Valbonesi
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19/10/2006 ..sogno di oggi .. brutto sensazione quando mi sono alzato stanco e disgustato .il sogno era che stavo in una sedia a rotelle me la preparavo io da cui ho deciso di comprare un grosso mezzo di trasporto come un camper jeep poiche ero con la sedia a rotelle .. in mezzo alla strada .. ero solo ..come andiccapto avevo il piede sinistro tipo inutilizzabile e una persona giovani penso una hostes in mezzo alla strada mi diceva cosa volevo da bere era una donna che viveva nei locali notturni .
e chairo che essere nella sedia a rotelle rappresenta un blocco delle energie del mio movimento ..non essere con al macchina ne con al moto o altro ti rende un po' come Handicappato .. immobilizzato un po come nel lavoro .. nel senso che ringrazio di aver potuto fare ricerca per tantissimi anni in un setttore che mi piace moltissimo quello antigravitazionale . anche solo teoricamente . ma vorrei dei fondi .. delle macchine per fare fluire la mia ricerca .. sperimentale . ci vogliono soldi tanti soldi .. per comprare il toro la fonte luminosa e tutto il resto . la banca etica rappresenta solo una fonte . di investimento per le energie gia consolidate . ma una parte di questi soldi delel energie gai consiolidate puo essere spesa per implementare .Quindi facciamo fluire questa nuova fonte di energia . nella societa moderna .Il lavoro che vorrei fare e' il seguente : come adesso una grande liberta di pensiero che sia poliedrico che possa fare uscire i miei talenti che sono scrivere immaginare sognare e realizzare praticamante sia con le cose che con le persone ...mi sto immaginado di diventare : pranoterapeuta , scienziato di frontiera , giornalista del mistero ,mantenuto da una ricca donna in una isola del pacifico ..insomma tutto furche' un irakeno curdo al fronte prima della battaglia con gli americani ....insomma la paura di perdere privilegi e potere e di morire a me stesso ora qui sto segnalando lo stato dell arte del veicolo elettrico .
Trasporto elettrico: fine dell'inquinamento dell'aria, miglioramento della qualità della vita. Se oggi i veicoli del futuro - auto, moto e biciclette a pedalata assistita elettrica -CIVES - Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali - creando di fatto lo standard di riferimento.
CIVES- Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali
Sezione Italiana dell'AVERE - European Electric Road
Vehicle Association - promossa dalla CEE
http://www.ceiuni.it/CIVES/HOME.HTM
Perchè il veicolo elettrico
Il dibattito sui due modelli della città senza automobili o delle automobili pulite ha il suo punto di equilibrio nel considerare indispensabile l'integrazione tra un efficiente sistema di trasporto pubblico e la riduzione dell'inquinamento prodotto dai segmenti della mobilità che al trasporto pubblico non possono ricorrere.
Iemissioni immesse nell'atmosfera per produrre l'energia elettrica necessaria a ricaricare le batterie sarebbero largamente inferiori a quelle prodotte dai motori. Il veicolo elettrico si propone quindi come la strada più autenticamente alternativa per la salvaguardia dell'ambiente ed in particolare dell'ambiente urbano.
la nuova concezione di veicolo elttrico e' data dal fatto che nella ruota vi e' la batteria il motore e che la carrozzeria e una molla che serve solo nel momento dell impatto alzando verso il cielo l ovulo di protezione dove risiede il passegero quindi non vi sono piu basi di alloggio o piattaforme e un fuso con a lato le ruote in caso di impatto tutta la struttura si restringe e ovulo
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La
connotazione tecnica di base dei veicoli elettrici è probabilmente ben
nota a tutti: un motore elettrico, alimentato da batterie di accumulatori
attraverso l'interposizione di un "regolatore" elettronico che
provvede a "dosare" la potenza erogata dal motore in relazione
all'intendimento del guidatore, espresso questo dalla posizione del pedale
acceleratore. A differenza dei veicoli col motore a scoppio, nella grande
maggioranza di quelli elettrici il motore è direttamente accoppiato al
differenziale e alle ruote, senza l'interposizione del cambio e delle
frizione; ciò è possibile perchè la flessibilità operativa del motore
elettrico è molto maggiore di quella dei motori a scoppio. La guida che ne
deriva è più agevole e rilassante, soprattutto in condizioni di traffico
intenso e di code. Questa configurazione tecnica implica anche,
come conseguenza, che quando l'auto è ferma il motore è anch'esso fermo:
quindi, consumo e rumore nulli ai semafori e ad ogni fermata.
