratica yoga a beneficio di mente e corpo”.
Quali benefici si ottengono da questa pratica?
“I benefici sono molteplici, tuttavia dipendono dalla persona e dal fatto se questa già pratica lo yoga o se è la prima volta. Indicativamente i primi benefici che si possono notare sono un miglioramento del sonno, una maggiore rilassatezza e serenità. Ma si notano anche benefici a livello del metabolismo. È un po’ come iniziare una nuova vita, come mettersi indosso un nuovo vestito. E poi ci sono tutti i benefici a livello muscolare e osseo.
Per chi già pratica yoga da tempo è uno strumento in più per migliorare la propria condizione psicofisica”.
Tutti possono provare questa esperienza ‘spaziale’?
“Sì, tutti possono beneficiare di questa esperienza, anche i cardiopatici e le persone con problemi di ipertensione, ma anche tutti coloro che hanno problemi di varia natura e le persone anziane”.

 Durata (in ore totali o da/a): per un totale di 150 ore totali
 Orari e giorni:1700-1800-1900-2000 inizio corsi ogni ora e il week end dalle 930- alle 1830
 Frequenza (quante volte a settimana):tutti i giorni
 Posti (n° di posti max):20
 Costo: 1450 o contributo libero per i meno ambienti ( disoccupati , donne in gravidanza , giovani)
 Agevolazioni :

Il pagamento di ogni annualità può essere fatto in due rate (ottobre e febbraio). Sono previste le seguenti agevolazioni:
a) il pagamento in un’unica soluzione dà diritto a una riduzione di 50 euro;
b) per chi risiede in una regione diversa da quelle in cui si svolgono i corsi, è prevista una riduzione di 300 euro;
c) due o più amici che si iscrivono insieme hanno diritto ciascuno a una riduzione di 150 euro.
Le suddette riduzioni sono cumulabili.

Alla fine del corso, dopo l’esame finale, con modalità che verranno definite con apposito regolamento, verranno assegnate due borse di studio:
– Una borsa di studio non inferiore come biglietto aereo alitalia e sky team del valore di  € 1500,00 da destinarsi a un viaggio di studio in India , Nepal o Tibet .
– Una borsa di studio non inferiore a € 500,00 per l’acquisto di libri sullo yoga e sulla spiritualità e sulla teosofia .

 

4 )

CORSO PRÂNÂYÂMA A ROULETTE
 
 Titolo del corso: pratiche yoga a roulette PRÂNÂYÂMA  http://www.antigravity.it/corsi.htm insegnante sahia
 Indicare se viene rilasciato un attestato di frequenza si riconosciuto S.i.a.f.
 Per chi:chiunque
 Iscrizione: tutto l'anno
 Periodicità : ogni giovedi lunedi , mercoledì e il week end
 Descrizione del corso:

PRÂNÂYÂMA

Ins.: sahia e Valbonesi Enrico

II prânâyâma, tappa fondamentale nel cammino evolutivo dello yoga, ha caratteristiche proprie, che lo rendono unico fra le tecniche relative al respiro. Benché la sua pratica possa produrre notevoli cambiamenti nell’organismo fisico, esso ha lo scopo finale di indurre una stabilità mentale che renda possibili le più alte esperienze di tipo meditativo. Non va dunque considerato un semplice esercizio respiratorio, anche se il punto di partenza per la sua pratica è il miglioramento della respirazione stessa, imperfetta nella maggior parte delle persone.
Gli argomenti del corso comprendono:

Primo anno
– Significato e scopi del prânâyâma;
– Collocazione del prânâyâma nella progressione dello yoga;
– Differenti punti di vista sul prânâyâma nello Hatha- e nel Râja-yoga, e nei testi relativi;
– Relazione fra respirazione e prânâyâma;
– Caratteristiche del respiro spontaneo;
– Caratteristiche del respiro in âsana;
– Relazione fra respiro, personalità e stati d'animo;
– Elementi costitutivi del prânâyâma;
– Relazione con le tecniche purificatorie (mukha-bhastrikâ, neti, kapâlabhâti);
– Significato fisiologico di energia;
– Miglioramento della normale respirazione;
– Apprendimento dei ritmi classici;
Âsana preparatori;
Prânâyâma di base (anuloma-viloma, ujjâyî).

Secondo anno
– Completamento delle tecniche di prânâyâma notevoli (sûrya-bhedana, chandra-bhedana, bhastrikâ, bhrâmarî, mûrcchâ, shîtalî, sîtkârî, plâvinî) nell’esecuzione delle diverse scuole;
– Le ritenzioni interne e le condizioni per facilitarle;
– Le ritenzioni esterne;
– Le tecniche di frazionamento (viloma- prânâyâma)
– I bandha;
– Collegamento con l’ajapa-japa
– La pratica in relazione ad orario, stagione, condizioni personali;
– Progressione nella pratica e nell’insegnamento.


 Durata (in ore totali o da/a): per un totale di 150 ore totali
 Orari e giorni:1700-1800-1900-2000 inizio corsi ogni ora e il week end dalle 930- alle 1830
 Frequenza (quante volte a settimana):3
 Posti (n° di posti max):20
 Costo: 1450 o contributo libero per i meno ambienti ( disoccupati , donne in gravidanza , giovani)
 Agevolazioni :

Il pagamento di ogni annualità può essere fatto in due rate (ottobre e febbraio). Sono previste le seguenti agevolazioni:
a) il pagamento in un’unica soluzione dà diritto a una riduzione di 50 euro;
b) per chi risiede in una regione diversa da quelle in cui si svolgono i corsi, è prevista una riduzione di 300 euro;
c) due o più amici che si iscrivono insieme hanno diritto ciascuno a una riduzione di 150 euro.
Le suddette riduzioni sono cumulabili.

Alla fine del corso, dopo l’esame finale, con modalità che verranno definite con apposito regolamento, verranno assegnate due borse di studio:
– Una borsa di studio non inferiore come biglietto aereo alitalia e sky team del valore di  € 1500,00 da destinarsi a un viaggio di studio in India , Nepal o Tibet .
– Una borsa di studio non inferiore a € 500,00 per l’acquisto di libri sullo yoga e sulla spiritualità e sulla teosofia

 

 

5 )CORSO ALCHIMIA  SPIRITUALE  CON LA PROPRIA ANIMA APPLICATA ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI NEI 4 ELEMENTI TERRA ARIA FUOCO ACQUA
 
 Titolo del corso: ALCHIMIA  SPIRITUALE  CON LA PROPRIA ANIMA APPLICATA ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI NEI 4 ELEMENTI TERRA ARIA FUOCO ACQUA pratiche yoga a roulette   http://www.antigravity.it/corsi.htm insegnante sahia e Valbonesi Enrico
 Indicare se viene rilasciato un attestato di frequenza si riconosciuto S.i.a.f.
 Per chi:chiunque
 Iscrizione: tutto l'anno
 Periodicità : ogni giovedi lunedi , mercoledì e il week end
 Descrizione del corso:

ALCHIMIA  SPIRITUALE  CON LA PROPRIA ANIMA APPLICATA ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI NEI 4 ELEMENTI TERRA ARIA FUOCO ACQUA 

 

 

1. I sette tipi psicologici 6. Alchimia spirituale, dal sé inferiore al é superiore 2. Il corpi eterico astrale mentale inferiore, superiore causale buddico

  •  L’eteroscopia in amaca
  • Il corpo mentale e la disciplina di fissare un punto per 5 minuti con la testa all ingù
  •  La terapia radiante  in aria con la quale si trasmette energia senza l’uso delle mani, da anima da anima
  •  La formazione delle immagini karmiche e la loro dissoluzione mediante proiezione di mandala e immagini karmiche  sulle amache dove sono posizionati gli studenti "yogi"  per trasformare i nodi e i semi karmici.
  •  La telepatia nei 4 elementi prove pratiche.
  •  La chiaroveggenza, i chakra e l’aura
  •  I sogni la via dell' incoscio

 Durata (in ore totali o da/a): per un totale di 150 ore totali
 Orari e giorni:1700-1800-1900-2000 inizio corsi ogni ora e il week end dalle 930- alle 1830
 Frequenza (quante volte a settimana):3
 Posti (n° di posti max):7
 Costo: 1450 o contributo libero per i meno ambienti ( disoccupati , donne in gravidanza , giovani anziani sotto il reddito di 7000 euro )
 Agevolazioni :

Il pagamento di ogni annualità può essere fatto in due rate (ottobre e febbraio). Sono previste le seguenti agevolazioni:
a) il pagamento in un’unica soluzione dà diritto a una riduzione di 50 euro;
b) per chi risiede in una regione diversa da quelle in cui si svolgono i corsi, è prevista una riduzione di 300 euro;
c) due o più amici che si iscrivono insieme hanno diritto ciascuno a una riduzione di 150 euro.
Le suddette riduzioni sono cumulabili.

Alla fine del corso, dopo l’esame finale, con modalità che verranno definite con apposito regolamento, verranno assegnate due borse di studio:
– Una borsa di studio non inferiore come biglietto aereo alitalia e sky team del valore di  € 1500,00 da destinarsi a un viaggio di studio in India , Nepal o Tibet .
– Una borsa di studio non inferiore a € 500,00 per l’acquisto di libri sullo yoga e sulla spiritualità e sulla teosofia .

 

 

 

6 )

CORSO RÂJA-YOGA,MEDITAZIONE  A ROULETTE
 
 Titolo del corso: pratiche yoga "RÂJA-YOGA  MEDITAZIONE

" a roulette  http://www.antigravity.it/corsi.htm insegnante sahia e  dott Ernico Valbonesi
 Indicare se viene rilasciato un attestato di frequenza si riconosciuto S.i.a.f.
 Per chi:chiunque
 Iscrizione: tutto l'anno
 Periodicità : ogni giovedi lunedi , mercoledì e il week end
 Descrizione del corso:

RÂJA-YOGA, MEDITAZIONE

Ins.: sahia e Valbonesi Enrico

Lo scopo del râja-yoga è il raggiungimento di un più elevato stato di coscienza, dove, con la cessazione di ogni agitazione mentale, si raggiunge la condizione di «puro testimone», sicché le illusioni dell’esistenza ordinaria svaniscono e si ottiene la suprema armonia.

Il râja-yoga – compiutamente esposto negli Yogasûtra di Patañjali – può quindi essere considerato il punto di arrivo di quelle vie dello yoga che mirano al controllo e alla gestione delle energie e forniscono potenti mezzi ausiliari a chi pratica le impegnative tecniche di concentrazione.

Gli argomenti trattati saranno i seguenti:

Primo anno
– Significato di meditazione in Oriente e in Occidente.
– Significato di nirodha.
– Stati mentali: dispersione, concentrazione, sospensione.
– Relazione con le altre vie dello yoga.
– Classificazione delle tecniche nelle diverse tradizioni dello yoga e influenze reciproche fra le diverse componenti dell’individuo.
– Influenza della posizione seduta e dello stato della colonna vertebrale.
– Consapevolezza nella vita quotidiana.
– Consapevolezza dei pensieri.
– Tecniche ausiliare (trâtaka, khecharî-mudrâ, sanmukhî-mudrâ, nâsâgra-drishti, bhrûmadhya-drishti).
– Tecniche di visualizzazione.
Yoga-nidrâ.
Nâda-anusamdhâna.

Secondo anno
– Identificazione e disidentificazione.
– Concentrazione su supporti esterni (yantra, mandala).
– Concentrazione sul cidâkâsha.
Ajapa-japa.
– Concentrazione su mantra mentali.

 


 Durata (in ore totali o da/a): per un totale di 150 ore totali
 Orari e giorni:1700-1800-1900-2000 inizio corsi ogni ora e il week end dalle 930- alle 1830
 Frequenza (quante volte a settimana):3
 Posti (n° di posti max):20
 Costo: 1450 o contributo libero per i meno ambienti ( disoccupati , donne in gravidanza , giovani)
 Agevolazioni :

Il pagamento di ogni annualità può essere fatto in due rate (ottobre e febbraio). Sono previste le seguenti agevolazioni:
a) il pagamento in un’unica soluzione dà diritto a una riduzione di 50 euro;
b) per chi risiede in una regione diversa da quelle in cui si svolgono i corsi, è prevista una riduzione di 300 euro;
c) due o più amici che si iscrivono insieme hanno diritto ciascuno a una riduzione di 150 euro.
Le suddette riduzioni sono cumulabili.

Alla fine del corso, dopo l’esame finale, con modalità che verranno definite con apposito regolamento, verranno assegnate due borse di studio:
– Una borsa di studio non inferiore come biglietto aereo alitalia e sky team del valore di  € 1500,00 da destinarsi a un viaggio di studio in India , Nepal o Tibet .
– Una borsa di studio non inferiore a € 500,00 per l’acquisto di libri sullo yoga e sulla spiritualità e sulla teosofia .

 

 

7)

  Meditazione I e II  SALUTE ATTRAVERSO LO YOGA

questo corso semplici strumenti di insegnamento per migliorare il propio benessere e comprendersi attraverso la visualizzazione meditativa.

durante i meeting  utilizzerete tecniche per rilassarsi e di pranayama (respirazione per la pulizia dell nadi attraverso la respirazione) concentrarsi e recitare mantra classici e pregliere cristiane è strutturato per 12 incontri durante l anno

La salute attraverso lo yoga
In 12 lezioni durante l anno 2010-2011
trattiamo i seguenti argomenti:
Rilassare il corpo e conoscere il respiro
Osservare e comprendere il pensiero
Imparare a concentrarsi sviluppando la mente
Fondamenti della meditazione
La meditazione e il colore
La meditazione e il suono
La meditazione e la forma
La meditazione e l’anima, conoscere
la parte migliore di sé

 

 

Durata (in ore totali o da/a): per un totale di 150 ore totali
 Orari e giorni:1700-1800-1900-2000 inizio corsi ogni ora e il week end dalle 930- alle 1830
 Frequenza (quante volte a settimana):3
 Posti (n° di posti max):20
 Costo: 1450 o contributo libero per i meno ambienti ( disoccupati , donne in gravidanza , giovani)
 Agevolazioni :

Il pagamento di ogni annualità può essere fatto in due rate (ottobre e febbraio). Sono previste le seguenti agevolazioni:
a) il pagamento in un’unica soluzione dà diritto a una riduzione di 50 euro;
b) per chi risiede in una regione diversa da quelle in cui si svolgono i corsi, è prevista una riduzione di 300 euro;
c) due o più amici che si iscrivono insieme hanno diritto ciascuno a una riduzione di 150 euro.
Le suddette riduzioni sono cumulabili.

Alla fine del corso, dopo l’esame finale, con modalità che verranno definite con apposito regolamento, verranno assegnate due borse di studio:
– Una borsa di studio non inferiore come biglietto aereo alitalia e sky team del valore di  € 1500,00 da destinarsi a un viaggio di studio in India , Nepal o Tibet .
– Una borsa di studio non inferiore a € 500,00 per l’acquisto di libri sullo yoga , sulla spiritualità e sulla teosofia .

 

 

 

 

 

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Sede DEl CORSo e calendario delle lezioni

A partire da novembre 2010 verranno attivati tre nuovi corsi: a Roma, Milano e Napoli. Le lezioni si svolgeranno al sabato dalle 09,30 alle 18,30, e alla domenica dalle 9,30 alle 13,50 circa, per un totale di otto week-end per ciascun anno di corso, da ottobre/novembre a maggio (più una giornata che si svolgerà a Roma ). Il sabato mattina è di norma libero da lezioni, ma se necessario potrà essere destinato a colloqui, incontri con i docenti, test, verifiche, lezioni di recupero, attività integrative.

Le sedi dei corsi sono le seguenti:
– a Roma: Centro antigravity via fiume bianco 130 cap 00146 edificio 5 citofono valbonesi  4 piano interno 16 .
– a Milano: Ananda Ashram - Via Prandina, 25 o Via Marazzani, 7 – Milano – tel. 02/2590972 - cell. 329/7210347 - fax. 02 97381562
Napoli: da definire

Il calendario degli incontri del primo anno sarà il seguente:

Roma MILANO Napoli
23-24 ottobre 2010 30-31 ottobre 2010 6-7 novembre 2010
20-21 novembre 2010 13-14 novembre 2010 18-19 dicembre 2010
11-12 dicembre 2010 4-5 dicembre 2010 22-23 gennaio 2011
22-23 gennaio 2011 15-16 gennaio 2011 6 febbraio 2011
6 febbraio 2011 6 febbraio 2011 (a Torino) 26-27 febbraio 2011 (a Torino)
26-27 febbraio 2011 12-13 febbraio 2011 19-20 marzo 2011
26-27 marzo 2011 5-6 marzo 2011 2-3 aprile 2011
16-17 aprile 2011 2-3 aprile 2011 14-15 maggio 2011
28-29 maggio 2011 14-15 maggio 2011 11-12 giugno 2011
     

 


INFORMAZIONI E ISCRIZIONI

La preiscrizione, senza impegno, può essere effettuata con un breve colloquio telefonico, garantisce il posto, e dovrà essere poi confermata con l’invio della relativa domanda.

La quota di iscrizione è di euro 1450,00 per ciascun anno di corso, più 100 euro al secondo anno come tassa d’esame.

Per ulteriori informazioni e per effettuare la preiscrizione, scrivere o telefonare a antigravity center certificato  S.I.A.F., , Tel. 3294167403 / 06-59600324, Fax , E-mail corsi@antigravity.it

Chi richiede informazioni a mezzo E-mail è pregato di indicare sempre un recapito telefonico e un orario di reperibilità per poterlo contattare.

Per scaricare il modulo d'iscrizione o vedere condizioni e costi cliccare qui.

Le iscrizioni si chiudono appena raggiunto il numero massimo previsto per ciascun corso  ed è aperto tutto l' anno


AGEVOLAZIONI E BORSE DI STUDIO

Il pagamento di ogni annualità può essere fatto in due rate (ottobre e febbraio). Sono previste le seguenti agevolazioni:
a) il pagamento in un’unica soluzione dà diritto a una riduzione di 50 euro;
b) per chi risiede in una regione diversa da quelle in cui si svolgono i corsi, è prevista una riduzione di 300 euro;
c) due o più amici che si iscrivono insieme hanno diritto ciascuno a una riduzione di 150 euro.
Le suddette riduzioni sono cumulabili.

Alla fine del corso, dopo l’esame finale, con modalità che verranno definite con apposito regolamento, verranno assegnate due borse di studio:
– Una borsa di studio non inferiore a € 1500,00 da destinarsi a un viaggio di studio in India.
– Una borsa di studio non inferiore a € 500,00 per l’acquisto di libri sullo yoga e sulla spiritualità dell’India.
 


LE «MATERIE» DEL CORSO a roulette ( ognuno puo' partecipare anche a piu' corsi simultaneamente mediante video corsi da vedere in seguito che 

   

ANATOMIA E FISIOLOGIA DELL'ATTIVITÀ MOTORIA

Ins.: sahia e Valbonesi Enrico

L’obiettivo di questa disciplina è di fornire le conoscenze anatomiche e soprattutto fisiologiche degli apparati del corpo umano al fine di essere consapevoli, durante il movimento, del funzionamento del corpo nel suo insieme, dentro e fuori.

Le ossa, i muscoli, il cuore, i polmoni, il sistema nervoso sempre concorrono ad affinare ogni nostra azione. E l’effetto è sempre reciproco.

La didattica delle lezioni è mirata a consentire ai discenti di comprendere come le diverse modalità di esecuzione dei movimenti producano effetti diversi sull’organismo, sia nella sfera fisica sia psichica. Verranno trattati i seguenti argomenti:

Il sistema cardio-respiratorio;

Il sistema osseo;

Il sistema muscolare: tipi di contrazione;

Il sistema nervoso correlato al movimento;

Posizioni e posture: cenni di biomeccanica.

   

ÂSANA, BANDHA, MUDRÂ

Ins.: sahia e Valbonesi Enrico

1) Âsana
Le «posture» dello Yoga, verranno sperimentate e analizzate in modo dettagliato prendendo come punto di partenza i testi tradizionali (Yoga-sûtra, Hathayoga-pradîpikâ, Gheranda-samhitâ). Gli âsana verranno presi in esame dalla preparazione attraverso esercizi introduttivi, all'esecuzione, alle varianti; verrà suggerita una progressione e gli accorgimenti tecnici utili affinché ogni persona possa fruire dei benefici degli âsana, compatibilmente con le diverse esigenze e possibilità individuali. Tale percorso si avvarrà delle indicazioni fornite dalle indispensabili nozioni occidentali di anatomia e fisiologia, nonché delle esperienze individuali dell'insegnante. Il programma che segue è indicativo e non va inteso rigidamente, in quanto gli argomenti verranno ciclicamente ripresi e approfonditi nonché inseriti nel contesto delle sequenze.

Primo anno
– Teoria generale degli âsana e loro classificazione.
– Posizioni di scioglimento.
– Posizioni di allungamento posteriore.
– Posizioni di allungamento anteriore.

Secondo anno
– Posizioni di allungamento laterale.
– Posizioni di torsione.
– Posizioni di equilibrio.
– Posizioni capovolte.
– Posizioni di rilassamento e meditazione.

2) Mudrâ e bandha

Primo anno
– Mudrâ e bandha nei principali testi di hathayoga.
– Studio degli effetti nel corpo e dell’influsso nel campo mentale e nella vita quotidiana.
– La concentrazione e il respiro come elementi essenziali di mudrâ e bandha.
– Studio secondo la tradizione indiana dei principali punti di concentrazione nel corpo, nello spazio e su oggetti con valore divino.
– Come collocare mudrâ e bandha in una seduta di yoga.
– Pratiche con sedute complete di mudrâ e bandha.
– Le mudrâ delle mani: uso del respiro, delle visualizzazioni e delle affermazioni per potenziarne l’effetto.
– Studio delle mudrâ tibetane del respiro.

Secondo anno
– Studio e pratica di ulteriori mudrâ. Riproposizione delle più importanti mudrâ e bandha sia nella forma base che in nuove varianti.
– Studio e pratica delle mudrâ simboliche: come dare ad alcune posture la valenza di mudrâ.
– Pratica di alcune delle principali mudrâ delle mani per il corpo, la mente e lo spirito.
– Pratica con sedute complete di mudrâ e bandha.

      

CULTURA E SALUTE ATTRAVERSO LO YOGA PER CHI E' ALL INIZIO DEL PERCORSO

La salute attraverso lo yoga
In 12 lezioni durante l anno 2010-2011
trattiamo i seguenti argomenti:
Rilassare il corpo e conoscere il respiro
Osservare e comprendere il pensiero
Imparare a concentrarsi sviluppando la mente
Fondamenti della meditazione
La meditazione e il colore
La meditazione e il suono
La meditazione e la forma
La meditazione e l’anima, conoscere
la parte migliore di sé

  

AUTOSTRASDA DELLA RICONNESSIONE CON LA PROPRIA ANIMA  APPLICATA ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI

Ins.: sahia e dott.Valbonesi Enrico

Il programma comprende:

'Yoga Swing Class Sky-Dive

Primo anno

  • Pranoterapia e terapia magnetica
  • . La pratica della meditazione
  • . I sette raggi
  • . L’integrazione della personalità
  • . Kundalini, i chakra e l’aura
  • . Il corpo fisico
  • . Il Karma
  • . Il corpo eterico astrale mentale  causale buddico
  • . Il sentiero iniziatico per la riconnessione con la propia anima
  •  . Veranno fatti mantra in cerchio con le amache  la testa all in giù per aumentare l attività della pineale e quindi potenziare la telepatia e lo sviluppo della propia consapevolezza eterica e corporea....e quindi la riconnessione

tecniche di pulizia dei chakra e dei corpi sottili mediante laser e campane tibetane lungo il dorso dell amaca . Saranno inoltre usate tecniche di pranayama per aumentare la resistenza nelle posizioni a testa all ingiù .

La respirazione a testa all' ingiù permette di calmare il corpi e di poter affrontare le meditazioni con maggiore enfasi e con maggiore allegria

 

 

MANTRA-YOGA

Ins.: sahia e Valbonesi Enrico

Primo anno
– Il mantra-yoga come insieme di pratiche dedicate alla purificazione della mente per mezzo della recitazione di sillabe, parole o strofe provenienti dalla letteratura spirituale della tradizione yoga. 
– Distinzione tra bîja, pada, mâlâ. Pratica: Svasti-mantra.
– Origine e significato del mantra
– Distinzione tra kirtan e bhajan
– Differenza tra japa e ajapa. Pratica: un mantra upanishadico (So ‘ham - Hamsah) e uno vedico, la Gâyatrî.
– Il suono crea la forma: dalla filosofia agli esperimenti di fisica acustica. Cenni sulla fisiologia dell’emissione vocale e dell’esperienza uditiva. Pratica: Shânti-pâtha.
– Suoni e stati d’animo. La mente e la sua relazione con il suono: vocali e consonanti. I tre livelli di pratica del japa-mantra: vocale, sussurrato, mentale. Pratica: il mantra Shrî Râm, Jay Râm.

