Return-Path: <valbones@mail.uniroma3.it>
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	Wed, 2 Apr 2003 15:31:22 +0200 (MET DST)
Received: from  ([193.205.140.111]) by plutone; Wed, 02 Apr 2003 15:29:24 +0200 (CEST)
Sender: enrico@mail.uniroma3.it
Message-ID: <3E8A13DC.EF65E268@uniroma3.it>
Date: Tue, 01 Apr 2003 14:34:05 -0800
From: Enrico <valbones@mail.uniroma3.it>
Organization: uniroma
X-Mailer: Mozilla 4.7C-SGI [en] (X11; I; IRIX64 6.2 IP25)
X-Accept-Language: it, en
MIME-Version: 1.0
To: e.valbonesi@libero.it
Subject: ssh6
Content-Type: text/plain; charset=iso-8859-1
Content-Transfer-Encoding: 8bit

34
possiede un centro di inversione e, per di più, alla fine, è destinato
ad annichilarsi;
dobbiamo constatare che non potrebbe farlo in modo completo se non
esistesse
lantiparticella di ciascuna delle sue particelle.
La presenza di una particella totalmente simmetrica creerebbe dunque una

asimmetria nellUniverso.
Unultima considerazione è legata al tipo di trattazione che abbiamo
usato, la quale
permetterebbe di calcolare gli urti tra particelle sommando le loro
matrici. Ciò
consentirebbe di prevedere, da un punto di vista teorico, cosa succede
nellurto, in
modo un molto più semplice di quello utilizzato fino ad oggi.
Nota 2
Ricordare che:
Due assi sono ortogonali se è nullo il prodotto scalare dei versori che
li identificano.
Nel nostro caso devono essere pari a zero i prodotti scalari relativi
alle coppie di assi S-T , S-U e
T-U. Ovviamente ciò vale anche per ciascuna delle tre terne di assi che
identificano le direzioni
spaziali, cioè Sx, Sy, Sz ; Tx, Ty, Tz : Ux, Uy, Uz.
Tra i vettori A e B, che formano un angolo a, il prodotto scalare vale:
A.B. cosa a
Se A e B sono diversi da zero, il prodotto scalare è nullo se a vale,
appunto, p/2.
Gli assi generici A, B e C seguono la regola della mano destra se,
prendendo, nellordine, prima
A e poi B, lasse C è orientato come il vettore risultante dal loro
prodotto vettoriale.
Il vettore risultante dal prodotto vettoriale A Ù B ha lorientamento
sopra descritto e modulo:
|A Ù Ù B| = |A| . |B| . senq q
Essendo q l'angolo compreso tra A e B.
In parole povere, dato un riferimento tradizionale x, y, z di assi
ortogonali che rispettano la regola
della mano destra, se prendiamo, nellordine, i versori dei semiassi
positivi x ed y, il risultato del
loro prodotto vettoriale è il versore de semiasse positivo z.
z
O y
x
Per la regola della mano sinistra, invece, prendendo, nellordine, i
versori dei semiassi positivi x ed
y dello stesso riferimento tradizionale x, y, z di assi ortogonali, il
terzo versore è quello del
semiasse negativo z.
O y
x
z35
Nota 3
Per il Sistema Internazionale di misura (SI) la definizione di secondo
(unità di tempo) è:
· Lintervallo di tempo che contiene 9 192 631 770 (9,192631770.10 9 )
periodi della radiazione
corrispondente alla transizione tra due livelli iperfini dello stato
fondamentale dellatomo di
Cesio 133.
Il metro (unità di misura della lunghezza) è, invece, definito come
segue:
· Lunghezza uguale a 1 650 763,73 (1,65076373.10 6 ) lunghezze donda,
nel vuoto, della
radiazione corrispondente alla transizione tra i livelli 2p10 e 5d5
dellatomo di Cripto 86.
Questultima definizione si basa sulla misura della velocità della luce
nel vuoto e sulla formula che
definisce la lunghezza donda l l:
l l = c / f oppure l l = c . T
in cui:
f = frequenza delloscillazione della radiazione
T = 1/f = periodo delloscillazione della radiazione
c = 2,99792.10 8 m/s = velocità della luce nel vuoto
In pratica si adotta, come ambiente di misura, lo spazio vuoto ed,
ammesso che la velocità della
luce in tale ambiente sia costante, si stabilisce che il metro è pari
allo spazio che la luce percorre
durante un certo numero di periodi della frequenza campione.