Inoltre, in pressocchè tutti i veicoli elettrici attuali il motore è reversibile e durante la frenata, o anche al solo rilascio del pedale acceleratore, inverte il suo funzionamento diventando un generatore elettrico che "ricarica" sia pure parzialmente la batteria a spese dell'energia cinetica del veicolo, che ne così risulta frenato anche per via elettrica oltre che attraverso i freni meccanici tradizionali (che sono comunque presenti).
Infine, per consentire la massima flessibilità d'uso, il caricabatteria dei veicoli odierni è di regola installato a bordo, per consentire la possibilità di ricarica da una qualunque presa elettrica ed in qualunque momento.
Ancora più della sua struttura tecnica, interessano ai nostri fini le caratteristiche operative di questi veicoli, come l'autonomia e la velocità, oltre che naturalmente l'affidabilità, la capacità di trasporto, gli aspetti gestionali, la manutenzione.
La velocità massima (nella maggioranza dei casi tra 60 e 90 km/h) e l'accelerazione (tipicamente da 0 a 50 km/h in una decina di secondi) sono sì inferiori a quelle delle auto a benzina, ma tuttavia del tutto adeguate a consentire una perfetta integrazione nel traffico cittadino, il più congeniale al veicolo elettrico anche in relazione al favorevole impatto ambientale che ne deriva.
L'autonomia e i lunghi tempi di ricarica delle batterie sono certamente gli elementi tecnici che maggiormente differenziano i veicoli elettrici da quelli tradizionali. Le sole batterie oggi disponibili su base industriale sono quelle al piombo e quelle al nichel-cadmio.
Con le batterie citate, l'autonomia ottenibile nell'impiego cittadino è limitata nella maggioranza dei casi a 60-100 km a seconda della tipologia di veicolo, delle condizioni di guida, delle condizioni climatiche. I tempi di ricarica sono dell'ordine di alcune ore, ma già in mezz'ora o un'ora è possibile reintegrare in batteria una frazione non marginale dell'autonomia (il così detto biberonaggio).
I risultati ottenuti e la situazione attuale:
A partire dal 1982, a seguito di un accordo con Le Assicurazioni
d'Italia sollecitato da CIVES ed ENEL, molti veicoli elettrici beneficiano di
una tariffa assicurativa RC auto abbattuta del
50 % rispetto agli equivalenti veicoli termici.
Diverse Regioni italiane
(Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Valle d'Aosta, Emilia e Romagna)
hanno varato leggi o
accordi per l'erogazione di finanziamenti all'acquisto, in
alcuni casi fino al 90% del prezzo per veicoli e delle infrastrutture di
ricarica. La CIVES si sta adoperando per stimolare altre Regioni ad adottare
analoghi provvedimenti e per ottenere maggior continuità al loro periodico
rifinanziamento.
Nelle medesime Regioni, i veicoli elettrici non
sono soggetti alle restrizioni alla circolazione che vengono
applicate a quelli termici in caso di emergenze ambientali.
Anche in diversi Comuni italiani
in cui sono in vigore misure di restrizione del traffico per ragioni
ambientali, i veicoli elettrici beneficiano di
condizioni privilegiate.
La Legge sul benzene
n. 4/13 del novembre 1997 indica nuovi e più rigidi vincoli per il
contenimento delle emissioni dei veicoli, e pone le
premesse perchè i sindaci possano attuare interventi normativi a favore dei
veicoli a basso impatto ambientale.
Nell'ambito del Decreto sulla
rottamazione delle auto, gli acquirenti di autoveicoli
elettrici beneficiano di un contributo di 1800
€ + IVA a condizione che analogo sconto venga praticato dal
costruttore. A differenza degli altri interventi riguardanti la
rottamazione, questo intervento ha validità temporale indefinita.