Secondo anno
– Studio di mantra tradizionali. Loro origine, significato e identificazione spirituale e religiosa. Pratica: il mantra Om namah Shivâya.
– Accenno ai vari stili e modi di intonare i mantra tradizionali, anche con melodie di composizione più recente. Pratica: il mantra Hari Om.
– Il suono e il prâna: attraverso la pratica di varie combinazioni di suoni vocali, affinare la sensibilità ai fenomeni energetici che si creano nel corpo e nella mente. I bîja-mantra in relazione ai chakra. Pratica: Lam, Vam, Ram, Yam, Ham.
Introduzione al mantra Om/Aum/Aoum: origine, simbolismo, significato. Pratica: intonazione su differenti note musicali e melodie, con eventuali gestualità simboliche

     

   

RÂJA-YOGA, MEDITAZIONE

Ins.: sahia e Valbonesi Enrico

Lo scopo del râja-yoga è il raggiungimento di un più elevato stato di coscienza, dove, con la cessazione di ogni agitazione mentale, si raggiunge la condizione di «puro testimone», sicché le illusioni dell’esistenza ordinaria svaniscono e si ottiene la suprema armonia.

Il râja-yoga – compiutamente esposto negli Yogasûtra di Patañjali – può quindi essere considerato il punto di arrivo di quelle vie dello yoga che mirano al controllo e alla gestione delle energie e forniscono potenti mezzi ausiliari a chi pratica le impegnative tecniche di concentrazione.

Gli argomenti trattati saranno i seguenti:

Primo anno
– Significato di meditazione in Oriente e in Occidente.
– Significato di nirodha.
– Stati mentali: dispersione, concentrazione, sospensione.
– Relazione con le altre vie dello yoga tutti i tipi di yoga .
– Classificazione delle tecniche nelle diverse tradizioni dello yoga e influenze reciproche fra le diverse componenti dell’individuo.
– Influenza della posizione seduta e dello stato della colonna vertebrale.
– Consapevolezza nella vita quotidiana.
– Consapevolezza dei pensieri.
– Tecniche ausiliare (trâtaka, khecharî-mudrâ, sanmukhî-mudrâ, nâsâgra-drishti, bhrûmadhya-drishti).
– Tecniche di visualizzazione.
Yoga-nidrâ.Lo Yoga Nidrā è un’investigazione sistematica, nel profondo rilassamento, di ciò che oscura l’equanimità ossia la propria pace profonda
Nâda-anusamdhâna.

Secondo anno
– Identificazione e disidentificazione.
– Concentrazione su supporti esterni (yantra, mandala).
– Concentrazione sul cidâkâsha.  
Ajapa-japa.
– Concentrazione su mantra mentali.

verranno usati gli appunti dei corsi presi dal docente dei passate lezioni del corso su indicato :

   
Programma dei corsi collettivi
Yoga, scienza dell'essere e dell'evoluzione - I diversi tipi di yoga - Il pranayama, la scienza del respiro - Introduzione alla meditazione - I piani della creazione - I sette raggi - I regni di natura - L'uomo come microcosmo - La coscienza dell'atomo - Kundalini, l'energia evolutiva dell'uomo - Chakra centri di energia e di coscienza - I corpi sottili - L'aura e i suoi colori - Il karma, la legge di causa/effetto, reincarnazione - I sogni - La trasformazione delle emozioni negative - Gli otto stadi dello yoga - Le iniziazioni, il percorso iniziatico - La gerarchia celeste, i maestri di saggezza - Salute malattia e guarigione esoterica - Il servizio
Corsi individuali di Raja yoga e di riequilibrio dei chakra
La pratica comincia con l'eteroscopia, che consiste nell'utilizzare la chiaroveggenza per analizzare i chakra, l'aura e gli organi interni. Ciò consente diagnosi accurate delle realtà  emotive e mentali della persona, oltre che fisiche. Una volta compresi i nodi fondamentali dell'individuo ed i suoi aspetti più profondi, é possibile intervenire per sanarne le disarmonie, favorendo un equilibrio ottimale tra corpo e mente. Ciò avviene tramite la terapia radiante, che consiste nel trasmettere energia da anima ad anima, in modo che l'essere possa instaurare un rapporto costante con il proprio sé più profondo. E' infatti dall'interruzione di questo rapporto che ha origine la maggior parte delle malattie. La pratica della meditazione é in grado di stimolare questo processo aiutando poi a conservare e migliorare l'equilibrio raggiunto.
 
 

 
Bibliografia consigliata:
 
1. Yoga integrale, Aut. Chaduri, Ed. Mediterranee
2. Pranayama, la dinamica del respiro,
 
Aut. Van Lysebeth, Ed. Astrolabio
 
3. Lettere sulla meditazione occulta,
 
Aut. A. Bailey, Ed. Il libraio delle stelle
 
4. Psicologia esoterica vol. 1° e vol 2°,
 
Aut. A. Bailey, Ed. Il libraio delle stelle
 
5. I sette temperamenti umani,
 
Aut. La Sala Batà , Ed. Armonia & Sintesi
 
6. Kundalini, Aut. Arundale, Ed. Adyar
7. Chakras, ruote di vita,
 
Aut. A. Judith, Ed. Armenia
 
8. Il potere del serpente,
 
Aut. Avalon, Ed. Maditerranee
 
9. L'uomo e i suoi corpi,
 
Aut. A. Besant, Ed. B.I.S. /Ed. Adyar
 
10. Il doppio eterico, Aut. A. Powell, Ed. Alaya
11. Il corpo astrale, Aut. A. Powell, Ed. Alaya
12. Il corpo mentale, Aut. A. Powell, Ed. Alaya
13. Il corpo causale, Aut. A. Powell, Ed. Alaya
14. Il Karma, Aut. A. Basant, Ed. B.I.S.
 
15. Rincarnazione, Aut. A. Basant, Ed. B.I.S.
16. I sogni, Aut. Leadbeater, Ed. Adyar
17. Il male e come trasformarlo,
 
Aut. Pierrakos, Ed. Crisalide
 
18. Shambhala, Aut. Trungpa, Ubaldini Editore
19. La luce dell'anima,
 
Aut. A. Bailey, Ed. Il libraio delle stelle
 
20. Da Betlemme al Calvario,
 
Aut. A. Bailey, Ed. Il libraio delle stelle
 
21. Iniziazione umana e solare,
 
Aut. A. Bailey, Ed. Il libraio delle stelle
 
22. Luci della Grande Loggia Bianca,
 
Aut. Coquet, Ed. Amrita
 
23. Dal sé inferiore al sé superiore,
 
Aut. La Sala Batà , Ed. Armonia & Sintesi
 
24. Medicina psico-spirituale,
 
Aut. La Sala Batà , Ed. Armonia & Sintesi
 
25. Guarigione esoterica,
 
Aut. A. Bailey, Ed. Il libraio

 

 

 

 


Domande frequenti

Quale esperienza di yoga è richiesta per iscriversi al corso?

Non si richiede un’esperienza minima ma si consiglia la pratica di due anni  sotto la guida di un insegnante qualificato.

Quale livello culturale è richiesto?

Per una buona comprensione delle lezioni, è consigliata una preparazione culturale a livello di scuola media superiore o formazione equivalente

Che succede se non posso frequentare tutte le lezioni?

La frequenza è facoltativa  . Le eventuali assenze  potranno essere recuperate con i videocorsi ma si consiglia di non superare il 20% ogni anno  del monte ore previsto, altrimenti non si potrà accedere all’esame finale .

Il diploma rilasciato dall’S.I.A.F. è riconosciuto?

In Italia non esistono «riconoscimenti» legali dello yoga.MA SIAF è RICONOSCIUTA COME  operatori olistici dalla legge italiana.

È possibile iscriversi solo per approfondimento personale, senza accesso al diploma?

È possibile. In tal caso non sono richiesti particolari requisiti. Si avrà diritto comunque a un attestato di frequenza, purché le eventuali assenze non superino in ciascun anno il 20% del monte ore.

È possibile, sempre per approfondimento personale, iscriversi solo ad alcune lezioni?

Se vi sono posti liberi, è possibile iscriversi a interi fine-settimana, oppure a una intera specifica materia, non però a lezioni singole.

Come si svolge l’esame finale?

Il candidato dovrà dimostrare, attraverso un progetto di lezione, un colloquio e una prova pratica, una buona padronanza delle materie del corso e una sicura conoscenza degli strumenti didattici che consentono di guidare in modo ottimale un gruppo di allievi.


 
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per eseguire meditazioni in relax e aumentare la pineale con inversioni  usiamo amache antigravitazionali:

  http://www.antigravity.it/Amaca.htm http://www.antigravity.it/hammockantigravity.htm http://www.antigravity.it/Amacaespagnolo.htm http://www.antigravity.it/hamacsfrance.htm http://www.antigravity.it/Hängematte.htm

  • TRATTO DALLA STAMPA DI TORINO ECCO IL LINK :http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/Benessere/grubrica.asp?ID_blog=26&ID_articolo=571&ID_sezione=31&sezione=

    Yoga antigravità: la nuova moda newyorkese, ora anche in Italia   Lo yoga sfida la gravità e così diventa facile per tutti praticarlo. Basta posizioni impossibili, contorcimenti degni di santoni indù e colpi della strega per aver ‘osato’ troppo.
    Arriva l’Antigravity Yoga, già famoso in Usa, ora approda anche in Italia. È stato definito lo yoga del futuro.
    Si pratica appesi per aria, a significare che si sfida la forza di gravità che incurante dei nostri sforzi tende a spiaccicarci per terra. Con una specie di tutore, un’amaca di stoffa, appeso al soffitto e in cui ci sistemiamo comodamente per far fare a lui il ‘lavoro duro’, possiamo tranquillamente assumere le posizioni (asana) yoga immaginate soltanto nella nostra fantasia a causa della loro difficoltà di messa in pratica. Ci si può mettere a testa in giù, di fianco e in tutti i modi che possiamo sfruttare per ottenere il massimo beneficio: si dice infatti che l’antigravity yoga faccia miracoli anche solo nei confronti del tono muscolare.

    Nuovo, unico nel genere e divertente, lo yoga antigravità ci permette di esibirci in posture e movimenti che ricordano quelli degli acrobati del circo, con finalità non di spettacolo ma rivolte al benessere psicofisico.
    Questo nuovo modo di fare yoga nasce da ‘Antigravità’ una compagnia di spettacolo acrobatico, che per allenarsi utilizza proprio l’amaca antigravità. Partendo dalla tecnica di base creata per potersi allenare al meglio, sono stati aggiunti dei passaggi ispirati al ballo, al metodo Pilates e, ovviamente, allo yoga. In questo modo si è dato vita a un metodo fruibile da tutti, non solo quindi dagli spericolati acrobati. È nato così l’antigravity yoga che promette di recuperare la forma fisica e mentale divertendosi.
    Tra i vari benefici a livello fisico, e non, si contano una riduzione della pressione delle giunture ossee, un allineamento delle vertebre della colonna vertebrale, una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità e un rinnovato senso di benessere psicofisico.
     
    Ma, per saperne di più, abbiamo chiesto delucidazioni a un esperto, il dr. Enrico Valbonesi, insegnante di yoga che ha portato questa disciplina in Italia.
    L’antigravity yoga è il nuovo fitness a gravità zero. Quali sono i vantaggi rispetto allo yoga tradizionale?
    “Posto che ci sono diversi tipi di yoga, questo diversamente da quelli tradizionali si fa carico del nostro peso fisico. Ci si può connettere al centro energetico della Terra in maniera diversa liberandoci della limitazione data dal peso del corpo, dalla massa muscolare e dalla forza di gravità. Questo si traduce in un migliore rilascio delle tensioni, dandoci la possibilità di concentrarsi meglio. In questa tecnica non ci sono giudizi né da parte del trainer né da chi partecipa. Ognuno è diverso, ognuno ha un peso, una forma, un modo di essere tutto personale e quindi non ci deve essere giudizio. È una nuova filosofia che apre a tutti la possibilità di fare fitness, anche a chi ha problemi di sovrappeso che, magari, troverebbe degli impedimenti o delle difficoltà nella pratica dello yoga tradizionale”.

    Perché yoga? Riproduce le stesse posizioni o asana?
    “Pur rifacendosi ai principi dello yoga, va da sé che le posizioni che si possono assumere sono diverse. In realtà lo possiamo considerare come un’implementazione, un qualcosa in più che, tuttavia, fornisce gli stessi vantaggi della pratica yoga a beneficio di mente e corpo”.

    Quali benefici si ottengono da questa pratica?
    “I benefici sono molteplici, tuttavia dipendono dalla persona e dal fatto se questa già pratica lo yoga o se è la prima volta. Indicativamente i primi benefici che si possono notare sono un miglioramento del sonno, una maggiore rilassatezza e serenità. Ma si notano anche benefici a livello del metabolismo. È un po’ come iniziare una nuova vita, come mettersi indosso un nuovo vestito. E poi ci sono tutti i benefici a livello muscolare e osseo.
    Per chi già pratica yoga da tempo è uno strumento in più per migliorare la propria condizione psicofisica”.

    Tutti possono provare questa esperienza ‘spaziale’?
    “Sì, tutti possono beneficiare di questa esperienza, anche i cardiopatici e le persone con problemi di ipertensione, ma anche tutti coloro che hanno problemi di varia natura e le persone anziane”.
    (Luigi Mondo e Stefania Del Principe)

    Dove trovare l’Antigravity yoga:
    - ANTIGRAVITY GENERAL INFORMATION 3294167403-3457001076-3281616331 info@antigravity.it  ;
    - Sporting club - via vigna murata, 90 – Roma – tel. 06/5912892;
    - Antigravity yoga - viale marconi, 507 – Roma – tel. 06/59600324;
    - Ananda Ashram - Via Prandina, 25 o Via Marazzani, 7 – Milano –  - cell. 329/7210347 - fax. 02 97381562;
    - Ass. Atman di raja yoga di Andrea Innocenti - via dell'Argingrosso 65/L (zona Isolotto) –

    Ecco un assaggio di quello che potete fare con Antigravity Yoga
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    PILATES - YOGA - TONIFICAZIONE  - POSTUROLOGIA  ANTIGRAVITAZIONALE

    Il NUOVO metodo di allenamento funzionale
    che usa la gravità e il peso del corpo come macchina per volare ed esercitarsi

     

    Con Antigravity aerel kit,  hai ben 7 accessori diversi per delle sessioni di Suspensione allenamento
    efficaci, divertenti e sempre diverse con aggiornamenti continui !

     

    Antigravity aerel kit
    Il tuo corpo diventa una macchina aerea

    Nasce un nuovo rivoluzionario metodo d’allenamento, nato dall’osservazione dei fisici scultorei e dei metodi di allenamento degli artisti del Circo del sole e di tutti i circhi . Fisici che esprimono in maniera esemplare due qualità fitness alla base di una postura ideale, la forza e la flessibilità.

    l

    RILASSAMENTO E DECOMPRESSIONE VERTEBRALE Per ottenere uno scarico e una decompressione dei dischi intervertebrali, sia lombari, dorsali che cervicali, dei cingoli pelvici e scapolare, nonché un rilassamento, si può sospendere la zona corporea e aggiungerci dei movimenti specifici.

    http://www.antigravity.it/corso.htm

     
         
    ESERCIZI DI MOBILIZZAZIONE

    Molte sono le condizioni e le patologie che inducono delle limitazioni dell’arco di movimento (Range of Motion). L’antigravity aereal kit, grazie alla quasi totale eliminazione dell’effetto della forza di gravità, permette un miglioramento dell’escursione articolare e del tuo corpo anche con il trapezio migliorando la tua  flessibilità. http://www.antigravity.it/corsoTRAPEZIO.htm  
       
       
    RIABILITAZIONE CONTROLLO SENSOMOTORIO E MUSCOLI STABILIZZATORI Permette un allenamento della propria percezione e del controllo senso motorio del nostro corpo. Mediante il trx e jangle gim e http://www.antigravity.it/corsoantigravitytrx.htm
       

     

     

     

     

    la crescita prima di essere personale deve essere del pianeta ci sono tanti sistemi olistici e fisici  come si può vedere qui di seguito .in basso che portano l uomo alla sua evoluzione .

    ma ricordiamoci che la sola evoluzione che cerco di diffondere e quella di punto zero in cui si perde il pensiero si e si evince .

    si fanno dei corsi e dei congressi seminari  in tutta Italia gratuitamente e poi per approfondimenti chiamare al 3294167403 ( se ci sono offerte per la fondazione sono le benvenute)

     

    La parola Ipnosi è evocativa, la comunicazione può essere ipnotica. Si parla di ipnosi riferendosi alla pubblicità, oppure ad oratori efficaci, e anche a contesti terapeutici dove viene stimolato il cambiamento. Siamo in stato simil-ipnotico quando siamo particolarmente rilassati, come la mattina quando siamo appena svegli nel nostro letto. Nelle precedenti email abbiamo accennato a ciò. Abbiamo spiegato come è allora possibile darsi delle benefiche suggestioni, come una sorta di autoipnosi, con la quale si possono indurre profondi cambiamenti.

  •  

    L'ipnosi ad occhi aperti

            Per ipnosi ad occhi aperti si intende un particolare tipo di ipnosi che può essere indotto istantaneamente, il soggetto è cosciente ma nello stesso tempo risponde all'operatore.

    Uno tra i metodi più potenti per indurla è lo sguardo.
    Questo affascina nella comunicazione tra le persone. Quante volte rimaniamo a pensare molto dopo un semplice sguardo? Che esista l’idea di una forza, che si può manifestare con lo sguardo ed attraverso la quale l’uomo può esercitare un potere, è del resto nella stessa storia umana. Il concetto di un fascino che si manifesta attraverso l’occhio è sicuramente all’origine del mito della Medusa presso gli antichi Greci, l’essere mitologico in grado di pietrificare chi lo osservava.
          

            In una visione più moderna sappiamo che tramite lo sguardo mettiamo in atto una sospensione del fattore critico, cioè della nostra mente logica e dei nostri programmi mentali limitanti. Questo può allora avere notevoli utilità per il benessere personale dove possiamo aprirci a nuovi modi di essere. Vi è anche un utilizzo personale di ciò, di cui potete rendervi conto facilmente. Guardatevi intensamente in uno specchio e parlatevi positivamente come se foste un'altra persona. Ripetere questa tecnica la mattina per un paio di minuti quotidianamente, se fatto con convinzione può allora essere un potente automotivatore.
             Questo è un utilizzo base ed è possibile andare anche molto oltre. Infatti, più concentriamo il fuoco dell'attenzione, più possiamo ampliare la prospettiva ed accedere a dimensioni inconsce. Il fenomeno è paragonabile a quello che verifica chi medita su di un koan oppure su di un mantra: ad un certo punto la mente si apre.
     

             Con la fascinazione possiamo infatti contattare direttamente la parte della mente all'origine di un particolare fenomeno. In campo terapeutico, ad esempio, con l'assoluta concentrazione un operatore può parlare con la parte della mente che ingenera il sintomo ed indurre cambiamenti positivi potenti in pochi secondi, ad esempio si possono eliminare dolori.
    Uno dei nostri maestri del dr. Paret, Erminio di Pisa, una volta realizzò una dimostrazione stupefacente con trecento persone a Milano, lavorando per una ventina di secondi con ciascuna, con risultati che per la maggior parte perdurarono nei giorni successivi, e per vari furono definitivi. Per il 98% delle persone più che altamente soddisfacente. Presso l'istituto abbiamo varie documentazioni video al riguardo.
             La nostra scuola di Nizza ha studiato scientificamente il fenomeno.Questa nuova edizione ampliata del corso Mesmerismus svolto eccezionalmente a Roma presenta quindi queste dinamiche oltre alle cosiddette dinamiche "magnetiche" che vengono viste in una luce nuova ed immediatamente applicabile, anche sotto la forma di sviluppo del magnetismo personale, che significa migliorare l'impatto dell'individuo.

     

     

    PIANETA UOMO

    Il corpo umano, come è fatto e come funziona

       

    Realizzazione: in comunione di beni extraterrestri

    LA DISPENSA SI PRESENTA, PRESUPPOSTI E FINALITA'

    Per guidare un'automobile, od usare uno strumento qualunque, è necessario sapere le azioni da compiere. Per trarre il massimo profitto dal nostro corpo, e dalla nostra mente, è pure necessario conoscere come utilizzarli nel migliore dei modi. Malattie, stress, ed altri malanni, spesso dipendono da una cattiva conoscenza degli strumenti che la natura ci ha messo ha disposizione; questa dispensa si propone di fornire alcuni elementi con i quali una persona possa affrontare la propria salute in un modo più informato e responsabile.

                                               Dr. Mario Rizzi


    INTRODUZIONE

    Qualcuno ha scritto: "La salute è un bene così prezioso che non possiamo comperarlo; dobbiamo guadagnarcelo".  Purtroppo questo concetto è seguito da ben poche persone; specialmente in questi ultimi decenni è invalsa infatti l'abitudine (parte per mancanza di tempo, parte per mancanza di informazioni) a delegare agli altri, siano essi medici, psicologi, o guaritori, la cura del nostro corpo e la pace della nostra mente.

    Penso che ricercare le cause di questo stato di cose sia poco proficuo, malgrado potrebbe essere certamente interessante.  Sta di fatto che solo pochi decenni fa la saggezza popolare, non ancora oscurata dalle varie pubblicità commerciali, guidava le  mamme nella cura dei piccoli malanni, nonché nella  crescita dei loro bimbi. La mamma moderna, generalmente, pende invece dalle labbra del pediatra, o dello psicologo, non sapendo cosa fare; essa si ritrova infatti sommersa da un mare di informazioni che, anziché aiutarla, la rendono ancor più confusa.

    Anche tanti malanni minori, solo qualche decennio fa, erano affrontati con una maggiore  responsabilità personale. Io, per esempio, ricordo la purga che mi davano quando andavo in vacanza; probabilmente molti problemi, specialmente alla pelle (dermatiti, ecc.), che compaiono i primi giorni delle vacanze al mare, potrebbero essere risolti in questo modo senza ricorrere a costose pomate o altri rimedi.

    A prescindere da certi eventi storici l'olio di ricino è stato per secoli considerato un toccasana pressoché universale; non che io voglia affermare la medesima cosa, è però cosa certa che un intestino ingombro è il focolaio di tanti e tanti problemi, tra cui si potrebbero citare qualche tipo di mal di testa e alcune febbriciattole misteriose di cui non si riesce a comprendere la ragione.

    Dov'è andata la saggezza che faceva dare aglio e latte ai bambini che digrignavano i denti, indizio che poteva far supporre la presenza di ossiuri (vermi intestinali)?  Forse che l'organismo dei nostri bimbi si è di molto rinforzato nelle difese contro i parassiti?  Se così fosse veramente sarebbe scomparso anche il raffreddore, non vi sembra, questa, una logica conclusione?

    Oggi il tempo manca anche per chiedersi se le fonti di informazioni a cui attingiamo sono sicure oppure no. Non facendo tali verifiche, prima o dopo, siamo costretti a porre la salute del nostro corpo in mano ad altre persone pensando che, magari, lo possano conoscere meglio di noi. In effetti vi sono delle informazioni che solo uno studio specializzato può fornire, ma ve ne sono tante altre che potrebbero aiutarci a vivere meglio; più sani e più sereni.

    Il detto: "Il miglior medico (per noi) siamo noi stessi" dovrebbe essere rispolverato  ed alle persone bisognerebbe dare informazioni da utilizzare per star meglio; l'alimentazione, il controllo mentale, il rilassamento, il modo di operare delle medicine alternative, sono soltanto alcuni degli argomenti che dovrebbero essere proposti già a livello scolastico ed invece restano patrimonio di quei pochi che hanno avuto la fortuna di trovare un certo libro, o conoscere una data persona.

    Fondamentalmente chi ha perso la salute del corpo, o la pace della mente, non si mette mai davanti allo specchio interrogandosi sui motivi che lo possono aver portato in quella condizione. Il problema viene visto come qualcosa che ogni giorno accade a qualcuno e, per caso, un brutto giorno, è capitato proprio a noi.

    Si stabilisce allora il contatto con gli "addetti ai lavori", prima il medico, e poi, se il risultato non risulta  soddisfacente, un professore specializzato, quindi, se non si ottiene ciò che si desidera, si inizia a peregrinare da terapisti alternativi che possono operare in buona fede ed onestà ma anche fare delle miserie altrui un notevole guadagno, privo tra l'altro di gravami fiscali.

    Gli eventuali insuccessi della medicina ufficiale vanno a loro volta ricercati nel fatto che lo specialista, proprio parchè ha focalizzato i suoi studi su una parte degli strumenti che l'uomo dispone (anima, mente, corpo), non è in grado di vedere il malato nella sua unicità fisica e mentale e lo considera, perciò, non come una persona ma come un organo, che potendo, dovrebbe essere messo in una scatoletta asettica e curato fintanto che il problema non sia scomparso.

    Tra l'altro anche la stessa scienza medica entra in contraddizione con se stessa quando afferma che su cento malattie almeno ottanta sono di origine psicosomatica (dovute agli effetti esercitati dalla mente sul corpo) e poi nella maggior parte dei casi, affronta il malato soltanto dal lato corporeo.  Si comprende allora come per l'80% delle malattie, quelle ad origine psicosomatica, le medicine offerte dal farmacista non costituiranno mai un medicamento valido ma avranno soltanto il valore di un palliativo.

    Certo non sarà questa rubrica a risolvere questo tipo di situazione. Per risolverlo bisognerebbe creare una educazione sanitaria impostata più sulla prevenzione che non sulla cura. Si ricorda, a titolo di curiosità che tremila anni fa gli agopuntori cinesi non erano pagati per guarire le persone, ma per mantenerle sane.

