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Date: Tue, 01 Apr 2003 09:16:45 -0800
From: Enrico <valbones@mail.uniroma3.it>
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24
ANNESSO II
LINVARIANZA DELLA VELOCITA DELLA LUCE
Lesistenza di un limite della velocità della luce e lindividuazione
della causa che
produce questo limite sono due problemi che devono essere affrontati dal
punto di
vista dellIpotesi di Super Spin (SSH).
A tale scopo prendiamo in esame un fotone: il suo aspetto, nel dominio
Spazio-Tempo-
Energia enneadimensionale della teoria SSH, è quello di un punto che si
muove orbitando attorno ad un altro punto, il quale sta fermo.
Per definire questo concetto utilizzeremo il termine rotore.
Le sue caratteristiche sono le seguenti:
· Poiché un punto che ruota sul proprio asse è geometricamente identico
ad un
punto fermo, il punto orbitante attorno ad un riferimento deve essere
disassato
rispetto a questultimo: se così non fosse, non si potrebbero avere
effetti
visibili.
· Il rotore a cui è associato laspetto fisico del fotone possiede due
componenti,
lungo gli assi dello Spazio e del Tempo, ed ha una frequenza di
rotazione
correlata con le sue caratteristiche fisiche, non ultima la sua velocità
limite.
· Il fotone appare come tale solo dopo aver completato almeno unorbita
attorno
al punto di riferimento: soltanto così si può conoscere la sua frequenza
di
rotazione ed identificarlo come tale.
Ma come si sposta il fotone nello spazio?
Dalle equazioni di Maxwell si ricava che il fotone si propaga come
unonda
elettromagnetica di tipo sinusoidale, costituita da due campi, quello
elettrico E e
quello magnetico H, perpendicolari luno rispetto allaltro, che si
annullano
contemporaneamente ogni 180°, pari ad una distanza 2R, ed invertono la
loro
polarità ogni 180° (vedi Fig.w)
S
Fig.w
I due campi componenti londa che si propaga sono la rappresentazione,
nel dominio
Spazio-Tempo, rispettivamente della rotazione lungo lasse dello Spazio
la quale,
secondo la SSH, crea il campo elettrico e della rotazione lungo lasse
del Tempo la
quale, sempre secondo la SSH, crea il campo magnetico.
E E
H H T25
Se si vuole rappresentare, nel dominio Spazio-Tempo-Energia di Figura 1,
il fotone
privo di massa, esso compare solamente sul piano S-T, in quanto la sua
rotazione
secondo lasse delle Energie risulta nulla, essendo stato appunto
supposto privo di
massa; esso sarebbe cioè, nel dominio S-T-U, un disco senza spessore.
(Ciò appare, ai nostri occhi, del tutto utopistico, poiché, se un corpo
è caratterizzato
da due rotazioni attorno ad assi perpendicolari, esisterà sempre anche
una rotazione
attorno ad un terzo asse, perpendicolare ai primi due: pertanto sembra
impossibile
che il fotone non possieda massa, seppur piccola.)
LA FREQUENZA DI ROTAZIONE DEL FOTONE ATTORNO AD UN PUNTO
DEL PIANO SPAZIO-TEMPO È, QUINDI, PROPORZIONALE ALLA
VELOCITÀ DEL FOTONE STESSO ED È TALE VALORE CHE DOBBIAMO
TENTARE DI CALCOLARE.
La rotazione del campo elettrico nel piano S-T, rappresentata in Fig.x,
mostra
chiaramente che, dopo un giro completo, che si svolge su di una distanza
pari a 4R, il
fotone ha percorso in realtà una lunghezza pari a 2pR lungo lasse luce.

T
S
Fig.x
S = T = 4 . R . ° 45 cos = 2 . R . 2
in cui S è lo spazio reale percorso dal fotone, che vale S = 2 . p p .
R.