Nulla vieterebbe di dire che, adottati una frequenza campione ed un
ambiente campione (lo spazio
vuoto), il metro è lo Spazio percorso dalla luce in un certo numero di
periodi di tale frequenza,
mentre il secondo è il Tempo trascorso in un altro numero di periodi
della medesima frequenza.
Se per ambedue le unità di misura si adotta come campione la transizione
tra i livelli 2p10 e 5d5
dellatomo di Cripto 86 (4,94886.10 14 Hz), la definizione di secondo
diventa la seguente:
· Lintervallo di tempo che contiene 4,94886.10 14 periodi della
radiazione corrispondente alla
transizione tra i livelli 2p10 e 5d5 dellatomo di Cripto 86.
La definizione di metro può diventare, invece:
· Spazio percorso, nel vuoto, dalla luce durante 1 650 763,73
(1,65076373.10 6 ) periodi della
radiazione corrispondente alla transizione tra i livelli 2p10 e 5d5
dellatomo di Cripto 86.
Poiché è stato utilizzato lo stesso campione di frequenza, ambedue le
due unità di misura sono
definite come numero di periodi, quindi il loro rapporto può essere
espresso come quello tra due
numeri ed essere, pertanto, adimensionale. Il suo valore è:
4,94886.10 14 / 1,65076373.10 6 = 2,99792.10 8
che coincide con quello della velocità della luce nel vuoto, a parte le
dimensioni: queste compaiono
quando si attribuisce al numeratore la dimensione di una lunghezza, cioè
di uno Spazio, ed al
denominatore la dimensione di un Tempo.
36
ANNESSO IV
LUNIVERSO E QUANTIZZATO ?
Dallanalisi della teoria e dei tre precedenti ANNESSI appare chiaro che
la SSH
spiega perfettamente perché lUniverso è quantizzato, e cosa vuol dire
quantizzazione.
Per la nascita di una teoria unificatrice delle diverse fisiche
esistenti un grosso scoglio
è stato rappresentato, finora, dal fatto che, mentre i fisici
relativistici pensano che le
grandezze fisiche siano continue, i fisici quantistici le vedono fatte a
scalini e parlano
di quanti, di pezzi di Energia interi ed indivisibili, come se fossero
mattoni.
Gli orbitali atomici sono quantizzati, cioè un elettrone può stare o in
un orbitale con
una certa Energia potenziale, o in un altro orbitale, con unaltra
Energia potenziale.
Quello che lelettrone non può fare è avere unEnergia intermedia ai due
stati. E
come se un palazzo avesse due piani: o si abita di sotto o di sopra, ma
non nel mezzo.
Questo significa che lEnergia va a scalini, a quanti appunto, ma vuol
dire anche che,
se si accelera una vettura lungo lautostrada, non si potranno ottenere
tutti i valori di
velocità, ma solo alcuni, corrispondenti a quelli permessi dalla
quantizzazione.
Chi guida la vettura non se ne accorge, infatti gli sembra di poter
accelerare con un
incremento continuo dellEnergia fornita dal motore. In realtà, però, i
quanti, o
pacchetti di Energia erogati dal motore, sono così piccoli che, tra
luno e laltro, non
si registra apprezzabile differenza. Questa differenza viene invece
registrata e diventa
macroscopica quando si va nel mondo del piccolo, nel mondo subatomico
appunto.
Allora i diversi stati energetici quantizzati si mostrano e possono
perfino essere
agevolmente misurati.
Nella SSH si ipotizza un Universo materiale con sette livelli energetici
quantizzati. Ci
dobbiamo chiedere perché esistono e perché sono così fatti.
Bisogna innanzitutto notare che, nel nostro dominio enneadimensionale, i
sette piani
energetici sono contraddistinti da frequenze diverse di rotazione
attorno allasse
dellEnergia. Inoltre le varie frequenze di rotazione di tutti i piani
dellesistenza
devono essere multiple di uno stesso valore (2p), perché, se così non
fosse, le ruote (i
piani rotanti spazio-temporali dei diversi sottouniversi paralleli) non
girerebbero in
modo sincrono, alterando la simmetria dellintero Universo, e si sa che
ciò è
impossibile per i principi della termodinamica classica.
Quindi le rotazioni lungo lasse del Tempo e dello Spazio devono essere
quantizzate.