    Comunque qualche informazione in questo senso la si può dare. Lo scopo rimane quello di fornire gli strumenti affinché la propria salute possa essere salvaguardata in modo più responsabile, senza peraltro avere la pretesa di sostituirsi a coloro che con anni di studio, e sacrificio, si sono creati una cultura medica che li rende atti a gestire le malattie e le problematiche gravi.

    Questi sono i presupposti ed i traguardi di questa rubrica, a taluni potrà sembrare ambiziosa, ad altri inutile, e qualcuno avrà anche modo di apprezzarla. Tutto questo fa parte del gioco dell'informazione; se alcune persone si ritroveranno beneficiate costituiranno l'incentivo per farla continuare e, perché no, con l'aiuto dei lettori, migliorare nel tempo.


    ELEMENTI DI ANATOMIA, FISIOLOGIA E PATOLOGIA

    L'ANATOMIA studia la struttura del corpo umano, essa consente di determinare con precisione la posizione dei diversi organi e i loro reciproci rapporti. L'anatomia è suddivisa in quattro parti principali:

    a) Il TESSUTO è rappresentato da un assieme di elementi destinati a proteggere, collegare o ricoprire i vari organi. Esistono dei tessuti epidermici, muscolari, nervosi, cartilaginei, ossei.

    b) I SISTEMI sono costituiti da uno stesso tessuto, ognuno di essi possiede una struttura che gli è propria. C'è il sistema osseo, il sistema nervoso, il sistema muscolare.

    c) Gli ORGANI sono necessari alla funzione di un apparato. Ad esempio lo stomaco, il fegato, gli intestini sono destinati alla funzione digestiva.

    d) Gli APPARATI sono gruppi di organi collegati fra di loro per compiere una funzione comune. L'apparato digestivo comprende, ad esempio: la bocca, l'esofago, lo stomaco, il fegato, gli intestini.

    * La FISIOLOGIA spiega il funzionamento degli organi nelle loro condizioni normali.

    * La PATOLOGIA descrive i disturbi provocati dalla malattia.

    * La TERAPEUTICA fornisce i mezzi per guarire le malattie.

    LE GRANDI DIVISIONI ANATOMICHE E FISIOLOGICHE

    1. APPARATO RESPIRATORIO: naso, laringe, trachea, polmoni.

    2. APPARATO DIGERENTE: bocca, esofago, stomaco, intestini, retto, fegato, pancreas, vescicola biliare.

    3. APPARATO CIRCOLATORIO: cuore, arterie, vene, vasi linfatici e capillari.

    4. APPARATO LOCOMOTORIO: scheletro, articolazioni, muscoli.

    5. SISTEMA NERVOSO: midollo spinale, nervi, cervello.

    6. APPARATO DI SECREZIONE URINARIA: reni, ureteri, vescica.

    7. APPARATO DI SECREZIONE INTERNA: milza, tiroide, timo, capsule surrenali.

    8. APPARATO RIPRODUTTIVO: testicoli, prostata, utero, ovaie, trombe di Falloppio.

    9. Gli ORGANI SENSORIALI: tatto, vista, udito, gusto, odorato.


    Il SISTEMA NERVOSO

    ALLA SCOPERTA DEL CERVELLO

    Visto da sopra il cervello umano somiglia ad una noce, è infatti costituito da due emisferi collegati tra loro da un grosso fascio composta da milioni di fibre nervose chiamato "corpo calloso".  Nel cervello degli animali le funzioni dei due emisferi sono simili, nell'uomo, invece, ogni emisfero è specializzato e, per così dire, percepisce la realtà a modo suo.  Si è scoperto, con la recisione del corpo calloso, che ogni emisfero è in grado di vivere in modo autonomo ma non è però capace di assolvere le funzioni specializzate di quello complementare.

    Fondamentalmente l'emisfero sinistro funziona in modo non emotivo (analizza perciò le informazioni in modo freddo e razionale) ed è bravo ad esprimersi mediante le parole, il calcolo e la scrittura.  L'emisfero destro, invece, è la sede delle reazioni emotive e della memoria, conosce l'arte del disegno, elabora la informazioni in modo globale, immediato, e possiede un linguaggio assai povero.  Normalmente i due modi di operare si completano a vicenda.

    Il sistema nervoso è collegato al cervello in modo incrociato, l'emisfero sinistro controlla la parte destra del corpo, l'emisfero destro la parte sinistra.  E` interessante notare che siccome il linguaggio è stato elaborato dall'emisfero sinistro tutto ciò che è relativo alla sua mano (quella destra) viene classificato come abile, buono e giusto; si vedano al proposito le espressioni: destrezza, destro di mano, right (destro e giusto in inglese). Ciò che riguarda la mano sinistra, ovvero la mano dipendente dall'emisfero destro, è invece classificato come cattivo ed incapace, espressioni come tiro mancino, sinistro presagio, maldestro, sguardo sinistro, ne sono un esempio assai chiaro a cui si può aggiungere il fatto che nelle polizze assicurative gli incidenti vengono spesso chiamati sinistri.  Risulta assai interessante esaminare le funzioni specifiche dei due emisferi, esse sono:

    EMISFERO SINISTRO                                  EMISFERO DESTRO

    mente cosciente                                  mente subconscia, memoria

    ragionamento consecutivo                         intuito immediato

    parola, scrittura                                musica, disegno, creatività

    analisi delle parti                               vista d'insieme, misticismo

    conosce spazio e tempo                            non conosce spazio e tempo

    si sente un io separato                           si sente parte del tutto

    non ha emozioni                                  ama, odia, ride e piange

    causa le malattie                                 può curare le malattie

    I bambini piccoli e gli animali hanno le funzioni dell'emisfero destro che predominano sul sinistro; le funzioni di quello sinistro sono infatti quasi inesistenti. Negli animali tale situazione rimane immutata negli anni mentre nei bambini si assiste ad un graduale sviluppo delle funzioni relative all'emisfero sinistro, ovvero: capacità di discorsi complessi e di analisi, coscienza di sé, ragionamenti logici, ecc.

    Si potrebbe quasi pensare che Adamo, che ebbe da Dio l'incarico di dare un nome a tutti gli abitanti della Terra, rappresenti uno stadio evolutivo dell'uomo in cui la parte sinistra del cervello si stava sviluppando mettendolo così in grado di parlare e di classificare le cose intorno a lui.

    Va sottolineato che il fatto di essere mancini non dimostra per nulla una maggior specializzazione della parte destra del cervello.  Anche in queste persone gli emisferi continuano a svolgere le funzioni descritte in quanto la gestione delle mani fa parte di un'altro tipo di attività cerebrale.

    Purtroppo i sistemi educativi del passato, e quelli tutt'ora in uso, privilegiano l'emisfero sinistro e trascurano notevolmente l'educazione di quello destro. Tutto viene impartito per gradi (secondo schemi logici prestabiliti) e le materie principali (matematica, lettura, scrittura, ecc.) aiutano lo sviluppo dell'emisfero sinistro. Ciò che compete all'emisfero destro (sognatore, artefice e artista), viene invece trascurato.

    Forse le ricerche scientifiche attuali, approfondendo la conoscenza del cervello, ci permetteranno di affrontare responsabilmente questo stato di cose e di prendere i dovuti provvedimenti nei confronti dell'educazione delle future generazioni.

    Lo sviluppo delle funzioni dell'emisfero destro, tra l'altro, non si presenta tanto facile perché quello sinistro tende ad accaparrarsi tutti i lavori cerebrali anche se, a conti fatti, il collega certe cose le saprebbe fare meglio di lui. L'unico modo per poter evitare questo problema consiste nel proporre al cervello un compito che disgusti la parte sinistra; tutto ciò che è monotono e ripetitivo, ad esempio, fa parte di questa categoria.  Anche Il disegno artistico è una attività in cui l'emisfero sinistro si trova decisamente impacciato. Ne consegue che questo tipo di disegno può essere un modo eccellente per iniziare lo sviluppo delle abilità proprie dell'emisfero destro.

    L'utilizzo volontario dell'emisfero destro

    Vi sono diversi motivi per cui sarebbe desiderabile un miglior utilizzo della parte destra del cervello, vediamone alcuni:

    - capacità di ricordare;

    - abilità nel disegno;

    - rimozione di cattive abitudini e condizionamenti;

    - cura di disturbi vari (insonnia, agitazione. ecc.); o malattie

    - rimozione di emozioni accumulate nel passato;

    - maggior energia vitale.

    Attualmente vi sono in commercio molte pubblicazioni che presentano in modo assai entusiastico delle tecniche per ottenere quanto esposto. I risultati, purtroppo, spesso non seguono le aspettative, questo a causa di molti fattori di cui i principali sono:

    - poca perseveranza;

    - ostacoli presentati dall'emisfero sinistro;

    - l'emisfero destro considera valido il comportamento che si desidera modificare;

    - si utilizza la ragione al posto dell'immaginazione.

    Normalmente la situazione è controllata dal cervello sinistro, lo scambio verso quello destro avviene in modo automatico se l'attività da compiere gli risulta sgradita, o se necessita fronteggiare una situazione improvvisa. Provate a chiedere ad un gruppo di persone, tranquille e con gli occhi chiusi, di darvi una risposta immediata, quindi chiedete: "Quanti anni hai?" e battete le mani; nella maggior parte dei casi vi verrà fornito un numero che anziché rappresentare l'età potrebbe avere qualche relazione con un episodio vissuto nel passato. La risposta, in questo caso, vi è stata fornita dall'emisfero destro.

    Nella scrittura la sequenzialità e l'ortografia dipendono dalla parte sinistra, mentre lo stile dei caratteri appartiene a quella destra; siccome l'emisfero destro è anche la sede della memoria appare chiaro che l'analisi ortografica può dire qualcosa sul carattere di una persona.

     L'insonnia ed il cervello

    Spesso l'insonnia è dovuta alla continua attività cerebrale propria della parte sinistra che, conoscendo il tempo, tende a recriminare sul passato e fare dei programmi per il futuro.

    Per distoglierla dal suo lavorio si dovrebbe iniziare una monotona ripetizione, ad esempio immaginare uno schermo con un grande numero "100" e poi, ad ogni respiro, decrementarlo di uno pensando relax...

    Il conteggio risulterà ancor più vantaggioso se prima di iniziarlo si stringono i pugni, inspirando, e poi si rilasciano, espirando e pensando relax...

    Si possono, inoltre, piegare le caviglie, stringere le natiche, serrare i denti, gli occhi, e così via.


    IL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO E CENTRALE

    Ogni volta che siamo alla guida di un'automobile abbiamo il controllo su svariati meccanismi che la compongono, possiamo infatti accelerare, frenare, sterzare, ma vi sono altre funzioni  sulle quali non possiamo intervenire (pressione delle gomme, ricarica della batteria, ecc.).

    Nello stesso modo, mentre siamo alla guida del nostro corpo, vi sono delle azioni che possiamo fare (camminare, parlare, ecc.), ed altre invece che si svolgono sotto una controllo molto intelligente, al di fuori della nostra portata (digestione, ricostruzione, ecc.). Ciò può accadere perchè dal cervello partono due sistemi nervosi indipendenti: quello sotto il nostro controllo detto sistema nervoso centrale, e quello che provvede alle funzioni automatiche dell'organismo chiamato, appunto, sistema nervoso autonomo.

    L'unità costitutiva dei sistemi nervosi è la cellula nervosa o "neurone". Le catene di neuroni formano il collegamento tra il cervello  con i sensi e con i vari organi e muscoli del corpo umano.

    Alla nascita possediamo circa 200 miliardi di neuroni ed ogni giorno ne vanno fuori uso circa cento­mila. Mantenendo la mente attiva allunghiamo la vita dei neuroni. Una mancanza di stimoli, e di interessi, tende, invece, ad accorciarla, come dimostrato dai bimbi trovati abbandonati nella foresta.

    Il Sistema Nervoso Centrale

    Permette di ricevere le informazioni provenienti dai sensi, di valutarle, e di agire (parlare, camminare, utilizzare le mani,  ecc.). E' costituito dal cervello, il cervelletto ed il midollo spinale.

     Il Sistema Nervoso Autonomo (o Vegetativo)

    Controlla i processi interni del nostro organismo (digestione, circolazione sanguigna, processi di rigenerazione e ricostruzione, ecc.). Si compone dalla sostanza grigia del midollo spinale, dai gangli ai lati della colonna vertebrale e dall'ipotalamo, un'organo assai importante che controlla il corretto funzionamento delle funzioni vegetative. Dall'ipotalamo dipendono anche diverse reazioni, alcune molto evidenti, quali l'arrossamento, il pallore, l'emissione di lacrime, la sudorazione, ecc. Il Sistema Nervoso Autonomo si suddivide a sua volta in:

    1) Sistema Simpatico, o Ortosimpatico, che nasce dalla sostanza grigia del midollo spinale. In generale il simpatico tende a porre l'organismo in condizioni di difesa (o di fuga) nelle situazioni critiche, o presunte tali. E' lui, infatti, che accelera i battiti cardiaci, blocca la digestione, e fa entrare in circolo degli ormoni, tra cui l'adrenalina, che aumentano la quantità di energia a disposizione.

    2) Sistema Parasimpatico i cui nervi originano parte nel cervello medio, parte nel mielencefalo, e parte nella regione pelvica. Esso, al contrario del simpatico, tende a rallentare i processi organici, favorendo così la conservazione ed il risparmio dell'energia.

    Le emozioni

    La parola "emozione" deriva dal verbo muovere. Ciò significa che ogni emozione crea un flusso di energia che, necessariamente, dovrà scorrere anche nel sistema nervoso. Questo accade anche per le emozioni negative (rabbia, ansia, paura, ecc.) ma, purtroppo, la lotta, o la fuga, con cui l'animale scarica queste emozioni, spesso non sono possibili per l'uomo e l'energia nervosa, che si è accumulata, non ha perciò la possibilità di essere scaricata con uno sfogo naturale.

    Questo congestione energetica sovraccarica il sistema nervoso che, per evitare danni irreparabili, la invia in qualche organo in grado di "scaricarla". La maggior parte delle malattie al fegato si possono infatti ricondurre a rabbia repressa, ricordate la classica frase "Mi fa mangiare il fegato dalla rabbia"?. Se la congestione energetica si ripete l'organo interessato potrà infatti subire dei danni, apparirà allora un disfunzione organica, o una malattia.

     L'Alimentazione

    Malgrado i problemi nervosi siano numerosi, diversi come tipo, e si presentino con intervalli differenti, le cause determinanti sono generalmente le stesse: una alimentazione incompleta ed una vita non equilibrata, sia a livello emotivo, che nel rapporto riposo/attività.

    Anche se a taluni apparirà incredibile moderni ricercatori hanno appurato che una dieta carente di vitamine e sali minerali, e l'uso di cibi dannosi, sono alla base di molti problemi del sistema nervoso.

    Tra gli alimenti più dannosi citiamo: cioccolato,  bevande gassate, alcool, caffè, tè e zucchero. Citiamo dal volume Psyochodietetics: "Di tutti i cibi che andrebbero eliminati il più pericoloso è lo zucchero. Esso è un elemento molto importante nel causare peso in eccesso, diabete, ipoglicemia, carie dentali, calcoli renali, infezioni urinarie, problemi alla circolazione, cancro intestinale, indigestioni, disordini ormonali e MALATTIE MENTALI".

    Per inciso lo zucchero bianco, essendo un prodotto altamente raffinato, non contiene più nessuna vitamina e la sua assimilazione priva l'organismo delle vitamine del gruppo B. Non è infatti difficile notare il nervo­sismo dei bambini che consumano appunto, troppi dolciumi e prodotti del genere. Il Dott. Williams ha infatti appurato che una carenza di vitamine, specie del gruppo B, può portare ai seguenti problemi:

    Tiamina (B1)                           mancanza di appetito, depressione,

                                          irritabilità, perdita di memoria,

                                          confusione, sensibilità ai rumori

     

    Riboflavina (B2)                        depressione

     

    Vitamina B3                            insonnia, nervosismo, irritabilità

                                          apprensione, depressione, allucinazioni

     

    Vitamina B12                        difficoltà nelle concentrazione,

                                             depressione attonita, agitazione

     

    Anche il lavoro eccessivo è certamente dannoso, ma lo è anche una mancanza di attività, o una cattiva respi­razione. Non si dimentichi che il cervello può rimanere danneggiato se rimane senza ossigeno anche solo per pochi minuti.

    Per rimediare alla maggioranza dei problemi al sistema nervoso bisogna concedersi il giusto riposo, fare dell'attività all'aperto e provvedere un'alimen­tazione ricca di sostanze vitali; anche un supplemento di vitamina E, di quelle del gruppo B, e della lecitina di soia sarebbero senz'altro raccomandabile.

    Un dieta ideale dovrebbe comprendere di tutto ma considerare il fatto che i cibi cotti non contengono le sostanza vitali di cui tutto l'organismo, ed il cervello in particolare, hanno estremo bisogno. La verdura e la frutta fresca devono perciò abbondare. Ad esse si possono unire i cereali (pasta, pane, riso, ecc.), possibilmente integrali, proteine di origine vegetale (soia, mandorle, noci, nocciole, ecc.) e quelle di provenienza animale dando la preferenza alle uova, al pesce ed ai formaggi.

    Superalcolici, salumi, cibi fritti e gli intingoli dovrebbero essere eliminati. E' anche preferibile mangiare una sola portata abbondante piuttosto che mescolare vari piatti; il lavoro dello stomaco viene infatti appesantito costringendolo a digerire una varietà di cibi mescolati tra loro.

    L'Energia Vitale

    Secondo la saggezza orientale riceviamo dal Sole, oltre alla luce ed al calore, anche un'energia vitale che viene chiamata "prana". Il prana entra nel nostro corpo tramite la milza che lo elabora e viene quindi distribuiti a tutti i nervi dell'organismo.

    La quantità di prana necessaria varia da individuo a individuo, alcuni fanno fatica ad elaborarne il puro necessario ed altri ne hanno in eccesso e, magari, diventano pranoterapisti.

     Rabbia repressa....................... fegato

     Paura....................... reni

     Shock....................... polmoni

     Ansia....................... stomaco

     Angoscia....................... intestino

     Noia esistenziale....................... milza

     Pressione emotiva o affettiva....................... cuore

     Sottovalutazione (se donna)....................... fibroma

     Perdita di prestigio (se uomo)....................... prostata

     Depressione costante....................... pressione alta

     Tensione nervosa....................... pressione bassa

     Situazione senza via d'uscita....................... diabete

     Carenza d'amore (vera o presunta)....................... leucemia

     Disperazione....................... polmoni

     Vi sono alcune piante che elaborano il prana come lo elabora l'uomo, tra esse le conifere ed il pino in modo speciale. Fare delle passeggiate nei boschi, e magari sostare accanto a un pino, sono cose altamente consigliabili per chiunque sia carente di energia, o sia stanco a livello nervoso.

    Il rilassamento

    Un mezzo assai valido per rimediare ai problemi nervosi è il rilassamento. Come occorre del tempo affinché un treno in corsa si fermi completamente così per una persona nervosa sarà difficile apprendere il rilassamento. Anche lo Yoga, ed il Training Autogeno, seppur validissimi strumenti, in certi casi sono poco utili perchè presumono una immobilità, che spesso è costrittiva per un malato di nervi.

    La Bioenergetica fornisce uno strumento adeguato per iniziare a fronteggiare la situazione. Essa si avvale di massaggi, ed esercizi, rivolti allo scopo di rimuovere le tensioni muscolari. Uno degli esercizi, il groun­ding (contatto con il terreno), viene eseguito in piedi, busto piegato in avanti, piedi paralleli a 20 cm, gambe che si piegano e si raddrizzano molto lentamente cercando un punto in cui iniziano a vibrare. Trovato il punto la vibrazione viene invogliata mentre si effettua un'ampia respirazione dalla bocca aperta. I movimenti involontari alle gambe rappresentano una salutare scarica delle tensioni nervose.

     RELAZIONE TRA EMOZIONI, ORGANI, E MALATTIE

    BIBLIOGRAFIA:

    E. CHERASKIN, M.D., "Psychodietetics"
    Bantam Books - New York

    ALEXANDER LOWEN, Espansione e integrazione del corpo in bioener-getica, Astrolabio Editore

    BABA BEDI, Primo Corso di terapia vibrazionale


    L'APPARATO LOCOMOTORIO

    LA COLONNA VERTEBRALE

    Fondamentalmente la colonna vertebrale è una struttura, a volte rigida, a volte flessibile, secondo la necessità, che supporta testa, braccia e gambe; da essa dipende anche, in un modo o nell'altro, l'intero corpo umano. La colonna vertebrale, nell'adulto, si compone di un insieme di ossa: le vertebre. Le sette vertebre vicine al cranio si chiamano cervicali quindi, scendendo, si trovano 12 dorsali, 5 lombari, 5 sacrali (fuse insieme) e 4 coccigee, spesso saldate tra loro.

    Le vertebre sono separate da un cuscinetto che agisce da ammortizzatore, assorbendo gli eventuali colpi, e permet­tendo i vari piegamenti. Questi cuscinetti hanno forma circolare e sono chiamati "dischi intervertebrali". Da essi dipendono molti dei problemi alla parte inferiore della schiena ed in particolar misura quelli che influenzano pure la parte posteriore delle gambe. Tra una vertebra e l'altra escono i nervi del sistema nervoso centrale che vanno pra­ticamente a collegarsi con tutto il corpo.

    La salute dipende da un adeguato fluire dell'energia vitale che viene generata dalle cellule nervose e distribuita nel corpo attraverso i nervi. Se questa energia non riesce a scorrere nel modo dovuto prima, o poi, si instaura una ma­lattia. Si può perciò comprendere quanto danno possa arre­care la riduzione dei cuscinetti intervertebrali, o lo spostamento di una vertebra, con la conseguente pressione che viene a crearsi sui nervi relativi.

    L'importanza di questi fatti fu scoperta in modo scienti­fico da Daniel David Palmer, appassionato studioso del corpo umano, il quale, verso la fine del secolo scorso, si chiedeva come potesse accadere che un organo si ammalasse, magari gravemente, mentre il resto dell'organismo restava sano. Egli era convinto che le malattia fossero general­mente causate da un cattivo fluire dell'energia nevosa e che la salute potesse ritornare soltanto se questo qualcosa fosse rimosso.

    Il Palmer, nel 1895, fece guarire il portiere dello sta­bile, in cui si trovava il suo studio, da una sordità com­pleta che si era instaurata a seguito di una distorsione alla spina dorsale accaduta 17 anni prima. I mezzi usati furono semplicissimi: un colpo ad una vertebra (che si presentava sporgente rispetto alle altre), ed una serie di manipolazioni durate una settimana. Questa guarigione lo convinse della fondatezza delle sue teorie e lo motivò a fare ulteriori indagini; da tali in­dagini emerse il fatto che la manipolazione della colonna vertebrale poteva guarire molte malattie che nessuno aveva mai pensato di curare in questo modo. Da simili esperienze nacque la chiropratica, nome che deriva dal greco cheiro­praktickè che significa appunto "pratica manuale".

    La validità della chiropratica viene suffragata da alcune statistiche da cui appare, per esempio, che più dell'80% di mal di testa, nervosismi, disturbi mestruali, nausee,  sciatiche e disturbi di stomaco, sono stati curati in questo modo. Per quanto riguarda la cura dei disturbi veri e propri della colonna vertebrale la percentuale di suc­cesso supera invece il 90%.


    Le vertebre lombari

    Malgrado le vertebre lombari siano soltanto cinque ad esse si deve la possibilità di curvarsi della colonna verte­brale, essa, infatti, può muoversi in tutte le direzioni utilizzando:

    - per le flessioni avanti e indietro; 1° e 5° lombari:

    - per i piegamenti sui fianchi:       2° e 4° lombari;

    - per le rotazioni a destra e sinistra:    3° lombare.

    Data la mole di lavoro svolto si può comprendere perchè una buona parte dei problemi alla schiena siano dovuti a queste vertebre. Il termine "lombaggine", fino a pochi decenni fa, veniva generalmente usato per indicare un dolore in questa parte del corpo.

    Le curve della colonna vertebrale

    Una colonna vertebrale sana, vista dal davanti, si presenta diritta mentre, vista dal fianco, mette in evidenza una curva accentuata e rientrante, appena sopra le natiche, ed una esterna, più ampia, che segna il profilo della schiena per finire nel collo. Purtroppo, a causa di una cattiva posizione protratta nel tempo, o l'utilizzo di calzature inadeguate, si creano delle alterazione dell'equilibrio naturale che possono dar luogo a curve laterali o alterare quelle esistenti.

    Una curva laterale viene chiamata "sco­gliosi" e, spesso, è causata da difetti da ricercarsi nei piedi. Se questa è la causa la scogliosi risulta evidente soltanto mentre la persona è in piedi mentre, se la causa è diversa (problemi di crescita, ecc.), il difetto appare anche se la persona è sdraiata.

    Il funzionamento di un piede è assai complesso, si pensi che le ossa contenute formano ben 36 punti di contatto tra loro; in questo modo creano degli archi in grado di ce­dere sotto il peso del corpo e di riprendere la loro posi­zione quando il carico viene a mancare. Raramente i piedi reagiscono al peso nello stesso modo, specialmente se il loro funzionamento viene ostacolato, ciò può creare la situazione adatta per l'insorgere della scogliosi. Gli ostacoli maggiori sono dati dalle calzature con tacco alto e dall'abitudine di restare in piedi, o camminare, con i piedi molto aperti

    Come prevenire i disturbi alla Colonna Vertebrale

    1. Camminare o correre liberamente facendo attenzione che mentre un braccio avanza la gamba opposta vada all'in­dietro. Tenere i piedi un po' aperti, ma non troppo.

