On many occasions in the last 20 years i have been engaged in studies
over :anti-gravity phenomenas: eletromagnetic sound gravitation waves
polarization human leviatation etc. I had compiled a book over my
research and studies in this field i would like a cooperation whit your
company to furter and develop prototypes theory and other secondary
applications. This book is availlable for your consultation and eventualevaluattion over my capabilities in this field.Yours faithfully.
C.U.
(Copy X00011)
-- dott.Enrico Valbonesi Italy email : valbones@uniroma3.ithttp://aiutoooo.com/aiuto/come_si_fa/navigazveloce.asp
ossible Roswell UFO Crash Debris Received by Talk Show Host Art Bell
The discovery of microscopic layers of the rare element Bismuth in pieces
of the"shell" of the "disc" sparks many questions. The
connection between Bismuth and
the fabled "Element 115" might be relevant, as well. Further analysis
will be carried out as this mystery unfolds
A) Premessa:
Siccome questa Nota Tecnica si prefigge di andare ad
esplorare alcuni campi della Scienza con un angolo di visione diverso dalla
Nostra tradizione di leggere e vedere quello che ci succede attorno, è di
obbligo che lo scrivente come premessa esprima il Suo personale pensiero
Filosofico che lo ha portato a scrivere la presente Nota Tecnica, la quale ha
il compito di descrivere i concetti di base di carattere Filosofico e
Scientifico del Progetto di Ricerca in oggetto.
Sicuramente una grossa parte di lettori della
presente Nota Tecnica griderà allo scandalo, bollandola di fantascienza; a
questi Signori che tanto gridano allo scandalo, avrei da porre Loro una lunga
serie di domande inerenti a tanti perché; di cui uno preso ad esempio a caso
potrebbe essere: come spiegano
Loro il fatto che da ultimi studi risulta che le Piramidi d’Egitto sono
state costruite quando l’Egitto era ancora nell’età del bronzo, ed
inoltre più che essere tombe di lusso dei Faraoni, esse erano degli
osservatori astronomici?
Altri fatti per lo meno inquietanti e senza
spiegazioni dalla nostra scienza odierna, affiorano qua e là leggendo la
storia dell’uomo dai tempi antichi sino ad arrivare ai tempi nostri; tali
fatti nel passato l’uomo li attribuiva a opera degli “Dei” e/o di
“Dio”; adesso gli scettici li attribuiscono al caso, ed invece altri
uomini più curiosi cercano di andarci più a fondo per scoprirne la vera
natura e la necessità del succedere.
Nonostante
al bombardamento che la Nostra mente è sottoposta giornalmente dallo scorrere
della Nostra Società così detta “moderna”; c’è per fortuna ancora
qualcuno che ha la voglia, la forza ed il coraggio di porsi tante domande:
perché siamo qui; perché siamo qui fatti così; perché in un mondo così
ricco di risorse meravigliose ci sono ancora tanti conflitti e gravi
ingiustizie; perché la vita dell’uomo vista nel ciclo globale biologico del
sistema, vede da una parte un’entropia dell’Energia, ed in controtendenza
vede un’evoluzione della specie; perché le Religioni invece di essere fonte
di avvicinamento ed Amore tra gli uomini, sono ancora fonte di aspre
battaglie; perché conosciamo così poco della nostra identità e scopo della
nostra vita; perché, perché, perché………
Personalmente sono fermamente convinto che Noi TUTTI
esseri viventi, facciamo parte del grande albero della VITA, il quale
rappresenta una delle tante componenti di un Universo multi dimensionale,
che a sua volta è parte integrante, in quanto Sua espressione diretta, di una
coscienza collettiva che Noi usiamo definire con termine di Dio, Dei,
Divinità ecc. L’uomo è l’essere vivente che su questa Terra è riuscito
a sfondare la soglia critica della consapevolezza, il che gli comporta
tutta una serie di diritti e doveri nei confronti del creato, che a dire il
vero ad oggi non sembra abbia ancora bene interiorizzato.
L’Universo e l’Atomo, nella realtà sono il
macro ed il micro sistema, di una struttura armonica, di una bellezza
infinita; frutto di un atto di Amore Creativo, messo in essere dalla Coscienza
collettiva; la quale per creare una situazione di esperienza del Suo Essere,
fatto di Armonia ed Amore, non aveva altre possibilità
realizzative al di fuori di quella in cui Noi ci troviamo a vivere; dotando
quindi il sistema della freccia del Tempo, che è una diretta conseguenza
dell’entropia dell’Energia, che in controtendenza produce esperienza e
quindi evoluzione; il sistema è come un orologio dinamico positivo; al di
fuori di queste condizioni la Coscienza collettiva avrebbe solo potuto creare
una copia di se stessa, il che non avrebbe avuto nessun senso.
Il termine stesso Armonia prelude all’esistenza di
intervalli regolati da rapporti; senza intervalli rapporti e quindi “tensioni”,
l’Armonia avrebbe un andamento uniformemente piatto, e quindi non sarebbe
Armonia.
Queste “tensioni” Noi le percepiamo con i nostri
sensi in diverse condizioni di essere, come ad esempio in Musica, nei Colori,
in Natura ecc. Se andassimo ad analizzare a fondo i rapporti che regolano le
“tensioni” nei vari campi, scopriremmo che tali rapporti sono
perfettamente identici.
L’Armonia potremmo anche definire che rappresenta la parte più
razionale del sistema, in quanto in qualche modo è riconducibile alla nostra
matematica.
L’Amore invece rappresenta la parte meno razionale del
sistema, in quanto racchiude in se anche il concetto di infinito. Tutti i
nostri matematici che hanno cercato di portare il concetto di infinito sul
piano della nostra matematica razionale, sono o impazziti o hanno comunque
sofferto molto, senza comunque arrivare ad apprezzabili risultati.
Se vogliamo capire l’infinito con i nostri sensi,
dobbiamo abbandonare la nostra attuale matematica ed imparare ad amare: la
vita, i nostri simili, Tutto….
Khalil Gibran, il Poeta, dice: l’Amore non dà nulla fuorché se
stesso e non attinge che da se stesso; l’Amore non possiede ne vorrebbe
essere posseduto; poiché l’Amore basta all’Amore.
La nuova Scienza, se veramente vorrà guardare oltre
la siepe, ed approdare ad altre realtà, dovrà imparare a coniugare sempre il
sapere con l’Armonia e l’Amore, non c’è scampo, in quanto queste sono
le regole base su cui è fondato ed ha il suo scopo di vita tutto
l’Universo.
La nostra scienza tradizionale ancora oggi considera
il nostro corpo fisico come la sostanza che è alla base della nostra
esistenza; a mio avviso invece il nostro corpo è solo un fantastico
contenitore attraverso il quale la Coscienza collettiva sperimenta la vita in
una delle tante dimensioni del creato; tale vita una volta messa in essere,
poi continua la propria evoluzione nelle altre dimensioni all’infinito.
Ritornando al concetto di Creato multi dimensionale,
per meglio comprenderlo, dobbiamo cercare di entrarci dentro come “Alice nel
paese delle meraviglie”; e vedremo che le particelle elementari come: Quark,
Bosoni, Elettroni, Neutrini, Fotoni ecc. nella realtà esse rappresentano
delle cariche energetiche sotto forma di “stringhe”; la così detta
materia comincia a sviluppare una sua consistenza solo in presenza di Protoni
e Neutroni.
Si potrebbe arrivare quindi a dire che: la Materia
è solamente un sottoprodotto di passaggio riciclabile dello spirito,
un’idea concentrata; nello stesso modo in cui Protoni e Neutroni
rappresentano solo l’energia condensata dei Quark.
L’Universo visto con tale prospettiva, porterebbe
a dissolvere definitivamente i confini che separano: Spirito e Materia, Massa
e Energia, Fisica Filosofia e Religione.
Ancora per tentare di percepire con i nostri sensi
l’idea di Creato multi-dimensionale, potremo provare ad immaginare che nella
sua esplosione primordiale, da Noi chiamata Big-Bang, la Coscienza collettiva
ha dato il via a 11 dimensioni, (oggi una certa branchia della Fisica
moderna, ipotizza che oltre alle 4 dimensioni che Noi percepiamo, 3 Cartesiane
+ il Tempo; esistono altre 7 dimensioni avviluppate attorno e/o dentro
l’Armonica più pesante in cui Noi viviamo).
Notiamo qui che il numero sette trova una
corrispondenza con le nostre sette note musicali, con il vecchio detto: ӏ
salito al settimo cielo”; chissà, magari sono solo casualità, sicuramente
comunque non possiamo considerare la Nostra dimensione di vita attuale, come
l’unica dimensione del creato; così come si credeva nel medioevo, che la
Terra e l’uomo fossero al centro del Creato.
La nuova Fisica moderna in sostanza ci aiuta di più
delle nostre vecchie Religioni a comprendere l’opera del Creatore, anche se
la Scienza assolutamente non vuole in nessun modo sostituirsi alle Religioni.
Cito a tal proposito una scoperta della Fisica
moderna, che ad avviso dello scrivente è di grande importanza strategica per
arrivare a capire l’essenza dell’Universo e quindi della Scienza, nei Loro
meandri più profondi.
Nel
1982 un'équipe di ricerca dell'Università di Parigi, diretta dal Fisico
Alain Aspect, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante
esperimento del 20° secolo.
Aspect ed il suo team hanno infatti scoperto che,
sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli
Elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l'altra
indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri
o di 10 miliardi di miglia; è come se ogni singola particella sapesse
esattamente cosa stiano facendo tutte le altre.
Questo fenomeno può essere spiegato solo in due
modi: o la teoria di Einsten che esclude la possibilità di comunicazioni più
veloci della luce è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche
sono connesse non-localmente.
Poiché la maggior parte dei fisici nega la
possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l'ipotesi
più accreditata è che l'esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra
le particelle subatomiche sia effettivamente di tipo non-locale.
