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Traslation
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:Osservazione in amaca o dispositivi lievitanti Planetaria
Parte prima
Riconoscere stelle e costellazioni
Prima di iniziare
Questa sezione fornisce alcuni accorgimenti utili prima di intraprendere
l'osservazione di un cielo
stellato. Ogni sezione e indipendente l'una dall'altra, per permettere una
maggiore autonomia stagione
per stagione; pertanto nelle varie sezioni alcune parti saranno ripetute.
Un buon astrofilo impara presto a familiarizzare con l'alfabeto greco; le stelle
principali di ogni
costellazione infatti sono catalogate con le lettere di questo alfabeto, dunque
anche ogni carta
celeste, dalle piu semplici ai grandi atlanti celesti, riportano a fianco alle
stelle luminose una lettera
greca. All'inizio puo sembrare difficoltoso, ma con la pratica e a forza di
leggere le carte celesti si
imparano molto in fretta i nomi delle lettere. Sotto e riportato l'alfabeto
greco scritto in caratteri
minuscoli, ossia quello usato per le stelle; una tabella simile sara presente in
ogni modulo del libro
dove sono presenti carte per il riconoscimento delle principali costellazioni.
Conoscere l'alfabeto greco
. ƒ¿ alfa
. ƒÀ beta
. ƒÁ gamma
. ƒÂ delta
. ƒÃ epsilon
. Ā zeta
. ā eta
. Į theta
. Ă iota
. ƒÈ kappa
. ă lambda
. ƒÊ my
. ƒË ny
. ƒÌ xi
. ƒÍ omicron
. ƒÎ pi
. ƒÏ rho
. ƒÐ sigma
. Ą tau
. ƒÒ ypsilon
. ƒÓ phi
. ƒÔ chi
. ƒÕ psi
. ƒÖ omega
Le distanze apparenti sulla volta celeste si misurano in gradi; conoscere a
quanto equivale un grado
sulla volta celeste e utile per vari scopi: oltre a fornire un metro di
valutazione delle distanze,
consente anche di individuare con una certa precisione un oggetto celeste piu
debole, conoscendo la
distanza in gradi e la direzione rispetto ad un altro oggetto piu luminoso e
facilmente identificabile.
Generalmente e sufficiente seguire lo schema riportato qui sotto: portando la
mano alla distanza
massima davanti al proprio viso, stendendo il braccio, si possono utilizzare le
proprie dita per
determinare in modo approssimativo alcune distanze.
Imparare le misure
. 1 grado equivale al diametro del proprio dito mignolo;
. 2 gradi equivalgono al diametro del proprio dito pollice;• 10 gradi
equivalgono al diametro del proprio pugno chiuso;
• 15 gradi equivalgono alla distanza massima fra le punte di indice e mignolo
divaricate il più possibile;
• 20 gradi equivalgono alla distanza massima fra le punte di pollice e mignolo
divaricati al massimo (spanna).
Prima di iniziare l'osservazione, è conveniente restare alcuni minuti al buio,
affinché le pupille si
dilatino per la visione notturna; in questa fase è molto importante non
osservare direttamente le luci
di un faro o di una torcia, perché la pupilla in presenza della luce si
restringe improvvisamente e la
retina ne resta "impressionata", proiettando fastidiose geometrie colorate
davanti al punto di fuoco
per i 5-10 minuti successivi. Inoltre i tempi di adattamento al buio sono molto
più lenti di quelli di
adattamento alla luce.
Abituarsi al buio
Se si ha la necessità di dover consultare un libro o una carta celeste, si
consiglia di usare delle
deboli torce che emettono una luce rossa, l'unica che consente di mantenere un
certo adattamento al
buio.
Usare le luci adatte
La visione distolta è una tecnica di osservazione fondamentale nell'osservazione
amatoriale, perché
consente di guadagnare un buon margine di luminosità, pari anche ad una
magnitudine; se si vuole
osservare un oggetto che appare poco luminoso, non lo si guarda direttamente, ma
si indirizza lo
sguardo lateralmente, mentre si continua a concentrarsi sull'oggetto. Questa
tecnica è basata sul
fatto che la parte laterale dell'occhio è più sensibile alla luce della parte
centrale, grazie alla
presenza di particolari cellule chiamate bastoncelli, assenti al centro
dell'occhio.
Imparare gli allineamenti
Un osservatore che per la prima volta affronta un cielo stellato con la volonta
di riconoscere le
costellazioni, puo essere preso dallo sconforto: le stelle sono tante, piu o
meno luminose, piu o
meno vicine fra loro; orientarsi in un mare cosi caotico puo sembrare difficile.
Quando si inizia ad
osservare il cielo, occorre innanzitutto cercare delle forme caratteristiche,
dette asterismi.
Fondamentale per l'apprendimento e un cielo non inquinato e buio, possibilmente
sgombro da
intralci fisici (come montagne alte molto vicine) che impediscano l'osservazione
di grandi aree della
volta celeste.
I - Riconoscere il Grande Carro
In un cielo boreale come quello italiano, l'asterismo piu facilmente
riconoscibile di tutti, nonche sempre presente durante tutto l'anno, e quello
del Grande Carro: le sue sette stelle, abbastanza luminose, sono ben
riconoscibili anche dalle citta. L'orientamento indicato nell'immagine a
lato e quello assunto durante i mesi estivi, quando e osservabile in
direzione nord-ovest; essendo pero un asterismo circumpolare, e visibile
durante tutto l'anno, e assumera posizioni diverse a seconda del periodo di
osservazione: nelle sere autunnali si trova a nord, ruotato leggermente in
senso antiorario ad assumere una posizione "dritta"; durante l'inverno sara
visibile a nord-est, in posizione verticale, col "timone" rivolto verso il
basso; nelle sere primaverili appare invece alto nel cielo, in posizione
capovolta.
Il Grande Carro non e una costellazione vera e propria, ma un asterismo, ossia
un raggruppamento
di stelle la cui forma ricorda un oggetto particolare; un asterismo puo essere
considerato una sorta di
"progenitore" delle costellazioni. Le sette stelle del Grande Carro sono le piu
luminose di una
costellazione chiamata Orsa Maggiore.
La Stella Polare e il riferimento principale per trovare i punti
cardinali; una volta recuperata questa stella, conviene sempre
affidarsi ad essa per sapere con precisione dove si trova il
nord.
II - La Stella Polare
Trovare in cielo la Stella Polare non presenta difficolta, una
volta individuato il Grande Carro: partendo dal quadrilatero
che rappresenta il corpo del carro, occorre tracciare una linea
immaginaria che colleghi dapprima le due stelle ad oriente, la
ƒÀ e la ƒ¿, chiamate rispettivamente Merach e Dubhe, e in
seguito prolungando questa linea di cinque volte all'esterno
dell'asterismo; si giunge a trovare cosi una stella isolata, di luminosita
simile alle altre due stelle:
quella e la Stella Polare. Il nome latino di questa stella e Polaris, ed e anche
il nome con cui e
riconosciuta a livello internazionale.
Le due stelle del Grande Carro utilizzate per trovare la Stella Polare sono
colloquialmente note
anche con il nome di Puntatori.
14
Quella di Cassiopea e una costellazione dalla forma caratteristica, formata da
cinque stelle
principali disposte a zig-zag, la cui magnitudine (luminosita) visuale e
all'incirca identica a quella
delle stelle del Grande Carro. Come quest'ultimo, anche Cassiopea e una
costellazione
circumpolare, e si trova in un punto diametralmente opposto al Grande Carro
rispetto alla Stella
Polare: quando il Grande Carro e basso sull'orizzonte (in autunno), Cassiopea e
alta nel cielo, e
viceversa. L'immagine sopra mostra in modo semplice come individuare Cassiopea
partendo dalle
stelle finora esaminate: e sufficiente tracciare una sorta di doppio cono coi
vertici convergenti e
coincidenti con la Stella Polare; da una parte si trova il Grande Carro,
dall'altra Cassiopea.
In alternativa, Cassiopea possiede una forma cosi caratteristica da poter essere
individuata senza
dover ricorrere ad altri punti di riferimento.
III - Cassiopea
L'Orsa Minore e la costellazione in cui e
contenuta la Stella Polare. E nota anche col nome
di Piccolo Carro, poiche la sua forma ricorda
vagamente quella del Grande Carro. A differenza
della sua controparte maggiore, tuttavia, l'Orsa
Minore non e una costellazione i cui allineamenti
di stelle sono facili da seguire: a parte la Stella
Polare, solo altre due stelle sono visibili dalla citta,
la ƒÀ (nota come Kochab) e la ƒÁ (Pherkad); le altre
stelle sono minute e occorrono cieli limpidi per
poter essere scorte.
IV - L'Orsa Minore
Le sette stelle dell'Orsa Minore sono spesso usate
dagli astrofili come riferimento per determinare la
magnitudine limite di una notte: se le sette stelle sono tutte visibili, la
notte e propizia per
l'osservazione. Meno stelle sono visibili, meno alta sara la qualita delle
osservazioni durante quella
notte .
Costellazioni circumpolari
Questa sezione è dedicata all'osservazione di quella parte di cielo che alle
latitudini italiane si
presenta circumpolare, ossia che non tramonta mai durante tutto l'arco
dell'anno. Le stelle
circumpolari sono, come già visto, quelle che si trovano entro un raggio dal
polo celeste pari alla
latitudine del luogo di osservazione; alla latitudine di 42°N, pertanto, le
stelle circumpolari sono
tutte quelle poste entro un raggio di 42° dal polo nord celeste.
Le costellazioni visibili in questa parte di cielo durante il corso dell'anno
appaiono comunque in
posizioni diverse, dapprima "dritte", poi "capovolte" e poi di nuovo "dritte";
il trucco sta nel saper
riconoscere le stesse sagome anche se poste ad angolazioni diverse.
Le quattro immagini sotto mostrano come si presenta il cielo verso nord a
seconda delle stagioni.
Le mappe mettono in evidenza le figure che è
bene conoscere prima di tutte le altre: il Grande
Carro e Cassiopea, e la Stella Polare; la Stella Polare resta sempre nella
stessa posizione tutto
l'anno, mentre le due figure si alternano di posizione: quando il Grande Carro è
alto, Cassiopea è
rasente l'orizzonte, e viceversa; quando il Grande Carro è a oriente, Cassiopea
è a occidente, e
viceversa.
Una volta imparato a riconoscere queste semplici e importanti figure celesti, è
possibile trovare le
altre costellazioni che popolano i dintorni del polo nord celeste.
Cefeo è un'altra importante costellazione circumpolare; si trova sul bordo della
Via Lattea e
raggiunge la sua massima altezza sopra l'orizzonte fra la fine dell'estate e
l'inizio autunno. Per
individuarne la stella principale, Alderamin, si può partire dalle prime due
stelle di Cassiopea,
verso la punta, e prolungarne la distanza per circa quattro volte.
Cefeo è famosa perché al suo interno è stato scoperto un tipo di variabili di
grande importanza in
astronomia: le variabili Cefeidi; la stella prototipo di questa classe è la δ
Cephei. Le Cefeidi hanno
la caratteristica di possedere una relazione fissa fra variazione di luminosità,
periodo di variazione e
magnitudine assoluta; perciò, conoscendo tramite la semplice osservazione
variazione e periodo, si
può facilmente ottenere il valore di magnitudine assoluta e quindi anche la
distanza della stella.
Diverse Cefeidi osservate in altre galassie hanno permesso di determinare con
un'elevata precisione
la distanza della galassia stessa
Il Drago (o Dragone) e una vasta costellazione
che si avvolge attorno al polo nord celeste; il
periodo di massima osservabilita ricade in primavera-estate. Creare degli
allineamenti per trovarla
non e semplice, ma la ricerca e facilitata dal fatto che le sue stelle, di terza
magnitudine, sono
disposte a formare all'interno della costellazione dei lunghi allineamenti.
Si puo partire nella ricerca dall'Orsa Minore, in particolare dalle stelle
Kochab e Pherkad; partendo
dalla prima e raggiungendo la seconda, si prolunga per circa cinque volte nella
stessa direzione, fino
a trovare una stella di terza magnitudine, la ā Draconis; proseguendo ancora e
deviando
leggermente si trova una coppia di stelle di seconda magnitudine, una un po' piu
luminosa dell'altra:
queste due stelle rappresentano la testa del Drago.
Dalla stella ā invece si possono seguire due allineamenti di stelle che si
muovono in direzioni
opposte, che circondano l'Orsa Minore, mentre ad est la sequenza si insinua fra
questa e il Grande
Carro.
Il Drago
La costellazione di Perseo e solo parzialmente
circumpolare; tuttavia, ad eccezione dei mesi
centrali della primavera, e sempre presente ed
osservabile nel cielo italiano. Da qui irradia,
nel mese di agosto, il famoso sciame meteorico
noto come Perseidi, che causa la cosiddetta
pioggia di stelle cadenti del 10 agosto.
Perseo
Perseo si puo individuare con facilita a partire
da Cassiopea, grazie all'allineamento delle sue
stelle ƒÁ e ƒÂ: collegandole e proseguendo
all'incirca nella stessa direzione, si raggiunge
un gruppo di stelle piu o meno luminose, fra le
quali spicca la ƒ¿ Persei, nota come Mirphak.
Queste stelle, ad eccezione di Mirphak,
appartengono ad un'unica grande associazione stellare, nota
come Associazione di Perseo. Il resto della costellazione si estende verso sud,
e sarà descritta nei
moduli stagionali. Il periodo più favorevole alla sua osservazione è quello che
va da ottobre a
marzo, quando è ben visibile per intero anche nelle ore della prima serata.
Sebbene questa non sia, alle latitudini
italiane, una costellazione completamente
circumpolare, viene trattata qui perché
scende al massimo pochi gradi sotto
l'orizzonte, ed è dunque visibile
praticamente in tutte le notti (tranne, magari
in alcune sere di metà autunno).
I Cani da caccia
Quella dei Cani da caccia è una
costellazione di piccole dimensioni, più
conosciuta per le galassie in essa
osservabili, che per le sue stelle, in realtà
poche e non molto brillanti.
Costellazioni estive
L'estate è la stagione che probabilmente più di tutte invoglia all'osservazione
del cielo: le notti sono
calde, poco ventose, spesso serene e limpide, anche se a volte un po' umide.
L'estate è anche una
stagione propizia per iniziare a riconoscere le stelle: infatti nelle serate
estive sono presenti figure
caratteristiche molto semplici da individuare, nonché alcune stelle molto
luminose, che facilitano
l'individuazione delle principali costellazioni.
Il Grande Carro appare visibile in direzione nord-nord-ovest, col timone verso
l'alto; una volta
individuata in cielo, magari con l'aiuto di una bussola, si rintraccia con
facilità la Stella Polare, il
riferimento più sicuro per conoscere i punti cardinali.
L'osservazione iniziale si svolge nella parte alta della volta celeste, dove, in
notti limpide, è ben
osservabile la scia luminosa della Via Lattea.
Nei moduli seguenti sarà spiegato come riconoscere i principali gruppi di
costellazioni, secondo un
ordine logico. Sarebbe pertanto preferibile seguire tale ordine specialmente se
si è agli inizi. Se si è
già iniziato a scoprire le stelle in altre stagioni, prima di passare ai moduli
successivi è bene
controllare che i moduli omonimi di altre stagioni non abbiano delle aggiunte, a
causa della diversa
visibilità.
1.
Sommario
Il Triangolo Estivo
2. Il Boote e dintorni
3. Verso il centro della Via Lattea
4. Verso oriente
1. Il Triangolo estivo
Costellazioni da individuare:
• Lira
• Cigno
• Aquila
• Delfino
• Freccia
Il Triangolo Estivo è l'asterismo più tipico del cielo estivo. Si presenta di
dimensioni molto
maggiori rispetto al Grande Carro ed è formato da tre stelle molto luminose,
tutte e tre di un colore
azzurro scintillante. Nella carta di sinistra è indicato esattamente come appare
in una notte di luglio agosto;
la stella del vertice superiore, la più luminosa, appare nelle sere di agosto
quasi
perfettamente perpendicolare al suolo (quasi allo zenit). Il triangolo è
facilmente individuabile, nelle
notti limpide, anche perché ricade sulla scia luminosa della Via Lattea, in un
tratto molto luminoso
e spesso, ricco di deboli stelline di sottofondo.
