A) Premessa:
La produzione di Energia oggi, è uno dei temi che
maggiormente coinvolgono e condizionano lo sviluppo della Nostra Società
moderna e Tecnologica.
I processi di scambi energetici, esistono in natura e specie
nello spazio dove vengono liberate grandi quantità di energia cosmica sotto
forma di varie particelle atomiche e subatomiche; tale fenomeno avviene anche
nel nostro organismo, specchio della Legge universale di conservazione e
trasformazione dell’ energia; in quanto esso arriva a trasportare elettroni per
far avvenire le reazioni chimico - energetiche che ci tengono in vita.
Siccome questa Nota Tecnica si prefigge di andare
ad esplorare alcuni temi in questo campo con un angolo di visione di tipo
“moderno”, è di obbligo che il relatore prima di affrontare in dettaglio
l’oggetto di questo progetto, compia una panoramica generale su dove oggi a
grandi linee è arrivata la scienza, che in qualche modo interessa il presente
Progetto di Ricerca.
A proposito di avanzamento della scienza il grande Fisico e
pensatore Feyman disse:
“la
nostra responsabilità sta nel fare ciò che possiamo, imparare ciò che possiamo,
migliorare le soluzioni e trasmetterle. Nostra responsabilità è lasciare la
libertà agli uomini del futuro… In qualità di scienziati, che conoscono gli
enormi progressi dovuti ad una giusta filosofia dell’ignoranza, gli enormi
progressi che sono frutto della libertà di pensiero, è nostro compito
proclamare il valore di questa libertà, insegnare come si debba non temere il dubbio,
bensì accoglierlo e discuterlo; ad esigere questa libertà è nostro dovere di
fronte a tutte le generazioni che verranno”.
Ogni nuova dottrina scientifica al suo interno ha un
nocciolo duro di nozioni in arrivo dalla dottrina precedente che utilizza come
base per progredire; ed è in questo modo che anche la nostra attuale scienza
moderna va avanti, sostituendo vecchie con nuove teorie.
In un’epoca dominata dalla scienza come la nostra, ci
sarebbe invece enorme bisogno di un coraggio che porti ad una visione
scientifica con una prospettiva maggiore; su cui basare l’analisi delle tesi
scientifiche già accreditate alle quali si presta così tanta fede.
L’osservazione e la sperimentazione devono porre un limite
alle ipotesi scientifiche ammissibili, ma esse da sole non sono in grado di
determinare i limiti della scienza, in quanto che gli elementi apparentemente
arbitrari che vi si possono inserire, come: avvenimenti storici e personali,
dubbi, dibattiti ecc. diventano a volte le pietre angolari che poi determinano
le grandi svolte nella scienza.
Ogni tanto eminenti uomini di scienza proclamano o la fine
della scienza, o la svolta dietro l’angolo dove si definisce il tutto,
personalmente oserei dire: “andiamo avanti tutti, con spirito di vera umiltà, e
senso critico sulle cose in cui crediamo di credere”.
A questo punto non ci resta che fare una rapida e sommaria
escursione scientifica per tentare di capire cos’è la materia, e quali sono le
leggi generali che regolano i suoi comportamenti; ed allora si evince che tutto
ciò che noi definiamo come massa e/o materia, non è niente altro che un’enorme
intreccio di fili e/o stringhe energetiche che vibrano e risuonano tra di loro,
come se l’universo fosse una grandissima orchestra a più dimensioni.
Se riuscissimo con i nostri sensi a calarci dentro la
materia sino a poter osservare l’atomo, vedremmo con nostro grande stupore
delle enormi voragini di vuoto, con qua e là delle stringhe o corde vibranti
che colloquiano tra di loro mediante i loro armonici.
Per dare un’idea delle dimensioni riferite ai nostri sensi
di cosa stiamo parlando, vediamo innanzitutto che un atomo in media è grande 1
miliardesimo di metro, ed il nucleo ha dimensioni di circa centomila volte più
piccole dell’orbita esterna degli elettroni, tanto che se ipotizziamo un nucleo
di diametro 1 mm, gli elettroni ruoterebbero a circa 100 metri di distanza.
Tali elettroni a loro volta ruotano attorno al nucleo ad una velocità di
centomila bilioni di rotazioni al secondo, ed hanno una massa di circa 2000 volte
inferiore al nucleo.
Se pensiamo poi che il nucleo è formato da protoni e
neutroni, i quali sono composti da tre quark, i quali a loro volta, come già
abbiamo visto sopra, si pensa siano divisibili ancora in altre particelle
elementari (non ancora scoperte), delle quali una branchia della fisica moderna
ipotizza che non siano altro che cariche o “stringhe energetiche vibranti”,
cosa ci rimane in mano??????
La Fisica quantistica moderna, a tal proposito ci dice che
la natura e l’universo sono un’insieme unico ed indivisibile in cui tutto è
connesso; e quindi nella realtà le cose solide e fluide che Noi percepiamo con
i nostri sensi, nella realtà non sono altro che: “fluttuazioni quantistiche di
campo”. In tale prospettiva una particella non esiste di per se stessa, ma
esiste unicamente attraverso gli effetti che essa stessa crea. Questo insieme
di effetti è quello che viene definito comunemente come “l’effetto di campo”,
di tipo: gravitazionale, elettromagnetico, nucleare, protonico, elettronico
ecc. La realtà da noi percepita quindi, è niente altro che un’insieme di campi,
i quali continuamente interagiscono tra di loro, e dove l’osservatore e
l’osservato fanno parte dello stesso “Tutto”.
In pratica più scendiamo ad osservare nell’intimo quello che
Noi usiamo a definire “materia”; e più il reale, il tangibile, almeno come lo
intendiamo Noi, ci sfugge di mano, e ci accorgiamo che possiamo solo osservare
delle “Probabilità di effetti quantistici”.
I Fisici comunque, onde dare una specificità a tutta
questa bella famigliola di “cariche e/o stringhe energetiche”, che
costituiscono il “Tutto”, e si comportano come delle “trottole”, a seconda la
funzione che hanno da svolgere; le catalogano con delle proprietà definite con
il termine di “Spin”, di cui se ne conoscono 4 tipi:
1) Particella di Spin 0,
essa appare come un punto e quindi ci appare sempre uguale da qualsiasi parte
che la osserviamo.