David Bohm, noto fisico dell'Università di Londra,
recentemente scomparso, sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la
realtà oggettiva non esiste.
Nonostante la sua apparente solidità, l'Universo
è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente
dettagliato; per capire come mai il Prof. Bohm abbia fatto questa sbalorditiva
affermazione, dobbiamo prima comprendere la natura degli ologrammi.
Un ologramma è una fotografia tridimensionale
prodotta con l'aiuto di un laser; per creare un ologramma l'oggetto da
fotografare viene prima immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo
raggio laser viene fatto rimbalzare sulla luce riflessa del primo e lo schema
risultante dalla zona di interferenza dove i due raggi si incontrano viene
impresso sulla pellicola fotografica; quando la pellicola viene sviluppata
risulta visibile solo un intrico di linee chiare e scure, ma illuminata da un
altro raggio laser, ecco apparire il soggetto originale.
La tridimensionalità di tali immagini non è
l'unica caratteristica interessante degli ologrammi, difatti se l'ologramma di
una rosa viene tagliato a metà e poi illuminato da un laser, si scoprirà che
ciascuna metà contiene ancora l'intera immagine della rosa. Anche continuando
a dividere le due metà, vedremo che ogni minuscolo frammento di pellicola
conterrà sempre una versione più piccola, ma intatta, della stessa immagine;
diversamente dalle normali fotografie, ogni parte di un ologramma contiene
tutte le informazioni possedute dall'ologramma integro.
Questa caratteristica degli ologrammi ci fornisce
una maniera totalmente nuova di comprendere i concetti di organizzazione e di
ordine. Per quasi tutto il suo corso la Scienza occidentale ha agito sotto il
preconcetto che il modo migliore di capire un fenomeno fisico, che si
trattasse di una rana o di un atomo, era quello di sezionarlo e di studiarne
le varie parti. Gli ologrammi ci insegnano invece che alcuni fenomeni del
Creato possono esulare da questo tipo di approccio; questa intuizione suggerì
a Bohm una strada diversa per comprendere la scoperta del professor Aspect.
Bohm
si convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in
contatto indipendentemente dalla distanza che le separa, risiede nel fatto che
la loro separazione è un'illusione. Egli sosteneva che, ad un qualche livello
di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali ma
estensioni di uno stesso "organismo" fondamentale.
Per
spiegare la sua teoria Bohm utilizzava questo esempio: immaginate un acquario
contenente un pesce; ed immaginate anche che l'acquario non sia visibile
direttamente, ma che noi lo si veda solo attraverso due telecamere, una
posizionata frontalmente e l'altra lateralmente rispetto all'acquario. Mentre
guardiamo i due monitor televisivi possiamo pensare che i due pesci visibili
sui monitor siano due entità separate, la differente posizione delle due
telecamere ci darà infatti due immagini lievemente diverse. Ma, continuando
ad osservare i due pesci, alla fine ci accorgeremo che vi è un certo legame
tra di loro: quando uno si gira, anche l'altro si girerà; quando uno guarda
di fronte a sé, l'altro guarderà lateralmente. Se restiamo completamente
all'oscuro dello scopo reale dell'esperimento, potremmo arrivare a credere che
i due pesci stiano comunicando tra di loro, istantaneamente e misteriosamente.
Secondo
Bohm il comportamento delle particelle subatomiche indica chiaramente che vi
è un livello di realtà del quale non siamo minimamente consapevoli, una
dimensione che oltrepassa la nostra. Se le particelle subatomiche ci appaiono
separate è solo perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro
realtà, esse non sono "parti" separate, bensì sfaccettature di
un'unità più profonda e basilare che risulta infine altrettanto olografica
ed indivisibile quanto la nostra rosa; e poiché ogni cosa nella realtà
Fisica è costituita da queste "immagini", ne consegue che
l'Universo stesso potrebbe essere solamente una proiezione, un ologramma.
Dalle sopra citate descrizioni della possibile
essenza del Creato, possiamo dedurre che quella che Noi usiamo a chiamare con
il termine che tanto ancora ci spaventa Tutti, “morte”, non è niente
altro che un passaggio del nostro essere, o coscienza immortale, ad un’altra
dimensione; molto più giusto sarebbe considerare la morte come una rinascita
in un’altra dimensione.
Le nostre malattie, alla base di tutto, dovrebbero
essere considerate come il frutto di una disarmonia che si può creare tra i
nostri livelli multi - dimensionali. Noi siamo come una macchina che assorbe
in continuo Energia dal cosmo in cui siamo immersi, (il nostro corpo biologico
per vivere consuma circa 10 Watt al giorno- per le funzioni cerebrali, e 70 W
per il funzionamento intero/estero - cettivo), la utilizziamo per la Nostra
Vita in tutte le Sue forme e/o dimensioni, e poi dopo averla utilizzata ed
elaborata, una parte la restituiamo al cosmo.
Per questo motivo è importante essere il più
possibile “Positivi”, ed il meno possibile “Negativi”, per il bene di
chi ci sta attorno che assorbe anche in parte la nostra Energia rielaborata e
quindi restituita al sistema.
Noi tutti, che ci piaccia o no siamo obbligati ad
evolverci; questa è la Legge del Creato, che è di una dittatura ferrea, alla
quale nessuno neanche il Creatore può sfuggire.
Le Sue Leggi poche,semplici ed inderogabili
definiscono che ogni vita che scocca è una scintilla infinita, destinata al
proprio cammino evolutivo unico, inconfondibile ed inarrestabile!!!!!!!
Il nostro corpo così detto materiale, che racchiude
i nostri Io mentali, emozionali e spirituali, nella realtà è costituito da
un’insieme di vortici di Energia, i quali interagiscono sia tra di loro, che
con la Coscienza collettiva; nelle lingue e/o culture Indù e Sancrita, tali
vortici venivano definiti con il termine di “chakra”, che significa ruota
di luce.
Tutto il Creato va visto come un enorme gomitolo
Energetico Armonico multi dimensionale, dove Noi rappresentiamo una
micrometrica parte; e dove sui vari livelli e/o dimensioni si sono gia
sviluppate, si sviluppano e si svilupperanno innumerevoli altre forme di vita,
con tutti i problemi che abbiamo e che conosciamo Noi per evolverci, con tempi
di sfasamento anche di milioni e milioni di anni, ed ognuna con il proprio
cammino evolutivo.
Nel passato, molto di più che nei tempi nostri;
quando la nostra mente non era ancora troppo inquinata dal “rumore di
fondo” della Civiltà moderna; esistevano individui, che adesso chiamiamo
“sensitivi”, in grado di contattare e colloquiare con altre dimensioni;
durante la così detta “guerra fredda”, i sevizi segreti USA e URSS fecero
ampio uso di “sensitivi” per operazioni di spionaggio.
Dobbiamo sempre tenere ben presente il fatto che
ognuno di Noi crea la propria realtà in cui vive, “Noi siamo ciò che
crediamo di essere”.
Questo processo evolutivo di vita, in alcune culture
viene definito con il termine di “Karma”, che sta a rappresentare una
specie di memoria della Nostra storia di vita evolutiva, costellata di errori,
cose buone cattive, gioie e dolori, ecc.
La Creazione in se stessa rappresenta il fatto più
positivo che possiamo immaginare, in quanto è l’espressione più alta di
“Amore creativo” che Noi conosciamo; il quale caratterizza la
nostra freccia positiva della vita verso cui tutti indistintamente,
nella nostra piena libertà, all’interno della dittatura evolutiva, siamo
chiamati a percorrere.
B) Nota Tecnica:
Nello spirito della premessa sopra descritta, e
siccome l’argomento che qui si andrà a trattare è di carattere di Ricerca
sia di base che applicativa avanzata, i concetti sotto esposti risultano più
semplici e facili da immaginare con la nostra mente che da esprimere con la
nostra lingua scritta; e quindi il Relatore farà tutto il possibile per
renderli visibili e comprensibili a tutti i lettori.
L’evoluzione della nostra Scienza e Tecnologia
attuali, ci hanno messo a disposizione un’enormità di potenziali mezzi per
innovare ancora di più la stessa Scienza e Tecnologia.
L’importante è imparare a guardare tali mezzi
sotto la luce di altri aspetti applicativi; come ad esempio potrebbero essere
i sistemi moltiplicatori in cascata e/o masse critiche, che in natura esistono
da sempre, basta osservare Tornadi e Trombe d’aria in meteorologia,
l’effetto Larsen in acustica, i Fotomoltiplicatori in strumentazione ottica
e nucleare, ecc. ecc. per vedere che l’uomo in realtà da sempre è
circondato da tali fenomeni, ed in alcuni casi ha già anche imparato a
sfruttarli per i suoi bisogni; come ad esempio per le masse critiche lo è la
Fissione Nucleare, utilizzata per
scopi energetici, e purtroppo anche bellici.
Personalmente a casa mia,
senza volerlo, ho avuto modo di sperimentare uno di questi fenomeni: un giorno
suonando la chitarra ho sentito un botto, era un vaso di Cristallo sul tavolo
che improvvisamente era esploso. Tale fenomeno, era avvenuto grazie al fatto
che per un attimo una frequenza sonora della mia chitarra era entrata come Hz
nella frequenza critica del cristallo; nella frazione di un attimo il
cristallo ha moltiplicato questa Energia sonora assorbendo Energia dal suo
intorno, sino a quando tale Energia ha superato la forza Elettromagnetica di
coesione delle sue molecole, ed è esploso.
Tale
esempio di fenomeno sopra citato di massa critica, a livello di coesione
molecolare, innescata da un sistema risonatore, rappresenta appunto il
“cuore” di questo Progetto di ricerca, che porterà avanti in primo luogo
uno studio approfondito sul comportamento di elementi risonatori formati da
strutture cristalline in special modo tipo quarzo, che è il più diffuso in
natura e forse anche nello spazio; al fine di farlo
“vibrare “ e quindi cedere energia sotto varie forme, (la più
comoda potrebbe essere ad esempio sotto forma di Neutrini, in quanto non hanno
carica elettrica e non interagiscono con la Massa).
