On many occasions in the last 20 years i have been engaged in studies
over :anti-gravity phenomenas: eletromagnetic sound gravitation waves
polarization human leviatation etc. I had compiled a book over my
research and studies in this field i would like a cooperation whit your
company to furter and develop prototypes theory and other secondary
applications. This book is availlable for your consultation and eventual

evaluattion over my capabilities in this field.Yours faithfully.
C.U.
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dott.Enrico Valbonesi Italy email : valbones@uniroma3.it
 http://aiutoooo.com/aiuto/come_si_fa/navigazveloce.asp

ossible Roswell UFO Crash Debris Received by Talk Show Host Art Bell
  The discovery of microscopic layers of the rare element Bismuth in pieces of the"shell" of the "disc" sparks many questions. The connection between Bismuth and
                      the fabled "Element 115" might be relevant, as well. Further analysis will be carried out as this mystery unfolds
 

A) Premessa:

 

Siccome questa Nota Tecnica si prefigge di andare ad esplorare alcuni campi della Scienza con un angolo di visione diverso dalla Nostra tradizione di leggere e vedere quello che ci succede attorno, è di obbligo che lo scrivente come premessa esprima il Suo personale pensiero Filosofico che lo ha portato a scrivere la presente Nota Tecnica, la quale ha il compito di descrivere i concetti di base di carattere Filosofico e Scientifico del Progetto di Ricerca in oggetto.

Sicuramente una grossa parte di lettori della presente Nota Tecnica griderà allo scandalo, bollandola di fantascienza; a questi Signori che tanto gridano allo scandalo, avrei da porre Loro una lunga serie di domande inerenti a tanti perché; di cui uno preso ad esempio a caso potrebbe essere:  come spiegano Loro il fatto che da ultimi studi risulta che le Piramidi d’Egitto sono state costruite quando l’Egitto era ancora nell’età del bronzo, ed inoltre più che essere tombe di lusso dei Faraoni, esse erano degli osservatori astronomici?

Altri fatti per lo meno inquietanti e senza spiegazioni dalla nostra scienza odierna, affiorano qua e là leggendo la storia dell’uomo dai tempi antichi sino ad arrivare ai tempi nostri; tali fatti nel passato l’uomo li attribuiva a opera degli “Dei” e/o di “Dio”; adesso gli scettici li attribuiscono al caso, ed invece altri uomini più curiosi cercano di andarci più a fondo per scoprirne la vera natura e la necessità del succedere.

 Nonostante al bombardamento che la Nostra mente è sottoposta giornalmente dallo scorrere della Nostra Società così detta “moderna”; c’è per fortuna ancora qualcuno che ha la voglia, la forza ed il coraggio di porsi tante domande: perché siamo qui; perché siamo qui fatti così; perché in un mondo così ricco di risorse meravigliose ci sono ancora tanti conflitti e gravi ingiustizie; perché la vita dell’uomo vista nel ciclo globale biologico del sistema, vede da una parte un’entropia dell’Energia, ed in controtendenza vede un’evoluzione della specie; perché le Religioni invece di essere fonte di avvicinamento ed Amore tra gli uomini, sono ancora fonte di aspre battaglie; perché conosciamo così poco della nostra identità e scopo della nostra vita; perché, perché, perché………

Personalmente sono fermamente convinto che Noi TUTTI esseri viventi, facciamo parte del grande albero della VITA, il quale rappresenta una delle tante componenti di un Universo multi dimensionale, che a sua volta è parte integrante, in quanto Sua espressione diretta, di una coscienza collettiva che Noi usiamo definire con termine di Dio, Dei, Divinità ecc. L’uomo è l’essere vivente che su questa Terra è riuscito a sfondare la soglia critica della consapevolezza, il che gli comporta tutta una serie di diritti e doveri nei confronti del creato, che a dire il vero ad oggi non sembra abbia ancora bene interiorizzato.

L’Universo e l’Atomo, nella realtà sono il macro ed il micro sistema, di una struttura armonica, di una bellezza infinita; frutto di un atto di Amore Creativo, messo in essere dalla Coscienza collettiva; la quale per creare una situazione di esperienza del Suo Essere, fatto di Armonia ed Amore, non aveva altre possibilità realizzative al di fuori di quella in cui Noi ci troviamo a vivere; dotando quindi il sistema della freccia del Tempo, che è una diretta conseguenza dell’entropia dell’Energia, che in controtendenza produce esperienza e quindi evoluzione; il sistema è come un orologio dinamico positivo; al di fuori di queste condizioni la Coscienza collettiva avrebbe solo potuto creare una copia di se stessa, il che non avrebbe avuto nessun senso.

Il termine stesso Armonia prelude all’esistenza di intervalli regolati da rapporti; senza intervalli rapporti e quindi “tensioni”, l’Armonia avrebbe un andamento uniformemente piatto, e quindi non sarebbe Armonia.

Queste “tensioni” Noi le percepiamo con i nostri sensi in diverse condizioni di essere, come ad esempio in Musica, nei Colori, in Natura ecc. Se andassimo ad analizzare a fondo i rapporti che regolano le “tensioni” nei vari campi, scopriremmo che tali rapporti sono perfettamente identici.

L’Armonia potremmo anche definire che rappresenta la parte più razionale del sistema, in quanto in qualche modo è riconducibile alla nostra matematica.

L’Amore invece rappresenta la parte meno razionale del sistema, in quanto racchiude in se anche il concetto di infinito. Tutti i nostri matematici che hanno cercato di portare il concetto di infinito sul piano della nostra matematica razionale, sono o impazziti o hanno comunque sofferto molto, senza comunque arrivare ad apprezzabili risultati.

Se vogliamo capire l’infinito con i nostri sensi, dobbiamo abbandonare la nostra attuale matematica ed imparare ad amare: la vita, i nostri simili, Tutto….

Khalil Gibran, il Poeta, dice: l’Amore non dà nulla fuorché se stesso e non attinge che da se stesso; l’Amore non possiede ne vorrebbe essere posseduto; poiché l’Amore basta all’Amore.

La nuova Scienza, se veramente vorrà guardare oltre la siepe, ed approdare ad altre realtà, dovrà imparare a coniugare sempre il sapere con l’Armonia e l’Amore, non c’è scampo, in quanto queste sono le regole base su cui è fondato ed ha il suo scopo di vita tutto  l’Universo.

La nostra scienza tradizionale ancora oggi considera il nostro corpo fisico come la sostanza che è alla base della nostra esistenza; a mio avviso invece il nostro corpo è solo un fantastico contenitore attraverso il quale la Coscienza collettiva sperimenta la vita in una delle tante dimensioni del creato; tale vita una volta messa in essere, poi continua la propria evoluzione nelle altre dimensioni all’infinito.

Ritornando al concetto di Creato multi dimensionale, per meglio comprenderlo, dobbiamo cercare di entrarci dentro come “Alice nel paese delle meraviglie”; e vedremo che le particelle elementari come: Quark, Bosoni, Elettroni, Neutrini, Fotoni ecc. nella realtà esse rappresentano delle cariche energetiche sotto forma di “stringhe”; la così detta materia comincia a sviluppare una sua consistenza solo in presenza di Protoni e Neutroni.

Si potrebbe arrivare quindi a dire che: la Materia è solamente un sottoprodotto di passaggio riciclabile dello spirito, un’idea concentrata; nello stesso modo in cui Protoni e Neutroni rappresentano solo l’energia condensata dei Quark.

L’Universo visto con tale prospettiva, porterebbe a dissolvere definitivamente i confini che separano: Spirito e Materia, Massa e Energia, Fisica Filosofia e Religione.

Ancora per tentare di percepire con i nostri sensi l’idea di Creato multi-dimensionale, potremo provare ad immaginare che nella sua esplosione primordiale, da Noi chiamata Big-Bang, la Coscienza collettiva  ha dato il via a 11 dimensioni, (oggi una certa branchia della Fisica moderna, ipotizza che oltre alle 4 dimensioni che Noi percepiamo, 3 Cartesiane + il Tempo; esistono altre 7 dimensioni avviluppate attorno e/o dentro l’Armonica più pesante in cui Noi viviamo).

Notiamo qui che il numero sette trova una corrispondenza con le nostre sette note musicali, con il vecchio detto: ”è salito al settimo cielo”; chissà, magari sono solo casualità, sicuramente comunque non possiamo considerare la Nostra dimensione di vita attuale, come l’unica dimensione del creato; così come si credeva nel medioevo, che la Terra e l’uomo fossero al centro del Creato.

La nuova Fisica moderna in sostanza ci aiuta di più delle nostre vecchie Religioni a comprendere l’opera del Creatore, anche se la Scienza assolutamente non vuole in nessun modo sostituirsi alle Religioni.

Cito a tal proposito una scoperta della Fisica moderna, che ad avviso dello scrivente è di grande importanza strategica per arrivare a capire l’essenza dell’Universo e quindi della Scienza, nei Loro meandri più profondi.

Nel 1982 un'équipe di ricerca dell'Università di Parigi, diretta dal Fisico Alain Aspect, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del 20° secolo.

Aspect ed il suo team hanno infatti scoperto che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli Elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l'altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di miglia; è come se ogni singola particella sapesse esattamente cosa stiano facendo tutte le altre.

Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einsten che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente.

Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l'ipotesi più accreditata è che l'esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra le particelle subatomiche sia effettivamente di tipo non-locale.

David Bohm, noto fisico dell'Università di Londra, recentemente scomparso, sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà oggettiva non esiste.

Nonostante la sua apparente solidità, l'Universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato; per capire come mai il Prof. Bohm abbia fatto questa sbalorditiva affermazione, dobbiamo prima comprendere la natura degli ologrammi.

