COME COLONIZZARE GIOVE
Estrazione di minerali utili alla costruzione di vettori e sonde dal mantello di GIOVE .
tempo di sfruttamento di estrazione in automatico con robot 7anni massimo sfruttamento nel 2009 fine sfruttamento 2019.Ritorno alla base terra dopo 10 anni con material efiltrato nell'atmosfera di Giove.
Lungo i canali rocciosi del Pianeta che abbracciano tutta la circonferenza si possono scorgere fratture le sostanze e minerali che potremo trovare sono come quelli trovati da Colombo alla scoperta dell'America Rubini Rossi oro platino smeraldi verdi ec. e molti altri diamanti vista la gravità di giove è molto più forte .
non preldeveremo campioni di roccia ma assorbiremo gli elementi chimici come il pulviscolo in opportuni condensatori che poi saranno inviati sulla terra mediante un flusso di plasmoidi che saranno recuperati da satelliti in orbita a 400 km dalla superficie.
troveremo utile approfittare delle eruzioni dei crateri che sprigionano gas e pulviscolo per fare depositare il materiale sulle lastre dei condensatori che a loro volta li caricheranno e li proietteranno sull'orbita geostazionaria del pianeta
Per colonizzare e sfruttare le risorse del pianet agiove ci si baserà sulla teoria spaziale antigravitazionale che manderà sul pianeta una serie di sonde e una serie di minilaboratori i grado di sitetizzare il pulviscolo i gas e quant'altro e poi trasportarlo sulla terra per analizzarlo e sfruttralo come nuovi elementi catalizzatorie quant'altro di utile al progetto .
Come ripeto il progetto antigravità si può solo realizzare con una spinta ascendente in certi momenti esatti e il luoghi esatti che producono poi effeti di risonza che possono far girare i dispositivi come condensatori e quant 'altrop er la spinta dei vettori
il progetto mappatura gravità non può andare a buon fine poichè i satelliti sono solo 2 e quindi non coprono che 2 segnali e quindi non ci si rende conto delle immense proporzioni di variazione di gravità a cui siamo continuamente investiti dalle onde gravitazionali .
home page autore Enrico Valbonesi 21-3-2002 ©