Questi processi di scambi energetici, esistono in natura e specie nello spazio dove vengono liberate grandi quantità di energia cosmica sotto forma di varie particelle atomiche e subatomiche; tale fenomeno in parte avviene anche nel nostro organismo, specchio della Legge universale di conservazione e trasformazione dell’ Energia; in quanto esso arriva a trasportare elettroni per far avvenire le reazioni chimico - energetiche che ci tengono in vita.
Un buon aiuto per vedere questi fenomeni sotto la luce delle
considerazioni Scientifiche e Filosofiche fatte nella premessa; ci arriverà
anche dalla osservazione ed esame del capitolo che la Scienza moderna
individua come “Caos”.
Sino al 1980 circa, la Scienza era convinta che un
sistema semplice si comportasse in modo semplice, e che quindi la previsione
del suo comportamento fosse alquanto semplice; e che invece un sistema
complesso si comportasse in un modo complesso e che quindi la previsione sul
suo comportamento fosse alquanto complessa.
Oggi tutto questo è cambiato, in questi ultimi
venti anni matematici, fisici, biologi, chimici, astronomi ecc. stanno sempre
di più prendendo consapevolezza che sistemi semplici danno origine a
comportamenti complessi; e fatto ancora più importante, è che le Leggi della
complessità hanno una validità universale, sulla quale non incidono
minimamente la struttura degli Atomi che compongono un sistema qualsiasi.
Le varie Scienze che studiavano e cercavano di
ingabbiare in regole matematiche i comportamenti e quindi le predizioni dei
vari sistemi, usavano definire come “fluttuazioni” del sistema le
variabili che sempre si presentavano ai loro vecchi schemi di lavoro; era
chiaramente un modo spicciolo per dare un termine ed una spiegazione a dei
fenomeni che in realtà rappresentavano la vera parte importante di come si
regola il sistema del Tutto.
Solo ultimamente le varie discipline scientifiche
hanno imparato a lavorare insieme su questo importante aspetto comportamentale
dell’Universo; scoprendo che in realtà ogni sistema ordinato tende al Caos,
e ogni sistema caotico ha un suo ordine intrinseco delle cose.
A tal proposito Einstein, acquisendo il fatto che la radiazione
elettromagnetica nel vuoto assume il valore della costante universale “c”;
e che quindi di conseguenza nel quadro delle nuove concezioni relativistiche,
il concetto di Newton con spazio e tempo assoluti ed indipendenti, non aveva
più valore; arrivò a concepire il fatto che le sole due variabili cognitive:
Energia e Materia, non erano più
insufficienti per dare spiegazione coerente e completa a sistemi che
evidentemente implicano l’ esigenza di introdurre il concetto di
informazione come parte integrante del sistema evolutivo della natura.
Questa breve riflessione ci porta a pensare che quando ragioniamo entro
una dimensione univoca lineare del tempo, inteso come misura della durata dei
fenomeni osservati da un osservatore esterno, tutto l’ universo appare
essere caotico, in quanto che organizzato come un sistema disperso in un mare
di entità materiali differenti, tenute assieme dal sistema gravitazionale; il
quale oltretutto risulta ancora mancante di una "massa oscura"
invisibile. Se invece aggiungiamo come variabile cognitiva, “il sistema di
informazione interattiva”, l’ Universo ci appare come un sistema
perfettamente ordinato nelle sue componenti di materia, energia ed
informazione.
Verrebbe da concludere allora che: l’evoluzione è Caos più
retroazione, e l’Universo è caos più dissipazione; ed ancora che il Caos
ha una freccia che lo porta a produrre complessità di una bellezza ed
un’armonia stupefacenti; tali affermazioni ci riportano inesorabilmente alla
seconda Legge della Termodinamica, ed alle scoperte di Lorenz, il quale da
tanto tempo, era giunto a definire che la dissipazione dell’Energia o
Entropia, nella realtà è un’agente dell’ordine; ed infine ancora
ricollegandoci con le definizioni di Armonia ed Amore riportate nella
Premessa, verrebbe da dire che la freccia positiva all’interno del Caos è
rappresentata dalla funzione Armonica nell’Amore Creativo Universale.
Gli scienziati moderni alla famosa affermazione di
Einstein: “Dio gioca a dadi con l’Universo”, oggi tendono a rispondere:
“ Si, ma con dadi truccati, e quindi vince sempre Lui”; di qui il grande
sforzo di tanta Scienza di arrivare a capire come sono truccati i dadi, e
quindi di riuscire ad imbrigliare le leggi del “Caos” con la Nostra
matematica.
Personalmente torno a ripetere alla nausea, che non
è questo l’approccio giusto che dovrebbe avere la Scienza moderna; la
famosa freccia positiva che caratterizza le scelte ordinate, belle ed
armoniche del Caos è l’Amore Creativo. Non c’è oggi, ne ci potrà
mai essere matematica, che possa contenere l’Amore Creativo; in quanto è un
vero paradosso cercare di “quantizzare” in qualsiasi forma ciò che è
infinito.
L’uomo già racchiude dentro di Lui queste due
forme di essere; per scoprire ciò che è,
l’uomo dovrebbe imparare ad ascoltarsi con più umiltà, e poi
sentirà emergere dentro di Lui quella sinfonia bellissima, delicata, ed
ineguagliabile, che è la Sinfonia dell’Amore.
Solo con tale nuovo approccio umile alla Scienza, potremo, un domani speriamo non troppo lontano, destreggiarci meglio tra i nuovi approcci scientifici come: Caos e Ordine, Attrattori strani, Cicli limite, Consonanze Dissonanze e Risonanze, ecc. ecc.
A proposito di effetti Attrattori strani e Cicli
limite, nel 1927 un Ingegnere Elettronico Olandese, Balthasar Van der Pol,
utilizzò appunto un ciclo limite per costruire la Valvola Elettronica o tubo
elettronico a vuoto, che diede poi un grande impulso a tutta la tecnologia di
amplificazione di onde Elettromagnetiche per molti impieghi come ad esempio la
Radiotrasmissione di segnali ecc.
A proposito di “Risonanza”, invece tale fenomeno
a livello di Atomi cominciò ad essere indagato sin dalla fine degli anni 20
da alcuni scienziati, i quali tentando di capire i perché di reazioni
organiche in funzione di spostamenti spontanei di elettroni da un punto di una
molecola all’altro; ed è di qui che cominciarono ad ipotizzare la natura
ondulatoria dell’elettrone, e quindi non di particella.
Tale discorso fu ripreso negli anni 30 da Pauling, il quale dimostrò
che il fondo comune di elettroni di Lewis e Langmuir si poteva considerare
come un fenomeno di interazione di onde, le quali entrando in “Risonanza”
tra di loro si accoppiavano rinforzandosi, dando quindi origine ad una
situazione più stabile in caso di combinazione che di separazione.
Questa scoperta di Pauling, nella realtà rappresenta solo la “punta
di un Iceberg”, in quanto essa ci porta a pensare che se le “Risonanze”
funzionano per gli elettroni, perché non dovrebbero funzionare con il resto
della Creazione????
Tale ipotesi a Noi tanto cara ed utile, viene inoltre suffragata dal
fatto che tutto il sistema Universo è formato da vibrazioni o onde che
portano con sé una carica Energetica; e siccome Noi sappiamo già che per
Loro natura vibrazioni ed Onde funzionano a “Consonanze”, “Dissonanze”
e “Risonanze”; è proprio su tale principio che basiamo il presente
Progetto di Ricerca.
Siccome sui Nostri mezzi di trasporto innovativi,
dovremo far viaggiare anche l’uomo con il suo corpo biologico, di
conseguenza la frequenza di onde Elettromagnetiche su cui dovremo lavorare,
dovrà essere “consonante” con le Frequenze con cui è costruito e
tenuto insieme il nostro corpo biologico, onde non danneggiarlo; un aiuto per
ottenere questo risultato, ci arriverà dall’osservazione della Nostra
Chimica organica, la quale è caratterizzata dalla base di atomi di Carbonio,
che a seconda della disposizione delle catene che vanno a formare, sulla
Nostra Terra danno vita a circa 5.000.000 di sostanze pure che contengono
appunto l’Atomo di Carbonio.
Questa scelta della natura sarà dovuta al caso od
alla necessita?
Su altri Pianeti si saranno sviluppate vite con a
base altri atomi, come per esempio il Silicio?
Altre vite che magari altrove si sono sviluppate su
altre basi, avranno magari un quoziente di aggressività inferiore al nostro;
ed un senso del servizio alla comunità magari superiore al nostro?
Tutte belle domande, alle quali purtroppo oggi, con
la Nostra scienza non abbiamo ancora la possibilità di darci delle risposte.
A proposito di Biologia contemporanea, un certo Dottor Jacques Monod a
questo proposito scrisse un bellissimo libro, con il titolo “Il caso e la
necessità”.
Monod parte dal fatto di considerare le caratteristiche degli esseri
viventi come strutture molecolari, in quanto che la Biologia moderna aveva di
fatto proposto una nuova definizione della vita. Monod nel tentativo di
distinguere gli organismi viventi, dalla natura inorganica, e dagli artefatti
creati dall’uomo, sintetizza questa nuova definizione in tre caratteristiche
essenziali:
1)
Teleonomia,
2)
Morfogenesi autonoma,
3)
Invarianza riproduttiva
Con il termine Teleonomia, si definisce il fatto che
tutti gli organismi viventi sono dotati di un progetto conservato nelle loro
strutture, e realizzato nelle loro prestazioni, senza interventi esterni.
Questo fatto potrebbe star a significare che in
realtà ogni particella del creato, Quark ed Elettroni, possiedono una Loro
memoria situata nelle Loro Armoniche o Dimensioni superiori, dando ad ognuna
di esse una loro unicità e specificità.