Il Tempo può essere ricavato applicando il teorema di Pitagora alla
Fig.x :
(4 . R)2 = S 2 + T 2
S e T sono uguali, poiché il valor massimo della velocità si ha in
corrispondenza
dellangolo la cui tangente vale 1, che rappresenta, in un sistema di
assi cartesiani
ortogonali, la retta inclinata a 45°, o linea di universo
[analogamente ad un
diagramma di Minkowski, in cui la storia di un raggio di luce appare
come una retta
inclinata di 45° rispetto allasse verticale (asse del tempo)].
Pertanto si ricava:
2 . T 2 = 16 . R 2 da cui T = 2 . R . 2
Quindi la velocità del fotone risulta pari a:
V = (2 . p p . R) / (2 . R . 2 ) = p p / 2 = p p . (1/2)1/2
2pR
4R
2 2 R
4R
45 °
26
Ma, secondo le equazioni di Maxwell, le rotazioni sono due: una del
campo elettrico
ed una del campo magnetico. Quindi la velocità complessiva del fotone
risulta essere
composta da una componente temporale VT e da una spaziale VS.
Le due velocità, oltre ad essere ortogonali, devono essere massime in
entrambi i
riferimenti, ed uguali (vedere Fig.y).
Vt = Vs = p p . (1/2)1/2
VT Vg gmax
45°
VS
Fig. y
Vg gmax = [p p 2 . (1/2) + p p 2 . (1/2)]1/2 = p p
Facendo riferimento alla Fig.z, lungo gli assi dello Spazio e del Tempo
appaiono,
rispettivamente, le componenti dellenergia del campo elettrico (UE) e
di quello
magnetico (UB). Il fotone ha le componenti UBS ed UET eguali a zero ed
inoltre UBT ed
UES uguali in modulo.
T Eg gmax
UBT
45° S
UES
Fig. z
Considerando che le due componenti sono ortogonali tra di loro,
geometricamente si
può scrivere, ponendo ZS = sen(p/4):
Eg gmax = sen(p p/4) . UES = ZS × ×UES
Tenendo presente che, UE = ½ . e e0 . E 2 ed UB = ½ . (B 2 / m m0), si
deduce:
UE / UB = (e e0 / m m0) . (E 2 / B 2 )
Poiché, poi, per il fotone il rapporto UE / UB vale 1, possiamo
scrivere:

27
E = (m m0 / e e0)1/2 . B
Ma tale formula è uguale a quella ricavata per via geometrica, dove E
diventa pari ad
Eg gmax solamente se langolo è pari a p p/4.
Poiché ZS ha le dimensioni di (m m0 / e e0)1/2 , che è unimpedenza, si
deduce che ZS è
anchesso unimpedenza.
Pertanto:
Eg gmax = sen(p p/4) . UES = (1/2)1/2 × ×UES = (1/2)1/2 × ×UBS = ZS ×
×UES
Le considerazioni che si possono fare sono:
- Il valore (1/2)1/2 ha le caratteristiche di una impedenza (Zs). [Il
valore
dellimpedenza nel vuoto vale Z0 = (m0 / e0)1/2 = 377 W, dove m0 è la
permeabilità
magnetica (numero di linee di forza tra due punti del vuoto) ed e0 è la
costante
dielettrica (numero di punti attraversati o collegati dalle linee di
forza)]. Nel
nostro caso i punti collegati da una linea di forza sono due.
- Lenergia elettromagnetica di un fotone nel vuoto sembra essere eguale
allenergia
massima del campo elettrico, che è uguale allenergia massima del campo
magnetico, in accordo con una perfetta anisotropia del piano
spazio-temporale nei
confronti del fotone.
- Nel vuoto per il fotone la velocità della luce nello Spazio-Tempo non
può essere
che quella massima, cioè p, così come non può essere infinita la
velocità di una
qualsiasi radiazione elettromagnetica poiché anche nella fisica moderna,
il vuoto
ha un ben preciso valore dimpedenza. Evidentemente, esiste un etere, il
cui
valore sperimentale di impedenza (Z0) è diverso da zero, come risulta
anche dai
calcoli teorici.
