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IL CONVERTITORE DI
POTENZA MAGNETO GRAVITAZIONALE
Analisi generale
1)
STATO ANTERIORE DELLA
TECNICA
2)
OBIETTIVO CHE
L’INNOVAZIONE INTENDE RAGGIUNGERE
3)
ANALISI SCIENTIFICA DEL
RISULTATO RAGGIUNTO
3a ) Cenni sui principi di relativita’ ristretta e generale
3b ) Equivalenza fra massa
inerziale e massa gravitazionale
3c) Le Leve gravitazionali
3d ) Conversione di energia inerziale di tipo radiale in campi di forza
di tipo assiale.
4)
I PROTOMODELLI
E I LORO FATTORI COMUNI
I Convertitori di Potenza
Cinetico-Gravitazionale
Magneto-gravitazionale
Fluido-Gravitazionale
5)
LE PARTI DEL CONVERTITORE
E I MATERIALI COMPOSITI
6)
LE PROBLEMATICHE
COSTRUTTIVE
7) PROPOSTE DI
COLLABORAZIONE E BREVI NOTE PERSONALI
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1) STATO ANTERIORE
DELLA TECNICA:
l’Uomo in decine
di millenni ha evoluto la capacita’ d’imbrigliare le forme semplici
d’energia che la Natura ci offre, attraverso macchine piu’ o meno complesse
in grado di trasformare l’energia stessa da una forma ad un’altra. In questo
gioco nel trasformare l’energia a nostro vantaggio siamo diventati bravissimi.
L’esempio tipico
di una catena di trasformazione e’ una centrale elettrica; da quando
l’energia ,sotto forma di elettricita’, arriva nelle nostre case la
utilizziamo trasformandola in:
meccanica, termica,
dinamica,idrodinamica,radiante ecc…
Mille modi di
trasformare l’energia tranne che una…
.l’energia
gravitazionale.
A
tuttoggi si e’ in grado quindi di rendere reversibili tra loro ,dal punto di
vista dell’energia, i prodotti della catena di trasformazione teste’ detta
tranne che per la forma gravitazionale. Dal punto di vista della tecnologia
applicativa l’energia gravitazionale e’ rimasta ferma a Newton. Non esiste
attrezzo o macchina in grado di trasformare i prodotti della catena di
trasformazione in un campo di forze che si oppone all’energia gravitazionale
del Pianeta, in modo da trarne vantaggio. Agli enormi passi fatti nel campo
dell’automazione e delle telecomunicazioni si contrappone la stasi nel campo
della conoscenza tecnologica dell’energia gravitazionale.
************
2) OBIETTIVO CHE
L’INNOVAZIONE INTENDE RAGGIUNGERE:
La capacita’ di
trasformare energia fruibile (meccanica , elettrica, dinamica ecc..) in campi di
forza orientati nello singolarita energetica di onda universaleper trarne
vantaggio , annullando il campo di forza gravitazionale terrestre , puo’
cambiare il nostro futuro.
Il
dominio incontrastato di un mezzo di trasporto su Terra,Aria,Mare e Singolarita
energetica di onda universalecomporterebbe la costruzione
di macchine estremamente versatili e dagli incredibili risvolti sociali. I
trasporti terrestri verrebbero completamente rivoluzionati. Le nuove autostrade
si traccerebbero idealmente sul mare poiche’ i nuovi mezzi di trasporto
forniti di Convertitori di Potenza Magneto-Gravitazionale leviterebbero a
qualche decina di metri sul pelo dell’acqua , potendo cosi’ percorrere
tracciati rettilinei sulla superficie terrestre. L’aviazione
civile subirebbe una
trasformazione radicale, potendo contare su sistemi modulari facilmente
applicabili su qualsiasi mezzo terrestre. In campo militare sparirebbero i mezzi
che galleggiano e le portaerei cosi’ come noi le intendiamo. Un unico mezzo a
meta’ tra sottomarino e l’aereo da combattimento sarebbe in grado di vincere
i tre elementi terrestri ed in alcuni casi potrebbe anche posizionarsi in orbita
sulla Terra. Potrebbe immergersi , utilizzando sott’acqua non il principio
tuttora sfruttato della zavorra, ma il principio dei campi di forza orientati
nello spazio.