Con il termine di Morfogenesi autonoma, si definisce
la “libertà” quasi totale, verso qualsiasi condizione esterna, con cui si
assicura la formazione e la crescita di tutte le forme di vita; tale
meccanismo costituisce la base della Teleonomia, e garantisce la conservazione
e moltiplicazione delle specie viventi.
Con il termine di invarianza riproduttiva, si
definisce il fatto che tutti gli esseri viventi hanno la possibilità
congenita di conservare, riprodurre e trasmettere tutta la memoria della loro
evoluzione ai loro posteri.
Comunque anche se tutti gli esseri viventi sono
dotati delle sopra citate tre proprietà, essi sono Tutti sottoposti alla
selezione naturale che li sottopone la “libera concorrenza” della
vita stessa. Questi fatti che avvengono per puro “Caso”, comunque
vanno ad incidere sull’invarianza della Loro struttura primitiva, e dopo che
avvengono per un certo qual numero di volte, vengono iscritti come mutazioni
in detta struttura primaria, diventando a Loro volta delle “Necessità”.
Da questa storia evolutiva, lunga ormai per il
nostro Pianeta circa 4 miliardi di anni, dunque Monod arriva a considerare che
la vita è nata per una serie di Casi, trasformati poi dalla natura in
regole di necessità; visione quindi alquanto solo “tecnico -
materialista” del tutto.
Personalmente trovo che il discorso di Monod
esaurisce solo in parte la richiesta di capire da dove arriva la vita e
l’uomo; Monod non affronta mai il motivo per cui tali casi messi in serie
hanno prodotto dei sistemi belli ed armonici come le Balene le Allodole le
Farfalle ecc. Il canto di un Fringuello è sempre intonato rispetto come
quello di una Balena e di un Merlo, perché?????
Il titolo “Il caso e la necessità”, ad avviso
del sottoscritto, potrebbe anche essere letto in tutt’altro modo: è un caso
che c’è stato il Big-Bang? che per caso ha generato Quark ed Elettroni? che
per caso si sono messi insieme con un certo ordine onde formare i primi Atomi
di Idrogeno? i quali per caso accumulandosi e comprimendosi hanno acceso le
prime stelle? le quali per caso dopo aver esaurito il loro combustibile
Idrogeno hanno collassato? e sempre per caso dopo 4 o 5 accensioni di stelle
collassate e miscelate con altro idrogeno vagante, con i pezzi sfuggiti alla
loro attrazione hanno cominciato a formare i pianeti? dai quali sempre e solo
per caso ad un certo punto è nata la vita biologica? la quale per caso nella
sua evoluzione ad un certo punto ha scodellato degli strani esseri come Merli,
Allodole, Farfalle, Balene, Tigri, Delfini, Lucciole, Serpenti, Uomini ecc.
ecc.??????
Oppure tutti questi Casi rappresentano la Necessità
di esprimere le Leggi semplici e primordiali che esistono da sempre, e che
rappresentano la natura stessa di quello che Noi uomini usiamo a chiamare con
il termine, a mio modesto parere molto improprio di “Dio”, personalmente
troverei molto più confacente il termine di “Coscienza collettiva”.
Non per “caso” il grande scienziato
Einstein dopo aver enunciato le teorie sulla Relatività, negli ultimi suoi 20
anni di vita lavorò sulla teoria dei così detti “Campi unificati”, il
che rappresentò un tentativo purtroppo non ancora riuscito di unificazione
delle Leggi che in natura regolano le varie forze ivi compresa la forza di
gravità.
A tal proposito, si narra, che gli U.S.A.
nell’Ottobre del 1943 fecero
un’importante esperimento, chiamato poi “Effetto Filadelfia”, su di un
Cacciatorpediniere completo di tutto il suo equipaggio.
L’esperimento consisteva nel creare un grandissimo
campo di energia elettromagnetica attorno alla nave, onde arrivare a
smaterializzare e rimaterializzare la nave con tutto il suo equipaggio, in un
altro luogo.
L’esperimento riuscì, fatto salvo il fatto dei danni
inflitti agli uomini a bordo, dove qualcuno bruciò vivo come messo dentro un
forno a micro-onde, e gli altri sopravvissuti persero tutti il lume
dell’intelletto.
L’errore madornale fu nel metodo sperimentale, e
non nei contenuti scientifici; l’esperimento andava condotto in tutt’altro
modo, senza coinvolgere gli uomini, e con esperimenti graduali, onde arrivare
a conoscere bene la materia scientifica nei suoi dettagli, prima di
coinvolgere l’uomo direttamente.
Noi uomini da sempre siamo abituati ad analizzare
nel dettaglio gli “Effetti” del mondo “Fisico” in cui siamo
immersi; troppi pochi sforzi facciamo per guardare tutta l’impresa Fisico
e Scientifica dal lato opposto, e cioè scoprirne le “Cause”,
che ad avviso del sottoscritto sono molto ma molto più interessanti, semplici
ed essenziali della nostra attuale “Fisica”.
Per meglio comprendere questo diverso atteggiamento scientifico, tanto
per cominciare come esempio potremo considerare che Massa ed Energia sono in
realtà la stessa cosa vista da due punti diversi di osservazione, ruotati tra
di loro di 90°.
Onde dimostrare questo aspetto della Fisica,
proviamo ad immaginare una superficie piana bidimensionale, la quale se verrà
vista perpendicolarmente, la percepiremo come superficie, paragonabile alla
Massa; se senza spostare il nostro punto di visione faremo ruotare la superficie di 90°, vedremo più solamente
una linea, paragonabile all’Energia.
Potremmo di qui dedurre che la quantità di Energia
contenuta in un certo corpo dotato di Massa, dipende interamente da quanto
esso è ruotato attorno al suo asse Massa / Energia in riferimento ad un dato
punto di osservazione.
Dall’ equazione sulla Relatività di Einstein si evince dunque il
fatto che un corpo dotato di Massa “X” mentre aumenta la sua velocità
nella direzione “Y”, la sua Massa “X” diminuisce direttamente in
proporzione alla quantità di moto impressa nella direzione “Y”; questo
evento è dovuto al fatto che la
Massa “X” sta ruotando attorno al suo asse Massa / Energia rispetto al
punto di osservazione.
Noi sappiamo anche che sono necessari 9 x 1020
erg di energia per accelerare un grammo di Massa sino a fargli raggiungere la
velocità “quasi” della luce: 300.000 Km / sec., dopodiché sarà inutile
aggiungere altra energia per accelerare la Massa “X” in quanto avendo
ruotato l’asse Massa / Energia di 90°, rispetto al nostro punto di
osservazione, a tal punto avremo trasformato completamente la nostra Massa
“X”, in Energia.
Dall’ equazione affascinante di Einstein E = m
x c2, possiamo dedurre quindi che la massa è una forma
“solida” di energia, e l’energia è una forma “spirituale” della
massa.
Queste grandezze astratte, diventano più visibili
se per esempio ipotizziamo di trasformare completamente in Energia un grammo
di materia. Con tale ipotetica trasformazione, applicando l’equazione di
Einstein, otterremo un potenziale equivalente in energia pari a 25.000
megawattora, utili per tenere accese 100 milioni di lampadine da 50 Watt per
una lunga serata invernale.
La nostra mente tende a ribellarsi a tale realtà,
in quanto che con le nostre Tecnologie attuali siamo abituati ad avere a che
fare con sistemi energetici con una efficienza bassissima di rendimento, in
quanto che per ottenere energia non agiamo mai direttamente sulle stringhe
energetiche, ma ci arriviamo quasi sempre tramite una lunga serie di passaggi;
e poi comunque molti nostri metodi per passare dall’energia allo spostamento
di masse, sono ancora alquanto primitivi e poco efficienti, come ad esempio la
ruota ecc.
Nella realtà osservandoci da vicino, vedremo che le
formule per comprendere il “Tutto” sono poche e semplici; ed inoltre, come
già sopra accennato, tutto ciò che noi percepiamo come Materia e Forze, non
sono niente altro che un’enorme quantità di cariche energetiche che si
manifestano sotto forma di onde vibranti; le quali girano su se stesse come
trottole in senso antiorario, con in mezzo a loro enormi spazi vuoti.
Per visualizzare con i nostri sensi tali vuoti,
potremmo immaginare di ingrandire l’Atomo alle dimensioni di un campo di
calcio, e vedremo che il nucleo al centro avrebbe una dimensione virtuale di
una capocchia di uno spillo, e gli elettroni ci apparirebbero come minuscole
onde vibranti che gli girano attorno alla distanza dei bordi del campo.
Questa bella famigliola di “trottole”, a seconda
il compito che hanno da svolgere vengono individuate dai Fisici con delle
proprietà definite con il termine di “Spin”, di cui ne conosciamo 4 tipi:
1)Particella di Spin 0,
essa appare come un punto e quindi ci appare sempre uguale da qualsiasi parte
che la osserviamo.
2)Particella di Spin 1;
essa appare come una freccia, ci appare diversa a seconda da dove la
osserviamo, e tornerà ad assumere lo stesso aspetto solo dopo una rivoluzione
di 360°.
3)Particella di Spin 2,
essa appare come una freccia a due punte, una a ciascuna estremità, essa
tornerà ad avere lo stesso aspetto solo dopo una semi rivoluzione di 180°.
4)Particella di Spin 3,
e/o maggiore di 3, esse torneranno ad avere lo stesso aspetto solamente dopo
una semi rivoluzione ancora più parziale di 180°.
5)Particella di Spin ½, o
semi intero, esse torneranno ad avere lo stesso aspetto solo dopo due
rivoluzioni complete di 360°.
La Fisica moderna poi di tutte le particelle
costituenti l’Universo da Noi conosciuto ad oggi, Massa e/o Energia e Forze,
e sopra individuate con le proprietà Spin; le raggruppa in due grandi
famiglie di vibrazioni e/o energia cosmica:
A)Particelle di Spin ½, rappresentanti di tutta la Massa e/o Energia.