    2. Fare attenzione quando si devono fare degli sforzi, se possibile cercare un aiuto per gli sforzi notevoli. Nel sollevare dei pesi farlo in modo verticale, utilizzando più le gambe delle braccia e tenendo il peso vicino al corpo.

    3. Sedere in posizione eretta. Sarà difficile ai primi tentativi ma poi non riuscirete più a rimanere curvi in avanti, classica posizione dei sedentari.

    4. Dovendo stare in piedi utilizzare un piccolo sgabello dove appoggiare un piede, e poi l'altro, alternativamente.

    5. Per chi dorme a pancia in su si consiglia un cuscino di piccole dimensioni. Per chi dorme sul fianco è invece con­sigliabile un cuscino di dimensioni più grandi.

    6. Ricordare che un difetto della colonna vertebrale si cura facilmente nei bambini, la loro posizione nelle varie attività della vita andrebbe perciò curata dovutamente.

    7. Fare degli esercizi adeguati. A questo proposito si può utilizzare il volume "ZILGREI" della Mondadori che presenta esercizi adatti a tutte le età.

    Cura naturale della cervicale

    Per "cervicale" si intende una infiammazione nella zona, appunto, delle vertebre cervicali; vertebre situate alla sommità della colonna vertebrale. Come per tutte le in­fiammazioni la dieta dovrebbe essere controllata: poca carne; poco formaggio; niente cioccolata, fritture o in­saccati; molta frutta e verdura fresca.

    Per aiutare l'eliminazione dell'infiammazione che causa questo problema si può cucire una vecchia federa in modo da farne la custodia di un piccolo cuscino. In questa federa si pongono 4 o 5 chilogrammi di riso integrale (possibil­mente di cultura biologica) onde ottenere un guanciale da utilizzare per le ore di sonno. Se è troppo duro si può avvolgerlo in un panno, almeno fintanto che si sarà fatta l'abitudine. Tener presente che il riso assorbe gli acidi, perciò deve essere cambiato ogni due mesi, quello impregnato di tossine deve essere buttato via, o usato bollito come alimento per animali.

    BIBLIOGRAFIA:

    JEAN-PIERRE MEERSSEMAN, Chiropratica
    Edizioni di RED./Studio Redazionale, Como (1988)

    HANS GREISSING - ADRIANA ZILO,
    "ZILGREI - Il metodo per eliminare subito il dolore"
    Arnoldo Mondadori Editore, Milano (1980)


    LE ARTICOLAZIONI

    Con il termine articolazione si intendono i punti in cui il nostro corpo è in grado di flettersi, torcersi, o piegarsi (dita, ginocchi, gomiti, ecc.). Questi punti sono assai importanti e vanno soggetti a vari problemi di cui, in questo capitolo, esamineremo le cause e le possibili soluzioni.

    ARTRITE - Indica un disturbo cronico localizzato nelle articolazioni o intorno ad esse. Generalmente si manifesta tra i trenta e i quarant'anni, talvolta però disturba anche individui più giovani. La sua origine non è sicura, si è comunque riscontrato che disordini alimentari, il freddo, l'umidità, i dispiaceri e il lavoro eccessivo, tendono ad aggravare la situazione. Le due forme principali sono la poliartrite cronica primaria che colpisce più articolazioni contemporaneamente e l'artrite cronica deformante. Quest'ultima, generalmente, affligge le articolazioni delle mani che diventano gonfie, dure e doloranti. Soltanto in rari casi  può estendersi alle dita dei piedi ed alle altre articolazioni. La malattia non è graduale, vi possono essere dei periodi di benessere seguiti da ulteriori aggravamenti che, comunque, non arrivano a provocare la morte.

    REUMATISMO - In genere indica le malattie dei muscoli delle articolazioni, di natura non conosciuta, ma probabilmente infettiva. Si può manifestare in forme lievi, con il sem­plice dolore, o in forme più gravi, come il reumatismo articolare acuto, che può comprendere stati febbrili, orticaria, sudorazione ed altri disturbi. Generalmente, è una malattia acuta, ciò significa che dura da qualche settimana a qualche mese e poi si risolve. A volte, invece, diventa cronico e la guarigione risulta difficile. Una volta guariti bisogna stare molto riguardati perché le ricadute sono facili e assai nocive per l'organismo. La lombaggine è una forma di reumatismo che colpisce la parte bassa della schiena mentre la pleurodinia è una infiammazione dei muscoli intercostali.

    GOTTA - Indica un problema alle articolazioni causata da un accumulo di acido urico dovuto al fatto che i reni non rie­scono ad eliminarlo nel modo dovuto. E' una malattia consi­derata ereditaria ma si manifesta con una vita troppo sedentaria, errata alimentazione (eccessi di carne, salumi, pesce, cacao, ecc.), ed un fumare eccessivo. Non per nulla una volta veniva definita "La malattia dei Re".

    Cause e rimedi

    La medicina ufficiale raramente tende a rimuovere le cause che sono alle radici della gotta, dell'artrite e delle forme reumatiche croniche in quanto cerca innanzitutto di rimediare  ai loro sintomi alquanto dolorosi. Questo fa in modo che le cause originarie non vengono eliminate ed il problema si possa difficilmente risolvere nel modo più completo.

    Le radici profonde di queste malattie va ricercata in una intossicazione organica dovuta ad errori nel vivere e nell'alimentarsi. Una conferma a questa ipotesi ci viene dal fatto che l'artrite affligge circa 36 milioni di americani.

    Il corpo umano ha infatti miliardi di anni di esperienza nel saper guarirsi e quando non ci riesce è soltanto perché non gli vengono offerte le condizioni necessarie. L'individuo reumatico è certamente uno che ha mangiato bene ma non sag­giamente, ha abusato di amidi (pasta, riso, ecc.), zuccheri, prodotti animali, magari fuma e conduce una vita dove il riposo è meno frequente del necessario. Quando un paziente si sente diagnosticare l'artrite conosce bene che le speranze di evitare una vita di sofferenze sono assai poche, è comunque raro che accetti di assumere una posizione responsabile nei confronti di se stesso e quindi cambiare il suo modo di vivere. Per coloro che lo vogliono fare si suggerisce di diventare vegetariani ed imparare ad utilizzare le proprie energie ed i propri sentimenti nel modo migliore.

    BIBLIOGRAFIA:

    DOTT. HERBERT M. SHELTON, ARTRITE: soluzione naturale
    Casa Editrice IGIENE NATURALE Srl
    Via Roma 61, 86010, GILDONE (CB) - Tel. 0874-56127

    DOTT. JOHN H. TILDEN, Tossiemia e disintossicazione"
    Michele Manca, Via Pinetti 91/4, 16144, GENOVA - Tel. 010-823427


    L'APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO

    IL CUORE

    Tutti conoscono la grande importanza del cuore e del suo incessante lavoro per far circolare il sangue onde portare la vita a tutto l'organismo. Osservandolo da vicino, così come appare alla vista, il cuore si presenta come un muscolo cavo, dalla forma simile a quella di una pera, chiuso in un piccolo contenitore chiamato pericardio, questo nome deriva dal latino cardium, che significa cuore, e peri, che significa intorno. All'interno del pericardio c'è un fluido che ne mantiene umide le pareti impedendo così che facciano attrito con il cuore, la scarsità di questo liquido (pericardite secca) crea dei forti dolori.

    Le dimensioni del cuore sono circa quelle di un pugno, più esattamente ognuno ha il cuore delle dimensioni del proprio pugno. Sebbene il fluido vitale scorra costantemente nel cuore, giorno e notte, rapido e costante, questa piccolo organo deve poter disporre di un periodo di riposo; riposo che riesce a concedersi facendo una pausa di cinque decimi di secondo tra una contrazione e l'altra riuscendo, in questo modo, a riposare quindici ore su ventiquattro.

     Il cuore è formato da due parti distinte, non vi è infatti nessuna connessione tra il lato destro e quello sinistro; è come se ci fossero due cuori. Ognuna delle due parti si può paragonare ad una pompa, quella di sinistra pompa il sangue ossigenato (in arrivo dai polmoni) in tutto l'organismo utilizzando l'arteria aorta e quella destra pompa il sangue in arrivo da tutte le cellule del corpo (che ha ossigenato ricevendone in cambio anidride carbonica) nei polmoni affinché si purifichi. Siamo perciò in presenza di due differenti percorsi ed ognuno di essi viene gestito da una delle due parti del cuore.

    La grande circolazione

    Viene chiamata grande circolazione il percorso fatto dal sangue ossigenato dal momento che parte dal cuore, al momento che vi ritorna, dopo aver offerto il nutrimento alle varie cellule ed averne raccolto le tossine prodotte dal loro lavoro. Il sangue, uscendo dal cuore, viene incanalato nell'arteria aorta che si dirama prima nei tronchi arteriosi e quindi nei capillari. Attraverso le sottilissime pareti dei capillari esso cede l'ossigeno alle cellule e ne raccoglie l'anidride carbonica diventando così sangue venoso. Il sangue venoso ritorna quindi al cuore attraverso due grando condotti chiamati vene cave. E' curioso notare che le arterie hanno questo nome perchè lo scienziato che le scoprì tanto tempo fa ritenne che contenessero aria.

    I capillari sono molto corti ed estremamente delicati, quelli presenti nella zampa di una rana, quando guardati al microscopio, rappresentano una vista molto bella con il flusso del sangue che li attraversa. Nei polmoni umani i capillari sono talmente numerosi che, se potessero essere disposti in linea retta, unirebbero Cicago con Londra. Se si facesse la stessa operazione con tutti i capillari del corpo, si raggiungerebbe invece una lunghezza di molte migliaia di chilometri.

    La piccola circolazione

    Viene definita con questo nome il percorso fatto dal sangue venoso dal momento che parte dal cuore al momento che vi ritorna dopo aver ceduto l'anidride carbonica ed essersi caricato di ossigeno nei polmoni. Uscendo dal cuore il sangue arriva ai due polmoni utilizzando i due rami dell'arteria polmonare e vi ritorna attraverso le vene polmonari.

    Meccanica della circolazione

    Abbiamo visto come il cuore sia diviso in due parti distinte tra loro. Ognuna di queste parti è a sua volta divisa in due camere, una sopra e una sotto, la camera superiore viene chiamata atrio e quella inferiore ventricolo. Esistono perciò un atrio ed un ventricolo destro ed un atrio ed un ventricolo sinistro.

    Arrivando al cuore, il fluido vitale riempie lentamente l'atrio destro. Alla base dell'atrio c'è una botola formata da tre piccole valvole e perciò chiamata valvola tricuspide. Quando il sangue ha riempito l'atrio destro la botola si apre ed esso inizia a scendere nella parte inferiore, ovvero nel ventricolo destro. Mano a mano che il ventricolo destro si riempie la botola fluttua sulla superficie del sangue e quando il ventricolo è pieno la botola si chiude; è come una porta a chiusura automatica.

    Quando la botola si è chiusa, le pareti muscolari iniziano a contrarsi e pompano il sangue che si trova nel ventricolo destro nell'arteria polmonare. Va notato che la botola, essendo chiusa, non permette che il sangue torni indietro nell'atrio da cui è venuto. Una eventuale insufficienza della valvola tricuspide produce delle serie difficoltà quando la persona si sforza fisicamente.

    Attraverso l'arteria polmonare il sangue arriva ai polmoni; al loro ingresso ha un colore rosso scuro ma, una volta entrato, acquista un bel rosso brillante perchè viene privato dalla anidride carbonica e caricato di ossigeno. Il sangue, così purificato, ritorna al cuore attraverso le quattro vene polmonari andando a riempirne l'atrio sinistro.

    Anche in quest'atrio c'è una botola, chiamata valvola mitralica, attraverso la quale il sangue può passare nella camera inferiore, ovvero nel ventricolo sinistro. Mentre il ventricolo destro ha le pareti sottili in quanto pompa il sangue soltanto nei polmoni, quello sinistro, invece, ha le pareti molto spesse perché deve pompare il sangue in ogni parte dell'organismo. Il tempo che intercorre tra il riempirsi (diastole) ed il successivo svuotarsi (sistole) del cuore avviene in tempi ben più rapidi di quello impiegato per descrivervi questo processo, ammonta infatti a soli otto decimi di secondo. Si pensi che alla media di settantadue battiti al minuto il cuore fa almeno 4320 battiti orari e, in ventiquattro ore, ne fa 103.680.

     La stenosi mitralica è un curioso problema cardiaco (dovuto al malfunzionamento della valvola omonima) che produce un rumore simile al soffio quando il cuore si contrae per svuotarsi.

    Il cuore e il sistema nervoso

    Quando dormite il vostro cuore continua a battere ugualmente ma più lentamente mentre, quando provate una forte emozione, può battere molto più rapidamente del normale. Questo accade perchè il ritmo dei battiti viene  svolto in modo autonomo dal sistema nervoso del simpatico. Quando questo controllo è disturbato il ritmo stesso cessa di essere normale e sopravviene un disturbo definito aritmia.

    Il cuore e la mente

    Il lavoro mentale richiede un notevole afflusso di sangue al cervello e, per questa ragione, non dovreste mai mettervi a fare un lavoro mentale (studiare, ecc.) subito dopo aver mangiato. Se lo fate, sia il cervello, che gli organi della digestione, esigeranno sangue contemporanea­mente e ne riceveranno perciò meno del necessario. Anche lo stress e le forti emozioni, influendo sul sistema nervoso, possono produrre delle alterazioni al funzionamento di questa piccola pompa (nevrosi cardiache e vascolari) che, qualora non curate, potrebbero creare delle lesioni o delle modifiche nella struttura fisica del cuore.

    I detti popolari sono molto eloquenti sul potere delle emozioni sul funzionamento cardiaco, ne citiamo due molto espliciti: "Mi scoppia il cuore per la gioia - Mi si spezza il cuore dal dolore". Se ne deduce che già da molto tempo si è riscontrato come il ritmo abituale del cuore venga disturbato, e non poco, dalle emozioni. Coloro che non si fanno vincere dalle emozioni e non permettono che esse trovino il loro sfogo naturale si pongono in una condizione pregiudiziale per il loro cuore che, al limite, potrebbe perdere il ritmo regolare dei suoi battiti. A livello simbolico queste aritmie non sarebbero altro che un richiamo a prestare ascolto alle esigenze espressive di questo piccolo organo.

    Il malato di nevrosi cardiaca è invece soggetto ad una perenne preoccupazione per i battiti del proprio cuore anche se esso non presenta alcun problema. E' interessante come questa malattia costringa la persona a prestare una costante e timorosa attenzione al cuore fisico mentre, forse, dovrebbe prestare maggior attenzione a come gestisce l'amore di cui il cuore rappresenta la miglior simbologia.

     Il sofferente di angina pectoris potrebbe invece meditare sul fatto che angina significa strettezza e sul significato del detto popolare "avere un cuore indurito". Simbolicamente ci si trova di fronte ad un restringimento (indurimento) di cuore causato da chissà quali drammi o tensioni. Comunque una presa di coscienza responsabile in questo senso, e magari un perdono concesso con tutto cuore, potrebbero essere validi elementi per facilitare la guarigione.

    Siete amici del vostro cuore?

    Per essere veri amici del vostro cuore dovreste poter rispondere "no" a tutte queste domande. Per ogni risposta affermativa la vostra amicizia diventa sempre di meno.

    - Ho difficoltà a manifestare le mie emozioni?

    - Riesco ad amare soltanto coloro che mi amano?

    - Mi è difficile perdonare e dimenticare le offese ricevute?

    - Durante il riposo il mio cuore supera i 75 battiti al minuto?

    - Peso più di 8 chili del mio peso ideale?

    - Fumo più di cinque sigarette al giorno?

    - Riposo in modo completo e sufficiente?

    - Mangio fritti, salumi o utilizzo spesso la carne?

    - La mia pressione supera 140/90?


     IL SANGUE ED IL SUO PERCORSO

    Il viaggio del fluido vitale, carico di ossigeno, nutrimento ed acqua per tutte le cellule dell'organismo, inizia quando dal cuore viene pompato nell'arteria aorta. Se l'aorta venisse recisa la vita cesserebbe istantanea-mente, se invece fosse recisa una delle altre arteria il sangue uscirebbe assai velocemente dal troncone più vicino al cuore. Premendo fortemente al di sopra della ferita si potrebbe tentare di interrompere l'emorragia.

    Siccome il fluire del sangue è strettamente legato al tipo di lavoro svolto dall'organismo un lavoro pesante farà accelerare i battiti cardiaci. Questo fatto permette di conoscere se qualche cibo è difficile da digerire, basterà misurare quanti battiti al minuto fa' il cuore prima e dopo aver mangiato. In una persona sana un cibo normale aumenta da tre a cinque pulsazioni al minuto, un cibo pesante le aumenta invece da otto a quindici.

    Il sangue

    La vita di ogni cellula dell'organismo dipende dal sangue. Di solito pensiamo ad esso come ad un fluido denso, rosso e piuttosto sgradevole alla vista, tanto che alcune persone non riescono a sopportarla. Questo accade perché il sangue non è stato concepito per essere guardato; scorrendo all'interno del corpo, attraverso le vene e le arterie, esso porta vita e salute; scorrendo fuori del corpo, attraverso una ferita, esso porta malattia e morte. Se le persone che sono disturbate al vederne poche gocce lo potessero vedere mentre scorre all'interno del corpo, attraverso le arterie e le vene, osserverebbero una tal meraviglia che il loro senso di fastidio scomparirebbe immediatamente.

    Esaminato da vicino, il fluido vitale è in realtà molto bello; potete rendervene conto guardandone una goccia al microscopio. Osservate innanzitutto quelle piccole colonne in movimento costituite da organismi circolari, a forma di biscotto, che sono tutti allineati uno di fianco all'altro, si tratta delle emazie o globuli rossi.

     Al microscopio questi globuli non appaiono molto rossi ma di un pallido color paglia. Sono talmente piccoli che, mettendone trecento uno accanto all'altro, raggiungerebbero la lunghezza di un solo millimetro e, per raggiungere l'altezza di un millimetro, ne dovremmo porre 500 uno sull'altro. Il colore dei globuli rossi deriva da una sostanza colorante chiamata emoglobina. Nei polmoni questa sostanza si combina con l'ossigeno e trasforma il colore del sangue da un rosso porpora a un rosso brillante. Una marcata carenza di globuli rossi e/o di emoglobina da luogo ad una disfunzione chiamata anemia.

     Oltre ai piccoli globuli rossi si possono vedere anche delle cellule di grandi dimensioni, si tratta dei leucociti o globuli bianchi. Questi globuli non sono numerosi quanto quelli rossi: per ogni settecento globuli rossi, ce n'è soltanto uno bianco. Essi svolgono un compito molto impor­tante: potremmo definirli come dei poliziotti che viaggiano nel sangue controllando che non vi entri nulla di perico­loso.  Quando ci sloghiamo una caviglia, o una scheggia ci entra in un dito, la parte colpita comincia immediatamente a far male e gonfiarsi a causa dell'affluire del sangue in quella zona del corpo, i globuli bianchi accorrono infatti a migliaia per distruggere i germi e proteggere la parte. A volte può accadere che per qualche disfunzione i  globuli bianchi si riproducano più del necessario pur non raggiun­gendo una crescita completa, questo crea una seria compli­cazione definita leucemia.

    Oltre ai globuli bianchi e rossi vi sono nel sangue degli elementi piccolissimi e rontondeggianti, chiamati piastrine, che hanno un ruolo importantissimo nella coagulazione in caso di ferite. La mancanza di piastrine crea dei seri problemi in caso di ferite in quanto esse possono dar luogo a pericolose emorragie.

      Circa l'ottanta per cento del sangue è fluido, questo fluido viene chiamato plasma sanguigno. Quando la pelle viene tagliata, o graffiata, il sangue fuoriesce rapidamente ed è rosso brillante. Nell'arco di cinque minuti diventa più denso, scorre più lentamente e diventa di un rosso più scuro, quindi il flusso si interrompe del tutto. Si è formato quello che si definisce un grumo, questo è il mezzo con cui la natura, tramite le piastrine, chiude le ferite.

    Sangue sano = salute garantita

    Nella manutenzione dell'organismo nulla è più importante di un sangue puro e pulito onde rifornirne i miliardi di cellule con cibo sano e nutriente. Se il sangue trasporta  veleni anziché cibo; fumo o aria inquinata anziché ossigeno; energia da luce artificiale anziché quella del sole; alcool e altre bevande dannose invece di acqua pura e fresca; le cellule anziché nutrite sono avvelenate, diventano deboli, malate e prive di difese e spesso sono destinate a morire.

    L'arteriosclerosi e il colesterolo

    Si intende per arteriosclerosi l'indurimento e l'ispessimento delle pareti delle arterie. Dal 1950 fino a non molto tempo fa era convincimento generale che questa malattia fosse dovuta ad un eccesso di colesterolo. Si era però appurato come il sale, il fumo, lo stress e l'inatti­vità fisica fossero essi pure degli elementi determinanti per l'insorgere di tale malattia.

    Oggi si è compreso che il problema inizia con la lacerazione delle pareti interne delle arterie. Questa lacerazione viene colmata con una eccessiva produzione di cellule che, non solo prolificano in modo anomalo, ma creano del colesterolo. Queste colonie di cellule anomale creano anche un restringimento dell'arteria rendendo difficile il normale fluire del sangue, il solo restringimento non è però sufficiente a determinare un infarto.

    L'infarto

    Quando si parla di infarto si intende l'occlusione di un condotto sanguigno che non permette più al sangue di giun­gere a qualche tessuto. Perchè l'infarto possa sopravvenire è necessario che il sangue sia così denso da generare un grumo e che questo non riesca a più passare a causa dell'­arteria ristretta o della sua mancanza di elasticità. Se il grumo di sangue non permette al sangue di raggiungere i tessuti del cuore sopravviene una condizione assai perico­losa che prende il nome di infarto miocardico.

    La pressione alta

    Questo problema è dovuto alla difficoltà che il sangue incontra dovendo attraversare dei condotti ristretti o che hanno perso la loro normale elasticità. l'età avanzata,  il nervosismo, la stitichezza, le tensioni emotive, lo stress e l'eccesso di cibo, sono pure dei fattori che tendono ad innalzare la pressione. Già nel 1965 Il Dr. Hartrof sottolineò la stretta relazione tra dieta e pressione affermando che l'eccesso di sale e zucchero nella dieta dei bambini li predispone per questo tipo di malattia.


    Psiche e pressione

    Il sangue ed i condotti che lo limitano nella sua circolazione possono essere interpretati come l'espressione vitale di un individuo e ciò che si oppone a tale espressione. A livello simbolico si potrebbe dire che una persona con la pressione troppo bassa non dimostra certo di voler superare i propri confini. I mezzi utilizzati per far fronte a questo problema sono tutti apportatori di energia (esercizio fisico, ecc.), ma, se non si applicano le proprie risorse interiori, tali mezzi non potranno mai apportare un duraturo giovamento.

     In una situazione di sforzo è normale che la pressione si alzi, si è però appurato che ciò accade pure a causa dell'immaginazione. Chi vive in uno stato conflittuale, e non può liberarsi con azione fisiche, tende perciò a re­stare in uno stato di pressione continua; pressione che cercherà di scaricare in altre direzioni ponendovi, a volte, persino troppa energia.

    Sembra che l'ipoteso sfugga ai suoi problemi e l'iper­teso usi invece l'energia che dovrebbe porre nel risolverli per altri scopi. Per aumentare la pressione ci vorrebbe un attimo di grinta in più, per diminuirla bisognerebbe eliminare l'aggressività repressa, evitando la carne macellata ed imparando ad accettare gli altri per quello che sono.

    AMICI E NEMICI DEL CUORE

    AMICA:            una dieta ricca di vitamina E (si trova nelle
            verdure a foglia verde, nei cereali integrali e
            nel germe di grano);

    NEMICO:       il vizio del fumo associato ad una dieta ricca di
            zuccheri e grassi.

    AMICO:          il grasso vegetale (olio d'oliva, di semi, ecc.);

    NEMICO:       il grasso animale (burro, panna, ecc.).

    AMICI:           la carne bianca, lo yogurt e i formaggi magri;

    NEMICI:        il salame, la carne rossa e i formaggi grassi.

    AMICI:          il lievito di birra e la lecitina di soia.

    NEMICI:        il sale e l'alcool in genere

    AMICO:                     l'utilizzo di aglio e peperoncino rosso.

    NEMICO:       il condimento cotto con i cibi (aggiungerlo a fine
            cottura).

    AMICI:                     le scale ed un programma di ginnastica leggera;

    NEMICI:                      l'ascensore ed il poco movimento.

    AMICI:          il perdono, la calma, la pazienza e la comprensione;

    NEMICI:                      l'odio, il rancore, l'agitazione e lo stress.


    L'APPARATO DIGERENTE

    LO STOMACO

    Nel libro "Così parla lo stomaco" il prof. Arnold Ehret's fa pronunciare a tale organo queste eloquenti parole: "Geneticamente parlando io sono, all'inizio, nell'altro che una primitiva cellula intestinale, un mi­nuscolo sacco con una apertura a forma di bocca. In tutte le speci viventi, uomo incluso, sono localizzato al centro del corpo. Questo perché sono l'unico organo in grado di gestire il cibo ingerito e farne l'alimento per tutte le cellule che compongono l'organismo. Anche il cervello, dal quale ricevo gli ordini, dipende da me per il nutrimento che gli invio tramite il sangue".