La stella più luminosa delle tre è quella che, come visto, appare più in alto;
nel triangolo si trova nel
vertice che forma quasi un angolo retto con le altre due stelle. Il nome proprio
di questa stella è
Vega, ed è la quinta stella più luminosa visibile dalla Terra, con una
magnitudine pari a 0,03.
La stella meno luminosa delle tre (magnitudine 1,25), quella che è collegata a
Vega dal lato più
corto del triangolo, è nota come Deneb; si trova a cavallo della Via Lattea ed è
anche la più
settentrionale del triangolo. In realtà, Deneb è una delle stelle più brillanti
della nostra Galassia, in
termini di magnitudine assoluta, ma ci appare meno luminosa di altre in quanto è
anche
estremamente lontana.
La terza stella, quella del vertice meridionale, è nota col nome di Altair; è
riconoscibile e
distinguibile anche per la presenza di due stelle disposte sui suoi lati
opposti, una delle quali è assai
più luminosa dell'altra. La sua magnitudine è 0,77, la dodicesima stella del
cielo in ordine di
luminosità.
La Lira
Il resto della costellazione e individuabile a
sud di Vega, grazie alla coppia di stelle di
terza magnitudine ƒÀ e ƒÁ, che riportano anche
i nomi propri di Sheliak e Sulafat.
Esplorando con un semplice binocolo la
costellazione, si notera subito che nei
dintorni di Vega e presente una coppia di
stelline molto vicine, dello stesso colore
azzurro, e di luminosita praticamente identica: si tratta di una delle coppie
piu belle del cielo ed e
nota presso gli astrofili col nome di Doppia doppia, poiche, se osservate con un
telescopio, si
scopre che entrambe le stelle sono a loro volta doppie.
La Lira e una delle costellazioni piu antiche: era nota al tempo dei Greci, e
rappresenta la lira di
Orfeo, uno dei piu grandi musicisti della mitologia greca. Tolomeo la riporta
nel suo elenco di 48
costellazioni, ed e sopravvissuta fino ai nostri giorni.
Il Cigno e una delle costellazioni piu
caratteristiche del cielo estivo: la sua stella
principale, Deneb, e uno dei vertici del
Triangolo Estivo, mentre il resto della
costellazione si estende verso il centro del
triangolo, con le sue stelle principali
disposte a raffigurare una grande croce, il
cui perno e a sua volta indicato da una stella
brillante.
Il Cigno
Deneb, con la sua magnitudine 1,25, e la
diciannovesima stella piu brillante del cielo;
il suo significato e coda (dall'arabo), e
infatti rappresenta la coda del cigno,
rappresentato in volo lungo la Via Lattea. La testa e rappresentata dalla steƒÀl
laC ygni, chiamata
Albireo; sebbene questa sia meno luminosa delle altre stelle principali della
costellazione, e famosa
presso gli astrofili in quanto si tratta di una bella stella doppia, risolvibile
con un telescopio, le cui
componenti sono una azzurra e l'altra arancione.
Tutta la costellazione si estende su un fondo ricco di stelle minute, il cui
debole scintillio e ben
evidente lungo l'asse maggiore nelle notti limpide; un binocolo e sufficiente
per poter ammirare,
anche dai centri abitati, un gran numero di stelle, disposte in concatenazioni e
raggruppamenti a
volte molto fitti. Se la notte e propizia, si nota con facilita un lungo solco
longitudinale lungo la Via
Lattea, che la spacca in due a partire dal Cigno scendendo in direzione sud:
questa "spaccatura",
nota come Fenditura del Cigno, e dovuta alla presenza di grossi ammassi di gas
oscuri, che
schermano la luce proveniente dalle stelle
lontane della Galassia, facendo sembrare quest'area quasi
priva di stelle.
L'Aquila e la costellazione che contiene
Altair, la stella piu meridionale del
Triangolo Estivo. Si estende a sud di questo,
sempre lungo la Via Lattea, sul bordo della
Fenditura del Cigno, e possiede una
disposizione di stelle che la rende piu simile
a un aeroplano che a un'aquila vera e
propria.
L'aquila
Sebbene sia meno luminosa del Cigno, e pur
sempre di facile individuazione, grazie al
fatto che le sue stelle principali, eccetto
Altair, sono di terza magnitudine. Altair e le
due stelle che la circondano erano
considerate nell'antica Persia una
costellazione a se stante, chiamata L'equilibrio".
Il centro di questa costellazione indica la posizione dell'equatore celeste: la
parte che contiene
Altair e la stella Ā Aquilae (nota come Deneb el Okab), sta nell'emisfero
boreale; la parte di ă e Į sta
invece in quello australe. A sud di questa costellazione, la Via Lattea diventa
molto piu luminosa e
larga, per la vicinanza al centro della nostra Galassia.
I campi stellari in questa costellazione sono meno ricchi rispetto a quelli del
Cigno, ma le sue stelle
possono essere d'aiuto per reperire altre costellazioni minori visibili nelle
vicinanze.
Una volta individuate le costellazioni piu
semplici, puo essere ora possibile cercare
quelle minori, che appaiono meno luminose,
ma che sono anch'esse caratteristiche di
questa parte di cielo.
Alcune costellazioni minori
Tra queste la piu curiosa e quella del
Delfino, una piccola costellazione visibile a
"sinistra" (ad est) di Altair; e formata da un
gruppo di stelline di quarta magnitudine,
che ricordano molto bene l'idea di un
delfino stilizzato che salta. Un binocolo
consente di scoprire che molte delle sue
stelle principali sono accompagnate da altre
stelline piu piccole.
Un'altra piccola costellazione facile da individuare e la Freccia: si tratta di
un allineamento di
stelline di terza e quarta magnitudine compreso nella parte meridionale del
Triangolo Estivo, poco a nord di Altair;
si trova in corrispondenza di un addensamento
della Via Lattea e la disposizione
delle sue stelle danno bene l'idea di una freccia in volo.
L'area di cielo compresa fra queste due costellazioni è ben nota ad astronomi ed
astrofili per
l'elevato numero di stelle novae osservate. Una stella nova è una stella che
normalmente non è
visibile né ad occhio nudo, né con un binocolo, ma che d'improvviso registra un
aumento della
luminosità fino ad eguagliare o in certi casi pure superare la luminosità delle
stelle circostanti
visibili ad occhio nudo. Alcune novae hanno raggiunto persino una magnitudine
negativa, e sono
rimaste visibili per settimane.
2. Il Boote e dintorni
Costellazioni da individuare:
• Boote
• Corona Boreale
• Chioma di Berenice
• Vergine
• Ercole
Il Grande Carro, benché in estate sia
relativamente basso sull'orizzonte, è ancora
un ottimo punto di riferimento per trovare
alcune stelle importanti anche in direzione
sud. Utilizzando le tre stelle del timone
come guida e prolungandone la direzione
come indicato nella mappa qui a lato, è
possibile individuare, a circa due volte la
lunghezza del timone, una stella molto
luminosa di colore spiccatamente arancione:
Arturo.
Arturo e dintorni
Arturo è la quarta stella più brillante del
cielo: la sua magnitudine è -0,04, l'unica
stella dell'emisfero boreale ad avere una magnitudine negativa. Questa stella ha
superato la fase
stabile della sua vita (sequenza principale) e si sta avviando verso lo stadio
di gigante rossa; in
origine era una stella gialla non troppo diversa dal nostro Sole. Il suo nome,
Arturo, deriva dal greco
Arktouros, che significa letteralmente Guardiano dell'Orso o Coda dell'Orso
(ossia dell'Orsa
Maggiore, la costellazione in cui è contenuto l'asterismo del Grande Carro).
Con una distanza di 36,7 anni luce, è anche una delle stelle più vicine a noi
Arturo è un ottimo punto di riferimento per
reperire in cielo un gran numero di costellazioni. È
possibile costruire un asterismo a forma di lettera "Y" maiuscola, dove Arturo è
la stella che sta nel
gambo inferiore (a sud); la gamba destra punta verso il Grande Carro e quella
sinistra verso un
gruppo di stelle disposte ad arco. Arturo, Izar e Seginus (vedi immagine a
sinistra) fanno parte della
stessa costellazione, quella del Boote, la cui forma (a destra) ricorda molto
quella di un aquilone.
L'altra stella, chiamata Gemma (o Alphecca) è l'astro principale di una
costellazione adiacente, la
Corona Boreale.
Queste due costellazioni dominano i cieli serali fra aprile e agosto; il Boote è
una delle figure più
caratteristiche del cielo di primavera, dato che alle latitudini italiane si
mostra quasi allo zenit.
Boote e Corona Boreale
La Chioma di Berenice è una costellazione
che deve il suo nome ad una "chioma" di
stelle di quarta e quinta magnitudine, molto
vicine fra loro; sebbene dunque le sue
componenti non siano molto luminose, la
costellazione è comunque molto
appariscente grazie a questa caratteristica. Si
tratta di una costellazione ben osservabile
alta nel cielo durante i mesi primaverili, ma,
grazie alla sua posizione settentrionale, è
ben visibile anche durante l'estate.
La Chioma di Berenice
Conoscendo il Grande Carro e la stella
Arturo, la Chioma di Berenice può essere
individuata con facilità tracciando un
triangolo rettangolo che abbia come
ipotenusa la line congiungente Arturo con la prima stella del timone, Alioth, e
proiettando i cateti
verso sud-ovest, formando dunque un angolo di 90°. Il vertice cadrà sul gruppo
di stelline della
Chioma di Berenice.
la disposizione delle stelle della Chioma non
sono il frutto di una prospettiva, ma sono
effettivamente vicine fra di loro: si tratta infatti di un ammasso aperto
relativamente vicino a noi,
noto con la sigla di Mel 111; un binocolo permetterà di avere una visione
dettagliata e suggestiva di
quest'ammasso, noto fin dall'antichità e da sempre associato ad una chioma di
capelli dorati.
L'allineamento Grande Carro-Arturo è sfruttabile ulteriormente verso sud:
proseguendo infatti nella
stessa direzione si raggiunge una stella azzurra isolata, molto luminosa, nota
come Spiga (Spica, in
latino). Spiga è la stella più brillante della costellazione della Vergine,
nonché la quindicesima
stella più luminosa del cielo. Spiga si trova nell'emisfero australe, ed è una
delle stelle più
meridionali della costellazione, che giace invece a cavallo dell'equatore.
La Vergine, che raggiunge la sua massima visibilità in primavera, è molto nota
presso gli astrofili
perché nella sua direzione si osserva uno dei più ricchi ammassi di galassie del
cielo, l'Ammasso
della Vergine.
Spiga e la Vergine
Trovare Ercole
La costellazione di Ercole è tanto vasta quanto poco appariscente; è una delle
figure presenti nel
cielo fra primavera ed estate, ma contiene poche stelle superiori alla terza
magnitudine. Un modo
semplice per recuperarla in cielo, avendo a
disposizione il Triangolo Estivo e la costellazione del
Boote, e quello descritto nelle carte sopra: Tenere a mente la posizione della
grande Y fra Boote e
Corona Boreale e individuare la stella Gemma, di quest'ultima costellazione;
ritrovare in cielo la
stella Vega, del Triangolo Estivo; tracciare una lunga linea tra Vega e Gemma e
fermarsi piu o
meno a meta strada.
In questo punto, si evidenzia senza troppe difficolta una sorta di quadrilatero
di stelle simile ad un
trapezio rovesciato: queste quattro stelle formano la parte centrale della
costellazione di Ercole; da
ciascun vertice poi si possono creare altrettanti lineamenti che collegano
stelle esterne al
quadrilatero, in modo da formare una sorta di girandola. La stella piu
meridionale, lƒ¿a, e nota col
nome di Ras Algethi.
Ercole e nota presso gli astronomi per due motivi: il primo e la presenza di un
brillante ammasso
globulare (M13), ossia un insieme sferico e molto compatto di centinaia di
migliaia di stelle;
secondo, perche il nostro Sistema solare, che orbita attorno al centro
galattico, si sta dirigendo in un
punto situato fra Ercole e la Lira (apice solare).
3. Verso il centro della Via Lattea
Costellazioni da individuare:
• Ofiuco
• Serpente
• Scorpione
• Bilancia
• Sagittario
L'Ofiuco, noto anche come Serpentario, è una
costellazione di vaste dimensioni, ma dalla forma
difficile da individuare: in cielo appare infatti
come un insieme eterogeneo di stelle e in più è
strettamente collegata ad un'altra costellazione, il
Serpente.
Dal Triangolo Estivo all'Ofiuco
La stella più luminosa dell'Ofiuco è Ras Alhague;
da individuare è molto semplice, se già si conosce
il Triangolo Estivo: basta collegare Vega e Altair e
creare un "doppione" del Triangolo Estivo con
un'altra stella, visibile opposta a Deneb rispetto
alle altre due.
Ras Alhague indica la testa dell'Ofiuco (è anche il suo significato in arabo) e
si trova nella parte più
settentrionale della costellazione, la quale si estende parallela alla Via
Lattea, sul suo lato rivolto ad
occidente, dove tende a formare una sorta di triangolo di stelle vuoto
all'interno.
Ras Alhague è la stella dominante di un asterismo
composto da quattro stelle disposte a formare un
trapezio. La stella che sta ad ovest è di colore rosso
vivo, ed è nota come Ras Algethi; è l'unica delle
quattro ad appartenere alla costellazione di Ercole.
La testa dell'Ofiuco
A sud di Ras Alhague si trova Cebalrai, la quale è
collegata ad un minuto asterismo a forma di croce
rovesciata da un lato, visibile solo in notti limpide.
Completa il gruppo una stella posta a sud-ovest, che
possiede una compagna a poca distanza.
Questo gruppo è importante perché è un punto di partenza fondamentale per
localizzare il resto
della costellazione.
Le stelle del trapezio, se prese a due a due,
permettono la facile individuazione della costellazione
dell'Ofiuco. Il gruppo ad est e formato da Ras Alhague e Cebalrai; partendo
dalla prima e
collegandola alla seconda, continuando nella stessa direzione per circa due
volte, si arriva ad una
stella poco luminosa ma utile come riferimento, la ƒË Ophiuchi.
Utilizzando invece le altre due stelle del trapezio, Ras Algethi (in Ercole) e
ƒÈ Ophiuchi, partendo
dalla prima e collegandola alla seconda, prolungando nella stessa direzione, si
trova prima una
stessa singola (la ă Ophiuchi) e poi, proseguendo ancora, una coppia di stelle
rossastre, la ƒÃ e la ƒÂ
Ophiuchi.
Nella mappa a destra e invece mostrato come completare la figura dell'Ofiuco,
seguendo una
concatenazione di stelle disposta a sud della costellazione.
Ofiuco e Serpente
Trovare in cielo il Serpente, una volta note
le stelle dell'Ofiuco, non e difficile; l'unica
difficolta puo essere rappresentata dal fatto
che il Serpente e l'unica costellazione del
cielo che appare divisa in due parti: la Testa
e la Coda. Questo perche storicamente
Serpente e Ofiuco venivano considerate
quasi un'unica costellazione (un uomo
avvolto da un serpente) e dunque
nell'individuare la figura occorre fare
riferimento a delle stelle di entrambe le
costellazioni. Quando l'Unione Astronomica
Internazionale si riuni per stabilire i confini
delle costellazioni, si scelse di dividere il
Serpente in due parti. Per individuare il
Serpente occorre considerare come
La parte della Testa e la piu luminosa: partendo
dalla coppiƒÃa e la ƒÂ Ophiuchi, si prosegue verso
nord-ovest il tratto indicato dalle due stelle, fino ad incrociarne altre due,
di cui una luminosa:
quest'ultima stella, nota come Unukalhai, rappresenta il cuore del Serpente. La
testa vera e propria
e invece individuabile in un gruppetto di stelle poste poco piu a nord.
La Coda si trova in direzione opposta rispetto all'Ofiuco, fra questo e
l'Aquila; si prosegue la
concatenazione di stelle dell'Ofiuco verso est, individuando dapprima la
brillante ā Serpentis, e poi
la Į.