B)Particelle di Spin 0,1,2,3, rappresentanti di tutte le Forze.
Dalle sopra citate descrizioni, deduciamo che le particelle di Spin
0,1,2,3 insieme alle particelle di Spin ½, nella realtà sono tutti vortici
energetici di uguale natura, essi si differenziano per le diverse funzioni che
vanno a svolgere e che rispondono ad una domanda essenzialmente di tipo
Filosofico, che è: “cosa c’era prima del Big-Bang”.
Personalmente, come già anche citato nella
Premessa, una risposta il
sottoscritto ce l’ha: “prima del Big-Bang, c’era L’Armonia e l’Amore
della Coscienza collettiva, la quale si è resa manifesta in un gesto di Amore
creativo, entrando in “Risonanza” su se stessa, sino ad arrivare ad un
punto con una densità energetica infinita, il quale esplodendo ha generato la
dimensione dell’Armonica pesante rappresentata da Massa, Energia, Tempo; con
avviluppate attorno le altre 7 dimensioni Armoniche più leggere”.
L’Armonia musicale, che tanto piace a molti esseri viventi, nella
realtà non è un’invenzione di nessun essere vivente; essa corrisponde per
il nostro cervello a segnali elettrici, che gli arrivano trasdotti dal nostro
orecchio da onde acustiche suddivise per intervalli, i quali potrebbero
corrispondere esattamente alle regole delle relazioni Armoniche primordiali
equivalenti alla natura stessa della Coscienza collettiva.
Noi troppo spesso per la nostra superbia, ed per il nostro enorme ego,
non guardiamo da vicino ciò che siamo; ci fa molto più piacere gonfiarci le
penne come dei pavoni, e riempire lavagne e libri di formule che se ridotte
all’essenza primordiale diventerebbero di una semplicità disarmante, come
semplice, umile ed armoniosa è la Coscienza collettiva che ha dato il via a
questa bellissima, affascinante, e gioiosa “Grande giostra” che è la
vita.
Questo concetto di complicare la Fisica che ci circonda, possiamo anche
vederlo come se volessimo analizzare matematicamente ogni battuta di
un’Opera musicale di Mozart o di altri compositori; ogni grande opera è
riconducibile alla scala Maggiore musicale, od alla sua corrispondente minore
una sesta sopra, od una terza sotto.
Un altro aspetto della Fisica molto importante da tenere sempre
presente nella nostra Ricerca, è la “Equazione dell’inverso del quadrato”:
da intendersi come Legge che regola la quantità di forza in riferimento dalla
distanza dell’oggetto dal punto di emissione della forza, esempio: se ad una
distanza di due metri un oggetto con massa “A” risente di una forza di
attrazione ad esempio di gravità di 4 Kg. rispetto al punto “B”; alla
distanza di 4 metri la forza di gravità per l’oggetto di massa “A”
rispetto il punto “B”, l’attrazione di gravità sarà di 1Kg.
In sostanza la Legge dice: se si raddoppia la
distanza la forza si riduce di un quarto, se si dimezza la distanza la forza
risulta quadruplicata, e se provassimo applicare tale regola alle tre Forze
principali, che la nostra Fisica attuale usa a catalogare in: nucleare,
elettromagnetica, e gravitazionale, vedremo che esse rispondono allo stesso
modo all’equazione:
R12
x F1
F2
= ------------
R22
F2 = Forza alla distanza più lontana dal punto
focale di riferimento.
F1 = Forza alla distanza più vicina dal punto
focale di riferimento.
R2 = Distanza più lontana dal punto focale di
riferimento.
R1 = Distanza più vicina dal punto focale
di riferimento.
Per meglio visualizzare tale concetto,
potremmo immaginare che ogni particella del creato è collegata con
tutte le altre con una serie di elastici sempre della stessa grandezza, che
fungono anche da cavi telefonici; da cui ne deriva che quanto più le
particelle sono vicine tanto più l’elastico è forte, tanto più l’altra
particella è distante, secondo l’equazione dell’inverso del quadrato,
l’elastico diventa sempre più sottile e debole; tale concetto assolutamente
virtuale ci porta a vedere che il
campo di Forza che tiene insieme i tre Quark che compongono sia il Protone che
il Neutrone, essendo essi praticamente a distanza 0 tra di Loro, ne risulta
che è di una intensità enorme, solamente paragonabile alla Forza totale che
tiene insieme tutto l’Universo; e la forza Nucleare che tiene insieme
Protoni e Neutroni è di circa un milione di volte superiore alla forza
Elettromagnetica che tiene insieme gli atomi di una molecola.
Di qui a comprendere, come già sopra accennato, che
il Big-Bang è stato generato da un puntino con energia praticamente infinita,
dalla cui sua esplosione sono emerse le particelle elementari da Noi definite
con i termini di Quark ed Elettroni. Probabilmente nei primi secondi di vita
dell’universo esistevano Spin con spirale destra e con spirale sinistra;
dopo un primo annichilimento tra spirali destre e spirali sinistre,
evidentemente ve ne erano casualmente più di sinistra, ed ecco perché Spin,
Galassie ed Universo, con ogni probabilità, ruotano tutti in senso
antiorario.
I tre Quark che compongono il Protone che noi usiamo
a definire di carica positiva, stanno
bene insieme in quanto hanno delle frequenze di vibrazioni “consonanti”
tra di loro, la quale consonanza è responsabile e/o permette la loro
reciproca attrazione.
Per meglio percepire con i nostri sensi questa
situazione, potremmo immaginare che i tre Quark del Protone hanno le stesse
relazioni di intervalli in Hz di
vibrazioni, che esistono tra le tre note che compongono l’accordo costruito
sulla Tonica della scala di tipo Maggiore musicale ad esempio di Do: Do, Mi,
Sol; dalle quali estrapoliamo in modo proporzionale le nostre frequenze
ipotetiche, che saranno: 6,1x1014 Hz, 8,0x1014 Hz,
9,5x1014 Hz.
L’elettrone che noi usiamo definire particella
elementare di carica negativa, in realtà è una vibrazione “dissonante”
rispetto alle altre tre frequenze sopra citate; esso potrebbe essere
rappresentato dalla nota Fa, e quindi con una frequenza di 8,5x1014
Hz.
Il Neutrone potremmo rappresentarlo come l’accordo
minore costruito sulla terza nota della Nostra scala Maggiore musicale di Do,
che è il Mi, e quindi con le note: Mi, Sol, Si, le quali tradotte
nell’ipotesi virtuale sopraccitata diventerebbero: 8,0x1014 Hz,
9,5x1014 Hz, 11,5x1014 Hz.
Da notare infine che questo discorso di intervalli
virtuali, utilizzando la Nostra scala Maggiore musicale, si può ripetere
esattamente utilizzando la scala dei colori.
Ancora un altro aspetto Scientifico di grande
importanza per lo sviluppo del nostro Progetto di Ricerca, sta nello studio
dei fenomeni Elettromagnetici.
A tal proposito è importante ricordare che prima
dell’arrivo di Einstein con la sua equazione sulla Relatività, agli inizi
del novecento; nella seconda metà dell’ottocento, il Fisico Americano James
Clark Maxwell, studiando i fenomeni Fisici sull’Elettromagnetismo, giunse
alla conclusione che ciò che Noi definiamo come Energia radiante (luce), in
realtà essa è costituita da onde Elettromagnetiche che si propagano anche
nel vuoto ad una velocità prossima ai 300.000 Km/sec. definita poi come
velocità della luce.
I parametri utili per definire le caratteristiche
delle onde Elettromagnetiche sono:
1)Lunghezza d’onda, “L”, rappresenta la
distanza tra due creste d’onda, tale misura si esprime in multipli o
sottomultipli del metro.
2)Ampiezza d’onda, “A”, rappresenta l’altezza della cresta
dell’onda rispetto l’asse di propagazione.
3)Periodo,”T”, rappresenta l’intervallo di tempo che intercorre
tra il passaggio di due onde successive per lo stesso punto nello spazio.
4)Costante velocità di propagazione nel vuoto,”C”, viene
rappresentata dalla velocità della luce di 300.000 Km/sec.
5)Frequenza,”Y”, rappresenta il numero di onde che passano per un
dato punto fisso nello spazio nell’unità di tempo; l’unità di misura per
tale grandezza è l’Hertz, (Hz), che
corrisponde ad un numero di cicli al secondo.
6)Energia dell’onda, “E”, secondo la teoria di Maxwell, risulta
proporzionale al quadrato dell’Ampiezza dell’onda, ossia:
E = C x A2
L’insieme di tutte le possibili radiazioni elettromagnetiche,
costituisce lo:
“Spettro Elettromagnetico”
“Onde
Radio” “Microonde”
“Infrarosso” “Visibile” “Ultravioletto”
“Raggi X” “Raggi
Gamma”
3x104Hz
- 3x108Hz
- 3x1012Hz
- 3x1014Hz -
3x1015Hz - 3x1017Hz - 3x1019Hz -3x1021Hz
Notiamo che: analizzando l’equazione prima esposta
“dell’inverso del quadrato”, e l’equazione di Maxwell, sull’Energia
“E” dell’onda Elettromagnetica; esiste una
relazione tra le due equazioni, visualizzabile con l’esempio: con il
raddoppio della distanza “R” dal punto di emissione di una Forza “F”,
tale Forza si riduce di un quarto; che possiamo riequilibrare raddoppiando
l’Ampiezza “A” dell’onda della Forza Elettromagnetica presa in esame.
Andiamo ora a dare ora una breve e sommaria lettura dentro ai nostri
concetti di Energia che Noi utilizziamo per far funzionare tutte la nostra
Tecnologia. Prendiamo ad esempio quella elettrica; ne risulta che tale
concetto rappresenta delle differenze di potenziale (squilibrio tra numero di
protoni ed elettroni all’interno di un Atomo), che Noi uomini creiamo
artificialmente con vari metodi, e che per distinguerle
usiamo a definirle di segno positivo e negativo; che poi noi
utilizziamo nel loro passaggio per riequilibrarsi, per far girare motori
accendere lampadine, scaldare resistenze ecc. ecc.