Alcuni Comuni già erogano contributi
all'acquisto per gli scooter elettrici e le biciclette a pedalata assistita
elettricamente. In alcuni casi tali incentivazioni si
integrano con specifici progetti finanziati dal Ministero dell'Ambiente per la
promozione della diffusione dei veicoli elettrici, ad esempio attraverso la
realizzazione di colonnine pubbliche di ricarica, o l'adozione di
regolamentazioni del traffico, delle soste, dei parcheggi.
La legge del 1999 sulla rottamazione
degli scooter destinava per i privati cittadini un contributo
fino a 800.000 lire per ciclomotori elettrici, fino a 3 milioni per
motoveicoli elettrici a tre e quattro ruote (quadricicli leggeri) e fino a
300.000 lire per le biciclette elettriche a pedalata assistita. L'entità
del contributi effettivamente riconosciuto era pari allo sconto praticato dal
costruttore. Successivamente, questi
interventi sono stati reiterati attraverso il decreto interministeriale 5
aprile 2001, che destina i medesimi contributi per gli anni 2001,2002,2003,
che i costruttori o importatori recuperano attraverso il credito d'imposta.
Il Decreto Interministeriale del marzo 1998 sulla Mobilità Urbana
Sostenibile stabilisce inoltre che i parchi
veicoli delle amministrazioni dello Stato, degli enti locali, dei gestori
pubblici e privati di servizi di pubblica utilità, debbano inserire quote
progressivamente crescenti di veicoli a basso impatto ambientale
(15% delle sostituzioni nel 1999, fino al 50% delle sostituzioni nel 2003).
La Legge 9 dicembre 1998, n. 426 Nuovi
interventi in campo ambientale stabilisce che per far
fronte ai costi di introduzione degli autoveicoli a basso impatto ambientale
nei comuni oltre i 25.000 abitanti lo Stato può reperire risorse finanziarie
contraendo mutui verso la Cassa Depositi e Prestiti. Tali risorse vengono
destinate agli acquirenti finali di tali veicoli.
Il Decreto Interministeriale di
attuazione dell'art. 4 comma 19 della Legge 426 di cui sopra ha
destinato circa 78 miliardi di Lire all'acquisto o leasing finanziario di
veicoli elettrici o ibridi delle categorie M1 (autovetture) ed N1 (furgoni o
autocarri finio a 3500 kg). L'entità
del contributo è pari al 65% del prezzo per gli elettrici e fino al 60% per
gli ibridi. I soggetti aventi diritto sono le Regioni, gli enti
locali, le loro aziende, le società a prevalente capitale pubblico che
eserciscono detti servizi su base nazionale, le persone giuridiche di diritto
privato che gestiscono servizi pubblici su contratto di servizio.
La Legge Finanziaria 2001, al Capo XXIII, Art. 145, ha introdotto
elementi innovativi circa l'incentivazione delle diverse tipologie di veicoli
a basso impatto ambientale. Questo provvedimento è stato reso operativo dal decreto
interministeriale 18 ottobre 2002, che include anche ciclomotori, tricicli,
quadricicli, veicoli della categoria N2 e macchine operatrici.
L'entità della contribuzione è stata diversificata per le diverse tipologie
(da un minimo del 30% per i veicoli a 2-3 ruote fino al 65% di diverse
categorie di autoveicoli elettrici e ibridi. La stessa legge Finanziaria in
oggetto ha inoltre esteso le contribuzioni anche a tutti i comuni dei parchi
naturali protetti e delle isole minori titolari di parchi marini protetti.
Recentemente, la Legge 166/2002 ha
provveduto al rifinanziamento della succitata legge 426/1998 nella misura di
30 milioni di Euro per l'assieme dei veicoli a minimo impatto
ambientale, per ciascuno degli anni 2002, 2003, 2004. Il relativo decreto di
attuazione è attualmente in fase di formulazione.
La legge n.194 del 1998 Interventi
nel settore dei trasporti autorizzano le Regioni a
contrarre mutui per l'acquisto di autobus e natanti elettrici per servizio
pubblico. Impone inoltre alle Regioni di
utilizzare non meno del 5% dei contributi loro assegnati per l'acquisto di
autobus a basso impatto ambientale.
I veicoli elettrici sono già stati inclusi
nei Progetti di Ricerca, Sviluppo e Dimostrazione finanziati dalla UE
(Thermie, Brite-Euram, Joule, Life, ecc.) e restano
inclusi anche nel 6° Programma Quadro della UE
attualmente in fase di avvio.
