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Date: Tue, 01 Apr 2003 09:19:00 -0800
From: Enrico <valbones@mail.uniroma3.it>
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29
ANNESSO III
LA MATRICE DEFFETTO
ORIENTAMENTO DEGLI ASSI PRINCIPALI E SECONDARI
LUniverso della SSH può essere schematizzato, in prima approssimazione,
come un
cono circolare retto, il cui asse è quello dellEnergia; i vertici dei
due semiconi che
compongono il cono si toccano nel punto di origine.
Si può pensare che, dal suddetto punto di origine, fuoriescano gli assi
dello Spazio
e del Tempo, ortogonali sia luno rispetto allaltro sia, ambedue,
rispetto a quello
dellEnergia.
In pratica si formano due terne di assi principali, che hanno in comune
la coppia
Spazio-Tempo ed i rispettivi assi dellEnergia coincidenti come
direzione, ma rivolti
in senso opposto luno rispetto allaltro. Per la terna ortogonale
principale contenente
i semiassi positivi di Spazio, Tempo ed Energia considereremo valida la
regola della
mano destra (Nota 2). Poiché laltra terna principale ha in comune con
la prima gli
assi dello Spazio e del Tempo, ma ha quello dellEnergia rivolto in
direzione opposta,
per essa sarà valida la regola della mano sinistra (Nota 2).
A priori non si sa se la sequenza corretta degli assi sia Spazio, Tempo,
Energia
oppure Tempo, Spazio ed Energia, quindi occorre considerare le due
possibilità di
suddivisione dellUniverso in otto ottanti (quattro quadranti superiori
e quattro
inferiori). Questi traggono origine dalla possibile esistenza di
semiassi negativi non
solo per lasse dellEnergia, ma anche per quelli dello Spazio e del
Tempo. E
interessante notare che, ribaltando la sequenza (T-S-U), si ottengono le
stesse
configurazioni riportate nella sequenza (S-T-U). Siccome ladozione del
segno
positivo o di quello negativo per lasse dellEnergia è del tutto
arbitraria, se ne
deduce che è indifferente quale delle due sequenze viene adottata come
corretta:
pertanto sceglieremo come standard quella della Tav. B, cioè S-T-U.
Gli assi ortogonali secondari, che sono tre per ogni asse principale e
che
chiameremo, per comodità, x, y e z, pur senza attribuire a questi
simboli il
significato spaziale che di solito li caratterizza, devono rispettare le
stesse regole
di quelli principali, ai quali sono paralleli, pertanto seguiranno la
regola della
mano destra nel semiuniverso positivo e quella della mano sinistra nel
semiuniverso negativo.
LEnergia potenziale, secondo le convenzioni della Fisica, è negativa,
quindi, se il
Semiuniverso positivo è quello per così dire superiore, il nostro
Semiuniverso
dovrebbe essere quello inferiore, con lasse dellEnergia rivolto
verso il basso e
caratterizzato dalla regola della mano sinistra.
Ciascuna terna di assi secondari ha lasse x parallelo con verso
coincidente con
quello dellasse principale a cui è associata ed i restanti due assi
(secondari)
orientati parallelamente agli altri due assi primari.

30
Le quattro orientazioni prescelte per gli assi secondari relativi
allasse primario S+
(S1, S2, S3 ed S4) si ottengono ciascuna da quella precedente mediante
rotazione,
attorno allasse Sx, di un quarto di giro in senso antiorario, guardando
nella direzione
della freccia di tale asse. Si adotta, inoltre, la convenzione secondo
cui anche le
orientazioni degli assi secondari relativi agli assi primari T ed U-
siano, a parte lo
scambio di assi, inizialmente tali da poter sovrapporre le tre terne
secondarie ed in
ciascuna serie lorientazione seguente si ottenga dalla precedente
mediante rotazione
di un quarto di giro in senso antiorario, sempre guardando nella
direzione della
freccia del rispettivo asse Tx od Uz.