Nel caso III° del capitolo ALCUNE CONSEGUENZE DELLA SSH si vede che,
quando si passa da un universo inferiore ad un universo superiore, le
frequenze di
rotazione lungo lasse delle Energie potenziali e lungo quello dello
Spazio aumentano
quantisticamente, mentre la frequenza di rotazione attorno allasse del
Tempo rimane
identica.
In altre parole i sette diversi piani esistenziali sono sincroni nel
loro movimento e
quindi il Tempo scorre su di essi con la stessa velocità.
Ma la vera radice della quantistica risiede ancora più a monte, e
precisamente nel
fatto che esistono solo tre stati di esistenza: quello caratterizzato
dalla non rotazione,
quello caratterizzato dalla rotazione e quello caratterizzato dalla
antirotazione.
37
Pertanto lUniverso non è continuo: si presenta, infatti, solamente in
tre modi
differenti e non esistono situazioni intermedie. O si è o non si è; nel
mezzo non esiste
nulla.
Questa è lunica spiegazione possibile per dare allUniverso un aspetto
quantistico.
Se ci si pensa bene la rotazione è lunica operazione
matematico-geometrica che ha
la caratteristica di essere  , di essere + o di non essere.
Questa condizione è assolutamente necessaria per garantire un centro di
inversione
dellUniverso, così come noi lo abbiamo descritto. Se volessimo scendere
ancora di
più a fondo, ci accorgeremmo che gli stati quantici dellUniverso non
sono tre,
ovvero più, meno e zero, ma solo due, cioè rotazione e stasi
(assenza di
rotazione).
La differenza tra rotazione ed antirotazione è puramente simbolica e ci
si può
facilmente render conto che dipende dal punto di vista dellosservatore.
Infatti il cono
dellSSH gira tutto rigidamente, ma, se ci poniamo nel punto dorigine e
guardiamo
verso lalto, notiamo che il semicono contenente luniverso
dellantimateria ruota in
senso opposto rispetto a quello contenente la materia, che vedremmo
guardando
verso il basso.
Tale aspetto della questione impedisce, tra laltro, lesistenza di un
punto di
discontinuità nellUniverso, il quale, pertanto, risulta sempre
matematicamente
definibile. Infatti avere dei punti di discontinuità in una funzione che
descriva
lUniverso può voler dire che esistono luoghi in cui valgono più leggi
contemporaneamente.
Nel punto di generazione delluniverso e dellantiuniverso non possono
esistere
contemporaneamente una situazione di rotazione ed una di antirotazione,
perché
questo violerebbe principi fisici elementari.
Si ha, invece, apparente rotazione od antirotazione soltanto
relativamente
allosservatore. La funzione matematica in quel punto non è discontinua
e la sua
derivata ha un valore definibile.
La quantizzazione, dunque, nasce dallesigenza di differenziare i due
soli stati del
Tutto, che sono: ruotare o stare fermo, dove stare fermo può avere due
significati:
può rappresentare la sovrapposizione di due stati degeneri
controrotanti, che si
annullano a vicenda, oppure può essere lassenza totale di rotazione.
Dunque
lEnergia è quantizzata perché i piani, o livelli energetici,
dellesistenza sono
caratterizzati da rotazioni multiple di 2p.
Inoltre la SSH prevede anche una rotazione attorno allasse del Tempo,
la quale
produce, come effetto secondario, il progressivo spostamento dei piani
spazio-temporali
verso il punto di origine. Questo movimento è continuo e prevede tutti i

valori delle energie intermedi tra un livello e laltro, calcolati a
tempo t1. Ciò che è
quantizzato lo è a causa della differenza tra un livello energetico e
laltro, anche se i
diversi livelli si spostano in un continuum energetico. Dunque ad
apparire quantizzata
è la misura della differenza di Energia tra gli stati energetici, mentre
gli stati stessi
possono assumere tutti i valori possibili, in modo continuo.
Ciò vale anche per lo Spazio, poiché, allinterno del piano
spazio-temporale, esistono
punti, posti a distanze quantizzate, su cui si basa lo stesso tessuto
spazio-temporale.
38
Questo accade perché lo Spazio nasce e si estrinseca in quanto la SSH
prevede che ci
sia una rotazione attorno allasse del Tempo, il quale viene così a
definirsi. Una
rotazione, che avvenga sia lungo lasse dellEnergia potenziale sia
lungo quello del
Tempo, produce altra rotazione lungo lasse dello Spazio, che, a sua
volta, si
definisce e si quantizza. Il Tempo è continuo, ma, allinterno dei piani
dimensionali,
può assumere soltanto ben precisi autovalori, così come avviene per lo
Spazio.