Quella dello Scorpione e una delle
costellazioni piu caratteristiche del cielo,
una delle piu luminose ed anche una delle
poche che rendono davvero l'idea di quello
che intende rappresentare. La sua stella
principale, Antares e una supergigante dal
colore rosso fuoco, che con la sua
magnitudine di 1,07, e la sedicesima stella
piu brillante del cielo.
Lo Scorpione
Lo Scorpione e una costellazione
dell'emisfero australe, visibile dall'Italia non
molto alta sopra l'orizzonte estivo
meridionale; si individua con grande
facilita, a sud dell'Ofiuco, lungo la scia
luminosa della Via Lattea, in questo punto
particolarmente brillante a causa della vicinanza al centro galattico.
La testa dello Scorpione si evidenzia molto bene ad ovest di Antares, essendo
costituita da stelle di
seconda magnitudine, tutte blu, che fanno contrasto col colore rosso di Antares.
A sud-est invece si segue con facilita una concatenazione di stelle luminose,
visibili solo a patto di
avere l'orizzonte meridionale libero da ostacoli; il gruppo della coda, nella
parte piu meridionale
della costellazione, e composto da un gruppo di stelle brillanti disposte a
formare una sorta di
triangolo, che identificano il "pungiglione" dell'animale.
Un binocolo consente di individuare un gran numero di associazioni stellari e
coppie di stelle: le piu
notevoli sono quella di ƒÖ1,2 Scorpii, nei pressi di Graffias, dai colori
contrastanti, e quella di ƒÊ1,2
Scorpii, composta da due stelle dello stesso colore e di magnitudine simile
La costellazione della Bilancia, nonostante
possegga delle stelle di seconda magnitudine, è messa
in una posizione tale, stretta fra Vergine e Scorpione, che la rende quasi
"oscura"; in realtà è una
costellazione di medie dimensioni.
Per individuarla ci si rifà alle due stelle brillanti delle costellazioni
adiacenti: Spiga della Vergine e
Antares dello Scorpione: collegando le due stelle, si attraversa per intero la
Bilancia, che si trova a
metà strada fra le due.
Storicamente, questa costellazione era vista come le "chele" dello Scorpione;
originariamente le due
erano in realtà un'unica grande costellazione. In seguito questa parte ne venne
staccata, diventando
nota proprio col nome "Chele", e solo in seguito assunse il nome di Bilancia,
durante i secoli della
dominazione romana sul Mediterraneo. Retaggio di questo nome antico sono i nomi
propri delle sue
stelle principali, che si rifanno alle "Chele dello Scorpione".
La Bilancia
Il Sagittario
La costellazione del Sagittario si estende ad est dello Scorpione; è famosa
presso gli astronomi
perché in questa direzione cade il centro della Via Lattea, la quale pertanto
raggiunge qui il
massimo della luminosità. Anche il Sagittario è una costellazione dell'emisfero
sud, pertanto non si
presenta mai molto alta sull'orizzonte italiano e per poterla osservare
discretamente è opportuno
avere l'orizzonte meridionale privo di ostacoli.
La caratteristica piu evidente di questa
costellazione e un gruppo di otto stelle disposte a formare un
asterismo noto come Teiera: la si puo infatti immaginare come una teiera sul
fuoco, dal cui becco
esce il vapore, rappresentato dalla Via Lattea.
Il resto della costellazione si estende soprattutto ad est di questo asterismo;
le stelle ƒÊ, ƒÉ, ƒÂ, ƒÃ, e ƒÅ
Sagittarii possiedono un andamento zig-zagante che ricorda bene l'idea di un
arco, mentre la freccia
e rappresentata dalla stella ƒÁ, chiamata anche Al Nasl.
Un semplice binocolo e sufficiente per individuare un gran numero di oggetti
celesti, compresi fra
questa costellazione ed il vicino Scorpione.
4. Verso oriente
Costellazioni da individuare:
. Capricorno
. Acquario
. Pegaso
. Andromeda
La costellazione del Capricorno e una
figura tipica della fine dell'estate: sebbene si
trovi nell'emisfero australe, rimane
comunque abbastanza alta sopra l'orizzonte;
si trova ad est della Via Lattea e prende il
posto del Sagittario in direzione sud verso i
mesi di agosto e settembre.
Il Capricorno
Per individuarla, ci si puo aiutare con la
costellazione dell'Aquila e con la stella
Altair, nel modo indicato nella mappa:
collegando Altair alla stella Į Aquilae e
prolungando nella stessa direzione circa due
volte, si arriva nel centro del Capricorno.
Alle estremita orientale e occidentale della costellazione sono presenti due
coppie di stelle di terza
magnitudine, collegate fra loro da due allineamenti di stelle di quarta, che
delimitano la figura
dell'animale mitologico che la costellazione intende rappresentare: una capra
con la coda di pesce.
Un binocolo consente di scoprire che la stella Al Giedi, una delle piu brillanti
della costellazione, e
una stella doppia.
Trovare l'Acquario
La costellazione dell'Acquario è una delle
figure tipiche del cielo autunnale; sta quasi
completamente nell'emisfero australe, ed è di dimensioni notevoli. Mentre in
autunno recuperare
questa costellazione è relativamente semplice, grazie alla presenza di stelle
luminose appartenenti a
costellazioni adiacenti, in estate, quando ancora queste stelle non sono al di
sopra dell'orizzonte,
occorre seguire degli allineamenti un po' più complessi.
Un buon metodo è quello di partire dalla costellazione del Capricorno, in
particolare dall'ultima
stella della cosa, Deneb Algiedi. Questa stella costituisce il vertice
meridionale di un triangolo
"quasi" rettangolo, in cui le altre due componenti sono due stelle della stessa
luminosità della prima
(immagine a sinistra).
Una volta individuate queste due stelle, che sono le più brillanti
dell'Acquario, è facile notare, ad est
di queste, un piccolo asterismo a forma di "Y" rovesciata, le cui componenti
sono di quarta
magnitudine; questo gruppo rappresenta l'urna dell'acquario.
Trovate queste stelle, individuare il resto della costellazione non presenta
grosse difficoltà, a patto
che si disponga di un cielo nitido e possibilmente senza Luna.
Il Quadrato di Pegaso è la più caratteristica delle costellazioni autunnali,
nonché la figura
dominante in quel periodo dell'anno; tuttavia, essendo nell'emisfero boreale, è
ben osservabile
anche in altri periodi dell'anno, già a partire dal mese di luglio, quando è
visibile ad oriente.
Il Quadrato di Pegaso è un asterismo di grandi dimensioni e di forma quasi
perfettamente quadrata,
formata da quattro stelle di seconda magnitudine, e costituisce il corpo della
costellazione di
Pegaso, la quale, oltre al quadrato, è segnata anche da altre stelle, collegate
nella mappa a fianco in
rosa. Pegaso sta a nord di Capricorno e Acquario e ad est del Triangolo Estivo e
della Via Lattea.
La costellazione di Pegaso è di grandi dimensioni; rappresenta il cavallo alato
della mitologia greca
e nel cielo boreale appare capovolto; la testa è rappresentata dalla stella Enif,
una delle più brillanti
della costellazione.
Il Quadrato di Pegaso
La costellazione di Andromeda appare
come un prolungamento di stelle che parte
dal Quadrato di Pegaso, verso oriente;
sebbene sia una costellazione autunnale, la
sua posizione settentrionale fa si che sia
visibile anche a partire dalla meta
dell'estate.
Andromeda
Per individuarla, occorre fare riferimento
alla stella del vertice nord-orientale del
Quadrato di Pegaso: in realta questa stella
non appartiene alla costellazione di Pegaso,
ma e la stella ƒ¿ di quella di Andromeda. Da
qui parte una concatenazione di stelle
disposte leggermente ad arco, verso nordest,
che segna il corpo di Andromeda, che
secondo la mitologia era figlia di Re Cefeo e di Cassiopea.
In questa costellazione e presente la celebre Galassia di Andromeda, una
galassia spirale di grandi
dimensioni molto vicina alla nostra Via Lattea.
A nord di Andromeda si trova la costellazione di Cassiopea, la cui sagoma a
zig-zag e ben
riconoscibile durante tutto l'anno.
Costellazioni autunnali
L'autunno è una stagione in cui non è facile, in certe regioni, trovare un cielo
adatto
all'osservazione, a causa della variabilità delle condizioni meteorologiche.
Inoltre, chi inizia a
riconoscere le costellazioni in questo periodo dell'anno ha a disposizione un
cielo relativamente
povero di stelle appariscenti.
Le costellazioni meridionali che dominavano i cieli dell'estate sono tramontate
e al loro posto si
apre, specie verso sud, un cielo che a tratti sembra vuoto e in cui le
costellazioni sono poco
appariscenti.
A nord, il Grande Carro raggiunge il punto più basso sull'orizzonte, sotto la
Stella Polare, e dal
sud Italia a seconda della morfologia del territorio può addirittura essere non
osservabile. Conviene
dunque riferirsi ad un'altra facile figura del cielo boreale, Cassiopea, che nei
mesi autunnali
raggiunge il massimo della visibilità.
Proprio con Cassiopea conviene iniziare l'osservazione, a meno di non conoscere
già alcune delle
figure estive, che comunque saranno qua ritrattate in quanto si presentano in
cielo in una diversa
posizione.
Nei moduli seguenti sarà spiegato come riconoscere i principali gruppi di
costellazioni, secondo un
ordine logico. Sarebbe pertanto preferibile seguire tale ordine specialmente se
si è agli inizi. Se si è
già iniziato a scoprire le stelle in altre stagioni, prima di passare ai moduli
successivi è bene
controllare che i moduli omonimi di altre stagioni non abbiano delle aggiunte, a
causa della diversa
visibilità.
1.
Sommario
Il Quadrato di Pegaso
2. Verso l'Auriga
3. Il sud
4. Il Triangolo Estivo
1. Il Quadrato di Pegaso
Costellazioni da individuare:
• Pegaso
• Andromeda
• Perseo
• Ariete
• Triangolo
• Pesci
Il cielo autunnale è dominato dalla figura
zig-zagante di Cassiopea, una costellazione
che alle latitudini italiane si presenta
circumpolare, ma che in questo periodo
dell'anno raggiunge la sua altezza massima
sopra l'orizzonte.
Il Quadrato di Pegaso
Cassiopea è individuabile verso nord,
altissima in cielo; due delle sue stelle
centrali possono essere utilizzate per trovare
altre figure importanti senza possibilità di
errore: collegando infatti queste due stelle
nel modo indicato dalla mappa a lato e
proseguendo verso sud nella stessa
direzione per circa sei-sette volte, si giunge
al centro di un grande quadrilatero di stelle di seconda magnitudine, ben
visibili anche dalle città in
alto nel cielo. Quest'asterismo prende il nome di Quadrato di Pegaso ed è il
gruppo di stelle più
importante del cielo autunnale.
Grazie al quadrato è possibile raggiungere un gran numero di costellazioni
sfruttando diversi
allineamenti.
Il Quadrato di Pegaso deve il nome alla costellazione in cui il
quadrato è contenuto quasi totalmente, ossia Pegaso.
La costellazione di Pegaso
Pegaso si estende in direzione ovest rispetto al suo quadrato,
dove sono presenti altre stelle luminose, la più importante delle
quali è Enif, che rappresenta la testa del cavallo alato
mitologico; Enif è raggiungibile tramite una concatenazione di
stelle minori che dal quadrato su dirigono verso sud-ovest,
rappresentando così il collo dell'animale.
A nord-ovest invece si evidenzia la rossa stella Matar, che
rappresenta le zampe anteriori di Pegaso; la
costellazione si presenta alle nostre latitudini come
"capovolta".
Il Quadrato di Pegaso può anche essere
considerato come il corpo di un grande
asterismo la cui forma ricorda molto quella
del Grande Carro; dalla stella Sirrah
(quella del vertice nord-est del quadrato)
infatti è possibile seguire una
concatenazione di tre stelle disposte ad arco,
tutte di luminosità simile fra loro, che
disegnano la figura del timone, esattamente
come avviene nel Grande Carro. Le
dimensioni di questo nuovo "Carro" sono
nettamente superiori rispetto a quelle del
Carro "originale".
Un "Grande Carro" nei cieli autunnali
Al pari del vero Grande Carro, quello
dell'Orsa Maggiore, anche questo consente
di individuare un buon numero di stelle e
costellazioni: le stelle Mirach e Almach fanno parte della costellazione di
Andromeda, altra figura
nota del cielo d'autunno, mentre la stella terminale, Algol, appartiene a
Perseo, una costellazione
dominante anche nei mesi invernali, che in autunno è visibile verso nord-est e
la cui parte
settentrionale si presenta circumpolare.
A sud del timone si trovano invece il Triangolo e l'Ariete, due costellazioni
relativamente piccole,
ma abbastanza facili da individuare.
Quella di Andromeda è una costellazione
di grandi dimensioni, le cui stelle principali
sono visibili quasi perfettamente allo zenit
nelle notti autunnali mediterranee.
Andromeda è formata da tre stelle di
seconda magnitudine, una delle quali
costituisce il vertice nord-orientale del
Quadrato di Pegaso.
Andromeda
Gran parte della costellazione si estende a
nord del quadrato, in una zona povera di
stelle appariscenti, e si insinua fra questo e
la sagoma di Cassiopea, che giace sulla Via
Lattea.
La costellazione di Andromeda è famosa
perché dà il nome ad una importantissima galassia, la Galassia di Andromeda: si
tratta di una
galassia spirale di grandi dimensioni, più grande anche della nostra Via Lattea,
nonché la galassia
gigante più vicina; entrambe fanno parte del cosiddetto Gruppo Locale di
galassie che comprende anche una terza, più piccola, visibile in una
costellazione vicina. La Galassia di
Andromeda è visibile anche ad occhio nudo alcuni gradi a nord di Mirach,
seguendo dei semplici
allineamenti. La costellazione di Andromeda sarà visibile anche durante i mesi
invernali.
La costellazione di Perseo è facilmente individuabile, come descritto nella
sezione delle
costellazioni circumpolari, a partire da Cassiopea; tuttavia, esiste anche un
secondo sistema molto
semplice per recuperarla, una volta noto il "Grande Carro" autunnale:
semplicemente, Perseo si
trova all'estremità orientale del "Carro".
La stella individuabile con il timone è Algol: si tratta di una stella molto
famosa, in quanto è una
stella variabile, ossia varia la sua luminosità nell'arco di alcuni giorni.
A nord di Algol si trova Mirfak, una stella circumpolare che domina un folto
gruppo di stelline; un
binocolo consente di individuare un gran numero di altre stelle meno luminose e
di notare che
alcune sono disposte in coppia. Si tratta di un'associazione stellare composta
da diverse stelle calde,
blu, realmente vicine fra di loro nello spazio.
Esplorando la zona con un binocolo è possibile individuare un gran numero di
altre associazioni
minori ed ammassi di stelle.
40
Nella "concavità" del timone del "Grande
Carro" d'autunno, ad est del Quadrato di Pegaso,
è ben evidente una coppia di stelle abbastanza
isolata, dove quella posta ad est è un po' più
luminosa di quella ad ovest: queste due stelle
sono le più luminose della costellazione
dell'Ariete; la stella più brillante è nota come
Hamal. Oltre a queste due, l'Ariete non contiene
altre stelle luminose.
L'Ariete e il Triangolo
Individuato l'Ariete, è facile trovare il
Triangolo, una costellazione minore incastonata
fra questo e il timone del "Carro", o meglio fra
l'Ariete e la costellazione di Andromeda; la
disposizione a triangolo allungato delle sue
stelle principali giustifica il nome della
costellazione, al cui interno si trova la terza grande galassia del Gruppo
Locale, la Galassia del
Triangolo, la quale è visibile, con alcune difficoltà, anche con un semplice
binocolo.
La costellazione dei Pesci è, nonostante le dimensioni, estremamente sfuggente:
la sua stella
principale, la γ è di magnitudine 3,7, e dunque è di fatto la costellazione
zodiacale con le stelle
meno luminose; a ciò si aggiunge il fatto che queste stelle sono sparse in una
grande area di cielo, il
che complica le osservazioni.