2) Particella di Spin 1;
essa appare come una freccia, ci appare diversa a seconda da dove la
osserviamo, e tornerà ad assumere lo stesso aspetto solo dopo una rivoluzione
di 360°.
3) Particella di Spin 2,
essa appare come una freccia a due punte, una a ciascuna estremità, essa
tornerà ad avere lo stesso aspetto solo dopo una semi rivoluzione di 180°.
4) Particella di Spin 3,
e/o maggiore di 3, esse torneranno ad avere lo stesso aspetto solamente dopo
una semi rivoluzione ancora più parziale di 180°.
5) Particella di Spin ½,
o semi intero, esse torneranno ad avere lo stesso aspetto solo dopo due
rivoluzioni complete di 360°.
La Fisica moderna poi di tutte le particelle
costituenti l’Universo da Noi conosciuto ad oggi, Massa e/o Energia e Forze, e
sopra individuate con le proprietà Spin; secondo dei diversi
modi di interagire tra di loro, le raggruppa in due grandi famiglie di
vibrazioni e/o energia cosmica:
A) Particelle di Spin ½,
rappresentanti di tutta la Massa, chiamate anche “Fermioni”
B) Particelle di Spin 0,1,2,3, rappresentanti di
tutte le Forze, chiamate anche “Bosoni”
Fermioni, sono le particelle chiamate Quark e Leptoni, la
cui caratteristica fondamentale stabilisce che ogni particella occupa un posto
ben preciso nello spazio e non può sovrapporsi ad altre particelle dello stesso
tipo. I Fermioni possiedono una loro carica energetica che dura nel tempo, e
possono interagire con l’universo utilizzando una o più delle quattro forze
fondamentali che sono: gravità, elettromagnetismo, nucleare forte e nucleare
debole; tale interazione avviene attraverso lo scambio di un tipo di particelle
diverse dalle fermioniche, dette particelle bosoniche.
Bosoni, per eccellenza sono
i Fotoni, la luce, la cui
caratteristica principale consiste nel fatto che un Bosone puo' occupare lo
spazio, e/o sovrapporsi ad un altro Bosone; per cui le particelle bosoniche
possono accumularsi nello stesso punto, come ad esempio avviene nel laser. I
Bosoni al contrario dei Fermioni la loro carica energetica non dura nel tempo.
I Fermioni sono piuttosto individualisti, e quindi
cercano delle situazioni stabili nel cosmo; i Bosoni invece amano agire in
compagnia, compito loro importante è dunque quello di utilizzare le loro
cariche energetiche per eccitare i Fermioni, in modo da convincerli ad
effettuare quegli scambi di campo, che sono poi alla base di tutta la nostra
Chimica.
Come ordine di grandezza che contraddistingue le
particelle bosoniche che rappresentano le Forze, vediamo che: la forza di
gravità ha un raggio di azione praticamente infinito, ed è circa 40 volte
inferiore alla forza elettromagnetica, che ultimamente è sta unificata con la
forza nucleare debole. La forza elettromagnetica responsabile della coesione
tra molecole, a sua volta risulta essere circa 1.000.000 di volte inferiore
alla forza nucleare forte, che invece ha un raggio di azione cortissimo, in
quanto agisce solo all’interno dell’atomo.
Per tentare di capire l’essenza dell’universo del
quale facciamo parte, dobbiamo continuamente osservare i micro ed i macro
sistemi; in tal senso è interessantissimo osservare una scoperta rivoluzionaria
della Fisica moderna, fatta nel 1982 da un'équipe di ricerca dell'Università di
Parigi diretta dal Fisico Alain Aspect, che ha condotto quello che potrebbe
rivelarsi il più importante esperimento del 20° secolo.
Aspect ed il suo team hanno infatti scoperto che,
sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come ad
esempio degli Elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con
l'altra indipendentemente dalla distanza che le separa.
Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la
teoria di Einsten che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della
luce è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse
non-localmente.
Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di
fenomeni che comunichino oltrepassando la velocità della luce, l'ipotesi più
accreditata è che l'esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra le
particelle subatomiche sia effettivamente di tipo non-locale.
Su tale fenomeno quantistico, ci lavorarono diversi
scienziati come John Bell, morto nel 1990, ed il Professor David Bohm, noto
fisico dell'Università di Londra, anche Lui purtroppo recentemente scomparso;
il quale sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà
oggettiva non esiste.
Nonostante la sua apparente solidità, l'Universo è in realtà
un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato; per capire
come mai il Prof. Bohm abbia fatto questa sbalorditiva affermazione, dobbiamo
prima comprendere la natura degli ologrammi.
Un ologramma è una fotografia tridimensionale prodotta con
l'aiuto di un laser; per creare un ologramma l'oggetto da fotografare viene
prima immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo raggio laser viene
fatto rimbalzare sulla luce riflessa del primo e lo schema risultante dalla
zona di interferenza dove i due raggi si incontrano viene impresso sulla
pellicola fotografica; quando la pellicola viene sviluppata risulta visibile
solo un intrico di linee chiare e scure, ma illuminata da un altro raggio
laser, ecco apparire il soggetto originale.
La tridimensionalità di tali immagini non è l'unica
caratteristica interessante degli ologrammi, difatti se l'ologramma di una rosa
viene tagliato a metà e poi illuminato da un laser, si scoprirà che ciascuna
metà contiene ancora l'intera immagine della rosa. Anche continuando a dividere
le due metà, vedremo che ogni minuscolo frammento di pellicola conterrà sempre
una versione più piccola, ma intatta, della stessa immagine; diversamente dalle
normali fotografie, ogni parte di un ologramma contiene tutte le informazioni
possedute dall'ologramma integro.
Questa caratteristica degli ologrammi ci fornisce una
maniera totalmente nuova per comprendere i concetti di organizzazione e di
ordine. Per quasi tutto il suo corso la Scienza occidentale ha agito sotto il
preconcetto che il modo migliore di capire un fenomeno fisico, che si trattasse
di una rana o di un atomo, era quello di sezionarlo e di studiarne le varie
parti. Gli ologrammi ci insegnano invece che alcuni fenomeni del Creato possono
esulare da questo tipo di approccio; questa intuizione suggerì a Bohm una
strada diversa per comprendere la scoperta del Professor Aspect.
Bohm si
convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto
indipendentemente dalla distanza che le separa, risiede nel fatto che la loro
separazione è un'illusione. Egli sosteneva che, ad un qualche livello di realtà
più profondo, tali particelle non sono entità individuali ma estensioni di uno
stesso "organismo" fondamentale”.