Va infine ricordato che in Italia i
veicoli elettrici sono esentati dal pagamento della tassa di possesso
per i primi 5 anni dalla data di immatricolazione.
da un amico letetra aperta il mio amico e colui che dialoga con me e che mi aiuta ad aiutare l intera umanita'..immaguina se ognuno di noi desse un contributo allo sviluppo con piccole cose cosa potremmo fare cone le buone intenzioni ..
Caro Enrico
Spero che tu abbia visto il servizio di questa mattina su
Rai News ore 7,35 sulla Fusione fredda..
Secondo me da tale servizio si evince che purtroppo ci
sono dei poteri sovra Nazionali che dirigono anche la
ricerca in special modo quella sull'energia, allora vien
da chiedersi:
1) meglio morire di inquinamento come facciamo adesso per
non correre il rischio che le nuove tecnologie energetiche
vadano anche a potenziare le possibilità belliche di
TUTTI!!!con gravi rischi sulla sicurezza di tutti, questa
soluzione viene comunque comoda ai petrolieri che per
qualche decina di anni hanno ancora risorse di
combustibili fossili da venderci.....
2) meglio fermare l'inquinamento con l'avvento delle nuove
tecnologie energetiche, correndo i rischi che la
diffusione del nuovo sapere anche in zone pericolose del
mondo dia adito anche alla costruzione di nuove armi poi
difficili da controllare in quanto non poi così difficili
da costruire, ed andando anche a sovvertire i grandi
equilibrii monetari basati anche sugli idocarburi.
Il vero dilemma sul lancio della vera ricerca energetica,
quindi esula dai soli campi ambientali per andare a
sfociare in ambiti di interessi economici e di difesa
internazionali.
Queste ipotesi ti assicuro che non sono di fantascienza ma
è pura realtà, ma almeno allora non contiamoci le balle
tra noi, per fare il grande passo verso la salvaguardia
dell'ambiente bisogna fare un grande sforzo, a tanti
livelli di responsabilità e consapevolezza, compito di
tutte le persone per bene sarebbe anche per esempio far
emergere tutta questa verità e non solo un pezzettino.
Il Rapporto quarantuno
Fisica e metafisica di una rivoluzione scientifica scomparsa
di Angelo Saso

"Caro professor Rubbia, sono molto lieto che il programma di ricerca intrapreso da Giuliano Preparata abbia conseguito il suo scopo"
E' il dieci aprile del 2002. Il famoso elettrochimico britannico Martin Fleischman ha appena visitato i laboratori di fisica nucleare dell'ENEA di Frascati. Lo scienziato che nel 1989 era stato emarginato dalla comunita' scientifica per aver annunciato la possibilita' che alcuni atomi possano fondersi a temperatura ambiente - la famosa "fusione fredda" - e' un uomo compassato ma non riesce a trattenere l'entusiasmo. Decide di scrivere al premio nobel Carlo Rubbia, all'epoca presidente dell'agenzia italiana per l'energia, l'ENEA.
"I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono veramente impressionanti, e non esagero".
http://cristoconoi.altervista.org/Dott_Enrico_Valbonesi.htmlUntitled
I.I.F.A.B.
Istituto
Italiano di Formazione in Analisi Bioenergetica
Nella
speranza di fare cosa gradita,
la informiamo che
dal prossimo 28 ottobre avrà inizio a Roma il seguente ciclo di incontri
teorico-esperenziali sul tema:
L’ESPERIENZA
DEL SE’ NELLA RELAZIONE ANALITICO-CORPOREA
SABATO
28 OTTOBRE :
“Le
radici del Sè” ore 9,30-12,30
Intervengono:
Maria Bizzarri,
SABATO
4 NOVEMBRE :
“L’esperienza
del Sé nel contatto ” ore 9,30-12,30
Intervengono:
Tania Facioni, Liliane Pino
SABATO
25 NOVEMBRE:
“L’esperienza
del Sè nel movimento: la scoperta del mondo ” ore 9,30-12,30
Intervengono:
Eugenia Bruni,
SABATO
2 DICEMBRE:
“La
classe di esercizi bioenergetici: uno spazio esplorativo
per
l’espansione e l’integrazione del Sè” ore 9,30-12,30
Intervengono:
Maria
Tutti
i seminari si svolgeranno presso la sede dei corsi IIFAB
Via
Veranzio,64
(Metro Fermata Laurentina)
La
partecipazione agli incontri è gratuita.