Per cercare di individuare i Pesci ci si può sempre riferire al Quadrato di
Pegaso. La parte
occidentale è la più semplice da individuare, in quanto è formata da una
circonferenza di deboli
stelline, facilmente visibile a sud del Quadrato, se la notte è limpida; questo
anello di stelle
rappresenta uno dei due pesci che la costellazione intende rappresentare.
I Pesci
Il secondo pesce è molto più difficile, non essendo ben delineato; ci si può
riferire ad un anello
visibile a nord-est del Quadrato (vedi immagine a sinistra, lato sinistro) e a
sud di Andromeda.
realtà però si tenga presente che alcune stelle
di questo asterismo appartengono non ai Pesci ma ad
Andromeda.
Successivamente, si possono individuare due concatenazioni di stelle di quarta
magnitudine, una
perfettamente rettilinea (quella ad oriente) e l'altra arcuata (quella ad
occidente), che si congiungono
in una stella poco brillante di nome Al Risha.
2. Verso l’Auriga
Costellazioni da individuare:
• Auriga
• Toro
• Gemelli
La costellazione dell'Auriga è una delle più brillanti del cielo: contiene
cinque stelle disposte a
formare un pentagono, la più brillante delle quali, Capella, con una magnitudine
pari a 0,08, è la
sesta stella più luminosa del cielo. Si tratta di una stella di colore giallo,
ma in realtà è un sistema di
quattro stelle, risolvibili solo con un telescopio.
Nelle notti autunnali, Capella si osserva in direzione nord-est, senza
difficoltà in quanto domina
quella parte di cielo. Per fugare ogni dubbio sulla sua reale identità, si può
provare a sfruttare
l'allineamento di alcune stelle nella costellazione di Cassiopea, proseguendo
poi rozzamente la
direzione indicata da queste stelle verso est (vedi immagine a sinistra).
A sud di Capella è presente un gruppo composto da tre stelle di terza
magnitudine, talvolta chiamate
"caprette", due delle quali sono disposte in coppia.
Grazie alla disposizione delle stelle
dell'Auriga, e possibile sfruttare alcuni suoi allineamenti per
trovare con sicurezza altre stelle e costellazioni. Partendo da Capella e
scendendo verso sud
seguendo l'allineamento sul lato del pentagono, si raggiunge la stella Ă
Aurigae; proseguendo nella
stessa direzione all'incirca dello stesso tanto, si raggiunge una stella
rossastra piuttosto luminosa:
questa stella, chiamata Aldebaran, e l'astro piu brillante della costellazione
del Toro.
Aldebaran appare circondata da un gran numero di stelle minori, di colori
variabili dall'azzurro al
giallastro, disposte a formare un piccolo triangolo: questo gruppo, raffigurante
la testa del Toro, e
un vasto ammasso aperto noto col nome di Iadi; le sue stelle sono effettivamente
vicine fra loro e si
muovono assieme nello spazio.
Proseguendo verso est, si incrocia uno degli oggetti piu famosi del cielo,
l'ammasso delle Pleiadi; le
Pleiadi sono ben evidenti ad occhio nudo e ad uno sguardo distratto sembrano
quasi una nuvoletta
dalla luminosita diffusa. Guardando con attenzione, specie se ci si trova
lontano dai centri abitati, si
puo notare che in realta questa "nuvoletta" e formata da sei o sette piccoli
astri molto vicini fra loro,
tutti di colore azzurro.
La stella El Nath risulta in comune al Toro e all'Auriga, in quanto
rappresenterebbe uno dei corni
del Toro, ma anche un vertice del pentagono dell'Auriga.
Gemelli
La costellazione dei Gemelli si presenta nelle
sere di fine autunno bassa sull'orizzonte orientale; per
individuarla con facilità, una volta nota l'Auriga, si possono fare due
collegamenti: il primo parte da
Capella e dirige verso Menkalinan, per poi scendere ad est arcuando un po' la
direzione; si
troveranno così due stelle brillanti di luminosità abbastanza simile (1,16 e
1,52), che sono Castore e
Polluce, le stelle che danno il nome alla costellazione.
Il secondo allineamento considera le stelle meridionali dell'Auriga, per
giungere, prolungando due
volte verso est, ad una terza stella brillante, che se collegata a Castore e
Polluce e ad una quarta
stella formano un lungo rettangolo, che corrisponde all'intera costellazione dei
Gemelli.
3. Il sud
Costellazioni da individuare:
• Balena
• Pesce Australe
• Fenice (solo a metà)
• Gru (solo a metà)
Le stelle del Toro sono d'aiuto per trovare una delle più estese costellazioni
del cielo, la Balena.
Partendo da Aldebaran, si può seguire una concatenazione di stelle che comprende
le Iadi, una stella
isolata poco a sud-ovest, una coppia di stelle e infine, con un andamento
leggermente zig-zagante, si
arriva ad una stella di seconda magnitudine, Menkar.
Questa stella rappresenta la punta della testa della Balena, il cui corpo si
estende notevolmente
verso sud-ovest; continuando l'allineamento in questa direzione si raggiunge, a
circa una volta e
mezzo la distanza tra Aldebaran e Menkar, una stella brillante, la cui
luminosità è esaltata dal fatto
che si trova in una posizione isolata: questa stella rappresenta la coda della
Balena ed è nota come
Diphda o anche Deneb Kaitos.
La costellazione è nota per avere al suo interno la stella variabile più celebre
del cielo, una stella
rossa chiamata Mira: questa al massimo della luminosità è una stella di terza
magnitudine, visibile
anche da una città; in breve tempo, ha un calo di luminosità, diventando
invisibile anche ad occhio
nudo, per poi riaumentare in luminosità; il suo ciclo dura undici mesi.
Il Pesce Australe è una piccola costellazione
dell'emisfero sud, nota fin dall'antichità; la sua stella
principale, Fomalhaut, è la diciottesima stella più brillante del cielo. la sua
posizione isolata ne
facilita l'osservazione, poco sopra l'orizzonte meridionale delle notti
d'autunno. Per avere la certezza
di non essere tratti in confusione, si può tracciare una linea che colleghi le
due stelle occidentali del
Quadrato di Pegaso, partendo dalla più settentrionale, e prolungando
l'allineamento in direzione sud
circa quattro volte.
Fomalhaut è anche una delle stelle più vicine al Sole, essendo a soli 25 anni
luce. Un osservatore
dell'emisfero australe può sfruttare questa stella per creare un gran numero di
allineamenti con altre
stelle, non tutte visibili dalle latitudini mediterranee.
Oltre Fomalhaut
Si può semplificare la ricerca di queste stelle creando un sistema di triangoli
che congiungano
alcune stelle luminose; il primo è formato dalle già note stelle Deneb Kaitos e
Fomalhaut, a cui si
deve aggiungere il vertice meridionale, formato
da una stella arancione di seconda magnitudine
chiamata Ankaa, facente parte della costellazione della Fenice, visibile però
soltanto a metà.
Con Fomalhaut e Ankaa si può formare un altro triangolo, col vertice opposto a
Deneb Kaitos;
questo consente di individuare una stella di prima grandezza, Al Nair, che
appare affiancata ad
un'altra stella di seconda magnitudine. La costellazione alla quale appartengono
è la Gru, una
figura caratteristica del cielo meridionale, notevole soprattutto per
l'allineamento di più coppie di
stelle visibili a nord, che raffigurano il collo dell'uccello.
4. Il Triangolo Estivo
Costellazioni da individuare:
• Lira
• Cigno
• Aquila
• Delfino
• Freccia
• Capricorno
• Acquario
Il Triangolo Estivo è l'asterismo più tipico del
cielo estivo; nonostante ciò, è comunque ben
osservabile anche durante tutto l'autunno. È
formato da tre stelle molto luminose, tutte e tre
di un colore azzurro scintillante. Nella carta è
indicato esattamente come appare in una notte
di ottobre-novembre; il triangolo è facilmente
individuabile, nelle notti limpide, anche perché
ricade sulla scia luminosa della Via Lattea, in
un tratto molto luminoso e spesso, ricco di
deboli stelline di sottofondo.
Il Triangolo Estivo
La stella più luminosa delle tre è quella che si
trova nel vertice che forma quasi un angolo
retto con le altre due stelle. Il nome proprio di questa stella è Vega, ed è la
quinta stella più
luminosa visibile dalla Terra, con una magnitudine pari a 0,03.
La stella meno luminosa delle tre (magnitudine 1,25), quella che è collegata a
Vega dal lato più
corto del triangolo, è nota come Deneb; si trova a cavallo della Via Lattea ed è
anche la più
settentrionale del triangolo. In realtà, Deneb è una delle stelle più brillanti
della nostra Galassia, in
termini di magnitudine assoluta, ma ci appare meno luminosa di altre in quanto è
anche
estremamente lontana.
La terza stella, quella del vertice meridionale, è nota col nome di Altair; è
riconoscibile e
distinguibile anche per la presenza di due stelle disposte sui suoi lati
opposti, una delle quali è assai
più luminosa dell'altra. La sua magnitudine è 0,77, la dodicesima stella del
cielo in ordine di
luminosità.
La Lira e una costellazione di piccole
dimensioni, la cui unica caratteristica
notevole e proprio la presenza della stella
Vega, la ƒ¿ della costellazione, secondo la
nomenclatura di Bayer.
La Lira
Il resto della costellazione e individuabile a
sud di Vega, grazie alla coppia di stelle di
terza magnitudine ƒÀ e ƒÁ, che riportano anche
i nomi propri di Sheliak e Sulafat.
Esplorando con un semplice binocolo la
costellazione, si notera subito che nei
dintorni di Vega e presente una coppia di
stelline molto vicine, dello stesso colore
azzurro, e di luminosita praticamente
identica: si tratta di una delle coppie piu belle del cielo ed e nota presso gli
astrofili col nome di
Doppia doppia, poiche, se osservate con un telescopio, si scopre che entrambe le
stelle sono a loro
volta doppie.
La Lira e una delle costellazioni piu antiche: era nota al tempo dei Greci, e
rappresenta la lira di
Orfeo, uno dei piu grandi musicisti della mitologia greca. Tolomeo la riporta
nel suo elenco di 48
costellazioni, ed e sopravvissuta fino ai nostri giorni.
Il Cigno e una delle costellazioni piu
caratteristiche del cielo tardo-estivo: la sua
stella principale, Deneb, e uno dei vertici
del Triangolo Estivo, mentre il resto della
costellazione si estende verso il centro del
triangolo, con le sue stelle principali
disposte a raffigurare una grande croce, il
cui perno e a sua volta indicato da una stella
brillante.
Il Cigno
Deneb, con la sua magnitudine 1,25, e la
diciannovesima stella piu brillante del cielo;
il suo significato e coda (dall'arabo), e
infatti rappresenta la coda del cigno,
rappresentato in volo lungo la Via Lattea.
La testa e rappresentata dalla stellaƒÀ Cygni, chiamata Albireo; sebbene questa
sia meno luminosa
delle altre stelle principali della costellazione, e famosa presso gli astrofili
in quanto si tratta di una
bella stella doppia, risolvibile con un telescopio, le cui componenti sono una
azzurra e l'altra
arancione.
Tutta la costellazione si estende su un fondo ricco di stelle minute, il cui
debole scintillio e ben
evidente lungo l'asse maggiore nelle notti limpide; un binocolo e sufficiente
per poter ammirare,
anche dai centri abitati, un gran numero di stelle, disposte in concatenazioni e
raggruppamenti a
volte molto fitti. Se la notte e propizia, si nota con facilita un lungo solco
longitudinale lungo la Via
Costellazioni invernali
Il clima invernale poco aiuta nella decisione di affrontare una notte di
osservazioni astronomiche:
fredde, ventose, talvolta nuvolose, le rigide notti invernali possono
scoraggiare. Tuttavia, esiste il
vantaggio che per aspettare il buio non è necessario fare tardi la sera;
inoltre, quando non sono
presenti nuvole, le notti invernali spesso sono estremamente trasparenti, adatte
dunque
all'osservazione astronomica.
Il coraggio trovato nell'affrontare il freddo viene comunque ripagato
abbondantemente: il cielo
invernale mostra le stelle e le costellazioni più note e più brillanti
dell'intera volta celeste, le cui
forme sono riconoscibilissime anche a prima vista.
Il Grande Carro appare verso est, in verticale, col timone rivolto verso il
basso, mentre la figura di
Cassiopea, dominante nei mesi autunnali, si osserva in direzione ovest.
Alte nel cielo in direzione sud stanno invece le costellazioni principali, ed è
da qui che conviene
iniziare l'esplorazione del cielo invernale.
Nei moduli seguenti sarà spiegato come riconoscere i principali gruppi di
costellazioni, secondo un
ordine logico. Sarebbe pertanto preferibile seguire tale ordine specialmente se
si è agli inizi. Se si è
già iniziato a scoprire le stelle in altre stagioni, prima di passare ai moduli
successivi è bene
controllare che i moduli omonimi di altre stagioni non abbiano delle aggiunte, a
causa della diversa
visibilità.
1.
Sommario
Orione e dintorni
2. Il sud
3. Verso il Leone
4. Il Quadrato di Pegaso
1. Orione e dintorni
Costellazioni da individuare:
• Orione
• Cane Maggiore
• Cane Minore
• Unicorno
• Toro
• Gemelli
• Auriga
Orione è la più nota, la più brillante e la più facilmente riconoscibile fra
tutte le costellazioni del
cielo; la sua posizione, a cavallo dell'equatore celeste, fa sì che Orione possa
essere un punto di
riferimento per tutti i popoli della Terra. La sua forma a clessidra la rende
assolutamente
inconfondibile. Due delle sue stelle, Betelgeuse e Rigel, sono fra le più
brillanti del cielo
(rispettivamente la decima e la settima); inoltre, al centro della costellazione
è presente una celebre
sequenza di tre stelle di prima e seconda magnitudine, note in tutto il mondo
col nome di Cintura
di Orione.
Sotto la cintura pende una seconda sequenza di stelle meno luminose, nota come
La Spada, la cui
"stella" centrale è in realtà una delle nebulose più note, nonché una delle
poche visibili anche ad
occhio nudo, la Nebulosa di Orione. Anche senza strumenti si nota chiaramente
che questa "stella"
possiede in realtà un aspetto nebuloso; usando la tecnica della visione
distolta, questa macchia
chiara raddoppia di dimensioni, diventando prevalente nella sequenza di stelle
in cui è inserita.
Orione si trova in un contesto estremamente ricco di stelle luminose, in
particolare sul suo lato
orientale.
Sirio.
Il primo dei vari allineamenti che si può
sfruttare utilizzando la costellazione di Orione è quello
della cintura (a sinistra): tracciando una linea che congiunga le tre stelle
della cintura da nord-ovest
a sud-est e proseguendo grosso modo nella stessa direzione, si arriva ad una
stella di colore azzurro,
estremamente luminosa: si tratta di Sirio, la stella che con la sua magnitudine
apparente pari a -1,46
è la più brillante di tutta la volta celeste.
Sirio domina assieme ad Orione il cielo invernale; sebbene si trovi
nell'emisfero australe, è
sufficientemente prossima all'equatore celeste da poter essere osservata anche a
latitudini quasi
polari. Sirio è anche una delle stelle più vicine a noi, distante appena 8 anni
luce.
Riconosciuta la stella Sirio, è ora possibile tracciare un grande triangolo
quasi equilatero col vertice
rivolto verso sud; collegando Sirio a Betelgeuse, sapendo che Sirio è il vertice
meridionale, si trova
con facilità il terzo angolo, costituito dalla stella Procione, un'altra stella
azzurra molto luminosa,
l'ottava stella più brillante del cielo, con una luminosità molto simile a
quella di Rigel.
Il triangolo così formato è noto come Triangolo Invernale, uno dei punti di
riferimento del cielo
dell'inverno e della primavera. Quest'asterismo è attraversato dalla Via Lattea
invernale, visibile a
patto di avere un cielo molto nitido.