Per spiegare
la sua teoria Bohm utilizzava questo esempio: immaginate un acquario contenente
un pesce; ed immaginate anche che l'acquario non sia visibile direttamente, ma
che noi lo si veda solo attraverso due telecamere, una posizionata frontalmente
e l'altra lateralmente rispetto all'acquario. Mentre guardiamo i due monitor
televisivi possiamo pensare che i due pesci visibili sui monitor siano due
entità separate, la differente posizione delle due telecamere ci darà infatti
due immagini lievemente diverse. Ma, continuando ad osservare i due pesci, alla
fine ci accorgeremo che vi è un certo legame tra di loro: quando uno si gira,
anche l'altro si girerà; quando uno guarda di fronte a sé, l'altro guarderà
lateralmente. Se restiamo completamente all'oscuro dello scopo reale dell'esperimento,
potremmo arrivare a credere che i due pesci stiano comunicando tra di loro,
istantaneamente e misteriosamente.
Secondo Bohm
il comportamento delle particelle subatomiche indica chiaramente che vi è un
livello di realtà del quale non siamo minimamente consapevoli, una dimensione
che oltrepassa la nostra. Se le particelle subatomiche ci appaiono separate è
solo perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, esse
non sono "parti" separate, bensì sfaccettature di un'unità più
profonda e basilare che risulta infine altrettanto olografica ed indivisibile
quanto la nostra rosa; e poiché ogni cosa nella realtà Fisica è costituita da
queste "immagini", ne consegue che l'Universo stesso potrebbe essere
solamente una proiezione, un ologramma.
Il fenomeno
sopra citato della fisica moderna, trova delle interazioni con il campo della
biologia moderna; la quale proprio grazie agli ultimi lavori della fisica,
della chimica e della biologia molecolare, può aprire nuovi scenari per la comprensione
dei fenomeni della morfogenesi e quindi della risonanza morfica; come appunto
risulta dallo studio proposto dal biologo Rupert Sheldrake, il quale ipotizza che gli organismi
“autoadattanti”, a tuti i livelli di complessità, sono un tutto dipendente da
uno specifico campo organizzatore di quel sistema, che è il suo campo morfico.
Questo tutto è composto di parti, le quali sono a loro volta un tutto a livello
più basso (causalità verso il basso). A ciascun livello, il campo morfico dà a
ciascun tutto le proprie caratteristiche, facendo quindi in modo che esso
ammonti a più della somma delle proprie parti.
Come sostiene Sheldrake, riferendosi alla teoria di Bohm che si fonda
sulla non separabilità dei sistemi quantistici; è innegabile che esiste una grande
similitudine tra l’idea di campo morfico sua, e la teoria di Bohm, inerente
all’ordine “implicito”, che sarebbe avviluppato dentro quello “esplicito” cioè
svelato, il quale non sarebbe altro che quello in cui noi tutti facciamo
esperienza, vivendo in questo universo.
Sheldrake formula l’ipotesi che la non localizzazione, che risulta
essere uno dei principi fondamentali della fisica quantistica, sia essenziale
ai campi morfici, in quanto come le parti di un sistema quantico mantengono la
loro connessione se sono stati collegati in passato; analogamente avviene per
un campo morfico. Sempre secondo Sheldrake tale fenomeno si estenderebbe fino a
coprire l’organizzazione biologica e sociale.
Si affaccia a
questo punto il concetto di memoria cosmica universale, non assolutamente nuovo
per diverse culture, sotto forme e tempi anche molto differenti.
Tale effetto
di memoria cosmica verrebbe mantenuto ed elaborato tramite una “ragnatela di
linee di universo”, che fungerebbe come da banca dati inerente l’esperienza
totale dell’universo.
Da tali
ipotesi scientifiche: campi morfogenetici e risonanza morfica di Sheldrake, e
ordine intrinseco di Bohm, l’astrofisico Inglese Professor Percy Seymour giunge
a Sua volta ad enunciare una nuova teoria di materia, spazio e tempo
ipotizzando che la totalità del mondo reale si estende su tre livelli diversi:
il primo livello è quello legato alla realtà nota ed immediata rilevata dai
nostri 5 sensi; il secondo livello è quello legato alla reazione degli esseri
viventi ai campi magnetici; il terzo livello schiude le porte alla comprensione
di molti altri eventi fisici, altrimenti non spiegabili con l’applicazione dei
soli due primi livelli.
Alla base di
questo terzo livello è l’ipotesi di esistenza di coppie di punti nello spazio, ancorate
a due tipi di particelle subatomiche, le quali sono collegate da due livelli di
spazio di cui uno soltanto è accessibile ai cinque sensi tradizionali, e quindi
ai nostri attuali strumenti scientifici. Lo spazio conosciuto mediante i nostri
5 sensi verrà definito come spazio sensoriale, mentre il sub-spazio verrà
definito come spazio extrasensoriale.
Queste due
forme di spazio soggiacciono a leggi diverse: nello spazio temporale ad
esempio, la velocità della luce costituisce il limite invalicabile del
movimento di tutta la massa, energia, forze e delle informazioni; mentre le
particelle e gli eventi dello spazio extrasensoriale sono collegati
istantaneamente alle ultime particelle e/o eventi con cui hanno interagito.
Quest’ultimo spazio inoltre costituisce altresì la memoria di tutte le
interazioni passate di particelle e/o eventi in arrivo dallo spazio sensoriale.
Un’altra ipotesi scientifica che ha dei punti di interazione
con le sopra esposte tesi, e che risulta comunque interessante da esaminare per
lo sviluppo del nostro Progetto di ricerca; è quella proposta negli anni 80
dall'elettrotecnico Gregory Hodowanec, il quale ha sviluppato una sua teoria
che si occupa degli aspetti dinamici della materia nell’universo, definita
“Rhysmonic Cosmology”. Hodowanec ha pubblicato il suo primo rapporto di “SETI
con i segnali gravitazionali" nell’
Aprile del 1986; ed inoltre ha sperimentato un suo nuovo rivelatore
dell'onda di gravità (GWD).
