Non pochi testimoni di avvistamenti UFO riferiscono di avere osservato
quelli che paiono "fasci di luce incurvati" in prossimità di UFO (v.
13). Benché
all?origine di tali fenomeni possa esservi un effetto fisico non
ancora incluso nelle conoscenze attuali della fisica, allo stato attuale
si è inevitabilmente
tentati di spiegare questi fenomeni nel contesto della fisica
teorica conosciuta, ipotizzando che un dato oggetto UFO sia in grado di
generare un campo
gravitazionale autonomo di tipo Einstein-Schwarzschild, che si
potrebbe supporre generato da un mini-buco nero naturale o artificiale,
oppure da una
deformazione localizzata dello spazio-tempo (v. 6, 8). Secondo la
teoria della relatività generale, il cammino di un raggio di luce emesso
da una fonte
luminosa che passa in prossimità di un campo gravitazionale molto
forte viene necessariamente deflesso di un angolo ADG. L?effetto
previsto dalla
teoria non è più soltanto un esercizio matematico, bensì, a partire
dalla fine degli anni ottanta, le osservazioni compiute nell?astrofisica
dei fenomeni a
grande scala, ne hanno dimostrato l?esistenza sotto forma di "lente
gravitazionale": è illuminante il caso degli oggetti extragalattici
supermassicci che,
agendo come lenti, deflettono la luce prodotta da galassie di campo
(v. 23, 24, 25). Tuttavia, nessuna prova di tale effetto è stata ancora
raccolta in
relazione ai fenomeni che, come gli UFO, si manifestano su scala
molto più piccola. Ne consegue, ai fini del progetto di monitoraggio qui
proposto, che
la misurazione dell?angolo ADG (se quest?ultimo fosse realmente
presente) potrebbe essere tentata in 2 modi:

a.L?immagine CCD di un oggetto UFO registrata durante una
osservazione notturna contiene presumibilmente anche un certo numero di
"stelle di campo". Per questa ragione sarebbe necessario
confrontare il frame CCD in cui l?UFO è presente con un frame CCD della
medesima porzione di cielo che contiene soltanto stelle. È
prevedibile che il cammino dei fotoni delle stelle più vicine all?UFO
sia deflesso
dal proprio cammino reale di un angolo ADG a causa dell?effetto
di "lente gravitazionale", e che, se il "fuoco gravitazionale" è
prossimo
all?apparato TDA, la luce ricevuta dalle stelle perturbata dal
campo possa risultarne amplificata. Confrontando i due frame CCD (quello
dell?oggetto e quello di controllo) dovrebbe essere possibile
verificare che la posizione delle stelle risulta effettivamente cambiata
rispetto
alla posizione reale e che la luce delle stelle può apparire
come rinforzata. 

b.Un esperimento alternativo per la misurazione dell?angolo ADG
potrebbe essere effettuato puntando il fascio di un dispositivo laser a
distanze diverse (perpendicolari alla linea di vista)
dall?oggetto UFO e acquisendo simultaneamente in sequenza rapida
fotogrammi CCD
della porzione di cielo che contiene sia l?oggetto sia il
raggio laser. Se il raggio laser appare deflesso, si può facilmente
misurare l?angolo
ADG mediante la successiva analisi dei frame CCD, stabilendo
così di quanto aumenta l?angolo di deflessione all?aumentare della
distanza
del fascio laser dall?UFO.

Viceversa, se si ipotizza che un determinato oggetto UFO sia in
grado di generare un campo "antigravitazionale", si sarebbe portati a
ipotizzare che
l?angolo ADG possa essere deflesso nel senso opposto. Di
conseguenza si potrebbero compiere misurazioni simili a quelle descritte
nei punti a) e b).

Spostamento Gravitazionale verso il Rosso SGR
Seguendo l?ipotesi discussa al punto precedente, si può proporre
una nuova verifica. Nell?ambito di questa variante si può supporre che,
oltre alla
deflessione gravitazionale, i fotoni emessi da una sorgente
luminosa molto prossima a un campo gravitazionale di tipo
Einstein-Schwarzschild (soltanto i
fotoni emessi dal gas atmosferico, eccitato-ionizzato e luminoso,
il quale presumibilmente circonda l?oggetto luminoso), che si presume
essere generato
da un oggetto UFO, siano soggetti a uno spostamento verso il rosso
di natura gravitazionale SGR (v. 6, 8). Per misurare SGR, è necessario
conoscere il
contributo di SGR all?indice di colore dell?oggetto. Viceversa, se
si ipotizza che l?oggetto sia in grado di generare un campo
"antigravitazionale", si può
prevedere di registrare uno spostamento verso il blu di natura
antigravitazionale.



La Dimensione Lineare S
Questa misurazione è giustificata dall?esistenza di alcune
testimonianze di eventi UFO (v. 13), le quali, sulla base di stimoli
essenzialmente visivi,
riguardano possibili variazioni delle dimensioni intrinseche di UFO
mentre rimangono immobili.