Ma la parte del
leone la farebbero senz’altro le imprese spaziali dentro il sistema solare. Le
sonde inviate in esplorazione potrebbero percorrere velocemente le superfici dei
corpi celesti ed inviare i risultati delle loro analisi chimico-fisiche in
singolarita energetica di onda universale reale.
************
3) ANALISI
SCIENTIFICA DEL RISULTATO RAGGIUNTO
3a)
Cenni sui principi di
relativita’ ristretta e generale.
Lo sviluppo dei
concetti teorici che ci porteranno alla descrizione del principio di
funzionamento di una leva gravitazionale, passa attraverso la formulazione dei
principi base della Relativita’ Ristretta e all’equivalenza tra massa
inerziale e massa gravitazionale espresse nella Teoria della Relativita’
Generale.
Tutte le leggi
naturali sono attendibili e ripetibili in qualsiasi contesto di riferimento che
rispetto al nostro si muova di moto rettilineo uniforme. L’estensione del
principio ristretto di relativita’ a moti non uniformi ed in presenza di campi
di forza gravitazionali ci consente di integrare la teoria della Relativita’
Generale nel contesto naturale degli accadimenti fisici , mantenendo intatta la
peculiare univocita’ del principio ristretto di relativita’. Tale
integrazione ha senso d’essere solo se si stabilisce identita’ tra massa
inerziale e massa gravitazionale in un sistema di riferimento galileiano.
3b ) Equivalenza
fra massa inerziale e massa gravitazionale
Immaginiamo una
larga porzione di singolarita energetica di onda universalevuoto, lontana da
astri e da masse di grandezza apprezzabile. In questo singolarita energetica di
onda universaleintroduciamo un corpo di riferimento galileiano (una cassa con
osservatore dentro). Per quest’osservatore non esiste naturalmente alcuna
gravitazione.
Egli deve
assicurarsi con corde al pavimento per evitare di roteare lentamente nella cassa.
Se esternamente alla cassa fissiamo un gancio e all’insaputa
dell’osservatore posto dentro essa tiriamo la corda con una forza costante; la
cassa insieme all’osservatore comincia a muoversi verso l’alto di un moto
uniformemente accelerato. Rispetto all’osservatore posto all’interno della
cassa ,dato che l’accelerazione gli viene trasmessa alle gambe dal pavimento
della stessa, egli si sentira’ immerso in un campo di forza gravitazionale
come sulla Terra.
Di conseguenza le
masse nella cassa sono considerate come masse gravitazionali. Infatti se egli
lascia cadere un corpo che prima teneva in mano, l’accelerazione della cassa
non sara’ piu’ trasmessa al corpo , e per tale ragione il corpo si dirigera’
verso il pavimento con un moto relativo accelerato. Se pero’ l’osservatore
si pone esternamente alla cassa e nota la corda che trasmette l’accelerazione
costante alla cassa, non puo’ che definire le masse all’interno della cassa
come masse inerziali poiche’ in modo proporzionale alle loro dimensioni
determinano la tensione della corda. Ribadendo il principio di arrivare
all’equaglianza tra massa inerziale e massa gravitazionale, consideriamo un
dominio singolarita energetica di onda universalein cui non esista alcun campo
gravitazionale rispetto ad un corpo di riferimento K , di cui si sia
opportunamente scelto lo stato di moto. K sara’ dunque un corpo di riferimento
galileiano rispetto al dominio considerato, e i risultati della teoria della
relativita’ ristretta saranno validi rispetto a K. Immaginiamo ora lo stesso
dominio riferito ad un secondo corpo di riferimento K’ , che ruota
uniformemente rispetto a K. Per fissare le nostre idee, immaginiamo altresi’
che K’ abbia la forma di un disco circolare piatto, che ruota uniformemente
sul proprio piano intorno al centro. Un
osservatore seduto eccentricamente sul disco K’ percepisce una forza che
agisce verso l’esterno in direzione radiale e che, da un osservatore in quiete
rispetto al corpo di riferimento originario K, sarebbe interpretata come
l’effetto dell’inerzia (forza centrifuga). Ma l’osservatore situato sul
disco puo’ considerare il suo disco come corpo di riferimento “in quiete”
: ha diritto di far cio’ in base al principio generale di relativita’. Egli
considera come effetto di un campo gravitazionale la forza che agisce su di lui
stesso, e in generale su tutti gli altri corpi che sono in quiete relativamente
al disco. Se quindi trasferissimo la nostra mente in una massa in rotazione su
di un disco, questa percepirebbe la presenza di un campo gravitazionale che
agisce verso l’esterno in direzione radiale. Questo campo di forza artificiale
percepito come “gravitazionale”, generato da un motore che mette in
rotazione un disco sormontato da opportune masse, in teoria dimensionalmente non
ha limiti , poiche’ si rifa’ ai limiti di potenza del motore che lo pone in
rotazione. Cosi’ come viene descritto non appare alcun vantaggio, dato che
oltre un limite ben preciso il campo di forze radiale associato alle masse in
rotazione distruggera’ il disco stesso, poiche’ si raggiungeranno e si
supereranno i limiti di rottura del metallo che lo compone. Se invece tramite un
artificio riuscissimo a trasformare questo campo di forza gravitazionale agente
in senso radiale, in un campo di forza diretto verso l’alto, potremmo
raggiungere e annullare le linee di forza del campo gravitazionale terrestre
associate alla nostra macchina ed al carico utile trasportato.