Un ologramma è una fotografia tridimensionale prodotta con l'aiuto di un laser; per creare un ologramma l'oggetto da fotografare viene prima immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo raggio laser viene fatto rimbalzare sulla luce riflessa del primo e lo schema risultante dalla zona di interferenza dove i due raggi si incontrano viene impresso sulla pellicola fotografica; quando la pellicola viene sviluppata risulta visibile solo un intrico di linee chiare e scure, ma illuminata da un altro raggio laser, ecco apparire il soggetto originale.

La tridimensionalità di tali immagini non è l'unica caratteristica interessante degli ologrammi, difatti se l'ologramma di una rosa viene tagliato a metà e poi illuminato da un laser, si scoprirà che ciascuna metà contiene ancora l'intera immagine della rosa. Anche continuando a dividere le due metà, vedremo che ogni minuscolo frammento di pellicola conterrà sempre una versione più piccola, ma intatta, della stessa immagine; diversamente dalle normali fotografie, ogni parte di un ologramma contiene tutte le informazioni possedute dall'ologramma integro.

Questa caratteristica degli ologrammi ci fornisce una maniera totalmente nuova di comprendere i concetti di organizzazione e di ordine. Per quasi tutto il suo corso la Scienza occidentale ha agito sotto il preconcetto che il modo migliore di capire un fenomeno fisico, che si trattasse di una rana o di un atomo, era quello di sezionarlo e di studiarne le varie parti. Gli ologrammi ci insegnano invece che alcuni fenomeni del Creato possono esulare da questo tipo di approccio; questa intuizione suggerì a Bohm una strada diversa per comprendere la scoperta del professor Aspect.

Bohm si convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa, risiede nel fatto che la loro separazione è un'illusione. Egli sosteneva che, ad un qualche livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali ma estensioni di uno stesso "organismo" fondamentale.

Per spiegare la sua teoria Bohm utilizzava questo esempio: immaginate un acquario contenente un pesce; ed immaginate anche che l'acquario non sia visibile direttamente, ma che noi lo si veda solo attraverso due telecamere, una posizionata frontalmente e l'altra lateralmente rispetto all'acquario. Mentre guardiamo i due monitor televisivi possiamo pensare che i due pesci visibili sui monitor siano due entità separate, la differente posizione delle due telecamere ci darà infatti due immagini lievemente diverse. Ma, continuando ad osservare i due pesci, alla fine ci accorgeremo che vi è un certo legame tra di loro: quando uno si gira, anche l'altro si girerà; quando uno guarda di fronte a sé, l'altro guarderà lateralmente. Se restiamo completamente all'oscuro dello scopo reale dell'esperimento, potremmo arrivare a credere che i due pesci stiano comunicando tra di loro, istantaneamente e misteriosamente.

Secondo Bohm il comportamento delle particelle subatomiche indica chiaramente che vi è un livello di realtà del quale non siamo minimamente consapevoli, una dimensione che oltrepassa la nostra. Se le particelle subatomiche ci appaiono separate è solo perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, esse non sono "parti" separate, bensì sfaccettature di un'unità più profonda e basilare che risulta infine altrettanto olografica ed indivisibile quanto la nostra rosa; e poiché ogni cosa nella realtà Fisica è costituita da queste "immagini", ne consegue che l'Universo stesso potrebbe essere solamente una proiezione, un ologramma.

Dalle sopra citate descrizioni della possibile essenza del Creato, possiamo dedurre che quella che Noi usiamo a chiamare con il termine che tanto ancora ci spaventa Tutti, “morte”, non è niente altro che un passaggio del nostro essere, o coscienza immortale, ad un’altra dimensione; molto più giusto sarebbe considerare la morte come una rinascita in un’altra dimensione.

Le nostre malattie, alla base di tutto, dovrebbero essere considerate come il frutto di una disarmonia che si può creare tra i nostri livelli multi - dimensionali. Noi siamo come una macchina che assorbe in continuo Energia dal cosmo in cui siamo immersi, (il nostro corpo biologico per vivere consuma circa 10 Watt al giorno- per le funzioni cerebrali, e 70 W per il funzionamento intero/estero - cettivo), la utilizziamo per la Nostra Vita in tutte le Sue forme e/o dimensioni, e poi dopo averla utilizzata ed elaborata, una parte la restituiamo al cosmo.

Per questo motivo è importante essere il più possibile “Positivi”, ed il meno possibile “Negativi”, per il bene di chi ci sta attorno che assorbe anche in parte la nostra Energia rielaborata e quindi restituita al sistema.

Noi tutti, che ci piaccia o no siamo obbligati ad evolverci; questa è la Legge del Creato, che è di una dittatura ferrea, alla quale nessuno neanche il Creatore può sfuggire.

Le Sue Leggi poche,semplici ed inderogabili definiscono che ogni vita che scocca è una scintilla infinita, destinata al proprio cammino evolutivo unico, inconfondibile ed inarrestabile!!!!!!!

Il nostro corpo così detto materiale, che racchiude i nostri Io mentali, emozionali e spirituali, nella realtà è costituito da un’insieme di vortici di Energia, i quali interagiscono sia tra di loro, che con la Coscienza collettiva; nelle lingue e/o culture Indù e Sancrita, tali vortici venivano definiti con il termine di “chakra”, che significa ruota di luce.

Tutto il Creato va visto come un enorme gomitolo Energetico Armonico multi dimensionale, dove Noi rappresentiamo una micrometrica parte; e dove sui vari livelli e/o dimensioni si sono gia sviluppate, si sviluppano e si svilupperanno innumerevoli altre forme di vita, con tutti i problemi che abbiamo e che conosciamo Noi per evolverci, con tempi di sfasamento anche di milioni e milioni di anni, ed ognuna con il proprio cammino evolutivo.

Nel passato, molto di più che nei tempi nostri; quando la nostra mente non era ancora troppo inquinata dal “rumore di fondo” della Civiltà moderna; esistevano individui, che adesso chiamiamo “sensitivi”, in grado di contattare e colloquiare con altre dimensioni; durante la così detta “guerra fredda”, i sevizi segreti USA e URSS fecero ampio uso di “sensitivi” per operazioni di spionaggio.

Dobbiamo sempre tenere ben presente il fatto che ognuno di Noi crea la propria realtà in cui vive, “Noi siamo ciò che crediamo di essere”.

Questo processo evolutivo di vita, in alcune culture viene definito con il termine di “Karma”, che sta a rappresentare una specie di memoria della Nostra storia di vita evolutiva, costellata di errori, cose buone cattive, gioie e dolori, ecc.

La Creazione in se stessa rappresenta il fatto più positivo che possiamo immaginare, in quanto è l’espressione più alta di “Amore creativo” che Noi conosciamo; il quale caratterizza la nostra freccia positiva della vita verso cui tutti indistintamente, nella nostra piena libertà, all’interno della dittatura evolutiva, siamo chiamati  a percorrere.

 

B) Nota Tecnica:

 

Nello spirito della premessa sopra descritta, e siccome l’argomento che qui si andrà a trattare è di carattere di Ricerca sia di base che applicativa avanzata, i concetti sotto esposti risultano più semplici e facili da immaginare con la nostra mente che da esprimere con la nostra lingua scritta; e quindi il Relatore farà tutto il possibile per renderli visibili e comprensibili a tutti i lettori.

L’evoluzione della nostra Scienza e Tecnologia attuali, ci hanno messo a disposizione un’enormità di potenziali mezzi per innovare ancora di più la stessa Scienza e Tecnologia.

L’importante è imparare a guardare tali mezzi sotto la luce di altri aspetti applicativi; come ad esempio potrebbero essere i sistemi moltiplicatori in cascata e/o masse critiche, che in natura esistono da sempre, basta osservare Tornadi e Trombe d’aria in meteorologia, l’effetto Larsen in acustica, i Fotomoltiplicatori in strumentazione ottica e nucleare, ecc. ecc. per vedere che l’uomo in realtà da sempre è circondato da tali fenomeni, ed in alcuni casi ha già anche imparato a sfruttarli per i suoi bisogni; come ad esempio per le masse critiche lo è la Fissione Nucleare, utilizzata  per scopi energetici, e purtroppo anche bellici.

Personalmente a casa mia, senza volerlo, ho avuto modo di sperimentare uno di questi fenomeni: un giorno suonando la chitarra ho sentito un botto, era un vaso di Cristallo sul tavolo che improvvisamente era esploso. Tale fenomeno, era avvenuto grazie al fatto che per un attimo una frequenza sonora della mia chitarra era entrata come Hz nella frequenza critica del cristallo; nella frazione di un attimo il cristallo ha moltiplicato questa Energia sonora assorbendo Energia dal suo intorno, sino a quando tale Energia ha superato la forza Elettromagnetica di coesione delle sue molecole, ed è esploso.

Tale esempio di fenomeno sopra citato di massa critica, a livello di coesione molecolare, innescata da un sistema risonatore, rappresenta appunto il “cuore” di questo Progetto di ricerca, che porterà avanti in primo luogo uno studio approfondito sul comportamento di elementi risonatori formati da strutture cristalline in special modo tipo quarzo, che è il più diffuso in natura e forse anche nello spazio; al fine di farlo  “vibrare “ e quindi cedere energia sotto varie forme, (la più comoda potrebbe essere ad esempio sotto forma di Neutrini, in quanto non hanno carica elettrica e non interagiscono con la Massa).

Questi processi di scambi energetici, esistono in natura e specie nello spazio dove vengono liberate grandi quantità di energia cosmica sotto forma di varie particelle atomiche e subatomiche; tale fenomeno in parte avviene anche nel nostro organismo, specchio della Legge universale  di conservazione e trasformazione dell’ Energia; in quanto esso arriva a trasportare elettroni per far avvenire le reazioni chimico - energetiche che ci tengono in vita.