Sirio e il Triangolo Invernale
Sirio è la stella principale della
costellazione del Cane Maggiore; ad ovest
di Sirio si trova Murzim, una stella di
seconda magnitudine che con la stessa
Sirio rappresenta il muso del Cane. Il resto
della costellazione, tutta contenuta
nell'emisfero australe, si estende verso sud,
in parallelo con la Via Lattea, fino a
giungere, dopo una concatenazione di
stelle di quarta magnitudine, ad un
brillante triangolo di stelle di seconda.
Il Cane Maggiore
La parte meridionale della costellazione è
molto ricca di stelle deboli di sottofondo,
ben individuabili con un binocolo, a patto di
avere sgombro l'orizzonte meridionale; sono qui
presenti anche alcuni ammassi aperti e alcune coppie di stelle risolvibili con
facilità sempre con un
binocolo.
La costellazione sarà visibile per tutto l'inverno e anche parte della
primavera, quando si mostrerà
verso occidente.
Il Cane Minore è una piccola costellazione,
contenuta quasi per intero nell'emisfero
boreale; la sua stella principale, Procione,
costituisce il vertice orientale dell'asterismo
del Triangolo Invernale. A differenza del
Cane Maggiore, questa costellazione è
povera di campi stellari di fondo, e anzi la
sua unica caratteristica notevole è data
proprio dalla presenza di Procione, l'ottava
stella più brillante del cielo.
Il Cane Minore e l'Unicorno
Cane Maggiore e Cane Minore
rappresentano secondo la mitologia i due
cani di Orione, il cacciatore.
All'interno del Triangolo Invernale è presente una costellazione, l'Unicorno; le
sue stelle sono
deboli e disegnarne il profilo non è semplice. In linea di massima si può
affermare che tutta l'area di
cielo compresa entro il triangolo appartenga a questa costellazione. L'Unicorno
è noto per contenere
una grande nebulosa, la Nebulosa Rosetta, visibile anche con un binocolo.
L'area di cielo a nord di Orione è ricca di
stelle più o meno brillanti, appartenenti a tre
costellazioni diverse: Toro, Gemelli e
Auriga. Per semplificare il loro reperimento,
si può tracciare a nord delle due stelle
settentrionali di Orione un grande
pentagono un po' irregolare, al cui interno
sono presenti solo stelle di sottofondo meno
luminose.
A nord di Orione
In senso orario, si collega la rossa
Betelgeuse ad Alhena (Gemelli), poi a El
Nath (Auriga/Toro) e infine ad Aldebaran
(Toro), per poi ritornare ad Orione,
attraverso Bellatrix.
Le due stelle più luminose dell'asterismo sono anche le uniche due stelle rosse:
Betelgeuse è una
stella supergigante, una delle più grandi conosciute, mentre Aldebaran è un po'
meno brillante e
anche il suo colore tende più all'arancione che al rosso vivo. Le altre stelle
sono bianco-azzurre. Sul
lato est scorre la Via Lattea, che aumenta man mano di luminosità scendendo
verso sud
Il Toro
Proseguendo verso est, si incrocia uno degli
oggetti più famosi del cielo, l'ammasso delle
Pleiadi; le Pleiadi sono ben evidenti ad occhio nudo e ad uno sguardo distratto
sembrano quasi una
nuvoletta dalla luminosità diffusa. Guardando con attenzione, specie se ci si
trova lontano dai centri
abitati, si può notare che in realtà questa "nuvoletta" è formata da sei o sette
piccoli astri molto
vicini fra loro, tutti di colore azzurro.
La stella El Nath risulta in comune al Toro e all'Auriga, in quanto
rappresenterebbe uno dei corni
del Toro, ma anche un vertice del pentagono dell'Auriga.
La costellazione dei Gemelli si dispone a
formare un rettangolo che dà quali l'idea di
voler "scappare" da Orione; per individuarla
con facilità, una volta noto Orione, si può
seguire il collegamento fra Betelgeuse e
Alhena e prolungare nella stessa direzione
fino a trovare una stella brillante che fa
coppia con un'altra un po' meno luminosa
(1,52 e 1,16), che sono rispettivamente
Castore e Polluce, le stelle che danno il
nome alla costellazione.
I Gemelli
Il rettangolo si completa con una stella di
colore rosso vivo posta a nord di Alhena; la
costellazione dei Gemelli appare dunque visibile e riconoscibile con facilità,
alta nel cielo, e le sue
stelle Castore e Polluce nelle notti di febbraio si trovano a pochi gradi dallo
zenit.
Polluce è la diciassettesima stella del cielo in ordine di luminosità. Castore è
invece una stella
particolare; si è scoperto infatti che si tratta di un sistema multiplo,
costituito da ben sei stelle legate
assieme dalla reciproca influenza gravitazionale. Alcune delle sue componenti
sono risolvibili con
un telescopio amatoriale.
La costellazione dell'Auriga è una delle più
brillanti del cielo: contiene cinque stelle
disposte a formare un pentagono, la più
brillante delle quali, Capella, con una
magnitudine pari a 0,08, è la sesta stella più
luminosa del cielo. Si tratta di una stella di
colore giallo, ma in realtà è un sistema di
quattro stelle, risolvibili solo con un
telescopio.
L'Auriga
Nelle notti invernali, l'Auriga si osserva
senza difficoltà sfruttando l'allineamento a
pentagono suggerito in precedenza,
raggiungendo El Nath, uno dei corni del
Toro; questa stella costituisce anche il vertice meridionale di un altro
pentagono, il cui vertice
opposto ad El Nath è costituito da Capella, che durante le notti di febbraio si
presenta praticamente
allo zenit.
A sud di Capella è presente un gruppo composto da tre stelle di terza
magnitudine, talvolta chiamate
"caprette", due delle quali sono disposte in coppia
La costellazione dell'Auriga è una delle più
brillanti del cielo: contiene cinque stelle
disposte a formare un pentagono, la più
brillante delle quali, Capella, con una
magnitudine pari a 0,08, è la sesta stella più
luminosa del cielo. Si tratta di una stella di
colore giallo, ma in realtà è un sistema di
quattro stelle, risolvibili solo con un
telescopio.
L'Auriga
Nelle notti invernali, l'Auriga si osserva
senza difficoltà sfruttando l'allineamento a
pentagono suggerito in precedenza,
raggiungendo El Nath, uno dei corni del
Toro; questa stella costituisce anche il vertice meridionale di un altro
pentagono, il cui vertice
opposto ad El Nath è costituito da Capella, che durante le notti di febbraio si
presenta praticamente
allo zenit.
A sud di Capella è presente un gruppo composto da tre stelle di terza
magnitudine, talvolta chiamate
"caprette", due delle quali sono disposte in coppi.
2. Il sud
Costellazioni da individuare:
• Lepre
• Colomba
• Eridano (quasi completamente)
• Poppa
• Vele (solo a metà)
La Lepre è una costellazione piccola ma facile da individuare: si trova
immediatamente a sud di
Orione e le sue stelle principali sono di seconda magnitudine; in particolare,
sono allineate in senso
nord-sud, ad ovest di Sirio.
La costellazione rappresenterebbe la preda di Orione il cacciatore ed è visibile
infatti ai suoi piedi
La Colomba è una costellazione dell'emisfero
australe, piuttosto lontana dall'equatore celeste e
dunque visibile con difficoltà, specie da un osservatore situato in nord Italia;
occorre dunque un
orizzonte meridionale libero da ostacoli per poterla osservare. Il metodo più
semplice per
individuarla, una volta noti Orione e la Lepre, è quello di creare una linea di
congiunzione fra Rigel
e Nihal, la più meridionale delle stelle brillanti della Lepre, e continuare
nella stessa direzione per lo
stesso tanto; si trova così una stella di seconda magnitudine, relativamente
isolata, con vicino alcune
stelline di quarta disposte a zig-zag in senso est-ovest.
La Colomba
Eridano
La costellazione di Eridano è una delle più vaste e sinuose del cielo;
rappresenta infatti il fiume
Eridano, quello in cui secondo la mitologia ellenica cadde Fetonte dopo aver
tentato di condurre il
carro di Elio, il Sole. Questo fiume, nella realtà, sarebbe da identificare
proprio con il nostro fiume
Po. Nonostante ciò, la costellazione per ironia della sorte non è visibile
completamente: la parte
terminale, la "foce", resta sempre al di sotto dell'orizzonte italiano, ed è
indicato da una stella molto
brillante, Achernar (la Foce), la nona stella
piu luminosa del cielo, visibile pero solo a partire dalle
coste libiche.
Eridano si estende in tutta quella vasta area di cielo posta a sud-ovest di
Orione, e, ad eccezione
dell'invisibile Achernar, non contiene stelle particolarmente luminose; l'unica
e Cursa,
riconoscibile con facilita poiche posta molto vicino a Rigel, appena piu a nord:
questa stella indica
la "sorgente" del fiume. Una terza stella non difficile da riconoscere e la ƒÁ
Eridani (talvolta chiamata
Zaurak), individuabile grazie ad un triangolo molto stretto che si puo costruire
con le stelle Rigel e
Cursa.
Il resto della costellazione si estende a sud, compiendo un'ampia ansa ad
occidente e poi un'altra piu
piccola a oriente, scendendo sempre piu a sud; le stelle di questa parte di
costellazione sono molto
deboli, di quarta e di quinta magnitudine, e sono osservabili solo in condizioni
di cielo nitido, dove
si puo notare la loro disposizione concatenata.
La monotonia di stelle poco appariscenti e rotta da un astro di terza
magnitudine, Acamar; questa
stella originariamente aveva il nome Achernar, in quanto in antichita la
costellazione finiva qui:
questa era la foce del fiume Eridano. Quando fu nota la stella Achernar, Eridano
venne esteso a
quest'altra stella.
L'orizzonte meridionale
La Poppa e una delle parti in cui e stata divisa l'antica costellazione della
Nave Argo, elencata
anche da Tolomeo. Costituisce la piu grande delle tre costellazioni associate
(Vele e Carena),
nonche la piu settentrionale; le altre parti sono infatti a declinazioni
fortemente australi e sono
visibili per intero solo a partire dalle latitudini tropicali.
La Poppa
La Poppa si estende a sud-est del Cane Maggiore e sebbene contenga delle stelle
di seconda e terza
magnitudine, non e facile da reperire col metodo degli allineamenti. La piu
facile da trovare dalla
nostra posizione e la stella ƒÎ Puppis, che assieme alle soprastanti stelle del
Cane Maggiore formano
una sorta di croce (vedi collegamenti in verde); le stelle piu settentrionali
della Poppa invece si
trovano andando ad est delle stelle meridionali del Cane Maggiore
Questa costellazione e ben nota agli astrofili,
specie per coloro che osservano dall'emisfero australe,
per l'elevato numero di ammassi aperti e di ricchi campi stellari in essa
contenuti; se il cielo e
limpido, si puo provare ad esplorare questa zona di cielo con un binocolo, con
cui gia si evidenzia
un gran numero di stelline di fondo. Dall'emisfero australe e ben visibile anche
la Via Lattea che
scorre in questa parte di cielo, molto ricca di piccole stelle visibili anche ad
occhio nudo.
Chi ha la possibilita di osservare il cielo
dall'estremo meridione italiano, puo avere
l'opportunita di scorgere, rasente l'orizzonte a sud
di Sirio, una stella brillante, la cui luminosita per
altro e offuscata dall'atmosfera. Si tratta della
splendente Canopo, una stella gialla del profondo
emisfero australe; con la sua magnitudine
negativa, pari a -0,72, e la seconda stella piu
brillante del cielo, appena meno luminosa di Sirio,
se vista dall'emisfero sud.
Canopo
Avendo una declinazione di -53‹, Canopo puo
essere osservata solo a partire dal 37‹N,
equivalente alla costa meridionale della Sicilia, le
isole di Pantelleria, Linosa e Lampedusa, o al massimo dalle cime piu elevate
della Sicilia. Dalla
Nuova Zelanda, che si trova in posizione opposta all'Italia, questa stella si
presenta circumpolare
per quasi tutto il suo territorio nazionale.
Canopo si trova nella costellazione australe della Carena, una delle figure piu
tipiche dell'emisfero
sud, che si estende a sud-est, dunque sempre al di sotto dell'orizzonte
italiano; la stella rappresenta
l'ultimo remo della Nave Argo.
Nelle ore serali della seconda meta dell'inverno
Orione si sposta pian piano verso occidente, come
anche Sirio e il Cane Maggiore; la Colomba si
approssima al tramonto, mentre a sud la Poppa
raggiunge il suo punto piu "alto" sull'orizzonte.
Poco ad est si inizia a intravedere un'altra
costellazione facente parte del sistema della Nave
Argo, le Vele.
Le Vele
La declinazione media delle Vele e molto piu
australe di quella della Poppa e dall'orizzonte
italiano e osservabile soltanto per meta, meglio
dalle regioni meridionali che da quelle
settentrionali. La sua individuazione dal
Mezzogiorno italiano e semplificata dalla possibilita di creare un allineamento
fra Sirio, WezenƒÂ (
Canis Majoris) e proseguendo nella stessa direzione per circa due volte; si
raggiunge cosi una stella
estremamente bassa, la ƒÁ Velorum. Perche la costellazione sia completamente
osservabile, occorre
trovarsi a sud del 33‹N, ossia sulle coste della Libia.
3. Verso il Leone
Costellazioni da individuare:
. Orsa Maggiore
. Leone
. Cancro
. Idra
. Boote
. Corona Boreale
. Chioma di Berenice
Si parla spesso di Grande Carro, come
parte dell'Orsa Maggiore; in effetti, il
Grande Carro occupa solo una piccola parte
della grande costellazione dell'Orsa
Maggiore. Mentre pero il Grande Carro
resta sempre visibile sopra l'orizzonte, gran
parte della costellazione a cui appartiene
sorge e tramonta, poiche si estende
soprattutto a sud dell'asterismo principale.
L'Orsa Maggiore
Il Grande Carro durante l'inverno si
distanzia dall'orizzonte presentandosi con la
coda rivolta verso il basso; a sud del corpo
principale dell'asterismo (a "destra") si
notano, ad una certa distanza, tre gruppi di
stelle disposte in coppia: il piu alto e quello di ƒÇ -ƒÈ, seguito sotto da
ƒÉ-ƒÊ e infine da ƒË-ƒÌ; queste stelle
rappresentano le "zampe" dell'Orsa, che vengono collegate al "Grande Carro"
delineando cosi una
sagoma di animale.
Mentre pero le sette stelle del Grande Carro sono facili da riconoscere, puo
essere piu difficoltoso
reperire e collegare le altre stelle della costellazione.
LEONE
La costellazione del Leone e una figura che
verso la fine dell'inverno si fa dominante, sostituendo
gradualmente la figura dei Gemelli e di Orione; e formata da un gruppo di stelle
brillanti,
evidenziate anche dal fatto che l'area di cielo circostante non presenta altre
stelle luminose.
Per evitare confusioni, si puo rintracciare il Leone a partire dal Grande Carro:
collegando le stelleƒ¿
e ƒÀ e poi le stelle ƒÂ e ƒÁ, si prosegue verso sud la linea indicata da queste
coppie di stelle, stringendo
un po' verso l'interno, in modo da farle incrociare prima (figura a sinistra);
si individua cosi la stella
ƒÕ dell'Orsa Maggiore. Infine si scende a sud prolungando di circa tre volte la
distanza tra ƒÕ e il
Grande Carro, fino a trovare un gruppo di stelle, le piu luminose delle quali
formano una sorta di
grande trapezio.
La stella piu brillante del Leone e Regolo, una delle stelle piu appariscenti
del cielo; si trova a solo
mezzo grado dall'eclittica, e cio fa si che spesso venga occultata dalla Luna o
si presenti accoppiata
ai pianeti del nostro Sistema Solare.
La costellazione del Cancro rappresenta un
granchio, piu precisamente quello che giunse in aiuto
dell'Idra mentre questa lottava con Ercole. Nonostante le sue dimensioni siano
simili a quella dei
Gemelli, non contiene stelle particolarmente luminose; la presenza di stelle
come Procione, Polluce
o Regolo contribuisce ad oscurare ulteriormente questa costellazione. Ma proprio
grazie a queste
stelle, trovare il Cancro non presenta difficolta, se si e fuori dai grossi
centri abitati: la costellazione
si trova infatti fra i Gemelli e il Leone, ed e sufficiente collegare fra loro
Polluce e Regolo per
individuarla.