    In effetti lo stomaco, seppur indirettamente in quanto il suo lavoro dipende dal cibo ingerito, è il re­sponsabile per tanti problemi perché proprio dalla qua­lità del sangue dipende il benessere di tutte le cellule e, in ultima analisi, dell'intero corpo umano.

    Costituzionalmente lo stomaco ha la forma di una cornamusa, è lungo circa 25 cm e largo 12. L'apertura superiore, da cui entra il cibo, si chiama cardias. Quella inferiore, da cui esce il cibo dopo esser stato digerito (chimo) per entrare nell'intestino viene chia­mata piloro.

    La digestione

    Lo studio più interessante fatto nei riguardi della digestione si deve alle osservazioni fatte dal medico militare statunitense William Beaumont verso la fine del 1800. Questo medico ebbe la curiosa opportunità di sfruttare una disgrazia per fare degli interessanti esperimenti a livello scientifico. Questo fatto iniziò quando un boscaiolo grande e grosso, andando a caccia di selvaggina, fece partire un colpo involontario che gli apri una larga ferita nell'addome perforandogli lo sto­maco. Questa lacerazione si chiuse quasi completamente tranne per il punto in corrispondenza della ferita allo stomaco, lasciando così una piccola apertura dalla quale poteva uscire, goccia dopo goccia,  il prodotto della digestione.

    Questo miscuglio era abbastanza disgustoso ma per­metteva, per la prima volta nella storia, uno studio reale delle funzioni dello stomaco durante i processi digestivi. Per amor di cronaca va sottolineato che un tentativo in questo senso era già stato fatto dal natu­ralista italiano Lazzaro Spallanzani, il quale, in modo molto più complesso, studiava i processi digestivi avva­lendosi di pezzettini di cibo legati ad un lungo filo. Egli ingeriva questi bocconi e, dopo un tempo più o meno lungo, li estraeva e li esaminava con cura per  vedere come si erano modificati a causa dei succhi gastrici.

    E' curioso ricordare che il boscaiolo, di nome Martin, per la collaborazione con il Dott. Beaumont, riceveva un dollaro per seduta. Da questo studio minuzioso risultò assai chiara la potenza aggressiva degli acidi gastrici, e del pericolo che essi presentano per le mucose che ri­vestono le pareti interne dello stomaco e della prima parte dell'intestino.

    I disturbi allo stomaco

    A difendere le mucose dello stomaco provvede una so­stanza collosa (muco) che durante la digestione le rico­pre con molti strati. Quando questa protezione non è sufficiente gli acidi iniziano a digerire lo stomaco stesso con il conseguente insorgere di una piaga che viene definita ulcera gastrica. Può anche accadere che il chimo in uscita dallo stomaco sia troppo acido ed al­lora sono le pareti della prima parte dell'intestino (duodeno) a subirne gli effetti, in questo caso la piaga che si viene a formare prende il nome di ulcera duode­nale.

    La ragione scientifica per cui vengono a mancare le dovute protezioni non è ancora ben chiara, è comunque certo che l'ulcera dipende da molti fattori uniti in­sieme, tra cui possiamo citare la tendenza costituzio­nale, lo stress emotivo e gli squilibri interni a li­vello ormonale e ghiandolare.

    La gastrite acuta è una forma leggera di infiamma­zione della mucosa gastrica che spesso dipende da cibi inadatti o da tensioni nervose. E' bene che vengano presi opportuni provvedimenti (relax, correzione della dieta, ecc.) affinché la situazioni non abbia a peggio­rare. Una forma più grave di infiammazione è costituita dalla gastrite cronica che, per strano che possa sem­brare, può dipendere da un eccesso di acidi (iperaci­dità) o da una insufficienza di essi (ipoacidità).

    La terapia per lo stomaco

    Oggi vi sono dei farmaci assai validi per i pro­blemi allo stomaco: per i casi di ipoacidità si ricorre alla somministrazione di acido cloridrico officinale (a scopo farmaceutico), per quelli invece dove gli acidi abbondano si ricorre a medicinali in grado di smorzare l'attività dei ricettori istaminici. Questi organi rego­lano la produzione degli acidi ed una azione riducente nei loro confronti equivale a diminuire l'acidità nello stomaco.

     I farmaci moderni, frutto di anni di studi e speri­mentazioni, hanno eliminato la necessità degli inter­venti chirurgici che, spesso, non erano neppure in grado di garantire delle ricadute postoperatorie. Anche l'antica tendenza alla dieta in bianco è oggi abbando­nata, così come l'abitudine di fare pasti piccoli ma frequenti. In effetti i pasti frequenti non fanno che agire come stimolo continuo per quella produzione di acidi che sarebbe invece più opportuno diminuire.

    Oggi il malato di stomaco può mangiare quello che desidera cercando comunque di eliminare gli agrumi, i pomodori crudi e le fritture (sempre sconsigliabili a chiunque). Anche la ricerca di una vita tranquilla e l'eliminazione del caffè, degli alcoolici e del tabacco è pur sempre consigliabile, prima come prevenzione, e poi come cura.

    Stomaco e simbologia

     Già la scelta dei cibi fatti da una persona ci può fornire degli indizi interessanti sul suo carattere, ben lo indica il vecchio adagio "Dimmi come mangi e ti dirò chi sei". Un esempio ci viene fornito da chi non sen­tendo soddisfatta la sua fame di amore cercherà di sfamarsi abusando di dolciumi. Questo fenomeno si può osservare nei bimbi di alcuni genitori moderni che pensano di dare tutto ai loro figli ma non danno loro una vera mamma ed un vero papà.

    Il processo di ingerire, digerire, ed assimilare gli alimenti si collega invece, a livello simbolico, alle modalità con cui la mente riceve le impressioni dal mondo circostante, le priva di quanto non necessario, e le elabora a favore della nostra coscienza. Alcuni detti popolari riguardano proprio questa similitudine di fun­zionamento. Prendiamo, per esempio, "Quel tizio mi sta sullo stomaco", oppure "Questa è una cosa che non riesco a digerire", entrambi sono assai eloquenti nel presen­tare lo stomaco come strettamente abbinato alla fun­zione, propria della mente, con la quale qualcosa viene esaminato ed in seguito accettato o rifiutato.

    L'ulceroso, in genere, cela qualche conflitto nel profondo della sua personalità; spesso ha un grande de­siderio di cure e attenzioni amorevoli come quelle che, desiderava, o riceveva nell'infanzia, ma se ne guarda bene di mostrarlo all'esterno. Visto da fuori presenta infatti una bella facciata di sicurezza e di indipen­denza. Un suggerimento che gli giungerebbe opportuno potrebbe esser quello di perdere l'abitudine di tratte­nere dentro sé (nel suo stomaco) le emozioni e l'ag­gressività ed imparare a manifestare all'esterno i suoi sentimenti. Nella sua millenaria saggezza l'agopuntura insegna che, simbolicamente, lo stomaco è la terra ed il fegato è il legno che con le sue radici la racchiude e la limita. Se aggiungiamo che il fegato viene considerato l'organo dove si raccoglie l'ira inespressa, ben si comprenderà quali effetti possa avere l'aggressività sul buon funzionamento della digestione.

    AUTOESAME PER CHI SOFFRE DI PROBLEMI ALLO STOMACO

    Quali sono le persone che non riesco a digerire? Perché?

    Quali sono le situazioni che non riesco a digerire? Perché?

    Chi/che cosa mi pone in conflitto?

    Chi/che cosa mi trattiene dal manifestare i miei sentimenti?

    Che cosa succederebbe se manifestassi la mia aggressi­vità?


    IL FEGATO E LA CISTIFELLEA

    Il fegato è un organo assai importante, da esso dipen­dono molteplici funzioni basilari per il buon funzionamento dell'organismo. La grandezza di quest'organo varia da indi­viduo a individuo, nel feto è molto grosso (circa un terzo del peso), nella crescita si riduce e nell'adulto il suo peso si aggira sui 1500 grammi. E' collocato nella cavità ad­dominale, in alto a destra, appena sotto il diaframma, si presenta come una massa consistente, è però fragile e una caduta, o una lesione, lo possono danneggiare facilmente.

    Il fegato è la più grande ghiandola dell'organismo umano, si compone di cellule, vasi sanguigni e condotti per portare via le secrezioni delle cellule. Tra questi i più importanti sono rappresentati dai canaletti biliari che hanno il compito di raccogliere la bile che viene poi in­viata nella cistifellea.

    Il fegato, a differenza di altri organi, riceve il san­gue da due punti diversi: da una parte gli arriva quello os­sigenato, tramite l'arteria epatica, e dall'altra gli arriva quello carico delle sostanza nutritive, prelevate dall'inte­stino, e condotte a lui dalla vena porta. Il sangue, dopo aver adempiuto ai vari compiti all'interno del fegato, viene raccolto dalla vena cava che lo riporta al cuore per essere rivitalizzato nuovamente.

    Il fegato adempie alle molteplici funzioni necessarie per mantenere il bilanciamento dei fluidi presenti nell'or­ganismo e presiede a vari processi che si svolgono al suo interno. Questa grande ghiandola può perciò essere para­gonata ad un laboratorio chimico e, nello stesso tempo, a un magazzino, a un servizio di distribuzione, a una centrale per la produzione di energia ed a un impianto di smaltimento dei rifiuti

    All'interno del fegato avvengono molte trasformazioni, è qui che i carboidrati (pasta, pane, ecc.), le proteine (carne, pesce, uova, ecc.), ed i grassi assumono le caratte­ristiche che li rendono utilizzabili dal corpo umano. Per poter diventare nutrimento per le cellule queste sostanze devono essere trasformate in glicogeno che, immesso nel san­gue, diventa un carburante così come la benzina lo è per le automobili. Il glicogeno viene creato per mezzo delle so­stanze nutritive apportate dall'alimentazione, immagazzi­nato, e rilasciato nel sangue quando ne subentra la neces­sità. Un cattivo funzionamento di questo meccanismo viene chiamato ipoglicemia ed è causato da un scarsità di glico­geno che rende la persona debole, stanca e senza energia.

    L'immagazzinaggio di alcune vitamine è un'altro impor­tante compito svolto dal fegato, tra queste le vitamine A, D ed E, nonché alcuni minerali quali il rame, il ferro ed al­tri ancora. Questo spiega il valore dell'olio di fegato di merluzzo, che deve però essere allo stato più naturale pos­sibile, perché i processi industriali lo privano delle so­stanza descritte.

    Tra questi molteplici funzioni non bisogna dimenticare il processo di disintossicazione. Il fegato provvede infatti ad eliminare dal sangue alcune sostanze, dovute ai processi digestivi, che altrimenti sarebbero nocive all'organismo. Attraverso la bile, di cui ne produce da mezzo litro a un litro al giorno, riesce anche ad eliminare i metalli pe­santi, tra cui il mercurio, ed altre sostanze tossiche tra cui quelle dovute ai medicinali non naturali.

    E' facile comprendere come un fegato sovraccarico di la­voro, cosa che un eccesso di proteine nella dieta può facil­mente provocare, non riesca a compiere il processo di disin­tossicazione nel modo migliore, ed i veleni possano perciò rimanere nel sangue con effetti deleteri per tutto l'organi­smo. La presenza di foruncoli, di reumatismi, artrosi, gotta e malattie similari può trovare una sua spiegazione proprio nel sangue intossicato.

    Quando il sangue si intossica fuor di misura il fegato stesso si deteriora, si gonfia e si ammala. Tra i veleni peggiori per il buon funzionamento di questo meraviglioso laboratorio chimico citiamo, nell'ordine, droghe, medicinali non naturali, alimenti industriali, aceto e sottaceti, l'alcool e le bevande ghiacciate. Le persona che hanno un fegato in ordine risentono immediatamente l'effetto dell'al­cool perciò, chi si vanta di sopportare bene vino o liquo­ri, dovrebbe valutare questa situazione molto seriamente per evitare che il continuo peggioramento conduca ad una cirrosi epatica, malattia nella quale i tessuti dell'organo si pre­sentano gravemente danneggiati.

    Secondo l'agopuntura gli occhi sono simbolicamente con­siderati dei fiori la cui radice è nel fegato. Si comprende allora come una vista difettosa possa a volte trovare la sua origine in un fegato malandato. Anche la forfora, e la ca­duta dei capelli, che hanno come causa una intossicazione del cuoio capelluto, possono trovare un rimedio in un mi­glior funzionamento del fegato.

    Quando il fegato si ingrossa, generalmente a causa di una alimentazione eccessiva, bisogna evitare di utilizzare i prodotti pericolosi (vedi sopra) e, nel contempo, elimina­re la carne, le fritture, ed i grassi in genere che conten­gono troppe sostanze nutritive.

     La cosa migliore da fare, per mantenere il fegato in buona salute, è seguire una dieta con molta frutta e vege­tali freschi. Si ricorda che le carni, e i formaggi, sono cibi altamente proteici; 150 grammi di questi alimenti sono infatti in grado di dare le proteine necessarie ad una per­sona adulta per un giorno intero.

    La cistifellea

    La cistifellea, detta anche vescicola biliare, è un or­gano di 7-10 cm di lunghezza fatto a forma di pera che giace appoggiata alla superficie inferiore del fegato. Essa è co­stituita da muscoli a forma circolare che le permettono di strizzarsi e riversare la bile nel duodeno.

    La bile è un liquido chiaro di colore giallastro. La sue funzioni principali sono:

    1)  Neutralizzare l'acidità del succo gastrico che ha
         permesso la digestione degli alimenti.

    2)  Emulsionare i grassi, ovvero trasformarli in minutissime
         goccioline e renderli assimilabili.

    3)  Eccitare i movimenti dell'intestino (peristalsi)
         favorendo così l'evacuazione.

    4)  Regolare le fermentazioni che avvengono nell'intestino e
         favorire l'assorbimento delle sostanza nutritive.

    A volte, nella cistifellea, si formano dei calcoli, ov­vero dei sassolini causati da un eccesso di colesterolo e di calcio inorganico. Per prevenire questo problema è consi­gliabile una dieta povera di grassi.

    Fegato e simbologie

    Il fegato si ammala quando si presentano degli eccessi: troppi grassi, troppe medicine, troppe spezie, troppo al­cool, eccetera. Chi non possiede una buona capacità di valu­tazione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, tra ciò che fa bene e ciò che fa male, mette a repentaglio la salute di quest'organo. Nella sua grande saggezza la natura fa in modo che l'ammalato di fegato sia forzatamente costretto a limi­tare i suoi eccessi, egli, infatti, generalmente perde la forza vitale e la mancanza di energia lo rende incapace di fare cose che sarebbero dannose per l'organo ammalato.

    Il fegato riduce le proteine derivanti dagli alimenti in aminoacidi con cui crea le proteine necessarie a ricostruire le parti deteriorate dell'organismo; in questo modo gli ami­noacidi passano dal regno vegetale, o animale, a quello uma­no facendo un notevole salto di qualità.

    Questo processo, simbolicamente, può essere paragonato a quello che l'uomo poco evoluto inizia quando comprende che non deve badare soltanto a se stesso perché, facendo parte dell'umanità intera, sarà soltanto quando penserà anche al benessere altrui che potrà goderne di quello personale. Que­sto concetto non deve però essere limitato al livello mone­tario, ma applicato anche in riguardo agli affetti, all'ami­cizia, alla simpatia e tutto ciò che concerne l'aiuto vicen­devole.

    Il malato di fegato dovrebbe perciò imparare a distin­guere ciò che fa bene da ciò che è velenoso, ma non sol­tanto in riguardo a ciò che mangia, o beve, ma anche al suo modo di agire, parlare e pensare. Proprio perchè nel fegato si svolgono dei processi che innalzano la qualità tutto ciò che sposta l'uomo dall'interesse personale all'amore univer­sale, crea, per quest'organo, energie benefiche e salutari.


    L'INTESTINO

    "Si mangia tre volte di più di quanto sia necessario, questa è la causa di tante malattie che accorciano la vita umana". (Tolstoi)

    L'intestino è l'organo destinato ad assorbire i nutri­menti presenti nei cibi e nelle bevande che costituiscono la nostra alimentazione. Si divide in due parti: TENUE e CRAS­SO; l'intestino TENUE si divide a sua volta in duodeno e tenue mesenteriale, mentre il CRASSO in cieco, colon e retto.

    Uscendo dallo stomaco il cibo non è ancora completamente digerito, la digestione continua infatti nella prima parte dell'intestino, il duodeno, ad opera dei succhi che vi sono immessi da fegato, pancreas, cistifellea e ghiandole di Brunner. Dopo il duodeno, lungo circa 25 cm, si trova l'intestino tenue mesenteriale, lungo circa 7 metri, che termina con la valvola ileo-cecale; valvola che immette nell'intestino crasso che a sua volta sfocia nell'ano.

    Nell'intestino tenue mesenteriale vengono emesse alcune sostanze (succo enterico, invertasi, lattasi. ecc.) aventi lo scopo di facilitare l'assorbimento dei principi nutritivi attraverso i villi intestinali.

    Nella parte terminale dell'intestino vengono assorbiti i liquidi in modo che la massa fecale acquisti una certa con­sistenza e sia rimpiazzata nell'organismo l'acqua andata perduta nei vari processi metabolici.

    La dieta e la salute intestinale

    Nel 1975 lo scienziato irlandese Denis P. Burkitt ha denunciato come la dieta attualmente usata nei paesi occi­dentali abbia aumentato in modo notevole il pericolo di con­trarre alcune malattie tra cui: appendicite, diverticoli e polipi intestinali, cancro del colon, colite ulcerosa, vene varicose, emorroidi, diabete, calcoli biliari, obesità ed altre ancora.

     Secondo le sue ricerche appare evidente che nell'ultimo secolo il consumo dei grassi e quello dello zucchero è pra­ticamente raddoppiato, quello delle fibre alimentari (la crusca del grano, ecc.), invece, si è ridotto del 90% nell'­arco degli ultimi 100 anni. Questo fenomeno trova la sua origine nel fatto che il consumo del pane si è dimezzato ed il contenuto di crusca nella farina del grano si è ridotto (con i processi di raffinazione) al 0.1-0,01 per cento.

    Lo scienziato ha potuto verificare di persona come nei paesi poveri queste malattie sono praticamente inesistenti e, quando presenti, affliggano gli strati sociali socialmen­te ed economicamente più evoluti.

    La stitichezza

    A volte il movimento della massa alimentare (chilo) nel suo viaggio nel tubo intestinale può essere ostacolato creando un disturbo assai comune definito stitichezza. Questo malanno, generalmente, viene tenuto in poca considerazione mentre é una delle principali cause di problemi collaterali tra cui alcuni tipi di mal di testa, febbri (specialmente nei bambini), foruncoli ed altri problemi della pelle.

    Questi disturbi manifestano quanto sia poco salubre l'ambiente intestinale a causa delle fermentazioni e putre­fazioni che si vengono a creare con il permanere delle so­stanza alimentari per un tempo assai più lungo del neces­sario.

    La stitichezza affligge buona parte della popolazione civile ma, nel periodo delle vacanze ormai prossimo, riesce a disturbare anche qualcuno che normalmente ha un intestino  regolare. Proprio per questo motivo alcuni albergatori hanno preso la consuetudine di offrire delle prugne cotte a cola­zione, o dopo cena, come dessert.

    La stitichezza può essere del tipo atonico o spastico. La prima dipende dalla debolezza dell'intestino che non riesce a far fluire i prodotti della digestione nel modo dovuto, la seconda nasce dalla contrazione dei muscoli presenti sulle pareti intestinali che imprigionano la massa fecale in una specie di manicotto impedendole il movimento naturale.

    Nella forma atonica è bene aumentare in cibi che la­sciano un abbondante residua stimolante, tra essi citiamo tutti i cereali integrali, della buona crusca e le verdure ricche di cellulosa. Per taluni è anche consigliabile il latte, per altri, invece, ha un effetto contrario e va pertanto evitato.

    Nelle forme spastiche può giovare l'amministrazione di olio di vaselina e l'assunzione di cibi poveri di scorie, ovvero le verdure cotte e passate, le uova e le carni magre in quantità limitata.

    Intestino e psicologia

    Una attenta osservazione dell'intestino e delle sue funzioni ci porta a concludere che la sua attività è assai simile a quella cerebrale; in effetti entrambi devono analizzare quanto viene loro proposto ed assorbire soltanto ciò che viene ritenuto utile e costruttivo.

    Quanto detto vale in particolar modo per quanto concerne le funzioni dell'intestino tenue. Per questa ragione le persone che soffrono di disturbi in questa zona dovrebbero evitare un atteggiamento di continua analisi e sottile critica nei confronti di sé stessi e degli altri.

    Anche la diarrea è un problema relativo all'intestino tenue; psicologicamente indica una non volontà (o capacità) di affrontare la situazione (o le persone) nel modo dovuto. Questa difficoltà, sottesa sempre da una sottile paura, rende difficoltosa una analisi spassionata della realtà e le  cose (o le persone) vengono perciò lasciate andar via, anzi aiutate ad andarsene al più presto, in modo che non abbiano il tempo di causare danni con la loro presenza.

    La stitichezza è invece un problema che ricorre nella  parte finale dell'intestino (crasso) dove non vi è più nulla da digerire (analizzare) ma compare imperiosa la richiesta di dare, di donare. Simbolicamente, secondo Freud, l'evacua­zione è considerabile come un dono e siccome gli escrementi sono, sempre a livello simbolico, associati con il denaro (si veda al proposito il contenuto di alcune fiabe popolari) è facile comprendere come la stitichezza stessa possa anche dipendere dalla difficoltà di donare. Una difficoltà non tanto riferibile al solo gesto di dare del danaro ma all'atto del donare nel più ampio dei suoi significati.

    SUGGERIMENTI PER COMBATTERE LA STITICHEZZA

    Per colazione usare qualche fetta di pane integrale, utilizzare anche alcune prugne secche messe a mollo il giorno prima (usare anche l'acqua);

    - ridurre, o meglio eliminare, i dolciumi in genere;

    - evitare il tè ed il vino nero che contengono sostanze astringenti;

    - ridurre, o meglio eliminare, fritture, intingoli, salumi e affettati;

    - utilizzare molta frutta e verdura fresca con alto contenuto di cellulosa (buccia della frutta, foglie verdi, ecc.);

    - aggiungere un cucchiaio di buona crusca nelle zuppe e minestre;

    - aiutarsi con una buona tisana di erbe che contenga una minima quantità di senna. In farmacia si trovano dei preparati a base naturale per agevolare le funzioni intestinali, l'Agiolax è uno di questi.

    In vacanza al mare, con una maggiore temperatura ambiente, i pericoli dovuti alle fermentazioni inte­stinali sono notevolmente aumentati. Piuttosto di an­dare incontro a guai peggiori è preferibile tener pu­lito l'intestino utilizzando una supposta di gliceri­na o un clistere fatto con un litro abbondante di acqua tiepida in cui sia stato sciolto un cucchiaio di sale.


    LA MILZA

    La milza é una grande ghiandola vascolare con la forma di  un grosso fagiolo; è localizzata nella parte sinistra del corpo, sotto il torace, e misura circa 13 cm. di lunghezza, 8 di larghezza e 3-4 di spessore.

    Il tessuto interno della milza è caratterizzato da cor­puscoli bianchi che rappresentano degli organi linfoidi si­mili, come struttura, ai gangli linfatici. La tonaca esterna forma invece delle guaine dette capsule di Malpighi.

    I prodotti secreti dalla milza, non avendo essa nessun collegamento con gli altri organi del corpo, entrano diret­tamente nel sangue, tramite i vasi sanguigni, e nel flusso linfatico. Seppur non collegata agli altri organi la milza risente pesantemente della situazione di tutto l'organismo. Essa, infatti, con il suo ritmico gonfiarsi e sgonfiarsi (a causa della pressione del sangue) segna ritmicamente l'impe­gno organico del momento; impegno che si presenta assai maggiore durante la digestione, il decorso di una malattia, la lotta contro un'infezione, ed altre esigenze dovute alle situazioni presentate dalla vita.

    Per questa sua caratteristica il gonfiore della milza ac­compagna sempre le malattie infettive ed in special modo la malaria, la polmonite, la difterite, l'epatite acuta e cro­nica, la leucemia, l'anemia, la tubercolosi miliare, le set­ticemie in genere ed altre ancora.

    Funzioni della milza

    Benché considerata come un organo avente la funzione specifica di creare del nuovo sangue la milza ha molte altre sottofunzioni tra cui citiamo:

    1. Durante la vita fetale collabora, con il midollo e le ossa, alla formazione dei globuli rossi; processo che si può anche riscontrare nelle persone adulte nel caso fos­sero affette da anemie.

    2. Provvede alla distruzione dei globuli rossi vecchi o de­teriorati.

    3. Regola la produzione delle cellule sanguigne all'interno del midollo osseo.

    4. Provvede una riserva di cellule sanguigne che resta a di­sposizione e viene liberata nel caso di necessità.

    5. Ha una funzione accrescitiva della capacità coagulativa del sangue.

    6. Ha un azione filtrante sul sangue che, attraversandola, viene perciò depurato da alcuni tipi di rifiuti organici.

    7. In certe condizione presenta una azione di carattere im­munitario.

    Nonostante la scienza occidentale abbia scoperto le fun­zioni che abbiamo elencate la milza si presenta agli studiosi come un organo che cela ancora qualche mistero. Per questo motivo può essere interessante considerare qualche altro punto di vista e precisamente quello dei maestri Yoga che hanno studiato l'uomo non tanto dal punto di vista materiale ma da quello più sottile che potremmo definire energetico.

