avrei voluto che il meeting internazionale del 29/11/06 fosse con piu
scienziati di frontiera invece neanche uno c'e ' se non corbucci..
e il caso di dire che il prossimo a settembre del 2007 sara' prodigioso se
la sfida sara' raccolta dalla comunita' scientifica.
enrico valbonesi
25051967
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Raccontata così potrebbe
sembrare la trama di un film di fantascienza intitolato magari il
“Riscatto dell’Auto elettrica”. E invece pare che questa società
faccia davvero sul serio e soprattutto abbia tutte le credenziali
finanziare per potersi permettere certe affermazioni…
Per rendersene conto basta andare a spulciare l'elenco dei finanziatori
della Tesla Motors e dei suoi fondatori Martin Eberhard e Marc Tarpenning.
In questa giovane azienda della Silicon Valley hanno creduto firme del
capitalismo americano abituate ad investire i loro soldi in idee a dir
poco vincenti. C’è innanzitutto il VantagePoint
Venture Partners, una delle più grandi società al mondo di venture
capital; ci sono investitori istituzionali come Elon Musk, il fondatore di
Paypall, la Draper
Fisher Jurvetson e il fondo JP
Morgan Bay Area Equity Fund. E ci sono poi persone (miliardarie) che
hanno investito individualmente nel progetto Tesla Motors; fra questi
spiccano due nomi, Sergey Brin e Larry Page, ovvero i fondatori di Google!
La "colletta" è riuscita a raccogliere 40 milioni di dollari
che saranno impiegati per testare, omologare e lanciare sul mercato
statunitense la prima Tesla Motor.
Insomma, i presupposti per sentire parlare di questo progetto ci sono
proprio tutti! Nell’attesa della presentazione ufficiale, prevista per
inizio luglio, vi consigliamo di appuntarvi l’indirizzo del sito web: http://www.teslamotors.com.
Per il momento non ci sono informazioni di alcun genere anche perchè la
stessa azienda dichiara "Thank you for your interest in Tesla Motors
Inc. We prefer to keep quiet in the press for now, though we will have
plenty to say as we get closer to launching our first car".
Che, tradotto in due parole, significa silenzio stampa.
Questa
soluzione permette infatti di ridurre gli effetti prodotti dalla
discontinuità del flusso aerodinamico dovuto ad improvvisi
cambiamenti di direzione con conseguente perdita di efficienza
della spinta del flusso stesso che potrà facilmente essere
controllato dall’azione del pilota sia sulla potenza attraverso
l’azione sullo STATORE MOBILE
sia nella direzione sul controllo del TUNNEL
DIREZIO-NALE .
Le
novità che caratterizzano il progetto sono dovute ad una serie di
innovazioni , prima fra tutte il posizionamento dello STATORE
MOBILE all’ingresso del flusso di carico
del compressore , esso inoltre è previsto in materiali leggeri e
resitenti compresi tra il carbonio il teflon e l’alluminio che
lo rendono più leggero della versione precedente.
Un altro aspetto importante del progetto sono i rotori che in
questo modello hanno una rivoluzione contro-rotante e sono
separati da uno statore dinamico controllato da un dispositivo
elettronico capace di intervenire sulla qualità del flusso in
corsa tra i due rotori migliorando le prestazioni del compressore
stesso. Cosi come nei precedenti compressori anche qui vi è la
presenza del distributore di gas caldi provenienti dalle turbine
che aumentano notevolmente l’efficienza della spinta tuttavia
questo dispositivo è stato ridisegnato completamente ed
anch’esso è provvisto di un sistema di controllo e di
miscelazione dei gas diretti al tunnel mobile di tipo elettronico.
Il TUNNEL MOBILE TELESCOPICO
è notevolmente diverso dai precedenti esso è provvisto di 5
alettoni direzionali che servono al controllo della direzione sia
in volo orizzontale che durante le operazioni in volo stazionario,
infatti questi dispositivi sono in grado di deviare il flusso del
compressore in una data direzione , ed essi sono controllabili
attraverso l’azione del JOYSTICK
DIREZIONALE con un livello di precisione
maggiore dei precedenti.
Il
nuovo compressore CRT2TTL
sarà impiegato per la prima volta sulla nuova serie G430
che comprenderà numerose versioni inclusa una interamente
dedicata al soccorso EMS e sulla nuova G
416TTL. Durante la rotazione dei rotori,
entrambi i componenti "dischi e statori"
pompano un dato volume di aria/secondo attraverso il "condotto
camera di compressione" all'interno del quale questi sono
alloggiati .
Il
valore aerodinamico aumenta man mano ,con l'incremento della
potenza , aumentando così il flusso d'aria in velocità e
pressione . L'aria circola attraverso il compressore e viene
convogliata all'uscita di questo dove sono sistemate delle
strutture mobili chiamate TUNNEL
MOBILI. Essi sono elementi fondamentali del
sistema in quanto possono deviare il flusso in determinate
direzioni attraverso un sistema di attuazione elettromeccanica
controllabile dal pilota. Il dispositivo agisce mediante una
coppia di motori servo-elettrici posizionati su ogni compressore.
ll pilota attraverso un sistema di controllo (DIR
JOY) può deviare il flusso rispettivamente in
avanti o all' indietro per ottenere cosi il volo traslato o
verso il basso per il volo stazionario.