Si
rilasciano attestati di partecipazione
il
COMUNICATO STAMPA - 19 OTTOBRE 2006
Esce il libro Energia, che fare?
Autore Eaco Cogliani
Per una visione integrale del problema energetico
Manuale per il cittadino: famiglie, comunità, imprese
L’autore. Prof. Eaco Cogliani, fisico matematico, membro dell’Institute of Noetic Sciences (IONS) della California
È già autore di libri come Manuale di protezione dalle radiazioni nucleari per la popolazione, La Nuova Visione del Mondo, e del recente Ken Wilber una sintesi del pensiero. E’ direttore della Rivista di approfondimento spirituale e scientifico della Nuova Era, Alba Magica.
La crisi energetica italiana è un nodo di quella mondiale ma ancora di più un fattore che accresce per l’Italia l’instabilità e l’incertezza per il cittadino come per l’industria e l’economia. L’autore affronta il problema alla luce degli avvenimenti degli ultimi tempi come il licenziamento di Carlo Rubbia da presidente dell’Enea, la crisi del petrolio e quella del gas proveniente soprattutto da Russia e Algeria, il terrorismo e i movimenti profondi che muovono l’umanità in questo stadio evolutivo, in un panorama mondiale in cui la sostenibilità è il problema centrale del futuro dell’Uomo e del Pianeta. Occorre affrontare il problema in tempo e in modo integrale - sotto l’aspetto oggettivo e soggettivo, senza ‘riduzionismi’ e paraocchi. Ma se non vi é una ‘massa critica’ consapevole della portata del problema, le soluzioni tecnologiche oggi disponibili non saranno nemmeno adottate in tempo come in modo accentuato sta accadendo in Italia. Che fare?
L’opera sarà presentata dall’autore in varie città a partire da
Venerdì 27 ottobre 2006 h.20,30 alla
telefona per sapere dove 3294167403Dati tecnici: pagine 256 f .to A5 costo euro 18,00- copertina in quadricromia. PARTE I: LA SITUAZIONE ENERGETICA ; -PARTE II: FONTI ENERGETICHE ; PARTE III – APPLICAZIONI- Contiene anche 24 tabelle, 16 grafici, 10 figure, numerose foto e legende per rendere il testo più agevole e la parte documentaria più esemplificativa anche visivamente. Numerose descrizioni ed esempi per rendere la materia accessibile al più vasto pubblico con un taglio da instant book. Ricchissima documentazione. Il libro offre un ulteriore supporto con un BUONO allegato al volume per consulenza di fattibilità su energie pulite per casa, azienda, auto, agli acquirenti dell’opera. Indice
ritengo che noi tutti possiamo fare esperienze fuori dal corpo dette NDE ma sono spesso punti di non ritorno che fa questa epseirnza come franco il veneto .. avra sempre da ricordare che l'apertura di nuovi mondi e' sempore come una nuova nascita ...
Sara Luce : La mia esperienza di NDE.
Avevo 19 anni. Mi ero diplomata e a novembre avrei iniziato l'università. I miei genitori, per lavoro, si sarebbero trasferiti in una piccola cittadina in toscana e volevano che andassi con loro. Io volevo restare a Roma, mi ero già sradicata una volta, a 12 anni, quando dalla Lombardia, mio padre era stato trasferito a Roma, conoscevo l'esperienza e non avevo la minima voglia di rifarla. Durante il tirocinio avevo conosciuto una ragazza che mi aveva, dopo aver parlato con i genitori, offerto di andare a vivere con lei e con il fratello nella casa che il padre aveva appena comprato per loro. Liti nella mia famiglia, musi e minacce, ma io ero veramente convinta e quella divenne la mia nuova casa.
Due ragazze di 19 anni e un ragazzo di 15, noi in una stanza e lui in quella accanto.
I primi giorni, la sera, la notte, non facevamo altro che chiacchierare, raccontarci una dell'altra, fino a che l'inquilina del piano di sotto, ci disse che nella notte sentiva le nostre voci. Decidemmo così di stabilire un orario per la buona notte.