Praticamente dallesterno dei piani dimensionali si ha la percezione del
continuum,
ma allinterno tutto si quantizza: Spazio, Tempo ed Energia potenziale.
Possiamo così postulare che:
a Tempo continuo, cioè fra due misure del Tempo nella scala del continuo

eseguite in corrispondenza degli stessi microstati, si verificano
fenomeni
continui, che tali appaiono e risultano continuamente misurabili. A
Tempo
fermo, cioè in un istante qualunque, invece, microstati diversi
evidenziano solo
valori quantizzati, sia per lo Spazio che per lEnergia.
In altre parole, solo quando si quantizza il Tempo si quantizza anche
tutto il resto.
Effettivamente la teoria quantistica prevede assenza di misure
temporali. Noi
diremmo che le misure vengono eseguite a Tempo costante, cioè in un
istante
determinato, quindi tutto ci appare quantizzato.
In sintesi, se tutto si muove, tutto ci appare continuo, ma se tutto si
ferma, allora tutto
ci appare quantizzato, come la pellicola di un film: durante la
proiezione non
vediamo la quantizzazione, ma a pellicola ferma ci accorgiamo che ci
sono
moltissimi fotogrammi e, tra luno e laltro, non esistono altre
immagini.
Inoltre, siccome alla fine del tempo tutti i microstati tendono a
diventare degeneri,
ovvero tendono a diventare un solo microstato, è evidente che laspetto
quantistico,
con landar del tempo, tende a scomparire.
Nel 1996, Louis Nielsen descrisse, nel suo trattato di cosmologia,
basato, tra le altre
cose, sullesistenza di un etere rigido, un Universo che perde
gradatamente gravità,
proprio come accadrebbe ai nostri microstati (che sono i sette piani
dellesistenza)
che si innalzano verso un punto ad Energia potenziale zero durante lo
scorrere del
Tempo. Nel suo sito http://rostra.dk/louis/quant_01.htm lautore
descrive un
Universo in cui sia il Tempo che lo Spazio risulterebbero quantizzati.
Per unaltra teoria, che prevede effetti simili alla SSH (inflazione
dellUniverso,
esistenza di un etere, e gravità quantizzata), vedere lapproccio GET
(General Ether
Theory) sul sito http://www.cyberpass.net/~ilja/GET/index.html .
Infine risulta assolutamente identica alla nostra teoria quella
pubblicata nel 1999 da
Alex Kaivarainen dellUniversità di Turku, Finlandia, che è consultabile
sul sito
http://www.karelia.ru/~alexk . In questo articolo, dal titolo Dynamic
model of
wave-particle duality and superunification, lautore considera che le
onde associate
ad un corpo in movimento (teoria di De Broglie) altro non siano che
combinazioni di
due pulsazioni alternative di particelle sub-elementari, composte da
fasi ondulatorie e
fasi corpuscolari; ognuno di questi due aspetti rappresenterebbe un
semiperiodo
dellonda di De Broglie. Le risultanti proprietà (tre) di spin, carica e
massa
apparirebbero quando non compensate, in un certo punto, da azioni
contrarie, le quali
si esplicherebbero nella rotazione, in un senso o nellaltro, attorno ad
un asse da parte
39
di particelle che comporrebbero letere rigido che riempie lUniverso.
Questo etere
rigido sarebbe la somma di due tipi di vuoto: uno descritto con
particelle che ruotano
in un senso, e laltro, coesistente con il primo, descritto da
particelle che ruotano in
senso opposto. Dove esiste squilibrio appaiono spin, carica o massa.
Il risultato delle due rotazioni in senso inverso produrrebbe, quando in
equilibrio, il
cosiddetto etere, formato, in verità, da una superficie di Bosoni (BVB =
bi-vacuum
bosons). Il punto di vista di Alex Kaivarainen, sebbene limitato al solo
fenomeno
della dualità particella-onda, rappresenta lo stesso nostro modo di
vedere le cose.
Dunque lautore considera la fase corpuscolare (C) e la fase ondulatoria
(W), le quali,
come somma, forniscono la fase di De Broglie (B); la SSH considera,
invece, la fase
(B) come somma di tre, e non due, rotazioni ed antirotazioni, ciascuna
responsabile,
rispettivamente, di Energia, Spazio e Tempo. Tuttavia un esame più
attento della
teoria di questo autore porta a concludere che egli ha semplicemente
utilizzato
descrittori geometrici differenti dai nostri, ma è partito dallo stesso
nostro assunto.