    La millenaria saggezza Indù considera infatti la milza as­sai importante in quanto viene vista come la porta attra­verso cui l'energia solare, chiamata prana, può penetrare nel corpo umano ed essere elaborata per diventare l'energia vitale utilizzabile da tutto l'organismo.

    Nella cultura orientale il corpo dell'uomo non viene considerato soltanto nel suo aspetto e nei suoi componenti materiali (perciò visibili e tangibili ai cinque sensi), a questi aspetti, comunemente conosciuti, viene anche aggiunto quello energetico. In questa visione per ogni organo visi­bile viene pure considerata una controparte sottile, una specie di duplicato energetico, che rappresenta la matrice con cui l'organo fisico è stato creato e viene mantenuto in vita; vita che viene attinta dall'energia solare sotto forma di prana.

    Il prana in arrivo da Sole non è facilmente assimilabile dall'organismo umano, vi sono persone che riescono ad elabo­rarne in eccesso e possono perciò donarlo diventando pranotera­pisti, altri, invece, specialmente gli anziani e gli ammalati, non ne elaborano abbastanza ed è questa la causa della loro debolezza nervosa.

    Compete alla parte sottile, o energetica, della milza il compito di as­sorbire ed elaborare il prana, per questo motivo anche coloro che hanno avuto la milza fisica asportata possono continuare a vivere in quanto la milza sottile è ancora presente nel loro organismo energetico.

    E' interessante notare che anche il mondo vegetale deve elaborare il prana per poterlo assimilare; esistono delle piante che lo elaborano in eccesso e la loro vicinanza ri­sulta molto benefica per coloro che ne sono carenti, tra esse vanno elencate il pino e l'eucalipto.

    A titolo di curiosità informiamo il lettore che è possi­bile vedere i minuscoli e luminosissimi globuli di vitalità che costituiscono il prana guardando con sguardo rilassato un cielo sereno dalla parte opposta a quella in cui si trova il Sole. Questi globuli si presentano con un movimento veloce e tracciano nel cielo un percorso a spirale.

    Malattie della milza

    La milza, proprio per le caratteristiche che la contraddistinguono, può ammalarsi a causa di altre malattie oppure contrarre delle affezioni sue propri; tra queste vanno cita­te la tubercolosi della milza, la splenomegalia tromboflebitica ed il morbo di Banti.

    Con splenomegalia viene considerato un anomalo gonfiore della milza che non è tanto dovuto ad una malattia della stessa ma bensì una manifestazione dovuta ad altre affezioni generalmente infettive. Questo disturbo provoca un dolore più o meno vivo, un senso di pesantezza all'addome e crea, evidentemente, una pressione sugli organi circostanti.

    Appare chiaro che la cura della splenomegalia in sé (impacchi freddi, ecc.) è soltanto palliativa in quanto po­trà essere risolta soltanto eliminando la causa originaria. Un peggioramento di questa malattia può condurre alla spleno­megalia tromboflebitica che comprende pure una forma di anemia e dei fatti emorragici gastrointestinali; in questo malaugura­to caso la milza non può essere curata e deve essere asportata chirurgicamente. Il morbo di Banti riguarda gli effetti della infezione tifoide quali la splenomegalia con cirrosi epatica. Questa affezione prende il nome da un ricercatore fiorentino (Banti Guido) vissuto nei primi anni del nostro secolo.

    La milza ed i risvolti psicologici

    Non è facile, con le informazioni fornite dalla scienza occidentale, tracciare un profilo psicologico dei disturbi che affliggono la milza. E' nella saggezza millenaria dell'­agopuntura cinese che possiamo invece trovare degli interes­santi elementi che ci possono aiutare a comprendere come determinati atteggiamenti mentali possono influire negati­vamente sulla salute di quest'organo tanto prezioso.

    Secondo l'agopuntura cinese la coppia milza/stomaco è vista come l'insieme organico in grado di assorbire, riducendone gli effetti negativi, le tensioni dovute alle preoccupazioni eccessive nei confronti della vita quotidiana; tensioni do­vute al continuo rimuginare mentale per le cose che si do­vevano fare e non si sono fatte, per quelle che si potevano fare diversamente e per quelle che si dovranno fare nel fu­turo. Questo lavorio mentale crea necessariamente delle di­sarmonie nel buon funzionamento dell'organismo ed a lungo andare la coppia milza/stomaco ne può essere danneggiata.

    Per queste persone si può suggerire di adottare una sim­patica preghiera che viene anche utilizzata come strumento di lavoro da coloro che, desiderando vincere il loro abuso degli alcoolici, si associano alla "Alcolisti Anonimi". Riportiamo di seguito le parole della preghiera citata:

    "Signore, dammi il coraggio di cambiare le situazioni che posso cambiare, la    pazienza necessaria per sopportare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere tra le due".


    IL PANCREAS

    Quest'organo non ha certo i privilegio di essere cono­sciuto per tutte le sue importanti funzioni vitali. Per la maggior parte delle persone il pancreas viene infatti rela­zionato al diabete e pertanto non gode certo della buona re­putazione che gli dovrebbe essere accordata.

    Fisiologicamente il pancreas si presenta come un grossa ghiandola, che può raggiungere anche i 20 cm di lunghezza, avente la forma di un martello con la testa collocata dalla parte del fegato. Funzionalmente assolve al compito di col­laborare nei processi digestivi ed alla generazione di so­stanza indispensabili alla vita tra cui la più famosa è cer­tamente l'insulina.

    Le secrezioni di questa ghiandola prendono due dire­zioni, quelle che devono aiutare la digestione vengono im­messe nella prima parte dell'intestino (duodeno) e le altre vengono immesse direttamente nel sangue. Tutti i tipi di alimenti, proteine, grassi ed i carboidrati sono interessati dalle secrezioni del pancreas e rispettivamente da stipsina,  steapsina e l'amilopsina.

    Un'altra importante funzione, re­lativa ai processi digestivi, consiste nel creare una so­stanza basica (vedi il bicarbonato di soda) che serve a ri­durre l'acidità dei cibi in uscita dallo stomaco; acidità che essendo molto forte potrebbe ledere la mucosa della pri­ma parte dell'intestino (duodeno).

    L'insulina fa invece parte delle sostanze riversate direttamente nel sangue ed ha lo scopo di controllare il consumo del carburante (zuccheri trasformati dalla dige­stione) da parte delle innumerevoli cellule che compongono il corpo umano. Nel pancreas la generazione dell'insulina viene fatta in modo completamente indipendente da quello atto a generare le sostanze utili per la digestione; è un compito assai complesso che viene eseguito da molti minu­scoli gruppi di cellule indipendenti chiamati isolotti pancreatici o isolotti di Langerhans.

    Problemi del pancreas

    Se la secrezione dell'insulina dovesse alterarsi, ed in modo particolare ridursi al di sotto del tollerabile, si creerebbero dei seri problemi per la sopravvivenza dell'or­ganismo. Questo perchè la gestione degli zuccheri ingeriti con l'alimentazione non sarebbe più normale ed i medesimi se ne uscirebbero dall'organismo tramite l'urina. Questo pro­blema viene denominato diabete e rappresenta una delle più serie malattie oggi esistenti.

    Un malfunzionamento del fegato o della cistifellea pos­sono interferire con la salute del pancreas così come una carenza di acido cloridrico o l'assenza di cromo nella die­ta; il cromo ha infatti un peso importante nella generazione dell'insulina. L'utilizzo di cereali integrali e di olio di granoturco rappresenta un mezzo per assicurarsi il cromo ne­cessario. Anche il lievito di birra è una buona sorgente di questo prezioso minerale.

    I nemici del pancreas

    Abbiamo già visto come lo stress in genere, ed in par­ticolare quello affettivo, sia dannoso per la salute del pancreas. Dobbiamo però ricordare che anche alcuni alimenti sono pericolosi e tra essi: I cibi conservati, quelli conte­nenti zucchero industriale, i prodotti fatti con la farina bianca, la carne e la cattiva combinazione degli alimenti.

    La giusta combinazione degli alimenti è assai importante perchè alcuni cibi necessitano di una digestione molto acida (i prodotti animali in genere) mentre altri non necessitano acidi ma bensì enzimi ed altre sostanze digestive. Sarebbe perciò consigliabile di usare il "monopiatto", ovvero pasta, o riso, con verdure a mezzogiorno e proteine (uova, pesce, carne, ecc.) con contorno alla sera. La frutta andrebbe sem­pre consumata lontano dai pasti ed anche i dolciumi andreb­bero ridotti o meglio ancora eliminati.

    A causa degli zuc­cheri industriali l'uomo si ritrova con un pancreas più grande che non quello di animali più grandi di lui; questo perché questa ghiandola preziosa ha dovuto adattarsi alle varie forme di cibo (torte, biscotti, cioccolata, ecc.) che offrono al corpo dosi massicce di zucchero prontamente assimilabile.

    Pancreas e psicologia

    La parola diabete deriva dal latino diabeineim e signi­fica passare. A causa del diabete gli zuccheri passano in­fatti attraverso il corpo senza apportargli nessun nutri­mento. Il linguaggio popolare ha spesso una sua saggezza ed il rapporto simbolico creatosi tra la dolcezza di una per­sona, e quella di alcuni cibi, ci porta a comprendere come chi abusa di dolciumi può inconsapevolmente cercare in que­sti un surrogato per una vita affettiva poco, o per nulla, soddisfacente.

    Da una ricerca, in cui è stata analizzata la vita emo­tiva di 308 diabetici, si è potuto riscontrare come almeno in 45 di essi il diabete è insorto a seguito di traumi af­fettivi più o meno gravi. In altri 95 casi gli stessi amma­lati hanno confermato di aver vissuto in un grave stato di tensione a causa di un continuo stress emozionale.

    Che la tensione e lo stress siano favorevoli all'insor­gere del diabete è stato riscontrato dallo stesso Jung che ha notato di persona come a Berlino-Est vi fosse un numero di diabetici assai maggiore che non a Berlino-Ovest.

    Lo zucchero industriale

    Per zucchero industriale intendiamo lo zucchero bianco che si usa normalmente e che si trova presente in molte be­vande e vari alimenti ed in special modo in quelli conser­vati. Questo zucchero è un alimento senza vita che può di­ventare pericoloso quando se ne abusa. Esso crea una situa­zione di emergenza artificiale in cui si ha l'impressione di avere una maggior energia, mentre ciò è solo l'effetto di un momento di sovraeccitazione passeggera dovuta alla libera­zione di ormoni da parte delle ghiandole surrenali e del pancreas. Un abuso di zucchero potrebbe, nel tempo, generare disturbi quali: stanchezza, depressione, diabete, artrite, ipoglicemia, allergie ed infezioni varie.

    Lo zucchero è comunque necessario al nostro organismo, però nella sua forma naturale, ovvero come ci viene fornito dalla frutta fresca e dagli altri carboidrati (patate, pane, pasta, riso, verdura, ecc.). 

    Per essere assimilato lo zucchero necessita di sali mi­nerali e vitamine che lo zucchero industriale non contiene. Ne consegue che per digerirlo (e assimilarlo) deve essere utilizzata la riserva organica delle seguenti vitamine e sa­li minerali: vitamine B2, B3, B5, B6, C, ed E; calcio, man­ganese, magnesio, zinco e cromo.

    Mentre lo zucchero da canna era conosciuto anche nei tempi antichi lo zucchero proveniente dalle barbabietole è una scoperta del secolo scorso e viene ottenuto con il pro­cesso industriale di cui faremo ora una breve descrizione. In un primo tempo l'impasto zuccherino, ottenuto dalle bar­babietole, viene depurato con calce ed anidride solforosa ed è quindi sottoposto ad una ebollizione prolungata per farlo concentrare. Segue il processo di raffinazione dove la massa zuccherina viene purificata con acido carbonico, imbianchita con acido solforico, filtrata attraverso carbone di ossa e colorata mediante blu indantrene (un derivato del catrame) o con il velenoso ultramarino.

    Lo zucchero risultante è una sostanza chimica: il sacca­rosio, con formula: C12-H22-011, che viene messo in vendita in polvere o in cubetti. Lo zucchero da canna (quello rosso) non è stato raffinato però subisce parte del processo indu­striale ed è privo delle sue componenti naturali. Seguono alcuni danni provocati dallo zucchero nel nostro organismo:

    1. Distruzione di vitamine del gruppo "B" che regolano  funzioni nervosi importantissime. La loro carenza può dare frequente stanchezza, nervosismo, insonnia, disturbi nell'­equilibrio idrico, problemi cardiaci, diabete e anormale formazione di acido urico con possibile insorgere di gotta od artrosi.

    2. Distruzione delle vitamine E e H nonché quella di importanti sali minerali.

    Ovviamente i danni citati sono proporzionali alla quan­tità di zucchero ingerito. Negli UA. si è arrivati a circa 70 chilogrammi pro capite nel corso di un anno, in Italia siamo a circa 35 chilogrammi; una quantità comunque notevole se paragonata al consumo di prima della guerra.


    IL SISTEMA LINFATICO

    Le tossine, il grande pericolo dell'organismo

    Tolstoi ha detto una frase assai adatta per introdurre l'argomento di questo mese; "Si mangia tre volte di più di quanto sia necessario, questa è la causa di tante malattie che raccorciano la vita umana". Questo potrebbe essere un suo parere personale, comincia però ad acquistare un suo preciso significato quando leggiamo le seguenti parole del Dr. John H. Tilden nel suo trattato Tossiemia e disintos­sicazione: Non esiste malattia di per sé. Ciò che è chia­mato malattia è una salute alterata dovuta alla ritenzione di rifiuti nel sangue, ad un grado tale che la resistenza del corpo ne è intaccata".

    Per comprendere quanto sia vera questa affermazione bisogna sapere che i tre quarti del nostro corpo sono composti da liquidi, i 48 litri di liquidi in una persona di circa 70 chilogrammi si ritrovano così suddivisi:

      32 litri:  sono contenuti nelle cellule

      12 litri:  stanno tra una cellula e l'altra (linfa)

       3 litri:   compongono il sangue

       1 litro:  costituiscono i vari umori dell'organismo

    Il corpo umano può perciò essere visto come un grande si­stema idraulico in cui vi sono liquidi in movimento veloce, come il sangue che percorre tutto il corpo in pochi minuti, liquidi in movimento lento, e liquidi quasi immobili come quelli presenti nei foruncoli e nelle cisti.

    Le cellule stesse vivono in un ambiente creato da un liquido che viene chiamato "linfa". Questo liquido è assai impor­tante perché le cellule morte, i batteri e le altre impurità ambientali, senza la linfa, non potrebbero essere eliminate. Il sangue provvede infatti solamente al nutrimento delle cellule ed alla raccolta dei rifiuti che si accumulano in esse, compiti assolti con lo scambio di sostanze che avviene attraverso la sottile membrana che ricopre le cellule.

    La linfa, nel suo lento movimento, trasporta con sé le im­purità ed in questo modo permette all'ambiente in cui vivono le cellule di rimanere pulito e vitale. La sua presenza è perciò indispensabile alla vita dell'organismo. La linfa si forma con l'acqua che filtra fuori dai vasi sanguigni a causa della pressione esercitata dal cuore. Essa è presente in quasi tutto l'organismo ed arriva a irrorare anche alcuni gruppi di cellule non servite dal sangue.

    La funzione della linfa è dunque duplice, portare nutrimento alle cellule non contattate dal sangue e rimuovere i rifiuti che si vengono a formare negli spazi tra le cellule. I tipi di rifiuti che si accumulano nella linfa sono molteplici, vi sono quelli organici, come le cellule morte o avariate e quelli dovuti a corpi estranei penetrati a causa di ferite, infezioni. ecc.

    Questi rifiuti vengono raccolti dalla linfa che li trasporta  in ghiandole speciali, dette nodi linfatici o linfonodi, che hanno il compito di distruggerli trasformandoli in particelle così minute da poter essere immesse nel sangue. La linfa, dopo aver attraversato le ghiandole linfatiche, confluisce in­fatti nel sangue poco prima che esso si immetta nel cuore.

    Va notato che questo liquido vitale circola nel corpo in modo assai lento. Il suo movimento viene generato dai mu­scoli che, con le loro contrazioni, creano una pressione che la spinge nel suo percorso attraverso i nodi linfatici.

    Nel corpo vi sono diversi di questi linfonodi, i più conosciuti sono quelli nel collo. In presenza di infezione la linfa si carica dei prodotti generati dalla lotta dell'­organismo per sopravvivere. Questo comporta un notevole lavoro e le ghiandole linfatiche ne risentono gonfiandosi fuori misura. Se le impurità presenti sono tali da creare un pericolo per la vita delle cellule la linfa viene diluita facendo in modo che l'organismo trattenga più liquidi del necessario. A causa di questo fenomeno la persona sembrerà grassa ma in realtà è solo gonfia.

    Il sangue è pur sempre l'agente principale per la purifica­zione del corpo, anche i detriti raccolti dalla linfa ven­gono, in definitiva, riversati nel sangue che ne provvederà l'eliminazione tramite le reni, la pelle ed i polmoni.  Questi organi sono definiti escretori perché assolvono al compito di espellere i prodotti di rifiuto che si sono creati nell'organismo.

    Le reni sono assai importanti perché non solo filtrano il sangue da tutte le impurità (che vanno a finire nell'urina) ma trattengono i sali minerali senza di cui il corpo non potrebbe sopravvivere. L'aceto è il peggior nemico delle reni perché tende ad allargare le microscopiche maglie dei loro filtri ed a lasciare passare nell'urina i preziosi sali minerali. E' per questo motivo che coloro che usano molto aceto, o sottaceti, si decalcificano e saranno soggetti a problemi dentari o problemi alle ossa.

    L'accumulo delle tossine

    Un buon funzionamento del sistema interno di pulizia (si­stema escretorio) è in stretto rapporto con l'energia vi­tale presente nell'organismo. Se tale energia è poca, come nel caso di esaurimenti o stress nervosi, la rimozione dei rifiuti non potrà avvenire con il ritmo dovuto. In questa situazione le cellule che muoiono (nell'organismo vi è un continuo ricambio cellulare) non sono completamente elimi­nate e, nel tempo tendono ad accumularsi. Secondo J. H. Tilden questo è il motivo più importante che porta il corpo ad essere intossicato.

    Anche i cibi e le bevande non congeniali all'uomo, o asso­ciati male tra loro, comportano un super lavoro nei processi di digestione (degradazione dei cibi in particelle minutis­sime) e di assimilazione (utilizzo dei prodotti createsi con la digestione) che comporta una rilevante produzione di prodotti di rifiuto. I prodotti di provenienza animale sono i maggiori artefici di questa produzione di tossine, la carne in genere (compreso pollame, pesce e salumi vari), andrebbe consumata soltanto in tre o quattro pasti nella settimana. Anche i formaggi andrebbero consumati con parsimonia prefe­rendo quelli non fermentati.

    Una colazione con frutta di stagione, un pranzo dei tipo monopiatto (a pranzo primo e verdura, a cena secondo e verdura) sono altamente consigliati. Nel pasto serale si può alternare la carne con il formaggio e le uova ottenendo, in questo modo, che la carne compaia di rado.

    In condizioni ottimali, quando l'energia vitale è presente in quantità sufficiente, le reni riescono facilmente a eli­minare i rifiuti organici. In caso contrario, e qualora le tossine siano presenti in grande quantità, le reni avranno bisogno di aiuto e l'epidermide sarà incaricata a provvedere all'eliminazione delle tossine eccedenti; mani umide, piedi odorosi, foruncoli, eczemi ed alcune allergie sono la na­turale conseguenza di una attività renale insufficiente a smaltire le tossine presenti.

    Se la persona non cambierà la sua alimentazione l'organismo non riuscirà più ad eliminare tutti i veleni presenti, si vedrà perciò costretto a delle crisi di pulizia o ad accu­mularli in qualche zona dove non pregiudichino la vita dell'organismo. La gotta, ad esempio, che una volta veniva definita "La malattia dei Re", può essere causata da un eccesso di tossine che, essendo pesanti, non riescono a risalire lungo le gambe e creano i danni ben conosciuti.

    BIBLIOGRAFIA:

    PAUL C. BRAGG, Toxicless Diet,
    Healt Science, Box 7, S. Barbara, California, 93102, UA.

    JOHN. E. TILDEN, Tossiemia e Disintossicazione,
    Michele Manca Editore, Via Pinetti 91/4, 16144, Genova


    L'APPARATO ESCRETORIO

    LA PELLE

    Con questo capitolo concludiamo la panoramica sul sistema escretorio al quale dovremmo essere molto grati perché ci purifica ad ogni istante permettendoci la sopravvivenza. Purtroppo la funzionalità di questo sistema è oggi messa in serio pericolo dall'inquinamento atmosferico e da quello do­vuto dai cibi e dalle bevande che tendono sempre più ad al­lontanarsi della semplicità e genuinità naturali.

    Fino a non molti decenni fa i bambini facevano merenda con una fetta di pane con burro e marmellata, spesso fatta in casa. I neonati delle mamme che, sfortunatamente non avevano latte, venivano cresciuti con acqua di orzo o carote bol­lite. I contadini, malgrado il durissimo lavoro nei campi, si nutrivano prevalentemente con carboidrati (pane, pasta e riso) tolto qualche pollo nei giorni festivi.

    Queste, attualmente, sembrano immagini di un lontanissimo passato. Oggi la bistecca troneggia sulla tavola di moltis­simi italiani, spesso due volte al giorno; le merendine tutto naturale (che si conservano per mesi sugli scaffali) nutrono ormai buona parte dei nostri figlioli e gli omoge­neizzati di carne sovraccaricano il sistema digerente dei bimbi fin dai primi mesi di vita. Anche l'idea di bere un bicchiere d'acqua appare assai strana a chi si è abituato alle varie bevande che proliferano al solo beneficio dei produttori e delle catene di distribuzione.

    Questo quadretto della situazione appare di certo mancante  delle caratteristiche definibili "naturali", ma altrettanto non naturali appaiono le molte malattie della pelle, quali allergie, acne, eczemi, psoriasi, che son sempre più dif­fuse e più difficili da rimediare.

    Questa premessa, in un discorso relativo alla pelle, è ne­cessaria in quanto non raramente i problemi della pelle do­vrebbero essere ricercati in qualche forma di intossicazione presente nell'organismo. Una dieta naturale può infatti, e non di rado, far più meraviglie delle pomate più care.

    Nei capitoli precedenti abbiamo visto come la linfa raccolga le cellule deteriorate e tutte le sostanze estranee entrate nell'organismo a causa di ferite, incidenti, ecc. per poi riversarle nel sangue dopo averle finemente tritu­rate nei nodi linfatici. Questo fatto porta a comprendere quante sostanza anomale, oltre all'anidride carbonica svi­luppata dal lavoro cellulare, il sangue debba trasportare con sé fintanto che i polmoni ed i reni non provvedano a pu­rificarlo. Passiamo ora ad esaminare la pelle che, non di­mentichiamolo, insieme ai reni ed ai polmoni costituisce il sistema purificatorio, o escretorio, dell'organismo.

    La pelle è costituita da tre strati, il più esterno si chiama epidermide o cuticola, quello subito sotto si chiama corion o derma ed è molto ricco di vasi sanguigni. Lo strato più profondo, che giace sotto gli altri due, viene chiamato lo strato sottocutaneo o ipoderma.

    Pelle e intossicazione organica

    Quando, per qualche motivo, il sangue non viene completa­mente ripulito dall'azione combinata dai reni e dai polmoni l'organismo si trova in presenza di sostanza nocive che de­vono essere neutralizzate in qualche modo per non creare seri problemi di intossicazione. Il problema viene risolto chiamando in aiuto la pelle e la sua capacità di estromet­tere alcune sostanze attraverso il sudore.

    Le mani umide senza che vi sia un palese motivo, o il su­dore eccessivamente "odoroso", rappresentano lo sforzo fatto dalla pelle per estromettere un'eccesso di tossine presenti nel sangue. In condizioni normali il sudore non ha un forte odore e le mani non hanno nessun motivo di essere umide. Anche un rigonfiamento dei tessuti, comunemente chiamato edema, può essere causato da un eccesso di tossine. Fortuna­tamente, se la situazione dovesse migliorare, il liquido ac­cumulato nell'edema sarebbe riassorbito ed il rigonfiamento cesserebbe di esistere. Nel caso, invece, che le tossine continuino ad aumentare, si avrà pure un corrispondente au­mento dei liquidi trattenuti nei tessuti e potrebbero com­parire guai molto più seri tra cui la gotta è certamente il peggiore.

    La cellulite

    Con la parola cellulite, così come per tutte le parole che terminano in "ite", si dovrebbe indicare una infiammazione delle cellule. In realtà questo nome non è appropriato, non si tratta infatti di una infiammazione ma di un accumulo anomalo di sostanze (liquidi, scorie, grasso, ecc.), nei tessuti che stanno al di sotto dell'epidermide. Queste so­stanze, generalmente disposte a zone, alterano la costitu­zione dello strato sottocutaneo, creando un indurimento che si manifesta in superficie creando antiestetico problema. In questa situazione, oltre al problema dei liquidi in eccesso, si viene anche ad aggiungere quello della carenza di ossigeno; quello contenuto nel sangue incontrerà infatti serie difficoltà a raggiungere le cellule presenti nei vari strati della pelle.