L’altro tipo di energia di cui Noi facciamo grande
uso è il calore, il quale rappresenta l’energia cinetica della massa presa
in considerazione, in pratica la velocità con cui girano le proprie
particelle, (lo zero assoluto, - 273,14 gradi centigradi, rappresenta lo stato
delle particelle della materia quando sono ferme assolutamente). Il calore noi
solitamente lo otteniamo tramite una reazione di tipo chimico da Noi definita
con il termine di combustione, che poi utilizziamo o direttamente per
scaldarci, o tramite altri passaggi per ottenere ancora altri tipi di energia
come quella meccanica, elettrica ecc.
Gira e rigira, sono passati millenni da quando
l’uomo delle caverne imparò a mettere il fuoco al Suo servizio, e Noi con
tutte le arie che ci diamo, se togliamo la combustione dalla Nostra vita
Tecnologica sulla Terra, si ferma TUTTO!!!!!!
Purtroppo le Tecnologie oggi a nostra disposizione
per ottenere Energia, utilizzano ancora troppi passaggi; prendiamo ad esempio
l’Automobile, l’energia derivata dalla combustione della benzina che noi
riusciamo ad utilizzare per il movimento dell’autoveicolo, nei migliori
motori a combustione interna moderni, riesce ad arrivare ad un rendimento di
circa il 15%; il resto lo buttiamo via in calore, attriti ecc. Le forme per
produrre energia con meno passaggi, sono quelle forme così dette di nicchia
come il: Solare, Eolico, Celle a combustibile ecc.
Questo nostro modo di concepire l’Energia
purtroppo si discosta di molto su ciò che nella realtà essa rappresenta, che
è l’essenza dell’Universo stesso; il quale è un sistema
perfettamente equilibrato tra “Spin” che rappresentano la Massa, e
“Spin” che rappresentano le Forze; il quale si sviluppa su vari livelli di
Dimensioni o Armonici superiori, dalla più pesante da Noi qui sperimentata
sulla Terra; a quelle più fini che portano con se tutta la memoria
dell’Armonica pesante di base.
Le dimensioni superiori essendo molto più leggere e
sensibili, non risentono della Forza, e quindi sono libere di espandersi in
tutte le direzioni, anche fuori dalla condizione Tempo; sulla Terra esse sono
“imprigionate” con Noi nella nostra condizione di vita primordiale.
Ricordiamo a tal proposito, che in tutte le
esperienze di “pre – morte”, i ritornati in vita, raccontano tutti la
stessa storia: prima vedono il loro corpo inerte senza vita dal di fuori come
spettatori, e se ne meravigliano anche; poi vengono come risucchiati in un
tunnel con i colori dell’arcobaleno che li trasporta verso una nuova
situazione, caratterizzata da una “luce” nuova, bella, pulita, e candida,
con uno splendore che non li abbaglia, ma che li avvolge in un senso di
distensione e di gioia immensi, mai prima provati su questa Terra.
Al di là del tunnel ad attenderli ci sono i Loro
“morti”, che danno a Loro il benvenuto nella nuova dimensione, e
cominciano a spiegargli con molta gentilezza, dolcezza e calma dove sono
arrivati.
Ad un certo punto, si sentono come risucchiati
all’indietro, per essere brutalmente riportati
dentro al loro vecchio corpo; questo fatto viene sempre descritto come
una situazione non piacevole, anzi di disturbo, che fa dire a Tutti: “stavo
così bene dove ero, perché mi avete richiamato di qui in questo mio vecchio
corpo, potevate lasciarmi stare dove ero!!!!!”
Onde poter meglio comprendere tali fenomeni, dovremo
prima o poi uscire dalla nostra primordiale logica di vita ancora esistente
sul nostro pianeta Terra; in quanto oltre che rendere pochissimo sia dal punto
di vista energetico che filosofico di vita; tende a danneggiare fortemente la
natura in cui siamo immersi, e quindi anche ed in primo luogo la nostra qualità
della vita su questa Terra.
Tale sistema di vita, come tanti altri sistemi già
in passato sperimentati dall’uomo, è destinato anche Lui prima o poi ad
implodere su stesso, per vari motivi tecnologici e filosofici, tra cui non
ultimo l’esaurimento delle scorte di combustibili fossili, ed il degrado
dell’ecosistema in cui viviamo e che ha impiegato molti milioni di anni per
formarsi.
Tutta questa lunga e tortuosa passeggiata nei
principi base che reggono le nostre attuali conoscenze scientifiche, è stata
fatta allo scopo di chiarire le basi stesse su cui si regge la via Scientifica
e Tecnologica indicata su questa Nota Tecnica; che sarà quella di
“spillare” energia direttamente dall’ impasto Energetico (Massa e
Forze), di cui sarà composto tutto il nostro mezzo innovativo di trasporto;
utilizzando il fenomeno delle Masse critiche a rilascio controllato, da
innescare tramite frequenze sub-soniche, onde ottenere emissione di Energia
sottoforma di Neutrini e/o sottoforma di Energia di campo Elettromagnetico,
agendo unicamente sull’Ampiezza d’onda Elettromagnetica “A”, e
lasciando sempre invariate assolutamente le varie Frequenze presenti in tutta
la zona di nostro interesse.
La soluzione costruttiva del mezzo di trasporto con
gli elementi risonatori, presa in esame dalla presente Nota Tecnica, è
rappresentata nelle Fig. 1,2,3; dove al centro del nostro mezzo di trasporto
vediamo un sistema di Cristalli rotanti, costruiti con delle “punte
tangenziali”, con la funzione di induttori di forza di rotazione.
I tre cristalli periferici disposti a 120° attorno
all’ asse centrale, drogati con ioni Negativi, avranno funzioni, di
induttori di campo in ampiezza di onde elettromagnetiche nei confronti del
cristallo centrale drogato con ioni di segno Positivo; il quale invece avrà
funzioni di memoria centrale per il colloquio ed il controllo di tutto il
mezzo innovativo di trasporto, ed anche di induttore di campo nei confronti di
tutta la struttura del mezzo di trasporto tramite la funzione di trasduttore
da onde elettromagnetiche a onde subsoniche (inferiori ai 50 Hz). Tali onde
avranno il compito di andare ad interferire in fase e in ampiezza con le
frequenze caratteriste dei cristalli, cambiando la soglia energetica e/o di
coesione molecolare di tutto il sistema risonante. Questo fatto causerà la
liberazione dell’Energia in eccesso, in quanto che il materiale
“vibrando” tenderà a perdere elettroni, e quindi per stabilizzarsi
emetterà Energia, che si potrà sfruttare solamente se si riuscirà avere un
buon controllo del sistema di criticità, facendo collassare nella struttura
cristallina una quantità diluita e controllata nel tempo di atomi.
Il controllo dell’efficienza del sistema,
programmato tramite il computer di bordo, avverrà in base alla velocità di
rotazione dei cristalli, (Velocità 0 = Energia 0).
Il fenomeno di “criticità controllata”, si
ripete nel nostro corpo nei muscoli, i quali funzionano a tutto o niente, e
quindi ogni singola fibra viene contratta o meno; alla fine la somma delle
quantità di fibre contratte, equivale alla quantità di energia muscolare
applicata alla leva, che corrisponde al nostro sistema osseo.
Spiegato
in maniera più semplice il progetto consiste nel far ruotare un motore fatto
di cristalli in un campo sonoro,
anche se non udibile; allo stesso modo che un motore elettrico ruota in un
campo magnetico.
Tale fenomeno, (simile a quello dei
Fotomoltiplicatori), in base all’ intensità di esercizio nel tempo, porterà
ad una diminuzione di massa dell’oggetto risonatore stesso, in quanto
“esso si dovrà consumare” per liberare elettroni, e quindi arrivare anche
ad un cambiamento di stato del materiale stesso.
Per meglio capire tale
fenomeno, potremmo immaginare che le molecole si presentino
come galassie e/o sistemi solari nell’Universo; e che il nostro obiettivo
sia quello di far collassare solamente
alcune stelle programmate da Noi nell’Universo,
facendo si che la Loro massa diventi estremamente piccola, con la
conseguente emissione di Energia sotto forma ad esempio di neutrini.
Questo
fenomeno, definito con il termine di collassamento controllato, è possibile
studiarlo e ottenerlo, come sopra già accennato, utilizzando appunto
frequenze subsoniche come sistema di innesco della massa critica.
La
scelta progettuale di differenza di segno tra gli elementi risonatori, è
dettata dalla necessità di avere a disposizione un mezzo atto ad innescare il
“loop” risonatore; la scelta progettuale di struttura Cristallina come
morfologia costruttiva della molecola dei risonatori, è invece dettata dalla
necessità di avere a disposizione un materiale costituito da molecole
morfologicamente regolari, al fine di ottenere una risposta uniforme,
regolare, modulare e quindi controllabile nei confronti del fenomeno della
soglia critica di Risonanza.
La Tecnologia moderna ormai conosce a fondo le
tecniche di crescita in laboratorio di cristalli con struttura molecolare
individuale “flessibile”; in quanto esse sono ormai utilizzate già da
tempo in diversi campi tipo: schermi vari per computer e Tv, micro –
chirurgia, telecomunicazioni, solare fotovoltaico, robotica, ecc. ecc.
La scoperta delle proprietà liquido-cristalline
possedute da alcuni composti organici va fatta risalire agli ultimi anni del
secolo scorso, grazie agli studi del botanico Austriaco Reinitzer, il quale
mentre maneggiava il benzoato di colesterile si rese conto che la sostanza
pareva presentare due distinti punti di fusione, con formazione dapprima di
una fase liquida piuttosto opalescente che successivamente diventava
perfettamente limpida a più alta temperatura. Si ritenne quindi che lo stato
intermedio non fosse altro che una nuova fase della materia ove, in condizioni
di fluidità tipiche dello stato liquido, vi fosse un grado di ordine
molecolare che ricordava in qualche modo quello dei solidi cristallini.