            Un buon aiuto per vedere questi fenomeni sotto la luce delle considerazioni Scientifiche e Filosofiche fatte nella premessa; ci arriverà anche dalla osservazione ed esame del capitolo che la Scienza moderna individua come “Caos”.

Sino al 1980 circa, la Scienza era convinta che un sistema semplice si comportasse in modo semplice, e che quindi la previsione del suo comportamento fosse alquanto semplice; e che invece un sistema complesso si comportasse in un modo complesso e che quindi la previsione sul suo comportamento fosse alquanto complessa.

Oggi tutto questo è cambiato, in questi ultimi venti anni matematici, fisici, biologi, chimici, astronomi ecc. stanno sempre di più prendendo consapevolezza che sistemi semplici danno origine a comportamenti complessi; e fatto ancora più importante, è che le Leggi della complessità hanno una validità universale, sulla quale non incidono minimamente la struttura degli Atomi che compongono un sistema qualsiasi.

Le varie Scienze che studiavano e cercavano di ingabbiare in regole matematiche i comportamenti e quindi le predizioni dei vari sistemi, usavano definire come “fluttuazioni” del sistema le variabili che sempre si presentavano ai loro vecchi schemi di lavoro; era chiaramente un modo spicciolo per dare un termine ed una spiegazione a dei fenomeni che in realtà rappresentavano la vera parte importante di come si regola il sistema del Tutto.

Solo ultimamente le varie discipline scientifiche hanno imparato a lavorare insieme su questo importante aspetto comportamentale dell’Universo; scoprendo che in realtà ogni sistema ordinato tende al Caos, e ogni sistema caotico ha un suo ordine intrinseco delle cose.


A tal proposito Einstein, acquisendo il fatto che la radiazione elettromagnetica nel vuoto assume il valore della costante universale “c”; e che quindi di conseguenza nel quadro delle nuove concezioni relativistiche, il concetto di Newton con spazio e tempo assoluti ed indipendenti, non aveva più valore; arrivò a concepire il fatto che le sole due variabili cognitive: Energia e  Materia, non erano più insufficienti per dare spiegazione coerente e completa a sistemi che evidentemente implicano l’ esigenza di introdurre il concetto di informazione come parte integrante del sistema evolutivo della natura.

Questa breve riflessione ci porta a pensare che quando ragioniamo entro una dimensione univoca lineare del tempo, inteso come misura della durata dei fenomeni osservati da un osservatore esterno, tutto l’ universo appare essere caotico, in quanto che organizzato come un sistema disperso in un mare di entità materiali differenti, tenute assieme dal sistema gravitazionale; il quale oltretutto risulta ancora mancante di una "massa oscura" invisibile. Se invece aggiungiamo come variabile cognitiva, “il sistema di informazione interattiva”, l’ Universo ci appare come un sistema perfettamente ordinato nelle sue componenti di materia, energia ed informazione.

Verrebbe da concludere allora che: l’evoluzione è Caos più retroazione, e l’Universo è caos più dissipazione; ed ancora che il Caos ha una freccia che lo porta a produrre complessità di una bellezza ed un’armonia stupefacenti; tali affermazioni ci riportano inesorabilmente alla seconda Legge della Termodinamica, ed alle scoperte di Lorenz, il quale da tanto tempo, era giunto a definire che la dissipazione dell’Energia o Entropia, nella realtà è un’agente dell’ordine; ed infine ancora ricollegandoci con le definizioni di Armonia ed Amore riportate nella Premessa, verrebbe da dire che la freccia positiva all’interno del Caos è rappresentata dalla funzione Armonica nell’Amore Creativo Universale.

Gli scienziati moderni alla famosa affermazione di Einstein: “Dio gioca a dadi con l’Universo”, oggi tendono a rispondere: “ Si, ma con dadi truccati, e quindi vince sempre Lui”; di qui il grande sforzo di tanta Scienza di arrivare a capire come sono truccati i dadi, e quindi di riuscire ad imbrigliare le leggi del “Caos” con la Nostra matematica.

Personalmente torno a ripetere alla nausea, che non è questo l’approccio giusto che dovrebbe avere la Scienza moderna; la famosa freccia positiva che caratterizza le scelte ordinate, belle ed armoniche del Caos è l’Amore Creativo. Non c’è oggi, ne ci potrà mai essere matematica, che possa contenere l’Amore Creativo; in quanto è un vero paradosso cercare di “quantizzare” in qualsiasi forma ciò che è infinito.

L’uomo già racchiude dentro di Lui queste due forme di essere; per scoprire ciò che è,  l’uomo dovrebbe imparare ad ascoltarsi con più umiltà, e poi sentirà emergere dentro di Lui quella sinfonia bellissima, delicata, ed ineguagliabile, che è la Sinfonia dell’Amore.

Solo con tale nuovo approccio umile alla Scienza, potremo, un domani speriamo non troppo lontano, destreggiarci meglio tra i nuovi approcci scientifici come: Caos e Ordine, Attrattori strani, Cicli limite, Consonanze Dissonanze e Risonanze, ecc. ecc.

A proposito di effetti Attrattori strani e Cicli limite, nel 1927 un Ingegnere Elettronico Olandese, Balthasar Van der Pol, utilizzò appunto un ciclo limite per costruire la Valvola Elettronica o tubo elettronico a vuoto, che diede poi un grande impulso a tutta la tecnologia di amplificazione di onde Elettromagnetiche per molti impieghi come ad esempio la Radiotrasmissione di segnali ecc.


 

A proposito di “Risonanza”, invece tale fenomeno a livello di Atomi cominciò ad essere indagato sin dalla fine degli anni 20 da alcuni scienziati, i quali tentando di capire i perché di reazioni organiche in funzione di spostamenti spontanei di elettroni da un punto di una molecola all’altro; ed è di qui che cominciarono ad ipotizzare la natura ondulatoria dell’elettrone, e quindi non di particella.

Tale discorso fu ripreso negli anni 30 da Pauling, il quale dimostrò che il fondo comune di elettroni di Lewis e Langmuir si poteva considerare come un fenomeno di interazione di onde, le quali entrando in “Risonanza” tra di loro si accoppiavano rinforzandosi, dando quindi origine ad una situazione più stabile in caso di combinazione che di separazione.

Questa scoperta di Pauling, nella realtà rappresenta solo la “punta di un Iceberg”, in quanto essa ci porta a pensare che se le “Risonanze” funzionano per gli elettroni, perché non dovrebbero funzionare con il resto della Creazione????

Tale ipotesi a Noi tanto cara ed utile, viene inoltre suffragata dal fatto che tutto il sistema Universo è formato da vibrazioni o onde che portano con sé una carica Energetica; e siccome Noi sappiamo già che per Loro natura vibrazioni ed Onde funzionano a “Consonanze”, “Dissonanze” e “Risonanze”; è proprio su tale principio che basiamo il presente Progetto di Ricerca.

Siccome sui Nostri mezzi di trasporto innovativi, dovremo far viaggiare anche l’uomo con il suo corpo biologico, di conseguenza la frequenza di onde Elettromagnetiche su cui dovremo lavorare, dovrà essere “consonante” con le Frequenze con cui è costruito e tenuto insieme il nostro corpo biologico, onde non danneggiarlo; un aiuto per ottenere questo risultato, ci arriverà dall’osservazione della Nostra Chimica organica, la quale è caratterizzata dalla base di atomi di Carbonio, che a seconda della disposizione delle catene che vanno a formare, sulla Nostra Terra danno vita a circa 5.000.000 di sostanze pure che contengono appunto l’Atomo di Carbonio.

Questa scelta della natura sarà dovuta al caso od alla necessita?

Su altri Pianeti si saranno sviluppate vite con a base altri atomi, come per esempio il Silicio?

Altre vite che magari altrove si sono sviluppate su altre basi, avranno magari un quoziente di aggressività inferiore al nostro; ed un senso del servizio alla comunità magari superiore al nostro?

Tutte belle domande, alle quali purtroppo oggi, con la Nostra scienza non abbiamo ancora la possibilità di darci delle risposte.

            A proposito di Biologia contemporanea, un certo Dottor Jacques Monod a questo proposito scrisse un bellissimo libro, con il titolo “Il caso e la necessità”.

            Monod parte dal fatto di considerare le caratteristiche degli esseri viventi come strutture molecolari, in quanto che la Biologia moderna aveva di fatto proposto una nuova definizione della vita. Monod nel tentativo di distinguere gli organismi viventi, dalla natura inorganica, e dagli artefatti creati dall’uomo, sintetizza questa nuova definizione in tre caratteristiche essenziali:

 

1)     Teleonomia,

 

2)     Morfogenesi autonoma,

 

3)     Invarianza riproduttiva

 

Con il termine Teleonomia, si definisce il fatto che tutti gli organismi viventi sono dotati di un progetto conservato nelle loro strutture, e realizzato nelle loro prestazioni, senza interventi esterni.

Questo fatto potrebbe star a significare che in realtà ogni particella del creato, Quark ed Elettroni, possiedono una Loro memoria situata nelle Loro Armoniche o Dimensioni superiori, dando ad ognuna di esse una loro unicità e specificità.

Con il termine di Morfogenesi autonoma, si definisce la “libertà” quasi totale, verso qualsiasi condizione esterna, con cui si assicura la formazione e la crescita di tutte le forme di vita; tale meccanismo costituisce la base della Teleonomia, e garantisce la conservazione e moltiplicazione delle specie viventi.