Durante
il volo stazionario o verticale il sistema di COMPRESSORI
pompa letteralmente una data quantità di aria al di sotto della
fusoliera.
Il velivolo dunque risponde al terzo principio della dinamica. Il
flusso d'aria prodotto dai compressori per mezzo dell'eiezione di
questa ad una data velocità ed ad una data pressione per reazione
contraria determinata un'azione opposta provocando una spinta che
allontana dal suolo la fusoliera ed il suo conte- -nuto. Il
controllo della potenza avviene attraverso uno statore con una
particolare architettura che nella serie dei modelli G413;
414; 415; 418; 420, era situato all'uscita del
compressore , tuttavia nel 2001 è stato
posizionato in corrispondenza della presa d'aria dai modelli
CR3type modifica adot- -tata anche sul nuovo compressore CRT2TTL.
Il
compressore CR3type (
impiegato unicamente sul modelloCELLCRAFT
416ef) è completamente differente dai
precedenti, esso ha la trasmissione sistemata nella zona anteriore,
i primi due stadi-rotore sono completamente in fibra di carbonio
su supporto in alluminio , solo l'ultimo stadio è completamente
in alluminuo trattato per le temperature più alte. Il tunnel
direzionale ha una forma speciale per migliorare il rapporto del
flusso di spinta , inoltre questo sistema ha migliorato il
controllo in volo stazionario che risulta più stabile. Questo
avviene grazie ad un dispositivo innestato nella camera di
compressione che diluisce i gas caldi provenienti dai turboalberi
con l'aria fredda spinta dai rotori e che è elemento importante
di tutti i compressori.
Un
sistema di emergenza detto RUOTA
LIBERA è inserito nella trasmissione e
sgancia i compressori dalle turbine in caso di malfunzionamento di
una o di entrambi i motori in modo da evitare il bloccaggio dei
compressori stessi.
Fin
dalla fine degli anni 40 molti ingegneri
e costruttori privati hanno provato a progettare, ed in alcuni
casi a costruire prototipi di VAP
( Velicoli aerei personali ) , alcuni di
questi aeromobili erano parte di una singolare categoria nella
quale il rotore era posizionato al di sotto del piano del pilota,
invece che tradizionalmente in testa alla fusoliera. Questo
singolare modo di volare fu soggetto a diverse controversie ,cosi
come entusiastiche previsioni, ma sostanzialmente il principale
obbiettivo a quel tempo era di dotare ogni singolo soldato al
fronte, di un mezzo che lo avrebbe potuto muovere velocemente sul
campo di battaglia, e soprattutto di superare qualunque tipo di
campo minato.
Nella
maggior parte dei casi la propulsione era prodotta da un doppio
rotore contro-rotante , le dimensioni erano varie , vi erano
anche sistemi a rotore intubato come nel caso del HILLER
VZ PLANE (1955) in altri prototipi il
rotore aveva una dimensione maggiore e disponeva perfino di uno
stabilizzatore orizzontale come il De
Lackner DH 4 conosciuto anche come aerociclo
, infatti questa macchina possedeva un manubrio di tipo
motociclistico , infine vi erano macchine che utilizzavano un
sistema di propulsione con getti alle estremità delle pale per
risolvere il problema della coppia generata dalla rotazione di
una massa " in questo caso il rotore" , prodotto
tipico delle trasmissioni meccaniche del moto sul rotore ;era il
caso del Gluhareff MEG-3X
(1960).
Il primo studio che ho compiuto per lo sviluppo di una versione
definitiva del prototipo contemporaneo di VAP commissionatomi
della PAM
che utilizza queste architetture , sono state rispettivamente la
versione ALPHA
come punto di inizio e successivamente , dapprima la versione BETA
strettamente legata alle direttive del prototipo gia in
costruzione, ed infine la versione DELTA
dove invece ho potuto liberamente sviluppare un progetto
singolare che tuttavia non si discosta affatto dai principi
iniziali.
L’aspetto più interessante della piattaforma PAM
è il modo in cui l’aeromobile è pilotato o se si vuole
controllato. Il sistema non richiede uno speciale meccanismo di
controllo come ad esempio il ciclico, necessario negli
aeromobili con rotore in testa come gli elicotteri o gli
autogiro, la piattaforma si muove in maniera spontanea
semplicemente inclinando il corpo nella direzione desiderata ,
questo produce un momento, che come risultato sbilancia
l’assetto dell’aeromobile in una data direzione, a questo
punto il resto viene prodotto dalla spinta del rotore che
produrrà come combinazione ed effetto il movimento traslato. Se
si preferisce è come andare in moto , il pilota inclina
semplicemente il proprio busto nella direzione desiderata e la
moto risponde assumendo lo stesso assetto. La piattaforma è
sostanzialmente una sorta di moto volante , per controllare
l’assetto il pilota deve mantenere una posizione centrale . Il
controllo della potenza avviene attraverso un joystick che
modifica l’angolo di attacco collettivo dei due rotori per
permetterne il decollo. Attualmente numerosi vantaggi
tecnologici sono favorevoli per lo sviluppo di un tale tipo di
macchina, il primo aspetto è dato dal largo assortimento di
materiali di nuova generazione, cioè leggeri e resistenti al
contempo , il secondo punto è caratterizzato dalla larga
diffusione e sviluppo esponenziale delle tecnologie elettroniche,
che permettono di ottenere prestazioni straordinarie con un buon
livello di efficienza ai sistemi applicati. Al momento la
piattaforma PAM vola con due motori alternativi tuttavia il
gruppo sta iniziando la sperimentazione di un prototipo
biturbina , versione che ho scelto come sistema da sviluppare in
forma di progetto commerciale, dopotutto i motori a turbina sono
leggeri, di piccole dimensione e capaci di produrre potenze
maggiori rispetto ai motori alternativi.