    Le cellule, vivendo in un ambiente così alterato, si irri­tano e reagiscono come possono. Una loro reazione consiste nel proliferare ed ingrossarsi (fenomeno definito polimeriz­zazione) allo scopo di circondare ed isolare le sostanze che avvelenano il loro ambiente vitale. Se la situazione non mi­gliora il processo non potrà arrestarsi, la struttura della pelle sarà sempre più degenerata, scomparirà l'apparenza normale della pelle sana e comparirà quell'antiestetico fe­nomeno chiamato cellulite.

    Appare chiaro come la cellulite trovi nell'intossicazione organica il suo motivo di esistere e soltanto la purifica­zione del corpo la possa arrestare definitivamente; una vol­ta arrestata sarà molto più facile curarla, a questo propo­sito si può ricorrere a trattamenti meccanici (massaggi, pressoterapia, ionoforesi, ecc.) coadiuvati da valide pomate generalmente a base di olii essenziali. Questi olii, detti anche essenze aromatiche, sono dei prodotti derivati dal mondo vegetale e, in combinazione con altre sostanze, sono in grado di penetrare nei tessuti e di agevolarne il pro­cessi di ammorbidimento aiutando così il rilascio delle so­stanze imprigionate.

    Vi sono comunque degli altri fattori che vanno tenuti in debita considerazione, tra essi i vestiti stretti ed i tac­chi alti. I vestiti stretti sono nocivi perchè stringendo il corpo ostacolando le normale circolazione della linfa e del sangue. I tacchi alti sono invece controproducenti perchè il loro utilizzo non permette la giusta e naturale distribu­zione del peso sui piedi. Questo ostacolo puramente mecca­nico si traduce in una difficoltà incontrata dal sangue nel risalire dal basso verso l'alto con un riscontro negativo nell'equilibrio idrico generale.

    La purificazione del corpo

    Per eliminare l'intossicazione organica è necessario rive­dere la dieta, evitare gli stress prolungati ed eliminare le emozioni negative (tensioni, paure, angosce, rancori, ecc.). Per ciò che riguarda la dieta bisognerebbe eliminare gli alimenti che contengono sale e grassi in abbondanza; tra essi citiamo i salumi in genere (affettati compresi), la panna, i formaggi grassi (gorgonzola, parmigiano, ecc.),  la cioccolata, i fritti (patatine incluse) e gli intingoli. Va precisato che la mozzarella non è un formaggio così magro come comunemente si crede. Nella tabella allegata potrete riscontrare la quantità di grassi presenti in alcuni ali­menti.

    Per aiutare il processo di disintossicazione si potrebbe anche fare un giorno di digiuno alla settimana (solo acqua con poco limone), o mangiare soltanto mele, o cereali inte­grali, per qualche giorno o una intera settimana.

    Per concludere è anche giusto considerare che il fumo, quando eccessivo, crea una serie di difficoltà organiche tra cui è possibile includere una minor efficienza dei processi di disintossicazione. E' pertanto consigliabile ridurlo al minimo o, meglio ancora, eliminarlo completamente.

    BIBLIOGRAFIA:

    DR. JOHN H. TILDEN, Tossiemia e disintossicazione
    Michele Manca Editore, Via Pinetti 91/4 - 16144 - Genova


    I POLMONI

    Nel capitolo precedente abbiamo esaminato i reni e la loro importantissima funzione atta a liberare l'organi­smo dalla sostanza nocive.

    La funzione purificatrice dei polmoni non è così ampia come quella dei reni ed è rivolta in particolar modo al rin­novo della vitalità nel flusso sanguigno. Il sangue arriva infatti ai polmoni con un carico di anidride carbonica che ne inscurisce persino il colore, quando li lascia, carico di ossigeno, è invece di un bel colore rosso vivo.

    I polmoni sono due grandi organi di forma conica si­tuati nelle cavità toracica, sono formati da una sostanza porosa e spugnosa e sono in grado di galleggiare sull'acqua. Nei bambini i polmoni sono rosa ma più tardi, a causa dell'­inquinamento atmosferico, tendono a diventare un blu grigia­stro. Nei fumatori, che abusano delle funzioni polmonari,  diventano neri e impastati con le sostanze contenute nel fumo del tabacco.

    I polmoni ricevono l'aria fresca attraverso la trachea, un tubo lungo circa 12 cm. ricoperto con una mucosa assai sensibile. la trachea è in grado di creare dei colpi di tosse per estromettere eventuali corpi estranei. All'altezza della quinta vertebra toracica la trachea si divide in due rami che prendono il nome di grossi bronchi.

    Il bronco di destra è più largo e più verticale di quello di sinistra e per questo rimane più vulnerabile qua­lora dovessero entrare dalla trachea delle sostanze anomale.

    I grossi bronchi si suddividono ulteriormente in canali più piccoli, chiamati bronchi medi, e questi a loro volta si suddividono nei piccoli bronchi che, continuando a suddivi­dersi, danno luogo a moltissimi bronchi terminali di circa 1 mm. di diametro.

    Questa suddivisione continua fintanto che si vengono a creare delle vescicole a fondo cieco, dette infundiboli, o alveoli polmonari. Queste vescicole, essendo circondate da una fitta rete di capillari sanguigni, permettono che il sangue ceda le sostanze nocive all'aria e ne prelevi l'ossi­geno necessario alla vita di tutto l'organismo.

    Ogni polmone è collegato alla trachea ed al cuore tra­mite vene, arterie e vasi linfatici. L'arteria polmonare porta il sangue da purificare dal cuore ai polmoni e la vena polmonare riporta al cuore quello ossigenato e carico di vi­talità.

    Questi organi tanto importanti, al fine di svolgere il loro compito, devono potersi gonfiare e sgonfiare con estre­ma facilità. Per questo motivo ognuno di essi è racchiuso in due involucri, detti pluere. La prima pleura, è attaccata all'interno della cassa toracica ed al diaframma mentre la seconda è collegata con il polmone. Tra le due pleure si trova il liquido pleurico che permette loro di scorrere facilmente una sull'altra durante i movimenti respiratori.

    La respirazione

    Vista come atto meccanico la respirazione si divide in due fasi. La prima è l'inspirazione durante la quale i i mu­scoli intercostali si sollevano e si dilatano ed il dia­framma si abbassa permettendo così ai polmoni di riempirsi di aria. Durante la seconda fase, l'espirazione, i muscoli intercostali si rilassano, le costole si abbassano ed il diaframma si innalza; tutti fenomeni che comprimono i pol­moni facendo in modo che buona parte dell'aria contenuta venga estromessa all'esterno. Normalmente si fanno 16-18 atti respiratori al minuto ed ognuno di essi permette di immettere circa 500 cc. di aria.

    La tosse, lo starnuto, lo sbadiglio ed il singhiozzo possono essere considerati come atti respiratori che, a causa di qualche situazione anomala, non si sono potuti svolgere nel modo consueto.

    Il rinnovo della vitalità sanguigna

    L'anidride carbonica contenuta nel sangue, una volta che questo è arrivato negli alveoli polmonari, si può mescolare con l'aria presente e quindi passare dalle ramificazioni bronchiali risalendo dalla più piccole alle più grosse fin­tanto che viene estromessa dall'organismo tramite l'espira­zione. L'ossigeno contenuto nell'aria inspirata, entrando negli alveoli polmonari, si combina con l'emoglobina del sangue formando l'ossiemoglobina. Il sangue così rinnovato ritorna al cuore da dove verrà distribuito a tutto l'orga­nismo.

    Malattie dei polmoni

    Le parti soggette a problemi in questi due grandi organi sono le pleure ed i bronchi. L'infiammazione della pleure da luogo ad un aumento di liquido pleurico e ciò rende diffi­cile e penosa la respirazione. Questo disturbo prende il nome di pleurite.

    La bronchite è causata da una infiammazione della mem­brana che ricopre l'interno dei bronchi. è generalmente se­gnalata dalla tosse e da un'alta temperatura corporea. Se l'infezione procede può raggiungere il tessuto polmonare e diventare una broncopolmonite.

    La polmonite è una infiammazione acuta del tessuto pol­monare che non riesce più a permettere il normale scambio di gas tra il sangue e l'aria inspirata. La polmonite può es­sere causata da microbi comuni, quali i pneumococchi o da virus. Va però specificato che i microbi o i virus sono in grado di attaccare, e vincere, soltanto un corpo indebolito a causa di malattie precedenti o carico di tossine causate da una alimentazione non naturale.

    Una malattia molto fastidiosa e difficile da rimediare è l'asma che si presenta con attacchi in cui la respirazione, e in special modo l'espirazione, diventa assai difficoltosa. Le ragioni per cui l'asma può insorgere sono diverse, si pensa molto pregiudiziale la costituzione, anche ereditaria, del malato e si pone in risalto la sensibilità che esso può avere in confronto ad alcune sostanze (piume, polvere, ecc.).

    Polmoni e psicologia

    I polmoni, con la loro ciclica alternanza di inspira­zioni ed espirazioni ben rappresentano il normale fluire della vita che si avvale di cicli più o meno grandi. Essi rappresentano pure i due momenti che contraddistinguono i processi vitali, nei polmoni sono l'inspirazione e l'espira­zione, nel cuore la diastole e la sistole, e così di segui­to.

    Il significato simbolico del respiro è assai profondo. Se consideriamo come soltanto tramite il respiro possiamo restare in contatto con la vita, ci sarà facile comprendere perché nelle lingue antiche venisse usata la stessa parola per indicare sia l'anima che il respiro. Nelle lingua greca la parola psyche indica infatti l'atto della respirazione ed anche quella parte spirituale dell'uomo chiamata anima.

    E' interessante notare che mentre l'uomo tende natural­mente a chiudersi nel proprio IO il respiro lo costringe, più volte in un minuto a contattare il NON-IO per poter con­tinuare la propria esistenza. L'aria è di tutti e tramite il respiro tutti ci collega, sia che la cosa ci faccia piacere oppure no.

    Mentre con la pelle possiamo stabilire un contatto vo­lontario che, al massimo, può estendersi per qualche deci­metro quadrato con i polmoni ne stabiliamo uno di ben sette metri quadrati. Un contatto che non possiamo impedire anche se, a volte, un posto od una persona sembrano privarci dell'aria vitale.

    Questa impossibilità viene posta in rilievo quando, a volte, un tentativo medico di sopprimere una eruzione cu­tanea, pur riuscendo nel suo intento, crea un disturbo asma­tico quale effetto collaterale. La fame di libertà che con­traddistingue tutti gli esseri umani la ritroviamo pure nel­le fame di aria. Un pericolo che mette a repentagli la no­stra vita ci mozza infatti il fiato ed una difficoltà supe­rata ci fa tirare un sospiro di sollievo.

    Date le considerazioni fin qui fatte appare chiaro che, a livello psicologico, le malattie polmonari hanno una rela­zione con il nostro senso di libertà ed il nostro modo di contattare il mondo esterno e le altre persone; contatto che potrebbe anche essere interpretato come l'atto di ricevere o quello di donare.

    Chi spesso soffre di problemi polmonari potrebbe ripor­tare questi elementi nella sua vita e, magari facendosi aiu­tare da una persona di sua fiducia, esaminare con onestà ed umiltà tutti gli aspetti riguardanti il proprio IO nel con­fronto con quello degli altri, ne potrebbero uscire delle rivelazioni interessanti.


    I RENI

    Chi ha visto una città mentre era in atto lo sciopero del servizio di raccolta delle immondizie si è reso ben conto di quanti prodotti di rifiuto vengano accumulati dai comuni cittadini che altra colpa non hanno se non quella di vivere la loro quotidiana esistenza.

    Nello stesso modo i circa 33 miliardi di cellule che compongono l'organismo umano creano in ogni istante dei prodotti di scarto (tossine) che devono essere eliminati nel più breve tempo possibile affinché l'organismo stesso non vada incontro ad una intossicazione che potrebbe degenerare creando degli effetti assai gravi.

    Quali sono i prodotti di rifiuto di cui l'organismo si deve sbarazzare? Possiamo raggrupparli in tre categorie fondamentali:

    1. I prodotti di scarto costituiti dai cibi ormai digeriti (escrementi).

    2. Le tossine create dalle cellule nella loro attività quo­tidiana. Queste tossine potrebbero essere paragonate ai fumi che escono dal tubo di scarico degli autoveicoli in quanto questi "bruciano" il carburante mentre le cellule bruciano i carboidrati (zuccheri).

    3. Gli agenti esterni che possono entrare nell'organismo (virus, batteri, ecc.).

    Il primo tipo, gli escrementi, vengono emessi dall'­intestino. In questo capitolo non li prenderemo in consi­derazione perchè gli "organi escretori" di cui intendiamo parlare si interessano solo della eliminazione dei prodotti di rifiuto della seconda e terza categoria.

    Gli organi escretori sono tre: il sistema urinario (reni e vescica), i polmoni e la pelle (epidermide). Iniziamo prendendo in esame i reni, la funzione da essi svolta ed il loro funzionamento.

    Le funzioni dei reni

    Le funzioni primarie dei reni sono; il recupero dei sali minerali, il mantenimento dell'equilibrio acido/basico dei fluidi organici e la eliminazione di tutte le sostanze no­cive che si trovano nel sangue; queste sostanza, fondamentalmente, sono dovute ai rifiuti che le cellule creano con la loro vita e da tutte le scorie che la linfa recupera nel suo lento fluire lungo l'organismo.

    La linfa è un fluido veramente poco conosciuto. Un corpo adulto ne contiene circa 12 litri che rappresentano l'am­biente in cui le cellule possono vivere e riprodursi. Per comprendere il rapporto tra la linfa e le cellule possiamo immaginare l'acqua di un acquario e pensare alle cellule come minutissimi pesciolini che, per poter vivere bene, necessitano di un acqua più pulita possibile.

    La linfa si muove nel corpo per mezzo di condotti suoi propri, quelli del sangue si chiamano vene ed arterie, quelli della linfa vengono definiti condotti linfatici. La linfa non dispone però di un cuore che la spinga, essa si può muovere soltanto con la pressione che i muscoli, in special modo quelli delle gambe, esercitano sulle pareti del vasi linfatici.

    Lo scopo della linfa è quello di asportare le cellule morte, quelle deteriorate a causa di lesioni o fratture, ed il prodotto della lotta tra le difese organiche ed i vari invasori (germi, virus, ecc.). Si comprende perciò la grande importanza di questo fluido vitale il quale, a sua volta, necessita di essere ripulito. Se la linfa non fosse ripulita  l'ambiente vitale delle cellule diventerebbe inquinato a tal punto da pregiudicarne l'esistenza stessa.

    Non avendo dei reni a sua disposizione la linfa, per potersi ripulire, si riversa nel sangue all'altezza del cuore, in questo modo saranno i reni a prendersi in carico anche le sostanze tossiche in essa contenute.

    Con questa rapida digressione abbiamo avuto modo di comprendere quali sono le ragioni fondamentali per cui il sangue, tanto prezioso, possa caricarsi di tossine e quale importanza abbiano i reni che hanno la specifica funzione di rimuoverle.


    Costituzione dei reni

    I reni hanno la forma di un grosso fagiolo con la parte concava, detta ilo, rivolta verso l'interno della cavità addominale. Nella zona dell'ilo entra l'arteria renale e ne escono la vena renale e l'uretere da cui passa l'urina per arrivare alla vescica. L'urina è un liquido giallognolo, di odore acre, che contiene tutte le sostanza tossiche rimosse dal sangue; tra queste sostanze troviamo: albumina, acetone, pigmenti, ecc. L'esame dell'urina permette di rivelare la presenza di stati morbosi ed è perciò assai importante.

    Funzionamento dei reni

    Il modo con cui reni riescono a filtrare il sangue è assai complesso e rappresenta una delle innumerevoli mera­viglie del corpo umano. Il principio fondamentale si basa sulla pressione del sangue che, all'interno dei reni, è così alta da costringerlo a passare attraverso dei veri e propri filtri organici che raccolgono nelle loro maglie le varie  sostanze tossiche. Questi filtri sono costituiti dalle mi­gliaia di nefroni, che rappresentano l'unità funzionale dei reni.

    L'urina, di cui ne viene prodotta circa 1500 cc nell'­arco delle 24 ore, va a raccogliersi nella vescica da cui viene in seguito espulsa dall'organismo.

    Il rene artificiale

    E' una invenzione che ha salvato molte vite umane perchè permette a anche coloro che non hanno i reni, o non li hanno funzionanti come si dovrebbe, di liberarsi dalle sostanze tossiche. Gli ideatori di questa macchina prodigiosa furono due olandesi, Kolff e Berg, che ne realizzarono un prototipo nel 1944 e lo perfezionarono nel 1947. Questo primo rene artificiale era costituito da un tubo di sostanza porosa (celophane) immerso in un liquido a base di cloruro di sodio e di potassio, bicarbonato di sodio e glucosio.

    Il sangue, scorrendo nel tubo, aveva la possibilità di cedere le tossine ed assorbire quelle a lui utili offrendo così al paziente una possibilità di vivere altrimenti negata. La tecnica odierna ha ulteriormente perfezionato questo strumento già così prezioso cinquant'anni fa.

    Malattie dei reni

    Le malattie più gravi sono la nefrite, la nefrosi ed i tumori. Con nefrite si intende una infiammazione dei nefro­ni, con nefrosi, invece, una degenerazione dei canaletti presenti nei reni. Il tumore indica invece una degenerazione cellulare del tessuto renale. Un deposito di acidi urici ed altre sostanze può formare dei granelli (calcoli) all'in­terno dei reni; calcoli che l'organismo cerca di espellere mediante le dolorose coliche renali.

    Quando i reni non presentano una malattia grave ma sono solo un po' stanchi li si può aiutare con l'infuso di equiseto (coda cavallina), bollito 30 secondi, che dovrà essere bevuto a sorsi lungo la giornata. Mezzo litro al giorno per una o due settimane può essere giovevole a buona parte delle persone e specialmente a quelle che svolgono un lavoro sedentario.

    Reni e risvolti psicologici

    L'agopuntura relaziona i reni con la paura e, in ef­fetti, sono proprio le due piccole ghiandole sopra i reni (surrenali) che nel momento dei pericolo immettono nel sangue una dose di adrenalina, sostanza in grado di stimo­lare i processi vitali ed in questo caso specifico di aiu­tare la fuga o il combattimento.

    I reni, a livello psicologico, rappresentano la socia­lità, ovvero il modo come una persona agisce, e reagisce, nei confronti di coloro che gli stanno accanto ed in par­ticolar modo del partner eventuale.

    Ognuno di noi è convinto di amare il partner ma in effetti, assai spesso, il suo amore serve a compensare qualche sua carenza. Chi dice al partner invitato ad una festa: "Non andare perché soffrirò tanto senza di te" manifesta uno strano tipo di amore; l'amore vero cerca infatti il bene della persona amata e non quello di sé stessi.

    I rimedi utilizzati per lenire una colica renale sono simbolicamente assai interessanti per capire quale dovrebbe essere il comportamento sociale di una persona con problemi ai reni. La colica si cura per mezzo del calore e del rilassamento; calore e distensione che l'individuo dovrebbe utilizzare pure nei suoi rapporti sociali.

    In questo modo potrà accogliere gli altri così come sono e scoprire, con meraviglia, che i loro difetti sono anche i suoi. Questo, nel tempo, produrrà un sorprendente risultato finale: una comprensione totale ed un amore che arrivi a considerare la gioia altrui più importante di quella personale.


    L'APPARATO RIPRODUTTIVO

    ll sistema riproduttivo consente alla razza umana di per­petuare la sua specie ed è costituito da due differenti ap­parati: uno in grado di donare il seme ed uno capace di ac­coglierlo ed elaborarlo biologicamente al fine di farne una nuova creatura. La differenza dei due apparati consente di classificare coloro che li possiedono in maschi e femmine. I maschi do­nano il seme, le femmine provvedono un ovulo da fecondare e l'ambiente più opportuno dove l'ovulo, qualora fecondato, possa crescere e dar vita (in circa nove mesi) ad una nuova creatura.

    L'apparato genitale maschile

    Questo apparato si compone di un organo atto a porre il seme nell'apparato genitale femminile (pene o verga) e di due ghiandole (testicoli) in grado di generare il seme; ghiandole alloggiate in un piccolo sacco chiamato scroto. Il seme è costituito da minuscoli esseri viventi (spermatozoi), aventi forma di girino di rana, sospesi un liquido collaginoso detto sperma. In un cucchiaio di questo liquido vi possono essere milioni di spermatozoi.

    L'apparato genitale maschile raggiunge il suo pieno svi­luppo attorno ai 15 anni, da questo momento in poi genera continuamente del seme; seme che a volte crea delle fasti­diose pressioni biologiche che possono portare il giovane alla masturbazione detta anche "vizio solitario". La natura provvede a scaricare l'eccesso di liquido seminale durante il sonno mediante le cosiddette polluzioni notturne.

    La quantità di seme generata è proporzionale alla richie­sta, questo fatto può portare la pratica del vizio solita­rio, in sé non pericolosa, ad eccessi dannosi. Come in tutte le cose la disciplina ed una saggia educazione dovrebbero permettere al giovane di esercitare il giusto controllo.

    L'apparato genitale femminile

    L'apparato genitale femminile, al contrario di quello ma­schile, è prevalentemente interno ed è costituito da un ambiente atto a ricevere il pene (vagina), un sacco molto elastico (utero) e un insieme di ghiandole (ovaie) che producono un ovulo con una frequenza che generalmente ricalca un giro della Luna (circa 28 giorni). L'utero provvede l'ambiente dove il seme maschile e l'ovulo femminile si possono incontrare creando così la prima cellula che, moltiplicandosi nel tempo, genererà prima il feto e poi il bambino.

    Può anche accadere che le ovaie generino più di un ovulo, in questo caso potrebbero nascere più gemelli. In casi più rari potrebbero nascere un paio di gemelli anche da uno stesso ovulo, qualora il medesimo fosse stato fecondato da due spermatozoi.

    Un ovulo, quando raggiunge la maturazione, cade nell'utero dove attende l'eventuale seme che lo possa fecondare. Se non viene fecondato entro un paio di giorni cessa però di vivere e, dopo qualche tempo, viene espulso con tutte le strutture organiche preparate dall'utero per essere pronto nel caso si fosse verificata la fecondazione. Questa espulsione, chiama­ta ciclo mestruale o mestruazione, è fastidiosa e general­mente comporta anche una perdita di sangue che, qualora no­tevole, potrebbe causare una carenza di ferro.


    I sistemi anticoncezionali

    Basandosi su questa ricorrenza mensile delle fecondità della donna sono stati elaborati in questi ultimi decenni dei metodi per controllare le nascite in modo naturale; si­stemi tra l'altro approvati anche dalla Chiesa Cattolica.

    I primi ad elaborare questi sistemi sono stati i cele­berrimi Ogino (giapponese) e Knaus (tedesco) i quali, pur avendo basato i loro studi su giuste teorie, si sono trovati in pratica ad essere i padri virtuali di una gran moltitu­dine di bambini. Questo perché i conteggi teorici non sono praticamente sufficienti a contemplare tutti i parametri fisico/psicologici che sono determinanti nel creare le condizione atte alla maturazione dell'ovulo.

    Attualmente esistono dei sistemi integrati che si basano sui calcoli accennati, sulla temperatura corporea e sulla percezione di determinati sintomi; sistemi comunque suggeri­bili soltanto nei casi in cui, se l'ovulo dovesse rimanere fecondato, il nascituro sarebbe accolto con un amorevole "benvenuto".

    Il sistema più antico, ed ancora adottato malgrado offra poche sicurezze, è quello del coito interrotto, ovvero l'in­terruzione, da parte dell'uomo, del rapporto sessuale quando  percepisce che sta per sopravvenire l'orgasmo, o il notevole piacere che accompagna l'emissione del liquido seminale.

    Uno dei sistemi più moderni consiste di una pillola che le donne possono prendere per regolarizzare la loro fecondità. E' un sistema che offre buone sicurezze ma, siccome varia i cicli naturali, può anche dar luogo a delle controindica­zioni o delle problematiche secondarie che possono apparire anche dopo alcuni anni. Attualmente uno dei sistemi più sicuri, anche dal punto di vista profilattico, è costituito da un involucro di materiale assai morbido (chiamato appunto profilattico o preservativo), con cui l'uomo ricopre il suo pene durante il rapporto sessuale non permettendo, in questo modo, che il suo seme raggiunga l'eventuale ovulo femminile presente nell'utero.

    I risvolti psicologici e morali

    Malgrado gli organi genitali siano piccoli, in proporzione al corpo che li detiene, sono da molto tempo al centro dell'attenzione sia dei religiosi, per cui dovrebbero essere utilizzati soltanto per continuare la specie; sia dei mora­listi, per cui vi dovrebbero essere rapporti solo tra per­sone sposate; sia del popolo che, tutto sommato, trova nel rapporto sessuale una indiscutibile soddisfazione.