ALCUNE CONSEGUENZE DELLA SSH
I°) LO SPIN SPAZIALE E LA SUA INVERSIONE
Si sa che lo spin è una proprietà che caratterizza alcune particelle
elementari, come
lelettrone, che può averlo di valore pari a + ½ o  ½ .
Cosa accade quando si ha una variazione di spin, cioè quando si salta da
uno dei due
valori quantizzati allaltro?
Non si può pensare che lelettrone si fermi per un istante, quindi
cominci a ruotare in
senso antiorario, poiché questa ipotesi contrasterebbe con il principio
di
conservazione dellEnergia legata allo spin stesso: infatti, se
lelettrone smettesse di
ruotare, in quellistante la sua Energia si annullerebbe.
I calcoli quantomeccanici dimostrano che lo spin, per fare il suddetto
salto, varia di
ben 720 gradi, cioè 4p, ma quale significato possa avere il numero 4p
nessuno lo sa.
Il modello di figura 2 mostra come lelettrone, nella SSH, non si fermi
mai, ma vari
semplicemente il proprio angolo di rotazione in modo continuo, passando
dalla
rotazione lungo lasse dello Spazio a quella lungo lasse dellEnergia
(tratto 1-2), poi
dallasse dellEnergia a quello del Tempo (tratto 2-3), quindi dallasse
del Tempo a
quello dellEnergia (tratto 3-4) ed infine dallasse dellEnergia a
quello dello Spazio
(tratto 4-5).
Per losservatore posto nello Spazio saranno visibili soltanto le
variazioni di rotazione
angolare nello Spazio e nel Tempo e non quelle relative allasse
dellEnergia
potenziale. Tutta la variazione del versore di spin è espressa dal
valore di un giro
completo, che, a livello geometrico, è rappresentabile dalla
circonferenza del cerchio
di Möbius (vedere Nota 2): proprio 720° (4p), come del resto fa notare
il fisico
Giuliana Conforto nel suo libro Scienza Intuitiva (ed. Noesis). La
variazione di spin
non sarebbe, quindi, quantizzata, bensì continua e caratterizzata da un
tempo di
esecuzione fisicamente non misurabile.
40
Questo esempio lascia supporre che il modello SSH possa essere ritenuto
valido,
almeno come chiave di lettura alternativa capace di spiegare situazioni
che altri
modelli non sono in grado di prevedere.
Nota 2
Ricordare che:
Il nastro di Möbius è formato da un rettangolo allungato, con un lato
decisamente più lungo di
quello corto; i quattro vertici sono identificati, in sequenza, dalle
lettere A, B, A, e B, con A e B
disposti su di uno dei lati corti e le altre due lettere disposte
sullaltro lato corto.
A B
B A
Si uniscono, poi, i due lati corti attorcigliando il nastro su se stesso
una sola volta, facendo sì che A
si congiunga con A e B con B. In tal modo si forma un nastro
bidimensionale che ha, però, un
solo bordo, seguendo il quale ci si trova sempre al punto di partenza.
Infatti, se si parte dal punto -A,
che è situato su di un bordo del nastro e si scorre lungo il bordo
stesso, dopo un giro (2p) ci si
trova nel punto B-B, dallaltra parte del nastro rispetto ad A-A; dopo
un altro giro (in totale 4p)
ci si trova nuovamente nel punto di partenza. In pratica una freccia,
che abbia la punta in A-A e la
coda in B-B, dopo un giro è capovolta, con la punta in B-B e la coda
in A-A, e, dopo un altro
giro, assume nuovamente la posizione iniziale.
Durante un giro (2p) lungo il bordo del nastro, cioè sul piano per così
dire orizzontale, la freccia
compie anche un mezzo giro (p) su se stessa, ovvero sul piano verticale;
in totale, dopo un giro
completo, per assumere una posizione invertita rispetto a quella
iniziale, percorre (2p + p), cioè
360° + 180° , e 720° + 360° (4p + 2p) dopo due giri completi, per
sovrapporsi perfettamente alla
posizione iniziale dopo aver compiuto due giri (4p) sul piano
orizzontale ed un giro (2p) sul
piano verticale.