Hodowanec riscopre le teorie sull'etere che erano cadute in
disuso con l’avvento della teoria sulla relatività di Einstein. Il suo
“Cosmology di Rhysmonic” invece rilancia la tesi sulla possibile esistenza di
un etere formato da “rhysmons”, che sono a suo parere le particelle
fondamentali della natura che pervadono l'universo, e che sono organizzate
nello spazio, che noi definiamo vuoto, in una struttura tipo plasma senza
tensioni, in cui la densità varia a seconda della loro posizione nell'universo.
L’universo visto come “Rhysmonic Cosmology”, ha come
caratteristiche principali il fatto che è limitato in una geometria euclidea
sferica, ed il suo bordo esterno risulta essere un riflettore perfetto di
energia, dentro il quale la materia si forma soltanto nella parte centrale più
densa.
In “Rhysmonic Cosmology”, la massa, l'inerzia e l'energia
sono trattate come nella fisica meccanica classica, e la massa si presenta solo
quando le particelle “rhysmonic” risentono del cambiamento della densità della
struttura rhysmonic; la quale in certe condizioni auto-produce una
perturbazione d’onda con una componente torsionale in un mare calmo di
“rhysmons”. (vedi spin e galassie a spirale).
Secondo la teoria Rhysmonic, in una zona "densa"
dell'universo, quale può essere il nucleo di una particella, un certo numero di
rhysmons sono lì dentro compressi; questo sta a significare che ogni particella
ha una sua anti-particella di correlazione, o meglio una zona corrispondente di
bassa densità. Inoltre una particella possiede un eccesso di vettori diretti
verso l’esterno di energia, ed invece una anti-particella ha un eccesso di
vettori diretti verso l'interno di energia; tali vettori rappresentano per la
fisica classica l’essenza solitamente denominata come carica elettrica.
La forza di gravità, in Rhysmonic, non è da vedere come una
forza di attrazione fra oggetti dotati di massa; ma piuttosto va vista come
vettori di energia che interagiscono e collegano tra di loro in tempo reale,
tutti gli oggetti dotati di massa presenti in questo universo. Da questo
concetto possiamo dedurre che una eventuale tecnologia di comunicazione basata
su onde gravitazionali (avendo questi segnali una velocità di propagazione
istantanea), presenterebbe enormi vantaggi rispetto ai nostri attuali sistemi
di comunicazione funzionanti ad onde elettromagnetiche, che viaggiano alla
velocità elevatissima, ma pur sempre limitata della luce.
Tabella di alcune risonanze “Rhysmonic” naturali,
riferite alla frequenza base: 1,85 Hz
1,855 x
1, 3,71 x 2, 5,565 x 3, 7,42 x 4, 9,275 x 5,
11,13 x 6, 12,985 x 7, 14,84 x 8, 16,695 x 9, 18,55 x 10,
20,405 x 11, 22,26 x 12, 24,115 x 13, 25,97 x 14, 27,825 x 15,
29,68 x 16, 31,535 x 17, 33,39 x 18,
35,245 x 19, 37,1 x 20, 38,955 x 21, 40,81 x 22, 42,665 x 23,
44,52 x 24, 46,375 x 25, 48,23 x 26,
50,85 x 27, 51,94 x 28, 53,795 x 29, 55,65 x 30, 57,505 x 31, 59,36 x 32, 61,215 x
33, 63,07 x 34, 64,925 x 35, 66,78 x 36, 68,635 x 37,
70,49 x 38, 72,345 x 39, 74,2 x 40,
76,55 x 41, 77,91 x 42, 79,55 x 43, 81,62 x 44, 83,475 x 45, 85,33 x 46, 87,185 x
47, 89,04 x 48, 90,895 x 49, 92,75 x 50…..
sino a
1,855 x 1043 Hz
Un buon aiuto per capire le tesi sopra citate; ci
arriverà anche dalla osservazione ed esame della scienza che studia il “Caos”.
Sino al 1980 circa, la Scienza era convinta che un
sistema semplice si comportasse in modo semplice, e che quindi la previsione
del suo comportamento fosse alquanto semplice; e che invece un sistema
complesso si comportasse in un modo complesso e che quindi la previsione sul
suo comportamento fosse alquanto complessa.
Oggi tutto questo è cambiato, in questi ultimi
venti anni matematici, fisici, biologi, chimici, astronomi ecc. stanno sempre
di più prendendo consapevolezza che sistemi semplici danno origine a
comportamenti complessi; e fatto ancora più importante, è che le Leggi della
complessità hanno una validità universale, sulla quale non incidono minimamente
la struttura degli Atomi che compongono un sistema qualsiasi.
Le varie Scienze che studiavano e cercavano di
ingabbiare in regole matematiche i comportamenti e quindi le predizioni dei
vari sistemi, usavano definire come “fluttuazioni” del sistema le variabili che
sempre si presentavano ai loro vecchi schemi di lavoro; era chiaramente un modo
spicciolo per dare un termine ed una spiegazione a dei fenomeni che in realtà
rappresentavano la vera parte importante di come si regola il sistema del
Tutto.
Solo ultimamente le varie discipline scientifiche hanno imparato a
lavorare insieme su questo importante aspetto comportamentale dell’Universo;
scoprendo che in realtà ogni sistema ordinato tende al Caos, e ogni sistema
caotico ha un suo ordine intrinseco delle cose.
Questa riflessione ci porta a pensare che quando ragioniamo entro una
dimensione univoca lineare del tempo, inteso come misura della durata dei
fenomeni osservati da un osservatore esterno, tutto l’ universo appare essere
caotico, in quanto che organizzato come un sistema disperso in un mare di
entità materiali differenti, tenute assieme dal sistema gravitazionale; il
quale oltretutto risulta ancora mancante di una "massa oscura"
invisibile.
Se invece aggiungiamo come variabile cognitiva, “il sistema di
informazione interattiva”, l’ Universo ci appare come un sistema perfettamente
ordinato nelle sue componenti di materia, energia ed informazione.
Verrebbe allora da pensare e quindi dedurre, che all’interno di questo
immenso e bellissimo gioco di vibrazioni armoniche che è l’universo a noi
conosciuto e sconosciuto: l’evoluzione è Caos più retroazione, e l’Universo è
caos più dissipazione; ed ancora che il Caos ha una freccia che lo porta a
produrre complessità di una bellezza ed un’armonia stupefacenti; e quindi
giungere a definire che la dissipazione dell’Energia o Entropia, nella realtà è
un agente di un ordine, che non può matematicamente arrivare solo dalla legge
del “caso”, come tenta di definire il grande biologo Monod nel suo celebre
libro “ Il caso e la necessità”.