Con il termine di invarianza riproduttiva, si definisce il fatto che tutti gli esseri viventi hanno la possibilità congenita di conservare, riprodurre e trasmettere tutta la memoria della loro evoluzione ai loro posteri.

Comunque anche se tutti gli esseri viventi sono dotati delle sopra citate tre proprietà, essi sono Tutti sottoposti alla selezione naturale che li sottopone la “libera concorrenza” della vita stessa. Questi fatti che avvengono per puro “Caso”, comunque vanno ad incidere sull’invarianza della Loro struttura primitiva, e dopo che avvengono per un certo qual numero di volte, vengono iscritti come mutazioni in detta struttura primaria, diventando a Loro volta delle “Necessità”.

Da questa storia evolutiva, lunga ormai per il nostro Pianeta circa 4 miliardi di anni, dunque Monod arriva a considerare che la vita è nata per una serie di Casi, trasformati poi dalla natura in regole di necessità; visione quindi alquanto solo “tecnico - materialista” del tutto.

Personalmente trovo che il discorso di Monod esaurisce solo in parte la richiesta di capire da dove arriva la vita e l’uomo; Monod non affronta mai il motivo per cui tali casi messi in serie hanno prodotto dei sistemi belli ed armonici come le Balene le Allodole le Farfalle ecc. Il canto di un Fringuello è sempre intonato rispetto come quello di una Balena e di un Merlo, perché?????

Il titolo “Il caso e la necessità”, ad avviso del sottoscritto, potrebbe anche essere letto in tutt’altro modo: è un caso che c’è stato il Big-Bang? che per caso ha generato Quark ed Elettroni? che per caso si sono messi insieme con un certo ordine onde formare i primi Atomi di Idrogeno? i quali per caso accumulandosi e comprimendosi hanno acceso le prime stelle? le quali per caso dopo aver esaurito il loro combustibile Idrogeno hanno collassato? e sempre per caso dopo 4 o 5 accensioni di stelle collassate e miscelate con altro idrogeno vagante, con i pezzi sfuggiti alla loro attrazione hanno cominciato a formare i pianeti? dai quali sempre e solo per caso ad un certo punto è nata la vita biologica? la quale per caso nella sua evoluzione ad un certo punto ha scodellato degli strani esseri come Merli, Allodole, Farfalle, Balene, Tigri, Delfini, Lucciole, Serpenti, Uomini ecc. ecc.??????

Oppure tutti questi Casi rappresentano la Necessità di esprimere le Leggi semplici e primordiali che esistono da sempre, e che rappresentano la natura stessa di quello che Noi uomini usiamo a chiamare con il termine, a mio modesto parere molto improprio di “Dio”, personalmente troverei molto più confacente il termine di “Coscienza collettiva”.

Non per “caso” il grande scienziato Einstein dopo aver enunciato le teorie sulla Relatività, negli ultimi suoi 20 anni di vita lavorò sulla teoria dei così detti “Campi unificati”, il che rappresentò un tentativo purtroppo non ancora riuscito di unificazione delle Leggi che in natura regolano le varie forze ivi compresa la forza di gravità.

A tal proposito, si narra, che gli U.S.A. nell’Ottobre del 1943  fecero un’importante esperimento, chiamato poi “Effetto Filadelfia”, su di un Cacciatorpediniere completo di tutto il suo equipaggio.

L’esperimento consisteva nel creare un grandissimo campo di energia elettromagnetica attorno alla nave, onde arrivare a smaterializzare e rimaterializzare la nave con tutto il suo equipaggio, in un altro luogo.

 L’esperimento riuscì, fatto salvo il fatto dei danni inflitti agli uomini a bordo, dove qualcuno bruciò vivo come messo dentro un forno a micro-onde, e gli altri sopravvissuti persero tutti il lume dell’intelletto.

L’errore madornale fu nel metodo sperimentale, e non nei contenuti scientifici; l’esperimento andava condotto in tutt’altro modo, senza coinvolgere gli uomini, e con esperimenti graduali, onde arrivare a conoscere bene la materia scientifica nei suoi dettagli, prima di coinvolgere l’uomo direttamente.

Noi uomini da sempre siamo abituati ad analizzare nel dettaglio gli “Effetti” del mondo “Fisico” in cui siamo immersi; troppi pochi sforzi facciamo per guardare tutta l’impresa Fisico  e Scientifica dal lato opposto, e cioè scoprirne le “Cause”, che ad avviso del sottoscritto sono molto ma molto più interessanti, semplici ed essenziali della nostra attuale “Fisica”.

            Per meglio comprendere questo diverso atteggiamento scientifico, tanto per cominciare come esempio potremo considerare che Massa ed Energia sono in realtà la stessa cosa vista da due punti diversi di osservazione, ruotati tra di loro di 90°.

Onde dimostrare questo aspetto della Fisica, proviamo ad immaginare una superficie piana bidimensionale, la quale se verrà vista perpendicolarmente, la percepiremo come superficie, paragonabile alla Massa; se senza spostare il nostro punto di visione  faremo ruotare la superficie di 90°, vedremo più solamente una linea, paragonabile all’Energia.

Potremmo di qui dedurre che la quantità di Energia contenuta in un certo corpo dotato di Massa, dipende interamente da quanto esso è ruotato attorno al suo asse Massa / Energia in riferimento ad un dato punto di osservazione.

            Dall’ equazione sulla Relatività di Einstein si evince dunque il fatto che un corpo dotato di Massa “X” mentre aumenta la sua velocità nella direzione “Y”, la sua Massa “X” diminuisce direttamente in proporzione alla quantità di moto impressa nella direzione “Y”; questo evento è dovuto al fatto che  la Massa “X” sta ruotando attorno al suo asse Massa / Energia rispetto al punto di osservazione.

Noi sappiamo anche che sono necessari 9 x 1020 erg di energia per accelerare un grammo di Massa sino a fargli raggiungere la velocità “quasi” della luce: 300.000 Km / sec., dopodiché sarà inutile aggiungere altra energia per accelerare la Massa “X” in quanto avendo ruotato l’asse Massa / Energia di 90°, rispetto al nostro punto di osservazione, a tal punto avremo trasformato completamente la nostra Massa “X”, in Energia.

Dall’ equazione affascinante di Einstein E = m x c2, possiamo dedurre quindi che la massa è una forma “solida” di energia, e l’energia è una forma “spirituale” della massa.

Queste grandezze astratte, diventano più visibili se per esempio ipotizziamo di trasformare completamente in Energia un grammo di materia. Con tale ipotetica trasformazione, applicando l’equazione di Einstein, otterremo un potenziale equivalente in energia pari a 25.000 megawattora, utili per tenere accese 100 milioni di lampadine da 50 Watt per una lunga serata invernale.

La nostra mente tende a ribellarsi a tale realtà, in quanto che con le nostre Tecnologie attuali siamo abituati ad avere a che fare con sistemi energetici con una efficienza bassissima di rendimento, in quanto che per ottenere energia non agiamo mai direttamente sulle stringhe energetiche, ma ci arriviamo quasi sempre tramite una lunga serie di passaggi; e poi comunque molti nostri metodi per passare dall’energia allo spostamento di masse, sono ancora alquanto primitivi e poco efficienti, come ad esempio la ruota ecc.

Nella realtà osservandoci da vicino, vedremo che le formule per comprendere il “Tutto” sono poche e semplici; ed inoltre, come già sopra accennato, tutto ciò che noi percepiamo come Materia e Forze, non sono niente altro che un’enorme quantità di cariche energetiche che si manifestano sotto forma di onde vibranti; le quali girano su se stesse come trottole in senso antiorario, con in mezzo a loro enormi spazi vuoti.

Per visualizzare con i nostri sensi tali vuoti, potremmo immaginare di ingrandire l’Atomo alle dimensioni di un campo di calcio, e vedremo che il nucleo al centro avrebbe una dimensione virtuale di una capocchia di uno spillo, e gli elettroni ci apparirebbero come minuscole onde vibranti che gli girano attorno alla distanza dei bordi del campo.

Questa bella famigliola di “trottole”, a seconda il compito che hanno da svolgere vengono individuate dai Fisici con delle proprietà definite con il termine di “Spin”, di cui ne conosciamo 4 tipi:

 

1)Particella di Spin 0, essa appare come un punto e quindi ci appare sempre uguale da qualsiasi parte che la osserviamo.

 

2)Particella di Spin 1; essa appare come una freccia, ci appare diversa a seconda da dove la osserviamo, e tornerà ad assumere lo stesso aspetto solo dopo una rivoluzione di 360°.

 

3)Particella di Spin 2, essa appare come una freccia a due punte, una a ciascuna estremità, essa tornerà ad avere lo stesso aspetto solo dopo una semi rivoluzione di 180°.

 

4)Particella di Spin 3, e/o maggiore di 3, esse torneranno ad avere lo stesso aspetto solamente dopo una semi rivoluzione ancora più parziale di 180°.

 

5)Particella di Spin ½, o semi intero, esse torneranno ad avere lo stesso aspetto solo dopo due rivoluzioni complete di 360°.

 

La Fisica moderna poi di tutte le particelle costituenti l’Universo da Noi conosciuto ad oggi, Massa e/o Energia e Forze, e sopra individuate con le proprietà Spin; le raggruppa in due grandi famiglie di vibrazioni e/o energia cosmica:

 

            A)Particelle di Spin ½, rappresentanti di tutta la Massa e/o Energia.

 

            B)Particelle di Spin 0,1,2,3, rappresentanti di tutte le Forze.

 

            Dalle sopra citate descrizioni, deduciamo che le particelle di Spin 0,1,2,3 insieme alle particelle di Spin ½, nella realtà sono tutti vortici energetici di uguale natura, essi si differenziano per le diverse funzioni che vanno a svolgere e che rispondono ad una domanda essenzialmente di tipo Filosofico, che è: “cosa c’era prima del Big-Bang”.