In un cielo nitido colpisce fin da subito la presenza di una grossa macchia
luminosa al centro della
costellazione, che quasi appare piu brillante delle stelle che compongono il
Cancro: si tratta del
Presepe, un brillante ammasso aperto ben noto fin dall'antichita, risolvibile
completamente con un
semplice binocolo.
Il Cancro
Quella dell'Idra e la piu grande costellazione del cielo; si snoda dalla parte
meridionale del Cancro
fin quasi ai confini con lo Scorpione. Nonostante queste dimensioni, non e una
costellazione
altrettanto luminosa; le sue stelle piu brillanti sono concentrate nella parte
della testa e poco oltre.
Verso l'Idra
Il gruppo della testa e riconoscibile partendo anche dal Leone, collegando la
stella Regolo aƒÍl,l a
che sta piu ad ovest, e prolungando nella stessa direzione; si trova cosi un
gruppo di cinque stelle di
terza magnitudine, che formano appunto la testa
dell'Idra. A sud del Leone si individua inoltre
un'altra stella, di colore bianco-azzurro, in una posizione isolata rispetto ad
altre stelle luminose:
quest'astro solitario, Alphard, è il più luminoso della costellazione e indica
il "cuore" dell'Idra; il
suo nome, Alphard, significa appunto "La solitaria".
Il resto della costellazione si estende con un andamento zig-zagante, andando
fin sotto l'orizzonte
invernale; la parte della coda sarà osservabile soltanto nei mesi primaverili.
Il Grande Carro è un ottimo punto di
riferimento per trovare alcune stelle
importanti in direzione sud. Utilizzando le
tre stelle del timone come guida e
prolungandone la direzione come indicato
nella mappa qui a lato, è possibile
individuare, a circa due volte la lunghezza
del timone, una stella molto luminosa di
colore spiccatamente arancione: Arturo.
Arturo e dintorni
Arturo è la quarta stella più brillante del
cielo: la sua magnitudine è -0,04, l'unica
stella dell'emisfero boreale ad avere una
magnitudine negativa. Questa stella ha
superato la fase stabile della sua vita (sequenza principale) e si sta avviando
verso lo stadio di
gigante rossa; in origine era una stella gialla non troppo diversa dal nostro
Sole. Il suo nome,
Arturo, deriva dal greco Arktouros, che significa letteralmente Guardiano
dell'Orso o Coda
dell'Orso (ossia dell'Orsa Maggiore, la costellazione in cui è contenuto l'asterismo
del Grande
Carro).
Con una distanza di 36,7 anni luce, è anche una delle stelle più vicine a noi
Arturo è un ottimo punto di riferimento per
reperire in cielo un gran numero di costellazioni. È
possibile costruire un asterismo a forma di lettera "Y" maiuscola, dove Arturo è
la stella che sta nel
gambo a sud; la gamba destra punta verso il Grande Carro e quella sinistra verso
un gruppo di stelle
disposte ad arco. Arturo, Izar e Seginus (vedi immagine a sinistra) fanno parte
della stessa
costellazione, quella del Boote, la cui forma (a destra) ricorda molto quella di
un aquilone. L'altra
stella, chiamata Gemma (o Alphecca) è l'astro principale di una costellazione
adiacente, la Corona
Boreale.
Boote e Corona Boreale
La Chioma di Berenice è una costellazione
che deve il suo nome ad una "chioma" di stelle
di quarta e quinta magnitudine, molto vicine fra
loro; sebbene dunque le sue componenti non
siano molto luminose, la costellazione è
comunque molto appariscente grazie a questa
caratteristica. Si tratta di una costellazione
tipica dei cieli primaverili, ma è osservabile
anche a partire dalla seconda metà dell'inverno.
La Chioma di Berenice
Conoscendo il Grande Carro e la stella Arturo,
la Chioma di Berenice può essere individuata
con facilità tracciando un triangolo rettangolo
che abbia come ipotenusa la linea congiungente
Arturo con la prima stella del timone, Alioth, e proiettando i cateti verso
sud-ovest, formando
dunque un angolo di 90°. Il vertice cadrà sul gruppo di stelline della Chioma di
Berenice.
la disposizione delle stelle della Chioma non sono il frutto di una prospettiva,
ma sono
effettivamente vicine fra di loro: si tratta infatti di un ammasso aperto
relativamente vicino a noi,
noto con la sigla di Mel 111; un binocolo permetterà di avere una visione
dettagliata e suggestiva di
quest'ammasso, noto fin dall'antichità e da sempre associato ad una chioma di
capelli dorati
4. Il Quadrato di Pegaso
Costellazioni da individuare:
• Pegaso
• Andromeda
• Perseo
• Ariete
• Triangolo
Nel cielo invernale la figura zig-zagante di
Cassiopea è ben visibile in direzione nordovest,
altissima in cielo, disposta lungo la
scia della Via Lattea; si tratta, come già
visto, di una costellazione circumpolare
dalle latitudini italiane, ossia che non
tramonta mai. Due delle sue stelle centrali
possono essere utilizzate per trovare altre
figure importanti senza possibilità di errore:
collegando infatti queste due stelle nel
modo indicato dalla mappa a lato e
proseguendo verso sud nella stessa
direzione per circa sei-sette volte, si giunge
al centro di un grande quadrilatero di stelle
di seconda magnitudine, ben visibili anche
dalle città in alto nel cielo. Quest'asterismo prende il nome di Quadrato di
Pegaso.
Grazie al quadrato è possibile raggiungere un gran numero di costellazioni
sfruttando diversi
allineamenti.
Il Quadrato di Pegaso
Il Quadrato di Pegaso deve il nome alla costellazione in
cui il quadrato è contenuto quasi totalmente, ossia
Pegaso.
La costellazione di Pegaso
Pegaso si estende in direzione ovest rispetto al suo
quadrato, dove sono presenti altre stelle luminose, la più
importante delle quali è Enif, che rappresenta la testa del
cavallo alato mitologico; Enif, ormai prossima al
tramonto nelle sere invernali, è raggiungibile tramite una
concatenazione di stelle minori che dal quadrato su
dirigono verso sud-ovest, rappresentando così il collo
dell'animale.
A nord-ovest invece si evidenzia la rossa stella Matar, che rappresenta le zampe
anteriori di
Pegaso; la costellazione si presenta alle nostre latitudini come "capovolta".
Il Quadrato di Pegaso può anche essere
considerato come il corpo di un grande
asterismo, dominante nei mesi dell'autunno,
la cui forma ricorda molto quella del
Grande Carro; dalla stella Sirrah (quella
del vertice nord-est del quadrato) infatti è
possibile seguire una concatenazione di tre
stelle disposte ad arco, tutte di luminosità
simile fra loro, che disegnano la figura del
timone, esattamente come avviene nel
Grande Carro. Le dimensioni di questo
nuovo "Carro" sono nettamente superiori
rispetto a quelle del Carro "originale".
Il "Grande Carro" d'autunno
Al pari del vero Grande Carro, quello
dell'Orsa Maggiore, anche questo consente
di individuare un buon numero di stelle e
costellazioni: le stelle Mirach e Almach fanno parte della costellazione di
Andromeda, altra figura
nota del cielo d'autunno, mentre la stella terminale, Algol, appartiene a
Perseo, una costellazione
dominante dei mesi invernali e la cui parte settentrionale si presenta
circumpolare.
A sud del timone si trovano invece il Triangolo e l'Ariete, due costellazioni
relativamente piccole,
ma abbastanza facili da individuare.
Quella di Andromeda è una costellazione
di grandi dimensioni; è formata da tre stelle
di seconda magnitudine, una delle quali
costituisce il vertice nord-orientale del
Quadrato di Pegaso.
Andromeda
Gran parte della costellazione si estende a
nord del quadrato, in una zona povera di
stelle appariscenti, e si insinua fra questo e
la sagoma di Cassiopea, che giace sulla Via
Lattea.
La costellazione di Andromeda è famosa
perché dà il nome ad una importantissima
galassia, la Galassia di Andromeda: si
tratta di una galassia spirale di grandi
dimensioni, più grande anche della nostra Via Lattea, nonché la galassia gigante
più vicina;
entrambe fanno parte del cosiddetto Gruppo Locale di galassie, che ne comprende
anche una terza,
più piccola, visibile in una costellazione vicina. La Galassia di Andromeda è
visibile anche ad
occhio nudo alcuni gradi a nord di Mirach, seguendo dei semplici allineamenti.
La costellazione di Andromeda è stata dominante nei mesi autunnali.
La costellazione di Perseo è facilmente
individuabile, come descritto nella sezione delle
costellazioni circumpolari, a partire da Cassiopea; tuttavia, esiste anche un
secondo sistema molto
semplice per recuperarla, una volta noto il "Grande Carro" autunnale:
semplicemente, Perseo si
trova all'estremità orientale del "Carro".
La stella individuabile con il timone è Algol: si tratta di una stella molto
famosa, in quanto è una
stella variabile, ossia varia la sua luminosità nell'arco di alcuni giorni.
A nord di Algol si trova Mirfak, una stella circumpolare che domina un folto
gruppo di stelline; un
binocolo consente di individuare un gran numero di altre stelle meno luminose e
di notare che
alcune sono disposte in coppia. Si tratta di un'associazione stellare composta
da diverse stelle calde,
blu, realmente vicine fra di loro nello spazio.
Esplorando la zona con un binocolo è possibile individuare un gran numero di
altre associazioni
minori ed ammassi di stelle.
Perseo
Nella "concavità" del timone del "Grande
Carro" d'autunno, ad est del Quadrato di
Pegaso, è ben evidente una coppia di stelle
abbastanza isolata, dove quella posta ad est è
un po' più luminosa di quella ad ovest: queste
due stelle sono le più luminose della
costellazione dell'Ariete; la stella più brillante
è nota come Hamal. Oltre a queste due,
l'Ariete non contiene altre stelle luminose.
L'Ariete e il Triangolo
Individuato l'Ariete, è facile trovare il
Triangolo, una costellazione minore
incastonata fra questo e il timone del "Carro",
o meglio fra l'Ariete e la costellazione di
Andromeda; la disposizione a triangolo
allungato delle sue stelle principali giustifica
nome della costellazione, al cui interno si
trova la terza grande galassia del Gruppo Locale, la
Galassia del Triangolo, la quale è visibile, con alcune difficoltà, anche con un
semplice binocolo
Costellazioni primaverili
Le notti di primavera sono talvolta fresche, ma in genere mai rigide, specie
dalla fine di aprile; per
l'osservazione amatoriale del cielo dunque è un buon periodo dal punto di vista
climatico.
Il cielo di primavera ha una caratteristica distintiva rispetto al cielo serale
delle altre stagioni: la
quasi totale assenza della Via Lattea. Questa infatti, dopo essere stata
dominante nei mesi invernali
con i suoi ricchi campi stellari e le sue stelle luminose, si dispone a
occidente, fino a toccare
l'orizzonte e facendo in apparenza un arco che corre tutto lungo l'orizzonte
ovest, nord ed est, da
dove inizia a sorgere il ramo che sarà poi dominante nei mesi estivi. L'unico
tratto di Via Lattea
discretamente visibile è quello di Cassiopea, a nord, a cui si oppone, poco
sotto l'orizzonte
meridionale, quello del Centauro, però sempre invisibile dalle latitudini
italiane.
L'assenza della Via Lattea e il polo nord galattico alto sull'orizzonte, fa sì
che campi stellari
particolarmente ricchi siano del tutto assenti, in favore di un cielo che a
tratti può sembrare privo
delle deboli stelle di fondo. Restano comunque visibili alcune stelle molto
luminose e anche delle
figure facilmente riconoscibili, come il Leone. Il Grande Carro poi raggiunge in
questi mesi il
punto più alto sull'orizzonte, mostrandosi quasi allo zenit in direzione nord,
"capovolto".
Nei moduli seguenti sarà spiegato come riconoscere i principali gruppi di
costellazioni, secondo un
ordine logico. Sarebbe pertanto preferibile seguire tale ordine specialmente se
si è agli inizi. Se si è
già iniziato a scoprire le stelle in altre stagioni, prima di passare ai moduli
successivi è bene
controllare che i moduli omonimi di altre stagioni non abbiano delle aggiunte, a
causa della diversa
visibilità.
1.
Sommario
Arturo e il Triangolo di primavera
2. Orione e dintorni
3. Verso il Centauro
4. L'est
1. Arturo e il Triangolo di primavera
Costellazioni da individuare:
. Orsa Maggiore
. Boote
. Corona Boreale
. Vergine
. Chioma di Berenice
. Leone
. Cancro
. Idra
Si parla spesso di Grande Carro, come
parte dell'Orsa Maggiore; in effetti, il
Grande Carro occupa solo una piccola
parte della grande costellazione dell'Orsa
Maggiore. Mentre pero il Grande Carro
resta sempre visibile sopra l'orizzonte, gran
parte della costellazione a cui appartiene
sorge e tramonta, poiche si estende
soprattutto a sud dell'asterismo principale.
L'Orsa Maggiore
Il Grande Carro durante la primavera si
presenta il alto nel cielo, verso nord; a sud
del corpo principale dell'asterismo si
notano, ad una certa distanza, tre gruppi di
stelle disposte in coppia: il piu alto e
quello di ƒÇ-ƒÈ, seguito sotto da ƒÉ-ƒÊ e infine
da ƒË-ƒÌ; queste stelle rappresentano le "zampe" dell'Orsa, che vengono
collegate al "Grande Carro"
delineando cosi una sagoma di animale.
Mentre pero le sette stelle del Grande Carro sono facili da riconoscere, puo
essere piu difficoltoso
reperire e collegare le altre stelle della costellazione.
Il Grande Carro è un ottimo punto di
riferimento per trovare alcune stelle
importanti in direzione sud. Utilizzando le
tre stelle del timone come guida e
prolungandone la direzione come indicato
nella mappa qui a lato, è possibile
individuare, a circa due volte la lunghezza
del timone, una stella molto luminosa di
colore spiccatamente arancione: Arturo.
Arturo e dintorni
Arturo è la quarta stella più brillante del
cielo: la sua magnitudine è -0,04, l'unica
stella dell'emisfero boreale ad avere una
magnitudine negativa. Questa stella ha
superato la fase stabile della sua vita (sequenza principale) e si sta avviando
verso lo stadio di
gigante rossa; in origine era una stella gialla non troppo diversa dal nostro
Sole. Il suo nome,
Arturo, deriva dal greco Arktouros, che significa letteralmente Guardiano
dell'Orso o Coda
dell'Orso (ossia dell'Orsa Maggiore, la costellazione in cui è contenuto l'asterismo
del Grande
Carro).
Con una distanza di 36,7 anni luce, è anche una delle stelle più vicine a noi.
Arturo è un ottimo punto di riferimento per reperire in cielo un gran numero di
costellazioni. È
possibile costruire un asterismo a forma di lettera "Y" maiuscola, dove Arturo è
la stella che sta nel
gambo a sud; la gamba destra punta verso il Grande Carro e quella sinistra verso
un gruppo di stelle
disposte ad arco. Arturo, Izar e Seginus (vedi immagine a sinistra) fanno parte
della stessa
costellazione, quella del Boote, la cui forma (a destra) ricorda molto quella di
un aquilone. L'altra
stella, chiamata Gemma (o Alphecca) è l'astro principale di una costellazione
adiacente, la Corona
Boreale.
L'allineamento Grande Carro-Arturo è sfruttabile
ulteriormente verso sud: proseguendo infatti nella
stessa direzione si raggiunge una stella azzurra isolata, molto luminosa, nota
come Spiga (Spica, in
latino). Spiga è la stella più brillante della costellazione della Vergine,
nonché la quindicesima
stella più luminosa del cielo. Spiga si trova nell'emisfero australe, ed è una
delle stelle più
meridionali della costellazione, che giace invece a cavallo dell'equatore.