Io ero felice, mi sentivo così libera e anche se dovevo badare a me stessa lavando, cucinando e dando ripetizioni, questi impegni mi sembravano leggeri rispetto al piacere di sentirmi così libera.
Una sera, all'orario stabilito, io e la mia amica ci demmo la buona notte.
Mi misi comoda, a pancia all'aria, nell'attesa di addormentarmi, la stanza era completamente al buio.
All'improvviso mi trovai a guardare tutto dall'alto, come se fossi all'altezza del soffitto della stanza con lo sguardo rivolto verso il basso. La stanza era completamente illuminata, vedevo i mobili dall'alto esattamente come erano disposti, vedevo il corpo della mia amica nel suo letto, vidi il mio corpo nel mio letto. Questa visione non mi creò nessun tipo di turbamento e neanche di commento, lo guardavo, l'avevo visto, quello che invece sentivo era una grandissima gioia, non serenità o tranquillità, ma una grande grandissima gioia, mi sentivo tutta gioia. Mi sentivo me stessa ma tutta gioia. Che strano, avevo un strana impressione del corpo, mi sentivo la testa e il busto eretti ma i fianchi e le gambe sembravano in orizzontale, quasi fossi adagiata su un triclinio, questo mosse la mia curiosità, altro tratto caratteristico di me stessa, e decisi di guardarmi, con una strana naturalezza voltai lo sguardo e vidi che non c'era un corpo anche se rimaneva dentro di me l'impressione di percepire gli arti, il busto, tutto, ma quello che vidi, quello che mi appariva il mio corpo era una massa di luce dorata, scintillante, informe, una massa ma indistinta di luce dorata scintillante. Rimasi ad osservarmi per qualche lungo istante.
All'improvviso mi sentii risucchiare dal mio corpo fisico, dalla testa, mi sentii entrare, schiacciare, comprimere, entrando dal volto. Una sensazione tremenda, di pochi istanti, veloce e tremenda.
Mi ritrovai a guardare nel buio con i miei occhi fisici, da dentro il mio corpo, con il cuore in preda a una tachicardia spaventosa. Sentii paura, perché adesso guardando da dentro il mio corpo, mi domandai 'E se non fossi rientrata?'
Poi cercai di calmarmi, cercai di respirare per calmare il battito del mio cuore. Alla fine mi addormentai.
La mattina raccontai alla mia amica tutto ciò che era successo e lei mi diede un giornalino, l'Intrepido, che proprio quella settimana conteneva un articolo sulle esperienze dello Spirito fuori dal corpo. C'erano testimonianze, per qualcuno sembrava un'esperienza frequente, molte somiglianze con la mia esperienza, qualcuno aveva raccontato di essere andato anche per strada, poi lessi una cosa che mi terrorizzò, ma se ne sono scritte tante di stupidaggini, e cioè che se qualcuno ti vedeva in quella forma, cioè come Spirito, sarebbe impazzito.
Questo mi terrorizzò, la mia amica, quella che mi stava aiutando in questo modo grandissimo, se mi avesse visto, perchè io non potevo sapere se fosse risuccesso o no, poteva impazzire.
Terrore. Terrore nella notte. Ma non successe più e mi tranquillizzai.
Questa tranquillità mi portò a ripensare a questa esperienza, io, io fuori dal corpo, eppure ero IO, mi ero sentita completamente me stessa, se non per quella gioia così intensa e sconosciuta e quello strano corpo luminoso, ma mi ero riconosciuta esattamente come IO.
Ma se quella ero veramente IO allora quando si muore questo IO, questo Spirito, lascia solo il corpo, ma rimane com'è o meglio rimane chi è.
E in un attimo la mia paura della morte è scomparsa.
Oggi considero quell'esperienza, come uno dei momenti più importanti della mia vita, perché aver avuto questa esperienza di me come Spirito non solo mi ha fatto superare la paura della morte, non solo mi fa vivere la vita in modo molto più consapevole ed intenso, ma soprattutto mi permette con certezza di dire alle persone NOI SIAMO SPIRITO.
Un abbraccio a tutti
Sara Luce
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(Roma) 00153
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