Personalmente, come già anche citato nella Premessa,  una risposta il sottoscritto ce l’ha: “prima del Big-Bang, c’era L’Armonia e l’Amore della Coscienza collettiva, la quale si è resa manifesta in un gesto di Amore creativo, entrando in “Risonanza” su se stessa, sino ad arrivare ad un punto con una densità energetica infinita, il quale esplodendo ha generato la dimensione dell’Armonica pesante rappresentata da Massa, Energia, Tempo; con avviluppate attorno le altre 7 dimensioni Armoniche più leggere”.

            L’Armonia musicale, che tanto piace a molti esseri viventi, nella realtà non è un’invenzione di nessun essere vivente; essa corrisponde per il nostro cervello a segnali elettrici, che gli arrivano trasdotti dal nostro orecchio da onde acustiche suddivise per intervalli, i quali potrebbero corrispondere esattamente alle regole delle relazioni Armoniche primordiali equivalenti alla natura stessa della Coscienza collettiva.

            Noi troppo spesso per la nostra superbia, ed per il nostro enorme ego, non guardiamo da vicino ciò che siamo; ci fa molto più piacere gonfiarci le penne come dei pavoni, e riempire lavagne e libri di formule che se ridotte all’essenza primordiale diventerebbero di una semplicità disarmante, come semplice, umile ed armoniosa è la Coscienza collettiva che ha dato il via a questa bellissima, affascinante, e gioiosa “Grande giostra” che è la vita.

            Questo concetto di complicare la Fisica che ci circonda, possiamo anche vederlo come se volessimo analizzare matematicamente ogni battuta di un’Opera musicale di Mozart o di altri compositori; ogni grande opera è riconducibile alla scala Maggiore musicale, od alla sua corrispondente minore una sesta sopra, od una terza sotto.

            Un altro aspetto della Fisica molto importante da tenere sempre presente nella nostra  Ricerca, è la “Equazione dell’inverso del quadrato”: da intendersi come Legge che regola la quantità di forza in riferimento dalla distanza dell’oggetto dal punto di emissione della forza, esempio: se ad una distanza di due metri un oggetto con massa “A” risente di una forza di attrazione ad esempio di gravità di 4 Kg. rispetto al punto “B”; alla distanza di 4 metri la forza di gravità per l’oggetto di massa “A” rispetto il punto “B”, l’attrazione di gravità sarà di 1Kg.

In sostanza la Legge dice: se si raddoppia la distanza la forza si riduce di un quarto, se si dimezza la distanza la forza risulta quadruplicata, e se provassimo applicare tale regola alle tre Forze principali, che la nostra Fisica attuale usa a catalogare in: nucleare, elettromagnetica, e gravitazionale, vedremo che esse rispondono allo stesso modo all’equazione:

 

 

                                                        R12  x  F1

                                                F2  = ------------

                                                             R22

 

 

F2 = Forza alla distanza più lontana dal punto focale di riferimento.

 

F1 = Forza alla distanza più vicina dal punto focale di riferimento.

 

R2 = Distanza più lontana dal punto focale di riferimento.

 

            R1 = Distanza più vicina dal punto focale di riferimento.

 

Per meglio visualizzare tale concetto,  potremmo immaginare che ogni particella del creato è collegata con tutte le altre con una serie di elastici sempre della stessa grandezza, che fungono anche da cavi telefonici; da cui ne deriva che quanto più le particelle sono vicine tanto più l’elastico è forte, tanto più l’altra particella è distante, secondo l’equazione dell’inverso del quadrato, l’elastico diventa sempre più sottile e debole; tale concetto assolutamente virtuale ci porta a vedere  che il campo di Forza che tiene insieme i tre Quark che compongono sia il Protone che il Neutrone, essendo essi praticamente a distanza 0 tra di Loro, ne risulta che è di una intensità enorme, solamente paragonabile alla Forza totale che tiene insieme tutto l’Universo; e la forza Nucleare che tiene insieme Protoni e Neutroni è di circa un milione di volte superiore alla forza Elettromagnetica che tiene insieme gli atomi di una molecola.

Di qui a comprendere, come già sopra accennato, che il Big-Bang è stato generato da un puntino con energia praticamente infinita, dalla cui sua esplosione sono emerse le particelle elementari da Noi definite con i termini di Quark ed Elettroni. Probabilmente nei primi secondi di vita dell’universo esistevano Spin con spirale destra e con spirale sinistra; dopo un primo annichilimento tra spirali destre e spirali sinistre, evidentemente ve ne erano casualmente più di sinistra, ed ecco perché Spin, Galassie ed Universo, con ogni probabilità, ruotano tutti in senso antiorario.

I tre Quark che compongono il Protone che noi usiamo a definire di carica positiva,  stanno bene insieme in quanto hanno delle frequenze di vibrazioni “consonanti” tra di loro, la quale consonanza è responsabile e/o permette la loro reciproca attrazione.

Per meglio percepire con i nostri sensi questa situazione, potremmo immaginare che i tre Quark del Protone hanno le stesse relazioni di intervalli in Hz  di vibrazioni, che esistono tra le tre note che compongono l’accordo costruito sulla Tonica della scala di tipo Maggiore musicale ad esempio di Do: Do, Mi, Sol; dalle quali estrapoliamo in modo proporzionale le nostre frequenze ipotetiche, che saranno: 6,1x1014 Hz, 8,0x1014 Hz, 9,5x1014 Hz.

L’elettrone che noi usiamo definire particella elementare di carica negativa, in realtà è una vibrazione “dissonante” rispetto alle altre tre frequenze sopra citate; esso potrebbe essere rappresentato dalla nota Fa, e quindi con una frequenza di 8,5x1014 Hz.

Il Neutrone potremmo rappresentarlo come l’accordo minore costruito sulla terza nota della Nostra scala Maggiore musicale di Do, che è il Mi, e quindi con le note: Mi, Sol, Si, le quali tradotte nell’ipotesi virtuale sopraccitata diventerebbero: 8,0x1014 Hz, 9,5x1014 Hz, 11,5x1014 Hz.

Da notare infine che questo discorso di intervalli virtuali, utilizzando la Nostra scala Maggiore musicale, si può ripetere esattamente utilizzando la scala dei colori.

Ancora un altro aspetto Scientifico di grande importanza per lo sviluppo del nostro Progetto di Ricerca, sta nello studio dei fenomeni Elettromagnetici.

A tal proposito è importante ricordare che prima dell’arrivo di Einstein con la sua equazione sulla Relatività, agli inizi del novecento; nella seconda metà dell’ottocento, il Fisico Americano James Clark Maxwell, studiando i fenomeni Fisici sull’Elettromagnetismo, giunse alla conclusione che ciò che Noi definiamo come Energia radiante (luce), in realtà essa è costituita da onde Elettromagnetiche che si propagano anche nel vuoto ad una velocità prossima ai 300.000 Km/sec. definita poi come velocità della luce.

 

I parametri utili per definire le caratteristiche delle onde Elettromagnetiche sono:

 

1)Lunghezza d’onda, “L”, rappresenta la distanza tra due creste d’onda, tale misura si esprime in multipli o sottomultipli del metro.

 

            2)Ampiezza d’onda, “A”, rappresenta l’altezza della cresta dell’onda rispetto l’asse di propagazione.

 

            3)Periodo,”T”, rappresenta l’intervallo di tempo che intercorre tra il passaggio di due onde successive per lo stesso punto nello spazio.

 

            4)Costante velocità di propagazione nel vuoto,”C”, viene rappresentata dalla velocità della luce di 300.000 Km/sec.

 

            5)Frequenza,”Y”, rappresenta il numero di onde che passano per un dato punto fisso nello spazio nell’unità di tempo; l’unità di misura per tale grandezza è l’Hertz, (Hz),  che corrisponde ad un numero di cicli al secondo.

 

            6)Energia dell’onda, “E”, secondo la teoria di Maxwell, risulta proporzionale al quadrato dell’Ampiezza dell’onda, ossia:

 

 

                                                                 E = C x A2

 

 

            L’insieme di tutte le possibili radiazioni elettromagnetiche, costituisce lo:

 

                                     “Spettro Elettromagnetico”      

 

“Onde Radio”  “Microonde”  “Infrarosso”  “Visibile”  “Ultravioletto”  “Raggi X”  “Raggi Gamma”

3x104Hz  -  3x108Hz   -  3x1012Hz  -  3x1014Hz - 3x1015Hz  - 3x1017Hz - 3x1019Hz -3x1021Hz

  

Notiamo che: analizzando l’equazione prima esposta “dell’inverso del quadrato”, e l’equazione di Maxwell, sull’Energia “E” dell’onda Elettromagnetica; esiste una  relazione tra le due equazioni, visualizzabile con l’esempio: con il raddoppio della distanza “R” dal punto di emissione di una Forza “F”, tale Forza si riduce di un quarto; che possiamo riequilibrare raddoppiando l’Ampiezza “A” dell’onda della Forza Elettromagnetica presa in esame.

 

            Andiamo ora a dare ora una breve e sommaria lettura dentro ai nostri concetti di Energia che Noi utilizziamo per far funzionare tutte la nostra Tecnologia. Prendiamo ad esempio quella elettrica; ne risulta che tale concetto rappresenta delle differenze di potenziale (squilibrio tra numero di protoni ed elettroni all’interno di un Atomo), che Noi uomini creiamo artificialmente con vari metodi, e che per distinguerle  usiamo a definirle di segno positivo e negativo; che poi noi utilizziamo nel loro passaggio per riequilibrarsi, per far girare motori accendere lampadine, scaldare resistenze ecc. ecc.