    Proprio a causa di questa soddisfazione il sesso, nel corso della storia umana, ha creato non pochi problemi. Pro­babilmente è proprio questo il motivo per cui il rapporto sessuale è stato da taluni utilizzato per spiegare l'alle­goria del frutto proibito mangiato da Adamo ed Eva nel Giar­dino Terrestre.

    Tutto questo per una valutazione errata della realtà ses­suale che era interpretata in modo ben diverso dagli antichi ed anche nel contesto biblico dove possiamo trovare i se­guenti fatti assai interessanti:

    1. La parola "seme" nella lingua dell'Antico Testamento, significa "sacro" in quanto, proprio attraverso esso, lo Spirito Santo, datore di vita, ha modo di perpetuare la vita sul nostro pianeta.

    2. Proprio per il fatto che il "calice" dei fiori contiene i semi è stato utilizzato, come forma e come nome, per crea­re il recipiente che i ministri di Dio utilizzano nella Santa Eucarestia.

    Il voler controllare l'abuso del sesso dipingendolo come una cosa oscena, iniqua e disdicevole, non ha certo raggiun­to il suo scopo. Probabilmente era migliore l'approccio de­gli antichi che ne consigliavano un uso appropriato non tan­to perché era sporco ma perché era sacro.

    Non vi può essere oscenità in un oggetto se non è osceno l'occhio che lo guarda. Nei paesi dove la nudità è cosa pra­ticata normalmente lo spogliarello avrebbe infatti ben pochi amatori. La parola osceno, per i latini, significava mala­ugurio, infausto. Se infatti consideriamo l'atto d'amore come una cosa sacra, e pertanto assai riservata, chi lo dovesse svelare commetterebbe un gesto sacrilego; gesto nefasto di malaugurio e quindi osceno.

    Le persone civili ridono del sesso per vincere l'imbarazzo  che nel profondo provano per il sacro che esso raffigura. E' un modo di fuggire alla valutazione della realtà che scatu­risce dalla loro parte più intima e profonda. La vera sag­gezza non si pone mai agli estremi, come tutte le cose il sesso va considerato nella sua totalità funzionale, morale e spirituale; il farne uno strumento di piacere o di propa­ganda pubblicitaria non è certo il modo di riservargli il dovuto rispetto.

    Le malattie dell'apparato riproduttivo

    Dopo aver esaminato la costitu­zione ed il funzionamento degli organi genitali vediamo ora le caratteristiche della peggiore delle malattie che li pos­sono colpire: la sifilide, e faremo alcune insolite valuta­zioni sull'energia sessuale. Val la pena di ricordare che l'AIDS, spesso correlata a questi organi, non è una speci­fica malattia dei genitali in quanto, generalmente, colpisce il sistema immunitario privando con ciò l'organismo delle sue preziose difese.

    La sifilide è un'antichissima malattia, supposta ri­solta da diversi anni ma, purtroppo, ancora attuale. La sua origine si perde nella notte dei tempi (Fracastoro ne fa ri­salire il nome al pastore Syphilus che pare fu il primo ad esserne contagiato). La sifilide, detta anche "lue", è cau­sata da un germe chiamato spirochaeta pallida o treponema pallidum. Il contagio può avvenire tramite la placenta (alcuni pensano che questo male possa colpire anche a di­stanza di generazioni), mediante rapporti sessuali o con il contatto con oggetti infetti.

    Il decorso della malattia si svolge in tre fasi. La prima inizia circa 20 giorni dopo il contagio quando, sul punto dove è avvento il contatto compare una ulcerazione rosso-rame e le ghiandole linfatiche appaiono ingrossate. Dopo altri venti giorni, con opportuni esami, è possibile riscontrare la presenza del germe.

    Passati circa due mesi, inizia la seconda fase caratte­rizzata da pustole, macchie, lesioni, ed altre problematiche che possono interessare l'intero organismo. In rari casi si può anche assistere alla perdita dei capelli, della barba o dei baffi; tutti segni indicanti che l'infezione è ormai ge­nerale e, per mezzo del sangue, circola ormai per tutto l'organismo.

    In questa seconda fase non vi sono grandi dolori (a volte febbri o emicranie) ma è facilissimo trasmettere il contagio. A volte i sintomi possono sparire per qualche anno per quindi riapparire.

    L'ultima fase è caratterizzata dalla crescita di noduli o gomme che distruggono gli organi con cui vengono in con­tatto; per le caratteristiche proprie dell'infezione la di­struzione può avvenire in qualsiasi parte dell'organismo.


    L'energia creativa

    Il sesso è oggi uno degli argomenti più discussi e meno conosciuti. Pensiamo pertanto di offrire ai nostri lettori alcune valutazioni che, seppur insolite, meritano comunque di essere considerate. Queste valutazioni provengono da an­tiche scuole di saggezza e possono aiutare i nostri lettori a meglio comprendere questo argomento così "scottante" quanto "attuale".

    Secondo queste scuole esiste nell'universo una grande forza creativa che si manifesta nei regni naturali come "energia sessuale". La Bibbia parla simbolicamente del sesso raffigurandolo come l'albero della conoscenza del bene e del male; albero i cui frutti (nella fattispecie le mele), quando mangiati con disobbedienza e ignoranza, sono in grado di creare una serie infinita di sofferenze e miserie (si considerino i nefandi effetti della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre).

    Secondo gli antichi insegnamenti l'allegoria biblica non è affatto una "storiella per bambini" ma una raffigurazione simbolica pregna di importanti significanze. Sarebbe infatti l'indiscriminato ed ignorante uso dell'energia sessuale una delle cause predominati delle varie problematiche che af­fliggono da millenni il genere umano.

    Se ciò fosse vero sarebbe facile comprendere perchè i religiosi hanno da sempre sottolineato l'importante aspetto della castità; soggetto che doveva essere importante per sé, in questo la difesa della castità altrui non portava loro nessun tipo di beneficio o potere che dir si voglia.

    Oggi, purtroppo, vi è una generale tendenza a sottovalu­tare i problemi provocati da un abuso dell'energia sessuale. Questo fatto è assai dannoso perchè tale energia permette pure all'uomo di pensare (creare pensieri) e quando essa viene tenuta "in basso" da un abuso sessuale la capacità di pensiero, studio e concentrazione diminuiscono. Questo è un dato di fatto che ho potuto riscontrare personalmente.

    Certamente oggi l'idea della lotta tra la carne e lo spirito si è alquanto sopita; lotta considerata assai impor­tante fino ad alcuni decenni fa. Si pensi a S. Paolo, per­sona indubbiamente colta ed intelligente, quando scriveva: "La carne ha dei desideri contrari a quelli dello spirito, e lo spirito altri ne ha contrari a quelli della carne" (Gal. 5:17) e ancora "Vedo nelle mie membra una legge che ripugna a quella del mio spirito e vuole assoggettarmi a quella del peccato che è in me." (Rom 8:23).

    D'altra parte anche l'osservazione della natura ci porta a constatare come, generalmente, i frutti più solidi, quelli che durano più a lungo nel tempo, sono quelli in cui l'albe­ro ha posto pochi semi. Vi è infatti una grande differenza tra una mela e un pomodoro, tra una noce ed un'anguria.

    Al posto di insegnare il controllo delle nascite faremmo assai meglio ad insegnare ai nostri adolescenti il giusto controllo delle energie sessuali, preparandoli così ad es­sere dei padri e delle madri migliori.

    Il problema della purezza

    Il controllo dell'energia sessuale deve essere fatto a livello mentale ed a livello fisico. A questi due livelli va aggiunta l'attenzione che si dovrebbe porre nell'eliminare le sorgenti esterne di stimolazione, in effetti esse portano un impulso alla mente da cui, per reazione, verrà poi in­viato uno stimolo ai genitali.

    Il controllo mentale

    Generalmente coloro che hanno problemi nel controllo del sesso sono soggetti ad immagini mentali che entrano nella loro coscienza con una forza straordinaria. Ogni lotta di­retta con tali immagini è destinata a fallire. La strada mi­gliore per sconfiggerle è utilizzare lo strumento che le ha create: l'immaginazione.

    Si tratta pertanto di visualizzare l'immagine distur­bante in modo chiaro e di immaginare di farle "esplodere" in migliaia di frammenti. Dopo averla "esplosa" ponete al suo posto una immagine di simbolica purezza; sono adatti allo scopo un giglio bianco, un albero in fiore o una immagine sacra.

    Se siete disturbati nei vostri sogni, prima di addormen­tarvi immaginate di trovarvi su una verde isola in mezzo all'oceano, e di riposarvi tranquilli e protetti. Potete an­che immaginare di dormire nel centro di una sfera di puris­simo cristallo di quarzo bianco.

    Il controllo fisico

    Questo controllo deve essere esercitato non appena qual­che stimolo ha fatto arrivare ai genitali un anomalo flusso di sangue. Il giocare con le sensazione, anche se l'inten­zione è di farlo soltanto per poco tempo, è sempre perico­loso.

    Quando appare la sensazione ponete la vostra attenzione alla base della spina dorsale, immaginatela come se fosse un tubo trasparente, immaginate l'energia creativa come una luce, una luce intensa che dalla base di questo tubo sale al suo interno per diffondersi in alto sotto forma di una iri­descente fontana.

    Immaginate di utilizzare le mani per aiutare questa luce a salire così come fareste qualora vorreste far scorrere qualcosa di denso in un tubo di gomma. Fatela salire fin­tanto che se ne esce dal capo formando una fontana di mille colori.

    BIBLIOGRAFIA:

    OMRAAM MIKAEL AIVANOV, La forza sessuale o il Drago alato, Edizioni Prosveta

    DION FORTUNE, The problem of purity,
    Edizioni Samuel Weiser, New York


    LE GHIANDOLE ENDOCRINE

    Le ghiandole endocrine vengono cosi chiamate perché le loro secrezioni vanno a finire direttamente nel sangue. Queste ghiandole sono situate in diversi punti del corpo. Ognuna di esse ha una funzione e una costituzione diversa. Nessuna tuttavia possiede un proprio canale di secrezione.

    Tutte queste ghiandole sono direttamente collegate alla circolazione sanguigna e hanno rapporti fisiologici fra di loro e con le ghiandole sessuali. Non si è ancora riusciti a determinare le loro esatte funzioni. Sono classificate nella categoria delle ghiandole endocrine: tiroide, timo, milza e pancreas (vedi l'apparato digerente), le ghiandole genitali (vedi l'apparato riproduttivo), l'ipofisi, e le capsule surrenali.

    L'IPOFISI O PITUITARIA

    La ghiandola pituitaria, situata nel centro della testa all'altezza degli occhi, viene chiamata "la ghiandola direttrice" perché controlla tutte le altre ghiandole e costituisce tramite l'ipotalamo il collegamento tra esse e il sistema nervoso. Inoltre, qualsiasi squilibrio delle ghiandole surrenali, della tiroide e delle paratiroidi o delle ghiandole sessuali è influenzato e influenza la pituitaria.

    Per questo suo ruolo così importante è indispensabile mantenere un giusto equilibrio degli ormoni che essa produce, poiché sono i messaggeri chimici che stimolano le altre ghiandole.

    Così, mentre il sistema nervoso invia dei messaggi elettrici, il sistema ghiandolare endocrino comunica tramite messaggi chimici.

    Una parte della ghiandola pituitaria stimola la tiroi­de, le ghiandole surrenali e sessuali e l'ormone preposto alla crescita dei tessuti del corpo. La parte posteriore della pituitaria stimola i reni e i tessuti a trattenere l'ac­qua (ciò avviene quando l'alimentazione è carente di acqua, quando contiene troppo sale o in caso di ecces­siva sudorazione).

    Essa libera anche un ormone che pro­voca le contrazioni uterine e aiuta il latte a fuoruscire dal seno dopo il parto. Per poter compiere tutte queste fun­zioni in modo corretto la ghiandola pituitaria ha bisogno di quantità adeguate di vitamina del gruppo "B", vitamina C e manganese.

    EPIFISI O PINEALE

    Questa ghiandola è circondata dal mistero. Gli scienziati pensano che abbia una certa influenza nell'attivare la corteccia delle capsule surrenali e sia capace di influenzare i processi di sviluppo mentale e sessuale. Se lavora poco può generare dei bimbi ritardati ma se lavora troppo può creare delle malattie a livello mentale.

    Alcune persone associano questa ghiandola alla chiaroveggenza, per esse sarebbe la sede di quello che in India viene chiamato "Il terzo occhio".

    LE CAPSULE SURRENALI

    Un lavoro logorante, essere sul punto di scontrarsi con l'automobile, lo zucchero, il sale, le sigarette, il caffè e l'alcol hanno tutti una cosa in comune: pongono il no­stro corpo sotto stress e stimolano la liberazione di or­moni surrenali.

    Dapprima un messaggio elettrico libera adrenalina, poi un messaggero chimico, l'ACTH, viene inviato dalla pituitaria alle ghiandole surrenali che libe­rano cortisone.

    Questi due ormoni surrenali ci mettono in stato di al­lerta e pronti all'azione. Aumenta il livello di zuccheri nel sangue, il battito cardiaco accelera e aumenta la pressione del sangue per portare ossigeno allo zucchero e produrre energia. La digestione si interrompe e tutte le sostanze nu­tritive necessarie vengono riversate nei nervi e nei muscoli affinché il nostro corpo sia pronto ad agire rapidamente.

    L'insufficienza surrenale

    Normalmente la necessità dell'emergenza finisce e il processo si capovolge. Tuttavia uno stress continuo ci priva di sostanze nutritive, rallenta la digestione e inde­bolisce la nostra resistenza alle infezioni. Se questo stato viene prolungato, la situazione peggiora. Una stimola­zione continua delle ghiandole surrenali provoca una insufficienza surrenale. Oltre ai sintomi già menzionati si notano generalmente una tendenza a ingrassare, un aumento del colesterolo nel sangue, un rallentamento dei processi mentali e minor energia.

    Più le ghiandole surrenali sono esaurite, più stimo­lanti sono necessari per ottenere l'energia e così si mani­festa un'assuefazione agli alimenti che più ci fanno male.

    Vi è un solo modo per uscire da questo circolo vizio­so: capovolgere il processo. Evitare tutti i fattori di stress e seguire un'alimentazione equilibrata, ricca di sostanze nutritive. Ciò però non è sufficiente a rimetterci in sesto: abbiamo anche bisogno di vitamina B complex, soprat­tutto B2 e B3, di lecitina e vitamina C.

    Prendendo questi ricostituenti in dosi efficaci nel giro di poche settimane si recupererà l'energia. Per ottenere migliori risultati si consiglia di prendere questi ricostituenti due volte al giorno per un mese durante i pasti del mattino e di mez­zogiorno e poi di diminuire le dosi a una al giorno.

    LA TIROIDE

    Lo stress influenza anche le ghiandole della tiroide che sovrintendono al ritmo del metabolismo. La tiroide è stimolata dall'ormone TSH liberato dalla ghiandola pituitaria. Quando la pituitaria libera questo messaggio chimico, la tiroide libera degli ormoni che accelerano i processi energetici nelle cellule e collaborano con le ghiandole surrenali per metterci in stato di allerta.

    Esiste una legge fondamentale che riguarda tutte le ghiandole: un'iperstimolazione continua può provocare un funzionamento insufficiente. Perciò una continua sti­molazione della tiroide provocherà un aumento di peso, una digestione lenta e un rallentamento dei processi mentali.

    LE PARATIROIDI

    La tiroide è situata nel collo dalla parte della trachea e le paratiroidi, che sono molto più piccole, sono poste dietro alla tiroide. Queste ghiandole controllano la di­stribuzione del calcio nel corpo e svolgono un ruolo fon­damentale nei disturbi artritici. Normalmente quando la pituitaria emette un segnale di stress le paratiroidi libe­rano un ormone che stimola il passaggio del calcio dalle ossa al sangue. I muscoli hanno bisogno di calcio per funzionare bene e questa reazione prepara all'azione. Quan­do non c'è più il segnale di stress, la tiroide libera un ormone che aiuta il calcio a ritornare alle ossa.

    In condizioni di stress permanente o di carenza di vitamina D (necessaria per assorbire il calcio dagli ali­menti) le ossa e le giunture diventano fragili. Se vi è troppo calcio nel sangue esso si insedia nelle giunture e in punti che hanno subito un trauma dando luogo a forme reumatiche e artritiche.

    IL PANCREAS

    Funziona in perfetto coordinamento con le ghiandole surrenali per equilibrare il glucosio nel sangue. Quando le ghiandole surrenali vengono stimolate a liberare corti­sone, il pancreas libera insulina. Mentre il cortisone fa aumentare il livello di glucosio nel sangue, I'insulina contribuisce a impedire che il glucosio lasci le cellule per entrare nel sangue e cerca di trattenerlo in modo che venga bruciato o immagazzinato se non vi è più una situazione di emergenza.

    Alti e bassi livelli di zucchero nel sangue

    Se ingeriamo continuamente zucchero il pancreas libera ripetutamente insulina per normalizzare il livello dello zucchero nel sangue. Dopo frequenti stimolazioni il pancreas può impazzire e produrre eccessiva insulina. Questa eccessiva compensazione causa dei bassi livelli di zucchero nel sangue (ipoglicemia) ed è spesso causata da insufficienza surrenale. Quando le ghiandole surrenali sono esaurite, per ottenere la stessa carica di energia abbiamo bisogno del doppio di zucchero e lo zucchero supplementare che ingeriamo può provocare un'ecces­siva produzione di insulina.

    Inoltre il pancreas deve lavorare di più per produrre insulina e quando il pan­creas è logoro e la produzione di insulina diminuisce, i livelli di zucchero nel sangue non sono più regolati e si manifesta la iperglicemia, o alti livelli di zucchero nel sangue. Il diabete è una grave forma di questa condizio­ne: poiché il pancreas non è in grado di produrre l'insu­lina necessaria bisogna iniettarla per normalizzare i livelli di zucchero.

    Poiché le ghiandole surrenali e il pancreas sono colle­gate così strettamente è raro che lo stress influenzi l'uno e non le altre. Perciò molte persone hanno dei livelli di zucchero fluttuanti: un giorno sono pieni di energia e il giorno dopo sono molti stanchi senza averne il motivo.

    IL TIMO

    Questa ghiandola viene  considerata come parte del sistema linfatico. Pare che sia in relazione con le ghiandole sessuali. Questa ghiandola è attiva nella giovinezza e poi pian piano si atrofizza dopo la pubertà. Sembra che la causa di questa atrofia sia una vita piena di noi e priva di entusiasmo. D'altro canto chi è sempre pieno di entusiasmo e gioia di vivere pare che tragga questa vitalità proprio da questa ghiandola che ha ancora molti segreti in serbo per i vari ricercatori.

    BIBLIOGRAFIA:

    PATRICK HOLFORD, Vivere bene con il proprio corpo,
    Sperling & Kupfer Editori (Milano, 1985)


    GLI ORGANI SENSORIALI

    Il TATTO

    La pelle è l'organo dell'apparato cutaneo, è sensibile ai fattori esterni. percepisce il contatto, il caldo, il freddo e il dolore. La pelle deve tali proprietà alle estremità nervose sensitive.

    La pelle comprende le ghiandole sudoripare, le ghiandole sebacee, le ghiandole mammarie che secernono il latte.

    L'UDITO

    L'orecchio esterno e l'orecchio medio sono veri e propri apparecchi ricevitori.

    L'orecchio interno è l'apparecchio di ricezione. L'orecchio esterno comprende il padiglione e il condotto auditivo esterno. L'orecchio medio comprende la cassa del timpano gli ossicini, la tromba d'Eustachio. L'orecchio interno comprende il labirinto osseo, il labirinto membranoso, la chiocciola. E' l'orecchio interno che trasmette i suoni ai centri nervosi attraverso il nervo acustico.

    IL GUSTO

    Il gusto ci permette di apprezzare le proprietà delle sostanze attraverso la lingua, costituita da papille, da gemme gustative e da cellule gustative. Le impressioni gustative sono trasmesse al cervello attraverso il nervo glossofaringeo. Il gusto agisce sulla digestione.

    L'ODORATO

    L'odorato ci permette di apprezzare gli odori. La sede dell'odorato è nelle fosse nasali, che trasmettono al cervello le sensazioni attraverso il nervo olfattivo.

    LA VISTA

    L'organo principale della vista è l'occhio, situato nell'orbita. Gli organi di protezione dell'occhio sono le sopracciglia e le palpebre.

    Le ghiandole lacrimali secernono le lacrime che hanno un potere battericida.

    Il globo oculare è formato da membrane: la coroide, l'iride, il cristallino, la pupilla.

    La retina riceve impressioni luminose per poi trasmetterle al cervello attraverso il nervo ottico.

    Il globo oculare è costituito da una sostanza trasparente (camera, umore). L'occhio è composto da una membrana sensibile (retina), di organi di refrazione e di un organo per la messa a fuoco, l'iride, che si riduce o si allarga a seconda della forza o dell'intensità della luce. Questo organo può essere alterato dalla presbiopia, dalla miopia, dall'ipermetropia.

    CONCLUSIONE

    Concludiamo questo nostro lavoro con le seguenti parole di Michael Samuels M.D.; parole che ben illustrano le grandi capacità e possibilità del nostro organismo.

    "Il tuo corpo è un medico che ha tre milioni di anni di esperienza. Nei tre milioni di anni che è vissuto su questo pianeta, ha elaborato una quantità di sistemi per proteggersi e guarire. Se ti fai un taglio, non occorre che ti metta a pensare come guarirlo; il tuo corpo sa bene come farlo".


    SOMMARIO

    LA DISPENSA SI PRESENTA, PRESUPPOSTI E FINALITA'_

    INTRODUZIONE______

    ELEMENTI DI ANATOMIA, FISIOLOGIA E PATOLOGIA__________

    LE GRANDI DIVISIONI ANATOMICHE E FISIOLOGICHE_________

    Il SISTEMA NERVOSO_

    ALLA SCOPERTA DEL CERVELLO_

    L'utilizzo volontario dell'emisfero destro_____

    L'insonnia ed il cervello__

    IL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO E CENTRALE

    Il Sistema Nervoso Centrale___

    Il Sistema Nervoso Autonomo (o Vegetativo)_

    Le emozioni_

    L'Alimentazione________

    L'Energia Vitale____

    Il rilassamento_________

    RELAZIONE TRA EMOZIONI, ORGANI, E MALATTIE_________

    L'APPARATO LOCOMOTORIO______

    LA COLONNA VERTEBRALE________

    Le vertebre lombari___

    Le curve della colonna vertebrale_

    Come prevenire i disturbi alla Colonna Vertebrale_

    Cura naturale della cervicale_________

    LE ARTICOLAZIONI_____

    Cause e rimedi_________

    L'APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO_________

    IL CUORE_

    La grande circolazione

    La piccola circolazione

    Meccanica della circolazione

    Il cuore e il sistema nervoso__

    Il cuore e la mente____

    Siete amici del vostro cuore?_________

    IL SANGUE ED IL SUO PERCORSO

    Il sangue__

    Sangue sano = salute garantita__

    L'arteriosclerosi e il colesterolo

    L'infarto__

    La pressione alta______

    Psiche e pressione_

    AMICI E NEMICI DEL CUORE___

    L'APPARATO DIGERENTE_________

    LO STOMACO

    La digestione_________

    I disturbi allo stomaco__

    La terapia per lo stomaco

    Stomaco e simbologia

    AUTOESAME PER CHI SOFFRE DI PROBLEMI ALLO STOMACO

    IL FEGATO E LA CISTIFELLEA________

    La cistifellea_________

    Fegato e simbologie

    L'INTESTINO________

    La dieta e la salute intestinale_

    La stitichezza_________

    Intestino e psicologia_

    SUGGERIMENTI PER COMBATTERE LA STITICHEZZA_______

    LA MILZA

    Funzioni della milza_____

    Malattie della milza_____

    La milza ed i risvolti psicologici

    IL PANCREAS_________

    Problemi del pancreas__

    I nemici del pancreas__

    Pancreas e psicologia_

    Lo zucchero industriale_

    IL SISTEMA LINFATICO_________

    Le tossine, il grande pericolo dell'organismo_________

    L'accumulo delle tossine_________

    L'APPARATO ESCRETORIO________

    LA PELLE_

    Pelle e intossicazione organica__

    La cellulite_

    La purificazione del corpo__

    I POLMONI_________

    La respirazione

    Il rinnovo della vitalità sanguigna_

    Malattie dei polmoni___

    Polmoni e psicologia_

    I RENI___

    Le funzioni dei reni___

    Costituzione dei reni___

    Funzionamento dei reni__

    Il rene artificiale__

    Malattie dei reni______

    Reni e risvolti psicologici

    L'APPARATO RIPRODUTTIVO______

    L'apparato genitale maschile__

    L'apparato genitale femminile__

    I sistemi anticoncezionali_______

    I risvolti psicologici e morali____

    Le malattie dell'apparato riproduttivo

    L'energia creativa___

    Il problema della purezza_________

    LE GHIANDOLE ENDOCRINE________

    L'IPOFISI O PITUITARIA_________

    EPIFISI O PINEALE_

    LE CAPSULE SURRENALI_________

    L'insufficienza surrenale__

    LA TIROIDE_________

    LE PARATIROIDI________

    IL PANCREAS_________

    Alti e bassi livelli di zucchero nel sangue___

    IL TIMO__

    GLI ORGANI SENSORIALI_________

    Il TATTO_

    L'UDITO__

    IL GUSTO_______

    L'ODORATO_________

    LA VISTA_

    CONCLUSIONE_______

     

     

     

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