Return-Path: <valbones@mail.uniroma3.it>
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	Wed, 2 Apr 2003 09:36:21 +0200 (MET DST)
Received: from  ([193.205.140.111]) by plutone; Wed, 02 Apr 2003 09:34:24 +0200 (CEST)
Sender: enrico@mail.uniroma3.it
Message-ID: <3E89C0A9.EC701431@uniroma3.it>
Date: Tue, 01 Apr 2003 08:39:06 -0800
From: Enrico <valbones@mail.uniroma3.it>
Organization: uniroma
X-Mailer: Mozilla 4.7C-SGI [en] (X11; I; IRIX64 6.2 IP25)
X-Accept-Language: it, en
MIME-Version: 1.0
To: e.valbonesi@libero.it
Subject: cosa sono 
Content-Type: text/plain; charset=iso-8859-1
Content-Transfer-Encoding: 8bit

                       Le luci di Hessdalen

                       Ciao Carlo,
                       leggo con attenzione, sulle più diverse liste,
riviste e siti web dei cosiddetti "fenomeni di Hessdalen" in
                       Norvegia. Mi sembra che alcuni ricercatori
abbiano sostenuto che si tratti di fulmini globulari, luci sismiche
                       e, comunque, fenomeni naturali. Tu cosa ne
pensi?.
                       Roberto P.

                       Vedi Roberto, al di là di facili e, forse,
eccessivamente precipitose conclusioni di molti, anche autorevoli e
                       preparati, "colleghi" lo studio dei fenomeni
luminosi di Hessdalen è, tuttora, in progress sebbene venga
                       studiato scientificamente dal 1984 quando, una
commissione di ricercatori guidati dall'ingegnere elettronico
                       Erling Strand, portò alla creazione del "Project
Hessdalen". Quello stesso anno ebbe luogo una campagna
                       strumentale di misurazione con la quale si
dimostrò che il fenomeno luminoso è correlato con perturbazioni
                       magnetiche, produce marcatissime tracce radar, e
determina talora balzi improvvisi dell'emissione radio. Subito
                       dopo il 1994, anno in cui si svolse a Hessdalen
un importante convegno internazionale per discutere del
                       fenomeno, nacque una collaborazione tra il
Project Hessdalen e l'astrofisico Massimo Teodorani. Successivamente,
                       svariati progetti di ricerca evidenziarono una
significativa -ma non esaustiva- correlazione con l'attività
                       solare. Nel 1995 viene coinvolto anche il CNR
(Consiglio Nazionale delle Ricerche), nella persona del Prof.
                       Stelio Montebugnoli, dirigente della Stazione
Radioastronomica di Medicina (BO). Nascono così le basi del
                       "Progetto EMBLA", che porterà in seguito anche
all'effettuazione di missioni scientifiche italiane a Hessdalen.
                       Nel 1998 il Prof. Strand dà vita alla AMS
(Automatic Measurement Station), un vero e proprio osservatorio
                       computerizzato, provvisto di videocamere
automatiche, magnetometro, analizzatore di spettro radio e radar che
                       permettono di monitorare in tempo reale il
fenomeno luminoso a Hessdalen.
                       Non è difficile sostenere che la vallata
norvegese sia una delle finestre ufologiche più attive del mondo e che
                       il "Project Hessdalen" costituisca, per certi
aspetti, il momento scientifico e di studio in cui, più che in
                       qualsiasi altro, si è riusciti a "dimostrare",
con prove incontrovertibili la concreta realtà degli UFO. In
                       questa direzione, utilizzando i dati ricavati
(che puoi trovare nel sito del Comitato Italiano per il Progetto
                       Hessdalen , ricchissimo di materiale,
www.itacomm.net/ph ) non è ancora possibile dare un'interpretazione
                       univoca e definitiva del fenomeno che, peraltro,
assume un indiscutibile -in senso accademico- grado di dignità
                       (e, in tal senso consiglio, vivamente, la
lettura: "Gli UFO di Hessdalen - La dignità di un fenomeno: gli
                       Oggetti Volanti Non Identificati", di Renzo
Cabassi", che puoi trovare su www.ufodatanet.org ).
                       Circa questo complesso fenomeno sono due,
principalmente, gli aspetti per i quali provo maggior interesse. Da
                       una parte il fatto, innegabile, che tale "lavoro"
costituisce lo stato dell'arte della cosiddetta ufologia
                       "strumentale" mentre, dall'altra, la possibilità
di intravedere, nell'imponente attività che si svolge nella
                       valle norvegese, una costruzione di sistema,
un'analisi generale, la disposizione delle diverse porzioni che
                       costituiscono il lavoro di ricerca in un'ipotesi
che -tendenzialmente- si propone di diventare "teoria". E, in
                       effetti, "ipotizzare" -come fa Teodorani- alla
base del caso "Hessdalen", la presenza di una sorgente di energia
                       di inusitata potenza, un meccanismo naturale e
spontaneo capace di attingere alla zero point energy (ipotesi ben
                       sviluppate a livello matematico), in determinate
aree del pianeta, rappresenta, indiscutibilmente, un eccellente
                       tentativo di "costruzione" teorica del meccanismo
creativo, naturale ma sconosciuto, che dà origine ai fenomeni
                       aerei anomali, comunemente chiamati UFO.
                       Ininfluente, ai fini di questa analisi, la
constatazione -evidente- che la possibilità di una manifestazione
                       tecnologica e/o energetica di una qualche forma
di "intelligenza extraterrestre" non può, in alcun modo, essere
                       eliminata del tutto. Anzi, mia personalissima
opinione, risulta, in un certo senso e, paradossalmente,
                       rafforzata. Ciò che importa sottolineare, invece,
è come una tale ed imponente massa di dati e rilevazioni
                       porta, necessariamente, la ricerca ufologica -o
perlomeno questo tipo di ricerca- nel "territorio", nel "ventre"
                       della Scienza ufficiale.
                       E' poi interessante notare come, probabilmente,
esistono diverse "zone" sul pianeta dove fenomeni analoghi si
                       verificano con una certa periodicità.
Relativamente al nostro paese consiglio un attento sguardo al sito di
                       Marco Peruzzi, vero deus ex machina del
cosiddetto "Progetto Sassalbo", all'indirizzo
                       http://guide.supereva.it/ufologia (nella voce
relativa), altro validissimo esempio di ricerca strumentale di
                       casa nostra.
                       In conclusione, ritengo che, ancora oggi, la
migliore definizione per gli strani fenomeni che, puntualmente si
                       verificano nella vallata norvegese sia quella del
Professore J.Allen Hynek, durante una visita in Norvegia
                       (peraltro, alcuni brevi filmati sono, come mi ha
ricordato Renzo Cabassi, disponibili all'indirizzo:
                       www.hessdalen.org/film/ ):

                       "I am impressed by Hessdalen itself, because
Hessdalen is really a UFO laboratory. It is a place where things
                       are happening and where things can be studied."

                       Un laboratorio per gli UFO quindi. I migliori
auguri per le nuove missioni al Comitato Italiano per il Progetto
                       Hessdalen e a tutti i ricercatori impegnati nella
difficile ricerca strumentale.

Carlo Sabadin
                       Invia la tua domanda al Dott. Carlo Sabadin


                               MOSAC - c/o La Raclette v.Colombarone, 27
Pavia(PV) Italy - info@mosac.com