Il calcolo delle probabilità depone decisamente a favore di un universo
governato da un perfetto progetto e quindi ordine intrinseco e profondo di grado
infinitamente elevato , che è quello che ha definito sin dai primi micro
secondi di vita le costanti cosmologiche che regolano da sempre l’evoluzione
dell’universo, tipo la costante gravitazionale, la velocità della luce, lo zero
assoluto, la costante di Planck ecc. Se una sola di dette costanti fosse stata
modificata anche di pochissimo,
l’universo non avrebbe potuto esistere; invece la scienza moderna ci insegna
che a 10-35 secondi dopo il “Big Bang” l’universo aveva già trovato
il suo equilibrio intrinseco, che poi nella sua espansione ha permesso sempre
con precisione infinitesimale alla nascita della vita che noi conosciamo. La
probabilità matematica quindi che l’universo sia stato generato dal caso è
praticamente nulla. Il caso invece insieme alle costanti cosmologiche può
essere complice della nascita ed evoluzione della vita, come noi la conosciamo.
Dal giorno in cui noi nasciamo ci insegnano che dobbiamo avere un senso
comune nel percepire le cose del mondo in cui siamo immersi; nella realtà ciò
che vediamo, udiamo, tocchiamo, gustiamo ecc. non sono niente altro che dei
segnali elettrici trasdotti che arrivano al nostro cervello dai nostri sensori.
Ancora una volta la realtà oggettiva ci sfugge, e torniamo alla sensazione che
ci dice che noi siamo immersi in campi energetici composti da onde di tutti i
tipi, che portano con loro la sensazione di massa informazione e coscienza.
Alla fine di questa bella storia, molti di Voi si chiederanno perché
nella “Premessa” di un Progetto di ricerca ben concreto, il relatore va a
divagare sui perché dell’universo, e quindi della vita; le risposte mie sono
essenzialmente tre, ed anche molto semplici:
1)Penso che ogni uomo che si voglia dedicare allo sviluppo di qualsiasi
argomento scientifico e/o tecnologico; prima di andare a mettere le mani sul
creato, abbia il dovere deontologico di capire prima come, e di che cosa siamo
fatti noi e l’universo che ci circonda; onde possibilmente non recare danni al
bellissimo sistema in cui Tutti siamo immersi.
2)Da sempre l’uomo se deve smontare dei pezzi di una qualsiasi
macchina, prima di metterci sopra le mani deve capire come essa è stata
concepita e quindi montata; in modo che percorrendo la strada alla rovescia,
egli può smontare i pezzi che gli interessano nel modo migliore.
3)L’osservazione sul come funziona e comunica l’universo, a onde e
quindi vibrazioni, va a suffragare il principio fisico di base che guida tutto
il qui descritto Progetto di Ricerca.
B) Nota Tecnica:
La tortuosa passeggiata nei principi base che reggono le
nostre attuali conoscenze scientifiche sull’essenza della “materia” fatta sopra
nella Premessa, ha lo scopo di chiarire e comprendere le basi su cui si regge
il presente Progetto di Ricerca, che consiste nello “spillare” energia direttamente
dall’ impasto Energetico (Massa e Forze), utilizzando il fenomeno delle Masse
critiche a rilascio controllato, da innescare tramite il fenomeno fisico detto
di “Risonanza” (il cui termine deriva dall’acustica), con l’utilizzo di onde
sonore con frequenze sub-soniche, (al di sotto dei 50 Hz).
L’evoluzione della nostra Scienza e Tecnologia
attuali, ci hanno messo a disposizione un’enormità di potenziali mezzi per
innovare ancora di più la stessa Scienza e Tecnologia.
L’importante è imparare a guardare tali mezzi sotto la luce
di altri aspetti applicativi; come ad esempio potrebbero essere i sistemi
moltiplicatori in cascata e/o masse critiche, che in natura esistono da sempre,
basta osservare Tornadi e Trombe d’aria in meteorologia, l’effetto Larsen in acustica,
i Fotomoltiplicatori in strumentazione ottica e nucleare, ecc. ecc. per vedere
che l’uomo in realtà da sempre è circondato da tali fenomeni, ed in alcuni casi
ha già anche imparato a sfruttarli per i suoi bisogni; come ad esempio per le
masse critiche lo è la Fissione Nucleare, utilizzata per scopi energetici, e purtroppo anche bellici.
Se andiamo ad analizzare i concetti base di Energia
che Noi utilizziamo per far funzionare tutta la nostra Tecnologia, gira e rigira,
escluso il nucleare, sono passati millenni da quando l’uomo delle caverne
imparò a mettere il fuoco al Suo servizio, e Noi con tutte le arie che ci
diamo, se togliamo la combustione dalla Nostra vita Tecnologica sulla Terra, si
ferma quasi tutto.
Purtroppo le Tecnologie oggi a nostra disposizione per
ottenere Energia, utilizzano ancora troppi passaggi; prendiamo ad esempio in
esame l’Automobile: l’energia derivata dalla combustione della benzina che noi
riusciamo ad utilizzare per il movimento dell’autoveicolo, nei migliori motori
a combustione interna moderni, riesce ad arrivare ad un rendimento di circa il
15%; il resto lo buttiamo via in calore, attriti ecc. Le forme per produrre
energia con meno passaggi, sono quelle forme così dette “Alternative” e/o di
nicchia come il: Solare, Eolico, Celle a combustibile ecc.
Dall’ equazione affascinante di Einstein: E = m x
c2, derivante dal concetto di relatività ristretta, possiamo
dedurre che la massa è una forma “solida e concentrata” di energia, e l’energia
invece è una forma “spirituale o/e dilatata” della massa.
La nostra mente tende a ribellarsi a tale realtà,
in quanto che con le nostre Tecnologie attuali siamo abituati ad avere a che
fare con sistemi energetici con una efficienza bassissima di rendimento. Queste
grandezze astratte, diventano più visibili se per esempio ipotizziamo di
trasformare completamente in Energia un grammo di materia o massa. Con tale
ipotetica trasformazione, applicando l’equazione di Einstein, otterremo un
potenziale equivalente in energia pari a 25.000 megawattora, utili per tenere
accese 100 milioni di lampadine da 50 Watt per una lunga serata invernale.