La Vergine, che raggiunge la sua massima visibilità in primavera, è molto nota
presso gli astrofili
perché nella sua direzione si osserva uno dei più ricchi ammassi di galassie del
cielo, l'Ammasso
della Vergine.
Spiga e la Vergine
La Chioma di Berenice è una costellazione
che deve il suo nome ad una "chioma" di
stelle di quarta e quinta magnitudine, molto
vicine fra loro; sebbene dunque le sue
componenti non siano molto luminose, la
costellazione è comunque molto
appariscente grazie a questa caratteristica. Si
tratta di una costellazione che in primavera
ha il periodo di massima osservabilità, e
grazie alla sua posizione settentrionale, si
può individuare verso sud quasi allo zenit.
La Chioma di Berenice
Conoscendo il Grande Carro e la stella
Arturo, la Chioma di Berenice può essere
individuata con facilità tracciando un
triangolo rettangolo che abbia come ipotenusa la line congiungente Arturo con la
prima stella del
timone, Alioth, e proiettando i cateti verso sud-ovest, formando dunque un
angolo di 90°. Il vertice
cadrà sul gruppo di stelline della Chioma di Berenice.
la disposizione delle stelle della Chioma non sono il frutto di una prospettiva,
ma sono
effettivamente vicine fra di loro: si tratta infatti di un ammasso aperto
relativamente vicino a noi
noto con la sigla di Mel 111; un binocolo
permettera di avere una visione dettagliata e suggestiva di
quest'ammasso, noto fin dall'antichita e da sempre associato ad una chioma di
capelli dorati.
Sebbene il Triangolo invernale sia ancora
ben visibile, ad ovest, i cieli primaverili
sono dominati da un altro grande triangolo,
il cosiddetto Triangolo di primavera. Il
vertice piu brillante e costituito dalla stella
Arturo, nel Boote; in vertice meridionale
invece coincide con Spiga, nella Vergine; la
stella meno luminosa del triangolo e invece
Denebola, che costituisce la coda della
costellazione del Leone, una delle figure
dominanti in assoluto nel cielo primaverile.
Il Triangolo di primavera
La costellazione del Leone e una delle costellazioni dominanti del cielo
primaverile, avendo preso
il posto della figura dei Gemelli e di Orione; e formata da un gruppo di stelle
brillanti, evidenziate
anche dal fatto che l'area di cielo circostante non presenta altre stelle
luminose.
Il Leone
Per evitare confusioni, si puo rintracciare il Leone a partire dal Grande Carro:
collegando le stelleƒ¿
e ƒÀ e poi le stelle ƒÂ e ƒÁ, si prosegue verso sud la linea indicata da queste
coppie di stelle, stringendo
un po' verso l'interno, in modo da farle incrociare prima (figura a sinistra);
si individua cosi la stella
ƒÕ dell'Orsa Maggiore. Infine si scende a sud prolungando di circa tre volte la
distanza tra ƒÕ e il
Grande Carro, fino a trovare un gruppo di
stelle, le più luminose delle quali formano una sorta di
grande trapezio.
La stella più brillante del Leone è Regolo, una delle stelle più appariscenti
del cielo; si trova a solo
mezzo grado dall'eclittica, e ciò fa sì che spesso venga occultata dalla Luna o
si presenti accoppiata
ai pianeti del nostro Sistema Solare. Nella parte orientale si trova invece
Denebola, uno dei vertici
del Triangolo di primavera.
La costellazione del Cancro rappresenta un granchio, più precisamente quello che
giunse in aiuto
dell'Idra mentre questa lottava con Ercole. Nonostante le sue dimensioni siano
simili a quella dei
Gemelli, non contiene stelle particolarmente luminose; la presenza di stelle
come Procione, Polluce
o Regolo contribuisce ad oscurare ulteriormente questa costellazione. Ma proprio
grazie a queste
stelle, trovare il Cancro non presenta difficoltà, se si è fuori dai grossi
centri abitati: la costellazione
si trova infatti fra i Gemelli e il Leone, ed è sufficiente collegare fra loro
Polluce e Regolo per
individuarla.
In un cielo nitido colpisce fin da subito la presenza di una grossa macchia
luminosa al centro della
costellazione, che quasi appare più brillante delle stelle che compongono il
Cancro: si tratta del
Presepe, un brillante ammasso aperto ben noto fin dall'antichità, risolvibile
completamente con un
semplice binocolo.
Quella dell'Idra e la piu grande costellazione
del cielo; si snoda dalla parte meridionale del Cancro
fin quasi ai confini con lo Scorpione. Nonostante queste dimensioni, non e una
costellazione
altrettanto luminosa; le sue stelle piu brillanti sono concentrate nella parte
della testa e poco oltre.
Il gruppo della testa e riconoscibile partendo anche dal Leone, collegando la
stella Regolo aƒÍl,l a
che sta piu ad ovest, e prolungando nella stessa direzione; si trova cosi un
gruppo di cinque stelle di
terza magnitudine, che formano appunto la testa dell'Idra. A sud del Leone si
individua inoltre
un'altra stella, di colore bianco-azzurro, in una posizione isolata rispetto ad
altre stelle luminose:
quest'astro solitario, Alphard, e il piu luminoso della costellazione e indica
il "cuore" dell'Idra; il
suo nome, Alphard, significa appunto "La solitaria".
Il resto della costellazione e formato da stelle molto deboli ed e difficile
seguirne il prolungamento;
parte della coda e visibile con piu facilita a sud della Vergine.
2. Orione e dintorni
Costellazioni da individuare:
• Orione
• Cane Maggiore
• Cane Minore
• Unicorno
• Toro
• Gemelli
• Auriga
Orione è la più nota, la più brillante e la più facilmente riconoscibile fra
tutte le costellazioni del
cielo; la sua posizione, a cavallo dell'equatore celeste, fa sì che Orione possa
essere un punto di
riferimento per tutti i popoli della Terra. La sua forma a clessidra la rende
assolutamente
inconfondibile. Due delle sue stelle, Betelgeuse e Rigel, sono fra le più
brillanti del cielo
(rispettivamente la decima e la settima); inoltre, al centro della costellazione
è presente una celebre
sequenza di tre stelle di prima e seconda magnitudine, note in tutto il mondo
col nome di Cintura
di Orione.
Sotto la cintura pende una seconda sequenza di stelle meno luminose, nota come
La Spada, la cui
"stella" centrale è in realtà una delle nebulose più note, nonché una delle
poche visibili anche ad
occhio nudo, la Nebulosa di Orione. Anche senza strumenti si nota chiaramente
che questa "stella"
possiede in realtà un aspetto nebuloso; usando la tecnica della visione
distolta, questa macchia
chiara raddoppia di dimensioni, diventando prevalente nella sequenza di stelle
in cui è inserita.
Orione si trova in un contesto estremamente ricco di stelle luminose, in
particolare sul suo lato
orientale.
Il primo dei vari allineamenti che si può
sfruttare utilizzando la costellazione di Orione è quello
della cintura (a sinistra): tracciando una linea che congiunga le tre stelle
della cintura da nord-ovest
a sud-est e proseguendo grosso modo nella stessa direzione, si arriva ad una
stella di colore azzurro,
estremamente luminosa: si tratta di Sirio, la stella che con la sua magnitudine
apparente pari a -1,46
è la più brillante di tutta la volta celeste.
Sirio domina assieme ad Orione il cielo invernale; sebbene si trovi
nell'emisfero australe, è
sufficientemente prossima all'equatore celeste da poter essere osservata anche a
latitudini quasi
polari. Sirio è anche una delle stelle più vicine a noi, distante appena 8 anni
luce.
Riconosciuta la stella Sirio, è ora possibile tracciare un grande triangolo
quasi equilatero col vertice
rivolto verso sud; collegando Sirio a Betelgeuse, sapendo che Sirio è il vertice
meridionale, si trova
con facilità il terzo angolo, costituito dalla stella Procione, un'altra stella
azzurra molto luminosa,
l'ottava stella più brillante del cielo, con una luminosità molto simile a
quella di Rigel.
Il triangolo così formato è noto come Triangolo Invernale, uno dei punti di
riferimento del cielo
dell'inverno e della primavera. Quest'asterismo è attraversato dalla Via Lattea
invernale, visibile a
patto di avere un cielo molto nitido.
Sirio e il Triangolo Invernale
Sirio è la stella principale della
costellazione del Cane Maggiore; ad ovest
di Sirio si trova Murzim, una stella di
seconda magnitudine che con la stessa
Sirio rappresenta il muso del Cane. Il resto
della costellazione, tutta contenuta
nell'emisfero australe, si estende verso sud,
in parallelo con la Via Lattea, fino a
giungere, dopo una concatenazione di
stelle di quarta magnitudine, ad un
brillante triangolo di stelle di seconda.
Il Cane Maggiore
La parte meridionale della costellazione è
molto ricca di stelle deboli di sottofondo
ben individuabili con un binocolo, a patto di
avere sgombro l'orizzonte meridionale; sono qui
presenti anche alcuni ammassi aperti e alcune coppie di stelle risolvibili con
facilità sempre con un
binocolo.
La costellazione sarà visibile per tutto l'inverno e anche parte della
primavera, quando si mostrerà
verso occidente.
Il Cane Minore è una piccola costellazione,
contenuta quasi per intero nell'emisfero
boreale; la sua stella principale, Procione,
costituisce il vertice orientale dell'asterismo
del Triangolo Invernale. A differenza del
Cane Maggiore, questa costellazione è
povera di campi stellari di fondo, e anzi la
sua unica caratteristica notevole è data
proprio dalla presenza di Procione, l'ottava
stella più brillante del cielo.
Il Cane Minore e l'Unicorno
Cane Maggiore e Cane Minore
rappresentano secondo la mitologia i due
cani di Orione, il cacciatore.
All'interno del Triangolo Invernale è presente una costellazione, l'Unicorno; le
sue stelle sono
deboli e disegnarne il profilo non è semplice. In linea di massima si può
affermare che tutta l'area di
cielo compresa entro il triangolo appartenga a questa costellazione. L'Unicorno
è noto per contenere
una grande nebulosa, la Nebulosa Rosetta, visibile anche con un binocolo.
L'area di cielo a nord di Orione è ricca di
stelle più o meno brillanti, appartenenti a tre
costellazioni diverse: Toro, Gemelli e
Auriga. Per semplificare il loro reperimento,
si può tracciare a nord delle due stelle
settentrionali di Orione un grande
pentagono un po' irregolare, al cui interno
sono presenti solo stelle di sottofondo meno
luminose.
A nord di Orione
In senso orario, si collega la rossa
Betelgeuse ad Alhena (Gemelli), poi a El
Nath (Auriga/Toro) e infine ad Aldebaran
(Toro), per poi ritornare ad Orione,
attraverso Bellatrix.
Le due stelle più luminose dell'asterismo sono anche le uniche due stelle rosse:
Betelgeuse è una
stella supergigante, una delle più grandi conosciute, mentre Aldebaran è un po'
meno brillante e
anche il suo colore tende più all'arancione che al rosso vivo. Le altre stelle
sono bianco-azzurre. Sul
lato est scorre la Via Lattea, che aumenta man mano di luminosità scendendo
verso
Aldebaran è l'astro più brillante della
costellazione del Toro, un'altra delle figure
più tipiche del cielo invernale; Aldebaran
appare circondata da un gran numero di
stelle minori, di colori variabili dall'azzurro
al giallastro, disposte a formare un piccolo
triangolo: questo gruppo, raffigurante la
testa del Toro, è un vasto ammasso aperto
noto col nome di Iadi. Le sue stelle sono
effettivamente vicine fra loro e si muovono
assieme nello spazio.
Il Toro
Proseguendo verso est, si incrocia uno degli
oggetti più famosi del cielo, l'ammasso delle
Pleiadi; le Pleiadi sono ben evidenti ad occhio nudo e ad uno sguardo distratto
sembrano quasi una
nuvoletta dalla luminosità diffusa. Guardando con attenzione, specie se ci si
trova lontano dai centri
abitati, si può notare che in realtà questa "nuvoletta" è formata da sei o sette
piccoli astri molto
vicini fra loro, tutti di colore azzurro.
La stella El Nath risulta in comune al Toro e all'Auriga, in quanto
rappresenterebbe uno dei corni
del Toro, ma anche un vertice del pentagono dell'Auriga.
La costellazione dei Gemelli si dispone a
formare un rettangolo che dà quali l'idea di
voler "scappare" da Orione; per individuarla
con facilità, una volta noto Orione, si può
seguire il collegamento fra Betelgeuse e
Alhena e prolungare nella stessa direzione
fino a trovare una stella brillante che fa
coppia con un'altra un po' meno luminosa
(1,52 e 1,16), che sono rispettivamente
Castore e Polluce, le stelle che danno il
nome alla costellazione.
I Gemelli
Il rettangolo si completa con una stella di
colore rosso vivo posta a nord di Alhena; la
costellazione dei Gemelli appare dunque visibile e riconoscibile con facilità,
alta nel cielo, e le sue
stelle Castore e Polluce nelle notti di febbraio si trovano a pochi gradi dallo
zenit.
Polluce è la diciassettesima stella del cielo in ordine di luminosità. Castore è
invece una stella
particolare; si è scoperto infatti che si tratta di un sistema multiplo,
costituito da ben sei stelle legate
assieme dalla reciproca influenza gravitazionale. Alcune delle sue componenti
sono risolvibili con
un telescopio amatoriale.
3. Verso il Centauro
Costellazioni da individuare:
. Centauro (solo a meta)
. Idra (coda)
. Corvo
La costellazione del Centauro e una
delle piu grandi e luminose
costellazioni del cielo; nell'emisfero
australe e la figura che domina gran
parte delle notti. Dalle latitudini
italiane e pero osservabile soltanto
fino alla parte centrale, e solo a patto
di avere l'orizzonte meridionale libero
da ostacoli; gli osservatori posti a sud
del 40‹N (Calabria, Sardegna
meridionale e Sicilia) hanno la
possibilita di poter osservare gran
parte della costellazione, ad eccezione
soltanto delle stelle piu meridionali
(che per altro sono anche le piu
luminose). Ci si deve dunque
accontentare di osservare questa bella costellazione soltanto a meta.
Il Centauro si individua con una certa facilita, essendo perfettamente a sud
della stella Spiga; le
stelle osservabili sono di seconda e terza magnitudine e formano un grande
insieme con quelle
dell'adiacente costellazione del Lupo, anche questo visibile solo in parte.
Condizioni meteorologiche perfette e postazione a sud del 39‹-40‹N consentono
di poter osservare,
seppur con una certa difficolta, uno degli oggetti piu spettacolari del cielo,
il grande ammasso
globulare noto come ƒÖ Centauri, il piu luminoso del cielo.
La coda dell'Idra si estende fra Vergine e Centauro, per terminare a nord-est di
quest'ultimo
4. L’est
Costellazioni da individuare:
• Scorpione (in parte)
• Bilancia
• Serpente (Testa)
• Lira
• Ercole
Verso la fine di aprile inizia ad
apparire, verso l'orizzonte sud-est, una
stella di un colore rosso vivo,
luminosa, circondata verso nord da un
archetto di stelle azzurre: la stella
rossa è Antares e forma, con le stelle
vicine, la testa dello Scorpione, una
delle costellazioni che saranno poi
dominanti nei cieli estivi.
Lo Scorpione
Lo Scorpione è una costellazione che
si estende principalmente a sud
dell'eclittica, dunque è di difficile
osservazione, specie nel nord Italia, e
abbisogna alle nostre latitudini di un
orizonte meridionale libero da ostacoli. La parte della testa è la più
settentrionale.
Come lo Scorpione sorge, emerge dall'orizzonte anche il rigonfiamento centrale
della Via Lattea,
che sarà ben visibile d'estate. Poco a sud, fra Scorpione e Centauro, sono
presenti alcune stelle di
terza magnitudine, appartenenti alla costellazione del Lupo.
La costellazione della Bilancia, nonostante
possegga delle stelle di seconda magnitudine, è messa
in una posizione tale, stretta fra Vergine e Scorpione, che la rende quasi
"oscura"; in realtà è una
costellazione di medie dimensioni.