L’altro tipo di energia di cui Noi facciamo grande uso è il calore, il quale rappresenta l’energia cinetica della massa presa in considerazione, in pratica la velocità con cui girano le proprie particelle, (lo zero assoluto, - 273,14 gradi centigradi, rappresenta lo stato delle particelle della materia quando sono ferme assolutamente). Il calore noi solitamente lo otteniamo tramite una reazione di tipo chimico da Noi definita con il termine di combustione, che poi utilizziamo o direttamente per scaldarci, o tramite altri passaggi per ottenere ancora altri tipi di energia come quella meccanica, elettrica ecc.

Gira e rigira, sono passati millenni da quando l’uomo delle caverne imparò a mettere il fuoco al Suo servizio, e Noi con tutte le arie che ci diamo, se togliamo la combustione dalla Nostra vita Tecnologica sulla Terra, si ferma TUTTO!!!!!!

Purtroppo le Tecnologie oggi a nostra disposizione per ottenere Energia, utilizzano ancora troppi passaggi; prendiamo ad esempio l’Automobile, l’energia derivata dalla combustione della benzina che noi riusciamo ad utilizzare per il movimento dell’autoveicolo, nei migliori motori a combustione interna moderni, riesce ad arrivare ad un rendimento di circa il 15%; il resto lo buttiamo via in calore, attriti ecc. Le forme per produrre energia con meno passaggi, sono quelle forme così dette di nicchia come il: Solare, Eolico, Celle a combustibile ecc.

Questo nostro modo di concepire l’Energia purtroppo si discosta di molto su ciò che nella realtà essa rappresenta, che è l’essenza dell’Universo stesso; il quale è un sistema  perfettamente equilibrato tra “Spin” che rappresentano la Massa, e “Spin” che rappresentano le Forze; il quale si sviluppa su vari livelli di Dimensioni o Armonici superiori, dalla più pesante da Noi qui sperimentata sulla Terra; a quelle più fini che portano con se tutta la memoria dell’Armonica pesante di base.

Le dimensioni superiori essendo molto più leggere e sensibili, non risentono della Forza, e quindi sono libere di espandersi in tutte le direzioni, anche fuori dalla condizione Tempo; sulla Terra esse sono “imprigionate” con Noi nella nostra condizione di vita primordiale.

Ricordiamo a tal proposito, che in tutte le esperienze di “pre – morte”, i ritornati in vita, raccontano tutti la stessa storia: prima vedono il loro corpo inerte senza vita dal di fuori come spettatori, e se ne meravigliano anche; poi vengono come risucchiati in un tunnel con i colori dell’arcobaleno che li trasporta verso una nuova situazione, caratterizzata da una “luce” nuova, bella, pulita, e candida, con uno splendore che non li abbaglia, ma che li avvolge in un senso di distensione e di gioia immensi, mai prima provati su questa Terra.

Al di là del tunnel ad attenderli ci sono i Loro “morti”, che danno a Loro il benvenuto nella nuova dimensione, e cominciano a spiegargli con molta gentilezza, dolcezza e calma dove sono arrivati.

Ad un certo punto, si sentono come risucchiati all’indietro, per essere brutalmente riportati  dentro al loro vecchio corpo; questo fatto viene sempre descritto come una situazione non piacevole, anzi di disturbo, che fa dire a Tutti: “stavo così bene dove ero, perché mi avete richiamato di qui in questo mio vecchio corpo, potevate lasciarmi stare dove ero!!!!!”

Onde poter meglio comprendere tali fenomeni, dovremo prima o poi uscire dalla nostra primordiale logica di vita ancora esistente sul nostro pianeta Terra; in quanto oltre che rendere pochissimo sia dal punto di vista energetico che filosofico di vita; tende a danneggiare fortemente la natura in cui siamo immersi, e quindi anche ed in primo luogo la nostra qualità della vita su questa Terra.

Tale sistema di vita, come tanti altri sistemi già in passato sperimentati dall’uomo, è destinato anche Lui prima o poi ad implodere su stesso, per vari motivi tecnologici e filosofici, tra cui non ultimo l’esaurimento delle scorte di combustibili fossili, ed il degrado dell’ecosistema in cui viviamo e che ha impiegato molti milioni di anni per formarsi.

           

Tutta questa lunga e tortuosa passeggiata nei principi base che reggono le nostre attuali conoscenze scientifiche, è stata fatta allo scopo di chiarire le basi stesse su cui si regge la via Scientifica e Tecnologica indicata su questa Nota Tecnica; che sarà quella di “spillare” energia direttamente dall’ impasto Energetico (Massa e Forze), di cui sarà composto tutto il nostro mezzo innovativo di trasporto; utilizzando il fenomeno delle Masse critiche a rilascio controllato, da innescare tramite frequenze sub-soniche, onde ottenere emissione di Energia sottoforma di Neutrini e/o sottoforma di Energia di campo Elettromagnetico, agendo unicamente sull’Ampiezza d’onda Elettromagnetica “A”, e lasciando sempre invariate assolutamente le varie Frequenze presenti in tutta la zona di nostro interesse.

La soluzione costruttiva del mezzo di trasporto con gli elementi risonatori, presa in esame dalla presente Nota Tecnica, è rappresentata nelle Fig. 1,2,3; dove al centro del nostro mezzo di trasporto vediamo un sistema di Cristalli rotanti, costruiti con delle “punte tangenziali”, con la funzione di induttori di forza di rotazione.

I tre cristalli periferici disposti a 120° attorno all’ asse centrale, drogati con ioni Negativi, avranno funzioni, di induttori di campo in ampiezza di onde elettromagnetiche nei confronti del cristallo centrale drogato con ioni di segno Positivo; il quale invece avrà funzioni di memoria centrale per il colloquio ed il controllo di tutto il mezzo innovativo di trasporto, ed anche di induttore di campo nei confronti di tutta la struttura del mezzo di trasporto tramite la funzione di trasduttore da onde elettromagnetiche a onde subsoniche (inferiori ai 50 Hz). Tali onde avranno il compito di andare ad interferire in fase e in ampiezza con le frequenze caratteriste dei cristalli, cambiando la soglia energetica e/o di coesione molecolare di tutto il sistema risonante. Questo fatto causerà la liberazione dell’Energia in eccesso, in quanto che il materiale “vibrando” tenderà a perdere elettroni, e quindi per stabilizzarsi emetterà Energia, che si potrà sfruttare solamente se si riuscirà avere un buon controllo del sistema di criticità, facendo collassare nella struttura cristallina una quantità diluita e controllata nel tempo di atomi.

Il controllo dell’efficienza del sistema, programmato tramite il computer di bordo, avverrà in base alla velocità di rotazione dei cristalli, (Velocità 0 = Energia 0).

Il fenomeno di “criticità controllata”, si ripete nel nostro corpo nei muscoli, i quali funzionano a tutto o niente, e quindi ogni singola fibra viene contratta o meno; alla fine la somma delle quantità di fibre contratte, equivale alla quantità di energia muscolare applicata alla leva, che corrisponde al nostro sistema osseo.

Spiegato in maniera più semplice il progetto consiste nel far ruotare un motore fatto di  cristalli in un campo sonoro, anche se non udibile; allo stesso modo che un motore elettrico ruota in un campo magnetico.

Tale fenomeno, (simile a quello dei Fotomoltiplicatori), in base all’ intensità di esercizio nel tempo, porterà ad una diminuzione di massa dell’oggetto risonatore stesso, in quanto “esso si dovrà consumare” per liberare elettroni, e quindi arrivare anche ad un cambiamento di stato del materiale stesso.


Per meglio capire tale fenomeno, potremmo immaginare che le molecole si presentino come galassie e/o sistemi solari nell’Universo; e che il nostro obiettivo sia quello di far collassare   solamente alcune stelle programmate da Noi nell’Universo,  facendo si che la Loro massa diventi estremamente piccola, con la conseguente emissione di Energia sotto forma ad esempio di neutrini.

Questo fenomeno, definito con il termine di collassamento controllato, è possibile studiarlo e ottenerlo, come sopra già accennato, utilizzando appunto frequenze subsoniche come sistema di innesco della massa critica.

La scelta progettuale di differenza di segno tra gli elementi risonatori, è dettata dalla necessità di avere a disposizione un mezzo atto ad innescare il “loop” risonatore; la scelta progettuale di struttura Cristallina come morfologia costruttiva della molecola dei risonatori, è invece dettata dalla necessità di avere a disposizione un materiale costituito da molecole morfologicamente regolari, al fine di ottenere una risposta uniforme, regolare, modulare e quindi controllabile nei confronti del fenomeno della soglia critica di Risonanza.

La Tecnologia moderna ormai conosce a fondo le tecniche di crescita in laboratorio di cristalli con struttura molecolare individuale “flessibile”; in quanto esse sono ormai utilizzate già da tempo in diversi campi tipo: schermi vari per computer e Tv, micro – chirurgia, telecomunicazioni, solare fotovoltaico, robotica, ecc. ecc.

La scoperta delle proprietà liquido-cristalline possedute da alcuni composti organici va fatta risalire agli ultimi anni del secolo scorso, grazie agli studi del botanico Austriaco Reinitzer, il quale mentre maneggiava il benzoato di colesterile si rese conto che la sostanza pareva presentare due distinti punti di fusione, con formazione dapprima di una fase liquida piuttosto opalescente che successivamente diventava perfettamente limpida a più alta temperatura. Si ritenne quindi che lo stato intermedio non fosse altro che una nuova fase della materia ove, in condizioni di fluidità tipiche dello stato liquido, vi fosse un grado di ordine molecolare che ricordava in qualche modo quello dei solidi cristallini.