Per lo sviluppo del nostro Progetto di ricerca, molto
interessante sarà anche osservare ed analizzare i due fenomeni fisici di
carattere oscillatorio, definiti con i termini di: “Risonanza” e “Armonici
superiori”, che si possono manifestare in diversi campi, tipo quello:
sonoro,.meccanico, elettrico, ottico, magnetico, nucleare, ecc.
Nel campo dell’ acustica ad esempio, possiamo fisicamente
osservare il fenomeno della risonanza quando una corda “X” che vibra ad una sua
frequenza fondamentale “A”, viene investita da un’onda di frequenza diversa
“B”, in tal caso essa si comporta come un sistema rigido; ma se le due
frequenze “A” e “B” sono uguali, la corda “X” aumenterà il suo stato
oscillatorio in base all’energia dello stato oscillatorio “B”.
Nell’atomo gli elettroni occupano nicchie energetiche o zone
dello spazio chiamate orbite, e ogni orbita possiede certe frequenze e
caratteristiche energetiche dipendenti dal tipo e dal peso molecolare
dell’atomo. Per eccitare e spostare un elettrone nell’orbita superiore è
necessario dargli energia ad una specifica frequenza; solo un quantum
dell’esatto bisogno energetico farà saltare l’elettrone sull’orbita superiore.
Tale fenomeno fisico è appunto conosciuto come il principio di risonanza;
secondo il quale gli oscillatori accettano soltanto energia di una certa banda
di frequenza. Da notare che tale fenomeno fu già indagato da Pauling negli anni
30.
L’altro fenomeno fisico, che come sopra accennato, si può
manifestare in acustica come in altri campi, è quello degli “Armonici
superiori”; i quali si sviluppano sopra ogni frequenza ondulatoria con minore
intensità energetica della frequenza di base, e moltiplicando per 2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16,
ecc. la frequenza fondamentale, (da notare che da questo fenomeno fisico è nata
la nostra scala diatonica musicale).
Alla sfera delle applicazioni possibili derivanti dai due
sopraccitati fenomeni fisici, appartengono i fenomeni inerenti l’Energia
“Piezoelettrica”, e la “Sonoluminiscenza”, i quali potrebbero essere
considerati come realtà gia sperimentate, e quindi interessanti da esaminare
per lo sviluppo del qui trattato progetto di ricerca
L’energia Piezoelettrica si ottiene forzando meccanicamente
un quarzo, il quale rilascia Elettroni, per il semplice fatto che gli atomi del
cristallo messi sotto pressione si muovono e trascinano con loro le cariche
elettriche che contengono, generando un flusso di corrente elettrica.
La piezoelettricità collegata all'intima struttura cristallina del quarzo, è una proprietà presente anche in altri minerali come la tormalina e il cinabro.
Ritornando all’ obiettivo del
presente progetto di ricerca che è quello di proporre la sperimentazione di
estrazione di energia, (intesa come emissione di particelle sub-atomiche e calore),
mettendo in condizioni di stress delle strutture cristalline, mediante il
fenomeno della “risonanza” generata da onde sonore sub-soniche; possiamo
osservare che tali frequenze nel mondo animale, come ad esempio tra gli
elefanti, balene delfini ecc. sono già da millenni impiegate per comunicare tra
di loro a distanze chilometriche, per il semplice motivo che.queste frequenze
nel loro cammino nello spazio, non risentono affatto della presenza di ostacoli
solidi e/o liquidi. Nella nostra tecnologia invece, le onde sonore sub-soniche
sono già impiegate nel campo dette trasmissioni per esempio per comunicare nei
sottomarini.
L’impiego
delle frequenze sub-soniche presenta pure il vantaggio che per la loro
generazione necessita meno energia di quella che servirebbe per creare
oscillatori ad alte frequenze,
Le basse frequenze sono presenti in tutto l’universo, e
costituiscono uno dei suoi principali “motori“, trasformando ad esempio della
massa vagante per l’universo in energia.
Le onde sub-soniche interferendo poi inoltre con le onde
gravitazionali, portano ad una distorsione dei campi gravitazionali in cui sono
immersi i corpi celesti. Tali interferenze generano delle energie allo stato
puro, dette energie cosmiche; in grado poi di generare qualsiasi cosa, dalla
materia alle varie energie che conosciamo e che non conosciamo, e che per ora
abbiamo solo il sentore che esistano, tipo la materia oscura ecc.
A proposito di risonanze sub-soniche, un ricercatore di
Monaco di Baviera, W. O. Schuman, nel 1952 presentò una sua ricerca in cui
dichiarava che tra la ionosfera e la Terra si crea un campo elettromagnetico
pulsante come un diapason che vibra con frequenze sub-soniche che vanno dai 5
ai 50 Hz, di cui le frequenze medie nominali rilevate risultano essere di: 7, 8
, 14, 20, 26, 33, 39 e 45 Hz. Da notare che tali frequenze rientrano nel quadro
delle risonanze rilevate da Gregory Hodowanec nella sua tesi scientifica vista
nella premessa con il titolo di “Rhysmonic Cosmology”. ( solo coincidenze????).
Tali onde sub-soniche nel nostro caso, emesse ad una certa
frequenza ed intensità energetica, avranno il compito di andare ad interferire
in fase e in ampiezza con le frequenze caratteriste dei cristalli, cambiando la
soglia energetica e/o di coesione molecolare di tutto il sistema risonante; in
quanto che l’interferenza che si crea con la nuvola elettronica delle molecole
genera delle armoniche, le quali vibrando ad una frequenza più elevata,
penetrano più facilmente nel nucleo atomico generando così dei neutrini o quanto
meno il distacco di elettroni. Questa quantità di energia, sia sotto forma di
neutrini che di flussi elettronici o protonici per effetto del riequilibrio
delle molecole, è proporzionale al “ rimbalzo” che si riesce ad ottenere tra
una molecola e l’altra. Tale rimbalzo (che può anche essere visto come
l’effetto “Larsen” in acustica), va controllato, altrimenti avviene una
disintegrazione istantanea della massa in questione, con conseguente
liberazione energetica elevatissima, per cui da un millimetro cubo di materiale
si può generare una energia pari a circa 5 ton.
L’energia così liberata in forma istantanea, risulta essere
difficilmente sfruttabile ai fini energetici nostri convenzionali; essa si
potrà sfruttare al meglio solamente se si riuscirà avere un buon controllo del
sistema di criticità, facendo collassare nella struttura cristallina una
quantità diluita e controllata nel tempo di atomi, e quindi di molecole.
