DF. La NASA ha cancellato il progetto dell'X33, e pianifica ora di
utilizzare la flotta
degli shuttle per altri 20 anni. Significa che nei prossimi 20 anni non
avremo la tanto
sospirata riduzione di un fattore 10 del costo di messa in orbita?
Sicuramente avremo nuovi sistemi di lancio non convenzionali quindi la nasa avrà un incremento 

del 89% di carico utile .Solo che non dirlo in giro troppo.

PETER. Una domanda perspicace. Effettivamente, continuare ad accantonare
grandi speranze e
sostituirle con nuove grandi speranze, senza mai realizzarne nessuna, è
un buon modo per
tenere perpetuamente occupata la gente, il tutto senza assumere alcun
rischio né
responsabilità. Il fatto di non riuscire a sviluppare mai un prodotto
utilizzabile npassa
così costantemente in secondo piano: le date di consegna non subisc<ono
alcun ritardo, se non
c'è mai niente da consegnare! Così, visto ciò che è successo ad X-33 ed
X-34, abbiamo qualche
motivo per sperare che il programma Iniziativa di Lancio Spaziale (SLI),
recentemente
annunciato dalla NASA, abbia un maggior successo? Naturalmente no. SLI
prevede di selezionare
(da parte della NASA, naturalmente) le nuove idee più promettenti per
veicoli di lancio
riutilizzabili. Ma questo era esattamente anche l'obiettivo dell'X-33.
La massima secondo cui
chi non impara dalla storia è condannato a ripeterla sembra più che
appropriato.

TDF. Ma l'X33 era un progetto così scadente?

PETER. Ebbene, sì. Occorre ricordare che il progetto X-33 fu affidato a
Lockheed, invece che
a McDonnell Douglas, che aveva già sviluppato e testato in volo un
prototipo, il DC-X. Il
progetto Lockheed fu scelto, fra i molti proposti, perché era, secondo
le parole dell'allora
vice presidente Al Gore, "il più ricco di sfide tecniche". Una logica
insana, poiché i
progetti, nel mondo degli affari, sono scelti in base alla fattibilità
ed al miglior ritorno
d'investimento, piuttosto che per la maggior difficoltà. Ma la NASA non
è un'azienda
commerciale, ed in ciò sta il problema. Poiché l'obiettivo pubblicamente
visibile del
progetto X-33 (ispirato, o più probabilmente copiato dal DC-X già
testato in volo) era quello
di sviluppare un veicolo di lancio riutilizzabile commercialmente
competitivo - anche se per
lanci satelliti, e non per trasportare passeggeri - si potrebbe dire che
l'intero progetto è
stato auto-programmato per il fallimento sin dall'inizio.

Tuttavia, questo non è l'unico risultato. Ciò che la gente dimentica è
che l'X-33 non è mai
stato inteso coe un RLV operativo. Era un aereo X, cioè un dimostratore
tecnologico. Come
tutti gli aerei X, non ha avuto un immediato utilizzo commerciale, non è
andato in orbita e
non avrebbe certamente potuto lanciare un satellite. VentureStar era lo
sbocco commerciale
previsto dell'X-33. VentureStar sarebbe stato capace di andare in
orbita, e benchè
apparentemente simile, richiedeva molta più tecnologia di quella che
X-33 era destinato a
testare. Raggiungere l'orbita è un problema ingegneristico di un ordine
di grandezza più
difficile, rispetto agli obiettivi progettuali dell'X-33. Tuttavia, la
differenza fra le due
macchine è stata costantemente confusa dai media, con il risultato che
si è parlato spesso di
X-33 come di un veicolo 'reale', piuttosto che di un veicolo di test,
quale realmente era.
Infine Lockheed ha dichiato che VentureStar non era commercialmente
fattibile, perché
richiedeva altri 10 miliardi di US$ per lo sviluppo. Quindi non si
sarebbe potuto fare senza
che i contribuenti statunitensi avessero firmato la fattura - e questo
escludendo i costi
dell'X-33.

Ironicamente, VentureStar era soltanto capace di lanciare satelliti, e
non avrebbe potuto
essere adattato al trasporto di passeggeri, l'unico mercato che potrebbe
probabilmente
ripagare un così grande investimento. Confrontate tale progetto con il
Kankoh-Maru
giapponese, un veicolo il cui costo è stato stimato in 2 miliardi di
US$, capace di portare
cinquanta turisti per volta in orbita e, cosa ancora più importante, di
ripagare il suo costo
di sviluppo.

Space Future ha puntualizzato da anni che gli RLV - anche a prezzi più
ragionevoli - non
possono basare il loro business sul lancio di satelliti. Non vi è
infatti un numero
sufficiente di satelliti da porre in orbita, certamente non in numero
tale da determinare la
massa critica che giustifichi un costruttore nel mettere in piedi una
linea di produzione di
veicoli RLV. L'unico mercato che può assicurare numeri significativi è
la gente che, a breve
termine, significa i turisti. Il problema del 50/50 (come noi lo
definiamo) è descritto più
dettagliatamente su SpaceFuture nel documento "Space Activities, Space
Tourism and Economic
Growth".