DEFINIZIONE DELLA MATRICE DEFFETTO
La matrice deffetto, mediante le componenti presenti sui nove assi del
modello S-T-U,
produce un tensore, il cui modulo può avere valore massimo uguale ad 1 x
3 = 3
(un valore pari ad 1 su ciascun asse principale) e valore minimo uguale
a zero (nessun
effetto presente). Implicitamente si ammette che, se se si ha un effetto
uguale ripartito
su tutti e nove gli assi, su ciascuno di essi si avrà un valore di spin
pari ad 1/3,
cosicché la somma totale risulterà sempre uguale a 3. Il versore,
invece, indicherà il
tipo deffetto prodotto, e quindi come lUniverso ci appare nel punto
caratterizzato da
quel tensore.
Se, per ipotesi:
· la matrice rotazione, lungo lo Spazio-Tempo, valesse p,
· non esistessero altri effetti dispersivi,
· il modulo del vettore fosse inferiore ad uno (ad esempio 0,99),
moltiplicando p per 0,99 e per una costante, che avrebbe il compito di
conferire le
opportune dimensioni al risultato, si dovrebbe ottenere, quale effetto
finale, la
velocità della luce.
Si potrebbe, in tal modo, verificare se leffetto del vuoto è ancora una
volta nullo
oppure se esiste letere e si potrebbe appurare anche se il fotone ha
massa oppure no.
Prima di affrontare il calcolo, gli assi S, T ed U devono essere
opportunamente
orientati luno rispetto allaltro, come indicato nella Tav. E: infatti,
non essendo in
gioco dimensioni, ma solo rotazioni, queste ultime si sommeranno
vettorialmente.
Le regole sono quelle della somma vettoriale:
a) due vettori paralleli si sommano se hanno la stessa direzione.
b) due vettori paralleli si sottraggono se hanno direzioni opposte.
c) due vettori perpendicolari (per esempio Sx ed Sy oppure Ux ed Sx) si
sommano
con la regola dei quadrati: S = ( Sy 2 + Sx 2 ) 1/2 .
Non esistono altre regole, poiché non esistono altri angoli in un
sistema totalmente
ortogonale.
Occorre tener presente che, sui nove assi, la somma totale dei valori è
sempre uguale
a 3, e vale 1 su ciascuno dei tre assi principali (S-T-U).
La formula generale diventa, quindi:
(1) A = [ (Sx - Tz - Uy)2 + (Sy + Tx - Uz)2 + (Sz - Ty + Ux)2 ] 1/2
Calcoliamo ora la matrice del fotone, per il quale:

31
Sx = Sy = Sz = Tx = Ty = Tz = 1/3
Il fotone, secondo la fisica attuale, non ha massa. Di conseguenza nella
nostra
rappresentazione non ha componenti lungo lasse U, pertanto si può
scrivere:
Ux = Uy = Uz = 0
Introducendo i valori suddetti nella formula generale (1) si ricava:
(2) A = [(Sy + Tx)2 ] 1/2 = [(1/3 + 1/3)2 ] 1/2 = [(2/3)2 ] 1/2 = 2/3
Attenzione
Anche se il fotone non ha massa, quindi non manifesta rotazione attorno
agli assi Ux ,
Uy , Uz ed i valori relativi valgono pertanto zero, bisogna comunque
ricordare che:
la nostra ipotesi prevede che il loro contributo alla rotazione non
possa
semplicemente sparire, ma debba essere ridistribuito sui sei assi del
Tempo e
dello Spazio.
Ciò equivale a dire che
1/3 + 1/3 + 1/3 = 1
deve essere ridistribuito sui sei assi Sx , Sy , Sz , Tx , Ty e Tz ,
sotto forma di
1 = 1/6 + 1/6 + 1/6 + 1/6 + 1/6 + 1/6 (sei volte 1/6).
Tutto ciò vale se si suppone che il fotone mantenga la simmetria
nellambito spazio-temporale.
Questa condizione è da noi assunta come corretta, tenendo presente
lanisotropia dello Spazio-Tempo-Energia potenziale (non è comunque
detto che ciò
sia vero anche per le altre particelle: in altre parole la densità
dellUniverso lungo i
tre assi del dominio SSH, espressa come quantità di rotazione totale,
dovrebbe essere
la stessa).