Questo fenomeno, definito di “criticità controllata”,
avviene già nel nostro corpo, come ad esempio nei muscoli, i quali funzionano a
tutto o niente, e quindi ogni singola fibra viene contratta o meno; alla fine
la somma delle quantità di fibre contratte, equivale alla quantità di energia
muscolare applicata alla leva, che corrisponde al nostro sistema osseo.
Tale fenomeno, in base all’ intensità di esercizio nel
tempo, porterà ad una diminuzione di massa dell’oggetto risonatore stesso, in
quanto “esso si dovrà consumare” per liberare elettroni, e quindi arrivare
anche ad un cambiamento delle stato del materiale stesso.
Proposte costruttive di sistemi sperimentali
(tenendo ben presente che l’obiettivo primario da raggiungere, è quello di
ottenere Energia direttamente da una “particolare” struttura Cristallina),
rispecchiano un obiettivo di importanza secondaria nel presente Progetto di
ricerca, e potranno essere molte e diverse tra di loro, tra le quali come
esempio possiamo citare le seguenti:
1) Propulsore diretto, funzionante tramite
l’emissione di particelle sub-atomiche e/o calore in una direzione
prestabilita.
2) Emissione di elettroni, e quindi di energia
elettrica in forma continua tradizionale.
3) Creazione di un “loop” magnetico, onde creare
una bolla di galleggiamento sulla gravità, da impiegare su mezzi di trasporto
innovativi.
4) Emissione di Elettroni su di una morfologia
costruttiva circolare, costituita da un dispositivo che porta un cristallo
trasduttore centrale fermo, con attorno disposti a 120°, altri tre Cristalli
periferici rotanti, costruiti con delle “punte tangenziali”, con la funzione di
induttori di forza di rotazione, e quindi con la conseguente creazione di un
momento rotatorio. Spiegato in maniera più semplice il sistema sperimentale qui
esposto, potrebbe anche essere visto come un motore rotante, formato da cristalli
che ruotano in un campo sonoro sub-sonico, simile ad un motore elettrico che
ruota invece in un campo magnetico.
Lo “start” energetico ai sopra citati esempi di
dispositivi, da costruire in via sperimentale per l’utilizzazione dell’energia
derivante dallo “stress” apportato alle strutture cristalline risonanti,
potrebbe avvenire tramite un “Diapason sub-sonico”.
La scelta progettuale di struttura Cristallina, come morfologia costruttiva della molecola dei risonatori, è dettata dalla necessità di avere a disposizione un materiale costituito da molecole morfologicamente regolari, al fine di ottenere una risposta uniforme, regolare, modulare e quindi controllabile nei confronti del fenomeno della soglia critica di risonanza.
La Tecnologia moderna ormai conosce a fondo le tecniche di
crescita in laboratorio di cristalli con strutture molecolari particolari; in
quanto esse sono ormai già ampiamente utilizzate da tempo in diversi campi
tipo: schermi vari per computer e Tv, micro – chirurgia, telecomunicazioni, solare
fotovoltaico, robotica ecc. ecc.
A tal proposito osservando le molecole organiche, ovvero
molecole in cui è presente il carbonio, elemento molto versatile per la
stabilità dei legami; esse appaiono molto interessanti per la possibilità di
creare isomeri, e cioè molecole che, pur avendo la medesima formula chimica
hanno una diversa collocazione spaziale degli elementi coinvolti.
Negli isomeri gli atomi si divertono a "giocare ai 4
cantoni", sono sempre gli stessi per tipologia e quantità ma la loro diversa
posizione all'interno della molecola produce risultati incredibilmente
differenti; pensate alla differenza che passa tra il diamante e la grafite,
eppure sempre di carbonio si tratta.
Questo ultimo aspetto nel campo Scientifico e Tecnologico,
risulta essere anche lui di fondamentale importanza per lo sviluppo di questo
Progetto di ricerca; in quanto ci apre la possibilità di costruire in
laboratorio, strutture molecolari cristalline "progettate a
tavolino", che nel nostro caso dovranno ottemperare a specifiche di
“collassamento” modulare e quindi controllato.
In conclusione il programma di realizzazione del presente
progetto di ricerca, sarà basato sullo sviluppo di tre tronconi di ricerca
paralleli, ma con zone di sovrapposizione:
1) Studio, realizzazione e sperimentazione in laboratorio di
strutture cristalline aventi le specifiche morfologiche che servono per
ottenere il collassamento modulare e quindi controllato delle loro strutture
molecolari ed atomiche, con il conseguente rilascio di energia sotto varie
forme.
2) Studio, realizzazione e sperimentazione in laboratorio di
sistemi atti a mettere sotto “stress” le strutture molecolari e atomiche di
coesione dei cristalli “speciali”, mediante sollecitazione da ottenere con
l’impiego di onde sonore sub-soniche.
3) Studio, realizzazione e sperimentazione di qualche
prototipo costruttivo atto all’ impiego diretto dell’ energia derivante dalle
strutture cristalline risonanti.
C)
Risorse umane
1
Coordinatore di Progetto
1
Segreteria
1
Amministrativo
1 Pubbliche
relazioni e brevetti
2
Fisici
2
Chimici
2
Biologi
2
Ingegneri esperti in nuove strutture di materiali
2
Elettronici
2
Programmatori
2
Esperti in nano-tecnologie
2
Esperti in morfologia dei Cristalli
6
Tecnici di laboratorio Bio-chimico
4
Tecnici Elettronici
--------------------------------------------------------
30
Unità
D)
Tempi realizzativi
Circa 4
anni
E)
Mezzi necessari
Per lo sviluppo del sopra descritto Progetto di Ricerca
avanzata applicata; necessiterà creare uno o più appositi laboratori
attrezzati, con all’interno apparecchiature che in parte esistono già in
commercio, ed altre che andranno ideate progettate e costruite appositamente su
misura.
F)
Costi
Circa
15.000.000 di Euro
G)
Finalità e obiettivi:
Il presente Progetto di Ricerca come obiettivo si
propone di portare avanti una Ricerca scientifica di base ed applicata, onde
arrivare a realizzare in laboratorio dei Cristalli risonatori, con funzioni di
elementi di innesco di masse critiche a rilascio controllato, onde ottenere un
emissione di energia sottoforma di rilascio di particelle sub-atomiche e/o
calore.