3c) Le
Leve gravitazionali
Come detto ,la
differenza sara’ la capacita’ della nostra macchina di creare un campo di
forza gravitazionale artificiale orientabile nello singolarita energetica di
onda universalea spese dell’energia fruibile del motore, potendo finalmente
ottenere quella famosa trasformazione descritta all’inizio. Questa capacita’
della nostra macchina ,la possiamo ottimizzare attraverso gli stessi vantaggi
meccanici utilizzati nelle leve, sfruttando la differenza di lunghezza tra (br)
braccio resistenza e (bp) braccio potenza che comunque piu’ avanti
descriveremo. Questo semplice artificio che ho chiamato leva gravitazionale, fa’
la differenza tra un normale disco a rotazione rapida con agli estremi delle
masse che tendono a smembrare il disco stesso ed una macchina che trasforma
energia in un campo di forza gravitazionale artificiale, orientato nello spazio.
Qualcosa di simile al semplice artificio
chiamato manovellismo che fece la differenza tra una normale pentola a pressione
ed il prototipo della macchina a vapore. La macchina che ci accingeremo a
descrivere tende a trasformare,come tutte le macchine, energia da una forma
fruibile in un campo di forza gravitazionale orientato nello spazio.
Opponendolo quindi
al campo di forza gravitazionale terrestre associato alla macchina ed al suo
carico utile , ne possiamo trarre vantaggio. Per la legge newtoniana del moto ,
abbiamo che:
(forza)= (massa
inerziale) x
(accelerazione)
dove la
“massa inerziale” e’ una costante caratteristica del corpo
accelerato. Se quindi la gravitazione e’ la causa dell’accelerazione, avremo
che:
(forza)= ( massa
gravitaz.) x (intens. del campo gravitaz.)
dove la
“massa gravitazionale” e’ parimenti una costante caratteristica del
corpo. Da queste due relazioni avremo:
(acceleraz.)= (massa
gra.)/(massa inerz.) x (inte.campo gravitaz.)
Se
dall’esperienza pratica ricaviamo che per un dato campo gravitazionale
l’accelerazione deve essere sempre la stessa,indipendentemente dalla natura e
dallo stato del corpo, allora il rapporto fra massa gravitazionale e inerziale
deve essere parimenti lo stesso per
tutti i corpi. Adeguando le unita’ di misura possiamo rendere questo rapporto
uguale all’unita’. Abbiamo quindi la legge per cui la massa gravitazionale
di un corpo e’ uguale alla sua massa inerziale. L’equazione sopra descritta
si ridurra’ quindi a : (acceleraz.) = ( intensita’ campo gravitaz.).
****************
4 )
I PROTOMODELLI E I LORO FATTORI COMUNI
Convertitori di
Potenza:
1)
Cinetico-Gravitazionale
2)
Magneto-Gravitazionale
3)
Fluido-Gravitazionale
L’obiettivo
dei Convertitori di Potenza muniti
di leva gravitazionale e’ quello
di annullare localmente il campo gravitazionale terrestre
impegnato nel sistema di riferimento, costituito dallo stesso
convertitore e dal carico utile associato ad esso. Trasformare l’energia di
campi di forza radiali operanti in sistemi in rotazione rapida, in campi di
forza assiali orientabili nello spazio, comporta lo studio di varie soluzioni
tecnologiche.