La Luminosità Intrinseca LDn
Come nel caso precedente, occorre effettuare anche la misurazione
di questo parametro, dal momento che testimoni affidabili di
avvistamenti UFO
riferiscono di variazioni di luminosità di UFO mentre rimangono
immobili (v. 13).

Inoltre e soprattutto, sulla base della grande quantità di testimonianze
finora raccolte (v. 13), si sospetta che la variazione temporale della
velocità di
trasferimento di un oggetto UFO possa essere correlata alla
corrispondente variazione temporale dei parametri fisici che seguono:

L'Indice di Colore dL
Testimoni affidabili di avvistamenti UFO descrivono il cambiamento
di colore degli UFO dal biancoazzurro in configurazioni statiche o quasi
statiche, al
rosso durante accelerazioni rapide. In altri casi, i testimoni
descrivono il comportamento opposto (v. 13).

Il Periodo di Pulsazione Pp
Testimoni affidabili di avvistamenti UFO riportano che il periodo
della pulsazione luminosa tende a variare quando la velocità aumenta (v.
13). In tal
caso è necessario misurare la quantità dPp/dt, dove t rappresenta
la scala temporale di variabilità.

I Gradienti di Intensità dIDn/dr e ddI/dr
Poiché ci si aspetta di dover misurare un particolare "fattore di
pendenza" sDn per ogni curva IDn = f(r) e dI = f(r) (per 0 £ r £ S/2),
descrivente
rispettivamente l?intensità specifica intrinseca e l?indice di
colore, è di importanza fondamentale poter valutare la quantità dsDn /
dt, che è definita come
la variazione temporale di sDn su ciascuna determinata finestra di
lunghezza d?onda (U, B, V, R, I). In particolare, questo studio potrebbe
essere
ulteriormente approfondito misurando, istante per istante, i
rapporti s(U)/s(B), s(B)/s(V), s(V)/s(R), s(R)/s(I) e s(U)/s(I).
Adottando questo procedimento,
si può ottenere un metodo compatto ed efficace per studiare
l?eventuale variazione temporale della distribuzione della luce sulla
superficie di un oggetto
UFO. Tale misurazione è giustificata dal fatto che testimoni di
eventi UFO riportino spesso una apparente variazione temporale della
distribuzione
superficiale della luce di questi oggetti (v. 13).

L'Angolo di Deflessione Gravitazionale ADG
Alcuni testimoni riferiscono di avere osservato "fasci di luce
incurvati" che sembravano essere emessi da alcuni UFO, anche con
occasionale
cambiamento dell?angolo di curvatura (v. 13). Sulla base delle
descrizioni di questa fenomenologia fornite dai testimoni, sarebbe
auspicabile essere in
grado di acquisire, durante tutta la durata dell?osservazione, una
serie sequenziale di immagini CCD, contenenti sia l?oggetto UFO che un
fascio di luce
laser puntato a distanza fissa e molto breve da esso, al fine di
misurare l?eventuale variabilità temporale dell?angolo ADG nel momento
esatto in cui un
dato UFO si libra, atterra, rimane fermo al suolo, decolla,
accelera e decelera.

Lo Spostamento Gravitazionale verso il Rosso SGR
La variazione del parametro SGR potrebbe essere dedotta dal suo
contributo alla variazione temporale dell?indice di colore.

La Velocità Rotazionale Vrot
Molti testimoni di avvistamenti UFO hanno avuto l?impressione che
alcuni UFO ruotassero più o meno rapidamente e che il periodo di
rotazione
aumentasse con la velocità di trasferimento dell?UFO (v. 13). Tali
testimonianze potrebbero essere accuratamente confermate effettuando
misurazioni
spettroscopiche della eventuale variazione temporale della velocità
di rotazione, parametro questo deducibile dall?effetto di allargamento
di natura
rotazionale delle righe spettrali.

L'intensità di Campo Magnetico B
Gli effetti di interferenza elettromagnetica sui dispositivi
elettrici (v. 13), insieme ad alcuni effetti fisici e neurologici (v.
13) subìti dai testimoni che
occasionalmente si sono avvicinati ad UFO che rimanevano immobili,
suggeriscono che gli UFO sono sicuramente circondati da un forte campo
magnetico. Sarebbe dunque auspicabile poter misurare la variazione
temporale dell?intensità di campo magnetico B quando un dato oggetto UFO
luminoso sta accelerando o decelerando, oppure quando la luce
emessa sta aumentando o diminuendo. Tale misurazione potrebbe essere
ottenuta
raccogliendo una serie di frame di spettroscopia CCD ad alta
risoluzione di un oggetto UFO, tecnica questa mirata in questo caso a
studiare gli effetti che
un campo magnetico produce su una data riga spettrale.