Questo metodo innovativo di agire sulla natura per
ottenere Energia, non passando attraverso il processo chimico della
combustione, lascia in pace tutto l’ecosistema della Terra; andando quindi
nella direzione delle aspettative e quindi degli impegni assunti dai vari
Governi che parteciparono all’ormai leggendario Convegno di Kyoto, che
prevedeva una riduzione del 30% globale per il 2010 dei Gas serra, espressi come
anidride carbonica equivalente; in particolare il Governo Italiano si impegnò
per una riduzione di emissioni in atmosfera di CO2 del 8% entro il
2010.
Se consideriamo che in Italia per la
produzione di Energia, onde far funzionare il Nostro sistema Tecnologico,
buttiamo ogni anno complessivamente in atmosfera circa 424.000 Kt di CO2;
Noi adottando tale sistema per la produzione di Energia, automaticamente
ridurremo drasticamente le emissioni in atmosfera, e quindi nell’assoluta
direzione delle aspettative della Conferenza di Kyoto.
Tale visione della Scienza e della
Tecnologia per ottenere Energia, con il suo evolversi nel medio e lungo
periodo, si porterà dietro, come “spin-offs”, anche la nascita e/o l’evoluzione
di altri campi nuovi della Tecnologia applicata; inoltre porterà benefici e
nuove conoscenze a campi della Tecnologia avanzati, come ad esempio sono le
nano-tecnologie ed i nuovi materiali compositi; ed ancora porterà grossi
benefici nel campo della salute del nostro pianeta Terra, e quindi dell’uomo.
Sono perfettamente consapevole che le sfide che
lancia il presente Progetto di Ricerca sono alte, ambiziose; il vero problema
per tanti Noi uomini, è la pigrizia intrinseca che ci troviamo ad avere
addosso, che insieme al nostro enorme “ego”, tendono a farci guardare sempre
dalla parte dove già siamo abituati a guardare da tempi remoti; per cui il
pensiero innovativo, per molti di Noi è quasi sempre una grossa fatica ad
affrontarlo.
Sarà bene qui anche ricordare, che molte scoperte
e/o invenzioni scientifiche anche importanti nel Nostro passato sono avvenute
quasi per caso, e comunque fatte da gente comune, attenti osservatori di ciò
che gli succedeva attorno; dopo di che poi le questioni venivano elaborate e
codificate dai così detti “Scienziati”.
A tal proposito se leggete la storia dell’inventore
della “Dinamo” Vi dirà che: attorno al 1865, un falegname Belga, nato nel 1826,
di nome Zenobbio Gramme, in seguito ad una Sua visita all’oreficeria di un
certo Christofle, vedendo come a quell’epoca
gli argentatori e doratori ottenevano l’energia Elettrica, tramite bagni
verdastri “puzzolenti”, esclamò: “ma non potreste dunque fare l’Elettricità con
un po’ più di pulizia”; e di lì comincio a formulare nella Sua mente nuove idee
strane, con la finalità di arrivare ad ottenere energia Elettrica in modo meno
puzzolente.
Quando gli Elettrotecnici e Fisici di allora
vennero a conoscenza dei tentativi di Gramme, non risparmiarono i Loro sarcasmi
per quel vecchio falegname che voleva riuscire dove la Scienza ufficiale di
allora non era ancora arrivata; sino a quando Gramme non dimostrò con i fatti
la bontà e veridicità della Sua scelta costruttiva, atta ad ottenere
Elettricita indotta su di una bobina rotante, sistemata in mezzo ai due Poli di
un magnete permanente o calamita.
La prima Dinamo Gramme funzionò nel 1871; gli
Scienziati riconobbero i Loro errori, e si dettero un gran da fare a sommergere
tale macchina di equazioni complicatissime; tanto che al Congresso
Internazionale di Elettricità, che si tenne a Parigi nel 1881, dove Gramme era
presente per assistere ad un’esposizione matematica del Suo sistema fatta dallo
Scienziato Frolich; il Suo vicino di sedia, il Fisico d’Arsonval, racconta:
“vidi Gramme assopirsi placidamente, tuttavia si risvegliò verso la fine della
dimostrazione, e contemplando melanconicamente la lavagna piena di equazioni,
mi confidò sotto voce: Ah!!!! Dottore, Io non avrei mai inventato la mia
macchina, se mi fosse stato necessario di caricarmi di tutti quegli
attaccapanni disegnati sulla lavagna”.
Da questa e tante altre storie, scritte e non
scritte, si evince il fatto che: “solo l’uomo che cerca con il candore di una
colomba e l’astuzia di un serpente, troverà”.
H) Descrizione del funzionamento di un “Fotomoltiplicatore”
Questa descrizione è utile per questo Progetto di
Ricerca, in quanto lo strumento Fotomoltiplicatore rappresenta un sistema già
da Noi ampiamente sfruttato, funzionante come “Moltiplicatore in cascata”; e
quindi con una certa similitudine al sistema Risonatore, atto ad innescare un
processo di criticità controllata, oggetto del presente Progetto di ricerca.
Come illustrato sinteticamente nella figura
sottostante, lo strumento Fotomoltiplicatore è basato sull’effetto
fotoelettrico, che permette di amplificare notevolmente un debole segnale
luminoso, trasformandolo in una corrente elettrica.
Quando una radiazione luminosa incide sull’elemento
sensibile che nel Fotomoltiplicatore funge da catodo (fotocatodo), questo
emette elettroni per effetto fotoelettrico, che vengono convogliati da un campo
elettrico su di una serie di dinodi.
Su ciascun dinodo gli elettroni si moltiplicano per
effetto termoelettrico con un processo a cascata.
Sull’anodo alla fine del processo, sarà possibile
ottenere un segnale sino ad un miliardo di volte superiore a quello inserito
all’inizio del processo.
A seconda dell’elemento usato come catodo, si
potranno costruire Fotomoltiplicatori sensibili a tutto lo spettro di onde
elettromagnetiche, che può andare dai raggi X all’infrarosso.
L’idea di utilizzare l’emissione secondaria di
elettroni nelle fotocellule, fu di Slepian nel 1912.
I Fotomoltiplicatori vengono attualmente già
utilizzati per misurare Radiazioni molto deboli, come ad esempio nei rivelatori
di particelle a scintillazione; oppure in astronomia per amplificare deboli
segnali luminosi provenienti da astri e galassie molto lontane.