La
prima idea di sfruttare l’energia radiale di masse in rotazione nacque
dall’osservazione di corpi in rotazione rapida vincolati intorno ad un asse.
La piu’ semplice di queste macchine e’ la classica giostra nelle feste di
paese, dove i seggiolini assumono posizione sempre piu’ elevata rispetto al
suolo, quanto piu’ elevata e’ la velocita’ angolare fatta assumere ad essi
dal motore che pone in rotazione la
giostra. (Fig.1) ……………OMISSIS
Come si puo’
notare esistono dei fattori comuni nei tre tipi di convertitore progettati,
fattori che riguardano innanzitutto il principio comune delle Leve
gravitazionali che cosi’ si possono riassumere:
a)Trasformazione di energia cinetico-inerziale di forma radiale (v2/r)
in sistemi in rapida rotazione in
energia cinetico-assiale percepita dal sistema di riferimento di cui fa’ parte
come campo di forza orientato nello singolarita energetica di onda
universaletale da annullare il campo gravitazionale terrestre.
b) L’ottimizzazione dell’energia trasformata avviene utilizzando un
manovellismo costituito da leve di secondo genere con la resistenza posizionata
tra fulcro e potenza.
c) Un altro fattore comune a tutti e tre i Convertitori e’ l’utilizzo
per
la conversione radiale-assiale di giunti appositi (Giunti Radiali e Giunti
Assiali) e campane di contenimento.
Vediamo di
analizzare alcuni dettagli costruttivi dei convertitori nei tre protomodelli.
OMISSIS….
In tutti i casi
comunque si arriva al medesimo risultato che e’ quello di una conversione
radiale-assiale a favore di un campo di forze orientato. I
sistemi CMG se da una parte risolvono i problemi meccanici d’usura dei sistemi
CCG , dall’altra parte bisogna dimensionare perfettamente le masse magnetiche
che scorrono sul Giunto Radiale. Come si puo’ notare le masse magnetiche sono
vincolate alla struttura del disco da ganci scorrevoli che gli consentono di
rimanere ancorate in modo bilanciato al Giunto Radiale , per non favorire il
fenomeno dell’impuntamento della massa magnetica.
************
5) LE PARTI DEL
CONVERTITORE E I MATERIALI COMPOSITI
Il Convertitore di Potenza Magneto-Gravitazionale e’ costituito da
parti fisiche ben definite con una loro geometria funzionale e
una peculiare costituzione chimico-fisica.
Se tralasciassimo
anche uno di questi particolari costruttivi nella macchina non avverrebbe
la trasformazione d’energia desiderata.
IL GIUNTO RADIALE
Il CMG e’
costituito da un motore (elettrico o a combustione) il cui asse e’ solidale al
giunto radiale . Nei protomodelli per semplicita’ il giunto radiale
puo’essere di Alluminio dato che in
quest’ultimi lo scopo principale e’ evidenziare il fenomeno. Nei sistemi
prodotti in serie pero’ dato che le potenze in gioco sono notevoli il
materiale candidato per la costruzione del giunto radiale e’ sicuramente il
Titanio (Max tolleranza di taglio 0,02mm). I
magneti alloggiati nel giunto radiale devono essere alle Terre Rare ,
dimensionati in modo opportuno (Max tolleranza di taglio
0,02 mm) e trattati con bagno al Nichel .
IL GIUNTO ASSIALE
(Braccio Potenza)
Anche in questo
caso la geometria funzionale e la
costituzione chimico-fisica di
questo componente e’ importante
per il corretto funzionamento del Convertitore . La costituzione di questa
importante parte della macchina e’ anch’essa di materiale magnetico alle
Terre Rare con il rivestimento che deve avere caratteristiche di elasticita’ e
resistenza alla deformazione (tutto il peso della macchina insieme al carico
utile grava su questo componente). Max tolleranza di taglio 0,02 mm.
LA CAMPANULA
ELASTICA (Braccio Resistenza e Fulcro)
La campanula
elastica deve avere le stesse caratteristiche costruttive del Giunto Assiale e
le stesse tolleranze di taglio.
LA CAMPANA DI
CONTENIMENTO
La campana di
contenimento e’ la struttura che ingloba tutte le parti del Convertitore di
Potenza Magneto-Gravitazionale , e scarica il campo di forza sulla struttura
sovrastante (mezzo di trasporto o peso da far levitare) . Puo’ essere
costituita in base alle esigenze o in acciaio o in lega di alluminio , con
tolleranze di taglio max di 0,1 mm.