In conseguenza di tali ipotesi la (2) diventa:
(3) A = [(Tx + Sy)2 ] 1/2 = [(1/3 + 1/6 + 1/3 + 1/6 ) 2 ] 1/2 = 1
La velocità del fotone sarebbe quindi pari a:
A . p p . Kd = 1 . p p . Kd = p p . Kd
e quindi (Nota 3), ponendo Kd = 10 8 m/s, il valore della velocità della
luce
risulterebbe pari a:
3,14159.10 8 m/s = 314 159 Km/s
La costante Kd contiene le informazioni sulle unità di misura fino ad
oggi adottate nel
piano spazio-temporale ed il suo valore è impostato in modo da adattare
lUniverso
enneadimensionale a quello a noi noto.
Bisogna infatti sottolineare che, per passare dal sistema SSH,
assolutamente
adimensionale, a quello oggi in uso, bisogna sempre moltiplicare i
nostri risultati per
una costante che contenga due informazioni:
1. le dimensioni
2. un parametro numerico che permetta di stabilire, in termini
matematici, lordine di
grandezza dei fenomeni descritti.
Da questo punto di vista il nostro modo di concepire lUniverso prevede
che lo
Spazio, il Tempo e lEnergia potenziale scorrano con la stessa
velocità, conferendo
totale isotropia allUniverso stesso. Tale affermazione produce la
necessità di
adottare delle costanti di conversione, ad esempio per adattare le
misure fatte nel
Tempo con quelle fatte nello Spazio o nellEnergia.

32
Se così non facessimo, gli assi del dominio SSH, una volta riferiti a
quello di
definizione dellUniverso riconosciuto dalla fisica odierna, non
avrebbero uguale
lunghezza.
Se nella fisica tradizionale esiste una misura chiamata J, esisterà
anche,
nellUniverso SSH, una rotazione ascrivibile alla misura J, che sarà
pari a p
moltiplicato per una costante contenente le informazioni sulle
dimensioni e
sullordine di grandezza da introdurre e moltiplicato ancora per il
contributo della
cosiddetta matrice deffetto M, che rappresenta la quantità di rotazione
globale da
applicare alla rotazione p p che descrive il fenomeno.
J = K . p p . ½ ½M½ ½
Dai calcoli sopra esposti si evince, inoltre, che il valore della
velocità della luce da
noi proposto risulterebbe circa il 5% più alto rispetto a quello
attualmente accettato.
Tale circostanza starebbe quindi a significare, secondo la nostra
ipotesi, che il fotone
mantiene una certa quantità di rotazione lungo lasse dellEnergia
potenziale,
diminuendo, di conseguenza, il contributo dello spin sul piano
spazio-temporale,
caratteristico della radiazione luminosa, e provocando tale differenza.
Nota 1
Ricordiamo che per altra via abbiamo determinato il valore della massa
del fotone, che risulta
essere molto piccola (vedi ANNESSO I), come viene evidenziato anche in
questo caso.
MATRICE DEFFETTO DI UN IPOTETICO FOTONE PRIVO DI MASSA
Il tensore che esprime il tipo di effetto globale della realtà, come noi
la percepiamo,
può essere espresso da una matrice 9 x 9 , in cui gli spazi, i tempi e
le energie si
sommano vettorialmente secondo le regole geometriche succitate, sulla
base
dellorientamento degli assi.
Volendo, ad esempio, calcolare la matrice di un ipotetico fotone senza
massa,
dobbiamo ricordare che le componenti secondo U sono tutte nulle, mentre
tutte le
altre componenti valgono 1/3. Assumiamo anche che la rotazione dellasse

dellEnergia non si ridistribuisca sugli altri assi e si ottengono
equazioni come le
seguenti:
Sx + Sx = 1/3 + 1/3 = 2/3
Sx + Sy = [(1/3)2 + (1/3)2 ] 1/2 = 2 /3
Sx + Sz = [(1/3)2 + (1/3)2 ] 1/2 = 2 /3
Sx + Ux = [(1/3)2 +(0)2 ] 1/2 = 1/3
Sx + Uy = 1/3 - 0 = 1/3
Sx + Uz = [(1/3)2 +(0)2 ] 1/2 = 1/3
Sx + Tx = [(1/3)2 + (1/3)2 ] 1/2 = 2 /3
Sx + Ty = [(1/3)2 + (1/3)2 ] 1/2 = 2 /3
Sx + Tz = 1/3  1/3 = 0
Ux + Ux = 0 + 0 = 0
Uy + Uy = 0 + 0 = 0
Uz + Uz = 0 + 0 = 0
33
Costruiamo ora la Matrice dEffetto
Sx Sy Sz Tx Ty Tz Ux Uy Uz
Sx 2/3 2 /3 2 /3 2 /3 2 /3 0 1/3 1/3 1/3
Sy 2 /3 2/3 2 /3 2/3 2 /3 2 /3 1/3 1/3 1/3
Sz 2 /3 2 /3 2/3 2 /3 0 2 /3 1/3 1/3 1/3
Tx 2 /3 2/3 2 /3 2/3 2 /3 2 /3 1/3 1/3 1/3
Ty 2 /3 2 /3 0 2 /3 2/3 2 /3 1/3 1/3 1/3
Tz 0 2 /3 2 /3 2 /3 2 /3 2/3 1/3 1/3 1/3
Ux 1/3 1/3 1/3 1/3 1/3 1/3 0 0 0
Uy 1/3 1/3 1/3 1/3 1/3 1/3 0 0 0
Uz 1/3 1/3 1/3 1/3 1/3 1/3 0 0 0
Come si può notare, i valori rappresentano gli spin delle particelle
subatomiche a
noi note.