Proprio a causa delle caratteristiche intermedie tra quelle dei liquidi e quelle dei cristalli la nuova fase venne denominata liquido-cristallina. In un solido cristallino le molecole mostrano un alto grado di ordine sia posizionale che orientazionale, con pochissimi gradi di libertà traslazionali. In un liquido, al contrario, le molecole non hanno alcun ordine particolare e possiedono ampia libertà di movimento. Le molecole di un cristallo liquido si collocano invece in una posizione intermedia, conservando una certa libertà traslazionale pur con la tendenza ad assumere posizioni ed orientazioni preferenziali.

Un altro grande passo in avanti in questo campo avvenne quando negli anni Ottanta, per la prima volta ci si è resi conto che in un polimero si potevano contemporaneamente avere sia le caratteristiche meccaniche proprie della plastica, e sia le caratteristiche elettriche dei metalli e altri conduttori. Per i chimici si aprì un "nuovo mondo", ed immediatamente cominciarono gli studi per comprendere le proprietà di questi "polimeri conduttori", in modo da verificare se fosse possibile progettare nuovi materiali con performance migliori dal punto di vista della conducibilità dei vari metalli in uso.

A tal proposito osservando le molecole organiche, ovvero molecole in cui è presente il carbonio, elemento molto versatile per la stabilità dei legami; esse appaiono molto interessanti per la possibilità di creare isomeri, e cioè molecole che, pur avendo la medesima formula chimica hanno una diversa collocazione spaziale degli elementi coinvolti.

Negli isomeri gli atomi si divertono a "giocare ai 4 cantoni", sono sempre gli stessi per tipologia e quantità ma la loro diversa posizione all'interno della molecola produce risultati incredibilmente differenti; pensate alla differenza che passa tra il diamante e la grafite, eppure sempre di carbonio si tratta.

Un altro aspetto importante in questo campo, è che le molecole si possono "costruire a tavolino", il che significa: progettare con estrema precisione le molecole in funzione del compito che dovranno assolvere.  

Nel nostro caso dovremo “progettare a tavolino”, e quindi sperimentare nuove strutture cristalline, nelle quali si possa programmare un “collassamento” modulare di Atomi sotto l’azione dei nostri elementi risonatori.

Proseguendo ad analizzare le specifiche costruttive che dovranno essere prese in esame nella progettazione del nostro mezzo di trasporto innovativo; una di queste è rappresentata dal fatto che l’equipaggio ed i passeggeri dovranno poter usufruire sempre di una attrazione di gravità verso il pavimento del velivolo simile a quella esistente sulla Terra, da Noi definita con l’unità di misura a livello del mare di 1 G; dove il nostro corpo è nato ed è abituato a vivere.

Per ottenere tale effetto, come illustrato nelle Figure 1 e 3, dovremo agire sullo spostamento del punto focale del loop energetico, rispetto il baricentro del veicolo di trasporto.

Tale aspetto varierà in riferimento alla Legge di Fisica sopra esposta “dell’inverso del quadrato”, e quindi varierà a seconda della distanza che si troverà a spostarsi il nostro veicolo di trasposto rispetto alla superficie del nostro Pianeta Terra, e/o alle varie fonti di attrazione di gravità di cui il mezzo di trasporto potrà risentire in base ai punti in cui si troverà a viaggiare nello spazio.

Nella Fig. 3, viene considerato un mezzo di trasporto propulso da un campo “G”, in condizioni di galleggiamento; noteremo che il punto focale della sorgente puntiforme ad onde elettromagnetiche si forma ad una certa distanza “R” al di sopra dell’ asse baricentrico del veicolo di trasporto.

Supponiamo anche che il veicolo abbia una forza contrastante di 1 “G” verso il punto focale per controbilanciare il campo gravitazionale della Terra.

Di conseguenza in base alla equazione sopra esposta dell’inverso del quadrato, avremo che le diverse parti del veicolo di trasporto saranno sottoposte a più o meno 1 “G”, e che comunque la grandezza di tale differenza dipenderà dalla distanza del punto focale della sorgente Energetica, all’asse baricentrico del veicolo di trasporto.

Quando il punto focale si trovasse nelle vicinanze del veicolo di trasporto, la differenza di accelerazione sarebbe più grande, tanto che due corpi umani situati uno in cima e l’altro in fondo al veicolo di trasporto, sarebbero soggetti ad effetti di accelerazione diversi.

Otterremo quindi in queste condizioni che l’uomo situato sul pavimento di fondo del veicolo di trasporto sarà sottoposto ad una forza attrattiva gravitazionale di circa ½  “G” verso il basso  dovuta all’attrazione Terrestre; ed invece l’uomo situato eventualmente sopra l’asse baricentrico del veicolo di trasporto, sarà sottoposto ad una forza attrattiva di circa ½ “G” verso il soffitto del veicolo di trasporto; di qui la deduzione che pilota e passeggeri del nostro innovativo veicolo di trasporto dovranno sostare sul fondo del veicolo, meglio nella posizione sdraiati, onde avere su tutto il corpo la stessa influenza di forza gravitazionale.

Giocando sull’ equilibrio tra punto focale e centro di gravità, in base alle forze esterne agenti sul mezzo di trasporto, si potrà ottenere: galleggiamento o movimento nella direzione e velocità prestabilite; naturalmente tutto questo potrà essere programmato sul “computer” di bordo, che come abbiamo già visto prima è composto da tutta la struttura del veicolo stesso di trasporto; il quale in base ad un programma prestabilito , ed alle variabili che man mano si presenteranno durante il programma di viaggio, provvederà in automatico ad apportare le dovute correzioni alle variabili stesse del sistema di viaggio, onde ottemperare al programma di spostamento prestabilito dal pilota, mantenendo anche inalterate le condizioni ottimali di “confort” di viaggio  per il pilota ed i viaggiatori.

Come sopra già accennato, tutta la struttura portante del nostro mezzo di trasporto innovativo, ivi compresi i Cristalli rotanti, avrà la stessa struttura morfologica Cristallina; e quindi avrà anche funzioni di “computer” di bordo, direttamente programmato e connesso con i Piloti.

Ogni mezzo di trasporto sarà quindi personalizzato sul DNA del Pilota o dei Piloti, e nessun altro individuo potrà avere accesso al pilotaggio di tale mezzo, una volta codificata la struttura del Mezzo con il DNA del Pilota o dei Piloti.

Per quanto riguarda la ricostruzione di un ambiente adatto alla nostra vita biologica all’interno del mezzo di trasporto; le specifiche costruttive dovranno tenere anche conto del fatto che durante i viaggi lunghi nello spazio il nostro corpo biologico, viaggiando a velocità prossime a quella della luce, e/o anche superiori, in quanto ormai è scientificamente dimostrato che tale limite è ampiamente superabile, prendendo delle “scorciatoie”; avrà una tendenza ad invecchiare meno velocemente, rispetto alla situazione Terra.

A tal proposito è necessario a questo punto ricollegarci alle ultime scoperte scientifiche accennate nella Premessa fatte da uomini di Scienza, tipo: Aspect , Bohm ecc.

Alla luce di tali Scoperte a Noi molto care, si evince il fatto che la nostra massa quando viene elevata alla Sua soglia di equivalenza energetica, (passando dentro un mini Buco Nero), senza creare disordine all’interno della Massa stessa, come avviene quando per ottenere energia utilizziamo mezzi come la combustione chimica ecc.; tale Massa, (nel nostro caso il mezzo di trasporto compreso di viaggiatori e piloti), esce dalla condizione indicata dal cono di Einstein regolato dalla Sua famosa equazione E = m x c2 , per entrare nella zona indicata come “altrove”, dove l’entità energetica derivata dalla massa conserva tutta la Sua esperienza e quindi memoria, fuori dalle condizioni Tempo e Forze.

Questo ultimo aspetto Scientifico, qui solo accennato, non rientra ancora nelle finalità del presente Progetto di Ricerca, che comunque con il Suo eventuale espletamento ne aprirà le strade per arrivare alla Sua eventuale dimostrabilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C) Risorse umane:

 

1 Coordinatore di Progetto

3 Fisici

3 Chimici

3 Biologi

1 Ingegnere Aeronautico

1 Ingegnere esperto in nuove strutture di materiali

1 Elettronico

1 Neurologo - Psichiatra

1 Biologo - Psichiatra  

1 Sensitivo

1 Programmatore

1 Esperto in nano tecnologie

1 Esperto di morfologia dei Cristalli

6 Tecnici di laboratorio

1 Segreteria e organizzazione

--------------------------

26 Unità totali

 

 

 

D) Tempi realizzativi:

 

Circa 4 anni, così sommariamente distribuiti:

                                                                                        (      4 anni di lavoro sperimentale     )

(Attività di ricerca sul materiale Elementi Risonatori)      (-------------------                                  )

(Attività di sperimentazione sull’induttore di campo)       (              -------------------------             )

(Attività di sperimentazione dell’induttore di campo in    (                                ---------------------)              

relazione ad aspetti costruttivi del futuro Mezzo di trasporto)

 

 

 

E) Mezzi necessari

 

n° 1 Laboratorio attrezzato per la Ricerca e lo Sviluppo del materiale costituente gli elementi risonatori.

n° 3 Laboratori attrezzati, disseminati in zone con diversa influenza magnetica della Terra, per la sperimentazione degli Elementi Risonatori, per l’innesco controllato di masse critiche.

Oppure, in alternativa: n° 1 Laboratorio mobile.

n° 1 Laboratorio attrezzato per la Ricerca, Realizzazione e Sperimentazione di componenti utili poi alla realizzazione di un primo prototipo di mezzo di trasporto sperimentale.