La
PAM GROUP ha dichiarato che la piattaforma al momento non è in
grado di superare un’altitudine dal livello del mare superiore
ai 30-40 metri , tuttavia come di frequente accade , le tecnologie
offrono sempre una maggiore opportunità per migliorare gli
aspetti tecnici di ogni invenzione ,inoltre il lavoro costante del
capo ingegneri Bob Pegg riuscirà sicuramente ad ottenere
risultati e prestazioni migliori aumentando la capacità operativa
della piattaforma, dopotutto la versione biturbina non ha ancora
iniziato i voli sperimentali , a noi piace pensare di riuscire a
produrre uno dei più importanti strumenti di sicurezza dei
prossimi anni, per migliorare la nostra vita quotidiana.
-Counselor
relazionale professional, socio fondatore di Ancore.
-Da
più di 20 anni, dopo l’incontro con Sergio Gonzales della Garza, suo Maestro
Spirituale e grandissimo guaritore, e le terapie mentali di Psicocibernetica
– Esseni, di cui è diventata istruttrice,si è interessataanche ad
ampliare le sue conoscenze in campo olistico, approfondendo lo studio e
l’utilizzo di terapie alternative quali la Cromoterapia e la Cristalloterapia
e dei principi che stanno alla base dellaMedicina
Cinese tradizionale. Ha soggiornato a lungo presso la Findhorn Foundation in
Scozia, dove ha imparatotra
l’altro il metodo dipreparazione
per i Fiori , analoghi a quelli di Bach ,e frequentato variseminari per la crescita personale. Ha tra l’altro là conosciuto il
Transformation Game, creato da Joy Drake e Kathy Tyler nel 1978, e,dopo aver seguito con successo il training per facilitators
nell’ottobre-novembre 1998, èattualmente
spesso impegnata a facilitare in Italia sessioni del Gioco.
-Dopo
un’ analisi personaledel profondo
di tipo junghiano iniziata nel 1981 e conclusa nel 1985, che le ha attivato in
pieno l’esperienza del ricordo dei suoi sogni, ha cercato di ampliare la loro
interpretazione, uscendo da quella appunto di tipo analitico-junghiano ,
interessandosi ad un’ampia bibliografia specie americana di altri tipi di
interpretazioni e poi frequentandovari
seminari in Italia e all’estero.In
particolare, si è interessata da sempre al Sogno lucido, collaborando con il
Prof. LaBerge della Stanford University, e,dopo aver sperimentato con successo
le tecniche create da Robert Moss in numerosi seminari da lui tenuti in U.S.A,
introducendole in un grupposettimanale
di “ scambio sogni” da leicreato
a Roma dal 1996, ha poicompletato con successoin
U.S.A,appuntopresso la” Robert Moss Schoolfor
Active Dreaming”, ilprimo
training di Dream Teacher di durata triennale.
-Nell’utilizzo
delle conoscenze in campo spirituale
ed olistico acquisite , ha spesso avuto occasione diprestare assistenza anche a persone gravemente malate o morenti. Proprio
a seguito di esperienze molto toccanti, che le hanno fatto sentire l’esigenza
di una maggiore preparazionee
supporto psicologico,ha chiesto di
essere ammessa , ed ha poipartecipato
negli anni 1995 e 96, aduna
formazione in psicoterapia bionergetica transpersonaletenuta dalla Dott.ssa Teddi Grossmann, formazione riservata generalmente
solamente a psicoterapeuti, ed ad un seminario in Thanatoterapia condotto dal
dott. Baskakof.
-Ha
completato un Corso – Base su“
Il Dialogo delle Voci “ condotto dalle Dott. sseElena Dragotto e Franca Errani, partecipando anche ad un workshop di più
giorni con gli Stone.
-Dal
dic.2001 è stataaccreditata
direttamente dal Dr. William Bloom come Coach di Core Energy Management, una
potente tecnica di Empowerment, che illustra l’ “Effetto Endorfine”, come
riuscire a indurre la produzione di tale ormone nel proprio corpo attraverso la
propria mente. Come Coach tiene sessioni individuali , conferenze e seminari, e
fa parte di Holistic Partnership, associazione creata dal Dr.Bloom con i propri
Coach al fine di sperimentare e divulgare il C.EM. in vari ambiti professionali.