Proprio a causa delle caratteristiche intermedie
tra quelle dei liquidi e quelle dei cristalli la nuova fase venne denominata
liquido-cristallina. In un solido cristallino le molecole mostrano un alto
grado di ordine sia posizionale che orientazionale, con pochissimi gradi di
libertà traslazionali. In un liquido, al contrario, le molecole non hanno
alcun ordine particolare e possiedono ampia libertà di movimento. Le molecole
di un cristallo liquido si collocano invece in una posizione intermedia,
conservando una certa libertà traslazionale pur con la tendenza ad assumere
posizioni ed orientazioni preferenziali.
Un altro grande passo in avanti in questo campo
avvenne quando negli anni Ottanta, per la prima volta ci si è resi conto che
in un polimero si potevano contemporaneamente avere sia le caratteristiche
meccaniche proprie della plastica, e sia le caratteristiche elettriche dei
metalli e altri conduttori. Per i chimici si aprì un "nuovo mondo",
ed immediatamente cominciarono gli studi per comprendere le proprietà di
questi "polimeri conduttori", in modo da verificare se fosse
possibile progettare nuovi materiali con performance migliori dal punto di
vista della conducibilità dei vari metalli in uso.
A tal proposito osservando le molecole organiche,
ovvero molecole in cui è presente il carbonio, elemento molto versatile per
la stabilità dei legami; esse appaiono molto interessanti per la possibilità
di creare isomeri, e cioè molecole che, pur avendo la medesima formula
chimica hanno una diversa collocazione spaziale degli elementi coinvolti.
Negli isomeri gli atomi si divertono a
"giocare ai 4 cantoni", sono sempre gli stessi per tipologia e
quantità ma la loro diversa posizione all'interno della molecola produce
risultati incredibilmente differenti; pensate alla differenza che passa tra il
diamante e la grafite, eppure sempre di carbonio si tratta.
Un altro aspetto importante in questo campo, è che
le molecole si possono "costruire a tavolino", il che significa:
progettare con estrema precisione le molecole in funzione del compito che
dovranno assolvere.
Nel
nostro caso dovremo “progettare a tavolino”, e quindi sperimentare nuove
strutture cristalline, nelle quali si possa programmare un “collassamento”
modulare di Atomi sotto l’azione dei nostri elementi risonatori.
Proseguendo ad analizzare le specifiche costruttive
che dovranno essere prese in esame nella progettazione del nostro mezzo di
trasporto innovativo; una di queste è rappresentata dal fatto che
l’equipaggio ed i passeggeri dovranno poter usufruire sempre di una
attrazione di gravità verso il pavimento del velivolo simile a quella
esistente sulla Terra, da Noi definita con l’unità di misura a livello del
mare di 1 G; dove il nostro corpo è nato ed è abituato a vivere.
Per ottenere tale effetto, come illustrato nelle Figure 1 e 3, dovremo agire sullo spostamento del punto focale del loop energetico, rispetto il baricentro del veicolo di trasporto.
Tale aspetto varierà in riferimento alla Legge di
Fisica sopra esposta “dell’inverso del quadrato”, e quindi varierà a
seconda della distanza che si troverà a spostarsi il nostro veicolo di
trasposto rispetto alla superficie del nostro Pianeta Terra, e/o alle varie
fonti di attrazione di gravità di cui il mezzo di trasporto potrà risentire
in base ai punti in cui si troverà a viaggiare nello spazio.
Nella Fig. 3, viene considerato un mezzo di
trasporto propulso da un campo “G”, in condizioni di galleggiamento;
noteremo che il punto focale della sorgente puntiforme ad onde
elettromagnetiche si forma ad una certa distanza “R” al di sopra dell’
asse baricentrico del veicolo di trasporto.
Supponiamo anche che il veicolo abbia una forza
contrastante di 1 “G” verso il punto focale per controbilanciare il campo
gravitazionale della Terra.
Di conseguenza in base alla equazione sopra esposta
dell’inverso del quadrato, avremo che le diverse parti del veicolo di
trasporto saranno sottoposte a più o meno 1 “G”, e che comunque la
grandezza di tale differenza dipenderà dalla distanza del punto focale della
sorgente Energetica, all’asse baricentrico del veicolo di trasporto.
Quando il punto focale si trovasse nelle vicinanze
del veicolo di trasporto, la differenza di accelerazione sarebbe più grande,
tanto che due corpi umani situati uno in cima e l’altro in fondo al veicolo
di trasporto, sarebbero soggetti ad effetti di accelerazione diversi.
Otterremo quindi in queste condizioni che l’uomo
situato sul pavimento di fondo del veicolo di trasporto sarà sottoposto ad
una forza attrattiva gravitazionale di circa ½
“G” verso il basso dovuta
all’attrazione Terrestre; ed invece l’uomo situato eventualmente sopra
l’asse baricentrico del veicolo di trasporto, sarà sottoposto ad una forza
attrattiva di circa ½ “G” verso il soffitto del veicolo di trasporto; di
qui la deduzione che pilota e passeggeri del nostro innovativo veicolo di
trasporto dovranno sostare sul fondo del veicolo, meglio nella posizione
sdraiati, onde avere su tutto il corpo la stessa influenza di forza
gravitazionale.
Giocando sull’ equilibrio tra punto focale e
centro di gravità, in base alle forze esterne agenti sul mezzo di trasporto,
si potrà ottenere: galleggiamento o movimento nella direzione e velocità
prestabilite; naturalmente tutto questo potrà essere programmato sul
“computer” di bordo, che come abbiamo già visto prima è composto da
tutta la struttura del veicolo stesso di trasporto; il quale in base ad un
programma prestabilito , ed alle variabili che man mano si presenteranno
durante il programma di viaggio, provvederà in automatico ad apportare le
dovute correzioni alle variabili stesse del sistema di viaggio, onde
ottemperare al programma di spostamento prestabilito dal pilota, mantenendo
anche inalterate le condizioni ottimali di “confort” di viaggio
per il pilota ed i viaggiatori.
Come sopra già accennato, tutta la struttura
portante del nostro mezzo di trasporto innovativo, ivi compresi i Cristalli
rotanti, avrà la stessa struttura morfologica Cristallina; e quindi avrà
anche funzioni di “computer” di bordo, direttamente programmato e connesso
con i Piloti.
Ogni mezzo di trasporto sarà quindi personalizzato
sul DNA del Pilota o dei Piloti, e nessun altro individuo potrà avere accesso
al pilotaggio di tale mezzo, una volta codificata la struttura del Mezzo con
il DNA del Pilota o dei Piloti.
Per quanto riguarda la ricostruzione di un ambiente
adatto alla nostra vita biologica all’interno del mezzo di trasporto; le
specifiche costruttive dovranno tenere anche conto del fatto che durante i
viaggi lunghi nello spazio il nostro corpo biologico, viaggiando a velocità
prossime a quella della luce, e/o anche superiori, in quanto ormai è
scientificamente dimostrato che tale limite è ampiamente superabile,
prendendo delle “scorciatoie”; avrà una tendenza ad invecchiare meno
velocemente, rispetto alla situazione Terra.
A tal proposito è necessario a questo punto
ricollegarci alle ultime scoperte scientifiche accennate nella Premessa fatte
da uomini di Scienza, tipo: Aspect , Bohm ecc.
Alla luce di tali Scoperte a Noi molto care, si
evince il fatto che la nostra massa quando viene elevata alla Sua soglia di
equivalenza energetica, (passando dentro un mini Buco Nero), senza creare
disordine all’interno della Massa stessa, come avviene quando per ottenere
energia utilizziamo mezzi come la combustione chimica ecc.; tale Massa, (nel
nostro caso il mezzo di trasporto compreso di viaggiatori e piloti), esce
dalla condizione indicata dal cono di Einstein regolato dalla Sua famosa
equazione E = m x c2 , per entrare nella zona indicata come
“altrove”, dove l’entità energetica derivata dalla massa conserva tutta
la Sua esperienza e quindi memoria, fuori dalle condizioni Tempo e Forze.
Questo ultimo aspetto Scientifico, qui solo
accennato, non rientra ancora nelle finalità del presente Progetto di
Ricerca, che comunque con il Suo eventuale espletamento ne aprirà le strade
per arrivare alla Sua eventuale dimostrabilità.
C) Risorse umane:
1
Coordinatore di Progetto
3
Fisici
3
Chimici
3
Biologi
1
Ingegnere Aeronautico
1
Ingegnere esperto in nuove strutture di materiali
1
Elettronico
1
Neurologo - Psichiatra
1
Biologo - Psichiatra
1
Sensitivo
1
Programmatore
1
Esperto in nano tecnologie
1
Esperto di morfologia dei Cristalli
6
Tecnici di laboratorio
1
Segreteria e organizzazione
--------------------------
26
Unità totali
D) Tempi realizzativi:
Circa
4 anni, così sommariamente distribuiti:
( 4
anni di lavoro sperimentale
)
(Attività
di ricerca sul materiale Elementi Risonatori) (-------------------
)
(Attività
di sperimentazione sull’induttore di campo) (
-------------------------
)
(Attività
di sperimentazione dell’induttore di campo in (
---------------------)
relazione
ad aspetti costruttivi del futuro Mezzo di trasporto)
E) Mezzi necessari
n°
1 Laboratorio attrezzato per la Ricerca e lo Sviluppo del materiale
costituente gli elementi risonatori.
n°
3 Laboratori attrezzati, disseminati in zone con diversa influenza magnetica
della Terra, per la sperimentazione degli Elementi Risonatori, per l’innesco
controllato di masse critiche.
Oppure,
in alternativa: n° 1 Laboratorio mobile.
n°
1 Laboratorio attrezzato per la Ricerca, Realizzazione e Sperimentazione di
componenti utili poi alla realizzazione di un primo prototipo di mezzo di
trasporto sperimentale.