 

 

 

F) Costi:

 

In forma molto “badgettaria” si presume che per dare il via ad un lavoro di Ricerca di Base e Finalizzata, della portata e dell’importanza Scientifica e Tecnologica inerente l’oggetto del presente Progetto di Ricerca avanzata; occorrono circa: 15.000.000 di Euro.

 

G) Partecipanti al Progetto:

 

1) Franco Ivaldi: Torino Italy,  Phone +11.6505643  Cell. 340.4704881,

e-mail: franco.ivaldi@saluggia.enea.it

 

2) Enrico Valbonesi: Roma Italy,  Phone +6.55173389  Cell. 329.4167403,

e-mail: valbones@uniroma3.it

 

3) Massimo Pivano: Torino Italy,  Phone+11.888523  Cell. 339.6114597

e-mail: sstto@tiscali.it

 

4) Teresa Bottasso: Carignano/Torino Italy, Phone +11.9693135  Cell.335.8068603

e-mail: energiasolare@energiasolare.com

 

5) Antonio Bello: Spisska Nova Ves, Slovacchia (SK), Cell. 00421.905713777

e-mail: bello@marto.sk

 

6) Paolo Grillo: Basingstoke (UK), Phone 0044.1256.482705

e-mail: paolo.grillo@halliburton.com

 

 

 

H) Finalità e obiettivi:

 

Il presente Progetto di Ricerca come obiettivo si propone di portare avanti una Ricerca scientifica di base ed applicata, onde arrivare a realizzare in laboratorio dei Cristalli rotanti risonatori, con funzioni di elementi di innesco di masse critiche a rilascio controllato, onde ottenere un emissione di energia in varie forme ( Neutrini, Elettroni, Onde Elettromagnetiche ecc.), da utilizzare come vettore su mezzi di trasporto innovativi.

            Questo metodo nuovo di agire sulla natura per spostarci, non passando attraverso la combustione e quindi il calore per ottenere energia, lascia in pace tutto l’ecosistema della Terra; andando quindi nella direzione delle aspettative e quindi degli impegni assunti dai vari Governi che parteciparono all’ormai leggendario Convegno di Kyoto, che prevedeva una riduzione del 30% globale per il 2010 dei Gas serra, espressi come anidride carbonica equivalente; in particolare il Governo Italiano si impegnò per una riduzione di emissioni in atmosfera di CO2 del 8% entro il 2010.

            Se consideriamo che in Italia su 424.000 Kt di CO2 che buttiamo ogni anno complessivamente in atmosfera, circa 106.000 Kt sono dovute ai soli trasporti, noi adottando tale sistema di trasporto automaticamente ridurremo di ¼ le emissioni in atmosfera, e quindi nell’assoluta direzione delle aspettative della Conferenza di Kyoto.

            Tale nuova visione della Scienza e della Tecnologia applicata ai mezzi di spostamento e/o trasporto, con il suo evolversi nel medio  e lungo periodo, si porterà pure dietro come “spin-offs” anche gli altri sistemi che richiedono il consumo di Energia da differenze di potenziale, come ad esempio è l’illuminazione.

Si potrà ottenere radiazione luminosa tramite appositi trasduttori di onde, che porteranno la Frequenza di vibrazioni dei nostri elementi risonatori, ad una frequenza di onde elettromagnetiche in un campo visibile, che può andare da:

7,5 -1014  Hz, a  3,7 - 1014 Hz.

Onde arrivare ad ottenere tramite la Nostra Ricerca questi ed altri risultati; il buon senso ci insegna che prima di mettere le mani sopra la macchina che abbiamo a nostra disposizione, che è niente meno che il Creato in cui siamo immersi, sarà meglio capire prima come funziona; di qui la spiegazione dei miei “tentativi” di capire cosa siamo, e cosa ci stiamo a fare Noi su questa “Grande giostra” che è la vita nell’Universo; il quale potremo anche immaginarlo come una grande stanza rotonda, con le pareti e l’interno piena di specchi, che fungono da Dimensioni come una specie di labirinto riflettente; e con a penzoloni dal soffitto delle corde  le quali corrispondono a: Massa, Energia, Tempo, Forze. Al di sopra del soffitto poi, immaginiamo che ci siano piazzati una serie di meccanismi atti a mettere in relazione tali corde; ed il tutto, in base a dove ci troviamo Noi nella stanza, si regga su di un equilibrio perfetto; al quale Noi con la nostra intelligenza possiamo localmente variarne le relazioni, onde ottenere in quel punto l’effetto da Noi desiderato per un certo periodo di Tempo.

Sono perfettamente consapevole che le sfide che lancia il presente Progetto di Ricerca sono alte, ambiziose, e scomode per certe classi sociali “stabilizzate”.

Il vero problema per tanti Noi uomini, è la pigrizia intrinseca che ci troviamo ad avere addosso, che insieme al nostro enorme “ego”, tendono a farci guardare sempre dalla parte dove già siamo abituati a guardare da tempi remoti; per cui il pensiero innovativo, per molti di Noi è quasi sempre una grossa fatica ad affrontarlo.

Sarà bene ricordare, che molte scoperte e/o invenzioni scientifiche anche importanti nel Nostro passato sono avvenute quasi per caso, e comunque fatte da gente comune, attenti osservatori di ciò che gli succedeva attorno; dopo di che poi le questioni venivano elaborate e codificate dai così detti “Scienziati”.

A tal proposito se leggete la storia dell’inventore della “Dinamo” Vi dirà che: attorno al 1865, un falegname Belga, nato nel 1826, di nome Zenobbio Gramme, in seguito ad una Sua visita all’oreficeria di un certo Christofle, vedendo come a quell’epoca  gli argentatori e doratori ottenevano l’energia Elettrica, tramite bagni verdastri “puzzolenti”, esclamò: “ma non potreste dunque fare l’Elettricità con un po’ più di pulizia”; e di lì comincio a formulare nella Sua mente nuove idee strane, con la finalità di arrivare ad ottenere energia Elettrica in modo meno puzzolente.

Quando gli Elettrotecnici e Fisici di allora vennero a conoscenza dei tentativi di Gramme, non risparmiarono i Loro sarcasmi per quel vecchio falegname che voleva riuscire dove la Scienza ufficiale di allora non era ancora arrivata; sino a quando Gramme non dimostrò con i fatti la bontà e veridicità della Sua scelta costruttiva, atta ad ottenere Elettricita indotta su di una bobina rotante, sistemata in mezzo ai due Poli di un magnete permanente o calamita.

La prima Dinamo Gramme funzionò nel 1871; gli Scienziati riconobbero i Loro errori, e si dettero un gran da fare a sommergere tale macchina di equazioni complicatissime; tanto che al Congresso Internazionale di Elettricità, che si tenne a Parigi nel 1881, dove Gramme era presente per assistere ad un’esposizione matematica del Suo sistema fatta dallo Scienziato Frolich; il Suo vicino di sedia, il Fisico d’Arsonval, racconta: “vidi Gramme assopirsi placidamente, tuttavia si risvegliò verso la fine della dimostrazione, e contemplando melanconicamente la lavagna piena di equazioni, mi confidò sotto voce: Ah!!!! Dottore, Io non avrei mai inventato la mia macchina, se mi fosse stato necessario di caricarmi di tutti quegli attaccapanni disegnati sulla lavagna”.

Da questa e tante altre storie, scritte e non scritte, si evince il fatto che: “solo l’uomo che cerca con il candore di una colomba e l’astuzia di un serpente, troverà”.

            Questo mio lavoro, vorrei dedicarlo a quel Grande, Generoso, Candido, ed Armonioso spirito di mio figlio Enrico, che alle 9.30 del 2.08.2002 ha lasciato questa Terra per raggiungere nuove dimensioni.

Questo Progetto, se sviluppato, sia che porti subito a dei risultati concreti, e sia che serva solamente ad aprire nuove strade; porterà comunque importanti benefici, all’approccio scientifico dei temi qui trattati; e di conseguenza porterà anche benefici concreti  al nostro modo di essere e di vivere sul nostro magnifico Pianeta Terra.

 

 

 

 


 

 

 

 

Breve descrizione del funzionamento di un “Fotomoltiplicatore”, utile in quanto rappresenta un sistema già da Noi ampiamente sfruttato, funzionante come “Moltiplicatore in cascata”; e quindi con una certa similitudine al sistema Risonatore, atto ad innescare un processo di criticità controllata, oggetto del presente Progetto di ricerca.

Come illustrato sinteticamente nella figura sottostante, lo strumento Fotomoltiplicatore è basato sull’effetto fotoelettrico, che permette di amplificare notevolmente un debole segnale luminoso, trasformandolo in una corrente elettrica.

Quando una radiazione luminosa incide sull’elemento sensibile che nel Fotomoltiplicatore funge da catodo (fotocatodo), questo emette elettroni per effetto fotoelettrico, che vengono convogliati da un campo elettrico su di una serie di dinodi.

Su ciascun dinodo gli elettroni si moltiplicano per effetto termoelettrico con un processo a cascata.

Sull’anodo alla fine del processo, sarà possibile ottenere un segnale sino ad un miliardo di volte superiore a quello inserito all’inizio del processo.

A seconda dell’elemento usato come catodo, si potranno costruire Fotomoltiplicatori sensibili a tutto lo spettro di onde elettromagnetiche, che può andare dai raggi X all’infrarosso.

L’idea di utilizzare l’emissione secondaria di elettroni nelle fotocellule, fu di Slepian nel 1912.

I Fotomoltiplicatori vengono attualmente già utilizzati per misurare Radiazioni molto deboli, come ad esempio nei rivelatori di particelle a scintillazione; oppure in astronomia per amplificare deboli segnali luminosi provenienti da astri e galassie molto lontane.