Si constata, inoltre, che questo fotone immaginario non è una particella
a simmetria
sferica nel dominio S-T-U. Questo ci consente di affermare che, se la
particella fosse
completamente simmetrica, non potrebbe esistere la corrispondente
antiparticella,
cioè lantifotone.
Le particelle che risultano sferiche nel dominio S-T-U non hanno
antiparticelle,
poiché la loro immagine speculare risulta sovrapponibile a se stesse.
Non risulterebbe, pertanto, possibile sommare tali particelle alle loro
antiparticelle
ottenendo come risultato lannichilazione totale di tutte le componenti
S, T ed U.
Da ciò si potrebbe dedurre che le particelle totalmente simmetriche non
esistono,
perché la somma della matrice di una particella asimmetrica con quella
della sua
antiparticella DEVE fornire un valore nullo, mentre questo non è vero
per le
particelle sferiche. Bisogna, in altre parole, rispettare la simmetria
dellUniverso, che
34
possiede un centro di inversione e, per di più, alla fine, è destinato
ad annichilarsi;
dobbiamo constatare che non potrebbe farlo in modo completo se non
esistesse
lantiparticella di ciascuna delle sue particelle.
La presenza di una particella totalmente simmetrica creerebbe dunque una

asimmetria nellUniverso.
Unultima considerazione è legata al tipo di trattazione che abbiamo
usato, la quale
permetterebbe di calcolare gli urti tra particelle sommando le loro
matrici. Ciò
consentirebbe di prevedere, da un punto di vista teorico, cosa succede
nellurto, in
modo un molto più semplice di quello utilizzato fino ad oggi.
Nota 2
Ricordare che:
Due assi sono ortogonali se è nullo il prodotto scalare dei versori che
li identificano.
Nel nostro caso devono essere pari a zero i prodotti scalari relativi
alle coppie di assi S-T , S-U e
T-U. Ovviamente ciò vale anche per ciascuna delle tre terne di assi che
identificano le direzioni
spaziali, cioè Sx, Sy, Sz ; Tx, Ty, Tz : Ux, Uy, Uz.
Tra i vettori A e B, che formano un angolo a, il prodotto scalare vale:
A.B. cosa a
Se A e B sono diversi da zero, il prodotto scalare è nullo se a vale,
appunto, p/2.
Gli assi generici A, B e C seguono la regola della mano destra se,
prendendo, nellordine, prima
A e poi B, lasse C è orientato come il vettore risultante dal loro
prodotto vettoriale.
Il vettore risultante dal prodotto vettoriale A Ù B ha lorientamento
sopra descritto e modulo:
|A Ù Ù B| = |A| . |B| . senq q
Essendo q l'angolo compreso tra A e B.
In parole povere, dato un riferimento tradizionale x, y, z di assi
ortogonali che rispettano la regola
della mano destra, se prendiamo, nellordine, i versori dei semiassi
positivi x ed y, il risultato del
loro prodotto vettoriale è il versore de semiasse positivo z.
z
O y
x
Per la regola della mano sinistra, invece, prendendo, nellordine, i
versori dei semiassi positivi x ed
y dello stesso riferimento tradizionale x, y, z di assi ortogonali, il
terzo versore è quello del
semiasse negativo z.
O y
x
z