F) Costi:
In
forma molto “badgettaria” si presume che per dare il via ad un lavoro di
Ricerca di Base e Finalizzata, della portata e dell’importanza Scientifica e
Tecnologica inerente l’oggetto del presente Progetto di Ricerca avanzata;
occorrono circa: 15.000.000 di Euro.
G) Partecipanti al Progetto:
1)
Franco Ivaldi: Torino Italy, Phone
+11.6505643 Cell. 340.4704881,
e-mail:
franco.ivaldi@saluggia.enea.it
2)
Enrico Valbonesi: Roma Italy, Phone
+6.55173389 Cell. 329.4167403,
e-mail:
valbones@uniroma3.it
3)
Massimo Pivano: Torino Italy, Phone+11.888523
Cell. 339.6114597
e-mail:
sstto@tiscali.it
4)
Teresa Bottasso: Carignano/Torino Italy, Phone +11.9693135
Cell.335.8068603
e-mail:
energiasolare@energiasolare.com
5)
Antonio Bello: Spisska Nova Ves, Slovacchia (SK), Cell. 00421.905713777
e-mail:
bello@marto.sk
6)
Paolo Grillo: Basingstoke (UK), Phone 0044.1256.482705
e-mail:
paolo.grillo@halliburton.com
H) Finalità e obiettivi:
Il presente Progetto di Ricerca come obiettivo si
propone di portare avanti una Ricerca scientifica di base ed applicata, onde
arrivare a realizzare in laboratorio dei Cristalli rotanti risonatori, con
funzioni di elementi di innesco di masse critiche a rilascio controllato, onde
ottenere un emissione di energia in varie forme ( Neutrini, Elettroni, Onde
Elettromagnetiche ecc.), da utilizzare come vettore su mezzi di trasporto
innovativi.
Questo metodo nuovo di agire sulla natura per spostarci, non passando
attraverso la combustione e quindi il calore per ottenere energia, lascia in
pace tutto l’ecosistema della Terra; andando quindi nella direzione delle
aspettative e quindi degli impegni assunti dai vari Governi che parteciparono
all’ormai leggendario Convegno di Kyoto, che prevedeva una riduzione del 30%
globale per il 2010 dei Gas serra, espressi come anidride carbonica
equivalente; in particolare il Governo Italiano si impegnò per una riduzione
di emissioni in atmosfera di CO2 del 8% entro il 2010.
Se consideriamo che in Italia su 424.000 Kt di CO2 che
buttiamo ogni anno complessivamente in atmosfera, circa 106.000 Kt sono dovute
ai soli trasporti, noi adottando tale sistema di trasporto automaticamente
ridurremo di ¼ le emissioni in atmosfera, e quindi nell’assoluta direzione
delle aspettative della Conferenza di Kyoto.
Tale nuova visione della Scienza e della Tecnologia applicata ai mezzi
di spostamento e/o trasporto, con il suo evolversi nel medio
e lungo periodo, si porterà pure dietro come “spin-offs” anche gli
altri sistemi che richiedono il consumo di Energia da differenze di
potenziale, come ad esempio è l’illuminazione.
Si potrà ottenere radiazione luminosa tramite
appositi trasduttori di onde, che porteranno la Frequenza di vibrazioni dei
nostri elementi risonatori, ad una frequenza di onde elettromagnetiche in un
campo visibile, che può andare da:
7,5
-1014 Hz, a
3,7 - 1014 Hz.
Onde arrivare ad ottenere tramite la Nostra Ricerca
questi ed altri risultati; il buon senso ci insegna che prima di mettere le
mani sopra la macchina che abbiamo a nostra disposizione, che è niente meno
che il Creato in cui siamo immersi, sarà meglio capire prima come funziona;
di qui la spiegazione dei miei “tentativi” di capire cosa siamo, e cosa ci
stiamo a fare Noi su questa “Grande giostra” che è la vita
nell’Universo; il quale potremo anche immaginarlo come una grande stanza
rotonda, con le pareti e l’interno piena di specchi, che fungono da
Dimensioni come una specie di labirinto riflettente; e con a penzoloni dal
soffitto delle corde le quali
corrispondono a: Massa, Energia, Tempo, Forze. Al di sopra del soffitto poi,
immaginiamo che ci siano piazzati una serie di meccanismi atti a mettere in
relazione tali corde; ed il tutto, in base a dove ci troviamo Noi nella
stanza, si regga su di un equilibrio perfetto; al quale Noi con la nostra
intelligenza possiamo localmente variarne le relazioni, onde ottenere in quel
punto l’effetto da Noi desiderato per un certo periodo di Tempo.
Sono perfettamente consapevole che le sfide che
lancia il presente Progetto di Ricerca sono alte, ambiziose, e scomode per
certe classi sociali “stabilizzate”.
Il vero problema per tanti Noi uomini, è la
pigrizia intrinseca che ci troviamo ad avere addosso, che insieme al nostro
enorme “ego”, tendono a farci guardare sempre dalla parte dove già siamo
abituati a guardare da tempi remoti; per cui il pensiero innovativo, per molti
di Noi è quasi sempre una grossa fatica ad affrontarlo.
Sarà bene ricordare, che molte scoperte e/o
invenzioni scientifiche anche importanti nel Nostro passato sono avvenute
quasi per caso, e comunque fatte da gente comune, attenti osservatori di ciò
che gli succedeva attorno; dopo di che poi le questioni venivano elaborate e
codificate dai così detti “Scienziati”.
A tal proposito se leggete la storia
dell’inventore della “Dinamo” Vi dirà che: attorno al 1865, un
falegname Belga, nato nel 1826, di nome Zenobbio Gramme, in seguito ad una Sua
visita all’oreficeria di un certo Christofle, vedendo come a quell’epoca
gli argentatori e doratori ottenevano l’energia Elettrica, tramite
bagni verdastri “puzzolenti”, esclamò: “ma non potreste dunque fare
l’Elettricità con un po’ più di pulizia”; e di lì comincio a
formulare nella Sua mente nuove idee strane, con la finalità di arrivare ad
ottenere energia Elettrica in modo meno puzzolente.
Quando gli Elettrotecnici e Fisici di allora vennero
a conoscenza dei tentativi di Gramme, non risparmiarono i Loro sarcasmi per
quel vecchio falegname che voleva riuscire dove la Scienza ufficiale di allora
non era ancora arrivata; sino a quando Gramme non dimostrò con i fatti la
bontà e veridicità della Sua scelta costruttiva, atta ad ottenere
Elettricita indotta su di una bobina rotante, sistemata in mezzo ai due Poli
di un magnete permanente o calamita.
La prima Dinamo Gramme funzionò nel 1871; gli
Scienziati riconobbero i Loro errori, e si dettero un gran da fare a
sommergere tale macchina di equazioni complicatissime; tanto che al Congresso
Internazionale di Elettricità, che si tenne a Parigi nel 1881, dove Gramme
era presente per assistere ad un’esposizione matematica del Suo sistema
fatta dallo Scienziato Frolich; il Suo vicino di sedia, il Fisico
d’Arsonval, racconta: “vidi Gramme assopirsi placidamente, tuttavia si
risvegliò verso la fine della dimostrazione, e contemplando melanconicamente
la lavagna piena di equazioni, mi confidò sotto voce: Ah!!!! Dottore, Io non
avrei mai inventato la mia macchina, se mi fosse stato necessario di caricarmi
di tutti quegli attaccapanni disegnati sulla lavagna”.
Da questa e tante altre storie, scritte e non
scritte, si evince il fatto che: “solo l’uomo che cerca con il candore di
una colomba e l’astuzia di un serpente, troverà”.
Questo mio lavoro, vorrei dedicarlo a quel Grande, Generoso, Candido,
ed Armonioso spirito di mio figlio Enrico, che alle 9.30 del 2.08.2002 ha
lasciato questa Terra per raggiungere nuove dimensioni.
Questo Progetto, se sviluppato, sia che porti subito
a dei risultati concreti, e sia che serva solamente ad aprire nuove strade;
porterà comunque importanti benefici, all’approccio scientifico dei temi
qui trattati; e di conseguenza porterà anche benefici concreti
al nostro modo di essere e di vivere sul nostro magnifico
Pianeta Terra.


Breve descrizione del funzionamento di un
“Fotomoltiplicatore”, utile in quanto rappresenta un sistema già da Noi
ampiamente sfruttato, funzionante come “Moltiplicatore in cascata”; e
quindi con una certa similitudine al sistema Risonatore, atto ad innescare un
processo di criticità controllata, oggetto del presente Progetto di ricerca.
Come illustrato sinteticamente nella figura
sottostante, lo strumento Fotomoltiplicatore è basato sull’effetto
fotoelettrico, che permette di amplificare notevolmente un debole segnale
luminoso, trasformandolo in una corrente elettrica.
Quando una radiazione luminosa incide
sull’elemento sensibile che nel Fotomoltiplicatore funge da catodo
(fotocatodo), questo emette elettroni per effetto fotoelettrico, che vengono
convogliati da un campo elettrico su di una serie di dinodi.
Su ciascun dinodo gli elettroni si moltiplicano per
effetto termoelettrico con un processo a cascata.
Sull’anodo alla fine del processo, sarà possibile
ottenere un segnale sino ad un miliardo di volte superiore a quello inserito
all’inizio del processo.
A seconda dell’elemento usato come catodo, si
potranno costruire Fotomoltiplicatori sensibili a tutto lo spettro di onde
elettromagnetiche, che può andare dai raggi X all’infrarosso.
L’idea di utilizzare l’emissione secondaria di
elettroni nelle fotocellule, fu di Slepian nel 1912.
I Fotomoltiplicatori vengono attualmente già
utilizzati per misurare Radiazioni molto deboli, come ad esempio nei
rivelatori di particelle a scintillazione; oppure in astronomia per
amplificare deboli segnali luminosi provenienti da astri e galassie molto
lontane.