ELETTRONICA DI
CONTROLLO
L’elettronica di
controllo ha il compito di monitorare le funzioni essenziali del CMG . I sensori
di rilevamento parte immersi nel magnete del
Giunto Assiale parti esterni alla struttura controllano :
a)
Numero di giri motore
b)
Temperatura Giunto
Assiale
c)
Intensita’ del
Campo di forza magnetico interagente tra Giunto Radiale e giunto Assiale
d)
Deformazione elastica del
Giunto Assiale (Braccio Potenza )
****************
6) LE PROBLEMATICHE COSTRUTTIVE
a) Una
delle problematiche che possono nascere nel CMG e’ il verificarsi di correnti
parassite sul Giunto Assiale e quindi un assorbimento di potenza reattiva
dal Giunto Radiale con un
abbassamento della resa della macchina nel suo complesso.
Le correnti
parassite oltre che influire negativamente sul campo di forza assiale ,
comportano un’aumento della temperatura del giunto stesso con
conseguente stress termico e abbassamento della vita media del componente.
La soluzione sta nella tecnologia costruttiva dei magneti
che devono avere purezza e uniformita’ della densita’ delle Terre
Rare e tolleranze di taglio opportune, oltre
che purezza e uniformita’ con tolleranze
opportune del rivestimento protettivo.
b) I magneti
alloggiati nel Giunto Radiale devono
scorrere radialmente senza impedimento alcuno. L’energia inerziale di forma
radiale (v2/r) deve essere scaricata
correttamente sul Giunto Assiale. Il fenomeno piu’ ricorrente puo’ essere
l’impuntamento del magnete nel binario di scorrimento del Giunto Radiale e la
sua usura . Mantenendo le tolleranze di taglio suddette e il Titanio come
materiale primario non dovrebbero esserci problemi.
****************
7) PROPOSTE DI
COLLABORAZIONE E BREVI NOTE PERSONALI
OBBIETTIVI
PREFISSATI:
Due
PROTOMODELLI di
CMG entro il 2006 con
le seguenti singole caratteristiche:
Potenza Convertita
= 250 watt circa
Massa
levitata =
25 Kg circa
Rapporto tra
Braccio Potenza e Braccio Resistenza 4/1
Elettronica di
Controllo della potenza convertita tramite sistemi wireless
Elettronica di
Controllo sensori di rilevamento
tramite sistemi wireless
Calcoli
dimensionali dei Giunti , rivelati al momento della realizzazione
PROPOSTE DI
COLLABORAZIONE.
Non ritenendo
corretto irrigidire inizialmente il rapporto con protocolli di collaborazione
troppo duri, lasciamo liberi i potenziali partner di proporre ogni forma di
collaborazione riterranno opportuna relativamente al diritto brevettuale di
acquisizione parziale o totale del ritrovato.
Valutando
attentamente le opportunita’ che ci riserverete potremo liberamente decidere
quelle da cui trarre maggiore vantaggio.
Saremo comunque
accanto al partner in ogni caso , per un anno , per supervisionare la
realizzazione dei due prototipi . Sicuro di
arrivare all’obiettivo prefissatomi , spero di condividere la
semplicita’ del Genio che e’ in Voi.
BREVI NOTE
PERSONALI
L’autore di
questo dossier e’ Giuseppe De Santis ,nato
a Siracusa ed ivi residente.
Perito in Chimica
Industriale.
Specialista in
Strumentazione Elettronica Industriale
Progettista in
Elettronica di Potenza
Titolare della
Ecotecnologie, ditta individuale
specializzata nella progettazione e produzione di macchine che operano con
generatori ecocompatibili (fotovoltaici, eolici) e che dialogano con la rete
Enel.
Sistemi di
conversione di potenza che trasformano energia fruibile in campi di forza
orientati nello spazio.
Brevetti
presentati alla CCIA di Caltanissetta
(Maggio/2001 – Settembre/2005 ) . In particolare il “Riutilizzatore
Elettronico di Energie Ecocompatibili”
che gestisce ogni forma d’energia rinnovabile dialogando con la rete
qualora il generatore ecocompatibile non e’ in condizioni di produrre energia.