- La velocità massima possibile per un corpo che non ha massa, ovvero
che non ha
componenti rotazionali lungo lasse dellEnergia potenziale, sarebbe
dunque
rappresentata da p (Pi greco). Questo vuol dire che la velocità limite
di un fotone
dovrebbe essere 314 159 Km/s , e non circa 300 000.
- Se la velocità della luce misurata fosse realmente inferiore a quella
teorica, ciò
starebbe a dimostrare che esiste un piccolo effetto di frame-dragging
(circa 14 000
Km/s), dovuto alla distorsione dello Spazio-Tempo. Ma se lo Spazio-Tempo
viene
distorto, ancora una volta siamo di fronte allesistenza di un etere
fisico, che
subisce anchesso una distorsione.
Se tutto ciò è vero, allora la differenza deve essere imputata al fatto
che il fotone ha
in realtà una massa piccola, ma presente.
28
In altre parole lungo lasse dellEnergia potenziale vi è una componente
rotazionale,
la quale, con il suo valore, va a diminuire il modulo della velocità
finale. (Aumenta il
valore di T necessario perché tutto il percorso 2pR sia compiuto: si è,
per così dire,
perso un poco di Tempo per far ruotare anche sullasse dellEnergia
potenziale il
punto che ci appare come fotone).
Esaminiamo adesso leffetto Doppler. Se un osservatore sta muovendosi
con una
componente di velocità nella direzione di un fotone, quando egli
incontra
questultimo, che sta viaggiando alla velocità della luce, la frequenza
di rotazione del
punto che ai suoi occhi appare come fotone gli sembrerà alterata. Per
losservatore
cambierà, pertanto, il colore del fotone percepito, ma non la sua
velocità nello
Spazio-Tempo, la quale rimarrà, invece, sempre uguale. Facendo
riferimento alla
Fig.x diminuisce, infatti, il valore di R e, di conseguenza, si
accorciano sia lo Spazio
che il Tempo, rimanendo tuttavia sempre uguali luno allaltro, cosicché
il loro
rapporto (che è la velocità) rimane inalterato.
Inoltre occorre notare che le misurazioni da noi fatte per verificare la
velocità della
luce vengono effettuate da un osservatore che sta fermo nello Spazio,
con il
cronometro in mano, mentre il fotone corre nello Spazio-Tempo. Andando
alla
velocità della luce il fotone potrebbe portare con sè una distorsione
dello Spazio-Tempo
stesso (frame-dragging), la quale, al suo arrivo a destinazione,
falserebbe i
risultati ottenuti. Se il fotone tentasse di andare più veloce, lo
Spazio gli andrebbe
dietro, facendolo arrivare sempre in ritardo rispetto alla sua velocità:
in altre parole
arriverebbe sempre alla velocità della luce. Tale velocità, intrinseca
al fotone, risulta,
dai calcoli testé fatti, superiore a quella che misuriamo. Per come è
fatto lo Spazio-Tempo
e per come linformazione si muove, ruotando intorno a punti adiacenti
nello
Spazio-Tempo stesso, il massimo valore possibile per la velocità è pari
a Pi greco.
E bene ricordare che, per la SSH, lo Spazio, il Tempo e lEnergia
Potenziale si
misurano tutti con la stessa unità di misura.
Nel dominio della SSH la velocità è, dunque, adimensionale, ed è
definita come
lapparente variazione di uninformazione lungo uno o più assi del
suddetto
dominio.
Così la velocità può essere indifferentemente calcolata su due assi
(Spazio e Tempo)
o su di un asse solamente (per esempio quello dellEnergia potenziale,
come vedremo
in seguito nellANNESSO IV).
In senso più matematico una misura nel dominio SSH si definisce
geometricamente
con un angolo il cui valore del seno ne rappresenta, se proiettato
sullasse su cui
facciamo la misura, la misura stessa.