Per individuarla ci si rifà alle due stelle brillanti delle costellazioni
adiacenti: Spiga della Vergine e
Antares dello Scorpione: collegando le due stelle, si attraversa per intero la
Bilancia, che si trova a
metà strada fra le due.
Storicamente, questa costellazione era vista come le "chele" dello Scorpione;
originariamente le due
erano in realtà un'unica grande costellazione. In seguito questa parte ne venne
staccata, diventando
nota proprio col nome "Chele", e solo in seguito assunse il nome di Bilancia,
durante i secoli della
dominazione romana sul Mediterraneo. Retaggio di questo nome antico sono i nomi
propri delle sue
stelle principali, che si rifanno alle "Chele dello Scorpione".
La Bilancia
La testa del Serpente
Ad est di Arturo si estende la costellazione del Serpente; in primavera la parte
osservabile è
principalmente la Testa. Rintracciarla non è difficile, partendo dalla grande
"Y" di Arturo: da
Arturo si arriva alla stella centrale, poi a quella ad est (Gemma) e quindi si
continua l'arco verso
sud-est, dove si trova una concatenazione di
stelle di terza magnitudine, fra le quali spicca
Unukalhai, il "cuore" del Serpente.
La Lira e una costellazione di piccole
dimensioni; la sua caratteristica
principale e data dalla brillantissima
stella Vega, la quinta stella piu
luminosa del cielo. Vega si inizia a
vedere gia nelle serate di inizio aprile,
e anticipa il suo sorgere man mano
che la primavera avanza; in estate e
una delle stelle dominanti.
La Lira
Il resto della costellazione e
individuabile a sud di Vega, grazie
alla coppia di stelle di terza
magnitudine ƒÀ e ƒÁ, che riportano
anche i nomi propri di Sheliak e
Sulafat. Esplorando con un semplice
binocolo la costellazione, si notera
subito che nei dintorni di Vega e presente una coppia di stelline molto vicine,
dello stesso colore
azzurro, e di luminosita praticamente identica: si tratta di una delle coppie
piu belle del cielo ed e
nota presso gli astrofili col nome di Doppia doppia, poiche, se osservate con un
telescopio, si
scopre che entrambe le stelle sono a loro volta doppie.
La costellazione di Ercole e tanto vasta quanto poco appariscente; e una delle
figure presenti nel
cielo fra primavera ed estate, ma contiene poche stelle superiori alla terza
magnitudine. Un modo
semplice per recuperarla in cielo, avendo a disposizione Vega e la costellazione
del Boote, e quello
descritto nelle carte sopra: Tenere a mente la posizione della grande Y fra
Boote e Corona Boreale e
individuare la stella Gemma, di quest'ultima costellazione; ritrovare in cielo
la stella Vega; tracciare
una lunga linea tra Vega e Gemma e fermarsi piu o meno a meta strada.
questo punto, si evidenzia senza troppe
difficolta una sorta di quadrilatero di stelle simile ad un
trapezio rovesciato: queste quattro stelle formano la parte centrale della
costellazione di Ercole; da
ciascun vertice poi si possono creare altrettanti lineamenti che collegano
stelle esterne al
quadrilatero, in modo da formare una sorta di girandola. La stella piu
meridionale, lƒ¿a, e nota col
nome di Ras Algethi.
Ercole e nota presso gli astronomi per due motivi: il primo e la presenza di un
brillante ammasso
globulare (M13), ossia un insieme sferico e molto compatto di centinaia di
migliaia di stelle;
secondo, perche il nostro Sistema solare, che orbita attorno al centro
galattico, si sta dirigendo in un
punto situato fra Ercole e la Lira (apice solare).
Costellazioni australi
La prima cosa che un osservatore del cielo
boreale nota quando alza per la prima volta
gli occhi al cielo del sud, è la grande
abbondanza di stelle, sia luminose, che di
fondo, rispetto al cielo a cui è abituato.
La prima, la seconda e la terza fra le stelle
più luminose del cielo si osservano qui, tutte
insieme, frammezzate da un notevole
numero di altre stelle, alcune delle quali
decisamente brillanti, allineate lungo un
tratto della Via Lattea che in certi punti non
appare meno luminosa del centro galattico o
del tratto del Cigno. La sensazione è che
tutte le stelle del cielo "si siano avvicinate",
acquistando una magnitudine più brillante.
Lontano dalla Via Lattea, il cielo si fa
invece molto meno ricco, e mancano, al
contrario dell'emisfero boreale, degli asterismi facilmente riconoscibili. La
monotonia è rotta dalla
presenza di due macchie chiare estese, simili come apparenza alla Galassia di
Andromeda, ma più
grandi e irregolari: le due Nubi di Magellano.
Le Nubi di Magellano sono due galassie molto vicine alla Via Lattea, al punto da
essere satelliti,
ossia che compiono orbite attorno alla nostra Galassia.
Dopo lo spaesamento iniziale, appare logico iniziare a cercare il polo sud
celeste. La Stella Polare,
indicatrice del polo nord, non c'è, ovviamente, trovandoci nell'emisfero sud; il
punto è che, mentre a
nord la Stella Polare fornisce un'indicazione sicura del nord, nell'emisfero
australe manca una stella
corrispondente, pertanto occorre orientarsi in modo diverso.
Trovare il polo sud
Ciò che sicuramente più di ogni altra cosa colpisce nei
cieli del sud è la presenza, lungo la Via Lattea, di un
gruppo di stelle molto luminose piuttosto vicine fra di
loro; due di queste, le più luminose, sono disposte in
coppia, mentre ad ovest si trova un secondo gruppo di
stelle, disposte a formare una croce quasi perfetta.
Questa seconda parte è in realtà una vera e propria
costellazione, la celebre Croce del Sud, riportata anche
nelle bandiere di molte nazioni meridionali, come
l'Australia, e la Nuova Zelanda. La Croce del Sud è uno
dei simboli dell'emisfero australe, un po' come il Grande
Carro lo è in quello boreale, e come quest'ultimo
La Croce del Sud
permette di rintracciare il polo celeste.
La Croce del Sud diventa completamente circumpolare a sud del 32‹S, ossia non
molto lontano dal
Tropico del Capricorno; piu a nord, anche se non appare circumpolare, e pur
sempre presente per
gran parte delle notti.
Il metodo piu semplice per rintracciare il polo sud
celeste consiste, una volta nota la Croce del Sud, nel
tracciare una linea che parta dalla stella piu
settentrionale della Croce, scenda alla piu meridionale,
secondo l'asse maggiore, e prolungandola nella stessa
direzione per circa cinque volte. Al termine, si arriva in
un'area di cielo quasi priva di stelle, dove sono
osservabili, in un cielo limpido, solo alcune stelle di
quinta magnitudine sparse. Li ricade il polo sud celeste,
in un punto quasi al centro della debole costellazione
dell'Ottante.
L'Ottante e una costellazione introdotta a meta del Settecento da Nicolas Louis
de Lacaille, uno dei
primi che studio sistematicamente i cieli del sud, da Citta del Capo; egli
individuo inoltre una
quindicina di nuove costellazioni per riempire i "buchi" nelle mappe celesti del
periodo. Nacquero
cosi costellazioni estremamente piccole e dai nomi decisamente poco "poetici",
come Sestante,
Ottante, Macchina Pneumatica, Bulino, Fornace, Scultore, Telescopio,
Microscopio, e cosi via, tutte
create per colmare queste lacune nei raggruppamenti celesti, esistenti poiche
queste parti di cielo,
essendo visibili solo a latitudini australi o al massimo equatoriali, non furono
mai osservate dagli
astronomi delle grandi civilta classiche del Mediterraneo.
Il polo sud celeste
Il Centauro e la Croce del Sud sono le due
costellazioni piu caratteristiche del cielo
australe; mentre la parte centro-settentrionale
del Centauro e osservabile anche dalle
latitudini italiane, la Croce del Sud resta
sempre sotto l'orizzonte, cosi come pure le
stelle piu brillanti del Centauro.
Centauro e Croce
Vale la pena soffermarsi un po' su questa parte
di cielo. La Croce del Sud giace per intero
nella Via Lattea australe; la sua stella piu
luminosa, che e anche la tredicesima stella piu
brillante del cielo (magnitudine 0,77) e la stella
di prima grandezza piu meridionale del cielo, e
nota come Acrux: in realta questa e una stella
doppia. Segue Mimosa, la ventesima stella del cielo (magnitudine 1,23). Gacrux e
la ƒÂ Crucis
completano invece la figura della Croce. Anticamente queste stelle erano
considerate parte del
Centauro, ma la loro particolare disposizione fece si che in seguito venisse
riconosciuta come una
costellazione a se stante.
Il Centauro è invece un'importante costellazione
australe; è molto estesa, e la sua parte più
meridionale ricade anch'essa sulla Via Lattea del sud. Le zampe anteriori sono
indicate da due stelle
molto luminose; la più brillante delle due è la famosissima Alfa Centauri (nota
anche come Rigil
Kentaurus), che oltre ad essere la terza stella più luminosa del cielo
(magnitudine -0,27) è anche la
stella più vicina al nostro Sistema Solare, con una distanza di appena 4,3 anni
luce. In realtà anche
questa stella è doppia, anzi tripla, dato che oltre alle due stelle principali
ve n'è una terza, una nana
rossa, invisibile ad occhio nudo, che in questo periodo si trova ancora più
vicina, ed è per questo
nota come Proxima Centauri. La seconda delle due stelle è Hadar, la decima
stella del cielo per
luminosità, con una magnitudine pari a 0,61.
A occidente della Croce del Sud si estende un'area di cielo in cui sono presenti
un gran numero di
stelle di seconda grandezza, con uno sfondo ricco di piccoli astri. La Via
Lattea si fa qui
estremamente luminosa, per poi disperdersi nei campi stellari. Ancora più ad
ovest, staccata dalla
Via Lattea, brilla una stella giallastra estremamente luminosa, isolata: si
tratta di Canopo, la
seconda stella più brillante del cielo, quella che già dalle isole siciliane di
Linosa e Lampedusa
iniziava a mostrarsi bassa sull'orizzonte meridionale.
La fascia di cielo fra Canopo e la Croce del Sud è invece meno semplice da
"districare". Il metodo
più semplice per orientarsi qua è cercare, ad ovest della Croce del Sud, due
asterismi, ancora una
volta a forma di croce: uno si individua poco a sud della densa Via Lattea, ed
ha una forma
allungata; quest'asterismo è noto come Croce di diamante. L'altra "croce", più
compatta e
luminosa, si può osservare ancora più ad ovest, dove la Via Lattea si fa meno
intensa; quest'altro
asterismo è invece noto come Falsa croce, a causa della sua somiglianza con la
verca Croce del
Sud, e non è raro che all'inizio la si possa confondere proprio con la vera
costellazione.
Questi due asterismi aiutano ad individuare due costellazioni importanti, la
Carena, la più
meridionale, in cui è contenuta Canopo, e le Vele, metà della quale risulta
visibile anche dalle
latitudini italiane. Queste due costellazioni formavano, assieme alla più
settentrionale Poppa
(visibile per intero dal sud Italia), la grande e antica costellazione della
Nave Argo, smembrata nel
Settecento dal Lacaille
Le Nubi di Magellano, come già visto, sono due
galassie satelliti della nostra. Si osservano ad una
certa distanza dalla Via Lattea, in aree poco ricche di stelle, se se ne
escludono due, molto
luminose: la prima è Canopo, come già visto, mentre la seconda è Achernar, la
nona stella più
brillante del cielo, la foce del grande fiume Eridano, visibile in Italia
durante i mesi autunnali ad
eccezione di questa stella.
La Grande Nube di Magellano è, oltre ad essere la più luminosa, è anche la più
vicina a noi; ha
una forma allungata e si osserva circa 20 gradi a sud di Canopo, ed è divisa fra
due piccole e oscure
costellazioni australi, il Dorado e la Mensa. Nei pressi della Grande Nube si
trova il polo sud
dell'eclittica, ossia il polo dell'orbita terrestre, coincidente grosso modo con
il polo del Sistema
Solare.
La Piccola Nube di Magellano è invece più piccola e più lontana; la stella di
riferimento per
individuarla è Achernar. Se si ha a disposizione nella stessa notte Achernar e
Rigil Kentaurus, la
Piccola Nube si individua facilmente perché sta proprio sulla congiungente delle
due stelle, più
vicina ad Achernar. La costellazione in cui si trova è il Tucano.
Entrambe le Nubi sono luminose, ma per notarle occorre comunque un cielo non
inquinato e
possibilmente senza Luna.
Achernar facilita il riconoscimento della costellazione dell'Idra Maschio, che è
formata
principalmente da tre stelle di terza grandezza col vertice che punta verso
nord, quasi in direzione di
Achernar. La stessa Achernar aiuta ad individuare la stella del vertice. Fra
Achernar e Canopo si
trova, con facilità, la piccola costellazione del Reticolo, in risalto perché
formata da stelle di terza e
quarta grandezza molto vicine fra loro. La Croce di diamante invece permette il
facile
riconoscimento del Pesce volante, una piccola costellazione ai piedi della
Carena
Fomalhaut è una stella che anche dall'Italia è
ben osservabile, durante i mesi autunnali. Quando si
è descritto il cielo a sud del Pesce Australe, si è parlato di un gruppo di
stelle brillanti presenti in
quest'area, parte delle quali non è però visibile dalle nostre latitudini.
Quest'ultima sezione tratta
questo gruppo di stelle, ed è osservabile completamente dalle latitudini
australi specialmente nei
mesi compresi fra agosto e gennaio.
Fomalhaut forma con altre due stelle un triangolo luminoso che a nord può essere
chiamato
"Triangolo d'autunno"; in realtà, dall'emisfero sud sarebbe quasi un "Triangolo
di primavera". Il
vertice meridionale di questo triangolo punta grosso modo verso Achernar, mentre
a occidente di
questo si trova la brillante costellazione della Gru, riconoscibile per le sue
due stelle brillanti e per
le varie coppie di stelle allineate verso nord, che rappresentano il collo
dell'uccello.
A sud della Gru si trova il Tucano, la costellazione che contiene la Piccola
Nube di Magellano;
l'unica caratteristica notevole di questa costellazione, oltre che dalla Nube, è
data da una stella
arancione di magnitudine 2,9. Ad ovest del Tucano si trova un'altra stella
luminosa (magnitudine
1,9), l'unica che riporti un nome inglese, Peacock, che in questa lingua
significa Pavone; Pavone è
infatti il nome della costellazione che la contiene. Poco a nord di questa, a
sud del Capricorno, si
individua la stella alfa dell'Indiano, di terza magnitudine, visibile anche
dalle regioni meridionali
italiane.
Chiude il gruppo la Fenice, una costellazione abba
pianeti :
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documento con prove scientifiche
per conoscere come avere energia libera per sempre e affrancarti da tutto e da tutti .
compera il cd con le foto originali uniche delle stallatiti
e la modellazione matematica della loro formazione e della teoria antigravitazionale
che porterà l umanità alla nuova rinascita economico
sociale spaziale tra il 2012 e il 2013 .
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antigravity è
un nuovo mondo di fare esperienze
serfundo "nel
mondo della disinformazione cerchiamo di dirti
che ogni girono c'è pubblicato un articolo che
forse ti farà capire quanto è vasta l
antigravità nel mondo e tutto quello ad essa
connesso ECCO COME INSTALLARE LE AMACHE E
INSTRUIR E I TUOI INSEGNANTI
ho un sogno progettare l ' applicazione degli
studi della mia vita di 20 anni sull'
antigravità su 7 livelli : fisico ,magnetico ,
sonoro , umano levitativo ,plasma .luminoso,onde
X , spazio tempo distorsione...ho una grande
profezia per il 2012 la diffusione dell'
antigravità per tutti gli uomini dotati di
grande spiritualità ed elevazione spirituale per
una vita migliore universale. Decisi a lavorare
con strumenti informatici e tecnologie
elementari .Ho fede ..del sogno dell antigravità
il successo può essere parziale ...o totale .noi
non prendiamo mai per serio gli errori che
facciamo ma da essi impariamo . una volta
mostrati li risolviamo con una soluzione
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